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NON TRADIZIONALI

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SPAZI E STRUTTURE

Essere e non essere Luoghi recuperati e riqualificati, funzioni reinventate, commistioni improbabili che creano atmosfere irresistibili: il Mice a caccia di location insolite dona nuova vita a realtà architettoniche destinate all’oblio SABRINA PIACENZA

L

a scelta della location è senza dubbio uno degli step più delicati nell’organizzazione di un evento. Dopo molti anni di attività, il desiderio degli organizzatori è quello di voler stupire i propri ospiti accogliendoli in location inconsuete – o insolite che dire si voglia – purché siano scenografiche e super coinvolgenti, immerse in contesti particolari e in situazioni decisamente atipiche per vivere esperienze nuove. È così che nel tempo, accanto ai luoghi tradizionalmente deputati alla meeting industry, si sta sviluppando nelle città metropolitane,

ma non solo, la ricerca di spazi inediti, location d’effetto, ambienti capaci di sorprendere, “contenitori” nei quali lasciar correre la fantasia all’insegna della personalizzazione estrema e del “mai visto”. In questo senso, molto spesso vengono scelti luoghi recuperati e riqualificati, ambienti un tempo destinati ad altre funzioni, perlopiù di carattere produttivo, oggi trasformati in spazi nei quali allestire un convegno, organizzare un workshop o un evento, immaginare una serata di gala o un appuntamento mondano. Spazi industriali, terrazze o roof-top, ma anche strutture sportive e sopratutto musei (il binomio evento-cultura è sempre molto apprezzato). La flessibilità è però una delle caratteristiche fondamentali per questi ambienti, la loro storia costituisce talvolta un’opportunità da valorizzare e una fonte di ispirazione per il progetto di un evento, e la loro collocazione

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Meeting e Congressi - Nov Dic 2016