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Educazione Spirituale da 0° a 60°

1.

2.

MARTINI

E’ il re dei cocktail. Semplicissimo, perciò difficile da mascherare. Doti essenziali: un certo Gin, un certo vermouth, molto freddo, poco acqua, il twist di limone finale, coppette classiche triangolari. Il Noilly Pratt è un antico vermouth francese, che i bar di rango utilizzano. Somerst Maugham diceva che : “Il peccato sta all’ uomo come il Noilly Pratt al Martini” e aveva ragione, perché il suo effluvio è essenziale. Oliva verde trapassata dallo stuzzicadenti, ampiamente facoltativa. Si beve la sera, dopo il tramonto. Ognuno, si sa, ha il suo Martini. Il mio è questo:

Ingredienti

Mettete in un mixing glass (il grosso bicchiere di vetro per miscelare) ghiaccio in abbondanza, aggiungete il Gin e il vermouth.

Girate vorticosamente con la bacchetta detta stirrer.

3.

4.

6 cl.

0,50 cl.

Hemingway

Se ci amiamo abbastanza da smettere un po’ delle vecchie abitudini, una possibilità esiste: si chiama videogioco indipendente. Nei primi Arcade tutto quello di cui disponevi era un fondale piatto su cui far muovere qualche figura. Il videogioco indipendente percorre questo nuovo dogma: proporre ai loro spettatori/attori nient’altro che il suo nucleo: l’idea. Nuda da ogni orpello poligonale. Nascono decine di giochi con l’unico scopo di farti scordare un dettaglio: quella con cui stanno dialogando altro non è che una macchina. Il videogioco torna improvvisamente ad essere un mezzo. Come la fotografia, la musica, la pittura, le parole. Uno strumento che ci chiama in causa e domanda un valore ed un potere. Se un tempo sia il valore che il potere di questo mezzo veniva deciso da qualcun’altro, lo stesso che veniva pagato per vendercelo, oggi il videogioco indipendente ci consegna gli strumenti per metterci noi, in gioco, e decidere.

Dimartino Sarebbe bello non lasciarsi mai, ma abbandonarsi ogni tanto è utile.

Today I Die (vedi anche I wish I were the moon, Storyteller) di Daniel Benmergui Un piccolo haiku, veloce ed efficace. Dead world, full of shades, today I die. A voi salvarlo. Samorost, Machinarium e Botanicola di Amanita Design Tradizione senza troppi sentimentalismi. Il genere più famoso: il punta e clicca. Rivisitato ed adattato. Due piccoli capolavori, consigliatissimi. The Company Of Myself della 2DArray Uno dei tanti giochi che ci prende giustamente in giro. Ogni mossa che fate sembra essere già stata prevista, come uscirne?

Knytt Stories dei Nifflas È il più classico dei platform a scorrimento. Ma anche il più diverso. A voi scoprire il perché.

Il più grande scrittore bevente, lo esigeva “stirred”, cioè girato e non agitato nello shaker.

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DiscoTweet

Feed the Head di Patrick Smith Un flash-game (dal nome della piattaforma utilizzata per crearlo) molto artsy, quasi magrittiano. Interagire, scoprire, costruire o talvolta indovinare un percorso; un viaggio dentro la testa del creatore, dentro le sue visioni.

di vermouth secco (Noilly Pratt); la buccia sottile d’un limone.

testi tratti da C’era una vodka di Sapo Matteuci (ed Laterza), illustrazioni di Isadora De Re

Guida per riconoscere i videogiochi indipendenti

Every day the same dream di Molleindustria Esempio italiano di videogame indipendente. Semplice, potente, senza troppi peli sulla lingua.

di Gin Hendrck’s (bottiglia nera da farmacista primi Novecento, etichetta romboidale retrò);

Poi, rapidi, con l’aiuto dello strainer ( il colino circolare) versate il tutto in una coppetta precedentemente gelata nel freezer.

Strizzateci la buccia di limone (eventualmente da lasciarci naufragare) per donare qualche microgoccia di olio essenziale. L’ala fredda del ghiaccio, che incrocia il secco gin profumato dal vermouth è la misura aurea del Martini.

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Life of D. Duck di Bjørnar e Audun Un punta e clicca riconvertito in valuta lynchana. Psichedelico e folle. Passage e Sleep Is Death di Jason Rohrer Due degli esempi più importanti della portata comunicativa degli Indie Games, una lezione sul come l’idea possa sovvertire il concetto di immagine perfetta ridisegnandola attorno al pixel.

One chance della AkwardSilence Tra sei giorni il mondo finirà e dovrai prendere molte scelte. Ma potrai prenderle solo una volta. A gioco finito il tuo computer verrà registrato in modo da non darti un’altra possibilità per rigiocarci. Come ti comporterai? You have to burn the rope di Mazapan È una presa in giro, brillante, di come i videogiochi di oggi dialogano con i loro videogiocatori. The path dei Tales of tales Poetico, incomprensibile, meraviglioso. Il viaggio di cappuccetto rosso, il suo smarrimento e la sua paura. Don’t Look Back e VVVVVV di Terry Cavanagh Due platform innovativi che dimostrano come si possono sovvertire le regole, per scoprire qualcosa di nuovo.

di Marco Pisoni

Come un libro di storia. Appassionante e spaventosamente vero. Da consumare con intensità. A piccole dosi, preferibilmente dopo colazione.

Amor Fou - Cento Giorni Da Oggi

Sentendolo, si vorrebbe essere malinconici. Ma non si può. Di Amor Fou ne servirebbe di più.

Maria Antonietta - Maria Antonietta

Le donne, chi le capisce è bravo perché ha ascoltato Maria Antonietta.

Afterhours - Padania

Gran bel disco degli Afterhours. Gran bel disco? Padania sì, Padania no, Padania bum. Ai posteri l’ardua sentenza. Intanto, grazie Xavier.

Colapesce - Un Meraviglioso Declino

Ho bisogno di lavarmi le mani, ho sete e devo fare pipì. Non riesco a concentrarmi. Metto su il disco, mi resta la sete.

Il Triangolo - Tutte le Canzoni

“Nessuna pietà per quelli che odiano gli anni sessanta” è una verità che in spiaggia avrà successo almeno quanto

Loved di Alexander Ocias È un gioco che ci parla di scelte e della capacità di scegliere. Fly Guy di Trevor Van Meter Questo è davvero difficile da spiegare, andrebbe provato. Journey della thatgamecompany Non sei fatto di nient’altro che vestiti e davanti a te hai un deserto infinito. Ogni tanto, casualmente, internet ti offre la possibilità di continuare il tuo viaggio con un compagno. Non sai dove stai andando e non ti importa. Superbrothers: Sword & Sworcery ep della Capybara Games Colonna sonora di Jim Guthrie e grafica 8 Bit: un’avventura vecchio stampo nella quale condurre il tuo cavaliere alla conquista di fama e gloria. Con stile.

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Numero 2 - giugno/agosto  

www.dudemag.it

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