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DOTTOR PINCHERLE

marinaio aveva fatto caricare tanti limoni nella stiva della Niña, della Pinta e della Santa Maria. Così tra i marinai fu di moda la limonata e alla fine del viaggio si accorsero che nessuno aveva avuto i consueti malanni di cui soffrivano quando stavano per mesi in mare: ulcere in bocca, piaghe, fastidio alla luce, agitazione nervosa. Infatti solitamente, dopo tanti giorni di navigazione, tutti diventavano scorbutici, come diciamo noi adesso, perché venivano colpiti dallo scorbuto, una malattia causata dalla grave carenza di vitamina C. Stavano tanto male che dovevano ritornarsene a terra e non riuscivano mai ad arrivare in America. In conclusione, la scoperta dell’America non si deve solo a Cristoforo Colombo, ma anche a quel marinaio goloso di cui però nessuno sa il nome. – E l’olio di fegato di merluzzo? – chiese un giorno Livio, con una smorfia, ricordando quanto era amaro. – Questa è un’altra storia. E così, mentre le sue mani instancabili tracciavano nel ricettario disegnini di renne, di neve, di bambini che sciavano, cominciò a raccontare. C’era una volta, un medico che abitava in un Pease del Nord dove fa sempre freddo e i bambini coperti da berretti, maglie, sciarpe e cappotti prendono poco sole. Questo medico aveva un cruccio: molti di loro crescevano con le gambe storte, la gobba alla schiena, le ossa del torace così ricurve e incavate che a volte facevano fatica a respirare. Il medico pensava: “Non riescono a crescere belli dritti perché

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Un dottore tutto matto, sulla testa un gatto  

di F. Scrimin; ill. di B. Pincherle | Il dottor Bruno Pincherle visse e lavorò a Trieste fino al 1968. Oltre a dedicarsi alla professione di...

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