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DA 56,4 MILIARDI DI EURO miche dei Paesi, ma anche alle variazioni dei flussi di viaggiatori. Dalla crisi del 2008 che ha messo in ginocchio il mondo, alle incertezze geopolitiche dovute al terrorismo islamico, sono molteplici i fattori in grado di rallentare il numero di viaggi. Tuttavia, proprio dal 2008, il settore è ripartito, facendo segnare una lieve battuta d'arresto solo il primo semestre del 2015, che ha registrato un -0,2% rispetto al primo semestre del 2014. Andando ad analizzare nel dettaglio le vendite duty free e travel retail del settore aeroportuale si nota che i primi sei mesi del 2015, hanno visto un ulteriore calo del 2,1%, e peggio ancora ha registrato l'inflight con un 6,7 per cento. Di contro, nel medesimo periodo il traffico globale è cresciuto del 6,2%, con Medio Oriente e Asia a trainare rispettivamente con +10,6% e +8,5%; America Latina +6,7%; Europa e Nord America +4,9% e chiude il continente africano a +2,3 per cento. Il travel retail, che segue inevitabilmente i flussi, sta avendo una crescita significativa in Asia, dove ha registrato un +6,5%; conferma i grandi numeri del Medio Oriente con un incremento di poco sopra lo zero, ma forte di una clientela altospendente e di Hub quali Dubai, Doha e Abu Dhabi che tra il 2005 e il 2015 hanno visto crescere il connectivity index in maniera esponenziale, fino all'Africa, cresciuta del 9 per cento. Venendo all'Europa, i dati ETRC (Eu-

ropean Travel Retail Council) elaborati da ACI international e ACI Europe, parlano di una crescita dell'8,5%, dato molto più alto di quello raggiunto dai ricavi collegati alla parte aviation come diritti e

GLOBAL DUTYFREE

TRAVEL RETAIL

€ 56.4 MILIARDI

tariffe che pagano i vettori per l'utilizzo delle infrastrutture. Oggi il valore dei ricavi non aviation rappresenta il 40% di tutto il business aeroportuale; in questo cluster il retail rappresenta il 12% di tutte le revenue, e in Europa si arriva addirittura al 16 per cento. Il travel retail è quindi fondamentale per la crescita degli aeroporti. È stato Fulvio Fassone, vicepresidente di ETRC e presidente ATRI a spiegare nel corso di un incontro a Bruxelles con il commissario a i trasporti Violeta Bulc, il ruolo primario del comparto. «Ci sono diverse tematiche che possono avere un impatto importante. Innanzitutto il trasporto del bagaglio

a mano che è stato oggetto di scontri soprattutto con i vettori low cost. È un tema non soggetto a regolamentazione e abbiamo chiesto sia inserito tra i diritti dei passeggeri, quello di avere oltre al bagaglio a mano delle buste con gli acquisti. C’è poi un tema che riguarda i liquidi, una questione molto complicata, ma per noi superare in qualche modo il divieto di portarli come nella forma attuale sarebbe importante. Poi c’è la questione delle informazioni sui prodotti food, delle etichettature, nella quale bisogna capire che le caratteristiche di comunica-

RETAIL NON AVIO

fonte Atri) rispetto al numero di passeggeri in crescita del 4,5% nel 2015 sul 2014 (fonte Assaeroporti). «La crescita – prosegue Fassone – coinvolge tutte le categorie, ma fine food, confectionery hanno una marcia in più con +10%; il tabacco cresce meno con +2%, ma anche per una questione sociale. Quello che si nota, tuttavia, è che si sta andando verso una polarizzazione del settore, nel senso che crescono le vendite verso i prodotti da una parte legati a viaggi low cost quindi spirits a basso costo, fine food e confectionery ad esempio, e dall'altra verso una clientela altospendente orientata verso il luxury». Il mercato italiano del travel retail quindi, e più in generale quello europeo, si sta adattando alla trasformazione del cliente, più informato ed esigente. Gli aeroporti si stanno organizzando per offrire ai viaggiatori una travel experience di livello, proponendo un brand mix indirizzato alla tipologia di cliente ma non solo. Aeroporti come quello di Düsseldorf ad esempio (vedi Dossier aeroporti a pag. 30), che dista pochi chilometri dal centro città, attuano strategie di marketing finalizzate ad attirare una clientela non solo legata al traffico aereo. Nel caso appena citato, all'interno dello scalo esiste infatti una galleria commerciale che non ha nulla da invidiare a un centro commerciale. S.M.

+8,5% zione richieste non possono essere le stesse di un mercato locale. I nostri passeggeri in Italia non sono solo italiani e questo comporta un aggravio per noi, per questo chiediamo una semplificazione delle regole». Italia che, piuttosto allineata alla media europea, cresce di più nel business non avio (+7,5%

retail&food - marzo 2016

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retail&food 03 2016  
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