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L’ECO DE LA ROSSA

SANTUARIO CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Anno LVIII - 2011 - N. 2 bim. - 14/04/2011 Sped. in abbonamento postale - art. 2 comma 20/C legge 662/96 filiale di Ancona

PERIODICO BIMESTRALE D’INFORMAZIONE E CULTURA

Contributi per sostenere il periodico CCP n. 14236608 intestato Parroco Santuario Cuore Immacolato di Maria 60049 Serra San Quirico Staz. (Ancona) Tel. (0731) 86030 Via A. Moro, 4

w w w. e c o d e l l a r o s s a . i t

XXV Convegno Eucaristico Nazionale - Ancona 3-11 settembre 2011

“Signore da chi andremo?”

Carissimi Fratelli e Sorelle, siamo chiamati, guidati dallo Spirito Santo, a celebrare insieme il XXV Congresso Eucaristico Nazionale che si terrà ad Ancona dal 3 al 11 settembre 2011, grazia che viene da Dio per le nostre Chiese, convocazione fondamentale di Chiesa e di comunione per tutti noi. Sia quindi lo Spirito del Risorto, la sua Luce, la sua Grazia ad illuminare il cuore e la mente. Rimettiamo nelle mani di Dio Padre le nostre speranze, le nostre intenzioni, le nostre preghiere, affinché questa esperienza di Chiesa sia veramente un momento di crescita nella fede e di evangelizzazione per tutti noi, Vescovi, sacerdoti, diaconi, persone consacrate e fedeli tutti. Nella nostra preghiera e nei nostri cammini di preparazione a questo Congresso Eucaristico lasciamoci guidare dal capitolo sesto del Vangelo di Giovanni, gustando insieme non solo la profondità e la bellezza del testo, ma anche cogliendo la

sfida profetica, che queste pagine lanciano ai nostri giorni, al mondo, alla Madre Chiesa, alle nostre comunità religiose, alla nostra vita di credenti. Oggi, forse come non mai, riecheggiano così forti queste parole. “Signore da chi andremo?” (Gv. 6,68). Anzi nella nostra società potremmo invece udire questo grido più lancinante: non “Signore, da chi andremo?, ma semplicemente “da chi andremo?”. Così questo grido di smarrimento sale da un’umanità che grida. “Da chi andremo?” gridano gli uomini in questo momento di crisi economica, quando l’illusione delle logiche del progresso assoluto si sgretolano e si disvela in tutta la sua fragilità un sistema economico e finanziario fondato solo sul profitto a tutti i costi, svincolato dall’etica dell’economia. “Da chi andremo?” gridano uomini e donne, dopo la fine delle ideologie del XX secolo che avevano promesso una “salvezza immanente” alla storia stessa, e la politica si svuota per mancanza di ideali che guardino all’interesse comune. “Da chi andremo?” gridano i nostri giovani che disorientati cercano vie ed orizzonti di

senso al loro esistere, alla propria vita, spesso senza trovarli. “Da chi andremo?” gridano gli ultimi della terra, i poveri, i piccoli, i soli, gli immigrati, gli oppressi. Dobbiamo ammettere, sempre ispirati dalle parole dell’Evangelista Giovanni, che oggi il mondo, attraversa un momento di epocale importanza e di immensi cambiamenti. Cambiamenti ai quali dobbiamo saper guardare e tentare di rispondere, e con i quali dobbiamo entrare in comunicazione. Essi non possono non toccare anche la Chiesa stessa, chiamata nella sua missione ad un dialogo serrato e costruttivo con i nuovi problemi della nostra storia, ma al contempo essa stessa può e deve nel suo ruolo, porgere sfide, interrogare la contemporaneità, ponendo le questioni ultime del senso della vita umana, della storia, del mondo stesso. Potremmo dire che come nel Vangelo di Giovanni “il mare era agitato” (Gv. 6,18), anche oggi soffia “un forte vento” e come ai marinai è richiesta durante la tempesta una particolare fiducia e maestria, così anche a noi viene domandato della nostra fede in Gesù Cristo e della nostra speranza. Nelle notti di prova, che l’umanità e la Chiesa stanno attraversando, dobbiamo avere occhi aperti per poter scorgere non una luce qualunque alla quale aggrapparci, non una delle innumerevoli luci che si accendono in questo mondo per poi spegnersi come un lampo, o come un fuoco di paglia, ma la Luce vera che illumina ogni cosa. Noi, come comunità di credenti, dobbiamo imparare a vedere e scorgere la Luce

di Cristo chiamando il nostro mondo e la nostra contemporaneità ad interrogarsi, gridando insieme “da chi andremo?”. Ma noi come Chiesa, annunziamo al mondo che è sempre in ricerca, che il Signore è già attivo e presente nella storia e che opera nel corso degli eventi e nella vita di ogni uomo. Così noi oggi siamo come gli apostoli che “videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca” (Gv 6, 20). Quella del Vangelo deve essere stata una lunga notte, nella quale la fede è stata provata al crogiuolo del dubbio e delle domande di fondo. Anche noi oggi, ci dobbiamo confrontare con la nostra notte, con il forte vento del nostro presente. Ma non dobbiamo avere paura, Gesù che ci viene incontro ce lo ricorda, ci richiama alla nostra identità di Cristiani, “luce del mondo e sale della terra” (Mt 5, 13-14). Di qui l’incoraggiamento, l’appello, che viene nel bel mezzo della burrasca : “sono io, non temete” (Gv 6,20). Sembrerebbe che nonostante la nostra umanità, la nostra fragilità, questo sentimento della paura, non possa albergare in noi, testimoni e sentinelle di una luce che splende oltre le tenebre, di un’aurora che affiora dalle tenebre della notte. Così alla domanda “Signore da chi andremo?” dobbiamo rispondere che il Signore è già accanto, si è già avvicinato, è già prossimo a noi nella fede. E l’annunzio della prossimità del suo amore, è già la nostra missione, il primo compito di noi, Chiesa, edificata come pietre vive già redente in Cristo. (Dalla “Lettera dei Vescovi delle Marche alle loro Chiese”)

Cristo, mia speranza, è risorto!

Il grande terremoto dei mesi scorsi in Giappone come gli sconvolgimenti sociali ed i conflitti nei Paesi del Nord Africa ci hanno profondamente segnato. Ciò che succede, con la sua scia di distruzione e di morte, deve soprattutto farci imparare che la scena di questo mondo è destinata a passare, gli uomini muoiono, il mondo invecchia e finisce. Allora la Sapienza, cioè la rivelazione di Dio che comunque tiene nelle mani le nostre vite, insegna che occorre guardare oltre la morte. Il tempo liturgico che stiamo vivendo ci accompagna a stare accanto a Gesù che, per noi uomini e per la nostra salvezza, è venuto dal cielo per ricondurci al cielo. Egli affronta la Passione, la croce, la morte, la sepoltura e risorge per ridare vita all’umanità che non poteva sperarla più. La Pasqua verso cui si volgono i nostri occhi di fede, è la luce che rischiara e dà senso al vivere e morire umano. La Chiesa ha questo da annunciare all’ uomo ferito e scosso nella fede e nella speranza; sulle macerie, oltre e dopo la solidarietà umana, che non rifiuta mai e verso la quale spinge i suoi figli, fa risuonare alto l’Evangelo, la bella e buona notizia: la morte e il dolore non hanno l’ultima

parola. La vittoria pasquale di Gesù Cristo ne è la certezza. Pasqua vuol dire passaggio. Il Signore Gesù ha attraversato la morte annientandola e strappandole la preda, conducendo con sé, nella vita l’umanità liberata e redenta. Convertirsi vuol dire volgersi verso il Signore, attendere da lui la vita, ma anche lasciare di vivere su questa terra come se non fosse provvisoria o stordendosi nelle droghe del divertimento e del benessere, vivendo come chi non spera l’oltre, perché tutto finisce con il corpo e con la morte. Molti tra di noi, in realtà vivono come se Dio non ci fosse, non se ne curano, perciò neppure lo combattono, soltanto hanno fatto dio il loro benessere, o come dice l’apostolo, il loro ventre ovvero la loro cupidigia. Il Tempo santo di Quaresima, con il richiamo all’ascolto, alla preghiera, alla misericordia e alla sobrietà ci ha pertanto invitato a crescere nella vera sapienza. Impariamo, in questo tempo, in che cosa consista il vero culto a Dio, la liturgia dell’esistenza, l’esercizio del nostro essere in Gesù, sacerdoti dell’offerta di una vita obbediente e buona. (Da “Vita in Cristo e nella Chiesa”)

VITA DEL SANTUARIO Settimana Santa DOMENICA DELLE PALME 17 APRILE Giornata Mondiale della Gioventù Ore 10.15 - Benedizione delle Palme nella Chiesa Madonna di Loreto, processione verso il Santuario S. Messa MARTEDI’ SANTO 19 APRILE Ore 18.30 - Celebrazione penitenziale GIOVEDI’ SANTO 21 APRILE Ore 17.30 - Celebrazione della Cena del Signore Ore 21.00 - Adorazione comunitaria (animata dai cresimandi) VENERDI’ SANTO 22 APRILE Ore 17.30 - Celebrazione della Passione del Signore Ore 21.00 - a Serra Paese processione del “Cristo morto” insieme alla Parrocchia di S. Quirico SABATO SANTO 23 APRILE Ore 18.30 - Confessioni Ore 21.00 - VEGLIA PASQUALE (unica celebrazione per le Parrocchie di Stazione e Paese) DOMENICA DI PASQUA 24 APRILE SS. MESSE ore 8.00 – 10.30 – 18.30

Nel mese di maggio * DOMENICA 1 MAGGIO (normale orario festivo): non si celebra, alla Madonna delle Grazie a Forchiusa * DOMENICA 8 MAGGIO: Pellegrinaggio alla Madonna della Grotta - Messa ore 11.00 LA PREGHIERA DEL ROSARIO - Ogni giorno di maggio nel Santuario alle ore 18.00 prima della Messa - Il “ROSARIO ITINERANTE” alle ore 19.00: lunedì 2 a venerdì 6 maggio: edicola di Via Clementina da lunedì 9 a giovedì 12 maggio: Fam. Bucciarelli - Via Pertini venerdì 13 maggio: Fam. Brocanelli – Via Serralta da lunedì 16 a venerdì 20 maggio: Edicola di Largo Gandhi lunedì 23 maggio: Fam. Gattucci - Via F.lli Bandiera martedì 24 maggio: Fam. Ortolani - via Serralta mercoledì 25 maggio: Fam. Compagnucci, via Filzi giovedì 26 maggio: via Moro (palazzo Anibaldi…) venerdì 27 e lunedì 30 maggio: nel santuario o presso chi ne farà richiesta MARTEDI’ 31 MAGGIO: Chiusura del mese di maggio per le due Parrocchie di Serra nella Chiesa di Madonna delle Grazie a Forchiusa CHIUSURA con la S. Messa alle ore 21.15

Tornati alla casa del Padre

LUNEDI’ DELL’ANGELO 25 APRILE SS. MESSE ore 10.30 – 18.30

DOMENICA 29 MAGGIO ORE 11.00

CRESIMA amministrata dal nostro Arcivescovo ALDO SPADINI n. 25-5-1924 † 6-3-2011

Carnevale in oratorio

GIUSEPPE SCHIAVONI n. 6-12-1926 † 13-3-2011

ENRICO SERVADIO n. 8-4-1925 † 12-3-2011

INES TOMASSONI ved. SCARABOTTI n. 8-3-1923 † 19-3-2011

Ricordiamo Giuseppe Bartelucci Il 28 febbraio, presso l’Ospedale civile di Jesi, per un’improvvisa, inaspettata e letale complicazione, è deceduto Giuseppe Bartelucci, 76 anni, presidente del Gruppo Cave Gola della Rossa. Il funerale celebrato mercoledì 2 marzo nel Santuario Cuore Immacolato di Maria a Serra San Quirico Stazione ha visto una partecipazione notevole, dai familiari agli amici, dalla dirigenza a tutti gli operai del Gruppo, alle autorità politiche e militari. Lascia nel dolore la moglie Elsa, la figlia Laura, il genero Mauro, l’amato nipotino Leonardo, le sorelle Ileana e Anna Maria, il fratello Beniamino. Giuseppe Bartelucci subentrò nel 1968 al padre Aldo che, nel 1956, aveva fondato la cava Gola della Rossa assieme all’amico e socio Ferdinando Giacometti, tragicamente scomparso nel 1978 per un incidente sul lavoro. Apportò quelle innovazioni che in 55 anni resero l’azienda, industrialeader nel settore estrattivo ed edile, con circa 400 dipendenti diretti e dell’indotto. Lo spessore umano del Presidente, la riservatezza e il contatto diretto con tutti i collaboratori e dipendenti, l’amore per la famiglia e l’assoluta disponibilità per ogni necessità delle persone e del territorio, la competenza su ogni aspetto professionale del-

n. 21-10-1934 † 28-2-2011

l’azienda, il totale accordo e fiducia con Marisa Giacometti, il marito Luca Alfieri e Alessandro Vergari – soci e dirigenti del Gruppo che prosegue regolarmente le attività hanno fatto di Giuseppe Bartelucci un personaggio unico, un grande manager il cui ricordo rimarrà indelebile in quanti l’hanno conosciuto e stimato. All’omelia il celebrante ha anche ricordato l’uomo dalla fede sincera e il benefattore generoso e disponibile, insieme a tutta la direzione delle Cave, alle necessità della parrocchia, particolarmente della chiesa che ha accolto con gratitudine le spoglie per la solenne celebrazione, prima che il corpo venisse tumulato a Cupramontana nella cappella di famiglia.

Andate e por tate a tutti la gioia del Signore Risor to. Alleluia Alleluia!


L’ECO DE LA ROSSA

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LA VOCE DI SAN QUIRICO Venerazione della Sacra Spina

Un segno dell’amore di Dio

Celebrazioni pasquali

Benedizione delle famiglie

17 APRILE - Domenica delle Palme - Giornata Mondiale della Gioventù Ore 9.00 - Santa Messa e benedizione delle Palme Ore 11.20 - Benedizione delle Palme presso la Chiesa di San Filippo, processione a San Quirico - S. Messa

Generalmente nel pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 20.00

21 APRILE – Giovedì Santo Ore 18.30 - Celebrazione della Cena del Signore (sono invitati “i bambini della Prima Comunione” per la lavanda dei piedi) Ore 21.00 - Adorazione 22 APRILE – Venerdì Santo Ore 15.00 - Celebrazione del Vespro e confessioni Ore 21.00 - Memoria della Passione del Signore e processione del “Cristo morto” (unica celebrazione per le Parrocchie di Paese e Stazione) Venerdì 18 marzo, terzo venerdì del mese di marzo, per antichissima consuetudine, si venera con particolare solennità, nella chiesa parrocchiale di Serra San Quirico, la Sacra Spina, una spina della corona di Gesù. La tradizione racconta che fu portata in Italia da un crociato serrano, direttamente da Gerusalemme. Si parla per la prima volta di questa preziosa Reliquia nella cronaca della visita, fatta a Serra, da Papa Paolo III, tornando dal Santuario di Loreto il 3 ottobre 1539. Altri Papi hanno venerato la S. Spina: nel 1841 Gregorio XVI giungeva a Serra anche lui di ritorno da Loreto ed infine in tempi recenti Giovanni Paolo II, in visita pastorale alla nostra diocesi il 18 e 19 marzo 1991, la venerava a Camerino dove l’aveva recata il parroco di allora Don Mauro Costantini. Per felice coincidenza proprio in questi giorni ricordiamo 20 anni della visita papale nella nostra diocesi.Naturalmente nella tradizione popolare sono attribuiti a questa Reliquia molti fatti prodigiosi e, anche se non storicamente documentati, certamente molto significativi. Gli anziani di Serra San Quirico raccontano di quanta gente, venuta anche da lontano, partecipasse alla venerazione della Sacra Spina. Oggi quasi tutti lavorano, quindi la partecipazione non è numerosa come un tempo, ma alle celebrazioni di questo giorno la chiesa è sempre piena. Quest’anno per la messa del mattino è venuto il nostro arcivescovo Francesco Giovanni a celebrare per la prima volta nella bella chiesa parrocchiale, che conserva questo segno della Passione del Signore in

un ostensorio argenteo del 1750. Qualche ragazzo, approfittando della chiusura della scuola proprio per questa ricorrenza, ha partecipato alla messa, così il pubblico dei primi banchi era tutto di bambini del catechismo, richiamati dall’importanza di questo giorno. Avere davanti ai nostri occhi una delle spine della corona di Cristo ci fa davvero pensare a quale sofferenza abbia provocato in Gesù, che fatto uomo come noi sentiva le nostre stesse sofferenze fisiche. E guardando la Sacra Spina pensiamo naturalmente anche alle sofferenze della nostra vita: i problemi in famiglia, nel lavoro, la solitudine, le difficoltà nei rapporti con gli altri. Ma partecipare alle sofferenze di Cristo ci rende forti: la croce è segno di forza, di rinascita. E’ solo attraverso la croce che giungiamo a Dio: non serve una vita facile, comoda, ma una vita vissuta pienamente, spesa per gli altri come quella di Gesù. Mi piace sempre ripensare ai giovani che durante le Giornate Mondiali della Gioventù portano una croce come simbolo di salvezza. Le immagini in cui si vedono stringerla e baciarla sono davvero commoventi: pensare che un ragazzo si abbandoni totalmente alla croce è un segno di grande speranza. Commentando la Parola di Dio della celebrazione, l’arcivescovo ha ricordato il messaggio di Gesù che, come re burlesco e deriso, ci manifesta invece la bellezza di una vita donata, che diventa segno dell’amore di Dio per tutti gli uomini. Dopo di Lui anche per i suoi discepoli di tutti i tempi “servire è regnare”. D. C.

Domenica 27 marzo Pellegrinaggio Vicariale

23 APRILE – Sabato Santo Ore 22.00 - Celebrazione della Veglia Pasquale nel Santuario di Serra Stazione (unica celebrazione per le Parrocchie di Paese e Stazione) 24 APRILE - PASQUA DI RESURREZIONE Ore 9.00 e 11.30 - S. Messa a S. Quirico Ore 16.30 - S. Messa a Santa Maria delle Grazie 25 APRILE - Lunedì dell’Angelo Ore 11.30 - S. Messa a S. Lucia (ricordo della Liberazione) Alle ore 16.00 - Incontro dei ragazzi a S. Maria delle Grazie per “l’ovu pintu” Ore 16.30 - Santa Messa , merenda con i ragazzi e distribuzione delle uova dipinte DOMENICA 1 MAGGIO (normale orario festivo): non si celebra alla Madonna delle Grazie * DOMENICA 8 MAGGIO: Pellegrinaggio alla Madonna della Grotta con S. Messa ore 11.00 (In parrocchia si avranno i consueti orari: ore 9.00 a S. Quirico; ore 11.30 a S. Lucia)

“I poveri, il Gianelli e noi” Un emozionante convegno della famiglia gianelliana dal titolo “I poveri, il Gianelli e noi” si è svolto il 2 aprile scorso, nella località di Serra San Quirico, dove le suore di quest’ ordine operano da oltre un secolo e mezzo. Il paese possiede un centro storico dall'impianto medievale; una vera particolarità è la chiesa barocca di Santa Lucia dove sono custodite le tele di Pasqualino Rossi raffiguranti Le storie di Santa Lucia e conserva anche l'organo originale recentemente restaurato nei suoi timbri originari (Suor Maddalena lo ha suonato in modo eccellente durante la S. Messa). Dopo un breve saluto da parte della Madre Generale Suor Terezinha Petry e della Madre Provinciale Suor Cristina Gallucci, è iniziato il Convegno. I relatori, moderati da Ettore Fiaschi, erano Suor Rosella Zilli e Mons. Enrico Feroci, Direttore della Caritas di Roma. La prima relatrice è stata Suor Rosella, invitata dal mode-

ratore a parlare di: “La povertà profetica del Gianelli, un amore che genera, una ricchezza che accende la vita e si fa storia”. La povertà del Gianelli è profetica perché ha uno sfondo trinitario, è identificazione con Cristo perché il Figlio di Dio l'ha scelta come “forma” attraverso cui entrare nella storia umana; è una scelta “desiderabile” perché è l'andare contro corrente ogni volta che il mondo assolutizza il valore dell'apparire, del potere e del denaro; è amore di carità; infine, la povertà del Gianelli si fa storia perché esiste una povertà da scegliere e una povertà da combattere. Il secondo relatore è stato Mons. Enrico Feroci che ha sviluppato il tema “I poveri e noi, oggi”. Egli ha voluto soprattutto farci riflettere sul tema dell'Eucaristia nella quale si rinnovano il sacrificio di Cristo per il mondo e una nuova alleanza di Dio con l'uomo. Il Signore dà un nuovo nutrimento all'uomo perchè gli sia fedele testimone nelle vie del mondo, pronto a

BATTESIMI

PREGHIERA DEL ROSARIO * ogni giorno (da lunedì a venerdì) alle ore 17.00 nella chiesa di S. Quirico * IL “ROSARIO ITINERANTE” alle ore 21.00: lunedì 2 - martedì 3- mercoledì 4 maggio: Casa di Riposo giovedì 5 - venerdì 6 - sabato 7 maggio: Immagine di porta Forchiusa lunedì 9 e martedì 10 maggio: Edicola c/o Fam. Staffolani – Forchiusa mercoledì 11 e giovedì 12 maggio Edicola c/o Fam. Bruschi - Forchiusa Est venerdì 13 e sabato 14 maggio: Immagine di via Copertelle domenica 15 maggio ore 16.30: a S. Bartolo lunedì 16- martedì 17- mercoledì 18 maggio: Immagine c/o Fam. Serini via F.lli Rosselli giovedì 19 - venerdì 20 - sabato 21 maggio: Edicole di via Piedaspri lunedì 23 maggio: ore 18.30 c/o fam. Ferretti Onesta a Trivio martedì 24 maggio: Edicola Fam. Boccetti via F.lli Rosselli mercoledì 25 maggio: Edicola lungo scorciatoia de “Raschiò” giovedì 26 – venerdì 27 – sabato 28 maggio: Edicola di via Pergolesi lunedì 30 maggio: Madonna delle Stelle MARTEDI 31 MAGGIO: CHIUSURA del mese di maggio per le due parrocchie di Serra nella chiesa di MADONNA DELLE GRAZIE con S. Messa alle ore 21.15. Si invita ad andarvi processionalmente partendo dalla chiesa di S. Angelo alle ore 20.45

Convegno famiglia gianelliana

MERCOLEDI’ 27 APRILE via S. Maria delle Grazie e via Forchiusa (fino al locale chiesa) GIOVEDI’ 28 APRILE - Via Forchiusa Est e via Forchiusa alta VENERDI’ 29 APRILE - Trivio, Acquafosca, San Giovanni LUNEDI’ 2 MAGGIO - Pescacci, Piedimonte, S. Maria delle Stelle, Monte Murano, Becerca MARTEDI 3 MAGGIO - S. Bartolo, via Gramsci, via Verdi, via Coppi MERCOLEDI 4 MAGGIO - via don Minzoni GIOVEDI 5 MAGGIO - via Cruciani, Via De Filippo VENERDI 6 MAGGIO - via Martiri della Resistenza, via Marconi, via Leopardi LUNEDI 9 MAGGIO - via Ricci, via Fontanella, via F.lli Rossetti, via Lavatoio MARTEDI 10 MAGGIO - via Gaspari, via Giovanni XXIII, via Moravia MERCOLEDI 11 MAGGIO - via Piedaspri GIOVEDI 12 MAGGIO - via Ventroni, via Cassero, via Cavalieri, via Marcellini, via Ungherini, via Voltoni, largo Gianelli, via La Malfa VENERDI 13 MAGGIO - via Mazzini, via XXI Luglio, via Matteotti, via AnnibalCaro LUNEDI 16 MAGGIO - via Garibaldi, P.za della Libertà, Corso del Popolo MARTEDI 17 MAGGIO - via Cavour, piazza Filippi, via Roma, via Colle, via Passeggio MERCOLEDI 18 MAGGIO - via Pergolesi GIOVEDI’ 19 MAGGIO - via Brega (dal n. 3) VENERDI’ 20 MAGGIO - il resto di via Brega

MESSA DI PRIMA COMUNIONE DOMENICA 12 GIUGNO ORE 10,30

seguire con la propria vita la sua vita, donata nel servizio a tutti. L'Eucaristia è dono per una carità che è invito all’autorealizzazione, alla condivisione e alla corresponsabilità. Dopo pranzo, i cento partecipanti si sono divisi in gruppi di lavoro per rispondere a domande formulate in preparazione al Convegno. In seguito alla lettura delle riflessioni da parte dei mediatori dei gruppi, il convegno si è

LUDOVICA PETRACCINI - 20-3-2011

GIADA PONZETTI - 10-4-2011

“Io accolgo te” “Io, Lorenzo, accolgo te, Debora come mia sposa. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita “. “Io, Debora, accolgo te, Lorenzo come mio sposo…”. Sono state queste le parole pronunciate il 20 Marzo 2011 da Lorenzo Vescovo e Debora Gasparini che hanno celebrato il loro matrimonio con la compagnia di parenti ed amici nella “Chiesa di San Sebastiano” in Castelplanio con i testimoni Nicola

Vescovo, Francesca Vescovo, Marco Gasparini e Silvia Palanca. I due giovani dopo vari anni di fidanzamento hanno voluto ufficializzare il loro profondo sentimento d’amore celebrando con piacere la loro unione davanti alla Chiesa. La famiglia e i testimoni colgono l’occasione per augurare ogni bene ai nuovi sposi che dopo un bellissimo viaggio di nozze in America si rimetteranno al lavoro nella pizzeria che gestiscono a Castelplanio, dove andranno a vivere. Nicola Vescovo

concluso con gli interventi dei relatori e i saluti. Vorrei aggiungere un particolare ringraziamento alla Madre Cristina Fiacco, al parrocco di Serra San Quirico, a tutte le suore e alle persone che collaborano nella casa di riposo del Gianelli per la calorosa e “strepitosa” accoglienza. Laura Michelizza, un'amica del Gianelli di Udine Seguono foto a pag. 4

DEBORA GASPARINI e LORENZO VESCOVO 20-4-2011


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LA VOCE DI MERGO Feste pasquali

PARROCCHIA DI S. LORENZO Tel. 0731/814866

10° anniversario di Don Gino

DOMENICA 17 APRILE: Domenica delle Palme Ore 10,00 - S. Messa Chiesa Angeli – Benedizione delle palme Ore 11.15 - S. Messa Chiesa Parrocchiale – Benedizione delle palme

cell. parroco 333 7206497

SERVIZI RELIGIOSI:

MERCOLEDI’ 20APRILE: Liturgia Penitenziale Ore 17,00 - 18,00 Confessioni e S. Messa Casa di Riposo Ore 21,00 - Confessioni Chiesa Angeli

- Messe festive ore 10,00 - ore 11,15

GIOVEDI’ 21 APRILE: Cena del Signore Ore 19,00 - S. Messa e Adorazione Chiesa Angeli Ore 21,00 - S. Messa , lavanda dei piedi, Adorazione - Chiesa parrocchiale VENERDI’ 22 APRILE: Crocefissione e morte del Signore Ore 19,00 - Liturgia della Croce Chiesa Angeli Ore 21,00 - Liturgia della Croce, Processione - Via Crucis Chiesa Parrocchiale SABATO 23 APRILE: Veglia Pasquale Ore 21,30 - Benedizione del fuoco, dell’acqua, liturgia della luce, S. Messa Chiesa Parrocchiale DOMENICA DI PASQUA 24 APRILE: Resurrezione del Signore Ore 08,30 - S. Messa Chiesa Casa di Riposo Ore10,00 - S. Messa Chiesa Angeli Ore 11.15 - S. Messa Chiesa Parrocchiale Ore 18,00 - Ora di Adorazione Chiesa Parrocchiale LUNEDI’ DELL’ANGELO 25 APRILE Ore 10,00 - S. Messa Chiesa Angeli Ore 11.15 - S. Messa Chiesa Parrocchiale Ore 18,00 - Ora di Adorazione Chiesa Parrocchia MARTEDI’ 26 APRILE: Processione Eucaristica Ore 10,00 - S. Messa Chiesa Angeli Ore 17,30 - Adorazione, S. Messa (Ore 18,00), PROCESSIONE Chiesa Parrocchiale

Auguri di una lieta e

SANTA PASQUA

- Messa prefestiva ore 18,00 Si è sempre soliti dire che il tempo passa veloce, scorre inesorabilmente portandosi via la nostra quotidianità, le nostre esperienze, le nostre gioie, le nostre brutte giornate e lasciandoci poi anche tanti ricordi, anche questi più o meno piacevoli. E così che la Comunità di Mergo non poteva non ricordare solennemente il compianto Don Gino, a 10 anni da quel fatale evento che improvvisamente ci privò del nostro pastore che ha guidato la nostra Parrocchia per quasi mezzo secolo. Anche per questo, domenica 27 febbraio, tutta la Comunità ha voluto degnamente ricordare il caro Don Gino, sia con una solenne celebrazione nella Chiesa di S. Lorenzo Martire, officiata, per l’importante occasione, dal nostro Arcivescovo Francesco Giovanni, sia con un ritrovo conviviale presso i locali della casa parrocchiale. Gli eventi, molto sentiti e partecipati come era prevedibile, sono stati organizzati dal nostro Parroco Don Giovanni, al quale, credo, sia doveroso rivolgere un particolare ringraziamento per l’impegno e la

dedizione che ha profuso per ricordare nel modo più degno il caro Don Gino. Speriamo che da lassù anch’egli abbia gioito nel vedere la sua Comunità ricordarlo con tanto affetto, per l’occasione molto apprezzato è stato il suo ricordo spirituale, fatto dal nostro Arcivescovo quando ci ha rievocato i tanti anni di impegni di Don Gino nell’assistere e nell’educare la Parrocchia alla legge di Cristo, e ci ha invitato a non disperdere quella eredità di fede che egli ha cercato di trasmettere nel suo lungo cammino al servizio del Signore. Particolarmente bello è stato anche l’incontro conviviale, laddove si è ricordato Don Gino in un momento, che egli in vita apprezzava molto, e soprattutto avvenuto alla presenza di alcuni suoi congiunti, in un luogo legato a un’infinità di indimenticabili ricordi vissuti intensamente con Don Gino da tante generazioni di parrocchiani. Si, domenica 27 febbraio è stata davvero una bella giornata. Carlo

Tornati alla Casa del Padre

CAPITANI TERZO n. 1-3-1928 † 10-2-2011

CELLI CATERINA n. 25-4-1923 † 4-3-2011

STEFANINI AMEDEA n. 30-1-1916 † 17-3-2011

Maggio con Maria MARTEDI’ 10 MAGGIO: Grugnaletti (Madonna delle stelle) MERCOLEDI’ 11 MAGGIO: Chiesa Santa Marciana GIOVEDI’ 12 MAGGIO: Cecchi (via Castellaro) VENERDI’ 13 MAGGIO: Casa Parrocchiale LUNEDI’ 16 MAGGIO: Piazza Leopardi MARTEDI’ 17 MAGGIO: Loccioni (via Roma) MERCOLEDI’ 18 MAGGIO: Agosti (via Colli) GIOVEDI’ 19 MAGGIO: Conti (Caccetta) VENERDI’ 20 MAGGIO: Dolciotti (La Villa) LUNEDI’ 23 MAGGIO: Pietrini (Fontisa) MARTEDI’ 24 MAGGIO: Rossetti (via Ravalle) MERCOLEDI’ 25 MAGGIO: Maiolini (via Matteotti) GIOVEDI’ 26 MAGGIO: Ceccacci (via Angeli) VENERDI’ 27 MAGGIO: Ceccarelli (via Angeli) DOMENICA 29 MAGGIO: Piazzale Chiesa Angeli (ore 17,00) SOLENNE CONCLUSIONE con i bambini del Catechismo

Carnevale con gli anziani Nel pomeriggio dell’11 febbraio (B. V. di Lourdes), una delegazione formata quasi esclusivamente da volontari dell’associazione AUSER Alta Vallesina, si è ritrovata presso la casa di riposo di Mergo per condividere con i “giovani di ieri” momenti di allegria. Le volontarie Barbara, Monica, Martina, Mariapia, M. Giuseppina, Angela, Rosy, Costantina, Laura e Adriana con i loro dolci fatti in casa (castagnole, ciambelloni, crostate ecc…) unitamente ad una buona musica di Massimo e il promettente Michael, hanno condiviso con gli ospiti della Casa di riposo momenti d’allegria coinvolgendoli in canti, balli, ascoltando canzoni di un tempo

passato e gustando dolci. Tutto questo grazie alla condivisione del Consiglio d’Amministrazione dell’Ente, che ringraziamo sia per l’accoglienza riservataci, che per la loro diretta partecipazione. Straordinaria è stata la partecipazione dei parenti degli ospiti, tra i quali anche il sindaco di Castelplanio che si è congratulato per l’organizzazione della festa. Vista la riuscita di questa prima esperienza, pensiamo di ripetere tale iniziativa in futuro. I volontari “AUSER” desiderano inoltrare un’analoga richiesta anche alla casa di riposo di Serra S. Quirico affinche’ anche i suoi ospiti possano trascorrere un pomeriggio in allegria.

L A VO C E D I C A S T E L L A R O Orari pasquali GIOVEDI’ SANTO 21 APRILE Ore 18.00 - Celebrazione della CENA DEL SIGNORE VENERDI’ SANTO 22 APRILE Ore 19.00 - Celebrazione della PASSIONE DEL SIGNORE e processione del “Cristo Morto” SABATO SANTO 23 APRILE Ore 21.30 - VEGLIA PASQUALE DOMENICA DI PASQUA 24 APRILE Ore 11.00 - SANTA MESSA SOLENNE

Mese di maggio * DOMENICA 1 MAGGIO:ore 9.30 S.Messa figuretta “Madonna Loreto”-Rotorscio ore 11.30 S. Messa nella chiesa di S.Sebastiano ROSARIO nelle “figurette” della Parrocchia, di martedi’ e venerdi’ alle ore 20.00 VENERDI 6 MAGGIO: Fontegeloni MARTEDI 10 MAGGIO: Palombare VENERDI 13 MAGGIO: Rotorscio MARTEDI 17 MAGGIO: Rossolini-Paciarotti VENERDI 20 MAGGIO: S.Urbano (Pittori – Filippella) MARTEDI 24 MAGGIO: Mattiacci

LUNEDI’ DELL’ANGELO 25 APRILE Ore 10.00 - confessioni e adorazione Ore 11.00 - S. Messa Ore 16.00 - adorazione eucaristica MARTEDI’ 26 APRILE Ore 10.00 - confessioni Ore 11.00 - S. Messa Ore 16.00 - adorazione – processione e S. Messa

VENERDI 27 MAGGIO: Madonna di Loreto MARTEDI 31 MAGGIO: S. Lorenzo (loc.Medici) • Domenica 8 maggio: pellegrinaggio della Vicaria alla Madonna della Grotta con S.Messa alle ore 11.00 (In questa Domenica in Parrocchia rimane invariata la Messa delle ore 11.00)

BATTESIMO

• LA QUARESIMA DI CARITA’: Durante la Messa nel giorno di Pasqua le offerte saranno destinate alle necessità indicate dalla Caritas diocesana (Parrocchia di Lima e terremotati del Giappone)

L’Eucarestia Vi è mai capitato a volte, come a me, che mi affanno a fare una buona spesa, un buon acquisto, e dopo …; oppure mi trovo al banco di un bar avvolto dai profumi delle paste calde e dei cappuccini mattutini e dopo...; oppure ahimé sono contrariato da giorni per essermi fatta scappare una parola di troppo ad un amico o vicino…; oppure ahimé non ho voglia di confessarmi dal prete perché…..si, si, si, sono tanti, troppi gli episodi piccoli e grandi che affollano la nostra mente e ci premono sul cuore! Ebbene ecco i lieti fini dei fatti suddetti: vado alla cassa del negozio e la signora gentilmente mi dice che il prodotto è sottoposto ad un ragguardevole sconto! Poi l’altra signora in grembiule del bar mi sorride indaffarata dicendo che il cappuccino è stato offerto da caro amico…! Poi il vicino e prossimo che quasi temevo di incontrare, per primo si accosta a me sorri-

(Fulvio B.)

1 MAGGIO

FESTA POPOLARE IN PAESE (non a Rotorscio)

Benedizione delle famiglie

Tornato alla Casa del Padre

La Benedizione pasquale si svolgerà secondo questo itinerario di massima:

Direttore responsabile: Michele Giorgi

MERCOLEDI’ 27 APRILE - Località Esinante (partendo da Gambetti fino a Bravi) - Località Confini

Capo Redattore: Donata Cattaneo Redattori: Laura Corinaldesi, Teresa Giorgi Eva-Edvige Martorelli

GIOVEDI’ 28 APRILE Località Rotorscio “basso” e “alto” Località Ammorto – Località Fontegeloni VENERDÌ 29 APRILE Paese Il sacerdote passerà in questi orari: dalle ore 9.00 alle ore 11.00 dalle ore 15.00 alle ore 19.00 In caso di necessità potrà utilizzare anche il sabato 30 mattina.

dendo per riferirmi una certa novità che ci coinvolge!....Poi il prete che guardavo di sbieco per la mia ritrosia a ... è stato sostituito egregiamente da uno più giovane e brillante che sbriga con maestria il suo ministero di confessore! Ecco che in tutti gli episodi della nostra vita dobbiamo scorgere la presenza attiva di Gesù: Ostia vivente che scende dal Cielo, sosta nel nostro cuore, anzi, si riposa nei cuori bambini e innocenti, poi ritorna al Cielo. Quanto a me…similmente ai fatti di prima dico con meraviglia: davvero Gesù ha già pagato tutto per noi ! Restiamo pure attoniti, ma Gesù tutto ha già pagato. E allora mi rincresce forse di dover prendere a piene mani tutto quanto mi viene dato gratuitamente? ... Egli ascoso tra mistici veli cibo all’alma fedele si dié….

Autorizzazione Tribunale di Ancona n. 122 dell’8-5-1952

NATASHA MARCANTOGNINI - 6-3-2011

IVANO CORINALDESI n. 8-5-1943 † 18-2-2011

Stampanova - Jesi (AN) Via Abruzzetti, 12 Telefono (0731) 211639-211694 Fax (0731) 211694


L’ECO DE LA ROSSA

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2/11

ATTIVITA’ PASTORALI Verso il matrimonio cristiano

Oratori a Loreto

Un pomeriggio “straordinario”

Domenica 27 marzo, per il secondo anno consecutivo il nostro Oratorio di Serra San Quirico ha partecipato alla IV Edizione del Festival degli Oratori che si svolge come di consueto al Centro Giovanni Paolo II a Montorso di Loreto. Tema proposto quest’anno: un santo o un personaggio straordinario della nostra storia. Marco Gentilucci, il seminarista che ci aiuta in parrocchia, ha proposto ai ragazzi la figura di Martin Luther King che è stata subito accolta con entusiasmo: il

profumo di un personaggio della nostra epoca li ha subito entusiasmati. “I have a dream” ( Io ho un sogno) è il titolo della rappresentazione: e chi non ce l’ha un sogno? Tra violenza, rabbia, tristezza, rancore, lotte sociali, per la parità dei diritti di tutti gli uomini, abbiamo intravisto in Martin una fede davvero profonda che dal buio della sua condizione ha portato alla luce della vittoria, della liberazione senza violenza. Questo sogno, per il quale lui ha donato la vita, era senz’al-

Da Carpenot ... a Macereto (MC)

CAMPO SCUOLA dal 18 al 24 luglio 5a elementare - 3a media

tro nel grande progetto che Dio aveva preparato per lui, ma ogni sogno non è facile da realizzare: ci vuole costanza, forza, impegno, speranza e fede. Ci è piaciuto questo di Martin Luther King: la sua grande fede che ha sconfitto tutto. E se Dio è stato a fianco di una lotta così difficile potrà essere con noi nella nostra quotidianità e soprattutto nel nostro oratorio… Tante e tante prove abbiamo fatto per la recitazione e i balletti, ma la ricerca delle canzoni e i gesti per attualizzarle hanno coinvolto i ragazzi in una avventura alla scoperta di una vita che è stata straordinaria, non solo per il premio Nobel che ha ricevuto e i traguardi di libertà ottenuti, ma per la grande fede che aveva nel cuore. E un po’ lo spirito di questo personaggio ha aleggiato sempre nel salone parrocchiale, ci ha accompagnato nei lunghi pomeriggi invernali, anche fra una partita e un’altra di biliardino. E finalmente eccoci a Loreto, tutti pronti, ma con grande emozione! Lo spirito dello spettacolo però non è di competizione, è quello di divertirsi in modo sano, insieme agli amici e agli educatori. Come sempre lo staff del CSI di Macerata, non solo possiede strumenti modernissimi, ma ci accoglie con gioia e affetto e intravedendo le nostre preoccupazioni riesce sempre a tranquillizzarci: sono i loro sorrisi e la grande pazienza quello che ci fanno sentire a casa anche a Loreto. Le “performances” dei vari oratori sono state diverse ma tutte valide e brillanti: i genitori che ci hanno accompagnato si sono divertiti alla carrellata coloratissima che si è presentata ai nostri occhi. Per la nostra Diocesi hanno partecipato gli oratori di Caldarola, S. Ginesio, S. Severino,

. . . VA R I E Croce Verde Comunicazioni importanti Cara/o amica/o, puoi aiutare la tua CROCE VERDE senza alcuna spesa aggiuntiva. Porta questo numero: 01025040427 al tuo CAF o al tuo Commercialista, chiedendo di voler donare il tuo 5x1000 (delle imposte già pagate) alla CROCE VERDE ONLUS di SERRA SAN QUIRICO. Grazie per il tuo sostegno e la sensibilità dimostrata.

Aiutaci ad Aiutare Aiutaci a Crescere Aiutaci a Essere Presenti Vieni con noi ABBIAMO BISOGNO di TE Associazione Volontari Croce Verde ONLUS Serra San Quirico contattaci: tel. 0731-86789 fax: 0731-8679 email: info@croceverdessq.it sito: www.croceverdessq.it

Ben arrivata Dottoressa! Tantissime congratulazioni alla neo-dottoressa STEFANIA PASQUINI che lo scorso 9 febbraio si è laureata in Matematica ed Applicazioni presso l’Università degli Studi di Camerino, dove ha presentato la dissertazione dal titolo “La Matematica del Club di Rubik”. Davvero un grosso in bocca al lupo da tutti noi! Lucia, Donatella e la tua famiglia

GRAZIE all’Associazione ARCOBALENO per il dono di kg. 125 di “Tortellini” consegnati al Comitato Caritas per le famiglie in difficoltà a Serra S. Quirico

Sarnano, Serra S.Quirico e Visso. Si è visto davvero un grande impegno sia negli occhi dei ragazzi che in quello degli educatori insieme ad un po’ di preoccupazione. Anche nel nostro caso c’è stato un momento di smarrimento quando gli attori hanno perso il filo del discorso, ma poi tutto si è sistemato: sono cose che capitano, la prossima volta faremo meglio. Per tutto il pomeriggio è stato presente il nostro Arcivescovo Francesco Giovanni che ha introdotto la manifestazione spiegando quali sono le caratteristiche di un “santo” e rivolgendo parole di incoraggiamento per il lavoro educativo degli oratori e delle famiglie. Per il forte impegno delle Chiese diocesane sempre più numerose stanno nascendo nella regione Marche queste forme educative: sono già più di cento gli oratori attivi e questo è un segno chiaro che i giovani sentono il bisogno di luoghi sani, dove ritrovarsi, ma anche per i più grandi dove maturare una crescita di servizio per gli altri. “ Un pomeriggio straordinario”, possiamo dirlo veramente, tra santi e personaggi straordinari c’eravamo tutti noi, provenienti da tanti luoghi diversi, ma uniti dal grande amore per le realtà che parlano di te, Signore. Per concludere in bellezza la giornata il nostro gruppo ha voluto visitare la Basilica, ma essendo ormai chiusa abbiamo pensato di fare un grande cerchio nella piazza vuota per pregare la Madonna di Loreto. Abbiamo pregato per tutti i giovani, i genitori e gli educatori incontrati quel giorno, per quelli che lavorano nel nostro centro e per chi ha scelto come seconda casa l’oratorio parrocchiale. Donata Cattaneo

VA R I E

incontri, che hanno la finalità non tanto di dare “informazioni” sul matrimonio, quanto di proporre il consolidamento o la ripresa di un cammino di fede all’interno della Chiesa. La partecipazione all’Eucaristia domenicale nella chiesa di Serra Stazione e l’immancabile ottimo pranzo insieme ha suggellato l’iniziativa. Cari giovani, anche a nome dei vostri parroci auguri vivissimi e speriamo di gustare presto…i confetti. D.Michele

Flash dal Convegno Gianelli Segue da pag. 2

VA R I E . . .

XXIX Rassegna Teatro Giovani Dal 30 aprile al 21 maggio 2011 a Serra San Quirico cinquanta spettacoli e altrettante scuole partecipanti in rappresentanza di gran parte delle regioni italiane. Il tema guida 2011 è il 150° anniversario dell'unità d'Italia, immagine realizzata dal noto fumettista Sergio Staino. Serra San Quirico (AN), 11 aprile 2011 – Fervono i preparativi per l'imminente avvio della Rassegna Nazionale del Teatro della Scuola, evento organizzato dall'Associazione Teatro Giovani, giunto alla sua 29esima edizione, che si svolgerà dal 30 aprile al 21 maggio 2011. Saranno cinquanta le scuole partecipanti, provenienti da tutta Italia, che porteranno in scena altrettanti spettacoli, facendo di Serra San Quirico la capitale italiana del teatro educazione. In totale saranno oltre tremila le persone coinvolte tra ragazzi, insegnanti, operatori teatrali e stagisti provenienti dall'Università di Macerata e dall'Accademia delle belle arti di Macerata e Brera (Milano) che sono già all'opera per l'allestimento del Teatro palestra di Serra San Quirico. Come ogni edizione, anche per la stagione 2010/2011 l'Associazione Teatro Giovani ha scelto, per le proprie attività, un tema guida, un elemento unificante in cui le diversità degli operatori teatrali possono trovare un momento di omogeneità: la scelta è ricaduta sul 150° anniversario dell'unità d'Italia: per l'occasione il manifesto della Rassegna 2011, inerente al tema guida, è stato realizzato dal fumettista Sergio Staino, noto per le sue collabora-

Si è concluso domenica 10 aprile il corso in preparazione al sacramento del matrimonio, che viene annualmente proposto nella nostra zona, in genere durante la Quaresima. Quest’anno in gruppo era piuttosto ridotto, perché formato da solo cinque coppie…e mezza (il mezzo era costituito da Giovanni, un giovane professore pugliese). Ma si sa “il vino buono è nelle botti piccole”, così il gruppo ha partecipato compatto ed interessato ai vari

Da Avacelli:

FESTA 1° MAGGIO • 49a Sagra dell’asparago di montagna • Dolce della Solidarietà • MOSTRA: Notizie storiche di Avacelli

Pro Loco di Serra S. Quirico organizza

FESTA DEL CALCIONE Domenica 8 maggio dalle ore 10.30 Piazza Centro Storico Serra S. Quirico zioni con le più importanti testate giornalistiche italiane. Oltre agli spettacoli realizzati dai gruppi scolastici, la Rassegna prevede momenti e giornate dedicate a tematiche speciali. Da sottolineare, mercoledì 4 maggio alle ore 16:30, la presenza a Serra San Quirico di Gherardo Colombo: l'ex magistrato, famoso per aver condotto e contribuito a inchieste celebri tra le quali la scoperta della Loggia P2 e Mani Pulite, terrà una lectio magistralis dal titolo Le regole e la democrazia: la Costituzione italiana. Il 7 e l'8 maggio, invece, la Rassegna ospiterà Sergio Staino: sabato 7 maggio, alle ore 21:00, il celebre fumettista presenterà Bobo 25, spettacolo che racconta la storia recente attraverso le vignette del personaggio Bobo, creato da Staino nel 1979, mentre domenica 8 maggio, alle ore 16:30, lo stesso Staino terrà una lectio magistralis dal titolo Il fumetto tra satira e racconto. Gli spettacoli dei gruppi scolastici e le giornate speciali menzionate sopra saranno tutte aperte al pubblico, con ingresso gratuito. Per chi volesse avere maggiori infor-

3a ed. Festa del Calcione 1969

mazioni è possibile consultare il sito internet dell'Associazione Teatro Giovani www.teatrogiovani.eu. Il 30 aprile alle ore 16:30, inoltre, verrà inaugurata la nuova sede ATG di via Roma, 11 a Serra San Quirico: all'evento, aperto a tutti, sarà presente l'assessore regionale alla Cultura Pietro Marcolini. La Rassegna Nazionale del Teatro della Scuola è una manifestazione realizzabile con il sostegno dei soci dell'Associazione Teatro

Giovani: Provincia di Ancona, AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali, Comunità Montana dell'EsinoFrasassi, Comune di Serra San Quirico e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio della Regione Marche, Ass.rato alla Cultura e Turismo e Ass.rato all'Istruzione e del Parco Naturale Gola della Rossa e di Frasassi. Ufficio Stampa ATG Alessio Sassaroli


SPECIALE

17 marzo 1861

L’ECO DE LA ROSSA

AUGURI

150° UNITA’ D’ITALIA

ITALIA

17 marzo 2011

INNO DI Fratelli d'Italia l'Italia s'è desta, dell'elmo di Scipio s’'è cinta la testa. Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma, ché schiava di Roma Iddio la creò. Stringiamci a coorte siam pronti alla morte l'Italia chiamò.

MAMELI

Noi siamo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci un'unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l'ora suonò. Stringiamci a coorte siam pronti alla morte l'Italia chiamò.

Dall'Alpi a Sicilia dovunque è Legnano, ogn'uom di Ferruccio ha il core, ha la mano, i bimbi d'Italia si chiaman Balilla, il suon d'ogni squilla i Vespri suonò. Stringiamci a coorte siam pronti alla morte l'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore rivelano ai Popoli le vie del Signore; giuriamo far libero

il suolo natìo: uniti per Dio chi vincer ci può? Stringiamci a coorte siam pronti alla morte l'Italia chiamò.

Son giunchi che piegano le spade vendute: già l'Aquila d'Austria le penne ha perdute. Il sangue d'Italia, il sangue Polacco, bevé, col cosacco, ma il cor le bruciò. Stringiamci a coorte siam pronti alla morte l'Italia chiamò Il nostro inno nazionale, conosciuto inizialmente come “Canto degli Italiani” fu scritto nel 1847, dal giovane patriota genovese Goffredo Mameli (1827-1849) e musicato poco dopo a Torino da un altro genovese Michele Novaro (1822-1885). Il “Canto degli Italiani” nacque in quel clima di fervore patriottico che già preludeva alla guerra contro l'Austria. L'immediatezza dei versi e l'impeto della melodia ne fecero il più amato canto dell'unificazione, non solo durante la stagione risorgimentale. Il brano fu adottato come inno ufficiale italiano nel 1946, dopo la caduta del fascismo e la fine della seconda guerra mondiale

I Comuni di Mergo - Rosora - Serra San Quirico festeggiano i 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA Festeggiamo il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Simbolo dell’Unità è il nostro Tricolore.Mi rivolgo soprattutto ai giovani, ai bambini perché abbiano sempre ben presente che la nostra bandiera ha rappresentato e deve rappresentare per la società di domani una speranza di libertà, di umanità e di indipendenza. Vorrei renderle omaggio con le parole che a Reggio Emilia, il 7 gennaio 1897, Giosuè Carducci pronunciò dall’atrio del Palazzo comunale: “Sii benedetta! Benedetta nell’immacolata origine, benedetta nella via di prove e di sventure per cui procedesti, benedetta nella battaglia e nella vittoria, ora e sempre, nei secoli! Non rampare di aquile e leoni, non sormontare di belve rapaci, nel santo vessillo; ma i colori della nostra primavera e del nostro paese, dal Cenisio all’Etna; le nevi delle Alpi, l’aprile delle valli, le fiamme dei vulcani. E subito quei colori parlarono alle anime generose e gentili, con le ispirazioni e gli effetti delle virtù

onde la Patria sta e si augusta; il bianco, la fede serena delle idee che fanno divina l’anima nella costanza dei savi; il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene nella gioventù de’ poeti; il rosso, la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi, e subito il popolo cantò alla sua bandiera ch’ella era la più bella di tutte e che sempre voleva lei e con lei la libertà…Vorrei inoltre ricordare che, chi lottò per liberare l’Italia dal dominio e dall’influenza straniera aveva ben saldo il senso del dovere. Una delle figure più importanti del Risorgimento italiano, Giuseppe Mazzini, ritiene infatti che il popolo non può progredire, non solo se non vive in piena libertà, ma anche soprattutto se non fa proprio il “senso del dovere”. Ciò deve costituire un insegnamento per i nostri ragazzi che sono il nostro futuro perché per crescere, la nostra società ha bisogno di radicare in sé il senso del dovere. Massimo Cantiani Sindaco di Serra S.Quirico

"… arrivando da Serra San Quirico. Una giornata di emozioni e di storia. Circa 50 bambini festanti e divertiti che hanno sostenuto i 18metri di bandiera tricolore nel corteo di Mergo, partito dal piazzale della Casa di Riposo e arrivato avanti al monumento dei caduti, corteo preceduto dalla banda che lungo il tragitto ha intonati inni e canti della nostra storia e tradizione e seguito da numerosi paesani. Per commemorare

questo evento abbiamo deposto una targa la quale riporta il simbolo dei 150 anni, una frase di Vincenzo Bellini e un commento dell’attuale Presidente della Repubblica. Abbiamo chiamato a scoprirla Loccioni Augusto, un mergano che ha combattuto nell’ultimo conflitto mondiale. Proseguendo verso Rosora…" Giuseppe Corinaldesi Sindaco di Mergo

Do il mio caloroso benvenuto a tutti i partecipanti, in particolare modo a voi alunni, speranza del nostro futuro. Siamo qui per festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia. Sebbene mancassero ancora il Veneto e Roma con il Lazio, il 17 marzo 1861 veniva infatti proclamato il Regno Unito d’Italia. Per la liberazione del Veneto dobbiamo aspettare il 1866, con la III guerra d’indipendenza; per quella di Roma il 1870 e la Breccia di Porta Pia, ad opera dei bersaglieri. Cari ragazzi, non starò qui a spiegare gli eventi storici culturali ed ideologici che hanno contribuito all’unificazione dell’Italia, ma tengo a dirvi che questa festa, da molti ostacolata, è molto importante e deve essere celebrata in maniera adeguata.Senza l’unità d’Italia, non ci sarebbe stata l’unificazione degli italiani. Faccio un esempio banale, ma utile a rendere l’idea: ora tutti, dalle Alpi alla Sicilia, parlano la lingua italiana e riusciamo a comunicare con la stessa lingua; se non ci fosse stata l’unità d’Italia, avremmo ancora difficoltà a capirci, in quanto ognuno avrebbe parlato il proprio dialetto. L’unità ha agevolato la diffusione della cultura, ha sconfitto l’analfabetismo, ha portato il progresso economico, benché resti tuttora un grande divario fra l’Italia del Nord, ricca e industrializzata, e l’Italia del Sud, povera e prevalentemente agricola. Dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani, di sentirci fratelli, come proclama l’inno nazionale. Dobbiamo ricordare che l’unità d’Italia è avvenu-

ta nell’arco di tempo di un cinquantennio, che per essa è stato versato tanto sangue e sono state mietute tante vittime, a iniziare dai moti carbonari, poi mazziniani, quindi fra le file dei garibaldini. Perciò dobbiamo vigilare cha tale unità, pur nell’autonomia delle Regioni, Province e Comuni, non venga meno.Simboli dell’unità sono l’inno nazionale e la bandiera tricolore. In occasione delle partite di calcio, quando gioca la Nazionale, tutti sventoliamo la nostra bandiera al suono dell’inno nazionale, perché in questa occasione ci sentiamo uniti e italiani. Oggi le nostre città e i nostri paesi ostentano la bandiera: il tricolore sventola dalle finestre delle case, sui balconi e nei giardini. La bandiera ci identifica come italiani ed esalta il nostro senso di appartenenza all’Italia. Anche noi, in questo corteo partito da Serra San Quirico e, attraverso Mergo, giunto a Rosora, abbiamo portato questo vessillo gigante. Una curiosità sulla bandiera. Sapete quando e come è nata? Essa vide la luce nel 1796, in un’Italia attraversata dalle vittoriose armate di Napoleone Bonaparte, nelle repubbliche giacobine che avevano soppiantato i regimi assoluti. È nata come variante della bandiera della rivoluzione francese, nella quale fu sostituito l’azzurro con il verde che, secondo il simbolismo

Lamberto Marchetti Sindaco di Rosora segue dietro


SPECIALE

“Eran trecento, giovani e forti ...” da retro pagina

della massoneria, rappresentava la natura e i diritti naturali, come l’uguaglianza e la libertà. Più esattamente il tricolore italiano, quale bandiera nazionale, si ebbe a Reggio Emilia nel 1797, quando il parlamento della repubblica cispadana decretò che si rendesse universale lo stendardo cispadano di tre colori, verde bianco e rosso.Mi piace concludere con la lettura di una delle pagine più note della letteratura patriottica risorgimentale, scritta da Luigi Mercantini, poeta marchigiano, per rievocare la sfortunata impresa di Carlo Pisacane.

L’ECO DE LA ROSSA

150° UNITA’ D’ITALIA

W L’ITALIA

Nel 1857 questi si imbarcò a Genova con pochi compagni per suscitare una sollevazione antiborbonica nell’Italia Meridionale. Fece scalo a Ponza, liberando 300 detenuti che si unirono alla schiera e con loro sbarcò a Sapri. Gli sventurati furono però decimati dalle truppe borboniche e dai contadini, agli occhi dei quali essi costituivano briganti. Tra i caduti vi fu lo stesso Pisacane. In “La spigolatrice di Sapri” Mercantini mette la vicenda in bocca ad una povera contadina che, mentre raccoglieva le spighe di grano, ne fu testimone oculare:

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti! Me ne andavo un mattino a spigolare quando ho visto una barca in mezzo al mare: era una barca che andava a vapore, e alzava una bandiera tricolore. All’isola di Ponza si è fermata, è stata un poco e poi si è ritornata; s’è ritornata ed è venuta a terra; sceser con l’armi, e noi non fecer guerra. Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti! Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra, ma s’inchinaron per baciar la terra. Ad uno ad uno li guardai nel viso: tutti avevano una lacrima e un sorriso. Li disser ladri usciti dalle tane: ma non portaron via nemmeno un pane; e li sentii mandare un solo grido: Siam venuti a morir pel nostro lido. Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti! Con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro un giovin camminava innanzi a loro. Mi feci ardita, e, presol per la mano, gli chiesi: – dove vai, bel capitano? Guardommi e mi rispose: – O mia sorella, vado a morir per la mia patria bella. Io mi sentii tremare tutto il core, né potei dirgli: – V’aiuti ‘l Signore! Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti! Quel giorno mi scordai di spigolare, e dietro a loro mi misi ad andare: due volte si scontraron con li gendarmi, e l’una e l’altra li spogliar dell’armi. Ma quando fur della Certosa ai muri, s’udiron a suonar trombe e tamburi, e tra ‘l fumo e gli spari e le scintille piombaron loro addosso più di mille. Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti! Eran trecento non voller fuggire, parean tremila e vollero morire; ma vollero morir col ferro in mano, e avanti a lor correa sangue il piano; fun che pugnar vid’io per lor pregai, ma un tratto venni men, né più guardai; io non vedeva più fra mezzo a loro quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro. Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

L’Unità d’Italia, avvenuta il 17 marzo 1861 rappresenta il prodotto delle lotte e dei sacrifici di tutti coloro che hanno creduto nelle potenzialità politiche, sociali ed economiche di un paese unito. Il percorso che ha condotto all’unificazione della nostra nazione è stato lungo e ha richiesto il sacrificio di molte vite umane. La diffusione della coscienza nazionale nacque non solo dalla necessità di trasformare l’Italia in un unico Stato, ma anche dall’esigenza di liberarsi da governi oppressori come i Borboni e gli Austriaci. La creazione di tale coscienza passò anche attraverso il processo di unificazione linguistica nazionale con conseguente lotta all’analfabetismo, una delle piaghe più profonde dell’Italia postunitaria. Il forte spirito patriottico dell’unificazione si fece sentire su tutti i livelli artistici. Ne è l’esempio il Canto degli italiani, divenuto successivamente “Fratelli d’Italia” di Goffredo Mameli, giovane poeta ventenne che sosteneva le idee mazziniane e che dedicò tutta la sua breve vita alla causa dell’indipendenza,

combattendo a sostegno della Repubblica Romana. Possiamo dunque affermare che il percorso di unificazione è stato lungo e disseminato di vite umane sacrificate e quindi, alla luce di quanto sta accadendo attualmente nel nostro paese, io mi chiedo se tutti, oggi, siamo consapevoli di quello che è stato il Risorgimento italiano, perché sembra che ilo senso di appartenenza e di identità nazionale venga talvolta calpestato o messo da parte. Ed è per questo motivo che, proprio da noi studenti, deve rinascere con forza lo stesso spirito di unità e coesione con la quale i nostri eroi risorgimentali costruirono nel 1861 la nostra casa comune:l’ Italia. Piccioni Lauria Veronica: 3A

Cronaca di una giornata storica

Grazie a tutti, orgogliosi di essere italiani. Auguri Italia! Lamberto Marchetti

Giovedì 17 marzo, anche nella nostra zona, il 150° dell’unità d’Italia è stato vissuto con vivace partecipazione di persone di tutte le età, favorita dal giorno di festa e allietata da un timido sole dopo giorni di mal tempo, quasi che anche il cielo volesse concedere una tregua per partecipare all’ anniversario dell’Italia. I vicini comuni di Serra S. Quirico, Mergo e Rosora si sono associati per una manifestazione unica. Il corteo con i gonfaloni dei tre Comuni, i rispettivi Sindaci ed un bel gruppo di persone, tra cui molti alunni con bandiere tricolori, ha preso il via davanti al teatro comunale di Serra S. Quirico per raggiungere la piazza del Comune dove c’è stata l’alzabandiera con i brevi interventi di un’alunna in rappresentanza dell’Istituto comprensivo e del sindaco Massimo Cantiani, che ha invitato ognuno a sentirsi impegnato nella realizzazione del proprio dovere. E’ seguita la benedizione alle lapidi che ricordano quanti, lungo la storia, hanno versato il sangue per la libertà ed il progresso del popolo che oggi festeggia con ritrovato orgoglio la bellezza di appartenere ad una nazione, nella quale anche il valido apporto dei cristiani, ha ricordato il parroco, ha contribuito al formarsi dei grandi principi di uguaglianza, giustizia e pace. La banda musicale “La lombarda degli anni 70”di S. Maria Nuova ha fatto ascol-

Marzo 1821 di Alessandro Manzoni Cara Italia! dovunque il dolente grido uscì del tuo lungo servaggio; dove ancor dell’umano lignaggio ogni speme deserta non è: dove già libertade è fiorita, dove ancor nel segreto matura, dove ha lacrime un’alta sventura, non c’è cor che non batta per te. Quante volte sull’Alpe spïasti l’apparir d’un amico stendardo! Quante volte intendesti lo sguardo ne’ deserti del duplice mar! Ecco alfin dal tuo seno sboccati, stretti intorno ai tuoi santi colori, forti, armati dei propri dolori, i tuoi figli son sorti a pugnar.

Dall’Istituto Comprensivo di Serra San Quirico

Oggi, o forti, sui volti baleni il furor delle menti segrete: per l’Italia si pugna, vincete! Il suo fato sui brandi vi sta. O risorta per voi la vedremo al convito dei popoli assisa, o più serva, più vil, più derisa sotto l’orrida verga starà. Oh giornate del nostro riscatto! Oh dolente per sempre colui che da lunge, dal labbro d’altrui, come un uomo straniero, le udrà! Che a’ suoi figli narrandole un giorno, dovrà dir sospirando: "io non c’era"; che la santa vittrice bandiera salutata quel dì non avrà.

tare alcuni brani risorgimentali e ovviamente l’inno di Mameli, cantato da tutti i presenti. Poi si è passati a Mergo, dove il numeroso corteo si è mosso dal piazzale della locale casa di riposo verso il monumento dei caduti, dove al breve saluto del sindaco Giuseppe Corinaldesi è seguita l’inaugurazione di una lapide a ricordo di questo anniversario: il tutto sempre ritmato dall’intervento musicale della Banda “La Lombarda”. Anche qui alla benedizione, il parroco, don Giovanni Piccioni, ha ricordato il ruolo dei credenti nella costruzione dell’unità d’Italia e, riferendosi anche al messaggio del Papa per questa circostanza, ha fatto notare come l’unificazione del territorio nazionale abbia significato per la Chiesa un’opportuna spoliazione da fardelli politici che non le hanno giovato per la sua missione evangelizzatrice. E la terza tappa della manifestazione si è realizzata nel Comune di Rosora, con notevole partecipazione della cittadinanza e con lo svolgimento dello stesso programma: il saluto del sindaco Lamberto Marchetti, l’alzabandiera, la musica della banda e infine l’inno d’Italia, con la particolarità di essere suonato e cantato da un duo canoro locale. Una bella giornata, colorata, festosa con tanti bambini, ragazzi, giovani famiglie e adulti a dire grazie a chi ha lottato perché fossimo un’unità di lingua, di cultura, di ideali. A noi tutti il compito di conservare e tramandare, contro ogni forza disgregante, i valori che hanno fatto grande il nostro popolo. (m.g.)

Riflessione sulla poesia E’ la più bella poesia del Risorgimento. Che benché scritta ai suoi albori, potè tuttavia vedere la luce solo nel 1848, dopo le cinque giornate di Milano. E’ un grido d’amore per l’Italia, e di battaglia contro lo stato di minorità civile e politica in cui essa è ridotta; un incitamento a porre fine all’umiliazione del dominio straniero.

Le parole

del nostro Presidente da Montecitorio Sento di dover rivolgere un riconoscente saluto ai tanti che hanno raccolto l’appello a festeggiare e a celebrare i 150 anni dell’Italia unita… La memoria degli eventi che condussero alla nascita dello Stato nazionale unitario e la riflessione sul lungo percorso compiuto, possono risultare preziose nella difficile fase che l’Italia sta attraversando, per suscitare le risposte collettive di cui c’è bisogno: orgoglio e fiducia; coscienza critica dei problemi rimasti irrisolti e delle nuove sfide da affrontare; senso della missione e dell’unità nazionale…Orgoglio e fiducia innanzitutto. Non temiamo di trarre questa lezione dalle vicende risorgimentali. L’unificazione italiana ha rappresentato un’impresa storica straordinaria, per le condizioni in cui si svolse, per il successo che la coronò, superando le previsioni di molti e premiando le speranze più audaci... Riguardo alle incompiutezze dell’unificazione perpetuatesi fino ai nostri giorni (come il divario tra Nord e Sud) richiamo a fare di questo anniversario l’occasione per un profondo “esame di coscienza collettivo”, cui in nessuna parte del Paese ci si può sottrarre… Non è mia intenzione passare in rassegna le prove che ci attendono: vorrei solo condividessimo la convinzione che esse costituiscono autentiche sfide, assai impegnative e dure, tali da richiedere grande spirito di sacrificio e slancio

Una lotta che questa volta sarà combattuta dagli italiani in prima persona decisi a non contare più come in passato sull’aiuto di qualche altra potenza europea. Ma questi versi sono animati da un empito che va oltre i confini della penisola. La causa dell’Italia, sembra suggerire il Manzoni, segna la fine degli egoismi nazionali, è la causa di tutti gli uomini che aspirano alla libertà (Ernesto Galli della Loggia.

innovativo in una rinnovata visione dell’interesse generale. La carica di fiducia che ci è indispensabile la dobbiamo ricavare dall’esperienza del superamento di molte ardue prove nel corso della nostra storia nazionale… Valgano le celebrazioni del Centocinquantenario a diffondere e approfondire tra gli italiani il senso della missione e dell’unità nazionale, come appare tanto più necessario quanto più lucidamente guardiamo al mondo che ci circonda, con le sue promesse di un futuro migliore e più giusto e con le sue tante incognite, anche quelle misteriose e terribili della natura. Reggeremo, in questo mare aperto, alle prove che ci attendono, come abbiamo fatto in momenti cruciali del passato, perché disponiamo anche oggi di grandi riserve di risorse umane e morali. Ma ci riusciremo ad una condizione: che operi nuovamente un forte cemento nazionale unitario, non eroso da cieche partigianerie. Convinciamoci tutti, nel profondo, che questa ormai è la condizione della salvezza comune, del comune progresso. (Dall’intervento del Presidente Giorgio Napolitano a Montecitorio il 17 marzo 2011)


2/2011 Eco della Rossa