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rava la dimora lontana degli dei e in una sfrenatezza indifferente e pura smussava il riverbero del declinarci in cose per ritornare anime prive di briglie nel baratro bianco e nero prima della caverna e dell’oasi) quasi come un frammento di un dio, gettato a caso sul mondo, privo di sé nelle aurore inclinate da un delirio di logica e di sentimento, mentre cerca con gli occhi il fondo rosso di un bicchiere lasciato chissà dove, perché distratto, assai più del dovuto, da una letteratura contrabbandiera che trova perle nascoste nella melma e di esse si sfama, ma non si pavoneggia. (altro da dire ci sarebbe e da citare ancora ma non rammento quel luogo osceno e mistico che ha dentro le pagine per questo chiedo sgravio a chi ho disimparato in questa furia improvvisa senza ripensamento che lascia rimbalzare una parte di me e che presto non sarà nemmeno ricordo e nello stesso tempo non sarà interrotta come una cicatrice tra due punti focali che non illuminano al modo di una candela accesa da due lati) certo che il battibecco sboccato tra questa idea rattrappita e il suo prolungamento, mediato da sensi assicurati alla passione, è un bello imbroglio emotivo, quasi da infarto occasionale (l’autodafé non è preoccupante brucia da solo e preoccupa solo un certo canetti che dal nome pare un ebreo assai poco errante dicasi elias e se stilliamo le gocce alla fin fine resta questo mio sogno inciso su una cute che scappa come la fame di un nazista anarchico per eccesso di estetismo e di vecchiaia accesa da illusioni tradite che di nome faceva knut e di cognome credo hamsun ma non ne sono certo perché occupato ad intingermi nella passione e nell’ideologia di pasolini pierpaolo ucciso dalla contraddizione del potere che paga a prezzo d’usura e inebetisce le coscienze infelici astute nella ragione) in anfratti oleosi, nei pressi decomposti di un’inferriata tinta di rosso che racchiude discordanti in itinere, imprudenti quantità somme di materia e dosi prescritte di anima, ricerco una dissonanza apparente di soffi rassegnati, fatti parte di un uomo che rantolava sulla sponda di un fiume dalle acque senza sorgente

l’arcano dell’arbusto di foglie impuntite cresciuto nei pressi dell’impronta del tuo corpo e del suo nutrimento manchevole si perfeziona in me a ogni trasparenza della parola intatta

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Rivista Alibi - Numero 12  

Il numero 12 contiene le opere dei seguenti autori: Franco Furia, Andrea Leonelli, Simone Carucci, Massimiliano Pricoco, Calamo Inchiostrato...

Rivista Alibi - Numero 12  

Il numero 12 contiene le opere dei seguenti autori: Franco Furia, Andrea Leonelli, Simone Carucci, Massimiliano Pricoco, Calamo Inchiostrato...

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