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N.1 settembre 2013

Team di Redazione Patrizia Orofino Responsabile del Centro Europe Direct Sviluppo Basilicata - Matera Annamaria Verrastro Collaborazione Lucio Bernardini Responsabile Antenna della Regione Basilicata a Bruxelles Segreteria Fabio Gruosso Coordinamento editoriale Annamaria Verrastro Progetto grafico Pino Oliva - Matera formato web finito mese di Settembre 2013

Per informazioni info.edic@sviluppobasilicata.it t +39 0971 50661 www.europedirectsviluppobasilicata.it Iniziativa realizzata nell’ambito della Convenzione Quadro di Partenariato n. 48 COMM/ROM/ ED/2013-2017 tra l’Unione Europea rappresentata dalla Commissione Europea DG Comunicazione Rappresentanza in Italia e Sviluppo Basilicata SpA

NEWSLETTER DI INFORMAZIONE PERIODICA SULL’UNIONE EUROPEA a cura di Europe Direct Sviluppo Basilicata

INDICE Novità dall’Europa pag. 3 Informazioni per i cittadini pag. 5 Opportunità per gli studenti pag. 8 Iniziative Ue per le imprese pag. 14 Iniziative Ue in Basilicata pag. 17


NOTA EDITORIALE La newsletter sull’Unione Europea realizzata dal Centro Europe Direct Sviluppo Basilicata è finalizzata alla trasmissione di notizie, aggiornamenti, approfondimenti su strategie, politiche, iniziative dell’Unione Europea che coinvolgono la vita dei cittadini europei e quindi anche della nostra comunità regionale di Basilicata. Un contributo alla costruzione di maggiore consapevolezza sul cosa significhi oggi essere cittadino europeo e quali sono le opportunità che ne derivano. La struttura della newsletter prevede 5 sezioni: - Novità dall’Europa - Informazioni per i cittadini - Opportunità per gli studenti - Iniziative Ue per le imprese - Iniziative Ue in Basilicata. La newsletter ha cadenza periodica e giunge direttamente nelle caselle di posta elettronica i cui indirizzi sono acquisiti mediante iscrizione sul nostro sito www.europedirectsviluppobasilicata.it e o in occasione di contatti avuti nel nostro Centro e/o acquisiti presso banche dati pubbliche ed istituzioni.

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NOVITA’ DALL’EUROPA Smart city Exhibition 2013: innovare nelle città per rilanciare il Paese Bologna, 16/17/18 ottobre 2013. L’iniziativa si pone come momento centrale nel trend che vede ormai la politica per le città intelligenti come una priorità europea e nazionale. La manifestazione propone una visione completamente nuova del concetto di città, intesa come insieme di flussi informativi e reti di relazioni e comunicazioni, fisiche e digitali, caratterizzate dalla capacità di creare capitale sociale, benessere per le persone, migliore qualità della vita. SITO DI RIFERIMENTO: http://www.smartcityexhibition.it/it/manifestazione Una consultazione europea sugli open data Fino al 22 novembre 2013 si può contribuire a individuare le migliori modalità di fruizione dei dati pubblici: la rivoluzione relativa all’apertura dei dati si concentra sugli individui e sugli imprenditori, ed implica quindi l’attribuzione a questi ultimi di un ruolo nell’elaborazione delle politiche. Approfondisci su: http://www.europarlamento24.eu/una-consultazione-europea-sugli-open-data/0,1254,76_ ART_3747,00.html Le tue idee per cambiare l’Europa: un mese per dire la tua su lavoro, diritti sociali, banche e commercio online Cittadini e imprese hanno tempo fino al 23 ottobre per esprimere le proprie idee partecipando ad uno dei quattro forum tematici online: lavoro (lavorare e fare impresa in Europa), diritti sociali (i diritti e welfare sociali nel Mercato unico), il settore bancario (l’Europa, le banche e tu) e commercio online (acquistare, vendere e comunicare online). Clicca qui e contribuisci a cambiare l’Europa http://www.yourideasforeurope.eu/ FONTE:http://ec.europa.eu/italia/attualita/

primo_piano/mercato_interno/mese_mercato_ unico_2013_it.htm Dopo Twitter, Youtube e Flickr la Commissione europea in Italia sbarca anche su Facebook La nuova pagina facebook www.facebook.com/ europainitalia, coprirà l’intero territorio italiano matenendo allo stesso tempo un’attenzione particolare a tematiche di rilevanza locale FONTE: http://ec.europa.eu/italia/attualita/ primo_piano/comunicazione/nuova_pagina_facebook_it.htm Troppi sedentari in Europa: un’iniziativa Ue promuove lo sport La proposta di raccomandazione della Commissione europea potrebbe essere già adottata dal Consiglio europeo entro la fine del 2013. Si invitano gli Stati membri ad adottare provvedimenti trasversali per promuovere l’attività fisica salutare. Approfondisci su: Fonte: http://www.europarlamento24.eu/troppi-sedentari-in-europa-un-iniziativa-ue-promuove-lo-sport/0,1254,74_ART_3745,00.html Settima conferenza europea sull’apprendimento basato sui giochi, Porto, Portogallo Il 3 e 4 ottobre 2013 si terrà a Porto, in Portogallo, la settima conferenza europea sull’apprendimento basato sui giochi (ECGBL 2013). È riconosciuto il ruolo che possono svolgere i giochi nel apprendimento, nonché per lo sviluppo di competenze come la socializzazione, il lavoro di squadra, la leadership, il processo decisionale e l’apprendimento collaborativo. Approfondisci su: http://cordis.europa.eu/fetch?CALLER=IT_ NEWS_EVENT&ACTION=D&DOC=60&CAT=NEW S&QUERY=0140e47d4b7e:f1f0:2055beed&RC N=35643 SITO di riferimento: http://academic-conferences.org/ecgbl/ecgbl2013/ecgbl13-home.htm Conferenza PEGNet 2013: Come formare economie sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale nel mondo in via di sviluppo - solu3


zioni globali, regionali e locali”, Copenaghen, Danimarca Il 17 e 18 ottobre 2013 si terrà a Copenaghen, in Danimarca, l’evento intitolato “Conferenza PEGNet 2013: Come formare economie sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale nel mondo in via di sviluppo - soluzioni globali, regionali e locali”. La crescita economica è arrivata in gran parte a spese delle risorse naturali e dell’ambiente. Non ha inoltre ottenuto un’uguaglianza economica e sociale ed è per questo che è emerso il concetto di crescita verde per rendere la crescita compatibile con la sostenibilità ambientale senza trascurare la dimensione sociale. Approfondisci su: http://cordis.europa.eu/fetch?CALLER=IT_ NEWS_EVENT&ACTION=D&DOC=87&CAT=NEW S&QUERY=0140e47d4b7e:f1f0:2055beed&RC N=35747 SITO DI RIFERIMENTO http://www.pegnet.ifwkiel.de/acl_users/credentials_cookie_auth/ login_form?came_from=http%3A//www.pegnet.ifw-kiel.de/event/conferences/conference-2013/pegnet-conference-2013 Sicurezza stradale e simulazione, Roma, Italia Dal 22 al 25 ottobre 2013 si terrà a Roma, in Italia, una conferenza intitolata “Sicurezza stradale e simulazione” (Road Safety and Simulation). Secondo le cifre recentemente pubblicate dalla Commissione europea, i morti sulle strade nell’UE sono diminuiti del 9 % nel 2012. L’UE continua a cercare strategie efficaci e negli ultimi dieci anni sono state intraprese grandi attività di ricerca. Approfondisci su: http://cordis.europa.eu/fetch?CALLER=IT_ NEWS_EVENT&ACTION=D&DOC=91&CAT=NEW S&QUERY=0140e47d4b7e:f1f0:2055beed&RC N=35687 SITO DI RIFERIMENTO: http://www.rss2013.org/ Risoluzioni del Parlamento Europeo testi approvati – GUUE C249E DEL 30 AGOSTO 2013 Orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione 4

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 15 febbraio 2012 sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (COM(2011)0813 – C7-0500/2011 – 2011/0390(CNS)) http://eur-lex.europa.eu/JOHtml.do?uri=OJ:C: 2013:249E:SOM:IT:HTML Risoluzioni del Parlamento Europeo testi approvati – GUUE C249E DEL 30 AGOSTO 2013 Diritti umani Risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2012 sulla posizione del Parlamento europeo sulla 19a sessione del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani (2012/2530(RSP)) http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2013:249E:0041:0049:IT:PDF


INFORMAZIONI PER I CITTADINI

FONTE: http://www.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/001eb38200/Iniziativa-dei-cittadini.html

(Il diritto d’iniziativa dei cittadini europei consente ad un milione di cittadini europei di prendere direttamente parte all’elaborazione delle politiche dell’UE, invitando la Commissione europea a presentare una proposta legislativa)

INFORMAZIONI ESSENZIALI

In questo numero parliamo dei diritti di iniziativa dei cittadini europei

Dal 1° aprile 2012 i cittadini dell’UE dispongono di uno strumento del tutto nuovo che consente loro di contribuire a plasmare la politica dell’Unione. Istituita dal trattato di Lisbona, l’iniziativa dei cittadini permette a un milione di cittadini di almeno un quarto degli Stati membri dell’UE di chiedere alla Commissione europea di proporre una normativa in uno dei settori di sua competenza. Gli organizzatori di un’iniziativa dei cittadini – formanti un comitato dei cittadini composto da almeno sette cittadini dell’UE residenti in almeno sette diversi Stati membri – hanno un anno di tempo per raccogliere il sostegno necessario. Le firme devono essere autenticate dalle autorità competenti di ciascuno Stato membro. Gli organizzatori di importanti iniziative partecipano all’incontro organizzato dal Parlamento europeo. La Commissione ha tre mesi per esaminare l’iniziativa e decidere come intervenire.

Cos’è un’iniziativa dei cittadini europei? Un’iniziativa dei cittadini costituisce un invito rivolto alla Commissione europea perché proponga un atto legislativo su questioni per le quali l’UE ha la competenza di legiferare. Un’iniziativa deve essere sostenuta da almeno un milione di cittadini europei, di almeno 7 dei 28 Stati membri dell’UE. Per ciascuno dei 7 paesi è inoltre richiesto un numero minimo di firme. Le norme e le procedure che disciplinano questo nuovo strumento figurano in un regolamento dell’UE adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea nel febbraio 2011. Cosa si può proporre con un’iniziativa dei cittadini? Un’iniziativa dei cittadini può essere promossa in qualsiasi settore nel quale la Commissione può proporre un atto legislativo, come ambiente, agricoltura, trasporti o salute pubblica. Chi può farsi promotore di un’iniziativa dei cittadini e come? Per lanciare un’iniziativa dei cittadini occorre costituire un “comitato dei cittadini” composto da almeno 7 cittadini dell’UE residenti in almeno 7 Stati membri diversi. I membri del comitato devono aver raggiunto l’età alla quale i cittadini acquisiscono il diritto di voto* per le elezioni al Parlamento europeo (18 anni in ogni paese, salvo l’Austria, dove ne bastano 16). Le iniziative dei cittadini non possono essere gestite da organizzazioni, le quali possono, tuttavia, promuoverle o sostenerle, purché lo facciano in piena trasparenza. Prima di iniziare la raccolta delle dichiarazioni di sostegno da parte dei cittadini, gli organizzatori sono tenuti a registrare l’iniziativa proposta su questo sito. Dopo la conferma della registrazione, gli organizzatori hanno a disposizione 5


1 anno per raccogliere le dichiarazioni di sostegno. * Non è necessario che i cittadini siano iscritti nelle liste elettorali, basta che abbiano raggiunto l’età richiesta

adottata, avrà forza di legge. Approfondisci sulla FONTE: http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/ basic-facts

Chi può sostenere un’iniziativa dei cittadini e come? Tutti i cittadini dell’UE (cittadini di uno Stato membro) che hanno raggiunto l’età alla quale si acquisisce il diritto di voto* per le elezioni al Parlamento europeo (18 anni in ogni paese, salvo l’Austria, dove ne bastano 16).Per sostenere un’iniziativa, i cittadini devono compilare un apposito modulo di dichiarazione di sostegno messo a disposizione dagli organizzatori, su carta oppure online. Non è possibile dichiarare il proprio sostegno a un’iniziativa su questo sito. * Non è necessario che i cittadini siano iscritti nelle liste elettorali, basta che abbiano raggiunto l’età richiesta

LA PROCEDURA PER TAPPE

Cosa succede quando un’iniziativa dei cittadini raccoglie un milione di firme? La Commissione ne esamina attentamente il contenuto ed entro 3 mesi dalla data in cui l’ha ricevuta: i rappresentanti della Commissione incontrano gli organizzatori per consentire loro di esporre in dettaglio le tematiche sollevate dall’iniziativa. gli organizzatori hanno la possibilità di presentare la loro iniziativa in un’audizione pubblica presso il Parlamento europeo. la Commissione adotta una risposta formale in cui illustra le eventuali azioni che intende proporre a seguito dell’iniziativa dei cittadini e le sue motivazioni per agire o meno in tale senso. La risposta, che prende la forma di una comunicazione, è adottata dal Collegio dei commissari e pubblicata in tutte le lingue dell’UE. La Commissione non ha l’obbligo di proporre un atto legislativo a seguito di un’iniziativa. Se la Commissione decide di presentare una proposta, ha inizio la normale procedura legislativa: la proposta viene sottoposta al legislatore (in genere il Parlamento europeo e il Consiglio, oppure in alcuni casi soltanto il Consiglio) e, se 6

Approfondisci sulla FONTE: http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/ how-it-works


COME SOSTENERE UN’INIZIATIVA Per poter sostenere un’iniziativa dei cittadini europei occorre essere cittadini dell’UE (cittadini di uno Stato membro) e aver raggiunto l’età alla quale si acquisisce il diritto di voto* per le elezioni al Parlamento europeo (18 anni in ogni paese, salvo l’Austria, dove ne bastano 16). Per farlo, devi compilare un apposito modulo di dichiarazione di sostegno messo a disposizione dagli organizzatori dell’iniziativa, su carta oppure online (se gli organizzatori hanno creato un sito web a tal fine). Per ulteriori informazioni, vedere le sezioni seguenti. Prima di firmarlo, è opportuno controllare che il modulo contenga tutte le informazioni obbligatorie sull’iniziativa (titolo, descrizione, obiettivi ecc.) e il numero con il quale è stata registrata dalla Commissione. Se vuoi, puoi verificare su questo sito se l’iniziativa è stata registrata (gli organizzatori sono infatti tenuti a registrare la loro iniziativa prima di iniziare la raccolta delle dichiarazioni di sostegno). * Non è necessario che i cittadini abbiano effettivamente acquisito il diritto di voto o siano iscritti nelle liste elettorali, basta che abbiano raggiunto l’età richiesta. DATI DA FORNIRE I dati da indicare nella dichiarazione di sostegno dipendono dallo Stato membro di cui sei cittadino. Ciò dipende dal fatto che le autorità nazionali sono tenute a verificare la validità delle dichiarazioni di sostegno e a certificare il numero di quelle valide raccolte in ciascun paese (gli organizzatori devono infatti raccogliere un certo numero di firme in almeno 7 Stati membri dell’UE). I dati richiesti sono quelli che i singoli Stati membri ritengono necessari per verificare una dichiarazione di sostegno. Chi risiede in uno Stato membro diverso da quello di cui è cittadino o chi è cittadino di più Stati membri dovrà scegliere il paese in cui sarà conteggiata la sua dichiarazione di sostegno. È consigliabile selezionare il paese che è in grado di verificare i dati forniti nella dichiarazione di

sostegno: a seconda dei casi, potrebbe trattarsi del paese che ha rilasciato il numero d’identificazione personale o il documento d’identità indicato, il paese di residenza oppure il paese (o uno dei paesi) di cittadinanza. In ogni caso, ciascun cittadino può firmare un’iniziativa una volta sola. Per firmare su carta Procurati un modulo del tuo Stato membro (quello di cui sei cittadino oppure, eventualmente, quello in cui risiedi). Compilalo indicando i dati richiesti (che possono variare da un paese all’altro). Firma il modulo e restituiscilo agli organizzatori. Per firmare online Vai al sito degli organizzatori (è probabile che troverai il link sulla pagina dell’iniziativa in questo sito). Verifica che il sistema di raccolta online utilizzato dagli organizzatori sia stato certificato dall’autorità competente di uno Stato membro (gli organizzatori sono tenuti a pubblicare il certificato nel loro sito). Il certificato dimostra che lo Stato membro in questione ha verificato, tra l’altro, che le modalità di raccolta e conservazione dei dati nel sistema sono sicure. Inserisci i dati necessari, controllando che corrispondano a quelli richiesti dal tuo Stato membro. Non ti verrà chiesto di apporre una firma elettronica se presenti una dichiarazione di sostegno online. NB: Non è possibile dichiarare il proprio sostegno a un’iniziativa su questo sito. Ti invitiamo a contattare gli organizzatori dell’iniziativa che ti interessa o di visitare il loro sito web per maggiori informazioni su come sostenerla. Casi particolari Sei cittadino di uno Stato membro (o di più Stati membri) e risiedi in un altro Stato membro: in quale paese sarà conteggiata la tua dichiarazione di sostegno? A seconda dei dati richiesti da ciascuno dei paesi 7


interessati, potresti avere la possibilità di scegliere lo Stato membro per il quale firmare, fermo restando che puoi dichiarare il tuo sostegno ad un’iniziativa una volta sola. La tua dichiarazione di sostegno sarà conteggiata nel paese che richiede i dati (ad esempio, numero del passaporto o del permesso di soggiorno) da te indicati nel modulo che hai compilato. Esempio Un cittadino austriaco che vive in Estonia può: compilare il modulo che sarà verificato e quindi conteggiato in Estonia, indicando nome, cognome, indirizzo, data e luogo di nascita e nazionalità oppure compilare il modulo che sarà verificato e conteggiato in Austria, aggiungendo ai dati di cui sopra il numero del passaporto o della carta d’identità. Sei un cittadino dell’Unione europea, ma risiedi fuori dell’UE: puoi sostenere un’iniziativa? In quale Stato membro sarà conteggiata la tua dichiarazione di sostegno? Dipende dallo Stato membro di cui sei cittadino. A seconda dei requisiti stabiliti dal tuo paese, potresti avere la possibilità di firmare oppure no. Alcuni Stati membri, infatti, non sono in grado di verificare le dichiarazioni di sostegno dei loro cittadini che vivono al di fuori dell’Unione. Se puoi firmare, la tua dichiarazione di sostegno sarà conteggiata nello Stato membro di cui sei cittadino. Tappe successive Una volta che gli organizzatori hanno raccolto il numero richiesto di dichiarazioni di sostegno (un milione in tutto e il numero minimo richiesto per almeno 7 Stati membri), devono presentarle alle autorità competenti di ciascun paese in cui le hanno raccolte per farle verificare. Dopo aver verificato le dichiarazioni di sostegno, le autorità nazionali rilasciano agli organizzatori un certificato in cui indicano il numero delle dichiarazioni valide. La verifica da parte delle autorità nazionali verte sull’esattezza dei dati forniti dai firmatari.

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Protezione dei dati personali Sia gli organizzatori di un’iniziativa che le autorità nazionali sono tenuti a proteggere i dati personali nel corso di tutta la procedura e non possono usarli per altri scopi. Approfondisci su: http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/ how-to-signup. A chi rivolgersi Per qualsiasi informazione sull’iniziativa dei cittadini europei, contattare Europe Direct telefono: 00 800 6 7 8 9 10 11*

OPPORTUNITA’ PER GLI STUDENTI

In questo numero parliamo di Istruzione e Giovani: Scuola – Università – Stage NEWS - JUVENES TRANSLATORES: Le scuole superiori possono iscriversi al concorso annuale di traduzione Juvenes Translatores. Le iscrizioni, che si chiuderanno il 20 ottobre, si effettuano tramite l’apposito modulo online disponibile in tutte le lingue ufficiali UE SITO DEL CONCORSO http://ec.europa.eu/translatores/index_it.htm FONTE: http://ec.europa.eu/italia/attualita/primo_ piano/istruzione/translatores_2013_it.htm SCUOLA Se ti trasferisci in un altro paese dell’UE e hai figli in età scolare, avrai bisogno di sapere come fare per scegliere una scuola. Come sono le scuole nel tuo nuovo paese di residenza? Esistono condizioni particolari per iscrivere i tuoi figli, in quanto cittadini stranieri? Come faranno i tuoi figli a seguire le lezioni in una lingua che non sono (ancora) in grado di parlare?


Approfondisci nel seguito: Frequentare la scuola in un altro paese dell’UE In quanto cittadini dell’UE, i tuoi figli hanno il diritto di frequentare la scuola in qualsiasi paese dell’UE In questo caso alle stesse condizioni dei cittadini nazionali. Hanno il diritto di essere inseriti in una classe di alunni della loro età e di livello equivalente a quello della classe frequentata nel paese di origine, a prescindere dalle loro conoscenze linguistiche. Se sei un cittadino dell’UE che, per motivi di lavoro, si trasferisce in un altro paese dell’Unione, la normativa europea prevede per i tuoi figli il diritto di frequentare nel paese ospitante corsi di lingua gratuiti, che li aiutino ad adattarsi al nuovo sistema scolastico. Sappi che il sistema scolastico del tuo nuovo paese di residenza potrebbe essere molto diverso dal tuo. In alcuni paesi, per esempio, i bambini devono scegliere molto presto se seguire un indirizzo accademico o professionale. Ecco perché non esiste un riconoscimento automatico dei certificati scolastici. In alcuni paesi, prima di poter iscrivere i propri figli in una scuola locale bisogna chiedere alle autorità nazionali di riconoscere i certificati scolastici. Caso personale Cambiare sistema scolastico senza traumi La famiglia Owens, con tre figli di 9, 12 e 17 anni, ha lasciato il Galles per trasferirsi in Francia. La figlia maggiore era al primo anno di preparazione agli “A-level”, equivalente britannico dell’esame di maturità, che si consegue in due anni e si basa, in genere, su tre materie. Dopo aver scoperto che il “baccalaureato” francese è molto diverso dagli “A-level” e comprende, in genere, esami su 12 materie, gli Owens hanno ritenuto opportuno che la figlia maggiore proseguisse gli studi seguendo il sistema britannico, in una scuola internazionale vicina alla loro nuova città di residenza. I figli minori, invece, sono stati iscritti a una scuola francese.

FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/ education/school/enroll/index_it.htm Partenariati con scuole all’estero Se sei un insegnante o un allievo e ti interessa entrare in contatto con altre scuole europee, puoi partecipare al programma Comenius dell’Unione europea (http://ec.europa.eu/education/lifelong-learning-programme/comenius_fr.htm). Le scuole di tutta Europa possono anche incontrarsi su Internet, attraverso il portale “eTwinning” http://www.etwinning.net/it/pub/index. htm FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/ education/school/partner/index_it.htm UNIVERSITA’ Se hai intenzione di frequentare l’università in un altro paese dell’UE, avrai sicuramente una serie di domande: Come posso iscrivermi? Qual è la durata dei corsi nel paese in cui desidero studiare? Quanto costa? Le mie competenze linguistiche saranno sufficienti? Approfondisci nel seguito. CONDIZIONI DI AMMISSIONE E DI INGRESSO In qualità di cittadino dell’UE, hai il diritto di frequentare qualsiasi università dell’UE alle stesse condizioni degli studenti del luogo. Tuttavia, le condizioni di ammissione variano notevolmente a seconda dei paesi e delle università. A prescindere dalle altre condizioni d’ingresso, i paesi dell’UE non possono negarti l’accesso all’istruzione o alla formazione a causa della tua nazionalità. Norme particolari valgono per le tasse e le borse di studio. Esame di lingua: Alcuni paesi dell’UE possono prevedere un esame di lingua per attestare le tue conoscenze linguistiche. Caso personale Informati sulle procedure d’iscrizione in vigore negli altri paesi dell’UE Battista è italiano e vuole studiare nel Regno 9


Unito. Siccome non conosce il sistema d’iscrizione centralizzato (UCAS) del Regno Unito, ha superato il termine ultimo per la presentazione della domanda. Invece di cominciare l’università subito dopo la maturità, ha quindi dovuto attendere l’anno accademico successivo. FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/ education/university/admission-entry-conditions/index_it.htm Tasse universitarie e sostegno finanziario Tasse e sovvenzioni In Europa le tasse universitarie variano notevolmente da un paese all’altro. Se in alcuni paesi l’ammissione all’istruzione superiore è gratuita, in altri frequentare l’università può essere piuttosto costoso. Anche il sostegno finanziario, sotto forma di borse di studio, sovvenzioni o prestiti, dipende da diversi criteri. Struttura delle tasse universitarie e delle sovvenzioni. Tuttavia, in qualità di cittadino dell’UE che frequenta un’università di un altro paese europeo: > non devono esserti chieste tasse più elevate. > hai diritto alle stesse borse di studio dei cittadini del paese ospitante per coprire le tasse universitarie. Questa parità di trattamento non si applica necessariamente ai prestiti né alle borse di sostegno o mantenimento. Alcuni paesi, però, possono scegliere di propria iniziativa di concedere borse di mantenimento a studenti stranieri. Studenti stranieri già residenti Se vivi da cinque anni o più nel paese in cui intendi studiare, pur non essendone cittadino, hai diritto a una borsa di mantenimento alle stesse condizioni previste per chi ha la cittadinanza di quel paese. Sostegno finanziario nei vari paesi dell’UE Trova e confronta le principali sovvenzioni e borse 10

di studio dei paesi dell’UE (e di altri paesi europei) su http://www.scholarshipportal.eu/#basic Per ricevere ulteriori informazioni sulle borse di studio concesse ai cittadini che decidono di studiare all’estero, puoi anche contattare il ministero della pubblica istruzione del tuo paese di origine (http://europa.eu/youreurope/citizens/education/contact/index_it.htm). Se vai a studiare all’estero, le autorità del tuo paese d’origine possono decidere di concederti una borsa di mantenimento. Tuttavia, in genere queste sono disponibili soltanto per un periodo di tempo limitato. Caso personale Verifica quali sono le condizioni per ottenere una borsa di studio nel tuo paese Dopo aver studiato quattro anni negli Stati Uniti, Johs, cittadino danese, ha deciso di frequentare un master nel Regno Unito. All’epoca il governo danese concedeva ai suoi studenti borse di mantenimento per un periodo massimo di sei anni; il periodo era però ridotto a quattro anni se si studiava in un altro paese. Johs non ne era al corrente e purtroppo, avendo ricevuto una borsa per quattro anni negli Stati Uniti, non ha usufruito di alcun sostegno finanziario per i suoi studi nel Regno Unito. FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/ education/university/fees-and-financial-help/ index_it.htm Riconoscimento dei titoli accademici Il riconoscimento non è automatico. Non esiste un meccanismo automatico per il riconoscimento dei titoli accademici a livello europeo. Di conseguenza, se hai intenzione di proseguire gli studi in un altro paese dell’UE, dovresti rivolgerti alle autorità competenti per ottenere il riconoscimento del tuo titolo di studio. Se hai già deciso di completare una parte degli studi all’estero, prima di partire verifica che il paese in cui hai scelto di recarti riconosca il tuo titolo di studio.


I sistemi d’istruzione rientrano nelle competenze delle autorità nazionali dei paesi dell’UE le quali determinano le norme da applicare, comprese quelle relative al riconoscimento dei titoli accademici conseguiti all’estero. Caso personale Scopri se un paese dell’UE riconosce il titolo di studio che hai conseguito all’estero Dopo aver conseguito la laurea in Germania, Kathrin ha deciso di trasferirsi in Francia per seguire un corso di specializzazione. Le autorità locali, però, non hanno riconosciuto il suo titolo di studio e le hanno chiesto un certificato rilasciato da un’università francese che attestasse le sue qualifiche. Dopo aver discusso con un’università francese, Kathrin è riuscita a ottenere il riconoscimento della laurea. È stata equiparata alla “licence” francese, un titolo rilasciato dopo soli tre anni di studio, che Kathrin riteneva di gran lunga inferiore a quello conseguito in Germania. Kathrin ha quindi dovuto frequentare altri due anni di università in Francia prima di potersi iscrivere al corso di specializzazione. Ottenere l’equipollenza della laurea Nella maggior parte dei casi, puoi ottenere un “certificato di equipollenza” del diploma di laurea, che equipara il tuo titolo di studio a quelli del paese in cui desideri trasferirti. A tal fine, contatta il centro ENIC/NARIC del paese in cui desideri ottenere l’equipollenza, vale a dire il tuo paese di origine se vi ritorni dopo gli studi, oppure un altro paese dell’UE se pensi di andarci a lavorare o a proseguire gli studi. A seconda del paese in cui i diplomi vengono valutati e dello scopo di tale valutazione, il centro ENIC/NARIC si occuperà direttamente della pratica o la trasferirà all’autorità competente. Prima di chiedere l’equipollenza, accertati: > dell’eventuale costo del servizio >della durata della valutazione – occorrono diverse settimane o più mesi a seconda del paese, dello scopo e della complessità della pratica >del documento che verrà rilasciato – potrebbe trattarsi di una piena equipollenza o di una rela-

zione comparativa >di cosa puoi fare se non condividi l’esito della valutazione (come presentare ricorso). Se fornisci la documentazione nel formato Europass (come il supplemento al diploma http:// europass.cedefop.europa.eu/it/documents/ european-skills-passport/diploma-supplement), il diploma potrà essere più facilmente confrontato e riconosciuto. Qualifiche professionali Questa sezione riguarda il riconoscimento dei titoli accademici. Il riconoscimento delle qualifiche professionali negli Stati membri (approfondisci su: http:// europa.eu/youreurope/citizens/work/abroad/qualifications-for-employment/index_it.htm), ovvero dei diplomi di laurea che consentono l’esercizio di una professione, come l’infermiere o l’avvocato, è regolato da altre norme europee. FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/ education/university/recognition/index_it.htm Scambi studenteschi Studi Erasmus all’estero Se sei uno studente universitario puoi svolgere una parte dei tuoi studi o effettuare uno stage presso un’azienda all’estero partecipando al programma Erasmus. Se partecipi al programma Erasmus: ■sei esentato dalle tasse di iscrizione o dalle tasse universitarie presso l’università ospitante ■gli studi all’estero vengono presi in considerazione per il conseguimento della tua laurea ■hai diritto a una borsa di studio dell’Unione europea che contribuisce a coprire le spese di viaggio e di soggiorno. Riconoscimento del periodo di studi trascorso all’estero La tua università deve riconoscere il periodo trascorso all’estero ai fini del conseguimento della laurea, se hai completato il programma di studi concordato prima della partenza. Programmi comuni post-laurea Con Erasmus Mundus puoi partecipare ad un pro11


gramma post-laurea offerto congiuntamente da università con sede in diversi paesi dell’UE (in alcuni casi anche al di fuori dell’UE). Il programma consente di studiare o condurre ricerche in almeno due paesi e di conseguire un titolo comune, doppio o multiplo. Erasmus Mundus è aperto a studenti dell’Europa e di tutto il mondo. Partnership al di là dei confini dell’UE Le borse di studio Erasmus Mundus possono anche sostenere collaborazioni con università di diversi paesi e regioni del mondo. Le borse di studio intendono aiutare gli studenti europei a studiare in paesi extra UE, nonché permettere agli studenti non europei di frequentare un’università dell’UE. Per saperne di più sulle partnership che offrono borse di studio ai cittadini del tuo paese Se sei interessato alle collaborazioni accademiche dell’UE con l’Australia, il Giappone, la Nuova Zelanda e la Repubblica di Corea, consulta il programma di cooperazione bilaterale. Visita l’ufficio relazioni internazionali della tua università Se la tua università partecipa ad altri programmi internazionali di scambi, il suo ufficio relazioni internazionali può darti maggiori informazioni su Erasmus e altre opportunità di questo tipo. FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/ education/university/exchanges/index_it.htm Assistenza sanitaria Assistenza sanitaria per chi studia all’estero Se sei un cittadino dell’UE che desidera frequentare l’università in un altro paese dell’Unione In questo caso verifica che l’assicurazione sanitaria del tuo paese di origine copra i costi di assistenza per l’intera durata del tuo soggiorno all’estero. Alcuni enti nazionali di assicurazione sanitaria prevedono la copertura dei costi di assistenza all’estero soltanto per un periodo di tempo limitato. In tal caso, dovrai iscriverti al sistema sanitario nazionale del paese in cui intendi studiare o stipulare un’assicurazione privata. 12

Per tutto il periodo coperto dall’assicurazione sanitaria, dovrai essere in possesso di una tessera europea di assicurazione malattia in corso di validità per ricevere assistenza dai medici locali e chiedere il rimborso dei costi sostenuti. I modelli E 111 ed E 128 non sono più validi; sono stati sostituiti della tessera europea di assicurazione malattia. Il sistema sanitario del paese ospitante potrebbe essere diverso da quello del tuo paese di origine. In alcuni paesi, per esempio, i pazienti pagano per le prestazioni mediche e chiedono successivamente un rimborso; in altri casi i medici non vengono pagati direttamente dai pazienti. Tessera europea di assicurazione malattia Per ottenere la tessera europea di assicurazione malattia puoi rivolgerti al tuo ente di assicurazione sanitaria oppure a quello dei tuoi genitori o del coniuge, se sei a carico loro. Devi procurarti la tessera prima di andare a studiare all’estero. Studenti lavoratori o fuori corso L’assicurazione sanitaria del tuo paese potrebbe non coprire le spese mediche sostenute durante il periodo di studi all’estero. > Ciò accade spesso agli studenti di età superiore ai 28 o 30 anni > È altresì probabile che alcuni dottorandi siano considerati lavoratori residenti e non studenti, a seconda del tipo di finanziamento di cui usufruiscono. Se rientri in una di queste due categorie, devi stipulare un’assicurazione sanitaria privata o iscriverti al servizio sanitario nazionale del paese ospitante. Caso personale Informati sulla normativa riguardante la previdenza sociale del paese ospitante Wim è un cittadino belga che ha deciso di frequentare l’università nei Paesi Bassi e si è pertanto munito di una tessera europea di assicurazione malattia valida. Vorrebbe svolgere un lavoro part-time, ma ha scoperto che per la-


vorare nei Paesi Bassi è obbligatorio iscriversi al sistema di assicurazione sanitaria nazionale per poter beneficiare delle prestazioni di base. Il costo è di circa 1 100 euro all’anno, anche per chi possiede una tessera europea di assicurazione malattia. Il progetto di lavoro risulterebbe quindi più costoso del previsto FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/ education/university/health/index_it.htm Lavorare studiando Se hai intenzione di trasferirti in un altro paese dell’UE per studiare, devi disporre di un reddito sufficiente per autosostenerti. Il reddito può provenire da varie fonti, come i genitori, il coniuge o, naturalmente, l’attività professionale. In quanto cittadino dell’UE, hai lo stesso diritto di lavorare mentre studi dei cittadini del paese ospitante. Non avrai bisogno di un permesso di lavoro, anche se lavori a tempo pieno. Unica eccezione: per i cittadini bulgari e rumeni si applicano ancora delle restrizioni transitorie sul lavoro nell’UE. Per saperne di più sulle restrizioni transitorie sull’attività lavorativa vai su: http://europa.eu/youreurope/citizens/work/ abroad/work-permits/index_it.htm. Diversi paesi consentono di lavorare un numero illimitato di ore alla settimana. Altri prevedono limiti trimestrali, semestrali o annuali. Per saperne di più su lavorare studiando in un altro paese dell’UE vai su http://europa.eu/youreurope/citizens/work/ abroad/index_it.htm. Imposte e sicurezza sociale Se vivi in un altro paese dell’UE per oltre 6 mesi (183 giorni) l’anno sei considerato residente ai fini fiscali. Di conseguenza, se lavori studiando dovrai pagare le imposte e i contributi sociali sul reddito percepito nel paese in cui studi. Quest’ultimo potrebbe anche tassare il reddito guadagnato in un altro paese, ad esempio con lavori estivi svolti nel paese di origine. In alcuni casi bisogna dichiarare questo reddito e pagare

le corrispondenti tasse nel paese in cui si studia. Molti, ma non tutti, i paesi dell’UE hanno concluso accordi contro la doppia imposizione, che a volte determinano il paese in cui vanno versate le imposte. Per saperne di più sulle imposte vai su http:// europa.eu/youreurope/citizens/work/abroad/ taxes/index_it.htm. Caso personale Joost è uno studente olandese che si è trasferito nel Regno Unito per studiare. Lavora a tempo parziale in un ristorante con un contratto stipulato in base al diritto inglese. Il suo datore di lavoro deduce le imposte e i contributi sociali dalla paga mensile e versa per lui i contributi alle autorità britanniche. Durante le vacanze estive Joost lavora a tempo pieno nella città natale dei Paesi Bassi. Il suo datore di lavoro versa i suoi contributi alle autorità fiscali olandesi. Joost, che ha il domicilio fiscale nel Regno Unito, può sia richiedere un rimborso alle autorità olandesi per poi pagare la corrispondente imposta sul reddito nel Regno Unito, oppure dichiarare il reddito guadagnato nei Paesi Bassi e le imposte già versate per avere una riduzione fiscale dalle autorità britanniche. FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/ education/university/working-while-studying/ index_it.htm STAGE Le esperienze di stage e tirocinio sono ottime per arricchire il tuo CV. Partecipando a uno stage in un altro paese dell’UE In questo caso puoi apprendere una nuova lingua o acquisire competenze professionali che forse nel tuo paese non avresti la possibilità di sviluppare. Approfondisci nel seguito

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Sostegno finanziario Studi e stage all’estero con il programma Erasmus Se sei uno studente universitario puoi svolgere una parte dei tuoi studi o effettuare uno stage presso un’azienda all’estero partecipando al programma Erasmus.

INIZIATIVE Ue PER LE IMPRESE In questo numero parliamo del programma Erasmus per giovani imprenditori

SITO DI RIFERIMENTO http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/index.php

Istruzione e formazione professionale Stai seguendo un percorso d’istruzione o formazione professionale? Hai appena terminato gli studi e desideri migliorare le tue competenze professionali e accrescere le possibilità d’impiego con uno stage all’estero? Il programma europeo “Leonardo da Vinci” può offrirti un sostegno finanziario. Salute Se intendi recarti in un altro paese dell’UE In questo caso per svolgere un tirocinio o seguire un corso di formazione professionale, è necessario che tu disponga di un’assicurazione sanitaria valida nel paese di destinazione: ■Se sei uno studente e desideri completare la tua formazione professionale durante un soggiorno all’estero, puoi usufruire della tessera europea di assicurazione malattia, se rientri nelle categorie alle quali viene rilasciata. Prima di partire, richiedila presso l’ente sanitario del tuo paese di origine. ■Se lavori come dipendente nel paese in cui segui un percorso formativo, devi iscriverti a un regime locale di assicurazione sanitaria. FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/ education/traineeships/health/index_it.htm

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State pensando di avviare una vostra impresa o l’avete costituita da poco? O forse siete imprenditori di successo alla ricerca di nuovi mercati e idee innovative? Il Programma Il programma europeo di scambio per imprenditori Erasmus per giovani imprenditori è un programma di scambio transfrontaliero che offre ai nuovi imprenditori – o aspiranti tali – l’opportunità di imparare i segreti del mestiere da professionisti già affermati che gestiscono piccole o medie imprese in un altro paese dell’Unione europea. Lo scambio di esperienze avviene nell’ambito di un periodo di lavoro presso la sede dell’imprenditore esperto, il quale aiuta il nuovo imprenditore ad acquisire le competenze necessarie a gestire una piccola impresa. L’imprenditore ospitante ha l’occasione di considerare la propria attività sotto nuovi punti di vista, collaborare con partner stranieri e informarsi circa nuovi mercati. Il soggiorno è cofinanziato dall’Unione europea. Che siate neo-imprenditori o professionisti navigati, il programma può apportare un importante valore aggiunto alla vostra attività: scambio di conoscenze ed esperienze,


possibilità di estensione della rete di contatti a livello europeo, nuovi rapporti commerciali, accesso a mercati esteri fin’ora sconosciuti, sono solo alcuni dei molteplici benefici. Chi può partecipare? Nuovi imprenditori: giovani seriamente intenzionati a costituire una propria impresa o che abbiano avviato una propria attività negli ultimi tre anni. Imprenditori già affermati: titolari o responsabili della gestione di una piccola o media impresa (PMI) nell’UE. Approfondisci su: http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page.php?cid=2 Benefici Se siete nuovi imprenditori, avrete l’opportunità di vivere un’esperienza di formazione sul posto di lavoro presso una PMI con sede in un altro paese dell’Unione europea. Ciò vi aiuterà ad avviare con successo la vostra attività o a rafforzare le basi dell’impresa che avete costituito di recente. Non solo: potrete affacciarvi su nuovi mercati, intraprendere rapporti di collaborazione internazionale e sfruttare potenziali occasioni di cooperazione con partner stranieri. Se siete imprenditori già affermati, potrete trarre beneficio da una mente motivata e pronta ad alimentare la vostra attività con idee innovative. Il vostro ospite potrebbe essere dotato di competenze o conoscenze specializzate in un ambito che non dominate, magari complementare al vostro. La maggior parte degli imprenditori esperti che hanno aderito al programma sono rimasti talmente entusiasti dello scambio che hanno deciso di ripetere l’esperienza. Si tratta senza dubbio di una collaborazione da cui entrambe le parti possono trarre enormi benefici, poiché offre tanto agli uni quanto agli altri nuove opportunità di mercato a livello europeo, la possibilità di individuare nuovi partner commerciali e di scoprire modi diversi di fare affari.

Sul lungo termine, i vantaggi potrebbero estendersi alla creazione di un’ampia rete di contatti e alla decisione di continuare la cooperazione, magari come partner stabili in affari (ad es. concludendo un accordo di joint venture, stipulando subcontratti, definendo rapporti di fornitura, ecc.). Come funziona il programma Il programma “Erasmus per giovani imprenditori” è finanziato dalla Commissione europea e opera su tutto il territorio dell’Unione grazie alla collaborazione di centri di contatto locali attivi nel settore del sostegno alle imprese (quali Camere di commercio, centri di appoggio alle imprese start-up, incubatori di imprese, ecc.). Le loro attività sono coordinate a livello europeo dall’Ufficio di Supporto del programma. Approfondisci sulla FONTE: http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page.php?cid=2 Come partecipare 1 clic, 28 paesi europei, infinite opportunità d’impresa I neo-imprenditori e i professionisti già affermati che desiderano partecipare al programma di scambio per imprenditori possono fare domanda usando lo strumento di iscrizione on-line (http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page. php?pid=007). I candidati dovranno indicare un centro di contatto locale, scelto, di regola, tra quelli attivi nel loro paese di residenza (http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page. php?cid=06). Il ruolo del centro sarà quello di guida e interlocutore di riferimento per tutto il processo. I candidati che vivono in uno dei pochi stati in cui non sono ancora disponibili centri di contatto locali possono indicare nella domanda un centro situato in un paese europeo di loro scelta. Cliccando sul link di seguito http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page.php?cid=05 è possibile consultare l’elenco dei centri di contatto locali che aderiscono al programma Erasmus per giovani imprenditori. Se la domanda verrà accettata, l’imprenditore 15


potrà accedere al catalogo on-line in cui sono raccolte tutte le candidature, per individuare con l’aiuto del suo centro di contatto locale un partner idoneo. Consigliamo a tutti gli interessati di leggere attentamente la guida all’iscrizione prima di iniziare la registrazione (guida per i nuoviimprenditori (http://www. erasmus-entrepreneurs.eu/upload/NE%20registration%20guide%20-%20FINAL.pdf) /guida per gli imprenditori ospitanti (http://www. erasmus-entrepreneurs.eu/upload/HE%20registration%20guide%20-%20FINAL.pdf), in modo da procurarsi tutte le informazioni necessarie prima di cominciare. Guida passo passo Per partecipare al programma Erasmus per giovani imprenditori basta seguire questi semplici passi: 1.Prepara i documenti necessari alla candidatura: curriculum vitae, lettera di motivazioni e, solo se sei un nuovo imprenditore, un progetto d’impresa; 2.Compila il formulario on-line (link) e presenta il CV e il progetto d’impresa (quest’ultimo solo se sei un nuovo imprenditore); 3.Avvia un rapporto con un nuovo imprenditore o con un imprenditore ospitante. Puoi procedere in due diversi modi: a) indicando al tuo centro di contatto locale un imprenditore – nuovo o ospitante – con cui sei già in contatto, o b) consultando il catalogo on-line per cercare, con l’aiuto del tuo centro di contatto locale, un partner adeguato tra gli imprenditori nuovi e ospitanti iscritti. 4.Concorda con il tuo partner – imprenditore nuovo o ospitante – un progetto di lavoro e apprendimento (date, obiettivi e programma di attività dello scambio) e presentalo al tuo centro di contatto locale; 5.Firma il documento sull’Impegno per la qualità: tutte le parti coinvolte nel programma devono sottoscrivere (con firma digitale) un progetto 16

di Impegno per la qualità (link). Se sei un nuovo imprenditore devi, inoltre, concludere un accordo di finanziamento con il tuo centro di contatto locale; 6.Comincia il tuo soggiorno all’estero: lo scambio può durare da 1 a 6 mesi e può essere suddiviso in intervalli di una settimana (l’esperienza, tuttavia, deve concludersi entro un massimo di 12 mesi); 7.L’aiuto finanziario al nuovo imprenditore viene erogato in più pagamenti, nei termini e nei modi stabili dall’accordo sottoscritto con il centro di contatto locale. Il tuo centro di contatto locale Nell’ambito del programma Erasmus per giovani imprenditori, il tuo interlocutore principale sarà il tuo centro di contatto locale. Si tratta di un soggetto selezionato dalla Commissione europea per guidarti nelle varie fasi dello scambio: ti consiglierà nella compilazione della domanda di partecipazione, ti aiuterà a stabilire un rapporto di successo con un partner idoneo e ti fornirà tutte le risposte di cui avrai bisogno. Ti invitiamo a scegliere un centro di contatto attivo nella regione o nel paese in cui risiedi. Se vivi in uno dei pochi stati che ancora non dispongono di centri di contatto locali, puoi indicare un centro di contatto situato in un paese europeo a tua scelta. È possibile che ti venga offerta l’opportunità di partecipare a un corso di formazione per prepararti all’esperienza. Il tuo centro di contatto locale valuterà la tua candidatura. Se questa verrà accettata, potrai cominciare la ricerca di un partner. Il centro di contatto dell’imprenditore ospitante fornirà appoggio anche al nuovo imprenditore, visitandolo durante il soggiorno. http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page. php?cid=5


INIZIATIVE Ue IN BASILICATA

2019: le città italiane candidate a capitale europea della cultura – Matera è in lizza Dopo Marsiglia (Francia) e Košice (Slovacchia) quest’anno, le future Capitali europee della cultura saranno Riga (Lettonia) e Umeå (Svezia) nel 2014, Mons (Belgio) e Plzeň (Repubblica ceca) nel 2015, Donostia-San Sebastián (Spagna) e Wrocław (Polonia) nel 2016, Aarhus o Sonderborg (Danimarca) e Nicosia o Paphos (Cipro) nel 2017. Per il 2018 si attende la decisione di Malta e Olanda e poi toccherà a Italia e Bulgaria nominare le due capitali culturali europee del 2019. Il nostro paese esprimerà per la quarta volta un ECoC (European Capital of Culture), dopo Firenze nel 1986, Bologna nel 2000, Genova nel 2004.Una ventina di città italiane aspiranti al titolo stanno dunque lavorando per presentare il dossier di candidatura al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo entro il 20 settembre 2013, data da cui prenderà ufficialmente avvio la prima fase di selezione. Definito il pacchetto ristretto di candidate, a inizio 2015 si avrà il verdetto finale, con conseguente proclamazione, da parte delle istituzioni europee (Commissione europea e Consiglio). Allo scopo, presso il Mibac è stato istituito il Punto di contatto nazionale per l’Azione comunitaria “Capitale europea della cultura (l’azione fu istituita con la Decisione 1622/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 ottobre 2006, riguardante gli anni dal 2007 al 2019). Il compito della capitale culturale: far dialogare Il senso dell’azione, e quindi il compito della città che incarna la capitale europea della cultura, è valorizzare la ricchezza, la diversità e le caratteristiche comuni delle culture europee, contribuendo a promuovere il dialogo interculturale e la comprensione reciproca fra cittadini dell’Ue. http://www.europarlamento24.eu/2019-le-citta-italiane-candidate-a-capitale-europea-dellacultura/0,1254,76_ART_3740,00.html Matera è in lizza Tra i Comuni che si preparano a concorrere per il titolo di ECoC è presente quello di Matera I partner e il team La candidatura della città di Matera, avvenuta nel 2011, è sostenuta unitariamente dalle princi-

pali istituzioni regionali. Il Comitato Matera 2019 è infatti costituito dal Comune di Matera, dalla Regione Basilicata, dal Comune di Potenza, dalle Province di Matera e Potenza, dalla Camera di Commercio di Matera e dall’Università degli Studi della Basilicata.Presenti inoltre una serie di sostenitori privati e non, come Sviluppo Basilicata SpA la Società finanziaria della Regione Basilicata per la ricerca, creazione, sviluppo e internazionalizzazione delle PMI (ndr) e del territorio e la Banca Popolare del Mezzogiorno. Sulla base delle linee guida fornite dalla Commissione Europea, il modello organizzativo prescelto da Matera per realizzare il dossier di candidatura prevede un Consiglio di Amministrazione, un Gruppo di lavoro e un Comitato Scientifico. Il progetto e il budget Come si legge sul sito ufficiale, l’intento di Matera 2019 è quello di “costruire una città aperta, che sappia dare carta bianca agli operatori europei della cultura e dell’arte, e realizzare con tre anni di progetto uno spazio disponibile a tutti, fatto di infrastrutture economiche che abbattono i costi, di infrastrutture operative che rendono più facile realizzare le proprie idee, fatto di tecnologie che rendono rapide e condivise le comunicazioni e i commenti”. Il budget complessivo della candidatura sarà di circa 2 milioni e mezzo di euro in tre anni, con una quota principale investita dalla Regione Basilicata.A prescindere dall’esito della competizione, il lavoro sinergico portato avanti da Matera 2019 si prefigge l’obiettivo di: migliorare i collegamenti del trasporto nazionale e internazionale investendo nelle infrastrutture (anche di tipo tecnologico), migliorare i servizi pubblici in relazione ad efficienza energetica e raccolta rifiuti, potenziare le politiche educative e imprenditoriali con relativa nascita di nuove attività in ambito creativo. Attività e investimenti inseriti nell’ottica di dare al turismo, all’orgoglio cittadino e in generale alla città stessa un ulteriore slancio, che dimostri anche altrove quanto il Sud Italia sia “un valore condiviso, mondiale e un modello di convivenza”, così come un possibile esempio di “nuovo modello culturale”. Fonte: h t t p : / / w w w. e u r o p a r l a m e n t o 2 4 . e u / m a tera-2019-una-citta-aperta/0,1254,76_ ART_3720,00.h 17


MATERA I SASSI, PRIMO SITO DEL SUD PATRIMONIO UNESCO INCANTEVOLE LUOGO D’ARTE DA VISITARE E AMMIRARE

Comitato Matera 2019: Perché la candidatura di Matera 2019 Noi vogliamo candidare la città di Matera. E in quel noi c’è tutta la Basilicata. Perché la nostra città può aspirare a rappresentare la cultura europea nel 2019? Matera dagli anni ‘50 in poi è stata un importan18

te luogo di sperimentazione, di innovazione, di attrazione di grandi cineasti e artisti, ma anche di feconda ibridazione tra personalità esterne e risorse locali. Matera ha fatto grandi sforzi: da vergogna nazionale a prima città del Sud ad essere nominata patrimonio dell’umanità; da città misconosciuta ad una delle principali città d’arte da visitare; è una città che ha messo in atto alcuni importanti interventi di recupero, ma che non ha ancora valorizzato il suo enorme potenziale culturale. Candidarsi per il 2019 significa dotare Matera, la


nostra città, di un nuovo e forte impulso ideale per una nuova fase della sua trasformazione. Significa infatti poter pensare a una città che passa da una fase in cui una opportunità perlopiù già colta - quella di rendere fruibile il suo territorio storico, con i suoi contenuti architettonici e culturali e con ampie ricadute turistiche - a una nuova fase in cui da un lato punta ad attrarre stabilmente talenti culturali economici e tecnologici e dall’altra si pone il problema della sostenibilità diffusa di tale progetto. Matera - cogliendo questa sfida, che sia vinta o meno - può concretizzare la possibilità di diventare una delle principali città attrattive non solo di turisti ma anche di preziose risorse mobili (talenti, industrie creative) e specializzarsi in settori di servizi ad alto valore aggiunto. La dimensione di Matera induce a pensare la possibilità di nuovi modelli per città della sua stessa tipologia in Europa e nel Mediterraneo, ma anche nella fascia centroamericana, centro africana e centro asiatica. Quanto potrà essere sperimentato a Matera potrà divenire di esempio a livello mondiale, e non potrà che essere un nuovo modello culturale di progettare, fruire, comunicare città di piccole e medie dimensioni.Ma oltre alla sperimentazione sociale, tecnologica, ambientale, oltre alla sua tipologia che la rende simili a tante città del Sud del mondo che hanno voglia di dimostrare che questo Sud è un valore, un valore condiviso, mondiale, un modello di convivenza, noi vogliamo offrire anche un nuovo metodo per costruire la sua candidatura e soprattutto un meccanismo fortemente innovatore per i sistemi culturali. Vogliamo costruire una città aperta, che sappia dare carta bianca agli operatori europei della cultura e dell’arte, e realizzare con tre anni di progetto uno spazio disponibile a tutti, fatto di infrastrutture economiche che abbattono i costi, di infrastrutture operative che rendono più facile realizzare le proprie idee, fatto di tecnologie che rendono rapide e condivise le comunicazioni e i commenti.Uno spazio culturale veramente “aperto”, dove da tutta Europa si possa arrivare e produrre un momento di alta cultura in maniera semplice e condivisa, con un pubblico attento

e preparato e delle istituzioni in grado di inserire sempre le singole attività in un progetto e in una dimensione più allargata e avanzata, parte costituente di una eredità dell’agire che è parte integrante del progetto stesso di Capitale Europea della Cultura. Chi siamo Candidarsi a Capitale Europea della Cultura vuol dire non tanto avere un’idea, al limite una buona o ottima idea, ma soprattutto costruire e realizzare una strategia unitaria che deve coinvolgere ed interessare tutti i 600.000 abitanti della Basilicata. Per questo, la candidatura è sostenuta unitariamente dalle principali istituzioni regionali: il Comitato Matera 2019 è costituito dal Comune di Matera, dalla Regione Basilicata, dal Comune di Potenza, dalle Province di Matera e Potenza, dalla Camera di Commercio di Matera e dall’Università degli Studi della Basilicata. È un Comitato a tempo, che esaurirà il suo compito al momento della scelta da parte dell’Italia della città che rappresenterà il nostro paese nel 2019: il modello individuato è perciò quello del Comitato di Scopo, ai sensi dell’art. 39 e ss. del Codice Civile. Il modello organizzativo prescelto per realizzare il dossier di candidatura risponde alle Linee guida della Commissione Europea, in quanto assicura un forte ed unitario supporto delle Istituzioni alla candidatura (Consiglio di Amministrazione) e nel contempo assicura una autonomia operativa alla struttura di lavoro tecnica, coordinata dal Direttore del Comitato e supportata dal Comitato Scientifico, che svolge le attività sulla base di un piano di lavoro e di indirizzi concordati con il Consiglio di Amministrazione. Fonte: http://www.matera-basilicata2019.it/

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CHI SIAMO

da gennaio 2013 siamo un Centro pubblico locale di informazione e comunicazione europea con sede a Matera presso Sviluppo Basilicata SpA, società in house alla regione Basilicata selezionata dalla Commissione Europea per ospitare il centro.

COSA OFFRIAMO

come punto locale di contatto offriamo informazioni per conoscere meglio le attività dell’Unione Europea, le sue priorità politiche, il suo funzionamento, la legislazione, i programmi, le opportunità di finanziamento.

A CHI CI RIVOLGIAMO

ci rivolgiamo a cittadini, operatori economici e sociali, imprese, organismi per la ricerca e il volontariato, enti pubblici, organismi privati. In breve il centro è a disposizione del largo pubblico.

IL NETWORK EUROPE DIRECT

Europe Direct Sviluppo Basilicata fa parte di una rete di ca 500 Centri di Informazione sull’Ue presenti in ogni paese dell’Europa, gestita dalla Commissione Europea. In Italia sono attive ca 50 strutture coordinate dalla rappresentanza della Commissione Europea in Italia. La rete Europe

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Direct comprende inoltre, oltre i suddetti Centri di informazione, 400 Centri di documentazione presso le Università e i Centri di ricerca europei e 400 relatori esperti (Team Europe) in grado di guidare interventi, workshop o dibattiti in occasione di fiere e conferenze. L’obiettivo essenziale della rete è di promuovere la cittadinanza partecipativa sia mediante i vari strumenti di comunicazione, sia interagendo con gli Enti, i moltiplicatori e i media a livello locale e regionale, stimolando il dibattito soprattutto mediante conferenze ed eventi e canalizzando verso l’Ue i feedback dei cittadini.

INFO

Per contattare il Servizio centrale di informazioni Europe Direct in qualsiasi lingua dell’UE n. verde unico: 0080067891011 Per contattare la Rappresentanza dell’Unione Europea in Italia: Via IV Novembre 14 – 00187 Roma – t. +39 06 699991

Europe Direct SviluppoBasilicata Newsletter settembre 2013  
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