Artemedica n.9

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ARTEMEDICA • ANTROPOSOFIA OGGI • NEWSLETTER TRIMESTRALE • NUMERO 9 • PRIMAVERA 2008 • 8,00 EURO POSTE ITALIANE S.P.A - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE DL 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N.46) ART.1, COMMA I, DCB MILANO

Numerologia e astrologia nei Vangeli Il significato dei numeri per un’approfondita comprensione dei Vangeli Arte della Parola L’importanza dell’ascolto nelle malattie cancerose e il ruolo rassicurante della parola

Kaspar Hauser, il fanciullo d’Europa Una riflessione sulle vicende di Kaspar Hauser e sul senso della sua breve vita

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Indice 3 Editoriale 4 Focus Numerologia e astrologia nei Vangeli tratto da Emil Bock

10 L’importanza del ritmo Newsletter Artemedica Antroposofia Oggi n.9 Primavera 2008 Iscritta al tribunale di Milano al n. 773 registro stampa, il 12.10.2005 Direttore responsabile Luisa Abbà Direzione culturale Paulette e Giovanni Prouse Coordinatore progetto Davide Colombi

ARTEMEDICA•ANTROPOSOFIA OGGI•NEWSLETTER TRIMESTRALE•NUMERO NOVE•PRIMAVERA 2008

Redazione Anna Chiello

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di Frank Meyer

12 Indirizzi e notizie dal movimento antroposofico 13 Svegliarsi all’invisibile: l’importanza dell’ascolto nelle malattie cancerose a cura di Francesca Ghelfi

15 La patria nella parola di Agnes Zehnter

17 Pensieri 18 La scuola steineriana messa alla prova intervista a Rüdiger Iwan

22 L’arte del pulire dal seminario di Linda Thomas

Traduzioni Giuseppina Quattrocchi Teresa Buccheri

27 Kaspar Hauser, il fanciullo d’Europa

Progetto grafico Bruno Laurenti - Ellemme

30 La parola ai lettori

di Paulette Prouse

Hanno collaborato Michela De Petris Francesca Ghelfi Jens Heisterkamp Walter Legnani Frank Meyer Giovanni Prouse Paulette Prouse Tetsuo Takeshita Agnes Zehnter

31 Quali cibi per seguire un’alimentazione sana, varia e bilanciata senza sfruttare gli animali?

Tiratura 6000 copie

38 Piccoli annunci

Distribuzione 4000 copie abbonati 2000 copie distribuite presso i maggiori centri, scuole e associazioni di antroposofia, negozi biologici, erboristerie, centri artistici e ricreativi. Stampatore Abbiati - Via Padova 5 - Milano

EDITRICE NOVALIS Via Angera 3 (angolo Belgirate 15) 20125 Milano tel. 02 66984677 - fax 02 67116222 www.librerianovalis.it Redazione annachiello@artemedica.it

di Michela De Petris

34 Editrice Novalis 36 Antroposofia nel Mondo Creare da un’unità di Tetsuo Takeshita


Editoriale

L'incontro tenuto al Centro Artemedica da Linda Thomas, responsabile dei servizi di pulizia al Goetheanum, sui nuovi modi di pulire ha avuto un grande successo e dimostra l'urgenza di portare l'antroposofia più vicina alla realtà quotidiana. È con questo spirito che riportiamo i passaggi più salienti di quell'incontro, che ha portato in noi una nuova consapevolezza su un compito quotidiano poco considerato. L'enigma Kaspar Hauser, il fanciullo d'Europa, che a distanza di più di 150 anni non ha cessato di commuovere e affascinare un gran numero di persone, viene approfondito grazie alle indagini spirituali di Rudolf Steiner, che ci hanno restituito il vero significato del ruolo che avrebbe dovuto svolgere

il giovane nei destini dell'Europa. Senza l'apporto di Steiner ci si potrebbe sentire sopraffatti da un profondo senso di ingiustizia, per l'impotenza di fronte alla forza del male nella sua forma più autentica e inquietante, per il fatto di constatare che il male prevalga quasi sempre sulla sua polarità, il buono e la compassione, personificata nell'innocente fanciullo sacrificato… per che motivo e da che mano? Un vero perdente per questo mondo. Come d'altronde lo era anche il Cristo per i suoi contemporanei: crocifisso fra due ladri, sacrificandosi per amore dell'umanità. L'intervista al maestro Iwan Rüdiger, ex insegnante della scuola Waldorf, ci deve mettere in guardia per non cadere nell'errore di pensare che bastino le buone intenzioni sorrette dall'enorme bagaglio culturale datoci da Steiner per poter andare tranquilli e sicuri incontro al futuro. Non ci sono dubbi che il metodo d'insegnamento steineriano, che tiene conto dei vari settenni con lo scopo di lasciare una libertà ai ragazzi che permetta loro di andare con fiducia verso il loro destino, sia tuttora valido. Può essere difficile accettare che anche le verità eterne abbiano bisogno di un continuo aggiornamento, una conferma che soddisfi lo spirito del tempo rappresentato soprattutto dalla nuova generazione. È urgente soprattutto darsi una vera svolta spirituale che coinvolga maggiormente la sfera della volontà e dell'elemento sociale. All'articolo sull'importanza del ritmo legato alla malattia tumorale, abbiamo affiancato l'articolo tratto dal “Das Goetheanum” sulla

forza terapeutica della parola. È ovvio che la parola è strettamente legata al ritmo del respiro e può essere formulata solo grazie all'aria che inspiriamo, tratteniamo ed espiriamo. Con i suoi ritmi e le sue pause particolari, la metrica esercita una profonda azione sulla circolazione del sangue e dei liquidi in genere. I greci avevano ancora un'esperienza diretta delle leggi spirituali che stanno alla base della metrica. Per l'uomo di oggi diventa sempre più difficile esprimere attraverso il linguaggio ciò che vorrebbe veramente dire. Il linguaggio è spesso un gergo professionale delle varie categorie burocratizzate: giuristi, politici, giornalisti che usano sigle spesso incomprensibili al lettore. L'articolo sulla cristologia fa parte di una serie di contributi dovuti essenzialmente a Emil Bock, sacerdote della Comunità dei Cristiani e uno dei fondatori di questo movimento, sorto dall'incontro fra alcuni teologi della chiesa protestante e Rudolf Steiner, al quale questi avevano sollecitato consigli in vista di un rinnovamento del culto.

APPUNTAMENTI AL CENTRO ARTE MEDICA Proseguono i seminari del Corso di cucina naturale e benessere, tenuto dalla dottoressa De Petris, medico chirurgo, specialista in Scienza dell'alimentazione. I seminari si svolgono tutti i mercoledì pomeriggio fino al 5 giugno. Nei giorni 7, 8 e 9 marzo si terrà un seminario di Arte della Parola Terapeutica, a cura di Francesca Ghelfi, attrice, regista teatrale e terapeuta del linguaggio. Gli incontri sono aperti a tutti gli interessati. Settimana shakespeariana, con letture, analisi del testo e lezioni di recitazione a cura dei professori Sarah Kane e Andrew Wolpert. Gli incontri saranno svolti in lingua inglese, a partire dal 4 aprile alle ore 20.30. Proseguono, ogni lunedì alle ore 21,00 il Gruppo di Canto Corale a cura di Angelika Spielberger Proseguono, ogni secondo lunedì del mese, gli incontri del gruppo di studio guidato da Claudio Elli sull'8° capitolo del testo Possano udirlo gli uomini di Sergej O. Prokofieff, dedicato alla Pietra di Fondazione della Società Antroposofica. Informazioni e iscrizioni per tutte le iniziative, presso la segreteria del Centro Artemedica, tel. 02 6711621, segreteria@artemedica.it.

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Cari lettori Dopo i mesi bui dell'inverno, in cui eravamo più dediti alla vita interiore, giungiamo alla primavera con nuove forze. Speriamo di riuscire nell'intento, simile a quello di un seminatore, di portare ai nostri lettori nuovi stimoli e spunti di pensiero consoni allo spirito del tempo, senza però cadere in luoghi comuni. Nell'ultimo numero avevamo proposto un'intervista a Michaela Gloeckler della Sezione di Medicina del Goetheanum, sul tema della maternità e di quanto sia conciliabile il ruolo di madre con un'attività professionale. Con la speranza che anche voi lettori esprimiate il vostro parere sui contenuti della nostra Newsletter, riportiamo in questo numero una lettera in risposta all'articolo della dottoressa Gloeckler.

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Risvegliarsi all'invisibile: l'importanza dell'ascolto nelle malattie cancerose a cura di Francesca Ghelfi, artista e terapeuta della parola

Il cancro si diffonde nell'organismo attraverso metastasi la cui formazione è dovuta a cellule veicolate da linfa e sangue: è quindi uno sviluppo che avviene attraverso le par ti vitali dell'elemento liquido nell'organismo umano. Si insedia nel fisico ma “usa” la sostanza vitale del corpo eterico, appunto l'elemento fluido. Si tratta di uno sviluppo esponenziale che spiritualmente “corre” sulla vita e cresce. La sua formazione, la sua crescita invade gli organi interni e li uccide. Dunque uccide il fisico passando “attraverso” l'eterico, usando l'eterico. Il cancro riempie i vuoti Chiediamoci ora come l'anima (astrale) e lo spirito (Io) si rapportano con questa crescita del cancro nel corpo fisico. L'anima cresce, si sviluppa con colori e musica e “belle parole”: la bellezza sviluppa l'anima dell'uomo! Quanto allo spirito, esso può crescere e raggiungere sfere molto alte, può crescere infinitamente in quanto “essenza immortale dell'essere”. Rudolf Steiner dice che il cancro si sviluppa secondo le leggi del mondo fisico e cresce fisicamente in un tempo

molto veloce, più veloce del tempo occorrente per la crescita animica e spirituale della persona colpita. Noi abbiamo la percezione di noi stessi in quanto uomini come uno “stato vitale arioso e forte”: un'essenza animico-spirituale inserita in uno spazio fisico. In questo spazio fisico facciamo risuonare la temporalità della parola. Steiner dice che il linguaggio crea mondi e la bellezza crea il futuro. Questo ci porta alla considerazione che non è sensato cercare la soluzione delle cose del mondo con pensieri e parole e concetti astratti, vuoti come spesso sono i concetti svolti in base a una visione unilaterale: così si creano solo vuoti a perdere. Dag Hammarshöld caratterizzò questa unilateralità asserendo che davvero troppo si è cercato di capire il mondo nella sua dimensione unicamente materiale. E questo ha una responsabilità diretta o indiretta nella formazione del cancro. Direttamente o indirettamente questa civiltà basata unilateralmente sulla materia provoca il cancro. Il mondo espresso unilateralmente è una menzogna e la menzogna crea vuoti, crea “buchi” nell'eterico. Vuoti che vengono “riempiti” da materia fisica indifferenziata come appunto sono le cellule cancerose, non ordinate secondo un archetipo umano ma solo secondo leggi fisiche del mondo esterno all'uomo. Questa vita dell'uomo attuale è troppo sedentaria, troppo appiattita sulla macchina, sulla tecnica. Il nostro orecchio esercita costantemente l'udito e tutto attorno ogni cosa produce rumore. Questa “civiltà del rumore” crea onde nell'eterico, onde vorticose continue che pian piano turbano la forma. Troppo for ti sono gli stimoli per l'orecchio e i sensi sono organi spirituali prima che fisici. Essi si turbano se non c'è la qualità in ciò che percepiscono incessantemente, quella sot-

tile qualità che rivela l'interiore essenza delle cose. Questa sottile qualità della vita, cioè la parola spirituale, non si può più ascoltare perché intorno a noi c'è troppo rumore. Come può crescere l'uomo spirituale se non ascolta? Il Logos ha creato perché c'era un universo silente, un archetipo universale che l'ascoltava, la terra, l'erba che l'ascoltava. Per questo tutto ha potuto essere creato. Nella qualità dell'ascolto vive qualcosa che si amplia ver so un mondo invisibile. Nel parlare qualcosa cresce, si sostanzia attraverso le forme sonore. Esse sono forme animico-spirituali viventi che vanno oltre il mondo fisico: la parola è un mondo immaginativo, un mondofantasia. La parola artistica è un flusso di gioia che scorre attraverso la bellezza della parola stessa che viene ascoltata dall'orecchio.

la parola artistica è un flusso di gioia che scorre attraverso la bellezza della parola stessa che viene ascoltata dall'orecchio Nuotare nelle parole Nella clinica oncologica di Friburgo è stato attivato un percorso terapeutico attraverso l'Arte della Parola. Chiediamoci dunque cosa risuona nella parola e nei suoi elementi costitutivi. Le consonanti in se stesse sono come “rumore” degli elementi fuoco-ariaacqua-terra e subito entrano con il loro movimento nell'animico. Le vocali hanno un suono in cui risiede l'ordinamento dei colori, esse ordinano i colori su scala obbiettiva e ne nasce la melodia, il melos. Così la parola vive in ogni fatto musicale. Il sentire interiore è dovuto al l i q u o r, e l e m e n t o s o s t a n z i a l e

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Riportiamo alcune analisi dalla conferenza di Barbara Denyean von Styrk, tenuta a Dornach il 27.10.2005, nell'ambito del Convegno internazionale di Arte della Parola terapeutica.

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i nostri fluidi sono pervasi dagli spettri delle frequenze elettriche e magnetiche

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dell'essenza musicale. Nella parola artistica c'è una carezza, come una corda di violino che vibra. È una pulsazione, un battito come un rintocco di campana. “Acqua è sentire” dice Novalis. Così la plasticità delle consonanti conduce la forza nelle parole e p o r t a n e l m ov i m e n t o d e i f l u i d i l'essenza musicale delle vocali. Steiner parla lungamente da diversi punti di vista dell'elemento plasticostrutturante portato dalle consonanti e delle forze morali-religiose viventi nell'elemento musicale delle vocali. Con la vita del ritmo nascono gli stili del parlare artistico: recitazione = movimento delle consonanti declamazione = forza musicale delle vocali L'essenza dell'uomo è “parola musicale” in movimento ritmico. L'orecchio interiore può sentire fortemente ciò che crea strutturando e la parola artistica ha un forte impatto sulle tre anime dell'uomo (senziente, razionale, cosciente). Occorre imparare a riconoscere il “linguaggio fluido del sentire”, il risuonare il vibrare del suono in noi: è come nuotare nelle parole. L'uomo attuale non nuota più fra i suoni della parola, per contro i nostri fluidi sono pervasi dagli spettri delle frequenze elettriche e magnetiche provenienti dalle emanazioni, dal “rumore” della civiltà materialistica e questo ingenera una tendenza strutturante non umana. Rappresentiamoci l'effetto di tutto questo sugli organi vitali dell'uomo. La vitalità si assopisce, ci si sente sempre più stanchi. L'individualità spirituale dell'uomo si manifesta nella voce, nella frequenza di onde della voce. E crea onde. La voce nuota in queste onde e la risonanza crea, for ma il mondo (le “risonanze creatrici” di Marte che trasforma gli eteri cosmici in elementi terrestri). L'essere dell'uomo nuota in queste onde fluttuanti, si riposa e consolida nella musica delle sfere portata dai suoni della parola.

la frequenza della voce umana può “destrutturare” le cellule cancerose La forza della voce umana La frequenza della voce umana può “destrutturare” le cellule cancerose: esse non possono vivere nella frequenza umana, esse non portano l'archetipo della forma umana. Perciò attraverso la frequenza della voce umana portata dal ritmo della parola artistica possiamo passare dal disordine della malattia fisica all'ordine spirituale, dal cancro a una nuova forma. Così si entra nell'attività terapeutica. I malati di cancro hanno spesso voce sorda e chiusa. Ciò è anche dovuto al troppo ascolto nel segno acustico dell'inquinamento di questa civiltà. Tutto diventa statico, senza sfumature, l'orecchio animico è atrofizzato. Il suono della parola artistica entra dalle orecchie e nuota, viene condotto lungo i fluidi e si fissa per lungo, lungo tempo nelle sue vibrazioni. È un passaggio di soglia e questo attiene alla “vita” della voce stessa che attiva la presenza dell'Io il quale “tasta” il suono della parola e porta a una nuova qualità di ascolto. Quando c'è la presenza dell'Io la voce fluisce attraverso la forma… verso la forma. Con le poesie si possono percepire, sentire queste forme “che si formano”: ciò che nel macrocosmo è forma ar-

chetipa nel microcosmo è voce, suono. Così, ad esempio, la bellezza portata da Venere diventa la vocale “A” che apre la via del cuore all'irradiazione dei reni (bellezza porta amore); la forza di Marte diventa il suono “E” che forgia gli elementi con il fuoco dell'egoità attraverso il sistema biliare, e così via nel segno di una fisiologia occulta. Rudolf Steiner dice “…non si guarisce se non si ascolta la propria voce”, nella voce il suono irradia calore, la

quella del carcinoma è sostanza arimanica sua propria luce. Questa vibrazione irradiante è futuro irradiante, è irradiazione di forze cosmiche attraverso suoni, parole e ritmi combinati nei vari stili del linguaggio artistico mirati alla necessità dell'individuo nella sua specifica sofferenza. Quella del carcinoma è sostanza arimanica. Questa sostanza viene plasmata da esseri elementari i quali, ogni volta che l'uomo dorme, gli sussurrano all'orecchio il “loro” senso del bene e del male (conf. del 27.8.1924, Londra). Queste informazioni entrano nel fisico-eterico approfittando dell'assenza dell'Io e del corpo astrale nell'uomo dormiente e distruggendone la forma. La lotta del futuro sarà quella di contrapporre a queste informazioni devianti una forza cosmica irraggiante


L'azione terapeutica, dell'Arte della Parola sui tre sistemi costitutivi dell'essere umano: sistema neurosensoriale, sistema ritmico, sistema del ricambio e delle membra. L'influsso dei suoni e dei ritmi della parola sulle tre facoltà dell'anima umana: pensare, sentire, volere. Nei giorni 7, 8 e 9 marzo presso il centro Arte Medica di Milano, la terapeuta della Parola Francesca Ghelfi condurrà il Seminario di Arte della Parola terapeutica, aperto ad artisti, terapeuti, medici e a tutti gli interessati.

NOTE 1) Rudolf Steiner, L'arte alla luce della saggezza dei Misteri, O.O. 275

La patria nella parola di Agnes Zehnter tratto da Das Goetheanum, 9 novembre 2007

La parola è radicata nei sentimenti, desta alla vita, ha un effetto illuminante, rassicurante - se solo noi uomini lo vogliamo. Quest'anno durante il convegno della terapia dell'Arte della Parola, che ha avuto luogo al Goetheanum di Dornach dal 25 al 28 ottobre, 117 colleghi si sono ritrovati per studiare l'argomento “Epica, lirica e dramma nell'Arte della Parola terapeutica - paura e depressione come sfida”. Agnes Zehnter fa un resoconto di questo convegno.

Nella sua conferenza introduttiva “Epica, lirica, dramma e la loro efficacia terapeutica”, Hans Paul Pichter è riuscito a caratterizzare artisticamente prima di tutto l'azione rassicurante dell'epica fondata sulla conoscenza dell'uomo: attraverso il flusso della parola il mondo viene creato plasticamente dentro di me, l'autore epico ama la creazione, fa sfociare gli episodi più dissimili, le esperienze interiori e le distinzioni astrali in una grande totalità, e rafforza così le forze vitali. Il dramma invece forma e plasma la nostra anima, viene inserito l'Io. Soprattutto nell'archetipo del dramma, la tragedia. Infine la lirica, come terza direzione di espressione, trova la sua fonte nel presente, sveglia l'Io. Possiamo comprenderci per un momento nella nostra eternità, vivere nel presente dell'anima! Non importa se siano determinanti i processi del pensiero o quelli vitali, nell'espressione lirica il nostro corpo vitale riporta sempre questi processi nell'Io. Rassicurazione attraverso la Parola Il medico Christian Schopper, nella sua conferenza “Paura e depressione in rapporto con rene e polmone”, ha parlato in modo incisivo di quanto oggi sia urgentemente necessario un lavoro terapeutico con la parola fondato sulla conoscenza dell'uomo. Schopper trasmette, attraverso delle chiare e plastiche descrizioni, sola-

mente le sue verità acquisite attraverso una scienza dell'uomo pervasa di antroposofia; nessun luogo comune, né convenzione, né routine. Portare la luce nelle tenebre della paura dei reni, rafforzare il rene come organo di luce eterica, contrastare la sua tendenza all'asma, alla neurodermatite e alle malattie reumatiche attraverso il terapeutico parlare della verità: ciò sarebbe, in questo caso, il compito del terapista di Arte della Parola. Perché per gli spiriti elementari - ha citato una sua conoscente - non è chiaro dove noi vediamo la luce, ma solo dove noi parliamo delle cose vere, con un linguaggio di luce. Dall'altra parte il nostro polmone può essere il nostro sostegno interiore in qualità della sua natura ferma, molto psichica e fredda. Come organo eterico vitale pone gli uomini tendenti alla depressione davanti alla domanda: dov'è la tua patria? Trovare la patria nella parola, questo è l'esempio che, lottando, ci hanno dato tanti poeti. Portare calore e rassicurazione attraverso la parola vissuta, compiuta, questo oggi è il compito terapeutico dell'Arte della Parola. Una breve vacanza nella parola Gisela Kurnatowski, Sophia van Dijk e Barbara Denjean von Stryk hanno parlato da collega a collega nelle loro relazioni: è stato presentato l'istante della vita come momento curativo, la terapia del dramma per pazienti con paure e/o depressioni è stata trasmessa in modo molto vivace ed efficace. Il terzetto “epica, lirica e dramma” è stato sviluppato come via dall'Io al Tu in un percorso di lavoro dell'Arte della Parola.

trovare la patria nella parola, questo è l'esempio che, lottando, ci hanno dato tanti poeti Queste conferenze sono poi state approfondite nei gruppi di studio in modo professionale, trasformate in senso artistico e presentate poi in modo originale. È stata molto emozionante la serata del ricordo

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che penetri nel mondo dello spazio terrestre. Così possiamo sintetizzare l'irradiazione cosmica. - Il suono, essenza musicale delle sfere planetarie e delle costellazioni zodicali recanti l'archetipo dell'organizzazione umana, passando dal senso dell'udito si ordina in colori(1) e riluce in vibrazioni attraverso il corpo astrale (anima dell'uomo). - Il corpo astrale spinge il movimento dei suoni-colore differenziandoli nel ritmo attraverso il sangue e la linfa come un codice vibrante di vita che irrora, informa l'essenza eterica degli organi umani stimolando i processi vitali, il sistema immunitario e l'identità peculiare. Per contro le cellule cancerose non possono ricevere l'ordinamento dei suoni cosmici recanti l'archetipo umano; esse infatti soggiacciono alle leggi del mondo terrestre. Sono dunque portate a bloccarsi nel loro sviluppo e, via via, a destrutturarsi. Il tempo della terapia consiste nel lavorare ogni giorno con il suono e il respiro combinati in ogni ritmo, tonalità e qualità planetaria del giorno. È dimostrato che questa pratica artistico-medica dell'Arte della Parola terapeutica ha la stessa valenza della chemioterapia. }

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dei defunti Waldtraut e Paul Theodor Baravalle, Günter Arnulf Kopfsch, Ralf Becker e Agate Lorenz-Poschmann. Il forum “domande scottanti” ha lavorato su cinque argomenti: esoterica del lavoro, lavoro nell'ufficialità, indicazioni per l'Arte della Parola terapeutica, domande di formazione e di aggiornamento e l'Arte della Parola nelle scuole steineriane, con riferimento all'Arte della Parola in età prescolare. Invece di sentire lamentazioni su quanto ancora scarsa sia la considerazione dell'Arte della Parola nei propri ambienti antroposofici, era palpabile un forte spirito d'iniziativa e voglia di collaborazione. Il lavoro di ricerca del terapista di Arte della Parola Dietrich von Bonin è molto meritorio e singolare. Egli ha illustrato alcuni suoi risultati e alcune possibilità di dimostrazione, con un'efficace presentazione in power point, che riguardava l'influenza dell'esametro e dell'allitterazione sul ritmo cardio-respiratorio. Questo lavoro non è stato soltanto pubblicato in importanti riviste specializzate, ma ha ottenuto anche una buona risonanza in ambito medico e sulla stampa. Su uno schermo - grazie a una tecnica specifica - è stata trasposta un'immagine del respiro e del battito che una persona ha quando parla in esametro e che è paragonabile alla fase del sonno profondo priva di sogni. Sta a noi, alla nostra libertà, introdurre nella coscienza di veglia quante volte lo desideriamo nella nostra quotidianità attraverso il modo di parlare in esametro - questa fase di riposo paragonabile al sonno profondo, questa “breve vacanza”. Chiedete al terapista dell'Arte della Parola che conoscete di mostrarvi i primi passi di questo “viaggio nel mondo dell'esametro”.

era palpabile un forte spirito d'iniziativa e voglia di collaborazione La cristianizzazione della parola Michaela Glöckler ha concluso in maniera approfondita e illuminante con la sua conferenza “Paura e depressione come sfida per l'autoeducazione e l'Arte della Parola”. Ogni malattia è un apprendimento, è un incontro con il protettore (animicocorporeo); una volta si parlava anche di una “visitazione di Dio”. Visto così anche il percorso di apprendimento può essere considerato una malattia volontaria, un incontro cosciente con il

protettore (animico-corporeo). Il “rifugio” della paura, così ha detto Michaela Glöckler, è l'osso. La forza formatrice delle ossa nella maggior parte dei casi non è legata al corpo ed è quindi dotata di paura. Il terapista ha il compito di sviluppare una comprensione della paura; la relazione è il fattore più importante per la salute! È diverso ciò che riguarda la depressione: in questo caso l'uomo animico e spirituale si arrendono alla materia e il paziente prova dei sentimenti che non può comprendere, egli “annega”. Il terapista ha il compito di riportarlo all'attività. La parola porta la luce del pensiero nell'oscurità, la parola individualizza i concetti. Per l'apprendimento del terapista il prologo del Vangelo di Giovanni è una via per la cristianizzazione (Durchchristung) della propria parola. Gli esercizi complementari di Rudolf Steiner, come vengono ad esempio illustrati nel libro L'iniziazione, possono diventare un aiuto molto concreto per la vita di lavoro terapeutico di tutti i giorni: attraverso un “lavaggio delle mani” spirituale dopo ogni terapia e un aumento della percezione sino all'esperienza delle idee e della concezione dell'Io degli altri esseri.

la parola porta la luce del pensiero nell'oscurità, la parola individualizza i concetti Uno sguardo disilluso Bisogna adesso porre dolorosamente lo sguardo sull'attuale situazione della formazione dell'arte della parola: nell'ambito della lingua tedesca attualmente esistono solo la “Theaterakademie Stuttgart” (l'Accademia di teatro di Stoccarda), la “Akademie für Sprachgestaltung und Schauspiel am Goetheanum” (l'Accademia per l'arte della parola e lo spettacolo al Goetheanum) e la “Dora-Gutbrod-Schule für Sprachkunst” (la Scuola Dora Gutbrod per l'arte della parola) anch'essa a Dornach. Quest'ultima non accetta più iscritti, la scuola deve chiudere. Dov'è la generazione che negli anni '20 e '30 del nostro nuovo secolo curerà la cultura della parola e l'effetto guaritore della parola? Anche lo sguardo negli ambiti lavorativi disillude. Importanti istituzioni antroposofiche sostengono che l'arte della parola sia un lusso. Con grande naturalezza nelle scuole Waldorf le altre arti, come ad esempio musica, modellaggio, disegno,

pittura ed euritmia, vengono insegnate da personale specializzato. E la parola? Quanto più lampante devono ancora diventare il decadimento della parola, la percentuale di problemi espressivi nei bambini, la problematica della voce degli insegnanti, i risultati degli studi Pisa (1)? L'Arte della Parola è un lusso perché nel 1919, al momento della fondazione della scuola Waldorf, non esisteva ancora? Se adesso perfino nelle cliniche antroposofiche le terapie individuali (terapia della parola, musica, euritmia curativa) vengono eliminate per questioni economiche - come attualmente nella Husemann-Klinik - fra non molto anche l'ultimo terapista dell'Arte della Parola rimarrà a guardare senza più parole. E l'Arte della Parola non risente da fin troppo tempo della sua fratellanza con il teatro? Quale palcoscenico accetta questa sfida con amore e dedizione? L'uomo - e soltanto lui - può creare da se stesso la parola degli dèi, poiché la parola degli dèi da sempre ci circonda come ispirazione.

con ogni parola noi immettiamo qualcosa di molto concreto nel mondo Con ogni parola noi immettiamo qualcosa di molto concreto nel mondo, noi decidiamo perfino in ogni momento del giorno come sporcare etericamente l'ambiente intorno a noi - il nostro rifugio spirituale - come renderlo vivo e arricchirlo. Inoltre la parola mantrica e rituale trovano qui il loro grande compito. Se ci innalziamo dalla nostra natura fino all'arte attraverso la parola, forse potremo riuscire anche in futuro, come Friedrich Hebbel, ad apprezzare il nostro più grande dono umano, la parola, e viverla come il più grande miracolo. }

NOTE 1) PISA, Programme for International Student Assessment (Programma per la valutazione inter nazionale dell'allievo). Gli studi PISA sono realizzati nel quadro dell'Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo in Europa.


L'arte del pulire di Linda Thomas (a cura di Anna Chiello)

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Lo scorso ottobre il Centro Artemedica ha ospitato, con grande successo, il seminario di Linda Thomas dal titolo “Cominciamo dal sapone...”, organizzato dall'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica. Si è trattato di una giornata di incontro teorico e pratico sui nuovi modi del “pulire”, durante la quale la signora Thomas, dopo aver illustrato il suo percorso e portato molti esempi dalla sua esperienza, ha svolto dimostrazioni su alcuni prodotti e atteggiamenti e ha risposto alle domande della platea. Riportiamo di seguito l'adattamento di alcuni passaggi del seminario, insieme alla preghiera che la signora Thomas ha voluto donare agli intervenuti e a uno stralcio dell'intervento di Pino Ferraro sulla concezione di sporco e pulito in natura.

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Quando ho iniziato a occuparmi di pulizie professionalmente ho preso coscienza di alcune problematiche che riguardano questa attività. Innanzi tutto le questioni visibili, più concrete che riguardano l'inquinamento che si produce nel pulire: alcuni studi riportano che l'83% dell'inquinamento è prodotto da case private e istituzioni (scuole, ospedali ecc). Non tutti sanno, inoltre, che fra gli addetti alle pulizie il rischio di contrarre malattie è maggiore che in altre categorie di lavoratori (in Germania e in Svizzera la prima causa di invalidità riguarda proprio gli addetti alle pulizie). Basta considerare che i profumi usati nei detersivi tradizionali sono potenti allergeni; per questo nei prodotti ecologici il profumo è assente (o presente solo in minima parte). L'utilizzo di detergenti e detersivi ecologici, possibilmente prodotti sul territorio in cui si opera, è un primo passo per ridurre al minimo l'impatto ambientale di produzione e trasporto e, al contempo, limitare i rischi per chi fa uso di quei prodotti. Facendo le pulizie in modo professionale si comprende che bisogna imparare a farle in modo diverso da come si è abituati in casa,

altrimenti si rischiano crisi, sia fisiche che spirituali. È importante sapere che questo lavoro può essere svolto in modo più sano. Ama ciò che fai Altre problematiche legate al pulire riguardano un aspetto più spirituale, meno concreto ma altrettanto fondamentale. Si tratta della considerazione di questo tipo di lavoro: non c'è molto riconoscimento sociale per chi pulisce e, al contempo, chi pulisce prova totale indifferenza per le persone per cui lavora: manca una comunicazione, un legame. Quindi il lavoro viene svolto con fatica, senza gioia e chi pulisce resta facilmente vittima di crisi interiori e lascia tracce spirituali di tale insoddisfazione negli ambienti in cui opera. A molti è capitato di non poter dormire in una stanza d'albergo non perché non fosse ben pulita ma per qualcosa di inspiegabile. Quando ci si appresta a pulire bisogna, quindi, porsi delle domande: con la mia attività io porto delle modifiche all'ambiente? che effetto ha il mio lavoro su coloro che vivono negli ambienti che io pulisco? come posso farcela a svolgere questo lavoro per anni? Una vecchia leggenda racconta di un monaco

al quale venivano affidati tutti i compiti che nessuno voleva svolgere nel convento. Ma lui aveva un sistema che gli permetteva di non sentire il peso del lavoro: per ogni lavoro che faceva recitava una massima, una preghiera. Per esempio, quando lavava i pavimenti chiedeva a Dio di mandargli un angelo che poi accompagnasse tutta la gente che camminava su quel pavimento. La leggenda dice che, dopo anni di quella vita, il monaco si svegliò illuminato. Nei primi tempi in cui svolgevo questa professione ho avuto modo di pormi spesso quelle domande e alla fine mi sono risposta: se non puoi fare ciò che ami devi imparare ad amare ciò che fai. Mi sono ricordata della leggenda del monaco e ho iniziato, intanto che facevo un lavoro, a recitare una massima. Dopo un po' di tempo mi sono accorta che lavorare così era diventata una questione di sopravvivenza, poi di piacere e, infine, non potevo più farne a meno. Quando devo pulire un locale che sento che non mi va di pulire, io penso che Cristo è con me, perché solo con la consapevolezza che Cristo mi è vicino e mi aiuta posso affrontare la difficoltà. La consapevolezza è fondamentale, serve a sentire l'ambiente e ad accudirlo.


non ha più sporcato per 10 giorni. È ovvio che questa pulizia va fatta sempre e sempre in questo modo: non si può bagnare una pianta e pensare che basti una volta e per sempre. Se si opera con amore nasce una comunicazione. E anche gli esseri elementari intervengono in aiuto. Fare pulizia può facilitare lo stabilirsi di legami e migliora i rapporti anche in famiglia. È importante anche coinvolgere i bambini fin da piccoli nell'ordine e nelle pulizie attraverso il gioco e il lavoro comune con i genitori. All'inizio è il genitore a riordinare e poi pian piano i bambini imparano. È utile che i bambini pensino alla casa come a un essere vivente dove ogni stanza è un organo e se un organo è ammalato si può ammalare tutta la casa. Servono poi piccole accortezze per abituare all'ordine: non spogliare i bambini in camera ma in bagno, così i panni sporchi vanno subito nel cesto della biancheria da lavare e in camera restano solo gli abiti puliti che vengono presi al mattino per vestirsi. Per mantenere in casa l'atmosfera pulita bisogna lasciare in giro per tutta la casa il proprio Io, cioè accudimento, cura e consapevolezza. Ritmo e gestualità La questione principale della pulizia è l'ordine, ovvero dove deve trovarsi un determinato

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Pulire è accudire Ho iniziato questo lavoro prima di interessarmi all'antroposofia. Poi con l'antroposofia, ho potuto spiegarmi tante cose che avevo sperimentato con il mio metodo di pulire. Mi sono accorta che anche le persone per cui lavoro sono cambiate; da quando ho modificato il mio modo di fare le pulizie, molti clienti mi aspettano per ringraziarmi (prima li vedevo solo per gli accordi contrattuali). Lavoro spesso in scuole, istituti, centri di guarigione, e per chi frequenta questi posti è molto importante il mio modo di agire sull'ambiente. Una volta in un seminario, una signora con un figlio cieco ha raccontato che aveva iniziato a pulire in modo diverso, seguendo i miei consigli, e il figlio se ne era accorto e le aveva chiesto: “mamma, cos'hai fatto alla stanza? è più alta!” Quando si lavora in modo consapevole si trasforma il pulire in accudire e in cambiamento nell'atmosfera, si crea spazio per altro. Se si vuole creare qualcosa bisogna fare spazio per far entrare anche il futuro. Lo si nota molto bene nei bambini: quando si è pulito con cura i bambini vanno in quello spazio e sono più creativi. L'accudimento dell'ambiente ha risvolti positivi sull'uomo. Mi è capito di pulire il bagno di un ragazzo autistico che sporcava i muri con i propri escrementi. Dopo che io avevo pulito, con cura e consapevolezza, il ragazzo

oggetto. Fare ordine è un'attività interiore e quindi bisogna prima di tutto fare ordine in se stessi: ciò fa ergere le persone in verticale. Ciascuno di noi sa qual è lo spazio più sporco da cui cominciare, e se va sulla soglia di una stanza e guarda dentro inizierà da quello che più lo disturba guardando. Di solito ciò che ci disturba lo mettiamo da parte; ma è proprio ciò che mettiamo da parte, ciò che tralasciamo a farci stancare di più. Dobbiamo creare una base su cui lavorare per prenderci cura dei nostri locali. Il punto di partenza è darsi un ritmo, perché il ritmo penetra in noi e ci chiama. Se noi ci diciamo “ogni sabato faccio una certa cosa” entriamo nel ritmo. Se entriamo nel ritmo e abbiamo un quadro preciso delle cose da fare tutto è più facile e viene meglio e più velocemente. Perché è il ritmo che ci porta. Se lavoriamo con ritmo entriamo sulla soglia e così gli esseri elementari ci aiutano. Come dice Shakespeare “ci sono più cose fra cielo e terra di quanto si possa immaginare”. E ci sono entità che possono aiutarci o impedirci nel nostro lavoro, anche se noi non le vediamo. Dobbiamo avere sempre la consapevolezza di ciò che stiamo facendo e del come. Un buon esercizio da fare tutte le sere è guardare ogni locale e vedere se lo stiamo lasciando così come lo vorremmo vedere il giorno dopo, appena alzati. Quando c'è troppo caos il difficile è cominciare; bisogna decidere di iniziare da un punto e farsi un piano di lavoro per non farsi distrarre. Bisogna decidere da dove partire e in quale direzione si vuole andare. Portare a termine ciò che ci si è prefissi libera forza interiore. Lavorando in questo modo è come se facessimo arteterapia. Oltre al ritmo nell'organizzazione occorre avere il giusto ritmo anche nell'esecuzione dei lavori. Bisogna modificare i propri movimenti, coinvolgendo tutto il corpo nell'atto di pulizia. Il movimento circolare a spirale classico svolto con le mani fa stancare e infiammare le spalle e, tra l'altro, ci fa ripassare spesso sullo stesso punto tralasciandone altri. Un movimento corretto e sano è basato sul ritmo e sul coinvolgimento di tutto il corpo: fare movimenti lunghi e distesi, muovendosi sulle gambe e il bacino. Nel pulire, lo strumento più importante sono le nostre mani (con le quali possiamo fare molte cose). La qualità dei gesti mentre puliamo determina la qualità degli ambienti in cui puliamo. Spesso quando puliamo sembra che stiamo facendo una lotta con i denti stretti: stiamo lottando con lo sporco. Lo stesso gesto si può fare con plasticità e

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dolcezza ottenendo lo stesso risultato.

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Creare spazio Nessuno può essere costretto a voler pulire; è giusto utilizzare collaboratrici che fanno il proprio lavoro con amore. Senza dimenticare, però, che l'ordine e il quadro generale devono essere nelle mani della padrona di casa, che deve sempre mantenere il contatto con la sua casa lasciando ovunque la propria consapevolezza, altrimenti negli ambienti si crea un vuoto che può essere riempito con qualunque altra cosa. Così, se da un lato, quando si trasloca è importante pulire la casa che si lascia per lasciare spazio ai nuovi inquilini (oltre che per chiudere il proprio rapporto con la casa),

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dall'altro è altrettanto fondamentale, prima di entrare nella nuova casa, pulirla tutta a fondo e valutare cosa ne vogliamo fare, che vita vogliamo viverci, come la vogliamo riempire. Pulire per creare lo spazio alla nuova vita nella nuova casa: il sole può illuminare la nostra casa se noi apriamo le tende; il sole può far crescere e scaldare ogni cosa, ma non può aprire le tende. Secondo la mia esperienza, anche il problema degli insetti in casa è legato alla questione dello spazio. Se in casa ci sono mosche e zanzare è perché c'è qualcosa che non va. Se l'uomo non cura il suo locale, gli insetti trovano spazi liberi. La trascuratezza è dove noi non portiamo consapevolezza; per questo quando si pulisce una stanza è importante

Sporco e pulito: due dimensioni polari Cosa è lo sporco? I regni della natura, vivendo e morendo, lasciano nell'ambiente i loro resti, parte dei quali rimangono inalterati e modificano il paesaggio, e parte vengono trasformati. Tutto ciò rientra in un processo naturale che ha dei suoi ritmi ben precisi, una sua ratio e un suo senso. La trasformazione delle sostanze di rifiuto in natura avviene grazie all'attività del corpo vitale o corpo eterico della Terra. Come il nostro corpo eterico, attraverso la digestione, ci pulisce dai residui alimentari, così il corpo eterico della Terra, attraverso una sua digestione, pulisce continuamente il pianeta. L'uomo vivendo riversa nell'ambiente sostanze organiche naturali, atteggiamenti psichici, esperienze spirituali, rifiuti materiali, frutto della sua attività lavorativa. Le sostanze organiche umane rientrano nel grande ciclo delle trasformazioni naturali, mentre il rimanente riguarda altre sfere e si inserisce in altri processi. I nostri atteggiamenti di natura psichica, le emozioni, e le nostre esperienze spirituali si riversano nell'ambiente come dei fiumi e costituiscono, in positivo e in negativo, l'enorme substrato, il grande oceano invisibile che alimenta tutta la vita emotiva e di pensiero a livello individuale, sociale e planetario. Respirando l'aria portiamo dentro di noi il respiro di tutti gli esseri del mondo diventando con essi un corpo unico. I rifiuti materiali, frutto dell'attività lavorativa dell'uomo, che non sono biodegradabili modificano fortemente il paesaggio, interferiscono negativamente con i ritmi vitali degli esseri della natura, introducono nell'ambiente un nuovo elemento che la natura non riesce a trasformare, in tempi brevi, ed è quello che costituisce ciò che noi chiamiamo sporco e inquinamento: è lo sporco cronico, persistente che interessa grandi aree del pianeta. A questo punto, ritorna la domanda iniziale: cosa è lo sporco? Lo sporco è parte di una realtà complessa che scaturisce dall'anima e dalla mente dell'uomo e che sfugge all'uomo stesso. Non sempre l'uomo riesce a prevedere le conseguenze negative di certe sue emozioni e di certi suoi pensieri. Da questa disattenzione di natura spirituale nasce lo sporco. È importante chiarire e ribadire che il mondo spirituale, nel bene e nel male, diventa realtà concreta solo per mezzo delle nostre azioni e dei nostri pensieri. Le forze spirituali diventano attive nella realtà grazie a noi. Noi portiamo sulla Terra forze di luce e d'amore e forze di tenebra e di odio, con i nostri sentimenti e con i nostri pensieri. Credo che possiamo affermare che lo sporco materiale è la conseguenza diretta e inevitabile dello sporco animico e spirituale. Di conseguenza, possiamo dire che il pulito è un altro atteggiamento animico-spirituale dell'uomo, esattamente opposto. Il pulito è il risultato, sul piano materiale, di un sano atteggiamento animico e spirituale, di un atteggiamento che guarda al futuro. Sporco e pulito sono le due metà del cielo, sono lo yin e lo yang, la tenebra e la luce, sono le forze arimaniche e luciferiche, e noi stiamo in mezzo a queste forze universali, motori dell'evoluzione, cercando un equilibrio momento per momento. Se consideriamo lo sporco e il pulito come realtà spirituali, possiamo affrontare l'esperienza della pulizia personale, della casa, del posto di lavoro e dell'ambiente in maniera nuova. E quando questa realtà sarà compresa da tutti, sarà nuovo anche l'atteggiamento dei legislatori, dei politici, dei creatori di prodotti per la pulizia. Si sceglieranno prodotti con il minore impatto ambientale possibile, e si affiancherà all'uso di tali nuovi prodotti più dolci, più amorevoli, più del futuro, più umani, una maggiore attenzione e un nuovo modo di portare la luce nella quotidianità, perché il pulito è proprio questo: luce che rischiara la vita quotidiana. Pino Ferraro


iniziare dalla periferia del locale (le pareti dall'alto verso il basso, poi i lampadari ecc), perché quanto più l'azione si svolge al centro tanto più la trascuratezza prende possesso della periferia. Anche se molti obiettano che i ragni sono utili per la cattura delle mosche, io insisto che la casa non è l'ambiente dei ragni: il ragno in casa rappresenta il fatto che la casa non è curata consapevolmente in ogni sua parte. La soluzione al problema degli insetti in casa sta nello spirito di gruppo degli animali, basta comunicare con essi. Gli animali possono essere educati. Quando trovo un ragno, io gli parlo, per esempio dicendogli “se non te ne vai entro un giorno io ti ammazzo”: funziona sempre, e nel giro di un giorno gli insetti spariscono. In Sud Africa c'è un detto: “Come si fa per non avere mosche in cucina? Basta mettere una cacca di vacca in soggiorno!”. Anche questa è una risposta legata alla cura degli spazi. Usare strumenti e prodotti ecologici Perché usare prodotti naturali? Il fatto che le acque sono inquinate anche a causa di detergenti e detersivi mi sembra già un buon motivo. Inoltre, molte allergie vengono causate dai disinfettanti; quindi, soprattutto se si pulisce in ambienti dove vivono persone deboli (anziani e malati), meglio usare prodotti privi di rischi. Per lo più si obietta che i prodotti biologici non puliscono a fondo. Il problema è che questi prodotti richiedono più tempo per agire: per esempio, per quanto riguarda il bucato per ottenere un buon risultato bisogna

pretrattare le macchie o utilizzare l'ammollo. Molti detersivi chimici possono essere sostituiti da procedure meccaniche o manuali: una lametta o una spatola possono essere usate per togliere macchie di vernice, per pulire il forno dalle incrostazioni, per la gomma da masticare, per la cera a terra, per tutto lo sporco che si deposita a strati. I panni in microfibra sono ottimi strumenti, perché fanno risparmiare molto tempo e possono essere utilizzati senza detersivi. Ce ne sono di varie tipologie a seconda del materiale da pulire e del tipo di sporco (per spolverare e lavare i pavimenti, per il legno, per pulire i sanitari, per le finestre ecc); meglio quelli di buona qualità perché se ben utilizzati durano molto a lungo. Esistono in commercio anche scovolini e spazzole per pulire a fondo le parti più delicate e difficilmente raggiungibili. C'è uno strumento “acchiapparagni” che raccoglie il ragno in una scatoletta che poi può essere aperta all'esterno per liberare il ragno nel suo ambiente. Se si tengono gli strumenti per pulire nel luogo dove più vengono utilizzati, tutto diventa più semplice e automatico. Per la pulizia della casa sono sufficienti tre sostanze, comunemente usate come base nei detersivi biologici: sostanze acide, basiche, neutre. I detergenti acidi (acido citrico, acido lattico, acido formico, aceto) si usano contro il calcare e per pulire i sanitari, per le macchie acide e per lo sporco di animali. I detergenti alcalini (sapone di marsiglia, sapone a base di bile, cloruro d'ammonio, ammoniaca, bicarbonato di sodio) sono

adatti per rimuovere unto e macchie grasse e per le pulizie di fondo. I detersivi neutri (detergenti multiuso privi di sostanze ad azione specifica) possono essere usati per tutte quelle superfici dove non è richiesta una cura specifica, come le superfici sintetiche, la formica ecc. Sporadicamente, nella pulizia dei sanitari e del piano cottura in cucina si possono usare degli abrasivi, come polvere o crema a base di quarzo, cenere o gesso. I solventi (alcol, trementina, benzene, petrolio) vanno usati solo in caso di necessità e seguendo le specifiche indicazioni. Nel pulire e riordinare è importante che si abbia consapevolezza di compiere un atto sacro. Se noi applichiamo questi criteri, pulire sarà più facile e più appagante. }

Linda Thomas è nata in Sud Africa nel 1953. Ha fondato la propria impresa di pulizie ecologica in Svizzera nel 1988 e dal 1993 organizza i servizi di pulizia del Goetheanum. Questo lavoro, e il suo amore per la professione di casalinga, l'hanno portata a scoprire un percorso di autodisciplina nel lavoro di tutti i giorni. Divulga le sue conoscenze e la sua esperienza attraverso corsi e conferenze in Europa e in tutto il mondo. Una sua intervista dal titolo “Guarigione” è pubblicata sul Quaderno di Flensburg 19, editrice Novalis.

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Preghiera Signore di pentole e padelle, non ho tempo per fare la santa, per vegliare di notte e compiacerti. Fammi diventare santa col preparare i pasti e col lavare i piatti. Ora che ho finito di lavare stoviglie il tempo della preghiera della sera è terminato. Signore di pentole e padelle, ti prego, accetta la stanchezza che mi prende alla vista di pentole bruciate e fondi di caffè. Ricordami le piccole cose che scordo facilmente, non solo per risparmiare tempo, ma per trasformare in preghiera la tavola apparecchiata per i pasti. (tramandata da una vecchia suora svizzera)

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Quali cibi per seguire un'alimentazione sana, varia e bilanciata senza sfruttare gli animali? di Michela De Petris, medico chirurgo, specialista in scienza dell'alimentazione

Le indicazioni stilate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per seguire uno stile di vita sano e ridurre il rischio di insorgenza di numerose malattie cronico-degenerative (ipertensione arteriosa, diabete, obesità, gotta, osteoporosi, demenze, tumore) raccomandano di: - seguire un'alimentazione basata prevalentemente su cibi vegetali - svolgere un'attività fisica regolare - mantenere un peso corporeo appropriato per tutta la vita (BMI<25 kg/m2) Ma quali sono gli alimenti verso cui orientare la scelta? Possiamo attingere alla nostra tradizione gastronomica e orientarci verso cereali e legumi, verdura e frutta di stagione, alghe, semi, frutta oleaginosa ed essic-

cata. A questi alimenti possiamo affiancarne altri, tipici della cultura macrobiotica, dalla quale possiamo prendere spunto e provare a integrare con piatti della cucina mediterranea. Si tratta di cibi di origine vegetale, facili da reperire in commercio, ottimi da un punto di vista nutrizionale e molto pratici in cucina. Sono il latte di soia, di riso, avena, orzo e mandorla, il tofu, tempeh, miso, tamari, seitan, tahin e gomasio. Vediamoli nel dettaglio e analizziamo in quanti modi diversi possono essere consumati e combinati fra loro per potersi garantire un'alimentazione varia, bilanciata e sana. Cereali e legumi I cereali costituiscono la quota base dell'apporto calorico quotidiano: sono da preferire quelli integrali, meglio se in chicco, perché conservano intatti i tegumeni esterni (ricchi di fibre e fitoestrogeni) ed il germe (ad alto contenuto di proteine, grassi vegetali buoni, vitamine e oligoelementi), a differenza di quelli raffinati che risultano costituiti unicamente dalla componente amidacea. La scelta è molto ampia: frumento, riso, farro, grano saraceno, kamut, avena, orzo, segale, miglio, amaranto, couscous, bourgur e quinoa. I cereali forniscono energia sotto forma di carboidrati complessi, sono in grado di modulare il rialzo glicemico post prandiale, appagano il gusto e hanno un buon potere saziante. Dalla lavorazione della farina di grano, di kamut o di farro si ottiene il seitan, un alimento dal sapore molto gradevole,

morbido e facilmente digeribile. Si ricava da un processo che consente di separare nella farina la parte amidacea da quella proteica (glutine); quest'ultima, una volta cotta e compattata, prende il nome di seitan. Per la sua rapidità d'uso e il suo aspetto, il seitan è molto simile alla carne, ma di valore biologico inferiore perché ottenuto dai cereali. Diventa un ottimo piatto se integrato all'interno di un'alimentazione varia ed equilibrata. I legumi (soia, fagioli, ceci, lenticchie, fave, piselli e cicerchie) sono proposti come alternativa a carne, uova e formaggi. Contengono proteine vegetali di alto valore biologico, apportano fibre, acidi grassi insaturi, fitoestrogeni e altri micronutrienti interessanti. Assunti insieme ai cereali coprono il fabbisogno di aminoacidi essenziali e costituiscono un piatto nutrizionalmente completo. Verdura, frutta, semi e alghe Le verdure, crude e cotte, devono essere presenti a ogni pasto: meglio quelle di stagione perché più ricche di vitamine, minerali e oligoelementi. Possono essere utilizzate come contorno o per la preparazione di primi asciutti, zuppe e minestre in virtù del loro elevato potere saziante e del basso contenuto calorico. Come la verdura, anche la frutta deve essere di stagione, da consumarsi cruda o cotta, ma con moderazione perché ricca di zuccheri semplici (ad elevato indice glicemico) e di poliammine (sostanze promotrici la proliferazione cellulare delle quali, in età adulta, è meglio non abusare). I semi (di sesamo, di zucca, di lino, di girasole) e la frutta oleaginosa (noci, nocciole, mandorle, pistacchi e pinoli) sono ricchi di acidi grassi insaturi, omega 3, fitoestrogeni, vitamine, minerali e fibre e sono degli ottimi sostituti dei

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Mangiare è un piacere, se viene fatto con coscienza e nel rispetto non solo della propria salute, ma anche di quella degli animali e del pianeta, allora diventa un atto d'amore.

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condimenti di origine animale. In particolare, i semi di sesamo sono un'ottima fonte di calcio, grassi vegetali e fibre; sono un alimento molto calorico e particolarmente versatile. Sono piccoli, chiari o scuri e si trovano al naturale o tostati insieme al sale (gomasio). Usandoli in alternativa all'olio o al formaggio grattugiato, possono servire per condire la pasta, le zuppe, le verdure crude e cotte, i secondi e i legumi. Tahin è il nome della crema ricavata dai semi di sesamo finemente macinati. È un alimento gustoso, ma estremamente calorico; può essere usato come condimento di qualsiasi piatto al posto dell'olio. Le alghe sono consigliate per il loro contenuto in fitoestrogeni, acido linoleico, vitamina B12 e minerali; possono essere cucinate da sole come contorno o aggiunte per insaporire brodi, zuppe, minestre e verdure. Un alimento versatile: la soia Tofu, tempeh, miso e tamari derivano dalla lavorazione del fagiolo di soia gialla e si distinguono per il loro alto contenuto in proteine vegetali, fitoestrogeni e acidi grassi insaturi. Il tofu si presenta di colore bianco (se al naturale) o marroncino (se affumicato), a panetto o a cubetti, soffice al taglio, di scarso sapore se consumato al naturale, ma di grande versatilità in cucina. Per metodo di produzione e per analogia con il formaggio animale, viene

anche detto “formaggio di soia”. È prodotto a partire dai fagioli di soia gialla ammollati, cotti e filtrati, da cui si ottiene il “latte di soia” che, dopo essere stato fatto cagliare con dei sali di magnesio, viene pressato in forme rettangolari per realizzare i panetti di tofu. Dal punto di vista nutritivo è un ottimo sostituto di carne, formaggio e uova. Non contiene colesterolo. Il tempeh è un prodotto di origine indonesiana e si ottiene dai fagioli di soia cotti e fermentati. Si presenta in panetti compatti che, una volta tagliati a fette, permettono di distinguere ancora la forma dei fagioli di soia. È ricco di proteine vegetali e di fibre e non contiene colesterolo. Sostituisce la carne in molte delle nostre ricette tradizionali e può essere cucinato in svariati modi. Il miso è un prodotto fermentato, ricco di proteine, aminoacidi liberi, microrganismi utili alla salute ed enzimi vitali; si ottiene a partire dalla stagionatura della soia gialla con un cereale (orzo o riso). Di consistenza cremosa, viene normalmente utilizzato come dado per la preparazione di zuppe e minestre. Il tamari e il shoyu sono salse di soia fermentate; si presentano di colore scuro e vengono usate come condimento nelle preparazioni in cucina. Per il loro gusto deciso e salato, vanno utilizzate in piccole quantità. Il latte, lo yogurt e il gelato di soia si consumano in alternativa ai rispettivi alimenti prodotti con latte animale. Variare i pasti Le vecchie abitudini alimentari e la scelta della comodità favoriscono spesso l'utilizzo di cibi veloci da preparare o già pronti, in genere di alimenti poco salutari e derivanti dall'uccisione o dallo sfruttamento degli animali. Ecco alcuni suggerimenti su come organizzare la propria dieta in modo sano, veloce e assolutamente cruelty free. Per la colazione, invece dei classici latte e biscotti o cappuccino e brioche, meglio preferire latte e yogurt vegetali (di riso, di soia, avena o mandorla), molto meno grassi e privi di colesterolo. Si possono accompagnare con muesli al naturale, pane, fette biscottate o gallette di riso su cui spalmare marmellata senza zucchero, malto, crema di nocciole o tahin. Per chi ama torte e biscotti è possibile preparare ottimi prodotti da forno senza ricorrere a uova,

latte e burro, ma solo a ingredienti vegetali. Utile e saggio spezzare la fame fra i pasti principali con una merenda che può essere costituita da un frutto, una spremuta, un centrifugato o delle gallette. Per non perdere tempo (sempre poco!) e cercare di stare dietro ai consueti impegni giornalieri (sempre troppi!) per pranzo e cena è abitudine consumare piatti già pronti e apparentemente leggeri che, in realtà, sono spesso un concentrato di prodotti di origine animale, ricchi di calorie, grassi saturi, colesterolo e proteine. Ma come sostituire i classici: pasta al ragù, risotto ai formaggi, insalata di riso, prosciutto e melone, carpaccio di carne, insalatona mista o vitello tonnato? Di alternative ce ne sono infinite, molto più leggere e sane e, soprattutto, vegetali al 100%. Qualche esempio: al posto della mozzarella, è possibile utilizzare il tofu tagliato a fette o a dadini, marinato in tamari e zenzero o fatto saltare in padella con salvia e rosmarino; invece di wurstel, uova, tonno e formaggio si può condire l'insalata di riso o di pasta con zucchine, peperoni, pomodorini, carote e ravanelli, aggiungere piselli, ceci, fagioli o lenticchie e guarnire con olive, capperi e semi di zucca; il classico carpaccio di carne può essere preparato con fettine di seitan affumicato o marinato e decorato con rondelle di sedano e semi di sesamo; in alternativa a prosciutto e melone si possono proporre degli spiedini preparati alternando cubetti di tempeh con falde di peperone, foglioline di menta, fettine di cetrioli e triangoli di melone; il formaggio grana che viene grattugiato sopra i primi piatti può essere sostituito con del gomasio, del lievito in scaglie o qualche noce brasiliana polverizzata. E per chi è appassionato del gelato... un'altra buona notizia! È possibile prepararne di ottimi senza usare cibi animali. Basta sostituire latte, panna e uova che danno consistenza e pastosità al gelato con ingredienti vegetali dalle caratteristiche simili, come tofu, yogurt e latte di soia o di mandorla, crema di nocciole. Il risultato è strepitoso.


Ricette Biscottone alle nocciole e scorzette d'arancia due tazze di farina integrale, mezza bustina di lievito naturale (cremor tartaro e bicarbonato), un pizzico di sale, due cucchiai di semi di lino (o di girasole) macinati, due cucchiai di granella di nocciole, buccia grattugiata di un'arancia, due tazze di latte di soia, due cucchiai di malto di riso (o di orzo), due cucchiai di uvetta, una mela. Mescolare la farina, il lievito, il sale, i semi, la granella di nocciole e la buccia d'arancia, in modo che gli ingredienti siano ben mischiati fra loro. Aggiungere il latte, il malto, l'uvetta e la mela sbucciata e tagliata a dadini e mescolare accuratamente: si deve ottenere una pasta piuttosto liquida. Versare il composto in una teglia oliata e infarinata (o

su carta da forno) e cuocere per 30 minuti a 180-200°. Una volta cotto, tagliare a piccoli pezzi.

Muffins ai frutti di bosco 300 g di farina tipo 2, 200 g di farina di mais, 100 ml di olio di mais, 80 ml di sciroppo d'acero, mezzo litro di latte di soia, 1 bustina (18 g) di lievito naturale, 100 g di mirtilli, buccia grattugiata di un limone, un pizzico di sale marino. Mescolare in una terrina le farine, il lievito, il sale e la buccia di limone. Unire l'olio, lo sciroppo d'acero e il latte; mescolare bene fino ad amalgamare perfettamente tutti gli ingredienti. Incorporare i mirtilli. Ungere e infarinare degli stampini da muffins, riempirli con il composto per due terzi e passarli in forno preriscaldato per 20 minuti a 180°.

Gelato al caffè d'orzo mezzo litro di latte di soia, 2 cucchiai di caffé d'orzo solubile, 2 cucchiai di crema di nocciole scura. Versare il latte in una pentola e portare a ebollizione. Mescolando continuamente con una frusta, aggiungere il caffé, poi incorporare la crema di nocciole sempre mescolando finché tutti gli ingredienti siano ben amalgamati. Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare. Quando la crema è ben fredda versarla nella gelatiera per 30 minuti. Gelato alle mandorle due dl di latte di mandorla, 200 g di amasake (crema dolce di riso), 60 g di mandorle sgusciate, qualche goccia di essenza di mandorle. Sbollentare le mandorle, togliere la pellicina, tostarle e frullarle fino a ottenere una farina. Aggiungere l'amasake, l'essenza di mandorle, la farina e il latte, continuando a frullare fino a ottenere una crema. Passare nella gelatiera per 30 minuti. Per ser vire, decorare con granella di mandorle.


Presentazioni Editrice Novalis

Di seguito vogliamo presentare i titoli della nostra collana Medicinalia, una serie di volumi agili e pratici, che illustrano in maniera accessibile alcuni aspetti della medicina antroposofica.

L'arrivo di un bimbo in famiglia Esperienze pratiche di pedagogia steineriana a cura di Silvia Cànepa

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Nel 2002 un gruppo di persone ha aderito a un progetto di condivisione delle proprie esperienze e riflessioni relative alla nascita dei figli, al periodo del puerperio, al bambino piccolo: momenti importanti, vissuti profondamente, ponendosi interrogativi. Scopo del progetto era quello di suggerire la ricerca di un modo vero di dare la vita, di far nascere, di allevare, di educare, riflettendo sulla qualità che si vorrebbe infondere all'evento della nascita e alle premesse di una futura educazione. Questo libro, che raccoglie quell'importante esperienza, vuole essere una testimonianza sulle implicazioni e sugli interrogativi che l'arrivo di un bimbo suscita in famiglia, dalla scelta di una corretta alimentazione alle difficoltà che sorgono nelle malattie, dalla complessità dell'essere padre ai dubbi legati alle vaccinazioni, senza trascurare gli aspetti fondamentali che riguardano la crescita dell'individuo, l'educazione motoria e quella linguistica. A tutto questo si è scelto di aggiungere alcune riflessioni riguardo a due aspetti, tra loro molto contrastanti, della vita dei nostri bambini: il rapporto con le fiabe e quello con la televisione.

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da Werner Junge in base alle indicazioni date da Rudolf Steiner per la cura del diabete con l'olio di rosmarino. W. Junge brevettò un prezioso, piccolo apparecchio di vetro che emulsiona l'olio d'oliva, in cui è contenuta una piccola percentuale d'olio essenziale di diverse piante, con l'acqua. Si è potuta così sviluppare una terapia che armonizza l'organismo di calore della persona malata o indebolita e cronicamente troppo fredda. Per i bambini è una metodica semplice e dolce di grande efficacia, che consente di scaldarli, calmarli, farli meglio entrare in sé. Per gli adulti un'occasione di riscoprire il calore del contatto e le virtù curative dell'olio, in diverse problematiche croniche che l'età pian piano fa emergere.

Chi mi porto a casa? Lo sconvolgimento di genitori, parenti ed amici all'arrivo di un bambino a cura di Giovanna Gigli Siamo consapevoli della fatica e delle rinunce, ma anche della gioia e dell'arricchimento che la nascita di un bimbo comporta per la madre e per la famiglia? Quali trasformazioni fisiche avvengono nella donna e quali cambiamenti relazionali nella coppia? Come nutriamo l'anima durante l'attesa? E come nutriamo il corpo? E dopo la nascita, come vestiamo il bambino e lo curiamo se si ammala? I seminari inerenti al tema della gravidanza che si sono svolti presso il Centro Artemedica dal 2004 al 2006 hanno cercato di rispondere a queste ed altre domande.

Arte della parola terapeutica di Barbara Denjean-von Stryk, Dietrich von Bonin

Malattie borderline Si tratta di un vero e proprio manuale per terapeuti e per tutte le persone interessate allo studio del linguaggio. Il volume presenta una importante introduzione sui fondamenti dell'Arte della parola terapeutica, seguita da un ampio e approfondito trattato, supportato da indicazioni pratiche e modelli di riferimento e da un ricco corredo di esempi casistici.

Il bagno in dispersione oleosa di Claudia Christiane Liebig Il bagno in dispersione oleosa è una metodica curativa realizzata

Contributi per lo sviluppo di una psicoterapia antroposofica di Dieter Beck, Henriette Dekkers, Ursula Langerhorst “Borderline” - la definizione caratterizza in modo preciso ciò che indicano i sintomi di questa malattia: la mancanza di un centro. Gli autori si sono confrontati per molti anni con questa problematica e sottolineano che essa è un complesso disturbo dell'incarnazione che riguarda in particolare i tre fondamentali passi dello sviluppo del camminare, del parlare e del pensare nella prima infanzia. Da questo punto di partenza essi sviluppano non solo un concetto terapeutico per il trattamento dei disturbi borderline estremamente comprensivo ed empatico, ma indicano anche percorsi grazie ai quali si può il più possibile prevenire lo sviluppo di questo disturbo.


i di Silvia Nicolato, Dante Merlini Imparare a gestire con saggezza e praticità i piccoli disturbi, le malattie è lo scopo dei seminari che si svolgono annualmente presso il Centro Artemedica, con medici e terapeuti. Vi si prendono in esame i fondamenti della concezione antroposofica sull'essere umano che consentono di comprendere e affrontare le più comuni patologie: raffreddamenti, infiammazioni, nervosismo. Segue una breve trattazione della più elementare terapia tratta dai tre regni della natura. Il tutto è corredato da indicazioni pratiche su applicazioni esterne: impacchi, pediluvi, massaggi con olii, ecc. che possiamo reintrodurre dalla tradizione popolare casalinga alla luce delle conoscenze antroposofiche.

Psicoterapia e lotta per divenire uomo Spunti per una psicoterapia antroposofica di Henriette Dekkers-Appel, Ad Dekkers, Anna R.Meuss Il resoconto degli atti del congresso internazionale di Psicoterapia e Antroposofia svoltosi a Driebigen (Olanda) nel 1997. Viene posto l'accento sul fatto che l'antroposofia può essere fonte ispirativa per un ampliamento della psicologia, che tiene conto dei molteplici aspetti della natura umana. In futuro, terapia e guarigione saranno possibili grazie al contributo della coscienza del malato, una coscienza che, in ogni caso, è molto più del consapevole percepire o ricordare un evento, e consiste piuttosto nell'essere consapevoli della necessità del processo di

Rispetto del bambino è salute Educazione quotidiana del sistema immunitario del bambino di Sergio Maria Francardo Questo libro si propone di avvicinare una disciplina fondamentale per ogni bimbo che nasce, in un tempo che tende ad appiattire le età della vita. Il rischio della scomparsa dell'infanzia con i suoi ritmi e le sue tappe fondamentali, di cui tanto si parla, può essere superato sviluppando la scienza steineriana del rispetto del bambino.

I libri possono essere acquistati: direttamente presso l'Editrice Novalis, via Angera 3 - Milano tramite ordinazione telefonica, tel. 0266984677 da lunedì a venerdì, dalle 9,30 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30 sul sito internet www.librerianovalis.it

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Piccole malattie quotidiane

trasformazione che il malato deve compiere nel percorso che dalla malattia lo porterà ad un nuovo stato di salute. È una nuova consapevolezza contraddistinta, più di quanto non lo sia stata fino ad oggi, da una nuova qualità che Rudolf Steiner chiama “anima cosciente”.

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