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Marzo - Aprile 2013

oltrepò pavese al vinitaly in vetrina la cultura del gusto

elezioni 2013 lA carica dei pavesi porte aperte in ateneo


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EDITORIALE | MARZO - APRILE 2013

Marzo - Aprile 2013

Un numero ricco e pieno di spunti, il marzo-aprile targato Pavia in Tasca, in attesa dell’arrivo della tanto agognata primavera.

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Ma soprattutto, un numero dove a dominare è il “rosa”. Conosciamo da vicino “Caratteri di donna” concorso letterario, promosso dal Comune di Pavia e giunto alla nona edizione, per la promozione delle donne che scrivono per passione e non per professione, vinto quest’anno da Serena Gobbo. OLTREPÒ PAVESE AL VINITALY IN VETRINA LA CULTURA DEL GUSTO

ELEZIONI 2013 LA CARICA DEI PAVESI PORTE APERTE IN ATENEO

Scopriamo Laura Pesce, chef e madrina d’eccezione alla serata inaugurale della prima edizione di “Stasera Chef”, innovativo ed interessante concorso per cuochi amatoriali che si svolgerà al ristorante “Locanda del Carmine” di Pavia a partire dal 21 marzo. Ma soprattutto rosa come il Cruasé, il rosé naturale DOCG ottenuto da uve Pinot nero attraverso il Metodo Classico, che rappresenta già il nuovo punto di riferimento della spumantistica italiana di qualità, seppur sia ancora un prodotto giovane. Un prodotto unico che oltre a rappresentare sulle migliori tavoli italiane ed internazionali il nostro territorio, sarà il simbolo e punta di diamante dell’offerta vitivinicola del nostro amato Oltrepò alla prossima edizione del Vinitaly, che si aprirà il 7 aprile a Verona. Non mancheranno approfondimenti legati agli eventi che più di altri hanno attirato la nostra attenzione. Sia appena avvenuti, come “Corrinmaschera”, manifestazione podistica di carnevale, il cui ricavato viene interamente devoluto ad Emercengy, sia di prossima celebrazione, come ad esempio “Dialoghi: jazz per due”, rinomata rassegna musicale alla sua quindicesima edizione. Insomma un numero ricco, in cui tra tanti altri argomenti, uno spazio importante è dedicato anche al non-profit e al mondo della solidarietà, grazie all’apertura del nuovo dormitorio di San Carlo a Pavia in via San Carlo e al progetto “Trasporto Cellule Staminali Emopoietiche” promosso nell’ultimo anno dall’energica Fondazione Barbara “Fanny” Facchera Onlus. A voi scoprire le parole dimenticate del mese!

La Redazione


Farmacia del Bo COME AFFRONTARE LA PRIMAVERA Vi sentite stanchi e spossati? Avete problemi di concentrazione? Mal di testa e mal di schiena rovinano le vostre giornate? Il cambio di stagione è un momento molto delicato per l’organismo umano ed una fase di passaggio critica sia per il sistema immunitario che per il cervello. Un calo delle energie psico-fisiche ed un aumento dello stress sono abbastanza diffusi nella popolazione quando si passa dall’Inverno alla Primavera.

Quali sono i sintomi più comuni collegati al cambio di stagione? Stanchezza frequente, spossatezza, sbalzi d’umore ed irritabilità, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, gastriti e disturbi digestivi, dolore alle ossa o ai muscoli, mal di testa, mal di schiena. Come prevenire il “mal di Primavera”? Per prevenire la comparsa dei sintomi appena descritti e godere al meglio delle prime settimane di Primavera è bene seguire una dieta sana ed equilibrata, concedersi il giusto numero di ore di sonno ed iniziare gradualmente e senza esagerare a praticare un po’ di sport, meglio se all’aria aperta.Altre regole che è buona norma seguire sono quelle di bere molta acqua, un vero toccasana per il corpo ancora letargico a causa dell’Inverno, e di concedersi qualche ora di relax e tranquillità. Un ultimo consiglio riguarda l’assunzione integratori e vitamine per garantire al corpo la giusta carica quotidiana ed il corretto apporto nutrizionale. Quali integratori assumere con l’arrivo della Primavera? Tutte le vitamine del gruppo B, così come il calcio, magnesio e potassio, sono minerali essenziali per la trasformazione dei nutrienti in energia e per la buona funzionalità del sistema nervoso e muscolare, sono preziosi perché aiutano a contrastare il senso di apatia e stanchezza tipiche di questo periodo. Infine vitamine A ed E dotate di proprietà antiossidanti, danno una mano a rafforzare ai sistema immunitario. Integratori funzionali: si tratta di integratori che contengono al loro interno diverse sostanze benefiche per l’essere umano, per esempio Fibre, Probiotici, Vitamine e d estratti vegetali.

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INDICE | MARZO - APRILE 2013

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La carica dei pavesi. Tra Parlamento e Regione

10 Porte aperte in ateneo: il Sistema museale dell’univerità di Pavia 12 “Corrinmaschera” la beneficienza è divertimento 14 Oltrepò Pavese a Vinitaly, in vetrina la cultura del gusto 16 Donna con carattere e con la passione della scrittura 18 Gioielli, non peccati di vanità ma espressione della propria interiorità

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20 Stasera Chef. Cuoco per passione 23 Rassegna di musica Pavia, dal 19 marzo al 10 aprile 2013 26 La solidarietà vince a Pavia 29 Il borgo del mese: Casteggio. Piccolo gioiello d’Oltrepò 32 Ghostbusters a Voghera 34 Tradizione, territorio, tipicità: le tre T dell’eccellenza pavese

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35 Stradella, vetrina digitale dell’Oltrepò 37 Cigognola al Bando delle idee per valorizzare il territorio 40 Case di riposo: serenità e sostegno per gli anziani

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42 Gico, banconote d’artista 44 Rallentare e permettersi di essere imperfetti 47 Parole dimenticate e curiosità linguistiche DIRETTORE RESPONSABILE: FRANCESCO BEVIVINO

HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Beatrice Alfieri, PAUL BAKOLO NGOI, EMANUELE BOTTIROLI, Valeria Mangiaracina, FRANCESCO SALA, Gaia Vicenzi REDAZIONE: Via San Giovannino, 4 27100 - Pavia info@paviaintasca.it PUBBLICITà: SANDREFOTOAGENCY Cell. 345.0843809 - 393.4629753 project@sandrefotoagency.com www.sandrefotoagency.com E-SOUL Tel. 0382.309937 info@e-soul.biz www.e-soul.biz

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Periodico bimestrale “Pavia in tasca” Sped. in a.p. lettera B Rivista Edita da Princi s.r.l. Anno 22 - MARZO - APRILE 2013 Euro 0,90 Registrazione del Tribunale di Pavia N°394 dell’8 giugno 1991 Copyright La Fenice Editore s.r.l. E’ proibita la produzione anche parziale del contenuto senza l’autorizzazione scritta dell’Editore Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana


SPECIALE ELEZIONI POLITICHE E REGIONALI

LA CARICA DEI PAVESI. TRA PARLAMENTO E REGIONE di Francesco Sala

Il megafono di Pavia e della sua provincia: chiamata a fare da cassa di risonanza per le istanze dell’intero territorio. Le ultime elezioni politiche, pur nell’incertezza di un risultato mai così instabile, hanno assegnato nuovi volti ala squadra di onorevoli pavesi chiamati a rappresentarci alla Camera dei Deputati e in Senato. Pochissime le riconferme, molti i volti nuovi; alcune scommesse sono state vinte in partenza, grazie alle felici collocazioni in lista dovute alla legge elettorale vigente, in altri casi il verdetto delle urne è stato stupefacente. Minimo lo scarto con il Partito Democratico ha superato, a livello nazionale, le altre forze politiche: un vantaggio che non garantisce la possibilità di governare con serenità

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il Paese; ma che ha permesso di portare a Roma due rappresentanti del nostro territorio. Siederanno vicini, in Camera dei Deputati, il segretario provinciale del PD Alan Ferrari e Chiara Scuvera, assoluta novità nel panorama politico locale. Perché donna, perché under 40, perché lontana dalle tradizionali logiche di partito; autentica ventata di aria nuova all’interno di una formazione che ha dimostrato nei fatti di soffrire, e non poco, la questione del ricambio generazionale. Se il centrosinistra porta a Montecitorio due volti nuovi, il centrodestra vede Carlo Nola vittorioso in attesa di conferma per il secondo mandato. L’Onorevole nel corso della passata legislatura era passato dal PDL (versante ex Alleanza Nazio-


nale) al gruppo “Popolo e Territorio” creato dai discussi onorevoli Razzi e Scilipoti. A proiettare Nola in Parlamento è “Fratelli d’Italia”, soggetto politico che rappresenta l’anima più conservatrice del centrodestra. Niente da fare per un altro onorevole pavese in carica: il leghista Marco Maggioni non viene riconfermato. Sorte analoga, ma in Senato, per il collega di partito Roberto Mura: l’ex sindaco di San Genesio cede idealmente il testimone a Gian Marco Centinaio, vicesindaco del capoluogo. Un’elezione attesa la sua, scelto dal Carroccio tra i nomi su cui puntare per un collegio se non “blindato” certo agevole come quello di Lombardia3. Non è pavese di nascita, ma considerata la lunga militanza dietro le cattedre dell’Università è come se lo fosse; e non era, almeno fino a queste elezioni, leghista: benché il suo ruolo all’in-

terno del PDL sia sempre stato di agente di collegamento tra il partito di Berlusconi e l’alleato bossiano. Nuova avventura parlamentare per Giulio Tremonti: il quattro volte ministro dell’economia e delle finanze, già vice-premier e vice-presidente della Camera si appresta ad affrontare la sua quinta legislatura. Da un veterano dei palazzi del potere ad un neofita: entra a Palazzo Madama anche Luis Alberto Orellana, animatore della sezione pavese del Movimento 5Stelle. Questo il verdetto del urne per quanto riguarda le elezioni politiche; ma il 24 e 25 febbraio i lombardi – e dunque anche i pavesi – sono stati invitati a rinnovare anche il Consiglio Regionale. Dopo le elezioni del 2010 erano in tre: oggi sono quattro. Aumenta la rappresentanza pavese al Pirellone, con una delegazione che copre l’intero arco costituzionale: seg-

Nel 2010 erano in 3, oggi al PIRELLONE SONO IN 4 i rappresentanti pavesi

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2013 MARZO • APRILE 2013

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75% l’affluenza alle urne nel 2013 -5% rispetto al 2008 gi equamente divisi tra maggioranza e opposizione quelli che occupano gli eletti nel nostro territorio, tra riconferme più o meno scontate e imprevedibili novità. Tre anni fa ad entrare nella stanza dei bottoni furono Angelo Ciocca, sorprendente recordman di preferenze per la Lega Nord, il leader del PD provinciale Giuseppe Villani e Giancarlo Abelli, padre nobile del PDL: che decise di mantenere l’incarico di parlamentare e rinunciare allo scranno milanese, passato dunque a Vittorio Pesato. Piemontese di

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nascita ma pavese d’adozione, cresciuto politicamente nella dura palestra del contesto universitario. Ciocca, Villani e Pesato hanno chiesto ai propri elettori la riconferma: ma con risultati tra loro diversi. Quasi scontata la rielezione del leghista, che arrivava ai nastri di partenza forte delle quasi 19mila preferenze personali ottenute solo tre anni prima: un bottino in parte disperso, vuoi per calo fisiologico vuoi per la turbolenta e prematura fine dell’esecutivo Formigoni (con i ben noti scandali che hanno interessato il Carroccio). Conferma doveva essere, per Ciocca, e conferma è stata: anche per quanto riguarda la competizione per il maggior numero di preferenze, prossime alle ottomila. Torna al proprio posto in Regione anche Giuseppe Villani, che vince il difficile derby contro il Presidente della Provincia in carica Daniele Bosone: scarto minimo (5000 preferenze contro 4920), ma quanto basta per confermare l’ex sindaco di Pinarolo come punto di riferimento per il PD pavese. Niente da fare per Vittorio Pesato, fermo a poco meno di 5.500 preferenze: il PDL locale, tuttavia, non perde la


propria rappresentanza a Milano. A risultare eletto con oltre 6.700 preferenze è Mario Melazzini, medico affetto da sclerosi laterale amiotrofica, terribile malattia altamente invalidante che contribuisce a combattere con il proprio bagaglio di conoscenze scientifiche e l’esempio concreto della sua vicenda personale. Un nome nuovo della politica, Melazzini, se è vero che non si era ancora misurato nella competizione elettorale; ma certo non uno sconosciuto nel panorama amministrativo

regionale. A lui era stato affidato il difficile compito di guidare il comparto della sanità lombarda nei pochi mesi intercorsi tra la fine formale dell’avventura di Formigoni e le nuove elezioni. Un ruolo, quello di assessore, che Melazzini sembra destinato a vestire nuovamente. Lo straordinario successo elettorale del Movimento 5Stelle premia anche la nostra provincia: entra al Pirellone l’energica Iolanda Nanni, storica portavoce dei Coordinamento Pendolari Pavesi.


Porte aperte in ateneo: il Sistema museale dell’univerità di Pavia Patrizia Contardini: “Venite a trovarci anche solo per curiosità!”

di Paul Bakolo Ngoi

Il museo per la storia dell’università che si affaccia sul cortile dei Caduti è lo scenario che accoglie le donne del sistema museale di ateneo. A Pavia ormai lo sanno tutti: si dice università ma si legge donna. Le quote rose qui non fanno più notizie ma si affermano sempre di più. L’impronta della donna nella storia dell’Università degli Studi di Pavia è tangibile. Da Claudia Maccabruni, direttrice del museo di archeologia a Clementina Rovati, prima donna direttrice del museo di storia naturale, tanto per citare due nomi eccellenti dei nostri tempi. Oggi la tradizione continua: Patrizia Contardini, Carla Garbarino, Antonella Berzero, Jessica Maffei, Valentina Cani, Giulia Casali. Tutte a vari ruoli custodiscono i segreti dei musei dell’università. Fanno parte di questo team anche Lorenza Poggi, Franca Banchieri e Alessandra Bolognesi. Nel mese della festa della donna abbiamo voluto incontrarle e con loro fare una passeggiata tra i cimeli custoditi nel museo per la storia dell’università. Un modo diverso per rendere omaggio a tutte le donne dell’ateneo pavese passando da queste signore che curano, custodiscono, fanno da 10 |

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guide e orgogliose ci portano alla scoperta dell’eccezionale collezione di vari strumenti scientifici, dei preparati anatomici e dei documenti d’archivio che fanno di questo luogo uno dei più importanti d’Italia e d’Europa. Per conoscere la città di Pavia non si può fare a meno della sua università e per conoscere l’ateneo è consigliabile una visita al museo. “Anche solo per curiosità – ci dice Patrizia Contadini, coordinatrice del sistema – è interessante venire a dare un’occhiata a quella che è stata la storia della nostra università. Le testimonianze qui presenti hanno segnato non solo la storia dell’università, ma anche quella della città”. Ricordiamo che tra la fine del ‘700 e l’800 a Pavia si era concentrato il massimo della scienza europea. Le donne del sistema museale di ateneo, ognuna nella sua specificità parlano con orgoglio del proprio lavoro: Jessica racconta come al museo di storia naturale si trova a suo agio a lavorare tra i colleghi maschi e di come porta avanti il suo lavoro; ad Antonella brillano gli occhi solo ad annunciare la prossima apertura del museo Golgi di cui il diploma originale del premio Nobel è cu-


via e di promuoverne la conservazione e la valorizzazione. Oggi ne è il presidente il professore Paolo Mazzarello. L’ eccezionale patrimonio di beni culturali si è accresciuto e si è conservato nel corso della lunga storia dell’Università. Tra gli oggetti conservati citiamo gli strumenti appartenuti a Volta e ai suoi successori e i numerosi oggetti e documenti che testimoniano la storia dell’Ateneo dalla seconda metà del XIV sec. Oggi i musei dell’università sono aperti al pubblico, ad eccezioni di alcuni aperti soltanto a studiosi. stodito a Pavia. Insieme a lei c’è Giulia che si mostra felice di condividere un’avventura iniziata qualche anno fa; Carla fa la padrona di casa in quanto conosce il museo per la storia dell’università come le sue tasche e Valentina ci offre tutto il supporto per non perderci nella storia riportandoci con i piedi per terra. L’Università di Pavia ha una tradizione antica e illustre che ha reso possibile la costituzione di un patrimonio storico scientifico di straordinario valore, di notevole interesse e di grande bellezza. Il Museo per la storia dell’università ha sede all’interno del palazzo centrale universitario, in Corso Strada Nuova, affacciato sul cortile dei caduti, l’antico cortile medico dell’Università. Inaugurato nel 1936, conserva manoscritti, testi a stampa, strumenti scientifici preparati anatomici e naturalistici che costituiscono una testimonianza della storia dell’Ateneo a partire dalle sue origini medievali. Il Sistema Museale di Ateneo si è costituito nel gennaio 2005 con lo scopo di riunire tutti i Musei e le Collezioni dell’Università di Pa-

Il sistema museale dell’Università può contare su i seguenti musei: • Museo per la Storia dell’ Università • Museo della Tecnica Elettrica • Museo di Storia Naturale • Museo di Mineralogia • Orto Botanico • Museo di Anatomia • Museo di Archeologia • Museo di Chimica • Museo di Fisica • Museo Camillo Golgi (di prossima apertura) Contatti e Indirizzi Sistema Museale di Ateneo Museo per la Storia dell’Università Palazzo Universitario Strada Nuova 65 27100 Pavia Tel. + 39 0382 984707 e-mail. mariacarla.garbarono@unipv.it http://musei.unipv.it

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“CORRinmaschera” la beneficienza è divertimento L’originale corsa serale per Pavia all’insegna della compagnia, dell’allegria e del sano movimento.

Pavia, martedì 12 febbraio 2013. L’ampio consenso riscontrato lo scorso dicembre con la Corsa dei Babbi Natale, si è ripetuto a Carnevale con la “Corrinmaschera”, manifestazione podistica non competitiva completamente benefica. Il ricavato delle iscrizioni è stato devoluto interamente ad Emercengy. Nata da una idea geniale ed originale dell’Assessore allo Sport del Comune di Pavia, Antonio Bobbio Pallavicini, l’evento ha avuto l’immediato consenso della Lega Atletica Uisp Provinciale e di tutte le società pavesi di podismo, oltre 12 |

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alla Corripavia, che hanno aderito entusiaste all’iniziativa che ha rappresentato una novità assoluta per la provincia di Pavia. L’incarico di metterla in pratica è stato poi affidato all’Amministrazione Comunale di Pavia, che ha garantito la sicurezza dei partecipanti, offrendo un luogo caldo per cambiarsi, basilare visto il freddo della serata. La manifestazione ha avuto il prezioso supporto di McDonald’s Pavia, il cui Presidente Paolo Talenti è anche il Presidente della Corripavia. McDonald’s Pavia ha offerto il tè caldo a tutti i partecipanti, ha messo a disposizione buoni per una consumazione gratuita da distribuire a tutti i bambini presenti e premiato con menù completi le maschere migliori e più originali. Così, nonostante la forte nevicata che ha imperversato fino a mezzogiorno, ostacolando la presenza dei podisti che arrivavano da fuori Pavia, sono stati oltre un centinaio coloro che si sono presentati nel tardo pomeriggio di martedì grasso per partecipare a questa manifestazione podistica tanto simpatica quanto singolare e tutti erano rigorosamente mascherati. Il ritrovo è avvenuto alle ore 18,30 in Piazza della Vittoria,


sotto i portici di fronte all’ex comitato di quartiere è stato allestito un banchetto per la distribuzione di tè e biscotti a cura di Carlo Maestri. A fianco dello stand del Comune si è posizionato lo stand di Emergency, che ha raccolto i proventi delle iscrizioni. Tutti i partecipanti si sono, per l’occasione, travestiti e mascherati, dando libero sfogo alla propria fantasia ed immaginazione, con un pizzico di autoironia. Prima di dare il via alla manifestazione podistica assolutamente non competitiva, l’Assessore allo Sport Antonio Bobbio Pallavicini e il Presidente della Corripavia Paolo Talenti, spiritosamente vestiti il primo con un vistoso parruccone rosa e l’altro da galeotto, hanno premiato le maschere più belle e più originali, fra cui due ragazze ed un ragazzo provenienti da Voghera vestiti da zebre. Non è mancato lo scheletro accanto a Diabolik ed Eva Kant, ma anche due originalissime podiste che erano travestite da autostrada, oltre alla immancabile fatina. Dopo il benvenuto dato dall’Assessore Antonio

Bobbio Pallavicini, che ha sottolineato l’importanza di iniziative di questo genere che l’Amministrazione Comunale da sempre sponsorizza, la colorata folla di podisti si è avviata chi camminando, chi correndo con un automezzo della Polizia Locale, a fare da apripista. La manifestazione podistica, corsa fra cittadini pavesi stupiti ma che hanno accolto favorevolmente l’iniziativa, si è sviluppata su un percorso interamente pensato nel centro storico cittadino, partendo da Piazza della Vittoria ed attraversando Corso Mazzini, Corso Garibaldi, Lungoticino, Viale Libertà, Piazzale Minerva e Corso Cavour, fino a tornare alla partenza in Piazza Vittoria. Al termine tutti i partecipanti hanno trovato il punto ristoro offerto da Mc Donald’s, dove hanno potuto rifocillarsi con del buon tè caldo e dolci, trascorrendo, in questo modo una serata di vera, semplice allegria in compagnia di tanti amici e facendo del sano movimento. Visto il successo, l’Assessore Antonio Bobbio Pallavicini ha dato appuntamento al prossimo anno. MARZO • APRILE 2013

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Oltrepò Pavese a Vinitaly, in vetrina la cultura del gusto Le bollicine rosé Docg super glamour e il rosso della tradizione che piace da sempre. Tutto pronto per il Salone veronese, nuovi investimenti in comunicazione e campagna su Radio24 di Emanuele Bottiroli

L’Oltrepò Pavese è terra di vini come tante ve ne sono in Italia, ma è anche terra della spumantistica Metodo Classico a base Pinot nero e, a vantare questo blasone, sono invece solo pochi territori al mondo. Per questo, durante l’imminente 47^ edizione di Vinitaly (7-10 aprile) non mutano le strategie comunicative del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese; si scommette sul Pinot nero e sui suoi prestigiosi vini, Cruasé in testa. Affiancata alle bollicine più nobili anche la rossa e vivace Bonarda, storica anima enologica oltrepadana e regina indiscussa dei vini ‘da bere’. “Questa linea duplice – precisa il direttore del Consorzio, Matteo Marenghi – dal mio insediamento di poco più di un anno fa è il filo comunicativo che seguiamo nel raccontare l’Oltrepò; ovvero citare i due estremi di una produzione enologica che è molto 14 |

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più variegata, ma che va riassunta in pochi concetti molto rappresentativi. A Vinitaly, in scena a Verona dal 7 al 10 aprile prossimi, ci presentiamo come sempre con una folta rappresentativa di aziende oltrepadane riunite nell’area consortile presso il padiglione Lombardia. Le aziende offriranno in degustazione tutti i loro vini, noi, come Consorzio, allestiremo due banconi dedicati l’uno al Cruasé e alla Docg Metodo Classico, l’altro alla Bonarda dell’Oltrepò Pavese. Due sommelier e due hostess offriranno calici dei due vini e materiale illustrativo (sia in Italiano che Inglese) agli avventori. Relativamente alle azioni promozionali abbiamo organizzato una massiccia campagna di affissioni nella città di Verona e, questo è un elemento di grande innovazione – progettato slogan radiofonici che, per 4 settimane, verranno trasmessi dalla nota emittente


‘Radio 24’ sui tutto il territorio nazionale. Faremo precedere la manifestazione anche da alcune uscite pubblicitarie su Corriere della Sera”. Dal vino quotidiano al prodotto edonistico “A Verona – prosegue Marenghi – concentreremo i nostri sforzi nel raccontare ad operatori ed enoappassionati il nostro prodotto simbolo nella fascia alta, il Cruasé. Infatti, l’Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg, frutto del Pinot nero nella sua esclusiva versione rosata, si sta rivelando il vero ‘ponte’ verso il futuro della nostra denominazione. Pur seguendo i tempi lunghi della vitienologia, e non quelli immediati delle nostre aspirazioni, il Cruasé ha fatto breccia in un consumatore sempre più desideroso di prodotti univoci, originali e inimitabili. Un nome, un vino, un territorio, un vitigno, una tipologia; questo, assieme all’indiscussa qualità, è l’antidoto alla surrogabilità che attanaglia la stragrande maggioranza delle produzioni a denominazione nazionali. Contemporaneamente porteremo avanti anche i concetti dell’immediata piacevolezza, che, unita al deciso carattere ed al co-

sto accessibile a tutti, rendono la Bonarda il vino simbolo della convivialità. Per questo le più recenti campagne organizzate dal Consorzio, sotto il nome di ‘Bonarda & Friends’, si sono tradotte in immagini di diversa ‘stagionalità’ ed un video che sta girando sulla rete ma anche in alcuni circuiti televisivi a cui si affianca, come già citato, una ‘frizzante’ comunicazione radiofonica. La forte originalità di questo vino è stata declinata l’estate scorsa anche in una campagna di affissioni e di visibilità su quotidiani nazionali incentrata sulla possibilità di refrigerazione per un consumo, certamente inusuale, per i vini rossi”.

Livio Cagnoni, presidente ASCOVILO: “Un bel padiglione per i vini di Lombardia, la vetrina delle nostre eccellenze” Il presidente di Ascovilo (Associazione Consorzi Vini Lombardi) Livio Cagnoni, direttore generale di Terre d’Oltrepò, la prima cantina cooperativa vitivinicola regionale nata dalla fusione tra la cantina sociale di Broni e quella di Casteggio, esprime grande soddisfazione per il rinnovato Padiglione Lombardia a Vinitaly: “L’unione fa la forza, oggi più che mai, in ogni settore agricolo e industriale. Sarà certamente avvincente e piacevole, per le migliaia di visitatori ed enocuriosi che arriveranno a Verona, poter avere ancora una visione d’insieme sul meglio dell’enologia lombarda. Sento di dover dire grazie a chi, prima di me, ha fortemente voluto un’area espositiva comune per tutte le aree vitate lombarde. Esprimo quindi un forte plauso, in primis, a Regione Lombardia

e al sistema Unioncamere”. Cagnoni chiude con un auspicio: “Alle perle vitivinicole di Lombardia occorrerebbe solo una cosa… più spazio. Siamo certi che nei prossimi anni VeronaFiere saprà venire incontro a questa istanza e, nel frattempo, siamo pronti alla nuova edizione di un evento che dovrà giocoforza essere sempre più orientato al mondo del business. La prima missione è l’export, per allargare i mercati ed essere in grado di remunerare di più e meglio l’intera filiera. Per conoscere e capire il mondo del vino non dobbiamo guardare solo all’etichetta sullo scaffale. Il vino nasce dal lavoro della terra, dalla cura delle vite, dalla raccolta dell’uva e dal certosino lavoro in cantina. E’ un alimento che ha bisogno di cultura e passione dell’uomo”.


Donna con carattere e con la passione della scrittura A Serena Gobbo il premio assoluto del Concorso letterario

di P. B.

Da “Ore Contate” a “Caratteri di Donna”. Così il concorso letterario al femminile giunto alla nona edizione e promosso dall’assessorato alle pari opportunità del 16 |

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Comune di Pavia prosegue nella promozione delle donne che scrivono per passione e non per professione. L’edizione 2013, ricca in partecipazione, testimonia quanto nel corso degli anni la manifestazione è cresciuta. “Il concorso letterario Caratteri di donna - sottolinea l’assessore Cristina Niutta - è un’occasione per fare circolare il pensiero femminile,per innescare dinamiche di contaminazione e di confronto in cui le donne siano protagoniste”. Una giuria formata da esperti e rappresentanti degli enti promotori ha proceduto all’esame dei racconti e ha decretato Serena Gobbo vincitrice del primo premio assoluto per il suo racconto UBERTA (genere fantasy). L’ocassione è stata anche per assegnare i premi delle vincitrici nei quattro generi ammessi al concorso. Interessanti anche i premi in palio: un iPad e un Netbook. I migliori racconti verranno inoltre pubblicati in un volume. La giuria ne ha anche selezionati alcuni nella sezione “Racconti segnati per pubblicazione”. “Caratteri di donna” è stato davvero un successo se si pensa che sul tavolo dei giurati


sono arrivati 95 racconti di cui 90 sono stati ammessi alla selezione. Gli scritti sono arrivati da ogni angolo d’Italia: dall’Abruzzo al Piemonte, dalle Marche al Friuli, dall’Umbria alla Lombardia, dal Veneto alla Campania, dall’Emilia Romagna alla Liguria e dalla Toscana. Dividendoli per genere, i racconti sono stati suddivisi come segue: umorismo (31) drammaturgia (20), fantasy (14). Tra le partecipanti, la concorrente più giovane è nata nel 1995 e la più anziana nel 1935. Anche questo è un altro aspetto che fa del concorso un grande momento di partecipazione sentito dalle donne di tutte le età. Ricordiamo che il concorso, riservato a racconti brevi, ogni anno cambia il tema e per l’edizione 2013 l’argomento scelto è stato “donne autrici di speranza”, intesa nel suo senso più ampio: trovare soluzioni semplici anche nella complessità, affrontare i pro-

blemi e saperli risolvere, costruire la fiducia anche nelle difficoltà. “Le donne - hanno sottolineato gli ideatori del concorso - possono essere protagoniste, narratrici, osservatrici, destinatarie dei racconti e possono occupare ogni ruolo della narrazione”. Inoltre occorre sottolineare che il concorso è animato dall’ Assessore, Cristina Niutta, da Paolo Carmassi di Palestra della Scrittura sponsor dell’iniziativa, Luigia Favalli, docente e componente del Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Pavia partner di progetto e da Nadia Zambellini Consigliera di Parità della provincia di Pavia partner di progetto. A dimostrazione dell’interesse che nel corso degli anni ha acquisito la manifestazione è anche l’istituzione di un nuovo premio speciale per le studentesse messo a disposizione dal Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Pavia.

Concorso letterario caratteri di donna 2012/2013 RACCONTI VINCITORI 1° premio in ASSOLUTO assegnato a: Titolo: UBERTA Genere: fantasy di Serena Gobbo 1° premio sezione DRAMMATURGIA assegnato a: Titolo: IL MONDO SOLO DI CAMILLA di Federica Adamo 1° premio sezione FANTASY assegnato a: Titolo: ALBERI ABITATI di Gloria Negri 1° premio sezione UMORISMO assegnato a: Titolo: LA MIA PARAODISSEA di Paola Raschini 1° premio sezione R@CCONTO assegnato a: Titolo: A COLLOQUIO CON ROSSELLA di Gaia Tommasini Premio speciale per studentessa messo a disposizione dal CUG dell’Università di Pavia: Titolo: CHE COSA HAI DETTO?! Genere: umorismo di Elisa Ambrosino

RACCONTI SEGNALATI PER LA PUBBLICAZIONE Di Benedetta Rubai Genere: r@cconto Titolo: Cosa c’è dietro la campana? Di Ilaria De Luca Genere: fantasy Titolo: Le continuatrici sulla scia della Pulzella d’Orlèans Di Alessandra Testa Genere: drammaturgia Titolo: Una crostata di marmellata Di Marta Arnaldi Genere: drammaturgia Titolo: When tomorrow comes Di Elena Fiori Genere: umorismo Titolo: Il maestro Di Federica Prina Genere: fantasy Titolo: Nazar e la pianta misteriosa Di Virginia Pascazio Titolo: La culla

Genere: drammaturgia

Di Teresa Paturno Genere: fantasy Titolo: Un ponte per Maho MARZO • APRILE 2013

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Gioielli, non peccati di vanità ma espressione della propria interiorità Dalla passione per i gioielli all’eccellenza dell’arte orafa italiana: “è tutto oro quel che luccica” di Valeria Mangiaracina

Da sempre alla base dell’immaginario romantico comune, i gioielli sono stati anche protagonisti di film, canzoni, spot pubblicitari passati alla storia e collezioni firmate da artisti di fama internazionale. Tra queste, senza ombra di dubbio, è da ricordare la preziosa collezione realizzata dall’eccentrico artista spagnolo Dalì. I gioielli hanno anche assunto il ruolo di status symbol in epoche passate, hanno avuto un forte valore simbolico nella nostra cultura e, in maniera ancor più significativa, in quelle orientali. In queste ultime, in particolare, i metalli preziosi e le pietre hanno spesso ricoperto un ruolo protettore, religioso o addirittura taumaturgico. Sebbene siano cambiate le credenze e le condizioni sociali e economiche, ancora oggi i gioielli continuano a essere oggetto di desiderio per moltissime persone, in larga misura donne, e sono caratterizzati da un valore economico che è sorprendentemente in continua crescita. La 18 |

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particolare congiuntura economica in cui ci troviamo, però, ha causato un calo negli acquisti di beni di lusso e tra questi è facile intuire come a risentirne siano stati anche i gioielli. Nonostante questo fenomeno stia interessando in larga misura la popolazione nazionale, i gioielli continuano a ricoprire quel ruolo (che hanno sempre avuto) di protagonisti delle aspirazioni più venali


delle persone. Attraverso l’uso dei gioielli si riescono a manifestare in maniera esplicita i valori più intimi o, perché no, anche la vanità propria di ogni persona che indossa un gioiello. Prezioso o meno che sia, d’oro o più semplicemente bigiotteria, infatti, ogni gioiello racchiude in sé una miriade di significati che sono oggi strettamente legati a chi li indossa, non più correlati a credenze sociali o religiose, ma espressione interiore dotata, peraltro, di una forte carica emozionale. Si dà il caso, infatti, che al di là di ogni valore strettamente economico, i gioielli siano, intrinsecamente, portatori di valori affettivi che prescindono dalle caratteristiche tecniche e dalle proprietà di ogni singolo gioiello. E così, assodata l’importanza che questo riveste per chi lo indossa, è da sottolineare anche la lunga e celebrata tradizione orafa italiana, testimoniata oggi dagli ancora illustri distretti di Firenze, Valenza Po, Vicenza e Arezzo. L’antica arte dei gioiellieri italiani, inoltre, trova oggi ampio respiro nelle produzioni di grandi marchi conosciuti a livello nazionale che, essendo meno legati a una produzione artigianale e di nicchia, sono riusciti a esportare in tutto il mondo la classe, la raffinatezza e la creatività dei primi gioiellieri italiani. Si tratta di un business che rappresenta uno dei pilastri del made in Italy: i gioielli italiani sono sinonimo di lusso e massima espressione di equilibrio e classicità e, per questo motivo, sono al centro di uno dei comparti manifatturieri di maggior traino per quel che riguarda le esportazio-

ni. Grazie ai punti di forza ereditati dalla tradizione, quello dei gioielli rappresenta un mercato che, fortunatamente, continua a crescere e a dare lustro al nostro Paese, facendo sì che donne, ma anche uomini, di tutto il mondo possano desiderare un gioiello realizzato e prodotto in Italia.

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La Locanda del Carmine apre la sua cucina al primo concorso culinario amatoriale a Pavia di Beatrice Alfieri

Aspetti da una vita l’occasione di dimostrare a tutti, non solo agli amici e ai parenti, quanto sei abile tra i fornelli? Adori cucinare ma la tua piccola cucina non ti permette di esprimere al meglio le tue abilità culinarie? Ecco l’opportunità che fa per te. Il 21 marzo parte la prima edizione di “Stasera Chef”, il concorso per cuochi amatoriali che si svolge al ristorante Locanda del Carmine. L’evento, organizzato in collaborazione con Electrolux Professional, durerà circa due mesi e mezzo e si concluderà il 7 giugno, mentre la premiazione e l’eventuale sfida finale avranno luogo il 14 dello stesso mese. La serata è aperta a tutti gli appassionati di cucina: nonne e nonni, mamme e papà, fratelli e sorelle, zii e cugini, professori, operai, cassieri, … insomma a tutti i cuochi e tutte le cuoche dilettanti che cucinano per passione e non per professione. I concorrenti avranno l’occasione di preparare una cena per almeno 20 persone in una cucina professionale e saranno giudicati da una giuria di esperti. Madrina d’eccezione dell’evento, ospite 20 |

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nella serata di inaugurazione, sarà Laura Pesce. Sebbene sia cresciuta nel ristorante di famiglia, chiamato Da Italo in onore del padre e aperto a fine ‘800 dai Pesce, Laura non è una cuoca, anche se si diletta nel tramandare le ricette “sapientemente annotate” da mamma Adriana, ma si dedica ad un’altra delle passioni di famiglia: il vino. E’ la prima donna a diplomarsi Sommelier professionista italiana. Fiduciaria dell’A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) Piemonte e Valle d’Aosta, facente parte del Consiglio Nazionale AIS, docente nei campi della storia del territorio e del vino in numerosi corsi nazionali e internazionali.Laura Pesce, oltre ad essere una degustatrice d’eccezione, nel 2012 ha scritto il libro “Laura Pesce: una donna, il vino, un destino”, che è stato pubblicato con esclusive finalità benefiche. Il 21 marzo presenterà quindi i suoi piatti, che verranno accompagnati dai vini della cantina Conte di Vistarino, sponsor del concorso. La famiglia Giorgi di Vistarino, proprietaria da molti secoli di questa azienda situata in


Nella foto Laura Pesce, chef e madrina nella serata inaugurale del 21 marzo

un’ampia tenuta agricola e che, con la sua lunga esperienza, ha contribuito a rinsaldare lo stretto legame tra la viticoltura ed il peculiare ambiente dell’Oltrepò Pavese, oggi come ieri, manifesta la volontà di perseguire la qualità e di proporre vini autentici ed eleganti, che siano fedele espressione del territorio in cui hanno origine. Intervistata riguardo a questo evento, la titolare dell’azienda, Ottavia Giorgi di Vistarino, dichiara: “È importante che a Pavia e in tutta la sua provincia ci sia più promozione dell’enogastronomia per sensibilizzare le persone sui prodotti e le risorse del nostro territorio. Da noi sono numerose le zone vinicole attive e iniziative come questa sono ottime per

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farle conoscere. Inoltre oggi si parla molto di cucina, della qualità dell’alimentazione e quindi un evento di questo tipo, che ha come protagonisti il cibo e il vino, è molto attuale. E’ sicuramente una cosa buona per tutti, anche perché mangiar bene non deve essere una prerogativa degli appassionati di cucina o comunque di chi ha disponibilità economiche superiori. Se prima infatti la massa risparmiava i soldi per altre “attività” e si accontentava di quello che c’era a tavola, oggi il mangiar bene è diventato importante anche per questa.” Ma perché la decisione di sponsorizzare proprio questo evento? La risposta arriva chiara e decisa e la parola chiave è qualità, peculiarità per cui è conosciuta la Locanda del Carmine: “Con il vino noi ci affianchiamo a manifestazioni dove c’è un risalto dell’enogastronomia e del cibo di alto livello. Come sponsor cerchiamo sempre di abbinare i nostri vini ai piatti o agli eventi promossi da ristoranti attenti alla cucina di una certa qualità, con lo scopo di farci conoscere e far conoscere gli eccellenti vini del Pavese. Inoltre i nostri clienti sono anche nostri partner e se ci propongono iniziative interessanti come questa noi collaboriamo molto volentieri.” Detto questo, se la risposta alle domande che trovi all’inizio di questo articolo è SI, cosa aspetti? Vai sul sito http://www.locandadelcarmine.com/index.html e iscriviti. Istituto Investigativo e Informazioni Commerciali

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FONDAZIONE BARBARA “FANNY” FACCHERA ONLUS Progetto “Trasporto Cellule Staminali Emopoietiche” Ha brillantemente spento la prima candelina il progetto, ideato e promosso dalla Fondazione Barbara “Fanny” Facchera Onlus nel dicembre 2011, denominato “Trasporto Cellule Staminali Emopoietiche” a supporto dei malati in attesa di trapianto di midollo osseo. Questa nuova e brillante iniziativa, avviata con il consueto entusiasmo e intraprendenza dalla famiglia Facchera insieme all’Associazione AEP onlus, consente di ospitare gratuitamente i Corrieri di cellule staminali (Corrieri di vita!), provenienti soprattutto da Centri Donatori Esteri, aiutandoli anche a raggiungere i Centri di consegna. Con il sostegno della Fondazione Banca del Monte, che ha donato l’Automedica, la Fondazione garantisce H24 uno staff di reperibilità pronto ad accogliere i Corrieri e ad accompagnarli direttamente presso i Centri Trapianto Midollo Osseo delle Cliniche Ematologica e Oncoematologia Pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia. I risultati del primo anno sono stati significativi. Grazie a questa iniziativa sono stati infatti supportati 39 trapianti di Midollo Osseo, di cui 26 per la Clinica Ematologica e 13 per la Cinica Oncoematologia Pediatrica. La Fondazione Barbara Fanny Facchera onlus, nata a Pavia nel 2008 con l’obiettivo di migliorare le possibilità di cura dei pazienti affetti da malattie oncoematologiche ospitandoli durante i periodi di cura, in day-Hospital, presso la propria struttura residenziale protetta “Residenza Fanny”, composta da 46 appartamenti completi di vari servizi. Dal 2009 al 2012 la fondazione ha accolto 4.750 famiglie, assistito 11.850 persone, prestato circa 62.300 giornate di assistenza ed effettuato oltre 9.000 accompagnamenti protetti da e per ospedali e aeroporti con i propri bus navetta. Tutto senza alcun contributo pubblico ma solo grazie all’amore per il prossimo e alla dedizione della Famiglia Facchera.

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Rassegna di musica Pavia, dal 19 marzo al 10 aprile 2013 “Dialoghi: jazz per due” - Quindici anni di successo

di Paul Bakolo Ngoi

“Dialoghi: jazz per due”, la rassegna di musica, organizzata come ormai da anni, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pavia, taglia quest’anno il significativo traguardo della XV edizione. Quindici anni e non sentirli. Sotto la direzione artistica di Roberto Valentino, la manifestazione non è mai venuta a meno nell’intento di indagare l’ambito espressivo del dialogo musicale a due voci nelle sue molteplici sfaccettature, ospitando artisti di rilievo nazionale e internazionale, spesso proposti in incontri inediti. “E’ davvero interessante - sottolinea il direttore artistico - vedere come nel corso degli anni, questa iniziativa vada avanti con un budget piccolo e continui a raccogliere un grande consenso tra il pubblico. In quindi anni, abbiamo portato a Pavia nomi importanti del jazz e non solo”. Qual è dunque il segreto di questo successo? “Credo che la serietà della proposta e l’impegno delle persone siano i due ingredienti fondamentali. Non sottovaluterei anche la formula dei 4 concerti e la location. La sala polifunzionale di Santa Maria Gualtieri, in piazza della vittoria, una cornice suggestiva, aggiunge molto fascino alla manifestazione”.

Per restare nello spirito che ha segnato “Dialoghi, Jazz per due” già dalla sua prima edizione, anche in questo anno non mancano le novità a cominciare dall’appuntamento inaugurale di martedì 19 marzo, dove saranno protagonisti due tra i più

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ingegnosi jazzisti italiani oggi in attività: il trombettista Giovanni Falzone e il sassofonista e clarinettista Francesco Bearzatti, abituali partner in variegati contesti ma per la prima volta impegnati in un faccia a faccia che si preannuncia dagli stimolanti profumi cameristici. “Uno degli aspetti da sottolineare - ha detto Roberto Valentino - è proprio il fatto che alcuni concerti vengono confezionati apposta per questa manifestazione e questo crea molta curiosità fra il pubblico e diventa uno stimolo per gli stessi musicisti”. L’esperienza è un altro elemento che cattura l’attenzione degli appassionati. Così sale sul palco, il duo ampiamente rodato formato dal trombonista Gianluca Petrella, altro solista vulcanico, e dal pianista Giovanni Guidi, di recente entrato a far parte della scuderia della prestigiosa casa tedesca ECM, il loro concerto è previsto per martedì 26 marzo. Il pavese Gianni Mimmo sarà protagonista di una serata dal sapore molto particolare. Il venerdì 5 aprile facendo ricorso alle rispettive peculiarità espressive, con lui si esibiranno i sassofonisti Claudio Fasoli, Massimiliano Milesi, e Tino Tracanna imbracceranno i propri strumenti (sax tenore, soprano e baritono) per dar vita a duetti, trii e a un quartetto finale, muovendosi anche nello spazio e sfruttando quindi le risorse acustiche naturali della sala. “Conoscendo la bravura di questi musicisti, sono anch’io curioso di vedere come si svolgerà la serata. Di certo, c’è da aspettarsi di tutto soprattutto nei duetti e nel quartetto. Qui al di là dei nomi saranno gli strumenti a far sognare il pubblico. Un concerto così concepito è un’altra particolarità di questa manifestazione”. 24 |

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Nella foto Gianni Mimmo

La XV edizione di “Dialoghi: jazz per due” si concluderà mercoledì 10 aprile con una coppia statunitense: il sassofonista Tim Berne, da decenni personalità di primo piano del jazz contemporaneo, e la chitarrista Mary Halvorson, il cui talento in costante ascesa è stato premiato anche dalla critica specializzata italiana nel referendum “Top Jazz 2012”, indetto dal mensile Musica Jazz. Il loro incontro è una prima assoluta e, anche di questo “Dialoghi: jazz per due” può vantarsi di essere una grande vetrina. A questo proposito, ricordiamo che proprio a Pavia, nel 1999, Stefano Bollani, allora talento emergente, fece le sue prime apparizioni. Da allora sia il musicista che “Dialoghi: jazz per due” ne hanno fatto di strada. Tutti i concerti avranno inizio alle ore 21. Prezzi biglietti: 10 Euro per singolo concerto. Abbonamento a 4 concerti: 30 Euro. Per informazioni: 0382 399337 / 331 6422303 Sito Internet: www.comune.pv.it


Al mattino al Bar Minerva:

vasto assortimento di brioches fresche da accompagnare a cremosi cappuccini, marocchini, the, caffè o per i più sfiziosi a delle ottime spremute d’arancio.

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primi e secondi piatti, dalla carne al pesce.

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la solidarietà vince a pavia al san carlo nuovi servizi, impegno e attenzione da parte del comune per chi ha più bisogno

Nel febbraio 2011, dopo i lavori di riqualificazione e ristrutturazione della struttura, era stato inaugurato il nuovo dormitorio di San Carlo, in via San Carlo, a due passi da corso Garibaldi a Pavia. Un dormitorio efficiente e accogliente, fondamentale risorsa soprattutto nei mesi invernali, quando il freddo si fa sempre più rigido e scatta l’allarme per i senza tetto della città, ma parallelamente una struttura volta comunque

al reinserimento anche grazie all’accompagnamento quotidiano da parte delle tante realtà che tutti i giorni operano nel Terzo Settore. Perché accoglienza non significa assistenza fine a se stessa, bensì deve essere un gettare le basi verso un futuro migliore anche per quelle persone a cui la vita non ha sempre sorriso. Oggi, di fianco al dormitorio di via San Carlo, sono disponibili ulteriori servizi che sono stati ricavati con la ristrutturazione di una nuova ala dello stabile. Si tratta di docce, lavanderia e locali adibiti all’accoglienza, all’ascolto e al confronto, oltre a spazi disponibili per gli incontri di tutte le realtà di volontariato che in questo modo potranno operare a stretto contatto con i più bisognosi fortificando la già articolata rete di associazionismo e solidarietà che a Pavia Da sinistra, Sandro Assanelli, Alessandro Cattaneo e Don Dario Crotti non manca mai. Tut-

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Monsignor Giovanni Giudici interviene all’inaugurazione dei nuovi spazi al dormitorio di San Carlo

to questo grazie a una stretta sinergia tra istituzioni e Caritas: il Comune di Pavia in questo senso ha messo a disposizione della Caritas 11.500 euro per i lavori di sistemazione dell’ala sud del dormitorio e i servizi verranno gestiti proprio dalla Ca-

ritas con volontari e borse lavoro. “Quella di San Carlo era già una struttura di eccellenza – le parole del Sindaco Alessandro Cattaneo, intervenuto all’inaugurazione dei nuovi spazi insieme al Vescovo Monsignor Giovanni Giudici, a Don Dario Crotti della Caritas e all’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Pavia Sandro Assanelli – e oggi vi si aggiungono ulteriori servizi importanti, utili da una parte a garantire aiuto concreto a persone in difficoltà e dall’altra a rendere sempre più efficace la sinergia tra tutte le realtà che a Pavia si occupano di accoglienza, dalle istituzioni alla Caritas passando per tante, tantissime realtà di impegno e attenzione. Tutto ciò a Pavia è vera e propria eccellenza: questa città risponde sempre con puntualità ed entusiasmo alle sfide della solidarietà e da Sindaco sono molto orgoglioso”.

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Piccolo gioiello d’Oltrepò L’antico centro fortificato, denominato Clastidium e risalente all’epoca romana, sorge nel III sec. a.C. per volontà del console Flaminio, che ne intuisce la posizione strategica: il borgo che andava infatti via via costituendosi, si trovava sulla via Postumia, che univa la costa ligure a quella adriatica. Al centro storico più antico, che è posizionato sulla parte alta della cittadina, vi si può accedere costeggiando Piazza Martiri della Libertà fino al voltone di Palazzo Battanoli, che costituisce l’antico ingresso al borgo fortificato, le cui costruzioni sono inglobate negli attuali edifici. Proseguendo oltre il voltone si incontra la chiesa di S. Sebastiano, riprogettata nel XVIII sec. dall’architetto Lorenzo Cassani. Altre tracce di antiche vestigia sono i capitelli romanici ed uno scorcio di mattoni a lisca di pesce, disposti in prossimità della chiesa parrocchiale di San Pietro marti-

re (XIII sec., ricostruita nell’800), con il suo campanile dotato di orologio e copertura a cono nella sua porzione terminale. Interessante anche il portichetto a sud della chiesa, che reca capitelli e colonne quattrocentesche. Non lontano dalla Chiesa di Vittoria Alata, spicca il monumento ai Caduti realizzato negli anni 20 da Pier Enrico Astorri, domina sul sottostante Palazzo Carena, un tempo sede del Municipio ed offre, per posizione, una suggestiva vista panoramica sul resto dell’abitato, il cui elemento di unione è costituito dalle due piazze principali, Piazza Cavour e Piazza Dante. Su quest’ultima, arretrata a via Emilia-via Torino, prospetta la Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore, edificata tra il 1938 ed il 1949. Le sale del Palazzo della Certosa di Cantù, dimora signorile del ‘700, ospitano il Civico Museo Archeologico di Casteggio


bicchiere a calice (fine III secolo, inizio IV secolo) di vetro soffiato con filamenti dello stesso vetro applicati a mano libera, testina celtica fine II inizio I secolo a.c. e reperti di origine barbarica ritrovati durante opere di sistemazione edilizia, sono alcuni dei piccoli tesori custoditi all’interno del museo che attestano l’origine antica del borgo. e dell’Oltrepò Pavese. Una piccola lente d’ingrandimento, dei fusi in avorio, alcune parti di telaio, un

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GHOSTBUSTERS A VOGHERA missione notturna all’ex ospedale psichiatrico di voghera

di Francesco Sala

Che il luogo metta i brividi è fuori di dubbio. Specie se capita di entrarci in una fredda notte d’inverno. Le inquietanti architetture tardo ottocentesche, i graffiti lasciati dagli ospiti sui muri; le piante infestanti che hanno preso progressivamente possesso di stanze e corridoi. Le luci al neon coprono solo parte di una struttura che con i suoi oltre 80mila metri quadri di superficie è vero e proprio labirinto: per il resto è buio e silenzio. La luce tremolante delle torce e degli smartphone; le voci della comitiva, baldan-

zose, a scaldarsi con un po’ di coraggio. Cronaca di una serata da film horror: cronaca di una missione notturna all’ex Ospedale Psichiatrico di Voghera, nato nel 1876 su iniziativa di Cesare Lombroso, il discusso e criticato padre della frenologia, figura fondamentale per la nascita della criminologia. Lo scienziato, associato all’Università di Pavia, aveva bisogno di un luogo dove poter studiare al meglio i propri pazienti, cercando prova inoppugnabile del fatto che le dimensioni della scatola cranica e i

I sotterranei del manicomio di Voghera

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lineamenti del volto possono dire del carattere di un uomo molto più di quanto non si creda. Teatro dei suoi studi, appunto, il manicomio di Voghera: rimasto per decenni luogo di clausura per centinaia di malati psichici. Che, secondo alcuni, potrebbero non essersene mai andati. Le porte della struttura, chiusa da anni, si schiudono per l’EPAS, European Paranormal Activity Society: etichetta per l’attività di un gruppo di provetti indagatori dell’incubo italiani, autentici acchiappafantasmi sguinzagliati sulle tracce di attività misteriose e insondabili. Entriamo al seguito della squadra e ci aggiriamo per i lugubri corridoi dell’ex manicomio, deserto e spogliato di mobili e suppellettili. Restano, qua e là, inquietanti segni della presenza degli ospiti più recenti: disegni attaccati ai muri, tratteggiati con la mano infantile dei malati di mente; letti e sedie. Faldoni che contengono decine di pratiche: ci avviciniamo con gusto del macabro, pensando di entrare in chissà quale biografia da incubo. I documenti che riguardano i pazienti sono al sicuro, in archivio: a giacere sul pavimento sono vecchie carte dismesse dalla vicina sede della ASL. A gelare un po’ il sangue, certo complice la temperatura di un febbraio rigidissimo, è la discesa nei labirintici sotterranei, infernali locali caldaia; ma anche la visita alla terribile Rotonda. Un’ala semicircolare, su cui si affacciavano le celle di rigore: stanze dove venivano reclusi in punizione i malati violenti, legati per notti intere. Le grida di quei disperati restano nella memoria di quell’angolo di Voghera: non sono pochi gli anziani disposti a giurare che la notte, in estate, quando la città dormiva, dalle finestre aper-

Sopralluogo notturno al manicomio di Voghera

te penetrava l’eco lontana di quel dolore. Vecchie storie? Chissà. I volontari dell’EPAS piazzano le loro trappole tecnologiche: registratori audio, ma anche rilevatori a scatti termografici. Macchine, cioè, in grado di percepire invisibile: fotografando le variazioni di calore all’interno di un ambiente; dunque il passaggio di uno o più soggetti. Qualsiasi cosa essi siano. I fantasmi, oggi, non si aggirano più bardati di lenzuola; e non si portano dietro catene sferraglianti: meglio essere previdenti e armarsi, dunque, degli strumenti di ricognizione più appropriati. Il tour finisce, ci avviciniamo non senza sollievo all’uscita: l’EPAS resta a vigilare, monitorando i diversi punti del sopralluogo. Giorni dopo quell’incontro arriva notizia che sì, qualcosa le macchine hanno captato. In certi luoghi specifici, in alcuni momenti, hanno registrato anomalie. Oscure e inquietanti presenze? È presto per dirlo: ma il primo sondaggio invita ad ulteriori approfondimenti. In primavera l’EPAS promette di tornare a tastare il terreno dell’ignoto. Regalando alla placida Voghera il brivido di un’altra notte insonne. MARZO • APRILE 2013

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Tradizione, territorio, tipicità: le tre T dell’eccellenza pavese L’enogastronomia lombarda vanta secoli di storia e ha alle spalle una tradizione culinaria di tutto rispetto che, passando attraverso diverse dominazioni, ha fatto sì che il nostro territorio possa andare fiero di una produzione agroalimentare tanto variegata e di prima qualità. Oltre alla tradizione, pilastro fondamentale della nostra enogastronomia in quanto memoria dei costumi di un tempo, anche il territorio e la tipicità sono due parole chiave di cui tenere conto. Ogni prodotto artigianale può considerarsi, infatti, un testimonial delle caratteristiche territoriali e culturali della Lombardia, nonché della tipicità da intendersi come insieme di caratteristiche fortemente distintive. In maniera particolare, la produzione alimentare lombarda emerge per i prodotti a indicazione geografica protetta, DOP e IGP. La Lombardia può vantare infatti ben 26 prodotti la cui qualità è riconosciuta in Italia proprio attraverso queste certificazioni. Più nello specifico, il fiore all’occhiello della provincia di Pavia è rappresentato dal Salame di Varzi DOP, che ha decretato l’importanza produttiva in ambito agroalimentare della Valle Staffora,

nell’Oltrepò padano. Le particolari caratteristiche territoriali di questa zona hanno permesso ai produttori locali di coltivare con passione l’arte della salumeria tanto che, oggi, la qualità del gustoso salame è ufficialmente riconosciuta dal conferimento del marchio DOP. Sebbene si sia dato spazio a alcune tecniche di tipo industriale, si può affermare che tutte le procedure sono rigidamente controllate, nel pieno rispetto delle norme che la denominazione di origine protetta impone; la produzione del salame di Varzi, inoltre, segue ancora la stessa ricetta di una volta, il che rende il salame di Varzi un vero erede della tradizione. La produzione artigianale, strettamente legata al territorio della Valle Staffora, quindi della Val Tidone e della Valle Ardivestra, è orientata alla qualità assoluta, mentre la tipicità locale viene valorizzata dalla profonda capacità imprenditoriale locale, testimoniata anche dall’attività del Consorzio di tutela del salame di Varzi. È così che una produzione artigianale di prima qualità offre una gamma di prodotti in grado di competere nel panorama nazionale e internazionale.

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STRADELLA, VETRINA DIGITALE DELL’OLTREPò Infopoint di stradelLa, nuove tecnologie per condividere saperi e sapori dell’oltrepò

di F. S.

Nasce, subito, in ambiente squisitamente digitale; pronto a diventare, presto, anche luogo fisico: dove incontrarsi ed imparare a conoscere uno tra gli angoli più caratteristici della provincia di Pavia. Prove tecniche di trasmissione per l’Infopoint di Stradella, progetto che punta sulle nuove tecnologie per mappare e condividere saperi e sapori di un’area che, oggi, riunisce attorno alla città della fisarmonica 17 comuni dell’Oltrepò Orientale. Ma che domani potrebbe – e vorrebbe – essere principale punto di riferimento per la promozione turistica dell’intero territorio. Una raffinata architettura digitale regge il portale www.infopointstradella.it, accesso virtuale ad un complesso panorama di contenuti che permette un approccio non convenzionale al tema del turismo: più che una semplice vetrina promozionale, dunque, un vero e proprio museo multimediale; collezione di suggestivi documenti fotografici, audio e video, memoria di un territorio raccontato dalla viva voce dei suoi protagonisti. Uno strumento per portare questa fetta di Oltrepò nel mondo. E che si accompagna all’altra fase del progetto, destinata a por-

tare il mondo a Stradella. Un accordo tra il comune e Rete Ferroviaria Italiana consegna alla città, in comodato d’uso, la possibilità di servirsi dei locali della stazione ferroviaria e di parte del terreno antistante: in fase di allestimento, nell’area esterna, un parcheggio da cento posti auto; nelle sale interne è ormai prossima la collocazione della sede della Protezione Civile. E l’apertura, prevista per la tarda primavera, di un Infpoint che esca dalla rete per accogliere faccia a faccia i visitatori dell’Oltrepò. Senza rinunciare, naturalmente, alla sua anima virtuale. Ecco allora prossima alla nascita una sala multimediale, dove accedere ai contenuti informativi raccolti sul territorio attraverso coinvolgenti tecnologie immersive; proiezioni, schermi touch screen, raffinati sistemi di sonorizzazione permetteranno di riunire in un solo luogo l’anima di un intero territorio. Unito da un comune senso identitario, pur nella affascinante e molteplice specificità delle sue anime più diverse e distanti. Il progetto, sostenuto dalla Provincia di Pavia e condotto in collaborazione con la Strada del Vino e dei Sapori, è finanziato MARZO • APRILE 2013

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attraverso 165mila euro ottenuti attraverso il GAL – Oltrepò e altri 50mila messi sul piatto direttamente dal Comune di Stradella: un investimento che garantisce i lavori di ammodernamento di una struttura, quella della stazione, in stato di evidente difficoltà; ma anche il lavoro di raccolta del repertorio di immagini e notizie che sta alla base dell’Infopoint, oltre che la costruzione e continua implementazione delle sue interfacce digitali. Non è la prima volta che Stradella sceglie la via della multimedialità: il nuovo progetto affonda le proprie radici nell’esperienza del precedente Osservatorio dell’Oltrepò Orientale, soggetto che aveva avviato un censimento dei beni intangibili del territorio. Mappando storie, luoghi, personaggi e racconti; elaborando i risultati in mostre ed eventi ad alto tasso tecnologico. L’Oltrepò guarda avanti, in-

somma: ma per farlo osserva a fondo il proprio passato, nell’esaltazione non stucchevole la fortemente costruttiva della propria memoria. E l’esempio di Stradella, città che sul territorio rappresenta l’avanguardia per progetti di comunicazione e valorizzazione di ampio respiro, comincia a fare scuola. Nel suo piccolo anche Borgoratto Mormorolo, minuscolo comune della Valle Ardivestra, si sta attivando per la prossima apertura di un’altra finestra informativa, da collocare in piazza della Libertà. Il progetto, sostenuto dal Consorzio Tutela Vini Doc, manca delle scenografiche installazioni del modello stradellino, e si basa su forme di comunicazione più tradizionali. Ma è comunque felice segnale di vitalità da parte di un territorio troppo spesso sopito, incapace di mettere in mostra gioielli di inconfutabile bellezza.


Cigognola al Bando delle idee per valorizzare il territorio Il Sindaco di Cigognola Rosanna Rovati, donna perspicace ed intraprendente, coglie l’opportunità al volo e nel 2012 partecipa al ‘Bando delle Idee’ promosso dalla Provincia di Pavia, superando ‘l’esame’ con un progetto in cui vuole andare a toccare diversi ambiti di promozione turistica-culturale del territorio di Cigognola, presentati su una brochure con varie sezioni informative che permettono al turista di muoversi in autonomia tra cultura, storia e tradizioni locali. La ‘Banca della Memoria’ è l’elemento principe di approfondimento delle suddette tematiche. Produce infatti le testimonianze degli anziani del paese presentate attraverso una mostra di documenti raccolti, come oggetti, fotografie, pizzi, ricami e merletti che si ‘raccontano’. Nell’ambito del progetto, il Sindaco vuole coinvolgere anche i bambini con un concorso di disegni ed idee avente come tema ‘Cigognola, il paese e la campagna’. Domandiamo al Sindaco “Perché Cigognola partecipa al Bando delle Idee della Provincia di Pavia”

Cigognola partecipa al Bando delle Idee promosso dalla Provincia di Pavia con la finalità di valorizzare il patrimonio culturale immateriale, di promuovere il territorio e le tipicità locali con la proposta “Cigognola, piccolo borgo, gioiello dell’Oltrepo’, terra di storia, tradizioni, folklore e …non solo vino”. L’Amministrazione Comunale vuole così dare il giusto valore a questo territorio che offre ancora molte bellezze naturali, gastronomiche e culturali che si possono conoscere ed apprezzare solo vivendolo direttamente. In quale data e perchè si presenterà il progetto e con quale programma. Nell’ambito del concorso di disegni ed idee proposto alle scuole, quali le invitate? L’iniziativa presentata dal Comune di Cigognola è stata approvata dall’Amministrazione Provinciale di Pavia in un programma di valorizzazione dei Comuni, Gruppi Associativi e di Volontariato che prestano particolare attenzione alle radici culturali del proprio territorio; infatti la caratteristica di un territorio si fonda su un insieme di valori che si riflettono nella storia, nella cultura, nelle peculiarità ambientali, nella capacità di un territorio di comunicare e costruire una memoria condivisa. È per questo che il prossimo 25 aprile, giorMARZO • APRILE 2013

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nata in cui il nostro Comune ricorda la fine della 2° guerra mondiale, al termine dell’ormai tradizionale “Camminata della Resistenza” organizzata in collaborazione con il vicino comune di Broni, nella bellissima Piazza Castello, dopo il rinfresco offerto dalla ProLoco di Cigognola a tutti i partecipanti, presenteremo anche l’esito del progetto “Conosci Cigognola: piccolo, borgo, gioello dell’Oltrepo’, terra di storia, folklore e…non solo vino”. Avremo infatti l’occasione di premiare ufficialmente i bambini della Scuola per l’Infanzia di Vallescuropasso e gli alunni della Scuola Primaria di Pietra de’ Giorgi e Cigognola che erano stati invitati a partecipare al Concorso: “Cigognola, il paese e la campagna” con disegni e collage ecc..; tra i disegni, fatti pervenire agli Uffici Municipali di Cigognola, sarà individuato un vincitore per ciascun ordine di scuola. I due vincitori verranno premiati il giorno 25 aprile alle ore 17:00 presso la sala consiliare del Comune. Molto coinvolgente il progetto della “Banca della Memoria”, quanti gli anziani presenti nel vostro territorio? Quali gli obiettivi attesi? Nella sede consiliare del Palazzo Municipale in quella giornata sarà anche presente una mostra di oggetti e fotografie denominata: “Banca della Memoria” che ripercorre 38 |

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le tradizioni di un tempo come gli antichi pizzi ed i ricami eseguiti a mano. Infatti a Cigognola vi è una storica tradizione di ricamatrici, donne che avevano appreso l’arte di realizzare raffinati e caratteristici ricami e pizzi i quali finivano a far parte dei corredi di nozze e del patrimonio familiare. L’Amministrazione Comunale vuole dare il giusto peso al patrimonio rappresentato dalla memoria storica degli anziani, che compongono la gran parte della popolazione di Cigognola, vi sono infatti due centenari e svariati novantenni che vivono nella nostra comunità. In questa giornata verrà inoltre distribuito il nuovo materiale turistico ed informativo realizzato dal Comune, in occasione di questo percorso culturale, folkloristivo e per la valorizzazione delle risorse territoriali: una brochure con fotografie del paese e notizie utili, un percorso turistico che descrive le bellezze del luogo, la sua storia e le tradizioni vitivinicole cigognolesi. Come dimostra la presenza sul territorio comunale di importanti aziende vitivinicole con esperienza e professionalità acquisite con il lavoro di più generazioni e che presentano una selezione di vini di alta qualità come ad esempio la Bonarda, il Barbera e ottimi spumanti. Vogliamo, con questa iniziativa, perseguire un obiettivo che pone al centro il passaggio di conoscenza dagli anziani ai giovani circa il patrimonio culturale del paese oltre a promuovere il territorio culturalmente e turisticamente. Vogliamo raccontare le tradizioni grazie agli oggetti che ancora oggi fanno parte del tessuto culturale delle nostre famiglie. Siamo tutti invitati il venticinque aprile a vivere Cigognla, piccolo borgo, gioiello dell’Oltrepò, passeggiando tra le colline e curiosando tra i ricordi di un tempo passato.


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CAse di riposo: serenità e sostegno per gli anziani Con un ampio ventaglio di servizi, le case di riposo assicurano agli anziani una corretta assistenza medica e una comunità nella quale potersi sentire a proprio agio di Valeria Mangiaracina

Se ne parla poco, ma è una realtà di cui si dovrebbe tenere conto senza trascurarne gli aspetti più significativi. È fatta di anziani che necessitano di cure, perché malati o non più autosufficienti, è fatta di anziani impossibilitati a comunicare e, per questo motivo, costretti in alcuni casi a convivere con le proprie sofferenze. Si tratta di una “popolazione anziana” che, pur essendo in crescita, viene spesso trascurata o, comunque, non sufficientemente rispettata e assistita in famiglia perché considerata un peso o, più semplicemente, perché difficile da gestire. 40 |

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A risolvere questo problema sopraggiungono le case di riposo per anziani, o le RSA (residenze sanitarie assistenziali), nelle quali viene garantito a questi soggetti un posto accogliente in cui vivere, in una comunità nella quale possono sentirsi a proprio agio e ben integrati, nonché cure mediche e servizi assistenziali specifici in base alle loro esigenze. Più nello specifico, in Lombardia, le differenze tra case di riposo e RSA tendono sempre più ad affievolirsi in direzione di una maggiore commistione di caratteristiche e servizi offerti; a queste si accompagnano poi le case di cura e un nu-


mero crescente di hospice, strutture residenziali che praticano cure palliative destinate a malati terminali. Per quanto riguarda gli anziani, il territorio pavese presenta un buon numero di strutture destinate ad accoglierli, per fornire loro tutta l’attenzione che meritano nel pieno rispetto dell’uguaglianza per il diritto ad accedere alle strutture, della corretta erogazione dei servizi, del rispetto degli standard e la promozione della qualità. Generalmente viene offerto un ampio ventaglio di servizi che vanno da un’assistenza medica e infermieristica continua fino all’assistenza religiosa, dalla riabilitazione fisica all’assistenza psicologica passando, ovviamente, per il vitto e l’alloggio. Purtroppo, i tagli che negli ultimi anni sono stati imposti al Servizio Sanitario nazionale e regionale hanno avuto dirette conseguenze anche su tutte quelle persone che potevano contare su un solido sostegno economico per accedere alle strutture sanitarie. Oggi, infatti, per molti anziani sta diventando sempre più difficile sostenere interamente le spese per le proprie cure e, sempre più spesso, si ricorre a badanti o assistenza infermieristica per alcune ore al giorno in quanto considerati meno onerosi. A fronte di questo problema, negli ultimi anni, è cresciuto enormemente il numero di volontari che decidono di collaborare in maniera attiva all’interno di case di riposo, mettendo a disposizione

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degli anziani, e di tutti quei soggetti che necessitano di aiuto, un serio sostegno e una grande umanità. Scopo primario delle case di riposo, quindi anche di tutti i soggetti che con queste collaborano, è quello di mettere al centro dell’attenzione l’anziano con tutte le sue necessità. Seguendo questo principio fondamentale è possibile regalare agli anziani la serenità che spetta loro, un’atmosfera familiare che renda meno anonima la struttura, quindi il rispetto della dignità umana che spesso viene meno nei confronti di questa categoria di soggetti.

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GICO, BANCONOTE D’ARTISTA Eurone, il progetto pop-art che guarda al baratto in un momento storico di crisi di Francesco Sala

Il potere d’acquisto? Pressoché nullo. Il valore delle banconote? Impalpabile al punto da risultare inesistente. Un rapporto con il denaro completamente stravolto quello che si è instaurato nel passaggio dalla lira

ni su cui si innesta la visione d’artista: al solito, come si conviene, ironica e dissacratoria. È l’artista a vestire, oggi come sempre, i panni innocenti del bambino che si accorge delle nudità del re; è l’artista, allora, a svela-

all’euro. Storia di oltre dieci anni fa, vicenda drammaticamente attuale: la vertiginosa discesa nel baratro dell’inflazione è fenomeno che si ripete con terribile cadenza. Imponendo continue e costanti riflessioni sul futuro di un Paese ormai in ginocchio. Riflessioni tanto amare quanto trasversali, ad occupare sia i salotti televisivi sia le conversazioni dell’uomo della strada. Riflessio-

re una prima ricetta utile per riappropriarsi – se non del denaro perduto – almeno di un più sano e sereno rapporto con la pecunia. Guarda al baratto l’ultima provocazione di Gigi Conti, per tutti Gico: con l’artista pavese che, nella sua casa di Binasco, si mette a battere moneta. Nasce così l’Eurone, opera del valore simbolico di un euro, ovviamente: prodotta in serie, diffusa, scambiata, ce-

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duta, prestata, regalata, offerta. Una banconota chiaramente fuorilegge, ma sufficiente a valere come monito: “i soldi siamo noi” si legge in filigrana, coraggiosa ed eretica affermazione di indipendenza; grido d’allarme nei confronti di un’economia straniante, avvilente, che annichilisce e cancella ogni brandello di umanità. Con il proprio minuscolo ritratto stilizzato, lontanissimo dagli sguardi severi dei Presidenti americani che campeggiano sui dollari, Gico sorride al mondo intero: riporta al centro dell’attenzione collettiva l’essere umano. Non più immagine perfetta del fulcro attorno cui ruota il mondo, come fu per le sublimi armonie leonardesche dell’Uomo Vitruviano; ma disincantato spettatore di una modernità che sembra eluderlo ed escluderlo. Pop-art allo stato puro quella di Gico, che fa proprio il linguaggio della comunicazione, della pubblicità, dello shock e del cortocircuito culturale. Un progetto, quello dell’Eurone, che si accompagna al recentissimo omaggio ad un grande dell’arte italiana, celebrato nel cinquantesimo anniversario dalla sua prematura scomparsa. Nel febbraio del 1963 scompariva a Milano il grandissimo Piero Manzoni: certamente conosciuto per i suoi candidi monocromi, ma noto al grande pubblico – soprattutto – per la provocatoria “Merda d’Artista”. Serie di scatolette in metallo, repliche perfette di quelle adatte

a conservare la carne in gelatina, etichettate con il volgare riferimento ad un presunto disgustoso contenuto: l’opera d’arte è nel nome, nel concetto, a prescindere da ciò che in effetti sia stato sigillato al suo interno. Un’intuizione geniale, in grado di cambiare la storia dell’arte. Una trovata che raccoglie oggi l’ironico saluto di Gico: ecco il suo “Sangue d’Artista”, barattolo che promette un dessert per vanpiri di qualità “A+”. E si ritorna, allora, alla critica sociale: nella visualizzazione del lamento più tipico dell’italiano medio, vessato da tasse e balzelli, in crisi quando si tratta di arrivare alla fine del mese. Senza più un soldo a disposizione, alla politica non resta altro se non il prelievo del sangue: eccolo! Pronto all’uso, inscatolato ed etichettato; meritevole dell’esposizione negli scaffali di ogni supermercato. Dove poter essere comprato, magari, proprio con un Eurone: ed ecco che il cerchio si chiude, in una paradossale spirale artistica; che è vera e propria performance, azione che fotografa con felliniana autorevolezza un momento di cruda difficoltà. Dal quale è possibile evadere, questa la ricetta di Gico, nel ribaltamento del populismo qualunquista che spesso prende piede nei momenti di più accesa e diffusa preoccupazione. Attraverso il gioco. E attraverso l’arte: splendida via d’uscita dal tormento della contemporaneità.

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Rallentare e permettersi di essere imperfetti di Gaia Vicenzi Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

Ci sono persone che vivono nel paradosso di essere tranquilli solo quando riescono ad avere il controllo su ogni cosa. La conseguenza è una continua esposizione ad uno stato di allerta, in cui si è costantemente vigili nel rispettare le regole autoimposte che mirano a voler prevedere tutto e risolvere tutto. La felicità, l’espressione di sè, la spontaneità, la tranquillità emotiva, la piacevolezza dello stare nei rapporti intimi, cedono il passo dunque ad una generalizzata condizione di ipervigilanza in cui domina la percezione di essere sotto pressione o la difficoltà a rallentare il proprio ritmo di funzionamento. Spesso tale stato implica ipercriticismo nei confronti di se stessi e degli altri, con un successivo senso di insoddisfazione in quasi tutte le aree del proprio vivere, proprio perché c’è l’idea che “così non va”. Il paragone con quello che si desidera è sempre svantaggioso: le cose (le azioni,

le idee, le situazioni che riguardano il proprio sé e quello degli altri) sono percepite sempre diverse e più negative di come si vorrebbe. Per questo si intensifica il proprio ritmo, nella convinzione che, se si aumenta l’impegno, l’obiettivo può essere raggiunto. Ahimè, però, l’obiettivo sfugge sempre perché “non è mai abbastanza”. Oltre a ciò, percependo di poter controllare il raggiungimento del risultato con i propri sforzi, si delega poco o nulla agli altri (che non agiscono come si vorrebbe e se, agissero, non agirebbero bene). L’effetto di tale modo di impostare la propria vita è quello di essere bloccati in un circolo vizioso dove si ha l’idea di dover sempre fare qualcosa con attenzione e perfezione. Solo fatto il proprio dovere, ci si può concedere un elemento di piacere ma questo è rovinato dal senso di colpa di “non star facendo il proprio dovere”. L’effet-


La finestra sulla mente

to è non staccare mai la spina, continuando in un moto perpetuo degli obblighi autoimposti. Per bloccare questo circuito si può agire attraverso due strade il cui percorso è più agevole con l’ausilio di una psicoterapia. La prima mira a ridurre la convinzione che le cose debbano essere perfette, altrimenti non hanno valore. Sottostante a tale cognizione vi è un errore di pensiero chiamato “ragionamento bianco e nero”: usiamo questo ragionamento quando cerchiamo di catalogare le cose in termini opposti (o bianco o nero, o bello o brutto, o bene o male) senza vederne le sfumature. Per alcuni può essere rassicurante adottare questa modalità perché crea certezze e punti fissi; allo stesso tempo, però, impoverisce l’esperienza, non consentendo di vederla quale essa è, con tutte le sfaccettature con cui la realtà si presenta. La seconda strada è definita in inglese con il termine “downshifting” ovvero “scalare una marcia”. Uno dei modi per rallentare è quello di chie-

dere aiuto e delegare, senza l’ansia che il risultato sia perfetto. Parallelamente, è bene iniziare a pensare di non essere indispensabili. Occorre aver bene in mente la distinzione tra ciò che dobbiamo fare, ciò che invece possono fare gli altri per noi e ciò che può anche non essere fatto. Una parola chiave nella dimensione del ridurre il ritmo del fare e del pensare è “tempo libero”. Il tempo libero deve essere il tempo in cui si riesce a partecipare con consapevolezza ad un’attività che provoca piacere. Ciò significa che, nel momento in cui si è impegnati in ciò che piace, la mente è ancorata in quel momento e i pensieri che la distraggono sono leggeri e privi di spessore. Il tempo libero può essere anche un tempo vuoto, nel quale occorre resistere alla tentazione di riempirlo. Saper vivere in quello spazio di tempo, accettando che tutto non sia perfetto e che tutto non sia stato fatto è, a parer mio, l’elemento che permette di vivere in perfetta armonia con se stessi e con gli altri. MARZO • APRILE 2013

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parole dimenticate e curiosita’ linguistiche la più intima ricchezza della lingua italiana

PAROLE desuete ÁÁ Cafagnare [ca-fa-gnà-re] vr. non trans.

ÁÁ Stentoreo [sten-tò-reo] agg.

Preparare il terreno per piantarvi alberi; fare buche apposite, larghe e poco profonde.

Parlare, gridare, proclamare, tuonare con voce s., robusta, potente. (Dell’eroe epico

ÁÁ Eristico [e-rìs-ti-co] agg.

greco Stèntore menzionato nell’Iliade per

Contenzioso, polemico, ingannevole

la sua voce, poderosa quanto quella di 50

(deriva dalla generazione del sofismo, ossia

uomini insieme).

l’ “eristica”, l’uso della parola come mero

ÁÁ Stolido [stò-li-do] agg.

strumento di confutazione indipendente dal

Che ha o dimostra mancanza d’intelligenza,

valore degli argomenti e dal loro contenuto

di prontezza, d’intuito: un vecchio s.; per

di verità).

estens.: un comportamento s.; una risposta

ÁÁ Segaligno [se-ga-lì-gno] agg. Magro,

stolida.

asciutto, detto di persona in senso figurato.

Vocaboli con il maggior numero di vocali consecutive ÁÁ ÁÁ ÁÁ ÁÁ ÁÁ ÁÁ ÁÁ

ghiaiaiuolo cuoiaiuolo cuoiaio stuoiaio ghiaiaio cuoio aiuola

curiosità linguistiche Vocaboli con la maggior incidenza di consonanti ÁÁ ÁÁ ÁÁ ÁÁ

strass (5 consonanti su 6 lettere) stress (5 consonanti su 6 lettere) sprint (5 consonanti su 6 lettere) transfert (7 consonanti su 9 lettere)

Vocaboli più lu ng hi

- chimica) ossietanolo (33 lettere nonilfenossipolietilen - geometria) tetraedrico (30 lettere pentagonododecaedro medicina) oplastica (29 lettere esofagodermatodigiun ente (25 lettere) incontrastabilissimam fia (25 lettere) spettroeliocinematogra


I PUNTI DI DISTRIBUZIONE PAVIA BAR LANTERNA VIA SAN GIOVANNINO 23/25 BAR VIER VIA SAN PAOLO 19/21 PASTICCERIA BORDONI VIA SAN PAOLO 5 BAR LA DOLCE SOSTA VIA PARCO VECCHIO 19 CARREFOUR LA TORRETTA VIA TORRETTA 1 PALESTRA L’ARTE DEL MOVIME VIA CASSANI 7 BAR FORTE VIA VIGENTINA 20 BENZINAIO TOTAL VIA VIGENTINA 20 PUB OLD WILD WEST VIA VIGENTINA 1 PARRUCCHIERE LOOK CENTER VIA TASSO 4 BENZINAIO ENI VIA TASSO 4 BAR GIALLO VIA GILARDELLI BAR LO SPUNTINO VIA OLEVANO 2 GELATERIA LA PERLA VIA L. IL MORO BAR TABACCHI LA SCALA VIA SCALA 10/A BAR TRATTORIA IOLANDA VIA RISMONDO 56 BAR BIJLIA COFFEE AND FOOD VIA BRAMBILLA 70 C PIZZA LEGGERA VIA BRAMBILLA 70 BAR MAXI VIA DAMIANO CHIESA INPS V.LE CESARE BATTISTI 25 BAR MINERVA P.LE MINERVA BAR GRAN CAFFE’ V.LE CESARE BATTISTI 1 MINERVA PANETTERIA PANE E RISO VIA MANZONI BAR LIBERTY V.LE LIBERTA’ 51 BENZINAIO IP VIA BRAMANTE BAR MORETTI VIA DEI MILLE 214 BAR TABACCHI DABBENE VIA DEI MILLE 36 BAR LA CREMERIA P.LE PONTE TICINO-PONTE COP. BAR IL PONTE P.LE PONTE TICINO-PONTE COP. GELATERIA PANNA E CIOCCOLATO P.LE PONTE TICINO-PONTE COP. BAR ARTE E CAFFE’ S. PIETRO IN VERZOLO 19 BAR HARRY’S V.LE CREMONA 142 EDICOLA VIA PASTRENGO BAR CAMPARI V.LE CAMPARI 44 BAR PAUSA CAFFE’ P.ZZA EMANUELE FILIBERTO

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