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Molfetta

Quindicinale gratuito di informazione, Tiratura copie 20.000.

mercoledĂŹ 9 gennaio 2008

n° 2

Politica

Cronaca

Cultura

Sport

"ATTESIMOCITTA DINOPERIL h0OPOLODELLA ,IBERTĂœv

/LTREQUERELEAL GIORNO%g-OLFET TAILCOMUNEPIĂ‚ LITIGIOSODELLA PROVINCIA

'IULIO#OZZOLI ILRICORDODEL GRANDEARTISTA MOLFETTESE

)L2EAL-OLFETTA SIAGGIUDICALA #OPPA)TALIA 2EGIONALE

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Inchiesta

Ricominciamo‌ dallʟASM Lʟonore degli altari per don Tonino

Nuovo porto ma niente AutoritĂ 

Sono passati quindici anni dalla sua morte. Il suo volto, la sua parola, le sue battaglie sono però rimasti vivi nelle menti e nei cuori di tutti i molfettesi e non solo‌ Don Tonino Bello sarà Beato. Ad annunciarlo tradendo tanta emozione il Vescovo don Luigi Martella. Un sogno che sta per trasformarsi in realtà.

Il futuro della città sembra oramai legato alla realizzazione del nuovo porto commerciale. La politica non fa che parlarne. I cittadini si interrogano e chiedono di sapere. Tra i pomi della discordia cʟè la vicenda dellʟAutorità Portuale del Levante cui Molfetta non ha aderito. E tra i banchi del consiglio comunale qualcuno non ci sta.

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mercoledĂŹ 9 gennaio 2008

DĘźora in avanti sarĂ  lui la nostra ala di riserva. La Chiesa ha riconosciuto quello che per il popolo era chiaro da sempre. Don Tonino Bello sarĂ  santo. E non importa quanto bisognerĂ  aspettare ancora per sistemare le carte, giĂ  adesso si può rivolgere a lui nelle preghiere. Lui che si era arruolato “nellĘźesercito dei poveriâ€? come quella Maria che ha amato sopra ogni cosa, che ha sfidato i potenti ed ha marciato per la pace; che non è mai passato indifferente vicino al fratello che è rimasto con lĘźunica ala impigliata nella rete della miseria e della solitudine; che ha preso posizione e ha scelto di stare con gli ultimi, ora siede vicino al Signore. Comunque si trova in prima fila e lo cosa lo imbarazzerĂ  non poco. La notizia dellĘźormai imminente avvio dellĘźiter per la causa di beatificazione del Servo di Dio, monsignor Antonio Bello, è stata data dal vescovo della Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi, monsignor Luigi Martella (nella foto in basso), a mezzogiorno di venerdĂŹ 21 dicembre scorso. Poche parole e lĘźemozione ha preso il sopravvento. Prima lĘźapplauso liberatorio dei presenti poi le lacrime che appannano lo sguardo. “LĘźaver raggiunto questo primo traguardo – il commento di monsignor Martella, nei

Speciale Don Tonino

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Grazie, Signore, per questĘźala di riserva

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)L3ERVODI$IODON4ONINO"ELLOSIEDEVICINOAL3IGNORE #OMUNQUESITROVAINPRIMAFILAELOCOSALOIMBARAZZERĂœ NONPOCO minuti successivi alla notizia - mi riempie immensamente di gioiaâ€?. Ma quanto bisognerĂ  aspettare per completare lĘźistruttoria in Diocesi? “Adesso - spiega - ci sarĂ  da costituire il tribunale, da individuare i censori che dovranno esaminare tutti gli scritti, raccogliere le testi-

monianze. Sarà un periodo lungo. Non è semplice e non è facile fare tutta la raccolta di quello che è stato scritto. DopodichÊ tutto il materiale raccolto sarà inviato alla Congregazione per la Causa dei Santi dove sarà esaminato�. Difficile quindi stabilire i tempi.

Ma attendere, per usare le parole di don Tonino, significa “sperimentare il gusto di vivereâ€?, è “infinito del verbo amareâ€?. Anzi, “la santitĂ  di una persona si commisura dallo spessore delle sue atteseâ€?. Forse aveva proprio ragione lui. E tra i presenti, nellĘźaula magna del seminario vescovile, cĘźera anche don Mimmo Amato, il direttore del settimanale diocesano “Luce & Vitaâ€? legato a don Tonino da unĘźantologia di ricordi e di episodi riconducibili anche alla storia della costruzione della chiesa, la Madonna della Pace, di cui è parroco. “La notizia appena ufficializzata rappresenta la presa di coscienza di aver vissuto per undici anni, tutto lĘźepiscopato di monsignor Bello, una esperienza unica; la certezza di aver vissuto accanto ad una persona che oggi la Chiesa indica come Servo di Dio e come santo. Una persona le cui attenzioni, le cui attivitĂ , le cui parole acquistano un significato che non rimarca solo il tempo in cui sono state pronunciate, mi riferisco alle parole, o eseguiti, mi riferisco ai fatti, ma valgono per sempre. Certo la gente questo lo avvertiva, lo sapeva giĂ , ma adesso è la Chiesa universale che comincia a prendere coscienza della santitĂ  di questĘźuomo. EĘź un fatto bello, importanteâ€?.

Biografia di un uomo in odore di santitĂ  La Diocesi inizierĂ  lĘźiter per la causa di beatificazione di monsignor Antonio Bello 069

#ON0AX#HRISTIEI"EATI #OSTRUTTORIDI0ACE AFFRONTÒAMUSODUROI SIGNORIDELLAGUERRA Don Tonino Bello nacque ad Alessano, in provincia di Lecce, il 18 marzo del 1935. MorÏ a Molfetta il 20 aprile del 1993. Dopo gli studi in seminario, fu prima ad Ugento, poi a Molfetta, poi a Bologna, fu ordinato sacerdote nel 1957. Nel 1969 diventò assistente dellʟAzione Cattolica, nel 1979 parroco della Chiesa Madre di Tricase nel leccese. Nel 1982 venne eletto vescovo della Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo, Terlizzi. Tre anni dopo fu nominato presidente nazionale di Pax Christi e fondò a Ruvo, il centro recupero

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%STATOMONSIGNOR,UIGI-ARTELLA ATTUALEVESCOVODI -OLFETTA ADANNUNCIARLOINUNINCONTRONELLAULAMAGNA DELSEMINARIOVESCOVILE

tossicodipendenti CASA. Negli stessi anni aprÏ una serie di centri di accoglienza nei comuni della Diocesi e con Pax Christi e i Beati Costruttori di Pace affrontò a muso duro i signori della guerra.

La notizia non è piÚ una novità ma fa ancora battere il cuore. La Sacra Congregazione per la Causa dei Santi ha sciolto la riserva. La Diocesi di Molfetta può avviare lʟiter per la causa di beatificazione di don Tonino Bello, vescovo della Diocesi fino ad aprile del 1993. Eʟ stato monsignor Luigi Martella, attuale vescovo della Diocesi, ad annunciarlo in un incontro nellʟaula magna del seminario vescovile alla presenza dei rappresentanti del clero, della stampa, di quelli che furono i compagni di viaggio

di don Tonino. “Quanto è nelle attese e nel desiderio di molti – ha detto monsignor Martella – finalmente lo possiamo annunciare: la Diocesi, avendo ottenuto le necessarie approvazioni richieste dalla normativa canonica vigente, inizierĂ  lĘźiter per la causa di beatificazione di monsignor Antonio Bello. Vi invito pertanto a ringraziare il Signore, affinchĂŠ, per intercessione del Servo di Dio, don Tonino Bello, la nostra fede sia alimentataâ€?. Ora don Tonino si può invocare.


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Politica

mercoledĂŹ 9 gennaio 2008

Molfetta rischia di rimanere fuori dal sistema-porti della Regione Puglia Molfetta avrĂ  un nuovo grande porto. Le ruspe avrebbero giĂ  dovuto essere a lavoro ma necessitĂ  di carattere progettuale hanno rinviato lĘźinizio delle opere. Nel frattempo la questione porto rimane di stretta attualitĂ  coinvolgendo nel dibattito le forze politiche cittadine. Nelle ultime settimane il gruppo consiliare dellĘźUdeur ha lanciato lĘźallarme “AutoritĂ  Portualeâ€? rendendo la cittĂ  partecipe di alcune preoccupazioni. “Ampliare i grandi porti pugliesi e rivalutare quelli minori è uno degli obiettivi principali della Regione Puglia che fino al 2013, utilizzando i fondi PON e FAS, spenderĂ  un miliardo di euro, 200 miliardi delle vecchie lire, per il potenziamento e lĘźammodernamento delle strutture portuali pugliesiâ€? ci ha detto il consigliere Mariano Caputo. “Dunque per il rilancio della intera economia regionale, la Puglia mette a punto un vero e proprio sistemaporti che sarĂ  gestito dalla neo costituita AutoritĂ  Portuale del Levante che coinvolgerĂ  i porti di Manfredonia, Barletta e Monopoli che dovranno interagire con quello di Bariâ€?. Del resto è oramai nota a tutti lĘźimportanza strategica

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-ARIANO#APUTODELL5DEURCHIEDECHEIL CONSIGLIOCOMUNALEDECIDALADESIONE ALL!UTORITĂœ0ORTUALEDEL,EVANTE del mare e dei trasporti marittimi e di conseguenza delle cittĂ  portuali italiane. In tale contesto la Puglia rappresenta una grande piattaforma logistica che si trova al centro dei traffici mediterranei ma, anche al centro delle rotte tra estremo oriente ed est Europa. “Per tale motivo soprattutto –ha continuato il capogruppo dellĘźUdeur- sarĂ  sempre piĂš determinante nei prossimi anni delineare e selezionare gli interventi utili per lo sviluppo della navigazione come alternativa al trasporto su gomma e su rotaia. In sintesi sviluppare una politica di trasporti multinazionale rilanciando lĘźimportanza del traffico mercantile oltre che quello passeggero e crocieristicoâ€?. “Nello specifico appare chiaramente che dallĘźintero contesto portuale regionale resti fuori un solo porto: Molfetta. A rilanciare lĘźallarme è stata lĘźassenza di una

delegazione cittadina al forum regionale sulla portualitĂ  pugliese che si è svolto nei giorni scorsi nel capolugo. Ciò fa seguito alla decisione tutta personale assunta dal sindaco di Molfetta di non aderire alla costituenda AutoritĂ  Portuale in nome di una presunta ed assurda vocazione autarchica di autosufficienza foriera di uno splendido isolamento autolesionisticoâ€?. “A tale proposito –ha continuato Caputo- il gruppo consiliare dellĘźUdeur, seriamente preoccupato per il futuro della cittĂ , ha preso lĘźiniziativa di chiedere la convocazione del Consiglio Comunale perchĂŠ il consesso comunale valuti la possibilitĂ  di recuperare la adesione allĘźAutoritĂ  Portuale del Levante e lĘźassunzione di un ruolo attivo nella portualitĂ  regionaleâ€?. Una adesione che secondo lĘźUdeur è strategica per la nostra cittĂ . “Analoga richiesta è stata inoltrata alla Regione Puglia perchĂŠ in mancanza di adesione del Comune di Molfetta, essendo il nostro un porto regionale, includa dĘźufficio Molfetta nellĘźautoritĂ  portuale, garantendole di fruire dei finanziamenti giĂ  stanziati ed in via di assegnazioneâ€?. Insomma la vicenda appare tuttĘźaltro che chiusa. Staremo a vedere.

LĘźAutoritĂ  Portuale secondo la legge PERLAPUBBLICITASUQUESTOGIORNALECHIAMA

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3ENESENTEPARLAREOGNIGIORNODAALCUNIMESI-A INFONDO SONOPOCHIASAPEREREALMENTECOSåEDICHECOSASIOCCUPA QUESTOENTE,OSCOPRIAMOCONPOCHEEDUTILIINFORMAZIONI L'Autorità Portuale è un ente istituito in Italia con la Legge n° 84 del 28 gennaio 1994. Lʟarticolo 6 della legge stabilisce che nei porti di Ancona, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Civitavecchia, Genova, La Spezia, Livorno, Marina di Carrara, Messina, Napoli, Palermo, Ravenna, Savona, Taranto, Trieste e Venezia viene istituita l' Autorità Portuale. Sono numerosi i compiti dellʟAutorità Portuale e la legge li elenca tutti: indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo delle operazioni portuali e delle altre attività commerciali e industriali esercitate nei porti, con poteri di regolamentazione e di ordinanza anche in riferimento alla sicurezza rispetto ai rischi di incidenti connessi a tale attività. La legge prescrive anche che sono demandate all'Autorità Portuale la manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni nell'ambito portuale compresa quella per il mantenimento dei

fondali. L'Autorità Portuale ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotata di autonomia finanziaria e di bilancio nei limiti previsti dalla stessa legge. La gestione patrimoniale e finanziaria è disciplinata da un regolamento di contabilità approvato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di concerto con il Ministero dell'Economia. Il rendiconto finanziario è soggetto al controllo della Corte dei Conti. Gli organi dell'Autorità Portuale sono il presidente, nominato dal Ministero delle Infrastrutture e trasporti, previa intesa con la Regione interessata, che rimane in carica quattro anni e può essere confermato solo una volta, il Comitato Portuale, il segretario generale e il Collegio dei Revisori dei conti. L' Autorità Portuale rappresenta il porto di sua competenza in tutto il mondo. In Italia la prima Autorità Portuale ad insediarsi è stata quella del Porto di Livorno nel 1995.


mercoledì 9 gennaio 2008

Arriva in città il Popolo della Libertà di Matteo Diamante

Politica

PD: ancora in attesa delle primarie 074

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Attese per dicembre, slittano le elezioni per eleggere i vertici cittadini.

Presentato ufficialmente il nuovo partito di Silvio Berlusconi cui hanno aderito anche i “confederati” Mezzina e Roselli. A distanza di quasi un mese dalla nascita del Popolo della Libertà voluto fortemente da Silvio Berlusconi, anche a Molfetta il nuovo partito ha fatto il suo esordio il 23 dicembre presso la Fabbrica di San Domenico, alla presenza del sindaco Antonio Azzollini, del coordinatore provinciale di FI Antonio di Staso e del consigliere regionale azzurro Massimo Cassano. Durante l’assemblea cittadina sono stati illustrati i punti cardine del nuovo soggetto politico, che punta a vincere i prossimi appuntamenti elettorali. A livello locale la novità riguarda essenzialmente l’allargamento del gruppo consigliare di Forza Italia che sale a quota 13, grazie all’ingresso ufficiale degli ex consiglieri di Molfetta Prima di Tutto, Mezzina e Roselli. Una scelta che mira a rafforzare la coalizione di Azzollini e che non crea dissesti politici, al contrario “permetterà a tutti di ottenere dei vantaggi” – come ha affermato lo stesso consigliere

Giovanni Mezzina. Inoltre dalla prossima seduta di massima assise, il gruppo consigliare azzurro assumerà la nuova denominazione di “Forza Italia verso il Popolo della Libertà”. Alla guida del nuovo partito sono stati confermati Antonio Camporeale e Pasquale Mancini rispettivamente in qualità di coordinatore cittadino e vice segretario. “A Molfetta e in tutta Italia sta nascendo qualcosa di nuovo e di serio– ha detto il primo cittadino durante il suo intervento – che punta ad una politica più “populista” e rimane aperta a tutti”. Parole, quelle del sindaco, non destinate a rimanere nel vuoto. Infatti il nuovo soggetto politico, in città, punta al coinvolgimento di altri movimenti politiciculturali, primi fra tutti i circoli giovanili di centrodestra. Inoltre, come annunciato dallo stesso Azzollini, non è escluso che nel gruppo consigliare “azzurro” possano confluire, molto presto, nuovi ed importanti soggetti.

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Tutti attendevano gli ultimi giorni del 2007 per conoscere i nomi di chi, a Molfetta, avrebbe guidato e rappresentato il Partito Democratico, il nuovo soggetto politico di centrosinistra nato dalla fusione di Margherita e Democratici di Sinistra. La data del 23 dicembre avrebbe dovuto segnare il termine ultimo per svolgere le “primarie” con cui designare i nomi

di segretario cittadino e comitato direttivo. Ed invece niente. Solo silenzio. Se si eccettua una nota di fine anno diffusa da Giovanni Abbattista (nella foto), portavoce del comitato provvisorio, con cui ancora una volta si tessono le lodi del nuovo partito. Fatto sta che ad oggi le certezze su quel che sarà il futuro del PD a Molfetta sono poche e voci di corridoio indicano nella “frammentazione” interna il motivo del rinvio delle primarie a data da destinarsi. E magari con modalità di elezione differenti rispetto alle ipotesi sinora circolate: nome unico, liste, listini, preferenze. Del resto lo stesso Abbattista invitava i componenti del nuovo partito a “guardare avanti, liberi dai pregiudizi che vengono dalle esperienze pregresse”, praticamente “non litighiamo e cerchiamo di partire per questa nuova avventura tutti insieme”. Facile a dirsi ma, almeno sinora, difficile da mettere in pratica. Sempre, in attesa delle primarie.


In CittaĘź

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Meno contributi al comune: è guerra

mercoledĂŹ 9 gennaio 2008

Emergenza per i Vigili del Fuoco

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3ECONDOQUANTODISPOSTODALLA&INANZIARIA-OLFETTARISCHIA DIPERDEREOLTREEURODICONTRIBUTISTATALI Con apposita delibera di giunta, adottata il 14 dicembre 2008, il comune di Molfetta assieme ad altri comuni aderenti all'Associazione Nazionale Comuni d'Italia, ha deciso di avviare un'azione comune contro il provvedimento di riduzione della quarta rata del contributo ordinario da parte del governo centrale spettante all'ente locale secondo quanto disposto dalla Finanziaria. La legge ha infatti imposto una riduzione in base a calcoli che interessano presunti introiti derivanti dall'ICI ed alla riclassificazione di immobili rurali compresi nei territori comunali. Riclassificazione che, per quanto riguarda Molfetta, non solo non sarebbe ancora avvenuta ma che data lĘźestensione del territorio rurale non comporterebbe nuovi ed elevati introiti. La riduzione dei contributi, quindi, sarebbe avvenuta non in misura proporzionale alla maggior base imponibile per singolo ente quantificata dallĘźAgenzia del Territorio entro il 30 settembre (come previsto dalla Finan-

ziaria) ma in misura proporzionale ai contributi ordinari concessi a ciascun Comune. La riduzione inoltre sarebbe stata calcolata indipendentemente dal coinvolgimento dei comuni e dallʟesame degli aspetti pratici della questione, poichÊ è tecnicamente piÚ che probabile che allʟincremento della base imponibile non corrisponda un aumento di gettito ICI. Per il comune di Molfetta gli effetti del provvedimento possono quantificarsi in oltre 840mila euro di minori fondi ordinari, a fronte di una inconsistenza in termini di maggiori entrate ICI da riclassamento. A fronte di tutto ciò ed in considerazione di quanto deciso dal consiglio comunale dello scorso 19 novembre, la giunta ha quindi deciso di impugnare lʟatto da cui risulta la riduzione della quarta rata del contributo ordinario spettante al nostro comune e di proporre ricorso unitamente ad altri Comuni e allʟAssociazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Liceo: nata lĘźassociazione ex studenti

.ECESSARIINTERVENTIURGENTI PERGARANTIRELAFUNZIONALI TĂœDEL$ISTACCAMENTO

Quando scatta lʟallarme sono sempre pronti ad intervenire, anche se cʟè da mettere a repentaglio la propria incolumità. Le loro divise, i loro elmetti ed i mezzi color rosso fuoco sono entrati nella legenda della modernità urbana. Spesso sono state le vittime innocenti di tragici eventi. Ma a Molfetta questo sembra non interessare piÚ di tanto e cosÏ i nostri Vigili del Fuoco sono stati costretti a scendere in piazza. Per

chiedere rispetto e per poter lavorare con serenitĂ . Una protesta civile e silenziosa, in una grigia mattinata di dicembre, a pochi passi dalla sede comunale di via Carnicella. Guidati dai rappresentanti sindacali chiedevano al sindaco di mantenere le promesse: rendere vivibile e pienamente operativa la sede del Distaccamento situata in piena Zona Artigianale. Necessaria e non piĂš rimandabile, secondo quanto lamentato dai pompieri, la consegna del secondo e terzo piano dellĘźedificio, lavori di manutenzione per evitare le infiltrazioni di acqua piovana, la realizzazione di un “castelloâ€? per le esercitazioni ed il completamento della rimessa per i mezzi di servizio. Pronta la risposta dellĘźamministrazione e della prefettura di Bari che hanno promesso nelle prossime settimane interventi immediati. In caso contrario il rischio e di dover assistere alla chiusura del distaccamento di Molfetta.

Rataplan fa il suo esordio in politica 078

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5NISCEGIOVANIMOLFETTESICHESIRICONOSCONONELLAPOLITI CADELCENTRODESTRA0ROPOSTOUNPROGETTOFEDERATIVO

0ERCONSERVAREERILANCIA RELETRADIZIONICULTURALI DELhDA6INCIv Ăˆ nata a Molfetta lĘźassociazione culturale “Studenti Sempre – ex alunni del Liceo da Vinciâ€?. La nuova associazione, fortemente voluta dallĘźattuale preside del Liceo Classico, Maria Depalma, ha tra i suoi scopi, lĘźaggregazione degli ex alunni, il supporto didattico e professionale nei confronti degli attuali studenti e la conservazione ed il rilancio delle decennali tradizioni culturali dellĘźistituto molfettese. Presidente è stato nominato lĘźavvocato Bepi Maralfa. AllĘźassociazione potranno iscriversi tutti gli ex studenti del “da Vinciâ€?. Le iscrizioni verranno raccolte nellĘźassemblea convocata sabato 26

gennaio alle ore 18 presso la palestra del Liceo. Ulteriori informazioni possono essere richieste via mail allĘźindirizzo “studentisempre@libero.itâ€? oppure via telefono ai numeri 347.81.18.145 o 347.80.46.031.

Un nuovo soggetto associativo è nato a Molfetta allĘźinterno del mondo giovanile di centrodestra, si tratta di “Rataplan GioventĂš Molfetteseâ€? (www.rataplanmolfetta.it.gg). Alla fondazione del movimento hanno partecipano giovani professionisti, universitari e studenti che, dicono, “credono in una nuova politicaâ€?. Fiore allĘźocchiello è senza dubbio il movimento studentesco che, ben radicato in quasi tutte le scuole molfettesi, ha giĂ  riportato significativi risultati nelle elezioni studentesche, facendo eleggere un suo membro alla consulta provinciale e un rappresentante dĘźistituto allĘźITCGT. LĘźassociazione, prende il nome dal

PERLAPUBBLICITASUQUESTO GIORNALECHIAMA

termine futurista “Rataplanâ€? e si riconosce in quei valori sociali e popolari tipici della cultura comunitaria quali patria, giustizia sociale, legalitĂ , libertĂ , identitĂ . Il nome del movimento richiama il suono ritmato di un tamburo perchĂŠ “come un tamburo si vuol far sentire forte la voce della giovane destraâ€?. LĘźobiettivo è di portare avanti i valori di riferimento per formare giovani onesti e preparati in grado di diventare la classe dirigente del domani. LĘźassociazione ha giĂ  proposto un progetto federativo alle altre realtĂ  giovanili di centro destra per avviare un processo di comune identificazione politica e culturale.


Cronaca

mercoledĂŹ 9 gennaio 2008

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Tempo di bilanci.

Guardia di Finanza, Carabinieri e Guardia Costiera tirano le somme. I militari delle Fiamme Gialle nel corso dellʟanno hanno individuato undici persone tra evasori totali, completamente sconosciuti al fisco, e paratotali, che complessivamente hanno prodotto reddito non dichiarato per quasi dieci milioni di euro. Il lavoro dei finanzieri, coordinati dal tenente Giuseppe Mattiello, ha consentito di recuperare quasi un milione di euro di IVA non versata. Numerose sono state le violazioni riscontrate nellʟattività svolta per contrastare i reati di natura ambientale. Nel corso del 2007 sono stati sequestrati settantamila metri quadrati di aree demaniali, due discariche abusive, quasi cinque tonnellate di rifiuti industriali, immobili per un valore di quasi cinque milioni di euro. Sempre i finanzieri hanno sequestrato oltre quarantuno tonnellate di oli minerali. Nella rete dei finanzieri, nel corso dellʟanno, sono finiti anche alcuni negozianti trovati in possesso di prodotti a marchio contraffatto, complessivamente sono stati sequestrati centoquarantamila prodotti con marchio contraffatto tra capi di abbigliamento, accessori moda, calzature, dispositivi elettrici per telefonica, occhiali. E sicuramente sarà ricordata a lungo lʟoperazione che portò, ad agosto del 2007, al sequestro del ristorante cinese sul lungomare dove i finanzieri trovarono merce avariata e locali sudici. Nel corso di servizi specifici lungo i locali notturni del litorale sono stati anche individuati cinquanta lavoratori irregolari e in nero; sono state controllate circa duemilacinquecento persone, tra esercenti e clienti, per quello che riguarda il possesso di scontrini e ricevute fiscali, sono stati sequestrati duecentocinquanta cd; quattordici videopoker e, nellʟambito di servizi predisposti per il contrasto del gioco dʟazzardo, sono state denunciate nove persone. Ottantaquattro arresti in dodici mesi. Quasi un migliaio le denunce a piede libero. Ritmi serrati anche per i carabinieri che hanno mantenuto una media di sette arresti al mese. Tra le operazioni da ricordare (ma in questo caso si trattò solo di denunce)

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)L PERTUTTI åSTATOUNANNODI LAVOROINTENSOEDISUCCESSI cʟè sicuramente quella che, allʟinizio di ottobre del 2007, portò alla individuazione di una vera e propria bisca clandestina nelle campagne tra Molfetta e Terlizzi. Al momento dellʟarrivo dei carabinieri attorno al tavolo verde erano in sedici, nove con precedenti specifici. Tutti furono accusati, a vario titolo, di gioco dʟazzardo. I denunciati avevano unʟetà compresa tra i quarantacinque e i settantʟanni. Tra loro cʟera anche il gestore del circolo, un barese. Tra gli episodi rimasti avvolti dal mistero resta invece la vicenda che vide come protagonista un trentasettenne incensurato. Lʟuomo, una sera di giugno, mentre rincasava fu avvicinato da un motociclista che esplose, con una calibro 7,65, due colpi di pistola puntando al manto stradale e allontanandosi. Sullʟasfalto, una piazzola di sosta a ridosso del lungomare, rimasero due bossoli e due ogive. Lʟuomo non fu mai in grado di identificare il suo aggressore. Altri misteri sono legati allʟesplosione, avvenuta alla fine di agosto, della residenza di campagna di un noto professionista della zona e allʟesplosione, avvenuta il 30 novembre, della porta di casa di un pregiudicato di Molfetta. I fatti non sono assolutamente legati tra loro anche se in entrambi i casi è stato utilizzato tritolo. Dodici mesi di lavoro intenso anche per gli uomini della Guardia costiera che hanno macinato chilometri a terra e miglia al largo delle coste. Numerosissimi gli interventi e i sequestri effettuati nel corso dellʟanno. I controlli sono stati intensificati nei mesi estivi e in prossimità delle festività di fine anno ma lʟattività non si è mai fermata. Proprio nei giorni a ridosso di Natale sono stati individuati e denunciati dieci venditori di prodotti ittici di dubbia provenienza, conservati male, e di

pesce sotto misura rispetto a quanto prevedono dalle normative vigenti. Solo in occasione di quel servizio sono state comminate sanzioni amministrative, per un totale di dodicimila euro, ed è sequestrato un quintale di prodotti ittici per un valore commerciale di circa 1200 euro, oltre ad attrezzatura da pesca per un valore di oltre 2500 euro. Ma il valore delle sanzioni comminate nel corso dellĘźanno (alcune operazioni non sono state pubblicizzate) supera i centomila euro. Operazioni analoghe sono state messe a punto durante tutto lĘźanno. I controlli della capitaneria di porto hanno interessato i comuni di Molfetta e Giovinazzo e si sono estesi anche alle pescherie di Andria, Bitonto, Altamura, Terlizzi, Corato e Bisceglie. Da ricordare, ad ottobre scorso, il provvedimento di “detenzione nel portoâ€? a cui è stata sottoposta la “Lady Mariamâ€?, nave cambogiana attraccata alle banchine del porto per caricare grano. A bordo della nave lĘźimpianto antincendio era guasto, ed erano guaste anche le pompe che servono per “caricareâ€? acqua dal mare. “Il provvedimento – lo precisò lo stesso comandante del compartimento, capitano di fregata Antonio Cuocci - è scaturito ad esito di una visita sulla sicurezza della navigazione da parte dellĘźUfficiale PSC (Port Stat Control) della Guardia Costiera di Molfetta che ha palesato gravi deficienze ad alcuni impianti fondamentali della nave tali da incidere sulla sicurezza della nave e del suo equipaggio. LĘźattivitĂ  posta in essere dalla Guardia Costiera di Molfetta è da annoverarsi tra quelle del cosiddetto Port Stat Control ossia un sistema di vigilanza e controllo sulla sicurezza delle navi attuato nei porti italianiâ€?. Ed è una data da ricordare anche quella del 9 novembre 2007, quando nel corso di un incontro avvenuto negli uffici della sede della Guardia costiera, alla presenza del comandante del compartimento marittimo e dei vertici del genio civile della Regione, sono stati messi a punto gli ultimi adempimenti formali per la cantierizzazione dellĘźarea ex Cinet, destinata ad ospitare la nuova caserma.


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Cronaca

mercoledĂŹ 9 gennaio 2008

Oltre 5 querele al giorno. EĘź Molfetta il comune del barese piĂš litigioso 080

Da dieci anni a questa parte Molfetta si aggiudica il primato di comune piĂš litigioso della provincia di Bari. Anche considerando solo il numero delle querele che vengono presentate presso la caserma dei carabinieri e quindi non “conteggiandoâ€? quelle depositate direttamente in Procura o presso gli altri presidi militari, Molfetta resta al primo posto di una delle classifiche piĂš singolari. Nel 2006 le querele presentate hanno raggiunto quota millecinquecento. Nel 2007, anno appena concluso, si sono sfiorate le duemila unitĂ , con una media di oltre centosessanta querele mensili, piĂš di cinque querele al giorno. Insomma, senza voler fare paragoni azzardati Molfetta, in alcuni casi, ha superato del 200 per cento gli altri comuni della provincia che hanno analogo numero di abitanti. E se il 2008 (che per giunta è anno bisestile) dovesse seguire il trend dellĘźanno precedente è probabile che Molfetta riesca a raggiungere e a superare le duemilacinquecento querele annue per la gioia degli avvocati, si intende, meno per quelli che devono “istruireâ€? i procedimenti. Ci si querela praticamente per tutto

#ISIQUERELAPRATICAMENTEPERTUTTOANCHEPERQUESTIO NICHEPOTREBBEROESSERERISOLTECONUNTONODIVOCE MENOALTOECONUNPODIUMANACOMPRENSIONE3UPER GETTONATELEQUERELETRACONDOMINI

anche per questioni che potrebbero essere risolte con un tono di voce meno alto e con un poʟ di umana comprensione. Se la signora del piano di sopra fa gocciolare i panni e bagna il balcone del piano di sotto può scattare la querela; se in un momento dʟira vola una parola di troppo la querela è quasi garantita. Super gettonate le querele tra condomini; a seguire quelle tra parenti (specie per questioni che toccano il portafoglio) colleghi, ex amici e dintorni. Sicuramente nellʟalbo dʟoro delle querele piÚ bizzarre degli ultimi anni figura quella presentata da una donna nei confronti di suo marito. Un giorno la signora, una donna ancora piacente, si è presentata in caserma dai carabinieri e, guardando negli occhi lʟincredulo militare ha denunciato suo marito perchÊ da qualche tempo si sottraeva ai suoi doveri coniugali. Non la ricopriva piÚ di attenzioni e soprattutto non divideva piÚ con lei, con la stessa frequenza di un tempo, il talamo nuziale. Quali siano state le conseguenze di quella querela è difficile sapere. Intanto adesso i signori uomini sono avvertiti. A Molfetta ci si querela anche per questo.


Cronaca

mercoledĂŹ 9 gennaio 2008

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Quanta fortuna al cimitero. Abbondante, invadente e soprattutto puzzolente! di Matteo Diamante

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5NPROBLEMACHEDIVENTAOGNIGIORNOPIUINSOPPORTABILE Confusione al cimitero. E non parliamo certo di rumori molesti ma di nuove disfunzioni che mettono il luogo sacro al centro delle polemiche e delle proteste dei cittadini. GiĂ  negli ultimi mesi lamentele erano nate a causa del divieto di accesso nei viali ad ogni tipo di veicolo ed allĘźistituzione di un servizio navetta organizzato male e non certo idoneo a soddisfare le richieste degli utenti. Poi lĘźaumento dei canoni per le lampade votive, con cartelle esattoriali prima inviate ai cittadini e poi rese nulle da un accordo tra concessionario e comune per tentare di limitare gli esborsi dei cittadini. Oggi si apre un nuovo capitolo. Moltissimi cittadini lamentano continuamente lĘźinefficienza dei servizi di pulizia nellĘźarea cimiteriale e in particolar modo fanno riferimento alla presenza di un vero e proprio “tappetoâ€? di escrementi di volatili. La sgradevole sostanza è presente non solo sui pavimenti ma anche sui corrimano delle scalinate che conducono ai piani alti delle palazzine. Stando a guardare lĘźaccumulo dei rifiuti sembrerebbe che gli addetti al servizio di

pulizia ignorino costantemente di intervenire con grave danno non solo estetico ma, soprattutto sanitario. “Ogni volta che vengo a far visita ai miei cari – ci ha detto un visitatore del camposanto – devo assistere a uno spettacolo cosĂŹ raccapricciante. EĘź come se i miei congiunti, oramai defunti, fossero stati riposti in un letamaio; conosco molti anziani che hanno difficoltĂ  a far visita ai propri cari poichè non possono reggersi al corrimano delle scalinate; la situazione si aggrava quando la pioggia va a smuovere parzialmente gli escrementi. Lo spettacolo al quale si assiste è davvero dei peggiori. Una situazione inaudita per un una cittĂ  come Molfetta che afferma di essere civile e ha piĂš volte espresso rispetto per i defuntiâ€?. Insomma sembra proprio che la quiete del luogo agevoli i bisognini dei simpatici pennuti. E se è vero che la maleodorante sostanza da qualcuno è intesa come sinonimo di fortuna, beh non cʟè che dire: nel camposanto di Molfetta di fortuna ce ne sta proprio tanta. Scaramanticamente parlando, ovviamente!

Botti e polemiche. A fine anno la cittĂ  diventa esplosiva 082

%SEADESSOĂĄARRIVATOILMOMENTODIFARELACONTADEIDANNIDIVENTAQUANTOMENOINOPPORTUNAQUALSIASISTRUMENTALIZZAZIONE LĘźunico vero grande botto di san Silvestro è stata la scoperta di un cantiere per la costruzione di un terrazzo sul mare a ridosso di Torrione Passari. Tutto il resto rientra nella “normaleâ€? azione pirotecnica messa in atto dai bombaroli di fine anno. Quelli che, pur di vivere lĘźemozione di un momento, non esitano a far esplodere arredi urbani e contatori (è successo in piazza Paradiso nella notte tra il 24 e il 25 dicembre), a danneggiare decine di cassonetti per la spazzatura (è successo in tutte le altre parti della cittĂ  lĘźultimo dellĘźanno mentre le attenzioni degli organi di controllo si concentravano su piazza Paradiso) e

autovetture in sosta, a far saltare muretti. Senza considerare quelli che, proprio lĘźultimo dellĘźanno, decidono di liberarsi delle cose vecchie lanciando dai balconi persino elettrodomestici. E se adesso è arrivato il momento di fare la conta dei danni diventa quanto meno inopportuna qualsiasi strumentalizzazione. Per alcuni motivi di carattere generale. Innanzitutto non vi è certezza alcuna che i “bombaroliâ€? delle festivitĂ  di fine anno siano componenti di famiglie legate alla microcriminalitĂ  locale (chi finisce in ospedale spesso è un insospettabile colletto bianco che ha deciso di sballare e si fa male o è uno dei suoi

rampolli, diverso è quando in ospedale finiscono vittime inconsapevoli ma questa è unʟaltra storia); in secondo luogo la militarizzazione di specifiche aree della città non garantisce nessuno, nÊ i controllori che possono diventare bersagli, nÊ i controllati che sono liberi di scegliere le zone rimaste scoperte. Chi vuole fare uso di petardi e bombe artigianali lo fa comunque. Proprio in seguito a quanto accaduto a Natale in piazza Paradiso i residenti della zona hanno anche diramato una nota chiedendo lʟintervento di sindaco e forze dellʟordine, auspicando per il futuro lʟorganizzazione di feste di piazze in quella

zona come deterrente. Quasi a dire (rischiamo di diventare impopolari ma ci è sembrato di capire questo ndr.) che ciò che è importante è garantire quella parte della cittĂ , delle altre poco importa. Allora che fare. Forse sarebbe il caso di cominciare a lavorare da subito con iniziative nelle scuole di ogni ordine e grado; mostrando, senza censure, le conseguenze provocate dai botti, magari utilizzando un testimonial “mutilatoâ€? per fare festa. E forse qualche sequestro di botti in piĂš (ce ne sono stati solo due, per trentuno chili, messi a segno dai carabinieri) potrebbe garantire, senza campanilismi e allarmismi tutta la cittĂ .


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Inchiesta

mercoledĂŹ 9 gennaio 2008

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La vita oltre il carcere con un progetto di Italia Lavoro 083

!LLINIZIATIVASTANNOCOLLABORANDOLE2EGIONI LE0ROVINCEATTRAVERSOI3ERVIZIPERL)MPIEGO I#OMUNIINPARTICOLARECONI 3ERVIZI3OCIALI,APPELLODEIPROTAGONISTIhONDIMENTICATECIv Senza ombra di dubbio loro, i beneficiari dellĘźindulto, sono soggetti socialmente deboli. Non li vuole nessuno tra i piedi. Nessuno, al di lĂ  delle belle parole che toccano il cuore, è disposto a metterseli in casa nĂŠ tanto meno a concedergli una opportunitĂ . Il concetto è semplice: sono stati in carcere; hanno commesso reati. Per loro non cʟè speranza. In qualche modo loro possono essere assimilati agli appestati. Eppure, a volte, basta fermarsi ed ascoltare, liberando la mente dai pregiudizi. Certo alcuni sono proprio casi disperati e per loro bisognerebbe attuare processi di rieducazione alla legalitĂ . Ma non sono tutti uguali. Ed è proprio a quelli “recuperabiliâ€? che si rivolge il progetto commissionato ad Italia Lavoro (agenzia tecnica che realizza azioni e progetti in stretta collaborazione con Regioni e Province) dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Il progetto punta alla promozione di attivitĂ  di reimpiego “come azione integrata di ri-orientamento, formazione, sostegno al reddito e accompagnamento al lavoro attraverso interventi personalizzatiâ€?. Ed è stato proprio un tutor di Italia Lavoro ad individuare i nove ex detenuti (si tratta di persone libere che hanno pagato con il carcere per i loro errori) che sono al momento impiegati nel settore spezzamento di una delle municipalizzate di Molfetta che ha aderito al bando promosso su scala nazionale. “Noi abbiamo sbagliato – dicono – ma abbiamo bisogno di una chance. Se non riusciremo a cambiare allora rimetteteci dentro e buttate le chiaviâ€?. In sintesi. Il 29 luglio 2006 il Parlamento ha approvato la Legge dello Stato 31 luglio 2006, n. 241 “Concessione di indultoâ€? che ha introdotto uno sconto di pena di tre anni per i reati commessi fino al 2 maggio 2006. I beneficiari dellĘźindulto possono essere scarcerati immediatamente, oppure rimanere in carcere e, beneficiando dello sconto di pena, anticipa-

re la scarcerazione di 3 anni, o evitare lĘźesecuzione della condanna qualora la pena fosse inferiore ai 3 anni. Per garantire il loro re-inserimento nella societĂ  evitando rischi per la sicurezza, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e il Ministero della Giustizia hanno promosso un progetto che ne favorisca lĘźoccupabilitĂ . Al progetto stanno collaborando le Regioni, le Province attraverso i Servizi per lĘźImpiego, i Comuni in particolare con i Servizi Sociali. Le azioni sono state realizzate in alcune aree metropolitane italiane dove si è registrata la presenza del maggior numero di beneficiari. Nella sola Molfetta con lĘźindulto sono state scarcerate oltre centotrenta persone. Alcuni di loro, ma si tratta di casi isolati, sono ritornati in carcere dopo qualche settimana. Tutti gli altri sono in qualche modo bombe a tempo. “Tra quattro mesi ci ritroveremo senza un lavoro e senza soldi. Ci rivolgiamo alle autoritĂ  comunali, a quelle provinciali e a quelle regionali. Non vogliamo sussidi. Vogliamo un lavoro. Non dimenticateciâ€?.


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Indulto: una parola da capire 084

In questa terza inchiesta curata da “Il Fattoâ€? affrontiamo la storia di cinque “indultatiâ€?, cinque persone che godendo dei benefici concessi dalla legge, hanno potuto lasciare in anticipo le patrie galere e che oggi cercano un reinserimento sociale stabile e soprattutto duraturo. Pur essendo entrata nel gergo comune, alla parola “indultoâ€? spesso non corrisponde una reale conoscenza di ciò che essa significa. L'indulto è una causa di estinzione della pena prevista nell'ordinamento italiano. Si tratta di un provvedimento generale di clemenza, ispirato, almeno originariamente, a ragioni di opportunitĂ  politica e pacificazione sociale, ma a volte degenerato nella prassi in strumento di periodico sfoltimento delle carceri. L'indulto è un provvedimento di indulgenza a carattere generale e si differenzia dall'amnistia perchĂŠ si limita ad estinguere in tutto od in parte la pena principale, che viene in tutto o in parte condonata oppure commutata in altra specie di pena consentita dalla legge e pertanto non estingue le pene accessorie, salvo che la legge di concessione non disponga diversamente e, a maggior ragione, lascia sussistere gli altri effetti penali della condanna, mentre l'amnistia estingue il reato. Diversamente dalla grazia, che è un provvedimento individuale, l'indulto è un istituto di carattere generale e si riferisce a tutti i condannati che si trovino in determinate condizioni di pena. Il 29 luglio 2006 il Parlamento ha approvato con un'ampia maggioranza trasversale la legge 241/2006 che ha introdotto un provvedimento di indulto per i reati commessi fino al 2 maggio dello stesso anno. In particolare è stato concesso un indulto non superiore ai tre anni per le pene detentive e fino a 10.000 euro per le pene pecuniarie. Sono stati peraltro esclusi i reati di terrorismo (compresa l'associazione eversiva), strage, banda armata, schiavitĂš, prostituzione minorile, pedopornografia, tratta di persone, violenza sessuale, sequestro di persona, riciclaggio, produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, usura e quelli concernenti la mafia. La legge ha stabilito anche che l'indulto non potesse essere applicato alle pene accessorie temporanee, come l'interdizione dai pubblici uffici. Ăˆ prevista inoltre la revoca del beneficio in caso di commissione, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge, di un delitto non colposo per il quale si riporti una condanna a pena detentiva non inferiore a due anni.

Inchiesta

mercoledĂŹ 9 gennaio 2008

Cinque vite “sbagliate� in cer 85

$ALLACRIMINALITĂœALLACONVINZIONECHE VIVEREONESTAMENTEĂĄPOSSIBILE#OSĂ˜ PROVANOACAMBIARELELOROVITE Le storie di Giuseppe, Domenico e Cesare si intrecciano con una delle pagine piĂš tristi della cronaca cittadina degli ultimi quindici anni. Il loro passato è “marchiatoâ€? dalla parola “resetâ€?. Quella stessa parola che, nei primi anni Ęź90, diede il nome ad una operazione antidroga che scrisse la parola “fineâ€? ad un capitolo di vita cittadina contrassegnato da droga, morti e criminalitĂ . Giuseppe, 39 anni, padre di una bambina, ha passato gran parte della sua vita dietro le sbarre. La prima volta aveva 16 anni. Da allora il periodo piĂš lungo di libertĂ  è durato 8 mesi. La prima esperienza di lavoro “pulitoâ€? lĘźha fatta durante i mesi estivi del 2007: contattato dallĘźASM è stato destinato alla pulizia delle spiagge cittadine. “Oggi –ci ha detto- sono contento del mio lavoro. Guadagno poco, ma per la prima volta sono orgoglioso di quello che porto a casa. Di quello che posso acquistare alla mia bambina. Grazie a questo progetto sento che la mia vita può ricominciareâ€?. O forse, iniziare davvero per la prima volta. Poi cʟè Domenico, 47 anni e 4 figli. Anche lui finito dietro le sbarre dopo lĘźoperazione “Resetâ€?. Condannato in primo grado a 18 anni di reclusione, tra appello e benefici dellĘźindulto ha potuto rivedere la libertĂ  dopo 11 anni. Undici anni durante i quali ha potuto pensare, riflettere, lavorare e dedicarsi anche al teatro nel periodo di reclusione a Melfi. Domenico oggi è tornato a vivere nella normalitĂ . La stessa normalitĂ  che aveva lasciato quasi venti anni fa, quando aveva scelto di abbandonare il duro lavoro sui pescherecci, per una vita che lo avrebbe poi portato sullĘźorlo del precipizio. Infine cʟè Cesare, 39 anni. Fra i tre è quello che le celle del carcere le ha frequentate di meno. Ma lĘźesperienza della illegalitĂ  lo ha profondamente segnato. Anche lui, come Domenico, prima di conoscere la droga, rimanendone anche schiavo per un periodo, un lavoro onesto lo aveva. Oggi, anche lui, come i suoi compagni dĘźavventura sta provando a conquistare un futuro migliore dopo aver compreso gli errori del passato.

Ottobre 1996: a Molfetta lo Stato vince sullĘźantistato 086

)CARABINIERICONOLTRE CENTOORDINANZEDICUSTODIA CAUTELAREMETTONOINGINOC CHIOLAHOLDINGDELLADROGA Ad ottobre del 1996 Molfetta voltò pagina. Con una operazione, registrata negli annali con il nome di “Reset bancomatâ€?, i carabinieri e la magistratura piegarono, fino a distruggerla, lĘźorganizzazione che da qualche anno gestiva il traffico di sostanze stupefacenti in cittĂ  e che aveva trasformato Molfetta nel centro di distribuzione al dettaglio di sostanze stupefacenti piĂš economico e sicuro di tutto il sud Italia. Merce di ottima qualitĂ  a fronte di prezzi competitivi. Oltre cento furono le ordinanze di custodia cautelare eseguite nel giro di poche ore. LĘźorganizzazione sgominata non aveva una struttura piramidale. Le “famiglieâ€? implicate si erano divise il territorio e comandavano a rotazione. In pratica ciascun gruppo aveva una sua gerarchia interna che, a seconda dei periodi, gestiva il mercato dello spaccio. Una pax mafiosa che aveva messo in piedi una vera e propria holding criminale con giro dĘźaffari annuo di alcuni miliardi di lire.


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rca di un futuro migliore

Antonio il “contrabbandiere� 088

Antonio, 53 anni, sposato, padre di quattro figli e nonno di altrettanti nipoti è lĘźunico dei cinque “indultatiâ€? dellĘźASM non di Molfetta. Barese, vive da oramai moltissimi anni a Giovinazzo. Il suo “fine penaâ€?, grazie allĘźindulto, è arrivato poche settimane prima della naturale conclusione. Quasi uno sconto per la buona condotta. In carcere Antonio cʟè stato per diversi anni. Ha scontato piĂš pene in giro per le case circondariali di tutta Italia: il reato sempre e solo uno. Contrabbando di sigarette. Antonio è uno dei tantissimi che, a cavallo tra gli anni Ęź80 e gli anni Ęź90 ha militato nellĘźesercito dei “signori delle biondeâ€?. I capi clan della malavita barese che gestivano il traffico di sigarette tra il Montenegro e la Puglia con decine di potenti motoscafi e centinaia di uomini che di notte facevano la spola tra le due rive dellĘźAdriatico o si affannavano su spiagge deserte per sbarcare centinaia di casse di sigarette. E non raramente anche dellĘźaltro. Antonio, come ci ha detto, lĘźha fatto perchĂŠ bisognava “dare da mangiare ai figliâ€? e, seppur nellĘźillegalitĂ , si trattava dellĘźattivitĂ  meno pericolosa. Finchè ha capito che il futuro poteva riservare dellĘźaltro. Magari partendo proprio da un lavoro allĘźASM.

Antonio Minervini: la vita normale di un uomo qualunque 087

Tutta colpa di una donna. Anzi, di un amore cieco e malato. Antonio Minervini, che oggi ha quarantadue anni, prima di incontrare lei, la donna che gli ha intossicato lĘźanima, aveva una vita normale. Lavoro, amicizie, hobby. Nessun problema con la giustizia. Neppure una denuncia. Nulla. Poi è arrivato lĘźamore per la donna sbagliata e per lui è cominciata la discesa verso gli inferi. EĘź finito in prigione. EĘź stato condannato per tentato omicidio. Ha scontato in carcere quasi tutta la pena comminata. Poi è arrivato lĘźindulto e lui è tornato in libertĂ  ma si è ritrovato coperto dai debiti. Sua moglie, quella da cui solo ora si sta separando, quella che lo ha portato allĘźesasperazione, quella per cui ha perso la libertĂ , negli anni della sua detenzione ha fatto acquisti, ha sperperato denaro e ora tocca a lui pagare. Adesso Antonio sta provando a risalire. Ma è difficile. Colpa del pregiudizio. Colpa di un destino amaro. Sta di fatto che lĘźopportunitĂ  che Italia Lavoro oggi offre ad Antonio con un impiego temporaneo presso lĘźAsm di Molfetta rappresenta un tassello importante. “Voglio rifarmi una vita – dice – voglio lavorare e dimenticare questa brutta storia. So rendermi utile, lavoravo anche mentre ero in carcere, assistevo un altro detenutoâ€?. Circa quattro anni fa Antonio era un persona felice e innamorata. Aveva incontrato quella che considerava la donna della sua vita, una straniera, una romena che gli aveva fatto perdere il sonno e gli faceva battere il cuore. Con lei decide di fare famiglia. Insieme i due raggiun-

0OIåARRIVATOLAMOREPERLADONNA SBAGLIATAEPERLUIåCOMINCIATALA DISCESAVERSOGLIINFERI!CCUSATODI TENTATOOMICIDIOåFINITOINCARCERE gono la Romania e lÏ si sposano. Allʟinizio, tornati in Italia, tutto fila liscio. Poi qualcosa comincia a cambiare. Lʟuomo pensa ad un malessere che presto cederà il posto alla serenità. Invece no. Un giorno Antonio esce di casa per andare al lavoro. Quando torna la trova vuota. Non cʟè piÚ la donna che ha sposato. Non ci sono piÚ mobili e suppellettili. La donna che ha sposato sembra svanita nel nulla con tutto il resto. Riesce a rintracciarla solo qualche mese dopo, sei per essere precisi. Lei ha trovato lavoro come cameriera in una pizzeria ma di lui non vuole proprio saperne piÚ niente. Antonio a quel punto non ci vede piÚ. Eʟ un uomo ferito nei sentimenti, nellʟorgoglio. Si sente usato, deriso, in qualche modo, anche derubato. Accecato dallʟira una sera raggiunge la donna che lo ha tradito. Ha con sÊ una molotov. Vuole farle male. Ma quando la vede scaglia lʟordigno rudimentale contro un muro. La donna si salva, lui finisce in carcere per tentato omicidio. Ora ha lʟopportunità di risalire la china ma è una persona segnata dagli eventi che lo hanno travolto. E con lʟAsm ha un feeling particolare. Eʟ lÏ che lavorava prima che finisse dentro.


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Inchiesta

mercoledĂŹ 9 gennaio 2008

Nove ex detenuti ripuliscono la cittĂ  dai rifiuti 089

h0ERTUTTILOROnSPIEGAILPRESIDENTEDELL!SM &RANCESCO.APPInĂĄUNAOPPORTUNITĂœDIRISCATTOv-AĂĄUNPROGETTOATEMPO Per ciascuno dei beneficiari del progetto (tutti soggetti socialmente deboli scarcerati con lĘźindulto) è previsto un contributo di 2.700 euro, 675 euro al mese per un massimo di quattro mesi. Per nove ex detenuti, in servizio da qualche settimana presso lĘźAsm, lĘźazienda servizi municipalizzati che si occupa della nettezza urbana a Molfetta, la vita ricomincia da qui. Da alcune centinaia di euro che riescono però a fare la differenza. Si tratta di soldi guadagnati onestamente, euro percepiti a fine mese a fronte di un lavoro espletato. “Per tutti loro – spiega il presidente della municipalizzata, Francesco Nappi – è una opportunitĂ  di riscatto. Basta sentirli parlare per rendersi conto che hanno intenzione di mettercela tutta per dimostrare che vogliono cambiare vita. Ciascuno di loro ha una storia da raccontare. Tra di loro ci sono uomini allo loro prima esperienza lavorativa in assolutoâ€?. LĘźintervento complessivo coinvolge 2.000 persone beneficiarie dellĘźindulto domiciliate in una delle

aree metropolitane che hanno aderito allĘźiniziativa. Il progetto è a costo zero per le aziende che come lĘźAsm di Molfetta hanno risposto al bando di Italia Lavoro. LĘźintero contributo versato agli ex detenuti è a carico dello Stato. “Ciascuno dei nove ex detenuti – continua Nappi - è impiegato come operatore ecologico ed è continuamente monitorato. Conosciamo la zona in cui lavorano. Sono sotto gli occhi di tutti. Qui in azienda fanno di tutto per evitare di creare problemi.â€?. Sta di fatto che tra quattro mesi per loro ricomincerĂ  la lotta per la sopravvivenza. Per le aziende che hanno aderito al progetto è previsto un contributo di 1.000 euro per la formazione in caso di assunzione a tempo indeterminato o a tempo determinato; la capitalizzazione della parte restante della dote in caso di assunzione anticipata; il cumulo con altre agevolazioni stabilite a livello nazionale e locale. Ma lĘźAsm non è in grado di fare assunzioni.


Cultura & Spettacoli

mercoledĂŹ 9 gennaio 2008

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Giulio Cozzoli: lĘźuomo che seppe dare vita alle sue idee 090

!CINQUANTAANNIDALLAMORTEDELLILLUSTREFIGLIO -OLFETTAHAVOLUTORICORDARLO CONLALLESTIMENTODIUNA'IPSOTECA Giulio Cozzoli nasce a Molfetta il 5 maggio del 1882 in una abitazione al civico 33 di via Rattazzi. A partire dal 1890 frequenta i corsi di disegno diretti dal professor Michele Romano e subito dopo aver conseguito la licenza di quinta elementare comincia a lavorare nel laboratorio del maestro marmista Sergio Sallustio dove conosce lo scultore Giacomo Castoro, ex allievo di Filippo Cifariello. E proprio del Cifariello diviene allievo e nel 1895 si trasferisce con lui a Roma e poi in Baviera. Nel 1890 frequenta a Monaco di Baviera lĘźAccademia di Belle Arti. Successivamente, nel 1902, si trasferisce a Firenze e poi torna a Roma due anni dopo nuovamente presso lo studio del Cifariello. Nel 1906 apre uno studio presso lĘźIstituto Apicella e lavora alla statua in cartapesta della Veronica. Nel 1909 frequenta lĘźAccademia di Francia a Roma poi torna a Molfetta e lavora al bozzetto di Maria Cleofe. A partire dal 1920 inizia la serie di monumenti commemorativi dei caduti in guerra. Tra il 1930 ed il 1945 disegna e realizza numerose opere di carattere civile e conclude la “Deposizioneâ€?. Tra il 1946 ed il 1956 realizza ulteriori opere commissionate da privati e completa il ciclo delle statue della Passione. Muore il 15 febbraio del 1957.

Una gipsoteca da consegnare alla storia 091

,AMOSTRAPERMANENTEĂĄSTATAALLESTITA INUNADELLESALEDELLA&ABBRICADI 3AN$OMENICO Cinquanta anni sono passati dal giorno della sua morte ma, Molfetta, spesso inconsapevolmente non lo ha mai dimenticato. Giulio Cozzoli ha letteralmente “scolpito e modellatoâ€? la storia di questa cittĂ , donandole cammei di straordinaria bellezza, ricchi di intensitĂ  emotiva, segni tangibili della passionalitĂ  dellĘźuomo e della bellezza dellĘźarte. Giulio Cozzoli è Molfetta perchĂŠ Molfetta ha tanto di lui: le statue della Passione di Cristo, il monumento ai Caduti nella villa comunale, le numerose opere esistenti non solo in cittĂ  ma in tutta Italia. Sino alla straordinaria immagine della “Deposizioneâ€?: unĘźopera mistica, forte, capace di sottrarre il respiro e di indurre alla meditazione anche chi non crede nellĘźaspetto religioso di quella immagine ma che in essa può vedere la sofferenza di una madre. La rappresentazione bronzea del dolore

dellĘźumanitĂ  difronte alla tragedia della morte. Per tenere sempre vivo il ricordo di questo illustre figlio, la cittĂ  di Molfetta, con la preziosa collaborazione della famiglia Cozzoli e di numerose associazioni culturali cittadine, ha progettato ed allestito in alcuni locali della Fabbrica di San Domenico, una “Gipsotecaâ€? permanente dedicata al maestro. Ventuno pezzi in gesso, bozzetti e studi preparatori, che Giulio Cozzoli aveva prodotto come “basiâ€? da cui partire per realizzare opere di straordinaria bellezza. La candida bellezza di queste “opere in miniaturaâ€? può oggi essere osservata in una sala sapientemente allestita grazie alle indicazioni artistiche del professor Gaetano Mongelli ed allĘźacume dellĘźarchitetto Gianni Veneziano: un assalto di profonditĂ  che rende viva ed

attuale lĘźopera dello scultore molfettese. Tra i gessi in esposizione (sottratti allĘźamaro destino dellĘźoblio ed al buio di qualche deposito) senza dubbio da menzionare il bozzetto preparatorio alla realizzazione della Deposizione, e poi gli studi per la Tomba Facchini, i busti di Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini. LĘźallestimento della “Gipsotecaâ€? non resterĂ  lĘźunico tributo alla memoria di Cozzoli: il prossimo 13 gennaio, infatti, verrĂ  esposta al pubblico e presentata la “Scadalosaâ€?, statua in cartapesta realizzata dal Cozzoli e destinata ad essere portata in processione ma tenuta “nascostaâ€? per volere dellĘźautoritĂ  religiosa. Inoltre, è in via di allestimento unĘźaltra sala della Fabbrica di San Domenico che dovrĂ  accogliere molti dei disegni e degli schizzi preparatori appartenenti al maestro.

PERLAPUBBLICITASUQUESTO GIORNALECHIAMA


CuriositaĘź

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La programmazione di 'LIAVVENIMENTIDELLATUACITTĂœRACCONTATIDAIPROTAGONISTI

SOLOSUWWWVIDEOMOLFETTATVOGNIGIORNOSERVIZIVIDEOINEDITISOLOSU-OLFETTA

AttualitĂ  La Sacra Congregazione per le cause dei Santi ha sciolto le riserve.Al via lĘźiter per la beatificazione di don Tonino Bello. I momenti dellĘźannuncio della notizia da parte del vescovo della Diocesi, monsignor Luigi Martella, in un servizio realizzato dal direttore de “Il Fattoâ€? con interviste raccolte nei minuti immediatamente successivi alla ufficializzazione della notizia

Cronaca Lo scorso 15 dicembre a Molfetta un gruppo di subacquei, ha dato vita allĘźUnitĂ  Locale Operativa Territoriale (ULOT) Provinciale di Bari dellĘźAssociazione Ambientalista Marevivo e qualche giorno prima di Natale ha organizzato una suggestiva iniziativa. E poi il terrazzo sul mare a ridosso di Torrione Passari, la costituzione dellĘźassociazione ex studenti del Liceo classico e tanti altri video interessanti.

Sport Ancora una volta i protagonisti dello sport locale si raccontano in una serie di interviste da non perdere. In primo piano lĘźhockey e la pallavolo femminile con le dichiarazioni dei presidenti delle due squadre locali.

Politica

Cultura

Eletto nella lista di "Molfetta Prima di Tutto". Fuoriuscitone poco tempo dopo assieme al collega Luigi Roselli ed oggi, dopo essere stato "confederato" di Forza Italia, aderente al nascente partito "Popolo della Libertà". Il consigliere comunale Giovanni Mezzina spiega ai nostri microfoni il perchè di una scelta e gli obiettivi politici nell'immediato futuro.

Un museo di gessi, nella fabbrica di san Domenico, per celebrare i cinquantĘźanni della morte di Giulio Cozzoli, celebre scultore molfettese. AllĘźinterno, in mostra permanente venticinque sculture in gesso mai esposte al pubblico, quasi a raccontare le tappe di un percorso creativo e artistico che abbraccia 60 anni di attivitĂ . Le telecamere de “Il Fattoâ€? vi accompagneranno in una visita decisamente particolare.

Liberi di navigare in web a costo zero. 092

'LIOPERATORIDELCOMMERCIOSONOPRONTIADADERIREALPROGETTOCHEPUNTAALLAREALIZZAZIONEDIRETEHOTSPOTASSOLUTAMENTELIBERA

Al via il progetto di realizzazione della rete hot spot alternativa a quella comunale denominata “marinai del webâ€?, a cui è ormai impossibile iscriversi GiĂ  nei prossimi giorni saranno attivati alcuni punti test (pub, bar, ecc.), il cui elenco sarĂ  disponibile sul sito www.ilfatto.net, allĘ��interno dei quali ci si potrĂ  iscrivere gratuitamente alla rete per navigare a costo zero. Determinante per la riuscita del progetto,

realizzato da Activa srl (societĂ  editrice de “Il Fattoâ€?) è la disponibilitĂ  degli operatori del commercio di Molfetta che si sono detti pronti ad aderire allĘźiniziativa e ad aprire le porte dei loro locali per consentire a chiunque di navigare in web gratis, comodamente seduti al chiuso, magari mentre si sorseggia una bibita. La rete libera Hot Spot si differenzierĂ  da quella comunale nella velocitĂ  che

sarà piÚ performante perchè saranno utilizzate linee piÚ attuali, e per la possibilità di fare le iscrizioni in normali orari della giornata ricevendo le password per lʟautenticazione in tempo reale. La navigazione avverrà nella massima sicurezza garantita dalla protezione WPA e perfettamente a norma grazie alla licenza WISP, di cui dispone Activa srl, che segue alla perfezione le indicazioni date dal Decreto Pisanu che regolamen-

ta questo tipo di attivitĂ . La rete libera Hot Spot darĂ  anche la possibilitĂ  agli utenti di telefonare gratis con tutti gli operatori voip, e permetterĂ  la totale compatibilitĂ  con i terminali mobili, palmari, cellulari con funzionalitĂ  wireless. Per aderire basterĂ  seguire l'iniziativa sul sito www.ilfatto.net entrando nell'apposita area riservata all'Hot Spot libero, dove saranno presentate le date operative.


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AttualitaĘź

Torna, dopo oltre un anno di assenza, la stagione teatrale a Molfetta 093

)L#OMUNEHAADERITOAL4EATRO0UBBLICO0UGLIESE5NCARTELLONEDIECCEZIONE CONSPETTACOLIDIFORTERICHIAMOEARTISTIDIINDISCUSSAFAMA Il sipario del palcoscenico del cine-teatro Odeon si alzerĂ  martedĂŹ 15 gennaio con lo spettacolo di Giorgio Tirabassi COATTO UNICO... SENZA INTERVALLO. Si abbasserĂ  lunedĂŹ 14 aprile con Giancarlo Zanetti e Laura Lattuada in LA GUERRA DEI ROSES tratto dal romanzo di Warren Adler per la

regia di Ugo Chiti Torna, dopo oltre un anno di assenza, la stagione teatrale a Molfetta. Il Comune ha aderito al Teatro Pubblico Pugliese. Un cartellone di eccezione con spettacoli di forte richiamo e artisti di indiscussa fama. I biglietti, salvo variazioni dellĘźultimo momento,

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avranno un costo compreso tra i 15 e i 25 euro; gli abbonamenti a tutti gli spettacoli tra i 100 e i 180 euro. Sono previsti sconti per gli anziani e gli studenti. “LĘźazione di risanamento delle casse comunali, unito al salvataggio del cine-teatro Odeon, raggiunto grazie a una convenzione fra Comune e la societĂ  che gestisce la struttura – il commento del sindaco Azzollini hanno spianato la strada per riportare il grande teatro a Molfettaâ€?. La notizia del probabile “rientroâ€? del comune nel consorzio era nellĘźaria giĂ  da qualche giorno. Gli altri spettacoli in programma: giovedĂŹ 24 gennaio, Caterina Costantini, Elsa Martinelli, Corinne Clery, Eva Robin's in OTTO DONNE E UN MISTERO di Robert Thomas, musiche e canzoni originali di Rossana Casale per laregia di Claudio Insegno; giovedĂŹ 7 febbraio lĘźAnonima GR con ARRIVA LĘźISPETTORE, spettacolo di e con Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli; mercoledĂŹ 27 febbraio, Francesco Paolantoni in MISERIA E NOBILTA' di Eduardo Scarpetta, con la partecipazione di Nando Paone e Carlo Croccolo per la regia di Armando Pugliese; martedĂŹ 11 marzo, Peppe Barra in IO, EDUARDO SCARPETTA - QUI RIDO IO di Giuseppe Sollazzo e Peppe Barra, musiche di Patrizio Trampetti, regia di Giuseppe Sollazzo; giovedĂŹ 27 marzo Nicoletta Braschi, Enrico Ianniello, Tony Laudadio in IL METODO GRONHOLM di Jordi Galceran, con Laura Mesa Fernandez regia di Cristina Pezzoli; mercoledĂŹ 2 aprile Lello Arena, Claudio De Palma in SHAKESPEA RE DI NAPOLI composto e diretto da Ruggero Cappuccio; lunedĂŹ 7 aprile Pippo Franco in IL MARCHESE DEL GRILLO di Mario Monicelli e Piero De Bernardi adattamento di Massimiliano Giovanetti e Claudio Pallottini.


Sport

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Stravolgendo la consuetudine che ci aveva portato a dedicare lĘźapertura dello spazio sportivo alle compagini molfettesi che guidano il rispettivo campionato, questa volta non possiamo che mettere “in vetrinaâ€? il Real Molfetta, squadra cittadina impegnata nel campionato regionale di Calcio a 5 e che nella serata di sabato 5 gennaio si è laureata campione di Puglia, vincendo la finale del torneo di Coppa Italia regionale. Ma andiamo con ordine. La compagine “realinaâ€?, nata nel 2004 per volontĂ  del duo presidenziale formato da Gigi Metta e Leo Mele, nei pochi anni di vita ha giĂ  avuto modo di conoscere momenti di estrema soddisfazione ed attimi di sconforto. Vincitrice del campionato di C2 alla sua prima apparizione in un torneo ufficiale, lĘźanno successivo disputa e perde la finale di Coppa Italia, poi con una rosa falcidiata dagli infortuni si ritrova a dover contendere la salvezza al Taranto nella lotteria dei play out. Una lotteria che evidentemente non porta fortuna e che costringe i biancorossi ad un mesto ritorno in C2. I dirigenti però non si arrendono e nella stagione 2006/07 allestiscono una squadra di primĘźordine capace subito di vincere il campionato e di tornare in C1. QuestĘźanno la stagione, partita a fasi alterne soprattutto per la necessitĂ  di

Signori, salutate il Real campione!

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3TORICAVITTORIANELTORNEODI#OPPA)TALIAPERGLIUOMINIGUI DATIDAMISTER#ATINO)MPORTANTETRAGUARDOPERILDUOPRESI DENZIALE-ETTA -ELE%DORAOCCHIPUNTATISULCAMPIONATO rodare un organico largamente modificato ed affidato al tecnico Mariano Catino, ha cominciato a dare buoni risultati. La vetta della classifica dista solo quattro punti e la vittoria in Coppa Italia potrebbe essere solo il primo obiettivo di unĘźannata che si preannuncia “interessanteâ€?. Sul parquet del “Palasangiacomoâ€? di Conversano, il Real Molfetta ha affrontato e battuto il Ruvo in semifinale ed il Monopoli nella finalissima.

LĘźHockey Club torna ad inseguire 095

$OPOLAVITTORIAA3EREGNOARRIVAILPAREGGIOCASALINGO CONTROIL-ONTEBELLO,AhLEPREv.OVARACAPOLISTASOLITA RIACONDUEPUNTIDIVANTAGGIOSUIMOLFETTESI La notizia principale è che lʟHockey Club non è piÚ capolista del campionato di A2. Nulla di preoccupante ma ora ci sono da recuperare due punti di distacco dal Novara. Nelle ultime due gare disputate i punti allʟattivo sono stati quattro a fronte di una vittoria e di un pareggio. Il 22 dicembre i biancorossi si sono imposti a Sandrigo con il risultato di 4 a 3. Reti di Spadavecchia (2), Sinisi e Cirilli, con questʟultimo che espulso per proteste ha poi ricevuto una squalifica per due gare.

Sabato 5 gennaio imprevisto stop interno contro il Montebello: 4 a 4 il finale. I locali dopo aver conquistato l'1 a 0 con Vianna subivano il pareggio a 10 minuti dal termine della frazione. Nel secondo tempo girandola di reti: 2-1 di Azzollini, 3-1 di Sinisi; poi il Montebello accorciava in contropiede. Allungava nuovamente il Molfetta con de Robertis e poi doppietta degli ospiti per il 4-4 finale. Prossime gare il 12 gennaio a Sarzana e poi, il 19, big match interno contro il Novara.

Contro i cugini murgiani i “galacticosâ€? in salsa pugliese hanno immediatamente fatto vedere i muscoli: troppo forti i molfettesi e, soprattutto, troppo concentrati per farsi sfuggire di mano lĘźobiettivo “Coppaâ€?. Risultato finale senza storia: un 3 a 1 firmato Colangelo, il bomber biancorosso che con una tripletta ha staccato il biglietto per lĘźincontro in cui era in palio il trofeo. Incontro disputato sabato 5 contro i

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bianco verdi monopolitani e saldamente controllato dai molfettesi sin dalle prime battute di gioco. La prima frazione si è conclusa sul 2 a 0 con reti di Di Chiano e Colangelo. Nel secondo tempo il sigillo finale di Ciardi. A fine gara il capitano Nico Allegretta era euforico: “questa squadra ha fame di vittorie; siamo un grande gruppo e lo abbiamo dimostrato ancora una volta. Abbiamo disputato un incontro praticamente perfetto e la vittoria finale è stata pienamente meritataâ€?. Adesso il Real dovrĂ  affrontare le fasi nazionali, giocando con le vincenti degli altri tornei regionali. Chi arriverĂ  primo alla fine della competizione conquisterĂ  un posto in serie B. Intanto sul fronte campionato da registrare la vittoria, nella gara del 22 dicembre, contro il Castellana per 2 a 1 (reti di Vallarella e Cirillo) ed il rinvio al 15 gennaio (ore 20) della gara interna contro la Virtus Mola. Prima però, il 12 gennaio, contro il Sava ci sarĂ  lĘźoccasione per presentare al meraviglioso pubblico del “Palapoliâ€? il trofeo conquistato a Conversano. Certamente i biancorossi riceveranno la meritata standing ovation dagli oltre mille fedelissimi che seguono la squadra nelle gare interne, per una vittoria storica non solo per la compagine realina ma per lĘźintero panorama sportivo cittadino.

Si scrive tennistavolo si legge Inottica 096

,EMOLFETTESINELLAFOTO 2OSSELLA3CARIDGNO PROTAGO NISTEIN)TALIAEDIN%UROPA Molfetta capitale del tennistavolo nel sud Italia. A confermarlo i risultati sin qui ottenuti dalla Inottica, squadra femminile militante nel campionato di serie A1. Il 4 e 5 gennaio doppio appuntamento per le molfettesi allenate da Del Rosso. Nel primo impegno, in Austria per lĘźultimo appuntamento di Coppa dei Campioni, le molfettesi hanno ceduto per 3 a 1 salutando cosĂŹ la competizione europea. Il giorno dopo in campo per il campionato. A Coccaglio (Bs) le nostre si sono

imposte con il risultato di 3 a 2 piazzandosi cosĂŹ al terzo posto della classifica guidata dal Castelgoffredo. Prossimo appuntamento di campionato il 25 gennaio in casa contro il Palermo.


Sport

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La Virtus si scioglie contro il Catanzaro

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EĘź sempre dura la vita per il Molfetta 098

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.ELBIGMATCHDELGENNAIOSONOICALABRESIADAVERELA MEGLIOSUDIUN-OLFETTAMAIENTRATOINPARTITA Il primo posto della classifica del campionato di B2 è ancora occupato dalla Virtus Molfetta anche se si riduce il vantaggio sulle inseguitrici. Questo è il responso delle ultime due gare giocate e che hanno portato una vittoria casalinga ed una sconfitta fuori casa. Il 21 dicembre nellʟanticipo di campionato, gli uomini allenati da Sergio Carolillo hanno ospitato il Bernalda. In una gara a larghi tratti soporifera i virtussini non hanno certamente avuto difficoltà ad imporsi sugli avversari fissando il risultato finale sul 74 a 61 con una buona prova di tutti gli uomini scesi in campo, su tutti Maggi e Capitanelli con 16 punti ciascuno e Scorrano con 13. Dopo la pausa natalizia la Virtus era chiamata ad un importante test per verificare le reali potenzialità del gruppo. La trasferta a Catanzaro poteva laureare i molfettesi campioni dʟinverno con due giornate dʟanticipo ma, cosÏ non è stato. Privi

di capitan Teofilo, tenuto fuori da un problema ad un ginocchio e con un Capitanelli a mezzo servizio per un infortunio subito in allenamento, i biancoazzurri non sono mai entrati in partita. A riprova di ciò il passivo di 13 a 0 subito nei primi due minuti dellĘźincontro. Il Catanzaro è stato perfetto dallĘźinizio alla fine mentre la Virtus è apparsa sotto tono ed incapace di reagire allĘźavversario trovandosi in una parte della gara sotto anche di 22 punti. Insomma, sconfitta senza attenuanti nonostante i 29 punti di Scorrano ed i 23 di Labate. Domenica 13 gennaio i virtussini saranno chiamati a rifarsi immediatamente: in palio cʟè il titolo platonico di campioni dĘźinverno e soprattutto la necessitĂ  di uscire vincitori da un derby. Al “Pala Poliâ€? infatti, nellĘźultima giornata del girone di andata, arriva il Ruvo sconfitto dal Marigliano e desideroso di rifarsi per non staccarsi troppo dal vertice della graduatoria. Il 20 gennaio sarĂ  poi la volta della trasferta a Pozzuoli.

%LASQUADRAPERDEUNA DELLESUEBANDIERE'IGI D!LESSANDROAL4ERMOLI

I biancorossi di mister di Giovanni pur avendo dato timidi segnali di ripresa negli ultimi incontri disputati, sembrano ancora essere ben lontani dal ritrovare se stessi per tentare la rincorsa alla salvezza diretta senza dover passare dalla lotteria dei play out. NellĘźultima gara del 2007, di fronte ad un ostico Locorotondo, i molfettesi hanno conquistato i tre punti in classifi-

ca grazie alla rete messa a segno da Fanfulla che cosÏ confermava la buona prestazione di sette giorni prima in terra tarantina. Alla ripresa dopo la pausa natalizia nuovo stop. Ad imporlo la vicecapolista Copertino. Risultato finale di 2 a 1 per i leccesi frutto di una gara in cui i molfettesi hanno costruito alcune azioni da gol senza riuscire a concretizzarle. Dopo il vantaggio del Copertino nel primo tempo, giungeva il raddoppio (gol viziato da un netto fallo di mano non rilevato dallʟarbitro) nella seconda frazione. A pochi minuti dal fischio finale Fanfulla accorciava le distanze. Da segnalare lʟesordio sfortunato dellʟunico acquisto del mercato dicembrino: lʟattaccante Vincenzo Tesse (nella foto) messo in campo a metà del secondo tempo ed espulso dopo soli 5 minuti per gioco violento. Non cʟè comunque il tempo per stare a recriminare: il 13 gennaio arriva a Molfetta il Noci di Ragno poi, il 20, trasferta per il derby di Bisceglie.


Sport

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LĘźAzzurra porta a casa la Coppa

La gioia di una tombolata speciale

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-OLFETTESIVINCENTINELLAFINALISSIMAGIOCATACONTRO 0ERILSECONDOANNOCONSECUTIVOLASSOCIAZIONE,OGOS IL4URI)CAMPIONATITORNERANNOAGIOCARSIILE EGLIARBITRIDICALCIOHANNOGIOCATOESORRISOCONI GENNAIO BAMBINIDEL3ERMOLFETTA Azzurra Volley Molfetta sugli scudi per questo inizio dĘźanno. Le ragazze di patron Vincenzo Giancaspro e di mister Annagrazia Matera hanno conquistato, nella finalissima di domenica 6 gennaio battendo per 3 a 0 (25-19, 25-20. 25-23) il Turi, la Coppa Italia Puglia, prestigioso trofeo che cosĂŹ va a fare bella mostra di se nella bacheca societaria. Le cronache del match raccontano di una prestazione praticamente perfetta da parte delle molfettesi con una straordinaria Giovanna de Vincenzo sugli scudi. Non da meno tutte le sue compagne che hanno espresso un gioco attento, tecnico e potente di fronte agli oltre 50 tifosi molfettesi al seguito. In semifinale battuto il Polignano per 3 a 2. Insomma continua il momento positivo dellĘźAzzurra (cui dedicheremo maggiore spazio nel prossimo numero de “Il Fattoâ€?) dopo il ritorno al sorriso in campionato dove il derby con la Molfetta Volley ha messo il punto finale al 2007: un 3 a 0 secco per le “azzurreâ€? (25-15, 25-11, 25-10) che cosĂŹ mantengono inalterate le distanze in classifica dalla battistrada Turi. Prima del derby, il 22 dicembre lĘźAzzurra aveva battuto in casa per 3 a 0 il Barletta mentre la Molfetta Volley, a Terlizzi, aveva subito uno stop con il risultato di 3 a 1. Prossimi incontri sabato 12: la Molfetta Volley ospiterĂ  lĘźAltamura mentre lĘźAzzurra sarĂ  di scena a Santeramo. In serie B1 maschile, prima della pausa natalizia, lĘźASD Pallavolo ha ceduto per 3 a 0 sul parquet della capolista Gioia del Colle, squadra costruita per “ammazzareâ€? il campionato ma che ha dovuto sudare le proverbiali sette camice per avere la meglio sul team guidato dal duo Palumbo-Bonati. Se, stando a guardare il risultato finale, non vi è stata la possibilitĂ  di muovere la classifica, dal punto di vista del gioco la squadra ha dimostrato di aver reagito piĂš che bene dopo lo scivolone interno contro il Brolo. I parziali a favore dei gioiesi (25-23, 25-13, 27-25) fanno bene intendere che, a parte quanto avvenuto nel secondo set, la gara è sempre stata tirata e combattuta. Il 13 nuovo impegno esterno per i molfettesi che saranno di scena sul campo della neopromossa Fasano. Chiudiamo con il campionato di serie B2 dove la Indeco Ragno continua a dettare legge: superato agevolmente per 3 a 0 (25-18, 26-24, 25-17) anche il Manfredonia secondo in classifica, mister Avellis e squadra si preparano alla trasferta a Catania di domenica 13.

CLASSIFICHE CALCIO

CALCIO A 5

Eccellenza

Serie C1

Corato Copertino Lucera Francavilla Casarano Bisceglie Nardò Locorotondo Ostuni Massafra Liberty Bari Noci Real Altamura Molfetta Maglie Cerignola Mesagne Leonessa

37 36 35 35 34 33 30 30 28 27 26 25 21 16 16 14 13 0

Monopoli Fasano Real Molfetta V. Mola Met. Bari Altamura Ruvo Cassano Castellana Noci Brindisi R. Mola Sava Adelfia

HOCKEY

27 24 23 22 21 19 17 16 14 12 11 11 3 1

BASKET

Serie A2

Serie B2

Novara Molfetta Seregno Sarzana Montebello Correggio Matera Sandrigo Thiene Modena

24 22 21 16 16 9 8 8 8 4

Molfetta Catanzaro Corato Ruvo Ostuni Marigliano Palermo Bernalda CanicattĂŹ Pozzuoli Maddaloni Salerno Massafra Bisceglie

20 18 18 16 16 14 12 10 10 10 8 6 6 2

PALLAVOLO Serie B1 Gioia del Colle Terlizzi Squinzano Lamezia Molfetta Fasano Brolo Galatina Bari Foggia Gela Modica Ugento Nicosia

Serie B2 30 27 25 21 19 19 18 18 17 14 12 5 4 2

Ragno Molfetta Manfredonia Turi Putignano Gela Lucera Vibo V. Martina Franca Catania Messina Acicastello Catanzaro Pizzo Calabro Palermo

Serie C Femminile 33 23 23 20 20 17 15 14 13 13 11 8 8 7

Turi Azzurra Molfetta Ruvo Santeramo Noicattaro San Severo Acquaviva Terlizzi Altamura A. Bari Molfetta Volley Triggiano Barletta Lynx Bari

32 29 28 24 22 20 19 12 10 10 9 9 7 0

La domenica in campo: fischietto, cartellini e bandierina. Una volta con la “giacchetta neraâ€? oggi con moderne divise multicolori. Ieri il calcio in “bianco e neroâ€? oggi lĘźassurda ghigliottina della “moviolaâ€?. Da oltre settantĘźanni tra ammonizioni, calci di rigore e, non di rado, qualche precipitosa fuga. Da sempre arbitri ed appassionati del gioco piĂš bello del mondo. Gente che la cittĂ  di Molfetta si è abituata a conoscere, frequentare e non sempre capire, da quando, era il 1932, venne fondata la sezione arbitri di calcio “Paolo Poliâ€?, oggi guidata da Antonio de Leo. Da allora di eventi ne sono capitati. Di giacchette nere illustri ce ne sono state. Il calcio è profondamente cambiato. Ma il senso del dovere, dellĘźimpegno e del servizio non è mai mutato. E cosĂŹ può capitare che in un giorno di dicembre, a cavallo tra il Natale e Capodanno, gli arbitri molfettesi diano vita, con la straordinaria collaborazione dei volontari dellĘźassociazione Logos, presieduta da Corrado de Gennaro, e della Pubblica Assistenza Sermolfetta, ad una serata di gioia, amicizia ed allegria. Una tombolata in cui tutti i partecipanti hanno vinto e si sono sentiti protagonisti. Loro, i bambini “seguitiâ€? dal Sermolfetta: oltre cinquanta con alle spalle storie familiari difficili, una vita certamente non agiata, spesso la sensazione di essere “diversiâ€? dagli altri. Per un intero pomeriggio sono stati protagonisti. Ed al loro fianco Gianni Ayroldi, arbitro di Serie A da oltre 10 anni. E poi gli assistenti, chiamati una volta “guardalineeâ€?, anche loro di Serie A, Stefano Ayroldi, Francesco Altomare e Onofrio Fiore. Ed ancora i giovani fischietti Eugenio Abbattista e Lorenzo Illuzzi. Tutti insieme per giocare e per rendere un poĘź piĂš belli questi giorni di festa. “Non posso che ringraziare gli arbitri e lĘźassociazione Logosâ€? ha detto Salvatore del Vecchio, presidente del Sermolfetta, “per il secondo anno consecutivo hanno reso speciale il Natale di tanti bambini: un dono meraviglioso che va ben al di lĂ  dei tanti giocattoli, indumenti e materiale scolastico distribuitoâ€?. “Siamo felici di poterci rendere utili e di metterci a disposizione di tanti meravigliosi bambiniâ€? hanno detto allĘźunisono i fratelli Ayroldi. Mentre Francesco Altomare, non senza un pizzico di commozione ha augurato ai piccoli amici “di guardare alla vita con gioiaâ€?. La stessa, magari, di un lungo pomeriggio tra quintine, tombole e tanti regali.


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Rubriche

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SUDOKU FACILE

DIFFICILE

HARD

SOLUZIONI n° 1

Sudoku (giapponese: su-doku, nome completo: Su-ji wa dokushin ni kagiru) è un gioco di logica nel quale al giocatore o solutore viene proposta una griglia di 9×9 celle, ciascuna delle quali può contenere un numero da 1 a 9, oppure essere vuota; la griglia è suddivisa in 9 righe orizzontali, nove colonne verticali e, da bordi in neretto, in 9 "sottogriglie", chiamate regioni, di 3×3 celle contigue. Le griglie proposte al giocatore hanno da 20 a 35 celle contenenti un numero. Scopo del gioco è quello di riempire le caselle bianche con numeri da 1 a 9, in modo tale che in ogni riga, colonna e regione siano presenti tutte le cifre da 1 a 9 e, pertanto, senza ripetizioni. Fonte: (it.wikipedia.org)


Rubriche

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$ALRICETTARIODELLANONNA INQUESTONUMERO ABBIAMOSCELTOPERVOIUNPRIMOPIATTOCHEAPPAR TIENEALLANOSTRATRADIZIONECULINARIA

LA TIELLA BARESE

(riso, patate e cozze)

Ingredienti per quattro persone

200 gr. di patate sbucciate e tagliate a tocchetti 200 gr. di riso 500 gr. di cozze nere intere 100 gr. di pecorino romano grattugiato due dadi di brodo sciolti in un litro dʟacqua (oppure un litro di brodo vegetale) tre spicchi dʟaglio tritati olio extravergine dʟoliva, pepe e prezzemolo q.b. In una pentola ampia fate rosolare, a fuoco moderato, in abbondante olio extravergine dʟoliva per un paio di minuti tre spicchi dʟaglio tritati, poi aggiungete 200 gr. di riso e, rigirando, fate tostare per un minuto circa, quindi aggiungete le patate, sbucciate e tagliate a tocchetti e le cozze intere precedentemente lavate. Fate rosolare per qualche minuto e unite il brodo, un pizzico di pepe, una manciata di prezzemolo tritato e il pecorino romano. A questo punto prendete una teglia (la tiella) e versateci allʟinterno tutto il contenuto della pentola. Ponete in forno, a calore vivace, e fate cuocere fino a quando il brodo non si sarà rappreso completamente. Questo primo piatto è buono anche servito tiepido.

Software libero, tecnologia ubuntu, OS Linux. Tra dieci giorni si parte

101

Sabato19 gennaio prossimo, alle 18.30, nella cripta della parrocchia di San Gennaro, a Molfetta, sarĂ  presentata il corso di dieci lezioni che consentirĂ  di acquisire le competenze basilari per utilizzare con consapevolezza un computer con sistema operativo Linux che utilizza software liberi, legali, che si basano su tecnologia "UBUNTUâ€?. Il corso è assolutamente gratuito. In particolare nelle dieci lezioni che compongono questo corso, verranno affrontate le seguenti tematiche: struttura dei file e delle directory; il file system; gestione dei file; il terminale a caratteri; programmi a riga di comando; il sistema grafico; installazione di linux; networking; i programmi per l'office automation; il multimedia. Maggiori informazioni su http://www.videomolfetta.it/softwarelibero/promozione.html LĘźiniziativa è realizzata dal quindicinale free press “Il Fattoâ€?, da www.videomolfetta.it, con la collaborazione di don Giuseppe De Candia, parroco della Chiesa di San Giuseppe.

Non è piÚ tempo di ripensamenti. Le scelte che avete operato nel tempo non sono piÚ negoziabili. Assumetevi le vostre responsabilità. Soprattutto evitate di sottrarvi agli impegni assunti anche se negli ultimi tempi vi siete limitati a subire gli eventi.

Attenti ai raffreddori di stagione. Ascoltate i consigli delle persone che vi vogliono bene. Sorprese all’orizzonte per chi è alla ricerca della persona giusta. Piacevoli scossoni anche nelle coppie super collaudate. Qualche tensione sul lavoro.

Progetti interessanti in vista. Le prossime settimane saranno determinanti per chi è alla ricerca di un impiego e per chi si aspetta un avanzamento. Chi è single potrebbe imbattersi in un’amicizia destinata a durare a lungo. Non lasciatevi sfuggire il momento favorevole.

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E’ tempo di mettervi a dieta. Avete esagerato in ogni senso e ora di riprendere il controllo della situazione anche a tavola. Forse con l’aiuto di qualche esercizio fisico tutto diventerà piÚ semplice. Bene anche lunghe passeggiate da soli o in compagnia.

E’ arrivato il momento di scoprire le carte. In amore, lo sapete già, vincono gli audaci e voi state tentennando da un po’. Ciò che vi sembra irraggiungibile è a portata di mano. Fatevi avanti, le parole e il fascino non vi mancano affatto. Quello che serve adesso è il coraggio.

Come al solito bisogna fare tutto come piace a voi. Questa forma di egoismo che vi caratterizza da sempre potrebbe crearvi non pochi problemi specie con gli amici e nell’ambiente di lavoro. Siate pazienti e collaborativi. Buona la salute.

Tutto quello che bisogna fare è fermarsi e aspettare che il destino si compia. In questo momento qualsiasi scelta potrebbe rivelarsi azzardata. Evitate gli scontri con i colleghi e con gli amici. Qualche tensione con la persona amata. Siate compresivi.

Inutile negarlo, siete davvero persone complicate. A volte stentate a voi stessi a riconoscervi. Eterni Peter Pan avete anche molto da dare. Allora rimboccatevi le braccia. Concedetevi di piĂš agli amici e alle persone che vi sono accanto. Guai in vista nei rapporti di vecchia data.

Vi aspettano giorni impegnativi. Non lasciatevi trovare impreparati. Date ascolto alle persone che vi sono vicine. Ogni tanto ascoltare i consigli di chi vi vuole bene può davvero risultare determinante. Riguardatevi di piÚ, i mali di stagione sono sempre in agguato.

A volte sapete fare male davvero solo con qualche parola. Imparate a controllarvi. Il vostro atteggiamento rischia di rovinare un’amicizia che durava da tempo. Le incomprensioni si possono superare solo con il dialogo. La guerra serve solo a distruggere.

Dovete imparare ad osare. Lasciate la vostra tana e andate incontro alla gente. Bene il lavoro e i rapporti con i colleghi. Meno interessante la vita di coppia. Tocca a voi riaccendere la passione. Anche per voi è arrivato il momento di mettervi a dieta.

Mettete i piedi per terra e cominciate a guardare il mondo al di sotto delle nuvole senza giocare il ruolo della vittima che tanto vi piace. NovitĂ  nei rapporti con gli amici. Qualche tensione in ufficio per colpa di un malinteso.

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Il Fatto n. 002