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2011 o n r e v in e u d o numer

a i m o n o c E , a r u t l u C , a t i V a n n e v a R a da Orte

IN QUESTO NUMERO: ... e lo chiamarono Parco Eolico... un mega progetto da non realizzare! L’Aquila reale è in pericolo!

La vera causa delle alluvioni Dove va la medicina I valori dello sport giovanile CORRISPONDENZE DA: Verghereto, Todi, Terni, Perugia, Città di Castello, Mercato Saraceno, Forlì, Cesena, Ravenna GIO AG M O PIA CO

Euro 2,00 DA PAG. 10 LA GUIDA DELL’E45


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La guida dell’E45 10 11 12 13

Gommisti Elettrauto Meccanici Metano

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Un autogrill ecologico Le vere cause delle alluvioni 11/13 Sport giovanile 14/16 Dove va la medicina 17/19 Parco Eolico 23 Animali dell’E45 24 L’Adriatico-Tiberina

Il Giornale dell’E45 - numero due inverno 2011 - trimestrale

14/15 16 18 20

26 30 31 32 33-34 36 38

Farmacie Aree sosta camper Hotel scelti Ristoranti scelti

Sapeur Il fumetto Le pasquelle Inverno in cucina Sogni d’oro Il racconto Astrologia

Supplemento a Re Nudo, n° 11, inverno 2011 Registrazione del tribunale di Siena n°591 del 3 febbraio 1994 Direttore responsabile: Majid Valcarenghi Amministrazione: Associazione Culturale Rivoluzione Naturale, Via Orselli, 36/A - Forlì Coordinamento Redazionale: Fabrizio Zani Hanno collaborato a questo numero: Saverio Freddi, Antonella Guidi, Gabriella Zevi, Nicoletta Ferroni, Alfonso Guizzardi, Marco Maddalena, Simonetta Marucci, Silvia Ferri, Angelo Casali, Simona Massa, Claudio Maddaloni. Progetto Grafico e Impaginazione: Angelica Belli

PER LA PUBBLICITÀ SU QUESTE PAGINE annunci@e-45.it cell. 348 4727931 - 333 1207904 INFO: redazione@e-45.it

Questo giornale è stampato dalla Nuova Tipografia Forlimpopoli (FC) L’editore è a disposizione per immagini di cui non sia stato possibile rintracciare il copyright

“Il Laboratorio della Vita” - Associazione di Promozione Sociale - con il Patrocinio del Comune di Cesenatico

organizza il Convegno TINA BERTUZZI “ANGELI E LUCE” Alexia Palace Hotel, Viale Cavour, 20 Cesenatico 17 - 18 dicembre 2011 Sabato 17 dicembre 2011 Ore 14.00 Apertura segreteria Ore 15.00 Apertura convegno e presentazioni Ore 15.30 “ Chi sono gli Angeli?” - Siracusa Venera Ore 16.20 “ Lo sguardo di un angelo su di me” Manuela Racci Ore 17.10 Pausa caffè Ore 17.30 “ Collaborare con la Luce” Stefania Valentini e Luca Medici Veritti Ore 18.30 “Gli Angeli attraverso la Bibbia” Don Pasquale Gentili Ora 19.20 Cena Ore 21.00 “Telefonate dal cielo” Le Mamme raccontano

Domenica 18 dicembre 2011 Ore 9.00 “Meditazione con i cristalli” Federico Bassetti Ore 9.15 “Un Angelo dritto al cuore” Anna Fermi e Vittorio Ore 10.00 “ L’Albero della Vita” Gabriele Muratori Ore 10.50 Pausa caffè Ore 11.20 “Viaggio nei mondi invisibili. Come ritrovare la speranza quando si perde la persona amata. Esperienze personali e messaggi degli Arcangeli” Gian Marco Bragadin Ore 12.20 “La voce dei Cristalli” Federico Bassetti Ore 13.15 Pranzo Ore 15.00 “Luce da Luce” Silvio Bonatti Ore 15:50 “Gli Angeli esistono” Lina Cassano Ore 16.40 “Gli Angeli ballano gioiosamente con noi” Seline Vignoli

Per la durata del Convegno, saranno disponibili alcune sensitive per aiuto e sostegno alle persone che ne facciano richiesta. Saranno Presenti: Giancarla Padovan, Adele Napoleoni, Eliana Sergi, Stefania Valentini, Venera Siracusa, Fulvia Laghi, Alessandra Milani. L’iscrizione si effettua mediante il versamento del contributo di partecipazione individuale di 30 € per i due giorni, WUDPLWHERQLÀFREDQFDULRFROD Cassa di Risparmio di Cesena Filiale Gambettola IT 21 N061 2067 810C C010 0506 225 Intestato a “ Il Laboratorio della Vita” Indicare nella causale: nome, cognome, numero di telefono n° dei partecipanti e se si intende di usufruire di cena e pranzo. Per diversa modalità telefonare allo 0541 - 1601223 IL RICAVATO SARÀ DONATO AGLI ALLUVIONATI DELLA LIGURIA E CONSEGNATO TRAMITE LA CROCE VERDE DI GAMBETTOLA


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EDITORIALE

Come uscire dalla

crisi?

di Angelo Casali

QUELLE CHE STATE PER LEGGERE SONO LE TESI DI LORETTA NAPOLEONI, ITALIANA MA DOCENTE DI ECONOMIA ALL’UNIVERSITÀ DI CAMBRIDGE

quello costituito da una politica di austerità che porti agli stessi risultati della Grecia, un po’ d’inflazione è il male minore. In Italia sarebbe applicabile una rinegoziazione del debito come è avvenuto in Islanda.

L

o stato di crisi in cui siamo sprofondati, deriva dalla nascita dell’euro che ha ingrassato le élite europee. In Italia sono il 10 percento della popolazione e detengono il 45 percento del patrimonio nazionale. La crisi vera e propria è iniziata nel 2007 con la storia dei subprime. Attenzione, però, noi non ci troviamo in presenza di una bolla finanziaria. Noi oggi siamo davanti a uno stato che ha usato il debito per proseguire una politica di malgoverno. Basti pensare allo scandalo che occupa tutte le prime pagine in questi giorni: escort usate per aggiudicarsi degli appalti. Da dove sono usciti tutti quei soldi? Dal debito statale, che ora gli italiani devono pagare. Ci sono state manovre per occultare il debito... All’inizio erano state delle manovre fatte per entrare nell’euro e avevano dato un impulso all’economia. Poi, però, questi stratagemmi avrebbero dovuto essere abbandonati, invece sono diventati prassi. Così come i privati truccano i bilanci, così ha fatto lo stato in tutti questi anni. Il nostro debito è aumentato da quando siamo entrati nell’Euro. L’Italia dovrebbe andare in un default pilotato, cosa che implica l’abbandono della moneta unica. L’uscita dall’euro permetterebbe una ripresa delle esportazioni e con esse una certa ripresa economica. C’è il rischio di importare anche l’inflazione, ma fra questo pericolo e Anno I - Numero 2

guiranno a stampare carta moneta per immettere liquidità continua. Sarà come carta straccia che andrà ad alimentare il mercato finanziario, senza influire sulla crescita economica. Noi rimarremo a crescita zero, intrappolati dentro a una deflazione inesorabile che ci impoverirà lentamente. Sarà come morire di un cancro terminale dolorosissimo, invece che per un attacco di cuore. Se s’intraprenderà la strada del default pilotato questa classe politica verrà spazzata via. Non a caso questa è una soluzione che non viene prospettata dalla politica. È una soluzione che deve essere chiesta dal popolo, come è avvenuto in Islanda quando a causa delle politiche finanziarie delle loro banche, gli Islandesi sono stati travolti dalla bancarotta. Ma siccome i detentori del nostro debito (ossia la grande finanza internazionale) sono furbi, così come in Grecia hanno pensato bene di mettere direttamente uno di loro a capo del governo, per spremerci sino all’ultima stila.

Uno stato sovrano può fare quello che vuole. Noi, tra l’altro, abbiamo un avanzo primario che ci consentirebbe di assentarci, per un po’ dal mercato dei capitali. Però queste sono decisioni che vanno prese. Invece di stare lì a farci dire da Bruxelles quello che dobbiamo fare, siamo noi che dobbiamo imporre le condizioni. Noi abbiamo la terza riserva aurea più grande al mondo. Settanta famiglie gestiscono il 45 percento della ricchezza nazionale. Basterebbe una patrimoniale e vendere un po’ d’oro. Se per evitare il fallimento degli stati più indebitati le banche centrali prose-

Forse non possiamo farci nulla, ma noi dell’E-45 ci tenevamo a che i nostri lettori fossero informati... almeno quanto gli studenti di Cambridge!...

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+30% +30% di di energia energia rinnovabile rinnovabile -- 30% 30% di di emissione emissione di di CO2 CO2 -- 30% 30% di di consumo consumo d’acqua d’acqua

CASEMUR ATE

sì, sì, sull’E45 sull’E45 aa Mensa Mensa di di Ravenna, Ravenna, fra fra Cesena Cesena ee Casemurate Casemurate

a cura della Redazione

USCITA

Un Autogrill ecologico?...... A

vvicinandosi, ci si chiede dove sia l’autogrill annunciato dai cartelli... il distributore è lì, con le sue pompe e i suoi colori, ma al suo fianco, una collinetta, o almeno quella che sembra una collinetta erbosa... Sorpresa... È un tetto verde. Per chi non mastichi di bio-architettura, il tetto verde è una grande ‘invenzione’. La copertura del fabbricato si realizza con una grande vasca, che viene riempita di terra... e la terra viene poi piantumata, o quantomeno seminata a prato. Una sorta di giardino pensile, che crea un’eccezionale protezione da caldo, freddo e umidità. Entrando nell'area di servizio, si incontra una grande facciata a vetri, da cui si scorge un interno luminoso e a prima vista confortevole... dalla parte opposta del locale, un’altra facciata a vetri, con balcone che si affaccia direttamente sulla campagna. Siamo dunque in un’area di sosta di nuova concezione. Un fabbricato di 400 inserito in un’area che si estende su una superficie di circa 20.000 me-

MENÙ NATALE 2011 - Antipasto misto “Osteria M'ami” - Cappelletti in Brodo di cappone - Lasagna verde al ragù di carne e porcini - Cosciotto d'agnello al forno - Lonza di maiale arrotolata alla zingara - Spalla di vitello al rosmarino - Purè di patate e verdure gratinate - Pandoro farcito Euro 30 - Bevande incluse

tri quadrati, progettata con l’obiettivo di realizzare un ambiente esterno ed interno piacevole e nello stesso tempo ottenere importanti risultati ambientali in termini di riduzioni di consumi energetici e di emissioni di CO2. Il tetto verde è una delle tante novità di una struttura commerciale progettata per diventare un laboratorio di sperimentazione per Autogrill. L’involucro è stato realizzato da una collina in blocchi di polistirene espanso modellati in opera con funzione di riempimento e di isolamento. La copertura è in terreno piantumato con edera. Per il sistema di riscaldamento e di raffreddamento dell’edificio è stata utilizzata la geotermia. Grazie al sistema geotermico il caldo ed il freddo necessari al locale nei diversi periodi dell’anno verranno in parte prodotti attraverso lo scambio termico ottenuto dalle sonde inserite nel sottosuolo e da un sistema di distribuzione a induzione. L’impatto generale dell’edificio comporta un forte abbattimento delle emissioni di CO2 in atmosfera e un MENÙ CAPODANNO 2011 - Buffet di antipasti misto - Tortelli di grano saraceno ripieni di ricotta di pecora con salsa ai carciofi - Risotto alla cipolla rossa con gelatina di moscato e gorgonzola - Guanciale di vitello con riduzione al vino rosso su purè - Zampone con lenticchie - Millefoglie con Chantilly e mandarino E in più: Musica, balli, lancio delle lanterne dei desideri per cominciare l'anno nuovo con un sogno e... tante sorprese con il brindisi! Euro 45 - Tutto incluso!!

Anno I - Numero 2 - IN COLLABORAZIONE CON L’ECO DELLA ROMAGNA -

risparmio del 30-40% circa sui costi di energia rispetto ad un tradizionale impianto di condizionamento. La progettazione degli interni è il frutto di un concorso internazionale di idee “Progettare per tutti” nato dalla collaborazione con la ONLUS “Spirito di Stella”. Un progetto che rientra nell’ambito della eco-sostenibilità: infatti il bancone interno oltre ad essere accessibile in ogni sua parte, da un bambino, da un anziano o da persone con problemi motori, è realizzato in materiali ecocompatibili e completamente riciclabili, tipo acciaio inox, legno massello e materiale 100% acrilico. EPIFANIA, 6 GENNAIO 2012 Torna a grande richiesta la CENA CON DELITTO!!!

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AUTO...

non inquinare si può Nasce la nuova Prius, Elettrico, Gpl, Benzina

Impianti Gas Auto

di Fabrizio Zani

E

’ in arrivo sul mercato italiano la nuovissima Toyota Prius. Quest’auto, elettrico-benzina, già eccezionale dal punto di vista ecologico, anche grazie al sistema di spegnimento automatico del motore (ogni volta che che ci si ferma a un semaforo, si spegne automaticamente, ripartendo solo in modalità elettrica) e al 95% di materiali riciclabili con cui è costruita, si presenta ora in versione aggiornata super anti inquinamento, grazie al nuovo sistema tri-fuel. Accanto al propulsore elettrico, che lavora da solo (se c’è un sufficiente livello di carica nella batteria) fino a 50km/h, il propulsore termico è, nel nuovo modello, alimentato sia a benzina che a GPL.

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La benzina serve praticamente fino a quando la temperatura dell’acqua non arriva a 40 gradi: da quel momento, abbiano un bi-fuel elettrico-gpl. Il motore elettrico durante la decelerazione e la frenata agisce da alternatore ad alta potenza, che permette di recuperare energia per ricaricare le batterie. Se pensiamo che nella versione benzina-elettrica si ha un consumo di 2,2 l/100 km ed emissioni di CO2 di soli 49 g/km, ci si può agevolmente rendere conto di quale eccezionale livello ha raggiunto la Toyota nella sua ricerca di per l’auto pulita. Info: oxisas@cervia.com

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Siamo rivenditori di zona di Landi Renzo, azienda leader nella produzione di apparecchiature per la trasformazione a gas delle auto. Distribuiamo i nostri impianti in esclusiva attraverso una rete di officine e installatori localizzati nelle seguenti province:

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Distruzione Distruzione dell’Humus, dell’Humus, disseccanti disseccanti agricoli, agricoli, abbandono abbandono dei dei terreni terreni ee distruzione distruzione di di siepi... siepi... per per migliaia migliaia ee migliaia migliaia di di ettari... ettari...

Le vere cause delle Alluvioni

USCITA

TODI

di Giuseppe Altieri - Agroecologo

APPROFITTIAMO DELLA CRISI INDUSTRIALE PER TORNARE ALLA CAMPAGNA E COLTIVARE BIOLOGICAMENTE

S

e non mettiamo a posto l’agricoltura, liberandola dalla chimica che distrugge l’Humus e dalle speculazioni commerciali che provocano abbandono, le alluvioni saranno sempre più pericolose... per la mancanza di trattenimento delle acque “a monte” nei terreni agricoli. Abbiamo oltre 25 miliardi di Euro di fondi comunitari di Sviluppo Rurale in Italia per il periodo 2007-2013 (ne sono stati spesi ad oggi meno della

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metà, e rischiamo di perderli anche per il prossimo periodo 2014-2020, se non li utilizziamo a dovere...) oltre ad almeno altrettanti fondi di cosiddetti Premi PAC di Sostegno al reddito degli agricoltori (con cui si continua a sostenere agricoltura chimica, ed allevamenti senza terra industriali, produttori di liquami inquinanti invece di fertile letame). Fondi destinati al cosiddetto “Sviluppo rurale” ovvero per la riconversione (obbligatoria e prioritaria per Regolamenti europei) verso la coltivazione Biologica, rimettendo in tal modo a posto i nostri campi oggi martoriati dalla chimica (disseccanti arancio che distruggono i microrganismi, irrorati prima della semina e sotto le vigne, i frutteti e gli oliveti, pesticidi in altissime quantità con molti residui nei cibi, ecc).

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Chimica che distrugge l’humus e la vegetazione che protegge la terra... terra che così non trattiene più l’acqua e si sfalda... provocando disastri le cui cause sono principalmente dovute alla diminuzione di sostanza organica stabile dei terreni, la vera e propria “spugna” che assorbe acqua fino a 10 volte il suo peso. Concausa aggravante è anche l’abbandono dei terreni e la mancanza di coperture autunno-invernali, oltre alla distruzione, iniziata negli anni ‘60 per una sfrenata meccanizzazione, delle piante idrofile come salici, Platani e pioppi, che evaporano migliaia di litri d’acqua al giorno lungo i fossi, i canali dei campi e in ultimo i fiumi... che ricordo a tutti, raccolgono le acque di migliaia di ettari di terreni agricoli e boschivi... che oggi

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vengono a saturarsi troppo facilmente, rilasciando a un certo punto l’acqua tutta insieme, così creando delle vere a proprie “bombe idriche”, che cadono a valle portandosi via tutto ciò che incontrano... Erodendo nel contempo i terreni che si sfaldano in fango, con incremento progressivo del problema della drammatica riduzione del “trattenimento d’acqua a monte”... Ciò e misurabile con attrezzature semplici messe lungo i fossi di scolo dei campi... Oggi vi sono fondi europei di sviluppo rurale immensi (in Europa oltre 200 miliardi di euro investiti) per rimettere le siepi, pagare tutti i mancati redditi, i maggiori costi, più un 20% per chi coltiva in biologico, per inserire le coltivazioni di copertura autunno-invernali intercalari tra le colture da raccogliere, per incrementare la biodiversità, proteggere le aree di interesse naturalistico (Natura 2000)... e sostenere tutte quelle pratiche agroambientali atte a prevenire le catastrofi e migliorare la fissazione del carbonio del terreno incrementando l’Humus (e risolvendo nel contempo l’effetto serra)... fondi utilizzabili e sufficienti per milioni di ettari. In tal modo ... “preservando la fertilità dei terreni per le generazioni future”... (Art. 44 della Costituzione Italiana, che tutela inoltre i diritti inviolabili alla salute e all’ambiente salubre, Art. 32, e Art. 9, regolando l’attività economica affinché tali diritti non vengano violati, Art. 41).

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Ma queste immense somme europee, per la miopia dei sindacati agricoli irresponsabili (Coldiretti, Unione Agricoltori, CIA) che sono molto spesso parti attive nelle proprietà dei consorzi agrari che vendono pesticidi... mentre concertano le politiche degli assessorati all’agricoltura... in palese conflitto di interessi... finiscono nelle tasche di chi abbandona i terreni senza coltivarli e, molto peggio, di chi compra pesticidi, per fare la cosiddetta “agricoltura integrata”, falsificandone le norme, secondo disciplinari che oggi prevedono usi di pesticidi molto superiori al normale impiego in agricoltura convenzionale. Ad esempio le autorizzazioni a disseccare i terreni prima di seminare con prodotti tossicissimi, a disseccare le file dei vigneti, oliveti, frutteti, consentendo oltre 30 trattamenti chimici sui frutteti e oltre 20 sui vigneti...

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Andate a vedere in tutta Italia per esempio, le zone dei vigneti con l’erba disseccata invece che tagliata, per esempio, le zone del Gavi in Piemonte (da cui l’Acqua scende in Liguria) o a Conegliano Veneto (tanto per ricordare un’altra alluvione terribile) e guardate i terreni a migliaia di ettari “arancioni” disseccati da contoterzisti ed agricoltori che corrono indebitati, senza preoccuparsi del futuro... e non hanno tempo di lavorare la terra come si deve... il tutto per risparmiare qualche/ha...!!! O, peggio gli oliveti “agente arancio” in primavera... sotto l’effetto del solito Glifosate (Roundup e prodotti similari), il diserbante più venduto al mondo, micidiale e presente in tutte le acque di falda così come altri micidiali pesticidi e diserbanti... Sulla non correttezza della Spesa Agroambientale europea (avviata nel lontano 1992) è intervenuta da almeno un decennio la Corte dei Conti Ue ripetutamente (Relazione n. 3/ 2005 e n. 7/2011 sulla Spesa Agroambientale delle regioni europee). Ma le regioni continuano imperterrite nei loro disastri a carico dell’economia agricola e della salute pubblica e dell’ambiente degli italiani. Mentre i consorzi agrari non riescono a riconvertirsi verso una “convergenza di interessi”... ovvero a vendere prodotti e ritirare raccolti Biologici ! Un disastro che è tra le principali cause di oltre 30 miliardi di spesa sa-

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Guida dell’E45 GOMMISTI RAVENNA Pneuscar Spa Via Trieste, 228, 0544 420230 Manucci - Via Cella, 465, 0544 563007 CESENA Pneus Group - Via Emilia P., 3333, 0547 346010 Pneus Gommaria - Via Cipro, 45, 0547 382511 SAN CARLO Savio Gomme - Via Frassati 95, 0547662011 MERCATO SARACENO Pineus Borello - Matteotti 43, 0547-91766 SAN PIERO IN BAGNO Battistini -Via A. Battistini 1, 0543 901393 SAN SEPOLCRO Eurogomme - Via De Gasperi, 34, 0575 720644 CITTA DI CASTELLO Geometria - Via Grandi 2, 075 8554287 Bartolini - Via Liguria, 393 5115550 SAN SECONDO Cenciarelli - Via Ercolani tel: 075 8578138 UMBERTIDE Gomoil - 184, Voc. Case Sparse 184, 075 9412623 M.R.M. - Via Dei Falegnami - 075 9420274 PRETOLA 7DIÂżQL9LD7DJOLDPHQWR

CITTA’ DI CASTELLO Bartolini Gomme Tutte le marche Via Liguria 075 8518121 393 5115550

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nitaria nazionale all’anno per malattie degenerative collegate direttamente o come aggravanti all’impiego di pesticidi in agricoltura ed ai residui negli alimenti e nel pescato. Oggi il Cancro è la prima vera causa della crisi economica italiana... siamo un “paese al reparto oncologicoâ€? !! l'aspettativa di vita sana nel nostro paese è calata dal 2003 ad oggi di almeno 10 anni (dati UE), mentre il tasso di tumori infantili neonatali cresce del 3% all’anno in Italia, a differenza degli altri paesi europei (dove l’uso di pesticidi è stato drasticamente ridotto giĂ negli anni ‘90). L’Italia da sola consuma oltre il 35 % di tutti i pesticidi UE, mentre l’agricoltura è indebitata in maniera spaventosa e i contadini vengono sfruttati dal commercio e dalle industrie agroalimentari... allorquando i fondi UE finanzierebbero lo sviluppo delle filiere corte o dirette locali e biologiche, in forma obbligatoria e prioritaria. Abbiamo in mano una finanziaria da almeno 40 miliardi di annui per salvare l’Italia e la vita degli italiani... oltre alla nostra economia. Approfittiamo della crisi industriale per tornare alla Campagna e coltivare

biologicamente (ci sono molti fondi anche per aprire nuove partite iva di giovani agricoltori sotto i 40 anni)... E ri-colleghiamo i cittadini agli agricoltori attraverso i mercati locali e solidali, al giusto prezzo. Rimettiamo gli alberi lungo i fossi, le siepi lungo i campi e i boschetti lungo i fiumi, togliamo il cemento dove fa danni. Ricostruiamo il Paesaggio tradizionale della Campagna Italiana, restaurando i Casali in Bioedilizia, dotandoli di energie rinnovabili.... Soprattutto, ricostruiamo l'Humus alla Madre Terra, recuperando le tradizioni Agroecologiche e diffondendo tecniche Biologiche avanzate “ecocompatibili�.

Riportiamo agli agricoltori italiani la responsabilitĂ della nostra salute... sono sicuro che loro ne avranno gran cura. Prof. Giuseppe Altieri Docente di Agroecologia, Fitopatologia, Entomologia ed Agricoltura Biologica, presso l'Istituto Superiore Istruzione Agraria di Todi Studio Agernova - Servizi Avanzati per l'Agroecologia e la Ricerca

PONTE SAN GIOVANNI Univergomma - Via Dell’Industria 19, 075 397204 PERUGIA Asset Control - Via Oristano 10, 075 5941508 Merli - Via. Val Di Rocco, 075 6919285 Pe.Sa. - Strada del Brozzo, 075 583481 SAN ANGELO Montagnoli - Str.S.Angelo Di Celle, 075 974467 COLLAZZONE T.Z. Gomme - Z. I. 1, Cerro, 075 874 2324 TODI Tuder - Viale Tiberina, 116, 075 8942545 ACQUASPARTA Ga.La Gomme - loc. Acquasparta, 0744 930380 Pasquinelli - Str.Madonna Todina, 16, 0744 943873 Palotti Loc. Capanne (Z.I.) 0744 930098 SAN GEMINI Sangemini Gomme Località Pardo, 0744 630255 TERNI Terni Gomme - Str. delle Campore 9, 0744 812755 Lucagomme - Via Giacomo Benucci, 0744 306191 NARNI SCALO Rompietti - Via Tuderte, 0744 737631 AMELIA Marchi - Strada della Rivetta, 0744 983494 ORTE Pernazza - Via Amerina, 0761 493348

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Guida Giornale dell’E45


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CITTĂ€ DSICCIATA S T E L LO

Guida dell’E45

I valori dello

ELETTRAUTO

sport giovanile TROFEO TROFEO “FRANCESCA “FRANCESCA FABBRI� FABBRI� di Saverio Freddi

L

a tradizione vuole che a Città di Castello, per le feste natalizie, venga installato nella piazza principale un albero riccamente addobbato, sotto una una fitta ragnatela di luci che collega i palazzi del centro, per snodarsi lungo il corso e i vicoli piÚ importanti. Invisibili altoparlanti, sistemati negli angoli e nei punti piÚ ottimali, diffondono le musiche del Natale, mentre le vetrine dei negozi si tingono di mille colori, ospitando talvolta quella famiglia di Nazareth cui la festa è dedicata. Ma di tradizione, in questo periodo magico e fiabesco, ce n’è anche un’altra, degna anch’essa di ripetersi di anno in anno. Nei giorni successivi a Natale e Santo Stefano, e prima di Capodanno, si svolge il Trofeo di pallavolo femminile Francesca Fabbri, organizzato dal Centro Sportivo Italiano di Città di Castello, quest’anno giunto alla XXXV edizione e in programma dal 27 al 30 dicembre. Il Trofeo è una manifestazione importante nel panorama sportivo cittadino. Ed è importante non nel premio che si aggiudica la squadra vincitrice, ma nello spirito che la anima, ossia nei valori e nelle finalità che le danno for-

ma: socializzare attraverso lo sport e condividere le emozioni attraverso la conoscenza dell’altro. Ad un tale evento, il periodo natalizio funge veramente da ottima cornice. Per scoprire fin nei dettagli le dinamiche di questo appuntamento tradizionale, ho incontrato i responsabili del CSI tifernate. Sono volontari, molto motivati, che hanno deciso di dedicare parte del proprio tempo a collaborare con le parrocchie della diocesi. Anche se durante l’intervista ci sono stati contributi e testimonianze di vari volontari che erano presenti nella sede del CSI, l’interlocutore principale è stato il presidente Marco Fiorelli. Presidente Fiorelli, perchÊ è nato il Trofeo Francesca Fabbri? Il Trofeo è dedicato alla memoria di Francesca Fabbri, una giovane tifernate prematuramente scomparsa nei primi anni Settanta. Le piaceva praticare sport e per questo partecipava agli incontri del CSI. Era molto brava, ma non fu mai attratta dall’agonismo: oltre al momento ludico, a Francesca interessava stare assieme alle amiche e agli amici. Questi, diciamo pure, valori (ma il termine è vago poi-

Anno I - Numero 2 - IN COLLABORAZIONE CON L’ECO DELLA ROMAGNA -

RAVENNA Castagnoli - Via Romea 124, 0544 63052 Varoli - Via A. Sansovino 19, 0544 405995 CESENA Grisanti - Via Dismano, 145, 0547 331042 BORELLO Bartoletti - Via Borello, 405, 0547 372460 De Santi - Via Siracusa, 0547 323040 RONCOFREDDO Ceccaroni - Viale G. Marconi, 0547 300524 BAGNO DI ROMAGNA Scala - Via M. Valgimigli, 72, 0543 917317 ANGHIARI Pernici - Via della Fossa, 15, 0575 788342 CITTA DI CASTELLO Elettrodiesel - Via Rignaldello, 1, 075 8554294 PROMANO Fiorucci - Viale Grecia 2, 075 854254 UMBERTIDE Mattiucci - Piazza Broggi, 075 9414218

PONTE FELCINO Favaroni - Str. Rivolta Valvitiano 47, 075 6919938 PONTE SAN GIOVANNI Pucciarini - Zona Industriale, 075 394735 PERUGIA &DUGLQDOL6WUDGDGHL/RJJLLËŞ Bartoli - Strada S.Angelo Di Celle, 075 974467 COLLAZZONE Nicolini - Zona Industriale, Cerro, 075 8742030 ACQUASPARTA Carloni - LocalitĂ Capanne, 0744 943061 SAN GEMINI Elettrocar - Via G. Mazzini 22, 0744 331469 TERNI Truck Service - Via Aldo Bartocci, 0744 306591 Giunta - Viale Cesare Battisti, 176, 0744 30040 NARNI SCALO Cupido - Via Tuderte, 370, 0744 737538 Styling Car - 74, Str. Maratta, 0744 750333 AMELIA Miliacca - Strada della Rivetta, 0744 982039 ORTE Rossi - Via del Ponte, 100761 402657

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Guida dell’E45 MECCANICI

RAVENNA Biacchi - Via della Quercia, 13, 0544 61385 Meccanica 3m - Via Beveta, 39, 0544 563450 Pancar - Via Dismano, 234, 0544 566110 CESENA Gabriele - Via Savio, 1950, 0547 600535 Ricci - Via Ferruccio Parri, 810, 0547 335599 Romea - Via Romea 2965, 0547 661383 BORELLO Bartoletti Gozzi - Via Borello, 405, 0547 372460 MERCATO SARACENO Brizi - Via Giardino 655, 0547 91636 Brunauto - Via 30 Aprile, 1, 0547 91481 BAGNO DI ROMAGNA Ricci - Via Ruscelli 37, 0543 917135 PIEVE SANTO STEFANO Moncini - Via Manzi, 202, Caprese M. 0575 791087 SAN SEPOLCRO Calestrini - Via Inghirami, 0575 734376 CITTA DI CASTELLO Spapperi - Zona Industriale, 075 857 8156 Fonti - Via Giuseppe Beccari, 3, 075 851 0357 UMBERTIDE (IIH%L9LD0DJJLRËŞ PONTE FELCINO Cucchiarini - Zona Industriale, 075 699426 PONTE SAN GIOVANNI Giombolini Rapi - Via Volta, 075 393111 PERUGIA Palma Racing - Via Valtiera, 275, 075 599 6939 Orazi Turchetti - Strada dei Loggi, 32, 075 393 935 TORGIANO 5LGROÂż9LDGHO%XIDORUR COLLAZZONE Omra - Via dell’Artigianato, 9, 075 878 9874 TODI Motors Car - Vocabolo Piana, 179, 075 888190 ACQUASPARTA A.G. Motor - Loc. Campagna 12, 0743 53164 SAN GEMINI Regildo - Via Enrico Fermi, 18, 0744 241271 TERNI Meccanica Due -Via del Sersimone, 0744 303706 Morelli - Via Augusto Vanzetti, 0744 611103 NARNI SCALO Tulli - Via Tuderte, 400, 0744 750941 ORTE Ciuchi - Vocabolo Caldare, 0761 402063

sansepolcro Autosalone autonoleggio F.G.D. di Tricca Dino & C. snc. Nuovo ed usato garantito di tutte le marche. Assistenza e installazione impianti metano e gpl. Officina autorizzata Citroen.

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chĂŠ troppo abusato) costituiscono il fondamento delle giornate del Trofeo. Una competizione a livello amatoriale, se non ho frainteso? SĂŹ, esatto. Il Trofeo ÂŤFabbriÂť è rivolto alle squadre femminili di pallavolo a livello amatoriale. Possono partecipare tutte le ragazze dai 14 ai 20 anni, in squadre suddivise in 3 categorie: under 14, under 16 e open. Il Trofeo è interregionale, e questa è una caratteristica fondamentale per ampliare la rete di amicizie delle partecipanti. Interregionale, ma non internazionale... Sarebbe meraviglioso accogliere a CittĂ di Castello squadre che provengono dall’estero. Negli anni Ottanta si è registrata la partecipazione di squadre provenienti dai paesi dell’Europa. Aggiungo che sarebbe meraviglioso, ma anche piuttosto difficile da organizzare. Quante sono le squadre iscritte quest’anno? Sono trenta le squadre che parteciperanno alla XXXV edizione del Trofeo: anche quest’anno, debbo ammettere, ci possiamo ritenere molto soddisfatti. Da quanto tempo il vostro gruppo dirigente organizza il Trofeo ÂŤFabbriÂť? Questo è il sesto anno che il nostro gruppo dirigente organizza il Trofeo. Ciò è dovuto al fatto che il CSI tifernate è stato ÂŤrifondatoÂť dopo vari anni di letargo soltanto nel 2005, su impulso della Diocesi. E da sei anni a questa parte il Trofeo ha riscosso sempre maggior apprezzamento. Chi sono i volontari che animano e dirigono il CSI? Oltre a me, ci sono Corrado Benedetti (che è anche vicepresidente), Fabio Lausi, Tiziano Martinelli, Massimo Ceccarelli, Rita Consigli, Francesco Leandri e Sabrina. Siamo anche noi una bella “squadraâ€?. Pur non partecipando al Trofeo, anche noi, come squadra, portiamo avanti, giorno dopo giorno, un progetto. Di cosa si tratta? Non è facile spiegare il progetto che abbiamo in mente. Però, possiamo fare piĂš

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chiarezze sulle finalitĂ del nostro operato se partiamo da un concetto alquanto semplice: lo sport unisce e aggrega piĂš di qualsiasi altra cosa. Non serve citare libri o rimandare a studi sociologici: è sufficiente osservare il comportamento dei nostri bambini per renderci conto delle potenzialitĂ  educative e formative di uno sport, qualsiasi sport, correttamente praticato. Lo sport, si dice, supera gli steccati frapposti dalle differenze di lingua, di religione, di etnia e cosĂŹ via... Ed è vero. Dirò anzi di piĂš, riferendo un episodio che mi ha colpito assai. Attualmente la Caritas diocesana sta ospitando, presso le sue strutture, alcuni ragazzi provenienti dal Corno d’Africa, una regione martoriata dalla carestia e dalle malattie. Dopo la notizia strombazzata in prima pagina, ce ne siamo oggi tutti dimenticati... Questi ragazzi non parlano nĂŠ inglese, nĂŠ francese, bensĂŹ un dialetto locale. Erano diffidenti e distanti da tutti, fintanto che non hanno giocato con una palla con altri ragazzi italiani. Il divertimento, e il riconoscimento reciproco, è giunto quando con lo sport sono state celate le differenze suggerite dall’apparenza. Quindi, tornando al vostro progetto... Lo sport come momento associativo e di aggregazione deve essere prima insegnato, poi applicato. Perciò da qualche anno incontriamo ragazze e ragazzi degli oratori e delle parrocchie, cercando di organizzare tornei di calcetto, pallavolo, ping pong. Pigrizia e un certo “isolamentoâ€? nelle mura di casa impediscono ai ragazzi di relazionarsi con i loro compagni, non riuscendo nemmeno a organizzare una partita tra di loro. Abbiamo seminato: tanti piccoli semi sono stati lanciati nelle parrocchie che abbiamo visitato. Dopo la semina, è arrivato il raccolto? A primavera il CSI e i ragazzi delle parrocchie della cittĂ  hanno deciso di ritrovarsi una domenica per vivere un’esperienza sportiva a carattere ludico, per stare assieme e costruire nuove amicizie caratterizzate dal rispetto dell’altro. Hanno risposto all’appello 200 fra raGuida Giornale dell’E45


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gazzi e ragazze. Non ci aspettavamo una così massiccia partecipazione. Credo che sia stato un successo, anche in termini numerici. Senza alcun dubbio, per noi è stato un grande successo. Tuttavia tengo a precisare che 200 sono i giovani che ogni sabato affollano l’oratorio di una parrocchie del Nord Italia. Ma il paragone non ha senso: il settentrione e il centro Italia sono due realtà completamente diverse! A proposito di numeri, dove alloggiano le ragazze del Trofeo? Negli alberghi della Città. Il Trofeo porta a Città di Castello tantissime ragazze, assieme ad accompagnatori, parenti e amici. Può spaventare una così grande moltitudine, dare il senso del caos, ma è in questo clima che si stringono più facilmente le amicizie. Il momento di ogni giornata dove è più facile socializzare? Sicuramente durante i pasti principali, che vengono consumati tutti insieme. Anche quando portiamo ragazze e accompagnatori a fare un giro turistico per la città e nei dintorni. Anche il clima natalizio ci aiuta in questo senso: l’atmosfera delle feste rende più facile stringere amicizie. Sappiamo che, dopo il Trofeo, alcune ragazze restano in contatto tra di loro. Alcune ragazze esprimono il desiderio di poter partecipare anche il prossimo anno. Questo ci fa piacere, ovviamente. La Città vuol bene a questo appuntamento sportivo natalizio? Negli ultimi sei anni, da quando cioè il nostro gruppo ha preso in mano le redini del Trofeo, la Città ha sostenuto questa manifestazione concedendo i luoghi

per disputare le gare e venendoci incontro in ogni modo. Anche i cittadini sono stati sempre presenti alle partite, anche se durante la settimana non si registrano le presenze dell’ultima giornata. Ciò è dovuto anche al fatto che l’ultima giornata coincide con la domenica e con la gara finale che assegna il titolo. Alcuni aneddoti legati al Trofeo «Fabbri»? Mah, a questa domanda dovrebbero rispondere più le ragazze che gli organizzatori: sono i momenti di condivisione e di fratellanza a restare più impressi nei loro ricordi. Mi piace, comunque, ricordare che Simone Santi iniziò la sua carriera come arbitro proprio nel Trofeo «Fabbri». Ora è un fischietto internazionale, molto stimato. Nelle interviste non ha mai dimenticato il suo debutto nel CSI. Novità dell’ultima ora ce ne sono? Quest’anno con il Trofeo abbiamo indetto una gara di disegno per coinvolgere i bambini delle scuole primarie. Hanno aderito le scolaresche della scuola primaria «Martiri della Libertà» di Città di Castello. Il disegno vincitore verrà adottato come logo per la prossima edizione del Trofeo «Fabbri». Ovviamente, la gara di disegno è un pretesto giocoso per avvicinare i bambini allo sport, o semplicemente alle manifestazioni sportive che avvengono nella città in cui abitano. Quando la presentazione ufficiale? Il 12 dicembre, alle ore 11, per la prima volta presenteremo ufficialmente il programma della XXXV edizione del Trofeo «Fabbri» a Perugia, presso la sala Pagliacci del Palazzo della Provincia. Oltre a noi organizzatori, interverranno anche le autorità. Per noi è un riconoscimento che ci onora e ci rende orgogliosi.

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BASSANO IN TEVERINA Italiana Petroli SS 675 Km. 18+364 direzione Orte-Viterbo (km. 5 da casello Orte A1) 0761 407588 NARNI Metano Terni Via Tiberina, KM. 11.600 0744751601 TERNI Metano Servizi Strada Di Bolzello Tel: 0744-425181 SANGEMINI Desantis-Agip Località Naia 0744 630124 ACQUASPARTA Tamoil 0744 930077 Agip 075 894 3646 TODI Frazione Pantalla 075888249 SS384 Località Pian di Porto 0758852117 PERUGIA - San Martino In Campo Strada Tiberina, 26 di fronte al bivio E45 Cesena Foligno a 6 km da Perugia Via Pievaiola, 98/H 0755000498 PONTE VALLECEPPI Api Zanganelli E 45 dir. sud 0755926021 UMBERTIDE Total Localita Piandassino 06019 0759415641 CITTA’ di CASTELLO Gas Service Strada Statale Tiberina 3 Bis, 120 0758578950 SAN SEPOLCRO Fonte Del Tesoro Frazione Vannocchia, 80 0575742622 CESENA Secante dir. Forlì Montalti Via La Malfa Ugo, 3101 0547317938 RAVENNA Via Ravegnana 0544408247 Via Romea Nord 170 0544453495

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Guida dell’E45 FARMACIE ORTE Comunale Piazza del Popolo, 01028 0761 493110 AMELIA Bonanni V. Della Repubblica, 11 - 0744982175 Lanfaloni Str. Amerina, 132/A - 0744982175 TERNI Aita vl. Stazione 26, 0744 409135 Betti 05100 Viale Cesare Battisti 142, 0744 300142, MONTECASTRILLI Via Amerina, 20, 0744 940242 ACQUASPARTA Brutti Viale Roma, 5, 05021 - 0744 943325 TODI Paolucci 136, Frazione Collevalenza, 075 887435 Santa Maria Viale Tiberina, 62, 075 894 2326 COLLAZZONE Bensi Via Tiberina, 162, 075 878 8015 DERUTA Perelli 14, Via Dell’ Arte, 075 971 1193 TORGIANO Ricci Corso Vittorio Emanuele, 36, 075 982121 MONTEBELLO DI PERUGIA Cruciani Strada Tuderte, 56b - 075 38326 PERUGIA Bolli Via Martiri dei Lager, 48, 075 5005155

PONTE SAN GIOVANNI Galeno Via della Scuola, 30,075 398595 VALFABBRICA Pagliacci S.N.C. Via Mameli, 57,075 901158 LIDARNO SANT’EGIDIO Castellani (S.N.C.) Via Arno, 46a, 075 692 0445 Bolli Via Dell’ Ala 075 691 9320 BOSCO - GUBBIO Antica Del Piccione Strada del Piccione, 180 75 603 9122 PONTE PATTOLI Frezza Via Giovanni Amendola, 147, 075 594 1288 RESINA Mencaglia 075 604344

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CITA P E RSU GIA

Dove va la

Medicina...

di Pindaro Mattoli

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on è facile riassumere in poche righe lo sviluppo della Medicina, scienza e arte che ha accompagnato l’umanità fin dai primordi. È interessante però analizzare sinteticamente le grandi conquiste della Medicina negli ultimi secoli in ambito occidentale e infine la recente apertura alla globalizzazione in campo scientifico e antropologico, con l’attenzione dedicata anche a medicine tradizionali di altri paesi e anche a medicine non convenzionali presenti in occidente, ma non ancora integrate nella scienza ufficiale. Procederemo per tappe successive, evidenziando che i diversi domini della medicina (studi e ricerche di base, igiene, terapia farmacologia e chirurgica) hanno avuto percorsi paralleli ma non sempre uno sviluppo simultaneo. Dal ‘700 e ‘800 si sono sviluppate essenzialmente la Anatomia (scienza che studia la conformazione e la struttura degli esseri viventi), la Fisiologia (studio scientifico delle funzioni vitali degli organismi viventi in condizioni di normalità), la Patologia (studio e classificazione delle malattie), la Istologia (studio della struttura microscopica dei tessuti e degli organi vegetali e animali), etc. Questa impostazione di studio, di carattere analitico, ha portato a scoprire i segreti più reconditi della Natura e ha dato un indirizzo preciso al successivo sviluppo della Farmacologia. Nel campo della Farmacologia è basilare ricordare la scoperta della vaccinazione antivaiolosa (Jenner 1798), mentre gli altri trattamenti farmacologici del tempo avevano un valore essenzialmente empirico e spesso inefficace o addirittura dannoso. È del 1899 la scoperta del primo farmaco veramente utile: l’Aspirina.

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L’inizio del ‘900 segna una svolta in Occidente: inizia la crescita numerica della popolazione in base ai dettati della scienza medica. Tale fatto non è causato dallo sviluppo della Farmacologia, ma invece essenzialmente dall’Igiene individuale e sociale. La scoperta dei batteri da parte di Pasteur a fine ‘800 aveva indicato alle strutture sanitarie di agire positivamente sull’ambiente e di mettere in condizione la popolazione di essere meno esposta al contagio dei vari agenti patogeni. È importante peraltro sottolineare come la scoperta dei batteri abbia indirizzato l’attenzione della ricerca medica al di fuori dell’organismo, verso agenti esterni, e provocato l’abbandono di qualsiasi indagine indirizzata verso cause interne, individuali e costituzionali della malattia. La Medicina ha avuto poi uno sviluppo esponenziale a partire dal dopo guerra. In campo farmacologico, nel 1942 viene diffusa la Penicillina, il primo antibiotico; inizia finalmente una lotta efficace alle malattie batteriche che erano causa di morte anche in soggetti in buona salute. Successivamente è stato scoperto il Cortisone, poi tutte le altre categorie di farmaci (psicofarmaci, antinfiammatori, antineoplastici, etc) che formano il ricchissimo corredo farmacologico attuale. Nel campo della Chirurgia si sono avuti sviluppi sorprendenti, con l’impiego di alta tecnologia e la elaborazione di tecniche sofisticatissime, sempre più efficaci e sempre meno invasive. Anche in campo diagnostico si è verificato uno sviluppo estremamente produttivo, sia da un punto di vista strumentale (attualmente possiamo, atGuida Giornale dell’E45


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traverso tecniche come la Tomografia Computerizzata e la Risonanza Magnetica Nucleare, “guardare” dentro l’organismo senza manipolarlo fisicamente), sia da un punto di vista biochimico (analisi minute delle sostanze fisiologicamente e patologicamente presenti nell’organismo). Come derivazione medica professionale di quanto sopra detto, abbiamo le Specializzazioni, sempre più articolate. Non esiste più la figura del medico che sapeva e faceva un po’ di tutto, come fino a mezzo secolo fa. Al di là della mansione, comunque preziosa, del medico di famiglia, che ha essenzialmente il compito di primo filtro verso un ulteriore eventuale indirizzo diagnostico e terapeutico, la medicina moderna si esplica attraverso specializzazioni sempre più sofisticate. C’è anche infine da considerare che esistono anche alcuni lati negativi della Medicina moderna: la visione specialistica della Patologia implica necessariamente una impostazione terapeutica necessariamente limitata solo all’organo malato. Le terapie sono invero molto efficaci, ma nella maggior parte dei casi non sono risolutive e spesso obbligano il paziente alla medicalizzazione ripetuta o perpetua. Inoltre la presenza di effetti collaterali dannosi obbliga o alla sospensione dei farmaci o alla integrazione con ulteriori farmaci a correzione dell’azione dei primi. Si deve inoltre evidenziare anche la forte pressione dell’industria farmaceutica sulla pratica clinica, fino a risvolti addirittura inquietanti: ad esempio, il

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valore del Colesterolo totale, considerato statisticamente normale su un valore massimo di 240 fino a pochi anni fa, è stato artificiosamente abbassato a 220 e più recentemente fino a 200. Tale azione di revisione non deriva tanto da una precauzione clinica, quanto dall’esigenza puramente commerciale di spostare categorie di soggetti sani alla categoria di soggetti malati che necessitano di terapia. In questo senso si esprimeva il celebre Prof. Garattini in un articolo comparso sul settimanale Panorama di circa due anni fa. È necessario inoltre citare lo strano fenomeno della “medicina difensivistica”: il medico non è più da molti anni il “dio in camice bianco”, intoccabile anche se erra. Di fronte a una disumanizzazione progressiva del rapporto medico – paziente, i pazienti hanno iniziato a denunciare sempre più spesso gli errori medici di cui sono stati vittima. Questo ha provocato una reazione di difesa da parte di tutta la classe medica per cui, per stare sempre in una posizione inattaccabile, si prescrivono esami diagnostici e terapie in eccesso rispetto al dovuto. Questo fenomeno appesantisce la medicalizzazione dei pazienti e pesa sulla spesa economica del Sistema Sanitario pubblico. Per quanto riguarda le prospettive future della Medicina, negli ultimi decenni sono affiorate nuove discipline che mettono in discussione l’impostazione analitica e parcellare che ha permeato la Medicina moderna: la Psicosomatica, la Psico Neuro Endocrino Immunologia, le

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Guida dell’E45 FARMACIE UMBERTIDE Piazza Giacomo Matteotti, 1, 075 9413228 MONTONE Corbucci Via Roma, 12, 06014 75 9306232 PROMANO Tifernati Via Del Progresso, San Biagio,075 854822 CITTA’ DI CASTELLO Tifernati Frazione Cerbara 075 851 0075 Franceschetti Piazza Giovanni XXIII 075 855 4856 SELCI LAMA Cristini Via Sant’Andrea, 9, 075 858 221 SAN GIUSTINO Eredi Polverini Piazza Municipio,075 856129 SANSEPOLCRO Di Porta Fiorentina Piazza della Repubblica, 1,0575 741065 PIEVE SANTO STEFANO Baldassari Via Arezzo, 4,0575 799211

VERGHERETO Soldati Via Don Francesco Babbini, 40543 910197 BAGNO DI ROMAGNA Brandi Via Daniele Manin, 84, 0543 911012 SARSINA Pianori Via Roma, 19, 470270547 94915 MERCATO SARACENO Bracciaroli Piazza Giuseppe Mazzini, 10, 0547 91027 BIVIO MONTEGELLI Del Bivio 118, Via Santa Maria Riopetra 0547 315080 BORELLO Via Borello, 338,0547 372031 SAN CARLO Domeniconi Via S. Carlo, San Carlo, 0547 663096 CESENA Camagni Via Albenga, 20 - 0547 331440 Lanzoni Viale Giacomo Matteotti, 17, 0547 600170 CASEMURATE Antica Via Girolamo Zattoni, 115 - 0544 950135 RAVENNA San Domenico Viale Alberti, 61 - 0544 401550 Di Classe Via Classense, 72b - 0544 527410

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Guida dell’E45 AREE SOSTA CAMPER TERNI e dintorni Capitello Camping Str. Pianacci, Otricoli 340 979 0652 Area Comunale,Via Lombardo Radice. Localita’ Cardeto Parcheggio gratuito su sterrato Tempio della Consolazione TODI Via Francesco Satolli Via Verde Ramina PERUGIA e dintorni Collestrada Area attrezzata parcheggio Centro Commerciale Collestrada Via della Valtiera, 182 Parcheggio comunale Piazza Bove (dotato di carico e scarico) Il canto dell’usignolo Via del Laghetto, 41,075 692 0700 Area attrezzata sull’E 45 nell’area di sosta “Tevere” Sull’E45,stazione di servizio AGIP in direzione Sud FINA in direzione Nord.

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Neuroscienze, la Teoria della Complessità, etc, hanno introdotto in Medicina una visione sistemica dell’organismo inteso nella sua totalità psicofisica. Tali discipline dimostrano che l’organismo non si ammala solo localmente, ma che ogni malattia locale è sintomo di uno squilibrio generale e impongono alla metodologia clinica una visione e una strategia che dovrebbe superare la visione analitica e portare a una terapia sistemica, molto più efficace e radicale delle terapie specialistiche. In tale ambito è particolarmente favorita la integrazione nella medicina ufficiale occidentale delle Medicine Non Convenzionali (Agopuntura, Omeopatia, etc) che possiedono già tradizionalmente una visione olistica, sistemica dell’organismo e praticano terapie che agiscono sul malato in

PONTE VALLECEPPI Agriturismo Str.Torre Villa Belvedere 10, tel. 075 602811 o 349. 7465153 Punto sosta in Viale C. Colombo Presidio ecologico Viale R.Morandi, nei pressi del Parco Ranieri UMBERTIDE Area comunale attrezzata Via dello Spor, c/o campo sportivo CITTA’ DI CASTELLO Area attrezzata Piazzale E. Fermi adiacente il parco pubblico SAN GIUSTINO Parking sterrato, gratuito, Palazzetto dello sport SAN SEPOLCRO Podere Violino Loc. Gricignano PIEVE SANTO STEFANO Area attrezzata Grey Camper Via della Verna 0575.799123 BAGNO DI ROMAGNA c/o piscina comunale c/o Campo Sportivo CESENA Zona Ippodromo - Centri Sportivi c/o Caserma Polizia in centro RAVENNA Comunale, in via Teodorico Parking P1 sul retro di S.Vitale, c/o caserma Guardia di Finanza

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senso generale e profondo. Peraltro le stesse Medicine Non Convenzionali stanno utilizzando le nuove scienze sistemiche per confermare la loro impostazione olistica tradizionale, per dare una veste pienamente scientifica ai sistemi concettuali che sono alla base della loro terapia. Tenendo conto del fatto che le Medicine Non convenzionali non hanno effetti collaterali e inoltre che il loro utilizzo corretto nell’ambito della medicina sociale permette un notevole risparmio sulle spese sanitarie (perché la terapia è spesso causale e definitiva e non è tossica), è ipotizzabile e auspicabile per il futuro una integrazione intelligente di tutte le terapie attendibili disponibili, convenzionali o non convenzionali, nel quadro di una Medicina unica e di grande efficacia per il cittadino.

1) Avvolta nelle mille luci dell’albero di natale, piazza del popolo cuore del centro storico, accoglierà tutti a ballare e brindare con la festa di capodanno: - dalle ore 21.30 dirette radio e animazioni di radio studio delta; - dalle ore 22 concerto con la soul funky band umagroso; - dall’1 alle 2 dj set di radio studio delta. Ad arricchire l’atmosfera, presso la casina di legno di fidas advs, bevande calde e dolcetti per tutti. 2) Il torneo di calcio a 5 degli istituti superiori!!!! Si svolgerà con la formula della champions league in alcuni campi da calcetto di ravenna, con arbitri, classifiche online, video degli highlights delle partite, tante sorprese e ovviamente sponsor!!! A breve sarà online il sito della competizione con il regolamento ed i dettagli per la partecipazione!!! Guida Giornale dell’E45


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49 Torri alte 120 metri, con pale da 12 tonnellate e 50 metri di lunghezza...

E lo chiamarono

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V E RGSHCEITA R E TO

“Parco Eolico”

a cura della Redazione

UN INVESTIMENTO DA 260 MILIONI TARGATO GEO ITALIA, CONTROLLATA AL 100% DALL’OMONIMO STUDIO DI PROGETTAZIONE TEDESCO SPECIALIZZATO NELL’EOLICO

L

’idea di utilizzare il vento per produrre energia è probabilmente la più antica del mondo. Abbiamo navigato i mari e macinato il grano grazie a Eolo e ai suoi fratelli. Poi, per secoli ce ne siamo dimenticati, ubriacati dai fumi del carbone e del petrolio... La scarsità di queste materie prime ci ha riportati... in superficie. Il sole, lassù, e il vento sono di nuovo in auge. Ma due secoli di civiltà industriale non sono passati invano, la fame di energia è ormai bulimia allo stato puro. Parlando di vento... non vorremo mica costruire mulini per caso!... No. Una megacentrale eolica (suvvia, un ‘parco’!...) accortamente posizionata su un crinale appenninico: ecco l’idea! Anzi le due idee, i due progetti. Quassù, fra Romagna e Toscana, due belle centrali (Poggio Tre Vescovi e Biancarda) centinaia e centinaia di megawatt per un totale di 49, leggasi quarantanove piloni alti 120 metri ciascuno. No, non avete letto male. 120 si legge centoventi. 10 metri più del grattacielo di Cesenatico. Le pale? Robetta, solo 50 metri (sì, cinquanta) peso 12 tonnellate cadauna. La base? 80x80 metri di cemento a pilone, per un totale, tondo tondo di 100.000 metri cubi. Un investimento da 260 milioni ‘targato’ Geo Italia, controllata totalmente. Da Geo International studio di progettazione tedesco specializzato nel-

l’eolico, e portato avanti da società create ad hoc. I progetti hanno ricevuto l’ok di alcuni ‘primi cittadini’ dei paesi interessati. Ovviamente, hanno poi dovuto seguire iter molto particolari, e ricevere l’OK di province e regioni. Andiamo passo per passo. Le centrali previste sono due: - la più grande (36 generatori) a Poggio Tre Vescovi, si costruirebbe sul territorio di tre comuni: Badia Tedalda, Verghereto, Casteldelci; - la seconda (13 generatori) alla Biancarda, nei comuni di Verghereto e Sarsina; - per montare questi supergeneratori, i pezzi, provenienti da diversi porti

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di mare, dovranno essere trasportati su giganteschi automezzi, su strade tutte da costruire, strade che dovranno per forza arrivare sino al crinale, con una devastazione che neppure osiamo immaginare, di tutto il territorio interessato; - si parla di decine e decine di chilometri di strade abbastanza grandi da permettere il passaggio agevole di autoarticolati ‘trasporto eccezionale’, oltre a opere di consolidamento, contenimento e via dicendo. Ma chi, degli abitanti della valle, è disposto a veder distrutti, da ogni punto di vista, questi territori, per produrre energia, quando: - il livello di spreco energetico è talmente elevato che, super esperti, hanno calcolato che ridurlo della metà equivarrebbe a costruire qualcosa come 10 centrali nucleari del tipo di Fukushima, e, aggiungiamo noi, svariate decine di centrali eoliche come quelle della Biancarda o di Poggio Tre Vescovi; - la devastazione ambientale, immediata, costerebbe in disagi, inquinamento, salute, ben più dell’ipotetico vantaggio economico futuro, che ovviamente andrebbe sempre a beneficio di ‘qualcuno’ e non certo degli abitanti; - è ormai accettato e dimostrato che piccoli impianti, messi in rete, soddisfano alla grande la domanda di energia, con effetti collaterali mini-

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Guida dell’E45 HOTEL SCELTI AMELIA Amerino Via Amerina 54, Loc. Fornole 0744 989667 TERNI Best Western Viale Bramante, 4/6, Terni 0744 300 041 SAN GEMINI Albergo Duomo Piazza Duomo, 4, 0744 630015 TODI Hotel Tuder Via Maestà dei Lombardi, 13 075 894 2184 DERUTA L’Anfora Via E45, km 73.400 075 971 1083 PERUGIA Adamas Strada Tuderte, 20, 075 32121 PONTE PATTOLI Hotelgest Ponte Resina 1/a-, 22 075 5949000 UMBERTIDE Agriturismo Colle Del Sole Via del Colle, 480 075 941 4266 CITTA’ DI CASTELLO Agriturismo Il Sarale Voc. Bizzi di Sopra, Loc. Coldipozzo, 49, 075 854 0545 Le Mura Via Borgo Farinario, 1, 075 852 1070 SAN SEPOLCRO Borgo Palace Hotel Via Senese Ar PIEVE SANTO STEFANO Albergo Imperatore Passo Di Viamaggio 0575 799000 VERGHERETO Al Valico E45 Km 164 0543 903584, 0543 905978 Hotel Pineta 8/10, v. Caduti D’Ungheria 0543 902518, 347 7533949 BAGNO DI ROMAGNA Euroterme 2, v. Lungo Savio 0543 911414 SARSINA % %&DVD9DOGH¿RUL Via Dogana RAVENNA 0547 95084 Class Hotel Ravenna BORELLO Viale della Lirica, 141 Hotel Letizià 0544 270290 SS 3 Bis Tiberina, Antica Ravenna 0547 323664 Via L. B. Alberti, 350, CESENA 0544 406872 Hotel Romagna Ostello Dante Via Nicolodi, 12, 9LD=XFFKHUL¿FLR 0544 421164 0547 611135 Ostello Galletti Savio Via di Roma, 140 Viale 4 Novembre, 21, 0544 31313 0547 21406

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mi, sull’ambiente e sulla vita degli abitanti. I due progetti, hanno avuto sino ad oggi un cammino differente. Quello di Poggio Tre Vescovi è sostanzialmente fermo, perchĂŠ non ha avuto l’assenso da parte delle autoritĂ regionali toscana ed emiliana, e neppure quello della provincia di Arezzo. Contro questo respingimento è stato avanzato ricorso, ed ora l’ultima parola spetta al Consiglio dei Ministri Al contrario, quello della Biancarda, respinto una prima volta per Valutazione d’Impatto Ambientale negativa, è stato ripresentato con qualche modifica (un leggero abbassamento di quota) da Biancarda S.r.l. e da In Vento S.r.l. ed ha ottenuto il via libera definitivo della provincia di ForlĂŹ-Cesena. Contro questo ‘via libera’ il WWF ha fatto ricorso al TAR, e la sentenza è attesa entro l’anno. L’utilizzo delle pale a vento, e dei pannelli solari, per produrre energia, ha un’evidente connotazione di rispetto per l’ambiente. Costruire delle megacentrali, sia pure eoliche, significa distruggere l’ambiente, creare fonti di inquinamento acustico capaci di azzerare la vocazione

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turistica delle montagne, ed anche sterminare migliaia e migliaia di uccelli (conseguenza inevitabile dei giganteschi vortici d’aria creati da rotori di 50 metri. Significa creare cantieri che dureranno anni e anni, inquinare falde acquifere, distruggere boschi, cambiare per sempre i connotati a un territorio che ha nella bellezza la sua prima ricchezza. Significa, infine, intasare per anni il traffico sulla E45, con giganteschi autoarticolati che andranno a compromettere sempre piĂš la tenuta e la stabilitĂ di un tracciato giĂ  mal costruito e peggio gestito, con necessitĂ  di altre spese, altri cantieri, altro inquinamento, altri continui disagi. Sembra davvero paradossale la dichiarazione di Mario Schirru, responsabile Geo Italia secondo cui “per quanto riguarda la viabilitĂ  amplieremo solo piste utilizzate dai contadiniâ€?. Si è mai sentito di contadini che girano con autoarticolati?... Se questi progetti andranno avanti, gli abitanti delle zone interessate (i materiali arriverebbero dai porti di Ravenna e Livorno) avranno il Giornale della E45 al loro fianco per bloccare un simile, demenziale, scempio.

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I CONTRARI

I FAVOREVOLI

Il WWF di Cesena sta conducendo da diversi anni una battaglia legale e amministrativa contro il grande impianto eolico (13 torri alte 120 mt) previsto fra il Monte Castelvecchio e Poggio Biancarda, a due passi dalle Sorgenti del Savio e sul magnifico crinale che congiunge Comero e Fumaiolo. Dopo varie modifiche e rinvii la Giunta della Provincia FC con delibera n° 126 del 22-03-11 ha espresso parere positivo alla procedura di VIA ribadendo i pareri dei propri uffici nell’apposita Conferenza dei Servizi tenutasi in merito il 16-0311 che ha ritenuto “ambientalmente compatibile” il progetto. La Soprintendenza di Ravenna che in precedenza aveva espresso pareri negativi, nell’occasione ha cambiato posizione evidenziando forti dubbi sulle proprie competenze. Probabilmente é bastato ai progettisti scendere con il posizionamento delle torri eoliche di pochi metri dalla quota alt. dei 1200 mt (tutelati per legge) per vincere le resistenze della Soprintendenza, ancorate unicamente a meri parametri visivi, nonostante non cambiasse nulla in termini di impatto ambientale generale.

«A fronte di un investimento di circa 7 milioni per l’acquisto in leasing di una pala - spiega il sindaco di Casteldelci, Mario Fortini - il mio comune, che ha un bilancio annuale inferiore al milione, incasserebbe 1,2 milioni per trent’anni. Un pool di avvocati e commercialisti sta studiando la forma giuridica più idonea a premetterlo». «Oltre a non compromettere il territorio - sostiene Guido Guidi, sindaco di Verghereto - e a prevedere, come compensazione, risorse da destinare al restauro di una parte considerevole del patrimonio artistico, l'eolico darebbe una spinta al turismo con la creazione di un parco scientifico-tecnologico».

COMITATO CITTADINO “SALVIAMO BIANCARDA E POGGIO 3 VESCOVI” La portavoce, Anna Missiroli si è trasferita da alcuni anni da Ravenna, con la famiglia, acquistando un terreno abbandonato, con bosco. È lei ad averci contattati e dato le prime informazioni. Il comitato ha iniziato la sua attività di informazione tramite un volantino estremamente articolato. Anna mi dice che la cosa veramente incredibile è che gli abitanti sono completamente disinformati, e che una decisione di simile importanza viene presa indipendentemente dalla loro volontà. LEGAMBIENTE «In Italia non c’è una ventosità tale da giustificare impianti di simili dimensioni e riteniamo sovrastimati i benefici per il territorio, visto che i comuni non possono dall’anno scorso, per legge, incassare quote dei proventi dagli impianti. Oltre a ciò, i numeri sulla ricaduta occupazionale sono eccessivi», ribatte Mariarita Signorini della giunta nazionale. E aggiunge: «I vantaggi sono, invece, di pochi: abbiamo presentato un esposto alla Procura di Firenze denunciando il conflitto d’interesse del sindaco di Badia Tedalda, che col fratello è proprietario dei terreni su cui è previsto il 50% delle pale toscane».

«Il progetto è coerente con le normative vigenti, migliorabile sotto il profilo dell'impatto ambientale - dice il presidente della sezione Italia Nostra di Sestino, Gabriele Cevasco - ed è il primo in Italia a prevedere l'azionariato diffuso applicato all'eolico. I no pregiudiziali sono deleteri, si valutino con lungimiranza i progetti, specie quelli che, fondandosi su modelli gestionali trasparenti, garantiscono uno sviluppo ecosostenibile delle comunità locali». Il Sindaco di Badia Tedalda, che ha risposto alle accuse di WWF e Italia Nostra indicando che i terreni sono di proprietà della sua famiglia da molto tempo e che dall’affitto di questi terreni ricaverà ciò che ricaveranno altri proprietari. DAL RICORSO DELLE AZIENDE CHE HANNO PRESENTATO IL PROGETTO, CONTRO IL PRIMO NO PER L’IMPATTO AMBIENTALE “...Il disturbo arrecato alla fauna risulta di tipo indiretto, in quanto l’adozione del sistema radar di gestione delle pale (rallentamento o arresto) in presenza di aquile azzera la possibilità di collisione”. Sì, anche in questo caso, avete letto bene. Ogni pala sarà dotata di un radar (!) che segnalando l’arrivo di un’aquila reale, specie ovviamente superprotetta, bloccherebbe i rotori per evitare di maciullarla. Tutti gli altri uccelli malauguratamente presenti in zona saranno invece fatti a pezzi dai rotori? O le pale si fermeranno ogni 10 minuti per il passaggio di un falco o di uno stormo di aquile migranti? Come direbbe Totò... “ma mi faccia il piacere...”!

Via Cesare Battisti - San Piero in Bagno - 347 6453641 Anno I - Numero 2 - IN COLLABORAZIONE CON L’ECO DELLA ROMAGNA -

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USCITA

Guida dell’E45 RISTORANTI SCELTI SAN GEMINI Antica Carsulae Via Tiberina, 2,0744 630163 ACQUASPARTA ìOld Passion Loc. Acquasparta-Campagna, 12, 0744 944329 MASSA MARTANA Castello di Montignano 075 885 6113 TODI Pane e Vino Via A. Ciuffelli, 33, 075 894 5448 PERUGIA-Torgiano La Scuderia Via Mario Angeloni 339 319 394 PERUGIA . Spoleto Osteria del Matto Vicolo del Mercato 0743225506 PIERANTONIO Delizie Via Tevere 2 075 941 421 UMBERTIDE Les Trois Freres 94, Vocabolo Case Sparse 075 941 2642 CITTA’ di CASTELLO Generale Lee Via della Fratta 333 290 5770 Il Fiorentino 075 855 9035 Ristoro Il Fiumicello SAN GIUSTINO 13, V. Fiumicello 075 858 2946 SANSEPOLCRO Ristorante Fiorentino Via Luca Pacioli, 60 0575 742033 VERHERETO Dei Cacciatori 37, Piazza S. Michele 0543 902396 S.PIERO IN BAGNO Fontechiara 2, Fraz. Crocesanta 0543 903385 Osteria Orso Bianco 12, v. Pascoli tel 0543 918297 QUARTO Ristorante Del Lago 2, Largo Della Fiera, Quarto 0547 94921 SARSINA Le Maschere Via Cesio Sabino 0547 95079 lemaschere.it MERCATO SARACENO La Mentana Via Valzania, 19 0547 930150 SAN VITTORE RAVENNA Cerina Cà de Ven Via San Vittore, 936, Via Ricci, 24 0547 661115 0544 30163 CESENA Al Passatore Il Rugantino Via Guaccimanni, 76 Via San Mauro, 11090 0544213808 547334575

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AMEL

Buona vita

IA

agli Amerini di Nicoletta Ferroni - www.giardinodellemeraviglie.it

Q

uando vidi le colline di Amelia per la prima volta nell’estate del 1998, sentii subito che questa era la mia terra. Tuttavia, abituata alle metropoli, scegliere di abitare in una zona, seppure così idilliaca, mi sembrava un passo troppo grande. Da allora passarono ben otto anni prima di trasferirmi stabilmente a Montecampano di Amelia. Inizialmente nel 2000, in questo paradiso terrestre, aprii con mio marito una struttura turistica attiva nei periodi di alta stagione. Prendevamo confidenza con il luogo, anche se nei periodi più freddi e bui scappavamo a Roma. Il mio lavoro di operatrice olistica continuava nella capitale ed era ancora fuori dai miei pensieri l’idea di diffonderlo ad Amelia e dintorni. Lentamente però cominciai a rivolgere la mia attenzione alla natura intorno a me, e mi resi disponibile alla manifestazione dei suoi prodigi: fiori e frutti con i loro odori, colori e sapori sembravano delle novità assolute alle mie percezioni, come se la vita in città mi avesse anestetizzata a certe meraviglie. I fiori di un mandorlo che sbocciano a febbraio, l’abbondanza dei frutti di un fico, il sapore dell’olio degli ulivi sotto casa e molto altro ancora mi apparivano quasi dei miracoli stagionali. Pian piano cominciai a sentire l’urgenza di seminare anche i frutti del mio lavoro olistico. Sentivo come se nella zona di Amelia fosse arrivato il momento di parlare di rebirthing, reiki e altro ancora. Alcune persone non originarie di Amelia cercarono di dissuadermi: il borgo con le sue mura è chiuso a certe tematiche... Ma io non mi arresi. Sapevo che se si semina si raccoglie, sempre.

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Così, affiancai alla ricezione turistica quest’altro intento: sensibilizzare le coscienze del luogo alle tecniche di crescita personale più all’avanguardia dell’ultimo trentennio. Nel 2006 mi sono trasferita stabilmente e ho cominciato a diffondere a macchia d’olio il mio lavoro, proponendomi fino a Terni, all’inizio timidamente ma poi sempre con forza crescente. Sono arrivate a me tantissime persone da Amelia, Fornole, Narni, Orte, Giove, Penna in Teverina. La bellezza di queste persone sta in quello che alcuni abitanti delle grandi città hanno dimenticato: la semplicità, la fiducia, la tranquillità e la serenità alimentate dal pensiero che nella vita tutto può andare per il meglio. Forse sarà la magia della natura a renderli così disponibili al cambiamento?... Dopo essere diventata insegnante di Theta healing, ho avuto anche la gioia di formare degli operatori in dei corsi specifici. La gioia di svolgere questo lavoro mi ha aiutata nella decisione che abbiamo poi preso con mio marito di chiudere nel 2009 la ricezione turistica. Oggi il GIARDINO DELLE MERAVIGLIE è diventato un Centro Olistico per l’espansione della coscienza. Con mio marito, Alfonso Guizzardi, psicologo e sessuologo clinico, anche lui operatore olistico, collaboro e condivido l’intento del Centro. Il Giardino delle Meraviglie è la mia abitazione, oltre a essere sede del mio lavoro, che continuo a svolgere a Terni e a Roma, con cui mi sono riappacificata, anche grazie agli anni vissuti nella pace della natura amerina! Grazie, Amelia! Grazie, amerini, per la serenità che offrite a chi vive intorno a voi! Guida Giornale dell’E45


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Passi di

GLI ANIMALI DELL’E45

Cane Bianco

di Simona Massa

L

o vidi per la prima volta in un giorno di pioggia tanti anni fa. Ero in auto, ferma ad un semaforo, l’acqua veniva giù proprio bene, come Dio comanda, nell’autunno inoltrato. Attraversava la strada senza guardarsi intorno, ma non sbadatamente o per un difetto di prudenza, no, piuttosto come se lui, randagio, avesse maturato l’esperienza della strada, per cui gli bastava un lampo d’occhiata obliqua per decidere l’attraversamento. Mi colpì l’andatura di quel grosso cane bianco, il pelo folto, ispido e ritorto sprigionava una luce nebbiosa nell’ora del crepuscolo, ed era come se sapesse dove andare. Era centrato su un suo tragitto, eppure si capiva bene che non era di nessuno, non aveva nome e non aveva casa. I suoi passi erano sicuri, veniva, passava, svoltava e poi spariva nell’andirivieni di luci e rumori della città. Lo vidi e mi colpì quella speciale solitudine che non chiedeva nulla e nulla si aspettava, era molto più simile a un clochard, piuttosto che a un cane sperso o a un cane traumatizzato dall’abbandono. Qualunque fosse l’enigma della sua storia, lui ci si era aggiustato dentro, l’aveva accettata come vita sua, come destino, e si era svincolato da ogni nostalgia. Andava tra la gente che gli sfrecciava accanto, portando in giro per le strade dignità e il mistero di un percorso di cui era impossibile immaginare la meta e il senso. Sapeva il fatto suo, sapeva l’arte della sopravvivenza ai margini di tutto; aveva un cuore, ma qualunque cosa sentisse era cosa sua, egli era ormai al di là di ogni sguardo umano, carezza o blandizia. Andava per la sua strada senza mendicare niente, né cibo né attenzioni, e

dall’atteggiamento asciutto e scevro da seduzioni si capiva bene che non chiedeva di essere adottato. Esistono creature, bestie o persone, che vanno oltre la relazione, in qualunque modo siano state costrette o destinate ad approdare a questa condizione: farsi fantasmi tra la gente, abitare il mondo in una dimensione aliena ma non per questo sbagliata, camminarci sopra in una traiettoria tutta propria e inesplicabile. Forse dentro ognuno di noi c’è un misterioso cane bianco che non si può ricondurre dentro il calore di un legame, che bisogna lasciar passare senza fermarlo, una parte di noi che ha

una sua ragion d’essere nell’inavvicinabilità, nell’estraneazione dall’altro. Forse è la parte che tiene un segreto, o il confine di una diversità non condivisibile, o che sopporta una ferita incurabile, che conosce una disillusione tale da voltare le spalle al mondo. Ma l’animale non lo fa in maniera reattiva né per ritorsione, lo fa per sua natura, sa andare oltre ciò che normalmente terrorizza un uomo: la sua caducità. Quando un animale è deluso dal contatto umano, sa ritorna-

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re a se stesso, alla sua dimensione di creatura libera dagli attaccamenti terreni, a contatto non solo con il mondo ma con l’Aperto, come dice il poeta Rainer Maria Rilke, e a lui, a questo punto, voglio lasciare la parola: “La creatura, qualsiano gli occhi suoi, vede l’Aperto [...] ch’è si profondo nel volto delle bestie. Libero da morte. Questa la vediamo noi soli; il libero animale ha sempre il suo tramonto dietro a sé. E dinanzi a Iddio; e quando va, va in eterno come vanno le fonti. Noi non abbiamo mai dinanzi a noi, neanche per un giorno, lo spazio puro dove sbocciano i fiori a non finire [...] E dove noi vediam futuro lui vede invece il tutto, in quel tutto se stesso e salvo sempre [...]” (R.M. Rilke, Elegie Duinesi, dall’Ottava Elegia). È come se il poeta ci dicesse che l’animale ha una visione più ampia e profonda della realtà, una visione che trascende i limiti dell’esistenza soggettiva con tutti i suoi attaccamenti e possessi. Egli, la bestia, non tiene così tanto di conto la sua soggettività. Quando arriva il momento di morire, un cane fa poche storie: si allontana e aspetta la propria morte in un nascondimento che non è né pudore né prostrazione ma semplicemente ritiro, come in molte antiche civiltà dove ci si apparta per morire. E non c’è disperazione, perché un cane sa di appartenere al tutto dell’universo e non solo al qui ed ora della propria vita. È da tanto tempo che in città non si vede più passare il grande cane bianco. Non importa, bisogna imparare a lasciare, ad accettare che le cose vadano dove devono andare. Io spero, ma il mio cuore ne è certo, che nel suo libero andare, sia infine approdato “in quello spazio puro dove sbocciano i fiori a non finire”.

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L’Adriatico-

Tiberina

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M E RSCCAITTA O S.

di Edoardo Turci

LA FERROVIA CHE NON SI FECE MAI

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el 1862 iniziò una importante progettazione (che purtroppo non ebbe seguito per motivi politici ed economici, nonostante decenni di studi, fino al 1895) per un grande linea ferroviaria, denominata “strada ferrata Adriatico-Tiberina” (ma tecnicamente “Adriaco-Tiberina”) che collegasse Venezia a Roma, il cui tracciato attraversava i centri del Veneto per continuare poi in territorio romagnolo, in direzione Ravenna e, a seguire, Cesena verso Borello, Bacciolino, Mercato Saraceno, Sorbano, Sarsina e Bagno di Romagna alla volta di Arezzo o San Sepolcro in direzione Perugia, Orte e Roma. Con i riscontri odierni si può affermare che il medesimo tracciato sia ora quello disegnato dalla superstrada E45. Ma per l’Adriaco-Tiberina già dopo l’Unità d’Italia si riconosceva la bellezza e l’opportunità di una linea da Venezia a Roma, marcata dallo stesso meridiano: infatti per queste due città (distanti circa 500 chilometri) passa lo stesso meridiano, e a tale particolarità doveva fare riferimento il tracciato di questa linea ferroviaria. Linea che poteva collegare direttamente quindici province (le città più interessate erano Venezia, Ravenna, Cesena, Perugia e Roma), poi 1.778 mercati e 153 fiere annuali; ma la Commissione tecnica governativa, nel 1870, individuò altre linee concorrenti per entrare a far parte della direttissima Venezia - Roma: la linea Forlì-Arezzo (di Km 108), poi Cesena - Arezzo (di Km 103) e Cesena - Perugia (di Km 155). Queste, nel loro percorso, comprendevano la soluzione della parte più ar24

dua del problema: il valico dell’Appennino e la traversata delle regioni montuose dei due opposti versanti, in alternativa alle linee Bologna - Firenze e Ancona - Foligno. In un primo studio emerse l’impraticabilità della vallata del Savio rispetto alla stabilità del suolo, mentre in quello successivo, più favorevole, del 1877 si riconobbe che anche la valle del Savio, attraverso opere costose e l’utilizzo di forti pendenze sarebbe divenuto praticabile. Da Cesena a Borello la progettata strada ferrata correva sulla sinistra del fiume Savio in un terreno assai favorevole che non presentava alcuna difficoltà. Giunti alla miniera solfifera di Montevecchio (nel punto in cui il torrente Borello confluisce nel fiume Savio) era previsto un ponte per condurre la ferrovia sulla riva opposta del Savio fino alla miniera di Piaia (nelle vicinanze di Taibo, frazione di Mercato Saraceno) per ritornare nuovamente sulla riva sinistra del fiume. Ne venivano previsti altri quattro di questi passaggi, qua e là dal fiume, prima di giungere a Sarsina, dove il terreno si presenta[va] più scabroso caratterizzato da argille scagliose con ripe alte e scoscese. Qui l’inconveniente – secondo il progetto – sarebbe stato superato con una galleria abbastanza internata di 900 metri che permetteva il superamento in toto della celebre frana di Quarto. Per circa 25 chilometri, da questa località in avanti, fino al molino Salvetti, il tratto diventava pianeggiante e ridiventava poi inclinato fino a San

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Piero in Bagno e Bagno di Romagna. All’altezza di queste località - salendo ed incuneandosi nei contrafforti dell’Appennino - si prevedeva una galleria o tunnel di tre chilometri per giungere a ridosso di Bibbiena; la tratta proseguiva poi verso le valli del Tevere, oppure in direzione di Arezzo sulla sinistra dell’Arno. Le stazioni, oltre quella di Cesena erano previste a Borello, Mercato Saraceno, Sarsina e Bagno di Romagna (all’epoca sotto la Toscana). Una successiva variante riguardava un nuovo tratto che staccava dalla località Sorbano (un tempo Comune autonomo, poi annesso a Sarsina) in direzione San Sepolcro passando i territori di Sant’Agata Feltria, Casteldelci e Badia Tedalda. Il costo chilometro del tronco Cesena - Sarsina (Km 31, 600) era di 200 225.000 lire e il presidente del comitato esecutivo per questa ferrovia Adriaco - Tiberina era il senatore del Regno e cesenate Gaspare Finali. (Per maggiori approfondimenti si veda Storia di Mercato Saraceno, a cura di Edoardo Turci, Cesena, Società editrice «Il Ponte Vecchio» 2003, pp. 236-237, 332, 500).

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Eventi Modigliana E Zoc Ad Nadel Festa In Piazza Attorno Al Fuoco dal 24 Dicembre 2011 al 6 Gennaio 2012 tutti i giorni dalle 18.30 alle 23.00 Piazza Matteotti La manifestazione riprende l’antica usanza di accendere un grande ceppo nella piazza principale del paese la sera del 24 dicembre e tenere YLYRLOIXRFRÀQRDOOC(SLIDQLD Ogni sera ci si ritrova in allegria e in compagnia di amici per mangiare ciò che viene offerto dalle varie associazioni e ditte che gestiscono di volta in volta le serate, il tutto cucinato in grandi graticole.

Morciano di Romagna Mostra Scambio Auto Moto e Bici d’Epoca dal 04/02/2012 ore 08.30 al 05/02/2012 ore 17.00

Passigano sul Trasimeno PRESEPE VIVENTE Dicembre Lunedì 26 - dalle ore 17.00 alle ore 19.00 Gennaio Domenica 1 - dalle ore 17.00 alle ore 19.00 Gennaio Venerdì 6 - dalle ore 17.00 alle ore 19.00 3LGLÀJXUDQWLULHPSLRQRLYLFROLHOHFDQWLQH del Castello, rivivono i mestieri antichi, indossano antichi costumi al freddo di Dicembre, lavorando sotto lo sguardo di migliaia di visitatori. All’interno del percorso si potranno degustare prodotti tipici locali. Ingresso a pagamento. Proloco Passignano sul Trasimeno Tel 075 827635

Perugia International Wine Tourism Conference And Workshop dal 30/01/2012 al 02/02/2012 Organizzato da Movimento Turismo del Vino Con degustazione dei migliori vini italiani ,1)26(',&,(9(17,8IÀFLR6WDPSD

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Siamo qui da voi

Signori...

L’antichissimo L’antichissimo rito rito della della Pasquella Pasquella che che unisce unisce le le tradizioni tradizioni rurali rurali dalla dalla Ravenna Ravenna Bizantina Bizantina alle alle pendici pendici dei dei castelli castelli romani romani

U

n gruppo di uomini marcia deciso lungo la strada. È notte ed il freddo è pungente, siamo ormai in pieno inverno durante una delle notti più lunghe dell’anno, tutti sono ben coperti, alcuni avvolti in pesanti mantelli, altri si direbbero mascherati. Arrivati in vista dell’obiettivo prendono posizione, si allineano e... dopo qualche secondo di preparazione, cominciano a cantare. La scena che parrebbe presa in prestito da un film di cappa e spada, ritrae, in realtà, un rito secolare, quello della Pasquella. La Pasquella, così chiamata in Romagna, nelle Marche ed in Umbria, prende il nome di Pasquarella in alcune zone del Lazio e di Befanata in Toscana è un rito di questua che si svolge, rigorosamente, nella notte fra il 5 ed il 6 Gennaio, vigilia dell’Epifania. Come narrato nell’incipit dell’articolo, gli uomini del gruppo si presentano davanti alla casa prescelta che, in passato, era scelta in base alla prosperità della famiglia e, con il canto, sollecitano gli occupanti a farli entrare ed offrire doni, cibi e bevande in genere, augurando in cambio prosperità e buoni auspici per il futuro. Le parole del canto variano, a seconda delle versioni, fra temi sacri quali la nascita del Bambin Gesù e l’arrivo dei Magi a quelli più prosaici quali gli apprezzamenti sull’avvenenza delle figlie nonché di quella della padrona di casa alla quale si chiede una generosa offerta ai questuanti motivata dall’abbondanza figlia del recente ammazzamento del maiale e spesso sotto minaccia di “maledizioni” in caso di scarsa prodigalità. Si tratta di un rito intimamente legato alle tradizioni popolari che prende origini, secondo gli studiosi, addirittu-

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ra da culti pre-cristiani e si è profondamente radicato in quelle culture, povere e rurali in cui era ben presente il concetto di ciclicità della natura e della vita ed era quindi sentita come esigenza forte la necessità di stringere il rapporto fra vita e morte, fra uomo e terra, propiziando la “rinascita della natura”, fonte di cibo e quindi di vita per l’uomo. Le evidenti incrostazioni del culto cristiano vengono fatte risalire, dagli etnomusicologi, alle influenze del culto bizantino ed hanno riportato riti pagani preesistenti nell’alveo di una “accettabilità” da parte della religione cattolica. Il rito della Pasquella si colloca infatti nell’ultimo dei dodici giorni in cui luce e buio si contendono, secondo le credenze, il predominio sulla terra. Contesa che, gran parte delle civiltà, trova riscontri con credenze e riti in cui si chiamano “i morti” a difendere la terra dal buio ed a prodigarsi perchè torni la luce. Ciò che rimane oggi di questa tradizione (che in alcuni casi, si è tramandata spontaneamente ed in maniera ininterrotta, se pur variando le proprie modalità, mentre, in altri casi, è stata ripescata e fatta rinascere diciamo “artificialmente”) è la volontà con cui alcuni membri delle comunità che ancora le celebrano, esprimono la necessità di momenti di aggregazione in cui l’elemento fondamentale è la condivisione ed il piacere di stare assieme. Nelle personali esperienze romagnole ho potuto verificare che tra gli odierni “pasqualotti romagnoli” l’aspetto ludico e aggregativo del rito travalica di gran lunga quello “religioso” col risultato che tanti “inossidabili mangiapreti” si riuniscono la notte del 6 Gennaio per cantare l’Epifania.

TUTTE LE

USCIT

E

di Marco Bartolini

Aspetto ancora più interessante è quello che, questo rito, si e diffuso su di un’amplissima area geografica compresa fra la Romagna ed il Lazio interessando la fascia adriatica, gli appennini spingendosi fino a Velletri, area che coincide in gran parte sulle vie di comunicazione che fin dall’antichità portavano dall’est della pianura Padana fino a Roma (toh, proprio l’area interessata dall’E45!). Una splendida dimostrazione di quanto la cultura popolare nella storia sia stata permeabile e “buona viaggiatrice”. Al tempo stesso ogni comunità locale venuta a contatto con il rito della Pasquella e quindi, in un certo modo, con le culture che l’hanno generato, l’ha fatto proprio interiorizzandolo, modificandolo fino a farlo divenire simbolo ed espressione forte di identità comunitaria e culturale. In sostanza, la Pasquella è uno di quegli esempi di come la cultura popolare si costruisce con la stratificazione e la sedimentazione di usi e costumi che spesso, inaspettatamente, ci portano molto più lontano dell’orizzonte che possiamo osservare salendo sulla vetta del nostro, amato, piccolo, grande campanile. Per ascoltare la Pasquella: PASTORI PASQUELLE E COMETE – Note di una notte di pace CD del Gruppo Pneumatica Emiliano Romagnola distribuito nel circuito Sì Edizioni contiene anche una tesi di etnomusicologia sulle Pasquelle Romagnole LA PASQUELLA, inciso nel 1991 dal Canzoniero Piceno - Popularia, un insieme di brani di musica popolare raccolti sul campo. Vedere la Pasquella il 5 gennaio: Bagno di Romagna FC – Spinello di Santa Sofia FC - Gualdo Tadino PG.

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INVERNO A TAVOLA Arancia, il frutto invernale per eccellenza... Ricette e suggestioni per una cucina basata sul sapore e sul benessere

ARANCE Aperitivo Spremete delle arance Tarocco, aggiungete sedano centrifugato, mescolate e completate con ottimo prosecco.

Cicorino alle arance Due mazzetti di cicorino, due arance, una carota, otto ravanelli, limone, olio extravergine, sale. Mondate e lavate tutte le verdure, spezzettate il cicorino e le foglie di ravanello, tagliate a rondelle carote e ravanelli e fate di ogni spicchio di arancia due o tre pezzetti. Condite il tutto e, se vi piace, spolverate di pepe.

Insalata di arance Vaniglia e finocchi (ricetta siciliana) Due grosse arance Vaniglia, due finocchi grossi con il loro verde, olio extravergine, sale e pepe nero. Pelate le arance al vivo (cioè togliendo anche la pellicina bianca), lavate bene

La Cucina dell’E45

di Beatrice Grasselli e Patrizia Venturi

i finocchi. Affettate arance e finocchi, conditeli con olio, sale e pepe, decorate con i ciuffi.

CAVOLI VOSTRI!! Originario della Siria, dell’Egitto e della Turchia, il cavolfiore è stato introdotto in Spagna nel XII secolo. Successivamente in Francia e in Inghilterra. L’Italia oggi è una delle maggiori produttrici e ve ne sono diverse varietà: il primaticcio toscano, il gigante di Napoli, il cavolfiore di Algeri, il tardivo di Fano, il Gennarese e il Febbrarese, sempre di Napoli e il San Giovannino pisano. Tutta la famiglia dei cavoli, insieme ai broccoli, di tutte le varietà, contiene proprietà disintossicanti e protettive contro le malattie degenerative. Inoltre il cavolo crudo centrifugato è un potente antianemico.

Cavolfiore gratinato Cuocete le cimette a vapore, una volte cotte fatele rosolare con due spicchi di aglio in camicia e salvia. Ponete il tutto in una teglia, e spolverate con abbondante parmigiano. Mettete in forno a 200/220° fino a quando non si forma una doratura in superficie.

Insalata rossa Un cuore di cavolo rosso, una mela Lavina, ravanelli, una cipolla rossa toscana, e due carote, aceto di mele, olio extravergine, germogli di lenticchie e sale. Affettate sottilmente il cavolo e unitelo alle altre verdure affettate.

Cavolfiore in salsa verde Cuocete le cimette di cavolfiore a vapore. Preparate un trito di aglio, prezzemolo e capperi, unite il tutto a olio, peperoncino e sale, mescolate e condite il cavolfiore.

Patrizia Venturi è autrice delle ricette di ‘Altra Cucina vegetariana?, scritto in collaborazione con Beatrice Grasselli e pubblicato da Edizioni Sì.

Alt(r)a Cucina Vegetariana Con decine di ricette straordinarie Un libro che si propone di riportare la frutta, la verdura e le erbe al centro dei nostri pasti e dei nostri snack, facendone risaltare tutto lo straordinario potenziale in termini di gusto e di capacità nutrizionali. Tanti suggerimenti teorici e pratici per allargare gli orizzonti alimentari, anche di tanti vegetariani che spesso utilizzano in abbondanza erbe e spezie esotiche mentre non conoscono l'uso e le virtù delle piante locali. Pagine 80 - 13x20,5 cm - Euro 8,00 - www.edizionisi.net

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In questa rubrica cercheremo di esaminare sogni di ogni tipo, ed in particolare sogni “d’Oro”, ossia preziosi, ritenuti significativi, o con un forte impatto emotivo sul sognatore; sogni che contengono simboli, archetipi, segni del mondo sommerso che spesso trascuriamo.

USCITA T

ERNI

Sogni “d’Oro” di Claudio Maddaloni

I

sogni ci portano dei messaggi inconsci, li presentano alla coscienza; noi spesso li dimentichiamo, di solito non li fermiamo su un foglio, un quaderno; spesso non diamo loro molta importanza, pensiamo di solito non abbiano un grande significato. Invece ogni sogno può essere interpretato e, se adeguatamente analizzato, ci restituisce un significato utile alla direzione della vita diurna, alla coscienza di veglia. In questa rubrica cercheremo di esaminare sogni di ogni tipo, ed in particolare sogni “d’Oro”, ossia preziosi, ritenuti significativi, o con un forte impatto emotivo sul sognatore; sogni che contengono simboli, archetipi, segni del mondo sommerso che spesso trascuriamo. Vedremo nel tempo con successivi articoli di illustrare il metodo, rigoroso ed analogico, intuitivo e misterioso con il quale possiamo meglio avvicinarci a comprendere il sogno. Iniziamo esaminando il testo di un sogno: “Vedevo sospesa in aria, come una mongolfiera, la torre del mio paese; essa è quadrata, medioevale, e sulla cima porta un albero, riportato anche sullo stemma del paese, Arrone. La torre era stata come distaccata dalle fondamenta, e rimaneva sospesa in aria sopra di me; così la potevo vedere da sotto e da dentro. Vedevo le radici dell’albero che essa porta in cima, che penetravano nella torre, e quasi fuoriuscivano da sotto; non c’era terra, la torre per il resto era vuota. Le radici si attorcigliavano ver-

so la estremità inferiore, come le donne fanno coi capelli a volte, come una spirale. Ero un po’ stupito ma anche contento di vedere dentro questa strana situazione.” Una prima cosa da fare esaminando un sogno è di analizzare i simboli che vi compaiono, quindi associando altri materiali, o del mondo interiore del sognatore, sue memorie passate, o materiali che provengono dalle produzioni artistiche, letterarie, dal conscio collettivo diciamo così. Nel primo caso faremo un lavoro di associazione, nel secondo di amplificazione. Impiegando in questo caso soprattutto il metodo della amplificazione, possiamo esaminare i simboli principali che compaiono in questo sogno. Questo metodo di lavoro verrà ripreso anche nei successivi articoli, aiutandoci a comprendere meglio il significato generale di alcuni simboli che ritornano più spesso a trovarci nei nostri sogni e nella nostra vita interiore. Il sogno si apre con un simbolo centrale, il simbolo della Torre. La Torre, soprattutto una torre come quella centrale in un paese, che viene eretta sopra il culmine di un colle, un monte, come ad esempio la torre di un castello, rappresenta un simbolo di potere per il territorio, di centratura e fortezza, di riferimento come un asse del mondo, di solidità. Per indicare quanto stabile sia per la nostra psiche il simbolo di una torre, ricordiamo un passaggio di Dante: Sta “come torre che non crolla/giammai sua cima per soffiar di venti”. La torre sognata in questo caso è quel-

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la del castello di Arrone, la quale effettivamente porta sulla cima un albero, un ulivo in vaso, e tale simbolo compare nello stemma dei duchi di Arrone, famiglia romana che fondò il borgo nel medioevo. La torre è qui un simbolo interiore e rappresenta la struttura dell’Ego, che dirige le cose nel paese di dentro, che si erge verso l’alto a dominare il mondo. È una costruzione antica questa dell’ego, come una vecchia torre, e si erge dalla terra verso il cielo, ha un suo messaggio da portare; ricordate la notissima poesia del Leopardi? “D’in su la vetta della torre antica/ passero solitario alla campagna/cantando vai...”. Sembra che sia la torre che parla. In generale la torre ci un castello fortificato india una posizione, una presenza, un deterrente, una sfida. La torre si alza verso il cielo quasi a sfidarlo; la torre di Babele, ad esempio, aveva questo significato, la torre della carta dei tarocchi lo stesso. Tale arroganza verso il cielo viene di solito punita, come accade nei due esempi citati, fino alla distruzione totale. Nel sogno che stiamo esaminando tuttavia non si tratta di un elevarsi materiale verso il cielo; la torre è divelta da terra, e sollevata quasi per leggerezze, come un pallone aerostatico, forse dall’albero stesso che in maniera viva e religiosa si eleva verso il cielo. Così in questo sogno la torre non sembra elevarsi per forza propria appoggiandosi sulle forze della terra, bensì si eleva per una specie di miracoloso intervento del cielo, che solleva una cosa pesante come una torre. Un secondo simbolo importante che compare nel sogno è quello dell’albe-

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ro. Nella torre di Arrone l’albero è in vaso, e non cresce dentro la torre; ma nel sogno la torre sembra svuotata e solo le radici dell’albero la riempiono, la innervano, la vivificano; sembra una struttura materiale abitata da un principio vitale. Le radici sono la vita dell’albero, e nel nostro corpo, paragonato ad un albero, tutto ciò che è fondante, fondamentale, basilare, dal quale possiamo trarre il sostentamento di base. L’amplificazione di questo simbolo ci porta all’albero della vita nell’Eden, all’albero della conoscenza del bene e del male. L’albero eterno, sempreverde (ricordate? “L’albero a cui tendevi / la pargoletta mano/ il verde melograno dai bei vermigli fior/ nel muto orto solingo rinverdì tutto or ora...”). L’albero asse del mondo; si tratta di un albero sacro, come le querce dei druidi, come l’ulivo di Arrone. Così questo simbolo ricorda l’energia fondamentale che consente alla torre di elevarsi. Un terzo simbolo è quello della spirale, di attorcigliamento intorno ad un asse vitale, caratteristico di queste radici. Questo secondo simbolo è strettamente connesso con il secondo. Nel simbolismo dell’albero, viene subito

in mente la famosa immagine del serpente attorcigliato attorno all’albero del giardino del paradiso. Il serpente rappresenta l’energia di base dell’albero, che sale spiralmente lungo la colonna vertebrale energetica. In oriente tale energia ascendente viene chiamata Kundalini. L’energia vitale non è buona o cattiva; nel suo uscire dal giardino interiore, nel trascinarci nella illusione del mondo possiamo dire che è diabolica. In altre parole, se noi la seguiamo finiremo col separarci da quel giardino di bene nel quale eravamo immersi nello stato originario, primordiale. Ma se la indirizzassimo verso il cielo, verso i centri energetici superiori, come dire verso il sole, allora tale energia ci farebbe volare in alto. Quindi il simbolo che compare è una energia radicale che fa sollevare la struttura, e rimanere senza sforzo sospesa. La reazione emotiva del sognatore, il suo vissuto soggettivo, è sintonico con il sogno; egli non si allarma di avere perso “la terra sotto i piedi”, come si dice, non ci sono segnali di dramma, di pericolo incombente, egli accetta di buon grado, con stupore e con gioia, il fenomeno descritto con queste immagini.

Abbiamo così visto molto in breve come dei simboli più grandi di noi abitano la nostra psiche inconscia; vivono in uno spazio a noi ignoto, inconscio appunto, fino a che emergono in superficie e ci parlano; il sogno corrisponde quindi ad un dialogo interiore attraverso simboli archetipi, grandi immagini che contengono una saggezza, un orientamento, una soluzione ai nostri drammi di coscienza confusa e sbandata. Ci aiutano ad orientarci, sono come un farmaco per la coscienza. Nel libro “Guida al mondo dei sogni per una profonda conoscenza di Sé”, pubblicato dalle Edizioni Sì, ho proposto una semplice traccia per seguire sogni maggiori e minori e cominciare a divenire più familiari con questo mistero che ci parla da dentro, di cui vorremmo sapere di più... Nel prossimo articolo esamineremo un sogno relativo al vedere meglio dentro di noi, vedremo...

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Dal 4 Dicembre parte il primo mercatino di Natale e della Befana a Bagno di Romagna Terme. Dal 19 sarà in funzione un trenino che scorrazzerà per Bagno e la collegherà a San Piero. Il mercatino, in questa prima edizione, sarà composto di 6 casette in legno, dove il visitatore potrà trovare, dolcezze, prodotti tipici e prodotti tipici natalizi tutti artigianali. L’inaugurazione ufficiale sarà l’11 Dicembre. Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutati (Regione, Provincia, Comune, Associazioni e last but not least i cittadini di Bagno) Bagno quest’anno si risveglierà con delle luminarie nuove, con il mercatino di Natale e un trenino che offrirà divertimento per i più piccini e servizio per gli adulti. L’atmosfera magica natalizia si completerà con un ricco programma di intrattenimento. L’apertura del mercatino sarà nei giorni feriali dalle 15.00 alle 20.00 e nei prefestivi e festivi dalle 10.00 alle 20.00 orario continuato. Info: prolocobagno@libero.it


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Commensali IL RACCONTO

di Antonella Guidi

commensali si materializzarono uno È vero, era capitato che qualche fornidopo l’altro intorno alla grande ta- tore disonesto gli avesse venduto uova vola rotonda, apparecchiata con can- liofilizzate marce, ma insomma, sono dide porcellane e cristalli che riman- cose che possono capitare, non bisogna farne un dramma, accidenti! davano raggi di luce scomposta. Trionfi di prelibatezze erano disposti Ad alzarsi per servire l’ospite, fu una con cura sulla tovaglia di fiandra che piccola bambina dai capelli rossi un sfiorava il pavimento di pietra grigia e po’ scoloriti. Con un sorriso, scoperfredda delle vecchie e gigantesche cu- chiò un grande vassoio. Piccole quacine della Conciergerie. Si attendeva glie arrosto erano adagiate su una profumata salsa al rosmarino. Con un l’arrivo dell’ospite di riguardo. Da lontano si udì uno scalpiccio di cenno della sua piccola e paffuta mapassi poi una voce maschile dai toni nina invitò l’uomo a servirsi. L’ospite, a dispetconcitati, e infine to di ogni buona Digiunava da giorni. La vista di tutl’uomo comparve sulla soglia tra to quel ben di dio lo distolse dai trop- norma, vi si getdue guardie che lo pi interrogativi che da giorni si po- tò a capofitto. tenevano a forza. neva senza che trovassero risposta e, Mai nella vita Il più anziano dei uno su tutti, cosa ci facesse in quella aveva patito tanta commensali si al- prigione che pareva un salto nel pas- fame. Afferrò una piccola quaglia zò in piedi e, con sato di almeno trecento anni. con le mani e se un cenno della la portò alla bocca, divorandola. mano, lo invitò a prendere posto. Con uno strattone il prigioniero si li- La sua faccia si contrasse in una smorberò dalla presa delle guardie e si se- fia di disgusto. In quel cibo c’era qualdette. Digiunava da giorni. La vista di cosa che non andava. Guardò dentro tutto quel ben di dio lo distolse dai al vassoio, grossi vermi grigi si agitavatroppi interrogativi che da giorni si no fra uova semi liquefatte e pezzi di poneva senza che trovassero risposta e, carne putrida. uno su tutti, cosa ci facesse in quella Un olezzo tremendo si levava denso e prigione che pareva un salto nel passa- inarrestabile. Si sentì soffocare, mentre le voci dei commensali gli sussurravato di almeno trecento anni. Lui, un imprenditore di successo tal- no incalzanti in una cantilena ossessimente ricco che se li sarebbe potuti va: - Mangia... è buono. comprare tutti, quei quattro straccio- Gli occhi erano dilatati dal terrore e ni... Le sue merendine venivano pub- non riusciva a respirare. Slacciò i botblicizzate ed esportate in tutto il mon- toni della camicia e allargò il colletto do e avevano cresciuto generazioni di in un affannoso tentativo di prendere aria. Poi sentì le gambe cedergli, gli si bambini. Certo, non le aveva mai date ai suoi annebbiò la vista, e cadde riverso sulla figli, tanto meno ai nipotini... Se vole- candida tavola imbandita. va guadagnare non poteva certo pro- I commensali osservarono gli ultimi durre le sue merendine con materie sussulti del condannato poi, con un sorriso, si congedarono dissolvendosi... prime di qualità.

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Astrologia

L’Oroscopo dell’E45

Un inverno esaltato da Venere e Saturno fra delizie e tormenti di Ombretta Saporetti - Corrispondente per Ravenna del Centro Italiano Discipline Astrologiche

ARIETE

LEONE

SAGITTARIO

21 marzo -20 aprile Avete bisogno di riposo, consumate carburante come una ferrari, approfittate delle feste per rilassarvi. Il periodo migliore per voi che siete riusciti a liberarvi di inutili fardelli, è il mese di febbraio per nuovi progetti, nuove amicizie, un nuovo lavoro, una nuova relazione.

23 luglio-23 agosto Già in ottobre e novembre dovreste aver notato un notevole cambiamento delle cose, almeno non dovete più affannarvi ed essere sollecitati dai problemi degli altri, un inverno tranquillo gratificherà la vostra indolenza. Buono febbraio per l’amore e marzo per il lavoro.

23 novembre-21 dicembre Un inverno con sbalzi di temperature non è quello di cui avete bisogno, vi irrita, le nebbie vi danno malinconia, allora diventate scontrosi e petulanti. Guardatevi attorno per le feste avrete accanto persone che vi amano, in febbraio novità e gratificazioni sul lavoro e in amore.

TORO

VERGINE

21 aprile-20 maggio Per voi l’inverno inizia con un bellissimo Giove nel segno. E’ il pianeta dell’abbondanza ma anche dell’esagerazione, andrà tutto benissimo, ma non fatevi prendere dalla frenesia dei sensi, bacco tabacco e venere sapete bene cosa fanno, meglio tenere la testa a posto.

GEMELLI 21 maggio-21 giugno Voi nati alla fine di maggio avete già risentito degli effetti di Marte, blocco di energie, stanchezza ed irritabilità. Per voi che volete poter cambiare idea ogni minuto è molto frustrante, dovete riposare il corpo e la mente, aspettate gennaio per l’amore e febbraio per i progetti.

CANCRO 22 giugno-22 luglio L’inverno non è certo la stagione migliore per un segno estivo come il vostro, vi immalinconite e vedete il bicchiere mezzo vuoto, ma anche per voi ci sono i periodi buoni come i primi di gennaio per la salute e gli amori e la fine di febbraio per il lavoro, gli affari e gli amici. 38

24 agosto-22 settembre Avrete già sentito gli effetti di Marte nel vostro segno, troppa energia, fatica e soprattutto troppo disordine siete irritabili, deconcentrati, non pretendete troppo da chi vi sta vicino e vi vuol bene solo perché non capisce il vostro stato d’animo. Dopo l’inverno c’è sempre primavera.

BILANCIA 23 settembre-22 ottobre Oramai siete fuori dal tunnel, solo i nati a fine segno devono ancora fare pulizia, per voi è difficile prendere decisioni ma bisogna chiudere i conti. Già a novembre e dicembre avreste dovuto vedere i primi segni di ripresa, da ora in poi le strade da percorrere saranno in salita.

SCORPIONE 23 ottobre-22 novembre Avete tutto a portata di mano, ma non riuscite ad appropriarvene, organizzare le vostre risorse è un problema, i cambiamenti degli altri vi destabilizzano, tutto questo vi rende furiosi; è un periodo di fibrillazione, calma, forse siete voi che dovete cambiare?

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CAPRICORNO 22 dicembre-20 gennaio Siete pazienti, costanti, determinati e come al solito sarete messi alla prova, più impegnativa per i nati a fine segno non avendo ancora chiari i vostri progetti, mentre gli altri avranno un valido aiuto da Marte e Giove più energia e risorse, novità per il lavoro e l’amore in gennaio.

ACQUARIO 21 gennaio-19 febbraio L’inverno inizia con una bellissima Venere nel segno, che non indica solo amore, ma armonia, appagamento dei gusti e bellezza, tutte cose che giuste per passare le feste. A febbraio Mercurio vi aiuta per il lavoro e gli studi, un po’ meno Giove per le entrate domestiche.

PESCI 20 febbraio-2 marzo Arrivano le feste, voi in questo periodo siete nel vostro centro, vi piace preparare organizzare, le compagnie di amici, le riunioni di colleghi, le feste in famiglia. Ora invece siete stanchi ed affaticati, pazienza, migliora in gennaio e febbraio per relazioni e lavoro. Guida Giornale dell’E45


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Giornale E45 - Numero 2  

Vita, Cultura ed Economia lungo la E45 che attraversa il centro Italia da Orte a Ravenna

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