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Oltre la Realtà

giovedì 15 aprile 2010

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La sacra Sindone Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1900

mente al percorso che il malcapitato fece con il palo della croce sulle spalle e alle numerose cadute. Anche i piedi risultano forati da oggetti contundenti. Eloquente è il volto sconvolto da segni di percosse e la parte superiore della testa piena di ecchimosi dovute alla presenza di numerosi corpi contundenti. La corona di spine? Numerosissimi sono stati gli esami scientifici effettuati sul lenzuolo. All’inizio era convinzione comune quella che la Sindone fosse opera di un falsario medievale ma i numerosi esami hanno reso improbabile questa teoria. L’uomo raffigurato sul telo era nudo e in epoca medievale nessun artista si sarebbe mai sognato di dipingere una persona senza veli. Studi della NASA hanno inoltre attestato come il lenzuolo avesse avvolto realmente un uomo. Ulteriori studi hanno addirittura individuato tracce di sangue del gruppo AB. Sono stati effettuati persino degli esami botanici. Sul telo sono stati ritrovati parecchi tipi di pollini che dopo un attenta analisi sembra che provengano proprio dalle regioni, Europa e Medio Oriente, in cui la Sindone ha viaggiato nel corso di due millenni. Unica analisi discordante è quella effettuata con il Carbonio 14 che ha collocato il lenzuolo fra il XIII e il XIV secolo. In questo caso l’analisi non risulta molto attendibile perché proUn lenzuolo di lino cucito accuratamente a spina di pesce, una figura umana impressa come il negativo di una fotografia su di esso, la misteriosa somiglianza di questa sagoma con i tratti sacri di Gesù Cristo, sono questi i particolari, almeno quelli immediatamente evidenti, che contraddistinguono la Sacra Sindone. Custodita nel Duomo di Torino, la Sindone sembra corrisponda all’antico sudario che almeno due millenni fa ha avvolto il corpo esanime di Gesù dopo la crocifissione e nella successiva deposizione nel Santo Sepolcro. Sono passati più di duemila anni dalla morte di Cristo e il Sacro lenzuolo potrebbe costituire una delle più importanti testimonianze della sua venuta in Terra. Una delle prime testimonianze, tra l’altro non riconosciuta dalla Chiesa, è data da un Vangelo apocrifo che riporta come Gesù dopo essere resuscitato consegnò il sacro lenzuolo nelle mani di un sacerdote del Tempio di Gerusalemme. Probabilmente questo Vangelo riporta una rappresentazione simbolica di quanto accaduto dopo la morte di Cristo. All’epoca tutti i tessuti che entravano in contatto con un cadavere venivano immediatamente considerati impuri e dovevano essere distrutti o bruciati. Non è da escludere quindi che la Sindone sia stata immediatamente nascosta per salvarla dalla distruzione.

Secondo le testimonianze il telo venne custodito fra la Terra Santa e la Turchia sino al 1204 quando la Sindone prese la strada del Mediterraneo centrale passando per Atene. Nel 1353 la reliquia fu trasferita a Lirey in Francia e poi a Chambury. Conservata nella Sainte Chapelle rischiò nel 1532 di essere distrutta da un incendio. Furono le suore Clarisse a ripararla con delle toppe triangolari. Nel 1578 venne portata definitivamente dai Savoia a Torino. Scampata nel 1996 ad un altro incendio il sacro lenzuolo è stato sottoposto a restauro e a partire dallo scorso 11 aprile è stato riesposto ai fedeli per la venerazione. Attualmente è di proprietà del Vaticano dono di Umberto II. Ma cosa raffigura questo misterioso lenzuolo? Sicuramente l’immagine impressa si riferisce ad un uomo morto in seguito alla crocifissione. Dalle macchie presenti sul telo si può evincere come l’uomo in questione prima di essere crocifisso fosse stato torturato e flagellato. Successivamente i suoi polsi furono forati da chiodi, come testimoniano le circolari macchie di sangue all’altezza dei polsi. Il costato dell’uomo presenta una profonda ferita riconducibile ad un oggetto contundente. Si tratta forse della lancia che ferì Gesù mentre era in croce? Le spalle e le ginocchia presentano segni di escoriazioni dovute verosimil-

babilmente gli studiosi hanno utilizzato frammenti di tessuto che furono cuciti dalle suore Clarisse dopo l’incendio di Chambury. Ma è l’esame del volto, incredibilmente somigliante a quello di Gesù descritto dai vangeli, che sta rivelando un particolare importante. Nel I secolo era diffusa la pratica di inserire dopo la crocifissione le monete negli incavi oculari. L’immagine della Sindone rileva come sull’occhio sinistro vi sia una fossetta causata probabilmente da una moneta. Analizzando meglio questa incavatura si può identificare verosimilmente l’impronta di moneta su cui sono incise le lettere TIB e l’immagine di una coppa. Fra il 20 e il 40 d.C. in Palestina era diffuso questo tipo di monete con le iniziali dell’allora imperatore Tiberio, imperatore sotto cui trovò la morte Gesù. Verità o grande burla le domande relative al sacro lenzuolo non finiranno mai di esistere. Per il mondo Cristiano non sarebbe nemmeno importante scoprire se realmente la Sindone avvolse il corpo di Cristo. Affidarsi incondizionatamente ai principi della propria religione è una delle basi del Cristianesimo. Non vi saranno mai prove che scalfiranno la fede del vero Cristiano il quale “crede solo e soltanto perché crede”. Francesco Tempesta

Il Fatto n. 058  

www.ilfatto.net

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