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I CAPOLAVORI DEL FANTASTICO

€ 3,50

CHRISTOPHE BEC

ALESSANDRO BOCCI

LA DIMORA DI SATANA


castello di fontainebleau, fine del xvi secolo. che possiate morire lentamente, maledette!

e che le vostra ossa siano cibo per gli ingordi corvi e i lupi affamati!

le forze malvagie della natura vi obbediscono! al vostro passaggio, i cani, ebbri di paura, guaiscono come colpiti dalla frusta di satana!

in nome del signore, morite tra le fiamme, streghe!

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è la prova: è il diavolo che cerca di salvarle!

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dopo un trauma, capita spesso che la vittima non riesca più a rapportarsi col mondo in cui vive.

si ripiega su se stessa, evitando ogni contatto con gli altri, e, in alcuni casi, reprimendo persino la sua stessa personalità.

rivive il dramma, insomma, con dei flash continui, dei veri incubi che vengono a ossessionarla e che non le danno tregua.

lo shock è spesso tale che prova costantemente una sensazione d’impotenza, una paura intensa e un profondo sentimento di orrore.

per questo cova nel cuore la sensazione di un pericolo costante, imminente, perfettamente irrazionale.

così adotta un comportamento disorganizzato, agitato e a volte violento.

e quando qualcosa gli ricorda il trauma, prova una profonda disperazione che può portarla ad atti estremi: il suicidio o l’omicidio…

ho vissuto tutto ciò…

e lo vivo ancora.

mille anni fa questa foresta era chiamata forêt de bière…

fontainebleau, estate 2006.

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all’epoca di luigi xiv, meno del venti percento della superficie attuale era coperta di alberi…

è colbert che ha dato il via ai lavori che hanno portato la foresta di fontainebleau ad essere come la conosciamo oggi…

sì, sì… continua, m’interessa!

nel 1830, seimila ettari di pini sono stati piantati in questa valle, provocando l’ira degli artisti che venivano qui a cercare l’ispirazione…

tutto ok? ce la fai?

avevano snaturato la loro primitiva foresta!

il tetto impreziosito dalle belle tegole tondeggianti della borgogna, la grande porta del fienile, rinforzata da due contrafforti di pietra di château-ladon…

quando, quel giorno, ci ritrovammo faccia a faccia con l’imponente costruzione in rovina, ci sembrò meravigliosa e splendida…

la perfetta armonia architettonica e le belle pietre bianche dalla magia ammaliante… era la perfezione stessa.

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niente da fare… non si può entrare! tutte le aperture sono bloccate e le porte in quercia massiccia sono impossibili da sfondare… ci ho provato…

davvero? incredibile!

frank, guarda! è in vendita!

certo, la cascina in questione era in pessimo stato e sapevamo che ci sarebbero voluti molti lavori per riportarla alla sua prima giovinezza, ma ne eravamo convinti: era la casa dei nostri sogni, quella in cui volevamo passare il resto della nostra vita.

per noi era stato un vero e proprio colpo di fulmine…

eravamo stanchi di parigi e della sua stressante quotidianità… e avevamo messo da parte un bel gruzzoletto, per questo pensavamo di comprare un rustico o una casa colonica da restaurare.

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locanda del cavallo nero, moret-sur-loing.

quella sera decidemmo di andare nel paese vicino per prendere informazioni sulla casa.

trovammo alloggio e riparo alla locanda del cavallo nero, il più bell’hotel del paese. dopo aver fatto la doccia ed esserci cambiati, scendemmo nel ristorante.

là, per tutta la cena, abbiamo parlato solo della casa, eccitati all’idea di comprarla.

non male questo posto…

già... e questo château des rochettes*? davvero sublime… se andassimo a prendere un amaro al bar?

sì, quando cala la notte mi trasformo in un maniaco libidinoso!

franky, basta… ci guardano tutti!

l’ho capito, sai… vuoi farmi ubriacare! due cognac, per favore!

avremmo dovuto ascoltare il barista, che cercava di metterci in guardia…

sì, signore. con o senza ghiaccio?

con… dica, per caso sa qualcosa della casa nella foresta, a 5 km, sulla strada della rambaudière?

ah! quella? …se posso darvi un buon consiglio, signore, la lasci perdere! ve lo dico io: la bicocca è infestata… capito… infestata! non sono superstizioso e le storie sui fantasmi, anche se a volte mi divertono, non mi hanno mai fatto paura…

frank! possibile che…

la sola cosa che a volte mi perseguita, di notte, è la faccia di mia suocera… nei miei incubi!

scherzavo, mia cara… scherzavo.

creda quel che vuole, ma deve sapere che quella fattoria è maledetta! * vino bianco

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se si crede alla pronipote, che vive nella casa di riposo della città, nelle notti di plenilunio l’acqua del pozzo diventava rossa…

nel secolo scorso, un giorno hanno ritrovato un’intera mandria di cavalli nel cortile: erano tutti morti. un allevatore, più coraggioso o più suonato degli altri, ci si è trasferito. in meno di tre anni, è diventato completamente pazzo… ha passato il resto dei suoi giorni in un ospedale psichiatrico.

ahah! capisco… ecco una storia per spaventare i turisti… ma casca male con me, vecchio mio!

…rossa come il sangue! quel pozzo è la porta degli inferi!

che bella favola!

non mi crede?

sì! sì! certo… ma ora, a chi appartiene la casa? dopo la guerra, diverse persone hanno provato a viverci… negli anni ’60 degli hippy avevano preso in affitto la fattoria per farvi una specie di comune… sa, era di moda a quei tempi. ci vivevano senza elettricità né acqua corrente…

ma in poco tempo era diventata un vero lupanare: vi facevano dei festini tutte le notti, finché una ragazza si è impiccata a un palo del granaio, dopo esser stata vittima di uno stupro. almeno, è quel che dedussero i poliziotti.

poi ci furono dei parigini, che venivano a passarci i fine settimana. alloggiavano in un camper che parcheggiavano nel bel mezzo del fienile…

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li ritrovarono nella foresta… i loro corpi erano stati fatti a pezzi e divorati…


poi, ci si è trasferita una coppia di inglesi: volevano allevare dei cavalli. il ragazzo è morto dopo un violento calcio preso in pieno torace… il medico della città non aveva mai visto una cosa simile: le costole frontali gli erano uscite dalla schiena… la ragazza è misteriosamente sparita poco dopo.

non si è mai saputo cosa gli successe veramente… si è parlato persino di un animale scappato da uno zoo ambulante, una pantera nera o qualcosa del genere…

ci sono stati degli altri acquirenti, ma sempre degli stranieri… nessuno qui è abbastanza folle da voler comprare quel vecchio rustico maledetto. alla fine, géraud l’ha acquistato per una miseria, ci voleva conservare le sue auto d’epoca… era uno scettico, “baggianate”, diceva… “tutte baggianate!”

e a lui cos’è successo? a lui… niente! ma durante un fine settimana di primavera, tutte le automobili hanno preso fuoco… tutte?

esatto!

malviventi? una ritorsione?

no, combustione spontanea!

cosa?!

è quello che hanno detto gli inquirenti. la cosa curiosa è che il granaio è stato risparmiato…

a parte le auto, non è bruciato niente! il prete della città, padre farrieux, disse che era opera del diavolo e fece murare il pozzo. chiese anche al vescovo il permesso di esorcizzare la casa.

è una storia terrificante!

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Fontainebleau 1  

COSMO COLOR EXTRA 1 MENSILE - MARZO 2014 FONTAINEBLEAU www.editorialecosmo.it SCENEGGIATURA: CHRISTOPHE BEC DISEGNI E COPERTINA: ALESSAN...