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STORIA DEL KUNG FU

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Dal sito del SIFU Paolo Cangelosi www.disciplineorientali.it


SOMMARIO Introduzione I/ Stili esterni Hung Gar .......................................................p.5 Wing Chun .....................................................p.8 Tang Lang ......................................................p.10 Shaolin .............................................................p.12 Nam Chuan ...................................................p.16 Choy Li Fut ...................................................p.17 Tsui Pa Hisien ..............................................p.20 II/ Stili interni Storia del Tai Chi ..........................................p.22 Tai Chi stile Yang .........................................p.24 Tai Chi stile Chen .........................................p.25 Pa Kua ...............................................................p.26

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INTRODUZIONEParlare delle arti marziali tradizionali cinesi, con l'intento di essere esaustivi in poche righe, è come cercare di racchiudere la vastità del cielo in uno spazio delimitato, affinché possa essere facilmente osservabile da chiunque. In Occidente, come in Oriente, ormai, il temine Kung Fu è sinonimo di Arte Marziale cinese e per la maggior parte delle persone è un termine di antico retaggio. In realtà, è una parola moderna coniata agli inizi del 1900, la cui traduzione letterale, "lavoro duro", rende si l'idea di un qualcosa che si ottiene con grande sacrificio e abnegazione, ma che può essere applicata a qualsiasi campo del sapere umano, dalla medicina alla filosofia, dalla scienza all'Arte, dallo studio al lavoro fisico. In altre parole, solo in epoca moderna, l'arte marziale cinese trova un termine comune con il quale identificarsi, mentre in passato molti erano i nome delle arti da combattimento. In antichità, CHUAN FA, "movimento del pugno", CHANG KUO CHANG, "grande abilità nella boxe", o ancora SHOU FENG, "la mano del vento" e SHOU FUT, "la mano di Buddha", erano alcuni dei nomi più usati. Evolvendosi da rudimentali tecniche di lotta a stili sempre più raffinati, le arti marziali cinesi presero nel tempo vari nomi, non solo per differenziarsi, ma soprattutto per mettere in risalto o il fondatore dello stile, o il principio filosofico a cui si riferiva, oppure all'animale che lo ispirava. Le origini del Kung Fu sono molto antiche, esse nascono parallelamente allo sviluppo culturale umano, e le prime tecniche codificate risalgono a circa 2500 anni prima di Cristo. La scarsità di testi completi di storia cinese relativa al Kung Fu e il velo di mistero e leggenda che da sempre lo avvolgono, rendono difficile l'analisi delle sue origini anche perchè l'istinto del combattimento è innato nell'uomo, il quale nelle sue prime evoluzioni si sviluppa essenzialmente sul corpo a corpo, come necessità innata di attrazione dell'avversario e, nell'atto di stringerlo a sè, averne una maggiore consapevolezza e controllo. La "lotta" è la nascita primordiale dell'arte marziale, istintiva nell'animo umano, è necessità di catturare e prendere l' "energia" dell'avversario. punti salienti dell'evoluzione storica del Kung Fu sono essenzialmente 4: Primo passaggio storico. Le prime notizie su tecniche di combattimento codificato risalgono al 2700 a.C. circa, durante la dinastia XIA (Hsia), definita "era leggendaria". Quest'epoca, che i Cinesi riconoscono come nascita della loro cultura e della loro storia, vide tre imperatori succedersi, ognuno dei quali contribuì notevolemente allo sviluppo ed al progresso delle scienze, dell'agricoltura, della medicina, etc. Il primo di questi fu FU HI (2852-2737); egli codificò le formule divinatorie relative alla composizione dei trigrammi (già esistenti) raggruppandole nel famoso testo dell'I Ching. A lui successe SHENG NONG (2737-2697), detto "il coltivatore di genio" o "divino coltivatore", innovatore dell'agricoltura e della medicina fitoterapeutica. Infine HUANG DI (Huang Ti, 2697-2597), che favorì l'arte medica. Egli codificò un sistema di combattimento che si realizzava spesso dalla corta distanza, quindi si svilupparono particolarmente tecniche di corpo a corpo, leve, proiezioni, etc. Secondo passaggio storico. Un altro momento fondamentale nell'evoluzione dell'arte marziale si ha durante la dinastia HAN, che regnò dal 206 A.C. al 226 d.C. (divisa in Han anteriori e Han posteriori). In questo periodo entra il Buddismo in Cina (la data ufficiale di tale entrata si fa risalire al 50 a.C., anche se i primi influssi si hanno tra il 400 e il 300 a.C.), il Taoismo gode della sua massima espansione e si assite ad una esplosione culturale a tutti i livelli; la Cina è unificata sotto un'unico impero. Anche il Kung Fu ebbe notevole impulso grazie all'opera di vari maestri grazie ai quali l'arte marziale comincia a raffinarsi in forme più elaborate (come ad esempio Chuei Ti), si comincia a distinguere tra combattimento corpo a corpo ed una scherma di braccia e gambe. In questo stesso periodo si sviluppò anche il TAO YING o ginnastica taoista interna, molto importante ed usata ancora ai giorni nostri (e di cui parleremo ancora più avanti). Importante fu il contributo di medici esperti nelle arti da combattimento che con la loro conoscenza sull'anatomia del corpo umano svilupparono sia tecniche interne di longevità che tecniche di combattimento. Terzo passaggio storico. Facciamo ora un salto di circa 300 anni ed arriviamo intorno al 520 d.C., durante il cosiddetto "Medio Evo Cinese" (220- 618 d.C.). In questo periodo compare un personaggio che rimarrà giustamente famoso nel mondo del Kung Fu sia per il suo apporto allo sviluppo dell'arte, che per il suo contributo alla conoscenza del Buddismo in Cina: si tratta di TA-MO (contrazione del nome

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Bodhidharma; Duruma o Duruma Tai Shi in Giapponese). Fervente seguace del Buddismo Mahayana, arrivò in Cina attraverso le montagne del Tibet durante le persecuzioni induiste. Dopo anni di pellegrinaggio in territorio cinese, fu accolto dall'imperatore Liang Wu Ti che regnava in quel periodo e anch'egli buddista. Ma Wu, dopo aver appreso le teorie filosofiche e religiose di Ta-Mo e dopo averne compreso la forsa innovatrice e l'influenza spirituale che avrebbero avuto sulla popolazione, per timore lo bandì dal regno, costringendolo ad errare ancora per la Cina fino a raggiungere il monastero di Shaolin nella regione dell'Honan. Si dice che qui egli rimase per 9 anni seduto in una grotta davanti ad una parete rocciosa in meditazione raggiungendo l'illuminazione spirituale e qui accettato come maestro e capo spirituale. In questo monastero i monaci si dedicavano alla meditazione nella quale avevano raggiunto livelli molto elevati, ma trascurando totalmente il corpo. Ta-Mo insegnò loro l'unione del corpo e dello spirito, dapprima con degli esercizi ginnici e quindi con tecniche di combattimento (vista la necessità di difendere il monastero dai frequenti tentativi di saccheggio). Grazie a lui i monaci di Shaoling divennero abili combattenti, sviluppando nel tempo numerosi stili di lotta basati sullo studio del comportamento degli animali. Ta-Mo è considerato colui che introdusse il Buddismo Mahayana (del Grande Veicolo) in Cina, dove prenderà il nome di Chan o Chan'na (Dyana in India e Zen in Giappone). Il principio su quale si basa la sua dottrina è, come abbiamo detto, l'unione tra spirito e corpo attraverso l'esercizio fisico e la meditazione. Gli si attribuiscono capacità straordinarie sia fisiche che spirituali ed è considerato il personaggio più famoso ed apprezzato nella storia del Kung Fu. Quarto passaggio storico. Arriviamo ora al 1640 d.C., durante la destabilizzazione della dinastia MING (ultima dinastia cinese, 1368-1644) e il successivo avvento della dinastia CHING (Manciù proveniente dalla Mongolia). In questo periodo, e più esattamente nel 1642, avvenne la distruzione dell'ultimo baluardo Sholin in Cina ad opera dell'imperatore KANGTSI, grazie al tradimento di alcuni monaci che aprirono le porte del monastero permettendo a circa 4000 soldati manchù di entrare al suo interno, affrontati da circa 150 monaci guerrieri. Dalla distruzione del monastero dell'Honan si salvarono solo 7 o 9 monaci i quali, transfughi per la Cina, continuarono lo studio del kung Fu, ormai dichiarato fuorilegge e la conseguente divulgazione delle arti marziali attraverso le cosiddette "Sette segrete Ming" in onore della dinastia che più aveva contribuito allo sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese. In questo periodo abbiamo la nascita di tutti gli stili derivati dalla Shaolin, tra i quali Wing Chun, Hung Gar e Choy Li Fut. Quinto passaggio storico. Nel 1912 abbiamo l'ultima data importante per il Kung Fu, con la "Rivolta dei Boxer" contro l'oppressivo potere colonialista delle potenze occidentali che sempre di più si stava introducendo in Cina. Vi parteciparono moltissime Sette e Maestri di Kung Fu (dando vita ai "55 giorni di Pechino").

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I/ STILI ESTERNI

Stile HUNG GAR

HUNG GAR, Hong Kun, Hung Kune, nasce alla fine del 1600 (durante la dinastia Ch'ing), dopo la distruzione del monastero Shaolin e la divulgazione dei metodi di Kung Fu da parte dei monaci superstiti. Possiamo quindi affermare che l'Hung Gar fa parte delle derivazioni Shaolin. E' uno stile particolare, che si sviluppa nell'ambito del Nam Siu Lam Kuen ed è anche il più importante tra gli stili praticati nel Sud della Cina; lo stesso fondatore del Choy Lee Fut studiò lo Shaolin partendo dall'Hung Gar. Famiglia Hung è la traduzione delle parole Hung Gar (Gar=famiglia, come Chia in cantonese); la storia vuole che il monaco Ti Sin Sin (Ti Chi Shin, Chi Shin), già maestro di Nui Mg, si salvasse dalla distruzione del monastero dell'Honnan rifugiandosi a Lo Han, altro monastero Buddista, dove conobbe Hung Nei Kwun, originario di Canton (Hung Hai Kwun). Con il monaco Ti Sin Sin, Hung studiò gli erudimenti dello Shaolin ed anche una forma chiamata Kon Ji Fo Fu Kuen,c he diverrà in seguito la forma caratteristica dello stile e considerata come l'essenza del movimento Hung Gar; attualmente è la forma che rappresenta lo stile e viene usata come test per valutare il livello di pratica di tutti gli allievi, anche i più esperti. Il fisico robusto e potente di Hung, determinò la nascita di uno stile duro e potente, che rifacendosi ai movimenti fondamentali dello Shaolin, enfatizzava la forza inizialmente fisica e muscolare, per poi arrivare al lavoro di Wai Chi Kung. Come per lo Shaolin i movimenti si rifanno ai cinque animali di base ma con un ordine di successione diverso: Drago - Loong Tigre - Fu Serpente - Se Leopardo - Pao Gru - Hoy. Anticamente si studiava "l'Orso" come sesto animale e "l'Oro" come elemento associato, infatti nelle forme più tradizionali ritroviamo molti movimenti e tecniche relative a questo animale. Gli animali che rappresentano lo stile sono: Gru (eleganza, energia Yin) e Tigre (forza, energia Yang). Lo stile Hung Gar viene divulgato inizialmente nelle regioni intorno alal città di Canton (Kianshi, Hunan, Fukkien) per poi espandersi a tutto il Sud della Cina, influenzando inoltre le arti marziali dell'isola di Okinawa (fino alla dinastia Ming protettorato cinese) che diverranno poi, subendo diversi processi evolutivi e diverse influenze dei altri stili del nord della Cina, quello che conosciamo oggi come "Karate".

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Cronologia dello stile Hung Gar

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Note alla cronologia. WONG FEI HUNG, 2a metà del 1800, è Sifu nel 1936, muore nel 1936. LAM SAI WING, quando diviene caposcuola viene riconosciuto da tutte le scuole di Hung Gar CHAN HON CHUN conosce Lam Sai Wing all'età di 18 anni, quando si trasferisce ad Hong Kong; smette di insegnare nel 1987, dopo aver creato una associazione di 6000 praticanti circa ed aver combattuto contro la mafia e la malavita di Hong Kong ricevendo onorificenze e riconoscimenti per l'impegno sociale dalla Regina Elisabetta. Nato a Canton nel 1909, morto ad Hong Kong il 23.2.91 nel quartiere di Mong Hok dove viveva. WONG FEI HUNG e TI KIU SAN, vissero nella seconda metà del 1700, vengono ricordati come maestri eccezionali sia per essere contemporaneamente riconosciuti successori del M° Wong Kei Yen, sia per appartenere alle famose Sap Fu (dieci tigri di Canton, quasi tutti praticanti di Hung Gar, Choy Lee Fut e Wing Chun), cioè i dieci migliori artisti marziali, delle quali fece parte anche Chan Heng (famoso M° di Choy Lee Fut dello stesso periodo). Wong Fei Hung divenne caposcuola, di dice che riuscì ad uccidere due tigri con le sole mani, chiuso in una fossa, per dare dimostrazione del valore del suo Kung Fu. Ti Kiu San aveva una attività di commercio di seta e spesso si trovava a girare per il Sud della Cina, sempre pronto a proteggere i più deboli da banditi ed aggressori; famosi sono i suoi Gon Sao dipinti in una pagoda di Canton, nella quale si eseguivano gran parte delle sue sfide ufficiali che non perse mai. Furono insieme i maestri che contribuirono maggiormente allo sviluppo dello stile. Il programma ufficiale, quello che viene da Lam Sai Wing dopo il suo lavoro di unificazione delle scuole Hung Gar, è composto da sette forme a mano nuda e dieci forme con le armi, anche se in realtà le forme Hung Gar sono (come tutti gli stili di matrice Shaolin) circa un centinaio, anche perché ogni Maestro ha arricchito lo stile della propria esperienza e del proprio modo di interpretare lo stile. Le forme vengono eseguite a volte con la percussione del tamburo per dare il comando di inizio, oppure seguendo il ritmo della danza del leone. Un'importanza particolare riveste la "Danza del Leone", non solo nell'Hung Gar ma in tutto il Kung Fu. Il Leone, per i c cinesi considerato animale mitologico, viene rappresentato da tutte le scuole di arti marziali per mezzo di una danza dalle caratteristiche acrobatiche e marziali, divenendo oggetto di sfide e gare. Si impiega in tutti gli avvenimenti importanti anche al di fuori dell'ambito del Kung Fu ed è considerata di buon auspicio. Principalmente due le tipologie dei leoni: il leone del Sud detto anche "Leone dell'Unicorno" e quello del Nord detto "Leone della Perla".

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La danza del Leone viene ritmata da un tamburo ed altri strumenti a percussione (piatti, gong, ecc). me tutti gli stili del Sud, anche l'Hung Gar lavora in particolare sul rafforzamento delle gambe per l'esecuzione di posizioni lunghe e caricate, delle braccia e del tronco per le tecniche potenti; i movimenti sono netti, precisi, non si lavora mai inarcando o caricando la schiena, che si mantiene sempre diritta in qualsiasi tipo di movimento, per questo è di per sé uno stile raccomandato ai più giovani per le sue caratteristiche affini ai migliori esercizi di ginnastica correttiva. E' uno degli stili più duri del Kung Fu ed è rispettato in tutto l'ambiente marziale, "uno stile per uomini forti o per coloro che forti vogliono diventare": è detto comune dell'Hung Gar. Nella sua tradizione, lo stile stesso si apprende direttamente dallo studio delle forme e delle loro applicazioni, ogni forma infatti si divide in sequenze applicative da allenare poi in coppia o in più persone; sono previsti prestabiliti di coppia a diversi livelli. Un aspetto molto importante è quello del lavoro sul potenziamento dell'energia interna, chiamato "Qi Gong" (o Chi Kung), del quale l'Hung Gar si avvale per la realizzazione di sofisticate tecniche di offesa e difesa, nonché per schermare il corpo in modo da renderlo resistente agli attacchi.

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Wing Chun Il WING CHUN nasce come tecnica marziale sintesi delle tecniche complesse riscontrate negli stili Shaolin. Si ispira alla gru negli spostamenti d'anca e al serpente nell'esecuzione degli attacchi. Fu creato dalla monaca NUI MG (MUI NG) poco tempo prima della distruzione del Monastero Shaolin dell'Honnan ad opera dei CHING mongoli ed il suo ritiro presso il Monastero di LEUNG CHOY nelle montagne del WUTAN (Nord Cina), dove rimase per 3 anni (fine 1600). In quei luoghi vi era una località, dove in una locanda, viveva una ragazza di nome ZING CHUN KIM (JIM), la quale per poter difendere se stessa e la sua famiglia dai banditi che in quel tempo imperversavano nella regione, volle imparare le tecniche messe a punto dalla Monaca, la quale la accettò come allieva, insegnandole a combattere dopo 3 anni di studio. Dalla ragazza si ha il nome dello stile, che letteralmente significa "Bella Primavera". Il WING CHUN nasce quindi nel nord della Cina: - i suoi fondamenti si sviluppano intorno al 1640, poco prima della distruzione del Monastero Shaolin dell'Honnan; - si definisce nel Monastero di LEUNG SHOY (WUTAN); - si sviluppa poi con WING CHUN KIM, la quale si trasferisce nel sud della Cina creando la prima scuola di WING CHUN. Lo stile è caratterizzato dall'economia dei movimenti, dall'impostazione del corpo con una posizione semplice e quasi naturale, dall'impostazione del pugno eseguito con le ultime tre nocche e dalla combinazione di più tecniche. Il pugno in particolare ha una caratteristica che lo distingue da tutti gli altri stili di Kung Fu: infatti la sua impostazione avviene con le nocche verticale in linea con l'avambraccio e non esiste il caricamento della tecnica, la quale si esegue di scatto e con una traiettoria più corta possibile. Mentre il pungo YANG KUNE è basato sul caricamento e sulla potenza, il CHOY (CHUIE, YAT CHOY) è basato sulla velocità di esecuzione e sul controllo della contrazione e decontrazione muscolare simultanea alla respirazione. Le parate WING CHUN vengono eseguite sempre a mano aperta e in generale sono sempre corredate dall'uscita del corpo con spostamento d'anca, dal controllo e dal simultaneo contrattacco. Il WING CHUN è uno stile dinamico che utilizza linee rette, basato sia sulla rapidità che sulla combinazione veloce di più tecniche, è importante l'anticipo negli attacchi subiti o il repentino contrattacco dopo una parata. Per il 70-80% lavora sulle braccia e non richiede particolari doti fisiche, è infatti uno stile di Kung Fu messo a punto da una donna ed anche se appartiene alla scuola WAI CHIA, non necessita tanto di potenza quanto di costante allenamento per acquisire scioltezza, determinazione, sincronismo delle varie tecniche e coordinazione. Le posizioni utilizzate sono essenzialmente due: 1) Una posizione frontale con i piedi alla larghezza delle anche, ginocchia flesse in modo da tendere la zona lombare ed avere la schiena dritta; il bacino è spinto in avanti; 2) Una posizione che mantiene le stesse caratteristiche della prima per quanto riguarda le dimensioni, l'impostazione della colonna vertebrale ed il bacino, ha però una gamba anteriore con "piede a 45°" all'interno ginocchio leggermente flesso; la posteriore ha sempre il piede a 45° e ginocchio flesso e mantiene il peso del corpo è a 70%. Nelle posizioni WING CHUN si ha sempre l'addome spinto in avanti per compensare l'incassamento del plesso solare e conservare il CH'I nel TAN TIEN. Il WING CHUN si divide in due parti fondamentali: 1) AN CHOY KAI = tecniche di intercettazione o LOP SAO; 2) AN CHOY CH'A CH'U = tecniche di controllo o CHI SAO.

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La loro fusione genera il KOU SAO o NUK SAO, considerato l'essenza dello stile. I principi base dello stile sono: - anticipo (distanzia medio/corta); - intercettazione; - controllo, che può realizzarsi in HER SHOU, cioè con il braccio anteriore che controlla mentre il posteriore attacca, oppure in HI SHOU, cioè con il braccio anteriore che controlla, dopo la parata strisciando sul braccio dell'avversario e quindi attaccando.

CRONOLOGIA DELLO STILE NUI MG fine 1600 d.C. WING CHUN KIM fine 1640 d.C. LEUNG BOK CHAU (Leung Bok To, Leung Bok Choy, Bak Hoy Pak o insuperabile gru bianca) primo allievo di Wing Chun Kim; 1680 d.C. LEUNG YEE TAI 1730 d.C. A lui è attribuita la continuazione dello stile originale SHEON CHUEON LAI 1720 d.C. Fu tra i primi ad inserire il concetto di LOP SAO WONG WAM PO LEUNG JAN Figlio di Yee Tai CHAN WAM TSUEN SKON TONG CHU 1740 d.C. Continua fondendo Wing Chun e Hung Gar LEUNG BIK Figlio di Jan YIP MAN Grande M° di Wing Chun continua l'insegnamento ad Hong Kong. Fu M° di Bruce Lee. Il Wing Chun divenne famoso durante la II guerra mondiale grazie a questo Maestro, che aprì la sua prima scuola ad Hong Kong. Muore nel 1972 ad Hong Kong LUK SON CHAI 1970 (Luk Kai Son) YIP CUN Figlio di Man (vivente) LUK YU Figlio di Son Chai (vivente). Ha studiato con il padre e si è specializzato con Yip Man

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Stile TANG LANG TANG LANG Lo stile della Mantide Religiosa detto anche Chu Kai Chuan nasce nella Cina del Nord intorno al 1600 per opera del M° Zong Long, nativo del distretto di Liu nella provincia di Shantung; sin da bambino fu introdotto allo studio del Kung Fu, dimostrando subito abilità e doti marziali notevoli, tanto da arrivare ancor giovanissimo ad avere una grande esperienza nell'arte marziale. Di Wong Long si narra che fosse un abile combattente, sempre pronto a difendere i più deboli, prendendo parte a numerose sfide anche con altri maestri, essendo sempre vincitore. Un giorno però incontrò in combattimento un certo maestro di nome Fai abilissimo che lo sconfisse. Ritiratosi per perfezionare il suo Kung Fu, Wong, allenatosi duramente per un lungo periodo, volle di nuovo sfidare il M° Fai, il quale lo batté per la seconda volta, dimostrando che sebbene il suo Kung Fu fosse di ottimo livello, non possedeva ancora una tecnica che gli consentisse di vincerlo. Ritiratosi in meditazione, con l'idea di capire in che modo vincere quest'abile combattente, Zong fu disturbato da un rumore tra le foglie vicino al punto dove sedeva e vide una mantide religiosa che si batteva con una cavalletta; il combattimento fu avvincente ed egli rimase colpito dai movimenti di quell'insetto che divorò la cavalletta dopo averla bloccata con le zampe e spezzata utilizzando anche la testa come strumento d'attacco. Catturato l'insetto, Wong cominciò a studiarlo a fondo in tutti i suoi atteggiamenti, strategie e movimenti di lotta, riuscendo poi a fondere le sue conoscenze marziali con le nuove tecniche "apprese dalla mantide religiosa": Ne nacque uno stile sorprendente sia per la formazione della tecnica di base, che è l'esatto equivalente della zampa raptatoria dell'insetto, sia per l'influenza che lo stile della scimmia (essendo quello preferito da Wong Long) ha nella creazione di questo innovativo quanto originale metodo di Kung Fu, con tecniche di mano, atteggiamenti e calci derivati dall'Hou Chuan (Stile della Scimmia, nel quale egli eccelleva). Wong Long mise a punto il suo nuovo stile e dopo un lungo addestramento sfidò di nuovo il M° Fai, riuscendo questa volta a sconfiggerlo. Il M° Fai rimase sbalordito dalla tecnica di Wong a tal punto che chiese di divenire suo allievo: nasce così la scuola di Tang Lang fondata dal M° Wong Long nel 1650 circa. La scuola si sviluppa principalmente nel Nord della Cina (Shantung, Poi Hopei, Shiansi, Honan) per poi espandersi anche a Sud (Quantung) in seguito a determinati accadimenti come vedremo più avanti, ricordando ora il M° Wei Hisiang, che divenuto Sifu sotto la guida di Wong Long all'età di 50 anni (studiò Tang Lang per 12 anni), si spostò con la sua famiglia a Sud. Un giorno, mentre Wei era fuori di casa, la sua famiglia fu assalita da una banda di briganti e annientata. Al suo ritorno avrebbe voluto vendicarsi ma l'impossibilità di rintracciare i banditi lo indusse a desistere e a ritirarsi in eremitaggio sulle montagne dell'Hopei, lontano dalla vita sociale. La sua fama di M° di Tang Lang, però, si era già sparsa nelle zone circostanti e molti giovani lo raggiunsero chiedendo insistentemente di essere istruiti sull'arte del Kung Fu. Nacque così una nuova scuola di Tang Lang caratterizzata da movimenti ancor più potenti della prima nel lavoro di braccia, ma con tecniche di gamba meno spettacolari, infatti, la caratteristica fisica di Wei era la potenza muscolare eccellente, ma scarsa flessibilità sulle gambe; il suo stile si modificò leggermente dall'originale con l'inserimento di tecniche specifiche per irrobustire il corpo, sia muscolarmente sia nella respirazione e nell'aumento dell'energia "wai". Anche la scuola di Wai divenne ben presto famosa, tanto che gli allievi cominciarono a sfidarsi all'insaputa dei due maestri; in seguito Wong Long e Wei Hisiang s'incontrano e stupiti entrambi di quanto stava accadendo e felici di essersi ritrovati, unificano le due scuole. Wei si dichiara allievo di Wong Long e Wong Long inserì nel programma d'addestramento tutte le tecniche messe a punto da Wei: si ha così la fusione delle due scuole e la creazione di una fortissima scuola di Kung Fu che rimarrà imbattuta per oltre 20 anni. In età avanzata Wong Long diventerà anche un grande M° spirituale, evolvendo il suo studio marziale con tecniche di meditazione e riferimenti filosofici propri, alimentati dal pensiero taoista e confuciano. Alcune teorie circa la nascita del Tang Lang dichiarano: - il Tang Lang già esisteva a Shaolin e Wong rifugiatosi in esso ne studiò le tecniche che poi sviluppò nello stile che oggi conosciamo;

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- il Tang Lang fu introdotto a Shaolin da Wong Long quando vi si rifugiò nel periodo dell'invasione dei Manciù, in quanto ricercato per aver organizzato sette segrete contro la dinastia dei Ching. Si dice inoltre che fosse uno dei monaci salvatisi dalla distruzione del monastero Shaolin. In realtà Wong codificò il suo stile dopo una permanenza nel monastero e il maestro Fai era un monaco con il quale egli si misurò per valutare la sua abilità nel Kung Fu; fu allora che creò il Tang Lang. Fai contribuì poi, con la sua grande esperienza, ad arricchire e completare i principi di combattimento creati da Wong. Il Tang Lang si espanse per tutta la Cina divenendo famosissimo e diversificandosi in più stili sia nel Nord (più spettacolare e acrobatico), sia nel Sud (tecniche corte, colpi di gomito, ginocchio, testa, combattimento a corta distanza); si divide poi in stili antichi e moderni (dal 1850 in poi). Scuole di Tang Lang antico sono oggi difficili da trovare, a causa della tramandazione dello stile che subisce sempre delle modifiche o aggiunte da parte dei vari maestri che si succedono, sia perché ognuno inserisce qualcosa di personale con lo scopo di migliorare lo stile, sia per adattarlo al proprio corpo. Come per lo Shaolin e il Tai Chi è uno stile composto da moltissime derivazioni, tenendo conto che la sua cronologia ufficiale si divide in tre rami principali, ognuna delle quali fa riferimento al Tang Lang di Wong Long, specializzando alcuni suoi aspetti. La storia vuole che Wong Long nel momento della massima espansione della sua scuola, prese tre mantidi e le diede ai tre migliori allievi, una ognuno Le mantidi erano diverse tra loro nella colorazione del dorso: - mantide immacolata, cioè priva di segni, da cui nasce il PI MEN Tang Lang (letteralmente significa Tang Lang della porta segreta, per il suo modo chiuso di impostare la guardia e chiudere le "porte" dei punti vulnerabili); - mantide delle sette stelle, con sette macchie sul dorso disposte secondo il disegno astrale dell'Orsa maggiore, da cui nasce il CHAT SIN Tang Lang, - mantide del bocciolo di prugno, con una macchia sul dorso, da cui nasce il MEI HUA Tang Lang. Queste tre derivazioni metteranno in evidenza tre diversi modi di interpretare lo stile originario del M° Wong Long, da parte dei tre allievi scelti per la continuazione del Tang Lang. Infatti: - il Chat Sing è uno stile rigido, secco, privo di movimenti coreografici, essenziale e corto negli spostamenti; - il Pi Men è uno stile lungo, plastico e potente; i suoi movimenti sono eleganti; - il Mei Hua è fluido, leggero e veloce ed è il maggiore ispiratore del Wu Shu Tang Lang in epoca moderna. Si dice che il Tang Lang originario fosse molto simile al movimento Chat Sing del nord, per cui si tende ad affermare che le derivazioni dello stile provengano direttamente dal Chat Sing.

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Stile SHAOLIN Il complesso mondo degli stili che vanno sotto il nome di "Shaolin" nascono e si sviluppano nell'omonimo tempio buddista, situato nella regione dell'Honnan, nel centro-nord della Cina. Il monastero costruito durante la dinastia WEI (386 - 584 d.C.) ad opera dell'imperatore HSIAO WEN DI nel 495 d.C., per ospitare il monaco buddista indiano BA QUO (BA TUO), sorge nel complesso montuoso SONG SHAN, sul versante boscoso del monte SHAO SHI da cui il nome SHAO (monte Shao) LIN (foresta). Secondo alcuni il termine SHAO sta per "piccolo" o "giovane" e quindi Shaolin significherebbe "giovane bosco", aggiungendo il termine JI o SI (monastero) o SU (collina) ed ancora il termine CHUAN (pugno o più esattamente metodo) si ha il nome completo che racchiude il complesso degli stili marziali propri di questo monastero. Appartenente alla corrente Hinayana del buddismo, Ba Tuo iniziò l'opera di divulgazione della dottrina buddista con la traduzione delle sacre scritture indiane, affinché potesse predicare e impartire gli insegnamenti del Budda. Il monastero si espande e si arricchisce, ma bisognerà attendere la venuta di BODDIDHARMA nel 520 d.C. affinché la fama di Shaolin si estenda per tutta la Cina. L'arrivo di BODDIDHARMA (TA MO o DA MO) in Cina viene preceduto da una sbalorditiva reputazione. Gli si attribuirono doti mistiche e spirituali straordinarie; figlio di SHUGANDA, re di MADRAS e KERALA nel Sud dell'India, allievo del XXVII patriarca dopo il Budda (PRAJNATRA), dal quale ottenne la discendenza spirituale, divenendo il XXVIII patriarca del buddismo Mahayana, giunse in Cina alla corte dell'imperatore WU, fondatore della dinastia LIANG del Sud. WU, fervente buddista, studioso dei testi sacri e promotore dello sviluppo del buddismo, volle ricevere il Maestro in udienza ufficiale al fine di mostrare il suo operato nel regno, caratterizzato dalla costruzione di nuovi templi e dall'avere presso la corte imperiale la sede dell'Ordine dei monaci; convinto che la pratica del buddismo fosse l'accumulare meriti per mezzo di buone azioni e assicurarsi nelle vite future condizioni sempre migliori. TA MO ascoltò attentamente l'imperatore, indaffarato nel mostrare in forme esteriori l'insegnamento della dottrina buddista ed annebbiati dal concetto errato di santità che si raggiunge come premio; infine replicò: "assolutamente nessun merito"; WU sconcertato chiese: "ma allora dove si trova la Via, il Principio Primo?", TA MO rispose: "in tutte le cose, nulla è sacro". "chi sei dunque tu?" chiese l'imperatore e il Maestro rispose: "non lo so nemmeno io". Offeso dalla tormentata udienza con l'imperatore, TA MO decise vagare per la Cina alla ricerca del luogo adatto nel quale ritirarsi in meditazione; nel suo errare si fermò in diversi monasteri, tra i quali TON WA, JION TI, LEON CHOY, ma il principio di unità tra corpo e spirito al quale egli si rifaceva non venne accolto. Successivamente si ritirò sulla montagna di SHAO SHI e si stabilì in una grotta, dove rimase in profonda meditazione per nove anni, durante i quali ogni giorno monaci buddisti e discepoli giungevano con l'intento di ricevere insegnamenti dal "Grande Illuminato", che nel frattempo venne riconosciuto come il primo patriarca del buddismo CHAN e maestro spirituale di SHAOLIN. La legenda vuole che Boddidharma si tagliasse le palpebre per non addormentarsi mai durante la meditazione e che la sua concentrazione fu tale che riuscì ad imprimere l'ombra del suo corpo nella roccia davanti alla quale meditava, mentre gli uccelli nidificavano fra i suoi capelli. Per molti studiosi TA MO fu il creatore o meglio il divulgatore di antichi esercizi fisici e tecniche di lotta che poi perfezionate nel tempo dai monaci si trasformarono nel cosiddetto KUNG FU di SHAOLIN o Boxe di SHAOLIN. Sviluppo armonico dello spirito e del corpo in comunione con il respiro sono gli elementi della triplice armonia tipici dell'insegnamento di TA MO e della scuola CHAN in generale, che si oppone alle lunghe ore di meditazione passiva e negativa, proponendo armonia pratica ed essenziale tra passività e attività, tra quiete e movimento. Il messaggio di Boddidharma a Shaolin diede sicuramente uno sviluppo considerevole alle pratiche

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marziali del monastero, non solo sul piano tecnico ma anche sul piano filosofico e culturale, apportando un ampio contributo al lavoro sull'energia interna (CH'I KUNG) e sullo sviluppo del CH'I. Ben presto la fama dei monaci guerrieri Shaolin si espanse per tutta la Cina ed in alcuni periodi storici essi presero parte alle travagliate vicende militari in soccorso a principi ed imperatori. Nell'anno 621 durante la transizione tra la dinastia SUI e quella TANG, 13 monaci salvarono il principe LI SHIMIN, fondatore della dinastia TANG con il Titolo di TANG TAI ZHONG, dalla prigionia alla quale lo avevano costretto le schiere del generale WANG SHICHONG. Grande riconoscenza ebbero quei 13 monaci, insigniti dei più alti onori militari; per volere di TANG TAI ZHONG nel 617 nasce la figura del monaco guerriero, il quale oltre ad essere addestrato nella filosofia e nelle arti marziali, riceveva un addestramento militare vero e proprio. Non ebbe solo onori il monastero Shaolin, anzi subì più volte attacchi e assedi in quanto potenza militare ed economica in contrasto a volte con le classi regnanti, specie quelle degli stranieri invasori. Nel periodo a cavallo tra l'840 e l'846 d.C. venne decretata la distruzione di oltre 4500 monasteri senza distinzione di culto, tra cui il monastero buddista di LO HAN nel Sud-Est della Cina, nella regione del FUKKIEN; Shaolin resistette agli attacchi e in breve la specializzazione marziale dei monaci guerrieri si arricchì dell'uso delle armi da taglio, mentre il confine esterno delle mura del monastero si trasformò in fortezza. La specializzazione marziale si raffina a tal punto che nascono stili di lotta ispirati al movimento degli animali, non solo negli atteggiamenti tecnici e nelle strategie di combattimento, ma anche nell'utilizzo dell'energia ad essi correlata, sfruttando il lavoro sul potenziamento del potere interno (Ch'i kung). Durante la dinastia SONG (960 1279) nascono molte scuole di KUNG FU WU SHU; Zhao Kuangyin, fondatore dei Song, esperto di Shaolin chuan che studiò nel monastero, creò il TAIZUQUAN (boxe del grande imperatore). L'interesse delle autorità religiose verso la pratica del KUNG FU rimase inalterato e i monaci sempre più sospinti ad un addestramento marziale; nel monastero convivono ormai, più di trenta stili di KUNG FU, anche perché l'abate del tempio, il monaco FU JU, invitò eminenti maestri che soggiornarono nel monastero per diversi anni, in modo da perfezionare la pratica dei monaci guerrieri; al termine della loro permanenza venne compilato il "Manuale della boxe di Shaolin", nel quale vennero raccolte centinaia di forme di combattimento. In realtà ben pochi erano i monaci che potevano lavorare su più stili, ogni maestro custodiva gelosamente il proprio sapere marziale e lo condivideva solo con i propri allievi, in segreto e numerose erano le sfide tra i monaci guerrieri sia dimostrative, sia cruente lotte all'ultimo sangue. Durante l'ultimo periodo della dinastia SONG (1115 / 1234), mentre i Mongoli premevano lungo i confini Nord-orientali, minacciando una imminente invasione, il Decano del monastero con l'intento di formare monaci guerrieri abili, imprevedibili e forti in un periodo relativamente breve, ordinò l'unificazione degli stili praticati all'interno del monastero. A CHUEH YUAN, giovane monaco, di famiglia nobile e già esperto di Kung Fu, venne affidato l'incarico di riunire in una codificazione semplificata gli svariati stili di lotta del monastero. Il giovane non contento di una sua prima elaborazione, si avvalse dell'aiuto di due famosissimi maestri: LI CHEN e PAI YU FENG. Di questi due lottatori non si conosce molto, tranne il fatto che fossero dotati di abilità fuori dal comune e il loro Kung Fu eccezionale. Vennero invitati all'interno del monastero e sulla base dei 18 LUOHAN QUAN antichi di Shaolin, lavorarono insieme al monaco Chueh Yuan all'unificazione degli stili del monastero. Successivamente, riprendendo il lavoro del famoso maestro e medico della dinastia HAN, Hua To, creatore dei WU QING XI, Chueh Yuan mise a punto le basi dello "SHAOLIN QUAN", codificando le "WU DOUNSHENG": le cinque combinazioni, ispirate ai cinque animali di base dello Shaolin. Drago (Loung), Tigre (Fu), Leopardo (Pao), Serpente (She), Gru (Hoy), formeranno d'allora in poi la base di lavoro per l'apprendimento dello "stile del monastero". Ognuno dei cinque animali rifletteva una caratteristica psicofisica che il praticante cercava di realizzare con l'aiuto di numerosi esercizi di respirazione, di concentrazione e meditazione, nonché di un allenamento impegnativo. Al Drago sono legati i movimenti che sviluppano l'energia del respiro, lo spirito interiore, la capacità di concentrazione e la volontà; alla Tigre sono legati quei movimenti che "spingono" il Ch'i nelle ossa e

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rafforzano il sistema muscoloscheletrico, lavorando sulla potenza di tutto il corpo e sulla resistenza; il Leopardo lavora sullo scatto, sull'elasticità muscolare e sull'esplosione velocissima dei movimenti, risultando più energetico della tigre benché meno potente; il Serpente lavora direttamente con il Ch'i, con la circolazione delle energie e del sangue, con la velocità pura e la capacità di canalizzare l'energia; la Gru lavora sull'equilibrio, sui tendini, sul controllo dei movimenti, sull'eleganza e sulla leggerezza. La caduta della dinastia Song rappresenta per il popolo cinese un lungo periodo di arresto culturale e di sottomissione ai mongoli invasori che nel 1280 e fino al 1367 formano l'impero degli YUAN. Tutto il sapere culturale e artistico cinese viene messo al bando, il possesso di armi considerato un reato e la pratica del kung Fu vietata e punita con la morte. Nascono le prime attività sovversive segrete (sette segrete) che al pari dei monasteri, compreso quello dell'Honnan, cominciano a reclutare persone desiderose di ristabilire un controllo del potere cinese e cacciare i "barbari" invasori. Tra le file del clero si raccolsero numerosi ribelli tra i quali Zhu Yuanzhang che in seguito riuscì a sovvertire il potere ed a ristabilire un controllo cinese dell'impero, fondando la dinastia MING (1368 / 1644); Pechino divenne capitale; nuovo impulso a tutte le arti sia per il carattere fortemente nazionalista sia per la necessità di dare nuova identità al popolo cinese dilaniato da un secolo di oppressione e devastazione; il Kung Fu ritrova energie nuove per svilupparsi ottenendo favori e riconoscimenti come scuola di vita e di filosofia tipicamente cinese. Il tempio Shaolin pur continuando ad essere un importante centro religioso, divenne un famoso luogo di manifestazioni di arti marziali e lo stile praticato al suo interno era ormai conosciuto in tutta la Cina come Shaolin Kung Fu. Epoca QING (1644 / 1911) Nel 1644 i mancesi iniziano l'occupazione dei territori cinesi, penetrando dal confine Nord, per insediarsi, più o meno pacificamente, nella città di Pechino. Approfittando di una situazione politica instabile e debole definita anche come il "periodo di decadenza dei Ming", i manciù formarono una dinastia che riuscì più delle altre a risolvere il problema della coesistenza dei cinesi veri e propri (gli Han come vengono definiti) e le popolazioni "barbare" che ormai facevano parte della Cina, data la sua estensione continentale. Nascono i QING, i quali assimilando a fondo la cultura di questo paese e divenendone i continuatori, non incontrarono resistenze sostanziali, insediandosi facilmente in tutta l'area del Nord della Cina, fino alla valle dello YANGZI. Ben diverso fu il processo di assoggettamento del Sud; l'esercito dei Qing incontrò infatti una strenua resistenza e solo dopo quaranta anni di lotte riuscirono a conquistare definitivamente l'impero cinese dei Ming. Intanto il timore dell'insorgenza di rivolte e tumulti da parte degli "Han" costrinse il governo Qing a vietare la pratica delle arti marziali e la detenzione delle armi, punendo con la pena di morte chi si opponeva. Shaolin conosce nuovamente un periodo di crisi anche perché la classe regnante considerava una minaccia alle proprie mire espansionistiche la forte stabilità economica e militare del monastero, il quale contribuiva non solo come esempio di resistenza della cultura tipicamente cinese, ma anche perché molti erano i ribelli che si rifugiavano all'interno di esso per ricevere protezione e addestrarsi nelle arti marziali. Nel contempo nuove sette segrete nascono e si affiancano alle organizzazioni nate durante l'epoca Yuan, con lo scopo di sovvertire gli invasori e riportare i Ming al potere. Fu il generale Kang Tzi che, grazie all'aiuto di un monaco traditore, riuscì ad entrare nel monastero con il proprio esercito e a distruggerlo dopo una sanguinosa battaglia nella quale perirono molti monaci e buona parte dei soldati manciù, i quali si trovarono a combattere nei sotterranei del monastero, costellati di insidie mortali e percorsi difficili da superare anche per gli esperti monaci guerrieri. Dalla distruzione di Shaolin si salvarono cinque monaci (secondo alcune fonti si parla di 7 o 9 monaci) i quali sparsi per la Cina continuarono la divulgazione del Kung Fu di Shaolin con l'intento di mantenere unita la cultura e la filosofia cinese e preparare il popolo alla rivolta (nascono le più importanti sette segrete). NUI MG, MIU HIN, FONG SAI YUK, MIU TSUI FA, LUK HA CHOY, sono i nomi di quei famosi monaci, ognuno dei quali arricchì il proprio sapere marziale con altri sistemi di lotta del Kung Fu Wu Shu esterni al monastero o fondendo più stili Shaolin in modo da creare un sistema sempre più diversificato e completo; da quel momento nascono moltissime scuole derivate dallo Shaolin ed il Kung Fu dilaga per

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tutta la Cina. Lo sviluppo dello Shaolin Quan quindi si può dividere in tre periodi differenti: - Shaolin antico, prima dell'unificazione di Chueh Yuan - Shaolin del periodo dell'unificazione degli stli - Shaolin moderno, dopo la distruzione del monastero. Ultimi due episodi importanti del Kung Fu "dei ribelli" furono la sommossa di TAI PING e la rivolta dei BOXER nel XIX sec. Dove molti maestri di Kung Fu vi presero parte insieme alle famose sette segrete "Ming" che ancora esistono ai giorni nostri, anche se con fini diversi da quelli per le quali vennero formate. Attualmente lo Shaolin Quan o Siu Lam Kuen si divide in: - Pak Siu Lam Kuen o Pak Shaolin Quan, - Shaolin del Nord · Nam Siu Lam Kuen o Nam Shaolin Quan, - Shaolin del Sud A seconda delle zone di sviluppo dopo la distruzione del monastero di Shaolin. Dalla diversificazione Nam-Pak, nascono poi una moltitudine di stili derivati: Tra i più importanti "NAM" HUNG GAR; HAP GAR; MO GAR; CHOY LEE FUT; LAU GAR; LOUNG YIN; PA MEI; LEI GAR. · Tra i più importanti "PAK" BAK HOY PAI; HUI CHUAN; HA CHUAN; HUA SHIH CHUAN; CHIN LAU; WU MEI; FO MEI; HOU CHUAN; HUA MEI CHUAN; PAK MEI; CHANG CHUAN. Nasce inoltre il NAM CHUAN o LAM KUN, che racchiude i più importanti stili del sud di matrice Shaolin (alcune correnti di NAM CHUAN arrivano a combinare fino a otto stili differenti) in un unico programma di studio e di insegnamento. Lo Shaolin Chuan è quindi un compendio di diversi stili o meglio metodi di combattimento, alcuni creati all'interno del monastero, altri pervenuti dall'esterno e poi elaborati dai monaci. L'evoluzione nel tempo in un complesso sistema di lavoro e addestramento non solo "esterno" ma anche "interno", ne fanno uno degli stili più ricchi e completi nel panorama del Kung Fu. Non esiste un programma standard di insegnamento a parte lo studio dei cinque animali di base e ciò è conseguenza della distruzione del monastero, in quanto i monaci salvatisi divulgarono il loro Kung Fu senza collegarsi in un programma unico; la necessità poi di muoversi in assoluta segretezza durante l'occupazione barbara e l'inevitabile rivalità che nasceva tra i vari clan ha aumentato nel tempo e fino ai giorni nostri la differenza didattica da scuola a scuola. Ogni Maestro, in base alla sua esperienza e conoscenza organizza il suo programma con forme a mani nude, con armi, prestabiliti di coppia ed in più persone, tecniche di potenziamento e di condizionamento, combattimento, ecc.

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Nam Chuan

NAN CHUAN o NAM KUEN (Shaolin del Sud) E' uno stile del Nam Siu Lam, ma è abbastanza recente, che si fonda su stili tradizionali di Kung Fu e risale ai fini del 1900, perfezionandosi nel 1958 a seguito delle riforme ottenute sia nella corrente NEI che WAI CHIA, attuate a quei tempi per unificare alcuni stili marziali. Il Nam Chuan è un insieme di stili Shaolin e a secondo della regione dove viene praticato varia la "miscela" degli stili riuniti per formare questo tipo di Kung Fu. Nel LAM KUNE (Nan Chuan in Cantonese) del Quangtung (Quandong) si sa l'appellativo di N. !, cioè il più importante tra tutte le versioni di Nan Chuan, in quanto in questa versione si riuniscono tutti i maggiori stili del Nan Siu Lam, cioè: Hung Gar, Choy Lee Fut, ? Gar, Liu Chia, Li Chia, Mo Chia, Hakka Chuan, Shia Chia. Nel Fukkien (Fujan), regione vicina al Quangtung e in particolare nella zona di FUCHOU (punto di passaggio per le Ryu Kyu), si ha un'importante versione di Nan Chuan. Nel Tzechiang a Nord con ? e Shangai si sviluppa un Nan Chuan che riunisce degli stili del nord. Nel Jiaanxi (Kianshi) altra regione a nord si sviluppa un tipo di Nan Chuan, come nel Guanzi e Hu Nam. Comunque in tutte le versioni di nan Chuan lo stile Hung Gar è sempre presente e caratterizza il modo di muoversi. La concatenazione e la sequenza dei movimenti a volte è scelta con una perfetta distinzione tra i vari stili, a volte risultano intrecciati e solo un esperto riesce a capire i vari stili usati. Per esempio: - LI CHIA si usano molto gli spostamenti ? di gamba - CHAI CHIA si usano movimenti alto/basso - SIA CHIA si usano movimenti di indietreggiamento. A volte si mescolano tecniche degli stili del nord. Il Nan Chuan si crea per presentare la caratteristica del Kung fu del nord e ci sono dei principi particolari che sono: 1) Vigore ed energia 2) Velocità 3) Potenza 4) Determinazione nei movimenti 5) Precisione nella tecnica 6) Ritmo 7) Equilibrio 8) Espressività 9) Urla o suoni (CHOU SU) Questi nove elementi concorrono tutti insieme a formare una serie di movimenti Nan Chuan. Risulta estremamente faticoso anche perché le forme si devono eseguire nei tempo stabiliti, infatti ognuna ha un suo tempo di esecuzione ed è importante la preparazione atletica simile a quella che si fa per prepararsi ad un combattimento. Lo stile Nan Chuan viene rappresentato dalla Tigre anche se sono presenti tutti gli animali caratteristici dello Shaolin.

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CHOY LI FUT Sebbene conosciuto come un sistema del sud, lo stile di kung fu Choy Li Fut ha le sue origini sia nel sud che nel nord della Cina. Il fondatore dello stile Chan Hueng, ebbe tre insegnanti, due del sud e uno del nord. Choy Li Fut è uno dei tanti stili di kung fu fortemente influenzato sia dal kung fu del sud che da quello del nord, combinando le tecniche ampie di braccia tipiche del sud con il rapido movimento di piedi (o gambe) che caratterizzava le arti marziali della Cina del nord. La sua carriera di arti marziali ebbe inizio all'età di 7 anni, quando andò o vivere con suo zio, Yuen Woo. Yuen Woo fu un famoso boxer del leggendario tempio di Shaolin. Da lui Chan Hueng imparò l'arte del kung fu Shaolin e divenne così abile che all'età di 15 anni egli poté sconfiggere qualsiasi sfidante dei villaggi vicini. Quando raggiunse l'età di 17 anni, Chan Hueng era pronto per assimilare un maggior numero di abilità marziali- Così Yuen Woo lo portò da Li Yau-San, il compagno più anziano di Yuen del tempio Shaolin. Chan Hueng trascorse i seguenti 4 anni perfezionando il suo kung fu sotto l'occhio attento di Li Yau-San. Li Yau-San capì che solo dopo 4 anni di allenamento Chuan Hueng era nuovamente pronto per passare a livelli più alti. In 10 anni, raggiunse lo stesso livello nel kung fu di Yuen Woo e di Li Yau-San i quali, invece, ne impiegarono 20. Li Yau-San consigliò allora che il miglior insegnante per Chan Hueng fosse un monaco che viveva come eremita sul monte Lau Fu. L'unico problema era che quel monaco, Choy Fok, non desiderava più insegnare arti marziali. Voleva essere lasciato solo per dedicarsi esclusivamente alla dottrina buddista.Chan Hueng capì che per poter raggiungere il più alto potenziale nel kung fu doveva assolutamente trovare il monaco e divenire il suo discepolo e così partì per il monte Lau Fu. La testa di Choy Fok si bruciò gravemente quando prese i voti come monaco buddista, poi guarì, ma purtroppo gli lasciò delle brutte cicatrici. Per questo gli venne dato il soprannome di "Wounded Head" (testa ferita). Armato della sapienza, Cha Hueng chiese a chiunque potesse aiutarlo a trovare Choy Fok sul monte Lau Fu. Finalmente egli localizzò il monaco e gli consegnò una lettera di raccomandazione da parte di Li YauSan. Dopo aver aspettato pazientemente di essere accettato alla disciplina di Choy Fok, rimase alquanto stupito quando il monaco lo respinse. Dopo molte suppliche da parte di Chan Hueng, Choy Fok acconsentì a prendere il giovane come studente ma solo nelle arti marziali durante la notte. Una volta, di mattina presto, Chan Hueng stava esercitandosi nel kung fu e facendo passare entrambe le gambe attraverso delle pesanti canne di bambù, dava calci a delle pietre, frantumandole a pezzi prima che esse potessero toccare il suolo. Improvvisamente apparve il monaco e gli chiese se quello fosse il meglio che potesse fare. Chan Hueng restò meravigliato quando Choy Fok indicò una grossa pietra di circa 80 libre e gli disse di gettarla con un calcio a 12 piedi di distanza. Chan Hueng concentrò tutte le sue forze e mandò la pietra lontano proprio 12 piedi. Invece di complimentarsi, Choy Fok, mise il piede sotto la pesante pietra e molto agevolmente la buttò in aria. Di fronte a questa dimostrazione di eccezionale capacità, Chan Hueng rimase molto colpito. E lo supplicò nuovamente di accettarlo come discepolo di arti marziali. Choy Fok acconsentì e per otto anni gli insegnò sia la dottrina buddista che le arti marziali. All'età di 29 anni, Chan Hueng sviluppò allora un nuovo stile di kung fu. Nel 1836 egli fondò formalmente lo stile Choy Li Fut, chiamato così in onore dei suoi 2 insegnanti Choy Fok e Li Yau-Sanm usando la parola Fut, che in cinese significa Buddha, per rendere omaggio allo zio, Yuen Woo e alle radici Shaolin del nuovo stile. Chan Hueng fondò una scuola di arti marziali nel tempio locale del suo villaggio per insegnare il nuovo stile. In poco tempo la sua fama si divulgò nei villaggi vicini e centinaia di persone vennero ad imparare il Choy Li Fut. Poco dopo che aveva aperto la sua nuova scuola scoppiò la guerra dell'oppio in Cina. Come tanti altri cinesi, Chan Hueng si arruolò con l'esercito di Canton per combattere contro le invasioni britanniche. Dopo la sconfitta della Cina nel 1842, tornò a casa dalla sua famiglia. La corruzione politica nella dinastia Ching, controllata dalla Manciuria, contribuì alla disfatta della Cina. Tra il 1847 ed il 1850 molti leaders cinesi formarono società segrete per combattere le truppe del Ching. Sotto la guida di Hung Hsiu-Chuen scoppiò la ribellione triadica contro le truppe imperiali nel Kwangsi. I ribelli di Hung sconfissero le truppe del governo nel 1850 e per i seguenti 2 decenni il regno di Tai Ping Tien Kuo governò in Cina. Durante la ribellione i seguaci di Chan Hueng insistettero per coinvolgerlo nella rivolta. Comunque egli essendo un devoto buddista evitò la via della violenza. Tuttavia, egli continuò ad allenare i suoi seguaci nel caso ci fosse stata la possibilità di combattere contro i Ching, governanti corrotti. Quando

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l'esercito imperiale chiese di reclutare uomini dalla sua area per combattere contro le forze ribelli, Chan Heung lasciò la casa d aKing-Mui, il villaggio dove viveva con la mogli e due bambini. Alla fine spinto a partecipare attivamente, a causa di una guerra ed alla distruzione senza senso, egli fondò molte scuole di Choy Li Fut nel sud della Cina per divulgare le idee rivoluzionarie contro i Manciuriani. Diede ai suoi seguaci un segnale speciale per le riunioni di tipo bellico: chiunque appartenesse al Choy Li Fut doveva gridare "YAK" (YICH) nel caso si sferrasse un pugno, "WAK" usando l'artigliata e "DIK" (TIK) per i calci. Quando il regno di Tai Ping Tien Kuo finì nel 1864, Chan Heung lasciò la Cina. All'età di 59 anni divenne insegnante di arti marziali per le associazioni d'oltreoceano della famiglia Chan. Rimase all'estero per 4 anni e poi tornò a casa al villaggio di King-Mui, dove poté constatare che il suo stile aveva guadagnato una grande popolarità in tutto il sud della Cina. Il 20 agosto del 1875, all'età di 69 anni, Chan Heung morì. Fu seppellito nel villaggio in cui era nato (King-Mui). Il suo ricordo rimase sempre vivo, soprattutto riguardo lo stile da lui fondato. Dopo la morte di Chan Heung, la sua lega di Choy Li Fut, passò ai suoi 2 figli: Chan On-Pak e Chan Koon-Pak: Chan On Pak, nacque nel 1839, era il più grande dei due fratelli ed aveva una grande predisposizione allo studio. La sua specialità, inoltre, era l'alabarda- egli ne aveva un grande controllo, proprio per questo gli diedero il soprannome di "yet Cheung ng mui fa" e cioè "cinque fiori con una lancia". Nel 1894 due studenti di Chan On Pak, Cheng Si leung e Chan Siu Bak, aiutarono le truppe rivoluzionarie di Sun Yat Sen a combattere contro la dinastia Ching e gettarono le basi della Repubblica Cinese. Il figlio più piccolo, Chan Koon Pak, lasciò King Mui e diventò mercante a Kong Moon City, dove la sua fama di artista marziale si diffuse rapidamente. Infatti egli dovette smettere di fare il mercante e si dedicò totalmente ad insegnare lo stile del Choy Li Fut. Più tardi fondò un grande centro per lo studio di tale stile, nella città di Canton. Chan Heung ebbe 18 discepoli del Choy Li Fut. Nel 1848 i 18 discepoli cominciarono ad inseganre lo stile in tutto il sud della Cina. Il primo discepolo che insegnò il Choy Li Fut fuori dal villaggio di King Mui fu Lung Ji Choi, che aprì una scuola di kung fu nel villaggio di Chum Jao in provincia di Kzangsi. Subito dopo Chan Din Yao e Chan Din Fune iniziarono la prima scuola di Choy Li Fut nel Fut San. Gli altri discepoli che promossero il nuovo stile furono: Chan Dai Yup a Kwang Chow; Chan Din Sing a Chung San; Chan Mau Jong a Poon Yu; Chan Din Bong a Tung Kong; Chan Din Wai a Hoi Ping; Chan Din Jen a Toi San; Chan Sun Dong a Yen Ping; Chan Din Duk a Hok San; Chan Dai Wai a Siu Hing; Chan Sing Hin a Sun Wui City; Chan Yin Yu a Gong Moon. Inoltre, ammirabili compiti furono svolti da Chan Dai Sing, Chan Din Sing, Chan Mau Wing e Chan Din Gung, i quali insegnarono il Choy Li Fut in 26 villaggi nella zona di King Mui. Nel 1867 un altro studente di Chan Heung, Jeong Yim, andò a Fut San per riaprire la scuola originariamente fondata da Chan Din Yao e da Chan Din Fune. Jeong Yim fu detto "il padre della scuola hung Sing di Choy Li Fut". Generalmente si pensa che ci sono 2 scuole di Choy Li Fut: hung sing e bak sing e che ci sono 2 rappresentanti della scuola di hung sing. Durante la rivoluzione a metà 1800, il partito Hung Moon rappresentava tutte le fazioni rivoluzionarie compresi i rappresentanti del Choy Li Fut. Durante questo periodo le scuole di Choy Li Fut avevano uno slogan segreto "Hung ying ji sing; ying hung wing sing". Tradotto significa "gli eroi del partito Hung sono superiori; gli eroi vincono sempre". I seguaci di Chan Heung adottarono 2 parole del motto come parole d'ordine segrete - Hung sing - che significavano "il partito di Hung vince". Però purtroppo, questo somigliava molto al nome della fazione interdetta, cioè il partito di Hung Moom, così essi lo cambiarono in un altro slogan, il quale come suono era simile a Hung sing ma significava "l'oca vincente". Nel frattempo, la scuola di Choy Li Fut di Jeong Yim si attribuì il nome di "hung sing kwoon" (usando hung che significa oca). Alcuni dei suoi studenti cominciarono a chiamarlo Jeong Hung Sing. Quando la sua scuola aveva raggiunto la terza generazione di studenti, il significato reale di Hung Sing era andato perduto e la sua terza generazione di studenti credevano che lui fosse il fondatore di un tipo di Choy Li Fut conosciuto come Hung sing Choy Li Fut. Per chiarire la questione il figlio di Chan Heung, Koon Pak, cambiò il nome hung sing, dando lla parola hung un diverso significato: "forte". Da quel momento in poi le scuole di Choy Li Fut nell'area di King Mui di Koon Pak si chiamarono con lo slogan hung sing, che significava "vincitore forte", mentre le scuole di Fut San mantennero il loro motto hung sing "oca vincente".

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Da qui deriva la credenza che vi siano 2 scuole hung sing di Choy Li Fut. Il ramo di tale stile, bak sing, può essere fatto risalire a Jeong Yim. Jeong Yim ebbe tre studenti principali. Uno di loro fu Louie Chun, il quale ebbe uno studente di nome Tam Sam. Tam Sam aveva una scuola di Choy Li Fut a Kwangohow, in un distretto chiamato Siu Bak (che viene tradotto "piccolo nord"). La sua scuola si chiamava Siu Bak Hung Sing Choy Li Fut. Tale nome, però, er atroppo lungo per essere pronunciato facilmente e quindi fu cambiato in Bak Sing Choy Li Fut. Per rispettare il loro insegnante, gli studenti di Tam Sam, si consideravano come un ramo del Bak Sing del Choy Li Fut. Nel 1979, ad Hong Kong, tutte le scuole di Choy Li Fut aderirono a rappruppare gli stili in un unico detto appunto Choy Li Fut. I nomi hung sing e bak sing sono usati solo per identificare le origini dei singoli rami.

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Stile TSUI PA HISIEN STILE DELL'UBRIACO (gli otto immortali ubriachi) Conosciuto oggi con il nome di Zui Jiu Quan o Tzui Ju Kuan (boxe dell'ubriaco), nel panorama degli stili di Kung Fu e delle arti marziali in genere è sicuramente uno dei più strani ed acrobatici. Si ispira agli atteggiamenti ed ai movimenti di un ubriaco ed appartiene alla scuola Wai Chia, anche se molti esperti lo definiscono uno stile "interno" per evidenziarne l'aspetto fluido e sciolto dei movimenti, imprevedibile nelle sue tecniche ed estremamente efficace. Completamente immerso nell'antica saggezza del pensiero cinese, riflette al meglio, nelle sue movenze, il concetto di "pieno e vuoto", proprio del dualismo Yin/Yang della filosofia Taoista, dei riferimenti agli elementi naturali e agli animali. La nascita e l'evoluzione di questo stile è di difficile analisi in quanto, inizialmente lo si tramandava oralmente, solo nell'ambito familiare e in rare eccezioni a pochi, selezionati allievi esterni. La storia dello Tzui Pa Hisien si può dividere in tre punti fondamentali, non legati tra di loro che vedono la nascita e l'evoluzione dal nord al sud della Cina. Il primo fatto storico coincide con la vita artistica del poeta e filosofo Li Po, vissuto intorno al 600-700 d.C., sotto la dinastia Tang. A lui si deve il fondamento spirituale e filosofico dello stile, più che una codificazione delle tecniche dell'ubriaco; del suo modo di combattere infatti non si sa praticamente nulla. Notevole invece il suo contributo letterario e poetico, di evidente estrazione Taoista, al concetto di "ubriaco", non già come persona in preda ai fumi dell'alcol, ma come persona che è in estasi profonda perché perfettamente integrata con la natura circostante, impegnata nella costante ricerca della verità, della saggezza, rappresentata dalla Luna. Così come avviene inizialmente per un ubriaco, di sentire la propria energia che irrompe all'esterno, dandogli una consapevolezza superiore del proprio corpo e della realtà, permettendogli di "essere più vero", sia nei movimenti che nel pensiero, libero dalle inibizioni del vivere sociale. Il secondo punto lo abbiamo durante la dinastia Ming (1330-1644) direttamente nel monastero di Shaolin, vera fucina di stili di Kung Fu. Si narra che un anziano monaco, esperto nell'arte del Kung Fu, un giorno si trovò ad osservare due giovani iniziati suoi allievi, che di nascosto stavano per battersi. Contrariato e in procinto di intervenire per separarli, si accorsi che i due erano ubriachi e che a stento si tenevano in equilibrio. Colpito da ciò, osservò i suoi allievi che, già esperti nella lotta, si fronteggiavano con le tecniche del loro Kung Fu " annebbiate dal vino", dando vita ad uno scontro imprevedibile nei movimenti, estremamente acrobatico ed efficacissimo sia negli attacchi che nelle azioni di difesa. Dall'osservazione e dall'analisi di questo combattimento il monaco Maestro ne ricavò uno stile di Kung Fu, chiamato poi "L'ubriaco del monastero di Shaolin". Il terzo evento si riferisce ad un misterioso Maestro di cui non si conosce il nome e che viveva nel sud della Cina durante la dinastia Ching, intorno alla seconda metà del 1800. Si narra che un monaco Taoista tramandò lo stile dell'ubriaco ad un monaco Buddista e che quest'ultimo ebbe come suo unico allievo un vagabondo che girava per il sud nella regione del Fukkien. Di questo Maestro non si sa praticamente nulla, salvo il fatto che utilizzò il suo stile per combattere contro due giovani esperti di Kung Fu. Questa storia narra che i due, dopo aver partecipato ad una dimostrazione di Kung Fu, nella quale mostravano la loro abilità nella lotta, al momento di spartirsi il ricavato dello spettacolo cominciarono a litigare fino a battersi e, mentre la gente lasciava la piazza per paura di essere coinvolta nello scontro, arrivò un vecchio vagabondo ubriaco. Egli teneva in una mano una fiaschetta di vino e nell'altra un bastone; si sedette su di un sasso ad osservare, sorseggiando il suo vino e ridendo dei due che si battevano. Già alterati per la lite, si infastidirono subito della presenza di quel vagabondo e cercarono di mandarlo via, ma inutilmente. Egli si mise a prenderli in giro fino a farli smettere litigare. Allora uno dei due si avvicinò al vecchio chiedendo cosa avesse da ridere, ed egli rispose: "Lo stile Hung Gar, che tu usi, è troppo rigido, duro e tu sei troppo serio"; poi rivolgendosi all'altro: "Tu fai troppa scena, lo stile Hou Chuan è sciocco ed esagerato, tutti e due messi insieme non valete un granché".

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All'improvviso il ragazzo che usava l'Hung Gar attaccò il vecchio con violenza, deciso a togliersi subito dai piedi quell'ubriacone, ma questo, continuando a ridere e bere, schivò tutti gli attacchi senza mai reagire. Si fece allora sotto l'altro, con il suo stile acrobatico e imprevedibile, ma nello stesso modo, mandò a vuoto tutti gli attacchi rivelando, nonostante l'età, un'agilità sorprendente. A quel punto i due attaccarono insieme, ma il risultato fu solo quello di far decidere al vecchio che era il momento di reagire e li batté velocemente e con estrema facilità. Esterrefatti si prostrarono ai suoi piedi implorando di essere accettati come allievi e di seguirlo per sempre; l'anziano Maestro vagabondo rifiutò, dando però loro uno scritto che conteneva i principi dello stile e le indicazioni per trovare l'unico suo allievo e servitore che il vagabondo aveva avuto in passato. Trovato il servo, non riuscirono a farsi accettare, in quanto esisteva già l'erede della scuola: il Maestro Tsai, il quale porterà avanti lo stile tramandandolo a suo figlio, il Maestro Tsai Kun Hsu. Tsai Kun Hsu insegnerà nel centro della Cina, nella zona di Shanghai fino a che, in seguito agli accadimenti politici di quell'epoca ed alla conseguente messa al bando delle arti marziali, si trasferì a Taiwan, dove fondò la sua scuola e dalla quale escono i suoi due migliori allievi: il Maestro Chen Kei Fu ed il Maestro Ho Tang Sing. In realtà esistono diverse scuole di Tzui Pa Hisien, non solo quella di Tsai Kun Hsu, come pure esistono molti maestri di questo stile; le scuole sono in tutto otto, delle quali tre del "sud" e cinque del "nord"; due di queste sono Nei Chia ed in via di estinzione, le altre sono Wai Chia. Sono rappresentate dalle otto statuette dei sacri immortali, ognuna delle quali in una posizione caratteristica. Attualmente il Maestro Tsai Kun Hsu ha la sua scuola a Taiwan, il Maestro Ho Tang Sing insegna ad Hong Kong ed il Maestro Chen Kei Fu ha una scuola a Canton ed una ad Hong Kong. Molto spesso si definisce lo stile dell'Ubriaco con il detto "CHO CHUAN NI SOU PA", cioè "lo stile che non sai mai quello che fa". Rispetto ad altri stili è ancora poco conosciuto anche se vi sono elaborazioni Wu Shu estremamente acrobatiche. La scuola che noi analizziamo nel nostro studio è quella del vecchio vagabondo: Jhuhei Bot Sin Kun o Stile dell'Ubriaco Immortale, così come si pratica nella scuola del Maestro Ho Tang Sing di Hong Kong.

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II/ STILI INTERNI

Storia del Tai Chi Chuan Il nome Tai Chi Chuan è relativamente moderno, il suo nome antico era Mien Quan, pungo di cotone. La sua traduzione è "Essenza suprema" o "Ultimo supremo", (da Tai = supremo, più grande e Chi = altissimo, ultimo, definitivo, sommità; il termine Tai nelle costruzioni designa il "vertice"), detto anche "Boxe delle ombre" o "Arte della divina salute". Di esso fanno parte integrante tutti gli esercizi di Kong Fou, di Tao Ying, Ngan Mo e di Chi Kung, come avviene per gli altri stili interni (Pa Kua, Hising I ecc.). Di Tai Chi si comincia a parlare verso il 13° secolo (1200 a.C.) durante la dinastia dei Sung (divisa in Sung settentrionali 960-1126 e poi Sung meridionali 1126-1279) grazie al monaco taoista Chan San Feng (Zhan San Feng) considerato da molti, al pari di Ta Mo nel buddismo, il padre del Kung Fu interno. Egli si ispirò all'I King, mettendo in relazione il continuo fluire degli eventi e degli elementi naturali rappresentati dai 64 esagrammi, con movimenti ed azioni prestabilite e concatenate senza soluzione di continuità; proprio come appare nella struttura del libro dei mutamenti, dove le due linee principali si combinano nei quattro simboli binari, poi negli otto simboli ternari e infine nelle sessantaquattro immagini per svelare i meccanismi che muovono l'universo. Ogni esagramma rappresenta una azione o una posizione e nelle forme di Tai Chi vengono rappresentati tutti i 64 esagrammi. Si dice che Chan San Feng creò una combinazione di 13 posizioni dove veniva rappresentato l'intero ciclo vitale, con il Cielo che nutre la Terra, l'Uomo che è il tramite, la Terra che dà i suoi frutti: queste posizioni si ritrovano in tutti gli stili di Tai Chi Chuan. Dopo Chan non si hanno più grandi notizie circa l'evoluzione del Tai Chi, il quale riappare nel 16° secolo nelle montagne del Wutan tra l'Honan e Hopei, in un villaggio che verrà poi chiamato Chen Chia Kou (villaggio della famiglia Chen) con il M° Chen Wang Ting (1580 d.C.) dal quale si diparte la cronologia della famiglia Chen, da cui lo stile "Chen". Dallo stile Chen nasce poi lo stile Yang, con il M° Yang Lu Chan (chiamato anche Yang Fu Kuei, 1799 d.C.-1872 d.C.), il quale riuscì ad imparare il Tai Chi facendosi assumere come servitore da un ricco signore di Pechino, il quale aveva fatto giungere da Chen Chia Kou un grande maestro di Tai Chi, Chen Jia Fou, perché insegnasse lo stile ai propri figli. Non dopo molto il Maestro si accorse di essere costantemente spiato durante le lezioni, scoprì il nascondiglio di Yang, al quale impose di dimostrare cosa avesse imparato; Yang si dimostrò superiore agli allievi, venne accettato come allievo e poi inviato a Chen Chia Kou per migliorare la sua tecnica. Nel villaggio incontrò il M° Chen Chan Hising (allievo di Chen Ping Wang, uno dei tre figli di Chen Wang Ting), con il quale perfezionò lo stile, che nel frattempo si era diviso in due rami: il vecchio (o scuola vecchia) ed il nuovo (o scuola nuova). Yang tornò poi a Pechino dopo aver studiato le due scuole per fondare il suo stile di Tai Chi: lo stile Yang, in questo periodo si guadagnò il titolo di Yang Wu Ti o Yang L'insuperabile. Grazie al M° Yang il Tai Chi diviene famoso e conosciuto in tutto il mondo, prima come arte di salute e longevità, poi come arte marziale e pratica per il potenziamento dell'energia interna. Dal suo stile nasceranno poi le più importanti derivazioni del Tai Chi oggi esistenti: Woo, Wu, Hon, Mo. Come il Tai Chi sia effettivamente nato non è molto chiaro, c'è chi pensa sia anteriore a Chan San Feng e che quest'ultimo sia solo uno dei primi codificatori ufficiali; di certo è che la teoria taoista su cui si basa è di molto più antica.

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La leggenda vuole che siano tre le possibili ipotesi di nascita del Tai Chi, ma tutte ad opera di Chan: - attraverso un sogno che poi messo in pratica diventa una efficace forma di lotta; - attraverso la meditazione sugli elementi (Tzu Chan Ying Shu) ed in particolare sui mutamenti del cielo e delle nuvole; - attraverso l'osservazione di un combattimento tra una gru ed un serpente (nella simbologia taoista rappresentano Yin-Yang). Al di là delle effettive origini del Tai Chi, approfondibili con l'analisi dei testi specifici, per il momento è interessante notare come la filosofia taoista trovi una delle sue massime espressioni nel movimento Tai Chi Chuan, come se per dare la più ampia dimostrazione della loro filosofia i saggi Taoisti si siano adoperati nella creazione di una serie di movimenti e tecniche in accordo con il Tao e le sue leggi. In accordo con la cosmologia taoista che si diparte dal Wu Chi per dare inizio alla vita in tutto il cosmo. L'integrazione con l'universo, l'equilibrio delle energie, l'armonizzazione del Ch'i Yu e Ch'i Ren sono alla base dell'attività del Tai Chi Chuan, al fine di permettere all'uomo di entrare in contatto con la propria energia vitale, sfruttando il principio del Wu Wei, la "non azione", non intesa come assenza di movimento, ma come partecipazione al ritmo cosmico. Senza interferire con le normali armonie universali, l'uomo ne prende parte rendendosi parte partecipe dell'Energia che fluisce e in questo è riposto uno dei più grandi segreti del potere del Ch'i (energia interna). Tutto il movimento è fondato sul controllo del "pieno e del vuoto" con il baricentro energetico situato nel Tan Tien, cedevolezza e sfruttamento della forza dell'avversario, assenza di contrazione muscolare e "struttura" della posizione e delle tecniche sono alla base di quest'arte marziale interna. Uno studio importante è quello del Tui Shou (spingere con le mani) con il quale si mettono in pratica i principi dello stile con un compagno; è diviso in cinque esercizi di base ed in un prestabilito di coppia. L'addestramento al Tui Shou è fondamentale per una corretta pratica ed applicazione marziale del Tai Chi Chuan, spesso lavorato in veri e propri tornei e sfide.

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Stile YANG Sull'origine di questo famoso stile rimandiamo alla pagina sulla Storia del Tai Chi da cui riportiamo alcuni stralci: "... L'integrazione con l'universo, l'equilibrio delle energie, l'armonizzazione del Ch'i Yu e Ch'i Ren sono alla base dell'attività del Tai Chi Chuan, al fine di permettere all'uomo di entrare in contatto con la propria energia vitale, sfruttando il principio del Wu Wei, la "non azione", non intesa come assenza di movimento, ma come partecipazione al ritmo cosmico. Senza interferire con le normali armonie universali, l'uomo ne prende parte rendendosi parte partecipe dell'Energia che fluisce e in questo è riposto uno dei più grandi segreti del potere del Ch'i (energia interna). Tutto il movimento è fondato sul controllo del "pieno e del vuoto" con il baricentro energetico situato nel Tan Tien, cedevolezza e sfruttamento della forza dell'avversario, assenza di contrazione muscolare e "struttura" della posizione e delle tecniche sono alla base di quest'arte marziale interna." Per quanto riguarda più specificatamente il Tai Chi Chuan stile Yang, esistono diverse forme con le armi, ma per quanto riguarda le forme a mano nuda, ne esiste una che racchiude tutto il bagaglio tecnico dello stile; si possono trovare molte varianti di questa forma, più o meno tradizionali e ciò dipende dai vari maestri che hanno personalizzato lo stile per adattarlo al proprio modo di muoversi. In epoca moderna è stata creata la cosiddetta forma ridotta Beijing Yang o forma di Pechino di 24 sequenze al fine di facilitare la pratica e l'insegnamento del Tai Chi Yang, divenuto popolare e promosso dalla politica di unificazione delle pratiche interne voluta dallo stesso Mao Tze Tung ed iniziata nel 1958 da una commissione di esperti di Tai Chi e Chi Kung. A questa forma ridotta si affianca poi un'altra di 64 sequenze sempre di stile Yang di epoca ancora più recente. Uno studio importante è quello del Tui Shou (spingere con le mani) con il quale si mettono in pratica i principi dello stile con un compagno; è diviso in cinque esercizi di base ed in un prestabilito di coppia. L'addestramento al Tui Shou è fondamentale per una corretta pratica ed applicazione marziale del Tai Chi Chuan, spesso lavorato in veri e propri tornei e sfide. La forma tradizionale "Ta Lu Tai Chi Chuan" (grande forma di Tai Chi") o "Kung Chia" (esercizio a solo) si divide in tre parti: Terra - Uomo - Cielo con le quali si evidenzia il Tao universale ed in accordo ad esso il Tao dell'Uomo che si realizza nello "spazio mediano tra Cielo e Terra". La prima parte porta al rilassamento; la seconda al controllo della respirazione; la terza alla concentrazione. E' composta di 108 posizioni, 85 sequenze, 270 movimenti e 384 applicazioni. La sua esecuzione è lenta e costante, seguita dalla respirazione.

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Stile CHEN Può essere definito come il primo vero e proprio stile di Tai Chi, se ne hanno notizie già dalla dinastia Sung con il monaco Chang San Feng, notoriamente conosciuto come il fondatore dello stile, fino ad arrivare alla dinastia Ming, con maestri molto importanti. Li Sian Fang e Wang Ming, temuti per la loro tecnica nel combattimento, il primo interpretò le 13 posizioni nell'uso della kim è tra i pochi ad aver spiegato l'uso del Ch'i nel Tai Chi Chuan a quei tempi. Poi abbiamo il M° Chen Wang Ting, nobile e comandante militare nella regione dell'Honnan (forse allievo di Li Jian Fang), famoso per la sua scuola e ritenuto il primo vero fondatore di una scuola di Tai Chi. Il luogo dove si sviluppò la sua scuola fu un villaggio situato a 120 Km da Shaolin, chiamato poi di "CHEN CHIA KOU", in onore alla famiglia Chen, dove vi rimase "relegato" per molto tempo, tramandato segretamente e solo ai componenti della famiglia Chen, fino alla metà del 1700, anche se una vera e propria divulgazione si ha solo alla fine del 1800. Dopo Chen Wang Ting la scuola si divide in 3 rami. Lo stile comincia ad essere divulgato in modo sistematico ed organizzato dal 1960 circa, anche se in forma modificata rispetto ai movimenti tradizionali. A differenza dello Yang il Chen ha inizialmente incontro una certa difficoltà ad espandersi, proprio per la sua evidente tecnica marziale, dove lo studio dell'energia interna, pur essendo il motore centrale dello stile, viene nascosto ai profani. La scuola "vecchia" è chiamata XIA JIA (tutte e tre le derivazioni). La scuola "nuova" è chiamata LIU JIA. Caratteristica è la vibrazione del corpo nelle tecniche di attacco o parata e scaturisce sempre da un movimento precedente di caricamento lento, che serve a "prendere energia". Si lavora sull'energia interna (Nei Ch'i Ren), tonificando il corpo e coltivando l'aspetto YAU (morbido o Yin) e l'aspetto GONG (duro o Yang), a differenza dello stile Yang che lavora concentrando l'energia esterna (Wai Ch'i Yu) all'interno del corpo con i suoi movimenti ampi e lenti. Mentre il Chen si abbina prevalentemente alle tecniche di Wai Ch'i Kung, lo Yang si abbina alle tecniche di Wu Wei e Nei tan Ch'i Kung.

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PA KUA o Ba Gua - risale alla dinastia CHING - è conosciuto come stile degli 8 trigrammi, o arte del palmo velenoso. Questo stile appartiene al settore NEI CHIA, e come il TAI CHI si basa sulla teoria YIN/YANG, sull'I KING e sul TAOISMO. Nasce nel Nord ed insieme all'HISING I e TAI CHI è tra i più importanti stili interni. La storia del PA KUA inizia nel 1800 circa, tra lo SHIANHSI e l'HOPEI, dove un ragazzo di nome TUNE HAI CHUAN viene raccolto in fin di vita da un eremita che viveva nella zona. TUNG HAI CHUAN visse circa 20 anni con questo eremita e quando morì si trasferì a Pechino, cercando lavoro come cameriere in uno dei palazzi imperiali. Nel suo lavoro si muoveva in modo molto acrobatico e venne notato da alcuni esperti in arti marziali, i quali, incuriositi gli chiesero da dove venisse tanta abilità e quale stile di Kung Fu praticasse. Fu la prima volta che venne nominato il PA KUA. In seguito venne invitato a dare dimostrazione della sua tecnica e tra le varie prove si esibì nel colpo di palmo su un personaggio famoso della scuola interna di TAI CHI CHUAN, il M° Jan, al quale chiese di proteggersi il petto con una pesante tavola e di farsi sorreggere da alcune persone dietro la schiena. Portando il palmo sulla tavola riuscì a rovesciare a terra il M° Jan con tutte le persone che lo reggevano. QUO YU SHEN M° di HISING I, allora lo sfidò in un combattimento, conosciuto come la più lunga sfida di kung fu durata tre giorni e tre notti e al termine dei quali nessuno dei due poteva avere ragione dell'altro. Ognuno dei due riconobbe allora la validità dell'altro e da quel giorno PA KUA ed HISING I vennero insegnati come stili complementari. TUNG HAI CHUAN avrà pochi allievi anche perché il PA KUA sarà sempre segreto ed il suo insegnamento riservato a poche persone in grado, di difficile esecuzione rispetto a tutti gli altri stili di kung fu ed anche il maestro più esperto non può dire di aver scoperto a fondo i suoi principi e di conoscere tutte le sue interpretazioni. Con il palmo della mano si specializza il lavoro di PA KUA e con la trasmissione di CHI. I praticanti di PA KUA sono esperti di medicina interna e conoscono a fondo le regole di flusso di CHI nel corpo (come per il DIN MAK). Lo studio PA KUA si realizza prevalentemente sul centro "RI" e simboleggia il sole, mentre i movimenti del corpo rappresentano il fluire ciclico della vita. Il punto centrale rappresenta la vita. La filosofia PA KUA si rifà alla nascita-evoluzione dell'universo, dal CAOS primordiale all'equilibrio YIN/YANG, come per la filosofia TAOISTA (vedi figura sopra a destra). Le posizioni di base sono 8 (dalle quali derivano altre 8 secondarie); ad ogni posizione corrisponde un trigramma. Il lavoro intorno al cerchio insegna al praticante a variare la linea di attacco e difesa in modo imprevedibile e ad avere sempre l'avversario sotto controllo; inoltre favorisce la concentrazione. La strategia PA KUA è avvolgente: i movimenti sono veloci e gli stop sui passaggi si hanno solo quando si rappresenta un trigramma. A volte ci sono movimenti di "scuotimento" che servono a distribuire il CHI e a rompere le tensioni interne. Non sono molto usate le tecniche di gamba.

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storia del kung fu  

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