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aprile - maggio

In una Paese dove lo stato sociale arretra, la Chiesa è baluardo in difesa delle fasce deboli. E’ una sfida nuova? «Il Papa, nel messaggio per la Giornata della pace, insiste molto sulla lotta alla povertà. C’è una povertà globale che ora investe anche le nostre Nazioni. La chiesa locale se ne fa carico. E’ un impegno gravoso, ma senza sostituirsi al ruolo proprio dello Stato». Anche la sforzo per sottrarre la domenica alla logica del consumismo e del lavoro 7 giorni su 7 va in questa direzione? «La domenica mantiene una valenza religiosa e umanizzante. Vivere la domenica ricorda a tutta la società che noi non siamo né bestie, né cose, né macchine».

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Non crede che in quest’epoca, tra i fedeli si sia persa la dimensione escatologica della Fede: il Cristianesimo solo come fatto morale o costume? «E’ una provocazione molto potente, oggi. La Chiesa offre un servizio unico: mettere in relazione l’uomo con la Grazia di Dio e vedere come questa relazione diventi feconda e aiuti ad affrontare la vita. La dimensione escatologica è importante, insieme alla proposta di valori morali. Ma l’esperienza cristiana è anche una esperienza di relazione con la persona viva di Cristo». Per i ragazzi gli oratori sono spesso l’unico centro di ritrovo. E la preghiera e la catechesi? «Gli oratori devono essere delle case aperte, ma non vuote. Ci deve

Città dei Mille aprile-maggio 09  
Città dei Mille aprile-maggio 09  

Periodico di Bergamo e provincia