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l’intervista

il profilo dell’offerta culturale e di eventi durante i sei mesi, sia sul fronte delle esigenze di mobilità e di strutture ricettive. Aver fatto rete è stata la chiave del successo dell’Esposizione Universale. Ovviamente non l’unica: la bellezza architettonica dei padiglioni dei Paesi e i loro allestimenti, la ricchezza delle suggestioni e delle riflessioni aperte nei dibattiti e nei convegni ospitati all’interno del sito espositivo e nell’ambito di Expo in Città, gli importanti interventi di esperti e stakeholder sul tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita hanno contribuito a rendere l’Expo di Milano quella manifestazione apprezzata che tutti ricordiamo con affetto». C’è un episodio dei sei mesi di Expo che ricorda con particolare piacere? «Difficile identificarne uno solo. Ricordo con molto piacere le cerimonie di apertura e di chiusura, la visita del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, quella della regina Letizia di Spagna, o ancora quella di Bono degli U2... Se penso all’Esposizione Universale, però, a dominare il mio ricordo sono il Cardo e il Decumano affollati di visitatori e l’atmosfera allegra che si è respirata in quei 184 giorni». Nel 2015, per la prima volta, i numeri del turismo leisure a Milano hanno superato quelli degli arrivi per affari e per congressi: secondo lei, si tratta di un fenomeno isolato o di un’evoluzione dell’immagine internazionale della città? «Expo ha dato il via a un trend positivo, in crescendo, sul fronte turistico. Perciò ritengo sia più appropriato parlare di evoluzione e di rafforzamento dell’immagine internazionale di Milano: merito di architetture straordinarie in grado di dare vita a uno skyline innovativo e attraente che sa sposarsi con una città ricca di storia, arte e cultura come la nostra». Milano è attualmente al 14esimo posto nella classifica delle destinazioni più gettonate a livello mondiale: che progetti ha per mantenere accesi i riflettori sulla città? «Milano sta vivendo un periodo di grande crescita: non è più percepita solo come la città del business, ma anche come una città in cui ci si può divertire, si può assistere a concerti, visitare straordinarie mostre di artisti di ieri e di oggi, prendere parte a manifestazioni sportive internazionali o a eventi di moda. Tutto questo è sicuramente un plus anche per chi viene in città per un congresso o per una riunione, ma dobbiamo lavorare per mantenere alta l’offerta e continuare a crescere nella qualità dei servizi a disposizione». Gli eventi, il business e i congressi hanno da sempre rappresentato la motivazione principale degli arrivi a Milano: ha in previsione qualche iniziativa ad hoc per questo segmento, come per esempio favorire la nascita del tanto agognato convention bureau? «I convegni e i congressi sono assolutamente

una delle più importanti spinte di incoming turistico nella nostra città. È certamente nostra intenzione promuovere il settore e sostenerlo. Studieremo le modalità migliori per farlo con sempre maggiore successo». Se cinque anni fa le avessero detto che Milano avrebbe superato Roma nel numero di visitatori, ci avrebbe creduto? «Forse no. Però avrei detto che quello avrebbe dovuto essere l’obiettivo...».

«Milano sta vivendo un periodo di grande crescita: non è più percepita solo come la città del business, ma anche come una città culturalmente vivace; questo è un plus anche per chi viene in città per un congresso o per una riunione»

Quali sono i punti forti della Milano “rinnovata”? «Grazie all’Esposizione Universale, Milano si è riscoperta in grado di fare grandi cose. E questo lo si vede in diversi ambiti: dalla maggiore attenzione all’ambiente e alla mobilità, dalla capacità di accoglienza al volontariato, dall’innovazione architettonica e tecnologica all’organizzazione e gestione di eventi culturali, sportivi e legati alla moda». C’è qualche zona della città in particolare che ha interessanti potenzialità di appeal turistico che pensa si possano sviluppare? «Il nostro obiettivo è quello di una Milano a una sola velocità, in cui si possano avere le stesse possibilità di crescita professionale, culturale e di intrattenimento in centro come in periferia. In quest’ottica, tutti e nove i Municipi di Milano sono zone ad alto appeal turistico, perché territori da rianimare e far scoprire, ricchi di peculiarità e di location originali. Le periferie sono l’ossessione della nostra amministrazione. Abbiamo messo a punto un programma dedicato, con l’obiettivo di riqualificare alcuni quartieri, sia sul fronte delle opere sia dei servizi: penso a Qt8/ Gallaratese, a Niguarda/Bovisa, a via Adriano/ Padova e Rizzoli, a Corvetto/Chiaravalle/Porto di Mare e Giambellino/Lorenteggio». Milano in tre aggettivi? «Accogliente, internazionale e laboriosa».

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Meeting e Congressi - Gen Feb 2017  

Meeting e Congressi è la prima rivista nel settore congressuale e incentive in Italia. Da 40 anni si prefigge lo scopo di informare e aggior...

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