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Carlo Tito Dalbono

Aversa da “Guida di Napoli e dintorni�, Napoli, 1876

Associazione Gaetano Parente


In parentesi parleremo di Aversa. Città della Campania fatta di nuovo, dice il Sansovino, sulle rovine di Atella, ma secondo noi il luogo non è lo stesso. Aversa fu importante città a' tempi Angioini ed Aragonesi. Il nome si fa derivare da Adversa,(Avversa) e per ritener tal nome, è da credere che non fosse, come oggi, un po’ indifferente. Più scrittori la vogliono eretta da Roberto Guiscardo. La peste vi fece per entro molta strage e la disertò. Nelle Aversane pianure ha fine la distesa de’ Campi Flegrei, de’ quali la estensione parve precedere, secondo i più antichi scrittori, le più note eruzioni Vesuviane. La porta che apre l’ingresso della città, vuol esser considerata, per le memorie appunto che vi si annettono e vengon poi. Trattata con rigore prima la città di Aversa, fu carezzata poscia dagli Angioini. Lo spedale e la chiesa della Nunciata formano il primo riposo di chi deve visitarla. Vi si ammira un ben conservato arco del tempo angioino, che ricorda il far del Ciccione. Vi si vedono ornati e figure. La Nunciata è una bella chiesa che ha perduto le sue antiche linee. Un dì vi pinse Massimo, in tela, Marco Pino da Siena, in tavola, e il Simonelli e il Solimena dappoi. Essa rifatta venne al modo in cui si vede da un architetto, il cui nome taceremo per carità patria, avendo sì poco rispettato le antiche linee. Lo stabilimento della Nunciata raccoglie ora una scuola esterna per fanciulle, un Educatorio per le così dette Gittatelle, e i nomi svelano la condizione; più i bagni idroterapici. 5


La via principale che procede dalla porta è detta Corso Campano. È lastricata, presenta discreti casamenti, e in giù torce, dando adito ad altre vie, denominate già da chiese di minor riguardo. Ricordiamo S. Niccolò – S. Giovanni – S. Andrea, di non fresca costruzione, S. Pietro a Majella (di Casaluce) e Santa Maria a Piazza di istituzione popolana, ecc. Il Duomo di Aversa vanta anch’esso remota origine. Oltre alle cose d’arte, non certo tutte antiche, mostra alcuni sani arredi che la tradizione religiosa esalta, dappoiché per la invasione barbarica la sede vescovile già locata ad Atella, fu costretta a ricovrare ad Aversa. Vi si vedono antichi paramenti recati da Cuma, come noi già altrove esponemmo. Del Seminario, del Capitolo, delle 11 parrocchie, dei 36 villaggi che rispondono, per così dire, ad Aversa, sarebbe lungo anche il far cenno. La chiesa de’ Benedettini (S. Lorenzo) vanta Normanna origine. Unifreda la fé sorgere nel 1050. Crebbe di proporzioni, riformandosi nel 1097 per opera di Riccardo conte di Aversa e principe di Capua. La porta antica vi fu messa dall’Abate Matteo nel 1110. Subì sue vicende, non curata poi, ma nel 1627 venne riconsacrata. Fu rabbellita nel seguente anno, e le ultime riparazioni sono del 1805. Il blocco di Aversa (ci si consenta tal parola) più che normanno, rimane oggi Angioino-Durazzesco-Aragonese. Per poco che il guardo del perito artista vi si raggiri, osservando, trova porte, archi, inquadrature e cornici di que’ tempi, ma il tutto scontornato, mutilato, e in parte ricoverto. Capua moderna delle sue antichità fu più diligente conservatrice. 6


Gli avanzi del castello aragonese, come i luoghi dove fu spento Andrea di Ungheria per voluta empietà di Giovanna I, son testimonianza di un passato abbastanza storico. Nel 1265 innalzato venne il castello da Carlo I e II Angioini, e fu lavoro di tempo Angioino anche la chiesa di S. Domenico. Il Municipio di Aversa si studia di raccogliere qualche avanzo artistico, ma lentamente. Il Morotrofio di Aversa ebbe grande celebrità sino a che non sorsero altri morotrofi di privata iniziativa, e noi non avremmo potuto tacere di questa città appunto per esso. Ha tre case: la Centrale – quella detta Maddalena – e la casa muliebre di Monte Verginello. Aggiungasi una separata casa pe’ matti luridi, detta dalla Chiesa, di S. Agostino degli Scalzi. Oltre gli 800, più o meno, sono gli scemi di mente che vi si trovano. Le guarigioni, delle quali sempre si parla con qualche esagerazione, non si possono dire in massima parte complete. Nulladimeno sono parecchi quelli individui che, rassodati nei lor delirii furiosi, rivedono pacatamente la propria casa. Fra questi, non ha guarito, il celebre musicista Giuseppe Lillo, parve del tutto guarito e ritornò dagli amici, quando un violento accesso trasselo di bel nuovo ad Aversa, ove morì. Così pure avvenne ad altro musicista di nome Achille Pistilli. Ambedue delirarono e morirono là dove Iommelli e Cimarosa ingegni musicali, composero e respirarono la pienezza della vita. Ricorderemo che il caro Cimarosa vi nacque nel 17 dicembre 1749 da un muratore. Le antiche famiglie Aversane sono sparite, ma le nuove forman di questa città una delle più ricche in Terra di Lavoro. 7


Industrie agricole – non molte: grano, granone, canape. Indole – non entusiasmo, e tendenze al vivere antico. Istruzione – assai limitata. Ad Aversa si va per ferrovia, che vi è prossima o con carrozze e carrozzette spostate dalla Porta Capuana e vi giungono per Melito, S. Antimo ecc. L’educandato o Stabilimento di S. Lorenzo potrà divenir semenzaio di educate giovinette; ma come siffatti luoghi di educazione dipendono dall’impulso de’ prefetti e dalla scelta de’ maestri, e questi due impulsi posson cangiare, non diffidiamo punto né facili miglioramenti. Ci duole si il vedere l’abbandono di alcune chiese di Aversa, le quali meriterebbero maggior cura, e i sacerdoti, anche senza molti mezzi, potrebbero impegnare i lor devoti a tener nette le chiese che praticano. Il quartiere militare di Aversa è un edificio or abitato da milizia diversa. La città alquanto spopolata, non ne ricava pari vantaggio di Capua. Ad Aversa si beve il famoso Asprino, ricordato dal Redi con le parole: Quel d’Aversa acido asprino. Ed aspretto è veramente, pur nondimeno, spiacevole sulle prime, divien poi accetto. I suoi latticini sono anche squisiti. Ci resta a notare che oltre Iommelli e Cimarosa, alcuni scrittori opinano che Massimo Stanzioni nascesse in Aversa. Certo è che il superiore de’ francescani, nativo di Aversa, contribuì a farlo

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dipingere a Roma, ove ebbe titolo di cavaliere. Certo è pure che egli dipinse con grande impegno la Cena di Emmaus e la Coronazione della Vergine, che si vedono ad Aversa.


Associazione Gaetano Parente Via Gaetano Parente, 2


81031 – Aversa (Ce)

Aversa  

Estratto da "Guida di Napoli e dintorni", Napoli, 1876 / Autore: DALBONO CARLO TITO / Area "Editoria", Collana "PassatoPresente" / Editore:...

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