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w w w . i l f a t t o . n et Molfetta

giovedì 29 ottobre 2009

Quindicinale gratuito di informazione.

Politica

Primarie del PD: vince Bersani. E Minervini?

Cronaca

Polizia Municipale al lavoro: tra etilometro e pass per disabili.

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Cultura

Rinasce il Teatro Petruzzelli di Bari: ve lo raccontiamo noi.

n° 46

Sport

Via alla stagione dell’Hockey Club. Il sogno comincia.

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Inchiesta

P.I.P.: capiamo cos’è Così è morta nonna Giulia

Donne e violenza: cosa succede

Un tentativo di scippo finito tragicamente con la morte di una arzilla vecchietta di novant’anni. In manette i diciottenni Michele de Bari e Pietro Gadaleta. La città riscopre la violenza e si interroga su un crimine ed una morte che ha commosso tutta Italia.

Un centro per l’ascolto attivo in tutto il nord barese pronto ad offrire assistenza alle vittime di violenza. Episodi che si susseguono e che spesso si consumano nel silenzio delle mura domestiche. Donne sole che oggi hanno la possibilità di chiedere aiuto e di farsi ascoltare.

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Corsivo

giovedì 29 ottobre 2009



Pubblico e privato: che differenza c’è? Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1484

La vicenda che ha coinvolto il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, ha riaperto il dibattito sulla situazione morale ma anche sulle garanzie di privacy concesse a chi riveste incarichi pubblici.

Diventa sempre più sottile quella pericolosa linea rossa che esiste tra pubblico e privato. Un confine che sempre più spesso si supera, si salta, si sfonda. Tutto è pubblico quando fa notizia. Il privato diventa qualcosa di impalpabile e da ignorare facilmente. E allora può capitare che le “debolezze” di qualcuno finiscano all’improvviso sulle prime pagine dei giornali e possano causare crisi non solo morali, ma soprattutto politiche. L’ultimo caso che la cronaca ci racconta è quella del “signor” Piero Marrazzo, giornalista diventato famoso grazie alla trasmissione “Mi manda Rai Tre” (ereditata da Michele Lubrano) e poi datosi alla politica per ritrovarsi a guidare una delle più importanti regioni d’Italia: il Lazio. Alle sue spalle il Partito Democratico e la voglia, dichiarata nel corso della ormai lontana campagna elettorale, di moralizzare la politica, di

inchieste, accuse e processi mediatici che ruotano attorno a feste, escort e compagnie femminili (ed in questo caso per lo meno il premier dimostra di non avere gusti tanto “strani”!). Insomma, la caccia allo scoop non si arresta e, del resto, sono i protagonisti stessi di queste vicende che sembrano non rendersi conto del ruolo pubblico rivestito e delle conseguenze che ogni loro gesto, seppure privato, è capace di provocare. In Puglia è successa praticamente la stessa cosa: le debolezze “corporali” di qualche assessore regionale hanno rischiato di assestare un duro colpo alla giunta guidata da Nichi Vendola. Ma in quest’ultimo caso la situazione, seppure in questo momento sotto silenzio, ha avuto risvolti ben più gravi con un intreccio tra politica e malaffare che è ancora tutto da rivelare. Certo è che se il risalto mediatico è tanto significa che agli italiani del dare nuovo slancio alla regione, di privato dei loro rappresentanti polirimettere le cose a posto. Salvo poi scoprire, e pensare, che è un po’ difficile credere ad uno che nemmeno nella sua vita privata le cose riesce a metterle a posto. Lo “scherzetto” del ricatto tesogli da quattro “delinquenti in divisa” entrati in possesso del famoso video in cui Marrazzo si accompagna a un trans, gli è costato per il momento la poltrona di governatore, certamente la ricandidatura alle prossime elezioni regionali e, soprattutto, uno sconvolgimento della vita privata che potrebbe provocare conseguenze ben più gravi. Ed ecco quindi ampiamente sorpassato il confine tra pubblico e privato. Era successo qualche tempo fa con Silvio Sircana, anche lui esponente del Partito Democratico “pizzicato” con una “signorina particolare”. Succede quotidianamente con il premier Silvio Berlusconi al centro di

tici interessa poco: per la serie, “se sei presidente del consiglio, rappresenti tutti noi, sempre e comunque”. E quindi ciò che fai devi farlo con scienza e coscienza. E se ci fosse qualcosa che il tuo ruolo pubblico di sconsiglia di fare, beh sarebbe il caso che tu lasciassi stare. Concetti che il collega di Telesveva Roberto Straniero ha ben sottolineato nel botta e risposta (che vi invito a vedere cercando in internet su YouTube) con il sindaco di Canosa e presidente della Bat, Francesco Ventola: “Tu sei un personaggio pubblico e certe cose non le puoi fare”, diceva il giornalista al suo interlocutore. Anche se, forse, in fondo in fondo pensava: “Tu falle, che noi le raccontiamo alla gente”. Perché la gente, ormai è certo, il termine “privato” l’ha cassato dal vocabolario. Tutto è pubblico. A patto che riguardi gli altri. Così è la vita! Corrado Germinario




Politica

giovedì 29 ottobre 2009

Molfetta fa scuola: incarichi alle donne Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1485

Alla provincia di Taranto imposta la nomina di un assessore donna, così come al Comune di Maruggio. Analoga sentenza nel Lazio ed in Calabria la metà dei comuni non hanno rappresentanza femminile. Molfetta continua a fare scuola. Nel bene e nel male. A riportare agli onori delle cronache nazionali le vicende della nostra città, ci ha pensato la stampa commentando le ultime vicende che hanno coinvolto diversi comuni ed enti locali italiani finiti sotto accusa per aver dimenticato di tutelare “il diritto” alla parità dei sessi negli organi di rappresentanza istituzionale. A Molfetta, come si ricorderà, il caso scoppiò all’indomani della decisione del sindaco Antonio Azzollini di nominare una giunta comunale composta da soli uomini, ignorando così la disposizione dello statuto comunale che prevedeva la presenza di entrambi i sessi. Una decisione fortemente sostenuta dal sindaco Azzollini che dovette cedere solo dopo la decisione della magistratura amministrativa chiamata ad esprimersi in seguito ad un ricorso presentato dalla Consulta Femminile Regionale e da alcune associazioni. E così, in quel caso, il primo cittadino fu praticamente “costretto” ad affida-

re un incarico assessorile ad Anna Maria Brattoli “smistando” l’assessore “rimosso”, Domenico Corrieri, in un incarico altrettanto prestigioso (e assai più remunerativo) come quello di dirigente del settore affari generali. Nel resto d’Italia le cose non vanno poi così diversamente da Molfetta. È notizia degli ultimi giorni che il Tar del Lazio ha sospeso il decreto del sindaco del Comune di San Giorgio a Liri, in provincia di Frosinone, che aveva attribuito deleghe assessorili solo a uomini. Stessa cosa che potrebbe accadere alla giunta provinciale di Rieti, anche quella formata da soli maschietti. Ed un decreto del Tar di Lecce nelle scorse settimane aveva imposto la presenza femminile anche nella giunta di Maruggio, così come è stato necessario l’intervento della magistratura per portare “il gentil sesso” a sedere al tavolo dell'amministrazione della Provincia di Taranto. Quella della “mancanza di rappresentatività” non è evidentemente una

cosa tanto rara. Secondo una indagine commissionata dalla commissione regionale pari opportunità, su un totale di 367 assessori nominati nei vari comuni pugliesi le donne sono solo 52 ovvero il 14,17 % mentre gli uomini sono 315. Sempre secondo questa indagine, i comuni più virtuosi dal punto di vista delle quote rosa sono quelli in provincia di Lecce in cui le donne in giunta sono 26. Spetta invece alla provincia di Taranto il record negativo di una sola donna che, con la nomina ad assessore provinciale di Katia Marinò, fa due in tutto. Della parità tra i sessi può invece farsi vanto il comune di Sammichele che, con tre donne e tre uomini in giunta, pareggia il contro tra i due sessi. Non va sicuramente meglio per ciò che riguarda le amministrazioni provinciali. La percentuale infatti scende al 12,5 % con solo sette donne contro 49 uomini. Anche in questo caso è la provincia di Lecce a farsi notare in po-

sitivo grazie alle tre donne in giunta. Le province di Bari, Brindisi, Foggia e Taranto, registrano ognuno una sola presenza femminile. Insomma, mentre l’Italia continua a fare i conti con la crisi economica che sembra non andare via, con i problemi di disoccupazione e indigenza, sembra che a molti l’unica cosa che interessi sia quella di assicurarsi che “maschietti e femminucce” abbiano le stesse poltrone. Cosa giusta se non fosse che appare un po’ strano che per garantire tutto ciò siano necessarie le carte bollate e le sentenze dei giudici. Così, dopo che hanno privato gli italiani del piacere di scegliere “sul serio” i loro rappresentanti in parlamento, dopo che gli elettori sono costretti ad assistere impotenti ai cambi di casacca dei politici di tutti gli schieramenti, ecco che la composizione di giunte ed organi amministrativi deve passare per le mani dei magistrati. Anche questa è democrazia.


L’opinione

giovedì 29 ottobre 2009



Pensando alla signora Giulia Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1486

Rischiamo di dimenticarla, forse, a qualche giorno dal fattaccio, la signora Giulia, uccisa da due scippatori balordi all’angolo di casa, mentre andava dal medico a farsi “scrivere le medicine”, come probabilmente avrebbe detto lei. Novantenne e la fortuna di poter badare a se stessa, senza dipendere da nessuno per comprare il pane o la frutta, anche di abitare in un quartiere popoloso, in cui a fare il giro del palazzo si può

trovare quanto serve, certo non la morte, quella no. Facile immaginare che la conoscessero tutti e che a sua volta lei conoscesse tutti, che si sentisse sicura, nonostante gli anni e gli acciacchi, a camminare in un territorio noto palmo per palmo. In questo mondo in cui pare che ad allontanarsi si corrano tutti i pericoli, da quello terroristico al contagio di malattie varie, la signora Giulia se ne stava tranquilla sul marciapiede

di casa, senza dar fastidio a nessuno, quando due ragazzacci, nel tentativo di strapparle la borsa, l’hanno trascinata per terra e uccisa. Non le è stata risparmiata l’agonia, il trasporto da un ospedale all’altro, l’autopsia a constatare il decesso avvenuto per complicazioni respiratorie. Chissà quanto s’era raccomandata a Dio e ai suoi cari, di poter morire a casa, sotto l’occhio vigile e amorevole dell’altarino che sicuramente aveva sul comò, con le figurine dei parenti che l’hanno preceduta nell’altra dimensione. Invece no, per lei un’altra sorte. Due balordi, che non si capisce cosa potevano aspettarsi dalla borsetta di una persona anziana, lo strappo, la reazione inconscia di tener stretta la sacca e i propri tesori, l’urto fatale per le sue ossa fragili di uccellino. Dopo, come si suol dire in questi casi, il cordoglio è stato unanime, ma prima, questi sono i fatti, prima, questa città forse non ha fatto tutto quello che poteva e doveva per difendere Giulia. Dopo è partito il solito festival e dei luoghi comuni, la giustizia che non funziona, i delinquenti che in galera poi non ci rimangono e non si capisce allora come mai quelle italiane siano tanto piene, senza farsi mancare la richiesta della pena di morte, per finire al progetto di armare i vigili urbani, quando si potrebbe cominciare dalle cose più ragionevoli, cioè ad averli i

vigili urbani necessari, mentre sono sott’organico da anni e costretti a misurarsi con una città che vede aumentare di pari passo l’estensione e l’illegalità diffusa. Molte parole, dopo, facili da spendere, e tutto rimane uguale a sempre. Ad uscire di casa, anche in quartieri completamente diversi, si viene avvisati di tener stretta la borsa, che più avanti o nella strada parallela, il giorno prima o quello prima ancora una signora è stata inseguita fin nel portone di casa per strapparle la borsa o un’altra, anziana, trascinata sul marciapiede ed è una fortuna che se la sia cavata solo con una contusione e un gran spavento. E i colpevoli, quando catturati, come nel caso dei responsabili dell’uccisione della signora Giulia, non sono neppure i capri espiatori preferiti degli ultimi anni, non extracomunitari, ma prodotti locali, del sottoproletariato che si tollera finché casi come questo non fanno scoppiare il problema o che è comodo serbatoio di consensi elettorali. Una comunità, il pubblico e il privato, dovrebbe farsi carico di tutti, dei più fragili, da qualunque parte stiano, delle regole, della crescita collettiva, della bellezza, della speranza, cui tutti hanno diritto, e che ci vien meno, pensando alla signora Giulia. Lella Salvemini




Politica

giovedì 29 ottobre 2009

Primarie: vince Bersani. Perde (forse) Minervini Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1487

Anche i simpatizzanti molfettesi hanno scelto il neo segretario nazionale del Partito Democratico. Fa notizia la sconfitta di Guglielmo Minervini nella sua città. In tendenza con il dato nazionale, anche a Molfetta Bersani ha vinto le primarie per la scelta del gruppo dirigente del Pd. I votanti sono stati in tutto 2.107, all’incirca gli stessi di due anni fa. Questi i dati per quanto riguarda il segretario nazionale: Bersani 1.306 voti (63, 12%); Franceschini 642 voti (31%); Marino 121 voti (5,85%). Invece per la scelta del segretario regionale Blasi (mozione Bersani) ha ottenuto 996 voti, pari al 48,39%; Guglielmo Minervini (mozione Franceschini ) 890 voti (43,24%); Michele Emiliano 172 preferenze (8,35%). Affluenza superiore alle aspettative, domenica 25 ottobre; per tutta la giornata, c’è stata la fila davanti al seggio collocato nella sede cittadina del partito a Corso Margherita, anche se, per la migliore organizzazione, non si sono ripetute le scene di due anni fa, quando code lunghissime segnarono a Piazza Cappuccini il debutto delle primarie per

l’individuazione del primo segretario del nascente Partito Democratico. I risultati parlano chiaro: le primarie sono servite anche a contare il peso locale dei vari esponenti. Guglielmo Minervini non ne esce benissimo, visto che lui, candidato alla segreteria regionale, nella sua sezione è stato battuto da Bersa-

ni e dal suo candidato pugliese Sergio Blasi, sponsorizzati non tanto dagli ex diessini, ma da Piero De Nicolo. Anche la suddivisione delle preferenze fra le varie liste in appoggio ai candidati offre un’immagine precisa su come siano distribuite le forze nel partito e ne mette in discussione gli equilibri fino

ad ora costituiti. Le primarie si sono svolte senza problemi, grazie al lavoro paziente dei volontari, tranne qualche mugugno e qualche reciproca accusa fra le diverse anime del partito, di voti non proprio spontanei, ma, come dire, pilotati e portati in blocco dai vari maggiorenti, separati dalla scelta di appoggiare opposti candidati alla segreteria. È pur vero che pazientemente in fila e disposti a sborsare i due euro si sono visti molti giovani e riconosciuti i volti di coloro che a Molfetta da sempre si identificano in questa parte politica, che magari la tessera del partito non l’hanno presa e mugugnano contro di dirigenti del centro sinistra e li criticano un giorno sì e l’altro pure, ma che hanno colto il senso dell’operazione primarie e forse ancor più che contribuire a scegliere il segretario hanno voluto far sapere che ci sono, che non si sono rassegnati, che un’altra Italia e un’altra Molfetta e la vogliono ancora.


Politica

giovedì 29 ottobre 2009



Azzurro Donna: un anno di impegno Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1488

Il gruppo sempre più attivo e presente nella vita politica e sociale della città.

Tenaci e combattive. Soprattutto con tanta voglia di impegnarsi nel sociale per aggiungere un po’ del loro entusiasmo, delle loro esperienze professionali e della loro “femminilità” alla quotidianità di questa città. Sono pronte al confronto le componenti di “Azzurro Donna” che incontriamo in un locale del centro storico di Molfetta. Fuori piove e a poche decine di metri, nell’aula consiliare di Palazzo Giovene, è in corso una interminabile quanto noiosa riunione di Consiglio Comunale in cui si parla troppo di burocrazia e sempre meno di politica. Della politica della gente. “E noi proprio dalla politica della gente siamo partite – rompe il ghiaccio Nicla Ar-

dito, che del gruppo molfettese è vice coordinatrice – quando abbiamo iniziato la nostra avventura nel settembre 2008 eravamo in tre. Oggi siamo venti donne legate non solo da una comune ispirazione politica che ci vede collocate nell’ambito del PdL ma anche e soprattutto dalla voglia di essere protagoniste.” Un protagonismo che sinora si è concretizzato in incontri aperti alla città e nell’impegno per segnalare alle istituzioni problemi e mancanze che rendono difficile la vita dei cittadini. “Abbiamo parlato in passato di stalking – interviene la nuova coordinatrice del gruppo, Antonella Picerro – oggi ci prepariamo a discutere di un tema importante nel convegno dal

titolo “Le malattie sessualmente trasmissibili – Ascoltiamo gli esperti” che abbiamo organizzato per il prossimo 14 novembre alle 18 nella sala “Finocchiaro” della Fabbrica di San Domenico e nel corso del quale interverranno ginecologi, oncologi, ricercatori universitari. Ci rivolgeremo soprattutto ai più giovani che sappiamo, purtroppo, essere i meno informati su questi temi”. L’incontro sarà introdotto proprio da Antonella Picerro, mentre la moderatrice sarà la dottoressa Olga Labianca. Al tavolo dei relatori si alterneranno il dottor Giuseppe Gragnagniello, specialista in ginecologia del consultorio familiare di CoratoRuvo-Terlizzi, la dottoressa Rossella

Decio, dirigente medico dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Corato, il dottor Nicola la Forgia, oncologo e responsabile della sezione locale della LILT, il dottor Mauro Altomare, specialista in urologia dell’ospedale di Molfetta e la dottoressa Valentina Spano, dottoressa in psicologia. Concluderanno il dottor Luigi Roselli, assessore alla socialità, e il dottor Francesco Schittulli, presidente della Provincia di Bari e della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori. Ma “Azzurro Donna” non è solo il simbolo che rappresenta donne pronte a fare “cultura” sul territorio, ma anche il punto di unione tra idee anche diverse tra loro: “Non chiudiamo affatto le porte del nostro gruppo ad amiche provenienti da esperienze politiche diverse dalla nostra: ci piace il confronto e ci piace sentirci protagoniste”. Ed a proposito di protagonismo, cosa ne pensano le “donne azzurre” delle polemiche sollevate a Molfetta, ma anche in altre parti d’Italia, sulla mancata presenza di donne negli organi di governo? “Fatti poco concreti: le donne sono impegnate in politica e non è detto che solo con incarichi assessorili possa essere riconosciuto il loro valore. È anche vero che a Molfetta il sindaco Antonio Azzollini aveva giustamente deciso di dare ascolto all’elettorato che aveva dato la sua fiducia a degli uomini chiamati poi a rivestire la carica di assessore. Noi comunque sappiamo che il ruolo delle donne in questa amministrazione comunale è fondamentale: al di là di ogni incarico ufficiale, non bisogna ricordare che dietro ogni uomo c’è una grande donna”. Non può quindi che venir fuori la classica domanda sul rapporto tra il premier Silvio Berlusconi ed il gentil sesso, almeno secondo quanto si apprende dai media. “Fatti di vita privata che non ci interessano e che non dovrebbero certamente interessare né gli italiani né certa stampa”. Risposta secca senza possibilità di replica.




Cronaca

Truck Center: arrivano le condanne Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1489

giovedì 29 ottobre 2009

Droga e cartoni animati Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1490

Concluso a tempo di record il processo sulla strage che Arrestato dai Carabinieri un venticinquenne molfettese. a marzo del 2008 stravolse l’intera città. I militari hanno sequestrato numerose dosi di marjuana.

Il giudice monocratico del tribunale di Trani, Lorenzo Gadaleta, ha emesso nel pomeriggio del 26 ottobre la sentenza del processo sulla strage della Truck Center, la tragedia in cui nel marzo del 2008 persero la vita Vincenzo Altomare, Guglielmo Mangano, Luigi Farinola, Biagio Sciancalepore e Michele Tasca, intossicati dalle esalazioni di acido solfidrico nel tentativo reciproco di salvarsi dalla morte. In primo grado sono stati condannati a quattro anni di reclusione e cinque anni di interdizione dalle attività di dirigenza sanitaria Alessandro Buonopane e Mario Castaldo, responsabili della Fs Logistica e Pasquale Campanile, diri-

gente della La 5 Bio Trans. Assolto invece Filippo Abbianante, l’autista che trasportò materialmente la cisterna dalla stazione di Bari alla Truck Center. Il giudice ha anche disposto sanzioni amministrative per cifre che variano da 1.400.000 euro per la Fs Logistica a 400.000 euro a carico della La 5 Bio Trans e Truck Center. Accolte anche le richieste di provvisionali dai 150mila ai 300mila euro in favore dei familiari degli operai deceduti. Disposto infine l’invio degli atti alle procure di Taranto, Grosseto e Bari affinché si possa procedere a carico dell’Eni, della Nuova Solmine e della Meleam contestando loro i reati di omicidio colposo, lesini aggravate e mancato rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. Per il pubblico ministero Giuseppe Maralfa si è trattato di una sentenza giusta e che rende merito al lavoro della pubblica accusa. Delusi invece i familiari delle vittime che si aspettavano maggiore severità del giudice. “Sentenza attesa” ha invece dichiarato l’avvocato della Truck Center, Maurizio Altomare.

Si aggirava con atteggiamenti sospetti tra le vie del centro storico di Molfetta e per questo ha attirato l’attenzione di una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri. I militari hanno quindi deciso di procedere ad un controllo ma il giovane, Giovanbattista Pasculli, molfettese di 25 anni, alla vista dei militari si è dato alla fuga a piedi. Dopo un lungo inseguimento tra le

vie del quartiere Catacombe, il ragazzo, che aveva tentato di nascondersi sotto una macchina in sosta, è stato raggiunto e bloccato dai militari. Perquisito è stato trovato in possesso di quattro dosi di marjuana e venti euro. Successivamente i militari hanno anche recuperato un involucro, abbandonato dal giovane nel corso della fuga, all’interno del quale sono state ritrovate altre 53 dosi di sostanza stupefacente. Il giovane è stato quindi arrestato e denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e anche per calunnia nei confronti dei militari dell’Arma. Infatti Pasculli aveva sostenuto che l’involucro recuperato dai carabinieri non fosse suo. Ad incastrarlo invece è stato il particolare tipo di confezione utilizzato per ogni dose: sulle bustine, sia su quelle contenute nell’involucro che su quelle ritrovate addosso al ragazzo, c’era scritto “enjoy freedom”, viva la libertà. Una frase a cui Pasculli avrà modo di pensare dal carcere di Trani dove è stato condotto su disposizione del magistrato di turno dottor Buquicchio.

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Cronaca

giovedì 29 ottobre 2009



Dallo scippo all’omicidio: due in manette Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1491

Michele de Bari e Pietro Gadaleta sono i due giovani che hanno provocato la morte di Giulia Samarelli nel tentativo di sottrarle la borsa.

Hanno ammesso davanti al giudice le loro responsabilità i diciottenni Michele de Bari e Pietro Gadaleta, i due accusati di aver tentato di scippare lo scorso 14 ottobre la 90enne Giulia Samarelli che, a causa delle gravi lesioni riportate al capo ed al torace, è deceduta dopo aver lottato tra la vita e la morte per circa 30 ore in un letto degli Ospedali Riuniti di

Foggia. I due furono arrestati grazie alle indagini serrate condotte dai Carabinieri della locale Compagnia, guidati dal Capitano Domenico Del Prete, che hanno consentito a distanza di poche ore dal tragico episodio di sottoporre a fermo i due giovanissimi accusati in un primo momento di tentata rapina impropria e successivamente di omicidio colposo. Erano circa le 20.30, quando una telefonata giunta sul “112” ha fatto convergere una “gazzella” del Nucleo Radiomobile presso il pronto soccorso dell’Ospedale di Molfetta, dove era giunta un’anziana donna, in fin di vita per un trauma cranico e toracico. Giunti sul posto per i necessari accertamenti, i militari hanno appurato che la donna era stata vittima di un tentativo di scippo avvenuto in via Immacolata. In particolare, due individui a volto scoperto, a bordo di un ciclomotore privo di targa, nel tentativo di scippare la borsa all’ignara 90enne, ne provocavano la caduta procurandole delle lesioni tanto gravi da ridurla in stato di incoscienza.

Avviate le indagini, i Carabinieri hanno riscontrato su quella via, la presenza di alcune telecamere di sorveglianza, installate in punti differenti. Dalla visione delle immagini è stato possibile non solo ricostruire esattamente la dinamica dell’azione delittuosa, ma anche risalire all’identità dei due responsabili, riconosciuti dagli stessi operanti, poiché già noti per i loro precedenti alle Forze dell’Ordine. Intraprese immediatamente le ricerche, il primo ad essere rintracciato è stato il giovane di Terlizzi, raggiunto presso la propria abitazione nel corso della notte. La perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire e sequestrare gli indumenti indossati dal giovane durante la rapina e chiaramente visibili nelle immagini estrapolate dai sistemi di videoripresa. Il secondo, invece, è stato intercettato, alle prime luci dell’alba, a bordo di un’autovettura per le vie del centro cittadino. Anche in questo caso, la perquisizione dell’abitazione ha permesso ai militari di rinvenire e sequestrare gli

abiti indossati durante lo scippo. Grande commozione ha suscitato nell'intero quartiere la morte di Giulia Samarelli, ex sarta che da anni viveva sola e che era totalmente autonoma. Ai funerali della donna, celebrati dal vescovo Luigi Martella, hanno preso tante persone che conoscevano l’anziana e, in rappresentanza della città, il sindaco Antonio Azzollini che si è detto “assolutamente sconvolto da quanto accaduto” impegnandosi a continuare “a lavorare per aumentare il livello di sicurezza in città”. Censurabile invece il comportamento dei gruppi giovanili dei più importanti partiti. Dopo aver diffuso comunicati di sdegno e di solidarietà nei confronti della vittima, si sono ben guardati dal prendere parte al funerale. Maggiore impegno dell’amministrazione è invece stato chiesto dal movimento civico Liberatorio Politico che ha invitato il sindaco ad assumere decisioni forti per ripristinare lo stato di legalità specie in alcune zone della città che sono oramai fortemente controllate dalla criminalità.


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Cronaca

giovedì 29 ottobre 2009

Estate Sicura e pass sotto controllo Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1492

Comunicato il bilancio dell’attività estiva della Polizia Municipale. Sempre alta l’attenzione per debellare il fenomeno dell’utilizzo illegittimo dei pass per disabili.

Estate finita oramai da qualche settimana e tempo di bilanci per la Polizia Municipale di Molfetta guidata dal comandante Mauro Giuseppe Gadaleta e impegnata nel corso dei mesi caldi, tra le altre cose,

nella operazione “Estate Sicura”. Nei mesi di luglio e agosto, ogni fine settimana dal venerdì alla domenica e dalle 22 alle 2 della notte, oltre quaranta tra agenti, ufficiali e sottufficiali del corpo, hanno

pattugliato le strade della movida cittadina, allestendo posti di controllo e facendo uso anche dell’etilometro. Il bilancio dell’operazione parla di 215 autoveicoli sottoposti a controllo, 83 persone controllate con il test dell’etilometro con due di esse trovate oltre i limiti consentiti dalla legge ed a cui sono state sospese le patenti di guida. Ritirati anche 10 libretti di circolazione e 4 veicoli sono stati sottoposti a sequestro. In questi giorni, inoltre, è terminato il primo anno di controlli straordinari per debellare il fenomeno dell’uso abusivo di pass per disabili. La municipale di Molfetta ha denunciato alla Procura della Repubblica di Trani quattordici persone accusate di contraffazione, alterazione o uso improprio dei pass (nella foto tre pass, falsi, riportanti tutti lo stesso numero identificativo). Decine i controlli avviati nell’ottobre del 2008, coordinati dal maresciallo maggiore Cosimo de Robertis, e che sino ad oggi hanno consentito di ridurre drasticamente il numero di contrassegni non regolari presenti in città oltre che di ritirarne molti utilizzati

da parenti di persone oramai decedute a cui il pass era stato legittimamente assegnato. I controlli continueranno nelle prossime settimane e contemporaneamente proseguirà la sostituzione dei vecchi pass con i nuovi dotati di bollino ologrammato anti falsificazione. “Fino ad ottobre del 2008 – ha ricordato il maresciallo de Robertis – in città circolavano circa 1600 pass per disabili, molti di questi poi venivano riprodotti illegalmente. Immaginate cosa accadeva: migliaia di veicoli che esponevano illecitamente il pass”, con tutte le relative conseguenze. “Oggi abbiamo ridotto il numero di pass regolari a circa la metà e stiamo continuando le operazioni di verifica: non si tratta della volontà di punire ma della necessità di tutelare prima di tutto i veri disabili e poi gli onesti cittadini”. Tra i tanti casi strani da segnalare, il sequestro di un pass disabili falsificato fotocopiandone uno rilasciato in Russia e la denuncia di un automobilista “pizzicato” con quasi dieci riproduzioni di un contrassegno: insomma pass sempre pronti per l’uso.


Attualità

giovedì 29 ottobre 2009

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Punteruolo Rosso: una soluzione? Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1493

Il Comune di Molfetta sta adottando un metodo sperimentale per tentare di salvare le palme della città dall’insetto “killer”. Chi a Molfetta non si è ancora fatto una cultura circa il “Punteruolo rosso”, l’insetto killer delle palme? Purtroppo in città moltissime piante risultano seriamente, se non irreversibilmente, compromesse dalla presenza di questo micidiale coleottero. Il “Rhynchophorus ferrugineus”, questo il suo nome scientifico, originario dell’Asia Minore, man mano ha cominciato a popolari territori sempre più ad occidente sino a raggiungere alcune regioni italiane. L’insetto vive all’interno delle palme per tutta la durata del suo ciclo vitale, in cui l’esemplare femmina comincia a deporre le uova alla base delle nuove foglie o in quelle che presentano ferite e in alcune cavità. Le uova mutano nel giro di pochi giorni in larve le quali cominciano a vagare all’interno della pianta scavando piccoli tunnel ovunque e cibandosi di tutto il materiale fibroso al loro interno. Il ciclo dura circa 4 mesi sino a che la larva non raggiunge la maturità mutando nello stato definitivo. Ogni palma può contenere più genera-

zioni di “punteruolo” che difficilmente la abbandonano prima della sua totale distruzione, che avviene con il collasso su se stessa. Il Settore Lavori Pubblici del Comune di Molfetta, diretto dall’ingegner Enzo

Balducci, resosi conto del problema, diffusosi a macchia d’olio coinvolgendo anche le piante molfettesi, ha deciso di intraprendere una dura battaglia contro l’insetto, pur di salvare la palma prima di dover arrivare alla soluzione

più drastica, il suo abbattimento. Per questo ha affidato alla ditta “Francese Agricolture” di Giuseppe Francese, il compito di curare le numerosissime piante molfettesi “ammalate” con una terapia del tutto sperimentale. Si tratta di un vero e proprio metodo innovativo che sta riportando risultanti soddisfacenti soprattutto su esemplari non del tutto compromessi e con uno stato di infestazione non molto avanzato. Una soluzione preventiva in sostanza che potrebbe salvare le palme, le più diffuse piante ornamentali di Molfetta. Il metodo consiste nel trattare la base delle chiome e il “cuore delle cime”, luogo in cui si annidano le larve, prevede la somministrazione a distanza di 10-15 giorni di alcune dosi di Abamectina e di Thiamethoxan. Soltanto il tempo però potrà dire se il trattamento avrà il sopravvento su questo micidiale insetto ma quel che è certo è che la battaglia intrapresa sarà veramente dura. Francesco Tempesta


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Attualità

giovedì 29 ottobre 2009

Corsa ad ostacoli sui marciapiedi Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1494

Lascia sempre più a desiderare lo stato di manutenzione dell’arredo urbano. Disagi per i cittadini e progetti dimenticati.

È sotto gli occhi di tutti che ultimamente la situazione dell’arredo urbano, delle strade e dei marciapiedi di Molfetta lascia un po’ troppo a desiderare. La zona di espansione è perennemente nell’occhio del ciclone, ma il suo trascurato stato di manutenzione trova attenuanti nel fatto che si tratta di quartieri di nuova costruzione non ancora del tutto ter-

minati, con strade provvisorie e con la sostanziale mancanza di diversi servizi. Purtroppo non si tratta di disagi limitati soltanto alle nuove zone dato che questi sono diffusi in tutta la città anche in vie che dovrebbero costituire il salotto di Molfetta, zone destinate ad un piacevole passeggio, fra le vetrine dei negozi e fra gli incantevoli monumenti. Prendiamo come esempio via Borgo. Strada trafficata in tutte le ore del giorno ma vittima dell’incuria soprattutto dei cittadini stessi. A chi non è mai capitato di calpestare dei regalini maleodoranti lasciati qua e là dai soliti cani portati a spasso dai padroni che non si prendono nemmeno la briga di pulire? L’altra zona centralissima della città, ovvero quella compresa fra le strade via Felice Cavallotti e viale Pio XI non se la passa di certo meglio. Queste strade, molto gettonate per la presenza di diversi negozi di abbigliamento e di alcuni pub, sono costante fonte di disagio per i cittadini. Questo perché le condizioni dei marciapiedi, che dovrebbero

essere un luogo sicuro per passeggiare, mettono a inevitabile rischio l’incolumità della gente. Infatti questi sono pieni di avvallamenti e buche che si rivelano causa di cadute e traumi articolari. Sinistri che avvengono soprattutto lungo viale Pio XI. Qui ormai le radici degli imponenti alberi hanno addirittura sollevato completamente le mattonelle. In verità la zona avrebbe dovuto giovarsi di un profondo restyling che doveva riportarla al suo antico splendore. Il progetto, risalente al gennaio del 2006 e approvato dalla giunta dell’allora sindaco Tommaso Minervini, aveva previsto, infatti, lo stanziamento di ben 465.000 euro che sarebbero dovuti servire in primis per la ripavimentazione dei marciapiedi nonché per la sistemazione di panchine e cestini (attualmente una rarità). Parte di questi fondi sarebbe dovuto essere destinato anche all’innesto di una nuova vegetazione meno infestante di quella attuale e all’installazione di nuovi corpi illuminati. Ma come succede ultimamente

e troppo spesso in città molti progetti approvati rimangono concreti soltanto sulla carta e non nei fatti. Ecco perché oggi ci ritroviamo a condannare l’ennesimo problema trascurato da questa amministrazione, guidata adesso da Antonio Azzollini che all'epoca di questa delibera “fantasma” era assessore al Bilancio. Francesco Tempesta


Attualità

giovedì 29 ottobre 2009

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Centro Antiviolenza “RiscoprirSi…”, un aiuto concreto Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1495

Da giugno del 2009 ha inizio l’attività del Centro Antiviolenza “Riscoprir-Si…”, un progetto che vede cooperare professionalità differenti in materia di educazione, pedagogia, psicologia, psicoterapia e legge, provenienti da esperienze vissute sul nostro territorio, a contatto con storie di violenza e soprusi su donne e minori.

Fare violenza, quasi per assonanza, è un po’ come “violare” la sfera dell’altro, distruggere le sue barriere e colpirlo con forza nel corpo, nella mente, nell’anima. Troppe volte ciò si consuma in silenzio, ad esempio tra le mura domestiche, in quella che dovrebbe essere una fortezza sicura; lui carnefice, lei vittima. Oppure per strada tra i vicoli bui, tra i banchi di scuola, tra i volti noti di un gruppo di amici, un rapporto sessuale strappato con ferocia. E poi immagini incancellabili, ferite che mai si rimargineranno e magari anche la beffa di essere additata dagli stupidi del villaggio come la femmina tentatrice, colei che ha provocato e che di conseguenza “se l’è cercata”. La violenza ai danni del “presunto sesso debole” è da sempre un problema

sociale, talvolta mascherato da culture e tradizioni chiuse e poco evolute, perpetrato da quel sesso che si è auto-considerato forte, ma che evidentemente non lo è affatto se ha bisogno di ricorrere a tali mezzi per esibire la propria virilità. Cambiare le teste di certi maschi sembra un’ardua impresa, ma aiutare le vittime di quest’orrore è sempre possibile e realizzabile. Da giugno del 2009 ha inizio l’attività del Centro Antiviolenza “RiscoprirSi…”, un progetto che vede cooperare professionalità differenti in materia di educazione, pedagogia, psicologia, psicoterapia e legge, provenienti da esperienze vissute sul nostro territorio, a contatto con storie di violenza e soprusi su donne e minori. L’Associazione, che annovera tra le

socie fondatrici la dottoressa molfettese Giovanna Pisani, vice presidente, la dottoressa Patrizia Lomuscio, presidente, e la dottoressa Antonella Marzano, segretario, mira a promuovere una cultura della non-violenza, a sradicare ogni forma di violenza dal tessuto sociale, auspica finalmente una totale e reale rivalutazione della figura femminile, verso il riscatto di un genere con pari dignità, diritti e potenzialità. Vari sono gli aiuti concreti offerti, come l’ascolto telefonico 24 ore su 24 (ai numeri 0883/764901 – 380/3450670), attività di sportello (lunedì 09:00-13:00, martedì e giovedì 15:00-19:00), sostegno psicologico e conselling individuale e di gruppo, percorsi volti al potenziamento di autostima e autonomia, assistenza legale, creazione di progetti individualizzati,

promozione della rete tra i diversi servizi del territorio, gestione delle emergenze, tutti servizi contraddistinti dalla garanzia di anonimato, riservatezza e gratuità. Il progetto trova il suo punto d’inizio e la propria sede nella città di Andria, in via Quarti 21, ma, come ci spiegano dal nucleo organizzativo, “le attività vengono presentate nelle zone limitrofe alla nostra, avendo anche a disposizione una linea telefonica sempre attiva e usufruibile da persone di altri paesi; questo perché nelle località vicine non esistono centri specializzati per la ‘lotta’ alla violenza e ciò porta a notevoli problematiche”. È questa sicuramente una piccola oasi nel deserto, un’ancora di salvezza gettata a chi ogni giorno è costretto a nascondere lividi visibili e non visibili, a chi viene logorato e si logora silenziosamente. Il progetto è, inoltre, vincitore del bando “Principi Attivi: giovani idee per una Puglia migliore” pubblicato dalla Regione Puglia, Assessorato alla Trasparenza e alla Cittadinanza Attiva, nell’ambito del Programma Regionale per le Politiche Giovanili “Bollenti Spiriti” e dell’accordo di Programma Quadro “Giovani idee per una Puglia migliore”, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 85 del 29/05/2008, per l’ambito di intervento concernente l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva; “Il fatto di aver potuto usufruire di un contributo economico per lo start-up dell’iniziativa, pari a 25.000 euro, è stato per noi fondamentale, in quanto ci ha permesso di realizzare un sogno presente nelle nostre menti già dal 2007”. Finora solo una decina di utenti hanno fatto riscorso ai servizi del Centro, utenti italiani con un’età media di circa 35 anni. Tanti i fattori da tenere in considerazione, a partire dal recente avvio delle attività. Importante invece è conoscere che un aiuto esiste, che una piccola luce di salvezza è stata accesa e si spera che a questa se ne aggiungano presto altre. Isabel Romano


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Attualità

giovedì 29 ottobre 2009

Violenza contro le donne: inquietanti i dati ufficiali Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1496

Numeri “inquietanti” raccontano l’attualità di un problema che ha origine nella notte dei tempi. Secondo il grande storico del Medio Oriente Bernard Lewis “la violenza contro le donne è una violenza contro il mondo intero perché, se il 50% dell’umanità è tenuto in uno stato di minorità e soggezione, il danno che si crea è enorme e si ripercuote a livello economico, educativo, culturale”. L’8 marzo 2009 il segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon ha affermato che “la violenza sulle donne non può essere tollerata, in nessuna forma, nessun contesto, nessuna circostanza, da nessun leader e nessun governo” e persino il nostro Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, l’8 settembre scorso, nel discorso di presentazione della Conferenza Internazionale contro la violenza alle donne (molti i temi trattati: violenza in famiglia, tratta delle schiave, mutilazioni genitali femminili, aborto selettivo, acidificazione, stupri durante i conflitti armati, ecc.), tenutasi alla Farnesina a Roma, ha definito quest’ultima “la cima di una montagna che proietta la sua ombra sulla società intera”: una società, aggiungiamo noi, per certi versi sorda e muta, perché il grave fenomeno della violenza alle donne, in particolar modo quella domestica, in gran parte ancora sommerso e taciuto, antico quanto il mondo ma anche moderno, variabile e sfaccettato, diversamente espresso e perpetrato, a volte irriconoscibile e subdolo, solo negli ultimi dieci anni è diventato tema di un reale dibattito pubblico nonostante il movimento femminista lo avesse, già negli anni Settanta, prepotentemente portato alla luce e posto all’attenzione delle istituzioni. Tra l’altro, fino ad allora, era stata considerata violenza contro le donne solo quella sessuale, agita da un estraneo, mentre percosse, ricatti, insulti, privazioni economiche ai danni di moglie e figli venivano visti come manifestazioni di semplici conflitti familiari e privati, di nessuna rilevanza penale e giuridica. Cos’è cambiato dopo oltre 30 anni? Ben poco, a giudicare dagli inquietanti, ma non reali, dati ufficiali che continuano a raccontare la paura e la tristezza di mi-

lioni di donne, in ogni tempo e in ogni luogo, in differenti contesti sociali, economici, lavorativi, ancora pieni di segni e di ombre, e le vedono raggomitolate, rannicchiate dentro pseudo-amori o “malamori” pericolosi, nocivi, deleteri, suddite di rapporti, o, meglio, di nonrapporti, sbilanciati, malati, dove il linguaggio della violenza viene decodificato in termini di passione estrema, e le varie forme di controllo ed abusi letti come indissolubile ed atavico senso di possesso ed appartenenza l’uno all’altra, entrambi a qualcosa di ineluttabile e irrisolvibile. Tutti sappiamo che ben poco ha a che fare l’amore con tutto questo e, forse, lo sanno persino le donne che ne sono vittime ma che spesso si perdono nel mare dell’incredulità, del sospetto e dell’indifferenza istituzionale ogni qual volta chiedono di essere seriamente aiutate e sostenute, soprattutto quando, dopo essere state convinte a denunciare, si ritrovano da sole a seguire un pesante iter giudiziario, mentale e psicologico. Il fenomeno, a detta di chi lo studia e lo rileva, è endemico e trasversale: vittime ed aggressori appartengono a tutti i ceti sociali ed economici; questi ultimi tor-

mentano e perseguitano a nord come a sud, sono acculturati e non, giovani ed anziani, professionisti ed operai, arrivano all’omicidio ed al suicidio se abbandonati, diventano ancor più bambiniaguzzini nel momento in cui si spezza il legame complesso ed ambivalente che hanno tessuto con tanta maestria. Secondo l’ONU una donna su cinque è stata vittima di abusi fisici e sessuali durante la propria vita e statistiche della Banca Mondiale segnalano che, per le donne tra i 15 e 44 anni la violenza è la prima causa di morte e di invalidità, ancor più del cancro, della malaria e degli incidenti. I dati ISTAT 2006, relativi ad un’indagine su violenza e maltrattamenti contro le donne, condotta per via telefonica su un campione di 25.000 donne, comprese tra i 16 e 70 anni, confermano che in Italia sono 6 milioni 743mila le donne vittime di violenza, di cui 1104 in Puglia. Il sommerso rimane elevatissimo dappertutto e le donne che non denunciano la violenza sono circa il 96% se essa è stata inferta da un non partner mentre sono il 93% quelle che non denunciano la violenza del proprio partner. In Puglia non esiste ancora un’adeguata

risposta ad un’esposizione così elevata di casi e di sommerso, non c’è copertura dei servizi di prevenzione e di presa in carico dei casi di abuso e addirittura le province di Lecce e di Foggia risultano sprovviste dei centri antiviolenza che dovrebbero essere ubicati in ciascuna provincia , secondo quanto disposto dalle linee guida attuative della Legge Regionale 17/2003: da qui l’esigenza di strutturare azioni ed interventi nonché una rete capillare di servizi per prevenire e contrastare la cosiddetta “violenza di genere”. Il 18 novembre del 2008 la Giunta Regionale ha approvato un piano triennale di interventi (2009-2011) per favorire la conoscenza del fenomeno, promuovere campagne diffuse di sensibilizzazione, avviare un confronto strutturato tra i diversi livelli di governo regionale, locale e del terzo settore, incrementare la dotazione di strutture e servizi territoriali, potenziare le competenze degli operatori pubblici e privati, garantire l’indipendenza economica alle donne vittime di violenza per favorire autonome e consapevoli scelte di vita. Beatrice De Gennaro


Inchiesta

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Una nuova era per la città? Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1497

Il nuovo piano per gli insediamenti produttivi della Zona Artigianale potrà modificare positivamente il futuro della città. cerchiamo quindi di capire effettivamente di cosa si tratta. Un territorio destinato ad attività produttive che continua ad estendersi ed una città che, forse, non ha ancora capito fino in fondo quale tesoro e quale ricchezza sia oggi a disposizione. Molfetta continua a vivere un periodo di crescita imprenditoriale in controtendenza con quanto avviene in molte altre aree del Paese. Certamente è, in questa fase storica, una delle poche aree del Mezzogiorno d’Italia che può vantarsi di avere i requisiti giusti per risollevarsi dalla crisi e cavalcare i futuri e auspicabili anni di rilancio economico che in molti già vedono all’orizzonte. Quello che forse manca è una informazione completa, asettica e soprattutto ragionata su ciò che oggi la nostra città sta diventando. Una città che ha pian piano abbandonato la sua vocazione marinara e agricola per dedicarsi ai servizi, alle piccole e medie industrie, ai grossi

centri commerciali. Attirando investimenti notevoli non solo da parte degli imprenditori locali ma anche dei grandi investitori che hanno forse capito quali sono effettivamente le risorse del territorio. Un territorio che, al di là di fisiologici fenomeni criminali, appare ancora “vergine” dai poteri malavitosi, che può vantare vie di collegamento efficienti e, speriamo, un nuovo porto commerciale che per alcuni potrebbe essere una nuova “cattedrale nel deserto” ma per molti altri il volano che farà definitivamente esplodere l’economia dell’area. Certo, ci sono anche i tanti problemi che uno sviluppo come quello che sta investendo Molfetta presenta: l’aumento del traffico veicolare, dei costi di “gestione” delle grandi aree produttive. I posti di lavoro che rimangono ancora troppo pochi e spesso “macchiati” dal

lavoro nero. Però si può crescere e migliorare. Anche investendo ancora sulle grandi aree di sviluppo. È quello che ha voluto fare il Comune di Molfetta con il nuovo Piano per gli Insediamenti Produttivi. Un piano che porterà all’ulteriore ampliamento della zona artigianale con la realizzazione di 105 nuovi lotti in cui troveranno spazio parte delle oltre 100 aziende che hanno risposto al bando comunale per l’assegnazione dei terreni. Un’area di cui negli ultimi mesi si è parlato tanto: tra favorevoli e contrari è quindi nato un dibattito che, ne siamo convinti, non può che far bene alla comunità. A chi in quel piano crede ciecamente e a chi solleva dubbi: nel confronto si possono trovare le soluzioni migliori per la nostra terra. È per questo che oggi vi proponiamo i dubbi di chi segue la vicenda del nuovo P.I.P. ma anche le relazioni e i pareri dei tecnici che al progetto hanno lavorato e che ora sperano di vedere realizzati

i loro sogni e le loro idee. Un’area in cui troveranno spazio grandi strade, parcheggi, aree verdi e un nuovo accesso alla zona artigianale. Ma anche le oramai famose “torri” del centro direzionale che, nelle intenzioni dei progettisti, dovranno diventare un elemento caratterizzante della città. Un piano che prevede anche interventi ecocompatibili con l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile e soprattutto che vuol far si che la zona produttiva della città possa essere sempre più vivibile per chi in essa dovrà lavorare o per chi, per varie altre ragioni, dovrà frequentarla. A breve il comune assegnerà i nuovi lotti disponibili. Poi, i progettisti lo sperano, dopo la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, gli acquirenti potranno dare il via ai lavori. La speranza è che, entro il 2015 l’area possa essere finalmente viva. E con essa possano trovare nuova vita la città ed i cittadini. Staremo a vedere.


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Inchiesta Visto da... Francesco Tempesta 1498

Gli allarmi per possibili rischi idrogeologici lanciati nei mesi scorsi dall’Autorità di Bacino (AdB), da Legambiente e da molti cittadini molfettesi, non hanno scoraggiato affatto il Comune di Molfetta che continua ad andare per la sua strada come un mulo difendendo con tutti i mezzi il nuovo piano “P.I.P.”. Tante sono state le polemiche circa questo terzo “piano di insediamento produttivo” lanciato dall’amministrazione allo scopo di poter allargare la già avviatissima zona artigianale. La nuova zona produttiva nascerà in una zona tagliata da più di una lama e considerata a forte rischio idrogeologico dal Pai (Piano assetto idrogeologico) deliberato dall’AdB. Il sindaco di Molfetta dopo aver annunciato il ricorso contro quest’ultimo piano al “Tribunale delle acque” nei giorni scorsi ha anche posto la sua firma in calce al bando che assegnerà i lotti della zona in questione agli imprenditori aventi i requisiti che lo richiederanno. Le domande di richiesta d’insediamento sono state consegnate in busta chiusa entro lo scorso 22 ottobre. Secondo molti aderenti ad associazioni ambientaliste e a partiti di opposizione, ci si trova difronte al ripetersi dell’ennesima situazione paradossale nella nostra città, una situazione che abbastanza diffusa in Italia, Paese considerato fra quelli a più alto rischio idrogeologico nel mondo. A detta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, dopo la tragedia di Messina verranno assegnati maggiori poteri decisionali alle varie AdB e contemporaneamente scatteranno controlli sempre più rigidi nei confronti del cosiddetto abusivismo edilizio autorizzato, una piaga atroce della nostra bella Italia. Si tratta in poche parole delle autorizzazioni a costruire concesse troppo facilmente, specialmente dalle autorità comunali, in luoghi in cui non si dovrebbe affatto costruire per svariati motivi, onde evitare possibili ripercussioni per l’incolumità umana. Adesso qualcuno si chiederà cosa ne penserebbe il Ministro se venisse a conoscenza che un suo illustre collega di partito, nonché presidente della Commissione Bilancio del Senato, si è messo a fare causa nientemeno che all’Autorità di Bacino per costruire in una zona in cui il rischio idrogeologico persiste da millenni soltanto perché a Molfetta lo spazio per edificare industrie si è ormai esaurito?

Chi è il signo Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1499

Vi proponiamo integralmente la relazione presentata dal gruppo di lavoro che ha redatto il P.I.P. e che riteniamo possa essere utile per documentarsi sull’attività dei tecnici, sui loro obiettivi e sulle prospettive del progetto, senza “opinioni” di sorta e in maniera del tutto “asettica” da preconcetti di natura politica o ambientale. Il nuovo Piano degli Insediamenti Produttivi del Comune di Molfetta interviene su aree destinate dal P.R.G.C vigente a zone per la realizzazione di sedi produttive per aziende industriali, artigianali, commerciali, di produzione di energia con processi ambientali alternativi, direzionali e di servizi nonché permette la creazione delle attrezzature sociali di servizio all’attività produttiva ivi comprese le attività ricettive. Attraverso la pianificazione l’Amministrazione Comunale mette in campo la risorsa disponibile – il territorio – e la distribuisce con l’obiettivo di esaltare le differenze che normalmente ci sono tra i vari soggetti coinvolti nella trasformazione della città, per ottenere il massimo risultato possibile, cercando di avviare quel processo virtuoso per cui allo stesso processo evolutivo siano interessati più soggetti. Il Piano Urbanistico diviene, pertanto, non solo quello della domanda, della risposta cioè al cosiddetto fabbisogno. Esso deve essere anche il Piano dell’offerta, di opportunità di sviluppo. Deve creare condizioni di competitività e concorrenza tra gli operatori non appiattirsi tra gli adempimenti burocratici e notarili di assegnazione del lotto. L’impianto urbanistico del Piano risente della delimitazione della variante e richiama la disposizione a maglie regolari con strade ortogonali. L’asse principale di scorrimento, nella parte a sud, taglia di netto l’intera area e raccorda, quasi fosse già predeterminato, le strade esistenti e la comunale Fondo Favale. Sarà un lungo viale con isole alberate, parcheggi, rotatorie stradali e verde di decoro privato su entrambi il lati. Nessun accesso carrabile sarà consentito lungo questa arteria. Alla regolarità infrastrutturale corrisponde una ottimale distribuzione dei lotti. Questa risulta tanto razionale per contenere i costi di urbanizzazione riducendo al minimo l’estensione delle strade, il che si ottiene disponendo i lotti su entrambi i lati stradali in modo da presentare il lato minore verso la strada mantenendo più basso possibile il rapporto tra larghezza e profondità del lotto. Particolare attenzione è stata posta nella progettazione dell’area centrale per il direzionale caratterizzata da una sistemazione urbanistica particolare e di grande impatto destinata alle attrezzature collettive, asili nido, scuole materne, attrezzature amministrative e commerciali, centri sanitari, assistenziali, sindacali, ricreativi, servizi di ristoro, attrezzature di soggiorno, servizi consortili, associativi e di formazione professionale, e in generale, attività poste al servizio degli impianti produttivi. L’intero impianto direzionale e per servizi coniuga i caratteri della monumentalità con quelli propri delle caratteristiche costruttive locali assumendo valenza di opera di interesse pubblico e componente dell’azione del piano strategico comunale. Quale elemento caratterizzante la zona artigianale e la città intera, le due torri si pongono come studio del nuovo corso dell’edificazione pugliese: immagini spaziali che integrano architettura, ingegneria, ambiente e concezioni bioclimatiche. La luce, l’acqua, l’aria e il verde saranno gli elementi base del “funzionamento” dello spazio interno ed esterno. L’edificio che prevede una vocazione tipologica mista con settori differenziati dovrà consentire, anche nel sistema strutturale, una grande

libertà nell’articolazione degli spazi a garanzia di un’ampia flessibilità. Il nucleo centrale delle due torri accoglie un sistema di collegamento verticale – scala a doppia elica sovrapposta – liberamente ispirato alla famosa scala di Leonardo da Vinci realizzata nel castello di Chambord in Francia. All’interno di esse oltre al sistema di elevazione per la parte alberghiera, si allocheranno tutte le montanti tecnologiche e il sistema di ventilazione interno che, grazie alle terrazze verdi poste a diverse altezze consentirà il recupero dell’area esterna in modo naturale e non meccanico. Le torri dovranno prevedere un sistema alternativo e innovativo di produzione energetica, flussi di circolazione e diffusione dell’aria e della luce naturale e innovazioni nel campo della domotica. Per la prima volta in un Piano per Insediamenti Produttivi regionale si tenta di avviare un processo costruttivo che verticalizza le funzionalità. Le torri, a forte presenza per la loro non comune altezza (circa 100 metri) e per la molteplice disponibilità interna, diventeranno riferimento visivo e relazionale della nuova zona artigianale. A differenza di altri edifici continua a pag. 18

L

A z z d g g o d n c c d e l c r o fi e s v p a p I p c


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nor “P.I.P.”?

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Numeri e nomi del Progetto Superficie territoriale: 634.545 metri quadrati Volume privato realizzabile per insediamenti produttivi: 1.635.372 metri cubi Volume privato per insediamenti

direzionali/commerciali/servizi:

106.428 metri cubi Progetto e R.u.p.: Ing. Rocco Altomare – Dirigente Settore Territorio Collaboratori esterni: Ing. Corrado Altomare, Arch. Marta De Giglio, Geom. Nicolò De Simine, Ing. Gaetano Di Mola, Ing. Gianluca Porcelli, Arch. Michela Zaza. Collaboratori interni: Ing. Onofrio De Bari, Geom. Sergio Ciannamea, Geom. Sergio E. Gervasio.

Lame e Zona P.I.P.: parola al tecnico Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1500

L’ingegner Corrado Altomare si è occupato in prima persona di redigere uno studio idrologico-idraulico con lo scopo di analizzare il problema e valutare gli interventi progettuali necessari. All’atto delle scelte urbanistiche e funzionali, che hanno condotto alla redazione del progetto per l’ampliamento del P.I.P. di Molfetta, il gruppo di progettazione, con onestà intellettuale e rigore professionale, si è posta tra i primi obiettivi l’analisi idrogeomorfologica dell’area, essendo perfettamente a conoscenza delle possibili problematiche che, in modo semplice e a volte semplicistico, vengono correlate alla esistenza delle cosiddette “lame”. Tanto si è detto e scritto sulle lame e dunque non mi dilungherò nella loro descrizione: semplicemente esse possono essere considerate come letti di antichi corsi d’acqua, ormai privi di qualsiasi deflusso superficiale, data la natura carsica e dunque estremamente permeabile del nostro suolo. Tuttavia in seguito ad eventi piovosi di rara intensità ed occorrenza, è possibile, sotto certe condizioni, che le acque defluiscano lungo questi percorsi, provocando danni a persone o cose. Il sottoscritto si è occupato in prima persona di redigere uno studio idrologico-idraulico con lo scopo di analizzare

il problema e valutare gli interventi progettuali necessari. La zona di interesse, come gran parte del territorio, è in molti punti caratterizzata da un reticolo idrografico poco marcato, in cui le vie di deflusso delle acque superficiali sono incerte e non ben definite. Va considerato inoltre che anche tutta l’area a monte di Molfetta è un’area di tipo carsico, caratterizzata, di norma, da grande capacità di infiltrazione e poco deflusso. L’analisi condotta ha necessitato continui rilievi di campo atti a verificare le condizioni del suolo, l’uso, le colture, ecc., parametri questi fondamentali, specialmente nell’analisi di una zona carsica e con cliviometria modesta come la nostra. Il tutto ha condotto alla conclusione che per l’unica formazione rilevante, la lama Marcinase, deflussi di natura eccezionale non interessassero l’area di progetto. Questa risulta invece influenzata dalla presenza della lama del Pulo e di quella che oggi si vuole continuare a definire lama Scorbeto, in realtà non più di un avvallamento lungo qualche centinaio di metri e senza alcu-

na continuità idrualica a monte o a valle. Dall’analisi è emerso che potenzialmente modesti deflussi nella lama del Pulo potessero caratteirzzare l’area, mentre per la zona dove si vuole identificare la lama Scorbeto, le portate eventuali sono smaltibili da una idonea rete di drenaggio. Pertanto l’ubicazione di aree a verde e la progettazione di fogna bianca con vasche di laminazione per le acque sono apparse le scelte adatte affinché non si determinassero problemi di sicurezza legati alla imminente urbanizzazione dell’area. Si può affermare che da parte dei progettisti e dell’Amministrazione è stata posta sempre attenzione a tali problematiche, ma che la conoscenza del territorio in ogni sua parte, delle notizie storiche, dei caratteri tipolgici delle aree, sono condizioni fondamentali affinché vengano sciolte le incertezze altrimenti certamente presenti nei risultati ottenuti con l’ausilio di un software commerciale. Questo forse è ciò che non hanno pienamente fatto i tecnici di enti sovracomunali preposti. Mi sono occupato e mi sto occupando di siuazioni analoghe

su tutto il terriotorio, e posso asserire con tranquillità che esiste un inutile e forse in parte pilotato allarmismo, legato al problema delle lame di Molfetta. In generale la permeabilità del suolo, il suo uso, le modificazioni subite nel corso degli anni, sono tali da non svilupare quegli eventi catastrofici di cui tanto qualcuno continua a parlare. È pur vero che nella città di Molfetta, specialmente in alcune zone di espansione, a seguito di copiose precipitazioni si verificano problemi di allagamento, ma non vanno confusi i problemi legati ad una cattiva progettazione e realizzazione della fognatura pluviale, con quelli legati alle acque provenienti dal territorio retrostante l’abitato e dalle incisioni morfologiche in esse presenti. Le due cose non sono correlate, non è l’acque delle lame che socrre in città, ma quella che non può essere smaltita dalla fogna! Ing. Corrado Altomare Componente del Gruppo di Progettazione

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Inchiesta

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le torri ospiteranno “funzioni della città” capaci di offrire dalla terrazza all’ultimo piano una nuova prospettiva del territorio urbano e del mare. L’area a sud prevede un insediamento di circa 104 aziende esclusi i lotti per il direzionale. L’area a nord non è stata suddivisa in lotti per facilitare l’insediamento di quelle aziende di particolare dimensione operativa che abbisognano dell’intera area per il progetto specifico. Particolare attenzione è stata rivolta alle problematiche ambientali. Con lo studio e regolamentazione delle acque del bacino di competenza della lama interessante l’area di intervento, si è ipotizzata una raccolta, trattamento e smaltimento delle acque superficiali dell’intera area a sud. Sotto diverse rotatorie stradali saranno realizzate delle vasche di laminazione con due impianti di trattamento delle acque a valle nei pressi dell’area a servizi per la mobilità, e a monte verso lama Marcinase. Questi impianti tratteranno tutta l’acqua che ruscellerà sulle strade del P.I.P. e, dopo il trattamento, le immetterà in vasche di accumulo con troppopieno in pozzi drenanti. La maggior parte dell’acqua

stoccata sarà utilizzata per il verde e per la pulizia stradale. Il progetto per ciascun intervento, pena l’irricevibilità della richiesta di Permesso di Costruire, dovrà prevedere la realizzazione di un sistema completo di

raccolta, trattamento e riutilizzo almeno ad uso irriguo dell’acqua piovana del lotto. Ai concessionari che realizzeranno un impianto come sopra indicato ma con il riutilizzo dell’acqua an-

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che per uso sanitario della propria azienda sarà concessa una riduzione del 10% sulle spese per la gestione e la manutenzione nell’area PIP delle opere di urbanizzazione, dei servizi comuni, delle aree a verde pubbliche attrezzato e del verde di arredo posto all’interno delle rotatorie stradali (rondò), previste nella Convenzione. Il Comune si farà carico di quella aliquota del 10% ridotta alle aziende. Ciascuna azienda dovrà produrre la propria acqua sanitaria (bagni e mense) esclusivamente con pannelli solari, mentre parte dell’energia elettrica – almeno 6 Kw – dovrà essere prodotta da pannelli fotovoltaici. La particolarità sta nella possibilità dei concessionari di ottenere un “premialità edilizia” con aumento di cubatura del 5% per ogni 3Kw installati in più. Questa quantità proverrà dalla volumetria comunale esprimibile dalle rotatorie stradali. Tutte le fonti di rumorosità dovranno essere protette e le strutture dell’edificio dovranno comunque assicurare un potere di fonoisolamento non inferiore ai 2/3 di quanto previsto per le costruzioni di civile abitazione. L’impianto normativo è completamente cambiato rispetto a quello degli altri P.I.P. precedenti.


In Città

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Il “dramma” dei grattini per un cittadino esasperato Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1501

Nicolò Lucivero ha avviato una vera e propria “battaglia” con l’obiettivo che ci si attivi per risolvere un problema che colpisce molti molfettesi.

Nei giorni scorsi quasi tutti i media locali hanno parlato della lettera di protesta inviata dal signor Nicolò Lucivero che denunciava la mancanza di organizzazione e probabilmente anche di correttezza nel sistema dei parcheggi a pagamento. In altre parole Lucivero riteneva di essere stato vittima, come altri, di una serie di ingiustizie “burocratiche” e non aveva esitato a denunciare tutto prima alla redazione del famoso programma televisivo “Striscia la notizia” e poi a quelle dei media molfettesi. Il nocciolo della questione probabilmente sta nelle modalità di pagamento degli accertamenti da parte degli ausiliari della sosta. Le “mini multe” vengono lasciate sul parabrezza dell’auto in caso di mancata esposizione del “grattino” orario e ammontano a 1,20 euro all’ora. Il proprietario della vettura trovata la “mini multa” ha tre giorni dei tempo per re-

carsi presso gli uffici siti nei locali della Polizia Municipale per pagare, pena la trasformazione dell’accertamento in verbale che di conseguenza passa a 34 euro. Ed è proprio qui che nascono le varie controversie di cui non è stata vittima soltanto il Lucivero, ma un lungo elenco di molfettesi. Andiamo per ordine. Il sistema considerato perfetto da molti ma in realtà molto antiquato presenta già i suoi primi difetti nelle modalità di accertamento della sanzione lasciata o meglio abbandonata a se stessa sull’auto in difetto. Chiunque potrebbe impossessarsene e di conseguenza l’ignaro proprietario non saprebbe mai di avere i tre giorni di tempo per evitare di pagare i 34 euro e si vederebbe dopo alcuni mesi recapitare la notifica di verbale a casa. Per evitare questo problema, probabilmente, sarebbe necessario adeguarsi tecnologicamente, inserendo sistemi

automatizzati come quelli di Giovinazzo o magari recapitare a domicilio dell’automobilista una lettera a suo carico che avrebbe il compito di avvisarlo, concedendoli qualche giorno di proroga, di un accertamento fatto dall’ausiliare della sosta a suo carico. Ma vi è anche gente che, conscia di aver parcheggiato sulle strisce blu senza il grattino, anche non trovando nessuna notifica, si reca presso l’ufficio preposto per chiedere notizie circa eventuali sanzioni ricevute. Purtroppo neanche questa cosa potrebbe salvare dalla sanzione di 34 euro i poveri malcapitati dato che le matrici dei blocchetti utilizzate dagli ausiliari per le loro notifiche sono depositate presso la sede della “Multiservizi”. Lucivero non si è fermato alla sola lettera di protesta. Sentito un legale, è venuto a conoscenza che sono innumerevoli le cause in Italia per la questione posteg-

gi a pagamento, che sono stati definiti addirittura illegittimi da una sentenza del 27/03/2006 del Giudice di Pace di Roma, il dott. Romano, che ha ribadito come le strisce blu poste all’interno della carreggiata violino l’art.7 comma 6 del C.d.S. (Codice della Strada) D.lgs n. 235 del 30/04/1992. Di conseguenza tutte le multe elevate per questa infrazione risulterebbero illegittime. Si auspica che il Comune di Molfetta abbia voglia di fare chiarezza circa la questione e cominci a pensare seriamente a rimodernare un sistema ormai vecchio, pieno di cavilli burocratici, che non fa altro che mettere a dura prova la pazienza dei cittadini. In una città definita dai suoi stessi amministratori turistica e all’insegna del progresso è il minimo che ci si possa attendere. Francesco Tempesta


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In Città

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Ex militari: possibilità di lavoro Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1502

Anche a Molfetta sono tanti i giovani congedati dalle Forze Armate e in cerca di occupazione. Ecco un’interessante novità. “Le chiamate per lo svolgimento del servizio di leva obbligatorio sono sospese, a decorrere dal 1° gennaio 2005”. È quanto detta la legge del 23 agosto 2004, n. 226. Con il provvedimento legislativo numero 331 del 14 novembre 2000 arriva un’innovazione nelle Forze Armate: i militari di truppa diventano un corpo volontario, formato da uomini e donne professionisti, a cui vengono ampliate le funzioni. Oltre alla difesa del territorio dello Stato Italiano, hanno il compito di operare e intervenire nei teatri caldi in cui necessita la tutela della pace e della sicurezza. Con la sospensione della leva obbligatoria, nelle Forze Armate si è creato un vuoto di uomini. Per colmarlo generalmente ogni anno il Ministero della Difesa stabilisce, con bandi concorsuali, il reclutamento di volontari. Per illustrare le promozioni dei reclutamenti: selezione VFP1, concorsi VFP4, iscrizioni a scuole e accademie militari, e per avvicinare i cittadini alle istituzioni militari, l’Esercito esce dalle caserme e organiz-

za manifestazioni di piazza, conferenze nelle scuole, seminari, mostre. Ragazzi e ragazze si possono arruolare con la prerogativa, dopo aver prestato almeno un anno di servizio, di optare tra la carriera militare o il congedo. Col progetto “Sbocchi Occupazionali” – promosso dal Ministero della Difesa – si vuole tener fede alla promessa di non lasciare soli i militari congedati con merito, ma agevolarli e aiutarli a trovare un’occupazione stabile sia nella Pubblica Amministrazione, dove per legge si ha diritto ai posti riservati (VFP4 Volontari ferma prefissata 4 anni – VFB Volontari ferma breve 3 anni), che nell’impresa privata. Il 14 ottobre presso la Caserma “Picca” di Bari il Comando Militare Esercito “Puglia”" e la Confcommercio di Bari hanno siglato un protocollo d’intesa. Obiettivo: facilitare l’incontro tra domanda e offerta lavoro. L’iniziativa prevede l’inserimento di una banca dati: SILD (Sistema Informativo Lavoro Difesa) presso la Sezione Collocamento ed Euroformazione, ubicata nella ca-

serma “Picca” Bari. Qui un consulente raccoglie i dati necessari per la compilazione di un curriculum vitae utile per quei militari, ora civili, in cerca di occupazione, tenendo conto dell’attitudine e della professionalità che intendono intraprendere. Nel medesimo tempo le imprese interessate potranno accedere al database per cercare i profili lavorativi di cui hanno bisogno. Lo stesso ufficio militare, fungendo da mediatore, provvederà a organizzare colloqui

di orientamento e incontri tra aspiranti lavoratori ed eventuali datori di lavoro. Il Comando Militare Esercito “Puglia” ha siglato lo scorso anno, con la Regione Puglia, un protocollo d’intesa in cui si stabiliva, tra gli altri obblighi, una riserva pari al 10% di posti disponibili per la frequenza di corsi professionali, di riqualificazione, tirocini, aiutare l’inserimento nel mondo del lavoro. Pantaleo de Trizio


giovedì 29 ottobre 2009

Cultura & Spettacoli

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Teatro Petruzzelli: ritorno al passato Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1503

È tornato a splendere il teatro dei baresi. La riapertura nel corso di una serata magica documentata anche dalle immagini de “il Fatto”. negli studi di Cinecittà a Roma. Il teatro è rinato esattamente com’era nei suoi spazi fondamentali ma con strutture all’avanguardia, adeguate sia sotto il profilo della sicurezza che delle tecnologie impiantistiche e scenotecniche. Ricostruito può accogliere 1482 spettatori, 450 dei quali in platea e i restanti 1032 nei sei ordini di palchi e gradinate. È dotato di un sistema di rilevamento e spegnimento dei focolai di incendio che copre tutti i settori, anche quelli non accessibili come l’intercapedine tra cupola esterna e controcupola interna e il plenum posto al di sotto della platea. Notevolmente migliorato anche il confort degli spettatori grazie all’installazione di un impianto di aria condizionata caldo/freddo e di ascensori che garantiscono la piena accessibilità del teatro anche ai cittadini diversamente abili. Le sedute sono state fornite dalla Frau mentre il sipario e gli arredi dalla TMA, ditta che ha curato anche le dotazioni della Scala di Milano. Particolare attenzione è stata posta per garantire l’acustica ideale: la cupola interna è stata realizzata con una struttura in legno lamellare, “appesa” alla cupola esterna in ferro, e trattata con intonaco acustico su pannelli isolanti. La platea poggia su un sistema di travi in legno lamellare ed è interamente realizzata in legno. Il sistema palcoscenico è Dopo esattamente diciassette anni da tro Petruzzelli hanno avuto inizio nel stato adeguato alle più recenti esigenze di tipo

quel terribile rogo che lo divorò completamente tra la notte del 26 e 27 ottobre 1991, il Teatro Petruzzelli di Bari torna a risplendere davanti agli occhi di adoratori e appassionati. Un ritorno all’antico splendore celebrato in una serata magica (documentata anche dalla telecamera de “il Fatto” che ha realizzato uno speciale visibile nella sezione web tv del nostro sito) nel corso della quale i baresi e non hanno potuto riappropriarsi del loro teatro assistendo ad una meravigliosa serata di musica nel corso della quale ha avuto un ruolo da protagonista la cantante lirica molfettese Sara Allegretta che, dopo aver preso parte al concerto per la riapertura del teatro “la Fenice” di Venezia, ha bissato con il Petruzzelli. I lavori per la ricostruzione del tea-

giugno del 2007 e, come da programma, sono stati ultimati il 6 dicembre 2008. Il cantiere ha visto costantemente all’opera circa 120 operai di età compresa tra i 30 e i 35 anni, oltre ai circa 30 modellatori e restauratori, coordinati da tre architetti: Giorgio Funaro, Maurizio Lorenzoni e Nunzio Tomaiuoli. Il gruppo ha operato in un laboratorio di 2000 metri quadrati appositamente attrezzato a Bari per ricreare tutti gli elementi seriali dell’apparato decorativo del politeama. La ricostruzione degli elementi decorativi è avvenuta nel pieno rispetto degli originali andati distrutti nell’incendio, un risultato reso possibile dalla ricca documentazione fotografica esistente e dall’utilizzo di frammenti recuperati e catalogati dopo l’incendio tra i ruderi del teatro. Il gruppo scultoreo dell’arco di proscenio, invece, è stato realizzato nel laboratorio di scenotecnica “Studio De Angelis”

scenotecniche: è stata ampliata la graticcia e sono stati previsti tiri (motorizzati e contrappesati) con passo di 36 centimetri. Il palco, di 620 metri quadrati, è di tipo completamente sbotolabile, la fossa orchestrale è stata ampliata e dotata di pedane mobili, modulari e motorizzate, che consentono, a seconda delle esigenze, anche di ampliare la scena o aumentare il numero dei posti in platea. Oltre alla regia centrale, posta al quarto ordine, sono state previste due ulteriori postazioni di regia: una sul palcoscenico e una seconda a fondo sala. Tutti i sistemi di controllo luci e suono sono computerizzati. È stata inoltre realizzata un’intercapedine che corre lungo tutto il perimetro del teatro consentendo di distribuire dall’esterno tutte le reti impiantistiche le cui centrali sono poste nell’interrato realizzato sotto il piazzale sul retro del teatro. E, infine, il teatro Petruzzelli vanta oggi un sistema di proiezione ad alta definizione sui campi della cupola un tempo occupati dall’affresco di Armenise. È stata affidata all’artista Gianfranco Iannuzzi, che opera tra Venezia, Parigi e Tokio, la creazione di un “affresco dinamico” che consente la proiezione di un’elaborazione del dipinto originario distrutto nel 1991 dalla violenza dell’incendio.

Marilena Farinola


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Cultura & Spettacoli

giovedì 29 ottobre 2009

Da Molfetta a Kos per ricordare i caduti Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1504

Una “Campana del Ricordo” sarà portata nell’isola greca per onorare la memoria dei militari caduti. Ha avuto luogo il 9 ottobre scorso, a Spigno Saturnia, cittadina di circa 3.000 abitanti in provincia di Latina, la cerimonia commemorativa “Tra Cefalonia e Kos” in memoria degli ufficiali, sottufficiali e militari della Divisione “Acqui” e “Regina” che, obbedendo ad un preciso ordine dello Stato Maggiore dell’epoca, combatterono contro l’esercito tedesco all’indomani dell’8 settembre 1943 e per questo, dopo l’inevitabile resa, furono uccisi per l'onore della Patria. Nella circostanza, con lo scoprimento e la benedizione della Stele in bronzo in memoria dei Fanti della Divisione “Acqui”, caduti o dispersi nelle isole greche di Cefalonia e Kos, unitamente alla Commemorazione dei Caduti, è stata conferita al Gonfalone del Comune di Spigno Saturnia la Medaglia d’Argento al Merito Civile per gli eventi bellici 1943-44, durante i quali la cittadina venne interamente distrutta dai bombardamenti, subì l’occupazione tedesca e la fucilazione di inermi cittadi-

ni. Con l’arrivo degli alleati il paese fu ancora pesantemente provato da numerosi atti di efferata violenza da parte delle truppe marocchine. Particolarmente sentito è stato un passaggio dell’intervento del Presidente della Provincia di Latina che ha voluto nominare tutti i Caduti a Cefalonia e Kos originari della provincia. La cerimonia rientra in un “percorso della memoria” e rappresenta la decima tappa nel corso della quale vengono resi gli onori ai caduti del secondo conflitto bellico, con riferimento ai caduti di Cefalonia e di Kos. La cerimonia, curata interamente dalla Provincia di Latina, riveste carattere di particolare solennità perché la Provincia ha esteso la propria testimonianza a tutti i caduti e dispersi della Divisione Acqui a Cefalonia e ai 103 ufficiali della Divisione “Regina” che vennero passati per le armi dai tedeschi nell’Isola di Kos. Il Generale di Corpo d’Armata Francesco Tarricone, ha avuto in consegna dal Presidente della Pro-

vincia le due Campane del Ricordo realizzate dall’Antica Fonderia Marinelli di Agnone che saranno successivamente collocate a Cefalonia e Kos. Le campane sono state benedette dall’Arcivescovo di Gaeta, Mons. Bernardo D’Onorio, assistito dal cappellano militare Don Claudio Recchiuti. È necessario ricordare che tra gli invitati è stato presente il dottor Michele Spadavecchia, presidente della Ass. Culturale “Eredi della Storia” ed il col. P. Liuzzi che insieme organizzarono a Molfetta nel novembre 2008 un Convegno su “Kos, una tragedia Dimenticata”, derivato dal titolo del libro di cui il col. Liuzzi è autore. Ebbene, durante quel convegno il dottor Spadavecchia si è impegnato personalmente affinché la Città ricordi l’arduo compito di alcuni concittadini che partirono per quell’isola, per bonificare le locali paludi salmastre e farne un terreno fertile e rigoglioso. Ben 12 nuclei famigliari, composti da 6-8 persone (padri, mogli, figli) fondarono un

villaggio agricolo in località Lambi a pochi chilometri di distanza dal capoluogo dell’isola. Rimpatriati per eventi bellici la terra ritornò paludosa e sterile ma su quei terreni furono poi fucilati per rappresaglia 103 ufficiali italiani dopo aver lottato contro le forze tedesche nei giorni seguenti l’ armistizio dell’ 8 settembre 1943. Il colonnello Liuzzi e il dottor Spadavecchia, con insistenza e perseveranza, hanno ottenuto che una campana del ricordo, oggi depositata presso la caserma del reggimento Brigata Bari/ Regina di Trani, venga trasferita nel cimitero italiano di Kos. Le autorità greche hanno dato il loro benestare all’unanimità ed ora è il turno delle nostre autorità locali provvedere a porre tra gli argomenti da discutere in Consiglio Comunale il trasferimento della campana e continuare ad alimentare il rapporto Molfetta-Kos per un gemellaggio tra le due cittadine. m.s.


Recensione

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Il SegnaLibro. Zoo o Lettere Non d’Amore Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1505

“Il conférencier risulta l’eroe, il cui destino congiunge le singole parti dell’opera. In un teatro ceco, di questo tipo di divertissement mi capitò di vedere un altro procedimento, applicato già da tempo nei circhi. Un clown alla fine del programma mostra tutti i numeri, parodiandoli e smascherandoli. Per esempio, i giochi di prestigio li fa vedere volgendo la schiena al pubblico, che vede dove va a finire la carta sparita”. Viktor Šklovskij, Zoo o lettere non d'amore, tr. it. Maria Zalambani, Palermo, Sellerio 2002, pp. 188.

In risposta al severo monito “Forse il tuo amore è grande, ma non è gioioso” e al più crudele tra i divieti – “Smetti di scrivere quanto, quanto, quanto mi ami, perché al terzo ‘quanto’ comincio a pensare a qualcos’altro” – Victor confeziona per la sua amata Alja ventuno lettere che divagano sul mondo letto, visto e vissuto: una misce-

la bilanciata di parole e pensieri sul parlare d’altro per non parlar d’amore che distilla il più innamorato e sincero dei romanzi epistolari. È il 1923 e Victor, un infelice e disilluso trentenne in esilio dalla Pietrogrado bolscevica e dalla patria della poesia, arriva a Berlino “come un cane lanoso ai tropici” e si stabilisce nei pressi dello Zoo. S’innamora di Alja e inizia a scriverle lettere a senso unico, esonerandola da ogni convincimento a ricambiare il suo amore e distraendo i suoi sentimenti in modi diversissimi: racconta della vita nella città tedesca dei giovani esiliati russi, colmi di nostalgia per la patria, frappone una serie di aneddoti dal sapore futurista sul mondo di ghisa e ferro di automobili e nodi ferroviari, o si concentra su puntuali analisi critiche di storia letteraria. Come nelle riflessioni sul senso di trazione della storia che scaturiscono dal confronto della trazione di una quattro ruote Fiat con una Mitchell o nella quarta lettera, forse la più lirica e coinvolgente, interamente dedicata alla vita e alla poesia di Vaelemir Chlebnikov, “presidente del globo terrestre” – dall’iscrizione incisa

sulla sua tomba. Si parla di ogni cosa nelle lettere. Alcune sono firmate da Alja, altre sono solcate da una croce rossa perché non vanno lette: un inganno retorico, che se inizialmente risulta straniante per il lettore, ben presto lo coinvolge nel gioco narratologico e divertito del formalismo russo, di cui Šklovskij è maestro indiscusso. Un romanzo inevitabilmente autobiografico, dove la condizione esistenziale dell’emigrato esule sofferente si sovrappone alla fragilità dell’innamorato costretto ad abbandonare persino le sue parole d’amore; una scrittura ingabbiata ma capace di mostrarsi libera quando urla che “sono proibiti i fiori, la luna, gli occhi e intere serie di parole che parlano di ciò che è piacevole a vedersi”. Lettere che si formano sull’artificio della negazione e del rifiuto: quale migliore dichiarazione d’amore? Viktor Šklovskij, nato a Pietroburgo nel 1893 e morto a Mosca nel 1984, critico letterario e scrittore, è stato uno dei maggiori rappresentanti del formalismo. Una volta ha scritto: “L’arte poetica è rendere strano l'oggetto descritto. Le

persone che vivono in riva al mare s'abituano talmente al mormorio delle onde che non lo sentono mai. Così come noi sentiamo appena le parole che pronunciamo... noi non ci guardiamo gl'uni gl'altri, ma spesso neanche ci vediamo. La nostra percezione del mondo è svanita, non ne resta che la semplice azione di riconoscere”. a cura di Angela Teatino


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Sport

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Avvio positivo per l’Hockey Club

Real, matricola terribile

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Una vittoria ed una sconfitta di misura per i ragazzi Doppia vittoria per gli uomini di mister Lupone che si del presidente Massimo de Palma. confermano nei piani alti della graduatoria.

Dopo settimane dedicate alla preparazione atletica e hockey più parlato che giocato, ha finalmente preso il via il campionato di Serie A1 che vede il Goccia di Sole Molfetta tra le formazioni accreditate a recitare un ruolo da protagonista nel più importante torneo nazionale. I biancorossi allenati da mi-

ster Josè Vianna, dopo aver provato schemi e automatismi nelle gare valide per il torneo di coppa Italia, si sono confrontati immediatamente con due avversari dalle indubbie qualità. Il ghiaccio è stato rotto nella gara interna del 17 ottobre contro i toscani del Viareggio. Una partita in cui i molfettesi l’hanno spuntata con il risultato di 4 a 1 grazie alle tre marcature di Cirilli e all’assolo di Ambrosio mettendo in pista tanto cuore e tanta grinta oltre che un gioco spumeggiante ed aggressivo. Proprio come piace all’allenatore venuto dal Sud America. Una prestazione che ha meritato gli applausi del pubblico presente e del sempre “critico” presidente de Palma. Meno bene è andata invece nella prima trasferta esterna stagionale. A Valdagno, contro la squadra da tutti indicata come la più forte del torneo, i molfettesi hanno ceduto solo per 2 a 1 dopo aver venduto carissima la pelle e meritando i complimenti anche degli avversari. I prossimi impegni per i pattinatori del “don Sturzo”, saranno il 31 ottobre in casa contro gli storici rivali del Giovinazzo e il 7 novembre in trasferta contro il Bassano 54.

Forse sarà prematuro ma già qualcuno ha cominciato a chiamarla “matricola terribile”. Certo è che il Real Molfetta inizia a stuzzicare le fantasie di addetti ai lavori ed appassionati di calcio a 5. I ragazzi di mister Lupone dopo l’ottimo esordio in campionato contro il Loreto, hanno detto a chiare lettere che la vittoria iniziale non è stata un caso. Lo hanno ribadito sciorinando nelle successive due gare un gioco fatto di tecnica, qualità e tanto agonismo. Con due vittorie che hanno dimostrato quanto il gruppo stia dando chiari ed ampi segnali di crescita. Nell’incontro del 17 ottobre contro un Modugno giunto al “PalaPoli” con il chiaro obiettivo di portare via i tre punti, ci hanno pensato Rodrigo Rosa con la sua personale tripletta e Marengo a chiudere l’incontro sul 4 a 1 per la gioia dei numerosi sostenitori locali. Sostenitori che non hanno fatto mancare il loro affetto nemmeno nella vittoriosa trasferta di sette giorni dopo contro il Team Matera sconfitto per 2 a 1 grazie alla doppietta di Perrusi. Sabato prossimo, il

31 ottobre, i biancorossi torneranno di scena in casa ospitando il Barletta, poi il 7 novembre nuova trasferta pugliese in quel di Manfredonia.

Virtus: finalmente la vittoria Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1508

Due punti che non servono però a scacciare il fantasma della crisi. Nemmeno la vittoria “strappata” per i capelli sul neutro di Barletta contro il San Severo può servire per scrivere la parola fine alla crisi che da inizio stagione sta interessando la Nuova Virtus Basket Molfetta. La squadra guidata da coach Sergio Carolillo non riesce ancora a far vedere di che pasta è fatta e le umiliazioni subite nelle prime quattro giornate di campionato non possono certamente venire riscattate da una vittoria conquistata quando oramai tutti si attendevano il quinto stop consecutivo. Ma, andiamo con ordine. Dopo le “scoppole” subite da Matera,

Perugia ed Ostuni, i biancoazzurri guidati in campo da Andrea Maggi hanno ancora una volta alzato bandiera bianca nella sfida interna del 18 ottobre contro i siciliani dell’Agrigento. I molfettesi, avanti anche di 16 punti e in vantaggio fino a metà dell’ultimo quarto, decidevano di spegnere improvvisamente il motore ed assistere alla vittoria degli ospiti, giunta puntuale con il risultato di 69 a 75 di fronte ad un pubblico “scandalizzato” per la pochezza mentale, tecnica e tattica vista in campo e per la incapacità da parte della panchina di trovare i giusti correttivi ad una

gara che si stava perdendo di mano. Risultato ancora uno zero in classifica e nubi scure sul futuro dell'allenatore monopolitano alla guida dei molfettesi da sei stagioni. Un futuro in cui si vede qualche debole schiarita solo all’indomani dei primi due punti conquistati grazie ad un vero e proprio “miracolo” chiamato Maggi. Il capitano, per la prima volta in questo campionato al top delle sue possibilità, era il vero trascinatore di una squadra che, partita bene, stava rischiando di perdere l’incontro con i foggiani all'ultimo secondo. La tripla mancata dei pa-

droni di casa sul risultato di 78 pari e il successivo canestro del play di Gorizia erano i momenti più importanti di un incontro a tratti largamente dominato dal Molfetta fino al consueto stop che oramai caratterizza la squadra. Domenica prossima, il primo novembre, Molfetta tornerà a giocare in casa contro i siciliani del Barcellona: bisognerà vincere ancora a tutti i costi. Poi sette giorni dopo trasferta a Ruvo per un derby che forse avrà perso lo splendore delle passate stagioni ma che in ogni caso entrambe le formazioni avranno tanta voglia di conquistare.


Sport

giovedì 29 ottobre 2009

Liberty: che ti succede? Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1509

La squadra di mister del Rosso con le polveri bagnate. Perso il primato in classifica è ora necessario tornare a raccogliere punti importanti. È una Liberty Molfetta a corrente alternata quella esibitasi sul rettangolo verde negli ultimi quindici giorni. Dopo una partenza lanciata capace di proiettare i biancorossi di mister Vincenzo del Rosso al vertice della classifica, ecco l’improvviso rallentamento e la testa della graduatoria lontana tre lunghezze. Messo per il momento da parte il torneo di Coppa Italia, con i biancorossi qualificatisi per le semifinali dopo aver superato anche nella gara di ritorno dei quarti il Locorotondo per 3 a 1, l’interesse di tutto l’ambiente è rivolto al campionato. I molfettesi nelle ultime due uscite hanno racimolato la miseria di un punto. Nella gara interna del 18 ottobre, contro un Taurisano non certo irresistibile, ecco arrivare l’inattesa sconfitta per 2 a 0. I salentini avevano la meglio sui molfettesi imponendo il loro gioco e non concedendo alcuna possibilità agli attaccanti Suarez e Caracciolese apparsi comunque con le polveri bagnate.. Man-

canza di gioco e soprattutto difficoltà nel finalizzare alla base anche del pareggio di sette giorni dopo contro i giovanissimi del Corato. Solo una bella rete di Loseto ha consentito alla Liberty di non capitolare per la seconda volta consecutiva dopo essere passata in svantaggio con la rete dell’ex molfettese Cesareo. Adesso è necessario invertire la rotta e tornare a conquistare il bottino pieno nelle prossime due gare. A cominciare dal sentito derby contro il Bisceglie in programma il primo novembre. Gli ospiti giungeranno in città senza la tifoseria cui verrà vietata la trasferta. La Liberty dovrà puntare a bissare l'ottima prestazione contro i nerazzurri sfoderata nel match valido per la Coppa Italia. Poi si potrà pensare alla trasferta del 8 novembre: ad Altamura contro il Real non è difficile prevedere che i molfettesi dovranno sudare le proverbiali sette camice per avere la meglio sull'ostico avversario.

L’Azzurra reagisce, la Pallavolo si ferma Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1510

Le ragazze della Matera vincono contro il Benevento dopo lo stop di Sarno. Prima sconfitta in campionato per gli uomini di Lorenzoni. Copertina del mondo pallavolistico molfettese dedicata alle ragazze dell’Azzurra Volley che in meno di quindici giorni conoscono la sconfitta e poi tornano alla vittoria ma, soprattutto, ad essere consapevoli dei notevoli mezzi di cui sono padrone. Le ragazze allenate da Annagrazia Matera perdono il match contro le forti rivali del Sarno per 3 a 0 (parziali 25-22, 25-17, 25-12) causando la rabbiosa reazione del presidente Vincenzo Giancaspro, rammaricato non tanto per la sconfitta, quanto per la mancanza di reazione psicologica messa in campo dalle sue atlete. Una reazione che società e staff tecnico avevano chiesto arrivasse già nell'incontro di sette giorni dopo contro l’Associazione Volley Benevento. Un incontro interpretato dalle padrone di casa nel migliore dei modi e conquistato con un rotondo e importante 3 a 0 (parziali 25-19, 25-20, 25-15). Prova del

nove per le molfettesi nelle prossime due settimane. Il primo novembre importante match ad Oria poi il 7 si torna in casa per sfidare l’A. Potenza, squadra attualmente nella parte alta della classifica. Sul fronte maschile a fare notizia è invece la prima sconfitta per la Pallavolo. Dopo la vittoria del 17 ottobre per 3 a 0 (parziali 19-25, 17-25, 22-25) nella trasferta laziale contro i giovani del Blue College, mister Lorenzoni e compagni hanno alzato bandiera bianca contro l’Atripalda, allontanandosi così dalla testa della classifica ma senza perdere di vista l’obiettivo promozione. I molfettesi sono quindi tornati a casa con un “doloroso” 3 a 0 (parziali 2521, 27-25, 25-16) sul groppone e soprattutto con la riprova che nessuno è invincibile. Obiettivo vittoria nelle prossime due gare: si comincia sabato 31 ottobre ospitando il Gela poi, dopo la giornata di riposo del 8

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HOCKEY

BASKET

Serie A1

Serie A dilettanti

Bassano 54 Valdagno R. Bassano Sarzana Giovinazzo A. Lodi Seregno Viareggio Follonica MOLFETTA Forte dei Marmi Trissino Berganze Correggio

6 6 6 6 3 3 3 3 3 3 0 0 0 0

Palestrina Ferentino Perugia Ostuni Siena Agrigento Trapani San Severo Matera Barcellona Sant’Antimo MOLFETTA Ruvo Potenza

10 10 8 8 6 4 4 4 4 4 2 2 2 0

PALLAVOLO Serie B1 Maschile Turi E. Gela Atripalda MOLFETTA Reggio Calabria Chieti Ortona Galatina Brolo H. Gela Casoria Potenza Alberobello Blue College Catania

Serie B2 Femminile 18 16 15 14 8 8 8 7 6 6 6 6 4 4 0

Sarno Napoli Arzano San Pietro V. A. Potenza Battipaglia MOLFETTA L. Altamura A. Benevento Taranto Oria L. Potenza V. Benevento Acquaviva V. Altamura Salerno

CALCIO A5

CALCIO

Serie B Pescara D. Matera MOLFETTA Modugno Ortona Barletta T. Matera Loreto Giovinazzo Bisceglie Venafro Manfredonia Altamura

16 14 13 12 12 12 12 11 11 9 6 5 5 4 2 0

Eccellenza 12 9 9 7 7 7 6 3 2 2 2 1 0

Nardò Terlizzi Copertino MOLFETTA Lucera Manduria Bisceglie Trani Sogliano Casetellana Corato Cerignola Taurisano Massafra Maglie Locorotondo Altamura Tricase

21 20 18 18 18 18 16 15 15 14 11 10 10 10 8 7 5 3


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Benessere e Salute

giovedì 29 ottobre 2009

Mangiando bene si vive meglio

Yoga: ginnastica alternativa?

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Con il metodo Naturhouse puoi risolvere i tuoi problemi di soprappeso in maniera graduale, efficace e definitiva. Anche a Molfetta Naturhouse, un servizio di consulenza alimentare che rappresenta un’interessantissima novità nel campo della Nutrizione e della Dietetica. Più di tre milioni di clienti soddisfatti, più di 1700 centri già operanti con successo tra Europa e America, ed un ritmo di crescita esponenziale costituiscono un ottimo biglietto da visita per un metodo lanciato appena nel 1997 da un gruppo consolidato, già operante nel settore dal 1989. “Abbiamo intrapreso l’avventura in Italia nel 2005 e ad oggi contiamo già più di 100 centri” dichiara soddisfatta Floriana Camporeale, affiliata e consulente Naturhouse. “La mission del sistema Naturhouse è l’educazione alimentare” continua “l’obiettivo è risolvere i problemi di sovrappeso in maniera graduale ma definitiva, attraverso un percorso di rieducazione alimentare, la cui efficacia è ottimizzata da complementi dietetici venduti esclusivamente presso i centri Naturhouse”. “A seguito di un’attenta valutazione delle abitudini alimentari del cliente e dopo aver concordato assieme a lui l’obiettivo del dimagrimento, realizziamo un programma dietetico ottimizzato, che abbinato agli esclusivi prodotti Naturhouse, consente di raggiungere il peso forma in maniera graduale ma definitiva e, soprattutto, senza fatica.” Tutti i prodotti Naturhouse sono basati su principi attivi di origine naturale e la loro efficacia è tanto maggiore quanto più il cliente si attiene scrupolosamente ai consigli dietetici, dispensati dal professio-

nista Naturhouse e viceversa. Una volta raggiunto il peso forma il consulente nutrizionista fornisce un programma di mantenimento che, unitamente agli insegnamenti di educazione alimentare acquisiti attraverso il sistema Naturhouse, consentono al cliente di mantenere il benessere psicofisico raggiunto per tutta la vita ed è questo il valore aggiunto più prezioso del Metodo Naturhouse. Prendersi cura di sé è fondamentale, ma la base deve essere un’alimentazione razionale, sana ed equilibrata; per questo motivo le persone che si rivolgono ai Centri Naturhouse imparano a rendersi conto dei vantaggi di un'alimentazione corretta attraverso la rieducazione delle abitudini alimentari e dello stile di vita. La filosofia Naturhouse è quella di creare piani alimentari ottimizzati in accordo con ogni particolare esigenza dei suoi clienti, per raggiungere l'obiettivo di ridurre e controllare il peso. Il segreto dichiarato è insegnare a mangiare per non ingrassare di nuovo grazie ad esperti in nutrizione e dietetica, che personalizzano l’alimentazione e offrono un servizio su misura per ogni cliente. La grande diffusione mondiale dei centri Naturhouse è dovuta all’estrema efficacia del sistema e alla qualità dei prodotti, punto di forza è la professionalità delle Consulenze Nutrizionali (sempre a titolo gratuito), che consentono di ottenere ottimi risultati attraverso un piano alimentare equilibrato integrato dagli esclusivi complementi e dalla continuità del confronto con la Consulente Nutrizionista attraverso incontri settimanali basati sulla rieducazione alimentare.

Nel mondo occidentale molte delle fantasie e dei luoghi comuni più diffusi sullo Yoga riconducono all’idea del rilassamento magari conquistato attraverso un percorso quasi etereo, che affonda le proprie radici e trae nutrimento da una filosofia ed un modo di vivere tutto sommato parecchio distante dal nostro e che forse proprio per questo intimorisce, perché sembra bisbigliare la necessità di abbracciare uno stile di vita altro che non ci appartiene rimandando a qualcosa che non si sa bene se annoverare tra le religioni orientali o tra i riti esoterici. Patanjali, un grande maestro vissuto in India nel II secolo A.C. (datazione incerta), spiega: “Quando l’attività mentale cambia, quando la mente diventa più attenta e concentrata e completamente interiorizzata, allora si realizza lo stato di Yoga”. Questo stato si raggiunge gradualmente e poiché per la cultura orientale il corpo e la mente sono due delle tre componenti (corpo-mente-spirito) indissociabili dell’individuo, si giunge

a modificare gli stati mentali partendo da ciò che abbiamo di più facile da manipolare: il corpo. Si comincia così a praticare, a piccoli passi, “sperimentando” il corpo in movimento, prima e in posizioni statiche (Asana) poi, usando più propriamente il respiro che veicola l’energia (Prana). Al termine di ogni seduta il praticante sente che l’energia del proprio corpo si è accresciuta. Chi pratica Yoga in maniera costante stabilizza la propria energia su valori più alti, aspetto che può essere collocato a pieno titolo tra le forme di prevenzione contro molte malattie e, talvolta, persino tra le terapie. Praticando, quindi, si interviene sui molteplici aspetti della persona, con l’obiettivo ultimo, sottinteso nella definizione, della piena realizzazione del Sé attraverso il controllo delle attività mentali. Chiunque può praticare Yoga e ognuno, calibrandolo sulle proprie possibilità, potrà conseguirne benefici. Si può paragonare il percorso dello Yoga ad una strada da esplorare: lungo il suo tragitto, man mano che si pratica, si scoprono cose nuove su sé stessi e sugli altri, sulle relazioni che legano l’individuo alla Natura ed agli altri esseri umani. È una strada fertile, ricca di novità piacevoli in cui ci si imbatte nei “doni” elargiti da un corpo e da una mente che diventano sempre più “uniti”. Lo Yoga, per queste sue caratteristiche, è una disciplina libera da legami con religioni e filosofie riconducendosi ad un’unica convinzione: quella di praticare per il proprio benessere psicofisico.


Oltre la Realtà

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I fantasmi: un mistero eterno Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1513

Sommario: Comincia con questo numero de “il Fatto” l’appuntamento quindicinale con il “paranormale”. Per tentare di spiegare, di far capire o semplicemente di stimolare la curiosità dei lettori.

Da tempi immemorabili stuzzicano le fantasie dell’uomo, ispirando leggende e racconti da brivido. Spaventosi o irriverenti, invadenti o riservati che siano, essi si portano dietro il proprio carico di tristezza, storie, amori e tragedie. I fantasmi, apparizioni o manifestazioni che gelano il sangue di chi li vede e metto-

no a dura prova le convinzioni dei più scettici. Proviamo a capire le cause di un fenomeno, documentato anche fotograficamente, che attrae sempre più curiosi ma con il relativo rispetto verso una questione che potrebbe andare ben oltre le nostre limitate e cieche menti. La teoria negazionista archivia le manifesta-

zioni ectoplasmatiche (come vengono anche definite) come frutto di menzogne o semplicemente spiegabili mediante le leggi della fisica e della natura. Purtroppo questo tipo di spiegazione dimostra soltanto che molte volte la scienza è soffocata dal suo ragionamento dogmatico e troppo razionale. Alcuni studiosi defi-

niscono i fantasmi frutto di proiezioni mentali telepatiche da parte di individui particolarmente sensibili. Questa teoria potrebbe essere applicata solo ad alcuni tipi di apparizioni, ma come si spiegherebbero la comparsa dal nulla di oggetti, di figure umane appartenenti ad epoche passate, di urla strazianti e di terrificanti frastuoni? Sono proprio queste caratteristiche che fanno sì che il mistero degli spettri possa essere ancor oggi inafferrabile dalle nostre “umane” teorie. Non è, invece, così improbabile la tesi di diversi tecnici, fra cui illustri scienziati, che questi fenomeni possano ricollegarsi a spiriti di gente ormai defunta rimasti “indietro” (stay behinds) durante il trapasso in un'altra vita. Questo stato è attribuito soprattutto a casi di morte violenta in cui il malcapitato comincia vagare nei luoghi in cui è spirato senza tuttavia essere a conoscenza di essere morto. Ma per quante ci si sforzi, le varie teorie rimangono sempre incomplete e non spiegheranno mai a fondo il fenomeno. Un giorno, forse, ci avvicineremo alla verità ma questo lo scopriremo solo, ahimè, “morendo”! Francesco Tempesta

Le apparizioni molfettesi di Casale Navarino Casale Navarino (nella foto) è situato a circa 9 chilometri dal centro urbano, nell’agro molfettese. Il luogo è noto per una triste vicenda avvenuta nel 1749 quando tre uomini, dopo aver chiesto ospitalità all’allora proprietario del casale, l’abate Gadaleta, lo derubarono di tutti i suoi averi. I ladri furono in seguito catturati e, per disposizione di Carlo III, furono fatti impiccare su tre alberi di ulivo all’interno del podere di Navarino. Il luogo venne chiamato da quel momento “Macchia delle Forche” o “Piscina delle lacrime”. Da allora si susseguono voci circa l’apparizione di alcuni spettri all’interno della torre e numerosi testimoni giurano di averli visti vagare fra le stanze. Una

di queste testimonianze proviene da un gruppo di tre ragazzi che riportano una storia da brividi:“Arrivati presso Navarino, notammo la presenza di un uomo e di suo figlio. I due decisero di scendere nel seminterrato della torre e noi tre li seguimmo. Sotto era buio e vi era un corridoio che terminava in prossimità di un crollo con una stretta finestra da dove filtravano i raggi del sole che creavano un effetto ottico di penombra che sfocava i contorni. L’uomo e suo figlio risalirono e noi decidemmo di fare lo stesso. In due eravamo affiancati vicino alle scale e decidemmo di avvisare l’altro nostro amico che si trovava, secondo noi, vicino alla finestra. Non distinguevamo i suoi

contorni ma, sicuri che fosse lui, lo chiamammo più volte. Il sangue si gelò nelle nostre vene quando sentimmo la sua voce provenire dal vano superiore. Quindi chi era il tizio alla fine del corridoio? Ancora oggi non ci spieghiamo l'accaduto!”. Una testimonianza, vera o presunta tale, davvero significativa. Sulla torre pende anche la credenza che, all'interno della sua chiesa sconsacrata, un tempo venissero celebrate messe nere. Verità o leggenda, è difficile attestarlo, ma è bene ricordare che in tutte le credenze popolari un fondo di verità ci sta sempre! Francesco Tempesta paranormale@ilfatto.net


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Lavoro in chiaro

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YouTube a disposizione delle università Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1514

Dopo aver riscosso grande successo negli Stati Uniti, YouTube Edu (centro educativo su YouTube) è fruibile, da poche settimane, in altri sette paesi: Italia, Francia, Olanda, Spagna, Gran Bretagna, Russia e Israele. La possibilità, utilizzando la popolare video community del web, di accedere velocemente ai canali di tutti gli atenei aderenti consente di ricercare al loro interno contenuti educativi e informativi. Tra i primi atenei italiani ad aver aderito all’inconsueta comunità di formazione universitaria, abbiamo la Bocconi e il Politecnico di Milano. I canali YouTube, messi a disposizione del

popolo di internet, costituiscono un vero e proprio luogo di dialogo e scambio formativo e informativo su scala internazionale. YouTube Edu, quindi, può essere considerata una sorta di “bacheca globale” che va ad includere contenuti di vario interesse collegabili al mondo delle università, messi a disposizione per chi è alla ricerca di informazioni sui corsi e sui campus o per i neolaureati intenzionati a mantenersi in contatto con la vita e le iniziative culturali dell’università di provenienza. Il livello di interattività risulta molto elevato nella comunità di YouTube, permette agli utenti-studenti di esprimere il grado di apprezzamento dei video. Tutto questo può essere integrato con un’argomentazione costituita da contenuti testuali o risposte tramite video con la possibilità di caricare questi ultimi su altri social network. In seguito all’acquisizione di una dimensione internazionale, i creatori del progetto YouTube Edu, stanno ideando un menù linguistico che avrà la finalità di rendere possibile all’utente la ricezione del video solo nelle lingue di sua conoscenza.

Si potrà, quindi, scegliere il proprio “canale linguistico”, oltre a poter selezionare la lingua di ricezione dei video. Inoltre, gli ingegneri informatici di YouTube, stanno provvedendo a rendere ancora più precisi i metodi di ricerca per soggetti in modo tale da facilitare ulteriormente la ricerca mediante il criterio tematico. Tale strumento potrebbe essere ad esempio utilizzato anche dai vari rettori delle università con lo scopo di instaurare un rapporto diretto con i propri studenti cogliendo così un’occasione imperdibile: annullare le distanze imposte dalla posizione gerarchica del ruolo di rettore. Tutto ciò renderebbe possibile un’interazione diretta e creerebbe un modello comunicativo non più verticale ma orizzontale. Inoltre risulta interessante notare come, tale progetto, contrariamente a quanto si possa pensare, è stato creato fuori da ogni logica del fare “business”. YouTube Edu, infatti, è un progetto formativo che deriva dal programma “20% percent time”, ideato da Google che consente ai dipendenti di Google e YouTube di dirottare una parte delle

ore di lavoro ad un progetto “extralavoro”, operando così in completa autonomia. Tutto ciò consente di avere delle motivazioni in più, realizzando una sorta di spazio collocato al confine tra pausa ricreativa e impegno produttivo. In conclusione questa “bacheca globale” rappresenta uno strumento utile non solo per gli utenti, che hanno la possibilità con un solo click di avere a disposizione tutti i contenuti informativi di tutte le università del mondo ma utilizzabile anche da parte del corpo docenti e rettori per implementare l’attuale modello comunicativo utilizzato per interagire con i propri studenti. Marco Roberto Spadavecchia L’invidia è un impulso naturale dell’uomo: ma è al tempo stesso un vizio e una disgrazia! Perciò dobbiamo considerarla una nemica della nostra felicità e cercare di soffocarla come un demone maligno. Arthur Schopenauer

Il fatto.net ha selezionato per voi dai motori di ricerca alcuni annunci di lavoro. Alcuni annunci saranno ripetuti ma vale sempre la pena consultarli tutti. Negli annunci diretti troverete gli annunci fatti direttamente alla nostra redazione. Il servizio di annunci è totalmente gratuito e la radazione non si assume alcuna responsabilità circa la bontà delle inserzioni. Per maggiori informazioni e aggiornamenti consultate il sito www.ilfatto.net nell’area OFFRO LAVORO.

ANNUNCI DIRETTI Casa editrice giuridica operante attivamente sul territorio nazionale, cerca per la sua sede di Molfetta stagisti da formare per successivo inserimento nell’organico. Per le candidature inviare i curricula a info@neldiritto.it Casa editrice giuridica operante attivamente sul territorio nazionale, cerca per la sua sede di Molfetta GRAFICO con competenze da impaginatore da inserire con contratto di lavoro part-time nel proprio organico. Richiesta massima serietà. Per le candidature inviare i curricula a info@neldiritto.it Il pub “La Pinta” in occasione dell’avvio della stagione 2009/2010 previsto per il 24 settembre, cerca CAMERIERI e CAMERIERE di età compresa tra i 20 e i 35 anni anche alla prima esperienza. Per informazioni è possibile contattare Damiano ai numeri telefonici 3455084048 o 3474719251 oppure chiamare il numero 0803344247.

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w w w . i l f a t t o . n et

IL FATTO è disponibile in questi esercizi ogni 15 giorni,puntuale come sempre il giovedì. Bar Bayron piazza Roma Bar 2000 piazza Garibaldi 66 Bar Arcobaleno banchina S. Domenico Bar Ariston via Santa Lucia 11 Bar Astoria corso Umberto 16 Bar Blues via Dante 49 Bar Byblos piazza Principe di Napoli 6 Bar Caffetteria, via Salvucci 46 Bar Camera Cafè via XX Settembre 43 Bar Cavour via Fornari 47 Bar Central piazza Vittorio Emanuele 17 Bar Crystal via F. Campanella 33 Bar degli Artisti, via Gesmundo 4 Bar del Ponte, via Ruvo 18 Bar Euro via San Francesco d’Assisi Bar Europa, via Cavallotti 10 Bar Fausta, corso Umberto 150 Bar Filisia via M. di Savoia 67 Bar Football, via la Malfa 11 Bar Gabbiano, corso Umberto 48 Bar Gardenia via Respa 12 Bar Green, via Baccarini 111 Bar Haiti via San Domenico Bar Ideal, via Terlizzi Bar Kennedy, via Germano 49 Bar la Fenice, corso Umberto Bar Le chic j’adore, via G. Salvemini 15 Bar London via Terlizzi 6 Bar Mary corso Umberto 122 Bar Mezzina, via Einaudi 6 Bar Minervini, via Pio la Torre 33 Bar Miramare banchina S. Domenico Bar Miramare, via San Domenico 9 Bar Mirror via cap. Azzarita 124 Bar Mixer Cafè 6^ strada ovest Lama Martina Bar Moka via Annunziata 68 Bar Mongelli via Baccarini 35 Bar Mongelli via cap. de Candia 30 Bar Murolo piazza Paradiso 10 Bar New Meeting, via Alberto Mario Bar Orchidea via Fornari 50 Bar Pasticceria Casa del Dolce, via S. F. d’Assisi Bar Peter Pan, via Monda 48 Bar Rio, via Bari 92 Bar Roma 2, via San Domenico 4 Bar San Marco, corso Umberto

Bar Seven via Germano 33 Bar Seventy Bar Snack, via Giovinazzo 1 Bar Sottocoperta, piazza Garibaldi Bar Spadavecchia, via Papa Montini 60 Bar Sport corso Umberto I Bar Stazione piazza Moro Bar Sweet piazza Garibaldi 32 Bar Umberto corso Umberto I Bar Universo corso Umberto I Bar Venere, via Martiri di Via Fani 6 Bar Vittoria via Alighieri 68 Baro Oasi, via Cormio 18 Bettie Page piazza Municipio 6 Biblioteca Comunale, via San Domenico Blanc la Nuit lungomare M.A. Colonna Buffetti piazza Garibaldi Caffè al Duomo via Banchina Seminario 8/10 Caffè Colorado via XX Settembre Caffè Metropolis via cap. de Gennaro 16 Caffè Silver via Fremantel 19/I Caffetteria Gonzaga via Piazza Caffetteria Manattan viale dei Crociati Caffetteria Paninoteca Grease via Molfettesi d’Argentina 75 Caffetteria Venere via Martiri di via Fani 6 Calì Caffè via Puccini 7 Cin Cin Bar via Dante Coffee Room viale Pio XI Compagnia Carabinieri via Caduti di Nassiriya Edicola “l’altra Edicola” via Terlizzi Edicola Andreula via Baccarini 67 Edicola Caputi via San F. d’Assisi 55 Edicola De Palma via Bari 1 Edicola delle Rose via Madonna della Rosa Edicola di Sciancalepore Domenico piazza M. di Savoia Edicola Gigotti via Bari 74 Edicola Grosso via Pappagallo Edicola piazza Garibaldi Edicola Spazio Libero via gen. Poli Edicola Stazione piazza A. Moro Edicola via Cormio rione Paradiso Edicola via Dante Edicola via Einaudi rione Paradiso Edicola via Fornari nei pressi Istituto Apicella

Edicola via Giovinazzo 1 Edicola via Giovinazzo 45 Edicola via Paniscotti Edicola via ten. Silvestri Edicola via Togliatti zona 167 Edicola viale Pio XI Famm Immobiliare, via de Luca 15 Farmacia Grillo, largo Sant’Angelo Flory’s Cafè via gen. Poli 3 Lido Alga Marina, ss16 Molfetta-Giovinazzo Lido Bahia, località Torre Rotonda Lido Belvedere, ss16 Molfetta-Giovinazzo Lido Lafayette, ss16 Molfetta-Giovinazzo Lido Marina Piccola, ss16 Molfetta-Giovinazzo Lido Nautilus, ss16 Molfetta-Giovinazzo Lido Nettuno, ss16 Molfetta-Bisceglie Lido Scoglio d’Inghilterra, località Torre Rotonda Mattia’s Cafè, via Dante 14 Medi Max via Terlizzi Mister Toto via Losito Mondo Casa Immobiliare, piazza Effrem 12 Note&Book Cartolibreria, via Tommaso Fiore 24 Off Street piazza Garibaldi 15 Palazzetto dello Sport “G. Poli” via Martiri di Via Fani Panificio Annese via Cappellini 28 Panificio Biancaneve via de Luca 59 Panificio Biancaneve via Molfettesi del Venezuela 41 Panificio Cangelli via cap. de Candia 49 Panificio Centrale via Respa 40 Panificio de Gennaro via cap. de Candia 155 Panificio de Pinto via Edoardo Germano Panificio don Bosco corso Fornari 36 Panificio don Bosco via Cormio 36 Panificio Europa via Rattazzi 41 Panificio Il Cugino Via D’Azeglio Massimo,91 Panificio il Forno zona 167 Panificio Jolly viale Pio 11 9/a Panificio La Sfornata via E. Fermi Panificio Minervini via Bixio 25 Panificio Non Solo Pane via gen. Poli 13 Panificio Non Solo Pane via Paniscotti 44 Panificio Petruzzella via Bovio 18 Panificio Posta via Ricasoli 29 Panificio Sant’Achille via Martiri di via Fani 15 Panificio Trionfo via ten. Fiorino 71 Parrocchia Cattedrale, via D. Alighieri

Parrocchia Cuore Immacolato di Maria via Mascagni Parrocchia Immacolata, piazza Immacolata 62 Parrocchia Madonna della Pace viale XXV Aprile Parrocchia Madonna della Rosa via C. A. Dalla Chiesa 19 Parrocchia Sacro Cuore di Gesù c.so Umberto Parrocchia San Berardino via Tattoli Parrocchia San Corrado Duomo, banchina Seminario Parrocchia San Domenico via San Domenico 1 Parrocchia San Gennaro via S. Pansini Parrocchia San Giuseppe via A. Saffi 1 Parrocchia San Pio X viale Gramsci 1 Parrocchia Santa Famiglia via Innocenzo VIII Parrocchia Santa Teresa piazza V. Emanuele 3 Parrocchia Sant’Achille via A. Salvucci Place Blanc Cafè piazza M. di Savoia 4 Pizzeria I Monelli, via Madonna dei Martiri 112 Stazione di rifornimento AGIP via Terlizzi Stazione di rifornimento Madogas via Terlizzi Stazione di rifornimento AGIP via Giovinazzo Stazione di rifornimento API Zona Artigianale Stazione di rifornimento ESSO via Bisceglie Stazione di rifornimento Q8 via dei Lavoratori Zona Ar tigianale Supermercato Granrisparmio v. M. della Resistenza Swing Pub viale Pio XI 27 Pub Flower via Giovinazzo Tabaccheria corso Umberto 74 Tabaccheria piazza Garibaldi 6 Tabaccheria piazza Roma 4 Tabaccheria via Azzarita 65 Tabaccheria via Bari 68 Tabaccheria via Fiorini 41 Tabaccheria via Fornari 66 Tabaccheria via G. Salvemini 124 Tabaccheria via Hugo 3 Tabaccheria via Madonna dei Martiri 2 Tabaccheria via Madonna dei Martiri 67 Tabaccheria via Margherita di Savoia 5 Tabaccheria via Pansini 52 Tabaccheria via Paradiso 2 Tabaccheria via Roma 32 Tabaccheria via Rossini 12 Tabaccheria via Silvestri 68 Tabaccheria viale Pio XI Tenenza Guardia di Finanza viale dei Crociati Ufficio Relazioni con il Pubblico


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Rubriche

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Consigli per una sana alimentazione FACILE

DIFFICILE

SOLUZIONI

Sudoku (giapponese: su-doku, nome completo: Su-ji wa dokushin ni kagiru) è un gioco di logica nel quale al giocatore o solutore viene proposta una griglia di 9×9 celle, ciascuna delle quali può contenere un numero da 1 a 9, oppure essere vuota; la griglia è suddivisa in 9 righe orizzontali, nove colonne verticali e, da bordi in neretto, in 9 “sottogriglie”, chiamate regioni, di 3×3 celle contigue. Le griglie proposte al giocatore hanno da 20 a 35 celle contenenti un numero. Scopo del gioco è quello di riempire le caselle bianche con numeri da 1 a 9, in modo tale che in ogni riga, colonna e regione siano presenti tutte le cifre da 1 a 9 e, pertanto, senza ripetizioni. Fonte:(it.wikipedia.org)

Il segreto di braccio di ferro Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1515

Braccio di Ferro ci ha insegnato che il ferro rende forti e che per averne tanto bisogna mangiare molti spinaci. Questo è vero, ma se avesse avuto nelle sue scatolette carne o legumi forse sarebbe stato ancora più forte. Ma vediamo perché. Innanzitutto è vero che il ferro è importantissimo per il nostro organismo: è uno di quei microelementi indispensabili per la vita. Per capirlo basta pensare alla sua funzione: è l’unico elemento in grado di prendere l’ossigeno dai polmoni ed è l’unico in grado di consentirne l’utilizzo a livello cellulare essendo associato a diverse proteine ed enzimi. Stanchezza, perdita di interessi, riduzione della concentrazione possono essere segnali di una insufficienza di questo nutriente. Nel nostro organismo il ferro viene immagazzinato e costantemente riciclato. Tuttavia ogni giorno si ha una perdita di circa 1 mg attraverso la desquamazione delle cellule intestinali, ma anche attraverso pelle e urine ed è quindi questa

la quantità che va reintrodotta. La donna ha una perdita maggiore durante il ciclo mestruale. Carenza di ferro può insorgere se si ha una aumento delle perdite come accade dopo una emorragia, in gravidanza o in altre situazioni patologiche o se l’introito è insufficiente per errata alimentazione o per patologie che ne riducono l’assorbimento. La dose di assunzione raccomandata è di circa 10 mg al giorno per gli uomini e 15 mg per le donne. Ricordiamoci però della biodisponibilità, cioè della reale quantità di ferro che da un alimento viene assorbito: fino al 35% se è di origine animale, ancora meno se di origine vegetale (2-10%). Ecco perché gli spinaci, pur essendo ricchi di ferro, ‘ce ne danno’ meno di una bistecca. Carni rosse, legumi, frutta come le prugne e verdura come gli spinaci sono in ordine decrescente gli alimenti più ricchi in ferro. Sappiate poi che la vitamina C ne aumenta l’assorbimento: un pranzo con pasta e lenticchie e una cena con bistecca e spinaci conditi con limone sicuramente ci proteggono da carenze! dott.ssa Annalisa Mira Biologa Nutrizionista


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FAVE DEI MORTI Ingredienti • • • • • •

100 gr. di mandorle pelate 250 gr. di zucchero a velo 25 gr. di farina 2 uova Buccia di limoni grattugiata Un pizzico di cannella

Procedimento Macinare le mandorle con lo zucchero molto finemente, impastare con gli altri ingredienti fino ad ottenere una pasta morbida e plastica. Con la pasta formare delle palline grandi quando una fava allungarle leggermente arrotolarle nello zucchero semolato e appoggiarle su una teglia da forno, appiattendole un poco. Cuocerle in forno a 170°c per circa 25 minuti.

Chef: de Chirico Nicolò

I CONSIGLI DELLO ZODIACO ARIETE Sarà inutile continuare a pensare se siate capaci o meno di raggiungere un obbiettivo troppo ambizioso, dovreste invece iniziare a provarci seriamente, senza troppe elucubrazioni mentali. Soltanto in questo modo scoprirete la verità, ossia se ne sarete in grado oppure no.

LEONE La vostra immaginazione potrebbe aiutarvi e fungere da stimolo per organizzare meglio la vostra vita quotidiana. Delle volte avete proprio delle idee geniali che, però, andrebbero subito messe in pratica, mentre voi lasciate tranquillamente che siano gli altri a mettere in pratica i vostri progetti.

SAGITTARIO Avrete l’occasione per potenziare alcuni rapporti con persone che vi piacciono, poiché la comunicazione è l’aspetto più importante e voi lo sapete bene. Riuscirete a capire molte sfumature del carattere delle altre persone e altrettanto queste con voi.

www.ilfatto.net IL FATTO Quindicinale gratuito di informazione

EDITORE Activa S.r.l. con unico socio

PRESIDENTE Giulio Cosentino e-mail: giulio.cosentino@gmail.com

TORO Sarebbe meglio restare fuori da alcune questioni, da alcuni affari o da alcune discussioni sulle quali non siete particolarmente ferrati e soprattutto non siete sicuri In questo modo eviterete di dovervi giustificare, di dovervi preoccupare ed infine, anche di dovervi scusare.

VERGINE Riflettere sui propri errori potrebbe essere un’attività che vi sarà molto più che utile per non commetterne più in futuro, tuttavia non sempre rimuginare sul passato aiuta il vostro umore, quindi potreste ottenere dei benefici da una parte e degli svantaggi dall’altra.

CAPRICORNO Qualcuno potrebbe leggermente risentirsi di alcune vostre impressioni lasciate senza troppo curarvene. Queste persone potrebbero non capire proprio il vostro ragionamento o le vostre affermazioni. Sarà il caso di chiarire.

DIRETTORE RESPONSABILE Corrado Germinario

Collaboratori Angela Teatino, Pantaleo de Trizio, Isabel Romano, Lella Salvemini, Marco Roberto Spadavecchia, Marilena Farinola, Francesco Tempesta, Annalisa Mira, Giordano Germinario, Beatrice De Gennaro. Registrato presso il Tribunale di Trani · aut. del 19 ottobre 2007 n. 17/07

GEMELLI Sarà bene che vi affidiate al vostro sesto senso, in quanto vi troverete a dover risolvere delle questioni che, anche se non vi riguardano, dovranno avere una fine e soltanto voi sarete in grado di trovarne una che vada bene a tutti.

BILANCIA In questo periodo siete molto attivi e avendo parecchio da fare e non potrete dedicarvi troppo al relax e ai momenti aggregativi come vorreste. Saprete ritrovare il vostro equilibrio e non sarete di peso agli altri.

ACQUARIO Non date troppo retta ai pettegolezzi che potrebbero girare sul vostro conto, dopo che siete stati avvistati in atteggiamenti ambigui, per qualcuno, con persone che solitamente non frequentate. Lasciate che si sgonfi tutto normalmente e senza intervenire.

REDAZIONE Via degli Antichi Pastifici, Zona Artigianale A/8 · Molfetta redazione@ilfatto.net

PROGETTO GRAFICO Vincenzo de Pinto

IMPAGINAZIONE NELLOPOLI.com | HIDESIGN.it

STAMPA

CANCRO È il periodo giusto per lavorare in gruppo o per condividere qualcosa tutti insieme, l’unica pecca potrebbe essere la foga di alcuni nel voler a tutti i costi far presente le proprie idee, presentandole come innovative e rivoluzionarie, migliori insomma, di tutte le altre.

SCORPIONE Non avrete alcuna scusa per non prendere sul serio le parole delle persone che vi saranno vicino e che tenteranno si spiegarvi alcune cose. Se si tratta soprattutto di questioni amorose, dovreste lasciarvi andare un tantino di più.

PESCI I vostri stessi sogni potrebbero mostrarvi quale sia la strada più dritta per raggiungerli e per realizzarli in breve tempo, senza aiuto da parte altrui. Tuttavia, chi vi vuole bene sa che deve starvi accanto, quindi potete sempre contare su di loro.

MASTER PRINTING S.R.L. VIA DELLE MARGHERITE 20/22 MODUGNO BA

CONCES. DELLA PUBBLICITA’ Ufficio Commerciale · tel. 080.3382096


Il Fatto n. 046  

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