Page 8

8

Cronaca

giovedì 15 aprile 2010

Dalla processione al tribunale Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1873

Un ex priore dovrà comparire davanti al giudice. A Molfetta, si sa, le tradizionali processioni pasquali rappresentano un momento di riscoperta della tradizione per molti, di fede per alcuni. Le strade della città si animano di migliaia di persone e i colori dei camici dei confratelli entra a far parte del paesaggio. Un’armonia non priva però di sbavature che a volte fanno sorridere e nello stesso tempo riflettere. Tra queste le liti, immancabili, tra confratelli. Poche volte però era capitato sinora che gli screzi fossero finiti in tribunale. Nel caso che ci interessa però è andata proprio così. Tutto inizia nel corso della processione del Sabato Santo del 2009 quando, racconta una delle parti coinvolte nella vicenda, l’allora priore di una delle confraternite impegnate nella manifestazione religiosa, invita con modi forse un po’ perentori, ma bisogna chiarirlo senza usare epiteti offensivi o bestemmie, un suo confratello a tornare in processione a pena di allontanarlo definitivamente dalla congrega. amico e, assieme alla anziana madre un balcone. Un gesto, quello di affacQuest’ultimo infatti si era “staccato” malata, assistere al passaggio delle ciarsi dal balcone, che il priore stesso dalla processione per far visita ad un sacre immagini stando affacciato ad pare avesse esplicitamente vietato nel

corso di una riunione informale tenutasi alcuni giorni prima ed alla quale il confratello “disubbidiente” non sarebbe stato presente. Nasce così tra i due un attrito che finisce in tribunale. Il confratello “richiamato”, sentendosi offeso per quanto avvenuto, sporge querela nei confronti dell’allora priore e indica anche numerosi testimoni a suo favore. Dall’altra parte l’ex priore si difende, tanto che il pubblico ministero incaricato di seguire il caso chiede l’archiviazione della vicenda. Archiviazione cui ovviamente si oppone il querelante che ottiene da un giudice onorario (il giudice di pace), che il pubblico ministero formuli il capo di imputazione nei confronti dell’ex priore. E così siamo ai giorni nostri: all’ex priore viene infatti notificata una citazione in giudizio per aver commesso il reato di ingiurie nei confronti del confratello. Così, certamente senza camice e cappuccio ma con tanto rancore, i due dovranno comparire di fronte al giudice nel prossimo mese di settembre. Accade anche questo a Molfetta!

Uno spirito si aggira nel cimitero. È quello dei tombaroli Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1874

Scomparsa tra il sabato santo e la domenica di Pasqua la statua dell’Addolorata dalla cappella dell’Arciconfraternita della morte al cimitero nella zona monumentale. Ad allarmare i carabinieri sono stati alcuni confratelli che, recatisi al cimitero, non hanno più trovato nella nicchia della cappella l’antica statua datata intorno al 1700, oltre ad essa all’appello risultavano mancare anche un inginocchiatoio e il sudario che adornava la croce del simulacro. “Questo, in realtà – come afferma il cappellano del cimitero don Nicolantonio Brattoli – non è un episodio solo all’interno del cimitero bensì deve essere inserito in un

ben più ampio quadro. Sono, infatti, sempre più frequenti – continua il cappellano – i furti messi a segno a discapito sia delle confraternite sia delle varie cappelle familiari nella zona monumentale e non”. Ormai sembrerebbe che nemmeno i defunti possano essere lasciati nel loro eterno riposo. Essi e specialmente ciò che di prezioso le loro cappelle contengono, dunque, sarebbero rientrati nel cerchio delle mire di conquista di tombaroli che dalle diverse segnalazioni pervenute sono alquanto affascinati da tutto ciò che vi possa essere di antico poiché utile o da rimpiazzare sul mercato, ipotesi su cui si sta investigando,

oppure da sfoggiare come beni della propria collezione di opere d’arte. “Dopo l’ennesima lamentela – come afferma don Nicolantonio Brattoli – ho redatto una lettera indirizzata al Sindaco al fine di informarlo sui furti. Questo, però, non basta, c’è bisogno di maggiore controllo dell’area sottoposta persino al transito di mezzi di trasporto che non fanno parte del personale autorizzato che tra l’altro risulta essere anche carente rispetto all’esigenza di controllare un’area tanto vasta”. La soluzione più opportuna sarebbe – come afferma il cappellano – chiudere nel pomeriggio l’area monumentale, chiudere due dei tre in-

gressi che sono ingestibili e installare alcune telecamere che consentano una sorveglianza continua anche nelle ore notturne. In questo modo i familiari dei defunti potranno essere più sicuri che quanto hanno lasciato sulla lapide e nei gentilizi rimanga là come segno di affetto verso il quale è d’obbligo portare rispetto. “La sensibilità della gente deve trionfare, occorre che tutti abbiano buon senso e segnalino tutto senza discendere nell’oscura omertà”. È questo il messaggio conclusivo di augurio e di speranza di don Nicolantonio Brattoli. Gianfranco Inglese

Il Fatto n. 058  

www.ilfatto.net

Il Fatto n. 058  

www.ilfatto.net

Advertisement