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di Giuseppe Purcaro

«Con la paura non si offre futuro» Monsignor Francesco Beschi, bresciano, 57 anni, è il nuovo vescovo di Bergamo: «Le diversità sono una ricchezza o un disastro: dipende da come si gestiscono»

Interviste

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FRANCESCO BESCHI

aprile - maggio

rancesco Beschi, bresciano, 57 anni, è il nuovo vescovo di Bergamo. Ordinato sacerdote nel 1975, un rilevante curriculum pastorale, Beschi è stato dal 2003 a gennaio 2009 ausiliare della diocesi bresciana. Sostenitore della famiglia, devoto a Maria (nel suo stemma la stella mariana e il motto “Secondum verbum tuum”), ammira la ricchezza di santuari e di devozione mariana nella Bergamasca. Sarebbe d’accordo «per un santuario dedicato alla Regina della Famiglia, mentre sulle Ghiaie (dove sarebbe apparsa la Madonna proprio col titolo di “Regina della Famiglia”, nda) ammetto di aver sentito solo il nome, ma cercherò capire meglio il caso». Eminenza, lei è stato tra i promotori dell’Associazione nazionale famiglie numerose e il responsabile dell’ufficio famiglia della Diocesi. E’ terzo di cinque figli. Oggi si usa dire che non si fanno figli perché “costano”... «I figli sono un dono. Le difficoltà economiche sono rilevanti, ma non decisive. E’ questione più culturale e sociale. Questa contrazione non può essere imputata alla scelta dei singoli che decidono in un clima diverso rispetto a quello dei nostri avi, dove le esigenze sociali erano diverse ma c’era anche una tradizione che aiutava a far famiglia. I genitori oggi si sentono soli nello sforzo educativo». L’ideologia della flessibilità ha coinvolto anche la vita di coppia? Anche l’amore è a tempo determinato o precario? «Precarietà e flessibilità sono proprie di questo momento. C’è però anche un problema della formazione alla maturità. Sosteniamo quei percorsi che portino le persone ad acquisire maturità e solidità».

Città dei Mille aprile-maggio 09  
Città dei Mille aprile-maggio 09  

Periodico di Bergamo e provincia