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L A NAT URA SO T T O CA SA

il ragno e la sua tela

Illustrazione: Marco Trevisan

di Gianumberto Accinelli

I ragni sono predatori formidabili perché si sono inventati un eccellente strumento di morte e lo sanno usare con grande maestria. Da ghiandole speciali, chiamate della seta o filiere, producono una sostanza vischiosa, inizialmente liquida, ma che poi si solidifica al contatto con l’aria. Immediatamente questa seta viene lavorata con grande virtù mediante dei pettini posizionati sulle zampe. I manufatti dei ragni sono i più vari: il più conosciuto e facile da scorgere tra i rami di un albero è la classica ragnatela a raggera. Viene costruita in modo che i fili sottili risultino invisibili all’occhio delle mosche e delle falene. Mentre le povere vittime si dibattono alla ricerca della libertà, il ragno si avvicina, inietta nel loro corpo un veleno paralizzante, le avvolge nella seta e quindi le trasporta ai bordi della ragnatela dove, con tutta calma, le divora senza pietà. I tipi di ragnatela sono tanti quasi quanto le specie di ragni. Quelli della famiglia degli Hexathelidi costruiscono delle grandi lenzuola di seta e le appoggiano orizzontalmente sulla vegetazione erbacea. Nel centro di questo grande telo praticano un foro – il risultato finale è simile ad un imbuto – all’interno del quale attendono le loro prede. Quando una mosca o un altro insetto si avventura ingenuamente sulla seta, il ragno immediatamente avverte una vibrazione, si precipita fuori e, dopo averlo morso, lo trasporta nell’imbuto per mangiarselo con la solita calma. Il ragno bolas americano non tesse la tela, ma usa la seta in un altro modo. La sua strategia consiste nell’attirare le prede – principalmente falene – diffondendo nell’aria un feromone sessuale femminile. In pratica, finge di essere una femmina di falena. Figuriamoci i maschi! Immediatamente si avvicinano alla fonte dell’odore dove, al posto dell’amore, incontrano la morte sotto forma di un filo di seta dall’estremità appiccicosa. Il ragno, provetto pescatore, sa usare con destrezza questo filo di seta che lancia in direzione della vittima e la cattura. La seta è un materiale straordinario: gli antichi abitanti dei prati la tessono anche per assicurare il futuro dei loro figli. Le uova del ragno vengono ricoperte con la seta per proteggerle dai potenziali predatori e dalle

condizioni ambientali avverse. I ragni della famiglia Pisauridi fanno di più: costruiscono una stanza di seta che accoglie prima le uova e poi i piccoli. Gli individui neosgusciati permangono in questo sicuro asilo per qualche giorno, cullati e protetti dallo sguardo attento della madre. Nella maggior parte degli aracnidi, ma anche degli insetti, il “cucciolo” deve badare a sé stesso fin dall’inizio. Senza la madre, alcuni i microscopici ragnetti se la cavano benissimo proprio grazie alla seta e al cielo: questi leggerissimi esseri emettono un pezzetto di seta che slanciano in alto verso il sole. Il vento accoglie questo filamento, lo preleva e lo trasporta in volo lontano, insieme al suo tessitore. I giovani ragni colonizzano in questo modo nuovi territori i quali, si spera, sono ricchi di cacciagione. La loro cattiveria però ha un risvolto positivo, dato che eliminano dai campi coltivati numerosi insetti dannosi alle colture. Ecco perché ogni volta che assaggiamo una croccante foglia di lattuga o una pesca zuccherina dovremmo ringraziare anche questi esseri che, circa trecento milioni di anni fa, hanno inventato uno strumento di caccia oltremodo efficiente.

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Cuorebio Magazine - Gennaio 2018  
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