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l’intervista

Alessandro Cecchi Paone, presentatore, divulgatore scientifico, telegiornalista e scrittore: «Per rendere qualsiasi evento memorabile, sia esso di prodotto o aziendale, occorre necessariamente seguire un brief, una strategia che racchiuda non solo il mero svolgimento dell’evento, ma anche la filosofia che ruota attorno a esso, la storia, il rispetto e la coerenza della corporate image. Da qui la scelta del testimonial»

sottovaluti questo dettaglio di fondamentale importanza. Ci deve essere il massimo della serietà contenutistica, ma con brio. Essere in linea con lo spirito del prodotto è un valore aggiunto. Una cosa è leggere un gobbo, una è fare propri i contenuti, avendo approfonditamente sposato la causa». Parliamo di eventi aziendali. Coinvolgere, suscitare emozioni e dare vita a esperienze memorabili per provocare la risposta del pubblico in una logica di interazione già contemplata a monte dall’azienda: questo è l’obiettivo fondamentale per creare eventi di successo. Quanto è importante la scelta del presentatore-testimonial? Che valore aggiunto può dare? «Il testimonial è fondamentale e dà valore aggiunto a un evento quando è strategico rispetto all’immagine del prodotto o dell’azienda che si vuole veicolare. La scelta deve essere in linea con i contenuti, la preparazione deve essere ancorata alla realtà del prodotto. Un testimonial ha valore aggiunto quando è credibile». Come moderatore che consigli darebbe per mantenere viva l’attenzione dello spettatore

durante una convention? «La scuola anglosassone insegna che, dopo alcuni minuti di sollecitazione dell’attenzione, è indispensabile un alleggerimento con una storiella o una battuta o un aneddoto. Inframmezzare uno di questi elementi sembra casuale, ma non lo è. Anche in questo ci vuole professionalità». È ancora importante fare eventi oggi, nell’era di internet? «Pur essendo un grande sostenitore del web, ritengo che almeno una volta l’anno occorra creare un momento di condivisione e di scambio con un evento. Niente può sostituire il calore di un incontro». Da divulgatore scientifico a showman, da telegiornalista a scrittore. Cosa manca? «Mancherebbero le occasioni per tenere insieme tutti questi elementi. È importante per me far convergere l’attendibilità del divulgatore con la capacità di comunicare dell’uomo di spettacolo. Presto tornerò sugli schermi con La Macchina del Tempo, per combinare il massimo della scientificità con un’immancabile dose di gradevolezza».

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Meeting e Congressi - Nov Dic 2016