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EA ROPUCC

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Niccolò Fabi solo emozioni «LA CARATTERISTICA più importante di questo tonr non è in real.tà essere sul palco senza musicisti. Ho utilizzato questa condizione solitaria per organizzare uno spettacolo iil maniera più teatrale, più coinvolgente». E' uno show prezioso e sorprendente quello che Niccolò Fabi (nella foto) propone stasera alle 21 al Teatro Puccini. Solo sulla ribalta, il cantautore romano nato nel maggio 1968, che un anno fa perse la figlia Olivia, a causa di una forma acuta di meningite, torna davanti al suo pubblico proponendo qualcosa di insolito rispetto ai consueti recital: un concerto essenziale in cui il velo che separa il musicista dalla platea si dissolve grazie all'emozione. «Non sarò con la chitarra a tracolla per [ interpretare le canzoni più conosciute del mio repertorio - spiega Fabi -. Ma utilizzerò diversi strumenti, molti oggetti che mi serviranno a creare un filo narrativo». Per raccontare il suo presente niente canzoni?

«Ci saranno, ma l'ambizione è dare spazio a evoluzioni sia visive che sonore, a delle dinamiche che rendano più accattivante questa ora e mezzo di spettacolo-racconto». Quale è stato lo sJ)unto per questo nuovo shoW?

«Il desiderio di rimettermi a studia-

re canzoni che non suonavo da un po' di tempo, rivedere i brani che ho suonato negli anni. Senza l'ausilio di una band sei costretto a fare attenzione a quello che suoni, ai dettagli». Anche scenografici?

«Sì, la scenografia ha un ruolo narrativo e simbolico con cui voglio sorprendere il pubblico».

La musica riesce a lenire i dolori?

«Gli antidolorifici hanno un effètto tampone immediato, la musica può arrivare più in fon. do, può dare un significato diverso agli avvenimenti e ti consente di condividere le tue emozioni con il pubblico». . E' avere in qual· che modo sua fio glia accanto?

«Per quello non im- . porta salire su un palco. Il ricordo di Olivia non mi abbandona mai. E' evidente che nell'aria c'è una sensazione di commozione che coinvolge anche il pubblico, ma ho sempre pensato che gli ostacoli sono le principali molle per essere più forti, più sensibili». Per questo si presenta solo in scena?

«Mi piace avere un'occasione di crescita, viaggiare con la mente, confrontarmi, ripartire. Questo è davvero un momento di rinascita, ma non sarà l'ultimo». Giovanni Ballerini


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