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Giglio Reduzzi Giglio Reduzzi

Le stranezze del Credo Cattolico Le stranezze del Credo Cattolico

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Giglio Reduzzi

Le stranezze del Credo cattolico

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Copyright © 2011 YOUCANPRINT EDIZIONI Via roma 73 - 73039 Tricase (LE) Tel. /Fax 0833.772652 info@youcanprint.it www.youcanprint.it

ISBN: 9788866183891 Prima edizione digitale 2011 Questo eBook non potrà formare oggetto di scambio, commercio, prestito e rivendita e non potrà essere in alcun modo diffuso senza il previo consenso scritto dell’editore. Qualsiasi distribuzione o fruizione non autorizzata costituisce violazione dei diritti dell’editore e dell’autore e sarà sanzionata civilmente e penalmente secondo quanto previsto dalla legge 633/1941


Indice Preambolo

5

La Preghiera

9

La Redenzione

13

Agnus Dei

17

La Resurrezione

19

Il peccato originale

23

Ges첫 e Sua Madre

25

Le debolezze umane di Ges첫

31

Altri Saggi: 1.

Il dialogo ecumenico della Chiesa Cattolica con la Chiesa Ortodossa di Russia

37

2.

La morale sessuale della Chiesa Cattolica

47

3.

Uno sguardo oltre la morte

63

4.

La Sacra Sindone

81

5.

Le colpe storiche della Chiesa Cattolica

95


Preambolo Nonostante io sia un cristiano praticante, ci sono cose nel nostro Credo che non capisco. Non parlo dei grandi misteri (Eucarestia, Resurrezione, ecc.) su cui c’è poco da dire: o li accetti

o li rifiuti. Ed in

quest’ultimo caso non puoi chiamarti cristiano. Mi riferisco alle questioni di dettaglio, oppure anche alle grandi questioni, ma limitatamente al linguaggio usato per presentarle. Linguaggio che, nonostante il lavoro di semplificazione ed aggiornamento attuato dal Concilio Vaticano II, continua, secondo me, ad essere poco chiaro. Una mancanza di chiarezza che, a mio avviso, ha diverse origini, come: •

l’impiego di parole cadute in disuso,

l’uso di espressioni tratte, senza fornire adeguata spiegazione, dal contesto semitico, dove invece erano chiarissime,

la mancata (od insufficiente) illustrazione del valore simbolico di alcune espressioni (tipo Agnus Dei),

5


il timore dei padri conciliari

che, introducendo

parole nuove, ne risultasse alterato

il depositum

fidei. Ebbene, io mi riprometto in questo saggio di esaminare alcuni di questi passaggi di difficile comprensione ed, in qualche caso, di suggerire come gli stessi potrebbero essere riproposti con linguaggio moderno. Purtroppo non ho alcuna preparazione specifica per affrontare questi argomenti. Ho però due fortune: •

avere un cervello ancora funzionante,

accingermi a questo lavoro senza il timore di finire sul rogo con l’accusa di eresia.

Vorrà dire che, se sbaglio, mi “corrigerete”, come disse una volta Giovanni Paolo II. Io infatti rimango aperto, non solo a ricevere le critiche, ma anche, se necessario, a far marcia indietro. Perché il mio giudizio sulla Dottrina Cattolica è un giudizio globale ed è largamente positivo, per cui non è certamente il dissenso su un singolo punto che può farmi cambiare idea. Una volta queste cose non si potevano fare:

bastava

distinguersi su una questione di dettaglio per finire sul rogo o, nella migliore delle ipotesi, scomunicati.

6


Fortunatamente non è più così. Anzi credo che la Chiesa veda di buon occhio un’interlocuzione di questo tipo, costruttiva e priva di ogni asprezza polemica.

7


8


La preghiera

Secondo la Dottrina Cattolica esistono diversi tipi di preghiera, ma, a mio avviso, essi sono essenzialmente riconducibili a tre: •

la preghiera di supplica/intercessione

la preghiera di ringraziamento e

la preghiera di lode.

Il primo tipo di preghiera è quello con cui si chiede a Dio, o ai Suoi santi (nel qual caso la preghiera diventa di intercessione) la concessione di una grazia. Il secondo quello con cui si ringrazia Dio per averla concessa. Il terzo quello, meno interessato, con cui si tessono le lodi del Signore.

Fin qui nulla di strano. Quello che trovo strano è che la Chiesa ci chieda di pregare in continuazione, senza peraltro precisare a quale tipo di preghiera si riferisce, ma lasciando intendere che quella volta a tessere le lodi del Signore è certamente da preferire perché priva di contenuto egoistico. Come il Rosario.

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La Chiesa di Roma non è isolata nel fare questa richiesta. La stessa Madonna che appare quotidianamente e da molti anni a Medjugorie non omette, in ogni suo messaggio, di raccomandare “digiuno e preghiera”. Ebbene io mi domando che bisogno abbia Iddio delle nostre preghiere. Vediamo, punto per punto, le mie motivazioni.

Preghiera di supplica. Si chiede a Dio di guarirci da una malattia, oppure di aiutarci a superare un momento difficile. Ma come: Iddio non dovrebbe essere Colui che sa tutto di noi, al punto che, dopo la nostra morte, ci assegnerà un posto in Paradiso commisurato ai meriti acquisiti su questa terra? Dunque perché dovremmo segnalarGli reiteratamente le nostre necessità? Non le vede da sé? Tutt’al più potremmo rivolgerGli una sommessa, rispettosa supplica una tantum. Anche perché le buone maniere insegnateci dai nostri genitori escludono che una cosa possa essere rifiutata, ma vietano nel modo più assoluto di chiederla.

Preghiera di ringraziamento. E’ l’unica forma di preghiera comprensibile, purché non si cada nella petulanza. Tra l’altro è l’unico caso in cui la

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Le stranezze del Credi Cattolico