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w w w . i l f a t t o . n et Molfetta

giovedì 26 marzo 2009

Quindicinale gratuito di informazione.

n° 32

Politica

Attualità

Cultura

Sport

A giugno si voterà anche per rinnovare il parlamento europeo. Da Molfetta, per ora, due candidature.

Nuova sede per il Tribunale per i Diritti del Malato: riprende l’attività all’interno dell’ospedale dell’associazione.

Riti e tradizioni della Quaresima: un volume per raccontare la Puglia.

Momento di crisi per Bari Sport e Real Molfetta ma non si discute l’obiettivo promozione.

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Inchiesta

Vite diverse Via ai lavori nel Centro Storico

L’Arma colpisce ancora

Tre milioni di euro destinati alla sostituzione del basolato e all’interramento dei sottoservizi in tutta la città vecchia. I lavori, partiti da via Sant’Orsola, proseguiranno per i prossimi due anni. E in estate nuova luce anche per piazza Minuto Pesce e piazza Gramsci.

Tre arrestati e un minorenne denunciato. Sono tutti del San Paolo di Bari. I carabinieri li ritengono gli autori di 18 rapine messe a segno dall’inizio dell’anno in tutto il Nord Barese e soprattutto a Molfetta. Decisive le indagini condotte dagli uomini del Nucleo Operativo della Compagnia di Molfetta.

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Politica

giovedì 26 marzo 2009

Elezioni Europee… tanto silenzio e pochi nomi Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1073

L’attenzione dei più è puntata sulle “provinciali” che si svolgeranno negli stessi giorni.

Circa un mese e mezzo fa nel parlare di elezioni europee e nell’annunciare l’election day previsto per il 6 e 7 giugno prossimi, avevamo fornito i nomi di alcune possibili candidature “molfettesi” per l’Europarlamento di Strasburgo. Da allora ad oggi, tranne qualche certezza, nulla pare essere cambiato, quasi a testimonianza del fatto che a Molfetta le europee poco importano. Questa è naturalmente soltanto un’impressione avuta evidentemente da riunioni politiche sin troppo silenti e dalla mancanza di comunicazioni. Quello che invece appare sempre più certa è la disinformazione dei cittadini, poiché alcuni addirittura ignorano persino che quest’anno si voterà per rinnovare il Parlamento Europeo. Tutto questo mentre a livello nazionale il dibattito politico nelle ultime settimane non ha fatto altro che concentrarsi sulla riforma della legge elettorale per quanto concerne proprio le elezioni europee, recentemente votata dalle due Camere,

che prevede l’introduzione di una soglia di sbarramento al 4%. Non proprio una novità visto che si tratta di una soglia prevista anche nei sistemi elettorali di molti altri stati europei membri dell’Ue. In Germania, Polonia e Francia, ad esempio, lo sbarramento è fissato al 5%, mentre per la Svezia e l’Austria é al 4%. Per il resto, la legge approvata non introduce altre modifiche alla legge numero 18 del 1979. Il sistema elettorale con il quale si voterà servirà ad eleggere il gruppo dei 72 europarlamentari della delegazione italiana a Strasburgo. Il riparto dei seggi avverrà con il metodo proporzionale in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna lista, su un collegio unico nazionale e con il principio dei quozienti interi e dei resti più elevati. Importante è, ai fini del voto stesso, la ripartizione del territorio italiano in cinque grandi circoscrizioni. Restano le preferenze, nonostante nella prima ipotesi di riforma il centrodestra avesse tentato di cercare un accordo

per l’introduzione delle liste bloccate come per le politiche. A Molfetta, appartenente alla quarta circoscrizione (Puglia, Basilicata, Campania, Abruzzo, Molise e Calabria), ciascun elettore potrà esprimere un numero massimo di due preferenze. Tornando al discorso dei molfettesi candidati alle europee bisogna dare atto all’intensa attività politica dell’ex sindaco Tommaso Minervini, coordinatore provinciale dei Socialisti, che già da tempo ha reso nota la sua candidatura. Proprio a causa della legge elettorale che impone lo sbarramento al 4%, i partiti politici considerati più “piccoli” stanno cercando di mettere in piedi una serie di fruttuose alleanze. È questo anche il caso dei Socialisti che insieme alle segreterie e coordinamenti provinciali del Movimento per la Sinistra, Sinistra Democratica, Unire la Sinistra e Verdi hanno deciso di unirsi per la competizione elettorale europea sotto il nuovo simbolo di “Sinistra e

Libertà”. “Attualmente – ha affermato l’ex primo cittadino – si stanno susseguendo una serie di incontri delle Federazioni Provinciali per dar vita a delle candidature comuni che saranno presentate a breve nei prossimi giorni”. La reale novità, al momento, è rappresentata dalla candidatura al Parlamento Europeo di Vincenzo Ciccolella, volto noto del “Gruppo Ciccolella” ovvero la grande azienda florovivaistica quotata in borsa. Vincenzo Ciccolella, infatti, sarà espressione del Movimento per il Sud fondato dalla senatrice Adriana Poli Bortone. Sia dal Partito Democratico, che invece alle provinciali ha già da tempo reso noti i suoi candidati, che dal Popolo della Libertà non vi sono novità. Tutto ancora tace e tutto ancora è rintanato nella stanza dei bottoni, anche se è ovvio che ben presto ogni movimento verrà svelato per dar il via ad una degna campagna elettorale. Matteo Diamante


L’opinione

giovedì 26 marzo 2009



L’arte di credere a tutto. Tranne che a noi stessi! Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1074

Dal santone “sbugiardato” dalla tv al sogno della vincita miracolosa. La vicenda andrebbe letta sotto diverse angolature. Nella civiltà dell’immagine, anche Molfetta ha diritto al suo quarto d’ora di celebrità, che se ne parli in giro, nel bene o nel male, purché se ne parli. Oppure potrebbe trattarsi di un soprassalto di fiducia, in un momento in cui si sospetta di tutti, dallo zingaro alle banche, i molfettesi danno dimostrazione di saper credere. Se n’è parlato in tv, che sarebbe a dire che s’è parlato tout court, così che abbiamo saputo, ma ne avremmo fatto volentieri a meno, che in pieno centro esercita un professionista particolare, autonominatosi “guaritore”, potente al punto da aspirare a restituire la salute ai malati di tumore, per la modica cifra di tremila euro circa. Santone sì, ma al passo con i tempi, che utilizza per la diagnosi un computer capace di rilevare la gravità della malattia, nel caso della trasmissione tv fintamente denunciata da un altrettanto finto

ammalato, e da contrassegnarla con un bollino rosso, indice di influenze negative e maledizioni, che intaccano gli organi fino a determinarne la malattia. Dopo la diagnosi, il “santone” indica la cura contro queste influenze negative – e chi di noi ne è privo! – utilizzando l’armamentario tipico: altarino, crocifisso, preghiere (il tipo si professa cattolico), candele, foto del paziente e di suoi parenti, amuleti. Poiché causa del male è il sempre valido “satana”, il rito serve a scacciarlo e con esso il male. Il denaro sarebbe il giusto compenso per la prestazione del “santone”. Un imbroglione, come ce ne sono tanti, che in un momento di disoccupazione crescente s’è inventato un lavoro. Sarebbe interessante conoscerne la clientela; ovvio pensare che in preda alla disperazione, quando magari la scienza ha mostrato i suoi limiti, si sia disposti a tutto, dal ricorso alle reliquie al

guaritore. Troppo facile ironizzare su chi si trova in uno stato di sofferenza, qualunque esso sia, allo stesso tempo anche facile pensare che la credulità, l’induzione a ritenere che l’impossibile sia possibile, che ci si possa affidare a forze occulte o alla sorte per risolvere i nostri problemi, stia tornando di moda. In un certo senso venga incentivata. Il “guaritore” viene additato e denunciato in tv, ma in fondo la stessa manifestazione di credulità la si constata solo a passare mezz’ora in un qualsiasi tabaccaio. Una processione incessante di gente che compra “gratta e vinci”. Ce ne sono di tutti i tipi e tutte le pezzature e i clienti ne sono perfettamente informati, al punto da preferire “Il faraone” a “Prendi tutto” e così via, anche se il meccanismo è sempre uguale, compri il tagliando, gratti via la patina dorata e speri che d’incanto si risolvano i propri problemi economici, di cambiar vita, con una vincita che,

ognuno dovrebbe saperlo solo che ragionasse un minimo, è assai improbabile, mentre l’emorragia quotidiana di denaro è una certezza. Ci sono pure i distributori automatici, nel caso in cui l’impulso irresistibile a tentar la fortuna capiti nelle ore in cui i tabaccai sono chiusi, tutti lì a grattare, alla ricerca della “Gallina dalle uova d’oro” come, con fine ironia, è stato chiamato uno dei tagliandi della fortuna. Crediamo e paghiamo il guaritore, crediamo che la nostra esistenza possa cambiare con un quadratino di carta, paghiamo anche quello, quando da piccoli ci era ben chiaro che la gallina dalle uova d’oro è una favola. Crediamo a tutto, tranne che a noi stessi e alla nostra capacità di poter cambiare, se non il mondo, almeno la città. Senza affidarci al santone, senza credere a facili soluzioni, ma con l’impegno. Quello che non c’è. Lella Salvemini




primo piano

giovedì 26 marzo 2009

Luce nuova per il Centro Storico Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1075

Via le auto, nuovo basolato e negozi aperti ogni giorno: è la ricetta presentata dall’assessore Giacomo Spadavecchia.

Niente più auto davanti al Duomo, via Piazza e traverse libere dai veicoli. Accesso ai residenti consentito solo per brevi soste. E, soprattutto, il candore della pietra bianca locale che tornerà ad inondare corti e vicoli. Tra due anni il centro storico di Molfetta avrà nuova vita. A prometterlo l’assessore al Centro Storico e Marketing Territoriale, Giacomo Giancaspro che, assieme al sindaco Antonio Azzollini, ha presentato nel corso di una conferenza stampa i lavori già avviati nella città vecchia e quelli che, nei prossimi mesi, interesseranno piazza Minuto Pesce e piazza Gramsci. Nel centro storico si provvederà al completo rifacimento di tutto il basolato. Un’operazione complessa e lunga che, quando sarà terminata, consegnerà al quartiere una “scenografia” tutta nuova e da scoprire. In questi giorni alcuni piccoli interventi sono stati compiuti lungo via Piazza e le strade che a breve saranno interessate dalle processioni della Settimana Santa: “Non si tratta dei lavori previsti nel piano di recupero – ha

sottolineato Spadavecchia – ma solo di interventi urgenti per consentire il transito dei sacri simulacri nel massimo della sicurezza”. I lavori veri e propri partiranno invece da via Sant’Orsola e poi, nei due anni successivi, interesseranno tutta la città vecchia. Per fare tutto ciò sono già disponibili 3 milioni di euro, frutto di un finanziamento Cipe per larga parte con un contributo da parte del Comune di Molfetta. Le opere saranno realizzate dalla ditta Alternativa Coop di Miglionico in provincia di Matera e si svolgeranno sotto l’attento e costante controllo degli uffici comunali e della Sovrintendenza per i Beni Storici ed Architettonici. “Provvederemo prima a prelevare le vecchie basole in pietra che verranno depositate in spazi individuati all’interno dello stesso centro storico – ha detto Spadavecchia – poi faremo una verifica: quelle che sarà possibile recuperare verranno lavorate e riposizionate in via Piazza, la strada principale. Nelle traverse invece, laddove non sarà pos-

sibile recuperare abbastanza basole, installeremo basole nuove ma comunque lavorate e che ben si adatteranno al contesto”. Nell’ambito dei lavori verranno poi “interrati” tutti i sottoservizi: spariranno quindi dalle facciate dei palazzi storici tubature del gas, cavi elettrici e telefonici, tubi della fogna. “Abbiamo intenzione di trasformare il centro storico in un gioiello impreziosendolo con i lavori di recupero della chiese, di palazzo Dogana e di numerosi locali che presto potranno ospitare esercizi commerciali aperti ogni giorno contribuendo così a dar vita al quartiere”. Verranno installati anche i “pilomat” dissuasori del traffico che impediranno l’accesso ai veicoli non autorizzati e inoltre camion e mezzi meccanici di grosse dimensioni non potranno più percorrere le strette stradine. Nell’ambito del finanziamento sono previsti anche i lavori di recupero di piazza Minuto Pesce e piazza Gramsci: “Contiamo di farli partire in concomitanza con il fermo biologico per tentare

di creare meno disagio possibile agli operatori” ha precisato Spadavecchia. I lavori, che si protrarranno secondo contratto per 60 giorni, prevedono la messa a norma igienico sanitaria e di sicurezza delle due piazze e la rivalutazione architettonica di piazza Minuto Pesce. “Proprio quest’ultima diverrà una vera e propria boutique del pesce capace di attirare non solo i compratori molfettesi ma anche i turisti che potranno così coniugare il piacere di una passeggiata nel centro storico a quello gastronomico offerto dai prodotti del nostro mare”. Nei prossimi mesi è previsto anche un intervento di recupero di Palazzo Tattoli: “Si tratta – ha detto il sindaco Azzollini – dell’ultimo grande palazzo che ha bisogno di un progetto ed un intervento di riqualificazione. Contiamo di farlo a breve per restituire Molfetta vecchia ai molfettesi e non solo”. Le premesse per un rilancio vero della zona ci sono tutte. La speranza è che non si assista a lavori avviati e mai completati come è accaduto in altre circostanze.


Cronaca

giovedì 26 marzo 2009



Duro colpo alla microcriminalità: manette per sette Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1076

In due distinte operazioni i Carabinieri della Compagnia di Molfetta assicurano alla giustizia gli autori di numerose rapine verificatesi in città negli ultimi mesi.

L’intera città chiedeva alle Forze dell’Ordine una risposta forte, chiara, concreta di fronte al dilagare di episodi criminali consumatisi a partire dall’inizio di gennaio. Diciotto rapine in tre mesi avevano lasciato nello sconforto i cittadini e sollevato più di qualche polemica, a volte non del tutto giustificata e giustificabile. La dimostrazione che i tutori della legge non avevano affatto abbassato la guardia è giunta nelle ultime due settimane. Dopo gli arresti di cinque rapinatori nell’operazione Punto del 6 febbraio scorso, le manette sono state messe ai polsi di altri sette rapinatori nel corso di due distinte operazioni pianificate e portate a termine dai Carabinieri della Compagnia di Molfetta agli ordini del capitano Domenico Del Prete e del comandante del Nucleo Operativo, maresciallo Natale Selvaggi. In quindici giorni l’Arma ha assestato un duro colpo alla criminalità cittadina e del nord barese. I primi a finire in manette all’alba del 13 marzo scorso sono stati tre molfettesi colpevoli di aver assaltato un panificio, portando via 165 euro ma identificati attraverso le immagini registrate da una telecamera di videosorveglianza. Agli arresti sono finiti Vito De Gennaro (il primo da sinistra nella foto), di 22 anni, un 17enne e un 16enne. Secondo quanto ricostruito dagli uomini dell’Arma, erano le 21.20 circa dello scorso 3 febbraio, quando due

giovani, con volto travisato da casco da motociclista e con una pistola in mano, entravano in un panificio di Molfetta e puntando l’arma contro il titolare s’impossessavano complessivamente di 165 euro. Le indagini svolte dai carabinieri del nucleo operativo intervenuti sul posto hanno subito permesso di accertare che nelle adiacenze del panificio vi erano delle telecamere, che avevano ripreso i tre malviventi mentre, a piedi e a volto scoperto, si dirigevano verso il panificio. Prima di entrare, hanno avuto la freddezza di scambiarsi alcuni capi d’abbigliamento, proprio per rendere più difficoltosa la loro individuazione. Questo però non è servito per mettere fuori strada gli inquirenti che sono riusciti a risalire alle loro identità ponendo fine all’attività criminale. E la parola “fine” è stata scritta anche nella storia di altri quattro giovani finiti in manette pochi giorni fa. I quattro formavano una vera e propria banda di rapinatori che negli ultimi mesi aveva seminato il panico in molte città del nord barese. La banda era capeggiata da un 17enne. Si tratta di una vera e propria organizzazione criminale che ha terrorizzato supermercati e farmacie dall’inizio dell’anno. I carabinieri di Molfetta hanno svolto indagini su rapine compiute non solo in città ma anche a Bari, Trani, Barletta, Bisceglie e Giovinazzo, diciotto delle quali sono state scoperte sinora, anche se si ritiene che

possano essere molte di più. La banda era composta da quattro giovani baresi, tutti incensurati, capeggiata dall’unico minorenne. Era lui che pianificava i “colpi” nei dettagli, impartendo le direttive ai complici. La loro giovane età lascia supporre che il denaro rapinato servisse per divertimenti vari, tenuto anche conto del fatto che due di essi avevano già un lavoro. L’erronea convinzione di restare impuniti perché incensurati (e di conseguenza nemmeno fotosegnalati e perciò non immediatamente riconoscibili), ha fatto sì che il quartetto acquistasse sempre maggiore sicurezza. L’episodio che ha segnato la svolta delle indagini è avvenuto a seguito di una rapina compiuta lo scorso 14 marzo, in un supermercato di Barletta. In quella occasione, i Carabinieri del luogo arrestarono in flagranza il 17enne barese N.S. e di conseguenza le sue foto segnaletiche furono acquisite dai Comandi Arma dei paesi limitrofi. Grazie a queste foto i militari di Molfetta, avendo visto e rivisto i filmati di alcune delle rapine compiute in città nei mesi di febbraio e marzo, lo hanno riconosciuto. Non quindi intercettazioni, microspie o altri sofisticati ausili tecnici, ma un paziente riscontro basato sull’analisi puntigliosa dei filmati delle rapine compiute nella zona, dal riconoscimento fotografico effettuato da commesse e cassieri, con i Carabinieri che

visitano “porta a porta” i singoli esercizi commerciali rapinati e da accertamenti sul giro di amici del minorenne. Man mano che vengono individuati i componenti della banda, P.D.B. 23enne, G.D.G. 20enne e D.D. 21enne (secondo, terzo e quarto nella immagine), tutti del quartiere San Pio di Bari, cominciano le loro parziali ammissioni di colpa, sperando che la loro collaborazione con la giustizia possa agevolarli nel computo della pena. Per tutti e tre il Sostituto Procuratore della Repubblica di Trani dottor Luigi Scimé, ha disposto il fermo di polizia giudiziaria, perché gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più rapine aggravate. Il minore, invece, dopo la rapina di Barletta, si trova attualmente collocato in comunità, in attesa dei provvedimenti che la Procura della Repubblica per i Minorenni di Bari vorrà adottare. Le indagini hanno consentito di accertare che quasi sempre D.G. era l’autista del gruppo e utilizzava l’auto di sua proprietà. Gli altri, in due o in tre, invece, facevano razzia di denaro nelle casse. Trenta secondi al massimo, giusto il tempo di terrorizzare, pistola finta in pugno, cassiere e clienti e di portarsi via quanto più possibile, compreso gli spiccioli. Alla banda, quindi, sono attribuite, per ora, 4 rapine a Molfetta, 3 a Giovinazzo e Santo Spirito e 2 a Barletta, Bisceglie, Palo del Colle e Trani.




Cronaca

Sorrenti finisce in manette Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1077

giovedì 26 marzo 2009

Cimitero comunale: aperta una inchiesta Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1078

L’uomo, titolare della Dinauto, è accusato di truffa All’indomani delle dichiarazioni rilasciate ai nostri nei confronti di oltre quaranta acquirenti. microfoni da Raffaele Petruzzella.

È durata circa una settimana la detenzione nel carcere di Trani di Pietro Sorrenti (nella foto a destra, “beccato” da Mingo di Striscia la Notizia), ex titolare della concessionaria automobilistica “Dinauto” di Molfetta arrestato dagli uomini della Guardia di Finanza di Molfetta in seguito ad una inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani. I finanzieri oltre a Sorrenti hanno denunciato altre sette persone tra dipendenti della Dinauto e dell’agenzia finanziaria Compass di Molfetta, per associa-

zione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravate nei confronti di circa quaranta acquirenti di autovetture. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, all’acquirente veniva proposto l’acquisto di un’autovettura e, attraverso la stipula di un preliminare o di un atto di vendita, si avviava la procedura di un finanziamento che, in alcuni casi, risultava totalmente sconosciuta dal cliente, consentendo al titolare della concessionaria di incassare, in tempi brevi, la somma corrispondente al finanziamento richiesto, senza mai consegnare le autovetture. La truffa non si svolgeva solo per le vendite effettuate con pagamento rateizzato ma anche per quelle con denaro contante. Sorrenti, difeso dall’avvocato Maurizio Masellis, è stato rimesso in libertà per l’impossibilità di reiterare il reato e di inquinare le prove. Toccherà ora alle aule di giustizia fare luce completa sulla vicenda consentendo ai tanti truffati di tornare in possesso del proprio denaro.

Il Procuratore Capo del Tribunale di Trani, dottor Carlo Maria Capristo, sembra aver preso in considerazione il fatto che Raffaele Petruzzella, ex dipendente comunale intervistato nei giorni scorsi da “il Fatto” e dal “Tg Norba”, abbia potuto raccontare qualcosa di fondato riguardo le presunte illegalità consumatesi negli scorsi anni all'interno del cimitero di Molfetta. Una inchiesta, infatti, è stata aperta ed affidata al Sostituto Procuratore Bruna Manganelli che ha ascoltato a Trani per oltre due ore Raffaele Petruzzella. Dall’interrogatorio non sarebbero emersi fatti nuovi rispetto a quanto dichiarato ai nostri microfoni da Petruzzella anche se non è escluso che ulteriori novità possano emergere in seguito alle indagini delegate ai Carabinieri della Compagnia di Molfetta. Petruzzella, lo ricordiamo, ha dichiarato che all’interno del campo santo comunale poteva accadere che più cadaveri venissero riposti illecitamente nello stesso loculo,

che addirittura un cane sarebbe stato sepolto con il suo padrone e che resti di casse da morto e, forse, di corpi umani venissero illecitamente smaltiti in discariche abusive. Tutte accuse che la magistratura ha intenzione di verificare. A cominciare dalla pratica di sistemare in un unico loculo più defunti. Una pratica prevista dai regolamenti di Polizia Mortuaria e consentita solo previo accertamento di determinate condizioni da parte degli Ufficiali Sanitari e successivo rilascio di apposite autorizzazioni. Petruzzella sostiene invece che spostamenti di salme si siano verificati anche senza rispettare il normale iter previsto dai regolamenti. L’indagine, ancora in corso, punta anche a configurare eventuali ipotesi di reato. Certo è che alcuni reati, come il presunto vilipendio di cadavere, sarebbero oramai caduti in prescrizione. Altri, come quello di smaltimento illecito di rifiuti speciali, potrebbero essere ancora perseguiti penalmente.

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Cronaca

giovedì 26 marzo 2009



Nessuna lottizzazione abusiva nella zona B4 Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1079

Il Tribunale del Riesame demolisce, punto su punto, la tesi accusatoria del titolare dell’inchiesta che, nel 2007, portò al sequestro di diciassette palazzine.

Tutto regolare nelle procedure che hanno portato al rilascio delle concessioni per la costruzione delle palazzine nella zona B4, rione 167, complesso sequestrato a gennaio del 2007, dalla Guardia di Finanza su ordine della Procura. Sulla vicenda si è espresso il Tribunale del Riesame in risposta all’appello presentato dal sostituto procuratore della repubblica di Trani, Michele Ruggiero, contro la decisione del Gip del Tribunale di Trani che aveva rigettato la sua richiesta di nuovo sequestro dell’area. Le palazzine della zona B4, come si ricorderà, erano state dissequestrate, su disposizione del Riesame poi confermata

anche dalla Cassazione, già un mese dopo. “L’appello in esame – si legge nell’ordinanza del Riesame – va ritenuto inammissibile perché ripropone le stesse questioni già oggetto del precedente procedimento di riesame. Nel merito l’appello è altresì infondato perché si fonda su presupposti che non corrispondono alla disciplina urbanistica del Comune di Molfetta”. E il Riesame continua. “In primis non vi era nella zona B4 un deficit di opere di urbanizzazione che dovesse essere colmato acquisendo nuove aree e standard nella predetta zona; inoltre nella stessa zona non era necessario procedere ad un nuovo pia-

no particolareggiato per la realizzazione di nuovi interventi edilizi, essendo la stessa zona già stata oggetto di due piani particolareggiati”. E ancora, non sussiste la lottizzazione abusiva “perché si è trattato, come già accertato con giudicato cautelare, di interventi ci completamento edilizio realizzati non in violazione, ma nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti”. Inoltre “non sussiste l’ipotizzato abuso d’ufficio”. L’intricata vicenda giudiziaria ha avuto inizio a gennaio del 2007. Nelle prime ore della mattinata del 30 gennaio i militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Bari, anche con

il supporto di un elicottero, sequestrano diciassette palazzine lungo via Freemantle, via Molfettesi d’America, via Molfettesi d’Argentina e via Leonardo Azzarita, nella zona 167. I sigilli scattarono per 175 appartamenti e 50 locali. Contestualmente furono iscritte nel registro degli indagati sedici persone accusate, a vario titolo, di lottizzazione abusiva e di una serie di reati connessi tra i quali l’abuso d’ufficio. Ora bisognerà capire cosa accadrà a partire dalla prossime settimane. Anche perché, è opinione comune, la vicenda giudiziaria legata alle palazzine della zona B4 non si è ancora conclusa.


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Attualità

giovedì 26 marzo 2009

Mastantuoni alla guida di Legambiente Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1080

Lo abbiamo incontrato per fare il punto sulla situazione ambientale a Molfetta.

“Il cosiddetto sprawl – attacca Mastantuoni – l’espansione urbana continua alimentata dalla speculazione edilizia, da strumenti finanziari che adesso è di moda definire tossici e, sul piano dell’immaginario, dall’aspirazione di massa a quanto più si avvicini al sogno americano della villetta monofamiliare con macchina parcheggiata sul vialetto d’ingresso, non è certo una specificità molfettese. Questo modello di sviluppo ha portato dappertutto alla creazione di sterminate aree residenziali e al contemporaneo svuotamento e degrado dei centri storici o alla loro trasformazione in un territorio conteso fra abitazioni di lusso e chiassoso divertimento notturno. Per le amministrazioni locali la conseguenza è la crescita dei costi di manutenzione stradale, di pulizia e di illuminazione. L’ampliamento delle reti idriche, elettriche e fognarie comporta una inevitabile dispersione e quindi maggiori con-

sumi e inquinamento delle falde. Per i cittadini diventa indispensabile l’uso della macchina che finisce per determinare i modi e le possibilità di ogni rapporto sociale. Ma soprattutto è il consumo continuo di suolo che è di per sé insostenibile: quello che abbiamo a disposizione è, ovviamente, in quantità finita. L’espansione urbana, dunque, non può continuare per sempre. Questo si avverte con acutezza a Molfetta che dispone, notoriamente, di un agro assai piccolo e, peraltro, ampiamente compromesso dall’abusivismo. Ma, nella nostra città, quello che colpisce è la scarsissima qualità del costruito. Alla assoluta mancanza di criteri di sostenibilità ambientale nella costruzione degli edifici (scatole di cemento che si differenziano da quelle costruite negli anni Settanta solo per qualche tinteggiatura di gusto improbabile) si unisce una pianificazione urbanistica che, facendo dell’automobile la misura di tut-

te le cose, ha pressoché dimenticato di prevedere spazi pedonali, aree verdi e piste ciclabili”. Ma a Molfetta, se esistono, quali sono le emergenze ambientali? “Alga tossica, iprite, cementificazione e privatizzazione delle coste. La centrale a biomasse. Il mancato rispetto delle prescrizioni della VIA per il porto. Il PIP3 che sta sorgendo in un’area a forte rischio idrogeologico. I nuovi distributori di carburante autorizzati in aree protette. E potrei continuare, ma la vera emergenza, che è un’emergenza civile, sta nel fatto che l’Amministrazione comunale non sembra particolarmente interessata a contrastare le aggressioni al paesaggio e all’ambiente. Legambiente esiste a Molfetta da 25 anni, al di là dell’impegno degli iscritti al circolo, i cittadini come hanno risposto alle vostre iniziative? Vi siete sentite, vi sentite ora, capiti e sostenuti? “Sicuramente rispetto a 25 anni fa c’è,

in maniera diffusa, una maggiore sensibilità verso le questioni ambientali. Quello che manca è la consapevolezza della diretta relazione che esiste fra il nostro stile di vita e il peggioramento dell’ambiente in cui viviamo. Il lavoro che Legambiente porta avanti si articola in tre aree: educazione ambientale, campagne e vertenze. Forse le vertenze trovano più risalto sulla stampa, ma le altre due aree servono a creare cittadini responsabili”. La sua elezione avviene sotto il segno della continuità o del cambiamento? “Assoluta continuità, tant’è che Vanna Grillo ha assunto la carica di segretario del Circolo, la cui gestione resterà, come è sempre stato, collegiale. I cambiamenti che ci saranno erano già maturati ed erano stati concordemente decisi sotto la sua presidenza, rinnovo delle cariche compresa”. Lella Salvemini (foto di Vincenzo de Pinto)


Attualità

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Nuova sede per il Tribunale dei Diritti del Malato Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1081

Pronta a ripartire l’attività di una struttura da sempre considerata punto di riferimento per gli utenti del presidio ospedaliero di Molfetta.

Sembra avviarsi ad una soluzione positiva la vicenda della sezione locale del Tribunale dei Diritti del Malato, rimasta senza sede per due anni, dopo che i locali da essa legalmente detenuti ed utilizzati per lo svolgimento delle proprie attività all’interno dell’ospedale Don Tonino Bello, erano stati “espropriati” dalla dirigenza sanitaria, che li aveva destinati ad uso ambulatoriale. Risale, infatti, a qualche settimana fa la consegna “ufficiale” della nuova sede assegnata dalla dirigenza generale della Asl Bari un anno fa al Tribunale che continuerà ad

operare sempre all’interno dell’ospedale cittadino in un locale originariamente adibito a deposito farmacia, per ora dotato solo di due scrivanie ed un piccolo armadio ma situato in un punto nevralgico del nosocomio, accanto all’ingresso principale, facilmente raggiungibile e individuabile da utenti e visitatori. È senz’altro servita ad accelerare tempi e modi di consegna la riunione tenuta il 20 gennaio scorso nell’ufficio stampa del Comune alla quale hanno partecipato i massimi dirigenti e rappresentanti di CittadinanzAttiva in Puglia ma anche volontari, operatori e semplici cittadini che in tutti questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro appoggio e la loro solidarietà al presidente ed attuale coordinatore del TDM, Vitangelo Solimini. “Sono stati davvero tanti gli attestati di stima e di affetto ricevuti da operatori, gente comune, semplici cittadini che erano ormai abituati a vederci lì, quasi come un’istituzione, unici possibili interlocutori nel difficile e complesso rapporto che essi hanno quotidianamente

con il sistema ospedaliero e i servizi territoriali, anche per la gestione delle più semplici incombenze, come richieste di informazioni, pagamento di ticket” ci dice mentre ci mostra la stanza disadorna dove manca ancora tutto, persino il computer “ma non la voglia di andare avanti, con entusiasmo e spirito propositivo, per combattere tutte le battaglie che, nel nostro piccolo, intraprenderemo”. “Certo, siamo ancora in fase di decollo, una fase certamente non facile, ma rimaniamo convinti che solo attraverso una pressione costante della pubblica opinione e di associazioni qualificate come la nostra, si può contribuire ad eliminare le aree di inefficienza che producono malasanità, cure inadeguate, prestazioni insufficienti, corruzione” continua, non volendo però rilasciare alcuna dichiarazione sulla lunga diatriba sorta e, forse, ancora in atto con certa dirigenza ospedaliera né sull’ostracismo spesso subito da parte di chi lo vede, sotto alcuni versi, come intralciatore e disturbatore di equilibri precari e solo apparenti. Notiamo che,

proprio di fronte alla nuova sede, è ubicata quella dell’Audit Civico, progetto avviato a livello nazionale ed ora anche regionale nel 2000 proprio dal TDM che, attraverso la sperimentazione di parametri e indicatori elaborati in lunghi anni di esperienza e la co-progettazione di cittadini e referenti aziendali, raccoglie e confronta dati ed informazioni con varie metodologie, analizza e promuove la qualità delle prestazioni, soprattutto rende attivo il ruolo dell’utente perché non si limita solo ad ascoltarlo. Le porte chiuse di entrambe le stanze rivelano una situazione conflittuale, piccole rivalità sotterranee scaturite da eventi, maldicenze, equivoci forse mai chiariti. Voci di corridoio parlano di un finanziamento di 120.000 euro all’Audit Civico da parte della casa farmaceutica AstraZenica, coinvolta in una grande truffa di fermaci. Solimini per questa volta, preferisce non parlare e rimanda tutto ad una nuova intervista. Beatrice De Gennaro


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Storie, sogni e paure da raccontare Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1082

In questo numero de “il Fatto” un viaggio tra le differenze e le diversità. Per aprire un dibattito nella nostra “piazza virtuale”. Passano le ore, passano i giorni, passano gli anni. Si susseguono momenti di gioia e di divertimento, ma anche difficoltà quotidiane da superare, attimi bui da dimenticare. Tutto in un intreccio di storie da raccontare, eventi che possono segnare la vita e circostanze che nascondono tutto e il contrario di tutto. Uomini, donne, giovani e anziani che ogni giorno affrontano problemi, a volte nella loro solitudine altre con il sostegno di chi ha scelto di mettersi a disposizione del prossimo. E ancora fatti da non raccontare e verità da tenere nascoste: per evitare il giudizio della gente, per non dover spiegare, per non dover affrontare la realtà. Poi ci sono le storie di chi ha

deciso di cambiare, di provare a costruire una nuova vita, a realizzare un sogno. E ancora, le quotidianità di chi, forse troppo piccolo per comprendere, ha possibilità di crescere e di costruire un futuro migliore. Tutto questo abbiamo deciso di raccontarvi in questo numero de “il Fatto”, uno spaccato sulla città che esiste ma che spesso si ignora o si preferisce ignorare. La storia di Ambra e quella di Maria. E poi quella di tanti bambini con alle spalle storie “difficili”. La quotidianità degli anziani e della comunità cinese. Senza dimenticare l’entusiasmo di Eric e Mariano, giocatori di basket argentini giunti in Italia in cerca di fortune sportive.

Tante persone che, a prima vista, hanno poche cose in comune ma che invece, a ben guardare, sono accomunate da quelle che abbiamo definito “vite diverse”. Le vite di chi è “diverso” dagli altri: per orientamento sessuale, per necessità economiche, per provenienza sociale o culturale. Di chi cerca di togliersi di dosso il “marchio” della diversità, magari preferendo tornare nell’anonimato della normalità. Molfetta fa oramai i conti con problemi e necessità che, sino a qualche anno fa, non erano nell’agenda di politici, commentatori e sociologi. Oggi le “risorse” e le “richieste” che provengono dal diverso possono costituire un prezioso punto di partenza per costruire una società nuova, per scoprire le nuove strade che portano al futuro della città. Per

capire se Molfetta ha la capacità e la possibilità di rinnovarsi tendendo una mano al prossimo quando necessario e facendosi carico dei bisogni dei meno fortunati ma anche di chi nell’essere diverso vede già una fortuna. Per questo abbiamo voluto guardarci intorno: senza la pretesa di fornire risposte o soluzioni. Senza la volontà di giudicare. Solo con la speranza di aprire un dibattito, di dare il via a nuove e più approfondite riflessioni. Ancora una volta aprendo le pagine del nostro periodico alla comunità: trasformando il bianco di questi fogli in una piazza virtuale in cui fare incontrare le mille “vite diverse” della nostra Molfetta. Una piazza senza confini e senza barriere. Così come ci auguriamo sia, ogni giorno, la nostra cara città.


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L’altra vita di Francesco

Vita diversa in una ci Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1084

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“I giudizi della gente fanno male”.

La storia di Maria, trentadue anni, per venticinque costretta a vivere nel corpo di un uomo.

All’anagrafe è Francesco Marzocca. Per tutti, da anni, è Ambra. Francesco ha trent’anni. Ha scoperto di essere Ambra quando aveva diciassette anni. “Prima – dice – sentivo attrazione per gli uomini ma non mi vestivo da donna. Da quando ho diciassette anni ho deciso di vivere la mia sessualità fino in fondo. La mattina lavoravo in un bar, vestivo da uomo. La sera, dopo il lavoro, mi truccavo, indossavo una parrucca e andavo in strada. Sì, perché io sono una meretrice”. Ambra è un trans. “No, non mi sono operata e non lo farò mai. Da un po’ ho cominciato una terapia ormonale. Adesso, quando compro un reggiseno, porto la seconda. Il seno crescerà ancora. Sto anche facendo laser sul viso. Mi sono rifatta le labbra. Ma l’intervento non lo farò mai. Mi hanno detto che dopo dieci anni c’è il rischio di diventare matti, e io ho paura”. Tra i suoi clienti abituali, quasi tutti di Molfetta, ci sono persone in giacca e cravatta, tutti etero “non mi piacciono i gay e nemmeno i trans”, non ci sono donne “è capitato una volta ma non ho più ripetuto l’esperienza perché io mi sento donna”. Quanti clienti in un giorno? “Posso anche arrivare a venti clienti. Mi cercano avvocati, medici, anche persone molto in vista”. Ha un sogno nel cassetto. “Mi piacerebbe fare la modella, un giorno. E poi con il mio lavoro mi piacerebbe realizzare il sogno di mia sorella, quando deciderà di sposarsi. La mia famiglia è tutto. Loro mi hanno sempre amato ed io amo loro”. Ambra vive in famiglia. “Sto pensando di andare a vivere da sola – dice – adesso poi che lavoro in un locale notturno di Ostuni, riuscirò a guadagnare qualcosa in più e potrò realizzare qualche progetto in più”. La cosa che le ha fatto più male in questi anni? “Il giudizio della gente. Gli sguardi cattivi, i commenti ingiusti. La gente non capisce che non ho scelto io di essere così. Ed è crudele”. Ma Ambra si è mai innamorata? “Sì. Una volta. È stata una relazione lunga, durata quasi quindici anni. È finita per colpa mia, ma mi piacerebbe riprendere da dove abbiamo lasciato. Lui è di Margherita di Savoia, spero un giorno di poterlo rivedere”. Un consiglio a chi nasconde la sua diversità? “Nessuno deve vergognarsi di quello che è. Soprattutto le famiglie non devono mandare via di casa i loro figli sono perché sono diversi”.

“Ho capito di essere in un corpo sbagliato quando ero bambino. Avevo dieci anni. Mi piaceva indossare gli abiti di mia sorella, le scarpe di mia madre. Poi a venticinque anni sono diventata donna. Ho fatto l’intervento. Prima agli organi genitali poi al seno. Ma oggi come allora, come quando ero bambino, è dura. Le persone, gli uomini specialmente, non hanno ancora imparato a guardare oltre quello che vedono”. Il racconto di Maria (il nome è di fantasia) comincia così. Lei, che ha dovuto lottare contro i pregiudizi, contro la volontà della sorella maggiore che, all’inizio, non riusciva a capire le sue esigenze, contro suo padre che fino all’ultimo, è morto un anno fa, ha continuato a chiamarlo Mario nonostante che il suo aspetto non fosse quello di un uomo, la sua voce non fosse quella di un uomo, sui suoi documenti lei fosse Maria, ora è soddisfatta. A trentadue anni ha una vita nuova. Anche in famiglia le cose vanno decisamente meglio. Ha molti amici e molte amiche. Per lo più però si tratta di persone che non sono di Molfetta. “Qui mi osservano e mi giudicano. Quando entro in un locale, mi accorgo subito degli sguardi curiosi, dei sorrisini, sparlano della mia vita e delle mie scelte. Non sanno, a volte esagerano, specie le ragazzine, e mi verrebbe voglia di urlare. Invece vado via. Cambio città. Vado in posti dove la gente non mi conosce per come ero prima ma mi apprezza per quella che sono. Purtroppo di ipocrisia ce n’è tanta”. Ha un sogno. “Mi piacerebbe formare una famiglia con un uomo. Avere una vita normale, un amore grande e appagante”. Desideri comuni a molte altre donne. Ma per Maria è tutto più complicato. È sempre stato tutto più complicato. “Ho avuto diverse storie d’amore. Ne ho avuta una quando avevo quindici anni. È durata quasi otto anni, lui era molto più grande di me, ne aveva ventotto. Poi ne ho avuta un’altra importante subito dopo. Ne ho avuta una anche dopo l’intervento. Un uomo si è innamorato di me perché in me vedeva una donna. Quando la storia è diventata importante io gli ho raccontato tutto. E le cose sono andate a rotoli. Per noi sembra esistano solo le storie di una notte. Ma anche noi abbiamo sentimenti”. A Molfetta Maria è l’unico nato uomo ad essere diventata donna. Molti vivono la loro sessualità solo di nascosto. Molti di giorno sono uomini, di notte o lontani da casa si travestono e sembrano donne, molti altri sono trans. “L’intervento è una cosa che dovevo fare. Non potevo vivere nel corpo di un uomo”.

Piccoli uomini verso il futuro 1085

Vite diverse sono anche quelle di tanti piccoli molfettesi che per le più svariate ragioni vivono situazioni familiari difficili e che hanno bisogno di aiuto continuo. Un aiuto che può arrivare anche dal mondo dello sport. E infatti alcune settimane fa, in occasione di una gara interna della Pallavolo Molfetta, a tifare i biancorossi c’erano anche i ragazzi del Centro Aperto Polivalente “Le Radici e Le Ali”. Il centro comunale, gestito dalla Cooperativa sociale Koinos in collaborazione con l’Assessorato ai Servizi Sociali, è una realtà radicata nel territorio molfettese da 13 anni. Situata nel centro storico in via Sant’Orsola, ospita 30 ragazzi dai 6 ai 16 anni. Il servizio mira alla prevenzione del disagio minorile attraverso un percorso educativo che si articola in attività di sostegno scolastico, attività ludiche, strutturate, sportive e straordinarie. Inoltre il Centro è considerato un punto di riferimento non solo per i frequentanti, ma anche per le loro famiglie che in esso trovano un sostegno concreto grazie alla presenza di un’équipe educativa stabile sul territorio in collaborazione con la psicologa e l’assistente sociale. Nell’ambito dell’attività sportiva, coordinata da Lillino de Pinto, scout-man della Pallavolo Molfetta, i ragazzi hanno avuto modo di conoscere da vicino la pallavolo. Assistere alla partita ha permesso di vivere concretamente un appuntamento di sport agonistico. E di confrontarsi con un mondo completamente nuovo.

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G A s m M f i N l p g p t l u s q r d s q s M l d p


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a città di provincia

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Voglia di integrazione o no? 1087

Anche in città vivono e lavorano numerosi immigrati provenienti dal continente asiatico.

Dall’Argentina per inseguire un sogno Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1086

La storia di Mariano ed Eric, “albicelesti” in forza alla Nuova Virtus Basket Molfetta. Gente che viene, gente che va. Accade anche questo nella nostra città, perché oltre ai tantissimi ragazzi che si allontanano da Molfetta per studiare, in cerca di fortuna e di lavoro, c’è anche chi invece fa esattamente l’opposto. Non solo, ma accade anche che l’Argentina, non troppo tempo fa punto di arrivo per tanti degli emigranti molfettesi, oggi sia luogo di partenza di alcuni ragazzi argentini che hanno deciso di lasciare la propria casa, per trasferirsi da un’altra parte del mondo, precisamente proprio a Molfetta. E’ questo il caso di Mariano ed Eric, ragazzi argentini appunto, appena diciottenni, che da due anni a questa parte, vivono a Molfetta, da quando sono stati chiamati dalla società della Nuova Virtus Basket Molfetta alla quale, come dicono loro stessi, non hanno potuto dire di no. Entrambi hanno accettato la proposta della società e hanno de-

ciso di cambiare la loro vita. Allora abbiamo fatto qualche domanda ai due per capire come vivono questa loro esperienza, e per capire cosa ne pensano e come è apparsa loro la nostra, anzi ormai anche la loro, città. Tanti gli aspetti positivi che sono venuti fuori, anche se per entrambi, l’inizio, soprattutto i primi dieci giorni, sono stati piuttosto difficili, perché non è facile trovarsi all’improvviso in un posto dove non conosci nessuno, e dove non puoi parlare con nessuno, causa la lingua diversa. Ben presto però, sia Mariano che viene da Colonia Caroya (Cordoba), sia Eric da Paranà (Ente Rios), hanno iniziato a trovarsi bene, soprattutto grazie alla società “che dobbiamo ringraziare perché è stata di grande aiuto”, ma poi anche alla città, “davvero bella e con tante persone con le quali abbiamo fatto subito amicizia”. I due hanno dovuto vedersela da soli anche per quan-

to riguarda le “faccende di casa”: infatti Eric vive da solo “cercando di pulire un giorno si e un giorno no”, Mariano con altri due argentini tesserati nella squadra di hockey, con i quali si divide i compiti. Per entrambi, la scelta di cambiare tipo di vita è stata data dalla voglia e dal desiderio di diventare un giorno giocatori professionisti, desiderio coltivato sin da piccoli, tanto che non appena ne è arrivata la possibilità, nessuno ha esitato ad accettare la proposta. E perciò quando abbiamo chiesto se, potendo tornare indietro, rifarebbero le stesse scelte, quasi in coro hanno risposto con un secco “sì”, dimostrando la loro felicità nello stare in una società come quella molfettese. Ma anche nello stare in una città come la nostra, visto che ormai è la loro nuova casa. La loro città. Giordano Germinario

Algerini, marocchini, albanesi, senegalesi e adesso anche cinesi. Molfetta è stata da sempre una culla dell’intercultura. La sua posizione geografica e il fatto di essere considerata una delle città di mare più importanti della regione l’hanno portata naturalmente ad accogliere genti di diversa cultura e provenienza. Tutto questo ha rappresentato una ricchezza. L’ultimo fenomeno di immigrazione che ha caratterizzato la nostra zona assieme ad altre è stato l’arrivo di immigrati provenienti dai paesi asiatici. Una immigrazione che però ha trovato la città in qualche modo impreparata. I molfettesi, aperti così come sono alla conoscenza di nuovi punti di vista, spesso hanno eretto nei confronti degli asiatici un muro. Un muro che evidentemente è nato anche favorito dalla “chiusura” tipica di questi “nuovi” immigrati. Poco si sa di loro e per questo vengono identificati come “cinesi” perdendo di vista il fatto che la Cina è un paese immenso e diversi sono i popoli e le culture che lo abitano. Cosa mangiano? Dove vivono? Chi sono? Ecco, queste sono le domande che non hanno risposte proprio perché spesso diventa difficile “indagare” in questa nuova “Cina”. Eppure qualcuno dei figli di questi nuovi immigrati frequenta le nostre scuole e c’è un avvicinarsi alla nostra cultura da parte dei più giovani. La speranza è che questo ghiaccio si sciolga affinché anche da queste “vite altre” si possa cogliere la ricchezza che ha fatto dell’Oriente una delle culle della civiltà moderna. Marta Marzocca

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Capelli grigi e vite dimenticate Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1088

Gli anziani vittime di povertà e solitudine. Vite stravolte e bisogni cui dare risposte. L’emarginazione sociale inizia proprio da dove noi pensiamo non possa mai nascere. Lavorare tutta una vita per non godersi nemmeno la vecchiaia è proprio quello che sta succedendo a molti anziani in città. Ci si rivolge molto spesso ad associazioni religiose come la Caritas oppure direttamente alle parrocchie cittadine. Il problema principale è che con una pensione media non si riesce nemmeno a pagare l’affitto e l’intero sostentamento mensile. Ed è proprio qui che subentra il chiedere aiuto. Don Giuseppe de Candia, parroco della Chiesa di San Gennaro e da sempre vicino ai numerosi problemi del quartiere in cui svolge la sua missione, a tale proposito, però, fa una distinzione tra la povertà più sfrenata e la dignità nella povertà stessa. Molti anziani chiedono soprattutto aiuto economico nel pagare le bollette e beni di prima necessità come pasta, pane, latte. Però, se da un lato c’è chi cerca sempre di non

sperperare la pensione in cose inutili, c’è chi d’altro lato si approfitta della situazione di pensionato per lamentarsi e cercare di arraffare il più possibile. Ma i bisogni degli anziani vanno anche oltre le necessità materiali: serve l’inserimento nel contesto sociale. A tal proposito il centro anziani nella zona 167 lavora molto bene, cercando di garantire momenti di svago e di divertimento. Ma anche, quando necessario, pulizia e pasti agli anziani con i redditi più bassi. Vedovi o separati vivono soli in case troppo grandi e vuote e molto spesso i figli preferiscono farli assistere dalle case di cura. Questo molte volte significa spostarli da dove hanno trascorso la loro vita intera, “rapirli” dal quartiere e dalle quotidianità che ormai facevano parte della loro esistenza. Rendendo la loro vita ancor più povera. Non solo di denaro ma, soprattutto, di affettività. Marta Marzocca


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Insieme per il rilancio del Lungomare Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1089

Un’associazione per programmare il futuro del luogo estivo di ritrovo dei molfettesi. I commercianti del lungomare Marcantonio Colonna dicono “basta” ad una situazione che da molto tempo vede il lungomare in uno stato di degrado e svalutazione. In questi giorni, infatti, è in fase di costituzione l’Associazione Lungomare Colonna, con la collaborazione della Confcommercio di Molfetta, che vede i proprietari delle varie attività presenti su questo tratto di costa unirsi, affinché non solo l’attenzione dell’amministrazione cittadina, ma soprattutto quella dei propri concittadini, si focalizzi su problemi evidenti e troppo spesso ignorati. Abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni commercianti, di coloro che da anni vivono e investono le proprie forze, non solo economiche, in questo tratto di città e che nel tempo hanno visto proprio quell’attenzione nei loro confronti affievolirsi. Sembrerebbe trascorso il tempo in cui questa zona costituiva il centro dell’attività sociale ed economica della città, il tempo in cui si poteva passeggiare, consumare qualcosa e godere della brezza del mare: queste attività, come affermano i commercianti, si sono trasferite altrove, verso “i giganti com-

merciali” che secondo loro impediscono lo sviluppo della piccola economia cittadina. Questo non è altro che un singolo aspetto della vicenda; tante, in effetti, sono le domande che si pongono e a cui vorrebbero ricevere risposte. “Per prima cosa vorremmo una chiara risposta al perché per molti anni il Comune non abbia speso soldi per la sistemazione del lungomare” afferma uno dei commercianti che evidenzia come l’unica spesa effettuata sia stata rivolta alla sostituzione delle vecchie e solide panchine in pietra, con nuove di legno e di cui oggi

si può solo ammirare lo scheletro in metallo. Ci troviamo di fronte ad un assetto stradale dissestato, ad una pulizia che lascia molto a desiderare, ad un arredo urbano poco funzionale, se non in tal casi inesistente e che mal si sposa con l’istituzione di una zona pedonale, talvolta senza pedoni. È questo un altro punto all’ordine del giorno dei commercianti, una zona a traffico limitato imposta dall’amministrazione, senza tener in considerazione le loro esigenze ed eventuali disposizioni per garantire una maggiore efficacia dell’iniziativa e soprattutto una

maggiore affluenza di persone non solo nel periodo estivo. A tal proposito spontaneo nasce il quesito sul perché non si possa spostare e incentivare, su questo tratto, lo svolgimento di manifestazioni culturali, concertistiche, turistiche legate ad esempio a ricorrenze della tradizione cittadina, come la festa patronale, o l’ubicazione di giostre, così come è stato fatto su un tratto della banchina del porto, invece di utilizzare il lungomare come un grande parcheggio a cielo aperto ora per giunta a pagamento. Sarebbe, inoltre, importante per il rilancio del lungomare, fornire ai molfettesi una valida rete di collegamenti dalle zone più periferiche e distanti verso tutto in centro della città affinché ne rimanga il cuore. Attraverso il nostro periodico, la neonata associazione commerciale intende rivolgere questi interrogativi all’amministrazione, rinnovando la propria disponibilità ad un costruttivo confronto diretto, ma anche ribadire alla cittadinanza l’alto valore dei servizi e dei prodotti offerti, all’insegna del binomio qualità-prezzo. Isabel Romano

Molfetta canta e balla con Caparezza Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1090

Il 29 marzo mega concerto “gratuito” del cantante molfettese ormai nel cuore di tutti gli italiani. Dopo tante attese e tanti annunci poi smentiti ecco che arriva la data ufficiale del concerto molfettese di Caparezza. A comunicarla è stato lo stesso artista “riccioluto” tramite le pagine del suo sito internet ufficiale e negli ultimi giorni l’intera città è stata tappezzata dai manifesti che annunciano l’evento. L’appuntamento è per domenica 29 marzo alla “Secca dei Pali”. È lì, a poca distanza da dove Caparezza si era esibito alcuni anni fa, che si terrà la data pugliese del fortunato “Tour del Caos” che con oltre 100 concerti ha permesso al cantante molfettese di

girare le piazze ed i locali d’Italia per un anno intero. “Ho voluto fortemente concludere questo percorso nella mia città per diversi motivi – dice Caparezza – prima di tutto per ribadire il legame profondo col luogo in cui continuo a vivere e a creare musica e, non meno importante, permettere ai molfettesi di assistere al mio concerto senza dover prendere l’auto e farsi svariati chilometri come spesso è accaduto”. “C’è anche una terza ragione molto importante – aggiunge Michele Salvemini – Molfetta è una città da

sempre fucina di idee ed artisti in svariati campi (musica, pittura, scultura, grafica) che poche volte trovano spazi appropriati per realizzarsi e sono costretti ad emigrare, negli ultimi anni in maniera sempre più frequente. Mi piacerebbe focalizzare l’attenzione su questo punto attraverso un live gratuito e di partecipazione popolare”. Ecco le caratteristiche del concerto: tutti i costi (palco, luci, service, Siae, tecnici, lavoratori, ecc.) saranno a carico di Caparezza e dei suoi musicisti che suoneranno senza compenso. Inoltre il concerto non avrà alcu-

no sponsor privato e sarà totalmente autogestito. L’apertura sarà affidata a tre realtà musicali molfettesi: Puni, Distance e Ironique e nell’area saranno presenti Emergency, Amnesty International, Legambiente, e l’Associazione Nazionale Tumori che promuoveranno le loro attività. “Il 29 marzo – conclude Caparezza – sarà un concerto, una festa, uno scossone!”. E noi saremo presenti per seguire con le nostre telecamere il concertone e per raccontarvelo nella web tv del sito internet www. ilfatto.net.


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In Città

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I love Molfetta: il mistero continua Mauro Amato a Bellissimo del Sud Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1091

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Un marchio che da alcuni giorni ha invaso la città. Ed ora arrivano anche i preservativi.

Un molfettese nella nuova edizione del reality show in onda su Teleregione.

All’inizio hanno fatto capolino agli incroci e sulle cabine telefoniche. Poi sono apparsi nelle vetrine di numerosi negozi del centro. Alla fine hanno fatto la loro comparsa anche alcuni “gadget” un po’ particolari. Tutti marchiati “I love Molfetta” dove la parola love è rappresentata da un grande cuore rosso. Un marchio che in pochi giorni ha letteralmente invaso la città scatenando la curiosità dei cittadini: cosa sarà mai quel logo? E soprattutto chi ne è l’autore? I primi a darsi da fare per svelare il mistero sono stati i politici locali che, alle prese con le grandi manovre in vista della prossima tornata elettorale, hanno subito pensato alla trovata di qualche candidato e non hanno risparmiato

le telefonate, numerose e insistenti, al cronista di turno per tentare di far luce sui propri dubbi. Insomma, tante piste da seguire ma sinora nessuna “luce in fondo al tunnel”. E negli ultimi giorni in città hanno fatto anche la loro comparsa dei preservativi a marchio “I love Molfetta”. Insomma, il mistero continua e non è detto che qualcosa di più se ne possa sapere nei prossimi giorni. Che si tratti di una trovata da campagna elettorale o della strategia commerciale per il lancio di un nuovo prodotto, l’obiettivo può dirsi raggiunto: la curiosità dei molfettesi è stata stuzzicata. E con essa l’attesa per conoscere la verità che si nasconde dietro quel grande cuore rosso!

C’è anche un ragazzo molfettese, Mauro Amato di 22 anni, tra i componenti del cast del reality game “Bellissimo Sud Italia” che andrà in onda su Teleregione a partire dal 2 marzo. Il programma sarà condotto, come nelle edizioni precedenti da Manila Gorio, chiamata da Teleregione per il quarto anno consecutivo a condurre il reality game in salsa pugliese. La nuova edizione televisiva scritta e ideata da Manila Gorio, con l’ausilio di Lorenzo Pantaleo, per la regia di Giovanni Dicillo, sarà realizzata in tre studi televisivi e vedrà la partecipazione di 150 ragazzi provenienti da Puglia e Basilicata, che scenderanno in campo per contendersi il titolo del “gentelman” più intraprendente del Mezzogiorno. Il programma televisivo sarà articolato in 60 puntate e sarà suddiviso in tre fasi: “Aspettando Bellissimo Sud Italia”, “Bellissimo Sud Italia Day Time – Sfide” e “Bellissimo Sud Italia: il serale”. Tanti saranno gli ospiti oltre ai ragazzi di un salotto pronto a ospitare insegnanti di discipline diverse, ma anche splendide

modelle, opinioniste del mondo dello spettacolo e giornalisti che interverranno per creare diversi dibattiti. Per “votare” Mauro Amato basta inviare un sms con scritto 077 al numero telefonico 345.21.80.914 (costo sms secondo il proprio gestore telefonico).


Cultura

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La notte dell’Avémmérì alla Médonne Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1093

Si rinnova un antico rito protagonista del periodo quaresimale. È indubbiamente il periodo più bello dell’anno per buona parte dei molfettesi. È il periodo in cui iniziative si susseguono frenetiche ogni giorno. Il periodo in cui sembra che si torni indietro negli anni sino ad accarezzare quelle tradizioni che sembrano non avere tempo. È la Quaresima molfettese. Eccoci arrivati a sfiorare la settimana di Passione, la settimana in cui di venerdì l’Addolorata lascerà la sua buia camera nel Purgatorio, che divide da anni con gli altri sacri simulacri, per andare in giro per città alla ricerca disperata di un figlio perduto da oltre duemila anni. Quest’anno però nella settimana dedicata alla Beata Vergine Addolorata anche la notte fra il lunedì e il martedì avrà il suo ruolo importante nel film della passione molfettese. Si tratta della notte, cosiddetta, dell’Avémmérì alla Médonne. Sconosciute sono le origini di questa tradizione che non sempre cade prima della Santa Pasqua. Cade sempre fra il 30

e il 31 marzo e non molti la collocano fra le tradizioni pasquali. Però anche questa usanza come i riti della Settimana Santa ha la sua magia e per certi versi è avvolta da un fitto alone di mistero. Si tratta di un’usanza prettamente popolare. Durante la notte, uomini e donne, quando ormai tutti dormono e le strade sono deserte, iniziano il loro giro della città cercando altri fedeli che si uniscano a loro. Lo fanno con un campanello che scuotono in continuazione e ripetendo quasi urlando il richiamo: “Ci è devòet alla Médonne, fèmmene. Ci av’a disce l’Avémmérì alla Médonne, fèmmene”. Si va avanti così per tutta la notte e, quando scoccano le 3:45 i fedeli si recano presso il Calvario dove si distendono faccia a terra e recitano l’Avemmaria alla Madonna fino a quando le lancette dell'orologio non segnano le 4. Probabilmente l’ora coincide con quella dell’arresto di Gesù nel Getsemani oppure con quella della Sua morte che, secondo la tradizione, avvenne alla

16 e quindi alle 4 p.m. Dopo, i convenuti si recano in processione cantando litanie religiose dinanzi alle chiese del Purgatorio e di S. Stefano, in cui sono conservati le statue della passione, dove recitano altre preghiere. A questo punto il rito si conclude e quando ormai si intravedono le prime luci dell'alba tutti o quasi (alcuni si recano al lavoro) tornano a casa. Come già detto poc’anzi, questo antico rito non ha delle origini ben definite in quanto queste sono scarsamente documentato nei vari scritti dedicati alla città di Molfetta. Persino gli anziani hanno le idee confuse e questo sta a dimostrare quanto antica sia questa tradizione. Un'usanza che senz'altro fa parte di un percorso di fede e penitenza che il molfettese tende a seguire nel corso dell'anno quasi come un voto o come un obbligo verso la propria anima che chiede l'espiazione dai peccati. Francesco Tempesta (foto di Francesco Stanzione)

Un libro per raccontare la Settimana Santa Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1094

Il testo, edito da l’Immagine, racconta attraverso foto e testi, momenti di tradizione religiosa e cultura di numerosi comuni della regione. La volontà di valorizzare le identità culturali, storiche, della memoria e delle tradizioni popolari della Puglia, dando visibilità ad eventi che da sempre sono stati, per la collettività, un importante riferimento in termini di partecipazione e di coinvolgimento emotivo: sono le considerazioni espresse dal presidente dell’Associazione Culturale Opera, Gaetano Armenio, nella prefazione del volume “Settimana Santa in Puglia”, della casa editrice l’Immagine di Molfetta. L’opera è stata presentata sabato 21 marzo durante una conferenza presso la Fabbrica San Domenico di Molfetta. Occorre rafforzare gli investimenti e favorire nuove politiche culturali, per fare sì che anche il turismo reli-

gioso possa concorrere allo sviluppo economico della regione. Ha poi aggiunto Armenio che nel progetto è stato necessario coinvolgere enti locali e aziende produttive, per raggiungere gli obiettivi prefissati. La buona pratica del turismo si valorizza con le risorse a disposizione del territorio, ha affermato Guglielmo Minervini, assessore regionale alla Trasparenza e Cittadinanza Attiva. Certamente nella regione occorre puntare sul turismo balneare, culturale, gastronomico, ma anche religioso e, quest’ultimo, richiede attenzione e impegno nelle iniziative. Minervini ha sottolineato che il progetto di rilancio turistico regionale sta avendo successo, infatti nel 2008 vi è stato un incremento del

16% di turisti in Puglia. Mentre i comuni aderenti all’iniziativa “Settimana Santa” sono passati da 8 a 13. Ha poi aggiunto che la Regione Puglia entro giugno darà disposizioni e strumenti adeguati per la gestione del sistema turistico, privilegiando i servizi di accoglienza, mentre la Provincia si occuperà del monitoraggio. Questo sarà possibile purché ci siano risorse finanziarie e umane, ha precisato il dottor Pietro Centrone, dirigente del settore Turismo presso la Provincia di Bari. È toccato poi a Francesco di Palo, autore di studi e ricerche sull’arte e gli avvenimenti socio-religiosi, spiegare che tali progetti sono attuati soprattutto in Spagna e in Sicilia. Il turismo religioso dunque come mezzo

per fare riemergere tradizioni locali e periferiche antiche e suggestive. La valorizzazione dei riti della Settimana Santa ha visto la genesi nella sede della segreteria dell’Arciconfraternita della Morte, A confermarlo il priore Franceso Stanzione dell’omonima Arciconfraternita. L’idea nacque affinché i molfettesi lontani e i cittadini di ogni luogo potessero scoprire e ammirare la bellezza e il fascino dei riti pasquali molfettesi. Un’idea che ha evidentemente valicato i confini cittadini e che oggi è patrimonio dell’intera regione. Così come il testo “Settimana Santa in Puglia”, disponibile nelle migliori edicole cittadine al costo di 10 euro. Pantaleo de Trizio


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Cultura

giovedì 26 marzo 2009

Educare alle differenze tra i popoli Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1095

Una mostra organizzata da Pax Christi nel segno di Don Tonino “Convivialità delle differenze per educare all’interculturalità”: è questo il titolo della mostra di elaborati graficopittorici, che avrà luogo dal 18 al 24 maggio presso la Fabbrica di San Domenico, organizzata dall’associazione Pax Christi di Molfetta. La manifestazione, che s’inserisce nella più ampia campagna nazionale “Ponti non muri”, propone un particolare spunto di riflessione su un tema ormai caro alle società contemporanee, quello dell’interculturalità, focalizzando maggiormente l’attenzione proprio sulla convivenza e cooperazione delle diversità, affinché possano essere non limiti ma fonti cui attingere per la costruzione di una pace duratura tra i popoli. Protagonisti di questa manifestazione saranno i bambini appartenenti alle scuole dell’infanzia ed elementari di Molfetta che, avvalendosi di varie tecniche artistiche, come matite, gessetti, collage, daranno libero sfogo alla propria creatività. In questa attività riflessiva e creativa, saranno ulteriormente stimolati dal materiale messo a disposizione dall’associazione, consistente in un dvd che illustra la

drammaticità del conflitto che ormai da troppi anni imperversa tra il popolo palestinese e quello israeliano, e il brano “In principio la Trinità” composto da don Tonino Bello. La figura del compianto vescovo di Molfetta è, infatti, fortemente legata alla storia di Pax Christi: dal 1985 don Tonino ha ricoperto la carica di presidente nazionale, nonché di leader carismatico, divenendo una vera bandiera del movimento pacifista in Italia, impegnandosi in modo attivo su questioni belliche particolarmente delicate e che molte volte hanno attirato su di sé l’incomprensione da parte della sua chiesa. Alla mostra saranno inoltre legate altre manifestazioni. Il 18 maggio, presso la Fabbrica di San Domenico, è prevista una conferenza inaugurale sul tema In principio era l’“Altro”, che vedrà come principale relatore don Ignazio Panini, parroco della chiesa di San Corrado. Il 25 maggio sarà invece la volta di un concerto organizzato all’interno della chiesa di San Domenico e che vedrà la collaborazione e l’esibizione dell’Alter Chourus, del Liceo Musicale

“Wagner”, della Corale Polifonica “S. Binetti” della stessa parrocchia di San Domenico e della Schola Cantorum “Cor Mariae” della parrocchia Cuore Immacolato di Maria, dove ha sede il Punto Pace di Molfetta. La stessa campagna “Ponti non muri” ripropone ancora una volta l’attenzione di tutti sulla ormai secolare cata-

strofe che giornalmente strazia la vita di due popoli, separati da muri sempre più alti, ma che potrebbero trovare punti d’incontro attraverso la costruzione di ponti non solo fisici, come ha più volte affermato il pontefice Giovanni Paolo II. Isabel Romano


Sport

giovedì 26 marzo 2009

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Bari Sport e Real cedono il primo posto Quando il campionato sembrava oramai in discesa per le formazioni molfettesi protagoniste del campionato di calcio di Seconda Categoria e di calcio a 5 di C1, ecco che alcuni ostacoli hanno rallentato il cammino verso i rispettivi obiettivi promozione. Cominciando dal calcio a 5, il Real Molfetta che quindici giorni fa avevamo lasciato capolista seppure a pari punti con l’Atletico Giovinazzo, ha dovuto cedere il passo proprio ai “cugini” biancoverdi. Nel big match disputato il 14 marzo, infatti, i biancorossi realini hanno dovuto cedere, seppure con l’onore delle armi, al Giovinazzo con il risultato di 4 a 3 al termine di una gara avvincente e spettacolare, disputata di fronte ad una cornice di pubblico degna di campionati ben più prestigiosi. Una sconfitta che, oltre a far scivolare i molfettesi al secondo posto, ha messo la parola fine all’esperienza sulla panchina biancorossa del tecnico Gaetano Pazienza, dimessosi dopo la gara e sostituito dai presidenti Mele e Metta con il capitano Nico Allegretta cui è stato affidato il compito di condurre a termine la stagione. Un compito che Allegretta ha inaugurato con la vittoria casalinga del 21 marzo nella gara disputata contro il Fasano e terminata con il risultato di 6 a 4. Il campionato, seppur non ancora lungo, offre ancora ai molfettesi la possibilità di centrare il traguardo promo-

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Nei campionati di calcio e calcio a 5 amare sorprese per le quotate formazioni molfettesi. zione. L’importante è crederci sino in fondo ed evitare ulteriori scivoloni. Il 28 marzo i realini sfideranno fuori casa il Pellegrino Calcio a 5, poi dopo la lunga pausa pasquale, torneranno a calcare il parquet del Pala Poli dove ospiteranno il 18 aprile la Virtus Mola. Sul fronte calcio a 11 invece, il Bari Sport sembra aver perso lo smalto di inizio stagione e, complice il giudice sportivo che ha sanzionato una presunta irregolarità nell’utilizzo degli “un-

der” nella gara contro il Mola, scivola al terzo posto, preceduto da Palo del Colle e Cellamare. I ragazzi allenati da Angelo Germinario, oltre alla battuta d’arresto arrivata con le carte bollate, hanno però anche rallentato sul campo. Così dopo la vittoria per 3 a 0 del 15 marzo nella sfida interna contro il Trinitapoli, i biancorossi si sono fatti imporre lo 0 a 0, in campo avverso, dall’Arcobaleno Triggiano. In attesa di conoscere l’esito del ricorso presentato

contro la decisione del giudice sportivo (i molfettesi sostengono che alla base della penalizzazione vi sia solo un errore formale nella compilazione della lista dei giocatori presentata all'arbitro) il Bari Sport è chiamato ad affrontare due match da non sottovalutare: il 29 marzo contro l’Adelfia in casa e il 5 aprile a Conversano. L’altra protagonista molfettese del campionato di Seconda Categoria, il Bari Sport allenato da Nico Mininni, continua a navigare nei bassifondi della graduatoria ed attualmente è impelagata in zona play out. Nelle ultime due uscite ha collezionato altrettante sconfitte portando a casa zero punti sui sei disponibili. La prima battuta d'arresto è arrivata nello scontro fuori casa del 15 marzo contro la Egles Triggiano, squadra che si è imposta con il minimo sforzo per 1 a 0. Sette giorni dopo, il 22 marzo, è arrivata l’inattesa sconfitta contro il fanalino di coda Trani (il Cerignola, infatti, si è ritirato dal campionato): sul sintetico del “Benedetto Petrone” i diavoletti molfettesi sono stati superati con il risultato di 2 a 1. Domenica 29 marzo i rossoneri saranno fermi (era infatti in programma la sfida esterna con il Cerignola) poi il 5 aprile torneranno ancora a giocare in casa ospitando il Capurso e tentando di conquistare punti preziosi per raggiungere il traguardo salvezza.

Arriva il Gran Galà dell’atletica

Jonatas Novaes a Molfetta

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La manifestazione organizzata dall’A.S. Olimpia Club di Molfetta. Fortemente legata ad una più che conso- proporre annualmente poiché rappresenlidata tradizione, l’A.S. Olimpia Club si ta il miglior riconoscimento verso atlete e appresta a rinnovare il classico appunta- tecnici che con le loro brillanti prestazioni mento con il “Gran Galà dell’Atletica” danno lustro e prestigio non solo al sodagiunto felicemente alla sua trentesima lizio di appartenenza, ma anche e sopratedizione. L’appuntamento è in program- tutto alla città di Molfetta. Nel corso della ma domenica 5 aprile nella splendida serata verranno presentati due prestigiosi cornice dell’aula consiliare “Giovan- appuntamenti: la Finale Nazionale del ni Carnicella” di Palazzo Giovene, in Campionato Italiano di A2 in programma piazza Municipio, con inizio alle 18. È il 20 e 21 giugno, il Meeting Nazionale certamente il momento più sentito che i Assoluto del 23 luglio e il Gran Prix di dirigenti dell’Olimpia Club tengono a ri- Marcia su Strada del 5 settembre.

Per un seminario didattico organizzato di Submission Wrestling. La Submission Fight Union ha orga- è possibile contattare il numero telenizzato per domenica 29 marzo dal- fonico 340.3746613. le 16 alle 19 presso il centro fitness Gym Studio di Molfetta, un seminario didattico di “Submission Wrestling” con la presenza di Jonatas Novaes (nella foto), cintura nera di Brazilian Jiu Jitus oltre che campione europeo 2008, campione Iron Man 2008 e plurimedagliato in ogni parte del mondo. La tassa di iscrizione al seminario didattico è di 30 euro. Per informazioni


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Sport

giovedì 26 marzo 2009

Virtus condannata ai play-out

Hockey Club: si perde e si vince

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I biancoazzurri dovranno conquistare la salvezza nella I molfettesi allenati da Vianna continuano a soffrire coda di campionato. di discontinuità. La matematica non lo dice ancora, ma la logica si: quest’anno la Virtus dovrà giocarsi la permanenza in serie A dilettanti ai play-out. Dopo la facile vittoria contro Firenze, infatti, la sconfitta in quel di Sant’Antimo spegne quelle poche, ma ancora vive speranze che tutti i molfettesi avevano, di arrivare al 9° posto che vale la salvezza anticipata. Contro il Firenze le speranze erano rimaste ancora intatte, perché non si poteva proprio perdere contro il fanalino di coda ora già retrocesso. Perciò in un inconsueto anticipo al sabato sera, la Virtus deve aspettare il secondo quarto per indirizzare la partita verso la direzione giusta dopo aver concluso il primo quarto sotto di un punto (17-18). Ma da metà gara in poi il gap tra le due squadre si fa sempre più ampio (37-29 a metà gara, 63-50 al 30’), fino al +23 a pochi minuti dal termine quando ormai la gara è decisa da tempo. Gara che si conclude con il risultato di 89-72. Altra storia la trasferta di Sant’Antimo. Anche qui un solo risultato a disposizione, la vittoria che avrebbe portato i bianco-

azzurri a pari punti con gli avversari. Ma la partita non porta a questo risultato. Una partita che si gioca per tutti i quaranta minuti sul filo dell’equilibrio e che si decide negli ultimi secondi di gioco. Secondi finali fatali per la Virtus che tante, troppe volte ha visto sfumare la vittoria proprio quando era lì ad un passo. Partita che vede la Virtus in vantaggio di 2 lunghezze nei primi due quarti (15-17 e 38-40). Poi al ritorno in campo un black-out iniziale fa sfuggire via i locali che a fine terzo quarto conducevano di 5 punti. Come detto, il tentativo finale non serve ai molfettesi: il 77-75 finale lascia i 2 punti in palio in Campania, mentre al Molfetta “regala” i play-out. Ora resta solo l’obiettivo di vincere le ultime due gare di campionato contro il Matera dell’ex Longobardi e contro il Fossombrone, per mantenere a distanza lo stesso Matera e quindi raggiungere la miglior posizione possibile in vista degli accoppiamenti per gli spareggi salvezza.

Continua a “soffrire” di discontinuità il Goccia di Sole Hockey Club Molfetta. La compagine del presidente Massimo de Palma, impegnata nella “coda” di campionato dei play off promozione, alterna ottime prestazioni a esibizioni meno “concrete” e non consente ai suoi sostenitori di dormire sonni tranquilli. Si complica così la strada per il salto di categoria anche se il cammino futuro consente di tornare a sperare nella conquista dell’obiettivo promozione. Nelle ultime due settimane, la prima battuta di arresto è arrivata nella gara esterna disputata a Montebello dove gli uomini allenati da Josè Vianna hanno lasciato l’intera posta in palio ai padroni di casa venendo sconfitti per 3 a 1 con il solo Sinisi (nella foto) finito nel tabellino dei marcatori. Una sconfitta che ha fatto scivolare i biancorossi indietro in classifica. Giunta comunque, c’è da ricordarlo, con i molfettesi ancora privi di “bomber” Cirilli fermo ai box a causa di un infortunio. Fortunatamente invece rispettato il pronostico della Giordano Germinario vigilia nella gara interna del 21 marzo

contro il Thiene: 5 a 2 per i molfettesi il risultato finale con gli ospiti a segno solo quando il punteggio era oramai sul 5 a 0. Marcatori per i locali David Vianna e Maurizio Sinisi, entrambi con una doppietta, e il materano Daniele Persia. E proprio il Matera sarà il prossimo avversario dei molfettesi nell'ultimo “derby del Sud” stagionale. Si giocherà il 28 marzo nella tensostruttura della città dei Sassi. Per i molfettesi la ghiotta occasione per fare ancora punti sfruttando l’evidente divario tecnico con gli avversari. Il 5 aprile poi il Goccia di Sole sarà nuovamente di scena al Pala don Sturzo affrontando l’attuale capolista Sarazana.


Sport

giovedì 26 marzo 2009

Avellis lascia la Pallavolo. Grave infortunio per Alessandra Nappi. Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1101

Il tecnico molfettese si dimette dopo la sconfitta interna con il Brolo. Per la giocatrice dell’Azzurra frattura di tibia e perone nel corso di un allenamento.

HOCKEY

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BASKET

Serie A2 - Play Off

Serie A dilettanti

Sarzana Correggio MOLFETTA Montebello Thiene Matera

16 15 12 10 7 0

Latina Ferentino Siena Osimo Palestrina Potenza Barcellona Trapani Ostuni Sant’Antimo Fossombrone MOLFETTA Matera Firenze

38 32 30 28 26 24 22 22 22 22 20 18 16 10

PALLAVOLO Serie B1 Maschile

Pallavolo Molfetta in caduta libera e Azzurra Volley che da segnali di rinascita. Questo in sostanza il quadro offerto dalle ultime due settimane di pallavolo giocata che hanno visto protagoniste le due più rappresentative (per campionato disputato) compagini molfettesi. Ma andiamo con ordine. La Pallavolo Molfetta ha certamente vissuto le settimane più buie di questa stagione agonistica. A cominciare dalla sconfitta interna contro il Brolo per 3 a 1 (18-25, 20-25, 25-18, 23-25) nella gara che doveva segnare il rilancio delle ambizioni biancorosse e che invece ha portato in dote le dimissioni di mister Vito Avellis. Dimissioni accettate dai vertici societari che in un comunicato avevano fatto sapere di aver affidato la squadra all’allenatore in seconda Nico Palumbo senza fare i conti, evidentemente, con le dimissioni anche di quest’ultimo. E così i biancorossi, privi di guida tecnica, hanno dovuto preparare e affrontare la delicata trasferta in casa della vice capolista Gela. Trasferta conclusasi con una nuova sconfitta seppur con qualche timido segnale di ripresa. In Sicilia la gara, conclusa per 3 a 1 (27-25, 21-25, 25-18, 25-19), ha comunque palesato i limiti del gruppo molfettese che è stato affidato al neo tecnico Alessandro Lorenzoni, proveniente da

Terlizzi, per prepararsi ad affrontare le prossime due sfide: il 28 marzo arriva a Molfetta lo Spoleto, il 5 aprile si gioca in trasferta sul campo del fanalino di coda Squinzano. In casa Azzurra le cose non vanno tanto meglio: le molfettesi restano ancora nella “zona rossa” della classifica anche se danno segnali confortanti anche in vista del calendario che, rispetto a quello delle dirette concorrenti alla salvezza, si preannuncia più agevole. Da segnalare comunque il gravissimo infortunio che ha colpito in allenamento Alessandra Nappi (nella foto): la giovane e brava giocatrice molfettese, infatti, ha subito la frattura di tibia e perone facendo scoppiare un vero e proprio “dramma” in casa Azzurra. Tutto ciò accadeva dopo la sconfitta per 3 a 2 subita a Sala Consilina (25-18, 25-17, 25-27, 17-25, 15-12) e prima della gara casalinga vinta per 3 a 0 contro lo Scafati (26-24, 25-23, 25-19). Come ha dichiarato il presidente Vincenzo Giancaspro, fino alla fine del torneo l’Azzurra è chiamata a disputare una serie di finali. Finali tutte da vincere per conquistare il diritto di permanenza nella quarta serie nazionale. A cominciare dalla gara del 29 marzo a Potenza e da quella casalinga del 4 aprile contro il Montescaglioso.

Sora Gela Bari MOLFETTA Spoleto Terlizzi Chieti Terni Brolo Fasano Galatina Marcianise Avellino Ostia Foggia Squinzano

Serie B2 Femminile 61 59 47 43 42 40 39 39 34 31 27 27 26 24 19 18

Trani Salerno Matera Scafati Taranto Benevento Battipaglia Sarno Sala Consilina Potenza Tuglie MOLFETTA Nojaturi Aversa Montescaglioso Ostuni

CALCIO A5

CALCIO

Serie C1 Giovinazzo REAL MOLFETTA Sammichele Castellana Fasano Modugno Pellegrino R. Mola Ruvo V. Mola Cerignola Noci Brindisi Spinazzola Altamura Sava

66 60 58 47 46 43 37 37 37 37 31 28 27 13 8 1

Seconda categoria 61 58 49 48 47 45 41 39 37 37 30 29 26 25 18 7

Palo Cellamare BARI SPORT Conversano Bitritto Bisceglie Adelfia E. Triggiano Capurso Trinitapoli Mola MILAN CLUB Altamura A. Triggiano Trani Cerignola

54 53 51 46 44 35 35 34 32 31 25 24 22 19 15 rit.


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Lavoro in chiaro

giovedì 26 marzo 2009

Nuove assunzioni per la Best Western Hotel Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1102

Nuove assunzioni per una tra le più grandi catene alberghiere su scala mondiale. La Best Western Hotel, infatti, ricerca svariate figure professionali afferenti agli ambiti ristorazione e ricevimento. L’azienda intende puntare proprio su questo nuovo piano di assunzioni per potenziare il proprio sviluppo negli oltre 170 hotel italiani, con l’obiettivo di rendere un miglior servizio ai propri clienti. Di seguito vi indichiamo, in forma dettagliata, tutte le figure professionali ricercate,attualmente, sul

territorio nazionale. Best Western Premier Hotel Milton Rimini: ricerca estetista con specializzazione massaggiatore/massaggiatrice per apertura SPA. Roma: ricerca personale di ricevimento e breakfast; personale di ricevimento. È richiesta la conoscenza della lingua inglese; portiere di notte, motivato a crescere in un ambiente giovane e dinamico. Il candidato dovrà parlare correttamente l’italiano, l’inglese ed il francese. Si richiedono almeno due anni di esperienza nella stessa mansione. Inviare curriculum vitae dettagliato a giovanni.palagiano@ miltonhotels.it. Best Western Premier Hotel Milton Milano: ricerca segretario ricevimento e cassa ed apprendisti. Si richiede: conoscenza della lingua inglese e residenza in Milano o provincia; giovani dinamici, con conoscenza lingue straniere per posizione di addetti al ricevimento; giovani dinamici per posizione di camerieri di sala per servizio breakfast. Inviare

curriculum vitae dettagliato a giovanni.palagiano@miltonhotels.it. Best Western Hotel Soave: ricerca ambosessi dinamici da inserire nel proprio organico con contratto inizialmente a tempo determinato, con probabile trasferimento a tempo indeterminato. Si richiede, esperienza di ricevimento e accoglienza clienti. È necessaria una buona conoscenza della lingua inglese. Titolo preferenziale sarà la conoscenza di una seconda lingua. Sede di lavoro: San Bonifacio, Verona. Inviare Curriculum Vitae dettagliato alla seguente mail: lauragalvan@soavehotel.it. Il Best Western Hotel Spring House Roma seleziona tirocinanti per bar/sala colazione/ricevimento. È richiesta una buona conoscenza della lingua inglese. Inviare curriculum dettagliato a selezione@sestante. net. Il Best Western Hotel Berlino cerca un segretario di ricevimento turnante da inserire nella propria struttura in Milano. Gradita espe-

rienza nel settore, necessaria buona conoscenza lingua inglese. Ulteriore titolo preferenziale sarà determinato dalla conoscenza del programma di gestione alberghiera SysDat. Inviare curriculum dettagliato via fax 02 39210611. Albergo tre stelle a Bologna ricerca segretario/a ricevimento e cassa (diurno e notturno) per inserimento nel proprio organico, con le seguenti mansioni: accoglienza clienti, operazioni check-in / check-out, gestioni prenotazioni. I requisiti richiesti sono: precedente esperienza, buona conoscenza della lingua inglese, ottima conoscenza del Pacchetto Office e di Microsoft. Inviare curriculum vitae dettagliato possibilmente con foto a risorseumane@bestwestern.it. Marco Roberto Spadavecchia Il lavoro, il merito e l’esperienza devono essere sempre ricompensate. J.P. Raffarin

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Rubriche

giovedì 26 marzo 2009

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w w w . i l f a t t o . n et

IL FATTO è disponibile in questi esercizi ogni 15 giorni,puntuale come sempre il giovedì. Bar 2000 piazza Garibaldi 66 Bar Arcobaleno banchina S. Domenico Bar Ariston via Santa Lucia 11 Bar Astoria corso Umberto 16 Bar Blues via Dante 49 Bar Byblos piazza Principe di Napoli 6 Bar Caffetteria, via Salvucci 46 Bar Camera Cafè via XX Settembre 43 Bar Cavour via Fornari 47 Bar Central piazza Vittorio Emanuele 17 Bar Columbia via San F. d’Assisi 30 Bar Crystal via F. Campanella 33 Bar degli Artisti, via Gesmundo 4 Bar del Ponte, via Ruvo 18 Bar Euro via San Francesco d’Assisi Bar Europa, via Cavallotti 10 Bar Fausta, corso Umberto 150 Bar Filisia via M. di Savoia 67 Bar Football, via la Malfa 11 Bar Gabbiano, corso Umberto 48 Bar Gardenia via Respa 12 Bar Green, via Baccarini 111 Bar Haiti via San Domenico Bar Ideal, via Terlizzi Bar Kennedy, via Germano 49 Bar la Fenice, corso Umberto Bar Le chic j’adore, via G. Salvemini 15 Bar London via Terlizzi 6 Bar Mary corso Umberto 122 Bar Mezzina, via Einaudi 6 Bar Minervini, via Pio la Torre 33 Bar Mini Bar, via Giovinazzo 6 Bar Miramare banchina S. Domenico Bar Miramare, via San Domenico 9 Bar Mirror via cap. Azzarita 124 Bar Mixer Cafè, 6^ strada ovest Lama Martina Bar Moka, via Annunziata 68 Bar Mongelli via cap. de Candia 30 Bar Murolo piazza Paradiso 10 Bar New Meeting, via Alberto Mario Bar Orchidea via Fornari 50 Bar Pasticceria Casa del Dolce, via San F. d’Assisi Bar Peter Pan, via Monda 48 Bar Rio, via Bari 92 Bar Roma 2, via San Domenico 4

Bar San Marco, corso Umberto Bar Seven via Germano 33 Bar Snack, via Giovinazzo 1 Bar Sottocoperta, piazza Garibaldi Bar Spadavecchia, via Papa Montini 60 Bar Sport corso Umberto I Bar Stazione piazza Moro Bar Sweet piazza Garibaldi 32 Bar Umberto corso Umberto I Bar Universo corso Umberto I Bar Venere, via Martiri di Via Fani 6 Bar Vittoria via Alighieri 68 Baro Oasi, via Cormio 18 Bettie Page piazza Municipio 6 Biblioteca Comunale, via San Domenico Blanc la Nuit lungomare M.A. Colonna Caffè al Duomo via Banchina Seminario 8/10 Caffè Metropolis via cap. de Gennaro 16 Caffè Silver via Fremantel 19/I Caffetteria Gonzaga via Piazza Caffetteria Manattan viale dei Crociati Caffetteria Paninoteca Grease via Molfettesi d’Argentina 75 Caffetteria Venere via Martiri di via Fani 6 Calì Caffè via Puccini 7 Cin Cin Bar via Dante Coffee Room viale Pio XI Compagnia Carabinieri via Caduti di Nassiriya Edicola “l’altra Edicola” via Terlizzi Edicola Andreula via Baccarini 67 Edicola Caputi via San F. d’Assisi 55 Edicola De Palma via Bari 1 Edicola delle Rose via Madonna della Rosa Edicola di Sciancalepore Domenico piazza M. di Savoia Edicola Gigotti via Bari 74 Edicola Grosso via Pappagallo Edicola piazza Garibaldi Edicola Spazio Libero via gen. Poli Edicola Stazione piazza A. Moro Edicola via Cormio rione Paradiso Edicola via Dante Edicola via Einaudi rione Paradiso Edicola via Fornari nei pressi Istituto Apicella Edicola via Giovinazzo 1 Edicola via Giovinazzo 45 Edicola via Leonardo Azzarita zona 167

Edicola via Paniscotti Edicola via Principe Amedeo Edicola via ten. G. Slepico Edicola via ten. Silvestri Edicola via Togliatti zona 167 Edicola viale Pio XI Farmacia Grillo, largo Sant’Angelo Flory’s Cafè via gen. Poli 3 Istituto Industriale di Stato “G. Ferraris” via P. Togliatti 2 Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione sede centrale via Fornari 1 c/o Istituto Apicella Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione sede succursale via Giovinazzo Istituto Professionale per i Servizi Turistici “A. Bello”, viale XXV Aprile Istituto Professionale per le Attività Marinare località Prima Cala Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “G. Salvemini” via Martiri della Resistenza Liceo Classico “L. da Vinci” e Liceo Scientifico “A. Einstain” via P. Togliatti 4 Liceo Ginnasio “L. da Vinci” sede succursale via Fornari 1 c/o Istituto Apicella Liceo Sociopsicopedagogico “V. Fornari” via gen. L. Amato Medi Max via Terlizzi Mondo Casa Immobiliare, piazza Effrem 12 Off Street piazza Garibaldi 15 Palazzetto dello Sport “G. Poli” via Martiri di Via Fani Panificio Annese via Cappellini 28 Panificio Biancaneve via de Luca 59 Panificio Biancaneve via Molfettesi del Venezuela 41 Panificio Cangelli via cap. de Candia 49 Panificio Centrale via Respa 40 Panificio de Gennaro via cap. de Candia 155 Panificio de Pinto via Edoardo Germano Panificio don Bosco corso Fornari 36 Panificio don Bosco via Cormio 36 Panificio Europa via Rattazzi 41 Panificio Jolly viale Pio 11 9/a Panificio La Sfornata via E. Fermi Panificio Minervini via Bixio 25 Panificio Non Solo Pane via gen. Poli 13 Panificio Non Solo Pane via Paniscotti 44 Panificio Petruzzella via Bovio 18 Panificio Posta via Ricasoli 29

Panificio Sant’Achille via Martiri di via Fani 15 Panificio Trionfo via ten. Fiorino 71 Parrocchia Cattedrale, via D. Alighieri Parrocchia Cuore Immacolato di Maria via Mascagni Parrocchia Immacolata, piazza Immacolata 62 Parrocchia Madonna della Rosa via C. A. Dalla Chiesa 19 Parrocchia Sacro Cuore di Gesù corso Umberto Parrocchia San Berardino via Tattoli Parrocchia San Corrado Duomo, banchina Seminario Parrocchia San Domenico via San Domenico 1 Parrocchia San Gennaro via S. Pansini Parrocchia San Giuseppe via A. Saffi 1 Parrocchia San Pio X viale Gramsci 1 Parrocchia Santa Famiglia via Innocenzo VIII Parrocchia Santa Teresa piazza Vittorio Emanuele 3 Parrocchia Sant’Achille via A. Salvucci Place Blanc Cafè piazza M. di Savoia 4 Stazione di rifornimento AGIP via Terlizzi Stazione di rifornimento Madogas via Terlizzi Stazione di rifornimento AGIP via Giovinazzo Stazione di rifornimento API Zona Artigianale Stazione di rifornimento ESSO via Bisceglie Stazione di rifornimento ESSO via Terlizzi Stazione di rifornimento Q8 via dei Lavoratori Z. Artigianale Swing Pub viale Pio XI 27 Tabaccheria corso Umberto 74 Tabaccheria piazza Garibaldi 6 Tabaccheria piazza Roma 4 Tabaccheria via Azzarita 65 Tabaccheria via Bari 68 Tabaccheria via Fiorini 41 Tabaccheria via Fornari 66 Tabaccheria via G. Salvemini 124 Tabaccheria via Hugo 3 Tabaccheria via Madonna dei Martiri 2 Tabaccheria via Madonna dei Martiri 67 Tabaccheria via Margherita di Savoia 5 Tabaccheria via Pansini 52 Tabaccheria via Paradiso 2 Tabaccheria via Roma 32 Tabaccheria via Rossini 12 Tabaccheria via Silvestri 68 Tabaccheria viale Pio XI Tenenza Guardia di Finanza viale dei Crociati Ufficio Relazioni con il Pubblico


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giovedì 26 marzo 2009

Consigli per una sana alimentazione FACILE

DIFFICILE

La pasta Invia un sms sull’articolo al 3471136778 inserendo il codice 1103

SOLUZIONI

Sudoku (giapponese: su-doku, nome completo: Su-ji wa dokushin ni kagiru) è un gioco di logica nel quale al giocatore o solutore viene proposta una griglia di 9×9 celle, ciascuna delle quali può contenere un numero da 1 a 9, oppure essere vuota; la griglia è suddivisa in 9 righe orizzontali, nove colonne verticali e, da bordi in neretto, in 9 “sottogriglie”, chiamate regioni, di 3×3 celle contigue. Le griglie proposte al giocatore hanno da 20 a 35 celle contenenti un numero. Scopo del gioco è quello di riempire le caselle bianche con numeri da 1 a 9, in modo tale che in ogni riga, colonna e regione siano presenti tutte le cifre da 1 a 9 e, pertanto, senza ripetizioni. Fonte:(it.wikipedia.org)

La pasta è da sempre, per noi italiani, la portata per eccellenza, ma allo stesso tempo è il primo alimento che erroneamente viene bandito dalla tavola quando si vuole perdere peso. A differenza di quanto molti pensano ha moltissime proprietà e deve rimanere un piatto fondamentale nell’alimentazione di tutti i giorni. Non è affatto ipercalorica o “grassa”, quindi non è pericolosa per la linea e per la salute: 100 gr di pasta cruda contengono circa 360 calorie e meno dell’1% di grassi (valori abbastanza contenuti, soprattutto quello dei lipidi). Ha un elevato potere saziante: bisogna infatti considerare che durante la cottura la pasta assorbe molta acqua, fino quasi a triplicare il proprio peso. Quindi, con una porzione media di circa 80 gr, ci saziamo molto di più che con una porzione di 120140 gr di carne o pesce e l’apporto calorico è quasi equivalente (leggermente superiore per la pasta). La pasta inoltre è preziosa per

due dei suoi ingredienti base: le fibre e soprattutto l'amido. Le prime sappiamo tutti sono importanti per le funzioni intestinali. L’amido, invece, è un carboidrato complesso che, ingerito, viene trasformato in zucchero semplice (glucosio), e quindi inviato alle cellule con un procedimento lento: è per questo che la pasta tiene lontana la sensazione di fame a lungo e non induce quei pericolosi picchi glicemici che un eccessivo consumo di zuccheri semplici (cioè di dolci) può provocare. Quindi anche chi soffre di diabete può permettersi di mangiare un buon piatto di spaghetti. Ciò che è molto importante è la scelta del condimento: è molta la differenza tra un piatto di penne al pomodoro e basilico ed una carbonara! La pasta è un alimento estremamente versatile: così un accompagnamento ricco ma scelto con saggezza (ad esempio pasta con fagioli o lenticchie) dà origine ad un ottimo piatto unico, bilanciato nel contenuto di amidi, proteine e grassi che fornisce all’organismo tutto ciò di cui ha bisogno. dott.sa Annalisa Mira Biologa Nutrizionista


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giovedì 26 marzo 2009

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ORECCHIETTE E GAMBERETTI SU CREMA DI CIME DI RAPA Ingredienti per 4 persone: • • • • • • •

500 gr. di cime di rapa pulite 350 gr. di orecchiette 200 gr. di gamberetti 10 pomodorini olio extra vergine di oliva q.b. aglio q.b. sale e pepe q.b.

Procedimento Pulite e lavate accuratamente le cime di rapa, eliminando tutti i residui di terra. Bollitele in abbondante acqua salata, scolatele e frullatele con olio extra vergine d’oliva creando una crema. Preparate un fondo di olio e aglio, soffriggere dolcemente, aggiungere in seguito i gamberetti precedentemente puliti e bagnarli con vino bianco. Aggiungete i pomodorini tagliati in quattro e un mestolo di acqua di cottura o brodo. Cucinate le orecchiette, scolatele e unitele al composto precedentemente preparato. Mantecate il tutto con un filo d’olio extra vergine di oliva, infine aggiungete un pizzico di pepe e sale. Al momento dell’assemblaggio, adagiate sul fondo del piatto la crema di cime di rapa e sopra ad essa la pasta. Servite a tavola e aggiungete un filo d’olio extra vergine d’oliva. Lady Chef: Marianna de Candia

I CONSIGLI DELLO ZODIACO ARIETE Finalmente arriva un periodo di quiete. La tempesta è alle vostre spalle. Di fronte c’è l’arcobaleno. Buoni i rapporti con gli amici e con i colleghi. Brividi di passione con la vostra metà. Il lavoro vi porterà via un po’ di tempo. Ogni tanto, provate a staccare.

LEONE Ormai è un’emorragia di denaro. È necessario contenere le spese tagliando il superfluo se non volete trovarvi nei guai in un futuro molto prossimo. Non date colpa alla crisi economica che ha investito il Paese. E’ che avete le mani bucate.

SAGITTARIO Viaggi, spostamenti, cambiamenti, nei prossimi quindici giorni non avrete il tempo di annoiarvi. Preparatevi a grosse novità in tutte le direzioni. Sappiate comunque dosare le vostre forze. Quando vi sembrerà di aver finito vi accorgerete di essere solo all’inizio.

www.ilfatto.net IL FATTO Quindicinale gratuito di informazione

EDITORE Activa S.r.l. con unico socio

PRESIDENTE Giulio Cosentino | cell. 334.1758150 e-mail: giulio.cosentino@gmail.com

TORO Preparatevi alla scossa. Nei prossimi giorni ce ne sarà una su misura per voi. Emozioni, grandi, forti, non tutte piacevolissime, ma che fa. È tutta salute. Qualche problema nella vita di coppia. Da un po’ siete distratti, vi isolate, vi fate desiderare. Correggete il tiro.

VERGINE Ogni tanto la vita riserva amare delusioni. Ma stare male più del dovuto non serve a cambiare le cose. Guardate oltre e cominciate a pensare in grande. Avete capacità ed energie per fare sempre meglio. Non sprecate le vostre forze per rimuginare.

CAPRICORNO Ogni tanto il vostro proverbiale intuito va in vacanza. E voi combinate disastri. Per questo prima di aprire bocca e sputare sentenze fermatevi a riflettere. Ci sono persone, un’amica in particolare, che sta risentendo non poco del vostro atteggiamento. Provate a parlarle e a chiarire tutto.

DIRETTORE RESPONSABILE Corrado Germinario

Collaboratori Pantaleo de Trizio, Matteo Diamante, Marta Marzocca, Paola Pansini, Isabel Romano, Roberto Sciannamea, Lella Salvemini, Marco Roberto Spadavecchia, Francesco Tempesta, Annalisa Mira, Giordano Germinario, Beatrice De Gennaro. Registrato presso il Tribunale di Trani · aut. del 19 ottobre 2007 n. 17/07

GEMELLI Avete presente il fastidio che provoca un sassolino nella scarpa. Bene, allora adesso sapete la sensazione che riuscite a suscitare nelle persone che vi sono vicine e che non riescono a scuotervi dal torpore in cui siete piombati. E basta.

BILANCIA Sapete essere adorabili anche quando mentite, e lo fate spesso. La persona che amate però potrebbe essere stufa delle vostre marachelle. Mettete a riposo, almeno per un po’, il Peter Pan che è dentro di voi. Comportatevi da adulti. Farà bene anche a voi.

ACQUARIO È ora di salire sulla bilancia e dare uno sguardo al peso. Ormai lo specchio non basta più. Vi guardate e vi riguardate ma vi siete abituati all’immagine riflessa. La cattiva alimentazione non produce effetti solo, come dire, estetici. Ne va di mezzo la vostra salute.

REDAZIONE Via degli Antichi Pastifici, Zona Artigianale A/8 · Molfetta redazione@ilfatto.net

PROGETTO GRAFICO Vincenzo de Pinto

IMPAGINAZIONE NELLOPOLI.com | HIDESIGN.it

STAMPA

CANCRO Benissimo. Le stelle hanno deciso di guidarvi benevole per un pezzo di strada. Tocca a voi imboccare quella giusta. Ci sono decisioni importanti da prendere. Non demandate agli altri responsabilità che competono solo a voi.

SCORPIONE Due settimane determinanti per dare una svolta alla vostra vita. I grattacapi non mancheranno, ma è normale, gli impegni anche. Rimboccatevi le maniche e ricaricate le pile. C’è una lunga strada da percorrere e ci sono una serie di tornanti.

PESCI C’è un pensiero che vi toglie il sonno da qualche tempo. Forse sarebbe il caso di provare a parlarne con qualcuno. A volte quello che da lontano assomiglia ad una montagna, visto da vicino non è altro che un mucchio di sabbia che la prima mareggiata porterà via.

MASTER PRINTING S.R.L. VIA DELLE MARGHERITE 20/22 MODUGNO BA

CONCES. DELLA PUBBLICITA’ Ufficio Commerciale · tel. 334.17.58.150


Il Fatto n. 032  

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