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CANI


p. 08

La grammatica dell’abbaiare

p. 10

Parlare con la coda

p. 12

Fabbricare un cane

p. 14

Non è poi tanto stupido questo cane

p. 16

Fiuto da segugio

p. 18

Lo sguardo del cane

p. 20

L’uomo, il migliore amico del cane

p. 22

Tale cane, tale padrone

p. 24

I retroscena della passeggiata del cane

p. 26

Perché il cane attacca?

p. 28

La vita sessuale dei cani

p. 30

Un cane obbediente

p. 32

La società dei cani


LA GRAMMATICA

DELL’ABBAIARE

I cani ci spaccano spesso i timpani con il loro abbaiare, ma al contrario di quanto si creda, hanno sempre una valida ragione per farlo, anche se a volte non capiamo quale sia: cacciare un ospite sgradito, esprimere la rivalità con un altro cane, manifestare il desiderio di giocare, attirare l’attenzione del padrone o avvisare dell’arrivo di uno sconosciuto. 15 000 anni fa, quando è iniziata la domesticazione del cane, il suo abbaiare poteva essere molto utile: avvertiva i nostri antenati di un pericolo, ad esempio l’arrivo di un altro animale. Ancora oggi, l’abbaiare di un cane può mettere in fuga eventuali malintenzionati. Nelle case isolate di campagna, il latrato di un cane non è un problema, ma in un appartamento di città può essere fonte di malumori: nei sondaggi in cui si chiede quali siano i rumori più molesti, l’abbaio è spesso in prima posizione. Quando non ne possiamo più del loro abbaiare, pensiamo al fatto che ne siamo in parte responsabili. Perché è senza dubbio a causa degli uomini che gli antenati dei cani hanno cominciato ad abbaiare sempre di più. Il cane discende dal lupo e i lupi adulti abbaiano raramente, in genere ululano. Al contrario, sono i lupi giovani ad abbaiare. Secondo alcuni scienziati, il nostro cane sarebbe come un lupo rimasto allo stadio infantile. Dipende dall’uomo come i lupacchiotti dipendono dai loro genitori: ecco perché si esprime come “un bambino”.

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Anche il cane può ululare come i lupi: capita spesso che i cani ululino quando vengono lasciati da soli, perché si sentono abbandonati. Il cane ricalca il comportamento dei suoi progenitori lupi che, quando si trovano soli nella foresta, ululano per richiamare gli altri membri del branco. Sebbene tutti i cani discendano dal lupo, le diverse razze abbaiano in modo differente. Vi sarete accorti che i cani di piccola taglia sono generalmente più rumorosi di quelli grandi. Tra questi gli yorkshire, che conservano lo spirito dei loro antenati: cani da caccia selezionati per abbaiare davanti alle tane. Il loro è un comportamento istintivo, anche se ormai sono diventati cani da salotto. Se amate i cani, ma anche il silenzio, potete adottare un basenji, una razza di origine africana che non abbaia quasi mai. Per limitare l’abbaio molesto, la cosa migliore è capire che cosa il cane vuole esprimere emettendo questi versi: sarà utile al quadrupede così come al suo padrone... e ai vicini di casa.


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GATTI


p. 36

Il carattere del gatto

p. 38

Il gatto, un palato fine

p. 40

Gatti di razza

p. 42

Il gatto e la sua lettiera

p. 44

Il gatto, una tigre da salotto

p. 46

Le fusa, un motorino in gola

p. 48

Come accarezzare un gatto?

p. 50

PerchĂŠ il gatto miagola?

p. 52

I baffi del gatto

p. 54

Il gatto, un animale solitario

p. 56

La sessualitĂ del gatto

p. 58

Il gatto, un maniaco della pulizia

p. 60

Il gatto, paracadutista e funambolo


IL CARATTERE

DEL GATTO

Ci sono gatti e gatti. Alcuni sono intrepidi, altri paurosi, ci sono quelli appiccicosi come la colla e altri che vogliono solo essere lasciati in pace. I gatti possono essere più o meno curiosi, più o meno giocosi. Insomma, ognuno ha il suo carattere, proprio come noi.

L’indole di un gatto si vede da subito e gli allevatori lo sanno bene: le differenze caratteriali tra i gattini di una stessa cucciolata si notano già pochi giorni dopo che sono nati. Hanno la stessa mamma, crescono nello stesso ambiente e ciò nonostante non reagiscono allo stesso modo. Il carattere di un gatto è in parte determinato da come ha trascorso i suoi primi mesi di vita. Proprio come noi. Se da piccoli i gatti subiscono delle prepotenze, da adulti tenderanno ad avere un carattere più difficile e problematico. Perché un gatto si lasci accarezzare facilmente quando è adulto, bisogna abituarlo molto presto, manipolandolo con dolcezza. Alcuni studi hanno dimostrato che di solito i gatti di razza sono più affettuosi con gli esseri umani di quanto non lo siano i gatti cosiddetti randagi. Questo perché i gatti con pedigree nascono di solito in un allevamento e sono a contatto con gli esseri umani fin dai primi giorni.

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Però non è sempre così: ci sono casi di gatti che sono stati accarezzati sin da piccoli, eppure rimangono scontrosi anche da adulti. Altri diventano molto espansivi quando sono addottati da un padrone affettuoso, pur essendo cresciuti in strada e poco abituati alle persone. Ogni gatto ha un suo modo particolare di reagire e non esiste una regola generale. Ci sono però alcuni studi secondo cui la personalità di un gatto può dipendere dal colore del suo pelo: non c’è ancora niente di scientificamente provato, è solo una teoria basata sull’osservazione. I gatti neri avrebbero la tendenza ad apprezzare la compagnia delle persone e degli altri gatti, contraddicendo così la loro cattiva reputazione. Al contrario, i gatti rossi sarebbero più energici e aggressivi che i gatti di altro colore. Colore o non colore, il carattere di un gatto può cambiare con l’età. Un gattino che è timido e pauroso quando vive con i suoi fratelli, può diventare esuberante e mattacchione quando si trova da solo nella casa dove è andato ad abitare. I gatti, così come le persone, non hanno lo stesso carattere per tutta la vita. Per fortuna!


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Cani e gatti  

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