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DYNAmicity

2015

DYNA BRAINS Power your business

STORIE DI ECCELLENZE CHE ISPIRANO EVOLUZIONI


CAMARO 1967-2015 La Chevrolet Camaro è una “pony car” costruita nel nord America dalla Chevrolet, facente parte del gruppo General Motors, presentata il 26 settembre 1966 come modello del 1967, fu progettata per competere con la Ford Mustang. L’automobile condivide la carrozzeria e la maggior parte dei componenti della Pontiac Firebird, anch’essa introdotta nel 1967. Quattro generazioni di Chevrolet Camaro sono state costruite fino al 2002. La quinta generazione è stata presentata nel 2009. PRIMA GENERAZIONE (1967-1970) La prima generazione di Chevrolet Camaro debuttò nel 1967 ed era offerta in configurazione coupé e cabriolet. La scelta di propulsori e cilindrate era varia spaziando dai motori in linea a sei cilindri per passare ai motori V8 con cubature dai 3,8 ai 6,5 l. La configurazione meccanica era quella classica delle sportive del tempo con motore installato in posizione anteriore e trazione sulle ruote posteriori. Per contrastare le vendite della Ford Mustang, la Camaro subì un restyling nel 1969. Questa nuova versione vendette 240.000 unità. Le versioni disponibili erano 20, di cui la migliore era la

COPO 427 insieme alla Yenko. Esse erano fornite di un motore da 425 HP e cambio manuale a 4 rapporti. Si ricorda anche la Z28, con un motore da 290 CV alimentato da un unico carburatore Holley 850 Cfm. Per migliorare il controllo furono adottati un cambio manuale a 4 rapporti ravvicinati e un differenziale a slittamento limitato. La Z28 passava da 0 a 100 km/h in 7,5 secondi, raggiungeva i 400 metri da ferma in 15 secondi e aveva una velocità massima di 210 km/h. Le sospensioni anteriori erano indipendenti a bracci corti e lunghi, mentre il semiasse posteriore era sostenuto da molle a balestra. L’auto poteva essere equipaggiata con 4 freni a disco, mentre il servosterzo era di serie. I cerchi erano da 15 pollici e adottavano pneumatici Firestone Sports Car 200. Più potente della COPO 427 e della Yenko vi era la ZL1, costruita in 69 esemplari per ottenre l’omologazione a competere nelle drag-racing del campionato NHRA. Come propulsore era impiegato un V8 427 derivato dalle Chaparral che erogava la potenza di 500 cv. SECONDA GENERAZIONE (1970-1981) Dopo soli quattro anni venne presentata la seconda serie della Camaro con evidenti


modifiche soprattutto all’estetica. Tutte le misure di ingombro aumentarono rispetto alla serie precedente. La seconda fu anche la serie che rimase per più tempo in produzione, per 12 anni. Le trasmissioni disponibili erano manuale a quattro marce o automatica a 3 marce. La versione di punta della seconda generazione fu la Z28, equipaggiata con un propulsore LT-1 350 da 360 cv di potenza abbinato ad un cambio automatico. La vettura era identificabile anche grazie alle decalcomanie da gara sulla carrozzeria e al cofano con apertura centrale. TERZA GENERAZIONE (1982-1992) Tra le modifiche nella meccanica introdotte nella

terza versione di Camaro del 1982 sono da citare l’introduzione dell’iniezione e quella dei nuovi cambi manuali a 5 marce o automatici a 4. Contemporaneamente vennero introdotti dei nuovi propulsori di cilindrata ridotta rispetto alle serie precedenti, in modo che la scelta, sempre piuttosto vasta spaziasse ora dai 2,5 ai 5,7 l. Una modifica estetica appariscente fu l’adozione dei fari anteriori di forma quadrata al posto di quelli circolari in uso fino ad allora. Nel 1985 la Chevrolet rilasciò una versione speciale della Camaro di terza generazione, e cioè la IROC-Z (il cui nome deriva dal campionato International Race of Champions). Le modifiche

apportate consistevano in sospensioni modificate, decalcomanie dedicate e un sistema di iniezione PFI (Port Fuel Injection) derivato dalla Chevrolet Corvette. QUARTA GENERAZIONE (1993-2002) La quarta generazione di Camaro, entrata in produzione nel 1993, subito dopo la presentazione del modello speciale ricordante il 25 anniversario della presentazione, fu una rivoluzione estetica rispetto alle antenate. La linea divenne tondeggiante, seguendo i dettami stilistici del periodo, e il numero di propulsori disponibili si ridusse; rimanevano disponibili solo i motori a V da 6 o 8 cilindri, in cilindrate che spaziavano fra i 3400 e i 5700 centimetri cubici. La trazione è posteriore con motore anteriore. I freni sono a disco autoventilati. Il modello base era equipaggiato con il 3400 V6 L32, mentre le versioni Z28 montavano un 5700 V8 LT1 da 285 CV. A partire dal 1995 in California, e 1996 su tutti i mercati, le versioni base adottarono il nuovo 3800 V6 L36, più potente rispetto all’L32 ed in grado di attenersi alle rigide normative sull’inquinamento imposte all’epoca, mentre sulle versioni Z28 ed SS (introdotta nel 1996) venne sostituito il vecchio 5700 LT1 con il nuovo 5700 LS1, in alluminio con camicie in ghisa, capace di erogare 305 CV. Gli ingombri del modello fino al 1999 erano di 4.907 mm di lunghezza, i

Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra che si vincono i campionati. MICHAEL JORDAN


1.822 e 1.303 rispettivamente di larghezza ed altezza, mentre dal 2000 fino a fine produzione la lunghezza aumentò fino a 4.915 millimetri e l’altezza diminuì, di soli tre millimetri (1.300 mm). Con la quarta generazione venne trasferita anche la linea di montaggio della Camaro dagli stabilimenti di Van Nuys in California a quelli canadesi di Sainte-Thérèse, nel Québec. QUINTA GENERAZIONE (2007) Sulla base della Camaro Concept del 2006 e della Camaro Convertible Concept del 2007, la produzione della quinta generazione Camaro è stata approvata il 10 agosto 2006. La fabbrica canadese del gruppo General Motors ne ha cominciato la produzione il 16 marzo 2009 come “model year” 2010. Nello stesso periodo è stata lanciata la versione SS, dotata di un propulsore LS3 V8 da 422 cv di potenza. Tutte le versioni sono equipaggiate da un motore V8 aspirato di 6,2 l di cilindrata da 405 o 426 CV.

Nel 2012 è stata lanciata la versione potenziata della Camaro, la ZL1. Dotata di propulsore V8 da 550 cv, è stata equipaggiata con il servosterzo elettronico e con il Magnetic Ride Control, il quale si occupa della gestione delle sospensioni in tempo reale. L’aerodinamica è stata migliorata con l’introduzione di nuovi elementi in fibra di carbonio. I pneumatici sono stati ingranditi ed è stato introdotto un nuovo tipo di scarico sportivo. La Camarro SS 2014 si distingue per alcuni ritocchi ai fari (con un taglio più deciso), alla calandra e alla presa d’aria. Al suo interno è stata equipaggiata con il sistema di infotainement Mylink, con touch screen da 7”, retrocamera posteriore, riconoscimento vocale e l’headup display presente anche nei jet da caccia americani. Il motore è un V8 di 6,2 litri (da 0 a 100 km/h in 5,2”. Fonte: Wikipedia


MUSTANG 1964-2015 La Ford Mustang è un’autovettura sportiva statunitense prodotta dalla Ford Motor Company dal 1964. Si tratta di uno dei prodotti più venduti dell’industria automobilistica mondiale, imitata da molti costruttori e tuttora in produzione. La sua struttura originaria derivava dalla Ford Falcon. Fortemente voluta dal manager della società dell’epoca Lee Iacocca, poteva essere considerata una piccola muscle car equipaggiata di un motore da 2,8 L di cilindrata, erogante una potenza di 105 CV (78 kW). PRIMA SERIE: 1964-1973 La presentazione della Mustang coincise perfettamente con la prima ondata della generazione dei cosiddetti Baby Boomers, cioè di quei giovani nati subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Questi giovani si affacciavano sul mondo del lavoro in un contesto di un’economia forte. A questa generazione nessun costruttore di automobili aveva pensato e pertanto non esistevano modelli di auto indirizzati specificatamente a loro. Fu Iacocca ad identificare questo settore del mercato e a proporre loro una vettura giovane e sofisticata. Gli vennero concessi 18 mesi per progettare e realizzare la vettura che sarebbe divenuta la Mustang. Alla fine il progetto venne portato a

termine in un tempo inferiore e utilizzando un budget minore di quanto preventivato. La chiave di volta di questo successo fu data dalla decisione di utilizzare il maggior numero possibile di componenti meccaniche già prodotte dalla Ford. Per quanto riguardava il design della vettura ci si basò sul manuale interno spingendo al massimo la tecnologia produttiva dell’epoca. Fu utilizzata anche, all’epoca, la nuova tecnologia che permetteva di ottenere superfici vetrate curve con assenza di distorsioni. Anche il lancio pubblicitario della Mustang fu un grande successo. La vettura venne presentata al New York Fair il 17 aprile del 1964. Due giorni dopo, 19 aprile, venne presentata in contemporanea sulle tre televisioni americane. La risposta del pubblico fu enorme ed immediata e si verificò un quasi terremoto in tutte le concessionarie Ford del paese. Molto del fascino della Mustang derivava dalla lista degli optional disponibili che rendeva possibile realizzare quasi una vettura su misura per ogni cliente. Erano disponibili diverse tipologie di trasmissioni: quattro marce manuale e tre marce automatico Cruise-O-Matic. Come motori era possibile montare un sei cilindri in linea da 4,2 L (260in3) e da 164 Hp (122 kW) oppure un motore da 4,7 L (289in3) da 210 hp (157 kW). Fu con il model year 1965, cioè dopo soli cinque


mesi dalla presentazione del modello, che vennero introdotti i primi importanti cambiamenti. per prima cosa venne rivista la gamma dei motori disponibili. Venne tolto il 2,8 L (170in3) che fu sostituito da un 3,3 L (200in3) che forniva 120 hp (89 kW) a 4.400 giri al minuto. Con il model year 1968 venne introdotto il motore Supercobra da 6,5 L. Venne usata una versione limitata a 335 hp (250 kW) e non quella originale da 410 hp (305 kW). L’anno successivo venne introdotta la muscle car Boss 429, una vettura costruita a mano e creata per ottenere l’omologazione NASCAR. SECONDA SERIE: 1974-1978 Nel 1974 venne introdotta la Mustang II, vettura che ebbe vita breve ma che fece conquistare alla Ford un altro premio quale vettura dell’anno. La vettura si dimostrò più piccola dei modelli precedenti oltre che più lenta e pesante anche se la Casa puntava molto sulla qualità delle sue rifiniture, che venne definita come la più alta mai realizzata nell’industria automobilistica USA.

La forza è nelle differenze, non nelle similitudini. STEPHEN COVEY

TERZA SERIE: 1979-1986 Nel 1982 la Ford reintrodusse nella gamma Mustang la GT. Questo doveva esser un modello ad alte prestazioni, una vera e propria nuova Muscle car. Il motore adottato era il Windsor V8 da 5,0 L (302in3) da 157 hp (134 kW). La trasmissione era a quattro marce. Come pneumatici furono adottati scelti quelli larghi e anche lo schema delle sospensioni era compatto. La vettura venne pubblicizzata con lo slogan The Boss is Back. Negli anni la potenza fu incrementata e raggiunse, nel 1987, i 225 hp (168 kW). Sempre nel 1987 la Mustang subì, dopo otto anni, il suo primo importante restyling, modello 5.0. Questa rivisitazione riguardò sia la carrozzeria che gli interni e fu l’ultimo che la vettura subì per diversi anni a venire. QUARTA SERIE: 1994-2004 Nel 1994 la Mustang subì, dopo 14 anni, la prima importante rivisitazione. Il design della vettura, sotto la guida di Patrick Schiavone, era stato


profondamente rivisto ed incorporava alcune delle caratteristiche salienti dei modelli precedenti. Venne riproposto anche il modello Cobra che montava il 5.0 L GT-40. La potenza era di 240 hp (179 kW). L’impianto frenante era stato potenziato, mentre sia la trasmissione sia le sospensioni erano state modificate. Questo modello venne dichiarato vettura dell’anno, un riconoscimento che la Mustang si aggiudicava per la terza volta. Nel 1998 il motore 4,6 L V8 vide salire la potenza a 225 hp (168 kW) con una mappatura più aggressiva e terminali di scarico di maggiori dimensioni. Questo fu anche l’ultimo anno di produzione per la Mustang arrotondata, cioè caratterizzata da una linea estetica della carrozzeria dominata dalle linee curve. Nel 2001 la Ford offrì una versione speciale della GT: la Bullitt. Questa vettura era una riproposizione che si ispirava alla 390 Fastback del 1968 e che fu utilizzata nell’omonimo film da Steve McQueen. Questa versione risultò la più maneggevole mai costruita.

QUINTA SERIE: 2005-2014 Il modello S-197 era una Mustang completamente riprogettata ed utilizzava il pianale D2C come base. Il design dell’auto era stato affidato a Sid Ramnarace che si ispirò alle Mustang degli anni sessanta realizzando uno stile che il vice presidente della Ford, J. Mays, definirà come retro-futurismo. Il modello 2005 ha avuto fin dal suo esordio un buon successo commerciale e la metà delle vetture sportive vendute negli USA sono delle Mustang. Questo ha fatto sì che alcuni giornalisti definissero questo modello come una instant classic. Nel 2013 è stata lanciata la nuova versione GT Model Year 2014. La vettura presenta una linea rivista per garantire una maggiore aerodinamicità. Il telaio è stato irrigidito per aumentare la stabilità della vettura, motivo per il quale sono stati introdotte anche le nuove sospensioni MacPherson. SESTA SERIE: 2015 Il debutto della sesta serie coincide con il 50°

anniversario dell’inizio della produzione del modello, iniziata nel 1964. Il cambiamento rispetto alle precedenti serie è radicale. Si tratta della prima generazione di Mustang pensata per il mercato globale, e non solo per quello statunitense. La nuova Mustang è in vendita in tutti i mercati nella quale la Ford è presente, seguendo la politica aziendale, denominata One Ford, di sviluppare una linea di automobili globali, al pari di modelli come la Fiesta o la Mondeo. Le maggiori novità del modello sono a livello tecnico. Per la prima volta, al posto delle sospensioni posteriori ad assale rigido, la Mustang è dotata di un sistema a ruote indipendenti di tipo multilink, più adatto a una guida sportiva e al contempo confortevole. Ford renderà comunque disponibile, sul mercato americano, una versione “spoglia” dotata di ponte rigido posteriore, adatta a modificazioni da drag racing. Fonte: Wikipedia


NASCAR RACING La National Association for Stock Car Auto Racing (NASCAR) è una joint venture statunitense di proprietà e gestione familiare che organizza e gestisce vari campionati automobilistici, principalmente negli Stati Uniti e in Canada. Fondata da Bill France, Sr. nel 1947-48, dal 2003 con amministratore delegato (CEO) dell’azienda Brian France, nipote di Bill France Sr., e presidente Mike Helton, è il più grande ente organizzazione di gare di stock car degli Stati Uniti con più di 1500 gare su più di 100 piste in 39 Stati degli USA e del Canada. I tre campionati principali organizzati dalla NASCAR sono la Sprint Cup Series, la Nationwide Series e la Camping World Truck Series. Gestisce inoltre vari campionati regionali e locali

riuniti sotto il nome di “NASCAR Home Tracks”. Tra i campionati minori sono da ricordare il Whelen Modified Tour, la Whelen All-American Series e la NASCAR iRacing.com Series. A partire dal 2012 ha inserito ufficialmente tra le proprie serie minori la Euro Racecar Series che prende così il nome di “Euro Racecar NASCAR Touring Series”, la prima Serie organizzata in Europa dalla NASCAR. Ha infine presentato gare promozionali sui circuiti Suzuka e Motegi in Giappone (1996/98), in Messico e sul circuito di Calder Park in Australia (1988). La NASCAR è il secondo avvenimento sportivo più seguito, subito dopo il Super Bowl di football americano, attraverso i programmi televisivi in


America. Le gare sono trasmesse in 150 nazioni e coprono 17 dei primi 20 posti nella classifica degli eventi sportivi più visti negli USA.

nacquero, soprattutto negli stati meridionali degli USA, delle associazioni che organizzavano questo tipo di competizione.

LE ORIGINI Usualmente le origini della NASCAR vengono fatte risalire al tempo del proibizionismo quando, per evitare più facilmente le forze dell’ordine, i trafficanti di alcool presero l’abitudine di modificare nella meccanica le auto di serie per renderle più prestazionali. Rapidamente divenne un’abitudine l’organizzare delle spettacolari competizioni tra le vetture così modificate, chiamate stock-cars, letteralmente vetture di serie. Anche dopo l’abolizione delle leggi contro le bevande alcoliche le corse continuarono e

Dall’idea di Bill France, nel 1948, nacque ufficialmente la National Association for Stock Car Auto Racing a Daytona Beach in Florida con lo scopo di raggruppare e riorganizzare al meglio le singole associazioni, dando vita nel 1949 alla “Strictly Stock Division”, cioè di auto “strettamente” derivate dalla serie, diventata “Grand National Division” nell’anno successivo. Ben presto i regolamenti si fecero più elastici ed in effetti oggi le autovetture in competizione delle sorelle di serie hanno solamente l’aspetto esterno della carrozzeria.

LE PRIME MACCHINE STOCK-CAR Tra gli anni 1920 e 1930, Daytona Beach diventa una conosciuta piazza per gli amanti della velocità. Qui si svolgono importanti corse di velocità, soppiantando le antiche dominatrici del settore Francia e Belgio. Dopo storiche gare corse tra Ransom Olds e Alexander Winston nel 1903, Daytona diventa “la Mecca” per gli amanti dell’automobilismo sportivo, qui infatti nel 1935 si assiste alla prima vera corsa, che si svolge nelle strade e sulla spiaggia di Daytona. Nel 1936 la città diventa sinonimo di auto veloci. Verso la fine degli anni quaranta, nel sud del North Carolina dominava il fenomeno dell’antiproibizionismo. Nei saloon della Florida, North Carolina e South Carolina la gente importante si riuniva per


discutere di macchine truccate, organizzazione di corse e scommesse, diventando un vero e proprio business. Si organizzavano corse con macchine da paese (ovviamente truccate) che venivano portate in gara proprio a Daytona. Con il passare dei mesi queste macchine diventavano sempre più sofisticate fino a diventare vere e proprie auto da corsa, le cosiddette stock-car. L’ideatore di tutto ciò fu William France Sr., un personaggio che fece la storia di questa categoria. L’ERA MODERNA La NASCAR ebbe i maggiori cambiamenti nella sua fisionomia a partire dai primi anni settanta, grazie anche all’arrivo di sponsor importanti, e per la prima volta nel 1974 fu coperta a livello televisivo dalla rete americana CBS; questa rete fu di vitale importanza per la categoria perché gli fece molta pubblicità a livello nazionale. Nel 1976 la NASCAR adottò un nuovo sistema di punteggio, la stagione fu abbreviata da 48 a 31 gare. Per questo il 1976 è spesso chiamato come l’anno dell’inizio della NASCAR moderna. Nel 1979 la NASCAR ebbe un’altra serie minore, chiamata Busch Series, derivante dallo sponsor della birra. Alcune gare furono trasmesse dalla ABC Sports e fu inventato uno show riguardante la categoria chiamato “Wide World of Sports”. Finalmente la Daytona 500 del 1979 fu interamente vista in diretta nazionale grazie alla CBS e da allora l’audience continuò ad aumentare. Successivamente alla tragica morte di Dale Earnhardt alla Daytona 500 del 2001, la NASCAR ha speso parecchio sulle misure di sicurezza per i piloti. Queste migliorie applicate alle macchine si sono evolute nel corso degli anni, e hanno portato, nel 2007, all’introduzione della Cars of Tomorrow (CoT), delle nuove auto più simili ai modelli da strada e dai consumi molto più ridotti rispetto alle auto che le avevano precedute.

Inizialmente, le CoT furono accolte con un po’ di perplessità dai piloti NASCAR, in quanto convinti che le nuove auto fossero progettate solo per determinati tipi di piste. Quando poi iniziarono a prenderci la mano, le CoT furono accolte con entusiasmo. Nel 2013, tre costruttori erano impegnati a fornire le loro auto in NASCAR: la Chevrolet con la SS, la Toyota con la Camry e la Ford con la Fusion. A partire dal 2011, le CoT della Sprint Cup sono state dotate di un nuovo paraurti anteriore, il che le rende di fatto più simili alle auto da strada, e sempre dal 2011, consumano un nuovo tipo di carburante a base di etanolo. SPRINT CUP SERIES Nel 1949, la NASCAR presentò la divisione “Strictly Stock” dopo aver approvato le gare della divisione “Modified and Roadster” nel 1948. Si corsero 8 gare, su sette differenti ovali da “dirt track” e sul circuito cittadino di Daytona Beach (il Daytona Beach Road Course). La primissima gara di NASCAR “Strictly Stock” si corse sulla Charlotte Speedway il 19 giugno 1949. La gara fu vinta da Jim Roper dopo che Glenn Dunnaway venne squalificato quando si scoprì che le molle delle sue sospensioni posteriori erano state modificate. Il primo campione della serie fu Red Byron. La divisione fu rinominata “Grand National” per la stagione 1950, riflettendo l’intenzione della NASCAR di rendere il proprio settore sportivo più professionale e più prestigioso. Questo nome venne mantenuto fino al 1971, quando la NASCAR iniziò ad affittare i diritti sul nome della serie alla R. J. Reynolds Tobacco Company la serie venne chiamata “Winston Cup Series” (1971–2003). Quando lo stesso contratto venne stipulato con la Sprint Nextel Corporation la serie diventò “NEXTEL Cup Series” (2004–2007). Dal 2008 la NEXTEL decise

di promuovere il marchio Sprint, di sua proprietà, ed alla serie venne attribuito il nome attuale di Sprint Cup Series (spesso abbreviato in Sprint Cup o Cup Series). La serie ha radici profonde nel sud-est degli Stati Uniti d’America, area in cui si corrono metà delle 36 gare stagionali. Nel 2009 la Daytona 500, la gara più prestigiosa, è stata seguita in TV, di circa 16 milioni di spettatori nei soli Stati Uniti. Nonostante tutte le gare si tengano negli Stati Uniti d’America, in passato alcune gare si sono corse in Canada, ed alcune gare di spettacolo (promozionali, fuori campionato) si sono svolte sia in Giappone che Australia. Le vetture della Sprint Cup Series sono uniche nel mondo dell’automobilismo. I motori sono sufficientemente potenti da permettere di raggiungere velocità superiori ai 320 km/h (200 mph) ma il peso elevato, unito ad un pacchetto aerodinamico (relativamente) semplice, rende le auto poco maneggevoli. Il regolamento sulla forma delle vetture e sui telai è molto restrittivo per garantire la parità tra le squadre e l’elettronica è generalmente spartana. Il vincitore del campionato piloti è determinato da un sistema di punteggio in cui i punti vengono assegnati in base ai piazzamenti al termine della gara e al numero di giri in cui il pilota è stato in testa alla gara stessa. La stagione è divisa in due parti. Dopo le prime 26 gare, i primi 10 piloti della classifica, più i due piloti che hanno ottenuto il maggior numero di vittorie e che si sono classificati tra l’undicesimo ed i ventesimo posto ai punti, diventano gli unici a poter competere per il titolo, lottando nelle ultime 10 gare con una differenza di punti (arbitrariamente) ridotta al minimo. Questo sistema viene chiamato “Chase for the Championship” (lett. “Inseguimento per il campionato”). Fonte: Wikipedia


EURO-RACECAR NASCAR TOURING SERIES È un campionato che si svolge in Europa (prevalentemente su tracciati cittadini a autodromi), il cui scopo è quello di formare i futuri piloti NASCAR che andranno a correre negli Stati Uniti nella K&N Pro Series. I telai delle auto vengono certificati dalla FIA e i V8 hanno una potenza che si aggira intorno ai 400 cv. Questo campionato si divide in due categorie: Elite (per i piloti più esperti) e Open (per gentlemen drivers e giovani talenti). È un genere di NASCAR che sta avendo molto successo e al momento ha una copertura televisiva di 40 paesi in tutto il Mondo, tra cui proprio gli Stati Uniti. Uno dei piloti più forti è lo spagnolo Ander Vilarino. Dyna Brains ha partecipato al Nascar Europe del 2013 come sponsor di Stefano Gabellini pilota della Chevrolet.

INDIANAPOLIS MOTOR SPEEDWAY INDIANAPOLIS MOTOR SPEEDWAY L’Indianapolis Motor Speedway è uno dei circuiti automobilistici più famosi del mondo, e sicuramente il più celebre tra i cosiddetti “ovali”. Costruito nel 1909, nell’Indiana in un sobborgo della capitale Indianapolis chiamato Speedway, organizzato come città autonoma, è anche conosciuto come “The Racing Capital of the World” (Capitale mondiale delle corse). Qui si corre la rinomata 500 Miglia di Indianapolis, un Gran Premio del Motomondiale e per alcuni anni, il Gran Premio degli Stati Uniti di Formula 1. La 500 Miglia si disputa sul classico anello composto da quattro rettilinei (due lunghi e due corti) raccordati da 4 curve a 90°. Lo stesso ovale dal 1994 è annualmente sede di una gara di 400 miglia della NASCAR Sprint Cup Series. In origine la superficie della pista del circuito era ricoperta con un miscuglio composto da pietrisco frantumato e catrame, tuttavia si dimostrò inadeguato, soprattutto quando le

vetture affrontavano le curve paraboliche, perciò dopo i primi eventi sportivi del 1909, si decise di modificare il fondo stradale per garantire più aderenza, per la realizzazione della nuova pavimentazione del circuito vennero utilizzati 3,2 milioni di mattoncini. Negli anni seguenti, l’inesorabile incremento delle prestazioni velocistiche conseguito dalle automobili, resero comunque il circuito troppo pericoloso e inadeguato, per questo motivo nel 1937 gli organizzatori decisero di asfaltare completamente il catino, tranne una porzione in corrispondenza della linea di partenza e arrivo per ricordare la pavimentazione originale, larga una iarda che conserva ancora oggi i mattoncini dell’epoca, detta “The Brickyard” (la iarda di mattoni), mentre ovviamente per motivi di sicurezza il resto dell’impianto è stato rivestito con più idoneo asfalto. Fonte: Wikipedia

Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere. ENZO FERRARI


LA CAMARO AL CINEMA EAT MY DUST! (1976) Ron Howard capeggia il cast nel ruolo di Hoover Niebold, il pestifero figlio dello sceriffo di campagna Harry Niebold. Lo sceriffo è costretto a inseguire il proprio figlio quando questo e la sua ragazza, Darlene, rubano un’automobile da corsa sfrecciando da tutte le parti. Si unisce all’inseguimento il proprietario della vettura, il corridore professionista Big Bubba Jones.

lasciato sviluppare all’attore un secondo film che avrebbe egli stesso diretto e recitato. Il film in questione era “Grand Theft Auto” (1977) Charles Griffith girò il film in quattro settimane, anche se le scene di Howard furono fatte in solo dieci giorni. Il film inizialmente doveva essere intitolato “The Car”, Griffith aveva suggerito “Eat My Dust!” per scherzo ma il reparto marketing al New World ne fu entusiasta.

Nel film compaiono anche il papà di Ron Howard, Rance, e il fratetello Clint in parti di supporto. Ron Howard aveva scritto una commedia con suo padre, chiamata Tis the Season e ottenne metà del budget dall’Australia. Si incontrò con Corman, produttore di “Eat My Dust!” a cui concesse di recitare nel film a patto che poi avesse cofinanziato “Tis the Season”. Corman non era entusiasta della commedia ma disse che se Howard fosse apparso in “Eat My Dust!” avrebbe

THE TRANSFORMERS (2007) “Transformers” è un film d’azione fantascientifico del 2007 diretto da Michael Bay. Equivale alla trasposizione cinematografica dei celebri “Transformers”, dell’omonima serie animata del 1984-87. Due razze aliene in guerra, gli Autobot e i Decepticon, trasferiscono il loro campo di battaglia dallo spazio al pianeta Terra, alla ricerca di una potentissima fonte di energia, l’AllSpark.


L’eroe inconsapevole della storia è Sam, un terrestre al quale il padre regala una Chevrolet Camaro gialla del 1974. Questa ben presto si rivelerà essere un Autobot di nome Bumblebee, alieno facente parte delle forze del bene. La Chevrolet aliena convincerà Sam ad aiutare lei e i suoi compagni a contrastare i Decepticon nella lotta per difendere il pianeta Terra. Nella serie originale Bumblebee si trasformava in una Volkswagen Maggiolino, mentre nel film diventa una Chevrolet Camaro (dapprima un modello del 1975, in seguito il modello previsto per il 2008). Questo è dovuto, oltre che per ragioni di immagine, anche al fatto che tutti i veicoli in cui gli Autobot si trasformano sono proprietà General

Motors americana mentre nel franchise originale i veicoli erano europei, asiatici e americani, senza preferenze di marca; tuttavia, il vecchio modello viene citato nel film durante la scena alla concessionaria, in cui a fianco della Camaro/ Bumblebee c’è proprio un Maggiolino giallo. Durante la trasformazione di Bumblebee in un modello Camaro recente, la colonna sonora del film inserisce “Battle Without Honor And Humanity”, celebre pezzo di “Kill Bill vol. 1” (da notare tra l’altro che il vecchio modello di Camaro in cui era trasformato Bumblebee era giallo con delle righe nere, come la tuta della Sposa, a sua volta omaggio a Bruce Lee che nel film “L’ultimo combattimento di Chen” indossava una tuta simile).

La pre-produzione del film è iniziata a giugno 2005 mentre le riprese sono iniziate il 29 maggio 2006 a Los Angeles; molti set esterni sono stati girati tra l’Arizona e il Nuovo Messico mentre gli interni sono stati girati interamente in California negli studi della Universal a Los Angeles, le riprese si sono concluse il 6 novembre 2006. Record di incassi per il primo film dedicato alla saga dei giocattoli della Hasbro, ai box office italiani questo film di Michael Bay, prodotto da Spielberg, sale in vetta alla classifica dei film più visti della settimana. Negli Stati Uniti in sole 28 ore di programmazione il film ha incassato circa 38.000.000 $. Fonte: Wikipedia


LA MUSTANG AL CINEMA BULLITT (1968) San Francisco, California. Frank Bullitt, tenente della squadra omicidi, viene incaricato da un politicante di tener d’occhio un mafioso, Ross, intenzionato a testimoniare contro cosa nostra. Bullitt dovrebbe garantire l’incolumità di Ross, che però viene ugualmente ucciso da due sicari; allora il tenente, per non incorrere nelle ire dell’uomo politico, nasconde il cadavere. Grazie alla collaborazione di Delgado conduce in modo discreto ma efficace le indagini. Scampa in modo rocambolesco ad un agguato stradale grazie alla sua vettura sportiva e alle sue doti di guidatore. Riesce anche a scoprire che l’ucciso non è il vero Ross. Bullitt lo rintraccia e verrà a sapere cose interessanti. Una celebre sequenza del film, anche per merito della strepitosa colonna sonora di Lalo Schifrin “Shiftin Gear”, è il famoso inseguimento automobilistico lungo i saliscendi delle strade di San Francisco, tra una Ford Mustang G.T.390 Fastback e una Dodge Charger R/T 440 Magnum. Tuttavia, nel corso di tale inseguimento, uno spettatore dall’occhio clinico può riscontrare alcune incongruenze ed anomalie: la Dodge

Charger, durante la fuga, a causa dei continui sobbalzi perde ben 5 copriruota, un Maggiolino Volkswagen di colore verde viene sorpassato un po’ troppe volte, così come una Pontiac Firebird ‘69 di colore grigio argento... Si può anche notare, in un fotogramma all’inizio dell’inseguimento, che lo stuntman alla guida della Dodge Charger va a sbattere contro un’auto parcheggiata a causa di una controsterzata riuscita male dopo l’uscita in curva (ovviamente la scena è stata tagliata seppur male, ma anche un occhio inesperto può coglierne l’attimo). Durante la fase finale dell’inseguimento, in un’inquadratura sono identificabili i nomi di vie di San Francisco: le auto provengono da University St. e svoltano a destra. Un remake è in fase di studio dal 2003 con Brad Pitt assegnato alla parte che fu di Steve McQueen. Nonostante la volontà dei produttori di mandare avanti il progetto, il film non ha ottenuto semaforo verde ed è rimasto in stallo.

IO SONO LEGGENDA (2007) Anno 2012. Robert Neville (Will Smith) sembra essere l’unico sopravvissuto a una spaventosa epidemia generata dal virus di Krippin. L’epidemia


ha infettato quasi tutti gli esseri umani e gli animali domestici con risultati diversi: la stragrande maggioranza è morta, mentre una piccola percentuale ha subìto una degenerazione simile a quella provocata dalla rabbia, che li ha condotti allo stato di zombi necessitati a nascondersi dai raggi UV. Meno dell’1% della popolazione è risultato completamente immune agli effetti dell’epidemia, ma è stato cacciato e ucciso dagli infetti. Brillante virologo militare, il dott. Neville si è barricato nella sua casa di New York, costruendovi un laboratorio sotterraneo in cui conduce degli esperimenti su cavie animali infette per trovare una cura all’epidemia. Robert incontrerà poi Anna un’altra sopravvissuta e un bambino di cui si prende cura. Quando i tre staranno per essere sopraffatti dagli infetti Robert preleva da una cavia un campione del vaccino e lo consegna ad Anna, affinché possa salvare l’umanità prima di sacrificarsi per

permettere ai due di fuggire dall’assalto. Nel film il protagonista utilizza veicoli Ford: una Ford Mustang GT 390 che usa per andare a caccia di cervi in una post-apocalittica New York e il fuoristrada con cui cattura gli infetti per poi usarli come cavie. L’idea originaria di riproporre per il grande schermo il romanzo di Matheson risale al 1995, quando la Warner Bros ne acquistò i diritti cinematografici con l’intenzione di farlo dirigere da Ridley Scott e di assegnare la parte di protagonista ad Arnold Schwarzenegger, ma così non fu per problemi di budget troppo alto. Le riprese del film sono iniziate ufficialmente il 23 settembre 2006: esse si sono svolte per la maggior parte a New York e dintorni mentre alcune scene sono state effettuate in New Jersey. Fonte: Wikipedia


LE AUTO E GLI ATTORI CAMARO SS 1968 Nel 1968 una Camaro venne convertita dagli studenti californiani del Chaffey College in una vettura da competizione adatta alla partecipazione al campionato Trans-Am. Realizzata su iniziativa del professor Sam Contino (docente di tecnologia automobilistica presso il college), rappresentò la prima vettura da competizione realizzata e portata in gara dai ragazzi di un college statunitense. Chevrolet ha descritto queste vetture equipaggiate con il pacchetto opzionale Sport Rally come “una versione più glamour” della Camaro, pensata per il divertimento della massa. Spiccano in questo modello il grande motore e le sospensioni potenziate (da www.oldride.com).

RON HOWARD Duncan, 1 marzo 1954 Nel 1959, all’età di soli 5 anni, recita ne “La giostra”, quinto episodio della famosa serie “Ai confini della realtà”. Guadagna poi maggiore attenzione grazie al ruolo di Winthrop Paroo, il bambino balbuziente della versione cinematografica di “Capobanda” (1962), con Robert Preston e Shirley Jones. Nel 1963 compare in “Una fidanzata per papà”


Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso. NELSON MANDELA

(The Courtship of Eddie’s Father) di Vincente Minnelli, accanto a Glenn Ford, Dina Merrill, Shirley Jones e Stella Stevens, nel quale interpreta efficacemente il ruolo del bambino, con una sensibilità ben differente dai personaggi schematici e bamboleggianti tipici del cinema hollywoodiano. In seguito appare nella serie televisiva di grande successo “The Andy Griffith Show” (1960-1968), nella quale interpreta il ruolo di Opie Taylor, il figlio dello sceriffo locale della città immaginaria di Mayberry (North Carolina). In questi primi anni di carriera, spesso il suo nome nei crediti finali è indicato come Ronny Howard. Nel frattempo frequenta la USC School of Cinema-Television della University of Southern California, ma non si diploma. Nel 1973 ottiene la parte di Steve Bolander nel film di George Lucas “American Graffiti”, che omaggia la gioventù dei ragazzi degli anni ‘50-’60. Howard accettò il ruolo anche per staccarsi dai ruoli “infantili” dei suoi precedenti film. Questa interpretazione lo rende un volto molto conosciuto sul grande schermo e il film si rivela un buon successo sia di pubblico che di critica. L’anno successivo diviene famoso in tutto il mondo grazie al ruolo di Richie Cunningham, il miglior amico di Fonzie, nella celebre serie televisiva “Happy Days” (1974-1980). La serie presenta una visione idealizzata della vita americana a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta e riscontra subito un ottimo successo in tutto il mondo. Nella serie Richie è il protagonista delle prime sette stagioni della serie ed è raffigurato come il figlio studioso e ben educato. Howard decise in seguito di abbandonare la serie per seguire la carriera di regista. Nella trama l’uscita di scena di Richie viene giustificata con l’adesione alla carriera militare. Howard, comunque, rimarrà fortemente legato al personaggio tornando ad interpretarlo solo per quattro puntate tra il 1983 e il 1984. Nel 1976 prende parte al film “Il pistolero” (The Shootist) di Don Siegel, classico western crepuscolare, in cui John Wayne interpreta l’ultimo ruolo della sua carriera di attore. Per questo film riceve una nomination al Golden Globe come miglior attore non protagonista. Howard decide poi di prendere la strada della regia dirigendo tutt’ora numerosi film di successo tra i quali “Cocoon, l’energia dell’universo” (1985), “Apollo 13” (1995), nominato a diversi premi Oscar e “A Beautiful Mind” (2001), per il quale ha ricevuto l’Oscar al miglior regista. Tra il 2006 e il 2009 dirige “Il codice da Vinci” e “Angeli e demoni”, dagli omonimi romanzi di Dan Brown, con Tom Hanks protagonista. Il suo ultimo film è “Rush”, scritto da Peter Morgan, nel quale si racconta la rivalità tra i piloti di Formula 1 Niki Lauda e James Hunt, interpretati rispettivamente da Daniel Brühl e Chris Hemsworth.


CAMARO SS 2007 Sulla base della Camaro Concept del 2006 e della Camaro Convertible Concept del 2007, la produzione della quinta generazione Camaro è stata approvata il 10 agosto 2006. La fabbrica canadese del gruppo General Motors ne ha cominciato la produzione il 16 marzo 2009 come “model year” 2010. Nello stesso periodo è stata lanciata la versione SS, dotata di un propulsore LS3 V8 da 422 cv di potenza.

MEGAN DENISE FOX Oak Ridge, 16 maggio 1986 Nel 2004 debutta al cinema nel film “Quanto è difficile essere teenager!”, che la vede opposta al personaggio interpretato da Lindsay Lohan. Nel 2007 è nel cast del film “Transformers” di Michael Bay, prodotto da Steven Spielberg, dove veste i panni di Mikaela Banes, al fianco di Shia LaBeouf. È stata nominata, per la sua interpretazione, agli MTV Movie Awards nella categoria “Breakthrough Performance”, ha ricevuto 3 nomination ai Teen Choice Awards. Nel

2008 ha partecipato a “Star System - Se non ci sei non esisti” al fianco di Kirsten Dunst, Simon Pegg, Jeff Bridges, e Gillian Anderson. Nel 2009 è protagonista di “Jennifer’s Body”, dove interpreta la cheerleader Jennifer Check posseduta da un demonio, al fianco di Amanda Seyfried e Adam Brody. Interpreta di nuovo Mikaela Banes in “Transformers - La vendetta del caduto”. Ad aprile 2009 inizia le riprese dei film “Jonah Hex”. Verso la fine del 2010 è stato confermato che Megan Fox non avrebbe fatto parte nel cast del film “Transformers 3”. Il produttore Steven Spielberg non avrebbe gradito il modo in cui l’attrice ha parlato di Micheal Bay durante un’intervista al tabloid inglese Daily Mail, dove la Fox aveva equiparato il regista ad Hitler, per la maniera in cui secondo lei, Bay dirige le riprese dei suoi film. Quindi Spielberg ha mandato a casa l’attrice licenziandola dal cast. Megan Fox ha partecipato assieme a Dominic Monaghan al video di “Love the Way You Lie”, canzone del rapper statunitense Eminem. Il 2012 è poi


l’anno in cui partecipa al film “Friends with Kids” di Jennifer Westfeldte sempre nello stesso anno realizza due camei rispettivamente nei film “Il dittatore” di Larry Charles e “Questi sono i 40” di Judd Apatow. Nel 2013 viene poi scelta per interpretare April O’Neil nel film “Le tartarughe ninja” diretto da Jonathan Liebesman e che vede la presenza di Michael Baynel ruolo di produttore, lo stesso con il quale aveva avuto divergenze in passato che le impedirono di prendere parte al terzo capitolo di Transformers.

FORD MUSTANG GT3 1968 Nel 1967 la Mustang subisce il suo primo restyling. Le modifiche apportate inclusero lamiere più sottili per il pianale, una griglia più aggressiva, un pannello della coda concavo e una “full fastback roofline” per la versione fastback. Le motorizzazioni furono incrementate e Ford scelse il suo big block 390ci (6390cc) per competere contro il nuovo Chevrolet Camaro SS396. Anche se il 390 venne depotenziato, la sua popolarità decretò la fine della motorizzazione 289ci high performance che venne smesso dalla linea di montaggio. Di grandissimo interesse per gli appassionati era la nuova Shelby-tuned Mustang. La GT350 era ancora motorizzata da un V8 modificato 289ci (4735cc), benché avesse 290 hp. La nuova GT500 venne motorizzata da un V8 elaborato di 428ci (7013cc). Le Shelby del 1967 erano più “civili” e piene di lussuosi optionals, che attirarono gli acquirenti. Queste furono le ultime Shelby Mustangs attualmente costruite da Shelby-American. Le Shelby successive saranno costruite dalla Ford con un minimo interessamento di Shelby.

Le modifiche apportate al modello del 1968 migliorarono la sicurezza del guidatore con l’utilizzo di un volante ad assorbimento di energia a due razze e con cinture per la spalla di nuova introduzione. Il modello California Special Mustang, o GT / CS, è basato visivamente sul modello Shelby ed è stato venduto solo negli stati occidentali. La sua sorella, la High Country Special, è stata venduta a Denver, Colorado. Mentre la GT / CS era disponibile solo come una coupé, il modello di High Country Special era disponibile in Fastback e come un coupé per il 1968. La Mustang Fastback divenne molto

popolare con il film Bullitt (1968), interpretato da Steve McQueen. Nel film il “Tenente Bullit”, durante uno degli inseguimenti più famosi della storia del cinema, guida una fastback Highland Verde del 1968. La Ford Mustang nel 1968 è caratterizzata da una griglia frontale più semplice, una nuova cornice laterale e un motore 427 (6997cc) in serie limitata. Questi motori vennero leggermente depotenziati a circa 390hp, abbastanza per incutere timore per le strade. Il 1º aprile 1968, la Ford ha lanciato la linea di motori piu famosa: il 428 (6999cc) Cobra Jet, basato sui 428 normali ma con valvole


maggiorate e modifiche all’air box. La potenza dichiarata era di 335hp, in realtà era attorno a 410hp. La versione Shelby era ancora disponibile, la GT-350 ha smesso il motore 289(4735cc) da 306hp per un 302(4948cc) da 250hp. La GT-500 è sostituita dalla GT-500KR (KING of the ROAD).

JACQUELINE BISSET Winnifred Jacqueline Fraser Bisset Weybridge, 13 settembre 1944 Interpreta una piccola parte in “Cul-de-sac”, film del 1966 di Roman Polanski. Nello stesso anno affianca David Niven e Orson Welles in “007-Casino Royale” e nel 1968 è la protagonista femminile di “Bullitt” con Steve McQueen. La consacrazione a diva arriva nel 1973 quando François Truffaut chiama la Bisset (che parla perfettamente il francese) a interpretare “Effetto notte”, il film nel film. Nel 1974 fa parte del cast del famosissimo “Assassinio sull’Orient Express”

dove recita, tra gli altri, con Lauren Bacall e Ingrid Bergman. In Italia, partecipa nel 1975 alla riduzione cinematografica de “La donna della domenica”, romanzo di Carlo Fruttero e Franco Lucentini per la regia di Luigi Comencini, recitando al fianco di Marcello Mastroianni e JeanLouis Trintignant. Negli anni successivi interpreta “Candidato all’obitorio” nel 1975, con Charles Bronson, e “Sotto il vulcano” con Albert Finney per la regia di John Huston nel 1983. Nel 1977 viene nominata “l’attrice più bella di tutti i tempi” dal magazine Newsweek grazie al film “Abissi”, in particolar modo per via delle scene che la vedono nuotare sott’acqua e che contribuiscono a lanciare la moda della “maglietta bagnata” nel mondo. Tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta il suo nome torna d’attualità per la partecipazione a film come “Scene di lotta di classe a Beverly Hills” (1989) e “Orchidea selvaggia” (1989), con Mickey Rourke e Carrè Otis. Più recentemente ha recitato una parte in

una scena tagliata di “Mr. & Mrs. Smith” ed è stata guest-star nelle fortunate serie TV “Ally McBeal” e “Nip/Tuck” (IV stagione), dove interpreta l’ambigua e perfida James.

SHELBY MUSTANG GT 500 2007 La prima serie delle Shelby, la GT350, è stata realizzata nel 1965. Unico colore disponibile durante quell’anno era il bianco (Wimbledon White). Come optional era disponibile un kit di strisce Le Mans blu (Ford Guardsman blue) che, collocate al centro del corpo vettura, andavano dal muso fino alla coda. Erano anche presenti strisce laterali recanti la sigla GT350, sempre in blu, che identificava la vettura. Il motore di questa auto era una versione modificata del Windsor K-code da 4.7 L (289 in3) V8. Le modifiche principali apportate al propulsore erano speciali coprivalvole Cobra, diversa presa d’aria, tre collettori a Y e carburatori Holley. La


potenza passava dai 271 hp (202 kW) del motore standard ai 306 hp (228 kW) di questa versione. Sui modelli 1965 il motore era verniciato in nero. L’unione Shelby-Ford ritorna nel 2007 a proporre una nuova vettura: la Shelby Cobra GT500. Presentata al New York Internationale Auto Show del 2005 la nuova GT500 è dotata del motore da 5,4 L modulare sovralimentato (329 in3). La potenza disponibile è di 500 hp (373 kW), una potenza superiore a quella delle altre Mustang, mentre la trasmissione è una Tremec a sei marce. Sia la carrozzeria che le sospensioni sono riviste e sono montate ruote da 18 pollici. Il diritto ad acquistare la prima nuova GT500 è stato messo all’asta il 21 gennaio 2006 presso il BarrettJackson Collector Car Auction di Scottsdale, Arizona e battuto alla cifra di 648.000 dollari. Questo denaro è stato devoluto alla fondazione a favore dei bambini creata da Carroll Shelby.

Non permettere a nessuno di dirti che quello che desideri è irraggiungibile... Se hai un sogno, devi difenderlo... Se vuoi qualcosa, vai e prenditela. Punto. WILL SMITH

WILL SMITH Willard Christopher Smith Jr. Filadelfia, 25 settembre 1968 È il terzo di quattro figli di Caroline Bright e Willard Carroll Smith, Sr. È cresciuto nella middle class di West Philadelphia, nel quartiere di Germantown. Affacciandosi sulla scena musicale, conobbe a un party Jeff Townes, con il quale iniziò la sua collaborazione artistica; presero il nome di DJ Jazzy Jeff and the Fresh Prince. Quando il duo riuscì a guadagnare popolarità, Smith spese molto denaro comprando una casa, macchine e gioielli. Stava cercando nuove strade quando, nel 1989, incontrò Benny Medina, che aveva un’idea originale su una sit-com basata sulla sua vita a Bel Air. Smith amò subito l’idea, e ci credette pure la NBC, che subito iniziò la produzione di “Willy, il principe di Bel Air” (The Fresh Prince of Bel-Air). La trama era semplice: Will interpretava fondamentalmente se stesso, un ragazzo di strada di Philadelphia trapiantato a Bel Air. La

serie ebbe un successo clamoroso, negli Stati Uniti e all’estero, e andò avanti per ben sei anni. Durante questo periodo prese parte a un film, grazie al quale la critica cinematografica ebbe occasione di notarlo: “6 gradi di separazione” (1993). Il 4 giugno del 1994 conduce la terza edizione degli MTV Movie Awards. Grazie anche al successo raggiunto dal film d’azione “Bad Boys” (1995), la carriera cinematografica di Will prendeva ormai il sopravvento su quella televisiva e su quella musicale. Ebbe una grossa spinta grazie al blockbuster “Independence Day” (1996), dove impersonava il capitano dei Marines Steven Hiller e aveva il compito di combattere gli alieni. In seguito film come “Men in Black” (sempre sul tema degli extraterrestri) e “Nemico pubblico” contribuirono a incrementarne la popolarità a livello internazionale. La definitiva consacrazione alla carriera d’attore arrivò con l’interpretazione di Muhammad Alì nel film “Alì” del 2001, che gli valse una nomination agli Oscar come miglior attore protagonista. Più tardi vennero prodotti i sequel “Bad Boys II” e “Men in Black II” nei quali, nonostante fosse in coppia con altri attori (rispettivamente Martin Lawrence e Tommy Lee Jones), Will recitò un ruolo più da protagonista unico: era un evidente segno dell’attenzione che gli veniva riservata dal mondo cinematografico. Dopo tutti questi successi Will Smith arriva a fondare una propria compagnia di produzione cinematografica, la Overbrook Entertainment, attraverso la quale realizza i film “Hitch - Lui sì che capisce le donne” e “La ricerca della felicità”. Grazie alla sua performance in quest’ultimo film, diretto dal regista italiano Gabriele Muccino, Will riceve la seconda nomination all’Oscar della sua carriera come Miglior Attore Protagonista. Nel 2004 compare come protagonista nel film “Io, Robot”. Alla fine del 2007 negli USA esce ai botteghini “Io sono leggenda” diretto da Francis Lawrence, tratto dal romanzo omonimo di Richard Matheson. A settembre 2008 arriva un altro successo col film “Hancock”. Nel 2007 la prestigiosa rivista statunitense Newsweek lo incorona come uno degli attori più potenti al mondo, grazie al suo successo ai botteghini e alla sua capacità di interpretare ogni genere di ruolo e di sfondare all’estero, oltre che in patria. Al 2007 i suoi film hanno incassato oltre 4,4 miliardi di dollari. Malgrado questo nel 1999 gli è stato attribuito il Razzie Awards come membro della peggior coppia cinematografica con Kevin Kline per Wild Wild West, e il Razzie Awards alla peggior canzone originale per il singolo Wild Wild West. Nel gennaio 2009 viene distribuito nella sale italiane il film “Sette anime” dove Smith è nuovamente diretto da Gabriele Muccino. Nel 2012 riprende il ruolo dell’agente J nel film “Men in Black 3”. Fonte: Wikipedia


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