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Rivista mensile - n° 1 gennaio-febbraio 2017 € 5,16 - Poste Italiane SpA - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n.46) - Art. 1, comma 1, DCB Milano. In caso di mancato recapito si restituisca al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa

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AVANTI TUTTA!

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MILANO

SOTTO I RIFLETTORI GEN-FEB | 2017

LA LOCATION

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numero

01

LA DESTINAZIONE

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Giuseppe Sala

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01 2017

sommario editoriale

in my opinion

Il danno tecnologico (Fb e gli altri)

9

Riflessioni in formazione – Paola Sabbatini

40

Fuori dal coro – Emanuele Nasti

42

HOT TOPICS

Generazione Y – Stefania Sarga

45

meeting comment

No limits – Paolo Missiaja

46

Team building, no team destroying – Rodolfo Musco

11 cover story: convention bureau

incentive comment

Convention bureau: avanti tutta!

48

Event manager, artigiani della semplicità – Luca Corsi 13

Cb Italia: squadra vincente

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Formazione aziendale? Trentino!

58

Cb Padova: nel segno del Mice

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Cb Rovigo: think green

62

l’intervista Giuseppe Sala: Mice, motore dell’incoming

14

la location del mese

highlight

Vicenza Convention Centre: successo di squadra

16

la destinazione del mese

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cover story: Milano sotto i riflettori 22

Salerno: autentica e inattesa

Il grande balzo di Milano

68

Museo Diocesano: eventi a regola d’arte

75

under the spotlight I congressi medici senza più segreti

28

mice from amerika Più spazio agli eventi

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focus on Sheraton Catania: una nuova era

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how to

Il cuore di Malta

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Ologrammi 3D: il futuro è oggi

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01 2017

sommario news persone e poltrone

team building Tutti per uno in 4x4

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88

destinazioni

112

out of the box L’azienda è un posto per bambini

Porquerolles: l’esotico vicino

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blogsurfing  L’hotel più vecchio del mondo

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congressi Formedica: formazione medica a misura d’uomo

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SITE INSPECTION news supplier 

news location 94

118

notiziari e associazioni  hotel  Palace Hotel: incanto sul lago

100

Hotel Vis a Vis: benvenuti a bordo!

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Hilton Garden Inn Matera: fascino internazionale

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Una Hotel Regina: un resort Mice-oriented

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Federcongressi: tra networking e convention

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Mpi: eredità e traguardi

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dossier wellness to business  A tutto benessere

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Terme di Sirmione: armonia termale

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location per eventi Galleria del Cardinale: il fascino della storia

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indirizzi

Radicepura: destinazione natura

110

130

I NOSTRI PROSSIMI EVENTI BUY MICE ROMA 4 maggio 2017 Villa Miani, Roma

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BUY MICE MILANO Da definire

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FULL CONTACT PCO 5-7 marzo 2017 Excelsior Palace Hotel, Rapallo (Ge)

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colophon Presidente: Marco Biamonti Resp. comunicazione e marketing: Lorenzo Bini

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Organo di consultazione per dirigenti, industrie, associazioni, ordini professionali, studi di pubbliche relazioni e di consulenza aziendale, agenzie di pubblicità, sindacati, partiti politici, organismi internazionali, agenzie di viaggio, ecc. Prezzo della copia: € 5,16 più spese di spedizione

DIRETTORE RESPONSABILE Marco Biamonti COORDINAMENTO EDITORIALE Simona P.K. Daviddi CONSULENZA PER LA GRAFICA Massimo Bernardi CONSULENZA PER I TESTI Aldo Lo Re SEGRETERIA DI REDAZIONE Jessica A. Presa – jessica.presa@ediman.it HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Alessandra Boiardi, Teresa Chiodo, Luca Corsi, Domenico Matarazzo, Paolo Missiaja, Rodolfo Musco, Emanuele Nasti, Andrea Petronca, Sabrina Piacenza, Francesca L. Rebonato, Matteo Rocca, Paola Sabbatini, Stefania Sarga, Simona Zin PROGETTO GRAFICO Silvia Ferri – www.madeweb.it In copertina - Illustrazione di Angelo Siviglia Fotolito e stampa: Prontostampa Srl - Zingonia (Bg) Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n. 46) - Art. 1, comma 1, DCB Milano Registrazione Tribunale di Milano n. 177 del 27/04/1973 Tiratura del presente numero: 11.000 copie

Ediman Srl Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 (r.a.) Fax 02.55.23.14.86 info@ediman.it Sito web Ediman: www.ediman.it Sito web Meeting e Congressi: www.meetingecongressi.com Cap.soc. € 93.600 i.v. Redazione (diretto): 02.57.31.15.33 jessica.presa@ediman.it Ufficio abbonamenti: Anna Esposito Tel. 02.57.31.15.36 – anna.esposito@ediman.it

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PROMOZIONE E PUBBLICITÀ Senior Sales Manager & Corporate Clients: Graziella Corbari – graziella.corbari@ediman.it

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CAMPANIA: Lina Cappiello Tel. 081.80.73.559 Cell. 339.66.97.612 lina.cappiello@ediman.it

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ANNO 45° - N. 1 Gennaio-Febbraio 2017 Abbonamento annuo € 150,00 (Estero € 200,00) L’abbonamento comprende anche la “GUIDA” delle Sedi Congressuali. La rivista non è in vendita nelle edicole e viene spedita direttamente agli abbonati.

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TOSCANA, UMBRIA: Guido Zaccagnini Cell. 340.22.68.473 - guido.zaccagnini@ediman.it Vincenzo Morreale Cell. 348.51.06.384 - vincenzo.morreale@ediman.it

BASILICATA, CALABRIA, PUGLIA: Vito Di Savino Cell. 347.78.03.446 vito.disavino@ediman.it SICILIA: Promoservice – Vincenzo Morreale Via Lancia di Brolo, 167 - 90145 Palermo Tel./Fax 091.68.19.344 - Cell. 348.51.06.384 vincenzo.morreale@ediman.it SARDEGNA: Pamela Perone Via Baunei, 12 - 09044 Quartucciu (Ca) Cell. 347.05.19.798 pamela.perone@ediman.it

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N U O V E D AT E

CONTENUTI D’ECCELLENZA


editoriale Oggi, chi va a qualsiasi meeting o congresso noteràche la metà del pubblico sta a fissare uno smartphone anziché ascoltare l’oratore

MARCO BIAMONTI direttore responsabile marco.biamonti@ediman.it

Il danno tecnologico (Fb e gli altri) M

i sembra una verità ineluttabile che chi ha intenzione di ottenere qualcosa da un meeting, a un certo punto è necessario che si sieda, taccia e ascolti. Certamente è giusto che gli organizzatori investano su modalità innovative per fornire informazioni, inclusi i canali di comunicazione digitale. E, naturalmente, dovrebbe essere lasciato spazio per l’interazione con il pubblico e l’apprendimento collaborativo. Ma se i congressisti vogliono veramente imparare qualcosa è bene che si concentrino. È questo il processo di base. E può essere doloroso, specialmente se le informazioni trasmesse sono complesse e impegnative. Purtroppo, per la maggior parte di noi questo processo è sempre più difficile, proprio a causa di tutta la tecnologia digitale a nostra disposizione. Oggi, chi va a qualsiasi meeting o congresso noterà che la metà del pubblico sta a fissare uno schermo anziché ascoltare l’oratore. Alcuni di questi stanno prendendo appunti, ma quanti altri stanno usando l’incontro come un’opportunità per rispondere a e-mail personali, postare qualcosa su Facebook, retweetare un messaggio senza aprirlo, o capire come funziona “questa maledetta app dell’evento”? Mi piace la tecnologia (continuo a pensare che il

navigatore di Google sia una delle cose più belle mai inventate). Ma ogni volta che esce un vulcanico annuncio dalla Silicon Valley, aumenta la mia ansia su come andrà a cambiare l’industria degli eventi. Tra gli ultimi, per esempio, c’è Facebook Live, che consente in potenza agli organizzatori di condividere video in diretta via Facebook, così come sembra che stia arrivando un sistema di acquisizione video 3D chiamato Facebook Surround 360, che promette di rendere l’esperienza a distanza come e coinvolgente. La verità è che l’esagerata attenzione verso la tecnologia digitale per gli eventi ci impedisce di affrontare il vero problema con i meeting. Il vero problema con i meeting è, ovviamente, la gente. Moderatori male addestrati, relatori che rimasticano la solita tiritera, partecipanti che rifiutano di smettere di guardare i loro smartphone quando qualcuno sta parlando con loro. E sarà difficile aspettarsi che Zuckerberg si impegnerà per cambiare la situazione.

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HOT TOPICS meeting comment

Team building, no team destroying C

onstato con piacere che autorevoli colleghi internazionali mettono in evidenza l’utilità di organizzare i convegni in modo da rafforzare il senso del “noi”, sviluppare il team e incrementare lo scambio delle conoscenze. Ricordo la definizione di “azienda” inserita nel testo universitario di Economia: organizzazione economica in atto istituita e gestita per raggiungere obiettivi economici. Ricercai il significato completo del termine “in atto” e mi fu chiaro che qualunque organizzazione ha bisogno di costanti evoluzioni per gestire le innovazioni e per applicare economie di scala. Non sono i macchinari che possono suggerire le innovazioni, ma le persone. Tutte le persone che fanno parte di un gruppo, della squadra, del team. Costruire il team è un processo costante perché ciascuno dei suoi componenti ha la capacità di generare idee e di intuire possibili sviluppi. È necessario creare le condizioni per trasferire all’interno del team elementi rilevati. Ho avuto il privilegio di verificare la validità di queste affermazioni in numerosi casi, durante convegni e programmi di motivazione gestiti per aziende e associazioni di diversi settori economici. Come posso dimenticare l’immagine di un autista di autobotti per il trasposto di gas che suggerisce al responsabile finanziario dell’azienda come ridurre alcuni costi di distribuzione? E come posso dimenticare la sor-

presa dei dirigenti e degli operai di un’azienda produttrice di piccoli elettrodomestici quando, al termine di un programma di coinvolgimento degli addetti alla linea produttiva, si rilevò una riduzione del quaranta per cento degli scarti di produzione? In molte aziende, lo sappiamo, ci sono reparti diversi – progettazione, produzione, spedizioni, amministrazione, gestione delle risorse, e così via – ciascuno dei quali ha ritmi, tempistiche e “linguaggi” diversi. Creare opportunità affinché ciascun collaboratore possa liberamente dialogare con colleghi anche di altri reparti accresce di molto la possibilità di ottenere risultati sinergici. Ricordiamo un modo molto semplice per esprimere il concetto di sinergia: 2+2=5. Ovvero, il risultato è superiore alla somma dei singoli componenti. Per creare le condizioni favorevoli al processo di interazione e di costruzione del team non si può prescindere dal fatto che le persone, pur se svolgono lo stesso mestiere o lavorano nella stessa azienda, hanno dominanze psicologiche diverse, ciascuna delle quali porta a intendere in modo diverso un messaggio analogo. Senza considerare il linguaggio e gli stili diversi nei vari reparti di una stessa azienda. E altre quisquilie, tipo introversione ed estroversione, bisogni di appartenenza, diverso senso del “noi”, e così via. L’affiliativo è portato a interagire in gruppo, chi ha dominanza di

La “costruzione” di un team richiede tempo. Chi tenta di farlo in poche ore con attività uguali per tutti i partecipanti spesso genera conflitti e disastri potere preferisce dialogare con pochi, chi ha dominanza positiva si pone obiettivi sempre più alti, magari da perseguire da solo, pur nell’interesse di tutti. Nessuno è migliore o peggiore degli altri. Creare le condizioni affinché tutti si sentano liberi di suggerire, di proporre di “dare una mano” quando è necessario significa realizzare e gestire il team efficacemente e coglierne le opportunità. I programmi di creazione e di sviluppo dei team non possono essere impostati a livello individuale perché questo tipo di approccio entra automaticamente nell’area del “successo” e del “fallimento”, con risultati disastrosi per molti partecipanti. Pretendere che tutti si arrampichino su una parete, per esempio, genera per chi non riesce la necessità di cambiare azienda per sottrarsi dalle continue umiliazioni e prese in giro dei colleghi. Per fortuna i teambuilder improvvisati e senza preparazione specifica stanno scomparendo. Purtroppo hanno fatto più team destroying che building. Il web e lo scambio delle esperienze positive sta contribuendo alle pratiche positive e costanti di gestione dei team.

RODOLFO MUSCO pubblicista e meeting architect certificato Cmp, Cmm, Cme musco@motivationandevents.com

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HOT TOPICS incentive comment

Event manager, artigiani della semplicità

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urante le ultime feste natalizie mi è capitato di cedere più frequentemente del solito alla tentazione di sdraiarmi sul divano per guardare la televisione, esponendomi involontariamente al consueto bombardamento di spot. Due pubblicità hanno colpito la mia attenzione in termini comunicazionali, in virtù di un potentissimo minimo comune denominatore che le metteva in relazione, pur interpretando in modo completamente diverso lo spot e i suoi contenuti. Una non è una vera e propria new entry nel panorama degli spot televisivi, l’altra invece è recente e decisamente freschissima. E siccome non è possibile dare un senso a questa colonna senza citare i brand in questione, vogliate perdonarmi se farò “pubblicità” a queste due aziende (o meglio, ai loro dipartimenti comunicazione più che ai loro prodotti in sé e per sé). Sto parlando di due slogan che trovo siano di grande impatto comunicativo, pur nella loro semplicità. Anzi: proprio per la loro semplicità, a riprova che talvolta non è indispensabile stupire con effetti speciali per far arrivare un messaggio al nostro target, perché un modo chiaro e lineare di dire le cose può essere altrettanto efficace e forse ancor di più. E questo ragionamento vale in toto anche per gli eventi, i quali, in quanto strumento di comunicazione, si differenziano dalla pubblicità per il mezzo, ma non per lo scopo e per le regole che

vi sottendono. Tornando ai due spot, quindi, gli slogan che mi hanno colpito sono: “Poltrone e Sofà, artigiani della qualità” e “Tim, è bello avere tutto!”. Il primo ricorda i tormentoni vincenti degli Anni 60 e 70, quelli del celeberrimo Carosello per intenderci (ve li ricordate? “Lavazza, il caffè delle grandi occasioni”, “Omsa... che gambe!”, “Vecchia Romagna Etichetta Nera, il brandy che crea un’atmosfera”, “Cynar, contro il logorio della vita moderna” e tanti altri). È uno slogan che evoca la pregiata fattura del divano, più che la sua comodità, spostando quindi l’attenzione da quello che, normalmente, di un divano direbbero tutti (è confortevole) a quello che rende un semplice pezzo di arredamento un vero oggetto del desiderio: è pregiato, è curato in maniera sartoriale e quindi è un pezzo unico, che arricchirebbe la mia casa. L’altro spot, quello della “telefonia”, dice una cosa addirittura ovvia: “è bello avere tutto!”. E chi potrebbe mai contestare una simile affermazione? Lo fa però in un modo a dir poco strepitoso, perché sulle note di All Night di Parov Stellar manda in scena il ballerino youtuber Just Some Motion, star del web capace di trascinare chiunque in una serie di balli travolgenti, funzionali a illustrare l’omnicompresiva offerta dell’operatore telefonico. Bene, che cosa mi ha colpito così tanto di questi due claim e per-

Le pubblicità più efficaci sono quelle più semplici: anche negli eventi non serve l’ideona, basta una sola buona idea, espressa in maniera chiara ché ne sto parlando? Mi ha colpito la potenza della comunicazione utilizzata in entrambi i casi, perché con due video estremamente semplici, i due messaggi arrivano direttamente al cuore del loro pubblico in modo molto convincente. Sicuramente a molti di voi verranno in mente altri spot che riescono a comunicare concetti semplici con altrettanta grande potenza. Io ho citato questi due solo perché mi hanno colpito di recente. Ma la conclusione che volevo condividere con voi era ben altra: andare dritti al dunque, senza fronzoli, senza inutili giri di parole o acrobazie, è premiante in maniera universale e oggettiva. Ed è una cosa di cui dovremmo tenere conto ogni volta che cerchiamo l’ideona per il nostro prossimo evento. Anche negli eventi di comunicazione, infatti, non ci servono tante mirabolanti idee creative: ci serve una sola buona idea, chiara ed esposta in maniera semplice. Del resto, qualsiasi sciocco può fare qualcosa di complesso, ma ci vuole un genio per fare qualcosa di semplice (questa non è mia, è del cantante folk Pete Seeger, però qui calzava a pennello).

LUCA CORSI Responsabile Comunicazione & Eventi Vorwerk Folletto luca.corsi@folletto.it

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HOT TOPICS l’intervista

giuseppe sala

Mice, motore dell’incoming Da commissario unico di Expo 2015 a sindaco di Milano, con un passato da dirigente d’azienda: Giuseppe Sala è tra i simboli della “nuova” Milano, che seduce il Mice con armi rinnovate, dalla cultura alla (sua) bellezza SIMONA P.K. DAVIDDI

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ilanese, con una laurea in Economia e Commercio conseguita alla Bocconi e una carriera aziendale prima in Pirelli (ricopre, tra le altre, la carica di amministratore delegato di Pneumatici Pirelli) e poi in Tim e Telecom italia (della seconda diventa direttore generale), Giuseppe Sala è salito alla ribalta accettando l’incarico di commissario unico di Expo 2015, ruolo assunto quando già imperversavano le polemiche intorno alla grande kermesse internazionale. Ma la capacità di traghettare Milano attraverso la bufera e il contributo a farne uscire una città dall’immagine rinnovata gli hanno valso l’elezione

a sindaco nel giugno 2016, con un’eredità difficile da gestire, quella di una città con una nuova reputazione e con una posizione da primadonna – nel doppio ruolo di destinazione leisure di lusso e meta Mice rinnovata – conquistata a fatica e ora da mantenere, come ci racconta lo stesso sindaco. Expo 2015 è stata una sfida ambiziosa che non solo è stata vinta, ma ha trasformato l’intera città: quali sono stati gli elementi vincenti e le scelte determinanti? E quali gli alleati più preziosi? «Expo Milano 2015 è stata senza dubbio una grande occasione che la nostra città ha saputo riconoscere e mettere a frutto. Le istituzioni hanno collaborato tra loro, in vista della buona riuscita dell’evento: questo è certamente uno degli elementi vincenti. La città ha dato prova di sapere rispondere in modo positivo al grande flusso di turisti e alle richieste eterogenee dei visitatori, sia sotto

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HOT TOPICS giuseppe sala

l’intervista

il profilo dell’offerta culturale e di eventi durante i sei mesi, sia sul fronte delle esigenze di mobilità e di strutture ricettive. Aver fatto rete è stata la chiave del successo dell’Esposizione Universale. Ovviamente non l’unica: la bellezza architettonica dei padiglioni dei Paesi e i loro allestimenti, la ricchezza delle suggestioni e delle riflessioni aperte nei dibattiti e nei convegni ospitati all’interno del sito espositivo e nell’ambito di Expo in Città, gli importanti interventi di esperti e stakeholder sul tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita hanno contribuito a rendere l’Expo di Milano quella manifestazione apprezzata che tutti ricordiamo con affetto». C’è un episodio dei sei mesi di Expo che ricorda con particolare piacere? «Difficile identificarne uno solo. Ricordo con molto piacere le cerimonie di apertura e di chiusura, la visita del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, quella della regina Letizia di Spagna, o ancora quella di Bono degli U2... Se penso all’Esposizione Universale, però, a dominare il mio ricordo sono il Cardo e il Decumano affollati di visitatori e l’atmosfera allegra che si è respirata in quei 184 giorni». Nel 2015, per la prima volta, i numeri del turismo leisure a Milano hanno superato quelli degli arrivi per affari e per congressi: secondo lei, si tratta di un fenomeno isolato o di un’evoluzione dell’immagine internazionale della città? «Expo ha dato il via a un trend positivo, in crescendo, sul fronte turistico. Perciò ritengo sia più appropriato parlare di evoluzione e di rafforzamento dell’immagine internazionale di Milano: merito di architetture straordinarie in grado di dare vita a uno skyline innovativo e attraente che sa sposarsi con una città ricca di storia, arte e cultura come la nostra». Milano è attualmente al 14esimo posto nella classifica delle destinazioni più gettonate a livello mondiale: che progetti ha per mantenere accesi i riflettori sulla città? «Milano sta vivendo un periodo di grande crescita: non è più percepita solo come la città del business, ma anche come una città in cui ci si può divertire, si può assistere a concerti, visitare straordinarie mostre di artisti di ieri e di oggi, prendere parte a manifestazioni sportive internazionali o a eventi di moda. Tutto questo è sicuramente un plus anche per chi viene in città per un congresso o per una riunione, ma dobbiamo lavorare per mantenere alta l’offerta e continuare a crescere nella qualità dei servizi a disposizione». Gli eventi, il business e i congressi hanno da sempre rappresentato la motivazione principale degli arrivi a Milano: ha in previsione qualche iniziativa ad hoc per questo segmento, come per esempio favorire la nascita del tanto agognato convention bureau? «I convegni e i congressi sono assolutamente

una delle più importanti spinte di incoming turistico nella nostra città. È certamente nostra intenzione promuovere il settore e sostenerlo. Studieremo le modalità migliori per farlo con sempre maggiore successo». Se cinque anni fa le avessero detto che Milano avrebbe superato Roma nel numero di visitatori, ci avrebbe creduto? «Forse no. Però avrei detto che quello avrebbe dovuto essere l’obiettivo...».

«Milano sta vivendo un periodo di grande crescita: non è più percepita solo come la città del business, ma anche come una città culturalmente vivace; questo è un plus anche per chi viene in città per un congresso o per una riunione»

Quali sono i punti forti della Milano “rinnovata”? «Grazie all’Esposizione Universale, Milano si è riscoperta in grado di fare grandi cose. E questo lo si vede in diversi ambiti: dalla maggiore attenzione all’ambiente e alla mobilità, dalla capacità di accoglienza al volontariato, dall’innovazione architettonica e tecnologica all’organizzazione e gestione di eventi culturali, sportivi e legati alla moda». C’è qualche zona della città in particolare che ha interessanti potenzialità di appeal turistico che pensa si possano sviluppare? «Il nostro obiettivo è quello di una Milano a una sola velocità, in cui si possano avere le stesse possibilità di crescita professionale, culturale e di intrattenimento in centro come in periferia. In quest’ottica, tutti e nove i Municipi di Milano sono zone ad alto appeal turistico, perché territori da rianimare e far scoprire, ricchi di peculiarità e di location originali. Le periferie sono l’ossessione della nostra amministrazione. Abbiamo messo a punto un programma dedicato, con l’obiettivo di riqualificare alcuni quartieri, sia sul fronte delle opere sia dei servizi: penso a Qt8/ Gallaratese, a Niguarda/Bovisa, a via Adriano/ Padova e Rizzoli, a Corvetto/Chiaravalle/Porto di Mare e Giambellino/Lorenteggio». Milano in tre aggettivi? «Accogliente, internazionale e laboriosa».

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HOT TOPICS location del mese

Location del mese: Vicenza Convention Centre

Successo di squadra LUCIANA FRANCESCA REBONATO

I

l Mice in Italia ha un interlocutore d’eccellenza. È il Vicenza Convention Centre, inaugurato a gennaio 2014 insieme a un nuovo moderno padiglione del quartiere fieristico vicentino, un’articolata area dagli spazi modulabili nata per accogliere qualsiasi tipologia di evento. L’infrastruttura è ora uno degli asset della recente integrazione tra Fiera di Vicenza Spa e Fiera di Rimini Spa, realtà posizionate in aree strategiche per l’economia

italiana e che hanno dato vita – nello scorso autunno – a Italian Exhibition Group Spa – Ieg –, primo esempio nel Paese di integrazione tra società fieristiche. Soprattutto, Ieg si pone quale primario player italiano per la promozione e la valorizzazione di importanti fiere produttive del made in Italy, in particolare in un’ottica di internazionalizzazione. Ed è un risultato superiore alle aspettative quello che è emerso dal bilancio preconsuntivo

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Vicenza Convention Centre: spazi multifunzionali, in sinergia con il nuovo Padiglione 7 di Fiera di Vicenza e con l’intero polo fieristico. Concepita come un moderno business hub, la struttura è sotto l’egida di Italian Exhibition Group Spa – Ieg – nuovo protagonista fieristico nato dall’integrazione tra Fiera di Vicenza e Fiera di Rimini

Il Vicenza Convention Centre è – come recita il suo pay off – “un luogo d’incontro polisensoriale, un microcosmo dove aprirsi al mondo, scambiare idee, arricchire il proprio panorama culturale”

2016 approvato a dicembre dal consiglio di amministrazione di Italian Exhibition Group: il fatturato consolidato pro-forma – calcolato come se l’integrazione avesse avuto effetto da inizio anno, in modo da esprimere l’intera attività svolta dalle due società nel 2016 –, infatti, si attesta a 123 milioni di euro, oltre quattro milioni in più dei 118,7 previsti, con un Ebitda di 22,9 milioni di euro, più quattro per cento rispetto alle previsioni. Nel 2016, Italian Exhibition Group – nel complesso delle sedi espositive e congressuali di Vicenza e Rimini – ha totalizzato 59 manifestazioni, 216 tra congressi ed eventi, 14.593 espositori e sfiorato i 2,5 milioni di visitatori. Dati che posizionano Italian Exhibition Group al primo posto tra le fiere italiane per numero di manifestazioni organizzate direttamente – sono già diventati 63 gli eventi in portafoglio, al novanta per cento di proprietà – e per redditività, al secondo posto per volume di fatturato. I numeri parlano chiaro e Lorenzo Cagnoni, presidente e amministratore delegato di Italian Exhibition Group, li ha così commentati: «Un fatturato che reca un aumento di oltre quattro milioni di euro è motivo di particolare soddisfazione. Anche

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La peculiarità di Vicenza Convention Centre risiede nell’essere integrato sinergicamente al resto del quartiere fieristico, pur potendo operare anche in modo indipendente, offrendo un’ampia varietà di soluzioni

per il prossimo anno ci siamo posti obiettivi ambiziosi e sfidanti che il mix di eccellenze a cui abbiamo dato vita con la nascita di Ieg, dovrà essere in grado di sostenere e raggiungere». Sulla base di questi risultati ha preso avvio il processo di stesura del business plan triennale con le nuove scelte strategiche del Gruppo, improntate alla crescita e al consolidamento del proprio posizionamento, anche tramite ulteriori operazioni di collaborazione e acquisizioni.

Vicenza

VICENZA: IL “FARE SISTEMA” CHE VINCE Vicenza è top player nel mondo per il settore orafo-gioielliero con Vicenzaoro e sede in cui si svolgono manifestazioni espressione di importanti comparti produttivi italiani, da sempre protagonista negli eventi e nelle linee d’azione che richiedono capacità e rapidità. Matteo Marzotto, vicepresidente esecutivo di Italian Exhibition Group, dopo aver guidato per tre anni la Spa vicentina, ha infatti

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HOT TOPICS location del mese

FOCUS ON ITALIAN EXHIBITION GROUP

Italian Exhibition Group Spa, la società nata dall’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza è presieduta da Lorenzo Cagnoni, con la vice presidenza di Matteo Marzotto e la direzione generale di Corrado Facco. Ieg, che ha chiuso il 2016 con fatturato preconsuntivo pro-forma di 123 milioni di euro, un Ebitda di 22,9 milioni e un risultato netto consolidato di circa 6,6 milioni, è il secondo player italiano per volume di fatturato con oltre sessanta prodotti – in base alle annualità e biennalità – in portafoglio (riferiti alle filiere food & beverage, green, technology, entertainment, tourism, sottolineato: «L’operazione tra Rimini e Vicenza, realizzata in tempi rapidi a testimonianza della nostra determinazione e concretezza, è frutto della visione di un progetto industriale di grande levatura, che sarà al servizio delle filiere del miglior well done in Italy e motore della loro internazionalizzazione, nonché potente market place attrattivo per le più importanti aziende del mondo». Vicenza, dunque, fa sistema e integrandosi con Rimini dà vita a un exhibition provider moderno e globale, Italian Exhibition Group, punto di attrazione di settori fra i più rappresentativi della piattaforma industriale del Paese, svolgendo il ruolo di ambasciatore del “bello e ben fatto italiano” nel mondo in filiere quali: food & beverage, green, entertainment, turismo, technology, trasporti, wellness, jewellery, fashion, lifestyle & innovation. Gli eventi sono riferiti a questi comparti e l’asset prioritario sarà l’internazionalizzazione per attirare buyer ed espositori stranieri in Italia e sviluppare attività nei mercati esteri strategici. Il Gruppo parte già da una solida presenza nel mercato internazionale, in particolare con una joint venture negli Emirati Arabi Uniti e presenze in Usa, Cina e India e vi sono progetti ben avviati anche in Sudamerica. Nel corso del 2017, un insieme di appuntamenti e congressi andranno a confermare il successo riscosso nel 2016 dal Vicenza Convention Center. La novità sarà Arte Vicenza dal 6 al 10 aprile, un evento dedicato all’arte moderna e contemporanea. Saranno ospitati eventi di diversi istituti bancari e assicurativi, si svolgerà l’evento di Hi-Performance e dei grandi nomi del marketing. È inoltre in programma il Congresso Internazionale di Nefrologia, dove a ogni edizione vengono presentati i risultati di un anno di ricerca e sviluppo in questo specifico settore della medicina.

transport, wellness, jewellery e fashion, lifestyle & innovation) e 216 tra eventi e congressi. Asset prioritario della Società è favorire l’internazionalizzazione di tali comparti rappresentativi del “bello e ben fatto italiano” nel mondo, partendo da una solida presenza nel mondo con già una joint venture negli Emirati Arabi Uniti e presenze in Usa, Cina, India e Sudamerica. Ieg svolge inoltre il ruolo di leader nazionale nel segmento convegnisticocongressuale. Nel 2016, Ieg, nel complesso delle sedi espositive e congressuali di Rimini e Vicenza, ha totalizzato 14.593 espositori, sfiorando i 2,5 milioni di visitatori.

UN GIOIELLO DI CONVENTION CENTRE Italian Exhibition Group è tra i leader nazionali nel segmento convegnistico-congressuale, un ruolo in cui protagonista è anche la sede vicentina. Con l’entrata in funzione delle nuove opere infrastrutturali, il quartiere fieristico di Vicenza si presenta come un business center di altissimo livello internazionale, che mette a disposizione di espositori, visitatori e clienti ottantamila metri quadrati di superficie complessiva. Non solo spazi ma soprat-

Vicenza Convention Centre

Polifunzionale, versatile, elegante, integrato agli altri spazi del polo fieristico e... personalizzabile tutto servizi di qualità, tecnologia di ultima generazione, una logistica e un’accoglienza efficienti, percorsi razionali per ottimizzare i tempi e l’efficacia dei meeting oltre ad ambienti caratterizzati da elevati standard estetici e di vivibilità. Gioiello di Ieg nella città del Palladio è il Vicenza Convention Centre che, come recita il pay off, è “un luogo d’incontro polisensoriale, un microcosmo dove aprirsi al mondo, scambiare idee, arricchire il proprio panorama culturale”. L’attività del centro con-

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Tutte le sale e gli spazi del Vicenza Convention Centre possono essere configurati a seconda delle esigenze della clientela, squisitamente tailor made e on demand

gressi vicentino negli ultimi anni è stata potenziata proprio grazie alle opere infrastrutturali che hanno interessato nel complesso la riqualificazione e l’ampliamento del Quartiere Fieristico di Vicenza. La nuova infrastruttura, per la quale sono stati investiti 45 milioni di euro, è stata realizzata per offrire servizi e strutture all’avanguardia ad aziende, operatori e pubblico, così come per rispondere alla sensibile crescita di espositori e visitatori, nazionali e internazionali, registrata negli ultimi anni durante le manifestazioni fieristiche che si svolgono a Vicenza. I lavori hanno riguardato la realizzazione del nuovo Padiglione 7, un’innovativa struttura di 15mila metri quadri di superficie coperta che vanta la copertura in legno a unica campata più ampia d’Italia e tra le maggiori in Europa, di un parcheggio multipiano su otto livelli con seicento posti auto e, per l’appunto, la riqualificazione e il rinnovamento della logistica del centro congressi, nel Padiglione 8.

SPAZI PER OGNI ESIGENZA

Il Vicenza Convention Centre è multifunzionale e innovativo, presenta un’architettura flessibile e versatile e i suoi spazi sono contraddistinti da tecnologia di ultima generazione. ■ SALE CONGRESSI Numero sale: 7

■ CONVENTION CENTRE MANAGER Massimiliano Malgioglio

■ SALA PLENARIA Palladio Theatre: 709 persone

■ ALTRE INFORMAZIONI Accessibilità disabili Servizio catering con esclusiva Ristorante al 7.1: cucina internazionale, nazionale e regionale Parcheggio coperto per 560 auto Parcheggio esterno per 1.500 auto

■ BUSINESS CENTER Servizio di segreteria – Reception Linee telefoniche dirette Numero postazioni di lavoro: 50

SPAZIO ALLE IDEE Il Vicenza Convention Centre è articolato in sette sale con la principale in grado di accogliere settecento persone: spazi modulabili, tecnologicamente avanzati e fruibili in occasione di eventi, congressi – anche dai grandi numeri – meeting aziendali, workshop e temporary shop e in grado di ospitare complessivamente circa 1.500 persone. Ieg promuove la sinergia e, infatti, l’attività del Vicenza Convention Centre è supportata dal Padiglione 7 del polo fieristico: una struttura monoplanare di 15mila metri quadrati dotata di ottima acustica, location ideale per concerti, eventi sportivi, spettacoli di grande portata con la capacità di contenere novemila persone in piedi e seimila sedute. La peculiarità di Vicenza Convention Centre risiede nell’essere integrato sinergicamente al resto del quartiere fieristico pur potendo operare anche in modo indipendente, offrendo un’ampia varietà di soluzioni. Uno sguardo alle location e alle caratteristiche: il Palladio Theatre, dotato di sistemi di amplificazione microfonica e diffusione audio all’avanguardia, è una sala elegante e versatile, con ampia disponibilità di posti a sedere: 709, per la precisione. Le nuove infrastrutture del Vicenza Convention Centre, grazie alla posizione strategica dei padiglioni, evolvono gli assetti e le relazioni tra architettura e visitatori. L’obiettivo è garantire fluidità degli spostamenti, facilitare sinergie e scambi tra le persone. Lo testimoniano anche le altre sale e aree del centro congressi, per esempio la Lounge & Eventi Area, che occupa l’intero primo piano e vanta una superficie complessiva di 2.100 metri quadrati e una capienza di seicento persone a banchetto. Tutte le sale e gli spazi del Vicenza Convention Centre sono squisitamente tailor made e on demand a seconda delle esigenze della clientela.

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Vicenza Convention Centre

SINERGIE CON IL TERRITORIO La sala Palladio del Vicenza Convention Centre è un omaggio al grande protagonista di Vicenza, destinazione culturalmente dinamica e in posizione strategica, facilmente accessibile e dotata di strutture all’avanguardia. Vicenza accoglie il Mice con tutte le peculiarità business e le preziosità leisure, delineandosi ideale per eventi, fiere e congressi così come per post congress e incentive alla scoperta del territorio. Gli investimenti infrastrutturali attuati da Vicenza Fiere sono perfetti per il Mice anche nel contesto dei momenti aggregativi pre o post evento. Basti pensare al Museo del Gioiello, un progetto ideato e lanciato da Fiera di Vicenza in partnership con il comune di Vicenza, ora gestito da Italian Exhibition Group Spa. Collocato all’interno della basilica palladiana di Vicenza – edificio storico del XVI secolo, patrimonio mondiale dell’Unesco – il Museo è il primo in Italia e uno dei pochi musei al mondo dedicati esclusivamente al gioiello e a due anni dalla sua inaugurazione ha già registrato oltre 34mila visitatori. Un catalizzatore culturale che crea sistema, indotti economici e brand reputation per Vicenza, nella quale il presente dialoga con il futuro e il passato, soprattutto quando si tratta di scendere in campo con gli assi della destinazione per proporla al meglio. A Vicenza il Mice può scoprire il genio artistico del Palladio, espresso al meglio nella basilica palladiana – dal suo piano superiore si può godere di una vista mozzafiato sulle tre piazze sottostanti – e nella Loggia del Capitanio. A fare da quinta all’animata vita della destinazione troviamo altre tre opere del grande architetto: palazzo Chiericati – sede del Museo civico e della Pinacoteca – palazzo Barbaran da Porto – sede del Museo Palladiano – e palazzo Valmarana Braga. Disseminati tra il corso Andrea Palladio – arteria principale del centro – e le vie limitrofe, sfilano i palazzi griffati da Palladio e dai suoi migliori allievi e alla fine del corso il Mice trova il

Teatro Olimpico, tra i primi teatri stabili al chiuso d’Italia, progettato nel 1580 dall’imprescindibile Palladio. Sono il vanto di Vicenza, gli scenari d’arte, e non sono da meno anche le città murate nella provincia della destinazione, vere e proprie roccaforti di sorprese per il Mice. A iniziare da Marostica, città murata con un doppio castello, un vero e proprio unicum edificato nel XIV secolo. Tutta da percorrere è la passeggiata che unisce i due edifici – quello inferiore, tra l’altro, si protende sulla celebre piazza degli Scacchi – con tanto di panorama spettacolare “offerto” dalla cima del castello superiore. Marostica, nel mese di settembre degli anni pari, mette in scena sulla sua scacchiera marmorea in piazza degli Scacchi una rievocazione medievale con oltre cinquecento figuranti e pedine viventi. E se gli scacchi sono il simbolo di Marostica, il ponte degli Alpini – duecentesco e restaurato su progetto del Palladio nel Cinquecento – che collega le due rive del Brenta è l’icona di Bassano del Grappa, dove il Mice può respirare aria di storia e di arte in un contesto naturalistico di grande bellezza. Piazze, vie strette, il castello superiore, il settecentesco palazzo Sturm a picco sul Brenta sono alcune delle suggestioni di questa destinazione con il carico di ricordi della Grande Guerra.

Vicenza Convention Centre è il partner ideale per promuovere ogni evento in modo strategico ed efficace con soluzioni diversificate, garantendone il successo

indirizzi a fine rivista

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Destinazione del mese: Salerno

Autentica e inattesa SABRINA PIACENZA MASSIMO PICA

I

ncastonata tra l’azzurro del mare Tirreno, poco più a sud del leggendario Golfo di Napoli, e le colline retrostanti appartenenti alla catena dei Monti Lattari e del Parco Regionale dei Monti Picentini, Salerno si presenta come una meraviglia nel paese delle meraviglie. Sì, perchè la sua posizione la rende anche una privilegiata porta d’accesso alla straordinaria Costiera Amalfitana, un concentrato geografico ricco di luoghi preziosi tutti da scoprire e ammirare. Salerno è la seconda città più grande della

Campania e fin dalla sua fondazione, che risale all’epoca etrusca, ha saputo catalizzare l’attenzione delle popolazioni che gravitavano intorno alla città. Oggi il suo centro storico di matrice medievale – uno dei meglio conservati in Italia – è un affascinante dedalo di stretti vicoli, viette e stradine sulle quali si affacciano maestosi palazzi nobiliari, in particolare quelli che svettano sul Lungomare Trieste, edifici che hanno il sapore della tradizione insieme a chiese antichissime, presenze che testimoniano il

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HOT TOPICS destinazione del mese

Giovane, raffinata e dall’intensa vita culturale, Salerno è la città che non ti aspetti e che merita di essere scoperta in ogni stagione. Tra edifici antichi, nuovissime architetture e un ricco calendario di manifestazioni, che culminano con Luci d’Artista. La città è una bella sorpresa!

passaggio di civiltà remote, dai longobardi ai normanni, fino alle dominazioni più recenti come i Borboni, ultimi in ordine cronologico. Su tutto domina la cattedrale della città, intitolata a San Matteo, un felice mix di stili architettonici e di epoche: se la facciata, infatti, è barocca, il bellissimo campanile alto oltre cinquanta metri è in stile arabo-normanno, mentre il quadriportico del chiostro è romanico e gli interni – che conservano le reliquie di San Matteo, uno dei quattro evangelisti – hanno mosaici e decori bizantini. La cattedrale rappresenta certamente la sintesi storico-architettonica degli antichi passaggi che si sono avvicendati nei secoli passati, ma oggi Salerno e la sua provincia possono vantare anche straordinarie nuove architetture, frutto di interventi di altissima qualità a opera di famosi architetti internazionali: da Zaha Hadid a David Chipperfield, da Santiago Calatrava all’italianissimo Massimiliano Fuksas. SALERNO PER LA MEETING E INCENTIVE INDUSTRY Salerno è una città frizzante e mondana, caratteristiche che la rendono una destinazione perfetta anche per il Mice: una città per

le quattro stagioni che, pur risplendendo di una luce speciale sotto il sole estivo, attrae gli eventi tutto l’anno grazie al clima sempre mite e alla sua natura ritrovata di centro vitale. Glamour e movida accontentano gli organizzatori di eventi in cerca di modernità in locali alla moda dove ambientare momenti di lavoro dallo spirito contemporaneo, magari in un bell’edificio che affacci sul caratteristico water front, uno dei simboli di un imponente restyling urbanistico che ha migliorato

Edifici antichissimi convivono con strutture firmate dai più famosi archistar del momento a Salerno, in un affascinante gioco di contrasti

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Mondiale – quando Salerno fu Capitale d’Italia – sede del Governo Nazionale. Dispone di due sale di notevole pregio artistico e monumentale: Gonfalone (cento posti) e Salone dei Marmi (quattrocento posti) disponibili per eventi, manifestazioni e congressi. Al piano terra del Palazzo di Città, si trova anche il Cinema-Teatro Augusteo (settecento posti) particolarmente adatto per spettacoli ed eventi multimediali. Poco distante dal

Salerno

La nuova Stazione Marittima in cemento, vetro e ceramica porta la firma di Zaha Hadid ed è diventata subito uno dei “must see” della città

la fruizione della città. La felice posizione di Salerno ha da sempre attirato popolazioni e dominatori, tanto che l’attuale aspetto urbano è il riuscito risultato di diverse importanti stratificazioni storiche e architettoniche, che trovano in alcuni edifici illustri i simboli del passare dei secoli. L’edificio storico più importante è il Palazzo di Città, in via Roma, sede oggi dell’Amministrazione comunale e durante la II Guerra

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HOT TOPICS destinazione del mese

Palazzo di Città, si trova il Teatro Municipale Giuseppe Verdi. Un vero e proprio gioiello architettonico con un’acustica perfetta sia in platea sia nei palchi. Dispone di seicento posti a sedere. Ospita spettacoli di lirica, prosa, balletto e sinfonica ma anche convegni di rilievo nazionale e internazionale. Sulla collina che domina la città, a circa trecento metri di altitudine, sorge il Castello di Arechi, risalente all’VIII secolo e simbolo della città, imponente testimonianza del glorioso passato dell’antico principato longobardo, che regala una vista mozzafiato su Salerno, sul suo golfo e sulla Costiera. Il castello viene identificato oggi come roccaforte culturale di tutta la provincia e negli ultimi anni ha aperto le sue porte anche agli eventi business: le aziende e gli enti istituzionali, infatti, possono allestire i propri eventi all’interno di spazi ristrutturati ad hoc. A disposizione degli organizzatori, una sala convegni con cento posti (situata nell’antico fortino) e numerosi altri spazi per mostre ed eventi, come la Corte delle Armi e il Salone dei Convivi, o per indimenticabili banchetti en plein air. Il castello ospita anche un interessante museo medievale dove è possibile organizzare visite guidate personalizzate. Seguendo il tema museale, Salerno propone diverse sedi come la Pinacoteca Provinciale, ospitata negli ampi e sfarzosi saloni di Palazzo Pinto, il Museo Archeologico e il Museo Diocesano. Non può mancare, in un tour della città, magari in occasione di un classico post congress, una visita al Teatro Giuseppe Verdi, alla vicina Villa Comunale o al Giardino della Minerva, eredità della Scuola Medica Salernitana, dove si possono ammirare diverse piante officinali. In realtà, basterà fare un giro per il centro storico per respirare quell’atmosfera rinnovata che, grazie a un sapiente e illuminato recupero ha riportato all’antico splendore molte chiese, palazzi ed edifici antichi e prestigiosi. E se queste sono le venue dove si respira la storia, a Salerno e dintorni non mancano, oltre ai “canonici” contenitori Mice, polo fieristico agroalimentare incluso, gli hotel a vocazione congressuale. Due esempi: il Grand

SALERNO

Dall’antico castello di Arechi agli edifici avveniristici, passando per palazzi storici, centri congressi e hotel: è l’offerta cittadina per il Mice Hotel Salerno, elegante quattro stelle con 22 sale meeting, la principale in grado di far accomodare fino a seicento delegati, e il Lloyd’s Baia, altro quattro stelle in posizione incantevole a Vietri sul Mare. Inoltre, alla Marina d’Arechi, il porto-isola in fase di realizzazione che si sviluppa nell’area di levante della città, è prevista l’apertura di un cinque stelle. Di rilievo, ça va sans dire, anche l’offerta di location storiche: uno scrigno dal quale la meeting industry può attingere a piene mani, trovando venue inedite e dal fascino antico, sapientemente restaurate e adattate a nuovo uso, come per esempio il complesso di Santa Sofia, monastero e chiesa originari del X secolo ma rimaneggiati in stile neoclassico, oggi trasformati in sede per mostre e meeting; o come l’antichissimo ex complesso di San Nicola della Palma, nella parte alta della città, riqualificato e divenuto sede dell’Ebris, l’Istituto Europeo di Ricerche Biomediche di Salerno nonché location per convegni, o ancora come l’attiguo palazzo storico, che ha riaperto i battenti con un auditorium da 350 posti. TRA NUOVE ARCHITETTURE E NUOVE INFRASTRUTTURE Salerno è anche una delle città italiane che assieme al suo territorio sta attuando un programma di trasformazione urbana che sta cambiando – progressivamente e radical-

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HOT TOPICS destinazione del mese

L’edizione appena conclusasi di Luci d’Artista, la manifestazione invernale che richiama a Salerno visitatori da tutto il mondo, era ispirata alle atmosfere magiche de Le Mille e una Notte

mente – il volto della città. Ha deciso di farlo attraverso la realizzazione di “episodi notevoli”, ossia opere architettoniche realizzate da archistar che attirano, pur non senza le consuete polemiche, l’attenzione di addetti ai lavori, turisti e normali cittadini. Progetti architettonici di alta qualità che mutano la vita della comunità, oltre a diventare importanti attrazioni turistiche per Salerno nel mondo. In molti casi questa “rivoluzione urbana” passa attraverso la definizione di importanti infrastrutture di collegamento con gli altri poli della regione (come la stazione dell’alta velocità Napoli Afragola che inaugurerà a breve) o di strutture che dovrebbero migliorare flussi e movimenti all’interno della città stessa. È

LUCI D’ARTISTA: UN FESTIVAL STUPEFACENTE Salerno è pervasa tutto l’anno da una vivace vita culturale e creativa che scandisce ogni stagione con eventi di risonanza internazionale. Il must è però rappresentato dalla manifestazione Luci d’Artista, che ogni anno, in inverno, richiama nella città campana centinaia di migliaia di visitatori: l’edizione che si è conclusa nel gennaio di quest’anno è stata l’11esima. Un festival di grande fascino che vede la città accendersi di vere opere d’arte create con la luce attorno a un tema particolare. Nel 2016 è stata la volta de Le Mille e una Notte, celebrate con un richiamo alla grande moschea di Abu Dhabi nella centrale piazza Flavio Gioia e con un tributo alla favola di Aladdin nel parco della villa comunale, nota

anche come “villa delle favole” per le installazioni già presenti, legate a Cenerentola, Peter Pan, Pinocchio e Alice nel Paese delle Meraviglie. La felice edizione appena conclusa è stata costellata anche di belle novità: a corredo di Luci d’Artista, nuove irresistibili attrazioni come la ruota panoramica sul mare, da dove lasciarsi ammaliare dal panorama sulla città e sulla Costiera, la mostra dei presepi di sabbia allestita nei pressi della splendida e centralissima spiaggia di Santa Teresa, e gli spettacoli di videomapping sulla facciata di Santa Sofia. Non solo, quest’anno è stata lanciata anche una comodissima card che ha consentito di avere sconti e agevolazioni su parcheggi, ristoranti, monumenti, sia in città che nella sua provincia.

il caso della Stazione Marittima – progettata dall’anglo-irachena Zaha Hadid, inaugurata lo scorso anno a pochi giorni dalla scomparsa della sua ideatrice – della quale si è scritto e detto molto e che ora, grazie all’indiscusso impatto scenico della sua forma a ostrica, attira visitatori e turisti sul molo Manfredi, a cavallo tra il porto commerciale e il lungomare cittadino. Sviluppandosi su una superficie di 4.500 metri quadrati, distribuiti su due livelli e divisi in tre blocchi connessi tra loro (uffici amministrativi, il terminal per i traghetti e quello per le navi da crociera), la stazione ha il compito di guidare i passeggeri attraverso tre elementi principali: la biglietteria, il ristorante e la sala d’attesa. L’edificio porta in sé i tratti tipici della creatività della Hadid. La scultorea stazione in cemento, vetro e ceramica racchiude elementi fluidi e morbidi all’interno, con una copertura che genera l’immagine dinamica dell’insieme e che costituisce uno scudo protettivo dall’intenso sole del Mediterraneo. Un’opera che, nell’intenzione degli amministratori dovrebbe mettere a frutto la felice posizione geografica baricentrica della città, collocata tra le famose costiere amalfitana e cilentana, le isole partenopee, le aree archeologiche di Paestum e Pompei, e che la rende un punto d’approdo ideale per il traffico crocieristico. E proprio alla costiera amalfitana è legato un altro capolavoro architettonico, come il precedente per anni protagonista del dibattito internazionale. L’Auditorium di Ravello, progettato dal maestro brasiliano Oscar Niemeyer scomparso nel 2012 all’età di 105 anni, è stato completato nel 2010. Incastonata in un declivio naturale della costiera e collocata a 365 metri di altezza, la struttura dalle forme plastiche e dal bianco candore si inserisce nell’articolata dotazione di location che la “Città della Musica” mette a disposizione degli appassionati per assistere a concerti, performance di danza e rappresentazioni teatrali.

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HOT TOPICS destinazione del mese

L’Auditorium va ad aggiungersi a luoghi all’aperto molto suggestivi come Villa Rufolo, Villa Cimbrone, Piazza Duomo e Piazza San Giovanni del Toro, permettendo così una programmazione anche nei mesi invernali. Tornando in città sono altre le opere che portano firme prestigiose del panorama culturale e architettonico internazionale. Dalla Piazza della Libertà del catalano Riccardo Bofill alla Cittadella Giudiziaria dell’inglese David Chipperfield, entrambe in fase di ultimazione, dal complesso residenziale, direzionale e commerciale Eden Park di Massimiliano Fuksas alla Marina d’Arechi di Santiago Calatrava, il porto-isola che ospiterà oltre ai posti barca e al già menzionato albergo a cinque stelle, un ponte di collegamento con la terraferma per il quale il 2017 sarà l’anno della tanto attesa realizzazione. I PLUS DELLA DESTINAZIONE Visitare Salerno e tutto il suo intorno è davvero un’esperienza totalizzante. Tradizione e modernità si fondono magicamente e generano una varietà di situazioni di grande fascino: panorami, scorci e realtà naturali ricchi di storia, leggenda e tradizioni che aspettano solo di essere vissuti pienamente. Per chi ha il privilegio o la fortunata opportunità di poter visitare la città campana, soprattutto adesso che è felicemente raggiunta dall’Alta Velocità – che la collega a Milano in sole cinque ore – non può lasciarla senza avere fatto un tour nelle numerose meraviglie dislocate a pochi chilometri dal centro, da nord a sud, da est a ovest. A partire dalla Costiera Amalfitana, uno splendore che davvero non ha bisogno di presentazioni, un tripudio di mediterraneità espressa alla massima potenza tra curve a picco sul mare, colori intensi e variopinti borghi arroccati sulla roccia che sembrano lì trattenuti, tra il blu del cielo e l’azzurro del mare. Il litorale amalfitano stupisce chi vi giunge per la prima volta e incanta sempre

anche chi vi ritorna: è un territorio davvero unico, illuminato da una luce intesa, brillante come il colore dei suoi limoni, frutto di una terra abbondante e generosa da cui il Mice può trarre mille ispirazioni. L’Amalfi Coast, come gli organizzatori internazionali chiamano quel tratto di costa dichiarato già nel 1997 Patrimonio dell’Unesco, o la “Divina”, come a buon diritto si può permettere di farsi chiamare, è un mix di meravigliose spiagge e macchia mediterranea costituito da 13 comuni: Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti e Vietri sul Mare, tutti collegati dalla Strada Statale 163 Amalfitana, giudicata in assoluto una delle strade più panoramiche del territorio italiano. Siti archeologici e località turistiche tratteggiano invece il Cilento, che ospita in paesaggi di rara bellezza centri importanti e molto noti come Paestum, ex colonia della Magna Graecia, famosa per i suoi templi dorici perfettamente conservati e inserita dall’Unesco tra i siti Patrimonio dell’Umanità, punto di partenza per un’escursione nell’apprezzato Parco Nazionale del Cilento e verso il Vallo di Diano, una delle oasi naturalistiche più estese d’Europa. Pochi chilometri a sud sorge invece l’area archeologica di Elea Velia, fondata da un gruppo proveniente dalla città greca della Ionia (oggi in Turchia) di Focea, cacciati dopo la conquista dei persiani di Ciro II il Grande. La città fu sede della Scuola Eleatica fondata da Senofane, che ebbe come discepoli i filosofi Parmenide e Zenone. Invece più a nord, in direzione Napoli, Pompei, l’antica città di epoca romana tristemente nota per essere stata sommersa da un’eruzione vulcanica senza precedenti, con la sua magnificenza e il suo splendore accoglie i visitatori più curiosi e assetati di storia in uno dei siti archeologici più belli d’Italia. indirizzi a fine rivista

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I congressi medici senza più segreti È stata appena distribuita e pubblicata anche sul web la nuova edizione della Guida ai Congressi Medici targata Ediman, che presenta al mondo scientifico una ricca selezione di provider Ecm, Pco, agenzie e strutture specializzate MATTEO ROCCA

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ornire a tutti i professionisti coinvolti – e in primis proprio ai medici e ai board delle società scientifiche – uno strumento di facile consultazione per comprendere passo dopo passo come progettare e realizzare un evento, dal più semplice corso Ecm a un vero e proprio congresso, e per imparare a conoscere i principali player del settore attraverso una serie di approfondimenti e schede su agenzie, provider, Pco, hotel, centri congressi e destinazioni. È questa l’ambiziosa “mission” con cui è nata la Guida ai Congressi Medicoscientifici, che dopo il grande successo della sua prima edizione si ripresenta nel 2017 con nuovi contenuti aggiornati e in forma ancora più sintetica e accessibile, con l’obiettivo di offrire un prezioso servizio a tutti coloro che per esigenze professionali o semplice curiosità siano interessati a conoscere meglio uno dei segmenti più importanti – e complicati – del Mice. A CHI SI RIVOLGE La nuova Guida è stata stampata con una tiratura ampliata di 11mila copie e già distribuita a tutti i decision maker nazionali degli eventi medico-scientifici associativi, aziendali ed Ecm: i presidenti e i consigli direttivi di tutte le società medico-scientifiche italiane, gli ordini e i collegi medici e paramedici, gli uffici congressi delle aziende farmaceutiche e biomedicali, e perfino ai professori ordinari delle principali facoltà di medicina italiane, oltre che a provider Ecm e meeting planner, ai professionisti delle agenzie congressuali e altri destinatari scelti all’interno del database Ediman. Per essere certi dell’efficacia della sua distribuzione, è stato dedicato un notevole impegno all’aggiornamento della lista dei destinatari, dal momento che i membri dei board delle associazioni medico-scientifiche rimangono in carica due-tre anni al massimo, e che quindi circa il trenta per cento dei decision maker cambia di anno in anno e viene sostituito da nuovi incaricati. L’intento è quello di offrire a tutto il settore un supporto utile e concreto per approfondire gli aspetti fondamentali di un’attività così vasta e importante per la nostra meeting industry e per la formazione di medici e paramedici, da cui dipende anche il buon funzionamento del nostro sistema sanitario. Ecco perché nel realizzare la Guida ci siamo avvalsi della fondamentale collaborazione di Federcongressi&eventi e di Fism, la Federa-

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zione italiana delle società medico-scientifiche, ovvero le due grandi realtà associative che raccolgono tutti i soggetti coinvolti in questo particolare segmento. UN MERCATO GRANDE E COMPLESSO Si stima che in Italia i congressi delle associazioni e delle società medico-scientifiche, i corsi di aggiornamento e le varie iniziative di formazione promosse dalle aziende sanitarie e dagli ordini professionali coinvolgano oltre un milione e mezzo di persone, con una media di almeno trentamila eventi ogni anno. Si tratta di uno dei segmenti più attivi e vitali della meeting industry, ed è notevole il fatto che nonostante la straordinaria crescita degli strumenti digitali e dell’e-learning (che rendono sempre più accessibile la Fad, ovvero la formazione a distanza) gli eventi residenziali si confermino uno dei format più apprezzati dai medici, proprio perché basati sull’incontro, sul dialogo e sul confronto diretto che permette lo scambio di conoscenze e il networking tra i professionisti. Questo settore così vasto è allo stesso tempo, per ammissione degli stessi addetti ai lavori, uno dei più complicati. I regolamenti la fanno da padroni, vanno conosciuti e applicati con attenzione, e anche così spesso non è facile orientarsi. Ci sono le regole dell’Educazione continua in medicina, e ci sono i codici di auto-regolamentazione delle aziende

sponsor, che a loro volta devono adeguarsi alle prescrizioni di Farmindustria e Assobiomedica (che a loro volta devono seguire le direttive delle loro compagini europee). Ci sono le tempistiche prescritte dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e quelle dell’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, e anche se entrambe fanno parte del Ministero della Salute, non sono sempre tra loro perfettamente allineate, dato che si occupano di aspetti complementari ma indipendenti. I congressi medici sono poi un delicato crocevia tra aspetti scientifici e commerciali, visto l’attivo coinvolgimento delle aziende e la necessità, per gli organizzatori, di gestire i ricavi derivanti da sponsorizzazioni e quote di partecipazione, sia come tesoreria sia dal punto di vista fiscale.

Anche l’edizione 2017 della Guida ai Congressi Medico-scientifici è disponibile sotto forma di applicazione in Apple Store per dispositivi iOS e in Google Play per quelli android, per poter essere comodamente sfogliata anche offline su tablet e smartphone. Per chi preferisce consultarla direttamente online, è sfogliabile su www.meetingecongressi.com

UNA BUSSOLA PER I MEDICI Sono proprio i medici i veri protagonisti di questo segmento. Le società e le associazioni scientifiche, gli ordini, le aziende sanitarie pubbliche e private promuovono costantemente nuove iniziative, per garantire l’aggiornamento e la divulgazione delle ultime novità della ricerca, svolgendo così il ruolo di committenti. La formazione medica è inoltre un obbligo e un dovere deontologico per i singoli professionisti.

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Anche le case far maceutiche e le imprese del settore bio-medicale presentano ogni anno nuovi prodotti e nuovi studi, che necessitano di adeguate occasioni di visibilità. Per organizzare eventi e congressi, tuttavia, non è sufficiente conoscere bene i contenuti, ma servono competenze tecniche e operative particolari, esperienza, risorse e capitale umano. Il tempo è come sempre la risorsa più preziosa, perché è la più scarsa: i medici ne hanno sempre meno, ed è difficile che possano stare dietro alle molteplici incombenze necessarie per trasformare un congresso da progetto a realtà. Per questo ci sono numerosi professionisti qualificati, provider e Pco esperti che da anni operano con successo sul mercato. Ma come trovarli, e come scegliere quelli giusti? Come indire una gara tra più agenzie? Come valutare la proposta di un fornitore? La Guida ai Congressi Medicoscientifici serve anche a chiarire questi punti, permettendo ai committenti di essere più

consapevoli del lavoro svolto da provider e Pco, capire di quali informazioni hanno bisogno per essere messi in condizione di lavorare al meglio, farsi anche solo un’infarinatura tecnica utile a riconoscere i partner e le location migliori. Nella convinzione che una maggiore consapevolezza faccia bene a tutto il mercato, Ediman ha voluto come sempre creare un ponte tra la domanda e l’offerta, per permettere un incontro basato su una sempre migliore comprensione delle esigenze reciproche. I CONTENUTI Per rendere più chiara e intelligibile una materia altrimenti ostica, la Guida accompagna, letteralmente passo dopo passo, il lettore attraverso quattro momenti chiave del lavoro dei Pco e dei provider Ecm: progettazione, prima dell’evento, durante l’evento e dopo l’evento. Ognuna di queste macro-fasi è composta da diverse azioni, a ciascuna delle quali viene dedicato un capitoletto agile e di facile consultazione, con l’ausilio di check-list e tabelle che riassumono i concetti chiave. Tutto comincia con la progettazione iniziale, in cui si stabiliscono budget e obiettivi, si scelgono i partner e la location, si avviano i contatti con gli sponsor, si stende il programma scientifico e si imposta la comunicazione. A quel punto scatta la fase operativa che si protrae nei mesi e nelle settimane precedenti il convegno, durante i quali si promuove l’evento, si coinvolgono i partecipanti e i relato-

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ri, si mettono a punto logistica e allestimenti. Durante l’evento le regole Ecm vanno applicate con precisione, e occorre coordinare nel modo migliore tutti gli spazi, dall’area espositiva a quella del coffee break, dall’area poster alla segreteria, nell’arco di tutto lo svolgimento della manifestazione. Al termine del congresso il lavoro dell’organizzatore è tutt’altro che concluso, data l’esigenza di effettuare le chiusure contabili e amministrative, pagare relatori e fornitori ed elaborare un accurato report sulla performance dell’evento. CONOSCERE I PARTNER E LE STRUTTURE La Guida offre quindi ai medici le basi per imparare a muoversi con maggiore autonomia nel mondo dell’organizzazione congressuale, e per farsi un’idea precisa del panorama della meeting industry italiana. Ecco perché la pubblicazione è arricchita da un selezionato elenco di Pco, provider Ecm, agenzie specializzate, enti locali, hotel congressuali, centri congressi e altre strutture qualificate lungo tutto il territorio nazionale, presentati dettagliatamente uno per uno con lo stile e la chiarezza editoriale che caratterizza da sempre le pubblicazioni Ediman. Per i player del settore ciò significa avere a disposizione un nuovo strumento di promozione diretta, attraverso una pubblicazione unica nel suo genere, presente sui tavoli di tutti i board delle società scientifiche italiane.

gressi.com. Il tutto in modo assolutamente gratuito e sempre accessibile. Una soluzione pratica e al passo con i tempi, che va incontro alle esigenze dei professionisti del settore. Avete un dubbio su una particolare procedura Ecm? Avete bisogno di verificare se una determinata struttura rispetta le prescrizioni di Farmindustria o Assobiomedica per ospitare eventi sponsorizzati? Volete mostrare in tempo reale a un cliente quali sono i tempi delle procedure Agenas e Aifa? O sapere come ingaggiare i relatori e i collaboratori nel pieno rispetto della legge? Basterà un click e avrete sotto gli occhi tutto ciò di cui avete bisogno. www.ediman.it

UNO STRUMENTO 2.0 DA LEGGERE GRATIS Anche questa edizione della Guida ai Congressi Medici è disponibile in formato applicazione in App Store per dispositivi iOS e in Google Play per quelli android, per poter essere comodamente sfogliata anche offline su tablet e smartphone, o consultata direttamente online sul sito www.meetingecon-

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Una nuova era ffervescenti, le innumerevoli proposte dello storico e rinnovato Sheraton Catania, ora Four Points by Sheraton Catania Hotel & Conference Center, nel cui dna è impressa la vocazione a “stupire”. Sono molteplici, infatti, le iniziative che costantemente alimentano l’offerta della struttura, da concepire sempre più come un luogo “d’autore” e anche come “casa del Mice”. A una manciata di minuti dal centro di Catania e a una dozzina di chilometri dall’aeroporto di Catania Fontanarossa.

ha interessato camere, bagni, piscina, ristorante e bar, sistemi di sicurezza, risparmio energetico e accessibilità. Four Points by Sheraton si è rivelato sin da subito il marchio più congeniale a questa voglia di cambiamento e, per celebrare il rinnovamento, nell’ottobre scorso Four Points by Sheraton Catania Hotel & Conference Center ha festeggiato il suo rebranding con “Passaggi”, happening svoltosi su diversi livelli di spazio e pensiero: al primo piano, per esempio, presso la fON Art Gallery, dominavano l’ambiente gli acciai di Marco Nereo Rotelli e i vetri di Gala Rotelli mentre una performance dello street artist Marco Mangione – in arte Guè – e una distesa di biciclette enfatizzavano lo stile urbano dei viaggiatori odierni. A raccontare questi passaggi, le note di Francesco Cafiso, accompagnato dal pianista Mauro Schiavone.

SPAZIO ALLE IDEE Gli eventi al Four Points by Sheraton Catania amano indossare vesti smart e disinvolte in linea con il rebranding dell’albergo, naturale evoluzione di una consolidata partnership con un gruppo internazionale quale Marriott International nonché il coronamento di un processo di rinnovamento che lo storico Sheraton Catania ha iniziato nel 2015 e che

SEMPRE IN SQUADRA Il rinnovamento totale della struttura è anche sul web e nel nuovo sito internet sarà a breve online il nuovo “meeting site” con foto, planimetrie delle sale e degli spazi per gli eventi, informazioni dettagliate scaricabili e stampabili: un ulteriore plus del nuovo Four Points by Sheraton Catania, che propone ai suoi ospiti tante sorprese e un innovativo

Four Points by Sheraton Catania Hotel & Conference Center: una sapiente alchimia tra eccellenza congressuale e suggestioni leisure per il Mice più esigente che qui trova uno dei più grandi centri congressi della Sicilia orientale LUCIANA FRANCESCA REBONATO

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mood, l’“Honest Uncomplicated Comfort”. È proprio su questo mood che lo storico hotel catanese ha impostato il proprio progetto di restyling, andando sempre più incontro alle esigenze di una clientela che cerca non solo eleganza ed eccellenza, ma anche praticità. Il rebranding della struttura coinvolge soprattutto lo stile: al Melograno Lobby Bar sono protagonisti hamburger, insalate e patatine, da gustare con i cocktail d’autore firmati dal celebre mixologist fiorentino Luca Picchi o con le birre artigianali e alla spina, il tutto in un’atmosfera rilassante e all’insegna della condivisione. Al Timo Restaurant & Terrace, aperto tutte le sere, lo chef Saverio Piazza seduce i suoi ospiti con un’abile alchimia di sapori siciliani in binomio con le tipicità delle altre regioni italiane. Una fantasiosa rivisitazione dei piatti della tradizione, un concept che ha condotto il ristorante a campeggiare a pieno titolo in numerose, prestigiose guide gastronomiche, inclusa la leggendaria Guida Michelin. La personalissima interpretazione della cucina locale e internazionale, fatta di materie prime selezionate e sostenibili è un’esperienza di gusto impreziosita da un ulteriore nuovo concept, “hortoinhotel”, l’orto biologico progettato da una giovane impresa sociale, dal quale lo chef raccoglierà i

suoi prodotti a “centimetro zero” e nel quale, dall’estate 2017, la meeting industry potrà vivere appassionanti team building e corsi di cucina insieme allo chef. E sempre per il 2017 sono previsti i nuovi menu dello chef – anche à la carte – incentrati su prelibatezze mediterranee e siciliane.

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PAROLA D’ORDINE: FLESSIBILITÀ Il centro congressi del Four Points by Sheraton Catania è uno dei più ampi della Sicilia orientale e la parola-chiave di questa straordinaria area congressuale è “flessibilità”: i due centri congressi della struttura, infatti, hanno un ingresso indipendente e sono dotati di pareti mobili e perfettamente insonorizzate che permettono di rimodulare gli spazi fino a 19 combinazioni di sale differenti su un’area espositiva di 1.200 metri quadrati. Il business center principale ha una capienza di oltre settecento posti a teatro e 350 a cabaret. L’ampiezza e la versatilità di ogni sala, oltre alla possibilità di accesso dall’esterno per il

carico/scarico di qualsiasi materiale, consentono l’allestimento in contemporanea dell’area espositiva del centro congressi. La Piazzetta Sheraton è la naturale estensione del centro congressi e permette di allestire coffee break all’aperto nei suoi quattrocento metri quadrati di spazio antistante l’hotel. Una cornice molto suggestiva è sicuramente la piattaforma a mare sugli scogli lavici, per memorabili welcome cocktail al tramonto. Per incontri riservati sono a disposizione le quattro salette executive, con una capienza massima di venti persone. Ma l’esclusività si fa meeting nelle due suite – recentemente rinnovate – Diplomatica e Presidenziale, per riunioni da 12 a trenta partecipanti, con ampio terrazzo ideale per colazioni di lavoro e con una strepitosa vista mare. A garantire il successo di tutte le fasi dell’evento, uno staff altamente qualificato con oltre trent’anni di esperienza, in grado di lavorare in perfetta simbiosi operativa con il cliente. Un cliente al quale il Four Points by Sheraton Catania suggerisce e propone di abbinare al lavoro il piacere del relax, da perseguire, per esempio, nella spa. SEDUZIONI MEDITERRANEE Se il gusto trionfa negli spazi de Il Timo Events Restaurant, tutti i cinque sensi sono coinvolti nella Arantia Rubra Spa, il trionfo del benessere “mediterraneo” per rilassarsi e rinnovare energia. Nella calda atmosfera delle cabine dedicate ai massaggi è possibile sottoporsi a trattamenti – griffati Maria Galland – incentrati sulle eccellenze territoriali e che ripristinano l’energia vitale, sovente compromessa dallo stress accumulato nel tempo. Oltre ai massaggi, ad attendere il Mice nella zona wellness ci sono numerose seduzioni, fra le quali spiccano la sauna, la ice room – perfetta per ritemprarsi con temperature “polari” seduti su panche in pietra lavica –, le docce emozionali, la doccia a cascata e gli spazi preposti alla cromoterapia e al relax. Salute a tutto tondo anche nel fitness centre, provvisto di moderne macchine Technogym. indirizzi a fine rivista

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Il cuore di Malta Malta ha un’identità complessa e sfaccettata; un fascino a cui non ci si può sottrarre: così ha decretato la storia. Un raro mix di natura, cultura e location insolite, offerte attraverso un’accoglienza radicata e capace di fare sistema TERESA CHIODO

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a sempre meta di tendenza per il turismo leisure, Malta si è rivelata anche come destinazione alla ribalta per il turismo congressuale. Facilmente raggiungibile in meno di due ore di volo dalle principali città italiane, esotica quanto basta, ricca di tradizioni, oltre che di natura, clima, mare e coste ancora intatte, Malta offre molte attrattive anche a chi è interessato al turismo d’affari. Negli ultimi anni è diventata una delle principali mete del turismo corporate dell’intero Mediterraneo, grazie a un’offerta alberghiera all’avanguardia, a un clima gra-

devole tutto l’anno, alla possibilità di affittare location storiche per accogliere gli eventi o di organizzare crociere, safari in jeep 4x4, diving e un’infinità di percorsi culturali. A TUTTO MICE La vocazione congressuale di una destinazione nasce, cresce, si dimostra e può essere affermata solo con un approccio programmatico e globale in grado di coinvolgere tutti i soggetti che conferiscono valore aggiunto e plus competitivi all’offerta: dai componenti della filiera congressuale fino a chi gestisce il patrimonio culturale, artistico e naturale della località, dai servizi alle infrastrutture messe a disposizione dal luogo fino all’organizzazione sociale dello stesso. «In quest’ottica il team di Malta Tourism Autoritity – spiega Claude Zammit Trevisan, direttore Italia del Malta Tourism Autority – diventa punto d’incontro tra domanda e offerta e si pone

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quale attivatore della trasformazione e dello sviluppo del mercato, facendosi promotore di un confronto costante tra operatori, istituzioni e imprese private, con iniziative speciali di promozione come il road show annuale: 150 meeting lead one to one in 72 ore su Roma, Pisa, Firenze, Genova e Torino. L’obiettivo finale è quello di stimolare e supportare costantemente il sistema congressuale, affinché l’offerta di strutture e servizi sia sempre adeguata alle esigenze di una clientela nazionale e internazionale». ROUND TABLE La volontà di dare vita a una struttura specializzata nella promozione di congressi, convention e viaggi incentive nasce da una duplice considerazione; in prima istanza, la ferma convinzione che Malta e il suo territorio abbiano grandi potenzialità di affermazione in questo settore; in seconda istanza, la piena consapevolezza che per sviluppare tutte le potenzialità legate al turismo congressuale sia necessario creare un efficace sistema integrato di offerta, sviluppando nell’area una volontà di crescita comune. Qual è il valore aggiunto che rende concorrenziale la proposta di Malta sul mercato? Lo abbiamo chiesto a sei ambasciatori speciali presenti all’ultimo road show. «Meeting, incentive e serate di gala possono essere ospitati in diverse location storiche – spiega Brian Cassar, assistant sales and marketing manager del Mediterranean Conference Centre di Valletta –. L’isola dispone di un grande conference centre per convegni, meeting e mostre di livello internazionale; su tre piani, lo spazio comprende una sala principale che può ospitare fino a 1.400 persone a platea e altre cinque sale con capienza da settanta a 480 posti, mentre l’ex-magazzino dell’antico ospedale oggi è La Vallette Hall: un set up perfetto per cene di gala di alto livello per rivivere il prestigio e la storia dei Cavalieri di Malta. La capienza è di circa novecento ospiti con allestimento a banchetto».

“Situato fuori dalle storiche porte della città di Valletta – dice Andrew Tabone, international sales manager del Grand Hotel Excelsior –, questo hotel fronte mare è una location unica. La struttura a cinque stelle, con le sue 439 camere è a cinque minuti walking distance da Valletta: una struttura logisticamente perfetta per ospitare eventi fino a ottocento delegati e dotata di ampi spazi, tra cui un’ampia sala con luce naturale che si affaccia verso Manoel Island. Gli spazi possono essere modulati a seconda delle esigenze. Grazie al clima favorevole, è possibile l’utilizzo di ampi spazi all’aperto, sempre all’interno della proprietà». «L’Hotel Intercontinental – afferma Stephanie Alden, conference & banqueting sales manager dell’hotel – è nel cuore di St Julian’s e dispone di 24 meeting room con spazi flessibili e a geometria variabile, per un totale di seimila metri quadrati in grado di ospitare 1.700 delegati. L’Intercontinental

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Arena Conference Center è parte dell’hotel, ma totalmente autonomo, grazie a un ingresso indipendente. Il centro, da poco ristrutturato, è all’avanguardia per tecnologia e funzionalità, per eventi memorabili e straordinarie esperienze di team building». “Strategicamente posizionato a St Julian’s, – speiga Mark Vella, assistant director of sales del Raddison Blu resort – la struttura si trova a pochi chilometri sia dall’aeroporto internazionale di Malta sia da Valletta. Ciascuna delle 252 eleganti camere o suite offre una favolosa vista mare. L’offerta congressuale prevede di ospitare fino a seicento delegati su cinque sale ben attrezzate. Il resort dispone anche di servizi catering e banqueting dove una grande cura del dettaglio non lascia nulla di affidato al caso». Sopra e sotto, alcuni momenti del road show annuale di promozione di Malta che, in 72 ore, ha toccato Roma, Pisa, Firenze, Genova e Torino

SPECIAL VENUE Le Dmc maltesi offrono un’impeccabile expertise per organizzare meeting ed eventi. I programmi sono sempre ricchi di idee nuove, costruite su richiesta del cliente con l’obiettivo di far rivivere la storia e visitare le bellezze naturalistiche dell’arcipelago e ciò che di meglio può offrire. «La realizzazione di un evento viene affrontata ogni volta con un entusiasmo sempre

nuovo, senza rinunciare mai alla professionalità – afferma Joseph Farrugia, director partner di MiMalta –. I progetti presentano una natura logistica complessa e pertanto devono essere gestiti da veri e propri esperti, che hanno il compito di coordinare e supervisionare ogni singola fase di realizzazione. La cura del dettaglio, dal pre-evento fino al feed-back finale, non viene mai persa di vista e assume una valenza sia logistica sia estetica dove le idee si concretizzano grazie a una combinazione unica di creatività e professionalità». “Valutare realmente le esigenze del cliente e le informazioni-chiave da lui fornite è un’abilità costantemente allenata nell’orientamento di una scelta efficace – dice Davide Cachia, managing director di Colours of Malta –. Colours of Malta in questo senso non è un semplice fornitore, ma un vero e proprio partner. Oggi, nella ricerca della location, l’ultimo trend sembra essere quello di proporre contesti fuori dall’ordinario. Qualsiasi struttura, di norma non adibita ad accogliere il pubblico, può essere trasformata in un’ambientazione affascinante per un evento. Proponiamo soluzioni per tutti i gusti e la parola d’ordine è stupire, con effetti speciali per quanto riguarda l’allestimento e il catering, ma anche con l’alta qualità del servizio, efficiente e discreto, personalizzato secondo l’atmosfera della struttura». Malta Tourism Authority è presente in Italia con un dipartimento dedicato al Mice che si occupa delle attività di pianificazione e promozione di eventi e iniziative speciali sul mercato italiano. Ester Tamasi è la figura di riferimento per il settore Meeting, Incentive, Convention and Event in Italia. Mta opera in ambiti molto differenti tra loro – associazioni, enti pubblici o privati, hotel, aziende, trade – e svolge attività variegate, in base alla tipologia di evento. «La responsabilità del nostro operato verso il mercato italiano è quella di offrire un bagaglio di conoscenze e competenze adeguato alla targettizzazione delle richieste, – spiega Tamasi – sempre aggiornato sulle ultime novità delle tendenze in atto». indirizzi a fine rivista

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Riflessioni... in formazione

Perché non diamo feedback? Quanto tempo è passato dall’ultima volta che avete dato feedback a un vostro collaboratore? Eppure, proprio il feedback, se utilizzato correttamente, è tra i più efficaci strumenti per potenziare il raggiungimento degli obiettivi

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PAOLA SABBATINI Formatore, coach e senior partner Newcom Consulting paola.sabbatini@newcomconsulting.it

i ricordate l’ultimo feedback che avete ricevuto dal vostro capo? Quanto tempo è passato da allora: tanto, poco? Ricordate cosa vi ha detto e cosa ne avete fatto: ha prodotto un cambiamento positivo? Se questa esperienza ha segnato un momento di crescita per voi – e se è avvenuta poco tempo fa – siete tra i pochi che possono vantare di avere un capo che usa i feedback per far crescere i propri collaboratori. Da una recente indagine1 effettuata a livello mondiale, infatti, è emerso che solo il due per cento dei manager offre feedback abitualmente. È un dato straordinariamente interessante dal momento che è uno degli strumenti più utili ed efficaci che un capo ha per favorire la crescita dei collaboratori, potenziare il raggiungimento degli obiettivi e incrementare la produttività.

Ma, allora se è così potente, come mai non diamo feedback? Un motivo è che spesso confondiamo il feedback con altre conversazioni che, con esso, hanno poco o nulla a che fare. Il feedback è solo la nostra personale opinione rispetto a un comportamento che abbiamo visto agire dal nostro collaboratore (o collega, amico, ecc), con l’obiettivo di migliorarlo, potenziarlo o rinforzarlo. Un’altra ragione è da ricercarsi nei timori che il capo ha nel restituire il suo punto di vista sulla performance. Sinceramente, quante volte vi è capitato di pensare: “meglio lasciar perdere: se glielo dico, poi se la prende!”. Abbiamo paura di offendere, di rovinare in qualche modo la relazione. In realtà, questo rischio c’è solo quando proclamiamo giudizi di valore sulla persona. Tuttavia, se rimaniamo

solamente sui fatti e troviamo un modo generoso e umile per consigliare un comportamento migliore, perché l’altro dovrebbe offendersi? Vi è poi la preoccupazione di sentirsi rispondere una frase insopportabile: “non è vero!”. Ma, se ci riflettiamo un attimo, è ovvio che non sia vero, dal momento che si tratta solo di un punto di vista. Allora, forse, ciò che ci preoccupa davvero non è tanto controbattere alla frase non è vero, quanto il dover supportare la nostra opinione con fatti precisi, puntuali e specifici, appena osservati. Il feedback deve essere preparato prima, altrimenti rischia di essere troppo vago e generico per essere comprensibile. In ultimo, potremmo essere convinti che “tanto non servirà a nulla”. Beh, se la pensiamo così, c’è poco da fare! Se, invece, lasciamo liberi gli altri di essere ciò che vogliono (a prescindere da come noi vorremmo che fossero), possiamo aiutarli davvero a incrementare il loro proprio personale talento! 1

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HOT TOPICS in my opinion

Fuori dal coro

Il valore della consulenza Se le agenzie stanno perdendo il loro ruolo di consulenti non è colpa del web ma della loro incapacità di aggiornarsi e di guidare la domanda in modo professionale

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EMANUELE NASTI General manager Htms International enasti@htmsinternational.com

pesso alcuni miei colleghi agenti di viaggio lamentano il fatto che chi chiede loro consigli, non lo faccia tanto – o solo – per avere informazioni e consulenza, riconoscendo quindi il ruolo professionale dell’interlocutore, ma piuttosto per ottenere conferma delle competenze che loro stessi sono certi di avere. Se li si asseconda nelle loro certezze, sembra quasi che si legittimi l’inutilità del proprio ruolo. Se invece si mettono in campo tutte le competenze di cui si dispone, confutando errate convinzioni e palesi ignoranze, dall’altra parte quasi mai si ottiene il riconoscimento del proprio ruolo. Piuttosto si rischia di alimentare un “dibattito” dai presupposti completamente sbagliati. Uno dei risultati più evidenti di questa dinamica, è l’indisponibilità del viaggiatore ad assorbire costi aggiuntivi per retribuire la consulenza prestata, proprio perché non ne viene riconosciuto il valore. Ed ecco dunque il proliferare dei siti di e-commerce, sempre più tecnologicamente avanzati, dunque con una offerta sempre più ampia e vantaggiosa. Ma è proprio nell’ampiezza dell’offerta che il web denuncia anche i suoi limiti, perché non è in grado di guidare la domanda. È bene però capire che il nemico non è il web; è piuttosto l’incapacità di larga parte dell’intermediazione turistica di aggiornarsi e far valere il proprio ruolo consultivo. Per certi versi la dinamica già ampiamente

compiuta sul segmento leisure si sta lentamente riproponendo nel Mice. Clienti corporate sempre più coscienti fanno fatica a riconoscere il valore aggiunto di agenzie specializzate nell’organizzazione di eventi congressuali e incentive, che hanno deciso di rispondere alla crisi del settore avventandosi su ogni pezzo di business come coyote nel deserto, senza curare la propria formazione, il proprio aggiornamento. Organici sempre più scarni e sempre meno qualificati. Le agenzie così non si sono neanche accorte di aver perso completamente il loro ruolo di consulenti e, con esso, il loro ascendente sul cliente che dunque si sente libero di interloquire alla pari con chi dovrebbe guidarlo nelle scelte. È facile immaginarne le conseguenze. Da qui a breve – in qualche caso è già così – l’agenzia avrà un ruolo solo nella segreteria organizzativa degli eventi. Sempre che sia disposta ad assorbire i rischi connessi a una gestione differita dei pagamenti,con lo spettro dell’insoluto dietro l’angolo. In questo complesso scenario, assistiamo a un proliferare di uffici di rappresentanza chiamati in modo un po’ pretenzioso, a esercitare il loro ruolo riversando interamente il costo delle proprie consulenze sui fornitori, senza incidere minimamente sulla composizione dei preventivi, tutelando però esclusivamente le agenzie a cui si rivolgono proponendo i loro prodotti. L’aspettativa dell’intermediazione è quella di poter contare su un sostegno nelle trattative prima, e nella risoluzione di eventuali contestazioni poi. Perché Dmc e hotel che costituiscono l’ossatura del portfolio di un Gsa vanno e vengono, ma l’agenzia a cui proporli

rimane e dunque va tutelata di più. La questione è strategicamente rilevante e richiederebbe uno sforzo comune per comprendere una volta per tutte se i Gsa sono una opportunità o una minaccia. Io che dirigo uno dei più antichi e longevi Gsa attivo in diversi mercati sono ovviamente di parte nel rispondere a questa domanda. Ma lascio comunque il beneficio del dubbio, rispondendo che dipende sempre dal Gsa: dalla sua preparazione, dalla sua etica nello scegliere davvero i propri rappresentati senza basarsi solo sui compensi che gli vengono offerti; dal saper prendere posizione senza preconcetti, tutelando non necessariamente l’una o l’altra parte, ma semplicemente chi ha ragione, avendo dunque la capacità tecnica di valutare i fatti; dalla sua capacità di trovare uno spazio nella filiera per far sì che il suo lavoro sia correttamente retribuito, ma senza una perdita di competitività, che ricadrebbe su tutta la filiera. Da parte delle agenzie Mice però, ci vorrebbe più consapevolezza, meno paura e più coerenza: la consapevolezza che rinunciando alla propria formazione rinunciano al loro ruolo; meno paura che affidarsi a un Gsa significhi perdere competitività; coerenza nel sapere che per chiedere a un Gsa di esporsi per una agenzia, magari contro un proprio cliente, c’è bisogno di potersi giocare una autorevolezza e un peso commerciale che poi le agenzie devono essere pronte a riconoscere nei fatti al Gsa. Altrimenti, torneremo a fare chiacchiere da bar, come quelle che gli agenti di viaggio di vecchia generazione sono costretti a fare con i loro ex clienti.

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HOT TOPICS in my opinion

Generazione Y

Le emozioni: il motore per vendere D

urante lo studio per ottenere la certificazione in Cme, ho avuto il piacere di imbattermi di nuovo in uno dei principi della comunicazione studiati all’università, il quale sottolinea che noi comunichiamo fatti e sentimenti: è impossibile trasmettere solamente “fatti”, indipendentemente dalle emozioni, ed è impossibile “ricevere” fatti senza filtrare il messaggio attraverso i nostri sentimenti. Il principio si applica perfettamente a tutte quelle azioni di marketing che vogliono ottenere un ottimo risultato. Oggi, infatti, non abbiamo più a che fare con consumatori passivi. Sono connessi ogni giorno grazie ai loro smartphone e, con un semplice click, possono ottenere informazioni su qualsiasi prodotto o servizio. Il cliente diventa esperto studiando online, prima di comprare. Con l’importanza che il digitale ha avuto negli ultimi anni, emerge la necessità di rivedere al meglio la strategia di vendita. I prodotti, infatti, non si vendono più comunicando solamente lo sconto e il prezzo più basso. Le persone cercano l’esperienza, la passione e il servizio migliore. Ciò significa che il segreto per vendere è creare contenuti di valore, che sappiano trasmettere emozioni e che permettano di costru-

ire un legame con il pubblico. Tutto questo assume un’importanza ancora maggiore quando si parla di un evento e della sua promozione. Spesso il marketing degli eventi, al fine di vendere un biglietto, evidenzia nel messaggio il numero delle sessioni di una conferenza, il numero dei partecipanti attesi o che hanno partecipato all’edizione precedente oppure gli anni di esperienza di un particolare relatore: ciò non è più sufficiente. Bisogna, infatti, essere in grado di provocare reazioni ed emozioni nel potenziale partecipante. È necessario coinvolgere il consumatore con il contenuto, spingerlo a interagire, visitando il sito della conferenza, guardando un video di anticipazione dell’evento che sia in grado di suscitare emozione, lasciando commenti sui social media, con lo scopo di creare maggiore interesse, fiducia e, di conseguenza, vendite. Per scrivere storie e contenuti che inneschino la scintilla delle emozioni, l’organizzatore di un convegno deve essere quindi in grado di trovare il motivo per cui un partecipante vuole iscriversi a quell’evento. Non basta più concentrarsi su che cosa un determinato evento offre, ma sul perché un potenziale partecipante dovrebbe voler partecipa-

Il segreto per vendere è creare contenuti di valore, che sappiano trasmettere emozioni e che permettano di costruire un legame con il pubblico. Questo è ancor più vero quando “il prodotto” è un evento re. Scoprendo le aspettative che una persona nutre nei confronti di un evento, si possono creare contenuti di valore, in grado di trovare una soluzione ai problemi del pubblico. Il contenuto che affascina ed emoziona un potenziale cliente crea una catena: la persona coinvolta condivide quel contenuto – per esempio attraverso i social media –, facendolo così conoscere ad altre persone, in quello che è il più comune ed efficace passaparola della nostra epoca. Nel mondo di oggi non basta più concentrarsi sul prezzo per vendere: il focus si è spostato sul cliente e sull’impegno. Quell’impegno che serve a coccolare il consumatore e a farselo amico tramite la passione, i valori e le emozioni che riusciremo a trasmettergli, anche e soprattutto attraverso i contenuti che creiamo per realizzare campagne di email marketing o post per il social media marketing. Nasce l’esigenza di recuperare rapporti più “umani” e più veri.

STEFANIA SARGA Events & sponsorship executive EasyB certificata Cme stefania.sarga@easy-b.it

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HOT TOPICS in my opinion

No limits

La dura vita del sales rep alberghiero Una figura nata di recente, quella del “commerciale” alberghiero, e che oggi, tra Internet e fee non riconosciute, non ha vita facile...

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PAOLO MISSIAJA Amministratore unico Medicon Italia Congressi p.missiaja@mediconitaliacongressi.it

uando negli Anni 70 le grandi catene alberghiere si accorsero che la clientela individuale stava diminuendo e che per riempire gli alberghi bisognava trovare un’alternativa al semplice fatto che l’albergo avesse una fama Internazionale per cui il mondo intero sognava di soggiornarvi, alcune importanti aziende alberghiere decisero di creare degli uffici commerciali all’interno dell’hotel stesso. Mai fino ad allora si sarebbe potuto pensare che alberghi come l’Excelsior di Roma, il Principe Savoia di Milano o il Danieli di Venezia avrebbero avuto la necessità di riempire le camere anche con i “gruppi” (parola allora considerata un insulto per queste grandi e famose strutture). Nacquero così i primi uffici commerciali nei quali trovavano una loro collocazione impiegati del ricevimento che nel tempo avrebbero dovuto, senza alcuna formazione, risolvere i problemi

di occupazione dell’albergo. Io sono stato uno dei primi “sales rep” dell’allora Cigahotels, con sede dapprima all’Excelsior di Roma poi al Principe Savoia a Milano, con l’incarico di contattare le agenzie di viaggio e le linee aeree perché, secondo il pensiero commerciale di quei tempi, erano codeste le sole in grado di dirottare la clientela verso i nostri alberghi. Molto spesso l’attività si svolgeva entrando direttamente in agenzia con la promessa di riconoscere una commissione all’impiegato di turno . Successivamente i nostri grandi capi si resero conto che quello non poteva essere il business risolutivo e che forse si sarebbe dovuto cercare un’altra fonte a cui attingere, soprattutto per riempire gli alberghi nei periodi di bassa stagione e, facendo il verso ai nostri amici americani, che ormai da anni sapevano come si “fanno i soldi” si capì che forse all’interno delle grandi aziende italiane (Fiat, Alfa Romeo, case farmaceutiche varie, e così via) stavano nascendo nuove opportunità di business legate ai meeting aziendali, alla presentazione di prodotti , all’incentivazione.

Si vide una nuova alba sorgere all’orizzonte. Ogni albergo si dotò del proprio sales rep , le aziende venivano letteralmente prese d’assalto con offerte speciali, prezzi stracciati, gratuità, commissioni varie, e le lotte erano all’ultimo sangue se si considera che, pur facendo parte della stessa catena alberghiera si potevano “offrire” i servizi del solo albergo da te rappresentato. Oggi la vita del sales rep è diventata molto dura, con la nascita di internet la quasi totalità delle aziende riesce a reperire informazioni sulle strutture direttamente on-line e il povero rep, nei rari casi in cui riesce a strappare un appuntamento, si trova nella necessità di trattare solo le condizioni economiche senza avere il tempo per una presentazione ad hoc. Se poi a questo si aggiunge anche il fatto che spesso, pur avendo dimostrato che il “commerciale” può aver influito positivamente sui ricavi dell’albergo, alla richiesta di un riconoscimento economico, ci si sente dire dai direttori/proprietari degli alberghi “sì, ma quello era un nostro vecchio cliente”...

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CONVENTION BUREAU

Convention bureau, avanti tutta! Tempo di conferme per i cb territoriali, che al centro di una rinnovata fiducia nel Mice moltiplicano sinergie e azioni coordinate, dimostrando che nella promozione territoriale l’unione fa – davvero – la forza ALESSANDRA BOIARDI

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a mappa che i convention bureau territoriali disegnano si infittisce, delineando contorni sempre più nitidi a rappresentare in maniera capillare città, territori e regioni. Questo è vero da un punto di vista quantitativo, con l’affacciarsi negli ultimi pochi anni di nuovi convention bureau – compreso quello nazionale – ma anche da un punto di vista qualitativo, con iniziative che si moltiplicano in ambito nazionale e all’estero, azioni sempre più mirate e concretamente volte a portare sul territorio i risultati tangibili della promozione delle destinazioni da un punto di vista Mice. Se il Convention Bureau Italia si conferma una realtà in consolidamento, segnali di ottimismo arrivano anche dai convention bureau territoriali. Le esperienze positive di realtà molto recenti come Rete Mice Sardegna, Convention Bureau Napoli e Bologna Welcome confermano che la strada della collaborazione è quella giusta. E anche i convention bureau che oramai da decenni costituiscono un esempio di modello positivo continuano nelle loro attività, traendo forza anche dalla loro capacità di trasformazione e adattamento alle rinnovate esigenze del mercato. Come vedremo, è il caso dei convention bureau di Rimini (costituito nel 1994), che registra quest’anno importanti novità, di Genova (1998), che ha di recente messo a punto nuovi strumenti di promozione, di Firenze (1995), che da poco ha lanciato un nuovo prodotto in sinergia con il Comune, senza dimenticare la solidità di un cb come quello di Torino (2000). Valorizzare ciò che di specifico offre il territorio di appartenenza evidenziandone le peculiarità e sfruttandone le potenzialità in chiave congressuale è alla base degli obiettivi immediati e prossimi di più di

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CONVENTION BUREAU

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cover story un convention bureau: in Trentino, il cb promuove attività esperienziali legate al territorio, a Padova punta sulla tradizione universitaria della città come strumento di promozione per attrarre i congressi medico-scientifici, Rovigo sull’offerta culturale del suo territorio. Ma se c’è un dato che è emerso nitidamente e in maniera trasversale è quello del superamento di una qualsivoglia resistenza alla collaborazione tra gli addetti al lavoro e di essi con le istituzioni. Se infatti per lungo tempo la questione ha animato i tavoli di discussione relativi alla promozione in chiave congressuale dei territori italiani, la diffidenza tra operatori privati – che di fatto scontavano le difficoltà di fare squadra percependosi come “concorrenti” – e le istituzioni stesse – che stentavano a comprendere l’importanza di un settore come il Mice – sembra ora avere lasciato il posto a una più consapevole convinzione che individua nel “gioco di squadra” la carta vincente da calare su un mercato sempre più competitivo. E mentre vi scriviamo, si fa sempre più vicina la costituzione di un convention bureau a Roma, nei modi che vi spiegheremo più avanti in queste pagine. DUE ANNI DI CONVENTION BUREAU ITALIA Novità di fatto recente ma già consolidata da non potere essere più chiamata start-

up è il Convention Bureau Italia (Cbi), il nostro convention bureau nazionale diventato finalmente realtà nel 2014. Traccia per noi un primo bilancio dell’ultimo anno di attività Carlotta Ferrari, presidente del Cbi: «L’attività del Convention Bureau Italia è stata particolarmente intensa nel 2016. La promo-commercializzazione del nostro Paese ci ha portato a partecipare a 12 eventi internazionali e a collaborare con Enit durante le principali fiere della meeting industry; è proseguito anche il nostro coinvolgimento nell’alleanza strategica dei convention bureau europei». I soci sono arrivati a quota 92 e comprendono 16 destinazioni, 37 tra singoli hotel, importanti catene alberghiere come Nh Hotel e Una Hotels, e centri congressi, e il Cb ha l’endorsement di tutte le associazioni di categoria, riuscendo così ad avere una copertura capillare del territorio. Proprio per i soci il Cb ha di recente introdotto nuovi strumenti come il Follow Up Tool e la Newsroom, improntata a dare sempre maggiore visibilità alle loro notizie. «Nel 2016 abbiamo registrato un tasso di crescita del settanta per cento rispetto al numero di richieste ricevute nel 2015 – sottolinea Ferrari – e il 2017 inizia con l’importante ingresso del MiCo - Milano Congressi e la rinnovata collaborazione con Enit, che ci vede impegnati nell’organizzazione di workshop Mice internazio-

CARLOTTA FERRARI presidente del Convention Bureau Italia «Nel 2016 abbiamo registrato un tasso di crescita del settanta per cento rispetto al numero di richieste ricevute nel 2015 e il 2017 inizia con l’importante ingresso del MiCo - Milano Congressi e la rinnovata collaborazione con Enit, che ci vede impegnati nell’organizzazione di workshop Mice internazionali in Europa e negli Stati Uniti»

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CONVENTION BUREAU mune di Firenze per la promozione della destinazione è un riconoscimento importante, che il Firenze Cb raccoglie per essere riuscito a creare un patto vero e proprio con il territorio allargando la membership e diventando, così, talmente rappresentativo da arrivare a perseguire una mission pubblica. Avere risposto alle esigenze specifiche dei nostri soci, cercando sempre di individuare progetti molto specifici e mai calati dall’alto, è stato quindi molto importante» conclude Ferrari.

nali in Europa e negli Stati Uniti. Il 2017 ci vedrà supportare in maniera sempre più attiva e costante il lavoro di promozione delle destinazioni e degli operatori, grazie, per esempio, all’organizzazione di quattro fam trip in altrettante destinazioni italiane». FIRENZE, SINERGIE CONSOLIDATE A Firenze, il convention bureau (nella foto in alto lo staff al completo) ha da poco lanciato, in collaborazione con il Comune, un nuovo progetto, Destination Florence. «Si tratta del nostro più recente progetto, in partnership con il Comune di Firenze, che ha tra i suoi principali obiettivi quello di conoscere meglio i comportamenti dei turisti al fine di diversificare l’offerta e migliorare le strategie di promo-commercializzazione del patrimonio culturale locale» spiega Carlotta Ferrari, che oltre a essere presidente del Convention Bureau Italia, è il direttore del Firenze Convention & Visitors Bureau. «La partnership con il CoSILVIA SCALA, executive & marketing director di Convention Bureau Genova «Il programma Ambassador era un progetto che avevamo nel cassetto da qualche tempo. Finalmente nel 2015 siamo riusciti ad avviarlo e devo ammettere che ci sta dando moltissime soddisfazioni. È stato fondamentale creare un gruppo coeso e, per questo, organizziamo periodicamente eventi per favorire il networking tra gli ambasciatori»

PROGRAMMA AMBASSADOR, QUANDO FUNZIONA Sono diversi i convention bureau italiani che hanno ripreso una pratica consueta a livello internazionale, reclutando personalità del mondo accademico e scientifico con il compito di fare da ambasciatori di una destinazione sostenendone la candidatura per importanti congressi. Tra essi, nel 2016 il Convention Bureau di Genova ha registrato un importante consolidamento del suo programma Ambassador, con nuovi ingressi che hanno fatto salire a 15 il gruppo di personalità reclutate con ruoli chiave all’interno di associazioni medico-scientifiche e di categoria. «Il programma Ambassador era un progetto che avevamo nel cassetto da qualche tempo» spiega Silvia Scala, executive & marketing director di Convention Bureau Genova. «Finalmente nel 2015 siamo riusciti ad avviarlo e devo ammettere che ci sta dando moltissime soddisfazioni. È stato fondamentale creare un gruppo coeso, e per questo organizziamo periodicamente eventi per favorire il networking tra gli ambasciatori. Ognuno di loro conosce molto bene la nostra attività e anche questo contribuisce al successo del programma. Con alcuni ambasciatori abbiamo già lavorato a diverse candidature con un supporto assolutamente reciproco, per esempio per eventi associativi e sportivi, e abbiamo già realizzato convention aziendali e congressi nazionali». Anche a Genova, gioca un ruolo fondamentale la collaborazione tra il

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CONVENTION BUREAU

convention bureau che – lo ricordiamo – è privato, e l’Assessorato alla Cultura: «Lavoriamo a stretto contatto con il Comune di Genova, che è stato nostro partner nel lancio del programma Ambassador e sostiene costantemente le iniziative del cb» specifica Silvia Scala, che conclude: «Nell’ultimo anno abbiamo proseguito nella strategia di promozione dedicata al segmento corporate. Dopo i roadshow nelle principali città italiane del 2015, l’anno scorso abbiamo messo a punto un format originale portando la destinazione direttamente presso le maggiori agenzie di organizzazione eventi con presentazioni organizzate durante la pausa pranzo, con tanto di lunch box proposti dai soci catering, ovviamente con le specialità genovesi». CONVENTION BUREAU DELLA RIVIERA DI RIMINI, TRA NOVITÀ E CONFERME Fidelizzazione della clientela e incremento del valore degli eventi è la ricetta di Convention Bureau della Riviera di Rimini, che da fine 2016 è l’Event & Conference Division di Ieg, Italian Exhibition Group Spa, la società nata dall’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza. Di questo e dei piani futuri del Convention Bureau ci parla Stefania Agostini, direttore Event & Conference Division Ieg, Italian Exhibition Group: «Indubbiamente l’integrazione con la Fiera di Vicenza è ben più della novità principale per quest’anno, perché di fatto rappresenta un unicum nella storia fieristica del nostro Paese. Da questa integrazione deriveranno strategie e opportunità che abbiamo iniziato a delineare, ma che porteranno senza dubbio positive ricadute sia per le destinazioni sia per i rispettivi centri congressi. Per quanto attiene l’attività dell’Event & Conference Division di Ieg nel 2016, segnaliamo un incremento nel numero di congressi ed

eventi del sette per cento, rappresentato principalmente da eventi promossi dal settore associativo e dal settore corporate, da sempre nostri target di riferimento. E l’internazionalizzazione della destinazione rappresenta sicuramente l’elemento di maggior impegno per raggiungere un posizionamento sempre più competitivo». Puntare all’internazionalizzazione porta a una riflessione sul “sistema Paese”: «Se il sistema Paese riesce a rilanciarsi e a proporsi come destinazione del turismo business/congressuale – prosegue Agostini – anche noi potremo fare la nostra parte e giocare un ruolo importante per Rimini e il suo territorio. In un mercato così difficile e competitivo dobbiamo confrontarci con grandi player internazionali. Possiamo farlo in modo vincente certamente grazie allo sforzo di tutto il nostro Paese e promuovendo, ma soprattutto comuni-

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STEFANIA AGOSTINI, direttore Event & Conference Division Ieg, Italian Exhibition Group «Per quanto attiene l’attività dell’Event & Conference Division di Ieg nel 2016, segnaliamo un incremento nel numero di congressi ed eventi del sette per cento, rappresentato principalmente da eventi promossi dal settore associativo e dal settore corporate, da sempre nostri target di riferimento»

PORTOFINO COAST COMPIE TRENT’ANNI

La promozione di un turismo sostenibile nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio: questa è da trent’anni la mission del Consorzio Portofino Coast, tra le associazioni più longeve e più attive del settore. Nato nel 1987 dalla volontà di 14 albergatori, due agenti di viaggio e delle istituzioni comunali di Portofino, Santa Margherita e Rapallo, il Consorzio rappresenta oggi l’offerta più qualificata dell’intere territorio. «Un traguardo importante – ha affermato lo storico presidente Franco Orio

durante la cena di gala per il trentennale di attività – e una bellissima occasione per stare insieme e guardare al futuro con rinnovato entusiasmo. Perché Portofino Coast non è solo un luogo. Prima di tutto è un’idea, quella di estendere il brand di Portofino a tutto lo straordinario tratto di costa ligure racchiuso tra il Golfo del Tigullio, partendo dai comuni di Portofino, Santa Margherita Ligure e Rapallo per allargarsi poi sino a Sestri Levante, Moneglia e al Golfo Paradiso».

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CONVENTION BUREAU

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GIOVANNA LUCHERINI, direttore operativo del Cb Napoli «È prioritario sviluppare sinergie con il Comune di Napoli  e con la Regione Campania, al fine di posizionare Napoli come destinazione congressuale del Sud Italia e realizzare iniziative comuni di intervento e di marketing di più ampio respiro»

GABRIELLA GENTILE, fondatrice di Meeting Consultants «Il segreto del successo di un convention bureau è certamente quello di aderire alle caratteristiche del territorio di riferimento; deve essere fatto su misura rispetto alla realtà che rappresenta»

cando, i valori forti della nostra offerta e della nostra destinazione: concretezza del business, elevatissima qualità dei servizi e un territorio caratterizzato da piacevolezza di vita, storia, tradizione, cultura. Elementi essenziali dell’intero brand made in Italy. E sarebbe auspicabile riuscire a condividere in maniera più sistematica linee guida e procedure utili all’acquisizione di eventi e congressi su un arco temporale pluriennale. Queste sono le condizioni necessarie per pianificare azioni in grado di dimostrare il loro ritorno sull’investimento e contribuire all’innalzamento della brand reputation di una destinazione. Anche per quanto riguarda il settore privato, sebbene solitamente più dinamico e attento allo sviluppo del segmento Mice a livello locale, sarebbe preferibile una maggiore attività e disponibilità nelle gare internazionali per sviluppare progetti che consentano di acquisire quegli eventi che necessitano di tutte le risorse del territorio. Infatti

è sempre un intero territorio a vincere una candidatura per un grande evento, soprattutto di valore internazionale» conclude Stefania Agostini. CONVENTION BUREAU ALLA RIBALTA In quella mappa ridisegnata dall’ingresso di nuovi cb territoriali di cui si faceva cenno all’inizio, il Convention Bureau Napoli colma sicuramente un vuoto. Si tratta di una rete di imprese private improntata alla valorizzazione dell’offerta congressuale cittadina che ha da poco concluso il suo primo anno di attività. Entra nel merito di questa start-up Giovanna Lucherini, direttore operativo del Cb Napoli: «In questo primo anno di attività, Cb Napoli ha lavorato sulla promozione della città al fine di intervenire sulla sua percezione da parte del mercato italiano e straniero non più come meta turistica o di passaggio per

CONVENTION BUREAU, LA RICETTA DEL SUCCESSO

Se da uno sguardo d’insieme dei convention bureau italiani si volesse zoomare indugiando sui particolari delle diverse realtà rappresentate, emergerebbe un dato di fondo che, a guardare bene, appartiene alla natura stessa del concetto di convention bureau. Il risultato darebbe infatti un insieme di situazioni differenti, una diversità che non può fare altro che richiedere, per ogni diverso mercato, un’interpretazione originale e personalizzata. Ed è questa la prima riflessione che possiamo fare nel tentativo di capire come un convention bureau, in Italia (ma anche a livello internazionale) possa davvero funzionare. Per tracciare queste linee guida, abbiamo

chiesto aiuto a Gabriella Gentile, fondatrice insieme a Gabriella Ghigi di Meeting Consultants, con una lunga esperienza nell’avvio e nell’affiancamento in fase di start-up di numerosi convention bureau territoriali. «Il segreto del successo di un convention bureau è certamente quello di aderire alle caratteristiche del territorio di riferimento; deve essere fatto su misura rispetto alla realtà che rappresenta» conferma Gabriella Gentile, che tra le caratteristiche di successo trasversale di un cb individua anche la continuità: «Sicuramente l’esperienza e la rappresentatività che un convention bureau riesce a costruire nel tempo sono condizioni essenziali per il suo successo. Si tratta di un aspetto

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CONVENTION BUREAU altre destinazioni come Pompei, la costiera amalfitana o Sorrento, ma come destinazione professionale e organizzata per convegni e incentive. L’obiettivo del 2016, che rimane primario per il 2017, è stato far percepire che in città esiste un unico interlocutore a cui rivolgersi che funga da aggregatore per l’organizzazione di ogni tipo di evento e che coordini l’offerta dei singoli operatori locali». Iniziative di marketing di ampio respiro sono nei piani del nuovo Cb Napoli, che per questo non manca di guardare a una possibile collaborazione con le istituzioni: «È prioritario sviluppare sinergie con il Comune di Napoli e con la Regione Campania, al fine di posizionare Napoli come destinazione congressuale del Sud Italia e realizzare iniziative comuni di intervento e di marketing di più ampio respiro. In tal senso, è in corso il progetto Napoli 2020, promosso dall’Asses-

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sore al Turismo e alla Cultura di Napoli e sponsorizzato dall’aeroporto internazionale della città (Gesac), per realizzare i principali obiettivi strategici della destinazione per i prossimi cinque anni: fra questi, è ovviamente previsto lo sviluppo del mercato congressuale» conclude Giovanna Lucherini. Primo anno di attività anche per Bologna Welcome, il convention and visitors bureau di Bologna, che conta sessanta soci e ha all’attivo due educational rivolti a buyer internazionali e diverse candidature andate a buon fine, come quella che porterà in città i Campionati Europei Under 21 di calcio. «Il convention e visitor bureau è stata costituito al fine di rendere Bologna una destinazione turistica di primaria importanza internazionale, aumentare il pernottamento medio dei visitatori in città attraverso l’ampliamento dell’offerta turistica PATRIK ROMANO, managing director di Bologna Welcome «Fin da subito abbiamo creato una rete di collaborazione non solo con le istituzioni cittadine e regionali, ma anche con i diversi soggetti presenti sul territorio. A livello internazionale, poi, sono state create importanti partnership con le compagnie aeree, da Ryanair a Turkish Airlines ed Emirates»

importante a tutti i livelli e applicabile a qualsiasi realtà territoriale, nazionale o internazionale che sia». Conoscere il mercato di riferimento è un’altra necessità imprescindibile che include diverse valutazioni: «Il convention bureau – sottolinea Gentile – deve essere in grado di conoscere le esigenze di un mercato in continua evoluzione e, soprattutto, di reagire in maniera rapida e positiva alle sue diverse richieste». Tutto ciò non sarebbe tuttavia possibile se non si desse la giusta importanza anche ai soci: instaurare un buon rapporto tra loro e con loro, curarne le istanze e le esigenze sono le premesse necessarie, insieme alla capacità di costruire senso di appartenenza nei

confronti del cb stesso. «Alimentare il coinvolgimento dei soci significa non solo saperli ascoltare, ma anche riuscire a comunicare e condividere con chiarezza e trasparenza gli obiettivi e il ruolo del convention bureau cui appartengono. Per questo il mio consiglio è quello di definire regole precise, che possano portare a un funzionamento interno chiaro e capace di suscitare la fiducia e il sostegno nel tempo dei soci stessi. Ancora una volta tutto viene anche da quello che forse più di altro conta davvero, e cioè il saper dare alle persone il giusto valore. Buoni rapporti interpersonali sono infatti una premessa indispensabile» conclude Gabriella Gentile.

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CRISTINA REGAZZO, coordinamento del Rovigo Convention & Visitors Bureau «In questa fase di revisione dell’identità e degli obiettivi, accanto al mercato italiano guardiamo a quello europeo, senza escludere il Sudamerica, dove risiedono molti italiani che continuano a mantenere inalterato l’amore per la terra d’origine»

ANNA FRANCO, presidente del Padova Cb «Puntiamo molto sui congressi medicoscientifici, considerando anche l’importanza dell’università di Padova. Quest’anno partecipiamo a eventi promozionali proprio dedicati a questo mondo»

ALESSANDRA ALBARELLI, responsabile Area Congressi e Incoming di Riva del Garda Fierecongressi «Nel 2017 l’attività sarà caratterizzata da importanti collaborazioni con due società: un’azienda leader in Italia nella formazione manageriale e una specializzata in attività esperienzali ideali per il territorio trentino»

e l’allargamento dell’area di attrazione a tutta la città metropolitana, dalla pianura all’Appennino». A rivelarcelo è Patrik Romano, managing director di Bologna Welcome, che aggiunge: «Fin da subito abbiamo creato una rete di collaborazione non solo con le istituzioni cittadine e regionali, ma anche con i diversi soggetti presenti sul territorio e già operanti nel settore. A livello internazionale, poi, sono state create importanti partnership con le compagnie aeree, da Ryanair a Turkish Airlines ed Emirates: questi rapporti di collaborazione creano un tessuto su cui costruire nuovi servizi e lavorare per ampliare l’offerta turistica. Bologna Welcome non si è mai sostituita all’imprenditoria privata ma ha offerto supporto, rappresentando quindi uno strumento per identificare nuove opportunità di mercato, costruire prodotti sostenibili e realizzare azioni di promozione efficaci». IL TERRITORIO, PRIMA DI TUTTO Valorizzare il territorio è decisamente nella mission di qualsivoglia convention bureau. Questo si traduce naturalmente nella promozione del patrimonio storico e culturale intrinseco in ogni tratto del nostro Paese. Padova per esempio punta sulla sua natura di città a misura d’uomo e fa del suo bagaglio culturale uno spunto per attrarre il Mice. Ci ha spiegato Anna

Franco, presidente del Padova Cb: «Puntiamo molto sui congressi medico-scientifici, considerando anche l’importanza dell’università di Padova a livello internazionale. Quest’anno partecipiamo infatti a eventi promozionali di settore proprio dedicati a questo mondo (Association Days a Firenze e il World Association Congress a Vienna il prossimo maggio). Puntiamo comunque a partecipare a diversi eventi dedicati alla meeting industry per promuoverci in un orizzonte europeo e internazionale e a ospitare eventi di sempre maggiore entità. Ci preme la visibilità diretta del territorio e per questo miriamo anche a workshop in loco.Obiettivo sicuramente fondamentale per il 2017 è migliorare anche la nostra visibilità sul web, facendo emergere Padova come destinazione Mice friendly». Proprio per esaltare le sue ricchezze storiche e paesaggistiche, il Rovigo Convention & Visitors Bureau ha avviato dalla fine del 2015 una politica di revisione dell’identità, un processo non immediato e ancora in fieri che punta sull’aumento delle proposte di eventi culturali capaci di stimolare l’interesse, generare nuova domanda valorizzando le risorse disponibili, migliorare la sua notorietà allo scopo di suscitare fiducia e motivazione negli operatori. Ce lo racconta Cristina Regazzo, al coordinamento del Rovigo

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CONVENTION BUREAU Convention & Visitors Bureau: «In questa fase di revisione dell’identità e degli obiettivi, accanto al mercato italiano guardiamo a quello europeo (siamo agli inizi), senza escludere contatti con i mercati del Sudamerica dove sono residenti molti italiani di seconda e terza generazione che continuano a mantenere inalterato l’amore per la terra d’origine». Progetto nato e rimasto molto leggero dal punto di vista gestionale, il Trentino Mice Convention Bureau è nato come progetto di destination marketing dalla Trentino Marketing srl per tutta la provincia e dal polo fieristico e congressuale Riva del Garda Fierecongressi Spa. «Abbiamo realizzato un censimento delle strutture e aziende che operano nel settore, che ora sono oltre 130, realizzando attività concrete di promozione e supporto agli organizzatori, dirette soprattutto in quei segmenti che per il Trentino sono caratterizzanti: il team building, l’attività esperienziale legata a eventi formativi e i viaggi di incentivazione aziendale. In particolare, nel 2017 l’attività sarà caratterizzata da importanti collaborazioni con due società: un’azienda leader in Italia nella formazione manageriale e una un’azienda specializzata in attività esperienzali ideali per il territorio trentino» spiega Alessandra Albarelli, responsabile Area Congressi e Incoming di Riva del Garda Fierecongressi.

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ROMA VERSO IL CONVENTION BUREAU

Mentre vi scriviamo c’è grande fermento nella Capitale attorno a quello che tra poco potrebbe diventare realtà: il Convention Bureau di Roma e Lazio. Sospinto dall’esigenza di una sempre più necessaria collaborazione tra i soggetti della filiera congressuale a inquadrare l’offerta Mice territoriale con azioni integrate di promozione e commercializzazione sui mercati internazionali, il convention bureau ha già mosso i primi step verso la sua costituzione, sulla quale tutti noi attendiamo nuove notizie. Di queste prime mosse ci parla Paolo Novi, componente del cda del Convention Bureau Italia. «Dopo un confronto di quasi tre anni e non prima di avere condiviso con le istituzioni competenti intenti e obiettivi, le medesime associazioni che avevano dato vita al Convention Bureau Italia a livello nazionale (che nel caso specifico di Roma sono Confersercenti Roma, Federalberghi Roma, Federcongressi&eventi, e Unindustria Roma Frosinone

Latina Rieti Viterbo, ndr) hanno già condiviso un documento che sintetizza il funzionamento del costituendo Convention Bureau di Roma e Lazio». Si ipotizza un modello “fotocopia” del convention bureau nazionale, una società consortile di operatori privati che potrà avere il supporto delle istituzioni (Roma Capitale e Regione Lazio), ma soprattutto si attende un’agenda di azioni che porti alla sua costituzione, inclusa la possibilità di partecipare a un’eventuale uscita del bando della Regione Lazio, che in passato ha dichiarato eleggibile il comparto congressuale per le politiche di sviluppo finanziate dalla Regione con i fondi europei. «Anche se quello del bando della Regione Lazio non è che un cammino parallelo alla creazione del convention bureau, sarebbe un’opportunità molto importante soprattutto se consideriamo le aspettative, giustamente alte, che si sono create rispetto alla sua costituzione» specifica Novi.

PAOLO NOVI, cda Convention Bureau Italia «Dopo un confronto di quasi tre anni e non prima di avere condiviso con le istituzioni competenti intenti e obiettivi, le medesime associazioni che avevano dato vita al CB Italia a livello nazionale hanno già condiviso un documento che sintetizza il funzionamento del costituendo Convention Bureau di Roma e Lazio»

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Cb Italia, squadra vincente Coesione, partnership, comunicazione. Tre parole-chiave nelle linee d’azione del Cb Italia che inizia il 2017 con l’usuale determinazione e con forti crescite nel contesto di attività, richieste da buyer stranieri e membership A CURA DELLA REDAZIONE COMMERCIALE

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i preannuncia un annus mirabilis, il 2017, per il Cb Italia, nato come una rete di operatori privati che decidono di “fare sistema” per promuovere il brand Italia sui mercati Mice internazionali in un momento di grande riorganizzazione istituzionale. E il 2016, il primo anno di reale affermazione, ha visto ottimi risultati che hanno portato il Convention Bureau Italia a presidiare in maniera proattiva e costante i principali eventi internazionali e a porre particolare attenzione alle attività di comunicazione attuando un’immagine coordinata e coerente della destinazione e diventando, di fatto, un punto

di riferimento per i buyer internazionali. Un approccio che ha convinto importanti realtà a far parte del network, per esempio Una Hotels & Resorts e Nh Hotel Group, – due fra le principali catene alberghiere nazionali – così come il MiCo–Milano Congressi, uno dei grandi player fondamentali nel congressuale nostrano. A poco più di due anni dalla sua fondazione il Cb Italia triplica il numero dei soci e garantisce una copertura capillare in tutte le principali destinazioni italiane, palesando la sua forza di coesione e ottimizzando la condivisione. Il bilancio del 2016, infatti, ha segnalato una crescita del settanta per cento delle richieste ricevute da buyer esteri per l’organizzazione di eventi in Italia rispetto al totale del 2015. Risultati eccellenti, quindi, per il lungimirante convention bureau che ben inizia il 2017, delineato come l’anno delle partnership, da innaffiare con azioni sinergiche. Fondamentale, in questo scenario, il rapporto con Enit, che sta vivendo un momento di importante crescita a seguito della trasformazione in ente pubblico economico. È incoraggiante vedere come il nuovo Enit e il Convention Bureau Italia stiano facendo squadra per far funzionare un sistema di promozione finalmente coeso e strutturato.

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LA FORZA DELLA COESIONE L’evoluzione nelle attività svolte dal Cb Italia rispondono alle richieste degli operatori incentrate anche sulla necessità di approcciare i mercati internazionali non solo attraverso la presenza alle grandi fiere internazionali ma anche mediante l’organizzazione di momenti di networking mirato. Richieste pienamente accolte e che grazie anche alla rinnovata collaborazione con Enit avranno luogo in location istituzionali come la residenza dell’ambasciatore italiano a Bruxelles e l’Ambasciata Italiana a Washington Dc e che vedranno una particolare attenzione ai dettagli, con percorsi sensoriali che permetteranno ai clienti internazionali di vivere un’esperienza enogastronomica tipicamente italiana, partecipando a cooking class e assistendo a cooking show. Un’Italia Mice da assaporare e gustare, quindi, tutta da vivere nella sua intrigante eterogeneità, un messaggio di cui beneficeranno a cascata tutti i soci. Soci che possono fruire dei benefit espressamente concepiti per loro e che consistono, per fare qualche esempio, in tariffe agevolate per partecipare agli eventi così come il sistema di gestione request for proposal, la visibilità sul sito, nelle newsletter e nei follow up. Grazie agli accordi stipulati da Cbi con grandi player internazionali, tutti i soci e operatori italiani potranno finalmente partecipare a eventi b2b come M&i Forum con agevolazioni fino al trenta per cento sulla tariffa base. Fra le attività del Cb Italia per il 2017, continua il focus sul mercato europeo con la partecipazione a Pure Meetings & Events a Parigi e a The Meetings Show a Londra e grande attenzione è data al mercato indiano e che vede la presenza del Cbi al prossimo Wow Awards & Convention Asia. In collaborazione tra Cbi e AirDolomiti, nel 2017 saranno organizzati fam trip a Bologna, Torino, Padova e Firenze.

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PAROLA D’ORDINE: PARTECIPARE E non finisce qui. Cb Italia è anche promotore di eventi istituzionali, di formazione e che “fanno squadra”. Un esempio su tutti: l’Italia ha il piacere di ospitare il prossimo meeting dell’alleanza strategica dei convention bureau nazionali europei e, inoltre, continuano anche quest’anno le attività del retreat di tutte le destinazioni italiane – socie e non – promosso dal Cbi. Il Convention Bureau Italia non solo promuove il brand Italia, ma sta diventando sempre più uno strumento attraverso il quale gli operatori si promuovono e amplificano la loro visibilità. indirizzi a fine rivista

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Formazione azienda Trentino Mice Convention Bureau: un’offerta variegata e personalizzata per le diversificate esigenze delle aziende, curata nel dettaglio e nelle location. In un contesto paesaggistico unico A CURA DELLA REDAZIONE COMMERCIALE

L’

offerta del Trentino per gli eventi è caratterizzata da centri congressi, sale congressuali, hotel con sale meeting e venue inusuali e tipiche come musei, dimore storiche, castelli e aziende vitivinicole per eventi conviviali, cui si aggiungono servizi logistici e organizzativi, dal catering al service audiovideo, dai transfer agli allestimenti. La provin-

cia di Trento è in grado di soddisfare tutti i settori del segmento Mice ed è sicuramente una delle destinazioni ideali per quanto concerne l’organizzazione di incentive e di team building aziendali. La forte caratterizzazione territoriale, infatti, rende gli eventi molto coinvolgenti per tutti i partecipanti. Sul sito www.trentinocb.it, vero e proprio venue finder con oltre 130 location e servizi congressuali, si possono trovare alcune delle numerose proposte per la realizzazione di incentive e team building aziendali, in particolare quelli connotati da una forte predisposizione all’esperienza. Senza la parte esperienziale, gli obiettivi ricercati dalle aziende verrebbero meno, con la conseguenza di rendere l’evento inefficace. Grazie al coinvolgimento di coach e formatori professionisti che attraverso la metodologia esperienziale utilizzano la pratica per concettualizzare aspetti importanti per l’attività lavorativa quotidiana, l’organizzazione dell’evento si concentra soprattutto sulle esigenze e sugli obiettivi richiesti dall’azienda. A seguito di un iniziale briefing, si valutano le attività più adeguate da proporre e di conseguenza vengono individuate le rispettive location e venue di riferimento. INCENTIVE? ESPERIENZIALI La attività di orienteering proposte da Trentino Mice Convention Bureau si avvalgono di tecnici della Federazione Italiana Sport Orientamento nel corso delle prove dei partecipanti e di formatori esperti nei momenti di riflessione. Scenari perfetti per l’orienteering non sono solo paesaggi montani come la Val di Fiemme, Madonna di Campiglio con

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le? Trentino! le Dolomiti di Brenta e San Martino di Castrozza, ma anche una località lacustre come Riva del Garda, dove si può organizzare un vero e proprio “urban orienteering” fra le vie e i palazzi del centro storico. Se gli eventi legati al cooking show sono oramai proponibili in qualsiasi località, il Trentino è una destinazione Mice che offre attività di incentive e team building legate al tema dell’enogastronomia in maniera del tutto originale. Con la cucina trapper si possono realizzare sfide culinarie utilizzando prodotti del territorio come le mele, i piccoli frutti, la polenta, i salumi e i formaggi tipici, realizzando semplici ricette con pochi utensili e mezzi direttamente a contatto con la natura, presso malghe alpine. E non solo durante il periodo estivo, anche nella stagione invernale. Anche il vino è uno dei protagonisti delle esperienze “attive”. La Piana Rotaliana a nord di Trento e la Vallagarina che circonda Rovereto, per esempio, sono due delle destinazioni ricche di aziende vitivinicole, mete ideali per degustazioni di vini rossi e bianchi, fra i quali eccelle lo spumante Trentodoc. Grazie alla presenza del formatore e dell’esperto enologo, il wine tasting formativo viene svolto solitamente in squadre ed è un’attività alternativa utile a favorire il processo aggregativo, il tutto assaporando le migliori produzioni vinicole presenti in Trentino. Immancabile in inverno, poi, è senz’altro la ciaspolata. Insieme a guide alpine professionali, è possibile scoprire un territorio spettacolare in tutte le località montane del Trentino grazie al trekking che prevede l’utilizzo di ciaspole ai piedi, in mezzo alla neve fresca, circondati dalle Dolomiti, spettacolare patrimonio Unesco dell’Umanità.

GEOCACHING PER TUTTE LE STAGIONI Fra le numerose proposte del Trentino Mice Convention Bureau per tutte le stagioni – e anche come soluzione in mancanza di neve durante l’inverno – spicca il geocaching: è la “caccia al tesoro hightech” del nuovo millennio e consiste nel cercare i cache, dei contenitori nascosti, attraverso l’uso di un ricevitore Gps. Tutto il Trentino è lo scenario ideale per questa attività esperienziale high-tech che coniuga la tradizione del territorio all’innovazione di strumenti digitali. indirizzi a fine rivista

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Nel segno del Mice Padova: destinazione congressuale e incentive di grande impatto, accoglie la meeting industry con la sapiente regia di Padova Convention & Visitors Bureau, una straordinaria offerta di location per eventi e seduzioni territoriali A CURA DELLA REDAZIONE COMMERCIALE

M. DANESIN

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un inizio d’anno memorabile, questo, per Padova Convention & Visitors Bureau, che nel suo network annovera – a oggi – ben 42 affiliati. Il 2017 prosegue con i successi dell’anno precedente e vede la destinazione quinta di una serie di eventi di alto profilo e del calibro, per fare alcuni esempi, della Mille Miglia – in calendario a maggio –, di Padova Marathon – annuale e in aprile –, del congresso mondiale Solid State Ionics – in giugno e con mille delegati –, dell’Ehps Conference – prevista per agosto e con settecento persone provenienti da tutto il mondo – , del congresso nazionale Simlii di settembre – con 1.100 partecipanti – e del Cnef 2017, sempre a settembre. I numeri parlano chiaro e Padova accoglie qualsiasi tipologia di evento nelle sue location, con una capacità complessiva sino a 8.200 persone. Non solo. Sono in vista grandi sorprese: entro un paio d’anni, infatti, verrà inaugurato il nuovo Pa-

laCongressi progettato da Kengo Kuma, che prevede, fra le molteplici opzioni, una sala da 1.620 posti, una sala da 828 posti, due da 396 posti, un foyer di 408 metri quadrati e un auditorium di 533 metri quadrati. Il nuovo PalaCongressi sarà dotato anche di un anfiteatro per manifestazioni all’aperto e si aggiungerà alle numerose opportunità che Padova Convention & Visitors Bureau dedica alla meeting industry. Come il nuovo sito, in cantiere già da gennaio per un’immagine e una funzionalità ancora più Mice oriented, correlato con i social per condividere emozione e coesione. VICINA, SFIZIOSA E SORPRENDENTE Facile da raggiungere, Padova è una destinazione a misura d’uomo e la sua vocazione è proporsi al meglio, organizzando un evento dopo l’altro, forte delle sue tradizioni e dei suoi plus come le ville storiche – con capienza sino a cinquecento persone – e i 234 alberghi, provvisti di ogni comfort, disseminati sul territorio, dalle grandi catene internazionali ai boutique hotel nel centro storico della città. Padova è una destinazione accattivante non solo perché fuori dai classici routing ma per le sue grandi attrattive, a iniziare dai suoi

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1 / La Basilica del Santo, dedicata a Sant’Antonio 2 / La splendida Villa dei Vescovi, tra i vitigni dei Colli Euganei 3 / Il Palazzo della Ragione, tra i gioielli cittadini 4 / Il fascino di Arqua’ Petrarca 5 / Montagnana: città murata di rara bellezza 6 / La Cappella degli Scrovegni, il capolavoro di Giotto 7 / L’elegante Piazza dei Signori

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prato – mentre in via 8 Febbraio 1848 si trova il caffè Pedrocchi, un caffè storico della città che fino al 1916 rimaneva aperto giorno e notte, da qui “senza porte”. Il santo di Padova, infine, è sant’Antonio ed è considerato “il santo” per antonomasia, pertanto quando viene nominato è senza nome! Basti pensare che perfino la basilica a lui dedicata è chiamata “basilica del Santo”. Curiosità, certo, ma che aprono i battenti a eventi con un “tocco in più”. Come quello organizzato e sponsorizzato da Padova Convention Bureau nello scorso dicembre: un corso di formazione dal titolo Come organizzare e gestire un evento 2.0.

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simboli: l’Università – la seconda più grande d’Italia e dove insegnò Galileo Galilei –, la Cappella degli Scrovegni – il capolavoro di Giotto –, la basilica di Sant’Antonio – una delle icone della religione cristiana –, l’Orto botanico – patrimonio dell’Unesco –, Prato della Valle – fra le piazze più grandi in Europa –, mentre il tessuto urbano è illanguidito dal fiume Bacchiglione e collegato alla Riviera del Brenta e alle sue dimore storiche. Tutto da conoscere è il territorio padovano con i suoi Colli Euganei e la natura per i “green meeting”, le Terme Euganee con Abano, Montegrotto e Galzignano per eventi a tutto wellness, le spettacolari città murate fra le quali spiccano Este, Monselice, Cittadella e Montagnana, quest’ultima bandiera arancione e quindi fra i borghi più belli d’Italia. Un’offerta capillare e di ampio respiro, quella di Padova, con alcune chicche tematiche: un poker d’assi di club di prodotto sfiziosi, coinvolgenti, rilassanti, gustosi e sportivi: Only weekend Padova, Only wellness alle Terme Euganee, Only bike e Only food. C’è solo l’imbarazzo della scelta e non è finita qui. Con l’acquisto di PadovaCard, infatti, visitare Padova e provincia diventa molto più vantaggioso e semplice.

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C’È TUTTO, ANCHE I TRE “SENZA” Scenari avveniristici sono all’ordine del giorno, ma non si devono trascurare pennellate di folclore che “colorano” le destinazioni e le differenziano. Padova, per esempio, secondo il detto popolare, è “la città dei tre senza“: il prato senza erba, il santo senza nome e il caffè senza porte. “Il Prato senza erba” è la famosa piazza Prato della Valle – priva, appunto, di

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Think green È una green destination la provincia di Rovigo, disegnata dallo scorrere del Po e dell’Adige e orchestrata da Rovigo Convention & Visitors Bureau, che invita il Mice nel suo seducente territorio, tra icone rurali, storiche e naturalistiche A CURA DELLA REDAZIONE COMMERCIALE

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li scenari della provincia di Rovigo sono così intriganti da essere diventati set cinematografici d’autore: un’alchimia di acque che trova il suo trionfo nel Delta del Po, dove il “grande fiume”, il Po appunto, si apre a ventaglio in sette rami. La forza e la bellezza della natura di Rovigo e provincia rappresentano la quinta perfetta per eventi oltre le rotte comuni e in scenari rurali punteggiati da ville e dimore storiche e da un terreno fertile per innumerevoli opportunità sportive così come per team building incentrati anche su prelibatezze gastronomiche. Con tutti i plus artistici e culturali di Rovigo, il continuo interagire tra natura e produttività offre al Mice anche icone di archeologia industriale, come l’ex zuccherificio di Rovigo, oggi Cen.Ser

Spa, un polo fieristico e congressuale per eventi di dimensioni importanti, spettacoli e anche set ideale di shooting fotografici. COMPLEANNI DA UNESCO La destinazione è perfetta per la meeting industry che ama essere stupita e si rivela ideale anche per festeggiare i compleanni dei manager. La storia dei dintorni di Rovigo è anche risorgimentale e le ville del territorio sono un segno di questo passato da vivere nel presente all’insegna del massimo prestigio. C’è solo l’imbarazzo della scelta: tutto rigorosamente on demand e tailor made, così come la scoperta del territorio, concertata dalla sapiente regia del Rovigo Convention & Visitors Bureau. Alcuni esempi? Il Parco del Delta del Po – sotto l’egida Mab Unesco –, con oltre 350 specie di uccelli acquatici, set di birdwatching in qualsiasi stagione dell’anno e di percorsi in bicicletta, in barca, a piedi e a cavallo, oppure il Giardino Botanico di Porto Caleri, trenta ettari di litorale per scoprire i segreti di questa terra e con focus sul patrimonio archeologico, culturale, ambientale del Polesine. Team building adrenalinici vedono invece gare di go kart in autodromo ad Adria – l’unico del Veneto e fra i nove in Italia – o l’opportunità di sfrecciare a bordo di Ferrari e Lamborghini o seguire un corso di guida sicura su due o quattro ruote. A Ca’ Vendramin, invece, nell’ex impianto idrovoro, ha sede il Museo Regionale della Bonifica, scenario perfetto per scoprire come perpetuare l’equilibrio tra terra e acqua nel tempo che scorre… indirizzi a fine rivista

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ALESSANDRA BOIARDI

TRENT’ANNI DI CONSORZIO PORTOFINO COAST Taglio della torta da parte del suo storico presidente, Franco Orio, per il Consorzio Portofino Coast che con una cena di gala all’Excelsior Palace di Rapallo il 5 febbraio ha festeggiato trent’anni di attività. «Un traguardo importante – ha affermato Orio – e una bellissima occasione per stare insieme, parlarci, ricordare il passato e guardare al futuro con rinnovato entusiasmo. Perché Portofino Coast non è solo un luogo. Prima di tutto è un’idea, un’idea nata trent’anni fa da un gruppo di albergatori illuminati, mirata a estendere il brand di Portofino a tutto quello straordinario tratto di costa ligure racchiuso tra le acque del Golfo del Tigullio, partendo dai comuni di Portofino, Santa Margherita Ligure e Rapallo per allargarsi poi sino a Sestri

Levante, Moneglia e al Golfo Paradiso. Un’idea più che mai attuale e importante per lo sviluppo turistico del nostro comprensorio». Dal 1987 il Consorzio Portofino Coast, pur accogliendo al suo interno i rappresentanti delle istituzioni territoriali, opera secondo logiche privatistiche per promuovere la destinazione, accrescere la qualità dell’offerta turistica e la professionalità degli operatori. «Dobbiamo guardare avanti, con rinnovata energia perché le cose da fare sono tante e le nuove idee sono preziose per lo sviluppo turistico del nostro comprensorio. Il turismo è risorsa primaria per questi luoghi, ma bisogna lavorare insieme, mettere in campo risorse sempre nuove e nuove energie» ha concluso Orio.

CB ITALIA A TUTTO NETWORKING Sono stati due gli eventi che hanno visto protagonista il Convention Bureau Italia nel mese di gennaio: la seconda edizione del retreat delle destinazioni e il meeting dell’Alleanza strategica dei convention bureau nazionali europei. Il primo appuntamento si è svolto presso il Turin Palace Hotel di Torino. L’evento europeo, in agenda ogni sei mesi, ha invece fatto incontrare i general manager dei convention bureau nazionali facenti parte dell’Alleanza Europea con l’obiettivo di affrontare temi di interesse comune per la meeting industry globale. L’evento è stato promosso da Convention Bureau Italia e ha avuto luogo a Firenze, nell’ottocentesca Villa Vittoria nel complesso di Firenze Fiera, con la partecipazione dei rappresentanti di 16 dei 23 Paesi coinvolti nell’Alleanza. «Siamo onorati di aver ospitato i colleghi europei per il consueto appuntamento dell’Alleanza e che gli argomenti da noi proposti abbiano riscosso soddisfazione ed entusiasmo da parte di tutti i presenti. Siamo certi che questo gruppo di lavoro continuerà a portare importanti stimoli e benefici per le attività di promozione che tutti noi quotidianamente svogliamo e che si rifletteranno, di conseguenza su tutti gli operatori dei territori» ha dichiarato Tobia Salvadori, sales & marketing manager di Convention Bureau Italia.

NUOVO ASSETTO SOCIETARIO PER SICILIA CONVENTION BUREAU Sicilia Convention Bureau annuncia ufficialmente la definizione del nuovo assetto societario. «Il nuovo Sicilia Convention Bureau è oggi realtà» ha affermato il presidente Vincenzo Tumminello (nella foto). La scorsa settimana, con la registrazione presso la Camera di Commercio di Catania, si è formalizzato il passaggio della maggioranza delle quote di Sicilia Convention Bureau da UniCredit a venti top player siciliani del comparto turistico-congressuale che, già da alcuni mesi, lavorano insieme per dare nuovo impulso alla società. Dopo la trasformazione del Cb, UniCredit resta il primo socio, con a fianco Camera di Commercio di Palermo e venti soci privati distribuiti tra hotel (sessanta per cento), agenzie (trenta per cento), fornitori di servizi (dieci per cento), con quote che si attestano entro il cinque per cento. «Sono molto orgoglioso del risultato raggiunto, – commenta il presidente – Sicilia Convention Bureau sta smentendo il pregiudizio che ritiene i siciliani incapaci di fare squadra». Sicilia Convention Bureau è stato fondato nel 2009 e conta in media 130 operatori del settore turisticocongressuale affiliati nei sette anni di attività. Tra i traguardi più importanti, la creazione di un osservatorio congressuale per la rilevazione statistica del valore del comparto a livello territoriale, giunto alla settima edizione. Tra i prossimi obiettivi, una nuova programmazione per la promo-commercializzazione sui mercati europei e sui nuovi mercati emergenti per il Mice siciliano quali India, Usa, Russia e Scandinavia; una nuova strategia di comunicazione; una graduale apertura al leisure; rafforzamento dei rapporti istituzionali sul territorio.

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LA MAPPA DELLE DMC ITALIANE Federcongressi&eventi ha mappato le destination management company italiane. L’obiettivo era di indagare come operano e come sono strutturate le agenzie che fanno incoming Mice. Il quadro emerso dal sondaggio è quello di un mercato composto da tante diverse realtà che non hanno una definizione univoca nella quale riconoscersi. Non tutte le agenzie coinvolte condividono infatti completamente la definizione dell’Associazione Internazionale delle Destination Management Company che recita così: “una destination management company è una società di servizi altamente specializzata e con forte caratterizzazione locale che fornisce ai propri clienti la gestione dei servizi necessari alla realizzazione di un evento aziendale attraverso la profonda conoscenza della destinazione in cui opera”. Per la maggioranza dei rispondenti, invece, una Dmc può operare a livello locale, regionale o nazionale senza necessariamente avere in loco unità operative e ha nel proprio core business anche l’attività specifica degli incoming tour operator (viaggi individuali e gruppi leisure). Le Dmc italiane sono giovani piccole e medie aziende. Il 71 per cento, dispone di uno staff inferiore ai dieci dipendenti e il 54 per cento sono operative sul mercato da meno di dieci anni. Le Dmc che organizzano mediamente sino a cinquanta eventi all’anno sono il 74 per cento: l’Europa è il principale mercato di riferimento, 41 per cento, seguito da quello del Nord America, 22 per cento. Il terzo mercato è quello nazionale (16 per cento).

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CB SUDAFRICA, UNO STUDIO SUL MICE Il South Africa National Convention Bureau (Sancb) ha reso noti i risultati di uno studio avviato negli ultimi tre anni sulla meeting industry nel Paese. I dati sono stati presentanti in occasione di Ibtm 2016, a Barcellona. Lo studio ha posto sotto la lente l’andamento del settore in funzione allo sviluppo dell’economia turistica del Paese coinvolgendo gli organizzatori di eventi e le location. I risultati più interessanti dicono che nel 2014 e nel 2015 l’andamento della event industy ha mimato quello del turismo leisure, con un picco di arrivi dagli Stati Uniti, Uk, Nigeria, Turchia, India, Australia, Germania, Cina, Francia e Kenya. Il dato è quanto più significativo

per studiare una strategia che miri a convertire i delegati stessi in “turisti”. Il cinquanta per cento circa dei delegati non ha tra l’altro viaggiato da solo, ma era accompagnato da almeno un’altra persona, colleghi o familiari. Anche questo dato incoraggia a mettere a punto una strategia per “trattenere” i delegati anche per qualche giorno di vacanza. Altro dato emerso è che, per quanto riguarda

la event industry, la scelta per i pernottamenti ricade ancora sugli hotel e le sistemazioni più “tradizionali”, mentre i siti che offrono sistemazioni in “casa” non hanno conosciuto lo stesso boom registrato nel segmento leisure. Metà dei delegati, sempre secondo il recente studio, ha passato dai sei ai dieci giorni in Sudafrica per il proprio soggiorno di lavoro, mentre solo il dieci per cento fino ai 15 giorni.

FIRENZE PREMIA I SUOI AMBASSADOR

PALERMO È CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2018

Sono cinquanta gli Ambasciatori che nell’ambito del progetto Florence Academic Leader Programme (Falp), promosso dal Firenze Convention and Visitors Bureau sono stati Nella foto da sinistra a destra Giacomo Billi, presidente Firenze Convention and Visitors Bureau; premiati il 2 febGiacomo Guerrini, giornalista e presentatore braio nel Salone della serata; Giovanni Bettarini, assessore al Turismo dei Cinquecento a Comune di Firenze Firenze. Si tratta di personalità che contribuiscono ad aumentare la visibilità della città nel mondo come destinazione congressuale, interlocutori privilegiati nel tessuto cittadino che lavorano per favorire l’acquisizione di eventi di qualità e dall’alto valore scientifico che garantiscano un impatto economico importante sulla città e che appartengono al mondo accademico, scientifico e, nel caso specifico della premiazione a Firenze di quest’anno, anche al mondo corporate. «Oggi premiamo la Firenze che si sa proporre e sa innovare nel mondo – ha dichiarato l’assessore al Turismo del Comune di Firenze Giovanni Bettarini. Un messaggio che viaggia sulle gambe di persone dell’impresa, dell’università, della cultura. La bellezza di Firenze è il nostro più grande patrimonio, ma da sola non basta. Va organizzata in una visione anche pragmatica per portare crescita e sviluppo di qualità. È quello che stiamo facendo, insieme agli “ambasciatori” di Firenze».

È Palermo la Capitale italiana della cultura 2018. L’annuncio è arrivato nel corso della cerimonia in cui il presidente della Commissione Stefano Baia Curioni ha comunicato anche la motivazione che ha portato al riconoscimento della città di Palermo. “La candidatura – recita la motivazione – è sostenuta da un progetto originale, di elevato valore culturale, di grande respiro umanitario, fortemente e generosamente orientato alla formazione permanente, alla creazione di capacità e di cittadinanza, senza trascurare la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni artistiche contemporanee. Il progetto è supportato dai principali attori istituzionali e culturali del territorio e prefigura anche interventi infrastrutturali in grado di lasciare un segno duraturo e positivo. Gli elementi di governance, di sinergia pubblico-privato e di contesto economico, poi, contribuiscono a rafforzarne la sostenibilità e la credibilità”. «Abbiamo visto che questa competizione virtuosa genera un meccanismo di partecipazione condivisa. Essere nella short list è un po’ come ricevere una nomination all’Oscar: consente di lavorare molto anche in termini di progettazione e promozione» ha dichiarato il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini e ha annunciato «nel 2018 verrà designata la capitale italiana del 2020 che avrà quindi due anni a disposizione per realizzare al meglio il progetto».

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Il grande balzo di Milano Da “semplice” capitale italiana del business a protagonista del Mice internazionale: a un anno da Expo la città continua a scalare le classifiche mondiali all’insegna di una nuova tendenza, il bleisure SIMONA P.K. DAVIDDI

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e statistiche parlano chiaro: Milano brucia le posizioni e scala le classifiche internazionali, facendosi largo tra le destinazioni più gettonate, sia Mice sia leisure; nel 2015, infatti, la Lonely Planet la mette al terzo posto tra le top destination da visitare assolutamente mentre Icca la segnala al 15esimo posto nel ranking mondiale relativo al numero dei partecipanti ai convegni associazionistici internazionali, con 52.669 delegati (record assoluto: nessuna città italiana aveva occupato un

posto così in alto in classifica) e al 41esimo – con un balzo notevole rispetto alla 59esima posizione dell’anno prima – per numero di eventi ospitati, 58 nel 2014. Trend di crescita confermato e appeal in ascesa anche per il 2016, che vede Milano al 21esimo posto nella classifica Icca per numero di eventi, con 93 meeting ospitati. E se gli scettici affermano che tutto questo successo è transitorio e legato al fenomeno Expo 2015, i numeri degli arrivi – in crescita costante – rivelano che, se la grande kermesse ha acceso i riflettori su Milano, la città ha saputo poi mantenerli su di sé, cambiando pelle senza snaturarsi, rifacendo il trucco ad aree semidimenticate e imparando a valorizzare l’immenso patrimonio architettonico e culturale che le appartiene, grazie anche alla lungimiranza della classe politica e all’iniziativa personale di personag-

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gi della cultura e della vita milanese. «Se Expo è stato il “fattore scatenante”, la notorietà, prima limitata, ha fatto percepire la destinazione come “cool” dai visitatori di molti Paesi, in particolare cinesi e orientali che ormai in tutto il mondo muovono masse enormi di persone e di mezzi» spiega Andrea Jarach, presidente di Where Italia e consigliere per il turismo dell’Osservatorio Metropolitano di Milano, che prosegue: «Ma la grande novità di cui andare orgogliosi è la sinergia messa in atto da pubblico e privato, che ha moltiplicato in un paio di anni le opportunità turistiche, dalla ricezione alberghiera fino ai servizi multilingue. Adesso sta iniziando a funzionare anche una programmazione del sistema fieristico-espositivo coordinato con i grandi eventi e con lo shopping. Una miscela eccellente per rendere la città meta ideale sia per turisti leisure sia per viaggiatori d’affari e Mice; ma la coordinazione tra tutti gli attori della filiera sarà fondamentale per mantenere i primati raggiunti». UN FENOMENO IN EVOLUZIONE Il medagliere di Milano continua ad arricchirsi di record: «Nel 2016, quindi a Expo terminata – continua Jarach –, secondo l’Osservatorio Metropolitano, il capoluogo meneghino è stato la prima destinazione italiana per il turismo, con 7,6 milioni di presenze e un giro d’affari di 4,1 miliardi di euro, inoltre, lo studio di Global Cities Index pubblicato da Mastercard posiziona la città al 14esimo posto tra le destinazioni più gettonate a livello mondiale e al sesto tra quelle europee, con Stati Uniti, Germania, Francia e Cina come mercati di riferimento (gli stranieri in città segnano un +1,8 per cento) e gli hotel quattro e cinque stelle come accommodation preferita dal settanta per cento dei visitatori». E a proposito di hotel di lusso, se gli ultimi

due anni hanno visto l’inaugurazione di oltre duemila nuove stanze in città – con strutture di assoluto pregio come il Mandarin Oriental o il Senato Hotel –, il biennio 2017-2018 ne prevede un altro migliaio, inaugurato con l’elegante Fifty House e con grandi attese intorno ai brand del lusso, InterContinental, che dovrebbe aprire l’Hotel Indigo nello storico palazzo di corso Monforte 27 e Leonardo Hotels, con l’imminente Nyx Milan, quattro stelle a due passi dalla Stazione Centrale. Non solo: per il 2017 Milano è anche candidata come European Best Destination, la competizione che vede in lizza venti città europee che si distinguono come destinazioni d’eccellenza. «Ci siamo posti un obiettivo ambizioso: en-

ANDREA JARACH, presidente di Where Italia e consigliere per il turismo dell’Osservatorio Metropolitano di Milano «La grande novità è la sinergia tra pubblico e privato. Adesso sta iniziando a funzionare anche una programmazione del sistema fieristico-espositivo coordinato con i grandi eventi e con lo shopping. Una miscela eccellente per rendere la città meta ideale sia per turisti leisure sia per viaggiatori d’affari e Mice; ma la coordinazione tra tutti gli attori della filiera sarà fondamentale per mantenere i primati raggiunti»

A fianco, Highline Galleria, la passeggiata sui tetti della Galleria Vittorio Emanuele II che consente di ammirare la città da un punto originale; sopra, il nuovo allestimento della Pinacoteca di Brera; nella pagina accanto, lo skyline notturno con i nuovi edicìfici di Porta Nuova; nella pagina successiva, in alto, i Bagni Misteriosi adiacenti al Teatro Franco Parenti e, in basso, la chiesa di San Maurizio, considerata la “cappella Sistina” di Milano

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SOTTO I RIFLETTORI Roma, montagne senza pari e riviere marine? Milano sarà presto venduta dai Dmc come “esperienza Italia” e si allargherà la fascia dei mercati di riferimento anche grazie alle nuove rotte aeree dei low cost».

ROBERTA GUAINERI, assessore al Turismo e allo Sport del Comune di Milano «Molti sono i repeater e sempre più frequente è il fenomeno del bleisure: chi viene a Milano per lavoro o per un congresso, tende poi a fermarsi anche per il weekend – magari facendosi raggiungere dalla famiglia – e dedicarsi all’offerta culturale e allo shopping»

trare nelle prime dieci destinazioni entro il 2021– afferma Roberta Guaineri, assessore al Turismo e allo Sport del Comune di Milano –; vogliamo riportare a Milano i grandi eventi, come il torneo Atp di tennis, per rendere la città sempre più appetibile; molti sono i repeater e sempre più frequente è il fenomeno del bleisure: chi viene a Milano per lavoro o per un congresso, poi tende a fermarsi anche per il weekend – magari facendosi raggiungere dalla famiglia – e dedicarsi all’offerta culturale e allo shopping». Conferma il trend Daniele Rosso, amministratore delegato di Alessandro Rosso Incentive: «Milano riesce ora a sorprendere con il suo mix di innovazione e tradizione. Location, ristoranti, musei: un ventaglio di proposte che, grazie a Expo, è diventato molto più allettante anche per un settore come il Mice», mentre Andrea Jarach va oltre: «Certamente le grandi mostre di Palazzo Reale o gli eventi alla Scala attraggono un turismo di élite, ma sono convinto che siamo solo all’inizio di un ciclo positivo che renderà Milano una meta unica nel mondo. Infatti, quale altra città ha a due ore di treno Venezia, Firenze,

COSA C’È DI NUOVO IN CITTÀ Il fermento che si respira a Milano si riverbera anche nelle zone più decentrate e inaugurazioni, restyling, nuove aperture sono all’ordine del giorno: hotel, ristoranti, location recuperate e trasformate e spazi innovativi regalati alla città. Se il fenomeno genera interesse e rende più attraente Milano soprattutto dal punto di vista culturale, a beneficiarne è anche – e soprattutto, verrebbe da pensare – la meeting e incentive industry, che può pescare a piene mani tra nuove venue e attività inedite per vestire i propri eventi. Il 2015 ha visto la conclusione di due importanti lavori di riqualificazione post-industriale a opera di due tra i più grandi nomi della moda italiana: Armani, infatti, ha riconvertito parte dell’ex stabilimento Nestlé di via Bergognone nell’Armani Silos («il nome viene dal fatto che prima lì c’era un silos dove venivano conservati i cereali e le granaglie, materiale per vivere» ha affermato Re Giorgio all’inaugurazione) un museo che celebra i quarant’anni della maison con con circa seicento vestiti, duecento accessori, bozzetti, disegni, fotografie, il tutto su una superficie di 4.500 metri quadrati, dove il Mice trova anche spazi raffinati e minimal per eventi dall’indiscutibile tono glamour. Prada, invece, ha scelto una vecchia distilleria di inizio Novecento in viale Isarco per la sua Fondazione: 19mila metri quadrati in un gioco di asimmetrie tra edifici storici e nuove costruzioni, all’interno dei quali il Bar Luce, ideato dal regista Wes Anderson, si è già ritagliato un posto di primo piano tra le preferenze dei milanesi. Il 2016 è stato, invece, l’anno della cultura, con l’inaugurazione del grande progetto

DANIELE ROSSO, amministratore delegato di Alessandro Rosso Incentive «Milano riesce ora a sorprendere con il suo mix di innovazione e tradizione. Location, ristoranti, musei: un ventaglio di proposte che, grazie a Expo, è diventato molto più allettante anche per il Mice»

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architettonico, firmato dallo studio internazionale Herzog & de Maeuron, della Fondazione Feltrinelli in Porta Volta: vetro e acciaio per due edifici avveniristici che restituiscono alla città un’area importante e che creano un suggestivo contrasto con i resti della mura spagnole e con i bassi edifici Vecchia Milano della zona, facendo da trait d’union con i vicinissimi grattacieli che ne hanno ridisegnato lo skyline; oltre, ovviamente, a una fornitissima libreria e a un bistrot, il complesso – che è uno dei maggiori centri europei di ricerca e documentazione, con un archivio di 270mila

volumi, 16mila periodici e milioni di documenti – ospita sale per convegni e seminari fino a 160 persone, uno spazio polifunzionale di 350 metri quadrati adatto a proiezioni e spettacoli dal vivo e, in via di ultimazione, un’area verde con boulevard e piste ciclabili. Un altro “luogo” restituito alla città, trasformato (tra gli altri, dall’archistar Michele De Lucchi) e reso unico, è il Centro Balneare Caimi – in zona Porta Romana –, un pregevole esempio di architettura razionalista risalente agli Anni 30 e da tempo in totale stato di abbandono: grazie alla lungimiranza di Andrée Ruth Shammah, energico direttore artistico dell’attiguo Teatro Franco Parenti, l’area è ritornata alla vita con un fascino rinnovato – e con un nome tutto nuovo, Bagni Misteriosi – diventando un polo integrato con il teatro e aprendo così al Mice un ventaglio infinito di opzioni; se la zona piscina, infatti, si presta per cocktail arricchiti da suggestivi spettacoli sull’acqua –grazie a una pedana mobile in legno – e d’inverno si trasforma in un patinoir, i futuristici spogliatoi diventano due gallerie perfette per mostre, esposizioni ed eventi mentre la palazzina principale, sovrastata da una splendida terrazza di seicento metri quadrati, ospita al suo interno tre sale – illuminate da lucernari storici – da novanta a 180 metri quadrati, un bar e un ristorante, il tutto in sinergia con il Teatro Franco Parenti e le sue otto sale, tra le quali spicca la Sala Nuova, con gradinate mobili e in grado di accogliere fino a duecento persone. Ancora magia in un altro luogo recuperato di recente, la Vigna di Leonardo e la Casa

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degli Atellani: una dimora storica a due passi dal Cenacolo vinciano dove, secondo la leggenda, si trovava la vigna che Ludovico il Moro aveva donato a Leonardo: oggi i filari sono stati ripristinati nel rispetto del tracciato originario e la location si apre per cocktail all’aperto o nei sontuosi saloni, cene, eventi dal carattere mondano o retreat immersi nella quiete e nella privacy. E se siete “da quelle parti”, non si può non inserire nel post congress tour la visita a un altro gioiello riscoperto, la chiesa di San Maurizio, considerata la “cappella Sistina” milanese grazie ai pregevoli affreschi cinquecenteschi di scuola leonardesca. IL MEETING? AL MUSEO! Se a Milano museo significa prima di tutto Brera, alla nuova immagine di Milano corrisponde anche un nuovo corso del complesso di Brera, Pinacoteca e Giardino Botanico, grazie al suo vulcanico nuovo direttore, James Bradburne, che vuole ripristinare la “grande Brera” facendo del polo museale e accademico il centro dell’intero quartiere: «Tra i progetti principali che vogliamo mettere in atto, figurano l’incremento della fruibilità del Palazzo – con il riallestimento delle 38 sale della Pinacoteca e l’apertura di un café nel loggiato – e dell’Orto Botanico; inoltre, nel 2018 inaugureremo Palazzo Citterio, dove troveranno posto straordinarie collezioni di arte moderna italiana»; e maggior fruibilità, significa anche maggior spazio al Mice, che può organizzare i propri eventi non solo all’interno della Pinacoteca (magari con percorso di visita in esclusiva oltre l’orario di lavoro incluso) ma anche nel Cortile d’Onore e nel Loggiato superiore, quest’ultimo perfetto, per esempio, per sfilate di moda, così come nella Sala della Passione – adatta a convegni fino a novanta delegati o cocktail fino a 110 invitati – e all’interno dello Spazio Consagra, in grado di accogliere fino a 130 partecipanti.

Da un classico di Milano a una novità nata con Expo e diventata velocemente un must (al terzo posto tra i musei più visitati), il Leonardo3 Museum in piazza della Scala, che consente di scoprire non solo il Leonardo artista ma anche l’inventore, grazie alla ricostruzione inedita di alcune sue macchine – oltre duecento– tutte in 3D e interattive: team building, riunioni, post congress in costume, cene, aperitivi e visite in esclusiva sono tra le opzioni per la meeting industry. Di novità in novità, ma sempre centralissimo, ha appena un paio di mesi il Museo del Calcio, quattrocento metri quadrati (dove troverà posto anche il Mice) al quarto piano in Galleria, nato per celebrare il calcio come sport universale: «Lo abbiamo inaugurato a metà dicembre, con un grande successo di pubblico – racconta Alessandro Rosso, presidente di Alessandro Rosso Group, tra gli ideatori del progetto, realizzato con la colla-

Sopra, James Bradburne, il nuovo direttore di Brera che ha portato all’intero complesso una ventata di interessanti novità; a lato il Museo del Calcio, recentemente inaugurato in Galleria Vittorio Emanuele II. Nella pagina accanto, in alto, piazza Gae Aulenti e, sotto, la Vigna di Leonardo e la Casa degli Atellani, un luogo magico restituito alla città e una location perfetta per la meeting industry più esigente

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ALESSANDRO ROSSO, presidente di Alessandro Rosso Group «È davvero magnifica la camminata sui tetti che porta da piazza Duomo a piazza della Scala; la nostra volontà è quella di allungare il percorso, che già ora consente l’allestimento di diverse tipologie di eventi grazie ad alcune piattaforme che si incontrano lungo la passerella»

Sopra, la Cripta di San Sepolcro, dove ambientare escape game dal sapore medievale. Sotto, il Leonardo3 Museum, tra i nuovi must-see di Milano, con una programmazione ad hoc per il Mice

borazione dell’amministrazione comunale –. In mostra ci sono oltre 150 oggetti originali usati dai giocatori che hanno calcato i campi degli stadi più importanti del mondo: magliette, scarpe, trofei e memorabilia vari esposti in un percorso animato che vede anche una sezione dedicata ai portieri e agli allenatori che hanno caratterizzato l’evoluzione del calcio moderno oltre a una descrizione degli stadi più importanti del mondo e a una sezione dedicata al calcio femminile, che sta assumendo sempre più importanza» e ogni anno, in collaborazione con la Città di Milano, verrà assegnato il premio Stringa d’Oro all’autore del più bel passaggio della stagione anche secondo i criteri che fanno riferimento alla qualità più “ambrosiana” del gioco del pallone: la generosità. A TUTTO POST CONGRESS Se le location non mancano, dunque, anche le attrazioni “post” schierano alcune new

entry di sicuro effetto, a iniziare da Highline Galleria, l’incredibile passerella realizzata da Alessandro Rosso che consente di passeggiare sui tetti della Galleria Vittorio Emanuele II ammirando la città da un punto originale e privilegiato (il Duomo è così vicino che sembra di poterlo toccare): «Highline Galleria è un museo all’aperto dal quale si può godere una vista inusuale della città– afferma Alessandro Rosso –. È davvero magnifica la camminata sui tetti che porta da piazza Duomo a piazza della Scala, un’esperienza da non perdere; la nostra volontà è quella di allungare il percorso, che già ora consente l’allestimento di diverse tipologie di eventi grazie ad alcune piattaforme che si incontrano lungo la passerella» dai concerti di musica classica alla “passeggiata con delitto”. E dagli omicidi all’escape game, il salto è breve: bastano giusto pochi isolati per raggiungere la misteriosa e antichissima Cripta di San Sepolcro (sulla piazza omonima) dove vengono organizzati visite teatralizzate, aperitivi romani – la cripta sorge sull’antico Foro della città, riaperto quest’anno – ed Enigma in Cripta, un avvincente escape room a lume di lanterna, tra sepolcri e leggende dal sapore medievale. Un’ultima chicca e un primato, in materia di escape game: in zona Ortomercato, un intero palazzo è stato trasformato nel più grande escape room d’Europa, con più di cinquanta ambienti e quattromila metri quadrati di superficie: «Ci sono voluto due mesi per allestire il percorso tappa per tappa; per le ambientazioni sono stato aiutato dal fatto che gli occupanti precedenti del palazzo hanno lasciato all’interno molti arredi, oggetti e carte d’archivio» afferma Maurizio Panico, ideatore di percorsi escape per la società Enigma Room, che prosegue «la location è perfetta per i team building, poiché prevede la presenza di quattro squadre in partenza da punti diversi della struttura, che devono riunirsi e uscire insieme dal palazzo».

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Eventi a regola d’arte S

ituato in una delle zone storiche più affascinanti della città meneghina, è qui che i milanesi accolgono l’arrivo del nuovo Arcivescovo, adiacente alla riqualificata zona della Darsena, lungo i mitici Navigli di Milano, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini rappresenta uno dei poli culturali di riferimento della città. Posto all’interno del Complesso Museale dei Chiostri di Sant’Eustorgio, uno dei più importanti del tessuto urbano, che unisce la leggendaria Basilica di Sant’Eustorgio di fondazione tardo romanica, la Cappella Portinari, l’ex convento domenicano, ora sede del Museo e i due chiostri. Il Museo si distingue per storia, posizione e per le collezioni illustri: ospita infatti opere che spaziano dal IV fino al XXI secolo, da Sant’Ambrogio a Lucio Fontana. Conferenze, corsi, concerti, manifestazioni ed eventi privati possono essere ospitati nella sala maggiore, detta dell’Arciconfraternita (250 metri quadrati), nell’incantevole portico del chiostro del Museo (seicento metri quadrati complessivi) o nel verdissimo prato di circa 1.400 metri quadrati. Il chiostro del Museo è la location ideale per ricevimenti o cene, soprattutto nella bella stagione quando tavoli e arredi sapientemente illuminati dialogano con la sequenza di colonne binate che sorreggono gli archi del portico. Gli spazi del chiostro, che possono accogliere mille persone, offrono la possibilità di installare una tensostruttura che ne consente l’uso anche in caso di condizioni meteorologiche non ottimali. All’interno del

Un’oasi di verde, di arte e d’ineguagliabile bellezza nel cuore di Milano, il Museo Diocesano propone affascinanti soluzioni dove tradizione e contemporaneità, storia e tecnologia convivono in un perfetto equilibrio complesso troviamo anche una sala meeting più piccola, per riunioni di lavoro più raccolte, per un massimo di trenta persone. Dunque uno spazio articolato, dove ci si sente completamente immersi nella storia e nell’arte più antica, un luogo capace di aggiungere valore all’evento che ospita grazie alla cornice preziosa ed esclusiva: dal corridoio, particolarmente adatto per i welcome drink o i cocktail fino a cento persone, alla sala dell’Arciconfraternita che può ospitare conferenze e cene per duecentocinquanta persone, fino al chiostro nel suo insieme, adatto per spettacoli, pranzi per 550 ospiti a sedere o buffet in piedi per mille persone.

A CURA DELLA REDAZIONE COMMERCIALE

indirizzi a fine rivista

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Più spazio agli eventi Marte è stato uno dei protagonisti del 2016 ma, oltre al Pianeta Rosso, sono numerosi gli appuntamenti che rendono lo spazio un tema di richiamo per ogni tipo di evento dal nostro corrispondente da New York DOMENICO MATARAZZO

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uando Elon Musk, fondatore di SpaceX, nonché di Tesla e Paypal, l’autunno scorso nel corso dell’attesissimo Astronautical Congress, ha presentato la sua ipotesi di una presenza umana su Marte, ha descritto un insediamento «...in cui sarà possibile trovare di tutto, dalle raffinerie di materie prime alle pizzerie». In questa ampia gamma di strutture non è da escludere un centro congressi e, anche se pianificare un evento per una location su Marte può essere ancora prematuro, lo spazio, inteso

come ciò che sta intorno al nostro pianeta, è stato un tema che ha suscitato interesse in eventi di settori vari e probabilmente lo susciterà anche nel corso del 2017. A mantenere vivo l’interesse verso il cosmo è un planner d’eccezione: la Nasa. Ancora prima dell’annuncio di Musk, infatti, la Nasa, durante il convegno della Niac (Nasa Innovative Advanced Concepts), aveva già presentato la sua visione di una colonia su Marte, ma in questo caso i primi residenti del Pianeta Rosso sarebbero dei robot. Niac non è che uno dei molteplici eventi organizzati durante l’intero anno dalla Nasa, tra i quali figurano anche eventi educativi destinati a non tecnici, come il settore dell’intrattenimento, dei media e dell’elettronica di consumo, con l’obiettivo di controllare che creatività e informazione non siano troppo irriverenti verso le

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rigorose leggi della fisica. Tra gli speaker più popolari nel settore figura Scott Kelly, l’astronauta della Nasa con il record di permanenza sulla Space Station. Nel 2016 Captain Kelly è stato il keynote di eventi in settori differenti organizzati per esempio da Microsoft, Cisco, National Retail Federation, International District Energy Association (Idea), per citare solo i più recenti. DALLO SPAZIO ALLE NUVOLE Alla convention annuale di Salesforce.com, invece, il tema centrale è sempre il cloud computing ma la nuvola, o cloud, più imponente presentata in uno dei keynote di quest’anno è stato il cerchio intorno a Saturno, con immagini del pianeta che hanno fatto storia, prese dalla ormai famosa sonda Cassini e presentate da Carolyne Porco, una delle responsabili della missione della sonda, che verrà completata il prossimo anno. L’interesse su questi temi è presente su scala globale: in Cina, Tencent, il maggior internet provider cinese, per incrementare il proprio profilo internazionale, da tre anni organizza il We Summit, un appuntamento sui trend delle tecnologie avanzate. Tra i temi presentati all’ultima edizione: onde gravitazionali, Plutone ed esplorazioni spaziali. In Corea, invece, uno dei principali quotidiani nazionali, il Kyunghyang Newspaper, per celebrare il suo settantesimo anniversario non ha organizzato un party con le celebrità che fanno notizia sul quotidiano, ma ha organizzato un evento e ha invitato Stephen Hawking a parlare di buchi neri e dell’universo. Gli appuntamenti sul calendario spaziale per il 2017 contribuiranno ancora di più ad arricchire i programmi dei convegni in ogni settore. Per cominciare, entro il 2017 si concluderà la Google Lunar Xprize, ovvero Google selezionerà e assegnerà premi per trenta milioni di dollari ai primi tre team che riusciranno a mandare sulla luna dei robot che riescano a ripetere l’esperienza dell’Apollo 11, la prima astronave a

portare l’uomo sulla superficie lunare. Per vincere, il team dovrà riuscire a portare sulla luna un mezzo in grado di percorrere almeno cinquecento metri e di trasmettere verso Terra le immagini ad alta definizione della ricognizione. Sono 16 i team che hanno aderito al concorso, provenienti da ogni parte del mondo, inclusa l’Italia che ha una forte tradizione nel settore. Anche pianeti e asteroidi circostanti, conosciuti e no, avranno il loro momento di celebrità nel corso del 2017. Sulla scia di immagini che aumentano la conoscenza, il telescopio spaziale Hubble nel 2017 riceverà ancora assistenza tecnica da Nasa ed Esa (l’agenzia spaziale europea) ma sarà l’ultimo anno in cui saranno raccolte immagini uniche nel loro genere. A partire dal 2018, infatti, la priorità sarà data al nuovo e più potente James Webb Space Telescope (Jwst) un telescopio più grande e più distante dalla terra, che sarà in grado di trasmettere immagini ad alta qualità da universi più lontani. Se le immagini di Saturno hanno fatto storia e

Scott Kelly, l’astronauta della Nasa con il record di permanenza sulla Space Station, spesso invitato come speaker e testimonial a eventi che abbiano come fil rouge lo spazio

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Sopra, Nashville, “the place to be” per osservare l’eclissi solare totale del prossimo 19 agosto: quale post congress migliore? Sotto il nuovo Planet Hollywood Observatory a Orlando, dove organizzare eventi corporate e riunioni osservando le stelle

motivato keynote, si può solo immaginare l’impatto che avranno le immagini di nuove galassie e di nuovi pianeti... e non solo in ambito di keynote. Gli orizzonti planetari previsti per il prossimo futuro rendono quasi dilettantistici i progetti relativi al turismo spaziale che sono alle porte e che potranno avere un impatto anche in programmi di incentive. Amazon.com, Virgin, Boeing stanno facendo passi enormi verso iniziative che porteranno “l’uomo qualunque” in orbite molto più vicine alla Terra ma in tempi più brevi. Nel 2016 Jeff Bezos, fondatore di Amazon, tramite la sua Blue Origin ha condotto una serie di test del suo vettore tra cui – il più importante – il primo test di sicurezza per i passeggeri nel caso di malfunzionamento del razzo di lancio. Virgin Galactic, invece, ha condotto con successo il test del suo SpaceShipTwo attraverso il quale trasporterà passeggeri a circa novanta chilometri sopra la superficie terrestre.

FENOMENI “SPAZIALI” Anche chi non è appassionato di spazio non potrà evitare di partecipare, almeno negli Stati Uniti, a un evento cosmico nei prossimi mesi: il 19 agosto, infatti, si avrà la prima eclissi solare totale dopo novanta anni: Nashville è una delle città da cui sarà più visibile e già da qualche mese tour operator, centri congressi e planner, stanno preparando le proprie offerte per le migliaia di persone attese per l’evento. Anche chi non è oscurato dall’eclissi vuole trarre vantaggio dai trend in corso. Nella città di Orlando in Florida, vicino ai parchi a tema Disney, aprirà presto il Planet Hollywood Observatory un centro per eventi appartenente alla catena Planet Hollywood, che continuerà a offrire Hollywood memorabilia ma in una struttura ridisegnata a forma di osservatorio spaziale. Oltre agli eventi corporate e incentive, alle premiazioni e alle attività di networking, le opzioni per i planner includono anche serate per l’osservazione delle stelle.

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Ologrammi 3D: il futuro è oggi Effetto-wow e creazione di valore aggiunto. Così le tecnologie olografiche rappresentano il futuro della meeting and incentive industry, tra spettacolarizzazione e nuove opportunità ANDREA PETRONCA

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idurre le distanze e creare valore aggiunto sono gli obiettivi da sempre al centro dell’utilizzo di nuove tecnologie all’interno degli eventi. Su questa linea, le proiezioni olografiche si pongono come uno dei trend più interessanti e innovativi del momento per la meeting industry. Gli ologrammi sono il risultato di un procedimento di manipolazione della luce – in particolare di luce laser – che viene divisa da appositi specchi semitrasparenti. Un fascio di luce va a illuminare il soggetto dell’ologramma mentre l’altro impressiona una lastra fotografica. Questi due fasci vengono poi riflessi

da specchi e direzionati in maniera convergente creando due immagini sovrapposte in grado di dare l’illusione di un’immagine in 3D e di creare il tradizionale ologramma sospeso a mezz’aria, esattamente identico a quello spesso utilizzato nei film di fantascienza, che permette di proiettare – e di visualizzare – oggetti e persone in 3D senza dover utilizzare occhialini o visori. Con l’impiego di queste tecnologie, in un futuro abbastanza prossimo, potremmo non essere più costretti a spostarci dal nostro ufficio per partecipare a un convegno o a un meeting; potremmo essere in grado di assistere a un lancio di prodotto o all’intervento di un relatore senza che questi siano fisicamente con noi (pensate: non sarà più necessario, per esempio, trovare location accessibili alle auto per la presentazione dei nuovi modelli!). Rispetto alla videoconferenza e agli altri strumenti di comunicazione “da remoto”, l’o-

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logramma guadagna la terza dimensione e porta l’esperienza della presenza virtuale a un livello successivo: avremo infatti a disposizione oggetti e persone proiettati in 3D, che condivideranno il nostro stesso spazio e con cui potremo interagire e dialogare “live” come se fossero lì con noi. Non è tuttavia solo una questione di spettacolarizzazione: le proiezioni olografiche applicate agli eventi e ai congressi, infatti, possono contribuire sensibilmente al miglioramento della proposta congressuale stessa, «Basti pensare all’utilità che può avere in un congresso medico. Immaginiamo il valore aggiunto rappresentato dalla proiezione olografica di un cuore o il motore di una macchina, per esempio, in scala maggiorata e osservabile in 3D» afferma Eduardo Fiorillo, amministratore unico di 360 Srl., web agency specializzata in new media. COSA OFFRE IL PRESENTE Queste tecnologie in continua evoluzione sono molto diversificate sia per le caratteristiche sia per gli utilizzi che se possono fare. AdWindow DryEase di Corepixx Srl, per esempio, utilizza pellicole olografiche (pellicole Holo) in grado di applicarsi a qualsiasi tipo di superficie. L’aspetto più interessante è la possibilità di scrivere su queste pellicole senza rovinarle e cancellare poi utilizzando qualsiasi tipo di solvente. Rispetto ai normali schermi, inoltre, riduce l’effetto riflettente fino al quaranta per cento, grazie alla superficie opaca, ottimale per la cancellazione a secco. Molto utilizzato per la formazione (ma anche per il retail), questo strumento consente di raccogliere in uno stesso prodotto due diverse funzionalità, avendo a disposizione una lavagna bianca e uno schermo retroproiettato, al quale può essere aggiunta la funzionalità touch. Inoltre, con queste pellicole è possibile creare proiezioni olografiche, ovvero immagini in grado di simulare un ologramma.

EyeDream 3D, invece, è un sistema di visualizzazione olografica tridimensionale brevettato dall’azienda Emmegi Sistemi di Comunicazione, che consente di creare proiezioni ad alta definizione e dal forte appeal visivo, come quelle utilizzate dal brand Freddy per presentare al pubblico le proprie collezioni, con modelle virtuali in grado di interagire con modelle reali, generando divertenti coreografie utili a porre in risalto le caratteristiche dei prodotti presentati. Anche i servizi di accoglienza a un evento possono beneficiare dell’utilizzo degli ologrammi, come nel caso di StarkHostess e StarkHologram, di Stark1200, sistemi tecnologici che permettono di creare assistenti virtuali o personaggi – tridimensionali e interattivi – in alta definizione, in grado di svolgere attività di accoglienza, all’ingresso di un

EDUARDO FIORILLO, amministratore unico di 360 «Immaginiamo il valore aggiunto rappresentato dalla proiezione olografica di un cuore durante un congresso medico o il motore di una macchina, per esempio, in scala maggiorata e osservabile in 3D durante una presentazione»

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MADDALENA MILONE, amministratore unico di Meeting Planner «Queste tecnologie sono molto richieste, tuttavia, il costo elevato e le difficoltà per reperirle in loco rendono difficile il loro utilizzo»

congresso o nelle lobby di hotel e aeroporti. Il loro impatto visivo permette di attirare l’attenzione dei visitatori, con la possibilità di creare contenuti personalizzabili per esprimere messaggi informativi mirati e originali. In futuro assisteremo a una crescita di questi eventi “diffusi” nello spazio, con tecnologie che consentiranno sempre più di aggregare in diretta contributi provenienti da diverse parti del mondo. Sarà l’informazione a viaggiare alla velocità della luce in modo pervasivo e ipertecnologico, sempre più completa ed eterogenea. Le tecnologie olografiche, in questa strada, rappresentano il futuro – e il presente – degli eventi. Da diversi anni, infatti, la tecnologia olografica fa parte della proposta Mice di Nh Hotels: a partire dal 2014, la catena ha lanciato il programma High Tech Made Easy, che prevede l’utilizzo di telepresenza e proiezioni olografiche. Queste tecnologie sono state impiegate per esempio al Nhow di Madrid in occasione della conferenza stampa per il lancio di Humandroid (2015), durante la quale il protagonista, Hugh Jackman, e il regista del film hanno presenziato sotto forma di ologrammi 3D. Il Nhow di Milano si avvale della collaborazio-

ne di Drawlight: nata nel 2007, la società ha conosciuto una rapida espansione, che l’ha portata a effettuare importanti installazioni sia al già citato hotel targato Nh, sia in occasione di Expo 2015, con la video-installazione Panorama d’Italia in piazza Gae Aulenti. L’OPINIONE DEL PLANNER Queste tecnologie, ampiamente sfruttate nell’organizzazione dei grandi eventi, trovano ancora poco spazio in ambito congressuale. Secondo Maddalena Milone, amministratore unico di Meeting Planner «queste tecnologie sono molto richieste, tuttavia, il costo elevato e le difficoltà per reperirle in loco rendono difficile il loro utilizzo», basti pensare che i costi per le pellicole Holo si aggirano intorno ai 1.500 euro al metro quadrato, mentre i costi per la produzione di ologrammi 3D si aggirano intorno ai 250mila euro per il singolo progetto (stime fornite da 360 Srl). Sicuramente per l’utilizzo sistematico e a basso costo delle proiezioni olografiche dovrà ancora passare un po’ di tempo, ma le potenzialità di questa tecnologia promettono al Mice di ampliare a dismisura i confini del mondo degli eventi.

A lato un momento della conferenza stampa del film Humandroid. In alto, un hostess virtuale

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Tutti per uno in 4x4 In un percorso in fuoristrada troviamo regole che rimandano a importanti elaboratori del percorso formativo. Quando un ostacolo serve a tirar fuori la grinta e una visione condivisa, vuol dire che il team è pronto al “carry over” in azienda TERESA CHIODO

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na full immersion in ambiente naturale, a certe condizioni di stress fisico e mentale, può essere particolarmente stimolante per attivare dinamiche di gruppo e processi di sviluppo individuali e di squadra. Percorsi esperienziali fra boschi e radure a bordo di un fuoristrada sono un’opportunità per creare momenti di condivisione aziendale dal forte coinvolgimento emotivo, che lasciano una forte traccia sia nel singolo partecipante sia nel team aziendale. La metafora del percorso difficile aderisce in modo quasi emblematico al quadro di certe realtà aziendali; la gestione del team e del tempo è paragonabile a quella di un mercato competitivo e le similitudini tra performance e business sono molte. In che modo un team building in cui i partecipanti si trovino ad affrontare “iter tortuosi” a bordo di un fuo-

ristrada, può essere funzionale nell’ambito di un contesto formativo aziendale? Risponde a questa domanda Manuela Giordano, titolare dell’agenzia Quid Italy. «Le attività in fuoristrada costituiscono una validissima metafora di ciò che può accadere nella vita lavorativa. Da un punto di vista formativo, la caratteristica principale riguarda la possibilità di mettere le persone nelle condizioni di dover affrontare situazioni nuove e impreviste, “iter tortuosi” appunto. Questo determina la necessità, da parte del gruppo e di ogni singolo individuo, di dover uscire dalla propria “zona di comfort”, ovvero da quella dimensione contestuale in cui la prevedibilità delle variabili è già piuttosto nota e collaudata. Ciò significa porsi di fronte alla possibilità (spesso necessità) di superare i propri limiti, di andare oltre, di trovare nuove soluzioni, ma ancor prima, di dover fare i conti con una ri-definizione del “problema”, al fine di raggiungere l’obiettivo prefissato, nei tempi stabiliti. Tutto questo è facilmente rapportabile a quelle che sono oggi le nuove sfide aziendali: l’efficacia dei processi decisionali, la gestione del tempo, le strategie impiegate per la risoluzione dei problemi, la necessità

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HOT TOPICS team building

– sono un’ottima piattaforma di riferimento per fare squadra in funzione di una soluzione che sia la più sicura ed efficace possibile. In sequenza si tratta di: capire il problema, valutarlo assieme, individuare la soluzione per portare il mezzo (l’azienda) alla conquista della meta».

di dover ridefinire o tracciare nuovi scenari di riferimento per consolidare e incrementare il business e le performance, e di conseguenza la competitività sul mercato. Anche nel caso dell’outdoor training in fuoristrada, quindi, parliamo sempre dell’importanza delle cosiddette “competenze comportamentali” o “soft skill” che dovrebbero essere implementate e messe in atto nel miglior modo possibile, in ogni team di lavoro». Per Stefano Selem, titolare della società Academy4x4, divisione fuoristrada di Academy Services (punto di riferimento per l’alta formazione e la sicurezza nella guida di veicoli a elevata mobilità) il team building in fuoristrada è un’uscita di sicurezza dalla zona di comfort per farsi trovare pronti quando l’azione è necessaria, per determinare le priorità e per velocizzare il processo decisionale. «La ricognizione del terreno, la valutazione delle difficoltà, dei potenziali rischi e la discussione sulle tecniche e le traiettorie con le quali affrontare il percorso – afferma Selem

BE RESILIENT Trasformare la paura in forza, rimuovere i blocchi che impediscono l’espressione del nostro potenziale, scardinare le credenze limitanti, convogliare lo sforzo senza spreco di risorse. Come? Percorrendo la “via della resilienza”. Il termine resilienza deriva dal latino resalio, iterativo di salio, cioè saltare, rimbalzare, per estensione danzare. In fisica è la durezza, in ingegneria designa le proprietà meccaniche di un corpo, nel linguaggio informatico è la capacità di un sistema che gli permette di continuare a funzionare a dispetto di anomalie legate ai difetti di uno o più dei suoi elementi. Nelle scienze sociali questa parola implica una spinta positiva e la possibilità di uscire da una situazione paralizzante. Significa in sintesi sapersi tirare fuori dalle esperienze difficili. In tale ottica, essere resilienti non significa che una persona non sperimenti difficoltà o sofferenza perché la “via della resilienza” implica disagio emotivo, ma non è una caratteristica che alcuni posseggono e altri no, in quanto riguarda pensieri e comportamenti che possono essere appresi e perfezionati da chiunque, previa un’adeguata formazione. Un circuito in fuoristrada è un luogo in cui

MANUELA GIORDANO titolare di Quid Italy «Le attività in fuoristrada costituiscono

una validissima metafora di ciò che può accadere nella vita lavorativa. Da un punto di vista formativo, la caratteristica principale riguarda la possibilità di mettere le persone nelle condizioni di dover affrontare situazioni nuove e impreviste»

STEFANO SELEM, titolare di Academy4x4, divisione fuoristrada di Academy Services

«La ricognizione del terreno, la valutazione delle difficoltà, dei potenziali rischi e la discussione sulle tecniche e le traiettorie con le quali affrontare il percorso sono un’ottima piattaforma di riferimento per fare squadra in funzione di una soluzione che sia la più sicura ed efficace possibile»

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QUALI SONO LE TEAM ACTIVITY?

Le team activity proposte in fuoristrada sono principalmente quattro: ■ Orienteering a squadre ■ Caccia al tesoro (versione più ludica) ■ Esperienza off road oppure rally ■ Guida bendati su un percorso a ostacoli Tutte le attività hanno una struttura organizzativa di “base” simile: ■ Corso teorico in aula in merito all’utilizzo dei mezzi e al significato di una guida responsabile, oltre al momento dedicato alla metafora formativa; ■ Prova pratica dei mezzi; ■ Attività vera e propria; ■ De-briefing ed eventuale premiazione quando prevista. si sperimentano confini e abilità senza che il risultato venga riconosciuto come un limite, uno spazio di rappresentazione simbolica in cui è possibile mettersi alla prova, gioire e soffrire, con intensità, ma senza un confronto con le sentenze definitive presenti nella vita. In che modo un team building in fuoristrada può essere utile per una strategia aziendale? «Come tutte le esperienze “controllate”, – spiega Giordano – ovvero pianificate, organizzate e gestite con un fine che potremmo definire quasi “sperimentale”, non è soltanto il risultato quello che conta, quanto avere appunto la possibilità di affrontare un’esperienza nella quale, semplicemente, “ci si mette alla prova”. È infatti solo confrontandoci con noi stessi e con il superamento dei nostri presunti limiti (i più difficili da scardinare sono in primis quelli mentali), che possiamo conoscere e riconoscere le nostre risorse. In ambito aziendale questo significa che, acquisendo maggiore consapevolezza in termini di potenzialità e caratteristiche (personali e di gruppo), sarà anche più facile poter mettere in atto delle strategie che permettano di raggiungere con successo gli obiettivi prefissati». Il termine “fuoristrada” racchiude un insieme di molteplici varianti, che vanno dalla tipologia del terreno, alle caratteristiche della vettura, dalle condizioni meteo alle dotazioni

del mezzo. Un po’ come allo stesso modo ogni azienda ha un proprio prodotto, un proprio mercato e delle variabili da tenere in considerazione per la realizzazione di una politica commerciale efficiente ed efficace. Ecco quindi che la creazione del gruppo diviene la chiave di volta per il raggiungimento del fine. In un gruppo si sviluppano dinamiche a volte impensabili, si ottimizzano le risorse tecniche e umane; come avviene nei team building off road, dove la capacità di guida si coniuga con la capacità ricognitiva, con le diverse abilità nell’impiego delle dotazioni. «Fuoristrada è anche e soprattutto un life style – dice Selem – o, se vogliamo, un idem sentire. Ecco che nelle difficoltà, nelle tecniche di superamento degli ostacoli emergono e si amalgamano (e qui sarà compito del “red cap” ovvero del leader) le diverse abilità. Il confronto e l’apporto di tutti costituisce quindi la base per raggiungere il risultato che viene conquistato sì da chi è alla guida ma anche da chi “naviga”, da chi impiega correttamente le dotazioni». LE ATTIVITÀ NEL DETTAGLIO Nel caso dell’orienteering a squadre, ogni equipaggio di un mezzo è un team, l’attività prevede di seguire in fuoristrada un percorso indicato sulla mappa interpretandola con l’uso della bussola o gps, quindi durante l’attività in aula viene anche spiegato l’uso della mappa e degli strumenti a disposizione. La caccia al tesoro in fuoristrada è una versione più ludica e prevede anche delle prove diverse da svolgere in alcune tappe da raggiungere lungo un percorso segnato nell’itinerario: costruire un riparo di fortuna, identificare luoghi, scattare fotografie, reperire oggetti nascosti, guadare un ruscello, e qualsiasi prova sia ideabile in base alla località e al territorio in cui si volgerà la caccia al tesoro. Per quanto riguarda l’esperienza off road, si tratta di prove dinamiche su diversi tipi di terreno e anche di situazioni “difficili” come: guadi, ponti sospesi, fondi sconnessi, ghiaia e passaggi su tronchi, pendenze particolari. Il percorso può essere suddiviso in differenti livelli di difficoltà, in grado di rendere l’area perfettamente adatta alle singole esigenze e alle capacità dei partecipanti. Per il rally viene proposto un vero e proprio tracciato rallistico da brividi: tra fango e curve a gomito, mettendo alla prova la propria abilità con derapate e freno a mano, sperimentando così l’adrenalina tipica di questa gara. Tutte le attività garantiscono il supporto di istruttori e piloti professionisti coadiuvati da uno staff di formatori per la parte relativa alla metafora aziendale legata all’attività. Esistono anche proposte miste, dove l’attività in fuoristrada viene mixata con attività in parco avventura; oppure con l’uso di gommoni. La durata media di un team building off road è di due giornate intense, comprensive di prove notturne, allestimento di un campo tipo, organizzazione della cena e gestione della programmazione.

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L’azienda è un posto per bambini Figli e genitori insieme in azienda per un giorno intero, clienti che portano i loro bambini all’evento aziendale: i più piccoli diventano i protagonisti di feste, ricorrenze e “family day”. Il tutto ad alto valore incentivante ALESSANDRA BOIARDI

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e donne lavorano, si sa, e se tutto va bene riprendono la loro vita professionale dopo qualche mese dalla nascita dei figli. Ma nell’eterna tensione per fare combaciare famiglia e lavoro – che riguarda di certo anche gli uomini – può capitare che si abbia un impegno professionale inderogabile che impone un trasferimento anche momentaneo, senza avere la possibilità di “lasciare a casa” i piccoli, vuoi perché neonati (soprattutto se si tratta delle mamme) vuoi perché nessuno li può curare.

Un bel pasticcio, inutile negarlo, perché l’azienda non è un posto per bambini. Anzi, capita che quando qualcuno – magari con la possibilità di stare sotto i riflettori – si porta la prole “al lavoro” la cosa faccia notizia. Si pensi al caso – tra i più recenti – della parlamentare di Podemos, Carolina Bescansa, che in Spagna ha suscitato un acceso dibattito per avere portato suo figlio di pochi mesi in Parlamento in occasione dell’insediamento dei deputati. Oppure a quello di Victoria Donda del Frente Amplio Progressista, che nel luglio 2015 non solo ha portato il figlio in Parlamento, ma lo ha pure allattato (foto nella pagina accanto). Anche tra le italiane, la deputata Licia Ronzulli ha fatto della figlia Vittoria, di oramai cinque anni, una vera e propria habituée del Parlamento europeo, che “frequenta” da quando aveva pochissimi mesi.

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HOT TOPICS out of the box

Se questi casi fanno discutere ce ne sono di molto più felici, e cioè quelli che prevedono, proprio da programma, la presenza dei figli al lavoro con i genitori. In quei casi sì, l’azienda diventa un posto per bambini e la loro presenza è ad alto valore incentivante. FAMILY DAY, AZIENDE A PORTE APERTE Gli eventi interamente dedicati ai dipendenti e ai loro figli sono diventati, per alcune realtà aziendali – spesso multinazionali ma non solo – un vero e proprio format. Sono i “family day” o open day che dir si voglia. Lo scopo? Sicuramente, prima di tutto, mostrare l’ambiente di lavoro “dei grandi” ai più piccoli. «L’obiettivo di un family day è quello di far conoscere ai bambini la realtà lavorativa dei propri genitori, stimolarli a condividere la loro personale visione dell’azienda e del lavoro di mamma e papà e creare un momento di complicità e di gioco che possa unire e coinvolgere l’intera famiglia» afferma Federica Zagari, direttore amministrativo di KikolleLab, una realtà polifunzionale di Milano tutta dedicata ai più piccoli, che organizza laboratori ed eventi per i bimbi e sotto la guida di Beatrice Barbieri anche eventi aziendali con i bambini. Tanti i modi e i luoghi per declinare il cosiddetto family day, dall’evento organizzato direttamente in azienda a quelli pensati per festeggiare insieme le ricorrenze più classiche, come Natale e ultimamente anche Halloween. «Quando l’evento aziendale è legato a una ricorrenza particolare, la location scelta può essere anche un albergo o un altro luogo. Anche se l’evento aziendale ha uno scopo benefico (raccogliere i fondi per

una realtà non a scopro di lucro) dove sono coinvolti i bambini, allora è possibile che la location prescelta sia un bar, un ristorante e, nella bella stagione, un parco o un giardino pubblico» spiega Federica Zagari. RSVP, BAMBINI! L’insolito binomio azienda e bambini (molto più raro in Italia che altrove) non prevede solo il cosiddetto family day. Le aziende, infatti, potrebbero proporre eventi “per bambini” anche ai clienti con figli. Non per tutti, però: solitamente sono pensati per clienti importanti e stakeholder e sono perlopiù richiesti dalle maison di moda. «Sono di solito le grandi firme del fashion a richiederci di organizzare eventi per i figli dei loro clienti più importanti, prediligendo location prestigiose legate alla cultura. Per esempio, tra gli altri, per Hérmes abbiamo organizzato un evento di questo tipo al Gam (Galleria d’arte moderna, ndr) di Milano. In questi casi ci può venire richiesto di allestire un’area dove i bambini vengono lasciati a giocare mentre gli adulti sono impegnati (servono però molte procedure per ottenere i permessi, trattandosi di minori) oppure più spesso di organizzare veri e propri laboratori e attività che coinvolgano bambini e genitori» sottolinea Federica Zagari.

FEDERICA ZAGARI, direttore amministrativo di KikolleLab «L’obiettivo di un family day è quello di far

conoscere ai bambini la realtà lavorativa dei propri genitori, stimolarli a condividere la loro personale visione dell’azienda e del lavoro di mamma e papà e creare un momento di complicità e di gioco che possa unire e coinvolgere l’intera famiglia»

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EMANUELE DAVENIA, amministratore di Kids Animazione

«L’approccio giusto prevede un briefing con l’azienda e la creazione di un evento ad hoc. A meno che non si tratti di settori Vm18 (come il tabacco, per esempio) si dovrebbe creare un evento che parli dell’azienda, che riesca a comunicare tutto quello che l’azienda fa»

EVENTI PER I PIÙ PICCOLI, O NON SOLO? Family day, open day e in generale eventi aziendali che prevedano il coinvolgimento dei figli non servono solo a mostrare l’ambiente lavorativo dei genitori, ma anche (o soprattutto) a coinvolgere i dipendenti per farli sentire una grande famiglia. «Qualunque evento che coinvolga i bambini di un nucleo familiare rende felici e appaga le famiglie e le fa sentire parte integrante dell’azienda, che si occupa attraverso l’evento del benessere e del wellbeing dei propri dipendenti, i quali riconoscere una dimensione oltre la performance aziendale. Un’azienda che si “occupa” e preoccupa anche dei bambini, è un’azienda che viene percepita da chi ci lavora come attenta a certi valori e non solo ai risultati. In ultima analisi si può anche verificare un effetto positivo sulle performance aziendali perché chi lavora per l’azienda lo fa meglio e con maggiore coinvolgimento» conclude Federica Zagari. «Portare il proprio figlio all’interno del posto di lavoro è un esperienza che fa bene al bambino, perché è curioso di sapere cosa fanno mamma e papà nei loro uffici, e fa bene anche ai dipendenti che passano una giornata con i propri bambini. Inoltre permette di conoscere meglio i propri colleghi e di parlarsi, per un giorno, alla pari: non più da marketing a produzione, non più da responsabile a capo, ma da genitore a genitore. Questo impatta, senza dubbio, l’ambiente e i rapporti delle persone anche finito l’evento» spiega Emanuele Davenia, amministratore di Kids Animazione, agenzia di Roma specializzata in eventi per bambini.

PER GIOCO O PER DAVVERO Scegliere le attività da proporre, durante un family day è fondamentale. Se state infatti pensando a qualche soluzione “faida-te” come “truccambimbi”, giochi per bambini, spettacolini, potreste sbagliare strada. «L’approccio giusto prevede un briefing con l’azienda – puntualizza Davenia – e la creazione di un evento ad hoc. A meno che non si tratti di settori Vm18 (come il tabacco, per esempio) si dovrebbe creare un evento che parli dell’azienda, che riesca a comunicare tutto quello che l’azienda fa. Per esempio, tra i nostri clienti del settore budget e controllo finanziario organizziamo eventi dove il bambino deve gestire un budget, pagare l’ingresso alle attività e far rimanere qualcosa per comprarsi il regalino finale. Nel settore auto organizziamo eventi con simulatori di guida e attività di educazione stradale, segnaletica e così via. Per le aziende che vendono mobili saranno i bambini a “vendere” i mobili ai genitori e trasportarli fino a casa del “cliente” e infine nel settore tecnologico organizziamo un’attività di programmazione per i bimbi, con esperimenti di elettronica e similari». INCENTIVAZIONE 0-12 Sono tanti gli aspetti che fanno di un evento aziendale un vero e proprio strumento del programma di incentivazione, al pari di un team building o di una convention. «In Italia il family day non è una costante, non è la normalità. Crediamo però che, nel giro di pochi anni, molte aziende cominceranno a capire bene i vantaggi dell’evento. Per questo, tutte le aziende che hanno organizzato un open day familiare con noi tendono a ripeterlo anno dopo anno, ampliandone il programma e aumentandone il budget» conclude Emanuele Davenia.

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HOT TOPICS blogsurfing

L’hotel più vecchio del mondo Ha più di 1.300 anni e si trova in Giappone, all’ombra del sacro monte Fuji. Ecco l’hotel entrato nel Guinness dei primati per la sua longevità e come è raccontato sul web ALESSANDRA BOIARDI

In questo Blogsurfing abbiamo preso spunto da diversi articoli, tra cui quello pubblicato su Fortune, http://fortune. com/2016/01/26/oldest-hotel-keiunkan/

C’

è un Guinness dei primati un po’ per tutto e, di certo, non poteva mancare quello del più vecchio hotel del mondo. Sicuramente sono diverse le strutture alberghiere che vantano tradizioni secolari e ambirebbero a tale primato, ma è sicuro che sarebbe molto difficile “battere” un albergo termale giapponese che – incredibile ma vero – è stato fondato nel 705 D.C. (quello che in Giappone viene identificato come secondo anno dell’era Keiun). L’albergo, che si trova per l’appunto in Giappone e dal 2011 è entrato nei Guinness dei primati proprio per la sua “longevità” si chiama Koshu Nishiyama e fu fondato più di 1.300 anni fa da tale Fujiwara Mahito, che lo costruì su una sorgente termale che ancora oggi sgorga e costituisce la maggiore attrattiva dell’albergo. Il padre di Mahito faceva parte del seguito dell’im-

peratore Tenji, informazione che abbiamo appreso navigando sul web incuriositi da un video di youtube che presenta la struttura e approdando su un articolo online del britannico Daily Mail che ne ripercorre la storia. Un “dettaglio” ovvio ma necessario – altrimenti non farebbe parte del Guinness – l’hotel è ancora in funzione. Ma non vi diremmo tutto se non sottolineassimo l’altro fatto “sensazionale” della vicenda, e cioè che il Koshu Nishiyama è stato sempre gestito dalla stessa famiglia, per ben 52 generazioni. La posizione dell’hotel non è certo quella che definiremmo strategica: da Tokyo, per esempio, si impiegano diverse ore. Questo perché l’hotel si trova tra le montagne della regione Kai, in un luogo suggestivo per imponenza ma piuttosto isolato. Insomma, bisogna proprio volerci andare. Ma pare ne valga la pena. Punto primo perché è già piaciuto a tante personalità di spicco che nel corso della sua lunga storia lo hanno frequentato, o almeno così si dice: samurai, militari, politici, uomini di cultura. E poi, molto più pragmaticamente, siamo andati a vedere i commenti di Tripadvisor, tutti molto entusiasti. Certo deve piacere il genere. Non tanto l’aspetto termale – quello piace a quasi tutti – ma l’idea di giungervi per fare escursioni immersi nella natura, soprattutto quelle sul monte Fuji, che l’hotel commercializza. La “mitica” montagna si trova infatti nello stesso distretto dell’albergo ed è raggiungibile piuttosto facilmente. Cosa assai curiosa, che abbiamo scovato continuando la nostra navigazione alla ricerca di informazioni e approdando sul sito ufficiale dell’hotel, è una specie di postilla che specifica che, anche se la struttura è ideale per organizzare un’escursione sul monte Fuji, lo stesso non è visibile dall’albergo. Insomma, non c’è che dire: la ricetta della longevità di questo albergo deve passare anche per la massima trasparenza con la propria clientela. Anche Fortune ha notato qualche cosa di “strano” sul sito dell’albergo, stupendosi – come si legge in un articolo – che sul sito internet dell’hotel stesso non ci sia molto sulla sua storia. A dire: perché non approfittare un po’ di più del Guinness nella comunicazione? Non sappiamo, ma si può insegnare il mestiere a un hotel di oltre 1.300 anni?

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BEST WESTERN PREMIER BHR TREVISO HOTEL

molto di più di un Centro Congressi

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BHR TREVISO HOTEL: un hotel su misura

una moderna struttura 4 stelle Superior alle porte ella città, a soli 2 km dall’Aeroporto Canova di Treviso e a 20 minuti dal Marco Polo di Venezia. Con le sue 133 camere e 13 sale modulabili, in grado di ospitare oltre 1300 persone, è diventato oggi il punto di riferimento dei grandi eventi congressuali dell’entroterra veneziano e fra le più prestigiose location del Nordest.

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Post congress nelle MIGLIORI LOCAT TION

Grazie alla professionalità, all’impegno di tutto to lo staff e alla consolidata esperienza nell’organ nizzazione di grandi eventi con BHR Treviso Hotel è possibile organizzare esclusivi post congress e incentive, con indimenticabili momenti conviviali da trascorrere nelle migliori dimore storiche del territorio, per vivere la tipica accoglienza veneta all’interno di antichi palazzi, ville venete e musei cittadini.

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TREVISO: il giardino di Venezia e polo dell’attività congressuale

BES ST WESTERN PREMIER BHR TREVISO HOTEL, grazie alla posizione strategica, rispetto a Venezia, Padova e Vicenza, permette di raggiungere rapidamente i principali centri e le più note località turistiche del Nordest. Anche per questo, e non solo, aziende, associazioni e organizzatori di eventi continuano a scegliere i nostri servizi, coniugando perfettamente l’attività congressuale alla scoperta del territorio.

BEST WESTERN PREMIER BHR TREVISO HOTEL Via Postumia Castellana, 2 | 31055 Quinto di Treviso (TV) Tel +39 0422 3730 | email events@bassohotels.it www.bhrtrevisohotel.com

Associato a


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ALESSANDRA BOIARDI

TRE NUOVI LEADING HOTELS OF THE WORLD IN ITALIA

ANTICO E MODERNO IN UN ANGOLO DI PARADISO

La storia del Casale La Colombara inizia tra il 1400 e 1500, a cui infatti risale la parte più antica della tenuta: nato come antico cascinale, negli anni si è trasformato coniugando perfettamente la commistione tra un complesso dai servizi moderni e all’avanguardia perfettamente inglobati nel fascino storico e in quell’anima vagamente rustica che è sempre stato desiderio venisse rispettata. A fare da cornice ai due ampi spazi interni, adibiti per convention o cene di gala, sono gli ampi giardini, il laghetto, l’elegante piscina riscaldata ospitata all’interno della barchessa, la fornace originale trasformata in moderna

griglia argentina, la terrazza panoramica e numerose altre facility. La tenuta si arricchisce inoltre del contesto in cui è calata: una meravigliosa oasi nascosta nel verde, alle porte di uno dei borghi storici più belli che l’Emilia Romagna possieda, Castell’Arquato. Un invito quindi a visitare questa location esclusiva, luogo ideale dove poter organizzare ogni tipo di evento privato o istituzionale che unisce il prestigioso heritage alla comodità di un casale strategicamente collegato ai maggiori centri urbani del Nord Italia e facilmente raggiungibile grazie alle principali reti di collegamento.

Tre new entry italiane per l’ambita rete di alberghi di lusso The Leading Hotels of the World, due toscane e una in Sicilia. A Firenze, Villa Cora, una dimora ottocentesca ospitata in una nobile tenuta immersa in un parco secolare affacciato sul Giardino di Boboli. La villa ospita 46 eleganti camere e suite: ogni piano riflette uno stile particolare: dell’Imperatrice Eugenia – amante delle rose – orientale e dell’America degli anni Cinquanta. L’altro ingresso toscano è il Baglioni Hotel Cala del Porto, a Punta Ala, elegante albergo dalla tipica ospitalità italiana che dispone di 37 camere decorate nel tradizionale stile toscano. La maggior parte di esse dispone di balconi privati che si affacciano sulla Marina di Punta Ala, sul giardino o sulla piscina a forma di otto immersa tra i pini e la terracotta locale. A Taormina entra nel network The Ashbee Hotel, ospitato in una villa siciliana del XX secolo recentemente restaurata, a pochi passi dalla via principale e dalle boutique eleganti della città.

L’ARTE DI PETER BLAKE AL MANDARIN ORIENTAL HYDE PARK Si dibatte spesso su come fare a vivere in città più belle e meno grigie. Dopo lo sdoganamento della street art, che da arte proibita e minore sta diventando un’espressione artistica sempre più apprezzata, ecco un’iniziativa che coinvolge il mondo dell’hotellerie e che piacerà agli amanti dell’arte e non solo. Mandarin Oriental Hotel Group ha commissionato a Peter Blake, il celebre artista inglese ed esponente di spicco della Pop Art, un collage che ha il compito di coprire la facciata del Mandarin Oriental Hyde Park, London durante una fase del restauro previsto per la struttura. Il collage si intitola Our Fans ed è immenso: per intenderci ha le dimensioni di 38 autobus a due piani (le sue misure esatte sono 70,7 metri di larghezza per 24,88 metri di altezza) e pesa oltre mille chilogrammi. L’opera rap-

presenta cento volti noti, clienti abituali del Mandarin Oriental Hyde Park, London e fan del gruppo in tutto il mondo. «Alcune delle mie prime opere sono collage ricchi di persone; questa nuova opera ricorda l’album del 1967 dei Beatles Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band» ha affermato Peter Blake, che firmò la copertina del celebre album del quartetto di Liverpool. «Realizzare quest’opera è stato molto diverso rispetto alle mie esperienze passate – ha continuato Blake –, un collage è un’opera laboriosa che richiede molto tempo, ma questa volta la vera impresa è stata comporre insieme le figure facendo in modo che a nessuno mancasse una spalla o una gamba. È un bellissimo progetto, spero che le persone che si troveranno a passare nei paraggi cercheranno di indovinare i nomi delle celebrità sopra di loro».

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I N T E R N A T I O N A L

ALL FOR YOUR MEETINGS

A ROMA RIAPRE L’HOTEL MIDAS Si riaccendono le luci della ribalta per l’Hotel Midas Roma, che ha riaperto lo scorso dicembre sotto la direzione di Filippo Musu-

FROM M TO Z AND BEYOND

meci, a capo del nuovo staff. Dopo una breve pausa seguita all’uscita di scena del Gruppo Nh, l’albergo prosegue così nel solco della sua lunga esperienza congressuale e, forte dei suoi spazi polivalenti, si rifà il look: dalle tre sale ristorante alle 251 camere, dalle 12 sale congressuali con capacità massima fino a mille posti agli spazi esterni, inclusa la piscina da 25 metri. Situato nel quartiere Aurelio di Roma, cuore pulsante dell’hotellerie romana a vocazione Mice, l’hotel mette a disposizione dei clienti business anche un servizio chaffeur personalizzabile. Entro la fine di quest’anno è prevista inoltre la realizzazione dell’executive floor e dell’area benessere. A pochi giorni dall’apertura, l’Hotel Midas Roma può vantare eventi business internazionali confermati per il 2017 e 2018.

C O N G R ES SE

TI N G S S A N D M EE

A V EL IN C EN TI V E TR

VERDURA RESORT ENTRA IN EUROPEAN TOUR PROPERTIES

A SS O C IA TI

Sir Rocco Forte, fondatore e presidente di Rocco Forte Hotels e Keith Pelley, direttore operativo dell’European Tour

Verdura Resort entra nell’esclusivo network delle European Tour Properties. Il lussuoso resort della Rocco Forte Hotels è la seconda location italiana di alto profilo a entrare nel prestigioso gruppo in veste di European Tour Destination, dopo il Marco Simone Golf & Country Club, dove si giocherà la Ryder Cup nel 2022. Inaugurato nel 2009 a Sciacca, in provincia di Agrigento, per volontà di Sir Rocco Forte, il resort dal 18 al 21 maggio ospiterà il The Rocco Forte Open – Verdura, tappa italiana dell’European Tour, cinque anni dopo il Sicilian Open del 2012. Il resort si sviluppa su 230 ettari di tradizionale paesaggio siciliano, bagnato dalle acque turchesi del Mediterraneo e offre due spettacolari campi da golf da campionato a 18 buche – East Course e West Course – più un campoa nove buche par-3. Sir Rocco Forte, fondatore e presidente della Rocco Forte Hotels ha dichiarato: «Entrare nel network esclusivo delle European Tour Properties è un privilegio e identifica il Verdura Resort come una delle principali destinazioni di golf in Europa. Sui nostri campi si misurano regolarmente molti tra i più prestigiosi nomi del golf europeo e l’ingresso in questo network esclusivo è un’ulteriore conferma degli enormi progressi fatti in questi anni dal Verdura».

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IHF CERCA NUOVI HOTEL «Il nostro obiettivo per il 2017 è quello di continuare a crescere ampliando la rete con nuove realtà alberghiere che condividano il forte spirito italiano di accoglienza che da sempre ci contraddistingue» afferma Emanuele A. Bonotto, presidente e co-founder di Ihf. La rete Ihf, formata oggi da sette albergatori, punta non solo sull’esperienza del cliente in hotel, ma più in generale sulla destinazione: ospitalità, ma anche consigli su gastronomia, shopping, artigianato, sport, itinerari e tutte le attività principali che ruotano attorno agli alberghi. «Naturalmente puntiamo ad ottimizzare il revenue delle nostre strutture alberghiere» aggiunge Emanuele Bonotto. «Oggi non è semplice proporsi sul mercato e siamo convinti che il nostro continuo confronto e supporto reciproco di collaborazione e condivisione, ci aiuti a restare aggiornati e vincenti sul mercato». L’adesione alla rete comporta, tra l’altro, un sito web dedicato, comunicati stampa periodici, rassegna stampa, mailing condivisa, pubblicità nazionale con una campagna dedicata e così via.Attualmente le strutture presenti all’interno della rete Ihf sono a Cagliari, a Desenzano del Garda (Bs), a Gabicce Mare (Pu), a Lignano Sabbiadoro (Ud), a Merone (Co), a Siena e a Norcia (Pg).

AFFILIATA A HOTEL2GUEST LA TENUTA SANTI GIACOMO E FILIPPO Nuova affiliazione per Hotel2Guest, il brand del gruppo Sicaniasc hospitality che offre servizi di management alberghiero. La new entry è la Tenuta Santi Giacomo e Filippo, situata nel cuore del Montefeltro, a dieci chilometri da Urbino e a venti dalla costa marchigiana. La tenuta è immersa in un’oasi naturale protetta, risultato del recupero in bio-edilizia di un antico borgo rurale tipico delle Marche. Il restauro conservativo ha permesso di riportare alla luce gli antichi edifici, compresa una suggestiva abbazia del XIV secolo, tutt’ora consacrata al culto. Nei 360 ettari della tenuta si trovano l’Urbino Resort, la spa e il centro benessere, il ristorante Urbino dei Laghi, il centro equestre Urbino Horses e l’azienda agricola con annessa cantina a produzione biologica. L’hotel, Urbino Resort, si compone di 22 camere e 11 suite apartment, ospitati in sei antichi edifici rurali padronali. Tra le strutture Hotel2Guest anche il Lido Palace e il Du Lac et Du Parc Grand Resort di Riva del Garda, il Du Parc Contemporary Suite di Torino e Il Relais Palazzo Viviani di Montegridolfo.

TUTTO NUOVO AL GRAND HOTEL PIANETA MARATEA

L’affaccio sul golfo di Policastro, la vicinanza al centro storico di Maratea, la collina del Cristo Redentore. Siamo in Basilicata, al Grand Hotel Pianeta Maratera Resort, una location meravigliosa che il Mice può apprezzare per i suoi ampi spazi indoor e outdoor. Una ristrutturazione, in due anni, ha riguardato il rifacimento parziale di tutte le camere, di alcune parti comuni e dell’area congressuale. Le sei sale meeting da dieci a cinquencento partecipanti, possono godere di luce naturale e sono attrezzate con le più moderne dotazioni tecnologiche, al fine di offrire il meglio in termini di qualità audio/video. Una vision nuova è il risultato di un cambio manageriale che vede alla direzione Gian Marco Russo (nella foto) che, dopo un lungo periodo in Hilton specializzandosi nel Mice e un’esperienze pluriennale in Msc Crociere, ha diretto alberghi a Santa Margherita Ligure e in Penisola Sorrentina. «La nostra area congressuale insieme ai nostri funzionali spazi esterni e uno staff qualificato permettono agli organizzatori di eventi e di incentive di trovare la giusta dimensione in una località ad alta attrattiva turistica, con la possibilità di scegliere tra tante escursioni – tra le quali Matera città della cultura e la Certosa di Padula – e attività ludico-sportive, come il rafting, il trekking, il kayak e il parapendio».

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PULLMAN TIMI AMA SARDEGNA PREMIATO Sono nove i riconoscimenti collezionati dal Pullman Timi Ama Sardegna nel 2016. Ultimo premio in ordine cronologico è il World’s Leading Island Resort ricevuto dal resort di Villasimius del gruppo AccorHotels per il sesto anno consecutivo ai World Travel Awards. Al riconoscimento globale si affiancano i premi raccolti a livello europeo ai World Travel Awards Europe 2016 dello scorso settembre, dove il resort in provincia di Cagliari è stato premiato come Europe’s Leading Hotel & Spa e Europe’s Leading Island Resort. A novembre i Trivago Awards hanno decretato il resort sardo Miglior cinque stelle in Sardegna. E nel solo mese di ottobre il Pullman Timi Ama aveva già raggiunto tre importanti traguardi in campo internazionale: Country Winner nella categoria Luxury Thalasso & Spa Resort ai World Luxury Hotel Awards, che sigillano i migliori hotel della categoria lusso a livello globale, continentale e nazionale; Family Resort a livello europeo agli Haute Grandeur Global Hotel Awards; Signum Virtutis nella categoria Hotel & Resort ai Seven Stars Luxury Hospitality and Lifestyle Awards per la quarta volta consecutiva. Il riconoscimento identifica a livello globale le eccellenze per l’ospitalità di lusso, premiando solo le strutture ricettive più esclusive. Completano il palmarès due certificati TripAdvisor: il primo di Eccellenza sia per il resort sia per il ristorante interno I Ginepri, il secondo di Eco Leader, livello bronzo, che riconosce le strutture alberghiere impegnate nella sostenibilità ambientale.

FOUR SEASONS SULLA NEVE IN FRANCIA Aprirà per la stagione invernale 2018 il primo Four Seasons in una stazione sciistica europea. Si chiamerà Four Seasons Hotel Megève e sarà situato tra le cime innevate della catena alpina dell’Alta Savoia, in Francia. Oltre all’hotel, il progetto prevede anche la riqualificazione di una collezione di chalet tradizionali nel cuore del paese medievale di Mont d’Arbois, gli Chalet du Mont d’Arbois, Megève, A Four Seasons Hotel. L’hotel sarà strategicamente collocato a settanta chilometri dall’aeroporto internazionale di Ginevra e offrirà 55 camere e suite. Megève è una destinazione sciistica ricercata, dove è possibile praticare diversi sport e attività sulla neve oltre allo sci, come l’heli-ski, lo sled dog, le ciaspolate, lo sci di fondo, e che in primavera si trasforma in una meta apprezzata per la sua natura. Four Seasons durante la bella stagione gestirà anche il circuito di golf da 18 buche Golf du Mont D’Arbois progettato da Sir Henry Cotton, tre volte campione ai British Open.

ROMA: UN’EPOCA DI AFFRESCHI AL GRAND HOTEL PALACE Un grande convito in villa, nel quale si muovono una serie di personaggi ben in vista dell’epoca, tra cui Marcello Piacentini – l’architetto che firmò i lavori di costruzione dell’hotel – e la moglie, il famoso pittore Felice Carena, l’architetto Gio Ponti e soprattutto Margherita Sarfatti, amante di Benito Mussolini, con la figlia Fiammetta, che fece parecchie pressioni su Cadorin per poter essere ritratta e passare all’immortalità. Raccontano un’epoca gli affreschi del Grand Hotel Palace di via via Veneto a Roma, un indirizzo che il Mice può apprezzare anche per quest’opera eseguita dal pittore veneto Guido Cadorin, che è stato celebrata il 24 novembre scorso proprio in quel salone che l’artista fu chiamato a decorare novanta anni fa. Per l’occasione Fabio Isman, giornalista e scrittore, ha raccontato degli affreschi, ispirati alla grande pittura veneta del ‘500 e del ‘700, ma anche una palese adesione all’ultimo Liberty, rappresentato da artisti come Mariano Fortuny, in Italia, o Gustav Klimt. Gli abiti, le pettinature, i gioielli indossati dai personaggi ritratti sono una finestra aperta sull’appassionante moda degli Anni 20. Il Grand Hotel Palace, gioiello architettonico progettato da Marcello Piacentini proprio negli Anni 20 e riportato all’antico splendore grazie alla creatività di Italo Rota, è oggi una struttura ricettiva di 87 camere su sette piani; al di sotto della struttura, un moderno centro congressi, con tre attrezzatissime sale meeting per una capienza complessiva di cento posti e il centro benessere Kami Spa.

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PALAZZO CARACCIOLO NAPOLI MGALLERY BY SOFITEL VINCE AGLI LTG EUROPEAN AWARDS

suoi ottocento anni di storia». Tra le novità di Palazzo Caracciolo del 2017 c’è una nuova sala meeting da duecento posti che verrà inaugurata proprio quest’anno, funzionale e alternativa al meraviglioso chio-

stro cinquecentesco dove è già possibile ambientare eventi in un contesto unico. L’offerta per il segmento Mice è completata da un attrezzato centro congressi composto da otto sale.

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Nuovo importante riconoscimento per Palazzo Caracciolo Napoli MGallery by Sofitel che ha vinto il premio come Luxury Design Hotel of the Year– Italy nel 2017 agli LTg European Awards. Il quattro stelle lusso, nel cuore della vecchia Napoli, si distingue per il suo design contemporaneo e le atmosfere che richiamano intatte un’epoca antica e tutta la sua storia lunga ottocento anni. I premi Ltg identificano i migliori alberghi in tutto il Continente con un criterio incentrato su innovazione, design, camere e servizi, gastronomia, tecnologia, sviluppo sostenibile, marketing, branding, soddisfazione dei dipendenti e posizione. Vinny Bindra, account manager Ltg European Awards, ha così commentato la premiazione di Palazzo Caracciolo: «Palazzo Caracciolo Napoli MGallery by Sofitel si è distinto secondo la giuria per il suo design di lusso e per l’impegno profuso a mantenere “vivi” i

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LA MODERNA ELEGANZA DELL’HOTEL ARTIS

Comfort, tecnologia e posizione strategica: un tris vincente per l’Hotel Artis di Roma, recente quattr stelle congressuale situato nei pressi di Cinecittà e ben collegato con il centro che propone agli organizzatori di eventi un efficiente centro congressi. Gli spazi congressuali si articolano in tre ampie sale riunioni molto flessibili grazie alla dotazione di pareti modulabili. La capienza massima del centro congressuale è di circa 130 persone e sono disponibili gratuitamente servizi internet wireless e un ampio parcheggio all’aperto. In particolare, la sala meeting Gentilini, la più spaziosa, che omaggia nel nome il pittore Franco Gentilini, occupa una superficie di novanta metri quadrati ed è dotata di luce naturale. L’hotel dispone inoltre di settanta camere progettate per rispondere, sia in termini di tecnologia sia per quanto riguarda il comfort, alle esigenze dei clienti più moderni, con un occhio di riguardo allo stile, moderno e funzionale, senza rinunciare all’eleganza. Il lounge bar dell’hotel è infine un luogo ideale dove è possibile rilassarsi, magari dopo un’intensa e lunga giornata di lavoro.

CENTURY PLAZA HOTEL DI LOS ANGELES IN FAIRMONT Il Century Plaza Hotel, situato nel cuore del quartiere Century City di Los Angeles, entra a fare parte del Fairomont Hotels & Resorts Group. Oggi l’albergo, inaugurato nel 1966 e già apprezzato da celebrities e personalità internazionali, compresi i presidenti statunitensi, è chiuso per un progetto di rinnovamento del valore di circa 2,5 miliardi di dollari, e la sua riapertura è prevista nel 2018. La ristrutturazione comprende il rifacimento di 394 camere e 63 residenze private nella torre storica, così come la costruzione di due nuove torri residenziali di 46 piani con 290 residenze di lusso, circa centomila metri quadrati di boutique e un parcheggio. La sua acquisizione da parte di AccorHotels, di cui Fairmont fa parte, segna un’ulteriore tappa nella strategia di sviluppo del gruppo nel segmento lusso nel Nord America, di cui fanno parte anche l’acquisizione dei marchi consociati Raffles e Swissôtel.

GRAND HOTEL MAJESTIC PREMIATO BEST FOR MEETINGS 2017 Condé Nast Johansens ha premiato il Grand Hotel Majestic di Bologna come “Best for Meetings” 2017 secondo l’autorevole collezione dei “Luxury Hotels and Spas - Uk, Europe and The Mediterranean”. «Il riconoscimento è il frutto di un lavoro costante e attento in direzione della qualità assoluta» ha affermato Tiberio Biondi, general manager del Grand Hotel Majestic già Baglioni. Diversi i punti di forza dell’hotel tra cui la posizione strategica, collocata nel cuore del capoluogo emiliano. E naturalmente i suoi spazi meeting: l’hotel vanta sette sale meeting di cui tre storiche in stile veneziano con cassettoni originali del XVI secolo, mentre le altre quattro sono di ultima generazione. La loro capacità massima è di 120 persone a platea e tutte sono illuminate con luce naturale. L’area meeting si raggiunge tramite una scala monumentale direttamente dalla hall fino al primo piano, dove si trovano le sale precedute da un grande foyer che con la imponente galleria è perfetta per ospitare coffee break. Ovunque il wi-fi è gratuito e tutti gli spazi congressuali sono dotati di tecnologie all’avanguardia. E tra le preziosità che rendono unico lo stile di questo hotel di lusso anche i suoi tesori artistici, come “Il Camerino d’Europa” dei fratelli Carracci. Tra gli spazi più unconventional per eventi e momenti di pausa, le belle terrazze di corte interne e, non ultime, le proposte gourmet da assaporare nell’esclusiva atmosfera del Ristorante I Carracci. L’hotel, elegante struttura anche per soggiorni incentive, rende possibile infine coinvolgere i partecipanti in tour organizzati alla scoperta di Bologna e della sempre apprezzatissima Motor Valley.

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Palace Hotel & Centro Congressi  Como Numero totale camere: 94 | Ristoranti: 3 | Posti: 250 | Sale meeting: 5 | Capienza sala maggiore: 150 posti | Capienza sala minore: 30 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 417 | Possibilità organizzazione post congress

Un hotel particolarmente adatto al turismo business e congressuale, il Palace Hotel di Como si distingue per servizi e spazi di prim’ordine, ma anche per il fascino del paesaggio nel quale è incastonato

Incanto sul lago SIMONA ZIN

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e parole “Lago di Como” fanno pensare subito a una cornice paesaggistica di grande impatto: e in un contesto da sogno si trova infatti il Palace Hotel, al quale il famoso lago lombardo conferisce un fascino particolare. Meta di uomini illustri – tra i quali Goethe, Foscolo e Shelley – che hanno scelto di soggiornare in questo paesaggio unico nel corso della loro vita, il Lago di Como è di sicuro il biglietto da visita migliore per il Palace Hotel, che si compone di due strutture: lo storico Palazzo Plinius, uno degli edifici più antichi della città, opera eclettica di fine Ottocento firmata da Federico Frigerio (artefice anche del celebre Tempio Voltiano), e l’ancora più antica Ala Pianella. Le 94 camere, ristrutturate

di recente, si distinguono per la tranquillità che vi regna: con la loro vista dall’alto, che abbraccia il lago e il centro storico di Como, sono vere e proprie oasi di privacy ed eleganza. L’hotel è decisamente business-oriented, grazie alle quattro sale congressi di ultima generazione, adatte a ogni tipo di evento, dai piccoli meeting alle riunioni di più ampie dimensioni, fino ai consigli di amministrazione e alle presentazioni aziendali. Altro spazio suggestivo è l’antico salone delle feste, la Sala Magna, impreziosito da specchi antichi e con vista impareggiabile sul lago. Situato sull’originale darsena dell’Ala Pianella e collegato internamente all’albergo, il ristorante Antica Darsena è un’altra chicca dell’hotel, con un’ampia scelta di specialità tipiche lariane e una carta dei vini quasi interamente lombarda; altro punto di ristoro è il Garden Bar Ceccato, il famoso chiosco in stile Liberty totalmente immerso nel verde del giardino, con terrazza privata che si affaccia sull’antica darsena e sulla passeggiata lungolago. La struttura si trova, tra l’altro, a pochi passi dalle vie centrali della città, ricche di vetrine e negozi famosi per le loro sete, ma anche dai monumenti più celebri di Como. Non solo: ad appena un centinaio di metri si trova l’elegante Hotel Barchetta Excelsior con le sue 84 camere, sulle quali contare per eventi dai numeri un po’ più impegnativi. indirizzi a fine rivista

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Hotel Vis à Vis  Sestri Levante (Ge) Numero totale camere: 46 (di cui 3 junior suite) | Ristoranti: 2 (1 interno e 1 sul mare) | Posti: 200 | Sale meeting: 3 | Capienza sala maggiore: 160 | Capienza sala minore: 30 | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 120 | Possibilità organizzazione post congress

Sembra quasi una nave sulla terraferma, l’Hotel Vis a Vis di Sestri levante, per la sua conformazione strutturale e chi lo sceglie per un evento è sicuro di trovare altissima qualità negli spazi e nei servizi e una calorosa accoglienza

Benvenuti a bordo! SIMONA ZIN

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osizione centralissima e privilegiata, vista straordinaria e servizi di alto livello: sono solo alcuni dei plus dell’Hotel Vis a Vis di Sestri Levante, una location che per i suoi ponti, la piscina e le sue terrazze a picco sulla Riviera ricorda una nave, a bordo della quale qualsiasi evento si trasforma in successo. Questo leitmotiv che rimanda al mondo della crocieristica di lusso del secolo scorso, vissuto dal fondatore dell’hotel, Giacomo De Nicolai, è conservato ed espresso dalla terza generazione: Nicolò e Simona Mori e Paola Pittaluga. Uno staff giovane, sempre presente per seguire da vicino ogni attività ed evento ambientato nell’hotel e per soddisfare qualsiasi esigenza della clientela. Grazie all’impegno della direzione e di tutto il personale, la struttura ligure ha registrato risultati molto soddisfacenti nel 2016, visto il numero dei corsi, degli eventi e dei congressi ospitati nelle bellissime tre sale del suo centro congressi, che rappresenta un punto di riferimento nella zona: facilmente accessibile sia con un ascensore esterno sia da un passaggio

interno, vanta spazi versatili e polifunzionali, utilizzabili anche con luce naturale grazie alle ampie vetrate con vista sul parco. Ma sono anche altri gli ambienti dell’Hotel Vis a Vis che si prestano all’organizzazione di eventi di vario genere: la sala esposizioni, di 150 metri quadrati, è perfetta per ospitare mostre, mentre le aree interne ed esterne, come i ponti, la piscina con idromassaggio nel parco e il rigoglioso giardino, si adattano perfettamente all’organizzazione di cocktail, buffet e rinfreschi e di momenti conviviali in genere nell’ambito di un evento. Tra i plus dell’albergo ligure anche la sua collocazione, a pochi minuti di auto dall’uscita dell’autostrada, vicino alla stazione e a quaranta minuti dall’aeroporto di Genova e da quello di Pisa, con un sevizio shuttle a disposizione. Non sono mancati alla struttura anche premi e riconoscimenti, come quelli ai suoi ristoranti, che sono stati menzionati dalla guida Michelin tra i migliori a Sestri Levante: il Portobello, proprio sulla baia del Silenzio, e l’Olimpo con vetrate panoramiche su tutto il Golfo del Tigullio. Last but not least, anche il relax è di casa al Vis a Vis grazie al suo centro benessere Giunone Spa, per un’esperienza rigenerante dopo un impegno di lavoro. indirizzi a fine rivista

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Hilton Garden Inn Matera  Matera Numero totale camere: 125 | Ristoranti: 6 | Posti: 1.040 | Sale meeting: 5 | Capienza sala maggiore: 400 | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 200 | Possibilità organizzazione post congress

L’Hilton Garden Inn Matera è una moderna location congressuale inserita in un territorio affascinante, di grande interesse paesaggistico e culturale, meta ambita dalla clientela Mice italiana ed estera

Fascino internazionale SIMONA ZIN

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Matera convivono storia e contemporaneità, la prima nelle sue bellezze artistiche e paesaggistiche e la seconda in strutture come l’Hilton Garden Inn: situato all’interno di un parco di cinque ettari sulle colline lucane, a due passi dalle meraviglie della città dei Sassi (patrimonio dell’Unesco e designata Capitale Europea della Cultura 2019) e dagli altri tesori artistici locali, l’hotel è famoso per i suoi servizi di altissima qualità e per il suo centro congressi, costituito da cinque sale meeting con luce naturale, modernamente attrezzate e in grado di accogliere fino a settecento delegati. Oltre allo staff multilingue e alla traduzione simultanea, le dotazioni di supporto dell’area congressuale prevedono le più avanzate tecnologie per teleconferenze, proiezioni, amplificazioni, registrazioni e cabina regia; a disposizione degli organizzatori anche un elegante foyer con ampio spazio espositivo utilizzabile anche per coffee break e colazioni di lavoro. TRA GASTRONOMIA E BENESSERE Le tradizioni locali vivono anche nelle specialità gastronomiche proposte nei sei ristoranti dell’Hilton Garden Inn Matera, che, insieme,

ospitano oltre mille persone. La cucina lucana con i suoi gusti intensi e prelibati si caratterizza per la semplicità delle preparazioni e per la genuinità degli ingredienti. La cucina dell’Hgi Matera rispecchia questa tradizione, ma con quel tocco di maestria che le conferisce un gusto inimitabile. Tutte le pietanze sono l’espressione della creatività dello chef Giuseppe De Rosa, che propone piatti speciali e di sicuro impatto scenografico. Anche il benessere trova un’accogliente cornice nel Venus Spa Fitness Center, oasi di relax che unisce i benefici originali e rigeneranti della natura e la sapienza di tecniche antiche e moderne proposte da personale esperto, per regalare un’esperienza intensa di wellness e rigenerazione. Una sala fitness di ultima generazione con ampie vetrate panoramiche, una piscina interna e una piscina esterna con idromassaggio, la spa con zona umida, sauna, bagno turco, percorso di docce vitali, area relax e tre cabine per trattamenti estetici e massaggi, invitano gli ospiti ad abbandonarsi a un profondo rilassamento per ritrovare l’equilibrio tra mente e corpo. indirizzi a fine rivista

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Una Hotel Regina L Noicattaro (Ba) Numero totale camere: 100 | Ristoranti: 3 | Posti: 750 | Sale meeting: 12 | Capienza sala maggiore: 700 (platea) | Capienza sala minore: 5 | Saletta segreteria | mq di aree espositive: da 35 a 700 | Possibilità organizzazione post congress

A due passi da Bari e con dodici modernissime sale meeting, l’Una Hotel Regina offre alti standard di servizi alla clientela congressuale così come a quella leisure, il tutto unito allo charme di un territorio unico

Un resort Mice-oriented SIMONA ZIN

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e tradizioni di una terra affascinante come quella pugliese e uno spirito di iniziativa moderno convivono nell’Una Hotel Regina di Bari, una struttura che coniuga l’accoglienza più calorosa a servizi di alta qualità. In particolare, per la clientela congressuale l’hotel pugliese si distingue per spazi e soluzioni anche per eventi dai grandi numeri, che possono essere ospitati in 12 sale in grado di accogliere da cinque a settecento delegati, tutte con ingresso indipendente e dotate della tecnologia più moderna. Alcune sono illuminate da luce naturale e lo staff di professionisti e di esperti operatori del settore eventi è a completa disposizione. L’organizzazione di grandi eventi è agevolata non solo dagli spazi del centro congressi, ma anche dalla vicinanza all’aeroporto e al centro di Bari, oltre che dall’ampio parcheggio interno gratuito, che può ospitare fino a 250 autovetture e quattro autocarri e che facilita – e non poco – la logistica in caso di partecipanti numerosi. Altri spazi utilizzabili sono i comodi foyer, che consentono di organizzare in contemporanea rinfreschi e coffee break e di ospitare

tutti i servizi di accoglienza e segreteria. Gli eventi trovano spazio anche all’aperto, grazie alle ampie aree esterne che permettono l’allestimento di cocktail, esposizioni e attività outdoor come i team building. L’hotel ricorda nella sua architettura un antico borgo pugliese e vanta al suo interno contesti nuovi, come la spa, che con i suoi cinquecento metri quadrati di area umida è stata realizzata in pietra e parzialmente sviluppata all’interno di tre tradizionali trulli. Il meglio della ristorazione locale e internazionale viene proposta in tre sale ristorante tutte utilizzabili e modulabili ad hoc anche nell’ambito di eventi. Data la sua collocazione, l’Una Hotel Regina di Bari offre agli ospiti l’opportunità di poter visitare le più importanti attrazioni della zona: il centro storico della città e la sua cattedrale, il castello svevo, la cattedrale di Ruvo, Castel del Monte, la cattedrale di Trani sul mare, le scogliere e il centro storico di Polignano, la Valle d’Itria e i suoi Trulli e le scenografiche Grotte di Castellana. indirizzi a fine rivista

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Palazzo Colonna Galleria del Cardinale Roma Sale meeting: 3 | Capienza sala maggiore: 300 persone |mq di aree espositive: 200 | Sala banchetti interna | Possibilità organizzazione post congress

Nel centro di Roma uno spazio straordinario all’interno di uno dei palazzi più importanti della capitale, una residenza storica perfetta per ospitare cene di gala, ricevimenti privati e qualsiasi tipo di evento: è la Galleria del Cardinale

Il fascino della storia SABRINA PIACENZA

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l fascino e l’eleganza delle atmosfere di una prestigiosa dimora storica, la versatilità di uno spazio capace di trasformarsi per far fronte a diverse esigenze e modalità di organizzazione: la Galleria del Cardinale accoglie i propri ospiti e li conduce in un viaggio nel tempo e nella storia del Palazzo Colonna, uno dei più prestigiosi di Roma. Costruito a partire dal 1300 e oggetto di numerose trasformazioni fino al 1700, il palazzo è stato abitato da diverse generazioni della blasonata famiglia Colonna, protagonista nello scorrere dei secoli della storia della Ca-

pitale. Nello specifico la Galleria Colonna, con i suoi affreschi e le sue statue di diversi stili ed epoche, venne edificata per volere del Cardinale Girolamo II Colonna e proseguita dal nipote, Gran Connestabile Lorenzo Onofrio. Alla Galleria si accede da via della Pilotta, situata a pochi passi da piazza Venezia, e quello che un tempo era un ambiente privato destinato all’Archivio della famiglia Colonna è oggi uno spazio funzionale e flessibile che permette di dar vita a eventi unici: dalle mostre ai congressi, dai convegni alle sfilate di moda o alle cene di gala. Momenti esclusivi per un numero ridotto di ospiti o grandi ricevimenti anche per quattrocento invitati, che trovano posto nei cinquecento metri quadrati dello spazio suddiviso in tre grandi sale che si affacciano sul Ninfeo del palazzo. Per aggiungere un ulteriore tocco di magia all’evento, è possibile ususfruire del bellissimo Giardino Monumentale di Palazzo Colonna, uno dei rari esempi di giardino pensile romano ancora oggi accessibile. Per completare un servizio impeccabile, combinando la raffinatezza dell’atmosfera alla qualità dell’offerta gastronomica, la Galleria del Cardinale si affida a Relais le Jardin, la prestigiosa società di catering e banqueting che firma i principali eventi che si tengono in questa location davvero straordinaria. indirizzi a fine rivista

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SITE INSPECTION location per eventi

Molto più di un parco, di un luogo del sapere, di una location per eventi: Radicepura è passione vera per l’ambiente e per la bellezza, un contenitore ricco di idee e progetti, uno dei parchi botanici più importanti d’Europa, che ha ospitato eventi di altissimo livello

Destinazione natura SABRINA PIACENZA

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asce tutto dall’amore, quello per la natura che la famiglia Faro “coltiva” da più di cinquant’anni. Una passione inarrestabile, alimentata continuamente, fatta crescere in molte direzioni con l’obiettivo di condividere il bello e renderlo accessibile a tutti. Oggi i vivai Faro sono conosciuti in tutto il mondo e anche grazie a questo successo il progetto Radicepura è potuto diventare realtà. Un luogo straordinario, uno spazio polifunzionale che si incastona nella terra di Sicilia, a Giarre, tra l’Etna e il Mar Jonio, un parco nato dal sogno di un uomo, Venerando Faro, che oggi è un punto di riferimento per il turismo congressuale, ma anche un centro di eccellenza per ricercatori, paesaggisti,

operatori del verde e appassionati. In un ambiente straordinario di cinque ettari, oltre tremila specie di piante, alcune rarissime, fanno da quinta scenica a convention aziendali, congressi internazionali, visite guidate o eventi specificatamente dedicati al Mice. Una location perfetta per ospitare appuntamenti culturali di estrema qualità come la prima edizione del Garden Festival del Mediterraneo che per sei mesi – dal 21 aprile al 21 ottobre 2017 – celebrerà, proprio nel Parco Botanico della Fondazione Radicepura, il ruolo del giardino dal punto di vista estetico-culturale ma anche come luogo ideale per contemplare la bellezza. Quattro garden designer di fama mondiale (Michel Péna, Stefano Passerotti, James Basson, Kamelia Zaal) e sei giovani paesaggisti, selezionati tramite un bando internazionale, daranno vita a quattordici giardini realizzati appositamente con le piante più originali coltivate proprio nel vivaio. Il festival, che è il primo evento internazionale dedicato al garden design e all’architettura del paesaggio del Mediterraneo, ha l’obiettivo di mettere in mostra l’arte del paesaggio attraverso la presenza di grandi professionisti del paesaggismo, dell’arte e dell’architettura provenienti da tutto il mondo. Durante il festival, inoltre, un fitto calendario di appuntamenti e incontri consentirà di approfondire attraverso workshop, conversazioni e passeggiate gli interessanti temi proposti nella manifestazione. Organizzare un evento in concomitanza con il festival, dunque, significa poter vivere un’esperienza diversa all’interno di Radicepura, sfruttando in sinergia il ricco calendario della manifestazione. indirizzi a fine rivista

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ALESSANDRA BOIARDI

RAMÓN ARAGONÉS NUOVO AD DI NH HOTEL GROUP Ramón Aragonés è il nuovo amministratore delegato di Nh Hotel Group. Il nuovo Ceo ha trascorso tutto il suo percorso professionale nel settore alberghiero: da giugno dello scorso anno è stato il maggiore responsabile della direzione esecutiva di Affari e Operazioni del gruppo, con la quale, oltre a dirigere le operazioni di quasi quattrocento hotel della compagnia, ha portato a termine il piano di riposizionamento del portafoglio, messo in moto la nuova strategia commerciale e di gestione delle entrate e fatto seguito all’espansione qualitativa del gruppo iniziata in Europa e in America. Il nuovo Ad è stato per quasi otto anni in Nh Hotel Group come executive director of business and operations, managing director of operations e director of operations in Spagna, Portogallo e Andorra. In precedenza ha svolto incarichi come general manager e director of operations per la catena Hesperia prima che questa fosse incorporata nel gruppo. Precedentemente, ha svolto il ruolo di general manager per dieci anni in Spagna, Belgio e Venezuela e si è occupato della direzione commerciale degli Stab Hotel.

ELODIE LACROIX È DIRECTOR OF BUSINESS DEVELOPMENT AL ROME CAVALIERI Cambio al vertice al Rome Cavalieri, Waldorf Astoria Hotels & Resorts, l’iconico hotel di lusso romano che nomina Elodie Lacroix come director of business development. Francese di nascita, Elodie Lacroix giunge a Roma direttamente da Parigi, dove è stata per due anni responsabile del sales e del marketing per Le Royal Monceau - Raffles Paris. Dinamismo e innovazione sono le due parole chiave del suo mandato presso il celebre hotel romano, il primo in Europa a entrare a far parte del prestigioso brand internazionale di alberghi extra lusso Waldorf Astoria Hotels & Resorts. Lacroix vanta una notevole esperienza nel settore dell’ospitalità di lusso, sviluppata nel marketing e nel sales di importanti compagnie, a partire da Accor Group per proseguire con il gruppo Arora e con la compagnia Jumeirah Hotels & Resorts, prima di consolidarsi in uno degli alberghi di lusso per antonomasia, Le Royal Monceau - Raffles Paris. «Siamo davvero molto felici di avere con noi Elodie, che porta con sé una importante esperienza nel settore dell’ospitalità di lusso. Sono certo che darà un rilevante valore aggiunto al già dinamicissimo team del sales e marketing del Rome Cavalieri, albergo emblematico del brand Waldorf Astoria in Europa» ha dichiarato il managing director dell’albergo Alessandro Cabella.

CLUB MED MEETING&EVENTS, NUOVA NOMINA PER DANIELE RUTIGLIANO

Daniele Rutigliano è stato nominato nuovo direttore vendite Europa del Sud della divisione business M&E di Club Med. Rutigliano avrà il compito di sviluppare nel breve periodo il business outbound e rafforzare in futuro l’inbound nell’area Mediterranea per intensificare la conoscenza globale di Club Med Meeting&Events. Nato nel 1981, si è formato nelle più importanti catene alberghiere internazionali come Hilton, Ihg Intercontinental Hotels Group e Baglioni Hotels. Approdato in Club Med nel giugno 2014 in qualità di responsabile commerciale per l’Italia della divisione Business, ha riorganizzato la strategia vendite della divisione attraverso un nuovo approccio commerciale basato sulla diversificazione, accelerazione della vendita “field”, rafforzando la relazione con i top player e assicurandosi lo sviluppo del nuovo business. A giugno 2016 è stato incaricato anche della gestione operativa della stessa divisione, con l’obiettivo di potere rafforzare le relazioni tra villaggi e direzione vendite nonché di proporre ai clienti un servizio “tout court”.

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L’esotico vicino Porquerolles e le altre due isole dell’arcipelago di Hyères, in Provenza, sono piccoli paradisi incontaminati, perfetti per incentive e team building dai piccoli numeri ma dal grande fascino SIMONA P.K. DAVIDDI

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ono chiamate anche Isole d’Oro, Porquerorolles, Port-Cros e Le Levant, i tre piccoli smeraldi – Porquerolles, la più grande, è lunga appena sette chilometri e larga tre – dell’arcipelago di Hyères, cittadina provenzale incastonata sulla costa mediterranea della Francia, tra Tolone e Saint Tropez, e il nome lo si deve probabilmente ai frammenti luccicanti che caratterizzano la sofficissima sabbia della maggior parte delle loro spiagge. Ma l’oro non è l’unico colore che sorprende visitando queste isole dove i veicoli a motore sono banditi: le gradazioni del mare, infatti, che toccano tutta la gamma degli azzurri e dei turchesi, con una trasparenza cristallina, lascia letteralmente a bocca aperta; e poi anche il verde intenso della folta vegetazione che borda le spiagge – e che è super protetta da rigidissime norme ambientali – affascina inesorabilmente. Minuscoli e curatissimi villaggi accolgono il Mice in strutture alberghiere dal sapore provenzale, con pergolati di glicine e buganvillee e camere luminose e solari, arredate con profusione di

celeste e giallo, mentre per i momenti conviviali la scelta gastronomica si avvale di diversi ristorantini, che sorprenderanno per il livello e la qualità delle proposte in menu, in grado di soddisfare sia gli amanti della carne sia chi predilige il pesce. Se l’accommodation sulle isole è solo per piccoli gruppi, i numeri si possono ingrandire facilmente (e a dismisura) abbinandole all’ancora poco conosciuta città di Hyères, dotata di strutture alberghiere a vocazione congressuale – c’è anche un casinò, per concludere le serate sfidando la fortuna – e meritevole assolutamente di una vi-

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sita sia per lo splendido centro storico medievale dal sapore provenzale – con viette strette bordate da edifici color pastello dominati dall’antichissima torre dei templari – sia per le architetture moderne di pregio come Villa Noailles, risalente agli Anni 20 e raggiungibile con una piacevole passeggiata attraverso un profumatissimo parco-giardino; non solo: appena fuori dalla città si incontra la suggestiva zona delle vecchie saline, strette tra due cordoni di sabbia e divenute riserva ornitologica con oltre duecento specie di volatili. PORQUEROLLES, TRA FAVOLA E MITO Una breve traversata a bordo di una barca-taxi porta dalla terraferma all’animato porticciolo di Porquerolles, regno di barche a vela e piccoli natanti. L’abitato, un gomitolo di viuzze pittoresche, si apre nella piazza principale, centro della vita sociale dei pochi abitanti dell’isola: se un lato, infatti, è occupato dalla sobria chiesetta, il centro della piazza è un enorme campo di petanque, il gioco delle bocce, sport amatissimo da queste parti e attività perfetta per un team building rilassato e aggregante. Ma la petanque si può anche solo guardare, magari seduti ai tavolini dei diversi ristoranti e bar che si affacciano sulla piazza e che consentono, per gran parte dell’anno,

di pranzare en plein air godendo del sole e del clima piacevole. Per il Mice attivo, l’isola si può girare in bicicletta, grazie ad affascinanti percorsi che si snodano tra boschi di eucalipti e macchia mediterranea, scegliendo di fermarsi per un bagno lungo le spiagge più belle – due per tutte: la plage d’Argent e la plage de Notre-Dame – e aggiungendo poi, all’ora dell’aperitivo, una sorprendente degustazione degli ottimi vini locali (il centro dell’isola è infatti coltivato a vigneti) presso il Domain Perzinsky, scenografica cantina immersa nel verde. Merita un cenno anche la storia recente dell’isola, avvolta da un alone di romanticismo fiabesco: se dall’epoca dei romani fino alla metà del Cinquecento il territorio fu dominio indiscusso dei pirati, dopo varie vicissitudini nel 1912, l’isola venne messa all’asta ad Antibes e acquistata da François Joseph Fournier – avventuriero di umili origini che aveva fatto fortuna in Messico – come dono di nozze per l’amatissima moglie Sylvia; trasferitosi sull’isola, sarà lui ad avviare la produzione vinicola e quella agricola, mentre la moglie aprirà un albergo, Mas di Langoustier, tuttora esistente e gestito dai discendenti (il resto dell’isola, invece, è tornato, dal 1971, di proprietà dello stato francese). SELVAGGE E INCONTAMINATE La barca a vela è sicuramente il modo migliore per raggiungere Port-Cros e Le Levant. Cuore del Parco Nazionale omonimo creato nel 1963, la prima è la più selvaggia delle tre, con bellissimi percorsi per trekking indimenticabili – rigorosamente a piedi –, accompagnati solo dal frinire delle cicale e da panorami mozzafiato. Le Levant, invece, è la più remota delle tre isole d’Oro ed è, dagli Anni 30, un incontaminato regno naturista. Un’ultima curiosità per il Mice intellettuale: il libro Il mio amico Maigret di George Simenon, che amava follemente le tre isole, è ambientato proprio a Porquerolles. indirizzi a fine rivista

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La formazione medica a misura d’uomo Sviluppare l’alleanza terapeutica tra medico e paziente, favorire il dialogo tra i professionisti e trasferire conoscenze in modo sempre più efficace: ecco la ricetta di Formedica per migliorare la qualità degli eventi medico-scientifici MATTEO ROCCA

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egli ultimi anni lo sviluppo della medicina è stato caratterizzato soprattutto dalle innovazioni nel campo tecnologico e digitale. Tutto ciò ha consentito di ottenere importanti vantaggi sia sul piano diagnostico sia su quello terapeutico. Nonostante gli innegabili progressi, tuttavia, questo tipo di focus ha spostato l’attenzione più sugli strumenti che sul paziente, con il rischio di perdere di vista il fattore umano e relazionale, assolutamente imprescindibile nel campo della sanità. Tradotto nella pratica dei congressi e degli eventi Ecm, ciò comporta la necessità di fare affidamento su partner non solo altamente qualificati, ma dotati di una chiara visione di AREA MEDICINA VIRTUALE 3D Una collaborazione con l’Avr Lab (Augmented Virtual Reality) del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, grazie a un protocollo esclusivo con l’Università del Salento.

ciò che la Sanità debba e possa essere. È questo il caso di Formedica, il cui impegno viene così sintetizzato dalle parole dei suoi fondatori, Rosario Gagliardi e Susanna Priore: «Formedica, nella sua attività e attraverso l’offerta dei suoi servizi, vuole contribuire al recupero di un equilibrio tra gli aspetti tecnologici e l’umanizzazione dei processi che premiano la centralità del paziente e delle persone impegnate nel mondo della Sanità. Per questo motivo cerchiamo sempre di promuovere modelli funzionali e sistemi di qualità per sviluppare le persone e migliorare i servizi di prevenzione e cura nell’ambito sanitario, facilitando il raggiungimento degli obiettivi dei nostri clienti, affiancandoli in ogni momento del percorso progettuale». Formedica prende molto seriamente la sua missione di contribuire attivamente al progresso del sistema sanitario nazionale attraverso la formazione e l’incontro dei saperi: «Offriamo soluzioni per favorire la messa in circolo di conoscenze, competenze e comportamenti. Collaboriamo con le aziende pubbliche e private nella valutazione del fabbisogno formativo e nella conseguente progettazione e realizzazione di piani integrati di aggiornamento del personale. Sperimentiamo nuove vie, dall’interattività alla simulazione, dall’utilizzo del web alla pratica operatoria diretta. Per noi la formazione è lo strumento per raggiungere l’eccellenza nella gestione della salute della persona affetta da malattia» concludono Gagliardi e Priore. indirizzi a fine rivista

AREA DEI LABORATORI PRATICI Una collaborazione ospedale-territorio, per trasferire al medico territoriale gli aspetti specialistici e tipici del modello ospedaliero, e allo specialista ospedaliero le esigenze pratiche, le dinamiche psico-sociali e concrete del territorio.

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AREA ASSOCIAZIONE PAZIENTI Le associazioni di pazienti assumono sempre più peso nel rapporto con il mondo medico-sanitario, sia dal punto di vista della difesa dei diritti sia per quanto concerne gli aspetti medici, terapeutici e assistenziali.

AREA SOCIAL MEDIA EVENT Blog, social network, forum e online health community sono realtà sempre più frequentate dai malati e dalle loro famiglie, prima ancora del parere specialistico di un medico. Questo fenomeno, difficile da arginare, rappresenta una rivoluzione copernicana nella dialettica medico-paziente. Va quindi gestito e governato in modo efficace.

AREA MEDICINA COMUNICAZIONALE Empowerment ed engagement del paziente; comunicazione efficace medico-paziente; medicina narrativa; laboratorio neurolinguistico; analisi transazionale. Strumenti che consentono di migliorare il rapporto medico paziente passando dalla cura della malattia alla cura della persona affetta da malattia.

Rosario Gagliardi, docente in Management Socio-Sanitario presso Unisalento, Lecce e presso l’Università la Sapienza, Roma; Susanna Priore, docente in Management Socio-Sanitario presso Unisalento, Lecce

AREA MANAGEMENT SANITARIO Negli ultimi anni sta diventando sempre più fondamentale la gestione delle patologie attraverso i Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (Pdta), che consentono di ottenere migliori risultati terapeutici riducendo i rischi e in alcuni casi anche i costi. Clinical governance, risk management, audit clinico e organizzazione sanitaria sono gli strumenti fondamentali per ottenere l’efficienza e l’efficacia dei percorsi di cura.

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ALESSANDRA BOIARDI

STUDIO ESSE ORGANIZZATORE UFFICIALE DI BEST BRANDS ITALIA 2016 Studio Esse anche quest’anno è stato sponsor e organizzatore ufficiale di Best Brands Italia, esclusivo gala di premiazione ideato da Serviceplan Group secondo la classifica delle migliori marche che hanno saputo integrare elementi valoriali nel loro brand. Quello che rende Best Brands unico nel suo genere è l’importanza data alla relazione tra marche e consumatori grazie a un’analisi scientifica, accurata e super partes condotta da GfK Eurisko su 4.500 casi. L’evento, creato nel 2004 da Serviceplan Group in Germania, è stato portato in Italia nel 2015 grazie al patrocinio di Upa e alla partecipazione attiva di importanti partner: Rai Pubblicità, GfK Eurisko, System 24, Adc Group, a cui si è aggiunto da quest’anno Igp Decaux. Il 9 novembre 2016, presso gli Studi Rai di Via Mecenate 76, davanti a una platea di oltre quattrocento top manager e Ad delle più importanti multinazionali operanti in Italia, sono state premiate quali migliori marche italiane Ferrero Italia (Best Product), Barilla (Best Corporate), Rigoni di Asiago (Best Growth). La serata di gala, condotta da Filippa Lagerback, è stata un’occasione unica per fare il punto sul “sistema Marca” in Italia. A partire da questa edizione, i partner di Best Brands hanno indetto inoltre l’Innovation Award, un riconoscimento d’eccezione per eleggere la marca che meglio rappresenta l’innovazione: la scelta è caduta all’unanimità su Airbnb che, dalla sua nascita nel 2008, è diventata una delle marche più rivoluzionarie e rilevanti al mondo. Alexandra Dimiziani, capo del marketing globale di Airbnb, ha ritirato il premio e ha rivelato la strategia di successo del brand, svelando anche le prossime sfide da affrontare. Per intervistarla, la serata si è arricchita di un altro ospite d’eccezione: la conduttrice Camila Raznovich. Presso la moderna ed elegante location milanese Officine del Volo sono stati organizzati welcome drink e cena a tema Benessere, Jazz e Bollicine curata dallo chef scienziato Marco Bianchi.

RETE MICE SARDEGNA: FARE RETE È POSSIBILE Ci sono le verità assolute e poi ci sono i miti da sfatare. Uno di questi pare essere il detto popolare sardo “Centu concas e centu berritas”: cento teste e cento cappelli diversi, a sottolineare la “resistenza” dei sardi a lavorare insieme. Eppure c’è chi in ambito Mice ha “sfidato” il detto, tanto da riproporlo in versione ritoccata. “Trinta concas e una berrita” è il motto con il quale Rete Mice Sardegna, conosciuta all’estero dove prevalentemente opera come Sardinia Mice Network, descrive la propria attività: oltre trenta imprese della filiera degli eventi e del turismo d’affari che sotto forma di rete d’imprese hanno appena cominciato il loro terzo anno di attività insieme, dopo l’avvio nel 2015 e un 2016 positivo. Il 2016 è stato contrassegnato, per questa rete, da un’intensa attività di promozione e di comunicazione all’estero e in Italia. Inoltre, grazie all’attività di sensibilizzazione svolta a livello regionale, culminata con il primo convegno regionale sul Mice realizzato a marzo, è cresciuta l’attenzione delle istituzioni pubbliche, Regione Sardegna in primis, e degli operatori privati verso le grandi potenzialità del settore sull’isola. In un quadro geopolitico che riporta gli inevitabili segni di una percezione d’insicurezza e di instabilità diffusa, la destinazione Sardegna, tradizionalmente una meta minore per gli eventi e meno comoda da raggiungere, punta anche su questo aspetto.

PROMOEST REALIZZA I DIALOGHI DELLA SALUTE Promoest è un’agenzia con sede a Milano, Genova e Shanghai, che da 25 anni si occupa di congressi ed eventi per conto di imprese, università e istituzioni. Nel 2015 ha lavorato insieme al C.I.C. (Collegio Italiano dei Chirurghi) e al professore Marco D’Imporzano per la realizzazione de I Dialoghi della Chirurgia realizzando numerosi eventi durante i sei mesi di Expo 2015, dentro il sito espositivo e in città. Ente Mutuo Unione ConfCommercio – Società di Mutuo Soccorso, già partner del progetto I Dialoghi della Chirurgia, ha deciso di promuovere il percorso I Dialoghi della Salute, ciclo di conferenze per la divulgazione di buone prassi e prevenzione della salute, affidandone la realizzazione a Promoest. L’obiettivo de I Dialoghi della Salute che saranno realizzati quest’anno, è quello di sviluppare incontri divulgativi su prevenzione e promozione della salute, con attenzione alle patologie più diffuse e di maggior impatto sulla popolazione. Si rivolgono ai medici di base, al pubblico, alla stampa scientifica e generalista. Le tematiche che per prime sono state progettate riguardano la corretta alimentazione, i fattori di rischio cardiovascolare, le patologie oculari, l’ortopedia pediatrica, la ipoacusia in età adulta, aspetti della sessualità e infertilità sia maschile sia femminile.

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LEGO SERIOUS PLAY, I MATTONCINI CONQUISTANO I CONGRESSI MEDICI «Sono felice di aver dato un contributo alla applicazione di un format efficace nel mondo della formazione medico-scientifica italiana. L’utilizzo dei mattoncini rende più semplice la comprensione e dunque la soluzione di temi complessi. È un linguaggio comune che chiunque può utilizzare e garantisce la partecipazione dell’intero gruppo. In questo senso, è un bene che le aziende di un settore chiave quale quello pharma se ne servano per le proprie dinamiche interne. Focalizzarsi sui mattoncini e non sulle persone facilita la discussione e la negoziazione riducendo il peso dei conflitti personali. Le soluzioni ci sono, bisogna solo farle emergere. In azienda come nella vita». Questo il commento di Maddalena Milone, titolare della event agency

italiana Meeting Planner, che è intervenuta con un collegamento in diretta durante il community meeting di Lego Serious Play che si è svolto di recente in Danimarca, per raccontare una best practice in ambito medicoscientifico che ha visto l’implementazione della metodologia nell’industria farmaceutica italiana. Si tratta di un metodo scientifico per creare strategie in tempo reale che utilizza proprio i mattoncini e gli elementi Lego per aiutare le persone a “pensare attraverso le dita”. Spesso usato in eventi di team building, incontri e workshop, in cui vengono discussi temi complessi può essere utile per consentire alle persone di lavorare insieme sulla costruzione di modelli di business, la pianificazione e la formazione e lo sviluppo dei team.

VENTURA PREMIATA PER LA CSR

Ventura è stata premiata per la sua attività di Corporate Social Responsibility (Csr). L’azienda, che opera in ambito business travel, fieristico e Mice ed è provider di servizi alle agenzie di viaggio, ha infatti ottenuto l’“argento” da EcoVadis, piattaforma per la conduzione di indagini sullo status quo della Csr lato fornitori. La valutazione è avvenuta su 21 criteria organizzati in quattro aree di interesse (Environment, Labor Practices & Human Rights, Fair Business Practices e Sustainable Procurement). «Con oggi marchiamo un deciso un passo avanti verso nuovi obiettivi di responsabilità sociale» commenta Simona Zenoni, chief marketing officer di Ventura Spa. «Lo score raggiunto ci posiziona al di sopra della media di settore, ma al tempo stesso ci spinge a voler fare sempre di più e meglio in questo ambito, che è parte integrante del nostro modo di essere presenti sul mercato» conclude Zenoni. Ventura Spa ha inoltre dichiarato che nel 2017 rinnova il proprio sostegno a Make-A-Wish Italia, onlus che esaudisce i desideri di bambini e ragazzi affetti da gravi malattie, una partnership nata a fine 2015 che si propone di contribuire alla realizzazione di quei desideri che abbiano come tema centrale il viaggio.

GATTINONI PUNTA SULLA FORMAZIONE La divisione Business Travel Gattinoni ha chiuso il 2016 organizzando per le proprie agenzie partner diversi corsi di formazione, dedicati all’aggiornamento e alla presentazione delle novità presenti nei Gds (Global Distribution System). Ai corsi hanno aderito oltre 190 agenti di viaggio. E anche per il 2017 sono in programma numerose attività di formazione, in aula e via webinar. Una serie di corsi e di aggiornamenti con lo scopo di aumentare le competenze degli addetti al mondo dei viaggi d’affari. Parallelamente saranno organizzati eventi e momenti di aggregazione. L’ultimo è stato programmato a dicembre a Malpensa: la visita del nuovo Airbus 350/900 di Latam Airlines. Commenta Eros Candilotti (nella foto), direttore commerciale Gattinoni Business Travel: «Crediamo molto nella formazione e nella crescita professionale dei consulenti di viaggio specializzati nel business travel. Far partecipare le agenzie a eventi dedicati permette loro di conoscere e testare direttamente i prodotti ed essere attendibili e propositivi con i passeggeri sempre più esigenti e evoluti».

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È tempo di networking, è tempo di convention Dal 23 al 25 marzo a Riva del Garda si svolgerà la decima edizione della convention di Federcongressi&eventi. L’appuntamento durante il quale sarà rinnovato il comitato esecutivo ed eletto il nuovo presidente valorizzerà il networking quale strumento di competitività

L’

edizione dello scorso anno è stata quella della svolta. La convention del 2016 ha segnato il cambio di passo di Federcongressi&eventi, con una spinta innovativa diventata il leit motive di tutte le attività dell’associazione. E la convention di quest’anno, la decima della storia di Federcongressi&eventi, aspetta i soci con un programma studiato proprio per dare le

chiavi con le quali accedere con concretezza visionaria a un mercato diventato sempre più fluido e trasversale. Il titolo dell’appuntamento che si svolgerà a Riva del Garda dal 23 al 25 marzo è, infatti, Let’s Net #concretiecompetitivi: imparare e allenarsi a collaborare, valorizzare le specializzazioni e fonderle in un’armonica, efficace ed efficiente sintesi sarà il filo conduttore della convention che punterà l’attenzione su come l’organizzazione di un evento sia il frutto di un lavoro a più mani (net-networking) che coinvolge una filiera di soggetti differenti a seconda della tipologia di evento e della destinazione ospitante. Ad anticipare “lo spirito” della convention è stato il retreat Il puzzle degli eventi, costruiamolo insieme di dicembre. Abbandonati i singoli retreat delle categorie dei soci, l’associazione ha infatti organizzato per la prima volta un unico retreat in cui costruire relazioni, scambiarsi esperienze e condividere obiettivi comuni.

Sopra, Alessandro Rimassa, il fondatore di Tag Innovation School – Talent Garden. A destra, Fabio Zaffagnini. In alto Riva del Garda e, nella pagina accanto Walter Bertozzi di Certiquality

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NETWORKING notiziari e associazioni

CERTIFICATI PER ESSERE COMPETITIVI

FORMAZIONE, SÌ, MA VISIONARIA Il Get Together Party del giovedì sera, che avrà come suggestivo scenario il lago di Garda, darà il via alla convention, i cui lavori entreranno nel vivo dal giorno successivo. Ad aprire la giornata sarà l’Assemblea dei Soci, incontro che quest’anno sarà di particolare rilievo. Oltre a fare il punto sulle attività svolte durante l’anno e a consegnare i riconoscimenti ai Pco che hanno frequentato il percorso formativo della Pcco Academy, nel corso dell’Assemblea saranno infatti rinnovate le cariche del Comitato Esecutivo ed eletto il presidente che succederà a Mario Buscema alla guida dell’associazione. A inaugurare il programma che si snoderà con seminari e tavole rotonde dedicate ai temi più importanti e attuali per le singole professionalità sarà poi una plenaria “visionaria” che non deluderà chi lo scorso anno era rimasto rapito dall’intervento di Alessandro Rimassa, il fondatore di Tag Innovation School – Talent Garden che aveva coinvolto e incantato la platea parlando di nuovi paradigmi per le imprese attraverso il design thinking e la disruptive innovation. E non mancherà, nella GoodMorning Session del sabato, una presenza spiazzante come quella – rimasta nel cuore di molti a Bologna – di Fabio Zaffagnini e del suo Rockin’1000. La convention sarà anche una concreta opportunità di sviluppo del business: anche quest’anno i soci potranno infatti

A Palazzo Mezzanotte di Milano lo scorso gennaio si è svolto Uni Iso 20121: responsabilità ambientale e progresso sociale negli eventi, il seminario organizzato dalla Delegazione Lombardia e dal Learning

Center di Federcongressi&eventi per sensibilizzare le imprese sull’importanza di certificare il proprio sistema di gestione secondo la Uni Iso 20121:2013, la norma internazionale che definisce gli standard a cui attenersi per progettare, gestire e realizzare eventi sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Nel corso del seminario, la struttura e gli esempi di applicazione della norma sono stati illustrati da Walter Bertozzi di Certiquality: «Anche in Italia l’attenzione al tema della sostenibilità è un trend in costante crescita non solo nella società civile ma anche nel mondo delle imprese e, per questo, chi opera nel settore degli eventi non deve correre il rischio di farsi trovare impreparato: non tarderà ad arrivare il momento in cui la certificazione secondo la Uni Iso 20121:2013 diventerà un requisito pressoché indispensabile per partecipare alle gare». Case history di applicazione della norma sono state presentate da Alessandra Albarelli, congress manager di Riva del Garda Fierecongressi, e da Veronica del Fiacco, head of operations Milan Office di Triumph Group International.

attivare nuove relazioni e collaborazioni nel corso degli appuntamenti prefissati del Business Speed Dating. LE BEST PRACTICE SUL PODIO A Riva del Garda si scoprirà chi sono i vincitori degli Fce Awards, i riconoscimenti ideati per mettere in evidenza e premiare le best practice dei soci. A essere premiati con gli Excellence Awards assegnati dalla giuria saranno quattro soci, uno per ogni categoria, mentre a ricevere il Members Choice Award sarà il socio votato dai soci durante la convention. Come è ormai tradizione, continuerà il Progetto Mentore grazie al quale un gruppo selezionato di studenti universitari avrà l’opportunità di entrare in contatto diretto e di confrontarsi con i protagonisti della meeting industry. www.federcongressi.it

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NETWORKING notiziari e associazioni

Eredità e traguardi Da una convention a Venezia nel lontano 2003 all’impegno solidale durante la Mostra Internazionale del Cinema: Venezia, quasi come un fil rouge, unisce i miei “primi passi” in Mpi e i miei obiettivi da presidente del capitolo italiano

Mauro Bernardini

MAURO BERNARDINI Presidente di Mpi Italia Chapter

@MPI_Italia info@mpiweb.it www. mpiweb.it www. mpiweb.org

L

a lunghissima strada che, il 1° gennaio, mi ha portato a diventare orgoglioso presidente di Mpi Italia Chapter è partita da Venezia durante la Convention del 2003 a cui mi aveva invitato l’amico e oggi Vp Membership Enrico Jesu. Una prima entusiasmante convention che mi ha convinto a iscrivermi al capitolo italiano di Mpi International. La seconda tappa di questo lungo percorso è stata la telefonata di Federico Toja, il quale mi suggeriva di candidarmi per il board 2013/2014, che nacque con un turbolento quanto coinvolgente retreat a Bagni di Pisa. Da quel momento tante iniziative, incontri nazionali e internazionali, quattro meravigliose convention a Pisa, Salerno, Padova e Napoli, due prestigiosi Emec a Cracovia e Copenhagen e l‘imperdibile Wec di Atlantic City. Come direbbe il mio amico George… What else ?

OBIETTIVI E TRAGUARDI DA RAGGIUNGERE Oggi prendo il testimone da due grandi amiche e professioniste quali Olimpia Ponno e Giovanna Lucherini che negli ultimi anni hanno guidato il Capitolo fuori dal guado, riportandolo ai massimi livelli internazionali in termini di prestigio, partecipazione e riconoscimento, insieme a un board coeso e determinato. Il mio mandato avrà tre importanti obiettivi da raggiungere: ■ far partecipare i soci in maniera sempre più attiva e protagonista agli eventi nazionali e internazionali di Mpi; ■ far comprendere ai professionisti dei convegni l’importanza della certificazione; ■ spingere l’acceleratore sulle attività di solidarietà e networking come The Movie Charity Auction, che organizziamo ogni anno alla Mostra del Cinema. …perché alla fine tutto inizia e finisce a Venezia, come in un bel film.

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A tutto benessere Il wellness è un trend che non conosce tramonto, anche – e soprattutto – abbinato a congressi e incentive. Con un nuovo must: che si utilizzino prodotti all’insegna del biologico e del made in Italy LUCIANA FRANCESCA REBONATO

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l wellness profuso a piene mani sul corpo e nella mente della meeting industry è innanzitutto made in Italy. Un elisir di “ingredienti” con peculiarità biologiche, salmastre e montane, lacustri e di campagna, un patrimonio naturale che genera una pressoché infinita gamma di trattamenti a base di eccellenze tricolori. NATURALI E À LA CARTE Generosa, la natura, preziosa alleata del wellness in ogni stagione e che vede protagonisti, in questo 2017, i massaggi al miele di acacia, castagno ed eucalipto – dalle proprietà rilassanti, coadiuvate dall’aromaterapia sprigionata dal miele caldo –, i trattamenti decontratturanti a base della rarissima stella alpina, le castagne macinate a mano e miscelate con acqua termale e olio di vinacciolo per trattamenti rigeneranti, senza dimenticare che anche la corteccia e le foglie delle castagne trovano la loro applicazione nel wellness: ricche di vitamine C ed E sono alla base di trattamenti disintossicanti. Uno speciale estratto dei semi della castagna rinvigorisce le gambe del Mice, facilitando la circolazione e il metabolismo. Per rilassarsi dopo sessioni di business è invitante la nuova “Delizia ai lamponi”: si tratta di un massaggio gourmand al lampone di

montagna, una full immersion nella sensorialità. Sempre più in auge sono i trattamenti energizzanti al luppolo e alla birra – così ricca di vitamina E –, gli estratti di malva selvatica che leniscono le infiammazioni della pelle o di echinacea che aiuta il processo di rinnovo dell’epitelio, perfetti dopo un lungo viaggio o anche solo per ridare ossigeno alla pelle e alla mente. Sul podio dei must spiccano gli olii biologici di alta qualità, fonte naturale di acidi omega 3, 6 e 9, perfetti per massaggi che attivano le terminazioni nervose e stimolano la circolazione sanguigna, eliminando la tensione nervosa, i mal di testa e anche l’insonnia. Molto interessanti, fra le nuove proposte, sono i laghi termali nei quali spiccano grotte – allestite con postazioni individuali di idromassaggio – dove un tripudio di bolle e di getti fanno dimenticare stress e preoccupazioni. Gli esperti assicurano che l’aroma della carota, impiegata in specifici trattamenti, massaggi, bagni, saune “aiuta a rallentare il ritmo dei pensieri” e lo stesso dicasi per le fragranze e le proprietà del fico d’india, della ciliegia, del rosmarino, della menta, della lavanda e dell’olio d’oliva. Basta un semplice trattamento scrub affiancato da un impacco per rinnovare l’energia o, per una “fuga nel beauty”, per rimettere in sesto la pelle provata dallo stress. E le tensioni si sciolgono anche al cospetto del sale, o meglio, nelle straordinarie “stanze del sale”, remineralizzanti per le vie aeree: le pareti costruite in mattoncini di Salgemma rosa non sono solo benefiche per l’organismo ma rappresentano anche uno spettacolo per gli occhi.

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MARE, MARE, MARE I trattamenti a base di acqua marina diventano un vero toccasana per ricaricare le batterie beneficiando al massimo degli ioni presenti nell’acqua di mare, in grado di rinforzare le difese immunitarie dell’organismo. Magnesio, calcio, potassio, silicio e molto altro ancora rendono l’acqua marina, sia calda sia fredda, perfetta per ridare vigore a corpo e mente, eliminando le tossine. Novità assoluta è la vasca con l’olio di mare, nella quale è presente un’alta concentrazione di magnesio, che accelera gli scambi ionici con l’organismo e ha un effetto antistress. Furoreggia anche il thalassomassage, una sorta di watzu eseguito nell’acqua ad alta densità salina con una totale assenza di gravità, che porta a un totale relax del corpo e della mente. La formula dell’olio di mare è applicata pure a impacchi e massaggi, anche in binomio con il fango marino, per eliminare le tossine. Defaticanti, tonificanti e disintossicanti sono le alghe, concentrati di minerali e vitamine indispensabili al rinnovo psicofisico. Ancora acqua negli itinerari del wellness al servizio del Mice, dove campeggiano – richiestissime – le terme.

I TREND PER IL MICE ALL’ESTERO

Eventi, congressi, viaggi incentive, incontri d’affari, convegni all’estero? No problem at all, il wellness è perseguibile a qualsiasi latitudine e vanta una miriade di seduzioni, provenienti non solo dall’Italia ma anche da ogni parte del globo, per un viaggio di sensazioni dai benefici effetti: bagni caldi con lenzuola intrise di essenze dalle mille virtù, impacchi

di argille, fanghi a base di minerali vulcanici attivi, ayurveda abbinata alla stone therapy, relax nipponico in cui campeggia il massaggio Kobido e poi ancora il massaggio hawaiano Lomi Lomi Nui per rinnovare l’energia, il massaggio australiano Bowen per sbloccare le tensioni e il massaggio andino Qhaqoy per un’ottimale integrazione tra mente e corpo.

MAI PIÙ SENZA WELLNESS Dove la natura cede il passo all’asfalto, invece, le spa delle location e delle strutture ricettive metropolitane diventano “l’esotico nazionale”, agognati spazi emozionali nei quali rinnovare vitalità e concentrazione. Alcuni esempi? Mani che allentano le tensioni del corpo in ambienti dai colori rilassanti e permeati da quasi impercettibili fragranze,

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un appropriato sottofondo musicale e, per concludere in bellezza dopo un massaggio, una tisana. Leggendo fra le righe, si scopre che sono entrati in gioco tutti e cinque i sensi: il tatto, la vista, l’olfatto, l’udito e il gusto. Approfondendo il discorso, si arriva al nome di alcuni trattamenti che fanno stare bene ancora prima di provarli. Scegliendo a caso e fra le docce emozionali, ecco il programma “pioggia tropicale”, nel quale al getto d’acqua calda vengono abbinati olii essenziali ed effetti cromatici di colore arancione; oppure “nebbia fredda”, che avvolge il corpo in una fitta nebulizzazione di acqua profumata all’arnica, il tutto permeato da giochi di luce blu. Il primo trattamento infonde energia, il secondo distende ed entrambi migliorano il fisico e aguzzano i sensi, in questo caso l’olfatto con l’aromaterapia e la vista con la cromoterapia. Se si aggiunge un brano musica-

le, scende in campo anche la musicoterapia, stimolatrice emozionale. L’aromaterapia, dal suo canto, si rivela prodigiosa nella diffusione ambientale ma anche quando caratterizza un massaggio. Si pensi alla vaniglia: per molti rappresenta un mare di voluttà, ad alcuni rievoca l’infanzia e quindi “legittima” il desiderio di attenzioni, a tanti porta la mente lontano, verso paesi esotici dove la vaniglia si mangia, si beve, si distribuisce sui capelli e si spalma sul corpo. IL PIACERE DI PIACERSI È chiaro, a questo punto, quanto il wellness sia il necessario passaporto del Mice per il raggiungimento di un profondo benessere psicofisico. I trattamenti, proprio perché agiscono sul corpo, aiutano a sentire il mondo emotivo, che è quello che dà spessore alle azioni dell’essere umano. Il wellness, collegando il capire con il sentire, agevola l’importantissimo processo dell’integrazione, cioè di unione e armonia individuale e quando un professionista della meeting industry è “unito”, può esprimersi al meglio utilizzando tutta la sua energia, raggiungendo gli obiettivi con il massimo impegno. Quando si è appagati si riesce a indirizzare al meglio le energie verso gli obiettivi prefissati, riuscendo a raggiungerli. La cura del corpo espressa attraverso il contatto o il massaggio accresce la sensorialità che aumenta l’autostima e stimola il piacere, che è fondamentale: con il benessere si sviluppano le endorfine, gli anticorpi agli stimoli negativi con funzione di rafforzamento delle difese immunitarie, che preservano dagli elementi ossidativi causati dallo stress del lavoro. Interrompendo frequentemente la curva dello stress, si evita di raggiungere gli elevati vertici dello stress irreversibile che depaupera le energie primarie. E questa è sicuramente la più importante caratteristica del wellness: essere un ponte tra il passato e il futuro per un presente da leoni.

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Armonia termale Terme e Grandi Alberghi Sirmione Spa: il wellness che rigenera il business, con strutture ricettive di proprietà affacciate sul lago. Per eventi aziendali top level, anche in esclusiva, in una cornice ad alto potere emozionale LUCIANA FRANCESCA REBONATO

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ltre 120 anni di ospitalità e di benessere, un’offerta unica e flessibile. È Terme e Grandi Alberghi Sirmione Spa, che modella come l’acqua qualsiasi tipologia di evento “tailor made”, soprattutto ora con l’Hotel Aquaviva del Garda, acquisito nel 2015. Posizionato strategicamente nel cuore della destinazione Lago di Garda in un contesto ideale per diverse tipologie di post congress, l’hotel offre alla meeting industry un trattamento di alto livello, personalizzato e con un team multilingue dedicato. Dalla completa gestione della prenotazione alberghiera all’evento “chiavi in mano”, il tutto allestito in una perfetta sinergia fra ambienti e location differenti.

OASI DI RELAX Le quattro stelle dell’Hotel Acquaviva del Garda di Desenzano accolgono gli eventi con post congress e gli incentive a tutto wellness. La presenza dell’acqua in movimento caratterizza tutto l’hotel, che dedica agli eventi sette sale meeting – la più grande delle quali accoglie oltre duecento persone – e una spa di ottocento metri quadrati, perfetta per un relax a tutto benessere: piscina indoor riscaldata con idromassaggi e lettini a immersione, sauna, bagno turco, doccia emozionale e solare, sala fitness e beauty farm per i trattamenti. La struttura accoglie gli eventi anche nel parco di ottomila metri quadrati – con due piscine –, nella spiaggia privata e nella grande terrazza rooftop con vista lago e seduce gli ospiti con proposte gastronomiche territoriali di alto livello e in linea con la filosofia termale. Per il Mice che desidera una location davvero unica, Terme di Sirmione offre la Spa Termale Aquaria, gioiello del wellness nel panorama italiano. Un ambiente suggestivo, con ampie piscine termali affacciate sul lago e una superficie totale di diecimila metri quadrati. Con la formula “in esclusiva” si può disporre dell’intero parco e di tutti gli spazi da allestire e personalizzare secondo le proprie esigenze. Per meeting e convention di grandi dimensioni Terme di Sirmione offre il centro congressi PalaCreberg Sirmione con una capienza di cinquecento persone, una sala meeting adiacente per cinquanta ospiti e una terrazza vista lago per “addolcire” i momenti di lavoro con speciali aperitivi e coffee break. indirizzi a fine rivista

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Meeting e Congressi - Gen Feb 2017  

Meeting e Congressi è la prima rivista nel settore congressuale e incentive in Italia. Da 40 anni si prefigge lo scopo di informare e aggior...

Meeting e Congressi - Gen Feb 2017  

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