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29 settembre, ore 19 - in tempo reale 4

Fazio dice: “no alle dipendenze e via libera alle specializzazioni” dalla prima pagina

Poi il ministro passa ai temi del Congresso: “L’ambulatorio pediatrico dovrà essere non solo il luogo dove curare le malattie, ma anche dove apprendere uno stile di vita adeguato. Quindi, attenzione alla prevenzione, secondo i primi due - sana alimentazione e attività fisica - dei quattro cardini del programma ‘Guadagnare Salute’. Dobbiamo impegnarci, combattere su questo perché ci sono studi che indicano nell’obesità dei bambini un problema di grande incidenza. Con la dottoressa Lorenza Lei, direttore generale della Rai, stiamo studiando programmi che saranno presentati a breve, uno dei quali proprio per la pediatria. Vedrete un programma molto interessante. Dobbiamo prevenire l’obesità, sappiamo che quella infantile è un problema nel nostro Paese, dove oltre il 23% dei bambini è in sovrappeso, il 13% dei bambini è obeso, soprattutto in determinate regioni, dove si toccano punte del 49%, con una serie di problemi che ne derivano”. Dal ministro un chiaro plauso all’importanza di un’iniziativa come la Scuola di Nutrizione: “Perché la formazione e l’informazione sono importanti in questi aspetti, con l’attività giunta al secondo anno, con circa 2.000 pediatri formati”. Quindi Fazio ha citato, sempre nel campo della nutrizione, altre iniziative del ministero, tutte portate avanti con la collaborazione della FIMP: la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno; le linee d’indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica approvate nel 2010 nella conferenza Stato-Regioni; le regole per la comunicazione commerciale relativa ai prodotti alimentari e alle bevande a tutela dei bambini e della loro corretta alimentazione; la riformulazione degli alimenti destinati ai bambini; la elaborazione del documento allergie alimentari e sicurezza dei consumatori: lo stato dell’arte. Sono tutti gli aspetti affrontati in collaborazione. “Abbiamo il nuovo concetto di pediatria che va oltre la malattia e mira a migliorare e mantenere il benessere individuale e collettivo dei giovani - ha continuato Fazio -. Questo noi vogliamo che facciate, questo dovremo fare insieme, ma oltre a questo c’è anche la malattia. E allora, ambulatori dotati di attrezzature diagnostiche di alto livello in modo che si possano fare diagnosi sempre più precise. Questa naturalmente è la strada che deve portare all’associazionismo, alla pediatria di gruppo, perché è difficile che il pediatra possa da solo procedere in questa direzione. Questo va inserito, e ci impegniamo come ministero, nel potenziamento della sanità

DAILY REPORT

Ore 18, talk show con Di Mare

5° CONGRESSO

Lingotto, Torino, 28 settembre - 1 ottobre 2011

A chiusura della cerimonia inaugurale del V Congresso FIMP il talk show coordinato dal giornalista RAI Franco Di Mare. Partecipano Elena Avenati, Giuseppe Mele, Paola Mastrocola e Massimo Recalcati

territoriale, che va verso i cittadini e non manda i cittadini all’ospedale, capace di garantire la continuità assistenziale di cui tutti i cittadini hanno bisogno, sia adulti che bambini, evitando il ricorso a ricoveri ospedalieri dove vanno a incontrare medici che non conoscono e che procedono naturalmente ad una serie di esami che ricade nella medicina difensiva”. Il tutto è da attuare nell’ambito degli obiettivi strategici del piano sanitario nazionale 20102012 che è stato approvato una settimana fa alla conferenza Stato-Regioni. “Si attende adesso un passaggio, spero solo formale, nelle Commissioni parlamentari”, ha detto Fazio. Integrazione ospedale-territorio in una rete integrata di servizi, fra cui il pediatra di libera scelta e il punto-nascita; riorganizzazione dei servizi di emergenza e urgenza pediatrici; ridurre il ritorno nelle strutture dei pazienti pediatrici; migliorare con il modello integrato ospedale-territorio l’assistenza ai bambini e adolescenti con patologie croniche e malformative; definire percorsi diagnostici terapeutici e riabilitativi per le pato-

logie congenite ereditarie e per le malattie rare; infine, in collaborazione con i medici di medicina generale prevedere per la prevenzione dell’assistenza dell’adolescente dei modelli integrati d pediatria di libera scelta e di medicina generale. Questi i sei punti citati dal responsabile del ministero della Salute. “Come vedete cari colleghi, grazie all’attivismo del vostro presidente, di cose insieme ne facciamo moltissime, c’è un colloquio ed un’interazione continui, che si sono sviluppati in questi anni e devo ringraziare tutti voi ed i vostri quadri dirigenti per l’atteggiamento collaborativo. Credo nell’importanza della pediatria di libera scelta, abbiamo dimostrato questa posizione aumentando, con il ministro Gelmini, il numero di specialisti in pediatri di oltre 50 unità, cosa assolutamente unica rispetto a tutte le altre specialità. Ed è dunque proprio perché credo al vostro lavoro - ha concluso Fazio - ed alla vostra fondamentale funzione nella società e nella famiglia che sono stato molto lieto di essere stato qui a Torino e vi auguro un proficuo lavoro congressuale”.

DAILY REPORT è un’edizione speciale di NTR - Notiziario in Tempo Reale di e.press® srl - registrazione Trib. NA n. 4560 Editore e Direttore Enrico Sbandi - In redazione Pier Luca Santoro - Stampa in diretta al Lingotto Congressi, Torino Distribuzione esclusiva per il settore medico e della salute: VALUE RELATIONS INTERNATIONAL srl, via G. B. Morgagni, 30 - 20129 Milano

Fazio dice: “no alle dipendenze e via libera alle specializzazioni” Il ministro della Salute inaugura il V Congresso FIMP “Preziosa la vostra collaborazione” Entra subito nei fatti il ministro della Salute Ferruccio Fazio, nel portare il suo saluto al V Congresso FIMP, immediatamente a ruota della relazione del Presidente Mele. Al quale dà subito una risposta netta: “Confermo, per quanto attiene alle cure primarie, che è scelta mia e del ministero il ‘no’ alle dipendenze”, ha esordito, ottenendo l’immediato applauso della platea. “Io stesso e la struttura ministeriale ci impegnamo a portare avanti con le Regioni il progetto così com’è stato definito nell’ultimo incontro al quale ha preso parte la FIMP - ha aggiunto - che ribadisce l’importanza delle equipe mono o multiprofessionali, centralità della figura del pediatra, quindi continuità assistenziale”. “Su richiesta del dott. Mele con cui collaboriamo in maniera importante - ha detto Fazio - riteniamo importante, per quanto attiene all’ordinamento didattico della scuola di specializzazione in pediatria, l’inserimento di un modulo territoriale che faccia sì che lo specializzando possa acquisire i contenuti della pediatria di famiglia e non solo della pediatria ospedaliera. Abbiamo un tavolo con proposte da inserire nell’ordinamento didattico per il ministro Gelmini con cui ho un rapporto buonissimo e non ho motivo di dubitare del fatto che arriveremo ad una soluzione in tempi rapidi”. Altro scrosciante applauso dalla sala. segue in quarta pagina

Mele: Sentinelle del cambiamento sociale “E' un congresso che abbiamo fortemente voluto celebrare a Torino, per una serie motivi, fin qui ricordati, che muovono le nostre memorie e coscienze. Oggi siamo riuniti oltre 1.600 pediatri, avamposto di oltre seimila iscritti, che sono sicurezza per 10 milioni di famiglie italiane, cioè una parte immensa della società italiana, del Paese Italia”. Con queste parole ha esordito Giuseppe Mele, Presidente della FIMP, inaugurando il quinto Congresso. Il mondo che evolve, la crisi, il ruolo della famiglia, gli assetti politico-organizzativi dell'assistenza sanitaria sono i temi forti

affrontati dalla relazione del Presidente. “Siamo una delle sentinelle avanzate del cambiamento sociale”, ha detto,in un mondo dove le emergenze sociali, economiche, umane, lavorative, produttive ormai non hanno argini o confini di contenimento: quello che succede nei Paesi arabi che si affacciano sul Mediterraneo riguarda l'Italia e tutta Europa. Nulla può più essere limitato nel proprio cortile o nella propria sfera d'influenza. Se quindi la globalizzazione è il terreno di confronto e di costruzione per il futuro, allora dobbiamo ricordarci che ci sono due emercontinua in seconda pagina


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da pagina 1

Mele: Sentinelle del cambiamento sociale dalla prima pagina

genze che sono presenti tra noi oggi, invisibili, ma palpabili, non rappresentate istituzionalmente, ma la cui influenza serpeggia tra noi e con cui noi vogliamo fare i conti. Innanzitutto, ha detto Mele, la crisi. Una questione che ci riguarda. Un grande sindacato come la FIMP non ha tabù da preservare, “siamo così maturi da dichiararci pronti alla sfida che ci impone il nuovo quadro di relazioni sociali e industriali. Siamo pronti ai sacrifici che tutti dobbiamo fare: non siamo irresponsabili. A ciò si aggiunge il blocco quadriennale dei contratti e gli atti unilaterali di Regioni che nel dubbio tagliano porzioni importanti di salario e altrettanto importanti servizi ai cittadini”. Quindi Mele ha toccato direttamente uno dei temi caldi e delicati che coinvolgono la categoria: “il riordino delle cure primarie. In particolare, l’articolo 8, “con i tentativi di far rientrare la medicina convenzionata nell'area della dipendenza, uno scenario che ci vedrebbe sempre e comunque contrari”. Pochi minuti dopo, l’intervento del Ministro Fazio, che riportiamo in prima pagina, avrebbe aperto proprio con la conferma del “no” alla dipendenza, come chiesto dalla FIMP. Sul tema Mele si è soffermato: “Sul riordino delle cure primarie ovviamente non è ancora detta l'ultima parola: in questi giorni attendiamo il documento finale, dopodiché il testo passerà alla commissione sanità delle Regioni e alla Conferenza dei presidenti. Forse ci saranno altri fuochi di sbarramento e dovremo confrontarci con altri tentativi di destabilizzare un accordo sostanziale già raggiunto. Voglio assicurare tutti voi, ministro, colleghi pediatri, colleghi di altre specialità, colleghi di altri sindacati, che la FIMP continuerà a vigilare con atteggiamento pronto e responsabile, perché vogliamo una sanità migliore, che cresca sul terreno di una professione solida, sicura e serena”. Il Presidente ha citato quindi una seconda emergenza, “di tipo antropologico e sociale che fa emergere un tema caldissimo: La famiglia è cambiata.” Rispetto ai tempi in cui nasceva la FIMP “oggi la famiglia italiana è un soggetto nuovo, forse non ancora definibile, profondamente differente da quella dei decenni scorsi”. I bambini di genitori divorziati sono sempre più numerosi mentre aumentano i figli di extracomunitari: solamente in Italia la presenza di under18 non italiani è quantificata in circa 500.000 unità. Sempre numerose sono anche le adozioni e gli affidi internazionali e stiamo registrando l'aumento rilevante di figli di coppie omosessuali. Una situazione che modifica radicalmente il pas-

sato, e “non sempre la politica, le istituzioni, le agenzie assistenziali paiono aver coscienza di quanto sia accaduto al nucleo base della nostra società”, sottolinea Mele. L'esperienza quotidiana dei pediatri, in un mondo agitato da tumultuosa evoluzione, colloca di fatto i pediatri in una posizione di “sentinelle avanzate” del cambiamento sociale. “E siamo così chiari in questa convinzione - ha sottolineato Mele -, che recentemente ce ne siamo fatti portatori in sede di un grande workshop internazionale a Tel Aviv, dove questa nostra visione è diventata parte dell'identità condivisa dalle più importanti organizzazioni pediatriche mondiali”. Quindi il Presidente ha introdotto la seconda parte del suo discorso: il mito della “crescita”. “Parola subdola - per Mele - che gli economisti affiancano sia ai Paesi diseredati, che raccolgono tra l'altro quattro quinti dell'umanità, sia ai Paesi già sviluppati che, ciononostante, ‘devono crescere’. Fin dove? E a spese di chi? Qui l'economia tace perché il problema non è di sua competenza, e con l'economia tacciono anche le voci degli uomini che alle leggi dell'economia si devono piegare”. “La categoria della crescita oggi è diventata una forma mentis, uno stato d'animo, un rimedio all'angoscia, una garanzia per sé e per i figli, una caparra per il futuro, per cui se per effetto di Maastricht, se per mettere in ordine i conti, se per una finanziaria dura, se per i giochi spericolati della finanza internazionale questa speranza nella crescita si affievolisce, avviene una paralisi del pensiero, una confusione del sentimento, un'ansia per il futuro, un senso d'inquietudine. E così ciascuno per sé sente il brivido della ‘crescita zero’ o addirittura della ‘decrescita’ e non sa con che strumenti reagire perché, avendo affidato ormai da tempo la comunicazione personale ai “mezzi di comunicazione”, avendo scambiato l'amore per i figli con le cose da garantire ai figli, il riposo dal lavoro con il traffico furioso delle ferie, cosa accade quando bisogna imparare di nuovo a parlare tra noi, quando bisogna riuscire a far arrivare il nostro amore senza quel vincolo sbrigativo che sono le cose, quando bisogna imparare a cambiare il cielo della nostra anima senza l'aiuto di un'agenzia di viaggio?”. Quindi Mele ha proseguito: “Il modello di sviluppo che sempre più caratterizza il nostro modo di vivere ci ha portati a commercializzare persino la nostra vita intima. Registriamo un indebolimento della famiglia e dell'appartenenza ad una comunità, e tutto questo sta creando un vuoto culturale che viene riempito dal mercato il quale offre servizi che si incorrono di trovarci l'anima gemella, di organizzarci corse perfette e altro ancora a cui più o meno siamo soliti ricorrere, per cui vien da dire che tutto ciò che il mercato ci toglie con l'allungamento degli orari di lavoro e con l'impiego di entrambi i

componenti, le coppie genitoriali, poi ce lo offre in vendita sottoforma di servizi a pagamento. E noi accettiamo, anzi desideriamo, perché la dipendenza degli individui dal mercato è mascherata dalla ‘ideologia dell'indipendenza’. Potendo pagare, recita l'ideologia dell'indipendenza, uno può realizzare se stesso, affidando al mercato la cura della famiglia. Ma la domanda è “ quante parti della nostra vita intima, familiare ed emotiva, vengono vissute da altri?” E qui il pensiero corre all'educazione dei bambini affidate a quelle strutture, nidi e asili, scelte non in base a criteri educativi ma quasi esclusivamente in base al tempo in cui trattengono i nostri figli, agli adolescenti affidati alla scuola di ci si interessa solo in base ai risultati, ai genitori che non si occupano dei problemi di crescita dei loro figli perché per questo ci sono gli psicologi, alle coppie genitoriali dove l'assenza di comunicazione, la scarsa dialogicità, il reciproco disinteressamento vengono suppliti con rigore all'occorrenza. “Tutto questo - per Mele - sta sottraendo ai padri e alle madri quell'unica cosa necessaria alle cure e alla crescita emotiva che è il tempo. Basta guardare la pubblicità dove la lentezza dei bambini viene attribuita a loro carenze e non al fatto che possono sentirsi assediati dal ritmo accelerato della vita lavorativa degli adulti, o che stiano protestando contro la fretta dei grandi, proprio con la messa in scena della lentezza”. Quando non c'è la merce il mercato vende l'ideologia del “tempo qualità”. Ma purtroppo il tempo non è qualità, è quantità necessaria per fare le cose insieme, per seguire i processi di crescita, per scoprire i problemi, per creare quella base di fiducia per cui i genitori “ci sono” non solo quando si compiono gli anni. Se il tempo qualità, a scapito della quantità. Non è sufficiente a togliere ai genitori il senso di colpa, l'ideologia del mercato moltiplica le sue proposte e tende a vendere come indipendenza l'autonomia dei bambini, quello che in un passato non troppo lontano di chiamava “incuria”. A questi bambini che la Hochschild definisce in “autogestione”, a questi bambini con le chiavi di casa, come si farà quando saranno degli adolescenti, a dir loto di non rincasare alle sei del mattino? Spesso sentiamo parlare di famiglia,di difesa della famiglia, di aiuti per la famiglia e nessuno ci avverte che la famiglia incompatibile con il modello capitalista. Quindi la parte conclusiva dell’intervento del Presidente: “Cura dei figli, cura delle emozioni, cura delle relazione reciproche familiari e di vicinato, cura della propria vita emotiva. E se il mercato ci soccorre su tutto quello che non riusciamo più a ‘curare’ non dimentichiamo che il denaro non vale uno sguardo accogliente, una carezza tranquilla, un sentimento gravido di storia, un tratto umano inscritto nel ‘prendersi cura’.

40 anni di FIMP, il saluto al Congresso del decano dei pediatri di Palermo Cibella CON UNA LETTERA APPASSIONATA diretta al presidente Giuseppe Mele, un decano della professione e del sindacato, il palermitano Lino Cibella, ha inteso portare il suo contributo e il suo saluto al V Congresso, che segna il quarantennale della FIMP. “Caro Pino - si legge in un estratto della lettera, rivolta al presidente Mele - hai riportato il termine riformismo al suo storico significato di ‘metodo delle buone pratiche e buone esperienze’, che è il tema centrale della politica sindacale della FIMP: la forza del cantiere aperto che sta dentro al lavoro di ogni singolo intellettuale pediatra, pediatra di famiglia, che avverte di essere organico al ‘collettivo federale’. Egli è pertanto, promotore e nello stesso tempo partecipe del processo di formazione continua, di nuovi obiettivi professionali”.

Michele, l’atterraggio perfetto Sul palco con Cristiano de Andre’ Al V Congresso una storia emblematica di Assistenti di volo che funzionano Questa è una storia di Assistenti di volo che hanno portato a compimento la loro missione, lungo un tragitto che ha attraversato tante turbolenze di vita. Vale la pena di essere raccontata. I genitori di Michele, questo il nome del protagonista della nostra storia, capiscono presto che il loro secondogenito ha qualcosa di diverso dai disturbi del sonno, dalla difficoltà di parola, dall’eloquio senza frasi compiute che si manifestano nei primi anni di vita. Non è questo motivo per arrendersi. Sono sempre lì al suo fianco di questo bimbetto che, già a 4 mesi dalla nascita, va in piscina come era stato per la sorella maggiore. E' quando il bambino ha cinque anni che viene iniziato un percorso di supporto psicologico di rete con tre specialisti che lo seguono nel contesto scolastico, nello studio e a casa con la famiglia. Michele mostra una forte predisposizione per tutto ciò che è concreto e i suoi assistenti di volo sono sempre al suo fianco, senza mai mollare, quando

inizia a praticare prima il kayak e poi il canottaggio, sport che lo vede oggi partecipare a competizioni di livello nazionale. Non solo sport ma anche l'utilizzo del computer e la difficile pratica del pilotare elicotteri modello sono attività che nel tempo sono svolte con successo durante la crescita. Sei anni fa arriva la diagnosi ufficiale di quello che ormai era chiaro da tempo, Michele è afflitto da autismo. E' un momento che coincide con l'adolescenza e con la nascita di una nuova passione, quella per la musica. Un'altra

attività, che favorita dal supporto e dalla costanza degli assistenti di volo, nella quale, quello che è ormai un ragazzo finito, mostra grande capacità. Michele infatti oggi suona con successo chitarra, classica ed elettrica, flauto ed armonica a bocca. Passione e abilità che quando sono scoperte dal Presidente Giuseppe Mele lo spingono ad organizzare quello che certamente, senza nulla togliere alle importanti cariche politiche che hanno presenziato oggi al congresso, è stato l'evento più importante di oggi: Michele e la sua chitarra insieme a Cristia-

no De Andrè sul palcoscenico dell'auditorium del palazzo dei congressi. Missione compiuta! Il pilota Michele, grazie ai suoi assistenti, ha compiuto l'atterraggio perfetto. Nel filmato introduttivo al toccante momento dell’esibizione di Michele con Cristiano De André (foto in alto) la madre aveva detto: Adesso Michele è nel mondo. Giuseppe Mele, commentando la straordinaria e positiva storia presentata in apertura di Congresso, ha voluto valorizzare ulteriormente l’affermazione: “Adesso Michele è del mondo”.


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Mele: Sentinelle del cambiamento sociale dalla prima pagina

genze che sono presenti tra noi oggi, invisibili, ma palpabili, non rappresentate istituzionalmente, ma la cui influenza serpeggia tra noi e con cui noi vogliamo fare i conti. Innanzitutto, ha detto Mele, la crisi. Una questione che ci riguarda. Un grande sindacato come la FIMP non ha tabù da preservare, “siamo così maturi da dichiararci pronti alla sfida che ci impone il nuovo quadro di relazioni sociali e industriali. Siamo pronti ai sacrifici che tutti dobbiamo fare: non siamo irresponsabili. A ciò si aggiunge il blocco quadriennale dei contratti e gli atti unilaterali di Regioni che nel dubbio tagliano porzioni importanti di salario e altrettanto importanti servizi ai cittadini”. Quindi Mele ha toccato direttamente uno dei temi caldi e delicati che coinvolgono la categoria: “il riordino delle cure primarie. In particolare, l’articolo 8, “con i tentativi di far rientrare la medicina convenzionata nell'area della dipendenza, uno scenario che ci vedrebbe sempre e comunque contrari”. Pochi minuti dopo, l’intervento del Ministro Fazio, che riportiamo in prima pagina, avrebbe aperto proprio con la conferma del “no” alla dipendenza, come chiesto dalla FIMP. Sul tema Mele si è soffermato: “Sul riordino delle cure primarie ovviamente non è ancora detta l'ultima parola: in questi giorni attendiamo il documento finale, dopodiché il testo passerà alla commissione sanità delle Regioni e alla Conferenza dei presidenti. Forse ci saranno altri fuochi di sbarramento e dovremo confrontarci con altri tentativi di destabilizzare un accordo sostanziale già raggiunto. Voglio assicurare tutti voi, ministro, colleghi pediatri, colleghi di altre specialità, colleghi di altri sindacati, che la FIMP continuerà a vigilare con atteggiamento pronto e responsabile, perché vogliamo una sanità migliore, che cresca sul terreno di una professione solida, sicura e serena”. Il Presidente ha citato quindi una seconda emergenza, “di tipo antropologico e sociale che fa emergere un tema caldissimo: La famiglia è cambiata.” Rispetto ai tempi in cui nasceva la FIMP “oggi la famiglia italiana è un soggetto nuovo, forse non ancora definibile, profondamente differente da quella dei decenni scorsi”. I bambini di genitori divorziati sono sempre più numerosi mentre aumentano i figli di extracomunitari: solamente in Italia la presenza di under18 non italiani è quantificata in circa 500.000 unità. Sempre numerose sono anche le adozioni e gli affidi internazionali e stiamo registrando l'aumento rilevante di figli di coppie omosessuali. Una situazione che modifica radicalmente il pas-

sato, e “non sempre la politica, le istituzioni, le agenzie assistenziali paiono aver coscienza di quanto sia accaduto al nucleo base della nostra società”, sottolinea Mele. L'esperienza quotidiana dei pediatri, in un mondo agitato da tumultuosa evoluzione, colloca di fatto i pediatri in una posizione di “sentinelle avanzate” del cambiamento sociale. “E siamo così chiari in questa convinzione - ha sottolineato Mele -, che recentemente ce ne siamo fatti portatori in sede di un grande workshop internazionale a Tel Aviv, dove questa nostra visione è diventata parte dell'identità condivisa dalle più importanti organizzazioni pediatriche mondiali”. Quindi il Presidente ha introdotto la seconda parte del suo discorso: il mito della “crescita”. “Parola subdola - per Mele - che gli economisti affiancano sia ai Paesi diseredati, che raccolgono tra l'altro quattro quinti dell'umanità, sia ai Paesi già sviluppati che, ciononostante, ‘devono crescere’. Fin dove? E a spese di chi? Qui l'economia tace perché il problema non è di sua competenza, e con l'economia tacciono anche le voci degli uomini che alle leggi dell'economia si devono piegare”. “La categoria della crescita oggi è diventata una forma mentis, uno stato d'animo, un rimedio all'angoscia, una garanzia per sé e per i figli, una caparra per il futuro, per cui se per effetto di Maastricht, se per mettere in ordine i conti, se per una finanziaria dura, se per i giochi spericolati della finanza internazionale questa speranza nella crescita si affievolisce, avviene una paralisi del pensiero, una confusione del sentimento, un'ansia per il futuro, un senso d'inquietudine. E così ciascuno per sé sente il brivido della ‘crescita zero’ o addirittura della ‘decrescita’ e non sa con che strumenti reagire perché, avendo affidato ormai da tempo la comunicazione personale ai “mezzi di comunicazione”, avendo scambiato l'amore per i figli con le cose da garantire ai figli, il riposo dal lavoro con il traffico furioso delle ferie, cosa accade quando bisogna imparare di nuovo a parlare tra noi, quando bisogna riuscire a far arrivare il nostro amore senza quel vincolo sbrigativo che sono le cose, quando bisogna imparare a cambiare il cielo della nostra anima senza l'aiuto di un'agenzia di viaggio?”. Quindi Mele ha proseguito: “Il modello di sviluppo che sempre più caratterizza il nostro modo di vivere ci ha portati a commercializzare persino la nostra vita intima. Registriamo un indebolimento della famiglia e dell'appartenenza ad una comunità, e tutto questo sta creando un vuoto culturale che viene riempito dal mercato il quale offre servizi che si incorrono di trovarci l'anima gemella, di organizzarci corse perfette e altro ancora a cui più o meno siamo soliti ricorrere, per cui vien da dire che tutto ciò che il mercato ci toglie con l'allungamento degli orari di lavoro e con l'impiego di entrambi i

componenti, le coppie genitoriali, poi ce lo offre in vendita sottoforma di servizi a pagamento. E noi accettiamo, anzi desideriamo, perché la dipendenza degli individui dal mercato è mascherata dalla ‘ideologia dell'indipendenza’. Potendo pagare, recita l'ideologia dell'indipendenza, uno può realizzare se stesso, affidando al mercato la cura della famiglia. Ma la domanda è “ quante parti della nostra vita intima, familiare ed emotiva, vengono vissute da altri?” E qui il pensiero corre all'educazione dei bambini affidate a quelle strutture, nidi e asili, scelte non in base a criteri educativi ma quasi esclusivamente in base al tempo in cui trattengono i nostri figli, agli adolescenti affidati alla scuola di ci si interessa solo in base ai risultati, ai genitori che non si occupano dei problemi di crescita dei loro figli perché per questo ci sono gli psicologi, alle coppie genitoriali dove l'assenza di comunicazione, la scarsa dialogicità, il reciproco disinteressamento vengono suppliti con rigore all'occorrenza. “Tutto questo - per Mele - sta sottraendo ai padri e alle madri quell'unica cosa necessaria alle cure e alla crescita emotiva che è il tempo. Basta guardare la pubblicità dove la lentezza dei bambini viene attribuita a loro carenze e non al fatto che possono sentirsi assediati dal ritmo accelerato della vita lavorativa degli adulti, o che stiano protestando contro la fretta dei grandi, proprio con la messa in scena della lentezza”. Quando non c'è la merce il mercato vende l'ideologia del “tempo qualità”. Ma purtroppo il tempo non è qualità, è quantità necessaria per fare le cose insieme, per seguire i processi di crescita, per scoprire i problemi, per creare quella base di fiducia per cui i genitori “ci sono” non solo quando si compiono gli anni. Se il tempo qualità, a scapito della quantità. Non è sufficiente a togliere ai genitori il senso di colpa, l'ideologia del mercato moltiplica le sue proposte e tende a vendere come indipendenza l'autonomia dei bambini, quello che in un passato non troppo lontano di chiamava “incuria”. A questi bambini che la Hochschild definisce in “autogestione”, a questi bambini con le chiavi di casa, come si farà quando saranno degli adolescenti, a dir loto di non rincasare alle sei del mattino? Spesso sentiamo parlare di famiglia,di difesa della famiglia, di aiuti per la famiglia e nessuno ci avverte che la famiglia incompatibile con il modello capitalista. Quindi la parte conclusiva dell’intervento del Presidente: “Cura dei figli, cura delle emozioni, cura delle relazione reciproche familiari e di vicinato, cura della propria vita emotiva. E se il mercato ci soccorre su tutto quello che non riusciamo più a ‘curare’ non dimentichiamo che il denaro non vale uno sguardo accogliente, una carezza tranquilla, un sentimento gravido di storia, un tratto umano inscritto nel ‘prendersi cura’.

40 anni di FIMP, il saluto al Congresso del decano dei pediatri di Palermo Cibella CON UNA LETTERA APPASSIONATA diretta al presidente Giuseppe Mele, un decano della professione e del sindacato, il palermitano Lino Cibella, ha inteso portare il suo contributo e il suo saluto al V Congresso, che segna il quarantennale della FIMP. “Caro Pino - si legge in un estratto della lettera, rivolta al presidente Mele - hai riportato il termine riformismo al suo storico significato di ‘metodo delle buone pratiche e buone esperienze’, che è il tema centrale della politica sindacale della FIMP: la forza del cantiere aperto che sta dentro al lavoro di ogni singolo intellettuale pediatra, pediatra di famiglia, che avverte di essere organico al ‘collettivo federale’. Egli è pertanto, promotore e nello stesso tempo partecipe del processo di formazione continua, di nuovi obiettivi professionali”.

Michele, l’atterraggio perfetto Sul palco con Cristiano de Andre’ Al V Congresso una storia emblematica di Assistenti di volo che funzionano Questa è una storia di Assistenti di volo che hanno portato a compimento la loro missione, lungo un tragitto che ha attraversato tante turbolenze di vita. Vale la pena di essere raccontata. I genitori di Michele, questo il nome del protagonista della nostra storia, capiscono presto che il loro secondogenito ha qualcosa di diverso dai disturbi del sonno, dalla difficoltà di parola, dall’eloquio senza frasi compiute che si manifestano nei primi anni di vita. Non è questo motivo per arrendersi. Sono sempre lì al suo fianco di questo bimbetto che, già a 4 mesi dalla nascita, va in piscina come era stato per la sorella maggiore. E' quando il bambino ha cinque anni che viene iniziato un percorso di supporto psicologico di rete con tre specialisti che lo seguono nel contesto scolastico, nello studio e a casa con la famiglia. Michele mostra una forte predisposizione per tutto ciò che è concreto e i suoi assistenti di volo sono sempre al suo fianco, senza mai mollare, quando

inizia a praticare prima il kayak e poi il canottaggio, sport che lo vede oggi partecipare a competizioni di livello nazionale. Non solo sport ma anche l'utilizzo del computer e la difficile pratica del pilotare elicotteri modello sono attività che nel tempo sono svolte con successo durante la crescita. Sei anni fa arriva la diagnosi ufficiale di quello che ormai era chiaro da tempo, Michele è afflitto da autismo. E' un momento che coincide con l'adolescenza e con la nascita di una nuova passione, quella per la musica. Un'altra

attività, che favorita dal supporto e dalla costanza degli assistenti di volo, nella quale, quello che è ormai un ragazzo finito, mostra grande capacità. Michele infatti oggi suona con successo chitarra, classica ed elettrica, flauto ed armonica a bocca. Passione e abilità che quando sono scoperte dal Presidente Giuseppe Mele lo spingono ad organizzare quello che certamente, senza nulla togliere alle importanti cariche politiche che hanno presenziato oggi al congresso, è stato l'evento più importante di oggi: Michele e la sua chitarra insieme a Cristia-

no De Andrè sul palcoscenico dell'auditorium del palazzo dei congressi. Missione compiuta! Il pilota Michele, grazie ai suoi assistenti, ha compiuto l'atterraggio perfetto. Nel filmato introduttivo al toccante momento dell’esibizione di Michele con Cristiano De André (foto in alto) la madre aveva detto: Adesso Michele è nel mondo. Giuseppe Mele, commentando la straordinaria e positiva storia presentata in apertura di Congresso, ha voluto valorizzare ulteriormente l’affermazione: “Adesso Michele è del mondo”.


29 settembre, ore 19 - in tempo reale 4

Fazio dice: “no alle dipendenze e via libera alle specializzazioni” dalla prima pagina

Poi il ministro passa ai temi del Congresso: “L’ambulatorio pediatrico dovrà essere non solo il luogo dove curare le malattie, ma anche dove apprendere uno stile di vita adeguato. Quindi, attenzione alla prevenzione, secondo i primi due - sana alimentazione e attività fisica - dei quattro cardini del programma ‘Guadagnare Salute’. Dobbiamo impegnarci, combattere su questo perché ci sono studi che indicano nell’obesità dei bambini un problema di grande incidenza. Con la dottoressa Lorenza Lei, direttore generale della Rai, stiamo studiando programmi che saranno presentati a breve, uno dei quali proprio per la pediatria. Vedrete un programma molto interessante. Dobbiamo prevenire l’obesità, sappiamo che quella infantile è un problema nel nostro Paese, dove oltre il 23% dei bambini è in sovrappeso, il 13% dei bambini è obeso, soprattutto in determinate regioni, dove si toccano punte del 49%, con una serie di problemi che ne derivano”. Dal ministro un chiaro plauso all’importanza di un’iniziativa come la Scuola di Nutrizione: “Perché la formazione e l’informazione sono importanti in questi aspetti, con l’attività giunta al secondo anno, con circa 2.000 pediatri formati”. Quindi Fazio ha citato, sempre nel campo della nutrizione, altre iniziative del ministero, tutte portate avanti con la collaborazione della FIMP: la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno; le linee d’indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica approvate nel 2010 nella conferenza Stato-Regioni; le regole per la comunicazione commerciale relativa ai prodotti alimentari e alle bevande a tutela dei bambini e della loro corretta alimentazione; la riformulazione degli alimenti destinati ai bambini; la elaborazione del documento allergie alimentari e sicurezza dei consumatori: lo stato dell’arte. Sono tutti gli aspetti affrontati in collaborazione. “Abbiamo il nuovo concetto di pediatria che va oltre la malattia e mira a migliorare e mantenere il benessere individuale e collettivo dei giovani - ha continuato Fazio -. Questo noi vogliamo che facciate, questo dovremo fare insieme, ma oltre a questo c’è anche la malattia. E allora, ambulatori dotati di attrezzature diagnostiche di alto livello in modo che si possano fare diagnosi sempre più precise. Questa naturalmente è la strada che deve portare all’associazionismo, alla pediatria di gruppo, perché è difficile che il pediatra possa da solo procedere in questa direzione. Questo va inserito, e ci impegniamo come ministero, nel potenziamento della sanità

DAILY REPORT

Ore 18, talk show con Di Mare

5° CONGRESSO

Lingotto, Torino, 28 settembre - 1 ottobre 2011

A chiusura della cerimonia inaugurale del V Congresso FIMP il talk show coordinato dal giornalista RAI Franco Di Mare. Partecipano Elena Avenati, Giuseppe Mele, Paola Mastrocola e Massimo Recalcati

territoriale, che va verso i cittadini e non manda i cittadini all’ospedale, capace di garantire la continuità assistenziale di cui tutti i cittadini hanno bisogno, sia adulti che bambini, evitando il ricorso a ricoveri ospedalieri dove vanno a incontrare medici che non conoscono e che procedono naturalmente ad una serie di esami che ricade nella medicina difensiva”. Il tutto è da attuare nell’ambito degli obiettivi strategici del piano sanitario nazionale 20102012 che è stato approvato una settimana fa alla conferenza Stato-Regioni. “Si attende adesso un passaggio, spero solo formale, nelle Commissioni parlamentari”, ha detto Fazio. Integrazione ospedale-territorio in una rete integrata di servizi, fra cui il pediatra di libera scelta e il punto-nascita; riorganizzazione dei servizi di emergenza e urgenza pediatrici; ridurre il ritorno nelle strutture dei pazienti pediatrici; migliorare con il modello integrato ospedale-territorio l’assistenza ai bambini e adolescenti con patologie croniche e malformative; definire percorsi diagnostici terapeutici e riabilitativi per le pato-

logie congenite ereditarie e per le malattie rare; infine, in collaborazione con i medici di medicina generale prevedere per la prevenzione dell’assistenza dell’adolescente dei modelli integrati d pediatria di libera scelta e di medicina generale. Questi i sei punti citati dal responsabile del ministero della Salute. “Come vedete cari colleghi, grazie all’attivismo del vostro presidente, di cose insieme ne facciamo moltissime, c’è un colloquio ed un’interazione continui, che si sono sviluppati in questi anni e devo ringraziare tutti voi ed i vostri quadri dirigenti per l’atteggiamento collaborativo. Credo nell’importanza della pediatria di libera scelta, abbiamo dimostrato questa posizione aumentando, con il ministro Gelmini, il numero di specialisti in pediatri di oltre 50 unità, cosa assolutamente unica rispetto a tutte le altre specialità. Ed è dunque proprio perché credo al vostro lavoro - ha concluso Fazio - ed alla vostra fondamentale funzione nella società e nella famiglia che sono stato molto lieto di essere stato qui a Torino e vi auguro un proficuo lavoro congressuale”.

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Fazio dice: “no alle dipendenze e via libera alle specializzazioni” Il ministro della Salute inaugura il V Congresso FIMP “Preziosa la vostra collaborazione” Entra subito nei fatti il ministro della Salute Ferruccio Fazio, nel portare il suo saluto al V Congresso FIMP, immediatamente a ruota della relazione del Presidente Mele. Al quale dà subito una risposta netta: “Confermo, per quanto attiene alle cure primarie, che è scelta mia e del ministero il ‘no’ alle dipendenze”, ha esordito, ottenendo l’immediato applauso della platea. “Io stesso e la struttura ministeriale ci impegnamo a portare avanti con le Regioni il progetto così com’è stato definito nell’ultimo incontro al quale ha preso parte la FIMP - ha aggiunto - che ribadisce l’importanza delle equipe mono o multiprofessionali, centralità della figura del pediatra, quindi continuità assistenziale”. “Su richiesta del dott. Mele con cui collaboriamo in maniera importante - ha detto Fazio - riteniamo importante, per quanto attiene all’ordinamento didattico della scuola di specializzazione in pediatria, l’inserimento di un modulo territoriale che faccia sì che lo specializzando possa acquisire i contenuti della pediatria di famiglia e non solo della pediatria ospedaliera. Abbiamo un tavolo con proposte da inserire nell’ordinamento didattico per il ministro Gelmini con cui ho un rapporto buonissimo e non ho motivo di dubitare del fatto che arriveremo ad una soluzione in tempi rapidi”. Altro scrosciante applauso dalla sala. segue in quarta pagina

Mele: Sentinelle del cambiamento sociale “E' un congresso che abbiamo fortemente voluto celebrare a Torino, per una serie motivi, fin qui ricordati, che muovono le nostre memorie e coscienze. Oggi siamo riuniti oltre 1.600 pediatri, avamposto di oltre seimila iscritti, che sono sicurezza per 10 milioni di famiglie italiane, cioè una parte immensa della società italiana, del Paese Italia”. Con queste parole ha esordito Giuseppe Mele, Presidente della FIMP, inaugurando il quinto Congresso. Il mondo che evolve, la crisi, il ruolo della famiglia, gli assetti politico-organizzativi dell'assistenza sanitaria sono i temi forti

affrontati dalla relazione del Presidente. “Siamo una delle sentinelle avanzate del cambiamento sociale”, ha detto,in un mondo dove le emergenze sociali, economiche, umane, lavorative, produttive ormai non hanno argini o confini di contenimento: quello che succede nei Paesi arabi che si affacciano sul Mediterraneo riguarda l'Italia e tutta Europa. Nulla può più essere limitato nel proprio cortile o nella propria sfera d'influenza. Se quindi la globalizzazione è il terreno di confronto e di costruzione per il futuro, allora dobbiamo ricordarci che ci sono due emercontinua in seconda pagina

DAILY REPORT - 5° Congresso FIMP - Torino 2011 - 2 ed.  

Il giornale ufficiale del V Congresso Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri - prima edizione, 28 settembre 2011

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