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ALKA SELTZER di Franco Furia «Oggi sono così, una rosa di profilo…».

È il male alle tempie a svegliarmi, unito al suono insistente del cellulare, rispondo in automatico un «…pronto…» a metà tra un insulto e una preoccupazione. Sono le 2.30 del primo aprile 2014. Non realizzo subito la voce, non realizzo il sottofondo, mi infastidisce la risatina stupida che per un attimo mi afferra l’orecchio… …mentre faccio finta di capire, mentre cerco di capire. Ieri sera ho chiuso un capitolo, un altro, il ragazzino amputato, quello che non riesce ad avere un rapporto sessuale decente, il piccolo arrogante impotente che mi accusava di essere una puttana ha smesso di essere un problema della mia vita. Sono stata gentile con lui, gli ho solo detto «sei un problema, non un premio, sei una mancanza fisica che nessun bacio colma…». Non l’ha presa bene… ma benissimo, ha fatto la faccia dell’orsetto molle, ha messo il broncio, come da copione, ha raccolto in un sacchetto di plastica le sue tre cose ed è semplicemente uscito dalla porta, uscendo dalla mia esistenza. Me lo ritrovo adesso alle 2,30 del primo aprile, uno scherzo da bambino idiota, mezzo ubriaco insieme ai suoi amici altrettanto ubriachi, altrettanto idioti. Alla terza voce che non conosco dico «…passami il coglione». Poche parole, piccoli sputi a un ragazzo di 25 anni che non ha ancora capito che cosa significa perdere o semplicemente accettare. Prendo un Alka Seltzer, lo vedo annegare nel bicchiere, lo sento sfrigolare, risalire verso l’alto in bollicine leggermente sfasate, un lento annegare ed è come se un bavaglio enorme, una mano con 15 dita mi chiudesse la faccia in una morsa. È la parola angoscia a farsi largo per prima, seguita da paura, solitudine… depressione. Così mi chiudo in un tombino. Digerisco la rabbia. Digerisco il mal di testa. Digerisco il dito in gola che mi aiuta a digerire. C’è buio nel tombino, un buio nero, uniforme, un buio senza pietà, Alka Seltzer…, per il buio che mi fa male, mi siedo nel posto più vicino alla luce, l’aria filtra dalle grate di ghisa, un’aria malata, maleodorante, un respiro represso, l’ombra-luce come pugno allo stomaco. Mi tengo forte le ginocchia con le braccia, cullo la mia paura, uso la paura come arma verso me stessa, mi ferisco di lacrime, mi faccio male alle labbra con le parole

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Rivista Alibi - Numero 12  

Il numero 12 contiene le opere dei seguenti autori: Franco Furia, Andrea Leonelli, Simone Carucci, Massimiliano Pricoco, Calamo Inchiostrato...

Rivista Alibi - Numero 12  

Il numero 12 contiene le opere dei seguenti autori: Franco Furia, Andrea Leonelli, Simone Carucci, Massimiliano Pricoco, Calamo Inchiostrato...

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