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eco art BOOK ONE


Eco Art Book One

Ideazione / Concept Pino Fortunato A cura di / Edited by Gianluca Marziani, art director Coordinamento editoriale / Editorial coordination Pino Fortunato Progetto grafico e impaginazione / Graphic design and layout Angelo Marinelli Traduzioni / Translations Jebila Wolfe-Okongwu

Contemporary EcoArt Contest ‘09

Produzione e organizzazione / Production and organization Fortunato Productions Art director Gianluca Marziani Giuria / Jury Carolina Italiano (MAXXI) Matteo Lafranconi (Palazzo delle Esposizioni) Antonio Lumicisi (Ministero dell’Ambiente) Pierluigi Regoli (Regione Lazio) Alberto Contri (Fondazione Pubblicità Progresso) Guido Talarico (Insideart) Gianluca Marziani Con il Patrocinio di / Under the Patronage of European Commission - Sustainable Energy Europe Ministero per i Beni e le Attività Culturali Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Regione Lazio - Assessorato all’Arte, Sport e Politiche per i Giovani Provincia di Roma ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile / Italian National Agency for New Technologies, Energy and Sustainable Economic Development Fondazione Pubblicità Progresso Media Relations Insideart City Next Exit Comunicatori Pubblici LivingRoome Fefè Project

project

ECO art

© All rights reserved 2010 Fortunato Productions via del commercio 36 - 00154 Roma - Italia E’ vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo. No part of this publication may be reproduced, in any form or by any means. Prima edizione: giugno 2010

Ringraziamenti / Acknowledgements Joseph M. Perta, Anna Mattirolo, Matteo Basilè, Paolo Buggiani, Cinzia Sarto, Richard Boesel, Gabriel Buntin, Andrea Casu, Susanna del Bufalo, Aldo Fucelli Pessot del Bò, Eugenio Viola, Lorcan O’Neill, Luca Barreca - Galleria Interno Ventidue, Maurizio Faraoni - Galleria Ugo Ferranti, Marco De Matteo, Alessio Mastromonaco, Massimiliano Tonelli, Michele De Andreis, Monique Mizrahi, Ania Swoboda, Benjamin Morgan, Rob Roth, Germano Serafini, Fabio D’Alessandro, Cristian Annoscia, Ilaria Loquenzi, Raffaella Stracqualursi, Davide Sarchioni, Robert Hammond - Friends of The High Line, Vincenzo Coscia, Michele Palombaro, Michael Nicolaci, Marco Rastelli e tutti gli artisti che hanno preso parte all’iniziativa. Un ringraziamento speciale a / Special thanks to Germano Donato per aver contribuito alla realizzazione di questo catalogo. Gianluca Marziani per aver offerto la sua esperienza all’avvio e lancio del progetto. Mattia Martini per la realizzazione grafica e strutturale di ecoartproject.org.


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eco art BOOK ONE


VINCITORE WINNER 13 FINALISTI FINALISTS 17 SELEZIONATI SELECTED 29 ARTISTI AD INVITO GUEST ARTISTS 75 OSSERVATORIO OBSERVATORY 111


introduzione / Introduction

EcoArt Project viene presentato il 12 febbraio 2009 con una conferenza presso il Museo di Zoologia del Comune di Roma. L’intento iniziale è quello di avviare una ricerca sperimentale per rispondere ad una domanda precisa: come è influenzata la produzione artistica contemporanea dalle tematiche di ambiente e sviluppo sostenibile? La prima iniziativa in tal senso è l’organizzazione del concorso internazionale Contemporary EcoArt Contest ‘09, dove gli artisti vengono chiamati ad esprimersi -attraverso opere di fotografia, elaborazioni digitali, videoarte, pittura, scultura e installazioni su sei tematiche specifiche: clima, energia, foreste, inquinamento, riciclo e sostenibilità. Abbinate al concorso vengono parallelamente avviate due complementari attività di ricerca, a carattere internazionale e multi-curatoriale, chiamate Guest Artists e Observatory on Green Art. Con la prima si invitano artisti noti ed affermati che hanno già realizzato o che realizzano appositamente un’opera tematica da inserire in EcoArt Project. L’insieme di queste opere forma una prestigiosa collezione virtuale in continua crescita. Nell’Observatory on Green Art, invece, vengono pubblicati progetti ed eventi tematici affini, indetti da altre organizzazioni, grazie ad un’attività di monitoraggio costante. Tutto il contenuto artistico che entra nella piattaforma di EcoArt Project confluisce infine in GAD - Green Art Database, l’archivio online finalizzato a documentare e porsi come osservatorio di uno specifico movimento artistico: la green art. GAD offre opportunità di promozione e visibilità agli artisti, accompagnate da operazioni di marketing culturale.

The EcoArt Project was presented on the 12 February 2009 with a conference at the Museum of Zoology of the City Council of Rome. The initial intent was to begin experimental research responding to a precise question: How is contemporary artistic production influenced by the themes of the environment and sustainable development? The first initiative to regard the organization of the international competition Contemporary EcoArt Contest ’09, where the artists are asked to express themselves through photographic works, digital elaborations, video art, painting, sculpture and installation - on six specific themes: climate, energy, forests, pollution, recycling and sustainability. Two complementary research activities of international and multi-curatorial nature have been annexed to the competition, called Guest Artists and Observatory on Green Art. With the first affirmed and recognized artists are invited that have already realized or which specially realize a thematic work to insert into the EcoArt Project. Together these works form a prestigious virtual collection that is in continual growth. With the Observatory on Green Art, projects and similar thematic events, which are announced by other organizations, are published thanks to a system of constant monitoring. All of the artistic material that enters the EcoArt Project is finally merged with the GAD - Green Art Database, an online archive with the objective to document and propose itself as an observatory of a specific artistic movement: Green Art. GAD offers the opportunity of promotion and visibility for artists, accompanied by activities of cultural marketing.


Eco art project Pino Fortunato Ideatore e produttore di EcoArt Project Founder and producer of EcoArt Project

La domanda che più frequentemente mi è stata posta parlando di EcoArt Project è stata: ma che cos’è? Ora, come fai a spiegarlo ad un direttore marketing, a cui devi fare arrivare il messaggio in sole tre parole, di cui una di queste è un numero? Inizialmente tentavo di trasmettere la mia visione con la frase “è un progetto di comunicazione innovativa sviluppato attraverso l'organizzazione di eventi di arte contemporanea contaminata nella sua ispirazione da tematiche di ambiente ed eco-sostenibilità, rivolto ad istituzioni pubbliche, organizzazioni, aziende, mondo dell'arte contemporanea e della comunicazione”. Fortunatamente, grazie al successo che l’iniziativa ha presto riscosso, questa definizione ha lasciato spazio ad un più conciso ed incisivo statement: “EcoArt Project è l’osservatorio e il database globale dedicati alla Green Art”. EcoArt Project è concepito per essere utilizzato da vari soggetti diversamente interessati. E’ mio desiderio dunque coinvolgere quanti più operatori dell’arte possibile, con l’obiettivo della condivisione di contenuti e promozione reciproca. Rivolgo anche l’invito al mondo delle aziende e delle istituzioni di accrescere la considerazione per l’arte contemporanea e le espressioni creative come efficaci mezzi su cui investire per la comunicazione dei propri messaggi, soprattutto se abbinati ad operazioni strategiche e pianificate. Questo volume riassume la ricerca artistica effettuata durante il 2009, presentando 30 artisti selezionati su 600 partecipanti al concorso internazionale Contemporary EcoArt Contest 09, gli artisti affermati direttamente invitati nella vetrina Guest Artists, e infine l’attività di scouting pubblicata nell’Observatory on Green Art. Ringrazio quanti, e veramente tanti, hanno creduto in me…e anche quelli che non lo hanno fatto, mi hanno comunque insegnato qualcosa.

The question which I have been most frequently asked talking about the EcoArt Project is: But what is it? Now, how do you explain to a Marketing Director, to whom you need to give an answer in only three words, and which one of these must be a number? Initially I attempted to transmit my vision with the phrase “ It’s an innovative communication project developed through the organization of contemporary art events influenced in its inspiration by themes of the environment and eco-sustainability, directed towards public institutions, organizations, companies and the worlds of contemporary art and communications”. Fortunately thanks to the success that the initiative soon incited, this definition left me with space for a more concise and incisive statement: “EcoArt Project is the observatory and global database dedicated to Green Art”. EcoArt Project is conceived to be used by various subjects of different interests. It is my desire then to involve as many art operators as possible, with the objective of the sharing of information and reciprocal promotion. I also direct my invitation to the corporate word and to the various institutions to promote the consideration of contemporary art and the creative expressions as an efficient means with which to communicate their own messages, and above all combined with planned and strategic operations. This volume is a collection of artistic research carried out in 2009, presenting 30 artists selected from 600 participants in the international competition Contemporary Eco Art Contest 09, established artists were directly invited into the Guest Artists section and finally the activity of scouting published in the Observatory on Green Art. I would like to thank everybody, the large number of people who have believed in me... and also those who didn’t, even they have taught me something.


Ecovisioni / ecovisions Gianluca Marziani Art Director del Contemporary EcoArt Contest 2009 Art Director of Contemporary EcoArt Contest 2009

Finalmente una libera iniziativa generazionale che affronta il tema ecologista in maniera netta ma non scontata. Il progetto ideato da Pino Fortunato, ingegnoso nella sua crescente viralità comunicativa, nasce come radar biologico per indagare un decisivo aspetto etico dell’arte contemporanea. L’argomento è chiaro sin dal titolo, così come le tematiche del concorso non lasciano spazio a confusioni generiche. I vari Partner, le modalità comunicative e l’approccio organizzativo hanno sostenuto, infine, la formula non comune del pianeta EcoArt, garantendo al network adeguato dinamismo e seria qualità propulsiva. Adesso, però, fermiamo lo sguardo sul tema ecologista, coscienti che le nostre indicazioni da bando siano state il frutto di una ponderata analisi dell’arte come sistema complesso, stimolante ma talvolta confuso nei suoi modelli generici. Vediamo spesso opere che toccano temi ambientali, viaggi visivi tra flora e fauna in difficoltà, avventure creative che colpiscono il nostro occhio ma che necessitano di nuovi approcci nel giudizio morale. Bisogna imparare a distinguere tra opere che sfiorano i temi ambientali e opere che quei temi li vivono a stretto contatto, sia estetico che concettuale. Il nostro concorso, oggi come domani, vorrebbe muoversi sullo spartiacque che determina questa differenza sottile ma determinante, focalizzando le molteplici operazioni che amplificano la coscienza e dimostrano una sana gestione dell’edificio formale. Ci interessa la differenza linguistica, l’incoerenza sanata, la bellezza meno “bella” del solito, l’impatto duro, il collasso tematico, il dramma asciutto, la tensione percepibile… Ci interessa la calma dopo la tempesta, la morbidezza sensata e sensoriale, l’azzurro come altezza e profondità… Ci interessa tutta l’arte che dimostri affinità tematica e approcci senza formalismi, confermando come un concorso anomalo rappresenti una piattaforma dialettica dalle continue risoluzioni esterne. Buone ecovisioni a tutti.

At last, a lucid, generational initiative that deals with the environment in a decisive manner and without being overtly obvious. Focusing on growing networking opportunities, Pino Fortunato has created this project and envisaged how to get to the root of the ethic facet of contemporary art. The subject and contest themes have been made clear from the title. True dynamics and propulsive, professional qualities have been guaranteed in our non-conventional project thanks to our various partners, the modes of communication and its well organized approach. Now however, let’s glance towards the ecological theme. We are well aware that this contest is the result of an arduous and time-consuming analysis of art as a complex system, inspired but often confused by how it is presented to the viewer. We do occasionally come across artwork that touches on environmental themes - visula journeys amidst deteriorating flora and fauna and creative adventures that catch our eye - but we feel that a new approach is needed in their moral judgement. One must learn how to distinguish between artwork that merely skims over environmental themes rather than giving vitality to environmental themes in both an aesthetic and conceptual manner. Our contest seeks to push the boundaries of the watershed that determine this subtle difference, thereby focusing on heightening awareness and demonstrating a healthy management of the formal structure. We are interested in linguistic diversity, the healing of incoherences, beauty that goes beyond the traditional “beautiful”, a strong impact, a thematic collapse, a dramatic dryness a perceivable tension... We are interested in the quiet after the storm, reasonable sensibilities, blue in height as well as depth... We are interested in all art that shows a thematic affinity and an approach without formalities, thereby confirming that an atypical contest provides a rational platform towards reaching ongoing external resolutions. Happy ecoviewing to all.


VINCITORE WINNER


SABATO ANGIERO www.sabatoangiero.it

Contenuto

Scultura, carta arrotolata su ferro, diametro mt 2, 2008 Sculpture, paper rolled up on iron, diameter 2mt, 2008

Courtesy Galleria Teknè, Potenza

Partendo dalla convinzione che l’arte è uno strumento di lettura culturale, facendo si che il contenuto abbia una ricaduta su argomenti sociali del contemporaneo ed invitino alla riflessione su esso, piuttosto che verso un’estetica contemplativa. Sabato Angiero utilizza carte riciclate, dove la parola viene negata in un cerchio.

Beginning with the conviction that art is an instrument of cultural analysis and ensuring that the work discusses contemporary social arguments and inviting reflection on these rather than towards an aesthetic contemplation. Sabato Angiero uses recycled paper, where the word becomes negated in a circle.

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FINALISTI FINALISTS


CHRISTINE BOLEWSKI www.christinebolewski.de

SHAN-SHUI-HUA

Video, 15’23”, 2008

Ispirato alle estetiche e al pensiero cinese, il concetto tradizionale di pittura di landscape ‘Shan-Shui-Hua’ è ricreato come video-pittura. E’ un’opera d’arte meditativa che riflette la lotta degli scalatori occidentali contro lo sfruttamento della natura, salendo e scendendo le vette più alte, contrapponendosi al tentativo cinese dell’armonia spirituale. E’ utilizzata la figura degli scalatori occidentali equipaggiati con attrezzatura speciale e abbigliamento tecnico protettivo per sconfiggere le vette più alte al fine di conquistare la natura, anzicchè cercare un’armoniosa esistenza, così contrapponendo ideali orientali e occidentali.

‘Shan-Shui-Hua’ is a single screen video installation. Proceeding from Chinese thought and aesthetics the traditional concept of landscape painting ‘Shan-ShuiHua’ is recreated as a video-painting. It is a meditative art piece reflecting the Western mountaineers fight against and exploitation of nature ascending and descending the highest peaks counterpointing the Chinese attempt of spiritual harmony. It uses the figure of the Western mountaineer equipped with special tools and protective clothing to vanquish the highest peaks in order to conquer nature rather than searching for harmonious existence, thus counterpointing Eastern and Western ideals.

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NINo LO CASTRO www.cosed1altromondo.it/tag/nino-lo-castro

1 Kg di Alluminio

Installazione, alluminio e nylon, dimensioni variabili, 2009 Installation, alluminium and nylon, variable size, 2009

Ricavato dalle comuni lattine l’alluminio è stato lavorato come un origami per ottenere 330 farfalle del peso di 3 grammi ciascuna, è stato composto all’interno del cinema Nuovo Eden di Brescia uno sciame del peso complessivo di 1 kg. L’opera nasce dalla necessità di presentare un lavoro che non sia un oggetto da smaltire ma al contrario un’opportunità di riuso, il materiale di scarto assume nuova forma e un’altra dignità. Un centinaio di lattine vuote prendono letteralmente il volo sprigionando l’energia potenziale che contenevano. La farfalla è un simbolo che evoca la magia della metamorfosi, nel caso di “1kg di alluminio” però il cambiamento non è così radicale, ma persiste la materia metallica e la coloratissima superficie della lattina, testimonianza del fatto che la forma è del tutto precaria se si padroneggia la materia che la compone e ogni oggetto contiene un potenziale enorme da sfruttare anziché un problema da smaltire.

Derived from common aluminium cans and worked just like origami to obtain 330 butterflies weighing 3 grams each, composed so as to form a swarm with a total weight of 1 kg. The work was conceived from the need to present a piece which wasn't an object to be disposed of but rather an opportunity of re-use; waste material assumes a new form and another dignity. Hundreds of empty cans literally fly releasing the potential energy that they contained. The butterfly is a symbol which evokes the magic of metamorphosis, in the case of 1kg of aluminium however the change is not so radical, but the metallic material persists and the coloured surface of the cans, witnesses to the fact that all shape is precarious if you master the material of which it's composed and every object contains an enormous potential to be taken advantage of rather than disposed of.

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SVETLANA OSTAPOVICI www.svetlanaostapovici.it

Iron Canyon

Stampa lambda, plexiglass e alluminio, cm 93,5x125, 2009 Lambda print, plexiglass and aluminium, 93,5x125 cm, 2009

Courtesy Romberg artecontemporanea, Roma

Per la Ostapovici l’umanità si può salvare dall’autodistruzione solo rigenerando tutto ciò che usa e scarta. Con la fotografia interpreta alcuni aspetti dei luoghi dove si depositano materiali da riciclare, trovando in essi qualcosa che attragga l’attenzione per spingere tutti a collaborare. "Iron Canyon" è un paesaggio vero, dove le rocce sono fili di ferro recuperati dai copertoni.

For Ostapovici the humankind can save itself from the auto-destruction only regenerating everything it uses and rejects. With photography she interprets certain aspects of where to deposit materials for recycling, finding in them something that attracts attention to push everyone to work together. Iron Canyon is a real landscape, where rocks are wire recovered from tires.

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sabina sala www.sabinasala.eu

Recto Verso

Video, 3’15”, 2009 Courtesy Studio Vanna Casati, Bergamo

Due sequenze speculari: nella prima il bocciolo di un papavero viene dischiuso a forza con le dita e i petali vengono dispiegati. Nella seconda gli stessi gesti sono narrati alla rovescia, sullo sfondo cinguettii e rumori della strada. Una riflessione sul rapporto tra “artificio” e “natura”, tra “progresso umano” e “ambiente” come costante e necessaria ricerca di equilibrio.

Two sequences mirror: in the first bud of a poppy is opened by force with the fingers and the petals are deployed. In the second the same gestures are narrated timer, and chirping in the background noises of the street. A reflection on the relationship between “artifice” and “nature”, including “human progress” and “environment” as a constant and necessary for balance.

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LJUDMILLA SOCCI www.ljso.com

Naples 2008, Buon anno!

Stampa a pigmenti, cornice, cm 55x40, 2008 Pigment print, frame, 55x40 cm, 2008

L’atmosfera che pervade l’immagine è quella di una normalità effimera. I bambini imperturbabili discutono. C’è un certo senso di non curanza nei confronti della realtà degenerata che li circonda. Se non ci fosse più spazio in strada, come epilogo sarebbe verosimile ma sicuramente meno pacato. Ma poi, se necessario, si può convivere più o meno serenamente con tutto... o quasi. Napoli diventa emblema di problemi ambientali legati allo smaltimento dei rifiuti che nessuno su questo pianeta dovrebbe ignorare. Tutti i materiali utilizzati per realizzare questa immagine sono stati riciclati.

The atmosphere is that of ephemeral normality, the kids are talking, almost as if paying no attention to the degenerated reality all around them. If there was no more space in the streets probably people from Naples would have ended up storing waste in their homes. Although this could be a plausible finale, reality would not look as serene. Nevertheless if necessary one can get used to anything... almost anything. Naples is the symbol of pressing environmental problems of waste management, issues that no government can ignore. All materials utilised to shoot this image have been recycled.

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SELEZIONATI

SELECTED


roberto amoroso

Wild Galateo

Adesivi da file in vettoriale, dimensioni variabili Stickers from files in vectorial graphic, various dimension

Courtesy Galleria Annarumma 404, Napoli

L’antica e nobile tecnica dell’araldo simboleggia l’incessante scorrere del perverso ciclo della produzione industriale di carne. Un ingranaggio di distruzione che si muove silente sotto i nostri occhi: più carne prodotta, più grano necessario per sfamare le bestie condannate, più terre da coltivare sottratte al rigoglio dei boschi e piagate dal disboscamento. I simboli araldici sintetizzano tale processo e ci invitano a guardare oltre le apparenze: è possibile un galateo ambientale?

The antique and noble technique of the herald symbolizes the unceasing flowing of the twisted cycle of the industrial production of meat. A destructive mechanism moving silently: more meat produced, more grain needed to feed the condemned animals, more lands detracted to the bloom of woods and tormented by deforestation. The heraldic symbols synthesize this process and invite us to look beyond the appearances: is it conceivable some sort of environmental etiquette?

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AZ. NAMUSN ART www.aznamusnart.org

E.off project (E.off vs E.on)

Video still, dittico fotografico su carta, 8’12” e cm 31,5x41,5, 2008 Video still, photo diptych on paper, 8’12”, 31,5x41,5 cm, 2008

Lunedì 18 novembre 2008 alle h: 00.30 am presso la Centrale Fiume Santo, Porto Torres (Sardegna). Az.Namusn.Art in collaborazione con una coppia di anonimi writers locali, spegne simbolicamente per una notte la centrale a carbone di proprietà della multinazionale tedesca E.on, trasformando graficamente la gigantesca insegna “E.on”, in “E.off”. Il giorno seguente, un comunicato e-mail è stato trasmesso a tutti i giornali sardi e alle emittenti televisive locali, a nome di Wulf H. Bernotat, amministratore delegato della stessa società tedesca.

Monday, November 18th, 2008 at H: 00:30 am at the Central Fiume Santo, Porto Torres (Sardinia). Az.Namusn.Art in collaboration with a couple of anonymous writers local symbol for a night off the coal plant owned by German multinational E.on, transforming graphically shows the gigantic “E.on,” in “E.off” . The next day, a press e-mail has been sent to all newspapers and local TV stations Sardinians, on behalf of Wulf H. Bernotat, chief executive of the same German company.

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CRISTINA BAZOLI www.equilibriarte.org/cristinabazolli

Atlante

Tempera all’uovo e cera su carta fissata a supporto ligneo, cm 40x50, 2009 Egg tempera and wax on paper mounted on wooden support, 40x50 cm, 2009

Il possente Atlante si è trasformato in un debole nidiaceo, sopraffatto dal peso di uno sviluppo sempre meno sostenibile. Per aiutarlo a sostenere il peso del mondo, servono scelte politiche forti da parte delle grandi potenze, ma servono anche piccoli quotidiani comportamenti virtuosi da parte di ogni cittadino, che, come un ‘ape operosa, deve dare il suo contributo. Diamo il nostro piccolo aiuto ad Atlante! “I’ll get by with a little help from my friends”, dice una vecchia canzone dei Beatles.

Mighty Atlas has turned into a weak birdie, overpowered by the weight of a development which has become less and less sustainable. In order to help him sustain the weight of the whole globe, we need strong policies from great Powers, but also a correct way of life from each one of us, giving his contribution like a busy bee. Let’s give Atlas our little help! “I’ll get by with a little help from my friends”, just like the Beatles’ song.

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emanuela beltramini

Dot

Video e fotoritocco, 3’50”, 2007 Video and photo retouching, 3’50”, 2007

Lo spettatore si ritrova ad indossare i panni di un potenziale giocatore alle prese con un VIDEOGAME paradossalmente poco divertente! Lo scopo del gioco è quello di riempire la spiaggia di oggetti-detriti. Però man mano che questi appaiono sullo schermo, il punteggio diminuisce, fino ad azzerarsi. Un gioco perverso che si ritorce contro chi lo pratica. Proprio quando la partita sembra persa, un punto bianco (D O T) ci fa capire che in fondo una soluzione esiste.

The spectator is found to wear the shoes of a potential player faced with a paradox VIDEOGAME not very fun! The goal of the game is to fill the beach-debris objects. But, as they appear on the screen, the score decreases up to zero. A perverse game that turns against those who practice. Just when the game seems lost, a white dot (DOT) tells us that basically there is a solution.

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ENNIO BERTRAND www.enniobertrand.com

La scatola di Giotto

Bio-Installazione, materiali elettronici vari, contenitori in plastica, succo di limone, cm 50x100, 2007 Bio-Installation, electronic components, plastic containers, lemon juice, 50x100 cm, 2007

In una zolla d’erba ci sono 12 vaschette suddivise a loro volta in 15 piccoli scomparti uguali. Come incubatoi per la germinazione di semi per piante d’uso quotidiano: pomodori, insalata, piselli... Questo è un nuovo genere di incubatoio per far germinare energia elettrica.Ogni vaschetta ospita due fiori digitali che hanno la forma di un quadratino sottile di colore verde al centro del quale come pistillo lampeggia un LED bianco. Luce, vera luce elettrica, ma senza pile o collegamenti ad una presa. La magia avviene grazie ad una trasformazione elettrochimica che produce attraverso il succo acido di limone a contatto con lamine metalliche di rame e zinco in debolissima corrente elettrica. Questa viene immagazzinata in un apposito circuito elettronico sino alla sua saturazione quando poi avviene il lampo di luce nel LED. E poi il ciclo ricomincia sino ad un altro bagliore. E’ un principio ampiamente conosciuto da secoli e l’installazione non ha alcuna velleità didattica per la pila di Volta che sicuramente a scuola ha sfiorato tutti durante un’ora di scienze.

In a turf there are 12 small boxes which are divided in 15 small even sections. As incubators for the everyday plant seed germination: tomatoes, salad, peas... This is a new kind of incubator for germinating electrical energy. Each little box houses two digital flowers which have the shape of a small thin green square having, at its centre, as a pistil, a white blinking LED. Light, real electric light, but without batteries or a plug. The magic happens because of an electrochemical transformation which produces a very week electric current thanks to the contact of the lemon’s acid juice with thin copper and zinc metal plates. This is stored in a specific electronic circuit until saturation is reached, when then a flash occurs in the LED. Then the cycle restarts until there is another flash. It’s a well known principle known for centuries and the installation has no didactic ambition for the voltaic pile which at school surely has been seen by all during an hour of science.

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luca bidoli www.lucabidoliarte.it

Ascensione del cane al cielo

Acrilico e smalto su tela, cm 30x40, 2009 Acrylic and enamel on canvas, 30x40 cm, 2009

Luca Bidoli parla della standardizzazione del comportamento umano rispetto al mondo naturale e animale e del suo bisogno di superiorità e supremazia. Il cane diventa un soggetto di studio, quasi una cavia. Questa levitazione sottintende però anche dei richiami mistici e cattolici all’idea della resurrezione. La serie si chiama appunto “Ascensione del cane al cielo”.

Luca Bidoli talks about the standardization of human behavior in relation to the natural world and animals and its need for superiority and supremacy. The dog becomes a subject of study, almost a guinea pig. This implies levitation but also appeals mystics and Catholic idea of resurrection. The series is called just “the dog’s Ascension to Heaven”.

Carolina Lio

Carolina Lio

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enzo calibe` www.myspace.com/enzocalibe

Smoke

Installazione, china su carta, vetro e legno, cm 148x298, 2009 Installation art, china ink on paper, glass and wood, 148x298 cm, 2009

La nuvola di fumo, nelle sue varianti, raffigurata nella serie Smoke, può essere intesa come immagine-simbolo della rivoluzione industriale. Se tale momento è percepito come inizio del progresso in un’ottica umana in realtà rappresenta l’origine del rapporto conflittuale tra questi e l’ambiente. L’introduzione di sostanze inquinanti ha, infatti, contribuito all’alterazione degli equilibri naturali.

The smoke’s cloud and their variations, represented in the smoke series, could be view as an image - a symbol of industrial revolution. If that moment has perceived as starting point for human rise, actually, it symbolizes the beginning of a collision towards the natural environment. The introduction of pollutants, indeed, has started a process of alteration with the naturals balances.

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sara casari

Scena del crimine

Dittico fotografico, cm 60x40, 2009 Photo diptych, 60x40 cm, 2009

Abbattere un albero, che è uno splendido essere vivente, è, per me, un vero e proprio omicidio e il continuare a farlo porterà conseguenze disastrose anche per l'essere umano. Ecco perché ho creato quest'opera.

Cutting down a tree, which is a marvellous life being, is, in my opinion, a real murder and if we carry on acting this way it will bring terrible consequences for human beings too. That's why I have created this artwork.

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dario cusani www.dariocusani.com

Napoli Trash...endente

Tecnica mista su carta, cm 65x100, 2007 Mixed media on paper, 65x100 cm, 2007

L’opera è realizzata con la tecnica da me inventata nel 1994. Essa è formata da un elemento fotografico (la realtà), qui uno scorcio del Castel dell’Ovo con spazzatura, completato con la pittura (il sogno). E così una Napoli “trash” diventa “trash…endente”, una “nuova realtà” come l’ha definita Valerio Dehò.

The work is realized with a tecnique that I invented in 1994 and called “Photopaint” by Silvia Pegoraro. This tecnique combines a photographic element (reality), a piece of the Neapolitan Castel dell’Ovo with garbage, completed with painting (dream). At the end a “trash” Naples became “thash…endente”, a “new reality” as Valerio Dehò defined it.

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FAARM www.youtube.com/user/FAARM999

Swimming Pool 2012 Video, 2’23”, 2009

"Swimming Pool" è un trittico in cui le immagini a metà tra fotocinetiche e un flusso di coscienza - mostrano cetacei giocattolo, spiaggiati a bordo piscina. Il delfino sembra guardarti male. E il contrasto dell’ oggetto ludico devitalizzato, con lo sfondo azzurro bucolico, vuole far rabbrividire. Il messaggio è un grido. Mentre il nostro pianeta rischia di diventare un giocattolo di gomma.

“Swimming Pool” is a tryptic in which the images, halfway between photo-kinetics and a flow of consciousness, show toy cetaceans stranded on the edge of a swimming pool. The dolphin seems to look at us with bad intentions. The contrast of the devitalized shiny objects with the blue bucolic background is intended to make us shudder. The message is that of a scream. Our planet risks becoming a plastic toy.

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elena fabris elenafabris.tripod.com

Fu il Vittoriano

Olio e smalti su tela, cm 60x90, 2009 Oil and varnish on canvas, 60x90 cm, 2009

In ogni grande città è presente un romantico e solenne monumento equestre. Questa statua di Vittorio Emanuele II sembra camminare sulle acque, ma è in realtà inondata da un magma multicolore che ha allagato l’Urbe e inghiotte nell’indifferenza i monumenti pubblici. E’ un magma di colori irreali prodotto dall’inquinamento e dall’innalzamento del livello delle acque, alterazioni climatiche che hanno stravolto flora e fauna. In questo scenario apocalittico, però, le persone si bagnano allegre e indifferenti alla decadenza della memoria storica. Con questa visione catastrofica ho voluto descrivere uno dei mondi non troppo impossibili. Una denuncia ecologista attraverso la visione di una società che si adatta con indifferenza a tutto, sopravvivendo a qualsiasi catastrofe e apocalittica irriversibilità. E questo è ciò che, ad un tempo, mi sgomenta e mi consola. Il presente lavoro, dal titolo “Fu il Vittoriano” (eseguito con tecnica ad olio e smalti su tela) si inserisce in una serie di miei quadri dal titolo “swimming colors” dedicato al rapporto tra catastrofi climatiche e monumenti d’Italia.

In every big city ther’is a solemn equestrian statue. This one, Vittorio Emanuele the second (first king of united Italy), looks like walking on waters, but it’s flooded by a multicolr mud that is filling up Rome and is eating up public monuments in the general indifference. It’s a mud makes of unreal colors, product of pollution and water’s level increase, climate changes wich have upseted flora and fauna. In this apochalittic scenery, people swim with fun and indifference to the historical memory’s decadence. With this catastrophic look, I have wish describe one of possible world. An ecological report through the description of a society capable of adapting to anything, surviving to any catastrophe. This is what upset and comfort me at same time. This work is entitled “It was The Victorian” (oil and paint on board) and is part of a production that names “swimming colors”, with reference to climate catastrophe and italian monuments.

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Damiano fasso www.myspace.com/damianofasso

The God of Polluted Water

Pittura su tela e sagoma in PVC, smalto fluorescente, fondo acrilico con agenti inquinanti (nitrato d’ammonio, solfato di rame, solfato di ferro, tensioattivi anionici, idrossido di sodio, nitrato di piombo), cm 100x80, 2009 Paint on canvas and pvc, fluorescent enamel paint on acrylic ground with polluting agents(ammonium nitrate, copper sulfate, iron sulfate, surface active anions, sodium hydroxide, lead nitrate), 100x80 cm, 2009

Courtesy Galleria Polin, Treviso Il tema dell’inquinamento delle risorse idriche si sposa bene con la mia ricerca, che utilizza il gioco linguistico per riflettere sulla società contemporanea. Attraverso l’ironica stigmatizzazione dei suoi mali e osservando con sguardo semiserio il rapporto conflittuale che l’uomo contemporaneo ha con il mondo in cui vive, le mie opere fanno riflettere sull’identità ambigua delle cose. Ho immaginato un essere fantastico, nato dalla contaminazione dell’ecosistema: una creatura fatta di residui fognari, una divinità che vive nell’acqua inquinata. Lo stesso colore acrilico è impastato con agenti tossici e veleni; l’iconografia richiama l’estetica dei manga giapponesi e dei prodotti neopop, ma se ne discosta per la portata concettuale. Lo smalto azzurro-blu del PVC è fluorescente, e dà l’impressione che la figura si muova contro il fondo scuro.

The theme of the pollution of water supply ties well with my work which uses linguistic games to reflect on contemporary society. Through the ironic denouncement of its evils and the observation with an almost serious eye on the conflictual relationship that man has with the world in which he lives, my works stimulate a reflection on the ambiguous identity of things. I imagined a fantastic creature, raised from ecosystem pollution: a being made of drainage exhaust, and a god who dwells in the polluted water. The acrylic colour is mixed with toxic materials and poisoning chemicals; the imaginery recalls the aesthetics of japanese manga and neo-pop products, but it differs from that because of the conceptual direction.

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OLIVIER FERMARIELLO www.olivierfermariello.com

Nero

Elaborazione digitale su base fotografica, carta fotografica, cm 120x150, 2009 Digital elaboration on photographic base, photographic paper, 120x150 cm, 2009

Avviene sempre più raramente di imbattersi in un paesaggio vergine, sopravissuto all’incessante usurpazione ambientale dell’uomo. E qualora ciò accada, tuttavia il piacere di apprezzarne gratuitamente la bellezza rappresenterebbe una richiesta capricciosa, senza considerare la drammatica realtà ecologica che si cela dietro una veduta apparentemente incontaminata.

It reveals hard, nowadays, to find a virgin landscape, surviving man’s continuous environmental encroachment. Would this happens, the simple pleasure to appreciate its beauty has, however, become a fancy request, dishonestly pretending not to consider the ecological drama behind an apparently uncontaminated view.

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Bettino francini www.artlaboratory.com

Nest

Video 3D, still, 2009 Courtesy Associazione Internazionale Eventi di Scultura Monumentale

Il progetto rappresenta una forma abitativa da me progettata nel rispetto della natura e i suoi elementi. L’idea è venuta osservando vari nidi di uccelli e altri animali, capaci di costruirsi i loro rifugi nei luoghi più incredibili. L’installazione rappresenta un nido gigante, un possibile spazio vitale per umani, che crea uno shock visivo ed un’atmosfera surreale.

The project is about an housing form which I planned in the respect of the nature and its elements. The idea came by observing various nests of birds and other animal, that are able to realize their shelters in the most amazing places. The installation, so, introduces a gigantic nest, as a possible living human space, that creates a visual shock and a surreal atmosphere.

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guMdesign www.gumdesign.it

Flora

Installazione, cm 120x120x80 Installation art, 120x120x80 cm

La necessità di poter inserire anche in piccole case le piante è sentito oramai da una grande maggioranza di persone; nei piccoli alloggi è diventato impensabile sistemare il verde. Una lampada adatta ad essere posta sopra un tavolo da pranzo sulla cui sommità è ospitata la lampadina Floraset di Osram, nascosta e protetta, ma che proietta la luce in basso sul centrotavola e contemporaneamente illumina e dona benessere e vitalità alle piante ospitate dal lampadario. Al decoro formale costituito da tondini metallici ed elementi in vetro si aggiunge un “nuovo decoro informale” fornito dalla natura.

The plants in small houses is a problem. A lamp for a dining table that contains the bulb Floraset of Osram and projecting the light down on the center table and simultaneously illuminates and gives prosperity to the plants hosted by the chandelier. The decoration consists of metal rods and elements in the glass adds a “new informal decor” provided by nature.

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CHRISTIAN LEPERINO

Urban Evolution

Scultura, catrame, cm 35x14, 2009 Sculpture, tar, 35x14 cm, 2009

Courtesy Not Gallery, Napoli

L’opera scultorea “Urban Evolution”, con cui Christian Leperino - artista da sempre impegnato sull’analisi degli “human landascapes” - intende partecipare al concorso “Contemporary EcoArt Project”, viene concepita come risposta originale al tema dell’Inquinamento e del Riciclo. Realizzato in catrame, materiale inteso come supporto dell’immaginario post-industriale, l’umanoide dal colore nerofumo racconta come la sofferenza degli ecomosaici presenti negli spazi urbani (e umani) possa essere rimodellata grazie alle capacità plastiche della mente-corpo umana. Una rielaborazione del disagio degli ecosistemi umani/urbani che segni l’inizio di una nuova storia delle città. Ecco che un materiale di inquinamento, come il catrame, diviene armatura psico-corporea riciclata con cui affrontare, creativamente, la responsabilità (individuale e collettiva) di trasformazioni ambientali disastrose. In questo - stridente, ma necessario - contrasto estetico (e concettuale) l’opera di Leperino, espone il racconto (possibile) di una nuova, salvifica “Urban Evolution”. Simona Chiapparo

The sculture “Urban Evolution”, with which Christian Leperino – who is an artist always focused on the analysis of “human landascapes” - would like to participate in the competition “Contemporary EcoArt Project”, is conceived as an original response to the original topic of Pollution and Recycling. This sculpture, made of tar - that is material intended to support post-industrial imagery - depicts a humanoid carbon black color which tells us how the suffering of ecomosaici present in urban (and human) areas could be reshaped through the plastic capacity of the mind-body human. A reworking of the discomfort of the human/urban ecosystem signs that the beginning of a new history of the city. Indeed, a material of pollution, such as tar, becomes psycho-physical armor recycled to tackle, in a creative way, (individual and collective) the responsibility of disastrous environmental changes. Thank to such jarring - but necessary aesthetic (and conceptual) contrast, the Leperino sculpture exposes the (possibile) story of a new, redeeming “Urban Evolution”. Simona Chiapparo

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giorgio lupatelli www.giorgiolupatelli.it

Colony Collapse Disorder

Video e tre stampe esagonali lambda su forex, 7', cm 110x100 Video and three hexagonal lambada prints on forex, 7', 110x100 cm

Courtesy Ingresso Pericoloso, Roma

“Quando le api scompariranno dalla terra all’uomo resteranno 4 anni di vita”, questa frase di Einstein sintetizza l’importanza di questi insetti fondamentali per l’eco-sistema a causa dell’impollinazione. L’ape è spesso associato alla metafora della riproduzione, del sesso e dell’organizzazione sociale, inoltre forniscono il miele, in più recentemente sono anche state usate dall’esercito americano per scovare depositi di armi chimiche. Attualmente però è scattato un allarme sulla progressiva moria delle api stesse, fenomeno denominato “Colony Collapse Disorder”; le cause sono molte dai pesticidi al riscaldamento del pianeta ecc... ma una recente e curiosa teoria (peraltro tutta da dimostrare) sostiene che una delle cause sarebbe l’interferenza delle onde emesse dai telefoni cellulari con il loro sistema di orientamento che li renderebbe incapaci di ritrovare l’alveare. Le opere esagonali ed Il video trattano il tema con leggerezza e ironia ponendo l’accento sulla confusione generale anche in tema di comunicazioni.

“ If the bee disappeared from the surface of the earth, then man would have no more than four years of life left”, this phrase by Einstein demonstrates the importance of these insects which are fundamental to the eco-system by means of their process of pollination. The bee is often associated with the metaphor of reproduction, sex and of social organization. Furthermore, they provide us with honey and recently they have even been used by the American military to unearth deposits of chemical weapons. Currently however, there has been alarm about the progressive death of bees, a phenomenon called “Colony Collapse Disorder”. The causes are many, from pesticides to global warming etc.. but a recent and interesting theory (still to be proven) suggests that one of the causes could be the interference of the electro-magnetic waves emitted by cellular phones with their orientation system and which would render it impossible for them to find their hives. The hexagonal works and video deal with the theme with humor and irony and also propose a comment on the general confusion in the area of communications.

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ANGELO MAISTO www.angelomaisto.it

Bestiario dell'agnolo

Scultura, cm60x90x90, 2009 Sculpture, 60x90x90 cm, 2009

Ho sempre pensato che tutti gli oggetti usati nel quotidiano vadano oltre la loro funzionalità, e che posseggano un fascino misterioso. Da questo presupposto credo fermamente che tutti gli oggetti possano essere salvati dalle discariche ed essere riciclati, o ricontestualizzati, passando per un medium fondamentale: la fantasia.Il mio modo di farlo è creare dei personaggi fantastici che hanno assonanze con il mondo animale. Avendo costruito più di cinquanta personaggi, ho progettato un bestiario che può fungere da strumento ludico ma anche di riflessione sulle possibilità che offre il riciclo.

I have always thought that all the daily used objects go far beyond their functionality and have got a misterious charme; this is the reason why I firmly belive that every object can be saved from garbage dumps to be recycled and put in a new context through a great medium: fantasy. My way of doing this is to create imaginary characters that resemble the world of animals. After having made more than fifty characters, I projected a bestiary that can be used as a ludic mean but also as a mean of thinking about possibilities of recycling.

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stefano nicolini www.stefanonicolini.com

Oyamel

Fotografia ed elaborazione digitale, carta su alluminio, 4 pannelli, cm 50x50 (ognuno), 2000 Digitally manipulated photograph, paper on aluminum, 4 panels, each 50x50 cm, 2000

La deforestazione minaccia le abetaie di Oyamel nelle montagne del Messico, habitat riproduttivo di centinaia di milioni di farfalle monarca. La ridotta densità degli oyamel creata dal disboscamento illegale e i cambi climatici nella Riserva della Biosfera della Mariposa Monarca causano un calo della temperatura all’ origine della morte per congelamento di milioni di farfalle minacciandone l’estinzione.

Deforestation endangers the Oyamel fir forests in the mountains of Mexico, reproductive habitat for hundreds of millions of monarch butterflies. The reduced thickness of the oyamel trees caused by illegal deforestation and the changes of climatic conditions in the Biosphere Reserve for the Monarch Butterfly bring about a fall in temperature that puts to death millions of butterflies by freezing, threatening them with the extinction of the species.

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paolo ollano www.paoloollano.it

Scena di un delitto

Installazione, legno, cm 168x125x28.5, 2009 Installation, wood, 168x125x28.5 cm, 2009

Nell’installazione “Scena di un delitto”, un albero bruciato da un incendio giace a terra come un corpo privo di vita. Come in una vera e propria scena del crimine le etichette 1, 2, e 3 segnalano i reperti che sono stati la causa della sua morte e rappresentano la speranza per scoprire la dolosità dell’evento e trovare il suo responsabile.

In the installation “Scene of a crime”, a tree burnt from a fire lies to earth like a body lacking in life. Like in a real scene of the crime labels 1, 2, and 3 indicate the evidence that caused its death and represent the hope in order to discover the fraudulent reason of the event and to find who is responsible.

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ALESSANDRO PaLMIGIANI www.palmigiani.com

Giverny 2856

Fotografia su forex, cm 150x200, 2009 Photography, 150x200, 2009

Dopo la morte del sole nel maggio del 2855 un gruppo di scenziati capitani da Werner Karl Heisenberg VII decise di effettuare il primo esperimento nella storia dell’uomo, creare e produrre luce da una ninfea nel giardino di Giverny. Il 16 aprile del 2856 una luce chiara e tenue illuminò di nuovo il pianeta.

Following the death of the Sun in 2855, a group of scientists led by Werner Karl Heisenberg VII decides to carry out an experiment never before attempted in the history of humankind: to create light from a water-lily in Claude Monet’s Garden at Giverny. On 16 April 2856 a soft, gentle glow shines over Planet Earth once again.

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matteo peretti www.studiogiga.com

I bike

Tecnica mista, cm 47x47x28, 2009 Mixed media, 47x47x28 cm, 2009

"I bike" è un’opera con evidenti riferimenti a diversi problemi ambientali presenti in molte metropoli mondiali. Dall’inquinamento causato principalmente dal numero eccessivo di autovetture alla necessityà di un ottimo sistema di riciclaggio fino all’impegno personale dell’artista nella ricerca di un equilibrio ambientale. Tutti i materiali utilizzati in questa scultura sono di recupero tranne il ritratto del ciclistaartista.

I bike, 2009 is an art work that clearly refers to various environmental problems found mostly within highly populated areas around the planet. Ideas explored are, the pollution caused by the vast quantity of combustion vehicles, the imperative need of an viable recycling system and the personal responsability to reduce ones ecological footprint. The artist uses himself as an example to improve this environmental imbalance. All materials used in this sculpture are recycled.

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davide sebastian www.davidesebastian.com

Oryza Sativa Video, 2009

Oryza sativa è il nome scientifico della pianta di riso. Il video è stato girato a Bali in Indonesia, dove si coltiva come un tempo si coltivava in Occidente. Chi racconta questa breve storia è una piccola ventola/ spaventapasseri che attraverso il suo suono/voce difende le piccole piante di riso dall’attacco di volatili terreni e spiriti maligni ultraterreni. Questo video vuole porre attenzione a quelli che sono i tempi della natura, nella crescita, nella raccolta e soprattutto l’inquinamento dei pesticidi nelle coltivazioni.

Oryza sativa is the scientific name of the plant of rice. The video was shot in Bali in Indonesia, where it is grown as once was cultivated in the West. The narrator of this brief story is a small fan/scarecrow, that defends the small rice plants from the attacks of evil otherworldly spirits and land birds with its sound/voice. This video focuses on the time of nature, time of growth and harvest, but above all on the pollution of pesticides in crops.

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senso e ciax www.crazysen.it - www.ciaxphotography.it

Cycleage Dinamo Fitness

Fotografia, cm 70x100, 2009 Photography, 70x100 cm, 2009

Siamo tutti cavie che si muovono freneticamente sulla grande ruota della vita spesso senza chiederci perché e a che cosa serva il nostro forsennato movimento. Il nostro sforzo può invece essere parte di un grande ingranaggio positivo, un’immensa dinamo universale, azionata dall’azione combinata di tutti gli sforzi altrimenti inutili che insistiamo a compiere come vanitose scimmiette sulle nostre biciclette immobili o come impacciati ippopotami in mutandoni verdi. Piantiamola di girare a vuoto e mettiamoci a pedalare, e non solo metaforicamente, per dare un’energia pulita e sostenibile a questo mondo. Facciamone una moda: la cycleage dinamo fitness.

We-all are guinea-pigs that often stir frantically on the life’s great wheel without asking us the reason and the utility of our madman movement. Our effort can belong instead to a great positive gear, an immense universal dynamo, operated by the action combined of all the - otherwise useless - efforts that we insist to make as vain monkeys on our immovable bicycles or as embarrassed hippos in big green pants . Stop going round and round and let’s put us to pedal, and not only metaphorically, to give a clean and renewable energy to this world. Let’s do a fashion of it: the CycleAge Dynamo Fitness.

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ARTISTI AD INVITO

GUEST ARTISTS


giovanni albanese

Sabbie mobili

Installazione, misura ambiente, 1992 Installation art, ambient size, 1992

“Sabbie mobili” è un lavoro del 1992, in perfetta sintonia con le istanze etiche della nostra piattaforma progettuale. Giovanni Albanese dimostrò da subito il valore di una riflessione muscolare e al contempo mentale, una sorta di geografia instabile e randomica, simile a quanto avviene sul nostro Pianeta quando le persone aggrediscono il corpo generoso della Natura… …A giudicare dalle sue sculture spiazzanti, improvvise come sorrisi lunatici nella notte senza luna, la creatività di Giovanni Albanese riaccende l’energia, poetica e dissacrante, del grande Pino Pascali. Entrambi pugliesi, per nulla intimoriti dalle contaminazioni linguistiche, mostrano nelle opere una libidinosa passione per gli oggetti in disuso, la ferraglia, le cose di uso casalingo… …Sono sculture danzanti con qualcosa di scardinante nel loro DNA. Usano l’ironia e il gesto impensabile per raccontarci qualcosa del mondo attraverso il segno fisico della scultura. In un solo istante ribaltano la retorica che i media incollano ad un generico sistema estetico… … Albanese sceglie gli scarti per levarli al destino crudele del rifiuto. Riusa, combina, riassembla, unisce e disvela, agendo con la coscienza morale di chi adotta la responsabilità estetica in un ambiente complesso come il mondo reale. Gianluca Marziani

“Sabbie mobili” is a work from 1992 which is perfectly attuned with the ethics of our project. Giovanni Albanese demonstrates the value of a muscular reflex and a simultaneous mental reaction, a sort of random and unstable geography, similar to that which happens on our planet when man attacks the generous body of nature. ... Judging by his wrong-footed sculptures, improvised like lunatic smiles in a moonless night, the creativity of Giovanni Albanese reignites the poetic and desecrating energy of the great Pino Pascali. Both from Puglia and not at all intimidated by linguistic influences, their work demonstrates a libidinous passion for unused objects, scrap iron and household items. ...They are dancing sculptures with something disrupting in their DNA. They use irony and the unthinkable gesture to tell us something about the world through the physical sign of sculpture. In just one moment they overturn the rhetoric that the media attach to a generic aesthetic system... ...Albanese choses junk to save it from its cruel destiny as waste. He reuses, combines, reassembles, unites and unveils, working with the moral consciousness of one who adopts the aesthetic responsibility in a complex environment such as the real world. Gianluca Marziani

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paolo buggiani www.paolobuggiani.com

Installazione Terra

Video, installazione e performance Video, installation and live performance

Un albero sopravvive alla distruzione tecnologica.

Amongst tecnological destruction, a tree survives.

Paolo Buggiani: scultura di fuoco e performance. Sebastiano Tecchio: video.

Paolo Buggiani Live Performance with weareable metal forms and fire sculpture. Video by Sebastiano Tecchio.

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stefano canto

The End

Stampa cromogenica digitale tra plexiglass, cm 100x70 Digital chromogenic print in plexiglass, 100x70 cm

Il paesaggio reale come spazio etico su cui edificare visioni che mandano in cortocircuito il senso stesso del reale. Stefano Canto agisce sui materiali funzionali della città, talvolta sugli scarti naturali, altre volte su posizioni ibride che mantengono la finalità di tutto il suo lavoro, ovvero, riusare i frammenti del mondo vivo con spostamenti estetici e funzionali. L’artista intuisce l’espulsione digestiva della catena consumistica, capta le zone intestinali della città e delle sue periferie. Metabolizza gli inquinamenti avvenuti con una nuova combinazione ecocompatibile, sul crinale metabolico in cui la materia si moltiplica o randomizza, sviluppa geometrie seriali o concentriche, disvelando l’energia interrogativa che ogni materiale si porta dietro nel suo ciclo vitale.

The real landscape as an ethic space in which to build visions that short-circuit the very sense of the real. Stefano Corto acts on functional materials of the city, at times on natural waste an others on hybrid positions that maintain the finality of all his work, that is, reusing fragments of the living world with aesthetic and functional modifications. The artist intuits the digestive expulsion of the consumeristic chain and taps the intestinal zones of the city and its suburbs. He metabolizes the resulting pollution into a new eco-compatible combination, on the metabolic ridge in which matter multiplies or randomizes, develops serial or concentric geometries, unveiling the interrogative energy that every material carries in its vital cycle.

"THE END" è una fotografia di un’installazione realizzata con materiali rifrangenti (marker) normalmente utilizzati per segnalare i bordi della strada; in questo caso si indica la fine della strada, la fine di un’urbanizzazione divoratrice che ha ormai spazzato via ogni traccia di natura.

“THE END” is a photograph of an installation realized with refractive materials (markers) normally used to delineate the edges of the road; in this case they indicate the end of the road, the end of a devouring urbanization which has by now swept away every sign of nature.

Gianluca Marziani

Gianluca Marziani

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Paolo Consorti www.paoloconsorti.com

The Last Festival

Ink jet su carta fotografica, cm 170x152, 2009 Ink jet on photo paper, 170x152 cm, 2009

Courtesy Gas Art Gallery,Torino

Una figurazione visionaria, trasversale, combinatoria: Paolo Consorti immagina gli spazi come panoramiche vertiginose su “mondi altri” dove le categorie si confondono. Mitologico e letterario, reale e fantastico, religioso e prosaico, i piani del possibile agiscono in generosa omogeneità e determinano una risoluta intimità dei contesti narrativi. Qui dentro l’artista immagina una rigenerazione ecologica, un viaggio metastorico in cui l’umanità vive l’utopia in prima persona, la libertà di trasformare le visioni in evasioni, le alterità in alterazioni, i sommovimenti in semplici movimenti. Il mondo di Consorti offre al progetto il suo surrealismo ecologista dai climax danteschi, superando la cronaca del reale a favore di una ritrovata classicità postecnologica.

A visionary figuration, transversal, combinatory: Paolo Consorti imagines space as vertiginous panoramas on “other worlds” where categories become confused. Mythological and visionary, real and fantastic, religious and prosaic, the plans of the possible act in generous uniformity and determine a resolved intimacy of the narrative contexts. Here the artist imagines a ecological regeneration, a metahistorical voyage in which humanity lives utopia in the first person, the liberty to transform the visions into evasions, the otherness into alterations, the agitations into simple movements. The world of Consorti offers the project his ecological surrealism of Dante-like climaxes, overtaking the chronicles of the real in favor of a recovered post-technological classicism.

Gianluca Marziani

Gianluca Marziani

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alberto di fabio

Vortices

Acrilico su tela, 2007-2008 Acrylic paint on canvas, 2007-2008 Courtesy Galleria Pack, Milano

Alberto Di Fabio è artista di apparenze astratte, un viaggiatore subliminale che mette Uomo ed Ecosistema al centro del suo sguardo. Micro e macro in un’estasi dello spirito visuale: dal micromondo cellulare alle montagne himalaiane, dalle catene di DNA ai minerali ed altri organismi reali. I colori appaiono squillanti e magicamente vivi, fatti di contrasti e scale armoniche, variazioni tonali e accostamenti sorprendenti. Come una concatenazione cellulare, i pezzi tendono a comporsi nello spazio secondo rigorosi allestimenti geometrici. Altre volte vivono da soli su formati più ampi, confermando la duttilità di uno sguardo che ribalta i confini dell’astrazione. Nulla è così vero, così tangibile, così figurativo come i suoi soggetti da ritrarre. Eppure ti avvolge la sensazione balsamica del puro ritmo cromatico, della musica per gli occhi, del flusso armonioso in cui perdersi per ritrovarsi.

Alberto Di Fabio is an artist that appears to be abstract, a subliminal voyager who puts Man and Ecosystem at the centre of his vision. Micro and Macro in an ecstasy of the visual spirit: from the cellular micro-world to the Himalayan mountains, from chains of DNA to minerals and other real organisms. The colors appear bright and magically alive, composed of contrasts and harmonic scales, tonal variations and surprising juxtapositions. Like a cellular concatenation, the pieces tend to form themselves in space according to rigorous geometric compositions. Other times they live by themselves in larger formats, confirming the pliability of a vision that folds back the edges of abstraction. Nothing is as true, as tangible, as figurative as the subjects he depicts. Furthermore one is enveloped in the balsamic sensation of pure rhythmic color, of music for the eyes, of the harmonic flow in which one can lose oneself and then find oneself.

La vita rinasce nella geometria delle forme La vita come geometria di concatenazioni La vita e le sue infinite possibilità di salvezza

Life is reborn in the geometry of forms Life like the geometry of concatenations Life and its infinite possibilities of salvation

L’ecosistema e i suoi movimenti interni, silenziosi, definitivi

The ecosystem and its internal movements, silent, definitive

Gianluca Marziani

Gianluca Marziani

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dario ghibaudo www.darioghibaudo.it

Glaciazione

Calpestabile,tecnica mista, cm 130x70x3, 2005 Mixed media, 130x70x3 cm, 2005

Dario Ghibaudo analizza la natura vivente e il suo dinamismo organico. Indaga le possibili mutazioni fisiche, gli eccessi del lusso e del vizio lungo il Pianeta, i bastardismi tra categorie e classi inconciliabili. La fantasia potrete intuirla poiché si sottolinea la simulazione formale. Ma sarà una distorsione ben calibrata che riguarda la realtà tra letteratura e biologia, cinema e antropologia, fumetto e zoologia. Ghibaudo ha messo sottovuoto i tipi sociali usando una scala fedele al vero (avvocato, artista, suora, militare, giornalista...); costruito trofei con teste umane; creato tappeti plastici attraverso ibridi tra insetti, rettili e anfibi. Coi diorami ha reinventato piccoli set di un mondo che ingloba animali assurdi, piante impensabili e paesaggi apocalittici. Stanza dopo stanza, anno dopo anno, l’autore sta definendo il suo Museo di Storia Innaturale (che raccoglierà l’intera carriera dell’artista). Una volta terminato, diverrà il più imponente progetto di ricostruzione della natura mutante e mutata. Il progetto che abbiamo selezionato ci riporta al 2005 e ad una serie di tappeti su cui si visualizzano alcuni stati del mondo: glaciazione e desertificazione come poli estremi della deriva terrestre, mentre al centro ideale ecco il Pianeta come un dilagante ossario che rivela il sangue dei paesi in guerra. Il Cristo crocifisso diventa multiplo impazzito, archetipo fluorescente della sofferenza che pulsa anche al buio, quando il nero della tragedia veste lo sguardo della Terra ferita. Gianluca Marziani

Dario Ghibaudo analyses living nature and its organic dynamism. He enquires into possible physical mutations and the excesses of luxury and vices all over the planet and the bastardisms that arise between categories and irreconcilable classes. The fantasy can be intuited because it underlines the formal simulation. However, it would be a distortion that is well calibrated that concerns the reality between literature and biology, cinema and anthropology, cartoons and zoology. Ghibaudo has preserved the various social types using a scale of high fidelity (lawyer, artist, nun, soldier, journalist...); constructed trophies with human heads; created plastic rugs through hybrids of insects, reptiles and amphibians. With these dioramas he has reinvented tiny sets from a world which contains absurd animals, unthinkable plants and apocalyptic landscapes. Room after room, year after year, the author is defining his Unnatural History Museum (that will bring together the whole career of the artist). Once finished, it will become the most imposing project of the reconstruction of mutant and mutated nature. The project that we have selected takes us back to 2005 and to a series of rugs in which one can visualize various states of the world: glaciation and desertification as the extremes of the earth’s shift, while at the ideal centre the Planet is like a rampant ossuary that reveals the blood of the countries in war. The crucified Christ becomes a multiple gone crazy, a fluorescent archetype of suffering that pulses even in the dark, when the blackness of tragedy takes on the grimace of the wounded Earth. Gianluca Marziani

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Robert Gligorov gligorov.aeroplastics.net

Art for oil

Fotografia su d-bond e plexiglass, cm 171x126, 2005 Photo on d-bond and plexiglass, 171x 126 cm, 2005

Courtesy Galleria Pack, Milano

Un’opera selezionata dal ramificato immaginario di Robert Gligorov. Un lavoro fotografico dove l’artificio di un’intuizione eleva il messaggio ambientale al suo rosso lampeggiante. L’allarme scorre sotto le tracce estetiche, indicandoci le porte pericolose verso il dramma e la tragedia. Un pericolo che, come sempre nell’universo alla Gligorov, fa parlare le immagini da sole, senza bisogno di didascalie, a conferma che ogni messaggio si sviluppa da un calibrato impatto sensoriale. Bastano il titolo e la forma visiva per portare la fantasia visionaria nel luogo della veggenza plausibile. Quelli di Gligorov sono percorsi linguistici amalgamati e riconoscibili. Immaginari emozionanti, unici, sempre più catalizzanti per natura estetica e artificio mediatico: articolati lungo una meticolosa ricerca sul corpo umano e sul Pianeta, sul rapporto tra immagine e falsificazione, sul confine tra impatto culturale e radiazione mediatica. Un artista profondo che sperimenta materiali e linguaggi diversi, verso tematiche importanti e intuizioni stravolgenti. Gligorov è cosciente che il contenuto dell’arte chieda impatto massiccio. E per farlo ricerca scosse visive dove convivono il plausibile e l’inverosimile. La sua arte è così: una sorta di specchio deformante sul mondo reale, un lago trasparente da cui sbucano immagini ammalianti e durature. Lo shock in sé non esiste. Solo lo sguardo soggettivo aggiunge ai fatti un valore di forza crescente, una potenza più o meno compressa. Lo shock è solo una sveglia che porta a guardare oltre l’impatto superficiale. Gianluca Marziani

A work selected from the branched imagination of Robert Glilorov. A photographic work where the artifice of an intuition elevates the environmental message to a flashing red. This alarm runs under aesthetic traces, indicating dangerous doors towards drama and tragedy. A danger that, as always in the universe of Gligorov, makes the images speak for themselves, without the need for stage directions, to confirm that every message develops from a calibrated sensorial impact. The titles and the visual form are enough to take the visionary fantasy to the place of plausible clairvoyance. Gligorov’s linguistic paths are amalgamated and recognizable. Exciting singular images which are always more catalyzing for their aesthetic nature and artificial media: articulated along a meticulous study of the human body and the planet, on the relationship between image and falsification, on the border between cultural impact and the radiation of the media. A profound artist the experiments with different materials and languages, towards important themes and shocking intuitions. Gligorov is conscious that his body of work demands a heavy impact. And to do it he experiments with visual shocks where the plausible and the unlikely coexist together. This is his art: a sort of deforming mirror on the real world, a transparent lake on which bewitching and lasting images arise. The shock in itself does not exist. Only the subjective glance adds to the value of growing force, a power which is more or less compressed. The shock is only an alarm that leads us to look beyond the superficial impact. Gianluca Marziani

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IlKka Halso ilkka.halso.net

Untitled (3) – Restoration

C-print, diasec, 100x127 cm, 2000 Courtesy Photology, Milano

Ilkka Halso sta elaborando un complesso e utopico sistema di salvataggio della natura. La sua analisi riguarda i temi tristemente noti degli anni recenti, quelli che toccano la lenta distruzione del paesaggio per cause artificiali. L’artista si ingegna così nella costruzione di strutture difensive che vorrebbero salvaguardare brandelli di luoghi come alcuni girasoli, singoli alberi, un pezzo di roccia, la porzione di un tronco. “Restoration” racconta le installazioni reali che risaltano nell’ambiente per tutelare frammenti minimi dal robusto valore simbolico. L’impegno da costruttore utopico emerge dalla calibrata semplicità degli elementi, dalle imprecisioni dei telai, dalle pareti morbide in stile serra. Lo scatto ulteriore arriva con le luci che filtrano dai muri semitrasparenti, evocando spettri apocalittici e un’incombenza di pericolo che qui trova la sua rigorosa rappresentazione. La scenografia scultorea si installa nel mondo vero per giocare sulle paure indotte, sul terrore che il cinema e la televisione hanno infuso nei nostri sguardi. Il restauro della natura si pone allora come gesto liberatorio, un’azione poetica dove le serre di soccorso lanciano il messaggio della sfida umana. Singoli uomini che salvano singoli pezzi di paesaggio, un metodo che riparte dalla base per dare al mondo una risposta pratica con eleganti tocchi utopici.

Ilkka Halso is elaborating a complex and utopian system for the salvation of nature. An analysis concerning themes that have been sadly noted in recent years, those which deal with the slow destruction of the landscape by artificial causes. The artist strives to construct defensive structures that are able to protect fragments of places such as sunflowers, single trees, a piece of rock or a portion of a trunk. “Restoration” talks about real installations that are evident in the environment with the purpose of protecting minimal fragments of high symbolic value. The commitment of utopian constructor emerges form a calibrated simplicity of elements, from the inaccuracy of the stretcher frames to the soft walls in a greenhouse style. Another touch is provided with the lights which are filtered by semitransparent walls, evoking apocalyptic ghosts and and a duty of danger that locates itself here in its rigorous representation. The sculptural scenography installs itself in the real world to play on induced fears, on the terror that cinema and television have infused into our gaze. The restoration of nature proposes itself as a freeing gesture, a poetic action where the greenhouses of aid launch a message of human challenge. Single men that save single pieces of the landscape, a method that begins from the base to give to the world a practical response with elegant utopian touches.

Gianluca Marziani

Gianluca Marziani

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Donatella Landi

Focus Naturae

Stampa digitale su carta cotone, cm 78x110, 2008 Digital print on cotton paper 78x110 cm, 2008

Courtesy Galleria Valentina Moncada, Roma

Un testo di Gabriele Gaspari sull’opera illustra l’empatia profonda tra l’artista e il mondo naturale. Un rapporto di simbiosi mimetica dove l’approccio etico contiene le superfici e i volumi cui l’artista costruisce la sua identità panoramica. I sei punti tematici di Ecoart sono affrontati da Donatella Landi su piani armonici che accompagnano immagini bidimensionali e forme plastiche. Si attraversa un bosco, si ascoltano i rumori di un’integrità ancora necessaria, si scende nei monocoli che diventano dettaglio, memoria, scandaglio del futuro salvifico. L’esperienza personale dell’artista si trasferisce così nella forma narrativa del grande box fotografico: un luogo da vivere sensorialmente, accompagnandosi alle altre immagini e ai molti suoni che completano questa sorta di passeggiata morbida, fuori dal mondo rumorista, oltre le polveri sottili che impregnano i polmoni globali. La Landi ribalta il negativo tematico in un positivo che rivela vie di fuga e nuove attitudini, producendo ossigeno per i muscoli e aria pulita per lo sguardo morale. Gianluca Marziani

A text by Gabriele Gaspari on the work that illustrates the profound empathy between the artist and the natural world. A relationship of symbiotic mimicry where the ethic approach contains the surfaces and volumes with which the artist constructs her panoramic identity. The six thematic points of EcoArt are affronted by Donatella Landi on harmonic planes which accompany bi-dimensional images and plastic forms. One crosses a forest, one listens to the sounds of an integrity still necessary, one goes down in the monocles that become a detail, memory, sounding the salvific future. The personal experience of the artist moves itself in the narrative form of the large box camera: a place to live with the senses, accompanied by other images and by the many sounds that complete this type of soft walk, out of the world of noise, beyond the fine dusts that impregnate the globe’s lungs. Landi folds the negative theme into a positive one that unveils escape routes and new attitudes, producing oxygen for the muscles and clean air for the moral gaze. Gianluca Marziani

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Janne Lehtinen

Edge – Sacred Bird

C-print su alluminio, cm 100x140, 2005 C-print on aluminium, 100x140 cm, 2005

Courtesy Photology, Milano

Janne Lehtinen tenta il volo impossibile, sperimentando l’utopia ironica delle ali artificiali sul corpo umano. Il suo processo performatico, al confine tra il Matthew Modine di “Birdy” e le sculture di Panamarenko, si connette alla forza metodica e olistica del paesaggio naturale. Siamo dentro luoghi di lattiginosa evanescenza, gassosi come una visione abbagliante nel buio. Distese da estasi della solitudine, quasi ubriacanti nella piattezza con cui mescolano l’orizzonte al piano ravvicinato. Lì dentro si muove il corpo cosciente dell’incoscienza poetica. Un giovane Icaro tenta il volo con rudimentali trabiccoli dal perimetro alare. Non salirà mai eppure potremmo immaginare che in realtà stia per varcare la soglia del cielo. Sembra proporci di ribaltare la visione del reale, chiedendoci di ragionare per attimi infinitesimali, lungo i pochi secondi di un salto che ti riporterà subito verso terra ma che regalerà il brivido temporaneo del volo. L’arte, in fondo, prova per sua natura a fermare quel secondo di volo tra il salto e il ripiombare al suolo. Un istante assoluto già evocato nel 1960 da Yves Klein quando (in fotografia) si lanciò a volo d’angelo sull’asfalto, raccontato per anni da Gino De Dominicis nei modi geniali del suo disegnare (e non solo). Oggi ci provano autori come Lehtinen e Li Wei: il finlandese in cortocircuito orizzontale col paesaggio integro, il cinese in cortocircuito verticale con la metropoli asfissiante. Per entrambi, segno chiaro di un tecnologismo acquisito, emerge il momento cruciale della fotografia, istantanea ipnotizzante che quel volo lo rende assoluto sulla stampa a colori.

Jane Lehtinen attempts the impossible flight, experimenting with the ironic utopia of artificial wings on the human body. His performative process, at the edge between the Matthew Modine of “Birdy” and the sculptures of Panamarenko, connect the methodic and holistic force to the natural landscape. We are inside places of milky evanescence, gaseous like a blinding vision in the dark. laid out from the ecstasy of loneliness, almost intoxicated with the flatness with which the horizon and foreground merge. Within this, one moves the body conscious of its poetic unconsciousness. A young Icarus attempts to fly with rudimentary winglike contraptions. He will never fly and we can imagine that in reality he is about to cross the threshold of the sky. He seems to ask us to fold up our vision of the real and to reason for infinitesimal moments, about the few seconds of a leap that will take you back to the earth but give you the temporary shiver of flight. Essentially, the work tries by its nature to stop that second of flight between the jump and the return fall to earth. An absolute moment already evoked in 1960 by Yves Klein when (in a photograph) he leaps an angel’s flight to the asphalt, related for years by Gino De Dominicis in his genial drawing (among other works). Today artists such as Lehtinen and Li Wei attempt the same: the Finn in horizontal short-circuit with the whole landscape, the Chinese man in vertical short-circuit with the suffocating metropolis. For both, a clear sign of an acquired technology, the crucial moment of the photograph emerges, a hypnotic moment of the flight made absolute by a color photographic print.

Gianluca Marziani

Gianluca Marziani

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Gino Marotta www.ginomarotta.it

Mare Artificiale

Opera-ambiente modulare, metacrilato e luce artificiale, modulo cm 200x100x25, 1969 Modular environmental work, methacrylate and artificial light, module 200x100x25cm, 1969

Courtesy Studio Giangaleazzo Visconti, Milano

L’occhio di Gino Marotta è turbolenza continua, radar emotivo e psicanalitico che sonda le placche di connessione tra natura e metropoli. La sua sperimentazione sui materiali richiama le origini da cui tutto nasce, la crescita sedimentata delle forme durevoli, l’impatto resistente della natura silenziosa ma vigile. Al contempo, evoca lo sviluppo tecnologico attraverso lavorazioni dettagliate, colori iperreali, superfici sintetiche. E’ come se le sue sagome siano l’ombra solida che raccorda la natura al suo artificio urbano. Una placca di connessione che scivola tra il proprio essere e la continua apparenza, tra il pesante e il leggero, la materia e il suo spirito profondo. Cultura dello sguardo inquieto… l’essenza tuonante di Gino Marotta risponde ad un feroce istinto generazionale, frutto di attitudini innate e ispirazioni speciali, rigore interiore ed esplosione catartica. La mia memoria riepiloga quel lungo percorso nella cultura del materiale inquieto, i dialoghi eclettici con la sperimentazione che catapulta il singolo materiale dentro la vibrazione di una forma inaspettata e plausibile, dentro una simulazione plastica che è specchio evocativo e sintetico dell’esperienza reale. L’inquietudine del materiale diviene ossigeno che ogni volta ricostruisce, finché i vari materiali si osservano e compenetrano nelle comuni attitudini narrative. Voglio immaginare le sue sculture come frammenti in volo libero, verso l’impossibilità frontale di qualsiasi visione statica. Le vedo nel cielo sopra di noi, nuvole sensoriali che roteano e parlano lingue meticce.

The eye of Gino Marotta is in continual turbulence, an emotional and psychoanalytic radar that drills the plaques of connection between nature and the metropolis. His experimentation with materials recalls the origin of which everything is born, the sedimented growth of lasting forms, the resistant impact of a silent but aware nature. Simultaneously, it evokes technological development through detailed work, hyperreal colors and and synthetic surfaces. It is as if his silhouettes are the solid shadows that remind nature of its urban artifice. A plaque of connection that slides between its very being and it continuous appearance, between the heavy and the light, matter and its profound spirit. Culture of the unquiet gaze... The thundering essence of Gino Marotta responds to a ferocious generational instinct, a fruit of innate habits and special inspirations, interior rigor and cathartic explosion. My memory recapitulates the long journey in the culture of restless material, the eclectic dialogs with experimentation that catapults the single material into the vibration of an unexpected and plausible form, within a plastic simulation that is an evocative mirror and synthetic of real experience. The restlessness of the material becomes oxygen that each time rebuilds, until the various materials are visible and penetrate the common narrative attitudes. I want to imagine his sculptures as fragments in free flight, towards the frontal impossibility of any static vision. I see them in the sky above us, sensory whirling clouds that speak hybrid languages.

Gianluca Marziani

Gianluca Marziani

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Andrei Molodkin

Liquid Black

Tecnica mista, cm 237x310x100, 2008 Mixed media, 237x310x100 cm, 2008

Courtesy Galleria Pack, Milano

Andrei Molodkin ama la progettazione radicale, la forma massimalista e l’impatto che galvanizza l’emozione di ogni giudizio. Parte dal petrolio, il materiale più controverso e “perverso” del Novecento. Una memoria oleosa che racchiude l’evoluzione della specie, la storia degli individui e delle comunità arcaiche, la potenza e la rigenerazione della Natura. Un petrolio che è, al contempo, simbolo funzionale dello sfruttamento capitalistico, della deriva industriale, del colonialismo fallito, di molti sbilanciamenti sociali e culturali. Molodkin parte da qui e costruisce sculture fluide come organismi vivi. Lascia che il petrolio diventi sangue nero che passa per i tubi venosi. Fa scorrere quella melma come un mantra ipnotico, un olio carico di memoria e moralità da sviscerare. Il messaggio ambientalista pulsa dietro ogni singolo progetto dell’artista: non ci sono mediazioni, l’opera sceglie la violenza del proprio impatto e piomba sugli sguardi come un masso filosofico. Gianluca Marziani

Andrei Molodkin loves radical planning, maximal form and the impact that galvanizes the excitement of every judgment. He begins with petroleum, the most controversial and “perverse” material of the 20th century. An oily memory that encloses the evolution of the species, the history of individuals and archaic communities, the power and the regeneration of Nature. A petroleum that is simultaneously a functional symbol of capitalistic exploitation, of industrial drift, of failed colonialism and of numerous social and cultural imbalances. Molodkin departs from here and constructs sculptures as fluid as living organisms. The petroleum becomes black blood that passes in vein-like tubes. He lets the sludge flow like a hypnotic mantra, an oil loaded with memory and morality to disembowel. The environmentalist’s message pulses behind every single project of the artist: there are no mediations, the work chooses the violence of the very impact and falls on the gaze like a philosophic weight. Gianluca Marziani

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Gianni Politi

Fossili

Grafite su carta, plexiglass, adesivo, catrame, cm 150x100, 2009 Graphite on paper, plexiglass, adesive, tar, 150x100 cm, 2009

Courtesy CO2 Contemporary Art, Roma

Il ritrovamento di un fossile è qualcosa di straordinario. Solamente in determinate condizioni i resti di un organismo del passato hanno potuto preservarsi per giungere riconoscibili ai giorni nostri. L’unica “fotografia” capace di resistere secoli senza deteriorarsi. La perfezione delle due metà speculari che si ricongiungono nelle mani di un fruitore ignoto è la prova che la natura offre a dimostrazione della completezza dell’holon. Ci sono dunque casi in cui alla presenza di particolari circostanze il normale svolgersi degli eventi, che porta alla distruzione irreversibile, si interrompe: e qui ecco quella possibilità di ritrovare a distanza di tempo qualcosa di ancora intatto. Il dittico Fossili
di Gianni Politi è un monologo al futuro. Cosa resterà della sua arte? Cosa di noi? Cosa? Le bombe distruggono, quindi forse nulla. E se pure ci si preservasse dalle armi di distruzione di massa, non potremmo sottrarci alla vendetta del nostro stesso pianeta. I segni gestuali della grafite di Politi, sporchi e carichi di materia, dominano nel contrasto col candore della carta, vergine ignara di un futuro massacro. E’ il catrame il nemico dell’opera, quel liquido denso di colore nero o bruno, che copre, cancella, uccide. Sostanza bituminosa, derivante dal carbon fossile, emblema del progresso da un lato, della distruzione dall’altro. Politi lancia bombe che racchiudono messaggi subliminali, chiede ossigeno per la sua arte, decodificazione dell’ambiente. Le due cluster bomb, le due metà di un fossile ideale, divengono come grandi bronchi in cerca d’aria, uno soccombe l’altro continua a respirare. I fossili sono dunque "lo scherzo della natura", minuscole rappresentanze del numero infinito di organismi che hanno popolato il Pianeta Terra, E PLURIBUS UNUM! Maria Letizia Bixio

The discovery of a fossil is an extraordinary event. Only in specific conditions the remains of an organism from the past are able to be preserved and arrive intact to our day. The only “photograph” which is able to resist for centuries without deteriorating. The perfection of the two mirrored halves that come together in the hands of an unknown beneficiary is the proof that nature offers a demonstration of the completeness of the holon. There are cases in which in the presence of particular circumstances in the normal run of events, leads to irreversible destruction, it is interrupted: and here is the possibility to find from a distant time something that is still intact. The Fossil diptych of Gianni Politi is a monologue to the future. What will remain of his art? What of us? What? Bombs destroy, so maybe nothing. And even if we are saved from the weapons of mass destruction, we cannot hide from the revenge of our own planet. The gestural signs of the marks of Politi, dirty and loaded with matter, dominate the contrast of the purity of the paper, an unaware virgin of a future massacre. It is tar which is the enemy of the work, that dense brown or black liquid, that covers, cancels, kills. Bituminous substance, derived from fossil carbon, emblem of progress on one side, of destruction form the other. Politi throws bombs which enclose subliminal messages, that call for oxygen for his art and a deciphering of the environment. The two cluster bombs, the two halves of an ideal fossil are therefore “a joke of nature”, a minuscule representation of the infinite number of organisms that have populated Planet Earth, E PLURIBUS UNUM! Maria Letizia Bixio

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Graziano Pompili

Ort, Paesaggio immoto, Poeticamente

Marmo rosso castelpoggio, marmo bianco carrara cm 15x23x16, cm 43x25x12, cm 38x31x9, 2007, 1999, 2006 Red castelpoggio marble, white carrara marble, 15x23x16 cm, 43x25x12 cm, 38x31x9 cm, 2007, 1999, 2006

La DOMUS come principio unitario che regola vita, relazioni e crescita sociale di qualsiasi nucleo umano. Un archetipo, la CASA appunto, che Graziano Pompili sviluppa ormai da tempo con estremo e silenzioso rigore, trovando nella scultura la proporzione aurea del suo interesse plastico per la vita. Mi sembra giusto che il progetto Ecoart stabilisca alcuni valori fondanti su cui si reggono l’ambiente e una degna cultura ecologista. Nessun dubbio che il concetto di DOMUS, se sviluppato coi metodi visionari di Pompili, sia una sintesi simbolica che contiene i diversi argomenti proposti dal concorso. Ben vengano le case in marmo o pietra dell’artista, i suoi luoghi elementari che riportano la materia nei termini della semplificazione, delle esigenze primarie, della cultura agricola. Largo al privilegio del disintossicarsi attraverso il recupero della Domus, attraverso le ragioni di una bellezza arcaica e, quindi, universale.

The DOMUS as a unitary principle that regulates life, relations and social growth in any human nucleus. An archetype, the CASA, that Graziano Pompili has developed over time with an extreme and silent rigor, has found in the sculpture the golden mean for his plastic interests for life. It seems correct that the Ecoart project establishes various foundation values with which support the environment and a worthy environmentalist culture. No doubt that the concept DOMUS, if developed with the visionary methods of Pompili, would be a symbolic synthesis that includes the different arguments proposed by the competition. The houses in marble and stone of the artist are welcome, his elementary places that take matter back to the terms of simplification, to primary needs, to an agricultural culture. Open to the privilege to detoxify through the recovery of the DOMUS, through the reasoning of an archaic beauty and, therefore, universal.

Gianluca Marziani

Gianluca Marziani

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Jorma Puranen

Icy Prospects 43

C-print, diasec, 189x154 cm, 2007 Courtesy Photology, Milano

Jorma Puranen ha una qualità pittorica dai risultati eccellenti. Proprio così, parliamo di pittura per un lavoro che ha natura e metodo della fotografia ma che coglie la parte più fluida e oleosa del paesaggio, quella che di solito riguarda la morbidezza ascetica dell’olio su tela. Puranen combina vari spunti meccanici per costruire visioni emozionali in cui senti la pittura di Gerhard Richter e la tensione verticale di Alberto Giacometti o Anselm Kiefer. Le elaborazioni mi sembrano l’immaginario estremo che ben rappresenta il libro di Jon Krakauer “Into the Wild”, portato al cinema da Sean Penn con adeguata qualità fotografica, a ricordarci come la totalità del paesaggio nasca dalla sua crudele durezza che si ribalta, quando meno te lo aspetti, in un frangente di confidenziale poesia catartica. Puranen chiede alla fotografia un codice di fortissima presa emozionale, un catalizzatore struggente che ci renda ridotti e laterali, simili ai piccoli uomini nei paesaggi romantici di Caspar David Friedrich. La natura mostra così la sua bellezza ferina, l’abito per le grandi occasioni cosmiche. I luoghi somigliano alle elaborazioni satellitari di certi scorci su pianeti lontani, quando l’assenza umana rivela un protagonismo fagocitante della natura. Spazi in cui scorrono rabbia climatica e grinta meteorologica, attraenti nella loro inquieta urgenza. Luoghi per lunghe domande dove tutto è sempre un nuovo prologo.

Jorma Puranen works with an excellent painterly quality. And it is exactly that, we speak of painting for a work that has the nature and method of photography but which is informed by the more fluid and oily qualities of landscape, that which usually regards the soft ascetic of oil on canvas. Puranen combines various mechanic starting points to construct emotional visions in which one recalls the painting of Gerhard Richter and the vertical tension of Alberto Giacometti or Anselm Kiefer. The elaborations seem to be the extreme imagination that is well represented in the book by Jon Krakauer “ Into the Wild”, brought to the cinema by Sean Penn with an appropriate photographic quality, to remind us that the totality of the landscape is born from its cruel hardness that turns, when you least expect it, in a predicament of friendly cathartic poetry. Puranen demands a code of strong emotional impact from the photograph, a catalyst of longing, similar to the small men in the Romantic landscapes of Caspar David Friedrich. Nature demonstrates its wild beauty, dressed for grand cosmic events. The places are similar to satellite elaborations of certain views of faraway planets, when human absence reveals the engulfing protagonist of nature. Spaces in which climatic rage and meteorological determination flow, attracted by their restless urgency. Places for long questions and where everything is always a new prologue.

Gianluca Marziani

Gianluca Marziani

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cinzia sarto

Una sporca vacanza Video, 9', 2006

Un esperimento video che mescola materiale documentario e fiction, unendo frammenti di luoghi e tempi diversi. Dentro un labirinto, tra cubi di cemento, pozze d' acqua e cumuli di immondizia, i bagnanti distratti dal rito della vacanza sembrano indifferenti a ciò che li circonda. Una donna velata cerca una via d' uscita.

A video experiment that mixes documentary and fiction, joining fragments of reality from different places and time. Inside a labyrinth of cement cubes, debries and water, humans distracted by the rituals of vacation seem indifferent to the world serrounding them. The veiled woman is searcing a way out.

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Tsuchida Yasuhiko

I Hope

Installazione, dimensione ambiente, 2008 Installation, ambient size, 2008

Courtesy CO2 Contemporary Art, Roma

Hope è un percorso espositivo che si snoda lungo un iter di contraddizioni simboliche e materiche, vita e morte in primis, terra feconda e sterile vetro, buio e luce. Colpisce l’abbondanza organica delle forme dei parallelepipedi, chiara evocazione di un cimitero di noti ed ignoti, che non spaventa ma ammonisce. Emerge il fatto che gli uomini, sia per l’aumento numerico che per la crescita delle loro esigenze, col tempo sembrano destinati ad esercitare un impatto più aggressivo nei confronti dell'ambiente. Il rischio è che quest’ultimo, una volta “snaturalizzato”, divenga nocivo per l’uomo stesso. Una riflessione, dunque, sul “volto scomodo dello sviluppo”, che vede alterare il rapporto uomo-natura, il cui disagio è percepito e riportato dall’artista, nel tentativo di riscattare quei sensi che dovrebbero legarci a ciò che ci circonda. Si è di fronte ad una necropoli di tutti e di nessuno, dove ogni “lapide” chiede giustizia per il pianeta, il nostro pianeta. Un’eco è percepibile nel Memoriale alle vittime dell’Olocausto di Berlino, dove le 2711 stele di cemento di Peter Eisenman sono il luogo di profonda memoria per i sei milioni di ebrei europei sterminati dal nazismo; il grande campo di stele si compone di una serie infinita si blocchi quadrangolari di diverse altezze e misure. Analoghi sono i blocchi di Tsuchida, scomposti e avvolgenti, capaci di assorbire lo spettatore in un percorso silente di cognizione e riflessione. La richiesta di responsabilità sociale, in un’ambivalenza tanto materica (purezza del vetro e contaminazione della terra) quanto simbolica (contrasto vita-morte, germoglio-sepolcro), risulta decifrabile osservando le “ferite” inferte su ciascun blocco di terra.

Hope is an expositive itinerary that articulates itself along an procedure of symbolic and material contradictions, life and death, first of all, fertile earth and sterile glass, darkness and light. The organic abundance of the parallelepipedal forms is noteworthy, a clear evocation of a cemetery of both known and unknown persons, that don’t scare but caution. The fact that the increase of the number of people and also the growth of their needs with time, is destined to make an ever increasing impact in regards to the environment. The risk of this is that once “denaturalized”, it becomes poisonous for man. A reflection on the “uncomfortable face of development”, that witnesses the alteration of the relationship between man and nature, and in which the discomfort is perceived and reported by the artist, in an attempt to redeem those senses which should tie us to what surrounds us. One is in front of a necropolis of everyone and nobody, where every tombstone demands justice for the planet, our planet. An echo is perceivable in the Monument to the Victims of the Holocaust in Berlin, where 2711 memorial stones in cement by Peter Eisenman is a place of profound memory for the six million European Jews exterminated by the Nazis; the large field of memorial stones is composed by an infinite series of quadrangular blocks of different sizes and heights. Analogous are the blocks of Tsuchida, irregularly composed and enveloping, capable of absorbing the spectator in a silent route of cognizance and reflection. The demand for social responsibility, in a material ambivalence (purity of glass and the contamination of the earth) or symbolic (contrast life-death, sprout-tomb), becomes evident observing the “wounds” inscribed on each block of earth.

Maria Letizia Bixio

Maria Letizia Bixio 108


OSSERVATORIO

OBSERVATORY


AmbientArti www.ambientarti.eu

PlanB (Mutoid Waste Company) Bin Lad

Scultura, bidoni di plastica, ferro, vernice, elementi di automobili e motocicli, cm 350x200x200, 2007 Sculpture, plastic bins, iron, paint, automobile and motorcycle parts, 350x200x200 cm, 2007

Progetto nato nel 2007 da un’ idea di Cristina Antonini e promosso dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Viterbo che mira alla sensibilizzazione in merito alle più attuali emergenze ambientali, utilizzando l’efficace connubio fra Arte Contemporanea e riflessione scientifica. “Arte non come scenografia ad un evento sull’educazione ambientale, ma attiva protagonista nel ruolo di catalizzatore emozionale e culturale sulla questione ambiente”. Il progetto, realizzato ogni anno nella città di Viterbo, a cura di Cristina Antonini e Davide Sarchioni, si articola attraverso varie modalità, quali mostre d’Arte Contemporanea correlate da dibattiti, convegni e concerti, attività didattiche di Educazione Ambientale, con l’intento di proporre una valida ed il più possibile esaustiva proposta culturale in relazione al tema. Ogni edizione annuale di AmbientArti è suddivisa in due momenti: una I Tappa primaverile/estiva, dedicata a progetti installativi site-specific e a opere ambientali da dislocare nelle piazze e nei giardini della città, e una II Tappa invernale con mostre organizzate all'interno di palazzi storici o di spazi dismessi. Gli eventi AmbientArti 2008-2009 sono documentati nella recente pubblicazione "AmbientArti Experience" di Gangemi Editore, Roma.

A project born in 2007 from an idea of Cristina Antonini, and promoted by the Councillor to the Environment in the Province of Viterbo, that aims towards promoting awareness of the most current environmental emergencies and by utilizing the efficient union between contemporary art and scientific reflection. “Art not as scenography for an event on environmental education, but an active protagonist in the role as an emotional and cultural catalyst on the environmental question”. The project, realized every year in the city of Viterbo, curated by Cristina Antonini e Davide Sarchioni, articulates itself in various ways; exhibitions of Contemporary Art combined with debates, conferences, concerts, didactic activities of Environmental Education, with the intent to propose a valid and exhaustive cultural proposal regarding the theme. Every annual edition of AmbientArt is subdivided into two sections: a spring/summer I section, dedicated to site specific installations and environmental works to be exhibited in the squares and gardens of the city, and a winter II section with exhibitions organized inside historic palaces or disused spaces. The events AmbientArti 2008-2009 are documented in the recent pubblication “AmbientArti Experience” by Gagemi Editor, Rome.

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art'ambiente www.art-ambiente.it

Francesco Varesano Madre terra

Oggetto d'arredo luminoso, cm 70x70, legno e terra Luminous decorative object, 70x70 cm, wood and earth

Il Progetto Art'Ambiente di mostra itinerante prevede una serie di mostre di arti visive (tra pitture, sculture, installazioni, fotografie, video-arte ) per circa 20 artisti. Un evento articolato che intende proporre una scena artistica a più voci, coinvolgendo presenze di varie esperienze e nazionalità, in un contesto che non si propone di cavalcare la spettacolarità dell’opera, ma che tende piuttosto a rappresentare un momento di interscambio di esperienze nella ricerca dell’arte contemporanea a livello internazionale.La tutela dell’ambiente è essenziale per la qualità di vita delle generazioni presenti e future. Da questa tematica di fondamentale importanza, l’AMBIENTE, l’Associazione Arte Continua vuole partire per svolgere le sue attività. Le priorità dell'UE sono lottare contro i cambiamenti climatici, salvaguardare la bio-diversità ridurre l'impatto dell'inquinamento sulla salute e ottimizzare l'uso delle risorse naturali. Norme ambientali rigorose stimolano l’innovazione e creano opportunità imprenditoriali, onde evitare che tutela dell'ambiente e mantenimento del benessere economico siano in contraddizione. - Mediante un percorso articolato di mostre si vuole promuovere un’osmosi culturale per una maggiore valorizzazione del costante contributo dell’ arte. - Ogni artista potrà spaziare sul tema ambientale e rappresentare l’aspetto più adatto e vicino alla sua personalità, artistica, sociale, culturale.

The Project Art’Ambiente, a touring show, anticipates a series of exhibitions of the visual arts (including painting, sculpture, installation, photography, video) for about 20 artists. An articulated event which intends to propose many voices on the art scene and include the presence of various experiences and nationalities, in a context that does not intend to promote the spectacular quality of the works but instead represent a moment of exchange of experience in the research in contemporary art at an international level. The preservation of the environment is essential for the quality of life for present and future generations. From this theme of fundamental importance, L’AMBIENTE, the Associazzione Arte Continua intends to commence its activities. The priorities of the EU are to fight against climactic change, safeguard bio-diversity, reduce the impact of pollution on health and optimize the use of natural resources. Rigorous environmental norms stimulate innovation and create business opportunities and ensure that the preservation of the environment and the maintenance of economic well being are not in contradiction. -Through an articulated series of exhibitions the desire is to promote cultural osmosis for a greater appreciation of the constant contribution of art. -Every artist is able to move freely within the theme of environmentalism and represent the aspect most suitable and close to his artistic, social and cultural personality.

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ART ECO`

ANNA CAVALLINI Mondi diversi all'infinito Tecnica mista Mixed media

La mostra sul tema “Patchwork materico: lo spazio e la materia” si è svolta dall’8 al 17 maggio 2009 presso Palazzo Banchi a Genova. L’esposizione, curata dalla dottoressa Valentina Savastano, ha avuto come obiettivo la promozione della salvaguardia dell’ambiente dall’inquinamento grazie al recupero e alla riqualificazione dei materiali non più utilizzati. Questo attraverso il loro impiego per la realizzazione di opere d’arte. Anche nel settore dell’arte è infatti possibile e doveroso promuovere una società ecosostenibile, così da favorire il benessere, una migliore tutela della salute pubblica e un risparmio economico nella produzione (con il riciclo di oggetti usati). Alla mostra hanno partecipato artisti in arrivo a Genova da tutta Italia, sensibili alle tematiche ambientali, che hanno realizzato opere scultoree e pittoriche con materiali riciclati. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con L’Unicef e con l’appoggio della Feee (la Fondazione europea che assegna ogni anno le Bandiere blu) ha avuto anche un altro scopo: il ricavato è stato destinato in beneficenza a favore di un progetto promosso dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia.

The exhibition on the theme “patchwork materico: lo spazio e la materia” took place from the 8 - 17 of March 2009 at the Palazzo Banchi of Genova. The exhibition, curated by Doctor Valentina Savastano, had an important objective: the promotion of the preservation of the environment from pollution thanks to the recuperation and the upgrading of materials no longer in use. This was enabled through the reuse of these materials in the creation of works of art. Even in the art sector it is possible and necessary to promote an eco-sustainable society, to favor well-being, a better preservation of public health and an economic benefit in production (with the recycling of used objects). Artists came to Genova from all over Italy to participate in the exhibition, and had a sensitivity to environmentalist themes. They had realized sculptural works and painting with recycled materials. The initiative, realized in collaboration with Unicef and the support of Feee (the European Foundation that allocates the Blue flag each year) had another motive: the profits were given to charity in favor of a project promoted by the Fund of the United Nations for infancy.

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Artwo www.artwo.it

STEFANO CANTO Tg1

Tavolo, auto, portapacchi, cm 180x125x45, 2006 Table, car, roof rack, 180x125x45 cm, 2006

Un marchio che guarda al riciclo come forma primaria di evoluzione ecologista. Un progetto per portare i temi dell’ambiente dentro le dinamiche creative delle forme funzionali. Un viaggio tra oggetti eticamente rispettosi, figli del riciclo che non disperde ma evolve. Artwo produce oggetti di design ideati da artisti e designer contemporanei che, partendo da utensili d’uso comune, li decontestualizzano e riciclano, dando loro nuova forma e adeguato utilizzo. Ogni oggetto è firmato dall’artista/designer e prodotto in tiratura limitata. Artwo, tra i suoi principali canali di produzione, vede la Casa Circondariale di Rebibbia - Nuovo Complesso di Roma – in un rapporto diretto tra l’artista e i detenuti, affinchè si insegni loro la lavorazione dei materiali e la realizzazione dell’oggetto. Artwo è un’avventura creativa dal profondo valore etico. Il suo ideatore, Luca Modugno, crede al valore decisivo della bellezza artistica nei luoghi in cui la libertà non appartiene al gioco del quotidiano. Artwo si affianca idealmente all’impegno carcerario di Pablo Echaurren, grande artista che ha cercato una via creativa tra i detenuti di Rebibbia. In entrambi i casi si lavora sulle aperture interiori dell’individuo ma anche su approcci pratici verso l’esterno, cercando soluzioni che creino isole economiche per gli stessi detenuti. Gianluca Marziani

A brand which looks at recycling as a primary form of ecological evolution. A project to take the themes of the environment inside the creative dynamics of functional forms. A voyage between objects which are ethically respectful, children of recycling which does not disperse itself but rather evolves. Artwo produce objects of design created by contemporary artists and designers who, departing from commonly used utensils, deconstruct and recycle them, giving them new form and suitable use. Every object is signed by the artist/designer and produced in a limited edition. Artwo, amongst its principal channels of production, works with the Penitentiary of Rebibbia with a direct relationship between the artist and the inmates. The artist teaching them how to work the materials and realize the object. Artwo is a creative adventure of a deep ethical value. Its creator, Luca Modugno, believes in the decisive value of artistic beauty in places in which freedom does not belong to the game of the everyday. Artwo ideally works within the prison with Pablo Echaurren, a great artist that has searched for a creative path between the inmates of Rebbibia. In both cases one works on the interior openings of the individual but also on practical approaches towards the outside, looking for solutions that create economic islands for the inmates. Gianluca Marziani

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eco G-Block www.germanoserafini.com

Germano Serafini Eco G-block

Stampa lito-offset su cartoncino tagliata in 100 parti, cm 98x137, 2009 Offset lithograph on cardboard cut into 100 parts, 98x157 cm, 2009

Progetto artistico che nasce dall'esigenza di comunicare direttamente con il pubblico, rendendolo parte attiva dell'opera. Ogni G-BLOCK è realizzato in 100 copie (cm140x100) stampate su cartoncino, ognuna delle quali è suddivisa in 100 parti per un totale di 10000 pezzi da collezionare. L'interazione con il pubblico avviene con una serie di performance nelle quali l'autore distribuisce gratuitamente un totale di 8000 pezzi (pari a 80 opere intere). Le rimanenti 20 opere intere, pari a 2000 pezzi, vengono reinterpretate dall'artista in differenti forme espressive. Le distribuzioni sono finora avvenute in concomitanza di importanti eventi come la Biennale di Venezia, il Frieze Art Fair di Londra, The Road to Contemporary Art di Roma. In futuro, fino all'esaurimento dei lavori prodotti, le operazioni proseguiranno presso altri luoghi dell'arte. L’incontro tra Serafini e il nostro progetto sarà l’occasione per vedere due inediti scatti fotografici: uno rappresenta l'installazione creata in esclusiva per l’evento, l'altro racconta la possibile azione dell'uomo nella natura. L'installazione è composta da una bara di zinco divisa in 4 settori. Ogni spicchio contiene un diverso elemento: il fumo per l'aria piena di CO2, il fuoco come distruzione, l'acqua e la terra ormai inquinati. ECOART PROJECT ed ECO G-BLOCK si incontrano su una sintonia che riguarda l’approccio e gli obiettivi dell’operazione: linguaggi aperti, intervento massiccio dei new media, viralità comunicativa, integrazione tra contesti differenti. Il lavoro di Serafini diventa una sorta di metacontenitore che accompagnerà le tappe progettuali, una geografia semovente e instabile come la filosofia aperta del nostro concept.

An artistic project born from the need to communicate directly with the public, rendering it an active part of the work. Every G-BLOCK is realized in an edition 100 copies (140x100cm) printed on cardboard, each one divided into 100 parts for a total of 10000 pieces to collect. The interaction with the public happens with a series of performances in which the author freely distributes a total of 8000 pieces (equal to 80 whole works). The remaining 20 whole works, equal to 200 pieces, are reinterpreted by the artist in different expressive forms. The distributions have up to now been carried out in concurrence with important events such as the Biennale of Venice, the Freeze Art Fair of London and the Road to Contemporary Art in Rome. In the future and until the running out of the existing works, the operations will continue at other art events. The meeting between Serafini and our project will be the occasion to see two never before exhibited photographs: one represents the installation created exclusively for the event, the other recounts the possible action of man on nature. The installation is composed of a zinc coffin divided into four sections. Each quarter contains a different element: air full of smoke and CO2, fire for destruction, polluted water and polluted earth. ECOART PROJECT and ECO G-BLOCK meet with a similarity that regards the approach and the objectives of the operation: open languages, a heavy use of new media, viral communication and integration between different contexts. The work of Serafini becomes a type of meta-container that accompanies the project cover, a self-propelled and unstable geography similar to the open philosophy of our concept.

Gianluca Marziani

Gianluca Marziani 120


h2o

giuseppe stampone Acquerelli per non sprecare la vita

Installazione multidimensionale con la partecipazione di 10.000 bambini, 2006-2007 Multidimensional installation with the participation of 10,000 children, 2006-2007

Courtesy Solstizio e ProgettoMondo MLAL

Un progetto dalla complessa polisemia, etico ancor prima che estetico che parte da tematiche ambientali legati alla scottante attualità: una riflessione sull’emergenza idrica e il processo di progressivo inaridimento che attanaglia il pianeta che investe allo stesso tempo una serie di questioni sociali, antropologiche e culturali. Rimette in questione, in ultima analisi, il ruolo impegnato dell’arte e dell’artista in un’epoca di disimpegno generato dal caos mediatico dell’informazione globale. Dal punto di vista estetico, Stampone crea un circolo comunicazionale molto interessante perché la “materia prima” del suo lavoro diventa l’espressione diretta di un problema che estrapolato dal suo contesto, immesso nella rete, per poi fare ritorno al contesto tramite le possibilità elastiche della piattaforma digitale, consente un circolo virtuoso tra rilevazione del dato, sua costruzione simbolica e ritorno al dato. Accanto all’interesse specifico di questo singolo progetto, c’è un’altra dimensione che, in conclusione, va messa in risalto e cioè la potenzialità dell’arte come elemento di mediazione interculturale: ovvero l’evento come esperienza estetica/sensoriale attraverso la quale si avviano processi cognitivi. H2O è un progetto di arte relazionale realizzato in collaborazione con la Piattaforma Solstizio e Progettomondo MLAL.

A project of polysemic complexity, ethical before aesthetic and that departs from environmental themes which are tied to a burning reality: a reflection on the water supply emergency and the progressive desertification that grips the planet and that asks a series of social, anthropological and cultural questions. It puts back in question, in a last analysis, the role engaged by art and the artist in an epoch of disengagement generated by the media chaos of global information. From the aesthetic point of view, Stampone creates a very interesting circle of communication because the “primal material” of his work becomes the direct expression of a problem that extrapolated by its context, put onto the internet to then return to its context through the elastic possibilities of the digital platform and allows a virtuosic circle between the revelation of the given, its symbolic construction and its return to a given. Next to the specific interests of this single project there is another dimension that, in conclusion, is made evident and that is the potential of art as an element of intercultural mediation: the event as an aesthetic/sensorial experience through which cognitive processes can commence. H20 is a project of relational art realized in collaboration with the Platform Solstizio and Progettomondo MLAL. Eugenio Viola

Eugenio Viola

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Premio terna www.premioterna.it

Giulio Delve` Brainstorm

Fotografia, cm 140x108, 2009 Photography, 140x108 cm, 2009

Il Premio Terna è un progetto di ampio respiro che raccoglie apprezzamenti sempre piÚ importanti in Italia e all'estero. Ha fatto dialogare galleristi, collezionisti, direttori di museo, media, istituzioni, curatori e artisti: tutti insieme per dimostrare che l'arte contemporanea ha molto da dire ai privati, al mondo della cultura e al pubblico sui temi dello sviluppo sostenibile, dell'uomo e del suo futuro.

The Terna Prize is a broad-based project electing increasingly wide and important signs of appreciation both in italy and abroad. The Prize fostered dialogue between art dealers, collectors, museum directors, the media, institutions, curators and artists, all of whom came togheter to show that contemporary art has a lot to say to private citizens, the world of culture and the public when it comes to the issues of sustainable develpment, humanity and the future of mankind.

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Profile for EcoArt Project

Eco Art Book One  

Eco Art Contest 2009 Catalogue

Eco Art Book One  

Eco Art Contest 2009 Catalogue

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