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Eventi, e trenta, e quaranta… H

o curiosato recentemente in Wikipedia e ho avuto l’ennesima conferma che “il termine evento ha generalmente il significato di qualcosa che accade in un certo punto a un certo momento”. Subito dopo questa semplice definizione c’è l’indicazione che evento è usato in fisica, in statistica, in giurisprudenza, in storia, in informatica, in marketing e nella comunicazione. Ho consultato il dizionario dei sinonimi e ho letto “avvenimento, fatto, caso, episodio, accadimento”. Ne ho ricavato la certezza che il solo termine “evento” non può indicare un convegno o un meeting. Proviamo ad aggiungere “comunicazione”. Già “evento di comunicazione” restringe il campo e orienta verso la consistenza della nostra attività. Ma ancora non ne definisce la specializzazione professionale. In effetti, gli eventi di comunicazione sottolineano l’elemento di trasferimento di messaggi da una fonte verso persone. Un comizio politico, per esempio, è un evento di comunicazione nel corso del quale qualcuno parla e altri – i più – ascoltano. La comunicazione fluisce da A (il relatore o i relatori) verso B l’uditorio, ed è, essenzialmente “a una via”. Negli eventi di comunicazione aggregata che interessano la nostra professione, la comunicazione fluisce da “n” verso “n”, intendendo per “n” la totalità dei partecipanti. Con-venire, venire insieme per comunicare, per scambiarsi esperienze, per approfondire, per generare soluzioni e innovazioni, per diffondere elementi conoscitivi, per de-

cidere insieme, per scoprire nuovi orizzonti professionali o culturali, e tanto ancora. Mi pare che sia proprio la matrice “cum”, insieme, l’elemento caratteristico della comunicazione aggregata che ci interessa. Allora, perché non riferirci a essa con il termine generico di “convegno”? L’elemento essenziale del convenire – riunirsi per scopi comuni – è nel diffusissimo termine inglese di “meeting” e on è un caso, iInfatti, che la nostra area professionale sia definita “meeting industry”. Certo, i convegni sono eventi, in quanto unici e irripetibili. Infatti ogni convegno è caratterizzato da argomenti diversi o diversamente combinati, temporizzazioni differenziate, dinamiche che si sviluppano spontaneamente, stimoli. Ma chiamarli solo eventi non li identifica, crea confusione, è l’antitesi della chiarezza comunicativa. E non mette in evidenza la professionalità richiesta a chi deve ideare, progettare e gestire i convegni. Autorevoli colleghi usano il termine “congresso” per riferirsi genericamente ai convegni. Ma, lo sappiamo, il congresso è solo una delle 15 tipologie di convegni, anche se molto visibile in quanto inserita negli statuti delle associazioni professionali, specialmente quelle scientifiche. Tuttavia anche chi promuove o sponsorizza i congressi ha bisogno di altre tipologie di convegni, come il simposio, l’investigator meeting (incontro di coloro che conducono ricerche su nuovi farmaci o applicazioni), l’advisory board

Al posto di “evento” è meglio usare “convegno”, con la radice latina “cum” che ci ricorda l’elemento caratteristico della comunicazione aggregata (incontro di esperti top per definire il modo più appropriato di presentare una specialità medicinale in varie parti del globo), lo speakers’ forum (incontro di esperti di primo livello per concordare contenuti ed essere pronti al ruolo di speaker in futuri congressi). Perché, dunque, usare termini che possono generare confusione? Senza contare che l’85 per cento dei convegni sono eventi aggregativi “aziendali”, dalle convention agli incentive travel, dai lanci di prodotto (kick-off ) ai seminari formativi e di aggiornamento, team building e altri. Non importa che cosa ci chiedono i committenti. È nostra responsabilità di professionisti definire la tipologia più idonea per raggiungere gli obiettivi. Negli ultimi anni si è spinto affinché si aggiungesse “eventi” al termine “meeting”, e ora si parla a livello internazionale di meeting & event industry. Ma, per piacere, evitiamo l’uso del solo termine “eventi” perché non identifica la specializzazione professionale. E non mescoliamo i convegni con i matrimoni e i funerali. Sono “eventi” diversi che non riguardano la comunicazione aggregata e che hanno bisogno di approcci e professionalità diverse.

RODOLFO MUSCO pubblicista e meeting architect certificato Cmp, Cmm, Cme musco@motivationandevents.com

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Meeting e Congressi - Nov Dic 2016  

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