Diners Club Magazine n.2-2020

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ANNO X N°2, 2020

MAGAZINE

Il Capitale Blu Salviamo gli oceani con il WWF Chi ha paura dell'innovazione? Riflessioni sul futuro post-Covid

Meraviglie d’Italia (Ri)scopriamo il nostro Paese 1




Cari Soci, Dopo mesi complessi segnati dall’emergenza sanitaria, ripartiamo con tante importanti novità e iniziative e con un magazine rinnovato, nei contenuti e nella veste grafica. Sono orgoglioso di presentarvi la nuova partnership tra Diners Club Italia e WWF Italia: abbiamo deciso di affiancarci a una delle organizzazioni internazionali più prestigiose e maggiormente impegnate nella tutela della biodiversità e dello sviluppo sostenibile per poter appoggiare, con adesioni, donazioni e raccolte fondi, progetti e azioni di sensibilizzazione sui temi della tutela degli ecosistemi, della flora e della fauna in via di estinzione. I Soci di Diners Club Italia potranno associarsi a WWF e tramite le proprie carte di credito appoggiare le iniziative nate sotto il marchio del Panda. Obiettivo è far crescere la comunità di GenerAzioneMare, promuovere stili di vita sempre più plastic free e proposte di difesa di specie e habitat marini. Mai come oggi, è importante contribuire alla promozione del nostro splendido Paese, che vanta 55 beni Unesco, un record mondiale di cui spesso ci dimentichiamo: per questo, su ogni uscita del magazine vi accompagniamo in un viaggio attraverso le regioni italiane, alla scoperta delle sue meraviglie. E inoltre, se avete in programma una vacanza, grazie ai prestigiosi partners di Diners Club, dal noleggio auto alla prenotazione di biglietti aerei e di alloggi, potrete ottenere un cashback, accreditato direttamente sulla vostra carta. Tra le novità dedicate a voi Soci, la nuova app My Diners, disponibile sugli store Apple e Google, che permette di avere tutte le informazioni della Carta e accedere a numerosi servizi direttamente dallo smartphone. Infine, vorrei ringraziare tutti i Soci che, offrendo il loro contributo, hanno partecipato alla raccolta fondi a favore di Croce Rossa Milano, in prima linea durante l’emergenza Covid -19. Ripartiamo insieme, con coraggio, ottimismo e responsabilità. Giglio del Borgo CEO

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A HISTORY OF Find out more about this story on

ELEGANCE. Via Bagutta, 14/16 - Milano


SOMMARIO 9

COVER STORY

Il Capitale Blu Salviamo gli oceani con il WWF

ANNO X - NUMERO 2 BIMESTRALE Direttore responsabile Ilaria Maggi Art Director Eglė Vitkutė Coordinamento Editoriale

Eccetera Studio www.eccetera.studio eccetera@eccetera.studio

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Hanno collaborato Adele Avanzini, Simona Baronti, Luisa Ferrero, Gaia Passi, Clara Scotti, Margherita Tizzi, Laura Rossi (Diners Club Italia), Martina Pustorino (Diners Club Italia)

INTERVISTA

Chi ha paura dell’innovazione? Incontro con Massimo Temporelli

Edito da

Raimondo Santucci Viale Bligny, 44 - 20136 Milano www.chimeraeditore.com Concessionaria esclusiva per la pubblicità

WORLDWIDE EXCELLENCE of Media Place Srl Via della Moscova, 6/8 - 20121 Milano Tel +39 02 29060342 Via Antonio Bertoloni, 26 - 00197 Roma Tel. +39 06 95583350 info@worldwideexcellence.com Rivista ufficiale di Diners Club Italia Via Lepetit 8 - 20124 Milano Tel. +39 02 321621 - Fax +39 02 32162321 Stampa Nava Press Srl Via Ernesto Breda 98 - 20126 Milano Diners Club è una testata registrata al Tribunale di Milano Autorizzazione n. 457 del 14/09/2011

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DIGITAL ECONOMY

L’e-commerce sfida il futuro

26 Il mondo a domicilio Intervista a Elisa Pagliarani, general manager Glovo Italia


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SOMMARIO

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MERAVIGLIE D’ITALIA

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DESIGN

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FOOD

Viaggio alla (ri)scoperta del nostro Paese, regione per regione

La giusta distanza I creativi riscrivono le regole della socialità

Il Taste Dining Festival porta la cucina gourmet direttamente a casa

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TRAVEL

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#LACULTURANONSIFERMA

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DCLUB

Un'estate italiana, in affitto - La villeggiatura torna di moda

L’agenda dei musei, tra mostre virtuali e progetti digitali

Tutti i vantaggi per i Soci Diners Club Italia

CLUB

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COVER STORY

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Foto di Brian J. Skerry. National Geographic Stock WWF


IL CAPITALE BLU Se gli oceani fossero un Paese, questo avrebbe la settima economia più grande del mondo, per un valore complessivo di 24.000 miliardi di dollari. Ecco perché parliamo di “Capitale Blu”: una risorsa fondamentale - dal punto di vista ambientale ed economico - per la sopravvivenza del pianeta e dell’umanità. Per promuovere la difesa dei mari e contribuire alla loro salvaguardia, Diners Club Italia ha avviato un’importante partnership con WWF: il primo passo è la promozione della Campagna GenerAzioneMare, appena partita, in difesa del Capitale Blu, essenziale per la sopravvivenza di habitat e specie marine. Il direttore di WWF Italia, Gaetano Benedetto, ci spiega quali sono le sfide più importanti per il futuro, e cosa può fare ognuno di noi per proteggere gli ecosistemi marini. E stringere così «un vero e proprio patto con la natura». di Gaia Passi

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COVER STORY

I dati del WWF dimostrano che il Capitale Blu ha uno straordinario potenziale economico, oltre che ambientale: già questo dato dovrebbe garantire la sua salvaguardia e invece non è cosi, per quale motivo? Il WWF ha stimato che l'economia legata al solo Mediterraneo può generare un valore annuo di circa 400 miliardi di euro, l'equivalente di oltre la metà del Fondo per la Ripresa proposto dall'UE. Ma questa “economia blu” può mettersi in moto solo se un'efficace protezione del mare e uno sviluppo economico sostenibile diventano la norma. Oggi, al contrario, non si è capaci di guardare al futuro e si sfruttano le risorse come fossero inesauribili. Ma non lo sono. Quali sono i dati più preoccupanti sul Capitale Blu? Al momento appena l’1,27% del Mediterraneo è effettivamente protetto, mentre i maggiori scienziati del mondo concordano sul fatto che almeno il 30% del mare dovrebbe essere tutelato. Le aree marine protette gestite in modo efficace sono fondamentali per ricostruire gli stock ittici, sostenere attività di pesca e turismo sostenibili e mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Anni di pesca eccessiva hanno reso il Mediterraneo il mare più sfruttato al mondo e le praterie di posidonia, veri e propri polmoni blu, sono andate perse per l’80%.

marini, essere a fianco della piccola pesca, promuovere un consumo sostenibile di pesce e combattere l’inquinamento, in particolare quello da plastica. È grazie al WWF se si è arrivati al bando europeo delle reti spadare, che mietevano vittime tra balene e capodogli, e alla salvezza del tonno rosso, che a causa della pesca industriale stava rischiando una vera e propria estinzione commerciale. La conservazione dei mari e degli Oceani è tra i 17 obiettivi dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, siglata dai 193 paesi membri dell’Onu: secondo lei, i Paesi si stanno concretamente attivando? Nonostante l'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n.14 per la protezione degli oceani sia stato identificato come uno degli obiettivi più fortemente legati al successo degli altri, al 2020 la sua implementazione è stata lenta e il raggiungimento dei suoi 12 target è ancora lontano. Entro il 2020 si sarebbe dovuto proteggere efficacemente il 10%

In questi anni di impegno, quali sono i traguardi che avete raggiunto? Con l’iniziativa GenerAzioneMare siamo riusciti a unire volontari, ricercatori, pescatori, imprese per difendere specie e habitat 10

Foto di Michel Gunther WWF

Foto di WWF Italia


degli oceani: purtroppo ad oggi in Europa è protetto solo il 12% dello spazio marino, di cui l’85% non è soggetto a protezione efficace in quanto mancano piani di gestione; nel Mediterraneo solo l’1,27% è protetto in modo efficace e in Italia solo l’1,67%. Entro il 2020, inoltre, si sarebbe dovuta eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), e raggiungere lo sfruttamento sostenibile degli stock ittici: anche questo obiettivo non è stato raggiunto (la pesca INN rappresenta ancora il 15% delle catture globali).

Foto di Michel Gunther WWF

Quali sono le azioni da intraprendere? Data l'emergenza planetaria della perdita di natura e la crisi climatica in atto, è fondamentale che tutti i membri delle Nazioni Unite intensifichino i loro sforzi per sviluppare un quadro per la biodiversità globale per il periodo 2021-2030. Il WWF e la comunità scientifica internazionale chiedono la protezione efficace del 30% degli oceani entro il 2030. L’Europa ha sviluppato una nuova strategia per la biodiversità al 2030 che include questo obiettivo, supportato anche da Italia, Francia e Spagna, nonché tolleranza zero per la pesca illegale, e mette enfasi sull’importanza di gestire

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TRAVELSTORY COVER

«È giunto il momento di rivedere i nostri modelli di produzione e consumo, è giunto il momento di dare il giusto valore al nostro capitale naturale, che ci fornisce servizi ecosistemici vitali per la nostra stessa sopravvivenza».

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Foto di WWF Italia


lo spazio marino tenendo in considerazione i limiti dell’ecosistema. Per essere efficaci, tuttavia, queste azioni dovranno essere monitorate in modo trasparente e periodico, e dovranno essere integrate in tutti i programmi legislativi nazionali e regionali, per salvaguardare floridi ecosistemi marini, prospere comunità costiere e contribuire alla sicurezza alimentare globale. Questo è tanto più fondamentale nel Mediterraneo, soggetto a una corsa all’oro blu, per il quale il WWF ha proposto un Piano di Recupero Blu che verte su economia blu sostenibile e migliori condizioni di vita in armonia con gli ecosistemi marini.

Foto di WWF Italia

Mai come oggi è evidente lo stretto legame tra la salute dell’ambiente e quella dell’uomo. WWF ha promosso anche uno studio in questo senso legato all’emergenze Covid-19, cosa è emerso? Molte delle cosiddette malattie emergenti - come Ebola, AIDS, SARS, influenza aviaria, influenza suina e oggi il nuovo Coronavirus - non sono eventi catastrofici casuali, ma la conseguenza del nostro impatto sugli ecosistemi naturali. L’uomo con le proprie attività ha alterato in maniera significativa i tre quarti delle terre emerse e i due terzi degli oceani, modificando a tal punto

il pianeta da determinare la nascita di una nuova epoca denominata “Antropocene”. È giunto il momento di rivedere i nostri modelli di produzione e consumo, è giunto il momento di dare il giusto valore al nostro capitale naturale, che ci fornisce servizi ecosistemici vitali per la nostra stessa sopravvivenza. Un vero e proprio patto con la natura. L’utilizzo massiccio di mascherine e guanti di questi ultimi mesi si sta rivelando un problema per i nostri mari? Secondo una stima del Politecnico di Torino, per la sola Fase 2 sono necessari un miliardo di mascherine e mezzo miliardo di guanti al mese. Se anche solo l’1% delle mascherine venisse smaltito non correttamente e magari disperso in natura, questo si tradurrebbe in ben 10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente. Considerando che il peso di ogni mascherina è di circa 4 grammi questo comporterebbe la dispersione di oltre 40 mila chilogrammi di rifiuti in natura: uno scenario pericoloso che va disinnescato. Come correre ai ripari? Con la responsabilizzazione di tutti noi cittadini ma anche delle istituzioni, che devono dettare linee guida e indicare soluzioni corrette. È necessario evitare che questi dispositivi, una volta diventati rifiuti, abbiano un impatto devastante sui nostri ambienti naturali e soprattutto sui nostri mari.

Foto di WWF Italia

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COVER STORY

Quali azioni individuali devono essere promosse per aumentare la consapevolezza del singolo rispetto alla salvaguardia dell’habitat marino? Nel Mar Mediterraneo ogni anno finiscono 570mila tonnellate di plastica: è come se 33.800 bottigliette venissero gettate in mare ogni minuto. Già solo un coinvolgimento della popolazione per evitare l’uso di plastica usa e getta sarebbe un passo importantissimo per la salvezza del Mediterraneo e dei suoi abitanti, umani compresi. A giugno avete siglato una partnership con Diners Club Italia. Quali sono gli obiettivi condivisi? L’impegno per lasciare in eredità alle nuove generazioni un pianeta migliore. La crisi di questi mesi ha messo ancor più in evidenza lo strettissimo binomio tra la salute dell’ambiente e quella dell’uomo. L’impegno di tutti, anche attraverso piccoli gesti, è fondamentale e il sostegno che Diners potrà dare ai nostri progetti e alla divulgazione verso la sostenibilità contribuiranno a far crescere una comunità sempre più consapevole dei limiti e delle risorse del nostro pianeta.

i rifiuti. Un numero crescente di ricerche riporta l'accumulo delle sostanze tossiche nei tessuti degli organismi marini. Tutti i fondali marini del mondo sono pieni di rifiuti di grandi dimensioni come sedie, piatti, oggetti di uso domestico, microplastiche. E la pesca a strascico oggi scende fino a 1500 metri di profondità, arando ecosistemi preziosi come i banchi di corallo profondi. Quali sono le iniziative di salvaguardia messe in atto da WWF? Nel ricco palinsesto estivo sono previste attività sul campo, come liberazioni di tartarughe e sorveglianza dei nidi. La ricerca sui cetacei avverrà attraverso il monitoraggio delle specie e delle minacce che affrontano, come pesca, traffico nautico, rumore antropico e plastica all’interno del santuario Pelagos (una zona marina di 87.500 km² che nasce da un accordo tra l’Italia, il Principato di Monaco e la Francia per la protezione dei mammiferi marini che lo frequentano, ndr.) anche grazie

Foto di Troy Mayne WWF

Solo il 5% degli ambienti marini profondi è stato esplorato. Spesso ci si chiede se siamo troppo allarmisti rispetto ai danni ambientali che i mari stanno subendo, cosa ne pensa? Se consideriamo gli ambienti sotto i 200 metri di profondità, questi rappresentano il 95% della superficie degli oceani. Oggi purtroppo, oltre agli straordinari abitanti che li popolano, troviamo anche nuovi e indesiderati ospiti: 14

Foto di D. Aiello


all’iniziativa “Vele del panda”, le crociere di ricerca in collaborazione con WWF Travel. In cantiere anche incontri con i pescatori, tagging su squali e tartarughe marine per tracciarne gli spostamenti, pulizia di spiagge, coste e fondali con WWF SUB e segnalazione delle reti fantasma abbandonate sui fondali. Il vostro lavoro di tutela dell’ambiente passa anche attraverso la comunicazione: quali sono le iniziative social in programma per proteggere Capitale Blu? Proseguiamo anche nei mesi estivi con un filone dedicato a chi si vuole impegnare in prima persona per difendere l’ambiente: sulla pagina Ecotip del nostro sito, da giugno tutta dedicata al mare e alle sue risorse, spieghiamo per esempio come riconoscere e segnalare le tracce delle tartarughe marine o dei fratini, piccoli uccelli che nidificano sulle spiagge, o mappare le reti fantasma, i pericolosi rifiuti abbandonati. Inoltre, brevi pillole video pubblicate ogni settimana insegnano comportamenti virtuosi da adottare in vacanza, dalla riduzione della plastica alle passeggiate che “non lasciano tracce”. Per godere della natura, ma in punta di piedi.

Foto di WWF Italia

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COVER STORY TRAVEL

«Il WWF e la comunità scientifica internazionale chiedono la protezione efficace del 30% degli oceani entro il 2030. Oggi in Europa è protetto solo il 12% dello spazio marino, di cui l’85% non è soggetto a protezione efficace in quanto mancano piani di gestione; nel Mediterraneo solo l’1,27% è protetto in modo efficace e in Italia solo l’1,67%».

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Foto di WWF Italia


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COVER STORY

Foto di WWF Italia

Da piĂš di 25 anni il WWF si occupa della conservazione delle tartarughe marine tramite un network di operatori e di centri di recupero presenti in varie regioni italiane. Tra giugno e ottobre 2019 sono stati individuati e protetti dal WWF Italia 46 nidi (nel 2018 erano 26, nel 2017 solo 15) da cui sono nati 1841 tartarughini.

Foto di WWF Italia

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Diners Club Italia ha avviato un’importante partnership con il WWF per intraprendere una serie di iniziative a favore dei propri Soci e sensibilizzare sui temi della tutela degli ecosistemi, della f lora e della fauna in via di estinzione. I Soci di Diners Club Italia potranno associarsi a WWF e tramite le proprie carte di credito sostenere le iniziative nate sotto il marchio del Panda. Le donazioni e l’adesione alle raccolte fondi potranno essere effettuate con contributi diretti tramite carta, o convertendo i punti accumulati con il programma di loyalty Club Experience, sia nella sezione charity, sia come premio redimibile per il tesseramento e l’adesione a progetti speciali. Sarà in futuro possibile contribuire automaticamente in estratto conto e saranno incentivate le iscrizioni a WWF per i Soci, gli esercenti e le aziende che utilizzano le carte aziendali Diners Club. Diners Club sosterrà iniziative di sensibilizzazione per far crescere la comunità di GenerAzioneMare, promuovere azioni verso stili di vita sempre più plastic free e iniziative in difesa di specie e habitat marini, con progetti ad hoc organizzati da WWF con Diners Club Italia. Inoltre le Ricette del Club, nuova rubrica del blog D Talks presente nel sito di Diners Club Italia firmata da chef stellati, saranno certificate “bio” secondo i protocolli di ecosostenibilità di WWF. «L’impegno per lasciare in eredità alle nuove generazioni un Pianeta migliore – spiega Giglio del Borgo, amministratore delegato di Diners Club Italia – è uno dei pilastri della nostra attività. Con Dine for Change, il nostro programma internazionale, promuoviamo da tempo azioni di sostegno e incentivo a cause di interesse pubblico. Per questo, in un momento di grande fermento e novità per Diners Club Italia, abbiamo deciso di affiancarci a WWF per poter contribuire, con adesioni, donazioni e raccolte fondi, a sostenere i progetti di una delle organizzazioni internazionali più prestigiose e maggiormente impegnate nella tutela della biodiversità e dello sviluppo sostenibile».

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INTERVISTA TRAVEL

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Chi ha paura dell’innovazione? Massimo Temporelli, fisico, antropologo e storico della tecnologia, progetta un futuro in cui uomo e macchine lavorino insieme all’insegna del progresso. La crisi può accelerare questo cambiamento: a patto di essere coraggiosi. di Gaia Passi

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ul suo biglietto da visita c’è scritto “Homo Sapiens”: l’unica definizione in grado di racchiudere, in due parole, la visione del mondo - e la carriera di Massimo Temporelli. Per lui, «l’Homo sapiens è un miracoloso impasto di biologia e tecnologia, di natura e cultura. Se dovessi buttare lì delle percentuali come in una ricetta, direi che la torta umana è composta dal 90% di tecnologia e dal 10% di biologia. Insomma, la tecnologia umanizza l’uomo. L’uomo è tecnologia». Fisico di formazione, ma anche antropologo e imprenditore, da vent’anni Temporelli lavora per diffondere la cultura dell’innovazione al “grande

pubblico”: lo fa attraverso libri, articoli e discorsi appassionati via radio, televisione e podcast, nelle aziende, nelle aule universitarie e ai TEDx. Ma soprattutto, lo fa costruendo oggetti nel suo FabLab, laboratorio che ha fondato nel 2013, in cui insieme ad altri scienziati studia e sperimenta nuove metodologie di fabbricazione digitale. Grazie al suo network, durante l’emergenza Coronavirus, l’ingegnere Cristian Fracassi è riuscito in pochi giorni a trasformare, con la stampa 3D, le maschere da snorkeling di Decathlon in respiratori per la terapia sub-intensiva. Nel futuro immaginato da Massimo Temporelli uomo

e macchine andranno d'amore e d’accordo. Prima, però, bisogna sfatare qualche luogo comune: a cominciare dalla definizione stessa di tecnologia. «Siamo abituati a dire “tecnologia” per parlare di computer, smartphone e app: è un errore, o se vogliamo una sineddoche. Quelle sono solo alcune delle nuove tecnologie. Tecnologia in realtà è tutto quello che l’uomo ha costruito di artificiale, e che quindi non appartiene alla natura: il letto, il materasso, i quadri, la penna, la macchina fotografica, il gas, la luce, i muri, la bicicletta, il balcone. Gli animali non hanno queste cose».

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INTERVISTA

Durante il lockdown dovuto al Covid-19, le nuove tecnologie come software per le videochiamate e piattaforme per lo smartworking e la scuola digitale - sono entrate all’improvviso nelle case di tutti gli italiani. È una buona notizia? Abbiamo fatto un bel salto in avanti: bene che sia avvenuto, ed è giusto che lo celebriamo. Però mi fa sorridere che in tanti abbiano scoperto Skype e Zoom soltanto adesso. Sono tecnologie che esistono da trent’anni, e questo dimostra quanto il nostro Paese sia indietro nella trasformazione digitale. Per fortuna, mentre tantissimi italiani nelle loro case scoprivano le videochiamate, quelle stesse tecnologie hanno permesso alla comunità scientifica di rispondere all’emergenza in tempi record. Ci racconti come è andata. È stato possibile perché vent’anni fa un gruppo di

scienziati, senza conoscersi, ha iniziato a usare i computer, i social network, i focus group, gli hackaton, per creare una community. Nel momento del bisogno (l’ospedale di Chiari ha lanciato una richiesta di aiuto perché non aveva più valvole per i respiratori, ndr.), l’alert è stato diramato attraverso internet e ci ha permesso di intervenire, producendo valvole e respiratori grazie alle stampanti 3D. Quindi c’è un'Italia che va a due velocità? Purtroppo il nostro Paese non ha una forte propensione all’innovazione, siamo più legati alle tradizioni, più al vecchio che al nuovo. La novità fa paura. Siamo abituati a pensare che le tecnologie che abbiamo sempre visto siano “naturali”: un martello, una morsa, un trapano, sono considerati

Foto di Isinnova

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“strumenti”, ed è giusto che l’artigiano li usi. Se però parliamo di stampante 3D, o di software di intelligenza artificiale, tutti a gridare “aiuto, si perde l’umanità!”. Sfatiamo questo mito. Il mondo cambia, ma se impari a fare le cose in modo nuovo le puoi fare meglio. Un mondo di “artigiani digitali” è possibile? Nel settore della manifattura, le stampanti 3D posso permetterci di ridisegnare il panorama della piccola impresa italiana: si può veramente ripensare il rapporto con il cliente, personalizzare i prodotti, co-progettarli insieme e produrli direttamente all’interno dei negozi. Un po’ come farebbe un vecchio sarto, ma in modo scalabile. Smettiamo di pensare che la tradizione sia intoccabile, cristallizzata, immutabile: al contrario, dove le tradizioni sono più profonde, l’innovazione è più spettacolare.

Massimo Temporelli è fisico, antropologo e storico della tecnologia. Nel 2013 ha fondato TheFabLab, start-up innovativa che studia e sperimenta nuove metodologie progettuali. Attraverso il suo network, durante l’emergenza Coronavirus, ha contribuito a realizzare dei respiratori d’emergenza partendo da una maschera da snorkeling di Decathlon (a sinistra). Scrive libri, insegna all’università e ha partecipato come speaker e conduttore a diversi TEDx. In agosto uscirà F***ing Genius (Harper Collins), libro tratto dall'omonimo podcast in cui racconta le figure geniali che hanno cambiato il mondo, da Leonardo da Vinci a Steve Jobs.


Come si supera l’ansia da innovazione? Elon Musk, che ora manda gli uomini nello spazio (il 30 maggio è partita SpaceX, prima missione umana realizzata da una compagnia privata, ndr.), dice che fare innovazione è come masticare vetro mentre cammini sul baratro: soffri e in più rischi di cadere. È sempre così: ogni passo che fai nel futuro, dove nessuno è mai stato, è un salto senza rete. Sbagli, commetti errori. Però è necessario.

un’autonomia produttiva sui beni di prima necessità. Ci vorranno anni, ma dobbiamo partire subito. Come ci si “allena” per essere pronti al cambiamento? Per prima cosa ci vuole un atto di umiltà: bisogna rimboccarsi le maniche, studiare, leggere, osservare quello che fanno gli altri, allenare la mente e non pensare mai di essere

nel giusto. Il mondo diventa sempre più ostile se non ti prepari. È un cammino continuo di trasformazione e di cambiamento e chiunque può farlo, manager, professionisti, partite iva. Una volta che hai studiato è il momento di mettersi in gioco con coraggio: bisogna essere un po’ spavaldi, rischiando anche di sbagliare. Tanto di innovazione non si muore.

Il mondo che ci aspetta sarà più globale o più locale? La via giusta probabilmente è quella “glocale”: con la manifattura digitale si può riportare la produzione entro i propri confini, evitando quello che è accaduto durante la crisi del Covid, quando mancavano mascherine, valvole e così via. Non si tratta di chiudere le frontiere, ma di raggiungere 23


DIGITAL ECONOMY

L’e-commerce sfida il futuro L’emergenza sanitaria ha dato una spinta netta e decisa a questa modalità di acquisto, non certamente nuova, ma su cui ancora pesavano scetticismi e diffidenze. Triplicati i consumatori online tra gennaio e maggio. A livello mondiale si prevede una crescita fino al +55%. di Ilaria Maggi

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«Stiamo assistendo a un’evoluzione inaspettata dei modelli di consumo degli italiani. A cambiare in tempi record sono state soprattutto le modalità di spedizione e di consegna».

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'e-commerce non è certo cosa nuova: in Italia, tra il 2015 e il 2019, il mercato è quasi raddoppiato, ma il suo valore prima dell’emergenza sanitaria non arrivava al 10% del sell-out totale. Su questo ritardo pesavano scetticismo, abitudini d’acquisto, diffidenza. L’emergenza Covid-19 ha accelerato in maniera esponenziale il processo di digitalizzazione: secondo le previsioni ci sarebbero voluti circa 10 anni per arrivare ai numeri che si registrano ora, post lockdown. Parliamo di 2 milioni di nuovi utenti online in Italia contro i 700mila dello stesso periodo del 2019, di cui 1,3 milioni sono da attribuire all’impatto dell’emergenza sanitaria. A rivelarlo è uno studio condotto da Netcomm, il Consorzio del Commercio Digitale Italiano, punto di riferimento in materia di e-commerce e retail digitale nel panorama nazionale e internazionale, in occasione del Netcomm Forum Live, organizzato - per questa edizione per ovvie ragioni in live streaming  lo scorso maggio. «Stiamo assistendo a un’evoluzione inaspettata dei modelli di consumo degli italiani. A cambiare in tempi record sono state soprattutto le modalità di spedizione e di consegna» spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm.

«Il Click&Collect, ovvero la possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio da parte del cliente, ha registrato una crescita del +349% e ci aspettiamo che nei prossimi mesi diventerà un’abitudine sempre più consolidata, poiché consente flessibilità, adattamento alle esigenze di mobilità e, soprattutto, distanziamento sociale». Tra i trend nella spesa online, si è vista un’impennata nel settore del pet care (+154%), cibi freschi e confezionati (+130%), prodotti per la cura della casa (+126%) e della persona (+93%). Durante il lockdown, l’e-commerce è stato motore di crescita delle vendite, ma i ritmi sono stati spesso troppo frenetici e violenti e i limiti altrettanto evidenti, dai ritardi nelle consegne alle problematiche di assistenza al cliente. «Un modello che ha preso piede in Italia in questi quasi due mesi di lockdown» continua Lisca, «è il proximity commerce, che permette l'integrazione tra i grandi player del commercio elettronico e i piccoli negozianti, i quali, grazie alla logistica e alle piattaforme di delivery, possono raggiungere i clienti residenti nelle zone limitrofe. Si tratta di un servizio che ha finalmente raggiunto cittadine e piccoli centri abitati che fino a poche settimane fa non avrebbero immaginato

di poterne beneficiare e difficilmente i consumatori rinunceranno a questa comoda pratica» conclude il presidente di Netcomm. Il digitale per tanti ha rappresentato l’unica (e preziosa) occasione per mantenere viva una relazione con i propri consumatori, tuttavia emerge che la tendenza a una logica omnicanale è ancora molto bassa, come basso rimane il livello di gestione smart dei negozi tramite app che consentano ai consumatori di localizzare lo store più vicino, pagare, ricevere sconti e programmi fedeltà. Dall’analisi condotta da Netcomm su circa 280 insegne di diversi settori, che rappresentano circa 46.000 punti vendita, risulta infatti che solo il 79% possiede un canale e-commerce attivo e solo il 37% è abilitato al ritiro o al reso in store di prodotti acquistati online. Tra le sfide del prossimo futuro c’è dunque l’acquisizione di competenze tecnologiche più adeguate per accelerare o avviare per la prima volta il percorso verso l’e-commerce, un settore che mai come in questo momento ha dimostrato di essere non più solo un accessorio, ma un servizio fondamentale per le imprese e per i cittadini, e che continuerà a svolgere un ruolo indispensabile per la ripresa del commercio e dei consumi.

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TRAVEL ECONOMY DIGITAL

Il mondo a domicilio Giovane, come il team che guida con piglio volitivo e pratico, Elisa Pagliarani è general manager di Glovo Italia, tra le principali piattaforme di delivery, presente in 22 Paesi e in forte ascesa. Ci ha raccontato evoluzioni, criticità e possibilità di un servizio che «accorcia le distanze». di Ilaria Maggi Come si sono evoluti i consumi in questa prima metà dell’anno segnata dall’emergenza sanitaria? Bisogna fare una premessa: Glovo è una piattaforma multi-category e abbiamo sempre lavorato in questa direzione. Il food è il nostro core business e continua a esserlo, ma inizialmente abbiamo registrato una forte riduzione della disponibilità dei ristoranti a causa dell’incertezza, e un conseguente calo delle vendite. C’è stato un grosso sforzo da parte nostra per fare chiarezza e supportare i ristoratori. Contemporaneamente abbiamo registrato un trend opposto nelle altre categorie. Da un lato, sempre più partner hanno scelto di attivare con noi un nuovo canale di vendita - molte trattative con big player che andavano avanti da mesi si sono sbloccate velocemente; dall’altro gli utenti hanno dimostrato una domanda maggiore. La richiesta di spesa a domicilio è cresciuta di 4 volte rispetto ai livelli precedenti 26

mentre il mondo dei farmaci ha segnato un +130-150%. Quali sono stati i servizi più richiesti e quali quelli più originali? La grande sorpresa è arrivata dalle spedizioni espresse. Il nostro servizio permette infatti non solo di acquistare, ma anche di spedire da una parte all’altra della città. In alcuni momenti abbiamo registrato un vero e proprio picco: nel periodo di Pasqua, l’invio delle uova di cioccolato e della pastiera è stato un trend topic. In tanti hanno festeggiato il compleanno di amici e parenti mandando direttamente a casa un regalo o una torta: è stata la parte


più dolce di questa quarantena e abbiamo contribuito a nostro modo ad accorciare le distanze. Quali sono le previsioni per quest’anno? Il food è tornato ai livelli pre-Covid, anzi è aumentato; nel frattempo stanno tenendo anche le altre categorie, in crescita rispetto al periodo pre-emergenza. Il trend si sta stabilizzando. A cambiare è stata l’adozione del nostro servizio da parte di nuovi utenti, ma anche di esercizi commerciali di qualsiasi tipo che hanno visto nella piattaforma un nuovo canale o un canale in più da attivare.

Quali aspetti del servizio avete potenziato e quali sono le criticità riscontrate? Abbiamo dovuto affrontare il problema della sicurezza, complesso perché tocca tutta la filiera, dall’utente, che a casa deve sentirsi sicuro, al partner che deve lavorare in sicurezza e garantirla al rider e all’utente, e non ultimo, al rider stesso che deve essere tutelato. Abbiamo fatto un grosso sforzo nel processo di contactless delivery per evitare contatti diretti, oltre a fornire mascherine, gel e guanti a tutti i rider. Durante le prime settimane cercare una mascherina era diventato molto complesso, non è stato facile coprire tutto il territorio

nazionale e migliaia di rider con il kit di sicurezza. Poi abbiamo dovuto lavorare molto sulla comunicazione: sapevamo che i nostri utenti avevano paura a ordinare, quindi abbiamo comunicato attraverso delle video-pillole che avevano come protagonista il ristoratore con mascherina che preparava il cibo. Quali sono i prossimi obiettivi dal punto di vista dell’offerta e della relazione con gli utenti? Il nostro obiettivo è continuare a sviluppare la multi-categoria, anche con spazi fisici, mantenendo il nostro format: acquisti qualcosae noi te lo portiamo in meno di un’ora. 27


DIGITAL ECONOMY

Contestualmente all’inizio dell’emergenza, abbiamo lanciato il nostro “dark store” a Milano - è un format già presente in altre parti del mondo, ne abbiamo 15 attivi e questo è il primo in Italia - che permette di allargare ulteriormente l’offerta. È un modo per portare direttamente la spesa a casa, ma ci permette anche di sbloccare una serie di altri servizi. Un esempio? Tra le ultime partnership che ha sfruttato la presenza del dark store, quella con Mattel: l’utente trova una selezione di giocattoli nella sezione Shopping della piattaforma. Inoltre abbiamo appena lanciato un servizio di vendita beauty, uscendo dal mondo farmacia e creando valore con prodotti che non sono di prima necessità, ma che l’utente può desiderare di acquistare. 28

La creazione di una “cook room” a Milano va nella stessa direzione? Ci racconta meglio in cosa consiste? La “cook room” non è altro che una grande cucina divisa in sei postazioni, ciascuna riservata a un nostro partner. Il motivo per cui abbiamo creato questo spazio è diverso a seconda del partner: per esempio Pacific Poke, brand molto forte a Torino, voleva entrare nel mercato milanese e ha visto nella cook room un’opportunità per farsi conoscere prima di aprire fisicamente. Un altro caso è Pescaria, nostro partner storico su Milano, che ha già due ristoranti in città. È molto richiesto e a volte si trova in difficolta per l’alto numero di ordini: entrare nella cook room era un modo per spostare gli ordini delivery in un’area

dedicata. Con loro è nata poi l’idea di fare una proposta *ad hoc: i fritti di Pescaria. Le partnership sono sempre un win win: c’è un vantaggio per l’owner e noi diamo un servizio più completo. La cook room ci ha permesso anche di creare la Glovo Food Court: in un unico ordine puoi differenziare le richieste.

Glovo è presente il 22 Paesi: coinvolge una rete di oltre 55.000 locali e negozi e raggiunge più di 7 milioni gli utenti. Durante il lockdown in Italia la richiesta di spesa a domicilio è cresciuta di 4 volte rispetto ai livelli precedenti e il mondo dei farmaci ha segnato un +130-150%.


In Glovo anche i manager sono chiamati a mettersi in sella e trasformarsi in rider, lei che esperienza ne trae? Non c’è modo migliore per immergersi nell’esperienza della app e in quello che possiamo proporre a utenti, rider e partner, che trasformarsi in rider, perché il rider è lui che vive in prima persona tutte le fasi del servizio. Ci diamo l’obiettivo di farlo una volta al mese: è utile per avere una visione più “tonda”, per esempio aiuta a capire se un partner non riesce a gestire bene gli ordini - te ne accorgi perché ha la fila fuori di rider, cosa che non dovrebbe esserci - e ti permette di proporre una soluzione. Questa iniziativa ha un nome, Glovo Care, e per ogni ordine consegnato i guadagni sono devoluti in beneficenza. Ogni mese cerchiamo anche di cambiare la Onlus a cui devolviamo i proventi.

Con la tua Carta Diners puoi pagare le consegne di delivery effettuate sulla piattaforma Glovo: per i Soci 5 euro di cashback da utilizzare per le successive consegne di Glovo, anche per più ordini e fino a esaurire l’importo della promozione. Inoltre, gli ordini pagati con Carta Diners Club permettono ai Soci di accumulare il doppio dei punti nel programma loyalty Club Experience, piattaforma riservata ai possessori di Carte Diners Club. Per scoprire tutti i dettagli della partnership vai a pagina 72 oppure sul sito dinerscashbacks.it

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MERAVIGLIE D'ITALIA

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Meraviglie d'Italia “Ben di senso è privo, chi ti conosce, Italia, e non t’adora”, scriveva il poeta Vincenzo Monti. Perché qui tutto è bello. Tutto è in grado di provocare un’emozione, un’attrazione. Tutto è degno di essere ammirato, contemplato. I mari, le montagne, i paesaggi, i borghi, i tesori storicoartistici. È importante ricordarlo in un momento in cui il nostro Paese ha l’esigenza di rialzarsi. Noi possiamo aiutarlo favorendo la riscoperta delle sue bellezze e dei 55 beni Unesco (record mondiale), senza dimenticare i 41 siti candidati alla lista dei patrimoni dell’umanità. Così, in questo numero di Diners Club Magazine e nei successivi quattro, faremo un tuffo nell’unicità delle 20 regioni. Nelle meraviglie d’Italia. di Margherita Tizzi

Durante il lockdown, Simona Baronti, architetto e illustratrice, ha disegnato le regioni d’Italia e per ciascuna “dieci cose speciali”, tra monumenti e leccornie. Voleva aiutare suo figlio Cosimo a fare i compiti in un modo nuovo e costruttivo. Oggi i pdf delle illustrazioni in bianco e nero si possono scaricare gratuitamente dalla pagina Facebook @latelierdigala. L’obiettivo è anche un buon auspicio: colorare l’Italia.

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MERAVIGLIE D'ITALIA

Romanzo siciliano Vulcani e templi. Parchi naturali e monumenti nazionali. Aree marine protette e borghi marinari. Viaggio nei colori della più grande isola del Mediterraneo.

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ai come in Sicilia tanta gente si è fermata, si è incrociata, si è amata o a malapena tollerata. Occhi quasi trasparenti che fanno capolino sotto chiome corvine; parole d'origine araba che si intrecciano a termini francesi; geometrie elleniche che stanno fianco a fianco a riccioli barocchi e curve liberty: sono il risultato di tutto questo.

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Dall’Etna alla Valle dei Templi, passando per le pasticcerie di Avola e Noto, fino ad immergersi nelle acque dipinte di blu, il giro dell’isola lascerà un tatuaggio indelebile nella mente, tanto che una sola vacanza non sazierà i sensi. Le tappe da considerare, infatti, sono almeno cinque, fra sole, mare e cultura. La prima volta in Sicilia non può prescindere dalla visita di Palermo, Bagheria, Cefalù e Monreale, abbinata ad almeno dieci giorni nelle Eolie, tra Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea. In alternativa, c’è l’arcipelago delle Egadi, a ovest, da dove, al ritorno sulla terra ferma, è comodo raggiungere Erice, Segesta e Selinunte, area archeologica fra le più importanti del Mediterraneo. A circa un’ora e mezzo di macchina più a sud, ci sono Agrigento, i suoi Templi di Giove Olimpico, dei Dioscuri, di Ercole e della Concordia, e le rovine di altri edifici sacri, cioè quanto ci è rimasto dell'antica città di Akragas, fondata nel


VI secolo a.C. da coloni gelesi e divenuta in circa cento anni "la più bella città dei mortali" (Pindaro). Da Agrigento si può poi decidere di prendere la strada dell’entroterra, verso Enna e fino al Parco dell’Etna, quindi Catania, Acireale, Taormina e Messina. Oppure si può scegliere di continuare lungo la costa fino a Siracusa, toccando Licata, Caltagirone, Ragusa, Modica, Marzamemi, Noto

e Avola. Pantelleria e le Pelagie, vista la lontananza dall’Italia, meritano un viaggio a parte. Chi visita Linosa e Lampedusa non può rinunciare a un’escursione sull’Isola dei Conigli, dove depone le uova la tartaruga Caretta caretta. Mentre dalla cima della Montagna Grande di Pantelleria, nelle giornate limpide, si possono vedere le coste africane e siciliane in un’unica prospettiva.

Dalla pagina accanto, in senso orario: il tempio di Selinunte. Il parco dell’Etna. Il mare blu-turchese dell'isola di Favignana, nelle Egadi. Le teste di moro di Crita Ceramiche. Alcuni dolci tipici, tra cui i cannoli e la cassata. Tante altre foto e notizie su visitsicily.info.

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MERAVIGLIE D'ITALIA

Oltre il mare La Sardegna ha acque sempre più cristalline. Lo confermano Legambiente e le Bandiere Blu di Foundation for Environmental Education. Ma c'è di più: un'anima autentica fatta di borghi, feste e tradizioni ancestrali.

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e cinque vele assegnate da Legambiente e Touring Club, e le ben 38 Bandiere Blu di Foundation for Environmental Education, distribuite in 14 comuni da nord a sud, dal parco nazionale dell’arcipelago Maddalena a Sant’Antioco, dimostrano la salute del mare sardo ma anche il valore ambientale e i servizi di qualità (raccolta differenziata, aree verdi, piste ciclabili, accessibilità) dell’isola. Un’isola che affiora lentamente dall’acqua e che confina con il blu fino al cielo, soprattutto

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in cinque spiagge da sogno: Cala Mariolu, nel golfo di Orosei, unica per le sfumature verde smeraldo che riflettono le falesie circostanti; Cala Goloritzè, l’altra perla dell’Ogliastra, che s’insinua in una foresta di corbezzoli e lecci, e tra due monumenti naturali, Perda Longa e l’Aguglia, alta cento metri e paradiso del climbing; la Pelosa, a Stintino, con la sua torre aragonese e le sue acque sempre calme grazie alla barriera naturale dei faraglioni di Capo Falcone e delle isole Piana e Asinara.

Su sardegnaturismo.it ci sono tutte le informazioni utili per organizzare un viaggio su misura. Sotto, Stintino e la Torre della Pelosa. Sopra, la lavorazione dei tappeti di Mariantonia Urru (mariantoniaurru.com, foto di Valentina Sommariva).


e lunghi d’Italia, come quelli che conducono a punti panoramici del Gennargentu. È anche un intreccio di antichi borghi (Galtellì, Bosa, Atzara, Silanus, Mandas) e tradizioni ataviche (canto a tenore di Bitti, Mamuthones e Issohadores del carnevale di Mamoiada), di eredità archeologiche (nuraghe Arrubiu, Romanzesu Villaggio Santuario Nuragico, parco di Pranu Muttedu) e capolavori artigianali (tappeti e tessuti preziosi, gioielli in corallo e filigrana). Non solo. L’isola è meta culturale al passo con i tempi, grazie a due siti poco conosciuti ma che vale la pena visitare: i murales di Orgosolo e MAR - Miniera Argentiera (argentierasassari.it). I primi, affrescati in tutte le facciate delle case del borgo, sono diventati un originale strumento di comunicazione e protesta dalla seconda metà del Novecento. Il MAR, invece, è il primo museo minerario a cielo aperto in realtà aumentata. Qui memoria storica e innovazione si incontrano in un percorso inedito alla scoperta dell’ex borgo minerario, patrimonio Unesco.

Qui accanto, Cala dei Gabbiani. Sotto, opera 4 di Milena Tipaldo a Miniera Argentiera, ex borgo minerario oggi museo e patrimonio Unesco. Foto di Alessandro Virdis.

Ancora: Porto Giunco, nel litorale di Villasimius, abbagliante striscia di sabbia bianca che si stacca dalla vegetazione mediterranea dal profumo di eucalipto, per inserirsi tra il mare turchese e la laguna di Notteri, habitat dei fenicotteri rosa; infine, Is Arutas, nella penisola del Sinis, centinaia di metri di mare cristallino e granelli tondeggianti di quarzo finissimo. Ma la Sardegna non è solo sapore di sale e itinerari escursionistici tra i più belli 35


MERAVIGLIE D'ITALIA

Punta misteriosa Terra amata dal sole e dalla neve, e condivisa da due mari e uno stretto, la Calabria custodisce i segreti della storia. Ed è fiero approdo dello Stivale.

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bbracciata da due mari, il Tirreno e lo Ionio, la Calabria è terra di contrasti. Vanta un litorale di 800 km, il 10% dell’intero patrimonio costiero italiano, ma anche piste da sci sulla Sila e il più vasto parco nazionale italiano, quello del Pollino, dove si trovano le Gole del Raganello, alte fino a 700 metri, e incisioni rupestri risalenti a dodicimila anni fa, nonché alcuni fra i borghi più belli d’Italia, come Morano Calabro, Castrovillari e Civita. Crocevia di popoli e culture, la regione è anche custode

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di tesori unici lasciati in eredità nel corso dei secoli: i Bronzi di Riace del Museo archeologico nazionale della Magna Grecia di Reggio, il Castello dei Ruffo di Scilla, il Castello Svevo di Rocca Imperiale, quello aragonese di Le Castella (XV secolo) e il Castrum federiciano di Roseto Capo Spulico. Ancora: la basilica bizantino-romanico-normanna di Gerace e La Cattolica di Stilo, bellissimo tempietto del X secolo miracolosamente intatto. Poi c’è il grande valore trasmesso dalle feste popolari, come l’Infiorata di giugno, dove si cimentano

maestri del disegno artistico a terra ormai famosi in tutto il mondo, e dalle tradizioni artigianali ancora vive nelle botteghe di tessutai, ricamatrici, vasai, ceramisti e mastri liutai, che forgiano capolavori con perizia e gusto. Certo, in questo periodo dell’anno, chi va in Calabria non può prescindere dal mare, comunque bellissimo che sia Tirreno o Ionio. Costa degli Dei, Costa Viola, Riviera dei Gelsomini, Costa degli Aranci, dei Saraceni e degli Achei: gli itinerari soddisfano qualsiasi esigenza. Prendiamo, ad esempio,


la Riviera dei Cedri, tappa obbligata per chi ama immergersi: a Praia a Mare il fondale è popolato da gorgonie, stelle marine e numerose specie di pesci, mentre nell’incantevole specchio di mare tra Amantea e Belmonte Calabro, tra scogliere e madrepore, affiorano i due scogli di Isca, già noti ai tempi di Omero. E sempre in queste acque, oltre a praterie di posidonia, è facile avvistare delfini e tartarughe Caretta caretta. Insomma, al termine della vacanza, sarà necessario ricominciare da capo.

Cosa fare e dove andare: su turiscalabria.it si può pianificare un vero e proprio giornale di viaggio, comprensivo di indirizzi utili per mangiare e dormire. Dalla pagina accanto, in senso orario: Praia a Mare al tramonto. L’iconica spiaggia di Tropea. Le ceramiche di Domenico Ditto (foto Comune di Seminara). I vicoli “apparecchiati” del borgo di Scalea.

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MERAVIGLIE D'ITALIA

Casa Puglia In questo particolare momento storico, la regione ha creato due piattaforme digitali per raccogliere il meglio del proprio patrimonio. Per immaginare il viaggio prima di viverlo.

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a Puglia ha “approfittato” della pandemia per creare un’attesa, per alimentare un sogno. Per riabbracciare i turisti in modo virtuale, prima di ricominciare a ospitarli nella propria terra. Nasce così Casa Puglia, la piattaforma Facebook con oltre 180mila follower che raccoglie le storie di pugliesi doc. C’è chi legge un libro, chi dà lezioni di cucina e di ricamo, chi racconta la transumanza. Numerose sono anche le iniziative digitali e i tour in 3D disponibili su viaggiareinpuglia.it, che consentono di esplorare in maniera immersiva le località più belle della costa, i borghi storici, i musei, i palazzi e i siti archeologici. Inoltre, con la realtà virtuale del Politecnico di Bari si possono percorrere antiche strade romane e visitare castelli lontani, come il Castello federiciano di Trani. E per i più piccoli di casa ma anche eccellente anti-stress per i grandi - si può scaricare Colora e disegna la Puglia, una raccolta di 39 pagine con le illustrazioni di tanti simboli del territorio, dai trulli ai pomodori regina, da Castel del Monte alle orecchiette. A questo punto, non resta che lasciarci ispirare dagli itinerari proposti dal sito ufficiale del turismo: Gargano e Daunia;

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Puglia imperiale; Bari e la costa; Magna Grecia, Murgia e Gravine; Valle d’Itria e Murgia dei Trulli; Salento. In auto, in moto, in bici, a piedi, per mare. Le alternative sono infinite. Tra le più sorprendenti, il tour che tocca le torri costiere di avvistamento, dette di Carlo V, 400 antichi baluardi costruiti dagli spagnoli alla fine del ’500 come sistema di difesa dalle incursioni saracene. Hanno vigilato senza sosta per tutti questi secoli, hanno affrontato mareggiate e tempeste, hanno resistito agli attacchi e all’usura del tempo. E, tra un bagno e l’altro, vale la pena fotografarli. Infine, aspettando le vacanze, il Foggia Film Festival suggerisce di regalarsi un momento di relax sul divano, davanti ai tanti film ambientati nel tacco d’Italia, di cui oltre 22 solo a Polignano a Mare, come Io che amo solo te di Marco Ponti.

Per chi ha nostalgia del Salento, il Festival consiglia Mine Vaganti di Ferzan Özpetek, mentre Sei mai stata sulla Luna di Paolo Genovese è per chi sogna di mollare tutto e occuparsi di una masseria in campagna. Ci vediamo in Casa Puglia. Lu sule, lu mare, lu jentu.

#weareinPuglia #weareincasa sono gli hashtag per condividere sui social le foto più belle della regione. Dalla pagina accanto, in senso orario: Villa Cardo a Carovigno, progettata dallo Studio Andrew Trotter (masseriamoroseta.it foto di Salva Lopez). Alberobello. La ceramica di Enza Fasano (enzafasano.it). L’arco naturale di Torre Sant’Andrea.

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DESIGN

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La giusta distanza Con l’arrivo dell’estate, e dopo i lunghi mesi trascorsi tra le mura domestiche, torna più che mai la voglia di affacciarsi sul mondo. Mentre ristoranti, spiagge e luoghi di aggregazione riaprono tra dubbi e difficoltà, i designer si interrogano sul futuro della socialità, inventando soluzioni che ci permettano di stare insieme, sì, ma in sicurezza. di Luisa Ferrero

D ISOLA.TI è un progetto di quattro giovani neo architette, che hanno ideato delle piattaforme galleggianti per accogliere i bagnanti al mare o al lago, ovviando così al problema delle spiagge sovraffollate.

opo settimane di #iorestoacasa - il mantra ripetuto all’infinito durante la quarantena - la vita sembra quasi essere tornata alla normalità. Quasi. Perché è vero, si può di nuovo uscire, incontrarsi, andare al parco, al cinema e al ristorante; si può persino immaginare un’estate di tuffi e granite, ma a una condizione: mantenere il distanziamento sociale, ovvero quella giusta distanza necessaria a evitare la diffusione del Coronavirus e un nuovo (temutissimo) lockdown. 41


DESIGN

In questa nuova era che ci vedrà sempre di più “vicini ma lontani”, in tutto il mondo designer, architetti e progettisti sono al lavoro per ideare soluzioni che riscrivano i rituali della socialità. Abbiamo selezionato le più interessanti, tra visiere futuristiche, eleganti paraventi e piattaforme che galleggiano sull’acqua. Invito a cena con separé Il mondo della ristorazione è stato uno dei più colpiti dalla pandemia: dopo mesi di chiusura forzata, infatti, le nuove regole impongono una riduzione drastica dei tavoli, con pesanti ripercussioni economiche. Per ovviare al problema, il designer italiano Matteo Cibic ha sviluppato durante la quarantena una serie di divisori destinati a ristoranti, ma anche a uffici e altri luoghi di aggregazione. I separé COV nome evocativo - sono prodotti da Fusina Lab in alluminio e perspex trasparente, e sono disponibili in diverse forme e dimensioni. «Non mi sarei mai aspettato che i divisori potessero

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diventare l'elemento chiave della socializzazione del futuro - ha detto Cibic -. Ho disegnato una soluzione smart ed elegante per tornare a socializzare nelle fasi meno acute della pandemia, per trascorrere tempo con i colleghi e gli amici». In Francia, il designer Christophe Gernigon ha avuto un’altra idea ingegnosa: PLEX’EAT, grandi “campane” protettive in plexiglass che vengono sospese sulla testa dei commensali nei ristoranti, consentendo loro di chiacchierare e mangiare senza correre alcun rischio. Leggere e facili da montare e igienizzare, queste grandi “bolle” trasparenti possono adattarsi a diversi ambienti. «Il ruolo del design è quello di dare una nuova scintilla alla vita quotidiana. Per questo ho immaginato un oggetto bello, poetico ed elegante, che offra un’esperienza unica», spiega Gernigon. Sopra, i divisori COV di Matteo Cibic. Sotto, le campane di plexiglass Plex’Eat progettate da Christophe Gernigon. Pagina accanto, le Serre Séparée del ristorante Mediamatic, ad Amsterdam.


In questa nuova era che ci vedrà sempre di più “vicini ma lontani”, in tutto il mondo designer, architetti e progettisti sono al lavoro per ideare soluzioni che riscrivano i rituali della socialità.

Foto di Willem Velthoven per Mediamatic Amsterdam

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«Ci piace definire C’entro come uno strumento di socializzazione piuttosto che di distanziamento. Questo dispositivo nasce dalla ricerca di nuove modalità di stare insieme, per rendere un po’ più facile e giocoso vivere la separazione fisica, e non bloccare quella relazionale». Agostino Ghirardelli

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Nel frattempo, ad Amsterdam, il ristorante Mediamatic ha messo a punto una soluzione architettonica smart: le Serre Séparée, piccole serre di vetro posizionate all’aperto, lungo la riva del canale, che permettono di cenare in coppia isolandosi dagli altri clienti del locale. L’idea ha fatto subito registrare il tutto esaurito. Ognuno al proprio posto Anche i pic-nic al parco non saranno più gli stessi. Il classico plaid a quadretti è stato infatti sostituito da innovative soluzioni di design, facili da piegare e trasporare. C’Entro, ideato dallo studio di architettura e design milanese SBGA Blengini Ghirardelli partendo da un’idea 46

di Massimo Bertani, è un telaio modulare realizzato con aste colorate in fibra di vetro che, creando un cerchio a terra, delimita lo spazio tra le persone. L’invenzione è stata presentata nel maggio 2020 con una lettera aperta al sindaco di Milano Giuseppe Sala. Con lo stesso obiettivo il designer londinese Paul Cocksedge ha progettato un telo circolare che segnala la distanza minima da mantenere per poter socializzare senza rischi: si chiama Here Comes The Sun (come la canzone

Sopra, Here Comes The Sun di Paul Cocksedge. A destra, le piattaforme galleggianti Lido di Eva Stomper.


dei Beatles) e viene venduto insieme a un manuale di istruzioni per costruirlo in autonomia. Splendido isolamento Addio file sterminate di ombrelloni e distese di asciugamani sulla sabbia. Le vacanze al mare sono destinate a cambiare, così come il paesaggio dei nostri lidi. «Come concretizzare l’isolamento se non con un’isola?», si sono dette quattro giovani neo-architette di Firenze. È nato così il progetto ISOLA.TI, una serie di piattaforme galleggianti arredate con lettini e ombrelloni, che possono accogliere i bagnanti ovviando al problema delle spiagge sovraffollate. «Il trucco è il cambio di prospettiva: isolamento come occasione. Occasione di ritrovare il contatto con se stessi, focalizzandosi sulla propria persona e sulle proprie necessità. Occasione di ricercare una sintonia ormai perduta con la natura, fuggendo dalla frenesia della società odierna», spiegano Ludovica Aringhieri,

Bianca Cartacci, Carlotta di Sandro e Federica Frino, classe 1993. Un progetto molto simile è quello proposto dallo studio milanese Evastomper con Lido, una serie di isole moderne dal sapore retrò, declinate in diversi colori, forme e dimensioni, e realizzate in materiali naturali e riciclati, perché «se c’è qualcosa che avremmo dovuto imparare negli ultimi mesi è la potenza di Madre Natura, è l’urgenza di restituire all’ambiente il rispetto che merita», spiegano i designer. È nato all’insegna della sostenibilità anche il progetto Cupola di studio Obicua. Il team composto da Lucia Catenacci, Valerio Campi e Massimiliano Brugia, insieme all’architetto greco Sofia Tsagadopoulou, ha ideato una struttura a forma di cupola che si può montare facilmente sulla spiaggia, ma anche in altri ambienti ad alta frequentazione come musei, biblioteche, università. La struttura, realizzata in materiali ecologici, crea uno spazio semi-privato protetto

da un tessuto brevettato anti-Covid. Filo conduttore di tutti questi progetti è la volontà di proteggersi senza però isolarsi, con soluzioni che uniscano estetica e funzionalità. Vicini ma lontani, possibilmente con stile.

Sotto: La Cupola di Studio Obicua, per creare uno spazio privato ed ecosostenibile.

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FOOD

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Il delivery si fa gourmet Taste Dining Festival è la nuova iniziativa per portare un pizzico dell’esperienza Taste Festivals e del fine dining direttamente a casa. Oltre 20 tra i migliori ristoranti di Milano e altrettanti tasting menu, consegnati da un servizio concierge, per supportare la ristorazione nella fase di ripartenza, ma anche creare nuove esperienze uniche: ce ne parlano quattro dei ristoranti partecipanti. di Clara Scotti

Diners Club Italia è major partner di Taste Dining Festival, un progetto ideato da Beit Events. Per ordinare, è sufficiente scaricare la app Dine Up, disponibile su Apple Store e Google Play, selezionare il ristorante, ordinare e mettersi comodi in attesa della consegna. Ai Soci Diners, un dolce omaggio sarà aggiunto al menu di quattro portate. A pagina 70 tutti i dettagli dell’iniziativa.

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FOOD

Alberto Tasinato Patron de L’Alchimia

Un insieme di magia e scienza: questo significa alchimia e ben rappresenta la cucina rassicurante, ma personale, dalle suggestioni tradizionali anche nei piatti più elaborati del ristorante, aperto due anni fa a Milano da Alberto Tarsinato. Che oggi sceglie di portare un po’ di “Alchimia” anche a casa di appassionati, curiosi e affezionati clienti.

Come sta cambiando il mondo del food e della ristorazione? Vedo tanta più cultura del pubblico; oggi ancora di più il cliente sceglierà di uscire per un'esperienza di qualità. Qual è la vostra filosofia in cucina? Una cucina che cavalca la tradizione con tecniche moderne e comprensibili. Come si traduce nel menu studiato per questa iniziativa? Abbiamo messo a punto un menu con materie prime e piatti non replicabili a casa: un tocco di Alchimia a casa di ognuno. Un consiglio per valorizzare l’esperienza di fine dining “a domicilio”. Ricreare un contesto di valore: attraverso la musica, eleganti bicchieri e un vino da occasione speciale. 50


Andrea Provenzani Executive Chef de Il Liberty

Nato e cresciuto a Milano, non poteva che aprire qui (nel 2002) il suo ristorante, frutto dell’innata passione per la cucina e della continua voglia di spingersi oltre. Un luogo che accoglie tradizione e semplicità, classico e contemporaneo, espressione di un viaggio guidato da istinto, curiosità e ricerca.

Come sta cambiando il mondo del food e della ristorazione? La cucina degli ultimi anni ha trascurato troppi aspetti per noi importanti, come la cultura del cibo, dell’ospitalità e della sostenibilità. Siamo andati tutti di corsa, dimenticando per strada alcune cose; la cucina si stava riducendo a un prodotto di massa dove l’appiattimento e l’omologazione delle proposte proliferavano. Oggi in questa crisi mondiale c’è un'opportunità da cogliere se riusciremo a fare squadra tra i settori: tornare alla sostenibilità d’impresa, di idee e del merito.

Come si traduce nel menu studiato per questa iniziativa? È un menù che ci deve assolutamente rappresentare e identificare nei prodotti, nella forma e nel gusto.

Un consiglio per valorizzare l’esperienza di fine dining “a domicilio”. Pensare che questo menu sia la vera espressione del ristorante scelto.

Qual è la vostra filosofia in cucina? Una cucina ispirata alla nostra tradizione, contaminata, evoluta e moderna. Una cucina senza troppi voli pindarici, che guarda prima di tutto alla materia prima, al piacere e alla sostanza, senza trascurare la forma. 51


FOOD

Federico Sordo Chef di DistrEat «Cerchiamo sempre di divertire e di divertirci, perché siamo convinti che alla base di un buon lavoro in cucina ci sono cuochi sempre stimolati e spronati» racconta Federico Sordo, uno degli chef di DistrEat. “Un distretto da mangiare”, così recita l’insegna, che oggi raccoglie la sfida del delivery interpretandolo come nuova alternativa. Come sta cambiando il mondo del food e della ristorazione? Il mondo della ristorazione si fa sempre più consapevole e interessato. Si infittiscono le trame intorno alla tavola e si alimenta lo storytelling. A seguito di questo evento storico, ci sarà una rivalutazione delle priorità delle persone. Pranzi e cene al ristorante verranno probabilmente più ponderati: si vorrà mangiare fuori per godere di momenti realmente esperienziali, che non siano vissuti solamente

come un’occasione per non cucinare. Crediamo che a essere premiati dagli avventori saranno i ristoranti con un’identità definita. Qual è la vostra filosofia in cucina? DistrEat è un ristorante di cucina “all’italiana”: non è una particolare tipologia dicucina, ma rappresenta una visione e una modalità di interpretazione dei prodotti e degli alimenti. Si tratta di interpretare la materia prima con la sensibilità intrinseca in noi italiani, che si definisce sin dai primi bocconi di pasta assaggiati da bambini e matura nei ristoranti gourmet, sotto la guida di grandi maestri. Il nostro obiettivo è quello di osservare un alimento da una prospettiva diversa, esplorandone anche i lati più nascosti, e non dare mai nulla per scontato. Un ultimo, importante concetto che ci rappresenta è l’eliminazione dell’inutile, del superfluo, e la ricerca della semplicità e della pulizia dei sapori. Come si traduce nel menu studiato per questa iniziativa?

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Abbiamo studiato un menu fresco ed estivo: due antipasti, uno di pesce e uno prevalentemente vegetale, un secondo classico, interpretato usando il manzo al posto del vitello, infine lo Sfogliamisù, un dolce che racchiude gli elementi del tiramisù abbinati a una croccante pasta sfoglia caramellata. Quattro portate da gustare fredde: una scelta fatta per garantire la qualità del prodotto e il piacere dell’esperienza. Un consiglio per valorizzare l’esperienza di fine dining “a domicilio”. “Nessuno ci conosce meglio di noi stessi”: in virtù di questo, crediamo che il modo migliore sia ricreare quel clima esperienziale che ricerchiamo in una cena gourmet. Consigliamo di mettervi a vostro agio e ricreare quegli stimoli che più vi rilassano e vi predispongono a passare una bella serata: un vecchio vinile di musica jazz, un tramonto su un terrazzo di Milano o semplicemente il calore delle persone con cui si ama condividere il bello della vita.


Elio Sironi Executive Chef del Ceresio 7 Brianzolo d’origine, cittadino del mondo per elezione: lo raccontano i suoi piatti che uniscono sapori esotici e tradizione della cucina territoriale italiana. Al suo attivo, diverse esperienze internazionali e un lungo percorso al Bulgari Hotel di Milano - dal 2003 al 2011. Dal 2014 guida il Ceresio 7, ristorante con piscina e vista sul nuovo skyline milanese. Come sta cambiando il mondo del food e della ristorazione? Il mondo del food sta assumendo una dimensione sempre più domestica ed è importante per i nostri ospiti sentirsi a casa anche quando sono al ristorante: questo si traduce in un mix di cibo di grande qualità in un ambiente di lifestyle e design con un servizio genuino e personalizzato.

Qual è la vostra filosofia in cucina? Il mio motto è “semplici, ma esigenti”: la semplicità è esigente, essenziale, avversa al superfluo e il vero lusso del famelico ospite è la comodità, sentirsi tranquilli e bendisposti di fronte a un piatto a prescindere dal suolo nel quale affonda le sue radici.

Come si traduce nel menu studiato per questa iniziativa? Il nostro menu vuole farti sentire al ristorante quando sei a casa tua. Il comfort di mangiare cibo di alta ristorazione tra le mura domestiche. Un consiglio per valorizzare l’esperienza di fine dining “a domicilio”. Bisogna puntare sull’atmosfera: consiglio una bella musica di sottofondo, preferibilmente strumentale; regolare le luci, se possibile, su un’intensità media. Non sottovalutiamo la cura della preparazione della tavola, con fiori freschi e candele.

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TRAVEL

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Un’estate italiana, in affitto È tempo di villeggiatura. Quella di una volta. Lo rivelano alcuni sondaggi. Che siano ville con piscina, casali nella campagna toscana o dimore di design, gli italiani cercano privacy, sicurezza e comfort a cinque stelle nel Belpaese. di Clara Scotti

Q Una delle proposte della piattaforma Airbnb, rigorosamente con piscina, divenuta conditio sine qua non per l’estate 2020.

ualcuno potrebbe paragonarla all’estate degli anni Sessanta, quella delle vacanze in famiglia, della villeggiatura in un posto fisso per lungo periodo, anche un mese intero. Da raggiungere rigorosamente dopo ore di macchina o di nave, per poi restare diverse settimane, in un ritmo giornaliero cadenzato e altamente rilassante. Niente viaggi a tappe o weekend con partenze intelligenti, ma una vacanza all’insegna del relax, e per alcuni dello smart working. 55


TRAVEL

Le ricerche di mercato condotte da Airbnb, colosso globale nel settore viaggi con oltre 7 milioni di soluzioni di soggiorno in oltre 200 paesi, hanno dimostrato che l’82% degli italiani trascorrerà le vacanze in Italia, contro il 55% dello scorso anno. I dati, rilevati nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 14 maggio 2020 e confrontati con lo stesso periodo dell’anno precedente sulla piattaforma che mette in contatto ospiti e padroni di casa, hanno mostrato un incremento del 21% nella ricerca di case indipendenti e ville, purché con alcuni servizi ritenuti essenziali. Quali? La piscina innanzitutto, ma anche la possibilità di portare animali domestici, la cucina accessoriata e l’aria condizionata. «Gli italiani hanno voglia di vacanze e l’aumento di ricerche sul nostro sito rappresenta il primo deciso segnale di ripresa», 56

ha commentato Giacomo Trovato, country manager di Airbnb Italia. «Distanziamento sociale e flessibilità nelle cancellazioni saranno requisiti fondamentali per prenotare in serenità» continua. «Per questo puntiamo soprattutto sulla promozione delle oltre 120.000 soluzioni indipendenti presenti sulla piattaforma e sulla possibilità di rimborso completo fino a pochi giorni dalla partenza, disponibile già oggi in oltre il 70% degli annunci». Al primo posto, sempre secondo la ricerca condotta da Airbnb, la Sicilia, seguita da Sardegna, Puglia e Trentino Alto-Adige. Sarà un’estate diversa, ma la voglia di vacanze resta. In alto, una delle proposte di Airbnb: Casa delle Suore, a Lisciano Niccone (Perugia). Pagina accanto, la lussuosa villa del XVII secolo sulle crete senesi proposta da Italy Sotheby’s International Realty. I suoi giardini sono riconosciuti tra i più belli d’Italia; può ospitare fino a 23 persone.


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TRAVEL

Ne è convinto anche Clemente Pignatti Morano, managing partner di Italy Sotheby’s International Realty, tra le più importanti realtà di intermediazione immobiliare di lusso: «All’inizio dell’emergenza, il mercato si era fermato e molte prenotazioni sono state cancellate. Anche perché oltre il 90% della domanda arriva dal mercato estero - spiega -. Prima di Pasqua, però, ha iniziato a muoversi il mercato Italiano e in pochi giorni le richieste sono esplose, registrando un aumento del 30-40% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno». Almeno due settimane, al mare o al lago, in compagnia della propria famiglia o di un gruppo ristretto di amici: è questo il panorama fotografato dal dipartimento Retreats di Italy Sotheby’s International Realty, dedicato agli affitti brevi di alta gamma, con un portfolio di case da mille e una notte, ma non riservate solo a star e vip. Irrinunciabile l’accesso al mare

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o il verde circostante, il wi-fi e la privacy. Dalla Liguria alla Costiera Amalfitana e alla Sardegna, dai grandi laghi (Como, Maggiore, Garda) alla campagna, prima tra tutte la Maremma. La parola d’ordine, continua Pignatti Morano, è flessibilità: «Prima era previsto un acconto non rimborsabile e il saldo a 60 giorni dalla data di arrivo, ora ogni richiesta viene valutata singolarmente». Si riscopre il piacere di vivere all’aria aperta e di stare in famiglia, che sia in un tipico baglio siciliano sull’isola di Favignana, con piscina scavata nel tufo e terrazza con vista su Cala Rossa, o in un trullo immerso tra gli ulivi dell'entroterrra pugliese. Due delle proposte che si possono trovare sul sito di The Thinking Traveller, tra i riferimenti più interessanti nel panorama viaggi e proprietà in affitto a cinque stelle. La società, nata nel 2002 dalla visione di due imprenditori,

Rossella e Huw Beaugié, gestisce l’affitto di 220 dimore nel Mediterraneo, con una spiccata presenza in Sicilia - comprese le isole Egadi e Eolie - e Puglia. Una formula ormai consolidata, votata ai Condé Nast Traveller Readers' Choice Awards come brand numero 1 al mondo nell’affitto di ville di pregio per le vacanze, dal 2016 e per 4 anni consecutivi. Con un portfolio esclusivo (nel vero senso del termine, poiché tutte le proprietà sono gestite con accordi esclusivi e quindi non reperibili su altri siti o piattaforme), ogni dimora deve rispettare alti parametri per assicurare un’esperienza unica.

In basso e nella pagina accanto, Villa Don Arcangelo all’Olmo, ai piedi dell’Etna, in Sicilia, tra le proposte di The Thinking Traveller. Foto di Federico Cedro.


«Stiamo registrando un forte incremento di richieste per ville che offrano privacy assoluta e ampi spazi esterni. Siamo felici di poter ricominciare anche a organizzare le nostre “think experiences”: molto richiesti l’affitto di biciclette e le escursioni private sull’Etna con un esperto vulcanologo che possa prendersi cura del gruppo privatamente». Rossella Beaugié The Thinking Traveller

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#LACULTURANONSIFERMA

Arte Tascabile Il lockdown ha creato uno stravolgimento nel mondo del "sapere". Un vero e proprio disastro economico - molti musei, mostre e istituzioni non hanno ancora riaperto per mancanza di fondi e aiuti pubblici - in parte affievolito dalla potenza divulgativa del digitale. Grazie alla tecnologia, infatti, sono nate idee e collaborazioni, che hanno fatto crescere l’attenzione sul settore e su realtà come Vitruvio Virtual Museum, che, dal 2013, progetta e realizza esperienze in realtà virtuale e aumentata per poli museali. Andrea Concas, gallerista e collezionista, l’ha chiamato il tempo della “slow art”, il tempo per conoscere meglio l’arte, l’archeologia e la cultura, ammirando, riflettendo e interpretando millenni di storia. E in attesa di tornare alla normalità e di quel metro di distanza tra noi e le opere, in questo caso tutto positivo, possiamo continuare a “navigare” nella bellezza. Anche da lontano. di Margherita Tizzi

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Museo Gypsotheca Antonio Canova Per The New York Times, il suo profilo Instagram è “da tenere sott’occhio”. Perché, durante il lockdown, il complesso museale di Possagno, composto dalla casa natale e dalla Gyspotheca del grande scultore neoclassico, ha costruito una strategia di comunicazione mirata a ironizzare sulla pandemia, cercando di alleggerire gli animi. Il tutto veicolato dalle oltre 350 opere conservate, tra sculture, bozzetti, tempere e dipinti. «In quarantena abbiamo dovuto ripensare i contenuti ed è stato possibile grazie alla passione e alla dedizioni dei nostri collaboratori (età media 37 anni, ndr.) che, con diverse professionalità e in modo veloce e snello, si sono semplicemente parlati - racconta Laura Casarsa, responsabile comunicazione e marketing della fondazione -. Con il format "Canova da Casa", le guide ufficiali del museo hanno continuato a intrattenere il pubblico degli affezionati e dei professionisti attraverso dirette Facebook e visite virtuali disponibili su YouTube e Instagram, che, visto l’ottimo risultato, continueremo a proporre. "Storie dal Museo", invece, è dedicato alle famiglie: abbiamo trasformato i miti scolpiti dal Canova in una fiaba grazie all’aiuto del fumettista Valentino Villanova; i disegni da colorare si possono scaricare dal blog del museo. Infine, con "L’arte ai tempi del coronavirus" abbiamo voluto avvicinare nuovi possibili visitatori e creare curiosità». In questo caso, tra le fotografie che hanno fatto il giro del web, Adone e Venere che si guardano accompagnati dalla didascalia “Tesoro ho comprato l’amuchina”, e Perseo e Medusa in versione “Avevo detto ad un metro di distanza”.

Fondazione Canova Onlus, Gypsotheca e Museo Antonio Canova, via Canova 74, Possagno (TV). Informazioni su museocanova.it. Facebook, Instagram e YouTube @museocanova.

Pinacoteca Agnelli Attraverso i social, la Pinacoteca Agnelli suggerisce quiz e attività da fare con i propri figli. Youtube, Facebook, Instagram e il sito ufficiale sono, dunque, a disposizione per chi vuole darsi a pillole di creatività. E su Spotify è disponibile una playlist di canzoni che ha a che fare con le opere in collezione, invitandogli utenti a contribuire sul tema. Pinacoteca Agnelli, Lingotto, via Nizza 213/103, Torino. Informazioni su pinacoteca-agnelli.it. Facebook @pinagnelli, Instagram e YouTube @pinacotecaagnelli.

Centro Pecci Peacock, lo scatto iconico del fotografo cinese Ren Hang, è un filtro Instagram. In occasione della mostra Nudi (fino al 23 agosto), prima personale in Italia dedicata al geniale artista scomparso tragicamente nel 2017 a soli 30 anni, il Centro Pecci di Prato presenta questo inedito progetto digitale: un filtro Instagram ispirato a una delle fotografie più note di Hang, che permette agli utenti di ritrarsi nella stessa posizione della modella dello scatto originale, ovviamente accanto al pavone, protagonista della scena. Il filtro è disponibile sul profilo Instagram del Centro Pecci. Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, viale della Repubblica 277, Prato. Informazioni su centropecci.it. Facebook @centropecciprato, Instagram @centropecci, YouTube @museopecci.

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#LACULTURANONSIFERMA

Galleria Deodato Arte Una mostra visitabile da un numero infinito di persone, grazie alla realtà virtuale sviluppata dai tecnici informatici della galleria Deodato Arte. Parliamo di Marco Glaviano Icons, la personale sul fotografo disponibile su deodato.com, dove il pubblico può ammirare gli scatti in un ambiente 3D, da diverse angolazioni, mentre si “passeggia” in uno spazio realistico, sebbene virtuale. La mostra, con best seller e foto unposter, ripercorre la carriera di uno dei fotografi italiani più apprezzati al mondo, che in quasi cinquant’anni di carriera ha realizzato ben 15 libri immortalando i personaggi più in vista del jet set internazionale. Deodato Arte, Milano - Porto Cervo - Saint Moritz. Informazioni su deodato.com. Facebook e Instagram @deodatoartegallery.

Fondazione Arnaldo Pomodoro Su exploreart.fondazionearnaldopomodoro.it, grandi e piccini possono andare in gita al Labirinto di Pomodoro di Milano dal proprio divano. Ad aspettarli, un percorso virtuale e tante attività divertenti e interattive, da condividere con i propri amici. Si comincia dalla presentazione dell’artista e del suo progetto, dopodichè, con una buona dose di coraggio, è il momento di entrare insieme in un susseguirsi di stanze, porte trabocchetto e misteriosi pertugi. Lo spaesamento è assicurato, ma prevarrà la voglia di scoprire il vero Labirinto negli spazi sotterranei dell’ex Riva Calzoni. Fondazione Arnaldo Pomodoro, via Vigevano 9, Milano. Informazioni su fondazionearnaldopomodoro.it.

Fondazione Merz Per raccontare i suoi primi 15 anni, la Fondazione Merz ha lanciato #FondazioneMerzRewind sui profili Instagram e Facebook, una condivisione quotidiana di immagini, testi e video della storia espositiva. Anche il Dipartimento Educazione attraverso il proprio profilo Instagram (@edu_fondazionemerz) accompagna la narrazione, ricordando i workshop e le attività formative affidate agli artisti che ne hanno segnato, con i loro interventi, l’evoluzione. Fondazione Merz, via Limone 24, Torino. Informazioni su fondazionemerz.org. Facebook @fondazionemerz, Instagram @fondazionemerz e @edu_fondazionemerz.

GAMeC In seguito al lockdown e a supporto di una raccolta fondi per l’ospedale della città, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporeanea di Bergamo ha aperto Radio GAMeC, una sorta di radio-Instagram dal fronte che condivideva testimonianze da Bergamo e dal mondo. Dopo 66 giorni di dirette quotidiane, la radio diventa Real Live, almeno fino al 23 luglio: una piattaforma di incontri dal vivo, interviste e performance su un palcoscenico speciale, il Videomobile dei Masbedo, realizzato per Manifesta 12 Palermo, che si trasferirà per l’occasione all’interno del cortile del museo. Tra gli ospiti coinvolti, Nic Cester, Cristiano Godano, Andrea Pennacchi, Alessandro Sciarroni e Virgilio Sieni. Galleria d’Arte Moderna e Contemporeanea, via San Tomaso 53, Bergamo. Informazioni su gamec.it. Facebook @gamec.ufficiale, Instagram @gamec_bergamo.

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MIBACT L’arte ti somiglia è stata una delle tante iniziative digitali promosse dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, per viaggiare nel patrimonio italiano durante il lockdown. L’invito è ancora valido: partecipate ai virtual tour dei musei italiani, degli archivi e delle biblioteche, dei teatri e dei parchi archeologici, per scovare somiglianze tra voi, ciò che vi circonda (animali, abiti, ambienti della propria casa) e i capolavori. Inoltre, sul profilo Instagram del Mibact si può continuamente mettere alla prova la propria cultura e ci si può tenere aggiornati sulle riaperture di tutti i luoghi dell’arte del Belpaese. E ci si può lasciare ispirare da antiche carte geografiche, manifesti pubblicitari del Novecento che hanno reso celebri diverse località balneari, fotografie d’epoca e illustrazioni di paesaggio per pianificare il proprio viaggio in Italia. Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, informazioni su beniculturali.it. Facebook, Instagram e YouTube @mibact.

Scuderie del Quirinale A distanza di cinquecento anni dalla morte di Raffaello, il più grande pittore del Rinascimento, la mostra, organizzata dalle Scuderie del Quirinale insieme con le Gallerie degli Uffizi, propone un percorso ineguagliabile per osservare da vicino le invenzioni dell’Urbinate. Articolata secondo un’idea originale, ripercorre a ritroso l’avventura creativa del pittore, da Roma a Firenze, da Firenze all’Umbria, alla nativa Urbino. Posticipata fino al 30 agosto per dare la possibilità ai cittadini e ai turisti di godere dell’esposizione, chiusa subito dopo l’inaugurazione a causa della pandemia, video-passeggiate all’interno delle sale, approfondimenti e incursioni nel backstage sono disponibilianche sui social e sul sito ufficiale, dove si possono pure scaricare attività per i bambini, da locandine da colorare a “trova le differenze”. Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio 16, Roma. Informazioni su scuderiequirinale.it. Facebook, Instagram e YouTube @scuderiequirinale.

MART Il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto presenta "Entrare nell’opera", un progetto di didattica a distanza, per accompagnare studenti e insegnanti alla scoperta di alcuni tra i maggiori capolavori delle collezioni permanenti. Il titolo è preso in prestito da un’opera di Giovanni Anselmo, custodita nel museo. Otto sono i kit di studio e approfondimento scaricabili dal sito del Mart, ognuno dei quali si compone di un video, di materiali sull’opera e sull’artista, e di esercizi. Tra le opere da studiare, quelle di Campigli, Depero, Merz e Vedova per le classi della scuola primaria, e quelle di Gupta, Melotti, Russolo e Severini per la secondaria. Mart, corso Bettini 43, Rovereto (TN). Informazioni su mart.trento.it. Facebook e YouTube @martrovereto, Instagram @martmuseum.

Foto di Jacopo Salvi

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COME FUNZIONA? Scarica la app Dine Up, disponibile su Apple Store e Google Play, scegli tra tutti i ristoranti partecipanti, pregusta il menu di quattro portate e attendi comodo la consegna. Ogni chef ha studiato un tasting menu, per un viaggio nel gusto che porta il Socio a sperimentare la sua filosofia in cucina. Ad arricchire l’esperienza, un packaging green e sul sito brevi video che presentano l’esperienza proposta da ogni chef oltre a una playlist dedicata per accompagnare la cena gourmet. Per ogni ordine, ai Soci Diners verrà riservato un esclusivo gift: un delizioso dolce della pasticceria Fusto Milano. Dopo molti mesi è finalmente giunto il momento di togliersi il grembiule, sedersi a tavola e assaporare il fine dining in una nuova veste, unica e irripetibile, nella comodità della propria casa. Scarica l’app Dine Up dagli store Google e Apple Segui e condividi su: FB @tastefestivalsitalia Instagram @tastefestivalsitalia YouTube @Taste Festivals Italia Twitter @TasteOf_IT Con gli hashtag ufficiali: #tasteathome, #tastediningfestival, #dineup tastefestivalsitalia.com/dining-festival 70


CLUB

«Partecipare a Taste Dining Festival è un modo per ribadire vicinanza e comunanza al mondo della gastronomia di qualità, così apprezzata dai nostri Soci e che fa parte del nostro DNA, ma anche supportare con iniziative originali e innovative la ristorazione dopo mesi di difficoltà a causa del lockdown». Camilla D’Alfonso, Head of Marketing e Communication di Diners Club Italia

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A TUTTI COLORO CHE HANNO DONATO, GRAZIE

Durante l’emergenza Covid-19, Diners Club Italia si è attivata per essere al fianco di chi aveva più bisogno di sostegno. È iniziata così la raccolta fondi a favore di Croce Rossa Milano: una realtà in prima linea, in una delle città più colpite dal virus, che non ha mai fatto mancare il proprio impegno grazie ai tanti operatori e volontari. Il nostro ringraziamento va a tutti i Soci che hanno partecipato all’iniziativa offrendo il loro contributo. La cifra raccolta con le donazioni è stata raddoppiata da Diners Club Italia per raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissati e i fondi sono stati versati interamente a Croce Rossa Milano. La sottoscrizione a favore di Croce Rossa Milano è una delle iniziative del programma “Dine for Change” promosso da Diners Club International per sostenere, incentivare, comunicare la partecipazione dei propri Soci a supporto di cause di pubblico interesse. #DineForChange #proudtobeDiners


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