Issuu on Google+

Ecoarea srl - via Flaminia, 134/N - 47900 Rimini RN p.iva 03654140403 - info@ecoarea.eu - www.ecoarea.eu

Ecoarea è una testata giornalistica iscritta al nr. 9 del Reg. dei giornali e periodici del Tribunale di Rimini in data 31.03.2010. Direttore responsabile Federico Bertazzo.

ECOAREAMAGAZINE05 ecoarea avvicina il mondo delle imprese all’ambiente

anno 2 - febbraio 2011

www.ecoarea.eu


I

l Decreto sulle rinnovabili appena approvato colpisce il futuro energetico nel nostro Paese, creando difficoltà ad un comparto che con grandi difficoltà iniziava a svilupparsi. Questo nelle stanze della politica italiana, ma in perfetta sincronia con le immagini che dal Giappone lasciano il mondo intero sgomento e con il fiato sospeso per le sorti del combustibile nucleare delle centrali. E se il dramma del popolo giapponese costringe, in queste ore, anche a valutare i rischi che una politica nucleare può comportare, nel nostro Paese gli esperti si affannano ad ipotizzare un futuro roseo per le nostre bollette energetiche che stride con la realtà trasmessa dai media nipponici.

L

’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale al centro dei dibattiti del 3X20 network, dove le piccole amministrazioni cercano di condividere una visione partecipata e condivisa, dalla Svezia a Rimini. Abbiamo chiesto a Davide Frisoni, energy manager del Comune di Rimini, di raccontarci come sta funzionando il progetto. I costi di ristrutturazione edilizia che presta attenzione alla dispersione energetica può portare ad un risparmio in bolletta che può arrivare anche al 75%, i dati sono tedeschi - chissà perchè lo precisiamo - e arrivano dalla Deutsche Energie-Agentur GmbH. Da una parte inseguiamo i consumi, dall’altra cerchiamo di prestarci maggior attenzione. Consumi ridotti, oltre a comportare una riduzione delle spese, allegeriscono l’impatto sull’ambiente.

G

li oggetti che ci circondano, gli utensili, gli strumenti. Proviamo a ridefinire la loro funzione, il loro ruolo e la loro desiderabilità partendo da una riflessione che valorizzi la sostenibilità ambientale. E’ una provocazione raccolta per noi da Federico Alfonso, un architetto italiano che da anni vive in Spagna.

I

l ruolo dell’alimentazione, sempre più al centro dei percorsi verso la sostenibilità ambientale di ECOAREAMAGAZINE. Il nostro Saverio Zeni, una lunga esperienza maturata nella comunicazione web del mercato dei prodotti biologici, al rientro dalla fiera Biofach di Norimberga spiega per quale motivo un comparto produttivo come quello legato all’agricoltura biologica, sempre troppo compiaciuto della propria auto-sufficienza, dovrebbe cominciare a guardare oltre i labili confini entro cui se ne sta rintanato da tempo.

T

ra i prossimi appuntamenti, Ecoarea better living parteciperà a Legno & Edilizia (fiera di Verona 17-20 marzo).

www.ecoarea.eu 2

paura atomica


mi piace il bio che fasistema Il settore del biologico, in Italia, ha vissuto anni di grande crescita ed interesse da parte dei consumatori, purtroppo per ragioni varie, tale crescita non ha portato ai risultati auspicati dai vari operatori di settore. Perdere tempo a scoprire di chi sia la colpa è un gioco che in questo ambiente non ha mai portato nulla di buono e non ha mai risolto il problema principale, che è quello di offrire una visione forte ed inattaccabile ad una richiesta del mercato che è sempre più forte. Personalmente, con Greenplanet.net - la prima e storica testata giornalistica digitale completamente dedicata al biologico - ho seguito l’evoluzione del settore per oltre 15 anni, sono tornato al Biofach dopo due anni di assenza, e ho ritrovato una fiera più che mai effervescente con novità e molta voglia di fare. Ma se nel mercato straniero, l’agricoltura biologica gioca un ruolo di primissimo piano all’interno di una strategia che mette l’Ambiente al primo posto, in Italia il discorso si complica perché non si è mai compiuta questa trasformazione. Se il biologico italiano continua a rimanere rintanato nella sua nicchia dorata non sarà in grado di far fronte ad un mercato che sta continuando a dare segnali inequivocabili. Il consumatore, sempre più attento e consapevole, si sta sempre più affidando a canali di distribuzione alternativi che sono però in grado di soddisfare quella coerenza di valori che va al di là del semplice prodotto certificato. Il biologico può essere una componente importante del processo di trasformazione verso una diffusa economia sostenibile ma a oggi la strada risulta ancora lunga. Ho avuto la fortuna di incontrare Romano Ugolini, un imprenditore con oltre 30 anni di esperienza imprenditoriale tra gli Stati Uniti e la Germania, che mi ha invitato a partecipare ad una nuova sfida capace di mettere al centro un’etica ambientale. Questa scommessa si chiama Ecoarea better living, un progetto molto articolato - un contenitore di pensiero, un divulgatore di cultura sostenibile - ma, soprattutto, un modello di sviluppo imprenditoriale capace di esprimere con coerenza quell’etica ambientale che sempre più consumatori stanno cercando. Con Ecoarea Sustainability Program (E.S.P.), il manuale di best practice, si rendono maggiormente efficienti i consumi di un’azienda, si riducono gli sprechi e, allo stesso tempo, si offre alle aziende l’opportunità di uno sviluppo rispettoso dell’ambiente. E nel modello di programma dedicato al mondo dell’ospitalità (alberghi, strutture recettive e comunitarie), acquista un valore importantissimo la qualità (e la sostenibilità ambientale) delle forniture scelte. Prodotti alimentari e detergenti in testa.

GERMANIA Energia e ristrutturazione, un vantaggio per tutti Ristrutturazione d’immobili, con lo scopo di aumentarne l’efficienza energetica. Chi paga? Siccome le spese per rimettere a nuovo un vecchio stabile - con interventi a favore di una maggior efficienza energetica – sono troppe alte, l’Associazione dei proprietari immobiliari tedeschi ritiene che non dovrebbero essere solo un onere loro. Sotto il profilo energetico, la Deutsche EnergieAgentur GmbH o Dena (l’agenzia tedesca per l’energia) aveva dimostrato attraverso 350 esempi pratici che le ristrutturazioni altamente efficienti, effettuate su edifici in condizione di necessità, non devono necessariamente comportare un aumento dell’affitto. Il dato espresso dalla Dena è che all’interno delle strutture risanate si può ridurre il fabbisogno energetico fino al 75%. Lo studio della Dena fissa a 80 euro/m², quello che potrebbe essere definito un coefficiente di corretta ristrutturazione anche ai fini di una razionalizzazione dei consumi energetici, a fronte di un intervento comunque necessario. Secondo il presidente della Deutsche EnergieAgentur GmbH, Stephan Kohler, i risanamenti energetici rappresentano sempre un vantaggio economico e lo studio offre una base ottimale per questa discussione.

a cura di Klaus Weissbach k.weissbach@ecoarea.eu

Saverio Zeni

s.zeni@ecoarea.eu

33


ENERGIA si Su tutto, gli incentivi bloccati al 31 maggio 2011 hanno spinto le associazioni del settore a lanciare l’allarme sui rischi per l’occupazione e gli investimenti fatti. Il Governo prende tempo e la stessa Unindustria non è univoca. Berlusconi: “Misure in linea con l’Europa” Centoventi mila posti di lavoro a rischio all’interno della filiera del fotovoltaico, 10mila persone in cassa integrazione da subito, 40 miliardi di euro di investimenti programmati nei prossimi mesi, che ballano. Questo il grido d’allarme che le associazioni di settore delle energie rinnovabili (Anev, Aper, Asso Energie future, Assosolare, Gifi e Ises) hanno lanciato all’indomani dell’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del Decreto sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili (recante attuazione della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009), che ha bloccato al 31 maggio prossimo gli incentivi attualmente previsti. Le stesse associazioni che lo scorso 10 marzo hanno indetto una manifestazione, ‘Sos rinnovabili’, per chiedere al Governo “la riapertura di un confronto per arrivare a una decisione equilibrata, capace di dare certezza al mercato, sostenere e promuovere i benefici economici e ambientali che il settore delle energie rinnovabili possono creare”, in4 un quadro economico già fortemente impoverito. Il sistema bancario, hanno riferito le associazioni, ha già annunciato la “sospensione dei finanziamenti previsti e molte aziende si ritrovano improvvisamente con i loro investimenti a rischio”. All’appello ha risposto personalmente il Presidente delConsiglio,SilvioBerlusconi, ribadendo la ratio alla base del Decreto, ovvero stoppare le speculazioni e al contempo

4

sg o n fia n o le r i n n ova b i li

favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili, in linea con il progresso tecnologico ma adeguando gli incentivi a quelli dei Paesi europei. Sta di fatto che, oltre alle conseguenze pratiche del provvedimento, a essere contestato dalla cordata ambientalista è il metodo utilizzato dal Governo che, in corsa, ha cambiato per così dire le regole del gioco, attribuendo al Decreto un effetto retroattivo che “va a bloccare non solo i progetti futuri, ma anche quelli già avviati e finanziati”. Un rilievo che vizierebbe il decreto di incostituzionalità tanto che il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha accompagnato la propria firma con l’auspicio di un ritocco che potrà venire dai decreti attuativi. Il testo normativo recita che gli incentivi previsti dal Conto Energia 2011 “si applicano alla produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici per i quali l’allacciamento alla rete elettrica abbia luogo entro il 31 maggio” prossimo, mentre da giugno partirà un nuovo regime che andrà nella direzione di una graduale diminuzione dei sussidi, in base a un successivo decreto da emanarsi entro il 30 aprile e per il futuro ad altri decreti periodici di adeguamento. Una flessibilità, per il ministro dello Sviluppo economico e firmatario del Decreto, Paolo Romani, che “contrasta le speculazioni finanziarie che gravano inutilmente sulle bollette degli italiani”. Un onere segnalato in particolare dai grandi produttori industriali, per i quali il contributo al raggiungimento degli obiettivi nazionali deve essere ripartito equamente, oltre che economicamente sostenibile. Decisamente ininfluente, al contrario, è il carico sulle famiglie, come raccontato da un recente studio di Asso Energie Future e Grid Parity Project, secondo cui nel 2010 il fotovoltaico è costato meno di un caffè (60 centesimi) a nucleo (2 euro per tutte le rinnovabili), all’interno di un settore che conta oltre mille aziende e

più di 15mila occupati e dove il segmento di tipo industriale (più di 600 Kw) rappresenta la fetta più piccola (28%). Con il nuovo Decreto, però, il rischio paralisi resta reale, come ha denunciato il GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane), costola “verde” di Confindustria, addirittura minacciando di uscire dall’associazione di Viale dell’Astronomia perché in contrasto con i vertici, secondo cui “il Ministro ha adottato il giusto approccio per razionalizzare il sistema di incentivazione, garantendo sia il contenimento dei costi al 2020 sia la certezza del quadro normativo, indispensabile per programmare gli investimenti”. Tra l’altro, la divergenza dalla dirigenza nazionale è emersa anche a livello territoriale: a Bologna, ad esempio, si è parlato di “emergenza economica”. Tra i punti critici, il Presidente del GIFI Valerio Natalizia ha evidenziato con forza “il blocco immediato degli ordinativi delle aziende (stimabili in oltre 8 miliardi di euro), il blocco dei contratti in corso (per un valore di circa 20 miliardi di euro) già sospesi e per i quali le aziende dovranno procedere comunque al pagamento dei fornitori, senza ottenere il finanziamento previsto dagli istituti di credito che hanno tempestivamente annullato le delibere di finanziamento, ed infine il fermo degli investitori sia nazionali che internazionali, che ora attendono la pubblicazione del nuovo sistema incentivante”. Le aziende di ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrice ed Elettrotecniche) e di GIFI chiedono, perciò, di posticipare al 31 dicembre 2011 la data fissata al 31 maggio per l’allacciamento degli impianti alla rete elettrica e per la definizione del nuovo sistema di incentivazione e la rimozione della quota massima annuale incentivabile. Un ulteriore considerazione: fatti due conti, secondo quanto stimato dal

GSE, si può vedere come per effetto della legge “Salva Alcoa” - che ha consentito di accedere agli incentivi del Conto Energia 2010 (più vantaggiosi rispetto a quelli di quest’anno) anche a coloro che hanno costruito gli impianti fotovoltaici entro la fine dell’anno scorso, anche se non allacciati alla rete – gli impianti che godono degli aiuti sono oltre 171mila (più di 50mila quelli ultimati solo nel 2010), per una potenza complessiva che sfiora i 3.800 Mw. Numeri che determinano un monte incentivi enorme, in un mercato comunque drogato dalla presenza di domande fasulle, come dimostrano i primi accertamenti a campione eseguiti. Ancora più a monte, il tema tocca le scelte politiche a lungo termine che il Governo intende perseguire, sposando la via prevalentemente nuclearista a scapito di quella delle energie rinnovabili. Senza dover usare il pallottoliere, le preoccupazioni sollevate dalle associazioni del settore, che hanno investito milioni contando su incentivi prima deliberati e poi congelati, si appoggiano su pericoli reali. Tanto più che si parla di uno dei rami della green economy più in espansione, dopo tre anni di freno tirato in quasi tutto l’orizzonte economico nazionale. Quale delle due strade s’intenda percorrere è opzione politica, ma gli elementi di opportunità che fanno propendere per l’una o l’altra – avendo come riferimento l’interesse della comunità e la sua sicurezza, in una visione planetaria del futuro energetico - se non si vuole accreditare il già radicato sospetto della (pre)potenza lobbistica legata all’atomo, non hanno o non dovrebbero avere colore. Costi, tempi, benefici e rischi – e quanto sta accadendo in Giappone in questi giorni, dopo il terremoto di venerdì 11 marzo - sono i paletti di cui tenere conto e, allo stato attuale, sono tutti contro la scelta nucleare.

gregory picco


al principio del design P

arliamo del marmo. Marmo di Carrara. Il marmo é un materiale naturale, il suo nome viene dal greco e vuol dire “pietra splendente”. Si estrae dalle cave, tra le piú conosciute in Italia ci sono le cave di marmo di Carrara. É un marmo bianco e luminoso, la sua superficie permette alla luce di penetrare in profonditá prima di essere riflessa ed é questa sua qualitá che lo rende pregiato e adeguato per la scultura. Risfogliando una rivista di alcuni anni fa ho incontrato delle immagini di una collezione di mobili in marmo di Carrara, disegnati dal superstar designer Marc Newson appositamente per una galleria di arte, la Gagosian Gallery, di New York - ma è anche a Londra, a Parigi, a Roma e in Svizzera, come no. Una collezione intera di mobili, con una libreria, una seduta e un tavolo - pezzi davvero sorprendenti, e belli. Ho letto anche che l’acquisto di questi mobili é qualcosa di veramente esclusivo, ci vogliono tantissimi dollari, e solo un museo, una banca o un politico potrebbero comprarli. Io, per esempio, non posso. E allora poco a poco si é come insinuata una idea, si é fatta strada una sensazione, non bella, ma scomoda. E anche sono affiorati alla memoria i ricordi degli studi fatti, nei quali oltre alle discipline piú squisitamente estetiche c’erano anche quelle filosofiche che si suppone instillano il seme dell’ etica. Lavorare con etica, vivere con etica. Al principio del design, e non stiamo andando poi cosí tanto indietro nel tempo, diciamo nei primi anni del dopoguerra, il design si proponeva di trasmettere attraverso il disegno dei mobili e degli oggetti il concetto di democrazia: si proponeva un valore pedagogico, Ma parliamo di questi mobili in marmo del nostro Marc Newson. Il marmo, come dicevamo, é un materiale naturale, si estrae dalle montagne, é ecologico nel senso che non si crea artificialmente e per distruggerlo non inquina. Mah? Non credo in tutto ció. Siete mai stati a vedere le cave di marmo di Carrara? Io si, da ragazzo. E da ragazzo mi ero lasciato affascinare ma poi, crescendo, la vista si fa piú sicura e quello che da ragazzo mi sembrava un paesaggio dai tratti felliniani, sorprendente e surreale, adesso mi appare in tutta la sua evidenza come una grande ferita inferta ad una montagna inerte e indifesa. É ecologico? In termini puramente descrittivi si, ma se indaghiamo il senso di queste operazioni di pura speculazione la bocca si riempie di un sapore amaro. É utile fare un paragone per capire il senso di tutto ció. Nel 1962 Achille Castiglioni realizza una lampada per Flos, la lampada Arco, tutti la conoscono: una base parallelepipeda di marmo bianco con un foro laterale rotondo, uno stelo metallico arcuato e un finale con una cupola a forma di calotta, sempre di metallo. La base con un peso di approssimativamente una sessantina di chili, era pensata per “ancorare” la lampada al suolo considerando la lunghezza dell’arco, il buco laterale serviva per introdurci un palo di legno e permetterne il movimento e il trasporto. Il materiale nobile ed elegante, era perfetto per la nuova borghesia italiana degli anni sessanta, milanese, colta. Un materiale, una necessitá, una funzione, un valore sociale, molteplici aspetti concorrono alla definizione di questo progetto. E Newson cosa fa? Prende un blocco di marmo e come se fosse Michelangelo, scolpisce una libreria. Scolpisce una libreria! Trasforma un oggetto di uso quotidiano, un oggetto che tutti usano ogni giorno come un tavolo o una sedia in una opera d’arte da migliaia di dollari. Cosa sta facendo? Qual é il messaggio che ci sta dando? Non usa il materiale per le sue qualitá intrinseche, lo usa per il suo aspetto. Sottolinea una volta di piú il valore fondamentalmente sbagliato ed effimero che governa la nostra societá attuale. Quello che conta é la creazione di uno status antidemocratico delle apparenze, pertanto non importa che quella seduta non si possa muovere dal suo posto, meglio cosí: non la ruberanno. Capite, non c’é valore in questa opera di design -la chiamano arte cosí possono schivare le critiche negative- e soprattutto non c’é etica. Forse Castiglioni negli anni sessanta non era al corrente delle problematiche di oggigiorno, forse non poteva immaginare che il cosumo alla fine e poco a poco sarebbe stato demonizzato, pero sí costruiva con criterio. L’operazione che fa Newson é al servizio del lusso, dell’ inutile. Le Alpi Apuane piangono, e le amministrazioni organizzano eventi per riabilitare e far rivivere questi luoghi con danza, luce e musica, ma purtoppo le alpi continuano a piangere perché possono vedere in lontananza e quello che vedono sono imprese del settore che vogliono assieme ai mille designer dello starsystem affettare ancora un po di questo prosciuttino chiamato marmo. federico alfonso

5


3x20 network

amministrazioni in rete, per l’efficienza energetica

Abbiamo incontrato l’ing.Davide Frisoni, energy manager responsabile tecnico dello Sportello Energia del Comune di Rimini, a cui abbiamo chiesto di spiegarci il progetto 3x20 network sulle strategie condivise per la riduzione delle emissioni di gas serra. Nell’intervista, inoltre, si parla di sostenibilità ambientale e politiche energetiche. Rinnovabili. - Davide Frisoni, l’amministrazione comunale di Rimini, assieme ad altre realtà italiane, aderisce al 3x20 Network. In cosa  consiste questo progetto? Il progetto nasce all’interno di una rete di città e territori emiliano-romagnoli e svedesi denominato SERN (Sweden and Emilia Romagna Network) operante da alcuni anni fra i due Paesi. Nell’ambito del programma di finanziamenti europeo “L’Europa per i cittadini”, abbiamo sviluppato questo progetto per cercare di effettuare un proficuo scambio di esperienze nell’ambito della sostenibilità energetica, lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili e l’efficienza energetica al fine di raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni del 20% rispetto a quanto si emetteva nel corso del 2007. Al progetto partecipano i partner italo-svedesi di Rimini, Reggio Emilia, Scandiano, Norkoping, Linkoping e Motala ed altre realtà loro “gemelle” come la provincia tedesca del Kreis-Offenbach e la città polacca di Bydgozscz - Quali idee e quali strategie hanno evidenziato gli incontri del  3x20network ed hanno colpito la sua attenzione? La cosa che finora mi ha veramente impressionato è la capacità di alcune realtà di fare “sistema” ovvero di cercare attraverso lo scambio di idee ed esigenze reciproche fra soggetti istituzionali, privati ed università di trovare soluzioni comuni, efficienti e che sviluppano l’economia locale come ad esempio lo sviluppo di reti di teleriscaldamento integrate con le biomasse o il ciclo dei rifiuti o impianti per la produzione di biogas. - In che modo le singole amministrazioni possono contribuire, e in  particolar modo Rimini, a sviluppare politiche più sostenibili e  agevolare i comportamenti dei singoli cittadini? Il ruolo di esempio delle P.A. è fondamentale: la nuova normativa regionale sull’energia del 2008 ed il nuovo piano energetico regionale sono di profondo stimolo per le PA e le aziende con decine di milioni di euro di contributo allo sviluppo di impianti per la produzione di energia efficiente e da rinnovabili e sul risparmio energetico. Lo sviluppo di progetti nelle scuole primarie sulla sostenibilità energetica e l’acqua che ormai vengono sviluppati nel comune di Rimini da ormai 5 anni costituiranno il miglior investimento per il futuro della nostra città, insieme ai programmi di sviluppo ed efficientamento energetici che metteremo in campo entro i prossimi due anni nonostante i tagli e vincoli a cui siamo stati sottoposti da parte del Governo nell’ultimo anno! Per agevolare i cittadini abbiamo introdotto ancora prima del governo nazionale, incentivi per il solare termico e procedure semplificate per l’installazione dei pannelli fotovoltaici e l’isolamento degli edifici. - La riduzione delle emissioni di gas serra rappresenta uno dei temi  più controversi in occasione dei summit internazionali e i governi  evitano puntualmente di impegnarsi in prima persona. Come conciliare  uno sviluppo produttivo efficiente con una maggior attenzione alla sosteni-

6 66


bilità delle politiche energetiche? Con la sottoscrizione del patto dei sindaci il Comune di Rimini e centinaia e oltre 2.000 altre città europee si sono impegnate pubblicamente sulla riduzione delle emissioni mettendoci la faccia. Noi da cinque anni appendiamo nelle nostre scuole elementari e medie i poster relativi alla loro etichettatura energetica secondo la campagna europea DISPLAY ormai uno standard nella comunicazione dei consumi energetici ed idrici degli edifici pubblici. Per le aziende e gli EELL l’energy management può essere una soluzione verso l’efficienza ed il reperimento di nuove risorse finanziarie per il futuro: un esempio ci è fornito dalla nostra azienda USL che investendo sul suo energy manager sta ottenendo risultati di grandi rilievo energetico ed anche economico. Fra le cose a cui sto lavorando per cercare di raggiungere gli obiettivi sinergici che dicevo poc’anzi c’e’ l’istituzione di un tavolo degli energy manager locali per la condivisione dei progetti stategici delle singole amministrazioni.

www.3x20net.eu

- Politiche energetiche in Italia. Qual è la sua opinione sul nucleare? Mi verrebbe da dire: “stendiamo un velo pietoso!”. Proprio poche ore fa è stato pubblicato informalmente il DLGS approvato dal Governo ed appena firmato dal presidente Napolitano sul riordino del settore energetico: insieme al alcune cose buone ci sono colpi durissimi al sistema nazionale di produzione di energia da fonti rinnovabili congelando l’obiettivo nazionale al 17% complessivo senza la possibilità di fare di più, come invece molti Paesi europei si stanno proponendo di fare (il nord europa si è già posto l’obiettivo del 50%). Il proliferare di nuove leggi e decreti ad un ritmo forsennato che cambiano le carte in tavola di continuo, lasciano sconcertati e danno l’impressione di un Governo che naviga a vista con il solo obiettivo di rispettare gli impegni presi con la lobby nucleare. A proposito di nucleare vorrei precisare che ai tempi del referendum che ne sancì la sua fine in Italia, all’epoca lo ritenni un grave errore in quanto ormai le centrali le avevamo e dismetterle ci è costato un’esagerazione che stiamo pagando ancor oggi con oltre 300 milioni all’anno di addizionale in bolletta: sarebbe stato meglio utilizzarle fino alla loro fine naturale e poi smetterla definitivamente (come ha fatto e sta facendo la Germania). Lo sviluppo eccezionale delle rinnovabili probabilmente stava spaventando la lobby nucleare dato che nell’ultimo anno è stata prodotta tanta energia dalle rinnovabili quanto quella prodotta da una delle nuove centrali previste. Chi favoleggia che il nucleare ci dara’ energia a basso costo mente sapendo di mentire in quanto non tiene conto dei costi del decommissioning e del fatto che il ritiro a prezzo imposto dell’energia comporterà l’introduzione da parte del gestore del sistema elettrico di addizionali come per le rinnovabili. - Le imprese possono agevolare gli sforzi che le amministrazioni  locali fanno in ambito energetico ed ambientale. Come stimolare la  loro adesione ad un progetto condiviso? Partecipando ad esempio a progetti come “ERRE come .. Report” una sorta di pagine gialle della sostenibilità che abbiamo presentato alcuni giorni fa o a progetti europei come ENGAGE in cui le aziende come la PA ed i cittadini ci metteranno la faccia impegnandosi a ridurre le proprie emissioni. Possono trasmettere le loro buone pratiche e progetti realizzati ai ns uffici e noi ne assicureremo la pubblicazione facendoci promotori delle azioni rilevanti presso il mondo delle associazioni di categoria ed industriali. Le aziende interessate a partecipare troveranno i riferimenti su www.riminiambiente.it

le 4 E di ECOAREA

ETICA, ECOLOGIA, ECONOMIA, EFFICIENZA 7 7


l’impulsoECOsostenibile:leaziendechehannosceltoecoareae.s.p. Una sana alimentazione, un approccio naturale alla salute e il rispetto degli altri esseri viventi e dell’ambiente sono peculiarità di una visione olistica del benessere e della salute dell’uomo. E’ questa Area bio, l’azienda di Rimini che produce pane e derivati, pasticceria e basi per gelato biologico. Prodotti sani, gustosi, rispettosi dell’ambiente che utilizzano esclusivamente alimenti provenienti da agricoltura biologica certificata. Nato per far fronte alle esigenze del Bios Cafè franchising (il primo bar, ristorante, pasticceria e gelateria biologico in italia), il laboratorio di AreaBio oggi si trova a Castiglione di Cervia a pochi chilometri dal Parco delle Saline (che ci fornisce il sale per le nostre produzioni) e sforna un’ampia gamma di prodotti dedicati soprattutto a bar, ristoranti, alberghi, mense. Il pane è lavorato a mano ed è lievitato naturalmente, secondo il metodo tradizionale, con l’utilizzo di pasta madre (rinnovata giornalmente). I prodotti Areabio sono venduti sia con marchio Areabio, sia personalizzati per i clienti, tra i quali, Coop Adriatica e Ikea, GrandeBio, Dispensa Alimentare, Columbro, Caffè Pascucci, Dulca. L’azienda distribuisce in esclusiva LIFE FOOD, una linea realizzata con ingredienti biologici di alta qualità crudi per preservarne le qualità organolettiche.

LO SVILUPPO ECONOMICO VIRTUOSO AT T EN TO ALLE P E R S ONE

E AL MONDO CHE E’ INTO www.ecoarea.eu

www.areabio.com

Ecoarea Sustainability

Program

le buone pratiche della green economy

LA RETE: CONTATTI: Ecoarea Srl - P.IVA: 03654140403 SEDE LEGALE Via Soleri Brancaleoni, 6 47900 Rimini (RN) SEDE OPERATIVA Via Flaminia 134/N 47900 Rimini (RN) - Italia Tel +39 0541 718230 Fax +39 0541 635056 email: info@ecoarea.eu www.ecoarea.eu

ECOAREA ESPAÑA Calle Mesones 23 E-18001 Granada Spain Tel +34 902 18 11 22 Fax +34 902 18 11 22 email: spain@ecoarea.eu ECOAREA DEUTSCHLAND Industriestrasse 18-22 Industriegebiet Greste D-33818 Leopoldshöhe Germany Tel +49 5202 990210 mob +49 151 14756210 email: germany@ecoarea.eu

www.ecoarea.eu 8

ECOAREA FRANCE 7, Rue De La Plaine F-57020 Paris France Tel +33 679 966 654 email: france@ecoarea.eu


Ecoarea Magazine 05