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SPORTIVISSIMO mercoledĂŹ 3 novembre 2010 - numero 31- anno 2 - reg. tribunale di siracusa n. 4 del 29 gennaio 2009 - Euro 0,50

il settimanale dello sport siracusano

COPIA OMAGGIO

www.sportivissimosr.it

ZEMAN CHI? noi abbiamo guido ugolotti Uno stupendo Siracusa batte il Foggia allo Zaccheria. Due gol di Mancino per preparare al meglio il derby col Gela


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ph unionesportivafoggia.com

Editoriale IL

SOMMARIO

4 PG 5

Mamma mia, quant’è bello ! di Giuseppe Di Silvestro

PG

Risultati e Classifiche

Tra Foggia e Gela, con Mancino in mezzo

6 PG 7 PG

Il campionato che sarà

Mauceri: “Riforma si, però...”

8 PG 10 PG 12 PG 14 PG 17 PG

Due squilli di tromba dallo ”Zaccheria” di Foggia, dove un Siracusa stratosferico conquista la prima vittoria esterna di questo campionato umiliando la squadra di Zeman davanti ad ottomila spettatori. E’ stata la grande rivincita degli “ex”, a cominciare da Guido Ugolotti proseguendo con Nicola Mancino, che con una splendida doppietta ha zittito i suoi ex tifosi che lo fischiavano; e proseguendo anche con Moi e Ignoffo che a loro volta avevano indossato la maglia rossonera del Foggia. E’ stata una prestazione perfetta quella che gli azzurri hanno offerto su uno dei palcoscenici più importanti della Prima Divisione. Se proprio qualche neo si deve riscontrare nella prova della squadra azzurra, si possono citare la mezza dozzina di occasioni da gol che Abate e compagni hanno sprecato. E nel finale si è dovuto soffrire anche a causa della inferiorità numerica per l’espulsione di Moi. Ma a parte gli errori sotto porta, la prestazione del Siracusa è stata esemplare. Ugolotti nel corso della settimana aveva preparato con scrupolo questa partita, indicando ai suoi i punti deboli della squadra pugliese ed indicando loro come fare ad approfittarne. E’ stato proprio il successo che ci voleva per dare un colpo d’ala alla classifica, con un bel balzo in avanti. E’ una vittoria che, purtroppo, il Siracusa pagherà a caro prezzo perché si dovrà affrontare domenica prossima il Gela senza gli squalificati Moi e Bufalino. Ma la squadra ormai gira che è una meraviglia. A Foggia, ad esempio, il tecnico azzurro non ha esitato a mandare in campo il giovanissimo Petta, che lo ha ripagato con una grande prestazione, ed a ridare fiducia ad Abate che, gol mancati a parte, ha giocato su alti livelli. Ed ora bisogna affrontare con il piglio giusto le due partite interne contro il Gela prima ed il Pisa poi, e cercare di ottenere il massimo possibile. Il campionato del Siracusa si può dire stia cominciando proprio adesso, da quando è arrivato sulla panchina un tecnico come Ugolotti. E questa squadra promette di dare ai tifosi parecchie soddisfazioni.

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PG

Valerio Capocchiano La meglio gioventù Prossimo Avversario

Vintage Azzurro Pallanuoto femminile: Valentina Ayale Basket: Coach Paolo Marletta torna in pista

Segretario di redazione PAOLO CATANIA

www.sportivissimosr.it - redazione@sportivissimosr.it reg.Tribunale di Siracusa n. 4 del 29.01.2009 - Iscrizione ROC 17994 Edito da EDITORIA ITALIANA s.r.l. REA 137197 via Unione Sovietica, 4 - Siracusa Direttore Responsabile GIANNI CATANIA Stampa TIPOGRAFIA GENY snc via canale ,75 - Canicattini Bagni

Collaboratori GIUSEPPE DI SILVESTRO, ANTONIO MIDOLO, GIUSEPPE BASILE, SEBY GALIZIA Foto VALENTINO CILMI/Archivio, SIMONA AMATO/Archivio Impaginazione e grafica EDITORIA ITALIANA s.r.l. Pubblicità EDITORIA ITALIANA s.r.l. commerciale@sportivissimosr.it

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RISULTATIrisultati

Undicesima Giornata Andria-Barletta Benevento-Lucchese Foggia-Siracusa Foligno-Pisa Gela-Cosenza Juve Stabia-Atletico Roma Nocerina-Taranto Viareggio-Ternana Virtus Lanciano-Cavese

PROSSIMO TURNOprossimoturno CLASSIFICAclassifica 0-0 2-1 0-2 1-1 1-3 sosp 1-0 sosp 0-2

7 Novembre 2010 Atletico Roma-Andria Barletta-Benevento Cavese-Viareggio Cosenza-Virtus Lanciano Pisa-Foggia Siracusa-Gela Taranto-Foligno Ternana-Juve Stabia Lucchese-Nocerina

Al momento di andare in stampa non sono ancora note le penalizzazioni in classifica. Nel prossimo numero, analisi e commenti COSI’ IL SIRACUSA...

0-2

Nocerina Atletico Roma* Benevento Gela Taranto Lanciano Cosenza Foggia Juve Stabia* Foligno Cavese Pisa Lucchese Siracusa Viareggio* Andria Ternana* Barletta

BUFALINO

4-1-4-1

(67’ Bongiovanni)

GIORDANO

STRIGARI

MOI SPINELLI

ABATE

24 21 21 19 18 17 16 15 13 13 13 13 11 11 10 10 9 7

BAIOCCO

(80’ De Angelis)

RETI: 22’ Mancino (S), 33’ Mancino (S) FOGGIA: Santarelli, Candrina (67’ Tomi), Regini, Burrai (49’ Salamon), Torta, Rigione, Agodirin, Kone, Sau, Laribi (80’ Cortese), Insigne - All. Zdenek Zeman SIRACUSA: Baiocco, Strigari, Petta (77’ Lucenti), Spinelli, Moi, Ignoffo, Bufalino (67’ Bongiovanni), Mancosu, Abate (80’ De Angelis), Mancino, Giordano - All. Guido Ugolotti ARBITRO: Giuseppe Sguizzato (Verona) SPETTATORI: 6.812

IGNOFFO

MANCOSU

PETTA

MANCINO

(77’ Lucenti)

tabelliniTABELLINItabelliniTABELLINItabelliniTABELLINItabelliniTABELLINI ANDRIA BAT - BARLETTA 0-0 (0-0) ANDRIA BAT: Spadavecchia, Pierotti, Di Simone, Fazio, Sibilano, Evangelisti, Carminati (66’ Moro), Paolucci (73’ Anaclerio), Del Core (60’ Nulicek), Chiaretti, Doumbia - All. Aldo Papagni BARLETTA: Di Masi, Galeoto, Masiero, Menicozzo, Lucioni, Ischia, Bellomo, Guerri, Margiotta (78’ Infantino), Rajcic, Simoncelli (69’ Carbonaro) - All. Arcangelo Sciannimanico ARBITRO: Vincenzo Ripa (Nocera Inferiore) SPETTATORI: 4.000 circa

BENEVENTO - LUCCHESE 2-1 (0-0) RETI: 71’ Evacuo (B), 83’ Evacuo (B), 91’ Grassi (L) BENEVENTO: Aldegani, Pedrelli, Siniscalchi, Signorini (76’ Landaida), Palermo (69’ La Camera), Zito, Pintori, Grauso, Pacciardi, Joelson, Germinale (60’ Evacuo) - All. Agatino Cuttone LUCCHESE: Pennesi, Mariotti, Pezzi, Lollini, Bertoli, Chadi, Pera (60’ Biggi), Piccinni (72’ Grassi), Carloto, Pondaco (51’ Bova), Marotta All. Paolo Indiani ARBITRO: Amerigo Aloisi (Avezzano) SPETTATORI: 4.500 circa FOLIGNO - PISA 1-1 (1-0) RETI: 29’ Falcinelli (F), 95’ Carparelli (P) FOLIGNO: Rossini, Iacoponi, Bassoli, Papa (78’ Castellazzi), Merli Sala, Giovannini, Fondi, Sciaudone, Falcinelli, Cavagna (72’ Civilleri), Giacomelli (56’ Coresi) - All. Salvatore Matrecano PISA: Lanni, Ton (60’ Anania), Gagliardi, Amoroso, Calori, Gimmelli, Tabbiani (43’ Adornato), Favasuli, Mosciaro, Carparelli, Obodo (68’ Perez) - All. Stefano Cuoghi

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ARBITRO: Denis Santonocito (Abbiategrasso) SPETTATORI: 1.000 circa

GELA - COSENZA 1-3 (1-3) RETI: 14’ Daud (C), 31’ D’Amico (G), 39’ Mazzeo (C), 44’ Mazzeo (C) GELA: Nordi, Petrassi, Porcaro, Cardinale, Piva, Stamilla, D’Amico, Giardina (46’ Piano), Bigazzi, D’Anna (46’ Docente), Franciel (55’ Cunzi) - All. Nicola Provenza COSENZA: Petrocco, Matteini, Raimondi, Scarnato (90’ Wagner), Di Bari, Coletti, De Rose, Daud (55’ Roselli), Mazzeo (90’ Gagliardi), Degano, Biancolino - All. Mario Somma ARBITRO: Fabrizio Pasqua (Tivoli) SPETTATORI: 3.000 circa JUVE STABIA - ATLETICO ROMA JUVE STABIA: - All. Piero Braglia ATLETICO ROMA: - All. Giuseppe Incocciati ARBITRO: Michele Gallo (Barcellona Pozzo di Gotto) SPETTATORI: NOCERINA - TARANTO 1-0 (1-0) RETE: 41’ Castaldo (N) NOCERINA: Gori, Scalise, Di Maio, De Franco, Filosa, De Liguori, Catania (89’ Marsili), Bruno, Castaldo, Negro (84’ Galizia), Bolzan (80’ Nigro) - All. Gaetano Auteri TARANTO: Goio, Cutrupi, Sabatino (76’ Crovetto), Prosperi, Panarelli, Giorgino, Di Deo, Garufo (69’ Ferraro), Rantier, Ciotola (78’ Russo), Innocenti - All. Giuseppe Brucato ARBITRO: Claudio Gavillucci (Latina)

SPETTATORI: 6.500 circa

VIAREGGIO - TERNANA VIAREGGIO: - All. Giuseppe Scienza TERNANA: - All. Fernando Orsi ARBITRO: Gianluca Aureliano (Bologna) SPETTATORI: VIRTUS LANCIANO - CAVESE 0-2 (0-0) RETI: 51’ rig. C. Ciano (C), 58’ Schetter (C) VIRTUS LANCIANO: Chiodini, Vastola (73’ Colombaretti), Mammarella, Tamasi (68’ Volpe), Antonioli, Ferraro, Turchi, Di Cecco, Di Gennaro, Colussi, Improta - All. Andrea Camplone CAVESE: Pane, M. Ciano, Sirignano (62’ Citro), Alfano, Troise, Cipriani, Bacchiocchi, Zampa (57’ Di Napoli), C. Ciano (73’ Sifonetti), Schetter, Bernardo - All. Marco Rossi ARBITRO: Riccardo Colasanti (Siena) SPETTATORI: 1.500 circa


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TIRA ARIA DI DERBYSSIMO

Non poteva esserci viatico migliore per avvicinarsi al derby con il Gela. E’ una sfida che ha ripreso vita lo scorso anno in Seconda Divisione, dopo un ventennio di assenza. Risultato, due pareggi a reti bianche. Per gli amanti delle statistiche, per importanza, il derby tra Siracusa e Gela è secondo in Sicilia soltanto alle sfide tra Palermo e Catania. Precedenti in stagione, uno in Coppa Italia. Vittoria del Siracusa in trasferta per uno a zero, gol di Rosella. Altro precedente tra i professionisti datato 1988/89 (C2), vittoria del Siracusa per 1-0. Il Gela ha collezionato 10 punti nelle ultime cinque giornate, con una media di 2 punti a partita. Nella classifica di rendimento delle ultime cinque giornate è secondo, il Siracusa (media punti ultime cinque: 1) è invece ottavo, come il Foggia. Il Gela, però, nelle ultime due giornate ha raccolto solo un punto, pareggiando a Viareggio e perdendo in casa con il Cosenza. Il tecnico dei gialloblu ha utilizzato sino ad ora 25 uomini. I sempre presenti sono Nordi, Porcaro e Cardinale. Due espulsi in stagione, Piva e Petrassi. Le principali bocche da fuoco son Fraciel (3) e Stamilla (3). Il Gela si è visto fischiare due rigori a favore e due contro. Ecco i record in stagione del Gela: Sterilità 139’;Sterilità interna 75’; Sterilità esterna 119’; Imbattibilità 168’; Imbattibilità interna 225’ ; Imbattibilità esterna 95’. Il Siracusa, dal canto suo, ha utilizzato sin qui 24 uomini. Ignoffo, Mancosu, Moi e Spinelli i titolari fissi con 11 presenze su 11. Un solo espulso (Moi), nessun rigore a favore, due contro.

ABATE: “IO E LA MIA FAMIGLIA OK A SIRACUSA”

E’ una gara di aggettivi per Nicola Mancino. Il più gettonato è “stratosferico”. L’uomo che con una doppietta ha imposto il silenziatore allo Zaccheria è diventato il capocannoniere azzurro con quattro reti in sette partite. Una media realizzativa di 0,57 per match, che lo pone al sesto posto tra i goleador del girone. Non solo, Mancino ha segnato il 57% delle reti totali del Siracusa. Ed ha già eguagliato il suo best stagione in fatto di gol: 4, proprio lo scorso anno a Foggia (più uno ai playout). Applausi.

La redazione di Sportivissimo prende atto della smentita di Giovanni Abate in merito all’articolo apparso la scorsa settimana, dal titolo “Black-out Abate”. “Non è assolutamente vero quanto scritto. Io e la mia famiglia abbiamo scelto insieme Siracusa pertanto quanto riportato è privo di fondamento”, ha dichiarato l’attaccante in una nota diramata dalla società. La redazione, in ottemperanza a quanto previsto per il diritto di replica e smentita, dà giusto risalto alle parole di Abate che sgombrano il campo da voci circolate nelle passate settimane. Aspettiamo, adesso, di poter gioire insieme alla prima rete dell’attaccante azzurro.

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IL MONDO PRO POTREBBE CAMBIARE COSI’

(r.s.) Il format dei campionati professionistici italiani, Lega Pro compresa, cambierà. In linea di massima si sa come, ma non ancora quando. Tanta buona volontà da parte dei diretti protagonisti, dal presidente federale Abete in giù, ma poca sostanza. E la riforma potrebbe slittare alla stagione 2011/2012. Proprio il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, è alla guida della commissione che dovrà riformare i campionati. Gli ostacoli non mancano, ma entro fine anno dovranno mettersi tutti d’accordo per quanto riguarda il blocco dei ripescaggi. Mica facile trovare un accordo tra le varie Leghe e componenti. Ricordiamo che la scorsa estate 21 squadre, tra serie B e Lega Pro, non sono riuscite ad iscriversi al campionato. Scena che, garantisce Macalli, si ripresenterà anche la prossima estate, anzi le società che diranno addio al professionismo ‘’saranno molte di più’’. Il Bologna, ad esempio, pare non sia già oggi in grado di pagare l’Irpef. Problemi simili per Foggia, Foligno, Cavese e Juve Stabia. Siracusa al momento al riparo da sorprese Compensi e contributi in regola. Nei piani della commissione Macalli ecco come cambieranno i campionati: serie A a venti squadre come adesso, serie B a venti, quindi due in meno delle attuali (o in alternativa due gironi da 18) e Lega Pro a tre gironi da venti squadre ciascuno, vale a dire trenta in meno di quelle oggi iscritte. Una autentica cura dimagrante per passare da 132 club professionistici (secondo molti anomalia tutta italiana) a cento nel giro di tre/ quattro anni. Mario Macalli si dice d’accordo, meno il sindacato calciatori, la Lega di B con Abodi e i Dilettanti con Tavecchio. Riforma destinata a fallire prima di nascere? Lo diranno i prossimi mesi. Intanto, Demetrio Albertini, ex calciatore e ora potente vicepresidente Figc, ha proposto la creazione delle seconde squadre di serie A, una sorta di Juve 2, Milan 2, Inter 2 da far giocare in Lega Pro in modo da dare spazio ai giovani italiani, perchè la Primavera non basta più e non forma talenti. Qualcosa di simile succede in Spagna e altri paesi europei. Una idea che incontra forti resistenze, a cominciare da Macalli e le squadre di Lega Pro che lui rappresenta. Anche qui, binario morto. Si naviga a vista, sperando di evitare la buriana. 6

"Ben venga La Riforma Ma non nascondiamo gli altri Problemi"

Intervista con il vicepresidente Mauceri


SPORTIVISSIMO (gct) Di riforma e del campionato che verrà ne abbiamo parlato con Marco Mauceri, vicepresidente del Siracusa. Partiamo dal dato principale: si alla riforma ma con una bella serie di distinguo. “Di cambiamenti epocali se ne parla da un decennio”, esordisce Mauceri. “E’ un argomento intrigante, ma bisognerebbe parlarne approfonditamente per capire a quale linea ispirarsi”, spiega. In questa fase, il progetto della Federazione è quello di ridurre il numero di squadre partecipanti ai campionati professionistici. Una bella dieta che potrebbe toccare tutti, o quasi, i campionati. Tra resistenze, barricate, privilegi da abbattere e nuove regole da far rispettare. “I lavori della commissione Macalli sono praticamente in fase di stallo. Personalmente sono d’accordo sull’ineluttabilità della riforma, però vorrei porre alcune domande. Perché, ad esempio, alla riforma dei campionati si oppone principalmente il sindacato calciatori? Perché i parametri finanziari da rispettare sono diversi tra la Lega A e la Lega B e quelli previsti per la Lega Pro? Perché alle società di Lega Pro vengono lasciate le briciole della cosiddetta mutualità? Perché anziché incentivare l’uso di under nei campionati di Lega Pro non vengono previsti incentivi per le società corrette sotto l’aspetto finanziario? E perché non si pensa ad una politica federale per aumentare il numero di spettatori negli stadi di Lega Pro? E poi ancora, perché non si prevedono agevolazioni per le società che vogliano costruire uno stadio di proprietà? Chiudendo domandandosi perché i dirigenti delle società sportive non vengono obbligati a partecipare a dei corsi di formazione sulle regole imposte già a partire dalla prossima stagione 2011/2012 (Finance Fifa Players o cosiddetto Fair Play finanziario, ndr)?”. Insomma, per Mauceri si dovrebbe

metter mano in maniera organica anche a regolamenti e norme e non solo alle formule. E riportare il calcio italiano a livelli di competitività, anche organizzativa, che a livello europeo non gli è più propria. Stadi di proprietà all’inglese, dirigenti formati e non improvvisati, misure di sostegno alle serie minori che tengono in vita il giocattolo etc etc. “Ribadisco, la riforma è giustissima, ma sarebbe sbagliato slegarla dalla valutazione di tutto lo scenario complessivo. Perchè se deve soprattutto tendere a migliorare il sistema in modo funzionale allora deve evitare interventi disomogenei, dettati più dalla solita emergenza con cui ci si muove in Italia che da altro”. Il vicepresidente Mauceri si auspica che nel futuro del calcio ci sia in particolare equità. “Si devono stabilire regole uguali per tutti, tutelando soprattutto le società che garantiscono ancora la stessa esistenza del calcio”, senza figli e figliocci tra serie A, B e Lega Pro. Come dire, va bene essere un club di terza serie ma non ultima ruota del carro, anzi. Ed è questa considerazione una implicita risposta all’idea di Albertini,

TRASFERTA IN TRENO CON LO SCONTO PER I POSSESSORI DELLA TESSERA DEL TIFOSO

Ai possessori della “tessera del tifoso” sarà applicato un 15% di sconto sul costo del biglietto per andare in treno a vedere una partita in trasferta della propria squadra di Lega Pro. Agevolazione estensibile sino ad un massimo di quattro componenti il nucleo famigliare del titolare della tessera e sarà valida per qualsiasi tipo di treno, comprese tutte le “frecce” . Lo sconto potrà essere praticato da due giorni prima dell’evento partita sino a due giorni dopo. “La Lega che presiedo - ha detto Mario Macalli - ha creduto subito in questo strumento e si è attivata al punto che le 85 società hanno già emesso 60 mila tessere del tifoso. E stiamo lavorando per far ottenere altri vantaggi a chi si fornisce della tessera”.

che vorrebbe piazzare le squadre B dei club di serie A in Lega Pro. Siracusa-Inter 2 ha un suo fascino, sulla carta. Quello reale è tutto da valutare. “Mi domando perchè il buon Demetrio non è voluto uscire dal mondo del calcio in silenzio, lasciando, soprattutto a noi milanisti, gli stupendi ricordi di quando era calciatore”, commenta sarcastico il vicepresidente azzurro. “Mi spieghi lui chi deve fare spazio in Lega Pro a Milan 2, Juve 2, Roma 2 eccetera. Quale piazza rappresentativa di una città italiana, magari capoluogo di provincia, deve sparire a vantaggio delle solite grandi? Ora, come dirigenti, responsabilmente comprendiamo che i campionati di terza serie devono rappresentare una fucina per la crescita dei giovani”, ed in questo senso il Siracusa insegna con i suoi 88, 89 e 90 sparsi tra prima squadra e panchina. “Però pensare di costruire delle squadre composte da giocatori primavera di Inter, Milan, Roma o Juventus da fare militare in questi campionati è, a mio avviso, un paradosso. Ai giovani si vogliono insegnare i valori sani dello sport e poi li si proietta subito in un mondo altamente agonistico dove contano solo i tre punti. Io sono contrario anche alla regola degli under obbligatori, perché non sarà un’imposizione a dare benefici al nostro calcio. Chi è bravo ed ha talento gioca in serie A anche a 16 anni. Se l’interesse dei club di serie A e B fosse quello di trovarsi giocatori bell’e pronti, da impiegare in prima squadra dopo averli fatti maturare in campionati agonistici, allora dovrebbero pagare, così come ha proposto Macalli rispondendo ad Albertini. Ma il vero problema è che i giovani calciatori finiscono invece nella rete dei procuratori, che li mandano a giocare non nel posto migliore per loro ma dove possono ottenere un ingaggio più alto, tutelando solo apparentemente i loro interessi”.

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SPORTIVISSIMO ph. simona amato

Valerio Capocchiano

“Ci Vediamo a DICEMBRE”

Dopo l’intervento al ginocchio, il simpatico difensore azzurro si prepara a salutare le stampelle ed avviare il percorso di riabilitazione.

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(gct) Uno che a Foggia avrebbe voluto esserci, e non per il semplice motivo di affrontare Zeman, è Valerio Capocchiano. Il difensore azzurro, però, è dovuto rimanere a Siracusa, seconda gara di stop dopo l’operazione al ginocchio di due settimane fa. Per cui, l’appuntamento di “famiglia” è rinviato. Il papà di Capocchiano è di Foggia e diversi parenti vivono nella provincia. Allo Zaccheria non sarebbero mancati, quindi, sugli spalti i tifosi per l’esterno ex Monza. Appuntamento rimandato. Magari al ritorno a Siracusa, anche se non sarà la stessa cosa. “Mi spiace davvero, ci tenevo”, commenta cordiale come sempre. Per rivederlo in campo bisognerà attendere, verosimilmente, dicembre. “Con i dottori non abbiamo ancora parlato di rientro. Io però una mia tabella me la sono fatta e conto di tornare a disposizione del mister per i primi giorni di dicembre. E’ una mia previsione, qualcuno mi dice ottimistica. Ci proviamo comunque, con tutte le cautele del caso”. I tempi di recupero si sono forzatamente allungati per via di una scoperta effettuata dall’equipe del professore Licitra durante quello che doveva essere un semplice intervento al menisco. Durante l’artroscopia è stato, infatti, evidenziato anche un critico allentamento del legamento crociato, a rischio rottura. Si è deciso, allora, di intervenire per metterlo in tensione. “Paradossalmente finire sotto i ferri adesso è stato un vantaggio”, spiega Valerio Capocchiano. “L’ecografia non aveva rilevato questo altro fastidio e se non ci fosse stata l’operazione al menisco di mezzo avrei rischiato guai peggiori...”. La dea bendata, evidentemente, non ha voluto voltare le spalle al pendolino azzurro, che la scorsa stagione si è subito fatto ben volere da pubblico e critica. Persona a modo, garbato, professionista

serio: impossibile non provare simpatia per uno così. Lo sanno bene anche i suoi nuovi compagni. “Dopo l’intervento si sono fatti sentire un po’ tutti e li ringrazio. Sono andato qualche volta allo stadio durante gli allenamenti, accompagnato dalle mie fedeli stampelle, ed anche in quelle occasioni i ragazzi mi sono stati vicino. In particolare Iodice e Di Silvestro che poi sono i due con cui mi sento più spesso”. E’ il secondo intervento ‘serio’ a cui Capocchiano viene sottoposto nella sua carriera. Era già successo diversi anni fa a Monza quando, per eliminare delle borsiti croniche ai talloni, fu necessario ricorrere ad una operazione. Per il momento, Capocchiano passa gran parte del suo tempo tra le mura di casa con la gamba in alto ed il ginocchio gonfio. A prendersi cura del talentuoso difensore azzurro ci pensa la fidanzata, Ilaria. “Quanta pazienza che ha con me. Fatico a stare fermo ed alle volte divento sgarbato”. Difficile immaginare un Capo nervoso. E infatti Ilaria sorride comprensiva. Questa settimana, dopo un nuovo controllo con il dottore Licitra, le stampelle potrebbero finire nell’armadio. Cosa che regalerebbe un deciso +5 all’umore del giocatore. “In linea di massima, l’umore è buono. E’ che alterno alti e bassi. Il fine settimana è il momento più duro”. Manca il campo, chiaro. Ed essere costretti ad assistere da fuori senza possibilità di far nulla non è il massimo. “Ma appena rientro sarà pronto a riprendere il discorso che stavamo portando avanti con il mister”, dice deciso. La concorrenza è alta, con Lucenti e Iodice. “Si, ma fa solo bene. Ci sarà più competizione ed in campo andrà chi sarà più in forma”. Il posto, Capocchiano, non lo reclama a gran voce. Però sarà pronto a riconquistarselo con la solita voglia di uno abituato ad andar di corsa.


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Insieme fanno otto campionati in azzur-

ro. Quattro stagioni a testa. Con il Siracusa sono passati dalla Serie D alla Prima Divisione. Un doppio salto, così repentino, quasi insperato. Antonio Strigari, classe 1988, Federico Bufalino, classe 1989. Arrivarono a Siracusa nel 2007, rispettivamente dalla Primavera del Crotone e dal Ragusa. Pian piano sono riusciti ad affermarsi. Fino a conquistare un posto nell’undici titolare del Siracusa di Terza Serie. Nelle ultime settimane si sono pure conquistati sempre più titoli e foto nelle cronache sportive. Risultato scontato quando si è tra i migliori in campo. E così ecco “Bufa” che salta i difensori avversari come birilli, e Strigari che blocca gli avanti rivali. Da non crederci. In fin dei conti sono delle matricole, alla loro prima esperienza in un campionato così importante. “Io stesso – ammette Strigari - sono rimasto un po’ sorpreso. Proprio perché faccio la Prima Divisione da debuttante. Ma il merito va condiviso insieme alla squadra. Insieme abbiamo superato l’inizio tremendo di stagione. Sono molto contento a livello personale, considerata anche la caratura degli avversari. Contro il Lanciano, per esempio, avevo di fronte Zeytulaev che giocava nel Crotone quando io ero nella squadra Allievi dei calabresi, mentre lui in B faceva già la differenza”. Chissà che soddisfazione averlo reso inoffensivo. La storia del ragusano Bufalino, invece, è un po’ diversa. Quest’estate, a differenza di Strigari, la storia d’amore sembrava essersi conclusa definitivamente. “Avevo rescisso il contratto. Non ero contento della stagione da poco conclusa. Speravo di trovare fortuna altrove. E infatti sono andato in prova all’Alessandria. Ho fatto il ritiro con la squadra piemontese, ma poi mi è stato comunicato che non rientravo nei piani della società”. In quel preciso momento è entrato in gioco Antonello Laneri. Che non si è fatto scappare la possibilità di riportare in azzurro l’esterno ibleo. “Sì, Laneri mi voleva fortemente a Siracusa. Ed è riuscito a convincermi. Quando sono arrivato ero in ritardo con la preparazione. Ho dovuto integrare allenamenti specifici per recuperare. Un mese dopo, stavo già meglio”. E con la Nocerina è andata in onda la partita perfetta. “Quella domenica eravamo ben stimolati dal cambio dell’allenatore. Ma anche fisicamente cominciavamo a star meglio. Io stesso sapevo di stare

SPORTIVISSIMO bene, di essere in forma, a differenza delle precedenti gare”. Una prestazione da incorniciare che ha lasciato di stucco i tifosi. Che gli hanno pure dedicato una standing-ovation. “Sono contento, ma siamo solo agli inizi. Devo lavorare tanto, e lo stesso dovranno fare i miei compagni. L’obiettivo salvezza va raggiunto a tutti i costi. Credo tanto in me stesso. E penso questa sia la prima cosa da fare. Scendo in campo sempre per dare il meglio, senza pensare più di tanto alla categoria”. Senza paura. Adesso manca solo il gol. “Sapessi quante volte in testa mi rivedo le occasioni mancate...Spero arrivi il più presto possibile. Lo voglio”. Lo stesso può dire il ‘terzino’ Strigari. Autore di sgroppate di pregevole fattura sulla fascia. Al gol, udite udite, ci pensa anche lui. “Sarebbe un sogno. Mi manca. La prima volta, contro la Nocerina, sono stato fermato a centrocampo perché ho subito fallo. Contro il Lanciano mi sono avvicinato maggiormente all’area avversaria. Ho provato a far qualcosa in più. C’è qualcuno che mi dice che la mia crescta sia un miracolo”. Se la ride. E pensare che solo qualche tempo fa si lottava tra i dilettanti. Sempre insieme, Strigari-Bufalino-Siracusa. Sembra passato un secolo. “Tre anni fa mai avrei pensato di ritrovarmi a questo punto dopo così poco tempo. Adesso mi viene quasi da non credere ai campi di Castiglione, Acicatena, etc. Sia detto con rispetto. Soprattutto per me e per quelli che c’erano già nel 2007-08, quando abbiamo pure ricevuto le uova. La squadra, la piazza, la società tutti mi hanno dato tanto. Mi hanno dato l’opportunità di giocare in Serie C1, di crescere. Basterebbe dire solo questo. Devo molto a questa città. E come ho sempre fatto, da parte mia, l’impegno e la determinazione non mancheranno mai. Le motivazioni, poi, vengono da sole”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’amico-collega Bufalino. “Siracusa mi ha dato tanto, ringrazio sempre i tifosi per avermi sostenuto anche nei momenti più difficili”. Ma per entrambi, cos’è cambiato rispetto allo scorso campionato? Una Seconda Divisione vissuta da comprimari e una Prima, invece, da protagonisti. Diplomatico Strigari. “Sicuramente i problemi fisici mi condizionarono parecchio. Ricordo che la prima partita la giocai a dicembre. Adesso ho iniziato bene, ma il difficile sarà confermarmi, dare continuità. Adesso viene il bello”. Bufa, invece, coglie la palla al balzo per togliersi qualche sassolino dalla scar-

DOVEdoveCOMEcomeQUANDOquando Antonio Strigari è nato a Corigliano Calabro il 12.7.88. E’ alla sua quarta stagione in azzurro. Quest’anno, nove presenze e 784 minuti trascorsi in campo. Lo scorso anno furono in totale 821. Federico Bufalino è nato a Ragusa il 5.8.89. E’ rientrato a Siracusa dopo una fugace parentesi all’Alessandria. Sino ad ora, 10 presenze e 656 minuti trascorsi positivamente in campo.

pa. “La differenza? Quest’anno sono impiegato. Vado in campo. Lo scorso anno, no. Sonzogni non mi vedeva per niente. Ho giocato pochissimo. E quelle poche volte, non sentendo la fiducia, non riuscivo a dare il massimo. Ma fa parte del calcio. Ho imparato, però, che non bisogna mai abbattersi. Gli ostacoli vanno superati. È proprio nel momento più difficile che bisogna lottare. Non ho ancora fatto niente. Spero di far sempre di più, domenica dopo domenica. Con l’avvento di Ugolotti curiamo meglio i dettagli, vedo più ordine. Il mister ci chiede di fare cose semplici. Lotteremo fino alla fine per la salvezza. Gli ultimi risultati lo dicono”. Chi ha dato il Siracusa per morto anzitempo ha fatto male i suoi conti. E sui possibili rinforzi, Strigari è chiaro. “Spetterà al mister decidere. Sarebbe, però, importante avere l’organico al completo. Senza indisponibili potremmo giocarcela, ne sono convinto. Per noi è stato fondamentale sbloccarci, vincendo contro la Nocerina. La vittoria è sempre salutare. E guardando adesso la classifica, quello è un successo che vale doppio. Resta il rammarico per le prime cinque partite, potevamo fare molto di più con squadre alla nostra portata. Pazienza. Comunque Ugolotti è un mister molto pratico. Un vero professionista. Lavoriamo tanto la settimana. Prepara molto bene le partite. È riuscito anche a sbloccarci a livello mentale”. In Prima Divisione la visibilità per i giovani in rosa è nettamente superiore. Ma al momento meglio non pensarci, anche se quelle categorie lassù fanno gola a chi è in verde età. “Basta poco per fare il grande salto. Ma per adesso, meglio pensare solo a giocare e al Siracusa”. “Il futuro va costruito con il presente – interviene filosofico Bufalino – adesso dobbiamo solo fare bene, sia per noi che per la squadra”. Lo interrompiamo e gli chiediamo come si possono macinare tutti quei chilometri in campo e correre, come nulla fosse, anche oltre il novantesimo. “Allenamento. Soltanto questo”. E tanta voglia. Antonio Midolo

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IL PROSSIMO AVVERSARIO

ARRIVA IL SORPRENDENTE GELA DERBY DA VIVERE INTENSAMENTE Tornano a giocare al “De Simone” gli azzurri di Ugolotti per af- dall’Empoli e Stamilla (83) dal Perugina e gli attaccanti Docente frontare la prima delle due partite consecutive in casa asseg- (83) nell’ultimo campionato al Perugia, e Vegnaduzzo (83) dalla nate dal calendario. E di scena sarà domenica il Gela, che si è Rossanese. conquistato l’appellativo di squadra rivelazione del campionato. I nuovi arrivi sono dunque un misto tra giovani interessanti ed E si tratta del primo ed unico derby siciliano di questo campi- elementi con esperienza maturata nei campionati professionisonato, perché in Prima Divisione ci sono soltanto queste due tici. La squadra di Nicola Provenza si schiera con il classico 4-4-2. squadre a rappresentare l’Isola. I precedenti sono tanti, e gli ul- Fra i pali c’è Nordi, una sicurezza; la linea difensiva è composta timi sono quelli del campionato scorso in Seconda Divisione. Ed da Detrassi, Porcaro, Cardinale e Piva. A centrocampo giocano entrambi gli incontri terminarono con un risultato ad occhiali: 0 Bigazzi, Stamilla, Piano e D’Amico, mentre la coppia d’attacco a 0 sul campo di Palazzolo nella gara di andata, e stesso punteg- è composta da Docente e Franciel. Altri elementi che giocano gio in quella di ritorno disputata al “Vincenzo Presti”. Siracusa e spesso sono i centrocampisti Cruciali, Giardina e D’Anna e gli Gela conclusero lo scorso campionato rispettivamente al sesto attaccanti Cunzi e Vegnaduzzo. ed al settimo posto, ed ora si ritrovano in Prima Divisione. Brillante quando gioca al “Vincenzo Presti”, non altrettanto bene Ripescata insieme al Siracusa, la squadra del presidente Tuccio il Gela si è comportato nelle gare giocate in trasferta. Su cinque aveva alla vigilia il solo obiettivo di mantenere la categoria. Ma gare fuori casa, infatti, la compagine gelose ha ottenuto due viti risultati finora ottenuti hanno proiettato il Gela verso le zone torie (4 a 2 sul campo del Foligno, 1 a 0 su quello della Juve Staalte della classifica, ed a questo punto non ci sono più limiti alle bia), non ha ottenuto alcun pareggio ed ha subito tre sconfitte aspirazioni degli azzurri. a Benevento e Taranto con l’uguale punteggio di due a uno, ed La squadra, affidata ancora alle cure del tecnico Nicola Provenza, a Lanciano per uno a zero. ha confermato quelli che erano alcuni punti fermi della formazi- Va tenuto presente, tuttavia, che il Gela è tra le squadre più in one del campionato scorso: il portiere Nordi (84), il difensore forma del momento avendo collezionato una bella serie di risulPiva (84), il centrocampista Cruciali (86) e gli attaccanti Cunzi tati positivi (quattro vittorie ed un pareggio) che l’hanno portata (84) e Franciel (82). ai vertici della classifica. E le sconfitte subite risalgono alla parte Sono andati via in tanti: i difensori iniziale del campionato, quando la Di Muro, Lucioni, Memè e Geraldi, squadra non aveva ancora dispiei centrocampisti Carraro, Viviano, gato tutto il suo potenziale. Zaminga e Cammarota. Di conGli uomini-gol del Gela sono seguenza, sono stati parecchi gli l’attaccante Franciel ed il centroarrivi: Sono stati acquistato infatti i campista Stamilla con tre reti cidifensori Petrassi (87, dal Padova), ascuno, mentre due gol hanno Porcaro (88) e Cardinale (81) enmesso a segno Docente, Bigazzi e trambi dal Potenza, e di recente lo D’Anna. Insomma, nel Gela gli elesvincolato Porpora (83, Marcianmenti capaci di andare in gol sono ise), i centrocampisti Piano (89) davvero in tanti, visto che segnano dal Bari, Giardina (81) dal Cosenza, anche i centrocampisti oltre che gli Avantaggiato (89) dalla Pro Vasto, attaccanti. Bigazzi (89) dalla Carrarese, D’Anna (90) dalla Fiorentina, D’Amico (80) Giuseppe Di SIlvestro Nella foto di Simona Amato, un momento del derby dello scorso anno

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VINTAGE AZZURRO

IL DIFENSORE CON IL PALLINO DEL GOL DOMENICO LABROCCA Tra i pochissimi oriundi, cioè italiani nati all’estero, della storia del Siracusa merita una citazione Domenico Labrocca, Mimmo per tutti. Nato ad Amara il 18 agosto 1952, difensore di qualità. Discesista e marcatore come pochi. Con Amedeo Crippa nella stagione 74/75 formò la migliore coppia difensiva di tutta la serie C. Questo giocatore cresciuto nelle giovanili della Lazio, nel 69/70 si ritrova nella rosa della prima squadra. Non gioca una sola gara ma considerato che aveva soltanto 17 anni, prometteva bene. Come nel prosieguo della carriera ha dimostrato, avrebbe meritato la serie A: le doti tecniche le aveva. I dirigenti laziali pensarono di valorizzarlo dandolo in prestito. Ne fece richiesta la Casertana, in serie B, nella stagione 70/71. Labrocca vi gioca 19 gare. La Casertana chiede e ottiene il rinnovo del prestito per le stagioni successive (71/72 e 72/73). Mimmo gioca 50 gare e mette a segno due reti. La capacità di vedere la porta, pur da difensore puro, l’affinerà col tempo. E difatti, in tutte le squadre con cui ha giocato, ha pure segnato sempre qualche

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gol. La Lazio, titolare del cartellino, riportò il giocatore tra le sue fila nella stagione 73/74. Laborcca non giocò una gara che fosse una. Il Siracusa, che aveva avuto modo di vederlo giocare con la Casertana e su suggerimento del tecnico napoletano Gennaro Rambone, chiese alla Lazio il cartellino. Una trattativa portata avanti con tanta cautela, ed anche per qualche tempo, fin quando si arriva ad acquisire la comproprietà per 30 milioni di lire. Un acquisto di quelli azzeccati. Labrocca si rivela un difensore con tanta grinta in corpo, uno che non lascia neanche lo spazio per respirare all’avversario e soprattutto, uno con le ali ai piedi per rapide scorribande sulla fascia destra. Giocò talmente bene che le richieste divennero tante. In effetti la quotazione era salita perché non solo aveva giocato 37 gare ma aveva segnato nella stagione ben 8 gol. Più di un attaccante di ruolo. La spunta il Catania, che aveva formato una squadra piena di giocatori di vaglia. A Catania rimane fino al 1981. Sotto l’Etna disputò 190 gare, segnando in tutto soltanto 5 reti. Qui ha vissuto momenti esaltanti come la promozione in serie B ed anche cocenti delusioni, per la retrocessione in C. Labrocca era certo di giocare di nuovo in serie B, ma il Siracusa lo rivuole a tutti

i costi. E ci riesce. Dire che la tifoseria era entusiasta non è esagerato. A 29 anni la grinta e la capacità tecniche sono le stesse di quando arrivò la prima volta. Lo dimostra giocando 33 gare, quasi l’intero torneo dell’81/82, e mettendo a segno 5 reti. A fine campionato, eccolo di nuovo a Catania, nella agognata serie B. Però gioca appena nove gare. Questa forma di inattività lo invoglia ad accettare il trasferimento ad Ancona, che disputa il campionato di C/1. In questa categoria si esalta infatti gioca 32 gare e mette a segno due reti. Rimane solo una stagione perché la successiva lo si vede a Fermo, in C2 . Siamo nel 84/85. Labrocca dice che può bastare. Ed a 33 anni smette e torna a Roma, dove si allena e gioca per diletto. E’ ancora impegnato nel mondo del calcio ed è in continuo contatto con altri giocatori della Lazio. La scorsa estate è stato ospite, assieme a tanti altri calciatori famosi, in un centro turistico di Santa Maria del Focallo per un torneo di vecchie glorie del Catania contro quelle del Torino. A Catania si è fermato qualche giorno ospite di amici, non ci risulta che sia passato da Siracusa, ma c’è da star certi che quei due anni non li ha dimenticati.

Paolo Catania


FINNOVA COSTANZO VOLLEY PROVE DI CAMPIONATO CON IL PRIMO TRIANGOLARE D’AUTUNNO Il primo “Triangolare d’autunno”, organizzato dalla Finnova Costanzo Volley, è stato vinto dal Pedara Volley. La formazione catanese, con Alessandra Trovato nella doppia veste di allenatrice e giocatrice, ha battuto entrambe le avversarie: le squadre Under 18 e Under 16 della Finnova Costanzo Volley, guidate rispettivamente da Maurizio Garozzo e Franco Rubera. Il torneo è stato aperto dallo scontro diretto tra le due formazioni “sorelle”, finito con la vittoria delle Under 18 al termine di tre set giocati quasi tutti punto a punto. Le Under 16 partono male ma poi trovano il bandolo del match, recuperano un pesante svantaggio iniziale, vincono il primo set per 25-23 e guidano il successivo fino al 18-15. Poi salgono in cattedra le Under 18: 25-23 e 25-18 i risultati degli altri due set. Meno tirate le altre due gare, con il

Pedara che ha fatto valere la maggiore esperienza e il maggior valore tecnico delle sue atlete. I risultati: 25-18 e 25-13, contro la Finnova Under 18; un doppio 25-18 contro le Under 16. Per le siracusane solo la soddisfazione di essere riuscite per lunghi tratti a tenere testa a delle avversarie decisamente favorite, ma anche la consapevolezza di dovere lavorare ancora sodo per raggiungere la forma migliore in vista della parte più intensa della stagione, cioè a partire dal mese di gennaio quando inizierà il campionati di Prima divisione. In questo senso, la manifestazione è stata

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organizzata proprio come primo test a due mesi dall’inizio della preparazione e in vista dei campionati federali giovanili che scatteranno tra una settimana. Il primo “Triangolare d’autunno” della Finnova Costanzo Volley è stata una mattinata di festa e di pallavolo che ha richiamato al Pala-Merici oltre cento persone e un nutrito numero di genitori delle atlete. Un buon viatico per i prossimi appuntamenti agonistici e per il progetto di sostegno alla pallavolo femminile che la nuova società siracusana intende perseguire.

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PA L L A N U OTO

F E M M I N I L E

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Buone prove e paragoni pesanti, l’Ortigia scopre VALENTINA AYALE

“È una pallanuotista dotata di grande velocità e di un ottimo e preciso tiro. Forte e rapida nelle ripartenze e intelligente tatticamente negli spostamenti. Micidiale nelle posizioni 4 e 5, dove lei preferisce giocare, anche se ormai è un’atleta duttile fondamentale in entrambe le fasi, di difesa e attacco. Ha fatto passi da gigante nell’atteggiamento, ha abbattuto la timidezza e gioca molto più spregiudicata. Cosa deve migliorare? Nella cattiveria agonistica, ogni tanto non si fida di andare a marcare il centroboa avversario quando ne ha le capacità”. Questa è Valentina Ayale secondo il tecnico dell’Ortigia femminile Gino Leone. La Ayale è nata a Marino, comune in provincia di Roma e a pochi passi dal cuore dei Castelli Romani, il 13 dicembre 1985. Da undici anni gioca a pallanuoto, e da quattro è in pianta stabile, anzi meglio, parte integrante del Circolo Canottieri Ortigia. Atleta storica, quindi, della scuderia Leone. Tanta fiducia, ripagata in questo avvio di stagione con prove maiuscole. E’ una ragazza estroversa a cui piace divertirsi e stare in compagnia che ama professarsi siracusana d’adozione. In fondo, tra gli inizi con la calottina dei Castelli Romani e la lunga permanenza in casa Ortigia c’è solo una breve fugace esperienza - sempre in biancoverde - ma a Firenze. “Si ma ormai da tanti anni faccio parte di questa squadra che è come una seconda casa – ci racconta l’attaccante romana – Ormai a Siracusa sto benissimo”. Natuarle chiederle cosa sia cmabiato in questi anni in Sicilia, vista la maturità che qui ormai ha raggiunto. “Se devo essere sincera poco. Qui tira sempre la stessa aria, c’è sempre lo stesso clima positivo. Piuttosto che l’ambiente, sono io che sono cresciuta e maturata, sia come persona sia come atleta”. Momenti felici e grigi, li ha vissuti con lo stesso atteggimaneto costruttivo. Valentina Ayale è una di quelle atlete su cui il tecnico Leone fa molto affidamento in una stagione che si configura di transizione, o

ph. giuseppe sparta

anche di rivoluzione, e che ha conosciuto addii e arrivederci inattesi. Da Begin a Pelle a Ricciardi. Come ha vissuto Valentina l’esperienza dello scorso anno? “In modo anomalo. Si sono scontrate due realtà differenti della pallanuoto; un modo di impostare il lavoro professionalmente con ritmi, esigenze ed oneri “fuori dal comune”, da un lato, un’organizzazione societaria non pronta a tale scossone, dall’altro. Ne è uscita fuori una situazione dove noi giocatrici ci siamo andate di mezzo. Tutto questo malcontento si è ripercosso poi naturalmente sulle prestazioni della squadra”. Archiviata la gestione Puliafito, Gino Leone è tornato al suo posto a bordo vasca. “Già lui è parte integrante di questa Ortigia e determinate problematiche sa gestirle alla grande – confessa Valentina Ayale – Siamo rimaste in quattro del vecchio corso. Abbiamo tanta voglia di fare bene. Nutro buone aspettative. Le prime gare di campionato ci hanno dato ottimi segnali. Era importante non lasciare punti. Penso che ce la giocheremo con tutte quelle formazioni che sono alla nostra portata”. Squadra nuova, vita e gioco nuovi.

L’Ortigia avrà perso qualcosa in esperienza in vasca ma ha acquistato velocità di gioco e faccia tosta. Come Ayale. A cui adesso si chiedono grandi cose. “Ma io sono a completa disposizione della squadra. Però non paragonatemi ad Aniko Pelle, assolutamente vietato. Lei è stratosferica. Io sono una buona attaccante con delle pecche in difesa. So che Gino si aspetta tanto da noi ma le responsabilità siamo noi stesse a crearcele. Io, Cassone, Gottardi, Fagioli, Dursi, quelle della vecchia guardia per intenderci, sentiamo il dovere di fare bene. A 24 anni penso ancora di avere dei margini di miglioramento anche se non ho di fronte una carriera lunghissima. L’età media nella pallanuoto si è abbassata notevolmente ma finché riesco a buoni livelli, gioco”. E se il tetto di casa si divide con un altro pallanuotista, tutto diventa più semplice. “Con Gianluca (Patricelli, ndr) ci conoscevamo già prima di Siracusa. Eravamo due buoni amici durante l’esperienza a Firenze. Poi qui nell’Ortigia è scoccata la scintilla. È un amore che nasce e cresce in piscina”. Giuseppe Basile

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COACH MARLETTA PRONTO A TORNARE IN PISTA “Ma che amarezza a Siracusa. Eppure i numeri ci sono per fare qualcosa di grande nel basket. Purtroppo manca la programmazione”

(basile) Non ha ancora per nulla dimenticato le amarezze targate Prativerdi, ma dopo un lungo periodo di stop e di aggiornamenti in giro per la penisola è pronto a tornare in quello che è il suo habitat naturale: il parquet dei campi di pallacanestro. È questione di ore. Coach Paolo Marletta attende la chiamata della MiaCard Ceglie per prendere il posto occupato fino al 27 ottobre da Antonio Lezzi. Quando lo abbiamo contattato, lo ‘soprendiamo’ nella sua casa a Ragusa, alle prese con un piccolo che di monellerie ne colleziona una dietro l’altra. Poca roba in confronto a quello che è già caduto nel dimenticatoio, nel giro di soli sette mesi. “In questo lungo periodo sono rimasto fermo, non ho allenato da nessun’altra parte – ci racconta Marletta mentre alterna una parola al bonario rimprovero nei confronti del suo ometto – Sto valutando questa richiesta che mi è stata fatta a Ceglie, in Puglia. Il basket mi manca tantissimo”. Dalle sue parole si percepisce che quella proposta sarà accettata, perché da troppo tempo ormai non sente più quello scricchiolio delle scarpe sul parquet che si confonde con l’applauso della gente. “Mi manca il mio lavoro, sono ventitrè anni ormai che vivo di basket e tutto questo periodo è volato in modo assolutamente strano”. Voglia di parlare della sua creatura Prativerdi, poca. Pressoché zero. È ancora grande la delusione che accompagna un’esclusione dal campionato per motivi ancora non del tutto chiari e chiariti dai vari protagonisti. Continua a mantenere i contatti con gli ‘eroi’ di quella squadra: Agosta, Corvino, Giuffrida. Con loro rievoca di tanto in tanto i momenti vissuti a Siracusa, alternando nostalgia e amarezza. Dalla promozione del giugno 2009 - con un palazzetto straripante di passione _ all’epilogo incredibile. La mancata cor18

responsione in Lega della seconda rata di iscrizione al campionato di B dilettanti,oltre a multe varie, avrebbe portato a circa dodicimila euro il debito nei confronti degli organi federali. A Roma lamentarono il mancato rispetto della scadenza di gennaio, termine ultimo per il saldo della seconda tranche della quota di iscrizione. La radiazione è, comunque, un ricordo (pesante) del passato. “Occupavamo una posizione d’elite in campionato e avremmo dovuto disputare la finale di Coppa Italia. Tutti traguardi e risultati importanti – rammenta coach Marletta – E’ un vissuto anomalo che fa rabbia e il rammarico c’è ancor di più perché tutto questo è accaduto a Siracusa, il posto dove sono nato. Ma in questo periodo ho riflettuto parecchio. Ebbene, ti accorgi che il basket è in crisi ovunque. Qualsiasi realtà sportiva è in enorme difficoltà”. Il vuoto lasciato dalla Prativerdi in città non è stato colmato. La Siracusa sportiva, e lo dà a vedere, soffre ancora quella perdita enorme in termini di adesioni, pubblico, movimento, attività. “Siracusa è un terreno fertilissimo dove impiantare una sana e corretta attività di pallacanestro. C’è un movimento di ragazzini vicini alla pratica che altre realtà maggiori non hanno. Il basket è uno sport che tira da quelle parti e ne sono una prova i quasi cinquecento ragazzini che Aretusa e Virtus Siracusa si dividono nel settore giovanile”. I numeri ci sono, cosa manca allora? “Tutto il resto: strutture, disponibilità economica, istruttori e soprattutto una programmazione seria – ha sentenziato Marletta – La storia lo dimostra. C’è un interessamento di qualche imprenditore ad una determinata disciplina, viene creato e stilato un progetto tecnico, commerciale e quant’altro che poi si interrompe,

salvo poi rinascere dopo qualche annetto con personaggi ed interpreti nuovi. Manca la costanza nel lavoro. E soprattutto manca completamente l’apporto della classe politica. È proprio vero che scomparso Concetto Lo Bello continua ad esserci il vuoto”. Marletta prende ad esempio l’Erg Priolo; una realtà consolidata da diversi lustri sul maggiore palcoscenico del basket femminile italiano. La società di GIuliano regge nonostante tutte le difficoltà grazie all’impegno economico costante dei suoi dirigenti e dell’azienda alle spalle. “Qualcosa di simile si voleva fare alla Prativerdi. Peccato. Ma purtroppo di ricordi non si vive”. Marletta, un’ultima domanda. Quando la rivedremo da queste parti? “Ogni qualvolta ci sarà un progetto buono”.


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