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ARTEMEDICA NEWSLETTER ANTROPOSOFIA OGGI

N°.14 Estate 2009 Iscritta al tribunale di Milano al n. 773 registro stampa, il 12.10.2005 Direttore responsabile Luisa Abbà Direzione culturale Paulette Prouse Coordinamento e comunicazione Massimo Silvano Galli Redazione Anna Chiello Copertina Photo by Tristanbrand Traduzioni Teresa Buccheri Giuseppina Quattrocchi Hanno collaborato Cristiano Abbadessa Daniela Abravanel Jens Heisterkamp Rüdiger Iwan Angelica Ludwih-Huber Marco Mocenigo Anna Prouse Paulette Prouse Christoph Quarch Gottfried Richter Martina Maria Sam Thomas Stöckli Elisabeth Wiederckehr Tiratura 6000 copie Distribuzione ArteMedica raggiunge una media di 21.500 lettori a numero. Ogni numero è distribuito per 4000 copie ad abbonati, mentre 2000 copie sono diffuse presso i maggiori centri, scuole e associazioni di antroposofia, negozi biologici, erboristerie, centri artistici e ricreativi. Stampatore Tipografia Cartalpe - via Pesaro 11 - Milano

LA PUBBLICITÀ SU ARTEMEDICA È ECONOMICA E EFFICACE unico concessionario per la pubblicità EDITRICE NOVALIS Via Angera 3 (angolo Belgirate 15) - 20125 Milano tel. 02 66984677 - fax 02 67116222 www.librerianovalis.it PER INFORMAZIONI

annachiello@artemedica.it

Sommario Sarebbe ragionevole morire un ricordo di Giovanni Prouse

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FOCUS Il disagio giovanile nella scuola intervista ad Angelica Ludwig-Huber

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PEDAGOGIA Orientamento radicale verso il bambino intervista a Remo Largo

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Discesa agli inferi e Ascensione tratto da Emil Bock

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La libertà è anche molto scomoda intervista a Wolfgang Gerhardt

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TESTIMONIANZE Incontro con la medicina antroposofica di Marco Mocenigo

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Inserto Libri

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Burnout, espressione del nostro disagio animico intervista a Hansueli Albonico

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Parola ai lettori

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Non senza l’uomo

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Dio risuona come una sinfonia intervista a Pir Zia Inayat Khan

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Vaccinazione: una scelta responsabile di Cristiano Abbadessa

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ESERCIZI Dalla memoria che ricorda alla memoria che osserva di Martina Maria Sam

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Decisione Apocalittica di Gottfried Richter

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Cabalà e guarigione di Daniela Abravanel

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Editoriale Ogni anno in primavera e in estate si ripete questa sorta di miracolo, di magia che ci offre la natura con la sua lussureggiante fioritura quale simbolo del ritorno alla vita. In questo momento dell’anno il pensiero della morte ci dovrebbe apparire estraneo, fuori luogo. Eppure ricordi ed esperienze presenti fra vivi e defunti sembrano intrecciarsi più che mai. Molte persone che si avvicinano alla fine del loro percorso sulla Terra percepiscono già l’aldilà che irrompe a tratti nella loro vita terrena, come se le due sfere si toccassero. È possibile che le anime, sia quelle dei defunti che quelle dei loro amici rimasti sulla Terra, si espandano e si sfiorino maggiormente aiutate dalla fioritura estiva? Non è probabilmente un caso se ai morti piacciono i fiori. Può essere che la fioritura dilati l’anima dei defunti ma anche quella dei vivi? Dal calendario dell’anima di Rudolf Steiner ci viene incontro una dimensione di spazio-tempo modificata in estate rispetto all’inverno. Un fenomeno di dilatazione rende l’anima più ricettiva e aperta ad una percezione più ampia. Il disagio giovanile, che sta spesso alla base del bullismo a scuola, è un fenomeno molto diffuso. Di chi è la colpa, se di colpa si può parlare? La scuola e la famiglia hanno creato una forma in cui il bambino non viene riconosciuto, in cui gli è impossibile manifestare le sue capacità: è come se non potesse guardare con rispetto in alto verso gli adulti. D’altronde il mobbing praticato dagli adulti negli uffici, sui posti di lavoro non è un fenomeno raro. Non è dunque sorprendente che la mancanza di rispetto verso gli adulti e la violenza nei confronti di un compagno di scuola più debole faccia parte del generale tracollo di una forma sociale che fa acqua da tutte le parti, perché non adeguata ai nostri tempi, forse troppo vecchia? La redazione ha già in programma di tornare sull’argomento scuola nel prossimo numero autunnale della nostra Newsletter. L’articolo “La libertà è anche molto scomoda” richiama la nostra attenzione su quanto è facile barare col concetto di responsabilità: c’è la diffusa tendenza di puntare sempre il dito sugli altri; se poi si può addossare la colpa agli uomini politici è ancora più facile perché ci si può arrabbiare e insultare senza doversi confrontare direttamente con nessuno. Quando Il maestro Sufi parla della sofferenza e del grido della Terra, che senza la partecipazione dell’uomo non si può salvare, e definisce il cuore come organo di percezione, non è poi così lontano da Steiner quando parla del pensiero che deve accendere le forze del cuore. Il Sufismo è un’emanazione del Manicheismo (vedi Newsletter n. 10). Rudolf Steiner ha dato molta importanza all’esercizio di ripercorrere la giornata a ritroso, perché nei mondi superiori tutto decorre dalla fine all’inizio. Anche dopo la morte, l’uomo nel kamaloka rivive le esperienze della vita appena trascorsa dalla morte fino alla nascita. Il processo della retrospettiva, oltre a rafforzare la memoria, mira a penetrare sotto la soglia della coscienza.


PEDAGOGIA

di Thomas Stöckli

Intervista al pediatra zurighese Remo Largo, famoso in tutto il mondo per il suo manuale Babyjahre in cui esprime un giudizio molto radicale sul sistema educativo contemporaneo. (da Das Goetheanum)

Orientamento radicale verso il bambino

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i troviamo davanti a un momento storico di svolta pedagogica. Dobbiamo sperare che la voce di Remo Largo venga ascoltata dall'opinione pubblica e dai responsabili dell'educazione, per il bene dei bambini. È la voce di una difesa del bambino, per un'umanità, all'interno della nostra società, che non si lasci conquistare da interessi economici e da una formazione politica miope. È una sfida a ripensare e sviluppare la pedagogia e ogni educazione a partire dal bambino.

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Remo Largo, negli ultimi tempi sui media Lei ha difeso un insegnamento individualistico. Perché? Oggi nella nostra società si è imposta, a ragione, l'idea che i bambini siano molto diversi fra loro. In passato la scuola non ha mai realmente considerato le differenze, se non quelle di rendimento. Per una serie di motivi al giorno d'oggi ci troviamo davanti alla necessità di occuparci dell'individualizzazione dell'insegnamento, perché le differenze di talenti sono enormi. Per far ciò sono necessarie piccole classi e insegnanti che ai bambini non insegnino solo le “materie”.

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Quanta importanza dà all'altra faccia della medaglia, la socializzazione? Penso che la problematica centrale della socializzazione in realtà sia il rapporto fra educatore e bambino. Purtroppo, ciò oggi non è più un argomento della pedagogia, nonostante questo rapporto sia la base dell'insegnamento. Dobbiamo di nuovo tornare a essere coscienti delle basi su cui vogliamo fondare un rapporto col bambino che sia alla sua misura. Proprio su tale tema le scuole steineriane hanno degli aspetti positivi, perché privilegiano una grande continuità con le persone di riferimento. Nelle scuole pubbliche purtroppo non è così, già nella scuola elementare abbiamo fino a sei docenti e anche più! Così tanti insegnanti, secondo il mio parere, non rendono possibile la costruzione di un rapporto di fiducia, che è il presupposto fondamentale per la predisposizione a imparare del bambino. Nella scuola elementare sono vantaggiose da due a tre persone di riferimento, non di più.

SOLIDARIETÀ DEGNA DELL'UOMO Come vede lo sviluppo di una solidarietà fra così tante individualità? Solidarietà e individualizzazione non si escludono a vicenda. Al giorno d'oggi i bambini vanno a scuola dalle dieci alle quindici mila ore circa e devono quindi socializzare forzatamente. La questione è solo questa: che strada deve prendere la socializzazione affinché si crei una solidarietà degna dell'uomo per l'età adulta? Se prestazione e competizione decidono la gerarchia fra bambini e giovani, se al centro dell'attenzione non è più l'uomo come persona ma solamente la sua capacità di prestazione, allora per me non è più possibile lo sviluppo verso un pensare e agire comune.


Come vede il rapporto fra la tematica della solidarietà e la questione della violenza? Se una parte dei giovani viene spinta ai margini allora la scuola ha fallito. Garantire l'integrazione sociale di ogni bambino è uno dei suoi compiti. L'esclusione è in rapporto diretto con la disponibilità alla violenza o meglio con la prevenzione della violenza. Ci sono altri ambiti dell'integrazione: i rapporti fra gli insegnanti e il rapporto fra scuola e genitori. La scuola steineriana ha in questo senso un approccio integrativo, molto più che le scuole pubbliche. Viviamo in una società che soffre di stress. Questo ha spesso a che vedere con le paure. Come possono insegnanti e genitori liberarsi da queste paure? Si può fare solo avendo fiducia nel bambino: ogni

bambino vuole imparare e svilupparsi. Se non abbiamo fiducia nel bambino ci assumiamo una responsabilità nel luogo sbagliato. Cos'è quindi la nostra responsabilità? A mio avviso consiste nel creare le condizioni generali perché il bambino possa imparare a ogni età; per questo dobbiamo sapere di cosa necessita il bambino in ogni età. Questo non ha niente a che vedere con le necessità dell'economia, è piuttosto una pedagogia orientata verso il bambino.

Se una parte dei giovani viene spinta ai margini allora la scuola ha fallito. Garantire l'integrazione sociale di ogni bambino è uno dei suoi compiti. Lei è pediatra. Fino a che punto la pedagogia influisce sulla salute dei bambini? Sono stato formato dalla mia attività scientifica, che ha poco a che fare con la medicina. Abbiamo curato e seguito centinaia di bambini sani e sviluppati normalmente in tutta la loro infanzia, perché volevamo sapere: come si sviluppano i bambini. La base è il rapporto. Il rapporto fra bambino e maestro non è superficiale. Sono del parere che i

bambini si legano all'insegnante come ai propri genitori. I bambini desiderano sentirsi protetti e accolti dai loro maestri. Se questo viene loro negato vengono disturbati a livello emozionale e la loro disponibilità a imparare diminuisce. È importante una stima indipendente dalla prestazione, e questa condizione spesso non viene adempiuta. A ciò aggiungiamo:

cosa vuol dire "svilupparsi" e che necessità ha il bambino? Le materie scolastiche purtroppo venivano e vengono tuttora definite ancora in gran parte dall'economia e dalla società. Parliamo, ad esempio, della motricità: i bambini fra sette e nove anni sono i più attivi a livello motorio. I bambini che si comportano in modo attivo, oggi vengono subito definiti iperattivi! Invece di tranquillizzarli con dei medicinali dovremmo pensare a come occuparli a livello motorio in modo sensato. Quali sono i punti di forza e quali le debolezze delle scuole steineriane? Ciò che mi ha convinto è che Rudolf Steiner si era impegnato sinceramente a capire i bisogni dei bambini nei diversi periodi di età e si era domandato come si dovesse creare un ambiente che vi corri[PHOTO BY: EDDIE~S]


spondesse: la soluzione individuata rispondeva al bisogno molto meglio delle scuole pubbliche. Ancora oggi nelle scuole steineriane è così, e ciò mi ha convinto; credo che quel metodo sia ancora a misura di bambino. Il grosso pericolo che si corre è quello di far degenerare a dogmatica l'insegnamento di Rudolf Steiner. Un altro pericolo è che siamo poco pronti a occuparci delle differenze fra i bambini e delle loro individualità.

Ma la quotidianità pedagogica in una scuola steineriana è costruita in modo che ci vuole veramente parecchio perché un bambino vada a finire male. Comunque bisognerebbe abbandonare l'idea che i bambini della stessa età abbiano la stessa capacità di comprensione e abbiano bisogno delle stesse sostanze. Anche la scuola steineriana si dovrebbe liberare da questo tipo di concetti normativi. Trovo molto positivo, invece, il fatto che non vi sia presente la pressione dei voti e la competizione che questa comporta.

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Ha delle tesi precise sulla direzione da prendere? La cosa migliore che possiamo fare è sostenere l'individuo nel diventare sé stesso e realizzare le sue forze. Poi direi che per la società come totalità la cosa migliore sia che ogni individuo si possa realizzare nel modo migliore. Questo presuppone però un sistema vasto e differenziato, non una monocultura. Esistono, ad esempio, delle persone che non sono adatte per una società che presta servizi. Dovremmo allora ave[PHOTO BY: DERRICKT] re un sistema formativo che possa realizzare le forze individuali anche nei mestieri manuali, nello sport, nell'arte e in altro. Così la società avrebbe da sostenere anche meno persone che per tutta una vita non hanno trovato il loro posto. Quando, come in Germania, ci sono delle persone che non hanno lavorato per un'intera vita, allora la società ha fallito. Dovremmo stimolare le forze, e invece cerchiamo ancora di colmare i deficit.

Quale sarebbe quindi la Sua proposta principale? Da una parte abbiamo il bambino come individuo e dall'altra i concetti delle regole della società. Se ci Le scuole steineriane esistono da più di ottanorientassimo verso l'individuo otterremmo una t'anni. Perché non hanno avuto più influenza società forte; ne avremmo una debole se ci comporsul sistema scolastico pubblico? tassimo secondo le regole, perché non porteremmo L'influenza è indiretta. Lentamente i deficit nelle alla luce il potenziale di sviluppo degli uomini. I scuole pubbliche sono stati colmati prendendo "prebambini che governiamo con i nostri concetti di stiti" da Steiner, Montessori e altri, soprattutto nelregole corrono il pericolo di diventare un peso social'ambito della metodologia didattica. le da adulti perché non si faranno mai integrare. Adesso la sfida è globale. Secondo me ciò che deve Perciò penso che la cosa più importante sia quella succedere nelle scuole è qualcosa di radicale. di orientarci completamente Dobbiamo riconsiderare a verso il bambino. Per questo è fondo la scuola che abbiamo necessaria una lobby per il avuto negli ultimi centocinDovremmo stimolare le bambino, con persone che non quanta anni. Molte cose oggi forze, e invece cerchiamo rappresentino nessun interesse vengono messe troppo poco in ancora di colmare i deficit. di legame, nessuna intenzione discussione. Verso cosa ci orienpolitica e nessuna direzione tiamo? Da fuori arrivano molte ideologica, ma che invece e forti influenze come la globalizzazione, l'econovogliano essere difensori del bambino e che vogliamia e i cambiamenti sociali. Io sono propenso a no capire e garantire il suo sviluppo.  partire dal bambino. Il bambino dovrebbe essere

LA SCUOLA PARTENDO DAL BAMBINO

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considerato nella sua totalità e successivamente in tutte le sfere particolari che dobbiamo coprire, non al contrario. Dov'è la competenza della scuola in questo? Questo dibattito non viene gestito in modo sufficientemente a misura di bambino.


di Cristiano Abbadessa

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Alcune riflessioni del Dottor Christoph Tautz tratte dall'intervista "La vaccinazione: una punturina dalle grandi conseguenze" realizzata da Matthias Klaussner e pubblicata nel libro Forze di guarigione, Editrice Novalis, collana Quaderni di Flensburg.

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Vaccinazione: una scelta responsabile

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uando si tratta di vaccinazioni, il medico deve diventare uno che pensa con pari diritto, un interlocutore allo stesso livello di chi deve fare la scelta. Può solo spiegare i collegamenti nella misura in cui ne è capace, cosa già abbastanza complicata, e deve coinvolgere completamente i genitori nelle molte questioni e nei problemi irrisolti esistenti. Non può evitare di farlo solo in forza del fatto che indossa un camice bianco.” Questo è l'atteggiamento più corretto di fronte alla ‘punturina dalle grandi conseguenze’, ovvero la vaccinazione, secondo il dottor Christoph Tautz, primario del reparto di pediatria dell'ospedale di Herdecke, direttore di un centro emato-oncologico e autore di numerose pubblicazioni sulla diagnostica oncologica e l'oncologia pediatrica. Secondo il dottor Tautz è indispensabile interrogarsi a fondo, e senza preconcetti, sulla reale utilità (secondo alcuni, addirittura, la necessità) delle vaccinazioni. Una riflessione che deve considerare molteplici aspetti, valutare i pro e i contro, non sottacere i rischi connessi e non schivare quei dubbi che troppo spesso vengono messi a tacere senza alcuna valida motivazione. Tutte questioni che il dottor Tautz, invece, affronta con l'onestà intellettuale del ricercatore. Tanto per cominciare, ricorda Tautz, "I bambini non vaccinati non sono certo più malati dei bambini vaccinati. Per esperienza individuale posso ben dire che i bambini vaccinati [PHOTO BY: I WOZ ERE] soffrono più di frequente di malattie ‘banali’ di quanto non accada a coloro che hanno fatto poche o addirittura nessuna vaccinazione. Si sono anche osservate famiglie con molti figli e le si sono confrontate tra loro: si è studiato quante volte si sono ammalati i primi figli che hanno fatto tutte le possibili vaccinazioni e quante i figli nati dopo che sono stati vaccinati di meno e si è constatato che questi ultimi sono decisamente più sani dei loro fratelli vaccinati; esiste un'intera serie di simili studi familiari che lo documentano". In secondo luogo non si può affermare con perentoria sicuI bambini non vaccinati non rezza che le vaccinazioni di massa siano state decisive per sono certo più malati dei debellare alcune malattie, come spesso viene fatto. "Per bambini vaccinati esempio - ricorda Tautz - nessuno è in grado di dire quale sarebbe stato il decorso del vaiolo se non avessimo proceduto a vaccinare. Nel caso della tubercolosi la cosa è più facilmente osservabile e si sostiene che, grazie allo sviluppo dei vaccini, si è contribuito a debellarla quasi, ma questo non è proprio del tutto vero. Grazie alle migliorate condizioni igieniche, quando si è scoperto il bacillo della tubercolosi essa era già regredita del 50%; a quell'epoca naturalmente non esisteva ancora nessun vaccino e prima che questo venisse sviluppato la diffusione della malattia continuò massicciamente a diminuire. Fatti analoghi sono stati osservati anche nel caso di altre malattie". Senza contare che i vaccini possono sì causare la scomparsa di determinati agenti patogeni, ma possono nello stesso tempo favorirne la trasformazione. È il fenomeno detto del replacement , che si è verificato, per esem-


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pio, nella patologia della meningite: la vaccinaziopossano venirgli imputate". Il problema, sottolinea ne HIB (emo-influenza B) ha debellato le meningiTautz, è che manca qualsiasi volontà di approfonti batteriche dovute all'infiammazione dell'epiglotdire le ricerche in questa direzione tide, ma il germe dell'HIB è stato sostituito dagli Al contrario, la tendenza in atto è quella di imporpneumococchi e il numero complessivo delle meninre la vaccinazione come una prevenzione necessagiti è rimasto invariato. ria e risolutiva contro qualsiasi patologia. Si tratta, Secondo una casistica non sufficientemente studiasecondo Tautz, di una scelta politica ed economica, ta, le vaccinazioni non sono soltanto inutili in molti perché le vaccinazioni di massa si traducono in un casi, ma possono addirittura essere rischiose: vi sono affare redditizio. Di conseguenza, instillare nelle episodi non isolati di rigetto, o addirittura casi in cui persone il terrore della malattia è il metodo più proprio il vaccino ha semplice e sicuro per contribuito a far sviindurle a quella che luppare la patologia ritengono una drastiche, in teoria, avrebbe ca scelta preventiva. dovuto combattere. "La Germania - spiega E su alcuni effetti delle Tautz - si è impegnata vaccinazioni manca, a partecipare alla tuttora, una ricerca ratificazione del proseria e attendibile. "Si gramma della Orgasuppone, a buona nizzazione Mondiale ragione, che l'idrossido della Sanità, ma ha di alluminio contenututtora una percento nei vaccini induca tuale di vaccinazioni un notevole ritardo troppo bassa. Occorre della maturazione quindi sfruttare qualnervosa o un disturbo siasi opportunità si della maturazione offra per spaventare. nervosa - spiega per Bisogna far paura esempio il dottor alla gente, altrimenti Tautz - L'idrossido di non la si induce a vacalluminio è presente cinarsi e non si alzano in tutti i vaccini inietle percentuali. tabili come una sorta Si descrive quindi una di componente ritarmalattia più grave di dante, per evitare che quel che è, per far [PHOTO BY: Y] la sostanza attiva venga paura, in modo che liberata troppo in fretta; non solo non è dimostrato poi la gente corra a farsi vaccinare". E cita ad esemche sia necessario, ma esso è presente in una quanpio il caso della vaccinazione contro il cancro deltità tale che già una sola vaccinazione supera la l'utero, che viene ora caldamente consigliata alle percentuale che potrebbe adolescenti fra i dodici e i venir considerata tollerabile diciassette anni, per la quale da una persona. L'idrossido manca qualunque seria ricerSi descrive quindi una di alluminio impedisce, o ca che ne attesti l'effettiva malattia più grave di quel quanto meno disturba, la efficacia e che dimostri una che è, per far paura, in maturazione dei nervi in una minore insorgenza del tumomodo che poi la gente corra misura tale da provocare un re tra le donne vaccinate peggior sviluppo delle guairispetto a quelle non vaccia farsi vaccinare. ne mieliniche necessarie ai nate. nervi come alimento: ne consegue che i nervi subiscono un'alterazione della loro Da medico antroposofo (ha studiato alla libera funzione o addirittura del loro sviluppo. In questo scuola Waldorf di Stoccarda fino al diploma di contesto ci si chiede se le patologie neurodegeneramaturità, prima di cominciare a frequentare i circotive quali la sclerosi multipla, l'Alzheimer, l'autismo li di medicina antroposofica all'epoca degli studi o i disturbi dei rendimenti parziali e persino l'ADHS universitari compiuti a Marburgo), Tautz non può (sindrome da deficit di concentrazione, ndr ) non fare a meno di considerare altri scompensi all'equili-

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brio individuale causati dal ricorso alle vaccinazioni: “Il corpo eterico viene indurito dalle vaccinazioni e gli vengono portate via delle opportunità evolutive che avrebbe acquisito grazie a una malattia. Sotto forma di vaccino si introduce una sostanza dall'esterno e si costringe l'organismo a reagire ad essa: così facendo gli si sottrae però l'opportunità di fare un passo evolutivo al momento in cui avrebbe dovuto venire fatto. Se una malattia è karmica, ciò che mi sono proposto karmicamente avviene nel momento in cui io riesco a realizzarlo con le forze del destino. Attraverso la vaccinazione si introduce un arbitrio, che può provocare una sclerotizzazione che come primo effetto impedisce, per un po', la manifestazione efficace delle forze spirituali". Tautz concede che questa sclerotizzazione non è irreversibile: "Attraverso un'adeguata educazione spirituale si può sciogliere di nuovo l'indurimento del corpo eterico, rendendolo cioè di nuovo accessibile al suo destino e quindi all'effetto del mondo spirituale". Tuttavia fa anche notare un altro aspetto che lo inquieta: "Ora le vaccinazioni vengono tutte iniettate e così arrivano nell'organismo per una via che di fatto non è naturale. Il nostro confronto col mondo, infatti, non avviene attraverso una profonda iniezione ma attraverso una superficie: può essere una superficie sensoriale, la pelle o il tratto gastro-intestinale, la sfera respiratoria. Ma si tratta sempre di superfici: tutti i confronti naturali col mondo hanno una qualità diversa da quella prodotta da un'iniezione". Il dottor Tautz riflette anche sul fatto che la "vaccinazione facile", compiuta a cuor leggero e senza ponderazione, può anche essere il sintomo di quella che Rudolf Steiner chiama "evoluzione arimanica" dell'essere umano. "Un'educazione arimanica osserva Tautz - è molto orientata sugli aspetti materiali. In tal senso anche un orientamento educativo del genere porterà a considerare il bambino in base a semplici principi di causa ed effetto, ad esempio a confrontare il bambino molto presto col computer perché ormai condiziona molto precocemente la vita. Questa sarebbe una direttrice molto materiale che si potrebbe conferire all'educazione, come di fatto avviene spesso, favorendo l'inserimento molto precoce di computer ed elettronica nell'evoluzione infantile. Ma si tratta di una forma educativa ad indirizzo materialistico, che rende sempre meno possibili fantasia, flessibilità e osservazione artistica del mondo. Così tutto ciò che concerne la vitalità dell'eterico o del corpo eterico viene quasi paralizzato o trasformato in formula astratta, di produttività, invece che in un processo creativo.

Questo indirizzo, per tornare alle vaccinazioni, è riduttivo in quanto considera la malattia solo dall'esterno: colui che si ammala è una vittima e c'è un agente estraneo che va eliminato. In tal senso la malattia viene considerata solo come qualcosa che viene prodotta nell'essere umano dall'esterno, e la problematica della malattia viene ridotta a una sostanziale e semplice causalità; ma così non si rende giustizia all'effettiva dimensione che una malattia può anche avere". Tutte questioni da tener presenti al momento della scelta di un'eventuale vaccinazione. Soprattutto quando la scelta è compiuta dai genitori di un bambino che non può ancora decidere autonomamente. Questione che, da pediatra, sta particolarmente a cuore al dottor Tautz. Il quale non può fare a meno di ricordare con passione che si tratta di una decisione personale che va presa con molta responsabilità. "Il programma di vaccinazioni attualmente in vigore penetra talmente a fondo nell'evoluzione infantile da non consentire una valutazione delle conseguenze a lungo termine di questo intervento - fa notare Tautz in conclusione In tal senso non si può fare altro che affrontare coi genitori tutti questi nessi e appellarsi all'autodeterminazione e alla responsabilità personale; spogliandosi anche un po' del camice bianco, visto che spesso il medico influenza la decisione con la sua autorità. In questo caso, invece, ciò che conta è proprio il contrario: non si deve fare quel che dice il medico, bensì ciò che si può comprendere in base alle proprie conoscenze e alla propria coscienza. Ognuno dovrebbe agire così per responsabilità personale e il medico dovrebbe sostenerlo in questa scelta". 

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Un paio di articoli da sfogliare, dal numero 14 della rivista

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