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Il relax è assicurato dallo spazio wellness, mentre per gli eventi sono a disposizione otto sale fino a 350 posti, oltre al bellissimo chiostro cinquecentesco, in grado di ospitare fino a quattrocento persone

soggiornato principi, regnanti e aspiranti al trono; nelle sue fastose sale si sono svolti ricevimenti e feste da mille e una notte; il caratteristico chiostro monumentale, che di notte si illumina in modo seducente, ha accolto le carrozze della migliore nobiltà cittadina. Sotto le ampie volte di Palazzo Caracciolo di Santobuono, in via Carbonara a Napoli, a due passi da Porta Capuana e Castel Capuano, nel perimetro delle fortificazioni di epoca angioina e aragonese, si respira la storia degli ultimi otto secoli di una

PALAZZO CARACCIOLO MGALLERY BY SOFITEL IN NUMERI La grande mole di Palazzo Caracciolo ospita 138 camere, tra superior, deluxe, junior suite e suite, che misurano fino a settanta metri quadrati e dove la storia si fonde con le più moderne esigenze di ospitalità. Un chiostro cinquecentesco di straordinaria bellezza può ospitare fino a 280 posti a sedere per le cerimonie e fino a quattrocento a platea. Per eventi informali c’è il giardino, ma per meeting e congressi sono attrezzate otto sale che possono contenere fino a 350 posti complessivi. Tutte le sale, che portano i nomi dei teatri napoletani e dispongono delle moderne tecnologie, sono modulabili e adattabili a banchi di scuola, a ferro di cavallo, a platea e a tavola rotonda. Lo spazio wellness misura trenta metri quadrati.

• Nelle fastose sale di uno dei palazzi più belli della Napoli storica, si sono svolti ricevimenti e feste da mille e

una notte. Qui hanno soggiornato principi, regnanti e aspiranti al trono.

• Congress e Post congress: solo

a Palazzo Caracciolo è possibile tentennare di fronte alla voglia di visitare una delle città più belle del mondo, perché dopo il lavoro ce n’è per tutti i gusti.

• Nelle camere, impreziosite da

dettagli di classe, si scopre un passato ricco di fasti e un presente ancora molto generoso. Tutte sono completamente insonorizzate anche grazie all’imponenza delle antiche strutture murarie.

• Insignito dal Touring Club Italiano del Premio Stanze d’Italia 2016 e per due anni del prestigiosissimo World Luxury Hotel Award, Palazzo Caracciolo ha ricevuto, nel suo passato, il certificato del principe del Montenegro e Macedonia Stephan Černetić.

città prima sede di vice-regno, poi capitale di grande prestigio europeo. A farlo costruire – a ridosso di San Giovanni a Carbonara, la più bella chiesa trecentesca della città, in una zona che all’epoca ospitava giostre e tornei tra cavalieri e che ora è il cuore della vera Napoli – fu Carlo I d’Angiò il sovrano che avrebbe regalato alla città quello che ancora oggi è il suo monumento più imponente e rappresentativo, il Maschio Angioino. L’impianto architettonico giunto fino a noi, frutto di continui rimaneggiamenti succedutisi nel corso dei secoli, testimonia i fasti del Seicento napoletano, quando la città era una delle capitali del Barocco europeo. Ma il palazzo che oggi ospita il lussuoso albergo – e che nel 2015 è stato insignito del Premio Stanze d’Italia 2016 dal Touring Club Italiano e del prestigiosissimo World Luxury Hotel Award, che si aggiungono al certificato consegnato dal principe del Montenegro e Macedonia Stephan Černetić – risale al XIII secolo, e d è sorto nel luogo dove nel Medioevo si tenevano giostre e tornei, e duelli all’ultimo sangue per risolvere liti personali. Palazzo Caracciolo è coevo del Palazzo Vescovile che si erge nell’insula tra il Duomo e Largo Donnaregina, sorto sulle rovine di una basilica paleocristiana e del Palazzo della Zecca, ubicato in via Sant’Arcangelo a Baiano, nella zona di Forcella: quest’ultimo edificio ospitava la Zecca reale. Nel 1266, chiamato in Italia dal Papa, Carlo d’Angiò, fratello del re di Francia, sconfisse Manfredi a Benevento e assunse la corona del regno del Sud. Per decisione di Carlo, la città divenne capitale del regno (nonostante le forti proteste siciliane), e la società fu organizzata in Sedili, organismi che fungevano da mediatori tra il monarca e gli interessi del popolo. Nonostante una forte pressione fiscale, con la nuova dominazione la città cambiò volto: sorsero splendide chiese, fabbriche monumentali, ci fu uno sviluppo di

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Meeting e Congressi - Nov Dic 2016  

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