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w w w . i l f a t t o . n et Molfetta

giovedì 7 maggio 2009

Quindicinale gratuito di informazione.

n° 35

Politica

Cronaca

Cultura

Sport

Azzollini “obbedisce”: Anna Maria Brattoli entra a far parte della giunta comunale.

È mistero sulla morte di un marittimo molfettese avvenuta nelle Canarie. Aperta una inchiesta.

Era l’11 maggio 1560: Molfetta venne risparmiata da un violento terremoto…

La Virtus Basket festeggia la vittoria dei play out e la permanenza in serie A Dilettanti.

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Inchiesta

Passato, presente e… futuro? De Scisciolo continua a lottare

Il megafono dei cittadini

Il presidente dell’Associazione Provinciale Antiracket confessa: “Ho paura ma vado avanti”. All’indomani delle minacce ricevute continua l’impegno per sostenere le vittime dell’usura e del racket delle estorsioni.

Si moltiplicano le segnalazioni dei cittadini su ciò che non va a Molfetta: in questo numero lo sfogo di un residente nelle zone di nuova espansione, il problema delle case popolari e le difficoltà di chi opera nella zona ASI.

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Politica

giovedì 7 maggio 2009



Donne, poltrone, e giudici… il gioco delle tre carte Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1172

Anna Maria Brattoli entra in giunta per decisione della magistratura. Alla fine però vince sempre il “banco”.

Ed alla fine la montagna partorì il topolino. Anna Maria Brattoli entra nella giunta comunale del sindaco Antonio Azzollini per decisione dei giudici, sia quelli del Tar che quelli del Consiglio di Stato che hanno sposato le tesi presentate da associazioni e consulte femminili che avevano denunciato la mancata applicazione dell’articolo 37 dello Statuto Comunale di Molfetta. Come si ricorderà, infatti, lo Statuto tra le sue varie norme ne contiene una nella quale è scritto che il sindaco nella composizione della giunta “assicura” la presenza di entrambi i sessi. Cosa che evidentemente Antonio Azzollini non aveva ritenuto vincolante nominando una squadra composta da dieci assessori tutti uomini. Una scelta che aveva provocato sin dal momento dell’insediamento una serie di polemiche, inviti, proteste sfo-

ciate poi in un ricorso al Tar e, dopo mille interventi della magistratura, la definitiva imposizione, caduta sulla testa del primo cittadino. E così il senatore-sindaco-presidente, attenendosi al volere della legge ha fatto le sue scelte richiamando in giunta (c’era già stata all’epoca della prima amministrazione Azzollini) l’insegnante Anna Maria Brattoli. A lei toccherà il compito di far funzionare l’assessorato che si occupa di sicurezza, polizia municipale e settore commercio. Le toccherà insomma la scrivania che per diverso tempo era stata di Domenico Corrieri, quest’ultimo sacrificato per “ragion di stato”. Un sacrificio, si mormora nelle stanze del palazzo, non certo cruento per l’ex democristiano: è cosa oramai certa, infatti, che per lui è già pronto un contratto (della durata annuale o biennale) come dirigente comunale.

Dovrebbe occuparsi di affari generali o, molto più probabilmente, del settore socialità, settore il cui dirigente, Gaetano Caputi è oramai prossimo alla pensione. E così, con un rimescolamento degno del gioco delle tre carte, il banco (leggasi il sindaco Antonio Azzollini) torna a vincere. E lo fa accontentando i giudici e i suoi alleati politici. Facendo anche un ennesimo smacco ai consiglieri di opposizione che invano avevano atteso lui e i colleghi della maggioranza nell’aula del Consiglio Comunale lo scorso 27 aprile: per mancanza di numero legale seduta non valida e così spiegazioni di quanto avvenuto rimandate alla seduta del 4 maggio. La motivazione ufficiale era stata quella di ridurre il costo di una successiva e necessaria seduta. È molto più probabile che invece il 27 aprile, pur essendo stata nominata la nuova “assessora” non era ancora stato definitivamente stretto l’accordo con Corrieri. E poi c’era il problema di

ad Antonio Andriani, classificatosi al 24esimo posto della lista del Popolo della Libertà grazie alle 155 preferenze raccolte. “Finalmente – hanno dichiarato le componenti della Consulta Comunale Femminile – giunge all’epilogo una vicenda durata 10 mesi! Una battaglia per la legalità, una battaglia di civiltà e di democrazia a nome di tutte le donne”. Polemico invece l’intervento di Francesco Armenio, coordinatore provinciale di “Io Sud”: “Ad Azzollini per un anno è piaciuto circondarsi di soli uomini e i molfettesi oggi pagano le parcelle. Purtroppo – ha aggiunto Armenio – non è il titolo di un romanzo rosa ma la storia politica di un anno di arroganza ed ottusità del sindaco di Molfetta che, all’indomani della sua elezione a primo cittadino, ha deciso incurante dello statuto comunale che prevede in maniera chiara l’impossibilità di costituire una giunta di soli uomini di farlo ugualmente.

colei che, per ordine di voti raccolti alle ultime amministrative, avrebbe dovuto prendere il posto in consiglio della Brattoli. I dati ufficiali riportavano a palazzo Giovene la giovanissima Piera Picaro, le scelte politiche dettate da ragioni di opportunità “giudiziaria”, hanno invece aperto le porte della massima assise cittadina

“Tutto questo è costato alle casse del comune svariate migliaia di euro per le parcelle dei legali in questo momento storico in cui si risparmia anche sull'essenziale. A questo punto ormai il danno è fatto ma le scuse sarebbero d’obbligo per rispetto ai cittadini e soprattutto alle donne di Molfetta”.




Politica

giovedì 7 maggio 2009

Molfetta assente dalle Europee Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1173

Mentre la corsa per un posto alla Provincia si fa sempre più accesa. Si fa sempre più frenetica e ricca di colpi di scena, polemiche e iniziative prive di gusto la campagna elettorale che, iniziata con largo anticipo, sembra essere già entrata nel vivo e pronta a riservare sempre nuove sorprese. Cominciamo dal fronte “europee”, competizione che nel breve volgere di poche settimane ha visto la nostra città pronta a “spingere” ben due candidature, quella di Vincenzo Ciccolella e di Tommaso Minervini, salvo poi scoprire che entrambi avevano per ragioni diverse deciso di fare un passo indietro. Stando ai “si dice”, il re dei fiori Ciccolella, dato per certo candidato nella lista dell’Udc in quota al movimento “Io Sud” fondato da Adriana Poli Bortone, avrebbe rinunciato alla candidatura per ragioni esclusivamente personali e professionali. Un vero peccato: dopo aver dimostrato di essere capace di fare grandi cose nel mondo dell’imprenditoria, Ciccolella forse avrebbe portato un po’ di aria nuova

nella politica. Sarà per la prossima volta? Diverso invece il motivo che avrebbe spinto Minervini a rinunciare alla sfida per arrivare a Bruxelles: meglio lavorare oggi per il rilancio della sinistra socialista e magari, tra un anno, provare a conquistare un posto nel consiglio regionale. In definitiva con nessun molfettese ai nastri di partenza, l’unica candidatura “vicina”, almeno per ragioni geografiche, è quella del giovane consigliere regionale Sergio Silvestris che ha buone probabilità di approdare al parlamento europeo. Più accesa senza ombra di dubbio la sfida per le elezioni provinciali. Altri nomi sono stati ufficializzati nelle ultime due settimane. Sinistra e Libertà, il movimento che riunisce i militanti del Partito Socialista, dei Verdi e della Sinistra di Nichi Vendola, ha schierato ufficialmente a “ponente” Nicola Piergiovanni e a “levante-Giovinazzo” Francesco Azzollini. La lista “Divella – Primavera in movimento” ha affiancato al mol-

fettese Mauro de Robertis, candidato nel collegio di ponente, il giovinazzese Francesco Turturro, candidato nel collegio di levante-Giovinazzo. “Un binomio di candidati – ha detto il presidente della provincia, Vincenzo Divella – che unisce esperienza politica e intraprendenza in un gruppo forte”. La “falce e martello” saranno presenti su un solo simbolo per la prima volta da dieci anni a questa parte. “È questa una decisione – si legge in un comunicato stampa – che nasce dalla presa d’atto che non esistono più le motivazioni politiche di una divisione e dalla condivisione di una esperienza di governo alla provincia che ha dato innegabili frutti”. I candidati, come prevedibile, saranno l’assessore provinciale alla socialità Antonello Zaza per il collegio di levante-Giovinazzo e l’avvocato Vincenzo Mongelli per il collegio di ponente. I due candidati saranno sostenuti da Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Consumatori Uniti e Socialismo 2000.

Colpo di scena per quanto riguarda invece Pietro Capursi Nappi che, pur confermando la sua candidatura alle prossime provinciali, ha smentito di correre per l’UdC, partito che ha evidentemente lasciato per schierarsi nel collegio di levante-Giovinazzo nella lista “Puglia Prima di Tutto” al fianco di Carmela Minuto, candidata a ponente. Dell’ultima ora l’inattesa candidatura del giovane Antonello Pisani, schierato a ponente e levante a sostegno di Schittulli. Le sue referenze? È il nipote del consigliere regionale Francesco Visaggio, schierato alla regione con Vendola ma evidentemente non restio ad “aperture” verso il centrodestra. In tutto questo rincorrersi di nomi non può non fare notizia l’offerta di “posti di lavoro” come rappresentanti di lista apparsa su alcuni siti internet e la ricerca di voti da parte di un candidato che via sms ha dichiarato che devolverà i suoi eventuali compensi in beneficenza. Per la serie: che squallore!


L’opinione

giovedì 7 maggio 2009



Il trasformismo nel lessico politico italiano Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1174

Ad ogni tornata elettorale arriva il valzer dei partiti e delle poltrone. La parola trasformismo appartiene da sempre al lessico politico italiano, ingiuria da lanciare verso l’avversario politico, a segnalarne l’inaffidabilità all’elettore. Come fidarsi, al punto da dargli il proprio voto, di un soggetto che sta prima in un partito e poi in un altro, che ora demonizza l’oppositore e dopo un po’ si candida nella stessa lista? Ci deve essere stato un momento, però, in cui la cosa ha cominciato a non far più effetto. La parola si è usurata, oggi si fa fatica a individuare chi una giravolta non l’ha fatta, per scelta sua o rimescolamento dello scenario politico; c’è poco da accusare l’altro, quando l’atteggiamento è generalizzato, conviene a tutti tacere. Alla fine la coerenza nelle scelte politiche non appare più neppure come questo gran valore. A Molfetta per le prossime Provinciali i candidati sono più o meno sempre quelli, tutt’al più passandosi lo scettro in famiglia, ma qual-

che interessante giro di valzer c’è stato, senza che abbia destato molto stupore. Pino Amato ovviamente si candida, sarebbe stato strano il contrario, e lo fa inspiegabilmente con la stessa formazione politica dell’ultima volta; dopo averne provati molti di partiti pare abbia trovato nell’UdC quello che più gli si addice. Anche Carmela Minuto fa parte degli aficionados delle elezioni, sembrava avere raggiunto una certa stabilità, esser diventata addirittura una pupilla di Casini, ce la ritroviamo per queste Provinciali ovviamente candidata, ma nella “Puglia Prima di Tutto”, dove si è ricollocata, portandosi dietro la famiglia che, si sa, i Minuto sono da prendere in blocco. Deve aver creato un bel vortice attorno a sé, visto che l’altro candidato della stessa lista è stato costretto a smentire con un comunicato stampa di non correre per l’UdC, come sembrava deciso; ci piace condividere le sue

motivazioni, sperando di trovare fra i lettori un esegeta. “In questo particolare momento di confusione e preoccupata ritrosia verso le cosiddette aggregazioni politiche che in nome dello pseudo modernismo e dell’ipotetico progresso cercano di trasmettere falsi valori attraverso le svariate sigle partitiche – ha dichiarato Pietro Capursi Nappi – avverto la necessità, come libero cittadino moderato di centro che da sempre e con grande coerenza di ideali politici si è adoperato con altri gruppi di moderati ad un confronto programmatico a difesa dei valori sociali, di esprimere il mio consenso e la mia adesione partecipativa ed attiva verso un movimento quale è la Puglia Prima di Tutto che mi permette di esprimere appieno i miei ideali politici che guardano soprattutto alle istanze della mia terra”. Fin qui potevamo dirci anche vaccinati, come molfettesi e come italiani, ma è materia di interessanti riflessioni

vedere Tommaso Minervini presentare i candidati alla Provincia per la lista di Nichi Vendola. Non si sa chi dovrebbe esserne più stupito, se gli scissionisti di Rifondazione, che fino a l’altro ieri un’alleanza di questo tipo avrebbero aborrito o il buon Piergiovanni, che riesce benissimo nei manifesti a sfondo rosso rossissimo, ma cui vien da chiedere cosa ci faccia lì con il suo essere moderato. Così come vien da chiedersi quale strane capriole della storia abbiano potuto portare Tommaso Minervini dal palco con Fini a quello con Vendola. Già la Storia, con le sue stranezze, tutto cambia e tutto resta come prima, considerazioni troppo profonde per una semplice elezione provinciale. Il Comune intanto invia comunicazioni sulla revisione delle liste elettorali, non rimangono stabili neppure quelle. Lella Salvemini




primo piano

giovedì 7 maggio 2009

De Scisciolo: “Non ho paura… forse sì” Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1175

Non nasconde le proprie emozioni il presidente dell’Associazione Provinciale Antiracket.

Può capitare di trovare un giorno tra la propria posta un plico contenente un ritaglio di giornale, un proiettile di fucile, una foto personale, una minaccia di morte. Può capitare, se sei da anni a capo dell’Associazione Provinciale Antiracket e svolgi un ruolo scomodo, fastidioso, teso a scardinare fenomeni come racket, usura ed estorsione, a lungo sottovalutati e sottaciuti ma, per certi versi, fortemente radicati nella subcultura malavitosa e non. Poi occulti dietro asettici e ben studiati comunicati stampa, improntati alla “massima fiducia nel lavoro degli inquirenti” i tuoi sentimenti veri e le tue sensazioni, i dubbi, le perplessità che l’evento ha scatenato ancora una volta dopo che in passato sei stato già aggredito e da qualcuno considerato “un uomo morto”. Renato De Scisciolo, il protagonista di questa vicenda, 36 anni, terlizzese, accetta di incontrarci al primo piano dell’ex pretura a Molfetta dove ha sede l’associazione di cui è anche il vice presidente nazionale e dove, a stretto contatto con l’ufficio legale e altri soci, lavora ogni giorno per contribuire a promuovere e realizzare, in maniera concreta, quella cultura della legalità tanto decantata su più fronti e a

più voci, ma così difficilmente attuabile per motivi sociali, sociologici, psicologici e persino storici. Arriviamo scortati da un vigile per motivi di sicurezza e fatichiamo a farci aprire nonostante l’appuntamento fissato, lo richiamiamo con il cellulare, riusciamo finalmente ad entrare, accolti da un suo stretto collaboratore. In questi giorni De Scisciolo ha ricevuto la solidarietà di politici, amministratori, rappresentanti delle istituzioni ma anche di privati cittadini che lo sostengono da sempre nella sua opera di sensibilizzazione, informazione, sostegno delle vittime di usura, racket, estorsioni, ma è stato anche oggetto di illazioni e maldicenze da parte di chi lo considera un millantatore ed un personaggio in cerca di visibilità. Di ciò è consapevole, sa che è il prezzo che spesso si paga quando si lavora per un ideale e con un ideale, tra entusiasmo e diffidenza, sospetti e incomprensioni, sul confine labile tra ciò che “si può” “ e ciò che, invece, “si deve” fare. Abbozza un sorriso quando gli chiediamo se ha paura e dice: “Potrei rispondere di no, dire che queste minacce sono la prova che l’associazione svolge bene il compito che si è prefissa e per cui è nata nel 1995 a Terlizzi, essere fiero di

questo, ma non posso negare che come uomo sto vivendo grossi cambiamenti interiori ed un notevole disagio perché temo di esporre me e i miei familiari a pericoli e preoccupazioni di ogni sorta. Spero che questa vicenda si chiarisca al più presto e che vengano prese le dovute misure di sicurezza”. Passa poi a parlare dell’attività dell’associazione che garantisce assistenza e solidarietà alle vittime di estorsione ed usura costituendosi anche parte civile nei procedimenti penali, informa l’opinione pubblica, elabora strategie ed iniziative di difesa e contrasto al racket delle estorsioni, organizza incontri e dibattiti per sensibilizzare cittadini, studenti, operatori commerciali. Mostra i dati dell’anno 2007/2008 relativi soprattutto al reato di usura che pare affliggere particolarmente il nord-barese ma anche il sud mentre appare non trascurabile l’attività estorsiva considerata quasi un’attività secondaria della criminalità organizzata o un affare “privato” delle vittime: in realtà essa consente il controllo sul territorio e l’acquisizione di capitali da reinvestire nell’economia legale. Il racket delle estorsioni, fenomeno sommerso e sottostimato, riguarda, in particolar modo, tutte le regioni

del Sud Italia dove la criminalità mafiosa e camorristica condiziona storicamente la vita, la sicurezza e la libertà di imprenditori e operatori economici che fanno fatica a denunciare nonostante sia in vigore la legge 44/1999 a tutela di chi riesce a ribellarsi. Renato De Scisciolo ci parla anche della figura estremamente variabile e quasi non “riconoscibile” dell’usuraio che può avere la faccia del vicino di casa, del pensionato che investe la propria liquidazione, dell’amico che “vuole darti una mano” o contattarti attraverso internet e pseudo-società finanziarie. Differenti anche le vittime dell’usura in questo periodo di forte crisi economica: imprenditori commerciali, professionisti, ma anche impiegati, casalinghe, dipendenti statali, disoccupati. De Scisciolo ci tratteggia una società in pieno affanno, che si dibatte in problemi economici spesso irrisolvibili nonostante l’esistenza e la tutela di associazioni come la sua. Mentre scriviamo non sappiamo ancora se gli verrà assegnata una scorta o se sarà lasciato allo sbaraglio. Forse ce lo farà sapere o forse no: un uomo in bilico tra coraggio e paura. Beatrice De Gennaro




Cronaca

giovedì 7 maggio 2009

È mistero sulla morte di Vito de Candia Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1176

L’uomo è morto l’11 aprile scorso in un ospedale delle Canarie. Ad oggi non è stato possibile effettuare l’autopsia per stabilirne le cause. La figlia dell’uomo si è rivolta alla magistratura tranese.

Niente. Ancora niente di certo sulle cause della morte di Vito De Candia (nella foto), quarantanove anni, imbarcato come cuoco sulla Grande Gahana, nave della Grimaldi. A quasi un mese dal decesso dell’uomo non è stato ancora possibile effettuare l’autopsia. Il suo corpo è depositato in una delle celle frigorifero del Policlinico di Bari. L’incarico per effettuare l’esame autoptico è stato conferito. Ma l’esame non si può effettuare. Manca la cartella clinica dell’uomo. E, quando dovevano essere in corso i preparativi per celebrare il trigesimo della sua morte, non si è ancora in grado di stabilire la data per celebrare il suo funerale. Una vergogna.

Vito De Candia è morto nell’ospedale di Puerto del Rosario l’11 aprile scorso. Il suo corpo è rientrato nelle scorse settimane. La cartella clinica è rimasta sulla nave, dove era imbarcato, non era in ospedale. La nave è in navigazione e fino a quando non toccherà terra la cartella clinica rimarrà lì. Perché la cartella clinica dell’uomo non si finita nelle mani dei medici dell’ospedale di Puerto del Rosario al momento del ricovero dell’uomo è solo uno degli interrogativi legati alla sua scomparsa. Proprio per fare chiarezza sugli ultimi giorni di vita dell’uomo, Claudia, la figlia maggiorenne di de Candia (la moglie è deceduta alcuni anni fa), per tramite dei legali Felice Petruzzella e Vincenzo Giancaspro, ha presentato un esposto in Procura, a Trani, e sulla vicenda è stato aperto un fascicolo. La titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore della repubblica, Bruna Manganelli, ha delegato per le indagini i carabinieri di Molfetta, ma senza l’autopsia si è ad un punto fermo.

Claudia aveva sentito telefonicamente, per l’ultima volta, suo padre il 7 aprile, cinque giorni prima della morte. Il suo papà le aveva riferito di sentirsi poco bene, di avere l’influenza. Nulla di preoccupante, comunque. Il venerdì successivo, 10 aprile, invece è arrivata ai familiari di de Candia la telefonata dei vertici della Grimaldi che li ha informati del suo ricovero in ospedale. Secondo il racconto fornito dai responsabili della Grimaldi, i membri dell’equipaggio della nave avrebbero trovato l’uomo privo di sensi in cabina, proprio quella mattina. Sarebbero andati a cercarlo perché

non si era presentato al cambio del turno di lavoro. L’uomo, sempre secondo quel racconto, sarebbe stato quindi ricoverato nell’ospedale di Puerto del Rosario dove poi è morto ventiquattro ore dopo. Ed è lì che i medici avrebbero effettuato un esame necroscopico superficiale, del tutto insufficiente e insoddisfacente. A quel punto la salma è stata rimpatriata ma tutto è fermo. Resta da capire, ad esempio, se Vito de Candia abbia ricevuto le giuste cure, se qualcuno si sia preoccupato di diagnosticare quella strana forma di influenza, se insomma abbia ricevuto le cure necessarie.

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Cronaca

giovedì 7 maggio 2009



Truck Center: è l’ora della verità Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1177

A giugno il processo, a carico dei presunti responsabili della tragedia del lavoro che costò la vita a cinque persone, entra nel vivo con le prime testimonianze.

Comincia il 1 giugno prossimo il processo per stabilire responsabilità e colpevoli della morte di cinque persone (Vincenzo Altomare, Guglielmo Magnano, Michele Tasca, Biagio Sciancalepore e Luigi Farinola) avvenuta a marzo del 2008 all’interno della Truck Center, azienda della zona Asi di Molfetta. Tutti, uno dopo l’altro, si calarono in una cisterna che doveva essere sottoposta a lavaggio e non risalirono più. Lo ha stabilito il dottor Lorenzo Gadaleta, giudice monocratico del Tribunale di Trani, sezione Distaccata di Molfetta, che, nell’udienza del 28 apri-

le scorso, ha anche indicato il calendario delle udienze: due a settimana, fino a luglio prossimo. Tra i primi a salire sul banco dei testimoni ci saranno Cosimo Ventrella, unico dipendente della Truck Center a non essersi calato nella cisterna, e il capitano dei carabinieri Pierluigi Buonomo, all’epoca dei fatti comandante della compagnia di Molfetta. Sette sono gli imputati a giudizio (quattro persone fisiche e tre società) per i reati, contestati a vario titolo, di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro. Si

tratta di Mario Castaldo e Alessandro Buonapane, dirigenti di Fs Logistica, proprietaria della cisterna in rimessaggio alla Truck center; Pasquale Campanile, dirigente della società La 5 Biotrans, incaricata del trasporto, e il suo autista Filippo Abbinante, che trasportò la cisterna. Le tre società a giudizio sono la Truck center, la Fs Logistica l e La 5 Biotrans. Le società Fs Logistica Cargo Chemical e La 5 Biotrans di Bari sono state citate anche come responsabili civili. L’inchiesta della procura di Trani ha stabilito che l’intossicazione mortale è avvenuta a causa dell’acido solfidrico contenuto nella cisterna che il 3 marzo del 2008 doveva essere sottoposta a lavaggio all’interno della Truck Center. I residui di zolfo, a contatto con l’aria, hanno una reazione chimica che produce vapori dell’acido solfidrico. Lo zolfo contenuto nella cisterna era stato scaricato nello stabilimento Nuova Solmine di Grosseto, che produce anche acido solforico. Da Grosseto, su

rotaie, la cisterna era arrivata a Bari, allo scalo di Fs Logistica, gestito da La 5 Biotrans. Fs Logistica aveva affidato l’operazione operazione di lavaggio a La 5 Biotrans che, a sua volta, l’aveva subappalta alla Truck Center. Non è ancora certo che la Truck Center avesse le autorizzazioni per le immissioni di fumi nell’atmosfera e per gestire come rifiuti i residui degli interventi di bonifica delle cisterne. Alla prima udienza erano presenti i familiari di tutte le vittime di quella tragedia. Erano lì per urlare giustizia. Biagio Sciancalepore aveva 22 anni, Michele Tasca ne aveva venti, Luigi Farinola, trentasette anni, Guglielmo Mangano, quarantaquattro, Vincenzo Altomare, sessantaquattro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il primo a scendere nella cisterna, che doveva essere lavata, fu Guglielmo Mangano. Poi uno per volta si calarono Michele Tasca, Luigi Farinola, Biagio Sciancalepore e Vincenzo Altomare, sessantaquattro anni, il titolare della Truck Center.


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Attualità

giovedì 7 maggio 2009

Dalla parte del cittadino Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1178

Continuano a pervenire a “il Fatto” lettere e segnalazioni da parte dei cittadini molfettesi. Con piacere le ospitiamo facendoci portatori delle istanze della cittadinanza e sperando, come sempre, nella risposta anche attraverso queste pagine degli amministratori. Egregio Direttore, chi scrive è il solito residente di via Percoco, voce e spirito di malcontento unanime, che spesso in altre occasioni con il vostro mezzo d’informazione ha rivendicato le normali pretese di un cittadino che aspira ad ottenere la soluzione dei molteplici problemi del quartiere esposto quotidianamente alla pericolosità. Non è un’esagerazione l’uso di questo termine che può sembrare “forte” per un lettore o per il vero destinatario, quale il sindaco, figure disinteressate. Credetemi non lo è, per chi vive nella strada prima menzionata. La pericolosità trova fondamento significativo in quello che esporrò di seguito. La mancanza di illuminazione, che dopo il tramonto pone al zona completamente al buio quando diventa

enormemente difficoltoso potersi muovere attraverso la strada dissestata per entrare nelle proprie abitazioni, strada che inoltre diventa impraticabile durante le giornate di pioggia e cattivo tempo. Ed ancora: presenza di animali pericolosi, soprattutto per i bambini e le donne, quali cani randagi, ratti e serpenti che vivono nell’accumulo di rifiuti e scarto di materiali lasciati dalle imprese di costruzione. Rifiuti che, oltretutto, possono fare affiorare nei più disperati o se vogliamo anche temerari azioni di piromania. Mancanza di servizio di trasporto urbano, ma anche di scuolabus (quest’ultimo servizio limitato sembra a figli di qualche assessore o figure dell’amministrazione comunale residenti nei pressi), che costringono a possedere necessariamente almeno un

mezzo di trasporto e in talune famiglie, magari per problemi connessi al lavoro, addirittura due, rappresentando un aggravio alle già tante difficoltà economiche della maggior parte di coloro che hanno contratto dei mutui esosi, per molti al limite della sopravvivenza quotidiana. Per altri meno abbienti altro non rimane che confidare o dipendere dai favori dei più volenterosi per poter raggiungere la città. Il servizio postale non è assicurato, questo fino a quando la strada sarà percorribile per i postini senza rischio. Ciò comporta il ritiro della corrispondenza presso l’ufficio sito al Lungomare Colonna, ritiro con le modalità, i comodi e nei giorni indicati dagli impiegati, incorrendo nella scadenza delle bollette da pagare. La strada è considerata pericolosa per

chi ci deve far pervenire la corrispondenza, anche se inutile ricordare che le poste sono munite non solo di motocicli ma anche di autovetture evidentemente usate per altri scopi. Le difficoltà citate solo le più salienti, alcune delle quali furono segnalate con una lettera sottoscritta e protocollata al comune in data 1 settembre 2008 per ottenere un’udienza con il sindaco per esporre la situazione. Pur comprendendo gli impegni del nostro primo cittadino che coesiste con l’incarico anche di Senatore, non siamo stati mai interpellati, ammesso che la richiesta sia stata mai considerata. Altro non rimane che sperare in un concreto riscontro, magari con un vostro fattivo interessamento o qualsiasi forma di intervento.

E c’è chi pensa alle case popolari Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1179

Lo sfogo di una anziana che continua a sognare una città migliore. Da circa tre mesi non uscivo di casa, finalmente un pochino di sole e con mio figlio in giro in macchina, per qualche visita specialistica e commissioni che non potevano più essere rimandate e poi a far la spesa. Quanta gente che fa capolino sotto il sole, i semafori uffaaa! Arrestano la corsa più volte. Dal finestrino osservo tutto ciò che posso per farne il pieno da portarmi dentro, il tempo che resterò ancora in casa. I colori in lontananza catturano la mia attenzione, rosa, verde, blu ed ancora… grigio, giallo variopinti, cosa mai saranno? Sembrano venirmi incontro e… oh Dio! Quanti nuovi palazzi, tutti colorati di nuovo. Le scritte dicono? Dio mio ma guarda hanno costruito le case popolari? Mi avvicino ansiosa per accertarmi, ma… no! Comunali sì! Ma non popolari e disil-

lusa ammiro le tante nuove costruzioni, eppure il pensiero si perde a rincorrere motivazioni plausibili, senza approdare a conclusioni. Costruzioni per chi fortunatamente se lo può permettere, per chi stringe la cinghia all’inverosimile, per chi si “impicca” con un mutuo perché “s…fortunatamente” glielo hanno concesso, per chi ha già un tetto sicuro sulla testa e se ne concede un secondo o forse più. Ce n’é per tutte le categorie. Ma no! Nulla è per quella categoria precaria che fa fatica pure a mangiare, categoria dimenticata, abbandonata, cancellata… Eppure esiste e forse non vive più nemmeno di speranza. Con il pensiero volo indietro nel tempo a ricordare le ultime case popolari consegnate dopo lunghi dieci anni e forse più ed accadeva più di dodici anni fa. Poi erano pronte forse altre e si è dato

la priorità a quelli delle palazzine crollate… con tutto il rispetto per la loro situazione, ma a chi era regolarmente in graduatoria non ha sofferto abbastanza? È stato ignorato e se ne rimane perennemente ad aspettare cosa? Fondi non ce ne sono! Intanto vede crescere la città di ciò che a lui non serve per “volare”, non c’è un’ala dove rifugiarsi, persino nelle chiese si fanno grandi “manovre” eppure mi hanno insegnato che si prega comunque e ovunque ed io che sono cattolica praticante, va benissimo la bella e comoda chiesa, ma (a do stè) la carità cristiana per quei poveri dimenticati? Chissà se la graduatoria ormai “secolare” è stata insabbiata? Avrebbe bisogno di una bella “rispolverata”, e forse quando avverrà (se), io sarò bella e andata nell’ultima dimora. Andiamo figlio mio che qui non c’è po-

sto per noi. Di colpo il sole scompare, ma solo nel mio cuore ormai strizzato a dolore ed una preghiera invoco al cielo: fa Signore che chi ci guida in questa società pensi un po’ a noi più concretamente… come sarebbe bello se un giorno vedessi entrando in città… o anche da lassù, un grande cartellone con su scritto: benvenuti nella città dove c’è un tetto per tutti!... Un sogno che tale rimarrà! Mentre l’auto và, osservo quelle palazzine che lentamente scompaiono sotto i miei occhi e che sembrano aver portato la primavera con i loro colori… poi un pensiero triste: chissà se farà capolino quella primavera nel giardino della mia vita? Và… và… figlio! Pensiamo noi a noi perché non ci sta nessuno che ci pensa, andiamo và… a far la spesa oggi che domani Dio… provvede. Con osservanza. l.a.


Attualità

giovedì 7 maggio 2009

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Una vera aggressione al territorio? Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1180

I progetti che interessano la nuova Zona P.I.P. sembrerebbero in contrasto con le norme che tutelano il paesaggio.

Il 12 febbraio del 2008 il Comune di Molfetta approvava l’ampliamento del P.I.P. (Piano per gli insediamenti produttivi). Nella nuova area, localizzata fra le vecchie strade provinciali che conducono a Corato e Ruvo, dovrebbero sorgere, secondo il piano, 104 nuove aziende e le tanto pubblicizzate “Torri Gemelle” alte 100 metri. Subito dopo il provvedimento emergevano i primi dubbi che evidenziavano che il Comune di Molfetta, nonostante l’Autori-

tà di Bacino, avesse segnalato sulla mappa idrografica inviata prontamente in data 12 febbraio 2008, la presenza di lame attive a rischio idraulico, aveva ignorato il suddetto parere tecnico e vincolante del suddetto ente e aveva approvato il progetto proseguendo per la propria strada. La questione era stata sollevata dal dottor Guglielmo Facchini (rappresentante dei proprietari dei terreni da espropriare interessati dal progetto) che aveva denunciato

l’impossibilità di edificare in tale zona, zona tagliata da ben tre lame. Secondo Facchini la costruzione di nuovi caseggiati all’interno dell’alveo delle lame ostacolerebbe il naturale deflusso delle acque che in caso di forti precipitazioni nell’Alta Murgia, territorio in cui queste “ferite del terreno” hanno origine, potrebbero causare danni a cose e persone. Immediata arrivava la replica del responsabile del Settore Territorio del Comune di Molfetta, ingegner Rocco Altomare, che smentiva ogni tipo di dichiarazione del dottor Facchini ritenendo che il progetto stesse interessando soltanto marginalmente una lama ritenuta ormai “spenta”. Successivamente, il 30 luglio del 2008, il consigliere regionale nonché presidente della VI Commissione Permanente del Consiglio Regionale faceva arrivare la questione alla Regione tramite un’interrogazione. Questa era indirizzata rispettivamente ai presidenti del Consiglio Regionale e della Regione, Gabriele Pepe e Nichi Vendola, all’assessore all’Assetto del Territorio, Angela Barbanente, e all’Autorità di Bacino. Si chiedeva un’immediata risposta scritta. È di questi giorni

la notizia che l’assessore Angela Barbanente, dopo aver immediatamente invitato il Comune di Molfetta a verificare che il piano si attenga alle disposizioni delle Autorità di bacino, in data 5 marzo 2009 era ancora in attesa di una risposta. Anche Legambiente, con una lettera indirizzata al sindaco di Molfetta Antonio Azzollini, aveva chiesto il 15 dicembre 2008 di sospendere immediatamente il piano. Anche in questo caso nessuna risposta. Dura è stata la presa i posizione di Rifondazione Comunista che con una nota ha fortemente criticato il comportamento dell’amministrazione comunale rea di aver intrapreso l’ennesimo braccio di ferro con un altro ente. Si attendono dei segnali chiarificatori da parte dell’Ufficio Settore Territorio che ha il dovere di produrre delle valide certificazioni attestanti la reale genuinità del nuovo piano d’espansione della zona A.S.I. La soluzione adatta sarebbe quella del buon senso, grande assente da molti anni a questa parte in città specie per le questioni attinenti lo “sfruttamento” del territorio. Francesco Tempesta


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In Città

giovedì 7 maggio 2009

I volontari dell’Audit Civico replicano a Solimini Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1181

Risposta alle affermazioni del Tribunale per i Diritti del Malato raccolte da Beatrice de Gennaro. Si apre il dibattito su un argomento che “il Fatto” tornerà a trattare ed approfondire nelle prossime settimane.

Gent.mo Direttore ci corre l’obbligo di farLe pervenire alcune note a precisazione di quanto letto nell’articolo apparso sul suo giornale “il Fatto” di giovedì 26 marzo 2009, a pagina 11, dal titolo “Nuova sede per il Tribunale dei Diritti del Malato” a firma di Beatrice De Gennaro. Riteniamo che la persona che ha rilasciato l’intervista, crediamo il signor Solimini, non sia stato obiettivo nel riferire le notizie riguardanti l’esatto evolversi della vicenda o di averlo fatto secondo una chiave di lettura, di parte, che fa comodo per essere ancora una volta protagonista ma in “negativo”. Nello specifico il signor Solimini lamenta la mancanza di sede per 2 anni del Tribunale per i Diritti del Malato nel nostro ospedale, tale mancanza è dovuta al solo fatto che lo stesso non ha mai voluto e saputo, sottolineo saputo, lavorare in équipe se non in incontri

occasionali. Le porte dell’Audit Civico sono state, sono e saranno sempre aperte, con orari ben definiti, con la presenza in loco dei volontari appartenenti alle Associazioni Auser, Ant, Sermolfetta, Aido ed altre che non hanno mai fatto mancare appoggio e solidarietà agli utenti, in sintonia con quanto previsto dal progetto Audit. Non vi è alcuna situazione conflittuale o rivalità sotterranee come scritto nell’articolo tra i volontari dell’Audit Civico e il TDM se non affermazioni senza fondamento dette dal signor Solimini, in quanto le due realtà si completano e interagiscono per lo stesso obiettivo. Il signor Solimini, quale componente del Comitato Consuntivo Misto nell’ambito del progetto Audit Civico, nonché Presidente del TDM di Molfetta e rappresentante di Cittadinanzattiva Onlus, sin dal giorno dell’avvio del progetto Audit Civico, anno 2000, non ha mai partecipato,

in itinere, ad incontri di informazione, formazione e programmazione in Bari, presso la facoltà di Giurisprudenza, né al notevole lavoro svolto nell’ambito del programma Audit Civico come la raccolta e il confronto di dati ed informazioni, per promuovere la qualità delle prestazioni, dell’ospedale “Don Tonino Bello”, soprattutto nel rendere attivo il ruolo dell’utente né a quant’altro connesso alla realizzazione del progetto. Progetto egregiamente portato a termine dai Volontari delle Associazioni su menzionate i cui atti finali sono stati consegnati al Responsabile regionale Audit Civico dottor Tonino d’Angelo, al Dirigente Settore Cittadinanza Attiva Regione Puglia dottoressa Maria Sasso, al dirigente responsabile URP e Comunicazione Coordinatore delle Politiche di Inclusione Sociale e Lavorativa ASL BA dottor Ernesto Chiarantoni, al Dirigente Sanitario dell’ospedale di

Molfetta dottoressa Annalisa Altomare nonché portati a conoscenza di tutti i referenti delle ASL della regione Puglia durante un incontro monotematico tenutosi in Bari. Per quanto riguarda le voci di corridoio circa il finanziamento dato all’Audit Civico di 120.000 euro da parte della casa farmaceutica AstraZenica ci chiediamo perché il signor Solimini non pone la domanda al responsabile Audit Civico regionale nonché componente di Cittadinanzattiva di cui il TDM fa parte? Nella riunione tenutasi presso l’Ospedale di Molfetta in data 5 novembre 2008, presente il signor Solimini (sarà capitato lì per caso), fu deliberato di mettere in essere una serie di incontri tra il referente tecnico aziendale, il rappresentante associazione di volontariato, il rappresentante Cittadinanzattiva Onlus (Solimini) e tutti i volontari Audit delle Associazioni coinvolte, per ipotizzare il “Piano di miglioramento” dell’Ospedale Don Tonino Bello, quale avvio della seconda fase del progetto Audit Civico. Noi volontari ci chiediamo come mai il signor Solimini, che tanto dice di darsi da fare, a modo suo, non ha ancora interagito con le altre componenti il Comitato Consuntivo Misto Audit Civico nel prosieguo del programma? Forse perché si sentirebbe a disagio nel prendere parte alla realizzazione di un percorso che richiede presenza giornaliera nell’ambiente ospedaliero, abnegazione, spirito di sacrificio e ci fermiamo qui. A cui il signor Solimini non è abituato a quanto ci risulta. Noi volontari dell’Audit Civico e non solo, ci sentiamo colpiti per tali affermazioni da parte di colui che ne dovrebbe fare parte attiva ma che in realtà si limita alle interviste sui giornali e a non voler un confronto leale, trasparente, aperto con tutti gli operatori volontari che giornalmente offrono le loro competenze professionali, il loro tempo a chi è in situazione di disagio. Volontari Audit Civico


In Città

giovedì 7 maggio 2009

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Difficoltà e problemi nella Zona ASI Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1182

La denuncia da un piccolo imprenditore che ha deciso da diversi anni di trasferire nella grande area la sua autofficina.

Ignazio d’Agostino è stato tra i primissimi “piccoli imprenditori” molfettesi a credere nelle potenzialità di sviluppo delle nuove aree produttive della città. Diversi anni fa decise di spostare la sua autofficina dal quartiere Madonna della Rosa nella zona ASI. Dalla città alla

zona artigianale. Una scelta dettata dalla necessità di trovare nuovi spazi dove ampliare l’attività ma anche di potenziare i servizi mettendosi a disposizione delle decine di aziende e migliaia di operai che vivono in quella nuova area della città. Da allora ad oggi molte cose sono cambiate, tante altre, purtroppo, sono rimaste così com’erano. “Siamo diventati tanti quelli che hanno deciso di lavorare qui: abbiamo centinaia di dipendenti, migliaia di clienti e abbiamo costruito un tessuto sociale importante. Questo però sembra non importare molto alle istituzioni, il consorzio ASI per primo, che continua ad ignorare alcune nostre esigenze di primaria importanza”. E qui lo sguardo di Ignazio si perde nelle enormi distese coperte di rifiuti di ogni genere che circondano i capannoni sorti in tutta l’area. “Qui viviamo in una emergenza quotidiana: le strade non sono asfaltate, mancano i servizi, la vigilanza e perfino le più elementari norme di sicurezza”.

Al centro delle strade non è raro trovare tombini privi di copertura o buche che sembrano voragini: “Più di una volta – ha aggiunto Ignazio – è capitato di soccorrere automobilisti finiti all’interno di quei pericolosissimi buchi. Oltre ai danni alle vetture non sono mancate le lesioni agli occupanti”. C’è poi il problema della mancanza di igiene: “L’area è invasa di rifiuti di ogni sorta e ai margini di un canale in cui scorre acqua di fogna, crescono e si annidano insetti e animali di ogni tipo”. Insomma, i problemi sono tanti e sembrano difficili da risolvere. “Abbiamo sollecitato più volte il consorzio ASI ad intervenire ma sinora si è mosso ben poco. Qualcosa l’abbiamo ottenuta in concomitanza con l’arrivo nella zona dei grandi centri commerciali ma è ben poco rispetto alle esigenze delle tante persone che qui hanno scelto di vivere e lavorare. Abbiamo regolarmente pagato gli oneri di urbanizzazione e ci sembra assurdo che per ottenere i nostri diritti si debbano minacciare le

proteste o si debba contare sull’aiuto dei grandi colossi commerciali”. Mentre Ignazio parla un branco di più di una decina di grossi cani randagi si avvicina a noi: “Amo gli animali – dice Ignazio a tal proposito – io stesso possiedo due bellissimi cani ma è necessario che anche sul fronte randagismo si intervenga con celerità ed intelligenza, garantendo assistenza a queste povere bestie ed evitando che possano costituire un pericolo per i visitatori della zona”. Un lungo elenco di problemi da risolvere. Per aiutare chi ha scelto, con il suo impegno, il suo lavoro, la sua fatica, di aiutare la nostra città.


Inchiesta

giovedì 7 maggio 2009

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Torri molfettesi: tra storia e leggenda Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1183

Un patrimonio da salvare e da rivalutare. Decine di edifici sorgono nell’agro della città. In molti casi è possibile il recupero. E la rivalutazione dei loro antichi misteri. Purtroppo attualmente a Molfetta quando si parla di torri è solo ed esclusivamente per parlare di quella di Miragica. Molti non sanno che in città ve ne sono altre ben più antiche che l’hanno difesa in passato. Anch’esse a loro modo furono “spericolate” come lo è quella del noto parco divertimenti. Da secoli dominano gli sterminati campi di ulivi. Sono anni che il sole batte forte sulle loro antiche pietre, anni in cui la pioggia a intermittenza disseta le profumate e temerarie erbe cresciute fra le loro fessure, anni in cui la luna si è specchiata più volte nei loro profondi pozzi. Edifici misteriosi ma al tempo stesso evocatori di romanticismo magico, teatro di numerose vicende, le torri si trovano disseminate qua e là per l’agro molfettese; ognuna vanta almeno un particolare

strutturale o una storia che la contraddistingue. L’esistenza di questi edifici ha cominciato ad andare a braccetto con quella del nucleo principale della città di Molfetta già a partire dal X secolo. Infatti durante il Medioevo le campagne della città erano abitate da gente perlopiù di origine longobarda che viveva stabilmente in casali o masserie. Alcuni secoli più tardi a questi edifici si aggiunsero altri di difesa, molto più alti e inaccessibili, detti torri. Molte torri sorsero sole, isolate da tutto, mentre altre andarono ad affiancare le varie masserie. Soltanto nelle campagne di Molfetta se ne contano a decine. Sono edifici maestosi, che rievocano le epoche più buie del Medioevo con la loro aria di austerità. Le torri erano dotate di semplici sistemi di difesa quali le caditoie

e le feritoie. Alcune potevano vantare saettiere e garitte. Era una delle torri del Duomo Vecchio, con il suono delle sue campane, a segnalare l’arrivo di incursioni turche e barbariche dal mare. I rintocchi di avvertimento venivano uditi dai soldati a guardia delle torri che, dalla loro cima, cominciavano a segnalare, con segnali di fumo di giorno e fuochi di notte, il pericolo a quelle più interne. Quasi tutte queste fortificazioni, oggi, si trovano su fondi privati e vengono utilizzate come depositi agricoli. Alcune sono ancora in buono stato mente altre sono ormai fatiscenti e pericolanti. Molti molfettesi le hanno dimenticate e le nuove generazioni ignorano purtroppo la loro esistenza. In poche sono

state recuperate, alcune inglobate dal progresso che avanza frenetico, altre addirittura abbattute. Tantissimi libri dedicati alla città di Molfetta narrano leggende con più di un fondo di verità che hanno come sfondo lo scenario buio e misterioso delle torri. È il caso dei tre ladri, fatti impiccare dal Re di Napoli, nei pressi di Casale Navarino, luogo abitato da una colonia di monaci che essi avevano derubato qualche giorno prima. Alcuni giurano di aver veduto i loro fantasmi vagare per l’edificio ma qui entriamo strettamente nella leggenda... Una delle tante leggende custodite dalla antica storia della nostra città. Francesco Tempesta


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Inchiesta

Dal Comune qualcosa si muove 1184

L’idea è quella di realizzare un percorso che unisca divertimento e cultura. Mentre le torri stanno perdendo sempre più popolarità fra la gente il Comune di Molfetta ha cominciato realmente ad interessarsene. Non poteva essere altrimenti visto l’enorme patrimonio storico che queste costituiscono per la città. Purtroppo però quasi tutti gli edifici medioevali sorgono su fondi privati e ciò comporta che Palazzo di Città non può attuare interventi diretti. Si tratta di uno degli ostacoli più grandi da superare anche se comunque non è poi così insormontabile come si pensa. L’amministrazione comunale ha elaborato un “percorso turistico-culturale e funzionale delle Torri storiche di Molfetta” che è stato presentato fra i progetti del “piano strategico”. L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’assessore agli Affari generali, Pesca, Agricoltura e Fondi regionali ed europei, Leo Petruzzella e dall’assessore alle Attività produttive e Fondi europei Saverio Tammacco, coadiuvati dall’ingegner Rocco Altomare, responsabile del Settore Territorio, che ha elaborato il tutto. Il piano mira a creare un percorso ciclabile fra le torri di notevole pregio ed interesse storico e culturale. In particolare saranno interessate Torre della Cera, Torre Falcone, Torre del Mino, Torre Marcianise, Torre Gavetone, Torre Villotta e Torre Calderina. È prevista inoltre la creazione di luoghi di ritrovo “a verde attrezzato” per migliorare i punti d’incontro dei visitatori. Saranno chiamate a partecipare attivamente al progetto le associazioni turistico-culturali locali. Il tutto anche allo scopo di creare un percorso eco-ambientale che porti un radicamento delle conoscenze dei bambini e degli adulti. Il progetto di ottima fattura valutato dal “Consiglio Metropolitano” assieme ad altri proposti da altre città si è classificato fra i primi e ora attende soltanto che la Regione Puglia deliberi, a suo favore, lo stanziamento dei fondi europei. È di questi giorni la notizia che due “tour operator” si starebbero interessando ad alcune torri molfettesi in vista di un possibile inserimento nei loro pacchetti turistici. Speriamo bene... f.t.

Che il “sacrificio” di Torre Schi Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1185

L’antico edificio abbattuto per far posto ad una moderna palazzina. In cinque minuti cancellati secoli di storia. Dopo più di cinquecento anni di vita Torre Schirone (nelle foto realizzate da Biagio Stoia n.d.r.) ha cessato di esistere sotto i colpi vigliacchi di una ruspa. Cinque secoli di accadimenti storici cancellati in poco più di cinque minuti. Il perché di tutto ciò? Una bella palazzina, tanto per cambiare. Una delle tante che stanno sorgendo in maniera alquanto disordinata in quello che ormai si può definire ex territorio agricolo molfettese. Torre Schirone avrebbe potuto raccontarci parecchio ma adesso che non esiste più il suo sacrificio dovrà insegnare molto a qualche signorotto che si è riservato il diritto, conto in banca alla mano, di decidere se fosse meglio avere dei nuovi appartamenti da vendere o un vecchio rudere. La “defunta” torre sorgeva sui terreni dell’ex stabilimento Palberting. Al suo interno era custodito un pregevolissimo affresco neo-bizantino del XVI secolo raffigurante una Madonna in trono con bambino e santi. Adesso non esiste più! L’edificio fu teatro delle anguste vicende di un certo Leonardo Moccola, marinaio. Egli, dopo essere stato catturato dai Turchi nel 1713, costretto a rinnegare la propria religione, fu rinchiuso proprio in Torre Schirone. Da qui dopo alcuni giorni di prigionia riuscì a fuggire dopo aver tolto la vita ad una sentinella. Purtroppo però i Turchi lo ricatturarono e lo condannarono all’impiccagione. Storie e leggende di gente comune che si intrecciano con le vicende dei vari periodi storici e che si ripetono puntualmente in tutte le torri di Molfetta. “Cavolate” che nel 2009 interessano sempre più a meno persone in quanto la gente è incantata e plagiata dal dio denaro e dal dio interesse. Non si può negare che avere a portata di mano questi due dei farebbe comodo a chiunque ma esistono anche il dio della cultura e quello della storia che purtroppo entrano in contrasto con i primi. Di certo questi ultimi sono i più deboli e per questo necessitano di una forte mano da chi ha sempre creduto in loro. Soltanto così si riuscirà a recuperare e a salvare gli edifici storici di Molfetta dalle grinfie dell’ignoranza. f.t.

Conoscere le Torri 1 1186

Percorso suggerito dal sito del Comune di Molfetta. Partendo dalla strada per Bitonto arrivati in prossimità della piazzetta, sulla destra, ecco la Torre/Chiesa Madonna della Rosa. Si prosegue, tenendosi a destra, per via del Mino e subito dopo il sovrappasso dell’A/14 sulla destra si scorge Torre Cicaloria. Proseguendo per via del Mino, circa 1 km più avanti, si scorge sulla sinistra Torre Cascione e più avanti dopo quasi 1 km sulla sinistra si può ammirare Torre Mino. Subito dopo la strada sfocia in un incrocio con due enormi pini; si prosegue a destra e dopo 2 km si intravedono i ruderi di Torre dell’Alfiere. Appena prima di quest’ultima sulla destra vi è un viottolo che che conduce alla Masseria Villafranca. Dopo l’Alfiere si prosegue per 2 km tenendo la sinistra per Contrada Palmento di Cotugno; incontrato sulla destra lo svincolo per il ‘’Villaggio delle Sette Torri’’ si prosegue diritto per una ripida discesa sino ad incrociare la SP per Bitonto. Qua si svolta a destra e proseguendo per circa 1 km, subito dopo una curva a gomito che immette in un lungo rettilineo, una stradina a sinistra conduce a Torre del Tuono. f.t.

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F f n n Q v c d n T c Z M m e d e M n c l


giovedì 7 maggio 2009

Schirone non sia inutile

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n o o a , ù ò a i o a o . o ; r r o -

Conoscere le Torri 2 1188

Un altro suggerimento per una rilassante passeggiata. Partendo dall’imbocco per la strada provinciale che collega Molfetta a Corato, si procede per circa 1 km. Qui si svolta a destra per “contrada Spinaruta” e la si percorre sino ad arrivare a “Casale Zappino”. Superatolo, si svolta a sinistra, si procede attraversando il ponte dell’A14 e, arrivati all’incrocio con “contrada Stradelle”, si svolta a sinistra. Procedendo, sulla destra è visibile la svolta per “Dolmen Frisari”. Superare la svolta e continuare a seguire la strada che diventa sterrata. La zona è tagliata dal torrente “Savanella” che scorre all’interno della profonda “Lama dell’Aglio”. All’incrocio con la SP per Corato continuare diritto per “contrada Antignano”. Dopo circa 500 metri, una stradina sterrata a destra conduce al leggendario “Casale Navarino”. Invece, proseguendo diritto, si incontra sulla destra il maestoso, imponente e secolare “Ulivo di Antignano”. Da qui tornare indietro sino all’incrocio con la SP per Corato e svoltare a destra. Proseguendo si incontra, appena prima del ponte dell’A14, “Torre di Pettine Azzollini” mentre subito dopo è possibile scrutare l’austerità di “Torre del Capitano”. Entrambe sono raggiungibili tramite dei vialetti posti a destra della provinciale. La piantina topografica dell’agro molfettese con le relative torri è disponibile cliccando sul pulsante “Itinerari culturali” collegandosi al sito del Comune di Molfetta (www.comune.molfetta.ba.it). f.t.

L’esempio positivo di Torre Molinara Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1187

Grazie alla famiglia Spaccavento e alla collaborazione di Vittorio Valente l’edificio è tornato a splendere. Fra le tante torri degradate di Molfetta ve ne sono alcune che splendono di luce propria come se il tempo non le avesse minimamente scalfite. Questo grazie agli importanti interventi di ristrutturazione effettuati a cura dei proprietari stessi. È il caso di Torre Cicaloria, Torre Madonna della Rosa, Claps San Martino, Torrione Passari, Torre Cappavecchia, Eremo Pezza Sapone, Casale Zappino, Torre Cascione e Torre Molinara. Ed è proprio quest’ultima che dovrebbe essere presa come esempio sia da parte di chi possiede i terreni sui quali sorgono questi edifici sia da parte del Comune di Molfetta. Torre Molinara prende il nome dallo scopo effettivo della sua costruzione che era quello della molitura del grano. Essa risale al XV

secolo ed è l’unica torre circolare rimasta dopo l’abbattimento di Torre dei Briganti che sorgeva a ridosso della costa orientale di Molfetta. Il fondo sul quale trova ubicazione l’edificio fu acquistato qualche anno fa dalla famiglia Spaccavento. Famiglia che volle fortemente rimettere in sesto la costruzione che si presentava, nonostante un intervento strutturale da parte del precedente proprietario, in uno stato di degrado moderatamente avanzato. Infatti al suo interno i livelli erano semi pericolanti ed erano messi in comunicazione tramite una pericolosissima scala in legno. L’intervento, come ha spiegato il proprietario attuale della torre Leo Spaccavento (nella foto), è stato effettuato tenendo presente l’importanza storica del

luogo. Tutto è stato ristrutturato in base a quella che doveva essere un tempo la torre nella maniera meno invasiva possibile. Tra l’altro l’intervento ha comportato un esborso economico relativamente esiguo in quanto molti dei lavori sono stati effettuati personalmente dai proprietari. È stato interpellato anche l’artista molfettese Vittorio Valente che si è messo a disposizione soprattutto per passione mettendo in secondo piano un possibile grosso introito economico. Onore, quindi, a questo personaggio e ai proprietari di Torre Molinara che hanno dimostrato di amare fortemente la propria terra e sferrato un grossissimo schiaffo morale a chi sostiene e predica sciocchezze riguardo l’irrecuperabilità delle torri. f.t.

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Inchiesta

giovedì 7 maggio 2009

Anche la Pro Loco contro l’abbattimento delle torri Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1189

Numerose le proposte avanzate dall’amministrazione che punta a promuovere e valorizzare il terriotorio. Ormai a Molfetta anche le vecchie pietre modellate dall’uomo e dalla storia, dal tempo e dalle intemperie non possono riposare tranquille. Dopo il triste epilogo dell’esistenza di Torre Schirone, si cercano i mezzi e le forze per strappare allo stesso destino tutti quegli angoli di Molfetta ricchi di passato, ma poveri di presente. Una soluzione efficace potrebbe essere quella di far rientrare tutte le torri, sparse nell’agro molfettese, in un percorso di rilevanza turistica, che permetta soprattutto alle nuove generazioni di scoprire e riscoprire luoghi che non abbiano una valenza esclusivamente commerciale ed economica. A tal proposito ci siamo rivolti all’Associazione Turistica Pro Loco di Molfetta che, oltre ad occuparsi della conservazione delle tradizioni popolari e di far conoscere il lato storico e artistico della nostra città, si è in precedenza interessata alla questione delle vecchie torri cittadine, anche attraverso alcune pubblicazioni che le vedevano protagoniste. “Già tempo fa

la Pro Loco ha incentrato la propria attenzione sulle torri di Molfetta, proponendo all’amministrazione comunale un percorso turistico che comprendesse non solo le torri ma anche tutti quei luoghi importanti ed emblematici delle radici della cultura contadina molfettese”, ha affermato il presidente dell’Associazione, Nicola Campo, che ha puntualizzato come la stessa associazione si sia interessata inoltre alle edicole votive sparse sul territorio, anch’esse abbandonate all’incuria, o rimosse e distrutte senza rispetto alcuno. Come è evidente, però, la proposta non è stata accolta dall’amministrazione che invece è diventata “carnefice di questa mattanza”. La Pro Loco continuerà, in ogni modo, ad interessarsi alla vicenda, ma anche a detta del presidente dell’associazione, è tutta la cittadinanza che dovrebbe mobilitarsi contro quest’ennesimo scempio nei confronti della nostra terra. Isabel Romano


Cultura

giovedì 7 maggio 2009

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Il terremoto dell’11 maggio 1560 Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1190

Una pagina di scienza e devozione popolare a cura del professor Cosmo Tridente L’11 maggio di ogni anno Molfetta celebra la festa della Madonna dei Martiri chiamata con l’appellativo di “Médonne du Tremelizze” (Madonna del terremoto), in ricordo e in ringraziamento per lo scampato pericolo della città nel terremoto dell’11 maggio 1560, avvertito in tutta l’Italia centro-meridionale. Secondo i dati rinvenuti presso l’Osservatorio di Geofisica e Fisica Cosmica dell’Università degli Studi di Bari, il sisma si verificò alle ore 4,40 di quel giorno (mercoledì), fu dell’8° grado della scala Mercalli, pari a magnitudo 6,4 della scala Richter ed ebbe il suo epicentro al largo della costa tra Bisceglie e Barletta. A Giovinazzo furono danneggiati alcuni vecchi edifici e fu lesionata una delle due torri campanarie (torre di sudest) della Cattedrale. La scossa fu avvertita fortemente, ma senza danni, a Bari e Molfetta, dove raggiunse l’intensità del 5° grado della scala Mercalli, nonché a Napoli e parte della Campania. La scossa, della durata di otto secondi, fu di tipo ondulatorio-sussultorio. Ci fu una replica alle ore 9 dello stesso giorno, con intensità pari al 3° grado della scala Mercalli. Il 21 agosto di quell’anno ci fu pure un’eclisse totale di sole che risvegliò nei molfettesi paure e angosce non ancora assopite. Il manoscritto cinquecentesco di Seripando (Biblioteca Nazionale di Napoli) e la continuazione del “Compendio” di Collenuccio ricordano che il terremoto fu avvertito a Napoli e nella Terra di Lavoro (la Terra di Lavoro, in origine chiamata Liburia, è una regione storico-geografica d’Italia legata alla Campania, oggi risultante suddivisa tra le regioni politico-amministrative del Lazio e della Campania). Inoltre, i notai baresi Cardassi registrarono succintamente la scossa nelle loro memorie manoscritte (Biblioteca Nazionale di Bari). “La scossa – raccontano i Cardassi – fu preceduta da un forte vento il cui sibilo fece destare i baresi i quali, presi dal panico e temendo si trattasse di una tromba d’aria, non osarono aprire le finestre delle proprie case per

rendersi conto di quanto stesse accadendo. Infatti, poco dopo, quelle finestre cominciarono ad oscillare paurosamente e non furono poche – continuano i Cardassi – le persone che invocarono l’aiuto di San Nicola, loro Patrono (non a caso San Nicola è anche raffigurato nel dipinto dell’edicola commemorativa del terremoto, su via Bisceglie). Alle prime luci dell’alba, le strade di Bari erano coperte di pietruzze e sabbia marina”. Ma perché Molfetta fu risparmiata da quella catastrofe? Com’è noto, l’intensità di un sisma generalmente diminuisce di grado man mano che ci si allontana dall’epicentro; la zona maggiormente colpita è detta “megasismica” o epicentrale. Ciò premesso Molfetta, pur essendo molto vicina a quella zona, avvertì il terremoto con una intensità pari al 5° grado della

scala Mercalli, mentre Giovinazzo, relativamente più lontana dall’epicentro, avvertì il movimento tellurico con una intensità pari al 7° grado. L’apparente paradosso, secondo quanto tramandatoci dai nostri avi, non può che avere una sola spiegazione: Molfetta sarebbe stata risparmiata da danni e vittime grazie alla protezione della Madonna dei Martiri. Non di questo avviso sono ovviamente gli esperti dell’Osservatorio di Geofisica per i quali il diverso grado di intensità di un terremoto può dipendere da una serie di fattori quali: le diverse caratteristiche geologico-strutturali lungo il percorso delle onde sismiche, gli effetti di dispersione e attenuazione che possono aversi lungo le direzioni di propagazione, nonché la difforme velocità di rottura, intesa come velocità di propa-

gazione della frattura nell’interno della roccia. Reggeva allora la sede episcopale della città Mons. Nicolò Maiorani. Il prelato si mostrò padre amoroso verso i suoi figli angosciati, si portò in mezzo al popolo confortandolo ed esortandolo ad avere fiducia nella Vergine dei Martiri, Patrona Melphictensium, al cui Santuario si recò con tutto il popolo per chiedere grazia e protezione. Una volta giunti al Santuario, possiamo immaginare quali siano state la suppliche alla Madonna, invocata a gran voce e con le lacrime agli occhi. Riconoscenti per lo scampato pericolo, ogni anno i molfettesi, insieme alle autorità civili, si recano processionalmente in Basilica per ringraziare la loro Patrona la quale non ha mai distolto il suo sguardo misericordioso dalla città.


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Torna l’appuntamento con “Solo Musica Italiana” Ormai è ineccepibile! “Solo musica italiana” è entrata, a pieno titolo, nel Sesta edizione dello spettacolo musicale dedicato alla calendario degli appuntamenti annuali musica italiana. musicali molfettesi. Si tratta di una singolare manifestazione, tutta ”made in Italy”, che sin dalla sua prima edizione ci regala l’occasione per interpretare, cantare e “vivere”, assieme ai gruppi musicali della nostra città, il panorama musicale italiano. Anche quest’anno, dunque, grazie all’associazione “Musica e Tradizioni”, il 9 e 10 maggio presso il teatro “Don Bosco”, saranno proposte due serate rigorosamente “live”, pregne del “sound” tricolore, tutto italiano. Due serate uniche, simili a quelle degli anni ’60 e ’70, avvolte nella genuina e straordinaria atmosfera della buona musica. Saliranno in pedana i gruppi musicali della nostra città che suonano in occasione di spettacoli, serate danzanti, feste, ricevimenti. Musicisti che, da anni, sono uniti in un’associazione, composta da oltre cento soci, tenuta in vita con solerzia dal presidente Antonio Sciancalepore. Un’associazione che infonde, assieme alla musica, la cultura del sociale. È sufficiente dare uno sguardo alle passate edizioni per rendersi conto Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1191

dell’impegno pubblico. FIDAS, AVIS, CRI, sono state nel passato partner di questa manifestazione; in questa occasione, sarà la volta del Sermolfetta. Nel riassumere l’attività svolta dall’associazione in questi anni si deduce una straordinaria dinamicità ed un entusiasmante desiderio nell’organizzare manifestazioni di musica leggera; tra queste, le passate edizioni di “Solo Musica Italiana”, “Cantando sotto le Stelle”, “Telethon” ed “Estate Musicale Molfettese”. Crescono, inoltre, i gruppi musicali che fanno parte del sodalizio, alcuni dei quali si esibiranno in questa sesta edizione, presentata da Lucia Catacchio: Blue Friends Swing, Deep Dream, Diambar, Flashback Music, Officina Musicale, Lost, The New Moons, The New Pocker, Respa Band, La Strana Sensazione. È inevitabile, dunque, che anche in questa rassegna di “Solo Musica Italiana” i musicisti effonderanno nei presenti pure emozioni, per far vivere un piacevole spettacolo musicale che, sicuramente, sarà gradito al pubblico molfettese. Gianni Amato


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Un annullo speciale per la Pro Loco Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1192

Sono ufficialmente cominciate le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario di fondazione dell’associazione. Ad aprire il lungo e ricco calendario d’eventi, che interesserà tutto l’anno in corso, è stato uno speciale annullo postale che nelle giornate di sabato 2 e domenica 3 maggio, ha richiamato un folto numero di molfettesi e non, presso la piazza principale del centro commerciale Gran Shopping Mongolfiera di Molfetta. Direttamente presso l’apposito stand, è stato possibile acquistare e far annullare le cartoline, attraverso timbri riportanti lo storico ed inconfondibile stemma della Pro Loco di Molfetta e quello delle Pro Loco dell’intera Puglia, il tutto reso possibile dalla grande collaborazione con Poste Italiane. L’evento ha attirato l’attenzione non solo di curiosi e concittadini molfettesi, in qualche modo legati alle vecchie e nuove vicende dell’Associazione, ma anche quella di numerosi appassionati di filatelia che non si sono certo lasciati sfuggire le quattro cartoline celebrative, Prendono ufficialmente il via i festeg- versario di fondazione dell’Associa- create per l’occasione in edizione ligiamenti per il cinquantesimo anni- zione Turistica Pro Loco di Molfetta. mitata con diversi soggetti, squarci

significativi della città: da una veduta di Banchina Seminario risalente al 1980, al classico e maestoso ritratto del Duomo, fino al sito archeologico del Pulo. Il prossimo appuntamento per i cinquant’anni della Pro Loco è previsto per il 9 maggio con l’inaugurazione di una mostra fotografica, ospitata all’interno della Sala dei Templari di Piazza Municipio, in cui ogni singola immagine scandirà le tappe indicative della storia dell’Associazione. Isabel Romano


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La cittadinanza attiva può salvare la democrazia? Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1193

Un libro per dimostrare che è possibile cambiare coinvolgendo i cittadini e pensando al bene comune.

Venerdì 24 aprile presso la Sala Finocchiaro della Fabbrica di San Domenico l’assessore al Territorio della Regione Puglia, Angela Barbanente,

ha commentato e proposto alcune riflessioni sul libro Chelsea story di Susan Podziba, edito da Bruno Mondadori (2006). Chelsea è un centro urbano situato nei pressi di Boston, in Massachusetts: all’inizio degli anni ’90 era considerata una delle città più clientelari, corrotte e inefficienti degli Stati Uniti. Metà del Consiglio Comunale e quattro sindaci condannati per corruzione, il corpo di polizia che favoriva il racket, i vigili del fuoco che prendevano tangenti per appiccare incendi e permettere alle ditte in fallimento di incassare i soldi delle assicurazioni. Poi qualcosa è cambiato, “la città corrotta ha saputo riscoprire una buona democrazia”: la gestione amministrativa è stata affidata ad un commissario, la cui politica è stata orientata al coinvolgimento e alla partecipazione della popolazione attiva, con l’obiettivo di tirar fuori la parte buona della cittadinanza, renderla partecipe alla vita

democratica. Stimolare il cittadino alla vita politica è fondamentale: se non partecipa, se non è coinvolto, rimane distaccato e accetta qualsiasi condizione come un fatto scontato: subisce senza reagire. Secondo l’assessore Barbanente oggi la nostra realtà amministrativa è asimmetrica: i poteri detenuti dagli attori, cittadini, proprietari, tecnici, politici, sono sbilanciati. Al contrario il commissario di Chelsea rendeva trasparente la partecipazione, si circondava di tecnici senza macchia, escludeva i corrotti, invitava la gente dal basso a realizzare progetti. Il tema della corruzione oggi è un fenomeno che fa riflettere. Alcuni, i più furbi, considerano la legge un’opzione, la applicano a loro discrezione fino ai limiti della stessa legalità. Amministrare una comunità oggi è difficile e complesso: non sempre l’amministratore di turno conosce i bisogni reali della città e gli interventi da adottare. L’as-

sessore regionale Guglielmo Minervini nel suo intervento ha affermato che la vera democrazia sfida le trasformazioni con idee: le risorse pubbliche non sono più sufficienti a suffragare il cambiamento, i problemi si stanno allargando e aggrovigliando, la politica economica sociale non dà più risposte alla crisi, si moltiplica la sfiducia. Il vecchio modello non funziona. Solo attraverso la partecipazione civile è possibile recuperare l’efficienza pubblica. Minervini ha aggiunto che la corruzione è un fenomeno dinamico, uno scambio illecito tra soggetti. E quando coinvolge altre persone, la realtà si avvita su se stessa fino ad arrivare al punto di rottura: produce impoverimento pubblico che si ripercuote sulla qualità dei servizi. La sfida: la corruzione urbanistica si può battere solo preservando l’ambiente in cui si vive. Pantaleo De Trizio


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Dai rifiuti le risorse per il futuro Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1194

Necessaria maggiore attenzione e più rispetto per l’ambiente. Questa la “ricetta” del direttore dell’ASM, ingegner Silvio Binetti. “Non esistono macchine capaci di separare i rifiuti: solo la raccolta differenziata e il trattamento di smaltimento possono contribuire a liberarcene”. È quanto ha ribadito l’ingegner Silvio Binetti, direttore dell’Azienda Servizi Municipali di Molfetta, martedì 28 aprile presso l’Università Popolare Molfettese, affrontando il problema dei rifiuti solidi nella nostra società. Ha poi continuato l’ingegner Binetti: “Se oggi i rifiuti non vengono gestiti bene, si rischia di esserne sommersi. Gestire nel senso di vigilare sull’ambiente, difenderlo da tutte le forme d’inquinamento, evitando sprechi di risorse naturali, che non sono mai sufficienti e l’uso di prodotti semi riproducibili come la carta. Creando condizioni di soddisfazioni della popolazione, migliorando la qualità della vita. Questo implica un corretto impiego delle risorse umane ed economiche”. “La terra si sta degradando, sta diventando sabbia. Se utilizzati e trasformati

correttamente, i rifiuti diventerebbero una grande risorsa per la soddisfazione dei bisogni dell’uomo. Infatti nei rifiuti troviamo carta, vetro, plastica, resti alimentari, terreno. In passato si pensava che per separare i vari componenti sarebbe bastato applicare la scienza tecnologica, ma è stata un’illusione. Oggi le uniche tecnologie di smaltimento e di trasformazione dei rifiuti sono affidati agli inceneritori o termovalorizzatori e agli impianti di compostaggio: quest’ultimo è un procedimento biologico che trasforma i rifiuti in terriccio utile all’agricoltura. Non procura nessun impatto ambientale. Se mal gestito”, ha proseguito il direttore, “ovvero se non si rispetta la quantità giusta da smaltire, allora viene emesso un cattivo odore, sgradevole ma innocuo per l’uomo. Questa realtà esiste a Molfetta. Anche i siti delle discariche sono sicure, con i nuovi sistemi di impermeabilizzazione delle cave, in modo tale da evitare l’inquinamento delle falde acquifere.

Oggi la comunità paga un cifra molto alta per lo smaltimento: una tonnellata di rifiuti costa circa 55 euro e nel prossimo futuro il prezzo sicuramente raddoppierà. Solo un’accurata e consapevole raccolta differenziata potrà abbattere i costi. Si sta progettando, infatti, la raccolta differenziata porta a porta. Così come sono già cominciati i lavori per impiantare dei cassonetti interrati presso Piazza

Mazzini, piazza Municipio, piazza Vittorio Emanuele. Questi cassonetti avranno una capienza di 5 metri cubi, a differenza di quelli ora in uso che ne contengono 3. Per lo svuotamento dei cassonetti interrati”, ha concluso il dott. Binetti, “basterà un solo uomo alla guida di una macchina provvista di gru”. Pantaleo de Trizio


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Mamma che bella la Serie A! E finalmente la salvezza è cosa fatta. Dopo tante sofferenze, la Nuova Virtus Molfetta raggiunge l’obiettivo prefissatasi a inizio campionato grazie alla vittoria per 91-77 ottenuta in gara 5 contro il Matera e che vale il 3-2 di una serie portata meritatamente a casa. Può quindi ora festeggiare tutta la società, a partire dal presidente, per passare ai dirigenti, all’allenatore e ai giocatori e finendo con il pubblico molfettese che aspettava con ansia questo obiettivo. Alla fine è stata appunto la Virtus ad avere la meglio in una serie che si preannunciava molto equilibrata ed ostica per gli uomini di Carolillo. Importante e fondamentale per l’esito finale della contesa è stato oltre al resto il fattore campo favorevole al Molfetta. Infatti le tre vittorie sono arrivate dalle gare disputate in casa visto che in trasferta, in un PalaSassi non del tutto colmo nei due incontri esterni, sono arrivate le due vittorie materane. Ma mentre in trasferta, in gara 2 e gara 4, la partita è stata a lungo in bilico, per poi decidersi a favore dei locali nei minuti finali, nelle tre gare disputate al PalaPoli non c’è stata storia: i vari 92-77, 97-78 e 91-77, rendono, anche se solo in parte, il dominio molfettese mostrato in campo, ricco di determinazione, cattiveria (quella agonistica), e soprattutto voglia di dimostrare al pubblico che questa squadra merita la permanenza in

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La Virtus conquista gara 5 e con essa il diritto a disputare anche nel prossimo anno il campionato di Serie A Dilettanti. serie A dilettanti. Anche gara 5, infatti, ha visto partire bene la Virtus che, dopo un inizio tirato con il Matera anche in vantaggio (7-9), è riuscita ad andare con più precisione a segno e ad allungare sugli avversari quel tanto che basta per non essere più ripresi: 18-13 dopo i

primi 10 minuti, un vantaggio minimo, ma che con la spinta dei 2000 spettatori del PalaPoli è diventato un muro invalicabile per i materani. I minuti passano e il vantaggio, lentamente, ma costantemente, aumenta: a metà gara è +10 sul 47-37. Ora la gara si fa più bollente

perché manca sempre meno alla fine. Il Matera risponde ai canestri molfettesi, ma non dà mai l’impressione di poter recuperare. Allora il pubblico decide di accendere ancora di più l’incontro: prima il molfettese Mapelli viene colpito al capo da un oggetto probabilmente lanciato dalla zona degli ospiti, ma subito dopo la calma ritorna; poi ci pensa uno steward che forse provocato, si esibisce in uno scontro davvero poco decoroso con il coach materano; per fortuna anche in questo episodio dopo alcuni momenti di tensione torna la normalità. Normalità di gran lunga preferibile ai momenti di confusione visto che la Virtus diventa sempre più sicura in campo e detta legge. Dopo il 69-56 del 30’, l’ultimo quarto si trasforma per la gioia di tutti in una semplice attesa prima della festa finale. Quando poi al suono della sirena finale il tabellone dice 91-77 per il Molfetta, la gioia può esplodere, e poco importa se lo speaker invita il pubblico a non entrare in campo dopo la partita, perché la voglia di abbracciare i ragazzi e festeggiare tutti insieme questa importantissima vittoria è troppo grande. Questa è la Virtus che ci piace. Questa è la Virtus che è già al lavoro per programmare un altro fantastico anno in Serie A Dilettanti. Giordano Germinario

La juniores del Real campione di Puglia Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1196

Mentre la prima squadra dovrà disputare i play off per tentare di conquistare la Serie B. Imponendosi con il risultato di 8 a 2 contro il Pellegrino Sport Altamura, gli “juniores” del Real Molfetta hanno vinto il campionato regionale di categoria, conquistando così il diritto a prendere parte alle fasi nazionali del torneo. Una cornice di pubblico degna del grande evento ha fatto da scenografia all’ultima giornata di campionato disputatasi per l’occasione sul prestigioso parquet del PalaPoli (di solito gli under 18 giocano presso il centro sportivo Nettuno n.d.r.). I ragazzi allenati da Nico Allegretta hanno così coronato il loro sogno

riuscendo a portare a casa un titolo che di diritto li inserisce nella storia sportiva cittadina. “Siamo felicissimi di questo risultato – ha dichiarato a fine gara Salvatore del Vecchio, dirigente responsabile della squadra – abbiamo creduto fortemente in questo progetto rivolto ai giovani e che va ben oltre il semplice impegno sportivo”. Della squadra, infatti, fanno parte anche alcuni ragazzi seguiti costantemente dai volontari del Sermolfetta nell’ambito dei progetti di recupero e reinserimento sociale. “Vedere questi giovani atleti festeggiare

per un traguardo tanto prestigioso – ha aggiunto del Vecchio – ci riempie di orgoglio e ci spinge a ringraziare sempre di più il Real Molfetta che ha sposato il progetto proposto dal Sermolfetta”. Un progetto che, come ha sottolineato Leonardo Mele, presidente del Real, proseguirà anche nei prossimi anni. Da una squadra all’altra, i “grandi” impegnati nel campionato di serie C1 saranno costretti a disputare i play off per tentare di accedere al campionato di serie B nazionale. Nell’ultima giornata della stagione regolare non è infatti ar-

rivato il tanto atteso miracolo e il torneo è stato vinto dal Giovinazzo. Nelle ultime due uscite della stagione regolare i molfettesi avevano comunque portato a casa l’intera posta in palio: vittoria per 3 a 0 a Ruvo e tennistico 6 a 0 nella gara interna contro il Sava. “C’è un po’ di rammarico – ha detto Leonardo Mele – perché speravamo nell’immediato salto di categoria. Ci era sfuggito nella scorsa stagione e si è ripetuto quest’anno. Non posso però che ringraziare tutti i ragazzi per quanto hanno fatto vedere in questa stagione”.


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Bari Sport: la beffa arriva nel derby

Nel volley si decide all’ultimo

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Biancorossi superati in classifica da Cellamare e Palo del Colle dopo il pareggio con il Milan Club.

I ragazzi cercano i play off le ragazze la salvezza.

Il dramma sportivo, forse, si è vissuto come nessuno si augurava all’inizio del campionato. Quando mancano appena novanta minuti alla fine della stagione regolare, il Bari Sport Molfetta, per quasi tutto il torneo capolista solitario, si è visto in un sol colpo scavalcare da Cellamare e Palo del Colle. Tutto ciò a causa di un finale di stagione vissuto certamente sotto tono e che ha avuto l’apice nelle ultime due gare sin qui disputate. Nel frattempo il Milan Club vede la salvezza, la seconda consecutiva in questo campionato, sempre più vicina. Ma andiamo con ordine. Il 26 aprile i biancorossi del Bari Sport allenati da mister Angelo Germinario sono stati “asfaltati” dai quattro gol subito dal Palo del Colle, riuscendo per una sola volta a gonfiare la rete difesa dal portiere padrone di casa. Un capitombolo doloroso che ha aperto la via dell’aggancio in vetta alla inseguitrice Cellamare. Contemporaneamente il Milan Club di Nico Mininni, vincendo per 2 a 1 in casa contro il Bisceglie, vedeva crescere le sue quotazioni salvezza. Il derby “fratricida” di sette giorni dopo, disputato sul sinte-

tico del “Benedetto Petrone”, segnava la gara del sorpasso e, salvo una pronta reazione di orgoglio nell’ultima gara, il probabile addio al sogno promozione diretta del Bari Sport. La ex capolista non andava oltre l’1 a 1 nell’incontro contro il Milan Club e subiva il doppio sorpasso di cui abbiamo già detto prima. Nell’ultima gara della stagione regolare, in programma il 10 maggio, il Bari Sport sarà di scena sul difficilissimo campo di Cellamare mentre il Milan Club riceverà il Trinitapoli per salutare i suoi tifosi. Per quanto riguarda il campionato di Eccellenza, si disputerà a Molfetta con inizio alle 16.30 sul manto erboso del “Paolo Poli” la finale di ritorno dei play off tra Liberty e Ostuni. All’andata si sono imposti i brindisini per 2 a 0.

Manca ancora una giornata alla fine della stagione regolare dei campionati nazionali di pallavolo maschile e femminile. Entrambe le formazioni molfettesi impegnate in Serie B, la Pallavolo e l’Azzurra, sono ancora in corsa per centrare i rispettivi obiettivi. La prima impegnata alla ricerca, sempre più difficile, di un posto per accedere ai play off, la seconda che, le prova tutte per conquistare una difficile e faticosa salvezza. I ragazzi allenati da mister Lorenzoni hanno conquistato nelle ultime due uscite altrettante vittorie. La prima il 26 aprile sul parquet dei romani dell’Ostia. Al “lido” i molfettesi si sono imposti per 3 a 1 (parziali 16-25, 20-25, 25-15, 28-30) non senza qualche difficoltà. Sette giorni dopo, ancora lontana dal parquet amico del PalaPoli, la Pallavolo si è imposta sul difficile e caldo campo del Marcianise, squadra campana impelagata nella corsa salvezza. I biancorossi hanno portato a casa un sudatissimo 3 a 2 (15-25, 27-25, 19-25, 25-21, 15-17) conquistato su un campo difficile per tutte le compagini che vi si

sono esibite. Contestualmente il Bari, ha sfruttato il rallentamento dei molfettesi per riprendersi il terzo posto. Tutto quindi si deciderà nell’ultima di campionato, in programma il 10 maggio, quando il Molfetta riceverà il Foggia. Le ragazze di patron Giancaspro hanno sfruttato quasi a pieno i doppio turno casalingo. Il 25 aprile hanno conquistato due punti contro il Tuglie: 3 a 2 (2517, 21-25, 25-22, 24-26, 18-16) il finale di una gara vissuta tra alti e bassi. Facile invece la vittoria per 3 a 0 (25-15, 25-16, 25-15) contro il già retrocesso Ostuni. Nell’ultima gara della stagione, il 9 maggio, le “azzurre” sono attese in quel di Aversa. Sempre sul fronte femminile, facendo un salto al campionato di Serie C, da segnalare la retrocessione della storia Molfetta Volley.


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giovedì 7 maggio 2009

Tutto pronto per il Trofeo dell’Adriatico 2009 Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1199

La Vogatori Molfetta pronta a riconfermare il titolo conquistato nel 2008. Si chiama Trofeo dell’Adriatico la manife- S.D. “Massimo Cervone” di Giovinazzo, i stazione sportiva riservata ai vogatori degli “Remuri Brindisi”, “La Ciurma” di Vasto, equipaggi che rappresentano le marinerie i “Vogatori Bari”, Ortona, Martinsicuro, e del medio e basso versante dell’Adria- Dubrovnik (Croazia) nella tappa di Giovitico che ogni anno si sfidano a bordo di nazzo, mentre a supportare le operazioni imbarcazioni a dieci remi. Il campionato ci saranno i giudici del C.S.I. di Molfetta. si sviluppa su un certo numero di regate L’A.S.C. Vogatori Molfetta ha ottenuto la lungo tutto l’arco della stagione estiva, con vittoria del Trofeo dell’Adriatico 2008, diverse trasferte su e giù per l’Adriatico; in dopo una stagione ricca di ottimi risultati ogni regata si svolgono delle “batterie” tra come il primo posto al Memorial “Mimdue imbarcazioni simili, gare di un miglio mo Farinola”, e il secondo posto nella gara marino su un percorso rettilineo e con del- inaugurale di Brindisi; la costanza dei rile virate. La voga è uno sport fortemente sultati, fattore determinante, ha permesso imprevedibile, proprio perché in acqua di conservare il primo posto della clastutto può succedere, ed è per questo mo- sifica a punti fino all’ultima regata del 3 tivo che il pubblico lo segue e lo apprezza agosto, quando i ragazzi hanno festeggiato molto. Molfetta è città simbolo nella disci- l’ambito traguardo insieme al loro timoplina tanto da essere rappresentata da ben niere Mauro de Gennaro e al presidente tre associazioni sportive: l’A.S.C. Vogatori Luigi la Forgia. Le altre squadre, ben preMolfetta, La Bilancella e la Nautilus. Nel- parate, hanno regalato allo scorso camle scorse settimane si è tenuto l’incontro di pionato uno spettacolo unico; sul podio programmazione del Trofeo dell’Adriati- Giovinazzo con 84 punti, e Brindisi con co 2009 a cui hanno partecipato i dirigenti 82, mentre un quarto posto alla molfettese delle società di vogatori, il presidente del Nautilus. Attualmente l’A.S.C. Vogatori C.S.I. Molfetta, Minervini e il presidente Molfetta è la squadra più titolata, avendo del comitato C.S.I. di Bari, Grandolfo. I già vinto la prima edizione del Trofeo nel partecipanti hanno messo a punto i detta- 2006, mentre i Remuri Brindisi hanno vingli organizzativi e tecnici per la quarta edi- to solo l’edizione del 2007; per chi fosse zione della manifestazione. Le gare, che interessato allo svolgimento delle gare del si svolgeranno tutte di domenica, avranno Trofeo dell’Adriatico 09 può seguire tutti luogo il 5 e il 12 luglio a Molfetta, il 18 e gli aggiornamenti, i risultati e le curiosità 19 luglio a Pescara, il 26 luglio a Vasto, visitando il sito www.vogatorimolfetta. il 2 agosto a Giovinazzo, il 6 settembre a com. Appuntamento quindi a luglio, con Brindisi. A contendersi l’ambito premio una nuova stagione sportiva. ci saranno le tre società molfettesi, l’A. Biagio Stoia

La Submission si fa strada in Puglia Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1200

Ad Andria una importante manifestazione promozionale. Ottimi risultati raggiunti dalla Submission Fighting Union, associazione sportiva molfettese impegnata nella disciplina della “submission”. Lo scorso 19 aprile gli atleti molfettesi hanno dato prova della loro bravura nel corso della manifestazione organizzata presso il palazzetto dello sport di Andria. Con la collaborazione di Meo Bonvino, già più volte campione del mondo di kickboxe, e con l’organizzazione del

molfettese Vanni Altomare, è stata realizzata una tappa dei campionati italiani di kickboxing, specialità “K1 Light”, e alla seconda edizione della “Andria Submission Cup”, manifestazioni entrambe patrocinate dalla federazione AisCombat. La competizione agonistica, rivolta a ragazzi che da poco si cimentano in questa disciplina, ha avuto l’obiettivo di preparare gli atleti a gare nazionale

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PALLAVOLO Serie B1 Maschile Sora Gela Bari MOLFETTA Chieti Terlizzi Spoleto Terni Brolo Fasano Avellino Galatina Marcianise Ostia Foggia Squinzano

Serie B2 Femminile 75 71 57 56 51 49 49 45 40 39 34 33 31 24 23 19

Trani Matera Salerno Taranto Scafati Sarno Battipaglia Benevento Potenza Sala Consilina Tuglie MOLFETTA Nojaturi Montescaglioso Aversa Ostuni

CALCIO A5

CALCIO

Serie C1 Giovinazzo REAL MOLFETTA Modugno Castellana Fasano Sammichele R. Mola Pellegrino Ruvo V. Mola Cerignola Noci Spinazzola Brindisi Altamura Sava

80 68 68 53 51 50 49 49 47 44 42 36 29 16 13 1

Seconda categoria 71 70 57 57 56 52 45 44 43 43 36 36 31 26 21 7

di più ampio respiro, realizzando un circuito competitivo di zona, nel corso del quale è stato testato il livello tecnico dei praticanti provenienti dall’intera provincia. A questa edizione hanno partecipato una trentina di atleti provenienti da 5 squadre pugliesi, divise in quattro diverse categorie di peso. Risultato molto soddisfacente, se si considera che solo da pochi anni questa disciplina lottatoria è presente in Puglia. È stato anche sorprendente notare come rispetto alla edizione precedente, organizzata nello scorso mese di dicembre, il livello tecnico dei partecipanti sia notevolmente

Cellamare Palo del Colle BARI SPORT Conversano Bitritto E. Triggiano Adelfia Bisceglie Capurso MILAN CLUB Trinitapoli Mola Altamura A. Triggiano Trani Cerignola

66 65 64 56 51 47 39 36 36 35 34 34 28 20 19 rit.

migliorato. Da menzionare la presenza in gara di Francesco Mininni, già vincitore di diverse competizioni nazionali, che in questa gara si è aggiudicato l’oro nella categoria “-78 Kg”, intascando il premio, messo in palio per tutti i vincitori di categoria, di 100 euro, nonché di Ilario Spadavecchia, della Submission Fighting Union, lottatore di submission e MMA, che è riuscito a piazzarsi al terzo posto. Arbitro della competizione, Vanni Altomare, già campione italiano nella categoria “-88Kg” classe A nel 2008 nel circuito nazionale Kombat League.


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Lavoro in chiaro

giovedì 7 maggio 2009

Lavoro e formazione: attenti alle truffe Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1201

Chi si dedica alla ricerca di un’occupazione impiega spesso tutto il tempo disponibile a questo scopo, sfruttando tutti i mezzi a propria disposizione, dai servizi Informagiovani, ai Centri per l’Impiego alle agenzie di fornitura di lavoro temporaneo (ex interinali) e via dicendo. Si consultano opportunità sulla stampa, su internet, in televisione e alla radio. In questo mare di informazioni sguazzano purtroppo anche approfittatori e truffatori veri e propri che speculano sulla buona fede di chi spesso, spinto dal bisogno, si affida a loro per avere un impiego. Non di rado ci si può imbattere in

proposte lavorative o formative fasulle, ad esempio, inviti per un finto colloquio di selezione, offerte di un corso di formazione tutt’altro che formativo, iscrizione a pagamento a banche dati che non esistono affatto, telefonate ad un numero 199 sempre a pagamento che, dopo alcuni minuti di conversazione, non approda ad alcun risultato. E si potrebbe continuare ancora. Non c’è naturalmente alcun rischio nel contattare l’azienda che vi propone un buon posto di lavoro, magari tramite mail o lettera, ma è necessario adottare alcuni comportamenti cautelativi. Esistono accorgimenti semplici e veloci per prevenire gran parte di queste truffe o perlomeno riuscire a riconoscere le offerte valide da quelle fasulle. Per quanto riguarda le offerte lavorative è opportuno chiedere subito chiarimenti riguardo alla posizione ricercata dall’azienda e al luogo di lavoro. Nel caso in cui, il vostro contatto, svia le domande e vi inviti a un colloquio di lavoro, fate attenzione! Inoltre ulteriori ricerche potrebbero risultare utili per avere maggiori garanzie come, ad esem-

pio, controllare la denominazione sociale, ubicazione, riferimenti telefonici e indirizzo e-mail, sito internet aziendale, responsabile del personale, partita Iva dell’azienda. Tutte queste ricerche potrebbero essere svolte avvalendosi di strumenti informativi gratuiti come: motori di ricerca in internet, Pagine Gialle Lavoro, sito internet della Camera di Commercio (Info Camere). Detto questo potete anche recarvi alla convocazione e scambiare due parole con il presunto “selettore del personale”. Quest’ultima figura, di solito, può coincidere con il datore di lavoro quando l’azienda o l’organizzazione proponente è di piccole o medie dimensioni. Bisogna ammettere che, in questi casi, la prudenza non è mai troppa se si pensa che chi non riconosce queste false opportunità come tentativi di truffa può rimetterci da 50 a svariate migliaia di euro. Nei casi di iscrizione a corsi ricordatevi che le aziende prima assumono e poi formano, non fanno corsi preventivi a pagamento. Diffidate di chi vi promette un posto sicuro dopo il corso oppure richie-

de altre forme di scambio per darvi un’opportunità di lavoro che in questi casi, tenetelo bene in mente, non arriverà mai. Esiste però un modo per non essere truffati: se vi viene chiesto denaro, anche poche centinaia di euro, per qualunque motivo (cauzione, spese di invio materiale, organizzazione di un corso, ecc.), NON PAGATE. Se il contatto è per e-mail o lettera non avrete più notizie; se siete ad un colloquio, la persona con cui parlate probabilmente si mostrerà irritato accusandovi di non desiderare davvero quel lavoro. Voi non reagite, uscite con calma senza avere rimpianti, fieri di voi stessi avrete evitato di cadere in una trappola. Marco Roberto Spadavecchia Tieniti alla larga da chi cerca di sminuire il tuo lavoro e le tue ambizioni. È ciò che fanno le persone meschine. Mentre i veri grandi ti fanno sentire che anche tu puoi diventare grande. Mark Twain

Il fatto.net ha selezionato per voi dai motori di ricerca alcuni annunci di lavoro. Alcuni annunci saranno ripetuti ma vale sempre la pena consultarli tutti. Negli annunci diretti troverete gli annunci fatti direttamente alla nostra redazione. Il servizio di annunci è totalmente gratuito e la radazione non si assume alcuna responsabilità circa la bontà delle inserzioni. Per maggiori informazioni e aggiornamenti consultate il sito www.ilfatto.net nell’area OFFRO LAVORO.

ANNUNCI DIRETTI Ristorante Pizzeria Playa del Sol ricerca cuoco e personale di sala. Telefonare 080.3389506 Ristorante Re della Scogliera cerca pizzaiolo e aiuto cucina. Telefono 080.3341505 AGENZIA VIAGGI Cerca personale con esperienza. Prego inviare curriculum all’indirizzo enigsrl@gmail.com LR .AZIENDA TEDESCA ricerca collaboratori per la vendita di prodotti di Salute Benessere e Bellezza. Auto aziendale. Ottimo guadagno. Contributo spese. TEL. 348.9560047 Agenzia Principale AllianzRas di Molfetta ricerca stagista (età 22-27anni) per attività di consulenza front-office ed amministrativo-contabile. Si richiede conoscenza principi di contabilità generale, office

(software), bella presenza. Sede di lavoro Molfetta. Inviare curriculum al 080.3386504 o mail a gcarad@tin.it (si chiede gentilmente di non presentarsi di persona o portare a mano i CV).

voglia di crescere e capacità organizzativa. Inviare i cv all’email editore@ilfatto.net. (Si chiede gentilmente di non presentarsi di persona o portare a mano i cv oltre a candidarsi per la figura richiesta)

ORMANT SRL ricerca magazziniere con esperienza. Inviare curriculum al fax 080/3385807 o email selezione@ormant.it (si chiede gentilmente di non presentarsi di persona o portare a mano i cv)

swing pub cercasi banconista e cameriere/a con minima esperienza tel. 080 3353553

ACTIVA SRL ricerca agenti con esperienza da impiegarsi come consulenti commerciali. Si richiede auto propria e voglia di crescere in un mondo dinamico e in continua evoluzione come quello pubblicitario. Inviare i cv all’email editore@ilfatto.net (Si chiede gentilmente di non presentarsi di persona o portare a mano i cv oltre a candidarsi per la figura richiesta) ACTIVA SRL ricerca esperto/a in telemarketing da impiegarsi nella struttura di vendita. Si richiedere esperienza nel settore specifico,

ALBA CONSULENZA IMMOBILIARE Per ampliamento dei servizi cerca segretaria max 40 anni. Per Info telefonare allo 080.3351288 o presentare il proprio curriculum in via Ten. Fiorino, 57 a Molfetta. AGENZIA GENERALE DI MOLFETTA Per ampliamento organico azienale selezioniamo aspiranti consulenti assicurativi e finanziari di età compresa tra i 23 e i 45 anni, residenti a Molfetta e Giovinazzo. L’attività sarà preceduta da un corso gratuito di formazione e affiancamento di un tutor. Per un colloquio contattare il 3383508605.

JOBCRAWLER CORSO DI ESPERTO DI WEB MARKET A MOLFETTA

Il Centro Studi Levante organizza a Molfetta un corso di formazione per esperto di web market per lo sviluppo e commercializzazione delle botteghe artigiane locali. Il corso mira, a creare e perfezionare figure professionali in grado di gestire attraverso nuove tecnologie nel settore ICT, e innovative tecniche di comunicazione, la “vetrina” e il “negozio virtuale” del sistema commerciale locale e soprattutto del piccolo artigianato di qualità. Destinatari: 18 giovani e adulti non occupati, in possesso di qualifica, diploma di scuola media secondaria o laurea attinenti ai settori interessati dall’intervento. Durata: 100 ore Indennità di frequenza: Ai partecipanti sarà riconosciuta una indennità di frequenza pari a € 2,00 ad ora. Gli interessati in possesso dei requisiti sopra esposti devono presentare domanda di iscrizione ai corsi presso l’Ente di Formazione Professionale Centro Studi Levante – Piazza Aldo Moro 16 – Molfetta entro e non oltre il 9 maggio 2009. Qualora le domande di iscrizione dovessero essere più numerose dei posti disponibili, si procederà a selezione per l’ammissione ai corsi. Al termine del corso si rilascia un attestato di frequenza riconosciuto dalla Regione Puglia Per informazioni rivolgersi presso la sede del Centro Studi Levante sita a Molfetta in Piazza Aldo Moro 16 ore 9.30 - 12.00 / 17.00 – 19.30. Tel. 080.3354439. Fonte: Centro Risorse Informa

Per inserire un’offerta di lavoro basta inviare il testo con l’inserzione alla nostra e-mail: editore@ilfatto.net


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w w w . i l f a t t o . n et

IL FATTO è disponibile in questi esercizi ogni 15 giorni,puntuale come sempre il giovedì. Baby Roon piazza Roma Bar 2000 piazza Garibaldi 66 Bar Arcobaleno banchina S. Domenico Bar Ariston via Santa Lucia 11 Bar Astoria corso Umberto 16 Bar Blues via Dante 49 Bar Byblos piazza Principe di Napoli 6 Bar Caffetteria, via Salvucci 46 Bar Camera Cafè via XX Settembre 43 Bar Cavour via Fornari 47 Bar Central piazza Vittorio Emanuele 17 Bar Crystal via F. Campanella 33 Bar degli Artisti, via Gesmundo 4 Bar del Ponte, via Ruvo 18 Bar Euro via San Francesco d’Assisi Bar Europa, via Cavallotti 10 Bar Fausta, corso Umberto 150 Bar Filisia via M. di Savoia 67 Bar Football, via la Malfa 11 Bar Gabbiano, corso Umberto 48 Bar Gardenia via Respa 12 Bar Green, via Baccarini 111 Bar Haiti via San Domenico Bar Ideal, via Terlizzi Bar Kennedy, via Germano 49 Bar la Fenice, corso Umberto Bar Le chic j’adore, via G. Salvemini 15 Bar London via Terlizzi 6 Bar Mary corso Umberto 122 Bar Mezzina, via Einaudi 6 Bar Minervini, via Pio la Torre 33 Bar Miramare banchina S. Domenico Bar Miramare, via San Domenico 9 Bar Mirror via cap. Azzarita 124 Bar Mixer Cafè, 6^ strada ovest Lama Martina Bar Moka, via Annunziata 68 Bar Mongelli via cap. de Candia 30 Bar Murolo piazza Paradiso 10 Bar New Meeting, via Alberto Mario Bar Orchidea via Fornari 50 Bar Pasticceria Casa del Dolce, via San F. d’Assisi Bar Peter Pan, via Monda 48 Bar Rio, via Bari 92 Bar Roma 2, via San Domenico 4 Bar San Marco, corso Umberto Bar Seven via Germano 33

Bar Seventy Bar Snack, via Giovinazzo 1 Bar Sottocoperta, piazza Garibaldi Bar Spadavecchia, via Papa Montini 60 Bar Sport corso Umberto I Bar Stazione piazza Moro Bar Sweet piazza Garibaldi 32 Bar Umberto corso Umberto I Bar Universo corso Umberto I Bar Venere, via Martiri di Via Fani 6 Bar Vittoria via Alighieri 68 Baro Oasi, via Cormio 18 Bettie Page piazza Municipio 6 Biblioteca Comunale, via San Domenico Blanc la Nuit lungomare M.A. Colonna Buffetti piazza Garibaldi Caffè al Duomo via Banchina Seminario 8/10 Caffè Colorado via XX Settembre Caffè Metropolis via cap. de Gennaro 16 Caffè Silver via Fremantel 19/I Caffetteria Gonzaga via Piazza Caffetteria Manattan viale dei Crociati Caffetteria Paninoteca Grease via Molfettesi d’Argentina 75 Caffetteria Venere via Martiri di via Fani 6 Calì Caffè via Puccini 7 Cin Cin Bar via Dante Coffee Room viale Pio XI Compagnia Carabinieri via Caduti di Nassiriya Edicola “l’altra Edicola” via Terlizzi Edicola Andreula via Baccarini 67 Edicola Caputi via San F. d’Assisi 55 Edicola De Palma via Bari 1 Edicola delle Rose via Madonna della Rosa Edicola di Sciancalepore Domenico piazza M. di Savoia Edicola Gigotti via Bari 74 Edicola Grosso via Pappagallo Edicola piazza Garibaldi Edicola Spazio Libero via gen. Poli Edicola Stazione piazza A. Moro Edicola via Cormio rione Paradiso Edicola via Dante Edicola via Einaudi rione Paradiso Edicola via Fornari nei pressi Istituto Apicella Edicola via Giovinazzo 1 Edicola via Giovinazzo 45 Edicola via Paniscotti

Edicola via ten. Silvestri Edicola via Togliatti zona 167 Edicola viale Pio XI Farmacia Grillo, largo Sant’Angelo Flory’s Cafè via gen. Poli 3 Istituto Industriale di Stato “G. Ferraris” via P. Togliatti 2 Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione sede centrale via Fornari 1 c/o Istituto Apicella Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione sede succursale via Giovinazzo Istituto Professionale per i Servizi Turistici “A. Bello”, viale XXV Aprile Istituto Professionale per le Attività Marinare località Prima Cala Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “G. Salvemini” via Martiri della Resistenza Liceo Classico “L. da Vinci” e Liceo Scientifico “A. Einstain” via P. Togliatti 4 Liceo Ginnasio “L. da Vinci” sede succursale via Fornari 1 c/o Istituto Apicella Liceo Sociopsicopedagogico “V. Fornari” via gen. L. Amato Medi Max via Terlizzi Mister Toto via Losito Mondo Casa Immobiliare, piazza Effrem 12 Off Street piazza Garibaldi 15 Palazzetto dello Sport “G. Poli” via Martiri di Via Fani Panificio Annese via Cappellini 28 Panificio Biancaneve via de Luca 59 Panificio Biancaneve via Molfettesi del Venezuela 41 Panificio Cangelli via cap. de Candia 49 Panificio Centrale via Respa 40 Panificio de Gennaro via cap. de Candia 155 Panificio de Pinto via Edoardo Germano Panificio don Bosco corso Fornari 36 Panificio don Bosco via Cormio 36 Panificio Europa via Rattazzi 41 Panificio il Forno zona 167 Panificio Jolly viale Pio 11 9/a Panificio La Sfornata via E. Fermi Panificio Minervini via Bixio 25 Panificio Non Solo Pane via gen. Poli 13 Panificio Non Solo Pane via Paniscotti 44 Panificio Petruzzella via Bovio 18 Panificio Posta via Ricasoli 29 Panificio Sant’Achille via Martiri di via Fani 15

Panificio Trionfo via ten. Fiorino 71 Parrocchia Cattedrale, via D. Alighieri Parrocchia Cuore Immacolato di Maria via Mascagni Parrocchia Immacolata, piazza Immacolata 62 Parrocchia Madonna della Rosa via C. A. Dalla Chiesa 19 Parrocchia Sacro Cuore di Gesù corso Umberto Parrocchia San Berardino via Tattoli Parrocchia San Corrado Duomo, banchina Seminario Parrocchia San Domenico via San Domenico 1 Parrocchia San Gennaro via S. Pansini Parrocchia San Giuseppe via A. Saffi 1 Parrocchia San Pio X viale Gramsci 1 Parrocchia Santa Famiglia via Innocenzo VIII Parrocchia Santa Teresa piazza Vittorio Emanuele 3 Parrocchia Sant’Achille via A. Salvucci Place Blanc Cafè piazza M. di Savoia 4 Stazione di rifornimento AGIP via Terlizzi Stazione di rifornimento Madogas via Terlizzi Stazione di rifornimento AGIP via Giovinazzo Stazione di rifornimento API Zona Artigianale Stazione di rifornimento ESSO via Bisceglie Stazione di rifornimento Q8 via dei Lavoratori Zona Artigianale Supermercato Granrisparmio v. Martiri della Resist. Swing Pub viale Pio XI 27 Pub Flower via Giovinazzo Tabaccheria corso Umberto 74 Tabaccheria piazza Garibaldi 6 Tabaccheria piazza Roma 4 Tabaccheria via Azzarita 65 Tabaccheria via Bari 68 Tabaccheria via Fiorini 41 Tabaccheria via Fornari 66 Tabaccheria via G. Salvemini 124 Tabaccheria via Hugo 3 Tabaccheria via Madonna dei Martiri 2 Tabaccheria via Madonna dei Martiri 67 Tabaccheria via Margherita di Savoia 5 Tabaccheria via Pansini 52 Tabaccheria via Paradiso 2 Tabaccheria via Roma 32 Tabaccheria via Rossini 12 Tabaccheria via Silvestri 68 Tabaccheria viale Pio XI Tenenza Guardia di Finanza viale dei Crociati Ufficio Relazioni con il Pubblico


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Consigli per una sana alimentazione FACILE

DIFFICILE

SOLUZIONI

Sudoku (giapponese: su-doku, nome completo: Su-ji wa dokushin ni kagiru) è un gioco di logica nel quale al giocatore o solutore viene proposta una griglia di 9×9 celle, ciascuna delle quali può contenere un numero da 1 a 9, oppure essere vuota; la griglia è suddivisa in 9 righe orizzontali, nove colonne verticali e, da bordi in neretto, in 9 “sottogriglie”, chiamate regioni, di 3×3 celle contigue. Le griglie proposte al giocatore hanno da 20 a 35 celle contenenti un numero. Scopo del gioco è quello di riempire le caselle bianche con numeri da 1 a 9, in modo tale che in ogni riga, colonna e regione siano presenti tutte le cifre da 1 a 9 e, pertanto, senza ripetizioni. Fonte:(it.wikipedia.org)

Naturalmente colorato fa bene Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1202

Per assicurarsi un pasto completo dal punto di vista nutrizionale, ma anche piacevole per i nostri sensi, è importante giocare con i colori non solo di tovaglie e stoviglie ma degli alimenti stessi: un piatto di porcellana bianca pieno di cibi colorati è la miglior scelta che si possa fare. Non è difficile trovare il giusto abbinamento: immaginate un alimento giallo, uno verde, uno rosso, uno viola, uno grigio, uno bianco. Il pranzo è completo! A parte l’allegria che un piatto colorato porta a tavola, ogni colore ha proprietà importantissime per l’organismo. I vivaci toni di frutta e verdura, infatti, sono dati dalla presenza di pigmenti naturali che hanno rilevanti proprietà biologiche. Sicuramente avete sentito parlare di carotenoidi e polifenoli. Quando mangiate frutta e verdura di colore giallo, arancio, rosso e verde scuro state assumendo carotenoidi: carote, zucca, spinaci, peperoni, patate sono ricche di betacarotene e i pomodori

di licopene. E in questo periodo quanto rosso state mangiando? Chi non è ghiotto di fragole, ciliege o more, lamponi, ribes. Il colore rosso-viola in questo caso è dato dagli antociani, appartenenti ai polifenoli. E poi ancora ci sono dei polifenoli con una colorazione più chiara presenti anche in olio extravergine di oliva, agrumi, mele, cavoli, cipolle, insalata, pomodori, tè verde. L’interesse verso queste sostanze nasce dalla loro importanza per la nostra salute: la loro funzione antiossidante consente di rallentare i processi degenerativi dei tessuti, prevenire e combattere le infezioni stimolando il sistema immunitario, prevenire malattie legate a fenomeni di degenerazione cellulare, quali malattie cardiovascolari, malattie cronico degenerative come l’aterosclerosi, la cataratta, il morbo di Parkinson e tumori. E allora pensate a quanto bene ci può fare un buon pesce contornato dal verde dell’insalata, il rosso e l’arancio di pomodori e carote, il viola delle melanzane o uno spuntino rosso a base di fragole e frutti di bosco! dott.ssa Annalisa Mira Biologa Nutrizionista


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Orecchiette su crema di rape Ingredienti • • • • •

400 gr. di orecchiette 30 gr. di acciughe sottolio 2 spicchi di aglio 100 gr. di olio d’oliva 2 kg di cime di rapa

• • • •

1 patata 50 gr. di mascarpone 1 peperoncino sale e pepe q.b.

Procedimento Mondate le cime di rapa lavandole bene. Ponete sul fuoco una pentola con acqua e portatela ad ebollizione; aggiungete le rape e il sale, portate a cottura e colate conservando un po’ di acqua della cottura. Mettete le cime di rapa ed un po’ d’acqua di cottura nel cutter, aggiungete una patata precedentemente cotta e sbucciata, ricavate una crema, versatela in un bollitore e ponetela a bagnomaria. Aggiungete il mascarpone e legatelo di densità usando l’acqua di cottura. Preparate una padella con l’olio extravergine di oliva, i 2 spicchi di aglio, le acciughe, il peperoncino, fate leggermente imbiondire l’aglio e sfaldare le acciughe, eliminate gli spicchi di aglio e versatevi le orecchiette cotte in abbondante acqua saltata ben scolate, saltate ben il tutto. Prendete un padellino metteteci un poco di olio d’oliva, versate il pane grattato e fate rosolare leggermente girando bene. Presentazione In un piatto piano adagiate sul fondo con un mestolo la crema di rape. Con le orecchiette saltate fate un nido, spolverate con il pane dorato e svirgolate con olio extravergine di oliva. n.b. Per dare colore porre al centro del nido un pomodoro da serta rosolato in padella Chef: Vincenzo Guastamacchia

I CONSIGLI DELLO ZODIACO ARIETE Trascorrete qualche ora in più in famiglia, se potete, concedetevi qualche giorno di pausa, magari un fine settimana per rigenerarvi e riprendere alla grande. Vi attendono giorni di serenità salvo qualche piccolo imprevisto che però non vi turberà affatto.

LEONE Sul lavoro non lasciate che un piccolo screzio con i colleghi vi induca a compiere scelte azzardate. In ogni caso mettete la da parte la vostra pigrizia e concentratevi su un obiettivo per volta. In amore le difficoltà sono un ricordo lontano. Godetevi questo periodo fino in fondo.

SAGITTARIO Non lasciatevi sfuggire l’occasione. Nel tuo gruppo si affaccia una persona nuova. A voi piace ma non si siete gli unici pretendenti. Un’occasione mondana sarà il momento propizio per avvicinare quella persona così importante per mettere a punto il vostro progetto.

www.ilfatto.net IL FATTO Quindicinale gratuito di informazione

EDITORE Activa S.r.l. con unico socio

PRESIDENTE Giulio Cosentino | cell. 334.1758150 e-mail: giulio.cosentino@gmail.com

TORO Evitate di aggredire e di accusare quanti vi sono vicino. Non potete negare che molti dei vostri problemi sono causati dalla vostra incapacità di mantenere la concentrazione su quello che state facendo. Questo accade sia in ambito professionale sia in ambito affettivo.

VERGINE Ci sono piacevoli sorprese che vi aspettano dietro l’angolo. Una notizia inattesa produrrà in voi un benefico mutamento. Siate ottimisti. C’è un mondo da scoprire attorno a voi. Dovete solo lasciarvi andare e guardare oltre la vostra linea d’orizzonte.

CAPRICORNO Riuscirete a sfoderare una grinta che lascerà stupiti anche voi. Novità nel mondo degli affetti. Brividi per chi non riesce proprio a mettere la testa a posto. All’orizzonte ci sono numerosi cambiamenti per voi. La cosa non deve preoccuparvi. Avete tutto da guadagnare.

DIRETTORE RESPONSABILE Corrado Germinario

Collaboratori Pantaleo de Trizio, Marta Marzocca, Paola Pansini, Isabel Romano, Roberto Sciannamea, Lella Salvemini, Marco Roberto Spadavecchia, Francesco Tempesta, Annalisa Mira, Giordano Germinario, Beatrice De Gennaro. Registrato presso il Tribunale di Trani · aut. del 19 ottobre 2007 n. 17/07

GEMELLI Qualche piccolo problema di salute potrebbe allungare i tempi di un progetto che state accarezzando da tempo. Avete puntato in alto ora, che siete quasi arrivati in cima, non potete mollare. Quindi stringete e pugni e andate avanti.

BILANCIA Avete grinta e caparbietà. Siete capaci e affascinanti. Avete amici che vi stimano. Provate ad amarvi un po’ di più e allontanate i pensieri funesti. Il cuore non sente ragione. Continuate ad aspettare chi di voi non vuole proprio saperne. Concentratevi su un altro obiettivo.

ACQUARIO Gli astri nelle prossime settimane saranno dalla vostra. E se proprio le cose non dovessero andare, avrete avuto l’occasione di mettere le cose in chiaro. A volte occorre affrontare la vita a muso duro. Quanti sono innamorati non perdano l’occasione di farsi avanti.

REDAZIONE Via degli Antichi Pastifici, Zona Artigianale A/8 · Molfetta redazione@ilfatto.net

PROGETTO GRAFICO Vincenzo de Pinto

IMPAGINAZIONE NELLOPOLI.com | HIDESIGN.it

STAMPA

CANCRO Controllate le vostre reazioni. Verso la metà del mese la situazione comincerà a migliorare. Momenti di tensione con il partner. Fuochi d’artificio anche con gli amici. State attraversando un periodo non del tutto positivo e occorre mantenere la calma.

SCORPIONE Prima di lanciarvi nella nuova avventura che vi si farà incontro prendete in considerazione ogni aspetto e lasciate che la razionalità faccia la sua parte. Vi scoprite improvvisamente scaramantici a vi dite pronti a rischiare il tutto per tutto. Sbagliato.

PESCI Tiratevi su e non declinate gli inviti di amici e conoscenti. Sicuramente stare in compagnia non vi farà male. Non è il momento per prendere decisioni importanti. Il desiderio di dare una svolta è grande ma pazientate ancora qualche settimana.

MASTER PRINTING S.R.L. VIA DELLE MARGHERITE 20/22 MODUGNO BA

CONCES. DELLA PUBBLICITA’ Ufficio Commerciale · tel. 334.17.58.150


Il Fatto n. 035  

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