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E-BOOK MASSIMILIANO ZARRILLI

il MEGLIO di TE L’evoluzione della crescita personale

Prefazione di Enrico NASCIMBENI e di Italo PENTIMALLI Il meglio di te di Massimiliano Zarrilli


Gentile lettrice, Gentile lettore, come hai potuto verificare, per leggere e stampare questo eBook non abbiamo inserito nessuna password. In questo modo abbiamo voluto rendere il più facile possibile l’utilizzo del testo, sia che decidi di leggerlo direttamente da un monitor oppure stamparlo. L'unica azione che non è possibile fare è il “copia e incolla” del testo per evitare la duplicazione illegale. Per ogni ulteriore chiarimento, puoi scriverci alla seguente email: info@massimilianozarrilli.it Buona lettura

Il meglio di te di Massimiliano Zarrilli


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2011

ISBN: 9788866184096

Copia dell’opera è stata depositata per la tutela del diritto d’autore, a norma delle vigenti leggi.

Il meglio di te di Massimiliano Zarrilli


il MEGLIO di TE L’evoluzione della crescita personale

Il meglio di te di Massimiliano Zarrilli


Tutto ha un senso: trova il tuo e portalo a compimento. Non pensare al tempo che occorrerĂ , nĂŠ agli ostacoli che dovrai superare, nĂŠ al dolore che talvolta dovrai sopportare... anch'esso ha il suo significato sulla strada che conduce ai tuoi sogni.

Il meglio di te di Massimiliano Zarrilli


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Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.

Albert Einstein

A te che leggerai, desideroso di scoprire il segreto del successo, a chi affronta la vita con fiducia e a chi si sforza ogni giorno di migliorare almeno un poco la propria condizione.

Il meglio di te di Massimiliano Zarrilli

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Prefazione di Enrico NASCIMBENI “Tutti noi abbiamo una storia da raccontare”. Forse in queste parole è racchiusa tutta l’opera di Massimiliano Zarrilli. Le sue parole trasudano dolore e nitida cronaca di avvenimenti che hanno segnato la sua vita. Una cronaca spietata, a volte, descrittiva fino a sfociare nella poesia molto spesso. La poesia delle cose semplici della vita. Che a mio modesto parere sono quelle più importanti. Troppo facile è descrivere e magnificare un tramonto. Difficile è raccontare il quotidiano e renderlo bellezza. Cosa che questo scrittore-poeta fa magistralmente. Pier Paolo Pasolini, Montale, Moravia e mio padre Giulio mi dicevano sempre una frase molto banale e comune: “Scrivi come mangi”. Ma questa frase banale non è. Ed è pura e poetica verità. Ho letto con partecipazione questi racconti. Mi sono identificato nelle situazioni descritte. E quando il lettore si identifica vuole dire che l’opera e’ riuscita e toccante. Mi hanno insegnato che le prefazioni non devono essere troppo lunghe. E così sarà la mia. Massimiliano Zarrilli è un grande scrittore. Ha aperto i suoi cassetti e ha tirato fuori tutto quello che c’era da tirare fuori. In questa epoca di internet in troppi lo fanno ed in troppi si autodefiniscono scrittori o poeti. Non è così. Non è così semplice, per fortuna. Massimiliano Zarrilli è un poeta e uno scrittore. Vero. E questo mi consola e mi onora di poter scrivere e invadere con poche parole il suo libro.

Enrico Nascimbeni Enrico Nascimbeni, figlio di Giulio Nascimbeni, meglio conosciuto come Il signore della terza pagina del Corriere della Sera. Enrico ha vissuto quasi tutta la sua vita a Milano diplomandosi al liceo classico Beccaria, stringendo una grande amicizia con il cantautore Roberto Vecchioni che insegnava nello stesso liceo, e con il quale tutt’oggi è molto legato, avendo con lui collaborato scrivendo e cantando diversi brani tra i quali Vincent e L’ultima notte di un vecchio sporcaccione interpretata con Vecchioni durante il Premio Tenco nell’edizione del 2003. È stato inviato speciale durante la guerra dei Balcani a Sarajevo; queste incisive esperienze lo portarono a scrivere due libri. Dal 2001, dopo tanti anni di silenzio, ha ripreso a scrivere e ad interpretare i suoi testi da cantautore, facendo anche da autore per altri cantanti: Paola Turci, Syria, Tom Waits, Suzanne Vega, Leonard Cohen, Francesco Baccini, Marco Carta.

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Prefazione di Italo PENTIMALLI Ogni volta che inizio a leggere un libro, per me, è come un viaggio. Mi accompagna la curiosità della scoperta, quella che mi permette di scorgere - anche solo all’interno di una frase, o di una parola - la scintilla che mi farà salire a un livello superiore, che mi aiuterà a esprimere il meglio di me. E’ capitato anche a te di chiedertelo? Qual è il meglio di te? Domanda interessante, senza dubbio. Interessante perché, una volta scoperto in cosa consiste “il tuo meglio”, hai anche definito un aspetto fondamentale della tua esistenza: le tue aspirazioni e i tuoi limiti. Sono convinto sia diritto di ognuno non accettare niente di meno che “quel meglio”. Il libro di Massimiliano è speciale, proprio come lo è il suo autore. Perché Massimiliano ha molte doti e una, in particolare, ormai la conosco da tempo: una grande passione, una coerenza personale che si concretizza nella capacità di dare profondità a tutto ciò che dice. Massimiliano riesce a toccare le corde della mente, ma anche quelle del cuore e dell’anima… una qualità che pochi possiedono. Per cui, se posso darti il mio consiglio, è proprio quello di iniziare a leggere questo libro con l’idea che si tratti di un’esperienza nuova, tutta tua, perché è questo che rende le parole di Massimiliano così speciali. Massimiliano saprà trasmetterti fede, motivazione, speranza, determinazione. Quello che stai vivendo è veramente ciò che vuoi dalla tua vita? Se la risposta è “no” allora complimenti: hai fra le mani, proprio in questo momento, l’occasione giusta. Sono sicuro non te la lascerai sfuggire. Sono profondamente convinto che ognuno di noi abbia il diritto 11

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di vivere in base alle proprie aspirazioni, non in base ai propri presunti limiti (o peggio ancora in base ai limiti che altri hanno deciso per noi). Massimiliano è profondo, sincero, diretto, illuminante. Questa è la tua occasione. Saprai sfruttarla al meglio.

Italo Pentimalli

Italo Pentimalli è il fondatore del sito www.piùchepuoi.it con il quale dal 2003 diffonde il pensiero positivo in Italia insieme ad altri esperti formatori. Il sito raccoglie tra le altre cose, le sue riflessioni e gli spunti per migliorare la visione del mondo e di se stessi come approccio costruttivo alla vita.

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Introduzione

Il desiderio di tutta una vita

Il desiderio è l’essenza dell’uomo.

Benedetto Spinoza Filosofo olandese

Era Natale anche quella volta: me lo ricordo bene! Come sempre quel giorno era una doppia tortura, per me: da una parte il pensiero fisso sull’ennesimo fallimento e dall’altra la delusione di mia madre da asciugare cucendo stupide promesse. Era Natale anche questa volta e, anche questa volta, la scena era la stessa: un piccolo tavolo apparecchiato alla meglio per mangiare frettolosamente un primo, un secondo, il dolce e il caffè. E anche quest’anno il vento aveva spazzato via la felicità dal mio cuore. A un certo punto, esattamente al caffè, mia madre introdusse uno di quei monologhi capaci di trasfigurare l’esistenza. Si avvicinò e, versandomi il caffè, disse: «Figlio mio, ti voglio bene». E’ dura quando una mamma inizia a parlarti gettandoti addosso il peso di queste parole. Infatti subito dopo aggiunse: «Io sono anziana e non so quanto tempo il Signore vorrà farmi stare ancora qui con te. Allora voglio raccontarti una storia.» Mentre evitavo i suoi occhi, lei proseguì: «Avevi tre anni quando, con tuo padre, ti siamo venuti a prendere al collegio. Il giudice (e qui fece il suo nome come se si trattasse di uno di famiglia) ci aveva raccomandato di portare dei giochi o dei cioccolatini nell’eventualità che tu opponessi qualche resistenza: ci aveva detto infatti che spesso i bambini erano restii in quelle occasioni; molti piangevano perché non volevano lasciare gli amici. Così, assaliti dalla paura di un rifiuto, comprammo un pallone, delle macchinine e tanti cioccolatini da distribuire. Quando arrivammo 13

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davanti al collegio ci scese una gran tristezza nel cuore: era tutto buio, non c’era una luce accesa e per di più nevicava. Ricordo ancora il portone così grande e spettrale. Ad aprirci venne una ragazza piuttosto timida che ci chiese cosa o chi stessimo cercando. Tuo padre gli mostrò i documenti del giudice e la ragazza andò ad avvisare la madre superiora. Quando tornò ci trovammo davanti una suora minuta e gentile che, dopo aver visionato i documenti, esclamò: ‘Proprio adesso che l’avevo messo a letto!’ Comunque, giacché il giudice ci aveva autorizzato, ci disse di aspettare e uscì dalla stanza. Tremavamo come foglie scosse dal vento pensando alla tua reazione. Ci guardavamo in faccia come per dire ‘speriamo’. D’improvviso, da dietro una porta, ti vedemmo entrare insieme alla suora. Ti portò accanto a noi e aggiunse: ‘Massimo, questi sono i tuoi genitori’. Io e tuo padre non sapevamo cosa fare. Mi chiedevo se fosse il caso di tirare fuori il pallone oppure le macchinine. Tuo padre era indeciso se prendere la tua manina oppure abbracciarti. Tu, invece, battesti tutti sul tempo. Ti avvicinasti a tuo padre e lo abbracciasti. E che abbraccio! Fu così forte, così sentito, che tuo padre – un uomo che non avevo mai visto piangere – si sciolse come la neve. Non ci avevi dato nemmeno il tempo di tirare fuori i cioccolatini, prendesti la mano di tuo padre e lo tirasti via in direzione dell’uscita. Lo tirasti così forte che la suora dovette inseguirvi lungo il corridoio per farti ringraziare Gesù, come voleva la prassi prima di andare via da quel posto. Dopo pochi minuti eri dentro il camion con cui ti eravamo venuti a prendere. Fuori nevicava. Durante il viaggio non dicesti nulla. Eri seduto di fianco al finestrino con il nasino incollato al vetro e guardavi la neve che veniva giù tutto assorto. Era come se la vedessi per la prima volta: fissavi il cielo, quasi stessi cercando qualcosa lassù. A un certo punto mi feci coraggio e ti abbracciai. Provai a farti una carezza e mi accorsi che stavi piangendo. Non dicevi niente, ma io capii che in quel momento stavi parlando con il cuore. Pensai: ‘Così piccolo e già tante lacrime!’ Nessuno di noi fu capace di proferir parola durante tutto il viaggio. 14

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La neve scendeva leggera, delicata, per poi posarsi intorno a noi, dentro di noi. Aveva cancellato i colori del mondo, ma aveva reso tutto più incantevole. Arrivati a casa la prima cosa che facemmo fu vestirti con abiti nuovi. Mentre ti liberavo dei vecchi pantaloni mi accorsi che avevi le gambe infilate nello stesso buco delle mutandine. Non lo dimenticherò mai. Da quel momento ti ho abbracciato con il cuore, con la mia anima e con tutta la mia vita. Eri mio figlio, lo sentivo fin dentro le ossa e per noi eri il desiderio di tutta una vita. Mi ritornarono alla mente le parole della suora: ‘E’ un bambino speciale: basta guardare i suoi occhi e lo capirete. Non sono luminosi come gli occhi degli altri bambini della sua età, ma hanno un colore infinitamente profondo. Tutte le sere, prima di andare a dormire, si mette alla finestra e ci resta per un po’ a fissare le stelle, in silenzio. Non sa spiegarmi perché lo fa, ma dice che gli piace. Una sera guardandomi mi ha chiesto: ‘Quanto sono lontane le stelle, mamma Maria?’ Mi ha colto impreparata, mi era difficile rispondere a quella domanda di per sé semplice. Riuscii a rispondere soltanto: ‘Sono lontane, ma se lo desideri molto puoi raggiungerle’. Da quella sera non mi ha più chiesto nulla. Sembrava che stesse pensando alle stelle, o che le contasse, le desiderasse. E’ un bambino speciale, ricordatevelo!’ Io l’ascoltavo mentre in me quel buco nello stomaco si allargava sempre di più.” «Lo sei davvero, figlio mio» disse ancora mia madre. «In questi anni mi hai donato la gioia più grande che una donna possa desiderare per sé: mi hai donato il sorriso, la tenerezza, la paura di perderti e mi hai insegnato ad amare. Io e tuo padre abbiamo vissuto per te, con te, ogni giorno. Ogni giorno abbiamo costruito il nostro futuro pensando al tuo bene. Abbiamo lavorato tanto, abbiamo sacrificato quanto di più importante si possa sacrificare per vederti felice, per ridare ai tuoi occhi i colori più caldi e al tuo cuore il vigore per renderti forte, sicuro, leale e sincero. Mi hai dato la possibilità di imparare a fare la mamma e l’amica, e imparando ti ho trasmesso quei valori che io e tuo padre 15

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