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Cambia la Terra No ai pesticidi, Sì al biologico a cura di FederBio

vive a Roma in un quartiere semicentrale e mangia, da sempre, con una certa attenzione. I risultati sono stati chiari: nelle loro urine le tracce di pesticidi c’erano e anche in quantità consistenti. Il glifosato – nelle prime analisi -raggiungeva nel padre concentrazioni più del doppio superiori alla media della popolazione di riferimento, quella su cui si sono fatte nel passato analisi e medie statistiche. Ma era presente anche nei bambini in valori alti (rispettivamente per il più piccolo 0,19 microgrammi e per la Bastano due settimane di una dieta più grande 0,16 per litro rispetto alla biologica per abbattere e in alcuni media di 0,12 microgrammi/litro). casi azzerare il contenuto di inquiPoi c’era il clorpirifos, un insetticida nanti nelle urine di una famiglia utilizzato nei campi, i cui livelli erano italiana. Madre, padre, due bambini di 7 e 9 anni: per tutti loro, per quasi elevati soprattutto nel più piccolo, tutte le sostanze chimiche analizzate, che ha 7 anni: nelle sue analisi sono stati trovati valori oltre tre volte susi passa da livelli di contaminazione alti a quantità molto basse e spesso periori alla media della popolazione. sotto i limiti di rilevabilità. La “deSecondo studi scientifici regolarmencontaminazione” ha funzionato per te validati, questa sostanza provoca alcuni degli insetticidi più utilizzati – tra i tanti altri danni – particolari dall’agricoltura convenzionale (cloreffetti sulla capacità di apprendimenpirifos e piretroidi) e per il glifosato, to e di attenzione e i bambini sono in l’erbicida contro cui si è mobilitata in assoluto i più esposti. Dopo i 15 giorquesti mesi l’opinione pubblica e una ni di dieta bio, per cui NaturaSì ha parte della ricerca a livello europeo e non solo. È questo il risultato della campagna I pesticidi dentro di noi, condotta da Cambia la Terra - No ai pesticidi, Sì al biologico, il progetto realizzato da FederBio in partnership con Legambiente, WWF, Lipu e ISDE- Medici per l’Ambiente con il supporto di NaturaSì e di altre importanti aziende del biologico. L’esperimento sociale – durato 15 giorni e interamente visibile sul sito www. cambialaterra.it, è partito analizzando le tracce di pesticidi nelle urine di una famiglia come tutte le altre, che

fornito la gran parte del fresco e non solo, le analisi hanno avuto risultati sorprendenti: per il glifosato, tutti i valori sono sotto la soglia di rilevabilità. La concentrazione di clorpirifos nelle urine del bambino dopo quindici giorni di dieta biologica è scesa a valori vicini alla media di riferimento. Mentre nelle analisi del padre la stessa sostanza – che era oltre tre volte la media di riferimento per la popolazione adulta – non è proprio più rilevabile dopo la dieta. Per le molecole che indicano la presenza di piretroidi (si chiamano con nomi difficili: Cl2CA e Mpba), le analisi della famiglia mostrano una diminuzione importantissima degli inquinanti: solo per la mamma il valore rimane appena sopra la soglia di rilevabilità. Insomma, se cerchiamo ‘i pesticidi dentro di noi’ è molto probabile che li troviamo. Ma su questo non ci sono monitoraggi su ampia scala: ancora oggi ci si pone in maniera troppo vaga il tema dell’effetto dei pesticidi all’interno del nostro organismo. www.cambialaterra.it

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Cuorebio Magazine - Gennaio 2018  
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