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compagnia saranno luci accese così come al solito girerà cocaina da una scatola di legno all’altra eroina agli eroi dei sigari dell’eccezione amanti stilisticamente raffinati dell’oltre. Vicini alla tomba. La pietà. Mi disse la regola. La più importante. Dimentica di sentire. Zio ebbe la sua stessa identica ossupperggiù audace fermezza la vedi la palla colpisci qui allaccia lo scarpino per bene maglietta gialla attillata sole appicco sulle pietre alza polvere movimento secco petto e braccia cascate di sudore capelli corti a spazzola bava alla bocca bava alla bocca errai errai diverse volte quindi sentii vento caldo cessare quando ebbi la guancia rossa tre settimane dieci minuti realmente il resto lo tenni nello stomaco dove ora tengo per errore farfalle di Seydoutristezza. Erano soli i palazzi in costruzione della mia pre-adolescenza quando ignoranti del resto non seppero poter fare altro e la strada sotto casa mia non era mai deserta che sì ora sono un professionista ma neppure troppo certo vado in bicicletta porto pacchi piccoli ma pesano non sai quanto fidati lo sai che ’na vorta me so appeso alla finestra… me volevo butta’ de sotto ma poi nun je l’ho fatta e pe’ fortuna sei arrivato tu e la magica bustina ha rimesso tuttapposto. Riconosco l’odore a centinaia di metri di distanza le pupille dilatate un cassonetto di memorie beata esperienza! Mama i’m coming home melense scalinate di legno coi corrimani di nylon giacciono in sentieri di seta e menta piperita potrei sentirle arpeggiare e poi piangere ma devo altresì ricordare la strada della prossima commissione robotica e se questo lavoro debba qualcosa servire come il cemento armato ma sarebbe troppo facile perdersi per non ritrovarsi più cartone di vino un pezzo di pane il vecchio fornaio delle ceneri mi aspetta e sarà stanco di aspettare Porco Dio! Quando arriva il ragazzino. Gli spezzo il collo. Prendo la roba senza pagare. Nascondo il cadavere nella station wagon nera e addio addio il bicchiere levato. Non lo cercherà nessuno perché nessuno mai cerca il ragazzoinbiciclettatutastrettacanottieraallincontrario. Il grosso uomo di marmo mani e avambracci sporchi aspetta sulla porta il postino vortici di letame con la stessa ansia dell’uomo precedente. Qui pubblicità non serve clientabituale parlare coi morti un vantaggio rubare orologi collanine anelli vestiti scarpe fiori addirittura se sono buoni. Un mostro di sei piedi e mezzo occhi incavati e scuri. Rossi. Geme voce roca. Ringrazia l’astinenza liberata dalla bustina. E di nuovo giù come se fossi polvere bicicletta in spalle tanta solitudine. Pensieri stop. Echscemo leno iere toms inscero leno iere tomps numi asta lepont insene nhero escelo e’tomb. Vecchio tevere, amico mio. Letto marronverde ancora aspetto di venire a dormire sul tuo petto cadere giù un gabbiano ali spezzate. 12

Rivista Alibi - Numero 12  

Il numero 12 contiene le opere dei seguenti autori: Franco Furia, Andrea Leonelli, Simone Carucci, Massimiliano Pricoco, Calamo Inchiostrato...

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