La storia della vita

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Moltiplica c’era una volta per milioni di anni ed è allora che ha inizio questa interminabile storia, che è anche la nostra. Prova a guardarti intorno: tutto quello che vedi una volta non c’era. Gli alberi in fiore, i prati con i grilli e le farfalle, il barboncino della nonna… cancella tutto! Prova a togliere persino il Sole, la Luna e le stelle; non c’era nemmeno la terra su cui poggi i piedi ora. Niente di niente! Ecco come e quando si è formato l’Universo in cui viviamo.

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BREVE STORIA DELL’UNIVERSO 13,7 miliardi di anni fa (anno più, anno meno) Ecco il Big Bang, la grande espansione che ha dato origine all’Universo. 13,6 miliardi di anni fa (anno più, anno meno) Si formano le galassie, tra cui la Via Lattea, di cui il Sistema Solare fa parte. 13,5 miliardi di anni fa (anno più, anno meno) Si accendono le prime stelle. 5 miliardi di anni fa (anno più, anno meno) Al centro di una nebulosa di polveri e gas, si accende il nostro Sole. 4,6 miliardi di anni fa (anno più, anno meno) Dalla nebulosa si formano la Terra e gli altri pianeti che orbitano intorno al Sole. 4,5 miliardi di anni fa (anno più, anno meno) Si forma la Luna, probabilmente dopo un urto tra la Terra e un corpo celeste più piccolo. 4 miliardi di anni fa (anno più, anno meno) Ultimo grande bombardamento di asteroidi e comete sulla superficie della Terra. 3,5 miliardi di anni fa (anno più, anno meno) Nei mari della Terra nascono le prime forme di vita.

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EDIACARIANO

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Finalmente si respira! EDIACARIANO: DA 630 A 540 MILIONI DI ANNI FA

Una grande palla di neve  Ben 2 miliardi di anni trascorrono. Nel frattempo la Terra si copre di ghiaccio per poi scongelarsi almeno tre volte. Sotto il ghiaccio, intanto, la vita continua a moltiplicarsi ed evolvere. Si tratta ancora di organismi simili a batteri, composti da una sola cellula; tra di loro ci sono le alghe azzurre, i primi organismi in grado di convertire la luce del Sole in energia.

Batteri speciali  Comparse circa 3,5 miliardi di anni fa, le alghe azzurre si moltiplicano e lentamente l’ossigeno si accumula nell’atmosfera e nei mari. Possono allora svilupparsi organismi più grandi e attivi, che consumano più energia e la ricavano respirando: sono i primi organismi multicellulari, cioè composti di numerose cellule. Molte forme di vita primordiali, non abituate a questo nuovo gas, per loro mortale, si estinguono, cioè scompaiono senza lasciare discendenti.

I primi animali  Ed è così che circa 600 milioni di anni fa troviamo fossili di impronte sulla sabbia, di corpi e di zampe. Le hanno lasciate organismi misteriosi, di cui sappiamo pochissimo. Alcuni scienziati pensano che si siano estinti tutti con il passaggio all’epoca successiva, il Cambriano, altri ritengono che tra loro ci siano gli antenati delle spugne, delle meduse e dei molluschi.

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CHARNIA

CICLOMEDUSA

KIMBERELLA

Nonostante ne siano stati ritrovati numerosi esemplari fossili, rimane ancora adesso una creatura misteriosa. Inizialmente interpretata dagli studiosi come un’alga, viveva in fondali profondi, ancorata al fondo del mare e lontana dalla luce solare, di conseguenza non poteva certo esercitare la fotosintesi. Per giunta non aveva bocca né intestino, quindi non si è ancora capito come riuscisse a nutrirsi.

L’inconfondibile aspetto ad ombrello, il corpo a forma di sacco e i tentacoli urticanti con cui catturare il cibo: ecco le prime meduse. Con diverse forme e dimensioni popolavano le acque tranquille di questo periodo geologico, che per la sua quiete è stato battezzato “paradiso ediacarano”. Le meduse appartengono alla famiglia dei celenterati, come anemoni di mare e coralli, e sono arrivate a oggi danzando con la loro grazia nelle acque dei mari del nostro pianeta.

Possedeva una struttura molto simile a una conchiglia e poteva misurare fino a 15 centimetri. Questo organismo amava razzolare sui fondali marini alla ricerca di cibo usando la sua proboscide; lo si potrebbe considerare uno dei pochi organismi predatori del periodo Ediacarano. Questo possibile antenato delle nostre cozze si chiamava Kimberella: un nome da principessa per un mollusco primordiale!

Scimmia SPRIGGINA

PARVANCORINA

Spriggina era un organismo simile a uno strano verme: lungo circa 3 centimetri, potrebbe essere stato un piccolo predatore e forse apparteneva alla grande famiglia dei trilobiti. Con un corpo lungo e stretto diviso in segmenti, aveva una testa a forma di ferro di cavallo con due occhietti alquanto primitivi e una piccola fessura come bocca.

Parvancorina potrebbe essere parente dei trilobiti nonché l’antenato di tutti gli artropodi, quel folto gruppo di animali con scheletro esterno e arti snodabili, come insetti, ragni e crostacei. La sua forma richiamava quella di uno scudo, con dimensioni che variano tra uno e due centimetri, ed era sormontata da una sorta di piccola ancora.

curiosa

Le alghe azzurre, come le piante, traggono dall’ambiente quello che gli serve per crescere e moltiplicarsi: luce, aria e acqua. È la famosa “fotosintesi”. Al contrario funghi, batteri e animali devono trarre nutrimento da altre forme di vita. Dalla loro comparsa, sono alghe e piante a trasformare l’energia del sole in ossigeno e nutrimento per gli animali del pianeta: senza piante non potremmo vivere!

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