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CHI SIAMO

Ecoscape è un gruppo multidisciplinare che si occupa di promuovere processi partecipativi di cura e valorizzazione del paesaggio. Dalla sua costituzione opera all’interno di un raggio di azione di livello locale, regionale e interregionale promuovendo e realizzando attività nei seguenti settori: •

educazione e formazione organizzazione di workshop tematici, seminari, corsi, laboratori

progettazione architettonica, parchi e giardini, urbana e paesistica, grafica e design

WWW.ECOSCAPE.IT

studi e ricerca redazione di report di ricerca per la conoscenza e la comprensione dei fenomeni geografici, ambientali, sociali, economici dei territori

NOTA: Il Lavoro LECCE PARCHI PUBBLICI è realizzato con la collaborazione di: Kusha Ghoreishi Karimi (Q-ARK architectos - Malaga) Patrizia Marzo Mattia Mancarella 3


LECCE PARCHI PUBBLICI INTRODUZIONE

Con il lavoro LECCE PARCHI PUBBLICI si vuole offrire una mappatura ragionata dei parchi urbani della città di Lecce, volta a diffondere e utilizzare, nella pratica, principi di valutazione ecologici, sostenibili ed economici in modo da promuovere una qualità diffusa dei parchi urbani. I parchi sono i luoghi in cui il dialogo tra la natura ambientale e la natura umana è più forte. Si tratta di aree verdi più o meno estese che si caratterizzano per la possibilità di poter svolgere attività diverse (riposo, gioco, sport, socializzazione), per la dotazione di attrezzature (arredo, aree dedicate) e per la presenza di servizi (bagni pubblici, centri sociali e ricreativi). I parchi sono spazi vitali per le città. L’inadeguatezza qualitativa della loro progettazione, realizzazione e manutenzione è, tuttavia, spesso causa di un abbassamento dei benefici possibili che il parco stesso potrebbe offrire. L’intento del presente lavoro è allora quello di favorire una conoscenza consapevole dell’offerta di verde pubblico urbano ed offrire uno strumentario articolato per valutare la qualità di ogni parco utilizzando indicatori dimensionali, qualitativi e bioclimatici, nonché favorendo la partecipazione attiva al processo di valutazione da parte della comunità locale (con la somministrazione di questionari e l’organizzazione di laboratori scolastici).

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Il verde urbano di cui i parchi sono un’espressione è una componente fondamentale dell’ambiente di una città anche da un punto di vista storico, culturale ed architettonico. Bisogna, però, valutarne attentamente le caratteristiche, al fine di ottimizzare la funzione e favorire modalità di gestione sostenibili. Per questo sarebbe auspicabile che la pianificazione urbanistica comunale fosse integrata con un PIANO DEL VERDE URBANO, strumento oggi poco utilizzato, la cui presenza potrebbe evitare spreco di denaro pubblico e rendere di fatto più fruibile il verde per i cittadini promuovendo progetti di qualità lowcost, sostenibili ed efficaci.

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PRINCIPI PER LA VALUTAZIONE DEI PARCHI URBANI

[…] • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

PRINCIPI GENERALI estensione e dimensionamento; qualità e dimensione del verde; abaco degli elementi d’arredo; qualità e dimensione delle aree gioco; presenza di attrezzature sportive; incentivazione alla socializzazione; zone riparate per riposo e silenzio; aree destinate ai cani; presenza di orti urbani; collegamento a piste ciclabili; collegamenti con altre aree di interesse pubblico; tempi e costi di realizzazione; tempi e costi di manutenzione; termoregolazione; mitigamento dell’inquinamento ambientale ed acustico; uso dell’acqua; habitat per animali e piante; benessere sociale come risultato di interazione con la natura; fruizione: accesso ed eventuale recinzione; utilizzo improprio: distruzione, danneggia-

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• • •

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mento, imbrattamento di giochi o elementi di arredo; pulizia del suolo da rifiuti, avanzi o cibo o altro; riconoscibilità ed estetica; dotazione di reti tecnologiche (pubblica illuminazione, sottoservizi, impianti di telefonia e wifi, fognature, ecc.) e interferenza con il verde esistente per la manutenzione; servizi e strutture (bagni pubblici, centri sociali,ecc… ); segnaletica; impianto d’irrigazione .

PRINCIPI PER IL VERDE scelta delle essenze (piante autoctone o naturalizzate nella fascia climatica locale ed utilizzo di materiale vivaistico di prima qualità); rispetto delle distanze tra alberi, costruzioni limitrofe e sedi stradali (gli alberi dovrebbero essere previsti ad una distanza minima di almeno m 5 dai pali della pubblica illuminazione o da altri manufatti esterni collegati alle reti interrate); distanze dalle linee aeree, dalle utenze sotter-

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• •

• • •

ranee, dalle linee ferroviarie; scelta di piante che apportino il maggior beneficio ambientale; diversificazione delle specie al fine di ottenere maggiore stabilità biologica e minore incidenza di malattie e parassiti; ottimizzazione dei costi di impianto e di manutenzione; facilità di manutenzione; rispetto della funzione estetica del verde.

PRINCIPI PER LE SPECIE VEGETALI (alberi /arbusti e cespugli / piante tappezzanti ed erbacee perenni / piante rampicanti, sarmentose / tappeto erboso o tappezzanti) • • • •

portamento; sviluppo delle radici e delle chioma; durata della fioritura e delle foglie; adattabilità ai cambiamenti climatici, alta capacità di sequestrare CO2 atmosferica e capacità di sopravvivere in condizioni di relativa carenza idrica (rusticità);

• •

solidità del tronco e delle ramificazioni; buona tolleranza al trapianto;

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• • • • • • • • • • • • • •

qualità del terreno d’impianto; capacità di vivere a lungo in assenza di eventi avversi imprevisti; ridotta o assente allergenicità; tolleranza o scarsa attrattività nei confronti di patogeni; radici profonde o, comunque, che non arrechino danni alle pavimentazioni; non invasività; limitati problemi legati alla caduta delle foglie e/o dei frutti; pacciamature; pali di sostegno (tutori); facile manutenzione; presenza specie arboree ed arbustive con spine su rami e foglie; presenza specie urticanti e con parti velenose; presenza di essenze con polline allergenico; monitoraggio ed interventi fitosanitari preventivi.

La valutazione delle specie vegetali basata esclusivamente su criteri estetici è limitante e può portare ad una diminuzione dei benefici arrecati dalle piante e ad un innalzamento dei costi di manutenzione. Le aree a prato dovrebbero essere alternate con

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aree a bassa manutenzione, come per esempio prati fioriti o copertura con opportuni arbusti coprisuolo per ottenere una riduzione dei costi di manutenzione, di consumo idrico e di fitofarmaci oltre che di aumentare i benefici, principalmente in termini di biodiversità, offerti dall’area stessa.

• • • • • •

• • • •

PRICIPI PER LE AREE GIOCO posizionamento; raggiungibilità; accessibilità; delimitazione dell’aree gioco mediante l'utilizzo di arbusti, alberi, erbacee, muri, ecc.; ombreggiamento; creazione di spazi diversificati per età degli utenti (esempio spazi separati per gli adolescenti e pre-adolescenti); formazione di aree o spazi per lo sviluppo dei sensi e della motricità mediante l'utilizzo di materiali naturali; fontanella con acqua potabile; pavimentazioni di facile manutenzione; segnaletica informativa sui comportamenti e gli usi consentiti da tenere; sicurezza.

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• • • • • •

• •

ABACO DEGLI ARREDI panchine, cestini portarifiuti, bacheche, tavoli; steccati di protezione; porta bici; fontanelle; cartelli monitori; protezioni per alberi in formella o posti in aree pavimentate (protezioni verticali per alberature/ griglie orizzontali o pacciamature per alberature); fittoni e dissuasori; pavimentazioni ed accessibilità.

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BIOCLIMATICA Lo studio bioclimatico serve per determinare le condizioni di comfort igrotermico per gli utenti dei parchi per individuare le strategie progettuali giuste che favoriscano il corretto funzionamento dello stesso. VALUTAZIONE BIOCLIMATICA • •

• • •

dati climatici locali; comfort percepito da una persona che svolge un’attività sedentaria all’interno del parco, come per esempio leggere un libro seduto su una panchina o passeggiare in relax godendo il paesaggio circostante; comfort percepito da una persona che svolge un’attività intensiva all’interno del parco, come per esempio un bambino che gioca o una persona che svolge esercizio moderato (camminata rapida o footing); uso e attività che si realizzano durante le ore del giorno; morfologia del parco; orientamento rispetto alla traiettoria dei raggi solari;

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Per progetto su i parchi pubblici di Lecce si è analizzato il clima di del luogo e sono stati creati climogrammi (grafici che sintetizzano le caratteristiche climatiche di un luogo) di benessere e diagrammi ad isopleta per ogni parco da cui derivano le strategie bioclimatiche da adottare per le diverse stagioni dell’anno. Mese

T min

T max

Precip.

Umidità

Vento

Gennaio

5 °C

13 °C

63 mm

82 %

N 16 km/h

Febbraio

5 °C

13 °C

54 mm

77 %

N 16 km/h

Marzo

6 °C

16 °C

68 mm

75 %

N 16 km/h

Aprile

9 °C

19 °C

38 mm

74 %

WSW 16 km/h

Maggio

12 °C

24 °C

28 mm

70 %

NNE 16 km/h

Giugno

16 °C

28 °C

20 mm

66 %

NNE 16 km/h

Luglio

19 °C

31 °C

18 mm

63 %

N 16 km/h

Agosto

19 °C

31 °C

32 mm

67 %

NNE 16 km/h

Settembre 17 °C

27 °C

54 mm

71 %

NNE 16 km/h

Ottobre

22 °C

81 mm

77 %

N 16 km/h

Novembre 9 °C

17 °C

91 mm

81 %

N 16 km/h

Dicembre

14 °C

81 mm

83 %

N 9 km/h

13 °C

6 °C

Dati climatici di Lecce (anno 2011) 13


Dall’analisi delle condizioni ambientali possiamo definire le strategie bioclimatiche migliori per ogni parco Conoscendo le necessità fisiche necessarie per il conseguimento del comfort degli utenti del parco in qualsiasi ora del giorno, qualsiasi mese dell’anno, definiremo delle strategie che si adatteranno a queste condizioni. Esistono alcune ore dell’anno in cui in estate necessitiamo proteggerci dalle radiazioni per l’eccesso di calore e in inverno necessitiamo approfittare di queste radiazioni per scaldarci e conseguire il comfort ottimale. Uno studio dettagliato della vegetazione locale e delle differenti specie ci permetterà di adottare soluzioni come piantare alberi spoglianti che fanno ombra in estate e permettono invece il passaggio dei raggi solari in inverno quando le foglie cadono. Altre possibili soluzioni prevedono la creazione di zone umide in estate, fontane o laghetti d’acqua che rinfreschino l’ambiente attraverso l’evaporazione e che, in inverno, rimarranno secchi in modo da svolgere altre funzioni nel parco. Inoltre, una corretta distribuzione della vegetazione e delle specie selezionate potranno proteggere gli utenti dai venti fastidiosi o permettere il passaggio dei venti che apportano beneficio. 14


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IL PARCO CHE IMMAGINANO I BAMBINI

Format progetto grafico

Tra gli obiettivi del progetto vi è quello di rendere i bambini, in qualità di principali fruitori degli spazi verdi, parte attiva nell’individuazione dei criteri di valutazione di un Parco ideale. A tal fine nel mese di marzo 2012 è stato realizzato presso il Circolo didattico G. Falcone, antistante il Parco Tafuro, un laboratorio che ha coinvolto gli alunni delle V classi della sezione primaria, per un complesso di 60 bambini. Gli alunni sono stati invitati a “immaginare il proprio parco” ideale. Il supporto utilizzato è stato un foglio A3 in cui i bambini sono stati invitati a disegnare in tutta libertà e senza indicazioni predefinite il parco che vorrebbero e a descrivere negli spazi sottostanti i “propri” criteri di parco ideale. In particolare: “Cosa vorresti nel parco e non c’è”; “Cosa non vorresti nel parco e invece c’è”; “Cosa ti piace nel parco e c’è già”; “Cosa non vorresti mai nel parco”. I risultati emersi hanno consentito di integrare i criteri già definiti a monte dal gruppo di lavoro. La “lettura” integrata dei disegni e delle indicazioni scritte ha permesso di pervenire all’individuazione di alcuni elementi di base concorrenti alla definizione di un parco ideale per i bambini. Ciò è stato possibile attraverso l’utilizzo di diverse chiavi di lettura, volte a individuare di volta in volta gli elementi di arredo, le aree gioco, le funzioni, i servizi. La defini-

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zione di parco ideale che emerge dal lavoro dei bambini è infatti pluridimensionale. Alla sua definizione concorrono non solo criteri volti a individuare le aree gioco ideali ma la presenza di servizi, la plurifunzionalità dello spazio in relazione ai diverse modalità di fruizione dello stesso, l’attenzione al verde e all’ambiente.

Partendo dal primo punto, è importante evidenziare come le aree gioco immaginate dai bambini non sono “rilegate” a spazi definiti ma occupano, nella maggior parte dei disegni, l’intera superficie del par-

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co. Gli elementi che compongono le aree gioco sono i più vari: non solo scivoli ed altalene, ma case sull’albero, piste per skatebord e per pattinaggio, percorsi ciclistiici, campi da calcio, da tennis, da pallavolo, gonfiabili, attrezzi per fare attività fisica, ottovolanti…gli stessi scivoli disegnati dai bambini somigliano più a montagne russe o agli scivoli presenti negli acquapark.

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Lungi dall’attribuire al parco solo una funzione di gioco, molteplici e diversissime sono le attività che i bambini immaginano di poter fare all’interno del parco: andare in bici, nuotare, leggere un libro, suonare strumenti musicali, coltivare piante all’interno di piccole serre, gustare un gelato o una crepe, sporcarsi le mani con sabbia, sassolini e terra in spazi attrezzati per questo, assistere a uno spettacolo di burattini, partecipare a una scuola di ballo, fare un picnic seduti sul prato. I servizi che i bambini immaginano essere presenti nel parco ideale sono molteplici e rispondono alla possibilità di fruire del parco nelle più svariate modalità. Il parco ideale è dotato non solo di aree gioco varie e diffuse, ma anche di chioschi per gustare crepe o “gelati a volontà”, di serre per coltivare piante, di aree dedicate ai cani, di palchetti per spettacoli, di laghetti in cui nuotare o guardare le tartarughe farlo, perfino di un museo.Molta, infine, è l’attenzione dedicata dai bambini alla presenza, valorizzazione e cura del verde e dell’ambiente . Nella maggior parte dei disegni alberi, piante e fiori non sono collocati in spazi definiti o piccole aiole, ma collocati lungo tutto lo spazio del parco, in cui il verde, il prato costituisce la pavimentazione naturale, percorribile, calpestabile, fruibile. Colpisce in

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questi disegni la diffusa presenza di cestini per la raccolta c’è quello che i bambini denunciano essere presente e che non vorrebbero mai: poca cura del verde – “aiuole non potate”, “erbacce”, “cestini non vuotati” – sporcizia, degrado – “rifiuti per terra”, “escrementi di cani”, “siringhe sparse da tutte le parti”, “sigarette buttate a terra”o – ma anche scarsa manutenzione – “giochi rotti”, “buche” – i vandali “che rompono e rovinano tutto”, “gente poca educata nei confronti dell’ambiente” e “tutte quelle cose che inquinano”.

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I PARCHI URBANI DI LECCE

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1 . PARCO “VILLA COMUNALE” - centro storico 2. PARCO DI BELLOLUOGO - via vecchia surbo 3. PARCO BADEN POWER - san nicola 4. PARCO DEL CONI - via gianmatteo 5. PARCO DEI BANBINI * - viale dello stadio 6. PARCO TRAX ROAD * - zona 167 7. PARCO MARIA TERESA DI CALCUTTA - zona 167 8. PARCO TAFURO - leuca / ferrovia

a. progetto per il parco ex galateo b. progetto per il parco delle cave di marco vito

* in fase di realizzazione

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Il Parco Tafuro è un parco pubblico ubicato a ridosso della linea ferroviaria, nel quartiere Leuca. E’ collocato in una zona semi-periferica della città; infatti ci si può arrivare sia percorrendo via Corvaglia a partire cioè dalla zona centrale Viale 0tranto – Questura, oppure seguendo Viale Grassi in direzione Cavallino, lo si identifica a metà percorso sulla sinistra. La realizzazione non risulta essere recente anche se l’ultimazione dei lavori è datato agli inizi del 2000 circa. Il parco fa parte di un programma di rigenerazione urbana in fase di attuazione. Il parco è dedicato alla memoria della Guardiamarina Giorgio Tafuro, medaglia d'argento al valor militare, a cui è dedicato un cippo commemorativo posizionato nel 2001.

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LA VALUTAZIONE PARTECIPATA

Il progetto ha previsto anche la somministrazione di questionari agli utenti del Parco Tafuro al fine di sondare opinioni, rimostranze o suggerimenti sul miglioramento del parco. La somministrazione, che ha coinvolto cittadini di tutte le età (dai 4 ai 79 anni), ha consentito di scattare anche una fotografia degli utenti e delle modalità di fruizione del Parco stesso. Benché i fruitori siano prevalentemente di nazionalità italiana, è abbastanza rilevante anche il peso dei cittadini immigrati (11,1%), per lo più indiani o filippini. La maggior parte degli utenti (il 69%) risiede nel quartiere; tuttavia oltre il 30% si reca al Parco Tafuro pur non abitando nelle strette vicinanze. In merito alle modalità di fruizione del Parco, la metà degli intervistati afferma di recarvisi spesso (più di tre volte a settimana); per il resto un intervistato su tre si reca al Parco “qualche volta” (circa 1 volta a settimana), circa il 10% lo fa solo raramente ed il 5,6% limita la fruizione ai fine settimana. In ogni caso, la maggior parte degli intervistati si reca al parco la mattina (69%) e/o il pomeriggio (56%) mentre solo una piccola parte lo fruisce anche nelle ore serali (14%). La fruizione del Parco è legata principalmente alla possibilità di far giocare i bambini (67% degli intervistati); meno diffuso è l’utilizzo

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dello stesso per svolgere altro tipo di attività, come “fare una passeggiata/rilassarsi” (22% degli intervistati), incontrare gli amici (17%), “leggere” (11%), “portar fuori il cane” (8%) o “fare attività sportiva” (6%). Chi risiede nel quartiere si reca al Parco prevalentemente a piedi (68%); quanti vi arrivano da altri quartieri utilizzano prevalentemente (82%) il mezzo privato mentre meno diffuso è per gli uni e per gli altri l’uso della bici (22%) e raro quello di mezzi pubblici (6%). Molto scarsa è la conoscenza della presenza all’interno del Parco di una rete wireless (17%) e pressoché nullo il suo utilizzo (3%). In relazione alle condizioni del Parco, gli intervistati sono stati invitati ad esprimere le proprie valutazioni in merito a numerosi aspetti: arredo urbano (panchine, cestini porta rifiuti, ecc.), aree gioco per i bambini, servizi igienici, dotazione di verde, illuminazione, pulizia. I giudizi forniti sono tutt’altro che monolitici: - l’arredo urbano viene giudicato in discrete o buone condizioni dal 47% degli intervistati ma appena sufficiente dal 17% e addirittura mediocre o pessimo dal 36%. Gli intervistati lamentano, in particolare: il cattivo stato di manutenzione (panchine distrutte, rotte, usurate dal tempo e dall’uso); l’inadeguata collocazione delle panchine, la maggior parte delle

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quali situate in zone non protette dal sole; il numero inadeguato dei porta rifiuti; le scritte sui muri; la monotonia e bassa qualità, sia in relazione agli elementi di arredo che alla pavimentazione; - le aree gioco per i bambini ricevono un giudizio piuttosto positivo dal 47% mentre vengono ritenute sufficienti dall’11% e mediocri o pessime dal 42%. Le rimostranze degli intervistati attengono sia considerazioni di tipo quantitativo (i giochi a disposizione vengono ritenuti pochi in relazione all’utenza potenziale) che qualitativo. In relazione a questa dimensione viene evidenziato il cattivo stato di manutenzione (presenza di giochi rotti o mal ridotti), la scarsa varietà dei giochi presenti, la mancanza di aree gioco dedicate ai bambini delle diverse fasce di età e agli adolescenti, la mancanza di tappetini antishock e di una rete di protezione che impedisca ai bambini di andare in strada,la mancanza di alberi o altro tipo di soluzioni volte a proteggere le aree gioco dal sole, la mancanza di una progetto organico; - per quanto riguarda la dotazione di verde, prevalgono le valutazioni di segno positivo: solo il 28% ritiene pessime o mediocri le condizioni del Parco da questo punto di vista, il 6% le giudica sufficienti mentre il 66% ( 2 intervistati su tre), le ritengono discrete (23%), buone (37%) o addirittura ottime (6%); 30


- le valutazioni circa le condizioni di illuminazione del Parco si dividono tra quanti, più numerosi, esprimono un giudizio discreto (14%), buono (31%) o ottimo (6%), pari, nel complesso, al 51% degli intervistati, e coloro che, diversamente, ritengono appena sufficienti (25%) o addirittura pessime o mediocri (11%). E’ tuttavia abbastanza elevato in relazione a questo aspetto il peso delle mancate risposte (25%), dovuto al fatto che la maggior parte degli utenti non frequenta mai il parco nelle ore serali e non possiede pertanto elementi di giudizio; - in relazione alle condizioni di igiene e pulizia del parco la metà degli intervistai esprime un giudizio negativo, l’11% le valuta sufficienti, il 36% le reputa quantomeno discrete o buone ed mentre il 3% non fornisce una valutazione al riguardo. Viene lamentata la mancanza di cura, la presenza di rifiuti, di bottiglie rotte, di siringhe. - nessuna valutazione è stata infine potuta essere fornita dagli utenti in merito alle condizioni dei servizi igienici in quanto il parco ne è totalmente privo. Da segnalare, ancora, come il 61% degli intervistati lamenti di non trovare qualche volta (22%), spesso (33%) o sempre (6%) un posto all’ombra dove sedersi e che il 39% riscontri qualche volta (31%) o spesso (8%) difficoltà a trovare una panchina libera

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dove sedersi. Invitati a fornire proposte e suggerimenti per migliorare il Parco, gli intervistati hanno sottolineato l’esigenza di garantire maggiore cura, manutenzione e vigilanza del Parco ed indicato diverse ambiti e direzioni possibili di intervento - sintetizzate dettagliatamente nel prospetto seguente - tutte funzionali ad assicurare maggiore diversificazione dell’offerta (intesa sia come varietà di giochi, arredi, soluzioni, che di possibile fruizione degli spazi) e naturalizzazione dell’area.

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Interventi sulle aree gioco

Realizzazione di aree morbide/tappetini antishock nelle aree gioco dedicate ai bambini Potenziamento quantitativo e qualitativo dei giochi Realizzazione di piste ciclabili Realizzazione di piste per il pattinaggio Realizzazione di una casetta sull’albero Installazione di gazebo e pensiline per creare zone d’ombra Riduzione delle aree pavimentate, potenziamento delle aree a verde e dell’erba erba calpestabile Potenziamento quantitativo e qualitativo delle panchine

Interventi sull’arredo urbano

Interventi volti all’animazione socio-culturale del Parco

Potenziamento dei cestini porta rifiuti Realizzazione di aree dedicate ai cani Installazione di fontanelle per l’acqua Realizzazione di bagni dotati di fasciatoio Realizzazione di una recinzione protettiva che impedisca ai bambini di andare in strada Potenziamento degli elementi di illuminazione Valorizzazione delle specie botaniche presenti, con installazione di cartelli che li segnalino e ne descrivano le caratteristiche

Installazione di spalti per rappresentazioni teatrali, concerti, proiezioni cinematografiche Organizzazione di cineforum, giornate di animazione per bambini ed adulti, anche la sera 33


LA VALUTAZIONE BIOCLIMATICA

Climogramma ESTATE

Climogramma INVERNO

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I climogrammi ci danno un’idea precisa della necessitá di radiazione solare, di ventilazione e umidità per ottenere il comfort dell’utente. La zona di massimo comfort si trova nel riquadro di forma trapezoidale dei climogrammi precedenti. La linea che attraversa il climogramma corrisponde ai mesi dell’anno, per esempio nel climogramma riferito al periodo estivo, il mese di agosto è rappresentato col colore verde scuro e da come si può osservare una parte del giorno avremo bisogno di radiazione solare (zona sottostante all’area di comfort), una parte del giorno avremo comfort (area nel riquadro) e nell’altra parte del giorno necessiteremo ventilazione per l’eccesso di calore (area al di sopra della zona di comfort). In questo modo procederemo ad analizzare tutti i mesi dell’anno per definire le nostre strategie bioclimatiche. Per questo motivo estrapoliamo i climogrammi ottenuti in diagrammi di isoplete dove inoltre consideriamo i criteri di partenza stabiliti (ipotesi 1, ipotesi 2).

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Ipotesi 1 Posto che l’utente tipo è una persona di 75kg di peso per un’altezza di 170 cm. (superficie corporea 1,75m2). Questa persona indossa abiti leggeri in estate, abiti pesanti in inverno (coefficiente CLO 0,8 estate, coefficiente CLO 1,5 inverno) e svolge un’attività sedentaria (coefficiente MET 1,25)

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Ipotesi 2 Posto che che l’utente tipo è una persona di 75kg di peso e alto 170 cm. (superficie corporea 1,75m2). Questa persona indossa abiti leggeri in estate e abiti pesanti in inverno (coefficiente CLO 0,5 estate, coefficiente CLO 1 inverno) e svolge un’attività sedentaria (coefficiente MET 2,00).

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STRATEGIE BIOCLIMATICHE - Ipotesi 1 MESI

ORE DEL GIORNO

CONCLUSIONI

STRATEGIE PROGETTUALI DI COMFORT PER GLI UTENTI

Dall’ 1 di Novembre all’ 1 di Aprile

Tutto il giorno

Sono mesi freddi dell’anno e nel climogramma si osservano necessità di radiazione tutto il giorno

Permettere la radiazione solare, barriere vegetali per proteggersi dai venti, illuminazione notturna.

Dal 1° di Aprile al 15 di Aprile e dal 15 di Ottobre al 30 di Ottobre

12:00 - 21:00

Ore in cui senza strategie bioclimatiche e solo con l’attività metabolica realizzata si raggiunge il comfort degli utenti

Abbigliamento e attività

21:00 - 12:00

Ore fredde del giorno con necessità di radiazione

Permettere la radiazione solare, barriere vegetali per proteggersi dai venti, illuminazione notturna, ecc.

10:00 - 21:00

Ore in cui esiste un comfort con meno del 20% di utenti insoddisfatti.

Comfort senza strategie bioclimatiche

21:00 - 10:00

Ore fredde del giorno con necessità di radiazione solare

Permettere la radiazione solare, barriere vegetali per proteggersi dal vento, illuminazione notturna, ecc.

19:00 - 3:00 e 8:00 - 12:30

Ore in cui esiste un comforto con meno del 20% di utenti insoddisfatti. Nelle prime ore del giorno dalle 2:00 alle 8:00 con l’attività fisica e l’abbigliamento adatto si può raggiungere il livello di comfort

Comfort senza strategie bioclimatiche

3:00 - 8:00

Ore fredde del giorno con necessità di radiazione solare

Barriere vegetali per proteggersi dal vento, illuminazione notturna.

12:30 - 19:00

Necessità di ventilazione per eccesso di calore

Piantagione di specie arboree per creare zone ombrose, uso dell’acqua per il raffrescamento dell’ambiente, barriere vegetali di protezione dai venti caldi

Dal 15 di Aprile al 15 di Giugno e dal 15 Agosto al 15 di Ottobre

Dal 15 di Giugno al 15 di Agosto

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STRATEGIE BIOCLIMATICHE - Ipotesi 2 MESI Dal 1 di Novembre al 1 di Marzo

Dal 1 di Marzo al 30 di Marzo e dal 15 di Ottobre al 30 di Ottobre

ORE DEL GIORNO Tutto il giorno

11:00 - 21:00

Abbigliamento e attività

Ore in cui esiste un comfort con meno del 20% di utenti insoddisfatti. Ore fredde del giorno con necessità di radiazione

Comfort senza strategie bioclimatiche

00:00 - 11:00 e 21:00 - 00:00

Ore in cui esiste un comfort con meno del 20% di utenti insoddisfatti. Nelle prime ore del giorno dalle 2:00 alle 8:00 con l’attività e l’abbigliamento adatto si può conseguire il comfort

Comfort senza strategie bioclimatiche

11:00 - 21:00

Necessità di ventilazione per ecceso di calore

Piantagione di specie arboree per creare ombra, uso dell’acqua come elemento raffrescante dell’ambiente, barriere vegetali di protezione dai venti caldi

10:00 - 23:00

23:00 - 10:00

Dal 15 di Maggio al 15 di Settembre

Sono mesi freddi dell’anno e nel climogramma si osservano necessità di radiazione tutto il giorno

STRATEGIE PROGETTUALI DI COMFORT PER GLI UTENTI Permettere la radiazione solare, barriere vegetali per proteggersi dai venti, illuminazione notturna,ecc.

Ore in cui senza strategie bioclimatiche e solo con l’attività metabolica realizzata si raggiunge il comfort bioclimatico degli utenti Ore fredde del giorno con necessità di radiazione solare

21:00 - 11:00

Dal 1 di Aprile al 15 di Maggio e dal 15 Settembre al 15 di Ottobre

CONCLUSIONI

Permettere la radiazione solare, barriere vegetali per proteggere dal vento, illuminazione notturna, ecc.

Permettere la radiazione solare, barriere vegetali per proteggersi dal vento, illuminazione notturna, ecc

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ecoscape LECCE PARCHI PUBBLICI