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Giglio Reduzzi Viaggi

Viaggi Viaggi

Viaggi e ee Personaggi Personaggi Personaggi e Personaggi


Giglio Reduzzi

Viaggi e Personaggi

Edizioni Youcanprint


Copyright © 2011 YOUCANPRINT EDIZIONI Via roma 73 - 73039 Tricase (LE) Tel. /Fax 0833.772652 info@youcanprint.it www.youcanprint.it

ISBN: 9788866183877 Prima edizione digitale 2011 Questo eBook non potrà formare oggetto di scambio, commercio, prestito e rivendita e non potrà essere in alcun modo diffuso senza il previo consenso scritto dell’editore. Qualsiasi distribuzione o fruizione non autorizzata costituisce violazione dei diritti dell’editore e dell’autore e sarà sanzionata civilmente e penalmente secondo quanto previsto dalla legge 633/1941


Indice Preambolo

05

Umberto Barnato

07

La Ciata

11

I Roncalli

15

Il mio primo viaggio di lavoro

25

A cena con lo Sceicco

31

A pranzo con Vittorio Necchi

35

Papeete

39

King Abdullah Bin Abdulaziz

41

Shah Hagy Abdullah

45

Toots Shor

51

Le Apparizioni di Bonate

55

John PerĂŹco

57

Nilvano Tocci

61

Sordevolo

65

Edoardo

69

Paolo

73

3


I fratelli Coter

77

Sana’a

79

Una notte di terrore

85

Bagdad

91

La Cina che non c’è più

95

Andrea Agoston

97

Appendice: 

Cronologia

101

Luoghi visitati

103

Fotografie

105

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Preambolo Tutto ha avuto inizio quando l’ing. Umberto Barnato , direttore generale della società per cui lavoravo (Piaggio Aeronautica), mi disse: Se io sapessi scrivere come Lei, scriverei di…..Cosa mi disse in seguito non ricordo, perché nella mia mente, com’era logico, rimase impressa solo la prima parte di quella frase. Infatti, dato che io avevo un’alta considerazione per quella persona, quella frase costituiva per me una specie di imprimatur ufficiale. E’ così che, non appena ne ebbi il tempo, mi misi a scrivere, seppur limitandomi, per prudenza, ai territori a me più familiari, quali quelli della politica e, in parte, della religione. (*) Poi, più tardi, qualcuno nella mia cerchia di famigliari (mia moglie Pierangela) e di amici (Gianni Cardani) mi suggerì di piantarla con la politica e di scrivere invece delle mie esperienze di vita, che trovava degne di essere ricordate. E’ da quel suggerimento che nasce questo libro, tutto dedicato ai ricordi personali. Ed avendo deciso di iniziare il mio racconto parlando dei miei viaggi e dei vari personaggi che ho avuto l’opportunità di conoscere, comincerò proprio da quella persona che mi ha fornito la licenza di uccidere. Pardon: di scrivere. Cioè da Umberto Barnato.

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Per ovvie ragioni non parlerò invece, né prima né dopo, dei miei famigliari, benché pure tra loro non manchino i personaggi (come mio fratello Temy, vero talento musicale, e mia sorella Giuliana, arrivata a sedere in Parlamento), anche perché di loro ho già parlato in un documento scritto per pochi intimi. (Farò un’eccezione per mia zia Annunciata, ma solo per introdurre una nota divertente.)

_______________________________________________ (*) I miei primi scritti sono stati: 

I problemi irrisolti d’Italia alle soglie del terzo millennio / The unsolved problems of Italy on the threshold of the third millennium. Avon Books, London 1996 (Saggio bilingue non più in commercio)

La Sacra Sindone ed altro ancora/The Shroud of Turin and much more. St. Paul Press, USA 2009 (Raccolta di saggi bilingui disponibile nelle librerie online)

Berlusconi. The truth about Italy’s much maligned Premier. St. Paul Press, USA 2010 (Saggio in lingua inglese disponibile nelle librerie online)

Italia : I mali che tuttora affliggono il Bel Paese. St. Paul Press, USA 2010 (Saggio in lingua italiana disponibile nelle librerie online)

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Umberto Barnato L’ing. Barnato è morto un paio di anni fa, ultranovantenne, cioè ad un’età in cui, quando muori, non c’è nessuno che piange. A funerali avvenuti, volevo ricordarlo sulle pagine del mio giornale preferito, ma , avendo avvertito poca condivisione tra i suoi figli, misi in archivio il testo che avevo preparato. Lo tiro fuori adesso, sperando che la famiglia non si dispiaccia, perché, pur trattandosi di un necrologio, mi sembra che esso descriva abbastanza compiutamente, seppure in estrema sintesi, la ricca personalità di questo personaggio. Riporto il testo senza alcuna modifica. La scorsa settimana è mancato l’ing. Umberto Barnato, classe 1914. Un grande ligure, che, se solo fosse stato meno riservato, avrebbe attirato (e meritato) ben altra attenzione da parte dei media e del grande pubblico. E’ morto a S. Damiano di Stellanello, nell’entroterra ligure, all’incrocio

tra le province di Savona ed Imperia. Era il luogo

d’origine di sua mamma e l’ingegnere (così lo chiamavamo) lo aveva scelto per il suo operoso riposo.

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Infatti, tanto per non rimanere con le mani in mano, egli utilizzò il suo buen retiro per trasformare il fondo materno in un fiorente oliveto, in grado di produrre uno dei migliori oli nazionali. In precedenza era stato direttore generale della Rinaldo Piaggio (nota come Piaggio Aeronautica) e, prima ancora, braccio destro del dr. Enrico Piaggio e principale artefice del successo commerciale della “Vespa”. Tra queste due attività in campo industriale ne inserì una nel settore agricolo, acquistando e sviluppando, in Kenia, una grossa farm, tipo quella di Karen Brixen, resa popolare dal film “Africa addio”. Questa esperienza africana ha iniettato il mal d’Africa nella sua famiglia, tant’è che il figlio Giuseppe, detto Chio, benché ingegnere egli stesso, da anni vive in Kenia, dove fa l’allevatore, occasionalmente coadiuvato da una sua sorella. Ma ciò che faceva dell’ing. Barnato un personaggio unico non erano tanto i suoi successi professionali, peraltro notevoli, quanto le sue doti umane, fatte di frugalità dei gusti, semplicità dei modi, affabilità nei rapporti. Benché sposato ad una nobildonna toscana (Francesca Castruccio) e nato agli inizi del secolo scorso (quando rango sociale e censo dettavano le regole dei rapporti interpersonali), l’ingegnere metteva tutti a proprio agio, iniziando con la scelta della lingua e quindi

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spaziando dal dialetto ligure, all’italiano, all’inglese e, se necessario, allo swahili. Di persone così non ne nascono più e chi, come me, ha avuto il privilegio di conoscerlo, il meno che potesse fare era di scrivere queste poche righe a suo perenne ricordo. Questo il testo che avevo preparato e che rimase inedito. Mi ricordo bene di questo straordinario personaggio, perché egli mi portò con sé in molti viaggi, specialmente in Africa Orientale, dov’era di casa. In particolare ricordo il viaggio che insieme facemmo in Kenia, durante il quale organizzò un mio breve soggiorno al “Treetops Lodge” , il famoso albergo costruito dagli inglesi sugli alberi. Con lui soggiornai a lungo a Mogadiscio, uno dei pochi luoghi in cui riuscimmo a vendere degli aerei, peraltro mai pagati. Erano i tempi di Siad Barre,

quando la Somalia era ancora

formalmente unita. Già allora non c’era nulla nella capitale che funzionasse. Mi immagino adesso. E’ ancora con l’ing. Barnato che ho compiuto quella mia memorabile visita a Riyadh di cui dirò in seguito.

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