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retail&food 07-08 2014

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r&f Speciale mercati in concessione

IL BOCCONE AMARO DELLE AUTOSTRADE ITALIANE

L’Atto di indirizzo emanato dal Ministero dei Trasporti, in accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico, congela tutti i bandi di gara oil sino al 31/12/2015. L’obiettivo: razionalizzare la rete e far ripartire il mercato in concessione. Ma rimane un vuoto normativo sul fronte food, su cui incombe anche la cosiddetta questione sottopensilina. E con il calo dei viaggiatori e dei consumi si rischia la paralisi dei servizi

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estacoda dei servizi lungo le autostrade italiane. Dopo anni di avvertimenti da parte dei gestori della ristorazione sull’insostenibilità dei termini di gara, è scoppiata la bolla che avvolgeva il mercato delle concessioni nel nostro Paese. Troppe aree di sosta (una ogni 30 km contro una media europea di una ogni 50), royalty alle stelle e affidamenti brevi rispetto agli investimenti richiesti: con i flussi in crescita costante il modello proposto dalle società concessionarie reggeva, ma con la crisi il conto economico degli operatori oil e non oil è scivolato in profondo rosso. Lo scenario di mercato relativo al periodo 2007-2013 ha visto infatti il traffico autostradale scendere del 13,4%, le vendite calare del 20,3%, il prezzo della benzina aumentare del 36% e gli affitti a carico dei gestori sulla

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retail&food - luglio/agosto 2014

rete salire addirittura del 62 per cento. Il quadro di riferimento si è fatto talmente fosco da spingere i ministeri competenti, il MIT (Ministero dei Trasporti) e il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), a correre ai ripari costituendo nel settembre del 2013 l’Autorità di Regolazione dei Trasporti e ancora presentando lo scorso marzo un atto di indirizzo con cui chiede a tutti i concessionari di sospendere i bandi di gare oil, trascurando però quelli non oil, sino al 31/12/2015. L’obiettivo del blocco: razionalizzare la rete e ripensare le regole di ingaggio. Ma altri interventi di carattere normativo hanno contraddistinto l’attività del Governo negli ultimi tre o quattro anni, alimentando paradossalmente un clima di maggiore incertezza. Tra i vari, l’opportunità concessa dal Legislatore alle insegne

petrolifere di effettuare servizio di somministrazione food sottopensilina. Opportunità, questa, benedetta dall’Antitrust nel nome del libero mercato, ma che incombe sui contratti per la gestione della ristorazione siglati nei precedenti bandi di gara, cambiando di fatto le carte in tavola dopo che sono stati profusi numerosi investimenti da parte dei gestori non oil. In questo labirinto di decreti legge e atti di indirizzo, che trovano un primo approdo nei recenti bandi food emessi da Aspi (Autostrade per l’Italia), proviamo a delineare un quadro completo sviscerando i punti nodali di ambito normativo (vedi box) e dando voce agli operatori del non oil, partendo dall’associazione di riferimento, Aigrim (Associazione delle Imprese di Grande Ristorazione e Servizi Multilocalizzate).


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