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Editore: MP & Partners - Direttore Responsabile: Nicola Martinelli - Reg. Tribunale di Bergamo numero 14 dell’8/4/1997 - Anno XVI - N. 9 - SETTEMBRE 2012

La Regione promette finanziamenti per la messa in sicurezza

Frana Sonico: interventi subito

Gli assessori regionali al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti e al Commercio, Turismo e Servizi Margherita Peroni hanno incontrato il sindaco di Sonico Fabio Fanetti, insieme al quale hanno effettuato un sopralluogo alla frana che, alla fine di luglio, ha colpito la località camuna per fare il punto sugli interventi da realizzare nella zona colpita dal dissesto.

PISOGNE

pag. 10-12

SPECIALE ENERGIA pag. 13-16

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Da una serie di incontri scaturisce un progetto per tutelare l’identità locale

Sono in corso di installazione alcuni totem che forniscono segnalazioni ai turisti

Valorizzazione turistica Una proposta di riordino istituzionale della viabilità della dai comuni montani Il DistrettoValcamonica culturale di Valcamonica comunica

In riferimento alle decisioni assunte a livello governativo di riorganizzare i Comuni e di istituire un ente intermedio di secondo livello in sostituzione delle attuali Province, il Comitato dei Sindaci, recentemente costituitosi, l’associazione “Valtellina nel futuro” e l’associazione “Incontri tra montani” hanno elaborato una propria proposta di riordino istituzionale che hanno sottoposto all’attenzione delle organizzazioni pubbliche delle forze sociali e della società civile tutta, auspicando che la riflessione apertasi tra le vallate lombarde possa approfondirsi ed allargarsi anche al di fuori dei confini regionali. (a pagina 6)

che sono in corso in tutta la vallata dell’Oglio le prove per l’installazione della segnaletica stradale ai fini di una conveniente valorizzazione turistica della viabilità. Il Distretto, in collaborazione con i Comuni, gli Enti comprensoriali (Comunità e Bim) e la Regione Lombardia, ha attivato nei mesi scorsi la realizzazione di una serie di pannelli e totem stradali nell’ambito del progetto per la Valorizzazione turistica della viabilità della Valcamonica, con l’obiettivo di fornire a residenti ed a visitatori una migliore fruizione dei siti culturali e turistici del territorio valligiano, dal lago sino al Tonale ed all’Aprica.

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La Regione promette finanziamenti per la messa in sicurezza

Frana Sonico: interventi subito

Gli assessori regionali al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti e al Commercio, Turismo e Servi-

zi Margherita Peroni hanno incontrato il sindaco di Sonico Fabio Fanetti, insieme al quale hanno

La Provincia ha concesso l’autorizzazione unica per la derivazione idroelettrica

Allarme per il torrente S. Antonio a Corteno

In questi ultimi giorni Anna Bonettini ha letteralmente gettato un grido d’allarme per il fatto che la Provincia di Brescia ha concesso l’autorizzazione unica per la derivazione idroelettrica del torrente sant’Antonio nel Comune di Corteno Golgi. Nonostante il Piano di riserva naturale delle Valli di sant’Antonio vieti esplicitamente di mettere in atto derivazioni idroelettriche in quella zona, la Provincia ha rilasciato la concessione di derivazione a scopo idroelettrico del torrente. Il Comune di Corteno Golgi e la Comunità montana di Valcamonica hanno fatto ricorso al TSAP (Tribunale superiore delle acque pubbliche) di Roma per l’annullamento della concessione. “In qualità di biologa – scrive la Bonettini – ho lavorato tre anni, su incarico del Comune, per la gestione scientifica e la valorizzazione della Riserva naturale delle Valli di sant’Antonio. I torrenti ‘Brandèt’, Campovecchio e sant’Antonio son tre corsi d’acqua di straordinaria rilevanza ambientale e paesaggistica, gli unici ad aver conservato un così elevato livello di naturalità in tutta la provincia di Brescia e, forse, in tutto il contesto regionale. Tutelate an-

che dall’Unione Europea come Siti di importanza comunitaria (Sic), la Valli di sant’Antonio sono un simbolo della natura, conosciute da migliaia di escursionisti per la loro spettacolarità e per la suggestione che cagionano in chi percorre i sentieri che si snodano al loro fianco lungo la salita delle valli”. La biologa, nel diramare il suo grido d’allarme agli operatori della comunicazione, aggiunge: “Vi mando queste righe urgenti per conoscenza: i lavori potrebbero cominciare in questi giorni, prima che il Tribunale sospenda la concessione. La Valcamonica – conclude l’autrice del documento – rischia così di perdere uno degli ecosistemi più preziosi del suo territorio. Il sindaco di Corteno Golgi, Martino Luigi Martinotta, su mia richiesta, mi ha spedito alcuni allegati che vi invio”. Dietro istanza della ditta “Segheria Bianchi Snc. Di Bianchi G. e C.” il responsabile del Servizio tecnico, geometra Gianpaolo Albertoni, scrive: ”In via preliminare, il Comune di Corteno Golgi conferma e ribadisce il proprio parere negativo a causa dell’evidente contrasto del progetto presentato dalla Segheria Bianchi Snc. con i vigenti strumenti di pianificazio-

effettuato un sopralluogo alla frana che, alla fine di luglio, ha colpito la località camuna per fare il

ne territoriale (Piano della riserva naturale delle Valli di sant’Antonio, approvato dalla Regione Lombardia), poiché da essi è chiaramente rinvenibile un impedimento che attiene alla fattibilità in sé dell’impianto idroelettrico oggetto della richiesta autorizzazione unica”. Il documento a questo punto rimanda “in toto” alle argomentazioni contenute nella nota del Comune di Corteno (prot. 3620 del 18.7.2012) che costituisce parte integrante del verbale della seduta della Conferenza dei Servizi (19.7.2012). Viene fatto rimarcare come lo stesso decreto di compatibilità ambientale, emesso dalla Regione Lombardia, riferisca testualmente che “…Il progetto dovrà conformarsi al Piano della Riserva Naturale Valli di sant’Antonio, con questo chiaramente significando che le valutazioni discrezionali sulla ritenuta compatibilità ambientale del progetto esaminato non possono in alcun modo superare i vincoli direttamente derivanti dallo strumento di pianificazione territoriale e paesaggistica approvato dalla stessa Regione Lombardia. La nota dell’Ufficio tecnico comunale conclude: “A tal ultimo proposito si ritiene una vera e propria forzatura ‘ad usum’ di parte l’interpretazione della Provincia di Brescia irrituale, arbitraria e lesiva delle potestà e competenze del Comune di Corteno Golgi.

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punto sugli interventi da realizzare nella zona colpita dal dissesto. L’assessore Belotti ha confermato la “massima attenzione da parte della Regione, della Provincia, ma anche degli altri rappresentanti istituzionali del territorio, verso i residenti di Sonico. Stiamo verificando gli stanziamenti in programma, in particolare i 1.280.000 euro già disponibili per le prime opere di svaso, ma soprattutto ci interessa assicurare anche il monitoraggio della frana - con 200.000 euro -, che consentirà ai residenti di stare tranquilli”. Altrettanto importanti sono gli interventi nuovi, in primis il ponte, il cui progetto va rivisto e che sarà più alto di un metro. Per quest’opera, e per il rafforzamento dell’arginatura sinistra, sono già disponibili 1.947.000 euro, fondi inseriti nel Piano di difesa del suolo relativi alla Valtellina. Con altre economie provenienti dai primi lavori già effettuati si procederà, inoltre, al consolidamento e parziale svuotamento della briglia a monte del torrente Rabbia. “Dal giorno dell’evento, lo scorso 27 luglio - ha detto l’assessore Peroni - abbiamo continuato a monitorare la situazione e programmato opere di messa in sicurezza urgenti.

L’incontro è servito per programmare opere strutturali che dovranno essere definitive e per tranquillizzare le persone che qui vivono, assicurando la messa in sicurezza di questa zona.

Una riunione operativa, in cui abbiamo definito tempi e finanziamenti: le opere urgenti sono già in essere, per quelle da programmare abbiamo previsto di partire subito con il nuovo ponte”.

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Un corso di natura residenziale si svolgerà dal 16 al 23 settembre a Capo di Ponte

Lapidario Fantastico Il Distretto culturale di Valcamonica, con il gruppo istituzionale di coordinamento del sito Unesco “Arte rupestre della Valcamonica” e la Corradini Edizioni (Mantova) presentano il bando per la partecipazione al “Lapidario Fantastico”, workshop sperimentale di progettazione con l’arte rupestre della vallata dell’Oglio (sito Unesco n. 94), un corso di natura residenziale che si svolgerà dal 16 al 23 settembre a Capo di Ponte, Cittadella della Cultura. Oggetto del laboratorio è la progettazione di un racconto esemplare, una storia che verrà costruita, attraverso fotografie ed illustrazioni, in stretta connes-

sione con l’ambiente artistico e naturale circostante, grazie alla guida di Pietro Corraini esperto di “design” editoriale ed il fotografo Max Rommel. Il racconto prenderà vita dall’esplorazione diretta dei parchi archeologici, dalla possibilità di “viverli”, percorrerli e conoscerli e dalla rilettura critica dei segni, delle rocce e del contesto territoriale più vasto cui appartengono. Conoscere i parchi, farne esperienza diretta, tessere relazioni tra informazioni di origine diversa sarà solo l’inizio di una ricerca partecipata che porterà il gruppo di lavoro ad una rilettura, in chiave creativa della ricchezza dei siti archeolo-

Otto itinerari suggeriti da Trenord tra ambiente, cultura, enogastronomia e salute

Treno e battello per scoprire il nostro territorio

“Trenord free time” ovvero: “pacchetti turistici”, a prezzi agevolati, sfruttando treni e battelli. La nuova offerta è stata presentata a Palazzo Lombardia dagli assessori regionali Raffaele Cattaneo (Infrastrutture e Mobilità) e Margherita Peroni (Commercio, Turismo e Servizi). In pratica, fino alla fine dell’estate, sarà possibile scegliere se visitare la zona della Valcamonica, sfruttando l’accoppiata vincente treno+battello. “Andare al lago col treno e col battello costa meno ed è più bello”. Con una rima improvvisata l’assessore Cattaneo ha sintetizzato l’importanza dell’iniziativa di Trenord.

“I momenti di crisi economica portano a modificare modi, abitudini e consumi delle famiglie - ha sottolineato Margherita Peroni -. Il turista va in cerca di esperienze ed emozioni uniche, ma al contempo deve fare i conti con lo stringente vincolo di risorse e con una crescente sensibilità ambientale”. Il nuovo pacchetto/scheda Con il ‘pass Valcamonica’ si può viaggiare sulla linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo e ammirare i paesaggi della Franciacorta, del Sebino e di Montisola, rilassarsi alle terme di Boario e ammirare le incisioni rupestri di Capo di Ponte e il monastero di San Salvato-

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gici. Nel caso specifico, l’approccio ed il punto di vista dati dalla partecipazione attiva della casa editrice Corraini, porteranno a maturare i contenuti già in forma di libro. Il linguaggio privilegiato sarà la fotografia che, attraverso la mediazione dell’illustrazione diventerà luogo d’incontro e dialogo tra due realtà parallele: il territorio, i parchi e la valle nella loro quotidianità e le incisioni in quanto rappresentazioni di una realtà passata, ma altrettanto ricca di storie. Materia prima di questo “fare” saranno allora fotografia, illustrazione e narrazione. L’esperienza del “workshop” si tradurrà infine in un quaderno re e Santa Giulia a Brescia, tre siti patrimonio dell’Unesco. Il ‘pass Valcamonica BresciaEdolo’ costa 10 euro, vale 24 ore dalla convalida e permette la libera circolazione sulla linea Brescia-Iseo-Edolo. Il ‘pass Valcamonica Lombardia-Edolo’ costa 17 euro, vale 48 ore dalla convalida e prevede l’andata e il ritorno da qualsiasi stazione servita da Trenord. In entrambi i casi i ragazzi fino a 14 anni viaggiano gratis. Otto gli itinerari suggeriti da Trenord: enogastronomia e sport (visita alle cantine, sosta gastronomica e passeggiata in bici), cultura e natura (visita siti Unesco di San Salvatore e Santa Giulia, sosta gastronomica e visita di Montisola), natura e benessere (incisioni rupestri e terme di Boario), avventura e cultura (volo sportivo, sosta gastronomica e visita ai monasteri longobardi), enogastronomia e shopping (visita a due cantine, sosta gastronomica e pomeriggio all’outlet Franciacorta), natura e sport (escursione in battello sul lago d’Iseo, picnic e passeggiata in bici), natura e cultura (incisioni rupestri di Capo di Ponte, sosta gastronomica e visita all’archeopark di Boario) e natura e cultura in bici (vista ai castelli della Franciacorta, sosta gastronomica e visita di una cantina).

della collana Valcamonica, già inaugurata dal Distretto culturale e da Corraini editore con tre “Librini” dedicati ai bambini ed ispirati al tema dell’arte rupestre. Nel caso del laboratorio “Lapidario fantastico”, il “target” di riferimento saranno i turisti e, in generale, i lettori appassionati di cultura, arte e “design”. Gli obiettivi che gli organizzatori si pongono sono quelli di offrire un’opportunità formativa ai giovani che intendono maturare un profilo professionale di buon livello nel mondo delle arti applicate, quali la fotografia, l’illustrazione, la grafica e che si troveranno a cimentarsi con uno dei patrimoni più complessi e ricchi ed a lavorare fianco a fianco con professionisti di livello internazionale; quello di giungere ad un progetto editoriale che permetta di ampliare il numero dei fruitori del patrimonio archeologico camuno e di innalzare la qualità dell’esperienza conducibile all’arte rupestre. Ma perché la casa editrice Corraini? Perché si tratta di un’officina editoriale ed una galleria d’arte contemporanea che utilizza e crea connessioni tra media e linguaggi, offre un catalogo ricco e trasversale, organizza laboratori. A chi è rivolto il corso capontino? Agli inferiori di 40 anni, studenti, specializzati e specializzandi in grafica e comunicazione, disegno ed illustrazione, antropologia, ar-

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cheologia, fotografia. Circa 15 partecipanti in tutto. Il termine per la presentazione delle domande è il 12 settembre 2012; le richieste vanno indirizzate all’Ufficio protocollo della Comunità montana di Valcamo-

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nica, piazza Tassara, 3, 25043 Breno. La partecipazione è gratuita: sono a carico degli organizzatori le spese per le docenze, i sussidi didattici, l’ospitalità (presso il “campus” del Distretto a Capo di Ponte).

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Montagne & Paesi A fine settembre le giornate conclusive

Cortolovere taglia il traguardo della XV edizione

Grandi nomi e grandi artisti per il XV anniversario di “CortoLovere-Festival Internazionale del Cortometraggio”, promosso dalla fondazione Domenico Oprandi e dal Comune di Lovere. A guidare la giuria di questa tornata sarà una delle più apprezzate attrici italiane, molto conosciuta anche a livello internazionale: Valeria Golino. Il Festival si terrà a Lovere, nelle tre giornate di giove-

dì 27, venerdì 28 e sabato 29 settembre 2012, al teatro Crystal. La serata “clou” della manifestazione sarà quella di sabato 29, con il “Gran Gala” e la premiazione dei cortometraggi vincitori, selezionati da una giuria di esperti e di tecnici. Dopo importanti nomi, che hanno dato lustro alle precedenti edizioni del Festival, come Lina Wertmuller, Pupi Avati, Luigi Lo Cascio, Ambra Angiolini, Enzo Iacchet-

ti, Neri Marcorè e tanti altri ancora, il ruolo di presidente della giuria sarà svolto questa volta da Valeria Golino che ha accettato con entusiasmo l’invito della fondazione Oprandi al festival loverese. L’esordio della Golino sul grande schermo si deve proprio ad una regista “amica” del festival, Lina Wwertmuller, in un film con Ugo Tognazzi. Successivamente assume il ruolo di attrice protagonista, nel 1985,

Edizione straordinaria del festival che si snoderà da agosto a novembre in Valcamonica, Sebino, Brescia

10 anni: pillole di shomano

Un’edizione straordinaria del festival “Dallo Sciamano allo Showman”, che reca il suggestivo titolo di “10 Anni con la testa e il cuore: pillole di Shomano”. Si snoderà da agosto a novembre in Valcamonica, Lago d’Iseo, Brescia. Un appuntamento reso possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione della Comunità Bresciana che festeggia i suoi dieci anni. “Un’edizione anomala – commenta Nini Giacomelli, , direttrice artistica del Centro Culturale Teatro Camuno, nell’alveo delle cui iniziative è nato il festival – che conferma però la qualità della proposta e che porta anche quest’anno l’immagine della Valcamonica alla ribalta nazionale per la peculiarità e la ricchezza delle sue sezioni: spettacoli, concerti, “Pagine di musica”, incontri, convegni, mostre. Si è riusciti a costruire un ampio programma, rinunciando però ad alcune sezioni: rito sciamanico, concorso Bigi Barbieri e concorso gastronomico”. Tralasciando le manifestazioni dell’agosto, andiamo al primo appuntamento di settembre: ad Edolo, il 6 settembre, alle ore 21, in piazzetta Moles, “Pagine di musica” (a cura di Enrico de Angelis) e “Panta Rai – La notizia scorre” di Dario Vergassola. A Capo di Ponte, l’8 settembre, alle ore 21, presso la Cittadella della Cultura, Laura Vinci presenta il libro “La bambina filosofica- Houston abbiamo un problema” (introduce Francesco Fasiolo). A Sale Marasino, il 9 settembre, alle ore 21, presso il cinema teatro Sebino: recital di Leonardo Manera. A Malegno, il 14 settembre, alle ore 21, presso la palestra comunale: “Il canto dell’Anguana”, concerto con Patrizia Laquidara. A Gorzone (Darfo Boario Terme), il 15 settembre, alle ore 15, presso il castello Federici: “Orlilù”, storie di orsi, linci e lupi della Valle di quassù”, con Bibi Bertelli, Michael Ienni e Sivia Dante. A Breno, il 22 settembre, alle ore 21, presso il “Bùs del ges” (via Molini, ex vicolo Pelamatti, teatro all’aperto) “I bacalà de Àstre” (spettacolo teatrale-musicale in dialetto sulla tradizione della frazione brenese). A Brescia, il 28 settembre, alle ore 11 presso il teatro Sociale: “Il paese di Bentivoglio”, con Bibi Bertelli, Francesca Cecala, Silvia Dante (in collaborazione con CTB Teatro Stabile). A Darfo Boario Terme il 29 settembre, alle ore 21, presso il Centro Congressi: Ornella Vanoni in concerto, con Paolo Vianello al pianoforte, Edu Hebling al basso, Placido Salamone alla chitarra. Ad Esine il 6 ottobre, alle ore 21 presso il teatro san Giovanni Bosco: “Amico è”, serata musicale dedicata all’amicizia per festeggiare il trentesimo compleanno di uno dei brani della canzone italiana più conosciuti nel mondo. Dario Baldan Bembo in concerto e presentazione del libro “Amico è”; partecipano Nini Giacomelli e l’illustratore del libro Antongionata Ferrari. A Capo di Ponte il 20 ottobre, alle ore 21, presso la Cittadella della Cultura: “Pagine di musica, a cura di Enrico de Angelis; presentazione del libro “Canta che ti spossa”, tratto dal convegno “Cantaforum: canzone d’autore, o canzone pop?”; saranno presenti gli autori ed ospiti a sorpresa; momenti di musica con Joan Isaac, cantautore catalano. Gran finale poi a Brescia, il 29 novembre, alle ore 21, nell’auditorium santa Barbara: Lucilla Giagnoni ed il quartetto “Euphoria” in “La scuola suonata: maestranze e genitorazzi”, “reading tratto dall’omonimo libro di Nini Giacomelli. Il Festival quest’anno sarà integrato anche dal progetto “Pitoon, i pitoti di cartoon”, “workshop residenziale dedicato al fumetto.

con “Piccoli fuochi” del regista Peter Del Monte e, nel 1986, vince il premio come migliore attrice alla Mostra del Cinema di Venezia con il film “Storia d’amore”. La Golino ha recitato a lungo negli Stati Uniti, dove è salita alla ribalta grazie alla sua interpretazione in “Rain Man” (l’uomo della pioggia), cui sono seguiti “Lupo solitario” e la serie di film comici “Hot Shots”. Ha vinto il nastro d’argento al “Taormina film festival” come miglior attrice per “Respiro”; ha vinto il David di Donatello come miglior attrice protagonista per “La guerra di Mario” di Antonio Capuano. L’attrice ha al suo attivo una settantina di film italiani ed internazionali; 25 anni di carriera, nel corso dei quali ha “girato” con i più importanti registi. Nel 2010 è stata a sua volta regista del cortometraggio “Armandino ed il Madre”. Accanto alla Golino, sabato 29 settembre, al teatro “Crystal” sarà pre-

sente il “cartoonist” Bruno Bozzetto, presidente onorario del Festival. Numerosi cortometraggi sono già pervenuti alla segreteria del Festival. L’organizzazione ricorda (con l’ottima addettastampa Eletta Flocchini) che il bando di gara si rivolge ai “filmaker” italiani e stranieri, ma anche agli istituti scolastici, alle associazioni ed alle società che hanno prodotto cortometraggi con l’obiettivo di valorizzare i giovani registi, promuovere e divulgare il cortometraggio in veste di opera cinematografica di qualità e creare un archivio per conservare tutte le opere pervenute nel corso dei 15 anni da quando esiste la rassegna. Nato nel 1998 il Festival col primo nome di “Oscarino”, nel 2007 ha cambiato nome in “CortoLovere”. Come è ormai tradizione tante sono le

sezioni del premio riconosciute: miglior film, miglior soggetto, miglior fotografia, miglior colonna sonora, miglior film d’autore bergamasco, miglior film prodotto dalle scuole di cinema e da istituti scolastici, miglior film “Web”, premi speciali del presidente della giuria, premio speciale del pubblico presente in sala. Con uno stile simpaticamente lacustre, i premi sono tutti dedicati ad un pesce che ovviamente si pesca nel Sebino: luccio d’oro; persico d’oro; alborella d’oro; luccio. Venerdì 28 settembre si rinnoverà l’ormai tradizionale mattinata dedicata dal Festival alle Scuole: incontro con lo “Studio Bozzetto & Co.” Sul tema della realizzazione di cortometraggi in 3D rivolto agli studenti del polo liceale e del polo tecnico di Lovere.

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CUOREBIO I NEGOZI BIOLOGICI DINAMICI

Salute: le nuove regole per le ricette sui farmaci equivalenti Al medico non basterà più scrivere il nome della medicina sulla ricetta “rossa”, quella del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), ma dovrà indicare il principio attivo del farmaco (cioè la sostanza che consente al farmaco di ottenere l’effetto desiderato). Poi, se lo riterrà opportuno, potrà indica-

re anche il nome commerciale di un farmaco specifico basato su quel principio attivo. Dunque non ci sarà l’obbligo, inizialmente previsto ma poi modificato in Parlamento, di indicare direttamente il farmaco equivalente o generico. Ma lo scopo delle norme appena approvate

nell’ambito del Decreto sulla “spending review” è comunque lo stesso: ottenere un risparmio della spesa complessiva sui farmaci, da parte del Ssn, dal momento che i generici sono più economici dei loro equivalenti commerciali, mediamente 2 euro in meno a confezione.

Salute: contro l’infarto basta camminare, non serve correre

Per tenere il cuore in allenamento e prevenire l’infarto, non c’è bisogno di praticare quotidianamente il jogging, sudando come matti e col rischio di rovinarsi la schiena e le ginocchia. È sufficiente camminare velocemente per mezz’ora, anche limitandosi ai giorni feriali, per abbattere del 25 per cento il rischio di contrarre un infarto. La buona notizia arriva da uno studio italiano, ma dal nome inglese, Icaros (Italian survey on Cardiac Rehabilitation and Secondary prevention after cardiac revascularization), basato su un campione di oltre 1.440 pazienti con precedenti di infarto. I risultati dello studio sono stati divulgati nel corso del recente congresso dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco). Il presidente dell’Anmco, Marino Scherillo, ha spiegato che l’attività cui fanno riferimento, sperimentata a scopo riabilitativo sugli infartuati, equivale a ‘’un impegno di 30 minuti per 4-5 volte alla settimana, con un’intensità assimilabile a quella di chi è in ritardo per un appuntamento, un passo accelerato fino alla percezione della fatica. Il risultato è quello di migliora la capacità aerobica, di avere effetti positivi sulla capacità lavorativa e di ridurre il rischio di nuovi infarti: infatti diminuisce la frequenza cardiaca, aumentando allo stesso tempo la forza del cuore. Si riducono anche i grassi nel sangue, ha effetti antipertensivi ed è un ottimo antidepressivo. Non ci sono limiti di età per cominciare a muoversi di più, basta individuare i modi e i tempi giusti per ciascun paziente e seguire qualche precauzione nei soggetti più fragili. Tuttavia i dati dimostrano che fra 11.706 pazienti con infarto, molti migliorano un po’ il loro stile di vita, ma in maniera tuttora insufficiente’’. Camminare mezz’ora al giorno è un’attività alla portata di tutti, che può consentire anche di usare di meno l’automobile e curare così la salute non solo del proprio corpo, ma anche della città in cui si vive. Infine ricordiamo che, per prevenire l’infarto, dopo l’attività fisica, ci sono anche altre “medicine” efficaci. Innanzi tutto, un’alimentazione equilibrata, che consenta di tenere sotto controllo il peso corporeo. Ma anche un atteggiamento positivo verso la vita e comprensivo verso le altre persone, che renda possibile arrabbiarsi di meno e non sottoporre così il cuore a stress inutili.

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In Italia la spesa per farmaci equivalenti copre il 55,7 per cento del totale (era appena il 13 per cento 10 anni fa), una percentuale ancora inferiore a quella di Paesi come la Germania (67 per cento), la Gran Bretagna (83 per cento) o gli Stati Uniti (75 per cento). Dal punto di vista medico, il farmaco equivalente (o “generico”) ha gli stessi effetti di quello di marca, perciò la sua convenienza è indubitabile. Gli unici problemi potrebbero insorgere nel caso di malati cronici, specialmente anziani, che si abituano per anni a prendere sempre lo stesso farmaco con certe caratteristiche di colore, dimensione e confezione. Ma il medico di famiglia ha comunque la piena libertà di continuare a prescrivere, a tali pazienti, le medicine che già conoscono.

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Da una serie di incontri scaturisce un progetto per tutelare l’identità locale

Una proposta di riordino istituzionale dai comuni montani

In riferimento alle decisioni assunte a livello governativo di riorganizzare i Comuni e di istituire un ente intermedio di secondo livello in sostituzione delle attuali Province, il Comitato dei Sindaci, recentemente costituitosi, l’associazione “Valtellina nel futuro” e l’associazione “Incontri tra montani” hanno elaborato una propria proposta di riordino istituzionale che hanno sottoposto all’attenzione delle organizzazioni pubbliche delle forze sociali e della società civile tutta, auspicando che la riflessione apertasi tra le vallate lombarde possa approfondirsi ed allargarsi anche al di fuori dei confini regionali. In Valcamonica, il sindaco di Cerveno, G.Carlo Maculotti, rappresenta questa particolare

realtà. “Il momento storico che stiamo vivendo – sostengono i responsabili del Comitato e le due associazioni – sembra dimostrare l’inefficacia e l’inopportunità delle dinamiche decisionali “top-down”, anche di quelle del tutto coerenti con le regole democratiche date. Le comunità locali rivendicano, consapevolmente, il diritto ad intervenire sulle questioni importanti per i propri territori, come appunto il riordino istituzionale, ciò in virtù di principi sanciti, ancora prima che dalla Costituzione italiana, da uno spirito democratico autentico”. La montagna in particolare – sostengono i promotori di questi incontri – ha subito e continua a subire scelte che

Si fa ormai più vicino il primo traguardo per coprire le spese per la pedana

Il pulmino dei disabili ha cominciato le sue corse

La consegna del nuovo pulmino a servizio dei disabili che frequentano il Centro Diurno di Sovere non ha fermato l’onda della solidarietà che si è accesa nell’alto Sebino a sostegno della richiesta dei genitori che si sono messi alla testa di un progetto che ha portato all’arrivo del mezzo con qualche mese di anticipo. Ed è bene che sia così perché i soldi già spesi per la pedana (valore 15000 Euro) sono stati anticipati dall’Associazione Oltre Noi e la somma raccolta non è ancora sufficiente a coprire quella totale che supera i 50.000 euro. Anche questo mese si sono concretizzate alcune iniziative ideate per la raccolta fondi a favore dell’operazione. E’ utile sottolineare che ad aprire, con grande disponibilità, le porte alla solidarietà è stata la comunità di Castro attraverso le iniziative di diverse associazioni. Qui, con la “Camminata” sono

state numerose le Associazioni che si sono impegnate: l’Associazione Cacciatori (ANUU) con l’attivissimo Corrado in prima fila; C.S.I. Calcio; Biblioteca; Lega Ambiente; Banda musicale; Rete Associazione; Protezione civile; Pro Loco. Alla fine un bel gruzzoletto di 1500 euro è stato donato per l’iniziativa. Sempre l’ANUU Cacciatori ha promosso anche una lotteria. Poi è stata la volta degli Amici di Sonvico che con una cena organizzata a luglio hanno permesso di incassare 600 euro. Anche a Riva di Solto l’appello è stato accolto con grande partecipazione; una serata musicale è stata organizzata dall’Amministrazione comunale, la Parrocchia e la Comunità di Riva di Solto. Al termine dell’iniziativa ben 1000 euro sono stati donati all’Oltre Noi. Intanto il pulmino ha cominciato il suo andirivieni sulle strade dell’alto Sebino garantendo un trasporto giornaliero più como-

non tengono conto delle sue specificità, pagandole con lo spopolamento, la marginalizzazione, lo smarrimento identitario, la perdita di coesione, il degrado dell’ambiente e del paesaggio. Essa si vede aggredita da visioni funzionali essenzialmente allo sfruttamento delle sue risorse, non certo al mantenimento di comunità vitali, trasformandosi inesorabilmente in spazio della “wilderness” (deserto, landa, regione selvaggia, luogo incolto, salvatico), della compensazione ecologica, dello svago, della riserva di acqua ed energia; non più dell’abitare. Chi ama la montagna e ne raccoglie le sfide (affascinanti ed ardue nel contempo) lanciate dai forti vincoli e costrido, puntuale e sicuro. Nel corso di questo mese di settembre, con la ripresa dei week end di sollievo l’automezzo sarà utilizzato per il trasporto dei ragazzi in Valle Brembana e Valle Imagna, località dove sorgono le strutture idonee a svolgere i programmi, senza dover dipendere dalle Cooperative del territorio per il noleggio degli automezzi, operazione che comportava un pesante onere per le famiglie. Come ogni mese, dall’inizio dell’operazione SOS Pulmino, l’Associazione Oltre Noi ci relaziona sugli introiti fin qui raggiunti Raccolti al 30 giugno 7925,00 Raccolti al 30 luglio Ass.ni Castro 1.500,00 3 vigili di BG 150,00 Offerta N.N. 200,00 Offerta N.N. 1.000,00 A.V.O. Lovere 100,00 Cena a Sonvico 600,00 Sottoscriz. Sonvico 185,00 Raccolti al 30 agosto Riva di Solto 1000,00 Offerta B.S. 150,00 Offerta M.D. 50,00 Totale raccolto

12.860,00

zioni geografiche, non può che respingere questa deriva ed auspicare il ritorno di quel protagonismo che in passato, almeno fino a quando l’opposizione di confini sugli spartiacque spezzò la continuità ecologica, economica e sociale tra versanti e sottrasse libertà e potere di autogoverno alle comunità, consentì alla montagna di esser centro di propulsione e di innovazione. Nello scenario del cambiamento globale configurato dalla transizione alla società delle energie rinnovabili, una rinascita della montagna appare tutt’altro che illusoria. Dopo una serie di incontri, conferenze e dibattiti promossi da “Valtellina nel Futuro” sul tema dello sviluppo dei territori montani, è emersa la necessità di ripensare allo sviluppo della montagna, sia in termini politico-istituzionali, che in termini socio-economici. La posizione ha trovato interesse da parte di numerosi sindaci che – come si diceva dianzi – hanno costitu-

ito un comitato per incontrarsi e discutere sulle nuove prospettive dei territori montani. Anche importanti associazioni dell’arco Alpino si muovono in questa direzione. “Incontri tra montani” esiste da 22 anni e mette in comunicazione le valli alpine a livello culturale. Recentemente è stato organiz-

zato – ci comunica Maculotti – un importante incontro presso lo storico Passo san Marco (tra Val Brembana e Valtellina), dove rappresentanti dei territori Valtellinesi, Bergamaschi, Bresciani, Comaschi e Lecchesi solitamente si incontrano per promuovere nuovi assetti istituzionali.


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Un concorso internazionale di idee per la progettazione di una cellula abitativa in quota

Abitare minimo nelle Alpi “Abitare minimo nelle Alpi” è un concorso internazionale di idee per la progettazione di un bivacco alpino. A Sellero, recentemente è stata allestita una mostra di presentazione dei progetti premiati e segnalati nell’ambito della rassegna “Aperto 2012”. Il Distretto culturale di Valcamonica, all’interno del progetto artistico ha promosso, con la collaborazione del Parco dell’Adamello, il concorso internazionale di idee “Abitare minimo nelle Alpi” per la progettazione di una cellula abitativa minima autonoma, reversibile (bivacco) destinata al ricovero temporaneo, da collocarsi lungo un sentiero in quota, in area alpina. La partecipazione al concorso, aperta a gruppi di giovani architetti, ingegneri, “industrial designer” under 40, italiani e stranieri, ha fissato come punti di valore del progetto la qualità architettonica, la sostenibilità economica, energetica ed ambientale, la durabilità e la realizzazione della struttura. Con questi criteri si è inteso indurre i partecipanti ad una riflessione sugli aspetti realmente fondativi del progetto. Raccogliendo i risultati dell’ampia partecipazione, si forniscono adesso ai gruppi escursionistici organizzati un catalogo di idee, ipotesi e sperimentazioni da valutare ed eventualmente approfondire in progetti esecutivi. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di contribuire al dibattito sul tema dell’ospitalità, della sicurezza in alta quota e sulle modalità di presenza dell’uomo nelle terre alte. L’apporto di idee progettuali e soluzioni tecniche può infatti costituire l’occasione per affrontare il tema da un punto di vista funzionale, architettonico e sociale, ma anche per aprire un dialogo più

ampio sul significato della presenza umana in alta quota e dell’escursionismo alpino. Al concorso, aperto dal 15 marzo al 22 aprile 2012 hanno partecipato circa 200 progetti. La mostra di questi, esposta ad “Abitare minimo” al Maga-Museo di Gallarate dal 12 maggio all’8 luglio ed alla “Fiera della Soste-

nibilità della natura alpina in Valcamonica dal 13 al 22 luglio, diviene itinerante e percorrerà le Alpi, ove ovviamente sarà richiesta. Il primo premio è andato a Alessandro Felici, Rocco Cammarota, Alessio Santamaria, Dario Rossi. Il secondo premio a : Riccardo Sanquerin. Il ter-

zo a: Daniele Catizzone, Stefano Corradi, Davide Falcetta, Alessio Maiolino, Michele Nebuloni. Il concorso internazionale di idee per la progettazione di un bivacco alpino, che – come si diceva – ha visto la partecipazione di 200 progettisti, fornisce un contributo sul tema dell’abitare nell’ambiente alpino, ripensando i canoni del rapporto tra uomo e territorio, sulla base di concetti come responsabilità e sostenibilità. Il Distretto culturale ne

discuterà con gli ospiti invitati, i progettisti e con i rappresentanti delle associazioni escursionistiche riconosciute. E’ stato fatto un riferimento alla “Fiera della sostenibilità nella natura alpina”: si è trattato, con questa rassegna, di aggregare enti, persone ed energie per la valorizzazione del territorio della vallata dell’Oglio. La fiera si è concretizzata in una serie di eventi ludici e attraverso la presentazione di esperienze di lavoro, di

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cultura e di servizio, accumunati da un unico termine: sostenibilità. Nel panorama del continente europeo, la relativa marginalità delle Alpi, mentre le ha rese fragile preda di sistemi economici più forti, le ha anche difese dall’omologazione consumistica sottesa a questi sistemi. Se la “società dei consumi” non ha futuro, allora è necessario provare a costruire un sistema sociale che sappia aiutare, accudire, rinforzare, nutrire uomini e natura.

Dei “Tasso” i primi “Postini” si rievocano a Cornello le straordinarie imprese

Il piccolo Borgo di “Cornello dei Tasso”in Valle Brembana è stato in giugno, al centro di quattro giornate di studio nel Congresso Internazionale organizzato in base al progetto: ” I Tasso e l’Europa-2012-‘2018”- sette anni durante i quali studiosi dei Tasso fra cui il grande Poeta Torquato e i suoi fratelli “inventori delle Poste”, celebrano gli anniversari della morte di Ruggero, Jannetto, Francesco e Leonardo, i postali dell’Impero Asburgico e del pronipote Leonardo che nel secolo seguente ne divulgò l’opera in tutta l’Europa. Fra gli studiosi dei Tasso letterati, anche Mons. Daniele Rota, prof. Universitario a Bergamo che ha indagato sull’origine bergamasca del padre Bernardo, quindi del figlio Torquato che, pur essendo nato a Sorrento si definì “bergamasco per affezione non solo per origine”. A Bretto di Camerata è stato rinvenuto un affresco di Torquato, il che indurrà il paese di Camerata a siglare un gemellaggio culturale con Sorrento, una città che fu addirittura salvata dal poeta nel 1799 dalla distruzione per mano dei Francesi. La famiglia Tasso ebbe le sue origini a Cornello dove visse dal 1400 al 1868, un ampio arco di anni nei quali prevalse il suo ruolo di predominio nella comunicazione postale di tutta Europa. Dapprima furono soltanto missive , poi pacchi, soldi e infine passeggeri; dapprima i percorsi si effettuavano a piedi, poi sempre più rapidamente con i cavalli, più tardi con le diligenze. Come piega Cattani “i dispacci volavano con l’invio di una missiva a un re o a un nobile: erano guai per il portatore se il servizio giungeva in ritardo; niente paga e magari la forca! L’arrivo del cavallaro era annunciato dal suono di un lungo corno: c’erano poi le stazioni di posta tra i percorsi fra le città. I modi di recapito erano: la cavalcata più lenta, la staffetta più veloce e poi i viaggi in diligenza ancora più veloci: i governanti compensavano i Tasso con titoli nobiliari”. L’attività cessò con l’avvento di Napoleone, mentre in Germania durò fino al 1868 con l’emissione di serie di francobolli. Molti documenti sono rimasti a tutt’oggi chiusi negli archivi delle città, ma d’ora in poi saranno oggetto di studio grazie alla rievocazione storica di questi giorni e dei prossimi anni. Per la grande importanza assunta nei secoli, la complessa e continua attività dei Tasso è stata nientemeno che paragonata alla scoperta dell’America ! Grazie a loro Bergamo e la sua provincia acquistano da oggi una prerogativa culturale di non poco conto. R. Belotti

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Il Circolo Culturale dell’altopiano protagonista dell’informazione e dell’animazione del territorio

A Borno una “gazza” molto attiva

“Non aspiriamo ad essere novelli Icaro – si legge nel sito del circolo culturale ‘La Gazza” di Borno – né tantomeno intendiamo rubare qualcosa a

qualcuno. ‘La Gazza’ è semplicemente l’espressione che usavamo per riferirci alla ‘Gazzetta del paesello’, la pubblicazione nata nel giugno del

“Quattro Stagioni per il Tempo libero”, un obiettivo che si fa sempre più difficile

Montecampione insegue ancora il sogno Chi ha visitato Montecampione in questi mesi estivi, ha sicuramente notato il solito movimento di persone, famiglie, gruppi di giovani, pronti ad affrontare gare sportive di vario genere. Reduce da una stagione invernale poco propizia, la stagione sciistica non è potuta essere delle migliori; nonostante ciò dalla relazione annuale, si evidenziano momenti importanti sostitutivi dei gloriosi Trofei di passate stagioni. Al mancato 2° Trofeo sulla neve dedicato alla ricerca insieme alla Va Coppa Sorelle Fanchini, si è comunque proceduto alla raccolta fondi ai piedi della pista scarsamente innevata, per offrire il contributo di 4.200 euro alla Fondazione che si occupa della ricerca per sconfiggere la Fibrosi Cistica. La stagione ha avuto i suoi esiti positivi per il gruppo Sci Club Rongai anche grazie alla convocazione in squadra Nazionale di Ida Giardini, gli ottimi piazzamenti di Sabrina Fanchini in Coppa del Mondo e il successo insperato dei tecnici Salvadori e Simoncelli chiamati come allenatori della Squadra Nazionale. Altre

vittorie in campo nazionale sono state riportate dalla squadra agonistica dello Sci Club Montecampione, che fin da ora sta programmando corsi di Atletica, Roller e Sci su Ghiaccio. Si è poi ripetuta con successo la tradizionale “Ciaspolata” su Fodestal, il Carnevale Ambrosiano sugli Sci in notturna e, grazie alle nevicate di primavera si è ritornati a sciare e a celebrare la manifestazione del I° Maggio della classica MTB 10° Alpiaz Bike inserito nel circuito provinciale di Brescia CUP con la partecipazione di oltre 250 atleti. Purtroppo sia per la stagione sfavorevole che per altre cause, per la prossima stagione non si prospetta una buona ripresa del turismo invernale: la crisi ha causato lo sfaldamento della Società di gestione degli impianti sciistici che sono al momento impraticabili, in attesa di uno sbocco favorevole per la ripresa di una normale attività. Nel frattempo l’estate corrente ha visto realizzate molte iniziative proposte nei mesi di luglio, agosto, settembre. Grazie al discreto numero di villeggianti si sono svolti numerosi concerti dal Clas-

2004, nell’ambito della ‘Pro loco’ di Borno. Per normali avvicendamenti ora non facciamo più parte attiva di quell’associazione: Tuttavia ci spiace-

sico al Rock, Cori, Bande, incontri con personalità, spettacoli per bambini oltre ad un calendario intenso di attività sportive: dal Golf al Calcio, Tennis, tiro all’Arco, organizzati in gare e tornei, preparati anche attraverso Corsi di calcio e di Avviamento, ma anche escursioni con guide alpine, Mostre-mercato, Giornate della Natura e della Montagna, Sagre enogastronomiche, Acqua Gym, accesso facilitato alle Terme di Boario, partecipazione alle opere dell’Arena di Verona, Festa dei Giovani maturi. Non mancano comunque i limiti che da tempo segnano in negativo la conduzione di questo più che quarantennale complesso turistico: appartamenti invenduti, altri lasciati, fondo stradale sconnesso fino al Bassinale, impianti sciistici da ristrutturare. Come scrive il Presidente nella lettera ai residenti proponendo un questionario da compilare, il motto ” Quattro Stagioni per il tempo libero” rimane per ora solo un sogno: per la Stazione occorre una svolta importante tramite la compartecipazione da tempo auspicata fra “pubblico e privato”per un vero miglioramento delle infrastrutture: impianti, strade, parcheggi, alberghi, punti di ristoro e tutte quelle attività collaterali che porterebbero un beneficio durante tutto l’anno. Le esigenze attuali non sono più le stesse degli anni Settanta: occorre quindi un rilancio importante e decisivo per uscire dall’attuale crisi”.

va abbandonare ‘la gazza’ a cui siamo affezionati e che pensiamo abbia avuto buona accoglienza sia da parte degli abitanti, sia da parte dei turisti che frequentano con fedeltà il nostro paesello circondato dai monti. Trovandoci assieme, attorno ad un tavolo abbiamo deciso di dar vita a questo circolo culturale. Lo spunto del suo nome è divenuto anche l’idea del logo: la gazza simbolo di loquacità e scrigno di notizie, come sembra indicare l’etimologia del termine. Il circolo ci permetterà di pubblicare il periodico e, attraverso questo, promuovere la vita sociale, la storia, la cultura, le tradizioni, gli avvenimenti, le iniziative e l’offerta turistica dell’Altipiano bornese, nonché tenere informata la popolazione ed offrire a chiunque la possibilità di esprimere le proprie opinioni e le proprie idee alla luce del sole”. Ed il messaggio di presentazione continua: “Ci è sembrato naturale che questi intenti trovassero la loro finestra in ‘Internet’, ad ulteriore conferma che sulla rete mondiale possono trovare spazio e senso anche piccole realtà locali. Ecco allora che oltre all’ archivio con tutti i numeri del nostro periodico, su questo sito troverete traccia delle nostre iniziative, a cui potrete aggiungere i

vostri commenti, suggerimenti, critiche e proposte. Se da questi nasceranno spunti interessanti, ovviamente verranno riproposti anche sulla pubblicazione cartacea. Se creare e gestire un sito non richiede un grande impegno economico, per realizzare materialmente il giornalino invece è necessario sostenere un certo costo tipografico. Proprio per questo ci permettiamo di chiedere una tua adesione al nostro circolo culturale, con un piccolo contributo di 10 euro, per far parte del nostro sodalizio ed avere i 4 numeri annuali de La Gazza”. Dal giugno 2004, il circolo è cresciuto ed ha attivato moltissime iniziative. Vediamo, per non dilungarsi eccessivamente, le iniziative 2012. In febbraio: “l’Emozione va in scena”, corso di avvicinamento al teatro (sei serate col regista Guido Mazzola. In aprile: presentazio-

ne del libro “Una storia di cortile” (a cura di Claudia Venturelli). In maggio: Corso per l’utilizzo del Defibrillatore portatile (corso gratuito). In agosto: la Quinta edizione del Concorso letterario; sempre in agosto i “Venerdì letterari”nei cortili delle case, negli spiazzi: poi “Favole a merenda”, letture ed animazioni per bambini. Da ultimo, un’iniziativa sociale che ci sembra tanto importante quanto lodevole: “En ciasa de Buren” (in piazza di Borno). A questo proposito si legge: “Social network e centri commerciali sembrano essere i nuovi luoghi dove, più o meno virtualmente, le persone possono incontrarsi, salutarsi, condividere idee, opinioni, aspirazioni. Noi continuiamo a vivere la piazza del nostro paese come centro, non solo fisico di tutto ciò che anima la comunità”.


www.montagneepaesi.it Il Distretto culturale di Valcamonica comunica che sono in corso in tutta la vallata dell’Oglio le prove per l’installazione della segnaletica stradale ai fini di una conveniente valorizzazione turistica della viabilità. Il Distretto, in collaborazione con i Comuni, gli Enti comprensoriali (Comunità e Bim) e la Regione Lombardia, ha attivato nei mesi scorsi la realizzazione di una serie di pannelli e totem stradali nell’ambito del progetto per la Valorizzazione turistica della viabilità della

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Sono in corso di installazione alcuni totem che forniscono segnalazioni ai turisti

Valorizzazione turistica della viabilità della Valcamonica

Valcamonica, con l’obiettivo di fornire a residenti ed a visitatori una migliore fruizione dei siti culturali e turistici del territorio valligiano, dal lago sino al Tonale ed all’Aprica. L’iniziativa, collegata alla più ampia operazione di rilancio turistico del nuovo brand (marchio) “Valle Camoni-

ca, la Valle dei segni”, si è presto concretizzata nella realizzazione di una vera e propria identità visiva del patrimonio naturalistico e culturale camuno. Dopo un accurato studio grafico e la selezione dei punti nevralgici destinati ad accogliere la collocazione di oltre 130 totem informativi, da

Un sito gestito dal Consorzio “Pro Loco” Camuno – Sebine

La Valcamonica turistica è in rete

Sul sito www.invallecamonica.it, da subito, al via la prenotazione “on line” di alberghi, B&B, campeggi e servizi vari messi a disposizione di turisti. Il portale “web” di informazione turistica dedicato alla Valcamonica ed al Sebino bresciano mette a disposizione dei suoi visitatori un moderno sistema di ricerca e prenotazione di hotel, Bed&Breakfast e campeggi. Oltre a scegliere la sistemazione più gradita, il turista può consultare tutti i servizi aggiuntivi messi a disposizione (pacchetti benessere, escursioni e visite ai siti culturali della zona, offerte speciali, ecc.), verificarne il costo, potendo così concretamente organizzare la sua permanenza, aggiungendo alla prenotazione alberghiera anche quella dei servizi desiderati. Il Consorzio, titolare del sito internet di cui abbiamo detto, completa così la funzione promozionale ed informativa del portale, fornendo un servizio interattivo al potenziale turista interessato al solco montano dell’Oglio. Il sistema, accessibile dalla colonna destra del sito, consente di scegliere la località d’interesse, la data di arrivo, il numero delle notti, il numero delle camere desiderate, di indicare il numero di adulti e di bambini per cui si chiede la prenotazione ed infine di scegliere il tipo di struttura preferita. Il risultato della ricerca consente poi all’utente, in caso di reale disponibilità, di optare se procedere e concludere quindi la prenotazione, collegando alla stessa i servizi aggiuntivi più graditi per programmare così un soggiorno completo e rispondere alle proprie aspettative. Anche se il numero di hotel, B&B e campeggi aderenti al servizio di prenotazione “on line” è in crescente aumento, non tutti ancora lo utilizzano. A causa di questo, in alcune località il risultato della ricerca non fornirà strutture presso le quali è possibile prenotare. Il Consorzio delle “Pro loco” camunosebine precisa che, come negli analoghi servizi disponibili “on line”, la prenotazione non prevede il pagamento immediato del servizio richiesto, ma fornisce la garanzia del prezzo stabilito, delle caratteristiche delle camere prenotate e dei servizi complementari scelti. Il pagamento sarà effettuato dal cliente presso la struttura prenotata al momento della sua fruizione. Nel corso del mese di settembre 2012, il Consorzio organizzerà una presentazione pubblica del servizio, dedicata in particolare ai titolari di hotel, B&B e campeggi. Il Consorzio, che ha sede in Breno (piazza Tassara, 3 (sul retro dell’ex chiesetta ora auditorium Mazzoli), oltre al sito già indicato ha il telefono 335/5442802 (presidente). Associate sono le “Pro loco” di Artogne, Capo di Ponte, Corteno Golgi, Darfo Boario Terme, Malonno, Monno, Paisco Loveno, Pisogne, Prestine, Sulzano, Valle Saviore, Vezza d’Oglio. I soci privati sono: l’agenzia di viaggio “Cristallo Tour” di Darfo Boario Terme; la Cooperativa sociale Csc di Ceto, l’albergo “Sorriso” di Boario Terme e l’azienda agricola “San Faustino” di Ceto. Il sito InVallecamonica.it è un progetto del Consorzio ed ha lo scopo di rendere disponibili in rete tutte le informazioni di interesse turistico sulla Valcamonica. Il progetto è stato attuato anche grazie ai finanziamenti comunitari del piano “Leader II” messi a disposizione del “G.a.l.” di Valcamonica sull’azione 10 (sistemi di teleinformazione). I fondi comunitari sono serviti a finanziare il 50 % dei costi relativi alla copertura del progetto sulla parte del territorio camuno che rientra nell’area “Leader II: i Comuni di Piancogno e di Ponte di Legno.

qualche giorno, il Distretto, con il personale dell’ufficio tecnico della Comunità montana, sta procedendo allo studio per la posa di tali pannelli, testando i luoghi e le postazioni più idonee. A causa infatti della cartellonistica già presente è stato necessario verificare ulteriormente i punti di maggior visibilità lungo l’asse stradale della Statale 42 (“Del Tonale e della Mendola”) ed, in collaborazione con i Comuni, lungo le principali arterie cittadine, in modo da rendere la nuova segnaletica immediatamente riconoscibile agli utenti. Le prove di installazione proseguiranno per qualche settimana ed il lavoro di messa in opera dei pannelli verrà ultimato verso la fine di settembre, in vista della nuova stagione invernale che, come sempre, richiama lungo il solco montano dell’Oglio migliaia di turisti. Sono in fase di sistemazione anche tre grandi totem in corrispondenza all’ingresso degli abitati di Piancamuno, Aprica e Ponte di Legno, quali porte di ingresso alla “Valle dei Segni”, che saranno visibili anche di notte, grazie ad un moderno sistema di illuminazione a pannelli solari. Questo progetto riguardante l’immagine visiva del territorio verrà presentato ufficialmente nel corso delle giornate di “Multimedia Land”, il 5 ed il 6 ottobre 2012, durante l’avvio ufficiale della nuova operazione di rilancio turistico del brand “Valle Camonica, la Valle dei Segni”. Ne abbiamo già fatto cenno da queste colonne, ma è forse il caso di ricordare al lettore che “Multimedia Land”, manifestazione prevista – come abbiamo già detto - per il 5 e 6 ottobre pros-

simi, sono due giornate dedicate alla comunicazione ed al territorio, in particolare al tema della nascita del brand “La Valle dei Segni”. Per promuovere questo marchio (che interessa lo sviluppo di progetti di aree variegate, come l’arte, l’impresa, la cultura e l’immenso patrimonio artistico dei siti Unesco) la Valcamonica sta aggiornando i propri strumenti di comunicazione e gover-

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nance verso l’esterno. In queste due giornate, il Distretto presenterà i progetti in fase di sviluppo ed, in anteprima, quelli già realizzati, per far conoscere le importanti azioni di rilancio culturale e turistico che la Valle, per la prima volta, sta mettendo in atto, grazie alla collaborazione di molte realtà. La prima giornata del 5 ottobre sarà aperta al pubblico; la seconda, il 6 sarà essenzialmente rivolta ai giornalisti.


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Attualmente si sono ridotti a 4 i profughi presenti sul territorio

Pace ed accoglienza Tra i vari incarichi comunali dell’assessore Marina Berlinghieri (Turismo, Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili) c’è anche “Politiche per la pace”. “A proposito della presenza di profughi nordafricani – spiega l’assessore – si è detto tanto, forse troppo, talvolta a sproposito”. Le vicende sono note a tutti: nella scorsa primavera 116 profughi sono arrivati in Valcamonica, a Pisogne, Montecampione e Corteno Golgi, cui se ne sono aggiunti poi un’altra trentina nei mesi successivi. Tutti sono stati ospitati per quattro mesi in strutture inadatte a questo tipo di accoglienza. La situazione di emergenza creata da questi arrivi non mediati, non concordati, con una macchina organizzativa non avviata e tantomeno consolidata ha originato non pochi dubbi, perplessità a disagi. “A questo – aggiunge la Belinghieri – va unita la tensione emotiva di chi è profugo. E’ facile intuire lo stato d’animo di un rifugiato, comprendere che una persona fuggita dal suo Paese d’origine ha difficoltà linguistiche ed ambientali. Non conosce il territorio in cui vive, non conosce la gente che vi

abita. Tutto ciò può creare irrequietezza, scarsa lucidità, difficoltà a leggere il futuro”. Va da sé che tali situazioni combinate avrebbero potuto esser ragione di gravi eventi, se non vi fosse stata l’azione congiunta puntuale, professionale e preventiva tra alcuni Comuni valligiani e lo Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo rifugiati), i quali condividendo il progetto di accoglienza diffusa, hanno saputo mediare i conflitti che si andavano via via generando. “In sostanza – riprende la nostra interlocutrice – attraverso questo progetto sono stati realizzati servizi di accoglienza (oltre ai bisogni di prima necessità si è attivato un servizio di mediazione culturale), di integrazione (tra cui corsi di alfabetizzazione alla lingua italiana), di tutela (con terapie mediche per vittime di violenze o di torture) che hanno permesso ai profughi stessi di essere affidati a strutture idonee ed attrezzate”. Il programma ha preso il via con incontri informativi per i cittadini dei 13 Comuni interessati dal progetto. Nella prima decade di novembre 2011 le strutture inidonee di Val Palot e di Montecam-

pione sono state chiuse. Dei 136 profughi iniziali solo 66 sono rimasti in Valcamonica. Oggi a Pisogne sono 4 i profughi accolti in un appartamento del Comune che, grazie alla solidarietà di alcune persone e piccoli investimenti, è stato sistemato ed attrezzato per l’accoglienza. Marina Belinghieri conclude: “Accoglienza e solidarietà sono parole chiave della nostra cultura. Sono pensieri ispiratori di azioni e scelte che non possono che trovarci attenti e pronti”. Qualche notizia a parte merita lo Sprar di Breno, ente gestore della cooperativa K-pax. Da otto anni, tramite i suoi operatori, il Centro gestisce a livello professionale il progetto “Breno Città aperta”, per l’accoglienza e l’integrazione di richiedenti asilo e rifugiati in collaborazione con il Comune di Breno, l’Anci (associazione nazionale Comuni d’Italia) ed il Ministero dell’Interno. L’équipe multidisciplinare degli operatori del progetto – spiega il sito internet “Sprar” – sta operando dall’inizio dell’emergenza congiuntamente con tutte le istituzioni preposte. A Breno agisce anche “Casa Giona”, per la prima accoglienza.

Concerto della Banda Musicale Cittadina di Pisogne

Un importante appuntamento organizzato e proposto dalla Banda Musicale Cittadina di Pisogne, in calendario per domenica 9 settembre, in località Passabocche, alle 15.30. Il gruppo si esibirà infatti presso la struttura Roccolo Gervasoni (raggiungibile in 5 minuti a piedi dal grande parcheggio di Passabocche). Il concerto, diretto dal maestro Marco Romele, avrà inizio alle 15.30, e sarà ad ingresso libero e gratuito. Pur essendo, il Roccolo, una struttura privata il signor Italo Gervasoni ha acconsentito con entusiasmo a “prestare” il luogo, considerato uno tra i roccoli più bel-

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li dell’intera Regione. Il concerto è la terza ed ultima tappa della serie voluta dalla Banda Musicale, per promuovere

i luoghi della montagna pisognese. rima di Passabocche, i concerti si sono tenuti in Val Palot e a Grignaghe.


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Presentato in occasione de festival “I volti del Romanino: rabbia e fede”,

Un volume sul Romanino

Firmato da Massimo Minini, per quanto concerne il testo, e stupendamente illustrato dalle foto di Agostino Osio, meriterebbe un posto d’onore in ogni biblioteca il volume “Girolamo Romanino: teatro degli sguardi” (Fotoriproduzioni grafiche, Verona, 2011). Il 10 marzo scorso, presso la chiesa della Madonna della Neve, si è aperto ufficialmente il festival “I volti del Romanino: rabbia e fede”, promosso dall’associazione culturale “Cieli Vibranti”, con il sostegno della Provincia di Brescia, della Comunità montana di Valcamonica e dei Comuni di Pisogne, Bienno e Breno. L’incontro è ruotato attorno alla presentazione del volume di Minini, gallerista bresciano di fama ed autorità riconosciuta nel mondo dell’arte. Accanto a lui altri relatori: Valerio Terraroli, storico dell’arte, l’economista Marco Vitali, il “manager” Ugo Calzoni, Marina Belinghieri, assessore alla Cultura del Comune di Pisogne, Fabio Larovere, direttore artistico del festival. L’autore definisce il suo scritto quello di un dilettante, un breve racconto in forma più poetica che scientifica. “Romanino – afferma Minini – non è un ‘naïf’, ma sin dall’inizio un autore colto ed informato. E’ inquieto e il suo sviluppo successivo, nella ricerca di una propria identità, lo porterà ad una deviazione formale, ad un’esasperazione che oggi noi leggiamo in chiave, di volta in volta, antigraziosa, nordica, popolaresca, dialettale”. Dopo vari incarichi e qualche traversia, Romanino approda in Valcamonica (Pisogne, Breno e Bienno) e qui trova finalmente, dopo molta ricer-

ca, il suo linguaggio più autentico. La committenza (ad esempio Cremona e Trento) in quegli anni dettava le regole del gioco; lungo il solco montano

dell’Oglio il nostro artista si sente assolutamente libero e non condizionato. A Pisogne, il pittore fonda in quegli anni il proprio stile che mostra in tutto il

suo dirompente effetto di novità. Dal punto di vista tecnico niente sinopie, né cartoni, ma dipinti fatti di getto. E’ già con lui il garzone Daniele Mori, che

I consensi raccolti nei venti giorni di spettacoli sono la testimonianza della bontà del percorso intrapreso

Positivo esordio per Acquadolce Summer Festival

“Il Comune di Pisogne ha scelto di investire sull’”Acquadolce Summer Festival”- spiega l’assessore alla Cultura Marina Berlinghieri perché il progetto rispondeva ad un cammino da tempo intrapreso dalla nostra amministrazione: attraverso la promozione di iniziative culturali qualificate, intendiamo far emergere le potenzialità turistiche, artistiche e paesaggistiche del territorio. I consensi raccolti in questi venti giorni di spettacoli sono la testimonianza della bontà del percorso intrapreso”. “Non può essere che soddisfatta l’assessore, sostiene Alessandra Giorgi, solerte addetto stampa del Municipio – dopo il successo riscosso dalla manifestazione che ha trasformato per oltre due settimane la cittadina del Sebino in un teatro a cielo aperto, in cui hanno trovato posto musica, teatro e cultura”. Ed ancora la Belinghieri: “Sono felice che l’iniziativa abbia saputo catalizzare l’interesse di tanta gente, grazie alla varietà delle proposte ed alla capacità di armonizzarle con gli spazi di Pisogne. La rassegna è il risultato di una collabora-

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zione virtuosa tra realtà del territorio, istituzioni ed organizzazioni. Desidero ringraziare l’associazione “Cieli vibranti” di Brescia, che agisce anche presso il “Teatro delle Ali” di Breno: il sodalizio culturale che ha curato il progetto e ne ha promosso la realizzazione con competenza ed entusiasmo, così come desidero ringraziare anche tutti coloro che hanno deciso di sostenere l’amministrazione comunale, in particolare “Camuna idroelettrica” ed “A2A”: senza di loro il festival non sarebbe stato possibile”. Le manifestazioni di Pisogne, per quel che concerne l’estate 2012, non si fermano qui: in agosto ci sarà la quindicesima MostraMercato “Le città invisibili”, con molti spettacoli che raggiungeranno l’eccellenza. In settembre, con la collaborazione di Anlai di Cremona (Concorsi internazionali di liuteria) la cittadina lacustre ospiterà una speciale mostra dedicata ai quartetti. E per il prossimo anno i pisognesi rinnoveranno l’appuntamento con il festival “I volti del Romanino: rabbia e fede” e con “Acquadolce Summer Festival”, che

Pisogne aspira a far diventare un appuntamento fisso della stagione calda ed il “motore” di una rinnovata sinergia con le altre realtà del territorio, per crescere insieme nel segno della cultura, dell’arte e della bellezza. All’interno di “Aquadolce” merita di esser menzionato “Acquadocs”, i video di “Acquadolce Summer Festival”. E’ questo un progetto curato da Wladimir Zaleski, con l’aiuto di Aiman Barikhan: si tratta della presentazione degli spettacoli, “backstage, interviste con gli artisti ed…altro ancora. Giorno dopo giorno “Acquadocs” documenta l’evoluzione del festival. All’interno del sito internet “www. cieli vibranti.it” si può trovare la “videogallery” che raccoglierà, momento dopo momento, tutti gli eventi e le manifestazioni condensandone l’essenza in brevi filmati, dedicati a tutti coloro che non hanno potuto parteciparvi ed a chi, entusiasmato da quei momenti, volesse goderne ancora una volta. Per contattare l’associazione culturale “Cieli Vibranti”, si ricorda l’indirizzo: via Carlo Pisacane, 9; 25128 Brescia.

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particolarmente colpito da più di quattrocento occhi che dalle pareti scrutano i visitatori di ieri e di oggi. Ricercatore? Sperimentatore assolutamente moderno? O pittore dialettale, discontinuo, accusabile di provincialismo? “Romanino – sbotta l’autore del testo – grida la sua rabbia e la sua fede. Ma la pittura del suo tempo non accetta questi modi, non è d’accordo con i risultati. E Romanino è purtroppo perdente. Non ci fossero state Riforma e Controriforma, non ci fosse stato il Concilio a bloccare la libera ricerca, il grande pittore bresciano sarebbe stato un campione, un genio, un innovatore”.

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Nel corso del 2000 aveva provocato il distacco di alcune migliaia di metri cubi di materiale nel torrente Trobiolo

Preoccupa la frana Gasso Una nuova deformazione della frana ha reso necessario l’intervento delle autorità. Il monitoraggio consiglia prudenza. Confermato il divieto di transito. La frana del “Gasso”, che nell’anno 2000 aveva provocato il distacco di alcune migliaia di metri cubi di materiale nel torrente Trobiolo, è oggetto di attività di monitoraggio e controllo dal settembre 2011, dopo che “in loco” sono state installate, nel corso dello stesso anno, una serie di strumentalizzazioni ed è stato implementato il nuovo sistema di monitoraggio. Nel febbraio 2012 si è registrato un primo importante movimento che ha interessato la porzione alta del pendio sul fianco destro (il lato guardando dalla nicchia di distacco verso il basso), con uno spostamento registrato a circa 30 metri di profondità, che ha provocato la rottura ed il danneggiamento di una tubazione di monitoraggio. Da allora si è subito intrapresa una procedura di controllo sistematico delle strumentazioni, infittendo le misure ed implementando il sistema con ulteriori controllo radar da terra. “Della situazione è stata subito informata la Regione ed ‘Arpa’ Lombardia e si sono svolti incontri tecnici con gli Enti, col preciso scopo di definire le successive fasi di controllo e di gestione della situazione – dichiara Elio Musati, assessore all’ambiente del Comune di Pisogne – in particolare con Regione Lombardia è stato discusso ed è in via di definizione il progetto di potenziamento del sistema di monitoraggio e l’intensificazio-

ne delle rilevazioni”. Dal resoconto delle misure eseguite, sia inclinometriche e “TDR” (misure delle deformazioni profonde) che estensimetriche, radar e topografiche (misure superficiali) viene confermata l’esistenza di una situazione generale di movimento dell’intero versante che interessa in misura maggiore la parte alta della frana e la sua porzione di fianco destro. “Come risulta dalla relazione del geologo Luca Albertinelli, rimane da definire se l’evento che si è registrato sia da considerare come un

accadimento singolo di accelerazione delle deformazioni che potrebbe ritornare alla normalità nei prossimi mesi – continua Musati – o se sia un segnale di una deformazione che tende a progredire ed a evolvere”. Unitamente al divieto di transito, si mantiene un costante controllo delle deformazioni, con ulteriori misure che andranno eventualmente intensificate, anche e soprattutto in relazione alle recenti scosse sismiche. “Nelle condizioni attuali – conclude l’assessore – è evidente che abbiamo dovu-

to provvedere, per la sicurezza di tutti, alla conferma dell’ordinanza circa il divieto di transito di persone e di mezzi nell’area di frana e nel ‘piede’ della stessa”. Si faceva dianzi cenno alla relazione di Luca Albertelli. Nel documento, pubblicato sul sito internet del Municipio di Pisogne, si legge: “La frana ha ostruito l’alveo del torrente Trobiolo andando a creare un laghetto retrostante l’accumulo di frana. Poi [la pozza] si è prosciugata. In seguito a questo evento franoso e vista la situazione di pericolosità instauratasi, la Regione Lombardia, tramite gli uffici preposti, ha perimetrato l’area e parte della conoide del Trobiolo”.

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Energie rinnovabili Parte la valutazione del nuovo piano energetico Su proposta dell’assessore all’Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi, di concerto con l’assessore al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti, la Giunta regionale ha approvato l’avvio del confronto con il territorio sul nuovo Programma energetico ambientale regionale (Pear). A partire dal prossimo ottobre, infatti, in tutta la Regione verranno promossi incontri e momenti di approfondimento ai quali parteciperanno i soggetti coinvolti nel settore energetico. Dagli Enti locali, alle imprese, dai cittadini agli operatori: tutti saranno chiamati a contribuire a quella che in gergo viene chiamata la ‘Vas’, valutazione ambientale strategica. “Si tratta di un passaggio fondamentale per il piano, poiché mette a confronto tutti coloro che, a vario titolo, sul territorio, hanno a che fare con l’energia spiega l’assessore Raimondi -. Gli obiettivi del nuovo piano sono ambiziosi quanto importati: ridurre i consumi e il costo dell’energia, valorizzare le risorse rinnovabili e incrementare la sicurez-

za del sistema energetico. È auspicabile che la strategia che verrà messa a punto da Regione Lombardia sia quanto più possibile condivisa”. UN PIANO PER CINQUE ANNI Il Pear, una volta approvato, avrà validità per cinque anni e potrà essere aggiornato con frequenza annuale. Come atto di programmazione strategica si inserisce nel nuovo assetto programmatico europeo e nazionale. Regione Lombardia, attraverso questo strumento, definirà le modalità per far fronte agli impegni al 2020, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili individuati per le Regioni (attraverso il cosiddetto ‘Decreto Burden Sharing’) e con la nuova Programmazione comunitaria 2014-2020. “Anticipando, dove è possibile, le prescrizioni europee in materia di energia - continua Raimondi -, vogliamo fornire alle nostre imprese più energia pulita a minor prezzo rispetto al resto d’Italia e d’Europa, affinché possano essere sempre più

stimenti sul risparmio è la mancanza di liquidità. In questo modo, invece, sarà possibile dare il via a una serie di competitive sul piano progetti a lungo terminazionale e internazio- ne, soprattutto sul panale”. Tra gli obiettivi trimonio pubblico”. strategici del piano vi è il governo delle infra- L’EFFICIENZA strutture e dei sistemi ENERGETICA per la grande produzio- PASSA ANCHE ne di energia oltre che PER IL PGT del sistema di genera- La Giunta si è anche zione diffusa di ener- impegnata a sviluppare gia. Grande attenzio- azioni di coordinamenne viene dedicata alle to dei Piani di azione fonti rinnovabili e al per l’energia sostenimiglioramento dell’ef- bile (Paes) e a indicare ficienza energetica dei nel piano eventuali moprocessi e dei prodotti. difiche in tema di normative urbanistiche. UN FONDO PER IL Nei Piani di governo RISPARMIO - Su spin- del territorio (Pgt) dota del Consiglio regio- vranno essere indicanale, la Giunta ha rece- ti alcuni adempimenti pito alcune importanti in campo di risparmio indicazioni che entre- ed efficienza energetiranno a pieno titolo nel ca. “Lo sviluppo delle nuovo programma. In città e la pianificazione particolare, è stata pro- degli spazi - conclude posta l’attivazione di Raimondi - devono esun Fondo Esco, volto sere pensati avendo in a promuovere l’attivi- mente una gestione ratà di quelle società di zionale. servizio (Esco, Energy service company) che si fanno carico degli investimenti necessari a garantire alti tassi di risparmio energetico e che traggono da questo risparmio il ritorno dell’investimento effettuato. “Si tratta di una misura che ci rende molto ottimisti - spiega l’assessore Raimondi -, perché in tempo di crisi l’unico freno agli inve-

(l.n.)

Fotovoltaico: con la tenda da sole si produce energia anche senza tetto

La necessità aguzza l’ingegno, si sente dire spesso. Dopo l’iniziativa dei  “tetti in affitto”, c’è una nuova possibilità per chi voglia produrre energia pulita, ma non disponga di una  copertura  o un campo di terra. La novità è la  tenda da sole fotovoltaica  che si può installare sopra la finestra: protegge dalla luce e, al tempo stesso, produce energia. La realizzazione e distribuzione di questo prodotto è effettuata da diverse aziende tra cui, Evo Energy, Dickson e Somfy e Frama e KF Energy perAurora. Quest’ultima, in particolare, presenta un impianto completamente flessibile e avvolgibile grazie a particolari saldature che uniscono i singoli pannelli di silicio amorfo. Il  prezzo  della tenda si aggira sui  9.000 euro più Iva al singolo kW, ma il costo può variare a seconda dei singoli installatori e della posizione in cui deve essere posizionata la tenda. L’impianto, che prende il nome a livello tecnico di frangisole, si ripaga in una decina d’anni poiché gode delle tariffe incentivanti previste dal Conto energia per i piccoli impianti domestici da 1 a 3 kWp. La dimensione a cui viene solitamente venduta la tenda Aurora è di  530x350 cm, misura che corrisponde a circa 1 kW di energia prodotta, limite minimo che permette di usufruire degli incentivi. Tuttavia, sono disponibili combinazioni che permettono di attaccare diverse tende (anche di dimensioni inferiori o superiori) a un solo inverter.


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Il Fotovoltaico sorpassa l’eolico e basta a coprire fabbisogno del Sud A febbraio, secondo le stime di Confartigianato, l’energia prodotta dai pannelli solari ha superato quella delle pale e

ha fatto salire l’occupazione. Il sorpasso storico è avvenuto a febbraio: raggiungendo quota 10.678 GWh l’energia

fornita dal fotovoltaico ha per la prima volta superato quella fornita dall’eolico, che in quel momento era stimata a

La pubblicazione in luglio del rapporto 2011 del IEA Wind Implementing Agreement fornisce lo spunto per un’analisi della situazione del settore dell’energia eolica in Italia

Quando soffia il vento

Nel 2011 la potenza eolica installata nel mondo è cresciuta del 21%, raggiungendo i 238.351 MW. Considerando i soli Paesi che aderiscono al IEA Wind Implementing Agreement, che rappresentano circa lo 86% della potenza eolica installata a livello mondiale, l’energia eolica soddisfa il 2,3% della domanda complessiva di energia elettrica. Della potenza installata globale, il settore offshore, con 4000 MW, rappresenta lo 1,7%, con notevoli prospettive di crescita nei prossimi anni. In questo contesto l’Italia si colloca al terzo posto in Europa e al sesto nel mondo per potenza installata, con 6878 MW. Nel corso del 2011 la potenza installata è cresciuta di 1080 MW e l’energia elettrica prodotta da fonte eolica ha raggiunto i 10.140 GWh, corrispondenti a circa il 3% della domanda totale di energia elettrica nel nostro Paese. La diffusione dello sfruttamento dell’energia eolica è destinata a crescere ulteriormente nel prossimo futuro. L’Italia, ha come obiettivo per il 2020 di raggiungere il 17% del consumo di energia da quella prodotta con le fonti rinnovabili Un ruolo fondamentale per il rag-

giungimento degli obiettivi al 2020 è affidato al sistema di incentivazione. Il decreto stabilisce inoltre la cessazione dell’attuale sistema di quote obbligatorie e certificati verdi entro il 2015, come pure l’adozione di misure transitorie per i progetti e gli impianti in corso di realizzazione. Il Dlgs 28/2011 rimanda per i dettagli, compresi i prezzi di vendita dell’energia, a decreti attuativi da emanare entro sei mesi. Tale termine è scaduto nel settembre 2011 e i decreti a tutt’oggi non sono ancora stati emanati. Ciò ha comportato incertezza tra gli operatori, ipotecando le iniziative in corso e frenando i nuovi progetti: la prossima emanazione dei decreti attuativi dovrebbe consentire di superare l’attuale impasse. Altri aspetti critici per la diffusione dell’eolico in Italia sono rappresentati dalla durata delle procedure autorizzative per l’installazione degli impianti e dalla situazione riguardante la connessione alla rete elettrica ed il dispacciamento dell’energia prodotta. Nonostante queste difficoltà, il settore eolico in Italia rappresenta una realtà in fase di sviluppo. Le 590 nuove turbine di

media e grande taglia installate nel 2011 rappresentano un giro d’affari di circa 1,8 mld €. Anche se gran parte delle turbine installate è di fabbricazione straniera (principalmente da Danimarca, Germania e Spagna), il lavoro italiano è presente sia nella fornitura di componenti per le turbine, che per le attività engineering e di gestione degli impianti. La ricerca nazionale nel settore dell’energia eolica, in mancanza di un programma di coordinamento, risulta piuttosto frammentata ed è condotta da varie università ed istituzioni, tra i quali il CNR, l’ENEA, i Politecnici di Bari, Milano e Torino, le Università di Genova, Napoli, Perugia, Trento, Bologna, Firenze, Roma, Padova ed al., oltre ad associazioni di settore e compagnie private. L’eolico italiano ha quindi buone prospettive di crescita, nonostante dall’analisi della situazione attuale emergano alcune criticità. La potenza installata continuerà a crescere, anche se l’attuale incertezza sui meccanismi di incentivazione potrebbe portare ad un certo rallentamento rispetto a quanto registrato negli anni precedenti.

10.568 GWh. A maggio 2012, la distanza è aumentata ulteriormente, 14.490 GWh contro 11.541 GWh. Con i pannelli, così, potrebbe essere soddisfatto il fabbisogno energetico delle famiglie di tutto il Sud Italia (14.451 GWh). Nonostante la crescita del peso relativo di sole e vento, le energie rinnovabili – idroelettrico compreso, che è ancora la fonte leader - rappresentano ancora soltanto il 26,2% della produzione energetica italiana, contro il 73,8% del termico. Da maggio 2011 a maggio 2012, la produzione di energia fotovoltaica è aumentata di 11.220 GWh, contro un aumento di 2.448 GWh

realizzato dall’eolico. Nello stesso periodo, si registra una crescita contenuta della produzione energetica da fonti geotermiche (+121 GWh), mentre risulta in calo la produzione idroelettrica, con una riduzione di 7.416 GWh. Crolla, invece, la produzione termica. Da maggio 2011 a maggio 2012, le fonti tradizionali hanno prodotto 12.373 GWh in meno. I benefici di quanto sta accadendo non sono solo di natura ambientale ma anche economica. Dal 2007 al 2011, il numero di impianti fotovoltaici installati in Italia è passato da 7.647 a 330.196. Un incremento che ha permesso al settore dei ‘’Lavori di costruzione specializzata’’ di registrare un aumento dell’occupazione dell’11,9% tra il 2010 ed

il 2011. Un dato settoriale straordinario, se si considerano le dinamiche occupazionali del nostro Paese, che ha permesso all’Italia di conquistare il primo posto nel confronto con le altre principali economie nazionali europee. Soltanto la Germania ha registrato un aumento dell’occupazione nel settore (+1,2%). Segno negativo, invece, per Francia (-1%), Gran Bretagna (-4,2%) e Spagna (-9,8%). Con l’occupazione, aumenta anche il numero delle imprese coinvolte. Dal I trimestre del 2009 al I trimestre del 2012, il numero delle aziende attive nel settore delle fonti rinnovabili aumenta del 10,2%, attestandosi su 100.289 imprese con 369.231 addetti.

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Pellet: questo (ex) sconosciuto

I due grandi vantaggi nell’utilizzare i pellets si possono riassumere in due parole: Ecologici ed Economici! Ecologici perché sono fatti completamente di legno, la produzione di pellet da riscaldamento utilizza residui di lavorazioni da legno, classificabili come biomasse, i quali vengono sminuzzati o polverizzati ed agglomerati a forma di cilindretti da 6 e 8 mm dal basso contenuto di umidità (11/14%) ed infine inseriti in confezioni dagli impianti di produzione pellet per la commercializzazione. Al contrario di quello che possa sembrare, non è presente nessun collante ( se non in alcuni casi dove vengono usati agglomeranti naturali quali l’amido o oli vegetali) è la stessa legnina componente naturale del legno che sotto opportuna pressione li fa agglomerare. Quindi sono di legno al 100% e perciò ecologici dato che bruciando hanno inoltre basse emissioni di CO2 e NOX. Economici perché come tutti sappiamo il costo del riscaldamento con caldaie a metano o ancora peggio del GPL da riscaldamento ha raggiunto dei prezzi proibitivi e le cose sembrano andare sempre peggio quindi attualmente una stufa o caminetto a pellet, la quale ricordiamo ha sempre bisogno di un minimo di manutenzione continua, risulta essere una valida alter-

nativa al nostro portafoglio. Come riconoscere i Pellets Pellet ce ne sono di tutte le qualità, di Faggio, Rovere, Abete. Acero, Frassino, Ontano magari misti a Carpino e Cerro, bianchi e rossi, chiari e scuri, insomma il caos! Il sinonimo KWh.kg ma anche ( Kcal/Kg, KJ/Kg) oltre al rispetto della normativa DIN 51731 è un buon indizio, più sarà alto il potere calorifico e più i nostri beneamati pellets scalderanno. In assenza di indicazioni dichiarate potremmo basarci su impressioni visive, un buon pellet dovrà essere compatto, lucido e con poco residuo di segatura nel sacco. Una piccola prova pratica la si potrà fare con un semplice bicchiere d’acqua, lasciando cadere qualche cilindretto in un bicchiere colmo d’acqua, quelli di qualità superiore rimarranno sul fondo del bicchiere e quindi sott’acqua quelli di qualità inferiore galleggeranno. Stufe a Pellet Stufe a pellet ce ne sono veramente tante, mai come in questi ultimi anni si è notato un incremento nelle vendite che pochi altri prodotti hanno saputo fare. Di tutte le marche, nazionali o d’importazione che siano, il consiglio è di spendere qualche euro in più e prediligere più la qualità che il prezzo basso. Meglio

Per prima cosa la dimensione della casa che dobbiamo scaldare, ovvero i metri cubi. La seconda è la coibentazione della stessa, la vetusità, la presenza di isolanti nelle pareti, i doppi vetri, l’esposizione, soffitti molto alti, grandi porte finestre, vicinanze ad acqua e boschi etc.etc. Per calcolare il fabbisogno energetico necessario bisogna utilizzare un coefficiente moltiplicatore che può variare da 0,040 a 0,060 per metro cubo Più sarà basso il coefficiente utilizzato più vorrà dire che la nostra casa è ben termicamente isolata, più si utilizzerà un coefficiente vicino allo 0,060 più vorrà dire che la casa sarà scarsamente coibentata. Esempio di calcolo: Un appartamento da mq.100 con un altezza dei soffitti di mt.2,50= 250 metri cubi. Ora moltiplichiamo il volume dei metri cubi (250) per un coefficiente medio dello 0,050= 12,5 KW 12,5 KW ( 10.750 kcal/h ) sarà la potenza termica necessaria. Questo calcolo è puramente indicativo e può cambiare per una serie di ragioni come per esempio la disposizione delle stanze, la difficoltà di circolare dell’aria convogliata dalla ventola, la loro esposizione ai diversi punti cardinali, la viQuale stufa? La potenza termica ne- cinanza all’acqua, la cessaria varia a secon- qualità dei pellet ed altri fattori. do di diversi fattori: preferire stufe o camini fatti in Italia, e perché sono fatti bene e perché in caso si abbia bisogno la sostituzione di qualche pezzo sarà più facile reperirlo. Quelle con anima e pezzi in ghisa sono le migliori, con il cassettino della cenere estraibile sono sicuramente le più funzionali, una indicazione sulla qualità può darla il peso stesso della stufa. Quindi prima di scegliere la vostra stufa o caldaie a Pellet, girate, parlate e toccate con mano, piccoli dettagli, come ad esempio la maniglia, la facilità di accesso ai punti di manutenzione o il cassettino estraibile, posso rivelarsi importanti se usati tutti i giorni. Considerate inoltre che le stufe a pellet hanno bisogno di regolare manutenzione e pulizia per un buon funzionamento, che poi si tradurrà in caldo e risparmio, devono essere regolarmente pulite, non pensate che basterà schiacciare un bottone, se vorrete risparmiare qualche piccolo sacrificio dovrete necessariamente metterlo in conto. Una considerazione è doverosa verso l’installazione di queste stufe, la quale deve essere fatta da personale esperto e qualificato, con fumi ed esalazioni non si scherza!

In ogni caso è sempre meglio comprare una stufa o caminetto leggermente più potente del necessario e far venire l’installatore di fiducia per le opportune verifiche prima dell’acquisto! Camini a pellet Per i camini e termocamini a pellet o tronchetti vale un po’ lo stesso discorso delle stufe e caldaie, meglio non economizzare troppo, perché la qualità in questo caso ha la sua importanza e il suo peso, nel verso senso della parola. Non essendo un prodotto come la stufa, ma più complesso è d’obbligo rivolgersi a rivenditori che possano pensare all’installazione secondo tutte le nor-

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me del caso e che siano disponibili ad effettuare assistenza in caso di bisogno. Un po’ come il discorso dei computer è inutile fare centinaia di chilometri per risparmiare qualche euro perché quando avremmo bisogno d’assistenza….. meglio quindi comprarlo “sotto casa”. Arte, stile e design sono ormai le parole d’ordine, non semplici oggetti da usare ma veri e propri oggetti d’arredamento. Ecco quindi caminetti di tutti i tipi, e per tutte le tasche, stufe a pellet in ceramica, modelli geometrici e futuristici, in ferro o ghisa magari in stile retrò sino ad arrivare ai classici e decorativi in maiolica, ceramica e pietra ollare.


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Il riscaldamento è una delle prime spese in energia delle famiglie

Combustibile per il riscaldamento Negli anni 60-70 i combustibili più utilizzato per produrre

tate al gas metano (gas distribuito tramite rete distribuitiva). Un’altra rivoluzione nel settore del riscaldamento ha inizio agli inizi del duemila, quando la rapida diffusione dei climatizzatori estivi agevola indirettamente la commercializzazione delle pompe di calore elettriche con la duplice funzione di raffrescamento nei mesi estivi e di riscaldamento nei mesi invernali. Attualmente, l’elettricità deve essere considerata a tutti gli effetti come un sostituto diretto dei combustibili per il riscaldamento domestico.

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riscaldamento erano l’olio combustibile e il gasolio. Negli edifici l’impianto di riscaldamento è perlopiu centralizzato. Soltanto le ville unifamiliari e le abitazioni private sono dotate di impianto di riscaldamento autonomo, sotto forma di caldaie a gasolio di piccole dimensioni. Le principali alternative al riscaldamento a caldaia erano rappresentate dal tradizionale camino a legna, dall’economica stufa a legna e dalle stufe elettriche. Nel corso degli anni ‘70 e ‘80 l’Italia comincia a beneficiare della fase finale della metanizzazione del paese, il gas si affianca al gasolio come combustibile più utilizzato nel riscaldamento. La metanizzazione spinge alla diffusione e alla commercializzazione delle piccole caldaie murali, inizialmente concepite per funzionare con gas GPL (bombola del gas) e successivamente adat-

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Impianto di riscaldamento Tipologie di impianto di riscaldamento. Gli impianti di riscaldamento si dividono principalmente in due categorie: impianto di riscaldamento autonomo impianto di riscalda-

mento centralizzato L’impianto autonomo serve una sola abitazione. Quando si tratta di singoli appartamenti è sufficiente disporre di una caldaia murale a gas di bassa potenza. Le dimensioni della caldaia crescono se l’immobile da riscaldare è una villa o una casa su più livelli. L’impianto di riscaldamento centralizzato, al contrario, serve contemporaneamente più unità abitative. Si tratta di caldaie di medio-grandi dimensioni, molto costose, e generalmente si trovano negli edifici condominiali progettati e costruiti a partire dagli anni ‘60. La caldaia centralizzata è situata in un apposito locale, detto ‘locale caldaia’, che può trovarsi in cantina o in terrazza, a seconda del combustibile utilizzato.

Installare un impianto fotovoltaico comporta dei costi, che seppur nel corso di questi anni si sono ridotti, potrebbero non essere ancora accessibili a tutti. Il risparmio energetico è un urgenza che deve essere soddisfatta usando fonti energetiche non inquinanti e, proprio per soddisfare entrambe le necessità, in alternativa al classico impianto fotovoltaico si possono scegliere le piastrelle fotovoltaiche. La superficie piastrellata è calpestabile, ciò consente di installarle su balconi, terrazze e spazi aperti senza che vadano ad occupare spazio aggiuntivo. Un uso certamente non solo destinato ai privati perché perfetto anche per gli spazi pubblici evitando anche l’impatto visivo e l’ingombro dei classici pannelli fotovoltaici. Piazze e giardini possono usare queste piastrelle così da avere a disposizione energia pulita senza inquinare l’ambiente e senza essere un elemento eccessivamente modificante dello spazio. Il mercato ha presentato questa novità circa un paio di anni fa e ora il successo che sta riscuotendo è davvero ampio: il materiale usato è un gres porcellanato rivestito da un film in silicio amorfo o in CIGS, una cella pronta per catturare i raggi del sole. La ricerca ha permesso di giungere a quest’interessante soluzione che diventa anche una risposta per coloro che vogliono coniugare l’estetica con la necessità di installare un impianto fotovoltaico. Per la scelta le aziende produttrici sono diverse, alcune realizzano solo la versione in nero. La durevolezza è la medesima di un modulo fotovoltaico e richiedono una scarsa manutenzione, la superficie da coprire varia in base all’esigenza della produzione energetica del privato o dello spazio pubblico in cui si devono collocare. A prima vista sono proprio un pavimento lucido e gradevole esteticamente che conferisce allo spazio esterno anche una certa nota distintiva d’eleganza ma in realtà sono piastrelle che racchiudono l’enorme potenzialità di sfruttare il sole per produrre energia.

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Ogni anno una famiglia media spende in media 1500-2000 euro per pagare i propri consumi di gas o di elettricità. In passato era frequente associare la spesa del riscaldamento alla sola bolletta del gas, essendo le caldaie murali alimentate tramite la rete di distribuzione del gas metano, o la bolletta del riscaldamento condominiale nel caso degli impianti centralizzati. Più di recente, con la diffusione delle stufe elettriche, delle pompe di calore e dei climatizzatori, è necessario includere nel computo delle spese del riscaldamento anche la bolletta dell’elettricità.

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darfo boario terme Attualmente sono circa un’ottantina quelle di cui si ha notizia

Darfo Boario Terme propone il censimento delle associazioni

L’amministrazione comunale della città di Darfo Boario Terme intenderebbe attivare una fitta rete di collaborazioni con le diverse realtà associative operanti nel territorio. “Nell’intento di ottimizzare le attività di sostegno e

coordinamento di progetti di grande interesse per tutta la cittadinanza – è scritto sul sito “internet” municipale – riteniamo necessario partire da una prima fase di ricognizione e censimento degli organismi, di enti ed associa-

zioni che operano nella zona per valorizzare e far emergere ulteriormente il grande lavoro svolto dalle numerose associazioni impegnate nel favorire l’arricchimento dell’offerta culturale, sociale, sportiva e turistica”. Se-

Vi fanno riferimento oltre 1300 abitanti

Ferma contrarietà all’ipotesi di chiusura dell’ufficio postale di Gorzone Con riferimento alle notizie comparse in questi ultimi tempi sugli organi d’informazione, l’amministrazione comunale della città di Darfo Boario Terme (con a capo il sindaco Ezio Mondini) esprime la piena e ferma contrarietà all’ipotesi di chiusura dell’ufficio postale di Gorzone (che come è noto è frazione di Darfo Boario Terme). Appena recepito l’annunzio, il sindaco Mondini ha indirizzato una missiva in quattro copie, rispettivamente: alla direzione provinciale della Poste italiane in Brescia; al prefetto di Brescia; al presidente della Provincia di Brescia; all’associazione dei Comuni bresciani in Brescia. L’oggetto della comunicazione scritta è chiaro: “Ferma contrarietà all’ipotesi di chiusura dell’ufficio postale di Gorzone”. Il documento testualmente recita: “Con riferimento alle notizie comparse negli ultimi giorni sugli organi d’informazione, si esprime la piena e ferma contrarietà dell’amministrazione comunale di Darfo Boario Terme all’ipotesi di chiusura dell’ufficio postale di Gorzone”. Il primo cittadino darfense poi continua: “Si fa presente che tale ufficio è a servizio di una frazione molto popolosa (oltre 1.300 gli abitanti che vi fanno riferimento), distante

alcuni chilometri dal centro cittadino e dai servizi ivi presenti e che pertanto lo stesso svolge una funzione insostituibile in particolar modo per le persone più anziane, o prive di personale mezzo di trasporto”. Ed ancora: “Si esprime inoltre rammarico per non essere stati nemmeno interpellati per un progetto di grave restrizione dei servizi alla cittadinanza da noi rappresentata. Riteniamo che l’amministrazione comunale debba essere coinvolta e possa contribuire alla ricerca di una soluzione ad eventuali problemi, nell’interesse della collettività”. Immediata la risposta della Prefettura di Brescia, indirizzata alla direzione provinciale delle Poste di Brescia ed al municipio di Darfo Boario Terme e firmata dal capo di gabinetto Verrusio. Ecco il tenore dello scritto: “Nel trasmettere copia della segnalazione pervenuta in data odierna dal sindaco del Comune di Darfo Boario Terme – trasmessa anche a codesta direzione – si invita a valutare quanto sia in essa contenuto, atteso che tale ufficio postale è al servizio di una frazione molto popolosa (oltre 1.300 abitanti), distante alcuni chilometri dal centro cittadino e dai servizi ivi presenti; quello sportello postale dunque

svolge una funzione insostituibile, in particolar modo per le persone più anziane, o prive di mezzo di trasporto. Tale progetto quindi – come afferma il primo cittadino – si prefigurerebbe come ‘una grave restrizione dei servizi resi alla cittadinanza’. La lettera della Prefettura così conclude: “Si resta pertanto in attesa di conoscere, con ogni possibile sollecitudine, le determinazioni che codesta direzione intenda assumere al riguardo, auspicando una rimodulazione dell’ipotesi di chiusura in argomento”. Ovviamente, accanto all’intervento comunale c’è stata subito una forte presa di posizione dei sindacati (Cgil e Cisl di Valcamonica Sebino ed Uil di Brescia) al fine di evitare la paventata chiusura. Sta di fatto che adesso la pressione si sta intensificando; non bastasse: si è aperta anche una raccolta di firme che sino ad oggi ne ha totalizzate più di settecento. Fortunatamente, in tutto questo trambusto, la direzione provinciale delle Poste di Brescia non ho ancora assunto al riguardo una posizione decisiva. E’ stato “rinfacciato” che a Darfo Boario Terme vi sono altri tre uffici ben funzionanti; ma Gorzone ha risposto che nel borgo vivono parecchi anziani con difficoltà a spostarsi.

gue l’invito a compilare un modulo di interesse (scaricabile) ed a trasmettere lo stesso entro il 30 settembre 2012 agli uffici di competenza che restano a disposizione: si tratta di uffici per i servizi culturali, per i servizi sociali, per i servizi sportivi e per i servizi turistici. Piluccando sempre nel medesimo sito scopriamo un elenco di associazioni darfensi che sfiora il numero di 80. Appaiono soprattutto consociazioni di tipo sportivo: quasi una trentina; si occupano di calcio, nuoto, sci, atletica, ciclismo, ginnastica artistica, pallacanestro, “new volley”, bocce, “kickboxing”, arcieri, C.a.i., podismo, moto club. A ruota seguono i gruppi combattentistici, o d’arma: paracadutisti, mutilati ed invalidi, carabinieri, autieri, alpini, ex internati. Non mancano i sodalizi culturali: corali, cori, coro “Hope Singers”, orchestre da camera, amici della lirica. Ogni frazione ha poi l’associazione pensionati ed invalidi magari con tanto di circolo ricreativo. Quindi i gruppi di volontariato: Avis, Vigili del Fuoco, Protezione civile, cooperative, ecc. ecc. Il censimento di cui abbiamo sin qui parlato è uno dei punti qualificanti della nuova amministrazione (Lista Civica), recentemente andata la timone del municipio darfense. Nel pro-

gramma generale completo (scaricabile dal sito comunale) cogliamo qualche spunto che ci sembra interessante e significativo. La “Lista Civica” [capeggiata dal sindaco Ezio Mondini] propone una svolta nell’azione politica ed amministrativa da compiersi con una lungimirante e convinta partecipazione ad un ambizioso progetto di riordino territoriale e di sviluppo della media-bassa Valcamonica, dell’alto Sebino e della Valle di Scalve. Solo in questo modo ed in stretta collaborazione con i Comuni vicini è possibile invertire il circolo vizioso in atto, innescato dalla crisi termale e pesantemente rinvigorito dall’attuale momento di crisi economica generale”. Il documento prosegue sottolineando come il programma

si sviluppi attorno all’ideaforza di cui s’è detto, nella consapevolezza che Darfo Boario Terme può davvero giocare questo ruolo, a patto però che i suoi cittadini diventino consapevoli della potenzialità di cui la città dispone, offrendo – appunto in quest’ottica – il proprio contributo. Ecco appunto (ci par di capire) il perché più profondo e qualificante del censimento di cui abbiamo parlato, strumento tutt’altro che superficiale per puntare ad una sinergia totale del tessuto municipale.. Se il progetto funzionerà allora si vedranno le “tessere” del vasto mosaico cittadino comporsi a poco a poco in un armonico disegno bello, armonioso, utile per tutti

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Fine estate nel Parco

L’estate 2012: una stagione piena di appuntamenti alle Terme di Boario. “Estateterme” è stata la rassegna estiva di eventi che prevede un calendario che si concluderà a settembre. Segnaliamo qui di seguito talune opportunità, che dovrebbero invogliare alla partecipazione. Sabato 8 settembre, alle ore 21.15 “Vai col liscio”, ingresso gratuito: una serata di grande musica ed interminabili balli, con possibilità di prenotare una cena romantica. Sabato 15 settembre, alle ore 21.15, “Marte, Venere, dalla teoria alla pratica”: una performance divertente, ma pragmatica sulle differenze tra uomini e donne e sul come sfruttarle per vivere meglio la vita di coppia; a seguire: “Disco 60” ed un piatto di pasta all’arrabbiata per tutti. Domenica 16 settembre, alle ore 21.15 “Cumbia Fest”: Michele Rodella e l’orchestra “Verde Valle”, per una

serata al ritmo della cumbia sudamericana. Mercoledi 19 settembre , ore 21.15 “Festa del liscio”: grande serata dedicata al liscio con grandi artisti della musica da ballo (orchestra Valentina Valenti; Omar Codazzi; Angelo e Valeria; Raf Benzoni ed Ilaria. Ogni mercoledì e venerdì – sempre alle ore 21.15 – grandi orchestre di liscio. Per tutti gli spettacoli serali previsti da programma è possibile cenare al ristorante Parco delle Terme. Per tutti coloro che prenoteranno una cena, verrà riservato un tavolo sotto la grande Vela per lo spettacolo serale. Informazioni e prenotazioni al telef. 0364- 525503 e 0364525583. In settembre, all’inizio, “Parco dei Balocchi”, giornata interamente dedicata ai bambini ed alle famiglie: apertura stand espositivi di giocattoli, dolci, cioccolato e curiosità giocose. Discoteca “Baby dance”

“Il pulcino ballerino”. Premiazione del concorso per ragazzi diversamente abili “associazione Franzoni corse”; “Dipingi il casco”. Ed ancora: “Dolci e dolcezze”, stand espositivi nel Parco con golosità e giochi; festa di “Acrobazia e danza” (sotto la grande Vela); esibizione su rotelle con il “Pattinaggio artistico Valcamonica” (padiglione Fausta); “Bimbobell show” spettacolo per grandi e piccini (sotto la grande Vela); la “Junior band” di Breno, diretta dal maestro Fabio Pelamatti (padiglione Fausta); “Country show con i Wild Horses” (padiglione Fausta); esibizione ginnica con “Ginnastica artistica Camunia” (padiglione Fausta). Nel corso della giornata: estrazione di premi per tutti i bambini (info-point animazione). I tagliandi per poter partecipare all’estrazione si possono ritirare presso il Parco Avventura. Nel corso dell’intera manifestazione l’ingresso in Terme sarà gratuito. Finalmente anche a Boario è arrivato il “Boario Park Adventure”, la nuova attrazione che ha già riscosso successo in tutta Europa. Il Parco avventura delle Terme di Boario è un luogo di divertimenti per tutti coloro che amano la natura. Immerso interamente nel bosco, si rivolge ad una clientela molto ampia: dai 3 ai 90 anni; alle famiglie, agli sportivi, indipendentemente dal grado di efficienza fisica. In particolare per chi vuole vivere un’avventura nel verde, con una semplice, ma appagante attività fisica. Attraversare un ponte tibetano, salire una scala di corda, camminare in equilibrio sulle staffe mobili fra due piante, superando la naturale paura del vuoto, in un sano esercizio di controllo delle

proprie emozioni, dei gesti. Tutto questo offrono i quattro percorsi di diverso impegno del “Boario Park Adventure”, per sentirsi un po’ Indiana Jones, ma soprattutto per trascorrere qualche ora in sana allegria con gli amici, in tutta sicurezza ed alla fine essere sempre soddisfatti della propria prova di coraggio.

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Sul sito dell’Amministrazione comunale verranno raccolte le immagini più significative inviate dai cittadini

La foto della tua città

“Non bastano mille parole per spiegare la bellezza di una strada, di un monumento, di una piazza, o di qualsiasi altro angolo delle nostra città – sostiene uno scritto pubblicato sul sito “internet” del Comune di Darfo Boario Terme – mentre una fotografia può riuscire molto di più a descrivere tutto questo e molto altro. Il nostro sito ti offre la possibilità di pubblicare le tue foto”. Quindi un invito esplicito a partecipare alla messa a punto del sito “web” municipale, ovviamente non inviando foto di persone, ma scorci di paesaggio. Le immagini vengono poi pubblicate con l’indica-

zione del nome dell’autore e di una breve didascalia, a discrezione dell’ufficio Ced, nella galleria fotografica. Il tema assegnato è “Uno scatto per il ‘web’ del Comune”. Va da sé che saranno ammesse esclusivamente fotografie scattate nel territorio del Comune di Darfo-Boario Terme. Le vedute potranno essere inviate solo in formato digitale, con dimensioni massime di “pixel” 1.600X1.200 e dovranno essere obbligatoriamente in formato JPG. Ogni cittadino potrà inviare un numero massimo di 9 fotografie (anche con più invii) accompagnate da

una didascalia e dal nominativo dell’autore. Le immagini potranno essere utilizzate a discrezione del Comune. Ogni autore dichiara di possedere tutti i diritti sugli originali, sulle acquisizioni digitali e sulle elaborazioni delle fotografie inviate; dà piena assicurazione che l’eventuale pubblicazione dell’immagine non violerà, né in tutto né in parte i diritti di terzi, sollevando completamente al riguardo l’amministrazione comunale da qualsivoglia possibile forma di rivalsa; conserva la proprietà delle opere inviate alla città di Darfo Boario Terme, ma cede i diritti d’uso il-

limitato delle immagini e delle loro eventuali elaborazioni al Comune per tutti i fini da essa stabiliti e nulla potrà essere preteso dall’utilizzo delle stesse. L’amministrazione municipale, ai sensi della legge 196/03 (tutela delle persone e degli altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali) informa che gli utenti che il trattamento dei loro dati personali – che avverrà con modalità informatiche – avrà lo scopo di identificare gli autori delle fotografie nelle varie occasioni in cui queste saranno pubblicate. Anche in questo caso – forse tra qualche tempo, forse tra qualche anno – queste foto potranno essere usate come prova storica: istantanee che dapprima divengon cronaca, poi testimonianza, quindi documento. Fare storia – beninteso quella contemporanea – con documenti anche fotografici. Già dal 2003 l’Unesco del resto ha approvato una “Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale”. Già da qualche tempo Regione Lombardia s’è avviata giustamente su questa strada. Buon ultimo, ora, anche il Distretto Culturale di Valcamonica, tra le sue molte iniziative ha inserito appunto la difesa, la protezione, la custodia delle testimonianze immateriali.

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Montagne & Paesi Una raccolta di firme in Europa a favore della vita nascente

“Uno di noi” E’ in corso dallo scorso mese di maggio l’iniziativa dei cittadini europei denominata “UNO DI NOI”, indetta dal Movimento per la Vita italiano ed europeo per ottenere l’auspicato riconoscimento del più piccolo e indifeso essere umano: il bambino concepito. L’iniziativa intende proporre con una raccolta di firme in tutti i paesi dell’Unione della durata di un anno, alle Istituzioni europee, una dichiarazione degli Articoli Con un toccante saluto delle Consorelle di Bergamo, dei familiari e della comunità di Costa Volpino, si sono svolti il 18 luglio scorso i funerali della missionaria Sr. Costanza Belotti nata il 2-9-’28. La sua vita, dopo l’ingresso a 21 anni nella Congregazione delle Missionarie Comboniane, fu completamente dedicata alle missioni in svariati luoghi e in diversi modi. In Egitto la sua prima opera la vide impegnata per 13 anni come docente di lingua francese in una Scuola ad Heluan località ai confini col deserto del Sahara, in classi di 60/65 alunne con orario continuato dalle 7,30 alle 17: la domenica si dedicava come infermiera alla cura di ammalati poveri e durante la guerra fra Egitto ed Israele nell’ospedale del Cairo ad assistere i soldati feriti fra cui il presidente Nasser. Rientrata nel ’66 si dedica per i seguenti 10 anni all’animazione missionaria a Roma e Messina; quindi il lungo volo per il Messico come Superiora Delegata della Delegazione del Messico, dove opera come madre-maestra delle aspiranti novizie (per ogni giovane, pianta un alberello nel piccolo giardino adiacente la povera casa dove abitano). Nel 1987 è di nuovo in Sicilia quindi per qualche anno in Svizzera, poi a Buf-

1 e 2 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Uomo, al fine di far riconoscere nell’Ordinamento comunitario il diritto alla vita fin dal concepimento, con le conseguenti applicazioni in campo scientifico, della salute e dello sviluppo dei popoli. Come descrive un esponente del Movimento della Vita “mai come oggi è chiaro lo status giuridico dell’embrione umano, grazie a recenti autorevoli

sentenze della stessa Corte Costituzionale e di molte iniziative parlamentari. La ricerca medico-scientifica da tempo ha dimostrato l’identità umana unica e imprescindibile del feto nel grembo materno fin dai primi stadi di sviluppo, insieme a quel misterioso, ma comprovato dialogo biologico che instaura da subito con la madre”. Questo riconoscimento è pure essenziale secondo gli esperti, per una prospettiva più otti-

A Costa Volpino si sono svolti - il 18 luglio scorso - i funerali della missionaria

Un caloroso commiato alla concittadina Sr.Costanza Belotti

falora (BG), a Capo di Ponte come animatrice nella Casa per anziani, dove può contemplare -come dicevala bellezza dei monti della Valle che tanto amava. Dal 2006 al 2012 si trova a Bergamo dove, nonostante la salute precaria opera ancora dapprima in Parrocchia e poi accanto alle consorelle ammalate. Quest’anno avrebbe celebrato i 60 anni della sua consacrazione religiosa, ma dopo una caduta imprevista si è spenta serenamente. Con la sua Comunità di Corti- Costa Volpino dove per un periodo era ritornata anche per curare la mamma

anziana, aveva mantenuto i legami di amicizia con i suoi concittadini, che la stimavano per l’affabilità e lo spirito di fede: nei brevi periodi del suo rientro visitava le famiglie, gli anziani del Pensionato, intratteneva i gruppi giovanili sui problemi della Missione; dal suo esempio nacque qualche vocazione, come espresse durante le esequie la giovane Sr.Fernanda di Volpino, oggi lanciata nell’opera missionaria in tutto il mondo. Senza sfarzo e in grande raccoglimento la Salma di Sr.Costanza è stata accolta nella chiesa Santuario di Corti, sua parrocchiale fin dall’infanzia, dai ragazzi e numerose persone, salutata dalle belle parole della Superiora Sr. Giovanna “ora puoi cantare le lodi del Signore con la tua bellissima voce e con il canto che ha animato per noi liturgie e feste”: quella voce aveva coltivato ed espresso nel coro giovanile del paese, come pure il suo talento di artista/ pittrice dal tocco

mista del futuro dei popoli, molto impoveriti soprattutto in occidente, dall’enorme calo demografico dovuto al fenomeno della denatalità imperante: una risposta comunque necessaria non solo alla crisi morale, ma anche economica e sociale da cui è investito il vecchio Continente. Presentata ai giovani vincitori del 25° Concorso europeo annuale che si svolge ogni anno sui temi più vitali, e alle Autorità Civili e Religiose, l’iniziativa ha oggi il compito di “sostenere la dignità e i diritti di ogni essere umano fin dal concepimento, diritti propri anche di tutti gli inimpeccabile. La celebrazione delle esequie è stata animata dalla presenza dei cugini il teologo Don Giacomo Canobbio e Rocco Bettoli pure missionario comboniano: al termine il toccante intervento della nipote Ester con la lettura espressiva della poesia scritta dalla sorella dal titolo “Donazione”. La realtà misteriosa di una vita donata e spesa per amore come quella di Suor Costanza, non può far dimenticare le sue origini: cresciuta e forgiata in una famiglia unita, da genitori religiosi, generosi verso gli altri, forti nelle gravi difficoltà dovute alle guerre; ora rientrata discreta e riconoscente accanto a loro, lascia un ricordo e un esempio memorabile a tutta la Comunità. R.M.

dividui in condizioni di grave malattia, coma, disabilità e menomazioni. L’obiettivo si articola su tre aspetti significativi per muovere l’opinione pubblica: quello scientifico fondato sulla verità dell’essere, quello giuridico derivato dal principio dell’uguaglianza e quello politico scaturito da una vera scelta democratica. Le adesioni si possono esprimere sia telematicamente ( www.oneofus.eu) su apposita scheda in varie lingue, sia su modulo cartaceo disponibile fra qualche settimana: la raccolta è cominciata a Firenze il 28 maggio a Milano il 30 maggio in occasione dell’Incontro mondiale delle famiglie. Può sottoscrivere ogni cittadino dai 18 anni presentando il

numero della Carta d’Identità o del Passaporto ai Comitati locali delegati alla raccolta firme che verranno poi consegnati alla presidenza del Movimento-Vita. “Un sogno? No- afferma il Presidente l’on Carlo Casini- è una realtà possibile, se sapremo tutti alzarci in piedi insieme uniti per salvaguardare la Vita, insieme per l’Europa”. La presenza di nuclei familiari numerosi provenienti da molti Paesi diversi nelle Giornate milanesi, con la loro viva partecipazione agli incontri e a questa iniziativa “ UNO di NOI” ha attestato ancor più la conferma che la ricchezza più autentica delle famiglie e delle nazioni sono i figli.” R.Belotti


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Figlio di brenesi saliva ogni anno in Valcamonica per visitare la tomba dei genitori. Aveva 93 anni

Ricordo di Mons. Maffeo Ducoli Il grande cuore del vescovo mons. Maffeo Ducoli ha cessato di battere a 93 anni. Entrambi i genitori erano brenesi di antica stirpe e tuttavia Giovanni Maffeo non è nato a Breno, il 7 novembre 1918, per i continui spostamenti della famiglia a seguito del lavoro paterno. Da seminarista, le intere vacanze comunque le trascorreva presso i molti parenti che abitavano qui. Ha sempre considerato la cittadina camuna come la sua patria ed il duomo come la sua parrocchiale. Ordinato sacerdote nel 1942, in piena seconda guerra mondiale, venne accompagnato all’altare da mons. Stefano Regazzoli, allora arciprete, vicario foraneo di Breno. Tanti ragazzi dell’epoca ricordano come la domenica il chierico prima ed il sacerdote poi radunasse tutti i maschietti nella chiesa di san Carlo (a quei tempi non esisteva l’oratorio) per il catechismo. Da noi fanciulli di quegli anni venne subito battezzato come “il prete dai bottoni rossi” per la particolare caratteristica della veste talare tipica della diocesi ligure nella quale era incardinato. Nel dopoguerra, dopo un periodo in cura d’anime, venne inviato a Roma ed avviato alla carriera diplomatica, ove si distinse par-

ticolarmente nel servizio alla Santa Sede in America centrale e latina. Presso il centro san Siro di Breno, in parecchie bacheche son conservate le molte onorificenze ed i diplomi che ebbe e che testimoniano il periodo diplomatico e l’impegno professionale. Tornato nella capitale fu alla segreteria di Stato con mons. G.Battista Montini. Bastava che (un singolo o un gruppo) si dichiarasse brenese alle Guardie svizzere del portone di bronzo, perché non solo si aprissero le porte del Vaticano, ma fosse possìbile ottenere permessi speciali, o ingressi ad udienze papali. Nel 1967, dal papa bresciano Paolo VI viene nominato vescovo ausiliare di Verona, poi nel 1975 divenne titolare della diocesi di

Feltre-Belluno. Come vescovo diocesano si prodigò per il restauro della cattedrale di san Martino, del vescovado e della curia di Belluno, del villaggio san Paolo a Cavallino-Treponti, dalla villa Gregoriana a san Marco di Auronzo; si impegnò moltissimo per la realizzazione del Centro di spiritualità e cultura “Papa Luciani” a santa Giustina Bellunese e del santuario santa Maria Immacolata Nostra Signora di Lourdes sull’Alpe di Nevegàl. Fu l’artefice dei soggiorni estivi di papa Giovanni Paolo II a Lorenzago di Cadore. Il 2 gennaio 1996 la rinuncia alla diocesi per raggiunti limiti d’età. Ducoli fu legato da sincera amicizia col Patriarca di Venezia, il cardinale Albino Luciani, (divenuto poi

Giovanni Paolo I), con Giovanni Paolo II, col parroco di Breno mons. Pietro Gazzoli, (divenuto poi vescovo ausiliare di Brescia), col parroco mons. Vittorio Bonomelli, con mons. Tino Clementi (divenuto poi parroco di Manerbio) e con mons. Franco Corbelli (attuale arciprete di Breno). Avendo sepolto nel cimitero di Breno il padre e la madre, mons. Ducoli, fino a quando potè, non mancò di presiedere le celebrazioni del Triduo dei morti, che annualmente si celebra a gennaio: veniva dalla sede della sua diocesi di Feltre-Belluno, o ultimamente da Verona. Durante il parrocchiato di mons. Bonomelli interpose i suoi buoni uffici affinchè si stabilissero a Breno le Suore Messicane. Contribuì anche finanziariamente, ai restauri della chiesa campestre di san Maurizio, nei pressi del cimitero: per quel tempio antico regalò le campane per il campanile e, tra l’altro, un nuovissimo organo, usato oltre che nella liturgia, per concerti di grande livello. In questo tempio sarà sepolto. Ermete Giorgi

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L’angolo della Poesia

Settembre, inizio (almeno) astronomico dell’ autunno, è la stagione crepuscolare per eccellenza. Da essa vengono ispirati mille paragoni agresti, silvani ed esistenziali: dallo scorrere del tempo, alla memoria, all’approssimarsi di una stagione peggiore.

AUTUNNO

Or che settembre sciacqua l’esperienza del faticoso maturare il frutto, non picchia e non offende la radice che poco d’anzi ancora la sfiancava, la ruga al cielo a forma di moneta che piega, nella sera anticipata. I pezzi di questi ultimi miei anni piangono come amori consumati, volati via nel rogo delle estati bruciate come aborti di speranze, sciami di foglie non ancora morte, che il vento strappa al maturar dell’uva. Ma il grappolo ormai pronto che consumo finisce presto, e cerco quel che avanza mentre la notte si va componendo e troppo poco, illumina la stanza lo sguardo, adulto e buono, di mio figlio ch’ ora sorride, alla mia confusione. Nando Bertoni a mio padre 28-09-2009


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Montagne & Paesi Azioni coordinate per la valorizzazione del territorio

Lago d’Endine osservato speciale L’ambiente lago, inteso meramente come elemento territoriale, rappresenta già per le sue caratteristiche intrinseche un elemento nodale. Tuttavia, spesso, il Lago di Endine è ancora percepito, in alcuni settori e dalle limitrofe realtà territoriali, come una semplice cerniera fra i territori diversi in cui s’intrecciano molteplicità d’interessi. Un po’ quello che capita in situazione analoghe, vedi il Sebino, dove per anni il lago è stato considerato esclusivamente come bacino di accumulo dell’acqua da utilizzare, spesso in modo scriteriato, ai soli fini agricoli della pianura. Forti sono state le pressioni esercitate dagli enti locali per studiare una strategia comune tanto da produrre un progetto “Coordinarsi per Agire Insieme sulle Acque del Sebino” sotto la guida di una cabina di regia che vede presenti tutti gli enti e associazioni che hanno a che fare con il lago. Sulla scia dell’azione promossa dal progetto “Coordinarsi per Agire Insieme sulle Acque del Sebino” e la reale concretezza delle risposte messe in campo che ha “positivamente contagiato” i bacini circostanti, l’ormai ampiamente sperimentata operatività della Cabina di Regia ha piacevolmente allargato l’azione anche ai Laghi di Endine e Moro. Nuovi ambiti, nuovi territori ma con problematiche analoghe e necessità operative che permettono di agire sulle criticità facendo dell’ampio partenariato il miglior mezzo

di confronto ed il miglior mezzo per l’ottimizzazione delle risorse. L’interesse all’ampliamento del territorio di azione da parte degli Enti e Soggetti coinvolti e portatori di spontanee manifestazioni di intenti d’azioni concrete che coinvolgano quindi più bacini lacustri, deve essere chiaramente simbolo di uno dei migliori auspici. In questo senso è nato un nuovo progetto denominato “Interventi di riqualifica dell’ecosistema acquatico

lacustre e degli ambienti naturali del Lago d’Iseo ed interventi di miglioramento delle condizioni biologiche ed ecologiche del Lago d’Endine nonché miglioramento naturalistico e di qualità delle acque del Lago Moro.” -, considerando la stretta interconnessione tra processi partecipativi, corretta valorizzazione economica della risorsa acqua e interventi di riqualificazione, intende proporre azioni concrete, condivise e replicabili, finalizzate al

miglioramento della qualità ambientale nel bacino del Lago d’Iseo, del Lago di Endine e del Lago Moro. In particolare ci si riferisce a interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni ecologiche, chimiche, biologiche e idromorfologiche dei corpi idrici con riferimento alla riqualificazione dei corpi idrici superficiali – già definite in modo condiviso e con ottica di bacino e per le quali esistono già gradi di dettaglio progettuale avanzati - e loro monitoraggio Una linea di azione prevede interventi di miglioramento delle condizioni biologiche ed ecologiche del Lago di Endine che si dividono a loro volta in

altre quattro linee di azione in direzione del risultato comune raggiungibile efficacemente con azioni congiunte su più fronti: interventi di rinaturalizzazione e recupero idraulico delle aree a canneto interrate e degli ecosistemi filtro naturali, miglioramento spondale ed ampliamento delle connessioni di naturalità tra terra ed acqua; interventi di recupero e sostegno delle popolazioni ittiche autoctone per il miglioramento biologico delle acque lacustri mediante il sostegno delle specie caratteristiche mediante la concretizzazione di un incubatoi ittico dedicato alle specie lacustri a servizio dei laghi; interventi gestionali

di contenimento e azione sulle componenti biologiche alloctone (ad esempio pesce Siluro) dominanti e riconosciute impeditive ad un veloce miglioramento delle condizioni ed a sostegno di una più veloce ripresa sistemico qualitative ad opera dei risultati delle azioni proposte da progetto; realizzazione di una campagna di indagine riguardante il contenimento e la rimozione delle microalghe. L’azione coordinata, unitamente ai contributi raccolti per il completamento del progetto, porteranno un sicuro beneficio all’ambiente che gravita intorno al bacino lacustre della Valcavallina.

Buono il giudizio espresso dall’Asl sulla qualità dell’acqua del lago

Un tuffo dove l’acqua è più blu

Anche per la stagione 2012 le acque del lago sono state promosse dall’Asl della provincia di Bergamo. Le ultime analisi effettuate dall’Asl hanno infatti rivelato che la concentrazione dei batteri nell’acqua rientra nei parametri fissati dalla nuova normativa che regola la balneabilità dei laghi italiani. La legge prevede che l’acqua dei laghi, prelevata in vari punti, venga classificata come eccellente, buona, sufficiente o scarsa, a seconda della concentrazione di batteri, in particolare degli Enterococchi intestinali e degli Escherichia Coli. Tredici sono stati i prelievi esercitati in diversi punti e il risultato è stato omogeneo ed ha premiato con un “eccellen-

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zione delle acque di bal- 116/2008), la valutazio- secutivi. E’ stata quinneazione secondo speci- ne delle acque di balne- di aggiornata la classite” la qualità dell’acqua. fici criteri microbiologi- azione si deve basare sui ficazione delle acque di Insomma, un risultato ci. dati delle ultime quattro balneazione delle locapiù che buono. A qualstagioni balneari, oppu- lità controllate sul lago cuno verrà da storcere il Come indicato dalla re su una serie minima d’Endine, che si riporta naso di fronte a tali giu- norma (art. 7 del D.L.vo di n. 16 campioni con- di seguito. dizi, ma la normativa vigente porta ad esprime- LAGO D’ENDINE - CLASSIFICAZIONE STAGIONE BALNEARE 2012 re tali valutazioni. Con (elaborazione dati stagioni balneari 2008 ÷ 2011) l’entrata in vigore del D.L.vo 30 maggio 2008, n. 116 “Attuazione della direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e abrogazione della direttiva 76/160/CEE”, dalla stagione balneare 2009 le acque di balneazione del lago d’Endine vengono classificate secondo una valutazione qualitativa, che si basa sui risultati dell’attività di monitoraggio svolta dall’ASL della provincia di Ber- Le analisi sui campioni sono eseguite dal Laboratorio di Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione Medica dell’ASL di Bergamo. gamo. Oltre ai controlli per la ricerca dei parametri microbiologici, prosegue nell’arco di tutto l’anno 2012 il Il D.L.vo 116/08 preve- monitoraggio per la ricerca di cianobatteri. L’attività di monitoraggio delle acque di balneazione del de infatti, una classifica- lago d’Endine viene svolta in collaborazione con il Corpo di Polizia Provinciale di Bergamo.

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A settembre parte la raccolta differenziata dei contenitori

Ranzanico lascia la plastica fuori dalla porta Per i residenti nel comune di Ranzanico al Lago inizia con questo mese di settembre un periodo sperimentale per la raccolta differenziata dei contenitori di plastica che verrà effettuata porta a porta secondo il seguente calendario: venerdì 7.9.2012 – venerdì 5.10.2012 - venerdì 16.11.2012 – venerdì 14.12.2012 I contenitori di plastica

rale, bibite, olio, succhi, latte, ecc. - Flaconi/dispensatori sciroppi, creme, salse, yogurt, ecc… - Confezioni rigide per dolciumi (es: scatole trasparenti e vassoi interni ad impronte) - Confezioni rigide/ flessibili per alimenti IMBALLAGGI VARI in genere (es. affettati, formaggi, pasta fresca, alimenti in genere (es. IMBALLAGGI VARI (PLASTICA) frutta, verdura) ALIMENTARI pasta, riso, patatine, sa- (PLASTICA) - Bottiglie acqua mine- - Buste e sacchetti per latini, caramelle, surge- NON ALIMENTARI lati) - Flaconi per detersivi, - Vaschette porta – uova saponi, prodotti per l’i- Vaschette per alimen- giene della casa, della ti, carne e pesce La Commissione Cultura del Comune di Casazza ha organizzato la sepersona, cosmetici, acVaschette/barattoli per conda edizione del “Casazza Festival Band 2012”, finalizzato a dare qua distillata etc.. gelati spazio e valorizzare le band musicali del territorio. - Contenitori per yo- - Barattoli per confeIl concorso prevede delle serate di esibizione presso la Locanda “Gna gurt, creme di formag- zionamento di prodotti fat gna salat” di Casazza, vari (es. cosmetici, artigio, dessert da quantificare in base al - Reti per frutta e ver- coli da cancelleria, salnumero di iscrizioni che viette umide, detersivi, dura perverranno, alle quali - Shoppers e imballag- rullini fotografici) seguirà la serata finale gio secondario per bot- - Shoppers e imballaggi del 24 Novembre presso tiglie di acqua minera- secondari per bottiglie la sala della Comunità le/bibite e similari (es. di acqua minerale/bibidi Casazza. Le iscriziocarta igienica, scottex, te o analoghi ni, da effettuare medianecc….) te l’apposito modulo - Barattoli per alimenti - Blister e contenitori ricon allegata copia della gidi e formati a sagoma in polvere ricevuta di versamento - Contenitori vari per (es. gusci per giocattoli, della quota di iscrizione pile, articoli da cancelalimenti per animali di € 20,00, vanno invialeria, gadget vari, arti- Coperchi te alla Biblioteca comunale all’indirizzo mail serv.biblioteca@comune.casazza.bg.it, al n. di fax 035812688 oppure consegnate a mano, entro il termine perentorio del 24 Settembre 2012. Premi: • Attestati di partecipazione a tutte le band • Attestato di finalista per le prime dieci classificate DUECI SERVIZI • Al 1° classificato premio di € 500,00 Via Pertegalli, 3 • 24060 Endine Gaiano (BG) • Al 2° classificato premio di € 300,00 T +39 035 826450 • F +39 035 8232260 • Premio giuria tecnica € 200,00. Questo premio può essere assegnato dueciservizi@gmail.com a una band o a un singolo musicista (anche non pervenuto in finale). dovranno essere inseriti in sacchi trasparenti che potranno essere depositati dopo le ore 20.00 del giorno antecedente la raccolta e comunque entro le ore 6,00 del giorno stesso. Cosa è possibile differenziare:

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coli da ferramenta e per il “fai da te”) - Scatole e buste per confezionamento di capi di abbigliamento (es: camicie, biancheria intima, calze, cravatte) - Vaschette per alimenti e, imballaggi di piccoli elettrodomestici di Polistirolo Espanso - Sacchi, sacchetti, buste (es. sacchi per detersivi, per prodotti per giardinaggio, per alimenti per animali) - Vasi per vivaisti Tutti questi materiali devono essere puliti e non devono contenere residui di prodotto. Dal 1 settembre la plastica non potrà essere smaltita con la frazione secca (sacco viola trasparente) Serramenti in alluminio e pvc Arredo scuola, comunità e società sportive Carpenteria varia in metallo


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Non è un trastullo fanciullesco, ma un gioco collettivo di piazza per adulti che, un tempo, coinvolgeva l’intera platea comunitaria per un rito festivo nei paesi delle valli bresciane

La “bàla creèla”

Si tratta dell’antico gioco collettivo di piazza, praticato ancora oggi in Valcamonica. A questa particolare categoria dell’Homo ludens ha dedicato una pubblicazione Gian Franco Comella, studioso di Artogne, che – in sede di premessa – spiega come un gioco risulti utile per comprendere coscienza e specificità di un percorso storico. Era necessario non lasciar affondare nell’oblio una pratica secolare che ha costituito un aspetto importante nel modo di essere delle passate generazioni. Giustamente l’autore ricorda che già dal 2003 l’Unesco aveva approvato una “Con6x4.pdf 1 24/07/12 venzione per la Salva-

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guardia del Patrimonio Culturale Immateriale”, dove si reputava degna di tutela la sfera di conoscenze, pratiche, tradizioni che gruppi e comunità consideravano parte della loro eredità culturale. “Cultura, cioè – continua Comella - in una accezione ampia: un universo valoriale precipuo comprensivo di storia, caratteri, narrazioni, atmosfere, saperi, sentimenti”. Ed ancora: “La “bàla creèla” non è un trastullo fanciullesco, ma un gioco collettivo di piazza per adulti che, un tempo, coinvolgeva l’intera platea comunitaria e che per un lungo periodo storico ha 15.42 connotato il rito festi-

vo nei paesi delle valli bresciane”. Oggi - lamenta a giusta ragione l’estensore del saggio - la piazza del paese non è più lo spazio fisico dove si esprimeva e trovava sublimazione la socialità. Ai nostri giorni spazi e modalità son stati stravolti e sconvolti: a luogo deputato è stato assunto l’ambulacro che attraversa il centro commerciale, ove le famigliole al completo si precipitano la domenica pomeriggio per celebrare becere liturgie consumistiche, per confrontarsi e quasi quasi per confortarsi. Poi però, la voglia di stare insieme cacciata dalla porte rientra dalla finestra: per

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esempio a Ferragosto nelle piazze e piazzette dei borghi valligiani si innalzano padiglioni ove ogni sera si commemorano i prodotti locali con cene frequentatissime, più per stare insieme che per amore delle salamelle alla griglia. Il gioco della bàla creèla entrato in sofferenza a metà del 1900 sopravvive ancora in alcuni Comuni della vallata dell’Oglio: Terzano, Angolo Terme, Angone, Ono san Pietro e Gianico. Il termine bàla deriva dal latino pila ed il gioco ebbe enorme popolarità in terra camuna, dal lago al Tonale. Poi c’è la creèla, o l’arnese conosciuto anche come tamburello. Col tempo la pallina cambia adeguandosi, sino a quella in gomma piena, attualmente in uso. Non manca allo studio di G. Franco Comella una sacrosanta incursione anche nel vernacolo; ad esempio bèla, rivincita (usato anche per i giochi a carte); cöramèla, striscia in pelle, utilizzata da taluni a protezione del palmo; ladì, agile; rengà, avere atteggiamento e parole litigiose; tó onda, prendere rincorsa. Segnalia-

mo questa sorta di vocabolario personalizzato agli studiosi camuni (per esempio Antonio Stefanini di Corteno Golgi; Mauro Fiora di Darfo Boario Terme; Giacomo Goldaniga di Borno, Dino Marino Tognali di Vione, ecc. ecc.) che si occupano dello studio del nostro dialetto e che hanno compilato a questo proposito vocabolari. L’opera del Comella termina poi con una interessante rassegna di foto di paesi, piazze di gioco, personaggi che, soprat-

tutto in passato, hanno costituito la struttura portante di questo intrattenimento popolare. Fotografie usate come prova storica: istantanee che divengono dapprima cronaca, poi testimonianza, quindi documento. Fare storia insomma – beninteso quella contemporanea – con documenti fotografici, dopo aver peraltro già onorevolmente battuto la via della ricerca per così dire tradizionale cioè quella di documenti d’archivio. Ermete Giorgi

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Paspardo, ottima riuscita del ritiro pre-stagione del Karate Master Rapid CBL

Una buona stagione inizia dal ritiro

Così una rappresentativa di atleti del Karate Master Rapid CBL, nella settimana dal 14 al 20 agosto sono stati impegnati in un importante stage denominato “Karate on the Mountain Paspardo 2012”. Questo raduno di Karate, svolto a metri 1000 nella bella cittadina di Paspardo, ha avuto l’autorevole supervisione tecnica del Maestro Francesco Maffolini, coadiuvato per l’occasione dai tecnici Oscar Pe, Giulio Bellini ed Eduard Agaston. I 40 ragazzi coinvolti hanno potuto godere di un panorama montano suggestivo, alloggiando presso la “casa vacanze” di Paspardo, usufruendo delle strutture sportive

e dei locali della scuola Elementare predisposti dal sodalizio con 200 metri di tatami. Durante il ritiro, in cui c’è stato spazio per escursioni, partecipazione a concerti e allenamenti notturni, i ragazzi hanno trascorso una settimana fantastica: accompagnati da un clima decisamente estivo hanno potuto affinare la propria tecnica mettendosi alla prova e confrontandosi con i numerosi campioni di karate presenti. Lo Stage si è chiuso con un pranzo nel quale sono intervenuti anche i genitori. Durante il periodo del raduno, il viceSindaco Dassa ed il Sindaco De Pedro, hanno seguito da

vicino l’iniziativa e non hanno mancato di ringraziare gli organizzatori ed elogiare i ragazzi distinti per entusiasmo, disciplina ed impegno. Nel discorso di chiusura, il Maestro Maffolini ha sottolineato la grande disponibilità dell’amministrazione comunale di Paspardo che ha permesso lo sviluppo di un progetto dagli altissimi contenuti educativi e formativi. Per il Club di Francesco Maffolini un’altra iniziativa figlia della politica di confronto continuo che i dirigenti del Club hanno ricercato sin dalla fondazione e che ha portato ha risultati sportivi e di promozione davvero entusiasmanti.

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Il Karate Master Rapid 8 medaglie WKF agli Open di Lignano Lignano Sabbiadoro, 26 agosto 2012. Tribuna gremita, al palasport Ge.Tur per la gara di Karate Internazionale denominata “27° Open Internazionale Lignano 2012”, una festa legata al karate agonistico che ha visto coinvolti ben 1200 atleti. Di altissimo profilo il livello tecnico, garantito dalla presenza di atleti affermati, molti dei quali appartenenti alla Squadra Nazionale Giovanile e di Club stranieri. In questo contesto, il Karate Master Rapid CBL è riuscito a migliorare le 6 medaglie conquistate nel 2011, aggiudicandosi stavolta ben 8 podi. La gara è stata il felice epilogo di una settimana di allenamenti presso le strutture friulane, sedute alle quali ha partecipato,

nelle sessioni destinate ai tecnici, anche il Maestro Francesco Maffolini, il quale ha potuto così aggiornarsi sulle ultime ed innovative metodiche di allenamento. In questo prestigioso evento sportivo marcato Fijlkam, la squadra di Maffolini ha ottenuto un bottino di 5 medaglie di bronzo con Nicole Chiodi, Matteo e Francesco Landi, Giulio Sembinelli e Pierpaolo Bonalda (Cadetti WKF) 2 d’argento con Oscar Pe ed ancora Pierpaolo Bonalda ma stavolta nella cat. Eso B e 1 medaglia d’oro a squadre, grazie al prestito di Serena Peluchetti alla Fudochi Karate di Trenzano, un trio Raccagni/Gabrieli/Peluchetti ben rodato, già rappresentate giovanile del CTR Lombardia per tutto

il 2012. La Master Rapid è stata tra i pochi Club ad ottenere podi sia nel kata che nel kumite, rendendo in parte misurabile la filosofia di una scuola, quella del Maestro Maffolini, che continua ad essere competitiva a livello nazionale in entrambi le specialità. La gara chiude una stagione sportiva 2011/12 ricca di successi ottenuti in gare di alto profilo, sicuramente la migliore stagione in assoluto dalla fondazione del Karate Master Rapid CBL per traguardi agonistici e promozionali e soprattutto per il felice esito dei progetti educativi e formativi affrontati. Ora l’attenzione dello Staff di Maffolini sarà tutta per la riapertura dell’attività corsistica prevista per lunedì 3 settembre 2012.


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