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Pag. 1 - Faccia a faccia tra i grandi dei licei scientifici Pag. 2 - speciale sicurezza nella scuola Pag. 3 - DSAS: dagli studenti alle scuole Pag. 4 - tempo di auguri per il nuovoo anno. - intercultura Pag. 5 - writers’ corner: il paradiso oscuro Pag. 6 - oroscopo Pag. 7 - giochi

settembre 2012

FACCIA A FACCIA TRA I GRANDI DEI LICEI SCIENTIFICI

Si guardano un po’ di sottecchi mentre entrano nel salone e si siedono fianco a fianco. Forse pensano a quello che dovranno dire, a quali parole utilizzare per dimostrare di avere qualcosa in più rispetto agli altri due. Fingono noncuranza, ma il senso di trepidazione è palpabile nel loro cercare di carpire da uno sguardo la strategia del rivale. Fanno un bel respiro, e si preparano a cominciare. Nome? EA: Edoardo Amaldi. FL: Filippo Lussana. LM: Lorenzo Mascheroni. Data di nascita? EA: 5 settembre 1908. FL: 17 dicembre 1820. LM: 13 maggio 1750. Professione? EA: Fisico. FL: Medico condotto e fisiologo, all’occorrenza letterato. LM: Matematico e letterato. Tutti e tre avete avuto l’onore e il privilegio di essere stati scelti come dedicatari dei tre più noti e frequentati licei scientifici della provincia di Bergamo; perché uno studente oggi dovrebbe scegliere di studiare presso il vostro liceo e non in un altro? EA: Essere lontani dal centro cittadino significa limitare il caos che di esso è tipico, nonché lo smog che con quelle vostre moderne autovetture create, il che non può che essere un toccasana per i pol-

moni di quei poveri ragazzi. FL: Quanto a posizione, il liceo a me intitolato certamente non conosce rivali: è perfettamente raggiungibile tramite ogni servizio di trasporto pubblico. Ci si toglie il peso di dover cambiare mezzo, il che, tra l’altro, permette agli studenti di rilassarsi e dormire ancora un po’ prima di cominciare le lezioni, cosa di cui molti avrebbero bisogno… LM: Se è di località che parliamo, il mio istituto ha il pregio di conciliare perfettamente i vantaggi precedentemente descritti, essendo dislocato a Bergamo, ma in una posizione meno centrale e caotica. E poi, va detto, abbiamo il miglior bar che un istituto scolastico possa desiderare. E da un punto di vista strettamente didattico? EA: Docenti preparati e allievi che sanno il fatto loro, niente

di più desiderabile. FL: Pare che lei abbia fatto la descrizione del liceo sbagliato, parlava forse del mio? LM: La perfezione. Tante parole non servono. (continua pag. 3)

PROMEMORIA i nno, come ormai da 3 ann Rieccoci qua! Anche quest’a i par di ti ten bat i re riap DSAS a questa parte Intervallo ven serie “le disgrazie non passo con la scuola (per la scorso vi lasciammo senza no L’an ”). gono mai da sole ce l’esame di maturità: le trac dirvi la grande novità del voi, te dire a!» sfig e «Ch t. inviate a scuola via interne noe allora un maturando ai «Ma chissene fo…» ci diss oanc o libr un su hi con gli occ stri microfoni (inesistenti) e ant dor leo ma e ioso cur un o ra incelofanato ed esibend per Ora ni in zona deretano. rigonfiamento dei pantalo novità vi doniamo un Cade bon sea evitare altre nau alle disgrazie di questo nuo lendarietto per prepararvi ia. talg bre: Momenti di nos vo anno. Iniziamo. Settem alcol e bikini non appena tra a sat pas Vi manca l’estate fe. onabile della vostra pro vedete quella cozza imperd (continua a pagina 3)


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Speciale sicurezza nelle scuole intervista a Patrizia Graziani

Prima uscita per quest’anno. Abbiamo deciso di aprire in bellezza con un’intervista -in due parti- a Patrizia Graziani, direttore dell’Ufficio scolastico provinciale (che in soldoni vuol dire che è il preside dei presidi di Bergamo) per chiedergli lumi sulla sicurezza delle nostre scuole e non solo. Nell’inchiesta sull’edilizia scolastica che realizzammo lo scorso anno erano trapelate parecchie magagne: infiltrazione d’umidità in varie scuole, resti di amianto, fortunatamente non respirato, al Natta a al Tecnico-Commerciale di Romano; e poi le crepe lasciate dagli ultimi terremoti al Betty Ambiveri (Presezzo) e al Sarpi, aule troppo calde o troppo fredde, palestre non a norma… Lei conosce queste situazioni? Non le particolarità di ogni scuola, ma il quadro generale, che non è solo bergamasco e può interessare tutta l’edilizia scolastica italiana. Come mai queste scuole sono anche da anni in certe condizioni? Le scuole vivono una situazione di mancato rinnovamento che si trascina da sempre, non c’è mai stato un forte piano d’investimento per costruire edifici nuovi. Gli ultimi grossi interventi avvennero col boom economico degli anni ‘60-’70, dove si spese molto e ci fu il maggior aumento di studenti, soprattutto nelle superiori. Dopo l’edilizia rallentò e subentrarono altri problemi. Di fatto gli edifici sono datati, pochissimi sono nuovi, alcuni sono storici e di interesse artistico come il Sarpi e creano problemi di manutenzione, ma fortunatamente non è un problema così diffuso. Quindi è soprattutto un problema di pecunia? Sì. Gli edifici delle scuole medie, elementari e materne sono di proprietà dei comuni mentre le superiori sono della Provincia e spetta a loro garantirne manutenzione ordinaria e straordinaria. Poi ci sono piani nazionali che sovvenzionano gli enti per l’edilizia scolastica. Il Ministero però ha un bilancio occupato al 97% da stipendi per insegnanti e personale amministrativo, quindi ha poche risorse libere per altri interventi e, anche se le mettesse a disposizione, non coprirebbe il fabbisogno.

Dopo il crollo di una elementare a San Giuliano di Puglia e di un soffitto in un liceo di Rivoli che uccise un 17enne ci furono forti reazioni. Per mettere l’attenzione sull’edilizia scolastica è necessaria una tragedia? Non credo gli amministratori hanno tra le loro priorità l’intervento sull’edilizia scolastica: non ho mai conosciuto sindaco, presidente di Provincia, assessore all’istruzione o all’edilizia scolastica che non abbia a cuore le strutture scolastiche. Non aspettano tragedie, san bene che c’è necessità d’intervenire e lo stanno facendo perché hanno un programma e inseriscono sempre le scuole nel piano delle opere pubbliche, anche se devono fare i conti con i loro bilanci. Il problema grosso è la mancanza di risorse straordinarie: soprattutto di questi tempi con la crisi che attraversiamo ci sono sempre meno soldi e sempre più emergenze, come nelle politiche sociali, che quindi fanno dirottare certe risorse.

Lei conosce l’entità dei finanziamenti pubblici all’edilizia negli ultimi anni? Questi dati non arrivano a noi. Vanno agli enti locali: Provincia e comuni. Negli ultimi anni cosa han fatto le istituzioni per diminuire questi problemi? Hanno fatto molto. Sono andata a inaugurare molte scuole nei comuni e ciò significa attenzione verso l’edilizia scolastica perché hanno investito nella ristrutturazione completa di medie, elementari e materne, tant’è che nella bergamasca abbiamo tante strutture nuove: non è facile vederle perché non è facile nemmeno vedere assessori attenti verso il servizio d’istruzione. La stessa cosa ha fatto la provincia che ha messo in campo molti interventi e sta organizzando cose interessanti. Apprezzo l’iniziativa voluta dal preside del Lussana: riqualificare il cortile interno e costruire la palestra in accordo con la provincia che stanzierà metà dei soldi, l’altra metà invece saranno contributi raccolti tra privati, comitato ex-studenti, fondazioni e sono cifre importanti. È un bell’esempio di collaborazione pubblico-privato per un fine comune che rovescia l’ottica mentale secondo cui è tutto un dovere della provincia. Vorrei però ribaltare la domanda: cosa fanno gli studenti per mantenere le scuole pulite ed efficienti? Purtroppo noto poco rispetto nell’utilizzo delle strutture pubbliche: vedo spesso scritte sui muri, bagni maltenuti soprattutto nelle superiori e non sono certo gli assessori a fare certe cose, come i buchi nei banchi coi punteruoli. Una coscienza civica migliore contribuirebbe a mantenere risorse per lo scopo a cui sono stanziate, mentre queste azioni richiedono interventi per cambiare l’arredo, ritinteggiare ecc. e hanno un costo che sottrae risorse per altri interventi. Oltre a non distruggere poi gli studenti possono fare molto impegnandosi in interventi utili alla scuola e magari in periodi in cui non ci sono le lezioni possono armarsi come al Mascheroni di pennello e pittura. La scuola non è un apparato dove si consuma solo un servizio, è anche un luogo dove viviamo e questo vorrebbe dire sentirsi parte della scuola responsabilizzandosi. (Continua nel prossimo numero) A cura di Andrea Birolini, Laura Carminati, Francesco Parimbelli, Roberto Pinotti e Daniele Tarolla


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Le nostre scuole non sono in buonissime condizioni e purtroppo è sotto gli occhi di tutti. I banchi sono rotti così come le sedie, le porte dei bagni sono danneggiate, i muri sporchi, pieni di scritte e di graffiti e nessuno “caccia” i soldi per sistemarli. Ora, è facile criticare le istituzioni, è ancora più facile scendere in piazza a manifestare e a fare casino spinti da motivazioni più o meno valide, ma è tutto qua quello che possiamo fare? Non potremmo rimboccarci le maniche e mirare ad azioni magari più impegnative ma di sicuro più concrete? Non voglio dire che i comuni e le province siano esonerati dal mantenere adeguata l’edilizia scolastica, anzi, dovrebbe essere una delle loro priorità. Il mio dubbio chiede cosa potremmo fare in prima persona noi studenti per aiutarli a fornirci delle belle scuole. Già in alcuni istituti si sono affermate iniziative private di studenti, comitati genitori, rappresentanze varie e quant’altro: per esempio all’istituto G. Natta si svolge la giornata della pulizia, che vede molti alunni impegnati nella sistemazione del giardino e del cortile della scuola. Al Liceo Lussana, invece, ha preso piede una raccolta fondi tra studenti ed ex-studenti con lo scopo di coprire la metà delle spese per costruire la nuova palestra, mentre l’altra metà

sarà versata dalla provincia. Queste iniziative sono molto apprezzabili ma si può fare anche altro. Tutti noi studenti potremmo metterci una mano sulla coscienza e domandarci come mai ci sono sedie, banchi e porte rotte, come mai cosi tante scritte sui muri, come mai tutti questi danni nelle nostre scuole. Penso che più o meno tutti siano a conoscenza della risposta. il diritto allo studio in strutture adeguate non è solo nostro, è di tutti e noi non possiamo permetterci di privare i nostri compagni e nostri successori di questo diritto compiendo azioni facilmente definibili vandaliche. Se tutti noi prestassimo più attenzione e cura per le strutture che ogni giorno ci troviamo a frequentare di sicuro le istituzioni avrebbero meno soldi da sperperare per risistemare i nostri danni e più capitali da investire in azioni maggiori come la bonifica dell’amianto dalle scuole più vecchie oppure la sistemazione dell’impianto murario o della pavimentazione dove serve. Tutto questo discorso non è per fare del facile moralismo ma per farci rendere conto che possiamo fare molto per le nostre scuole, perché la scuola è prima di tutto degli studenti e proprio per questo dobbiamo essere noi i primi a “proteggerla”.

Francesco parimbelli

Francesca Di Massimo

dsas

dagli studenti alle SCUOLE

Cosa pensate della novità del dare la possibilità di studiare presso un liceo scientifico senza la necessità di imparare il latino? EA: I tempi cambiano, bisogna aggiornarsi. A quanto pare oggi si ritiene che non sia più necessario. Anche se devo dire che la cosa mi lascia un po’ perplesso, sarebbe come smettere di studiare la storia perché bisogna vivere il presente. Se poi si considera che se esso non ci fosse stato nessuno di noi oggi parlerebbe italiano… Ma forse sono troppo nostalgico. FL: Niente di più vero. LM: Mi ha tolto le parole di bocca.

L’ostilità iniziale sparisce completamente, lasciando immediatamente il posto ad un animato discorso. Basta poco per cancellare vecchie tensioni. Ci sono cose che mettono d’accordo tutti.

Uno sguardo di assenso scorre fra i tre.

Una riflessione riguardo alla scuola italiana? EA: Il livello resta ancora alto, non ovunque chiaramente, ma almeno per quanto riguarda le scuole superiori non ci si può lamentare. Certo è che tagliare fondi, risorse e orari non aiuta. FL: Pienamente d’accordo. L’istruzione deve sempre restare il primo campo di investimento, se si vuole davvero che il Paese progredisca. LM: Sante parole. Altrimenti come è possibile formare individui in grado di non farsi sottomettere?

dagli studenti agli studenti

DSAS:

(continuo pagi 1: faccia a faccia tra i grani dei licei scientifici.)

(promemoria, continuo di pagina 1)

Autunno: stagione di manifestazioni. Gruppetti di sinistra egemonizzati da giovani attivisti in erba (molto in erba) sfilano contro i nemici dell’umanità: la scuola autoritaria, il Governo Monti, il sistema corrotto, la borghesia, i massoni, i rettiliani e Luciano Moggi. Dicembre: i profe interpretano male questo mese caratterizzato da regali e vacanze e regalano molte verifiche all’ultimo minuto e altrettanti compiti per le vacanze. Primavera: periodo di tregua. Poche verifiche e varie iniziative ludico-procreative da fare come carnevale, cogestione e altre menate. Maggio: Verifiche. Poi interrogazioni. Infine molte altre verifiche. Giugno: un inspiegabile fenomeno estivo appare tra lo sbigottimento di Studio Aperto e di altri che hanno poco da dire di interessante: il caldo. Segue forte sudorazione fetenziale tra i banchi e Dante riuscirà a riveder le stelle. Estate: la gioia di (quasi)tutti gli studenti è l’Apocalisse per i quintelloni in attesa della maturità: molti di loro si danno alla macchia e persino i più atei invocano Padre Pio e fanno un voto alla Madonnina del Cavolo Verza. Poi il ciclo ricomincia, ma per ora siamo ancora a settembre. Divertitevi.

La redazione


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TEMPO DI AUGURI PER IL NUOVO ANNO

INTERCULTURA

Ti auguro la cosa più semplice che conosco, la cosa più semplice che esista, ma allo stesso tempo la cosa più complicata da usare, e che la maggior parte delle persone, credendola banale, butta via… Ti auguro semplicemente del tempo: il tempo per poter ridere ed essere felice; il tempo per poter essere felice ed avere il broncio, il tempo per capire che il vivere sta nel saper soffrire e nel saper sorridere; Ti auguro il tempo così da poter essere più calma, e poter fare le cose non di fretta; ti auguro il tempo di poter fermare il tempo. Ti auguro il tempo così che te ne rimanga da conservare; Ti auguro il tempo per poter pensare ogni mattina: “oggi quel’è il mio scopo?”, ed ogni sera”oggi in cosa son migliore?” Ti auguro il tempo per poterti stupire e per stupire. Ti auguro il tempo per non andare ad aggiustare l’orologio rotto; il tempo per non continuare a guardare l’ora. Ti auguro il tempo per crescere ma anche per tornare bambina. Ti auguro tempo per lasciare certezze ed inseguire sogni; di ridere di te, dopo aver rifiutato di seguire un consiglio dell’amico saggio. Ti auguro il tempo di farti delle domande. Ti auguro in definitiva il tempo per vivere, che è diverso del mero esistere: “il vivre comporta uno sforzo ben maggiore che il semplice respirare”!

Fabio Fusco

Quanti di voi quest’estate sono andati in vacanza all’estero? E quanti di voi c’andranno durante la pausa natalizia? E nessuno di voi ha pensato di andare un intero anno all’estero a studiare? Da più di quarant’anni esiste un’associazione ONLUS chiamata “Intercultura”(e attenzione, non è l’unica) che si occupa proprio di questo, viaggi di studio e scambi culturali in tutto il mondo. Più di 1500 ragazzi ogni anno prendono al volo questa incredibile occasione, e prendono il volo verso incredibili mete!Cina, Finlandia, Argentina, Stati Uniti, Sud Africa, sia che vogliate conoscere ed immergervi in una cultura completamente diversa da quella europea, sia che vogliate sperimentare un sistema scolastico super avanzato o ancora mettere il naso fuori casa, troverete sicuramente qualcosa che fa al caso vostro. Il percorso è personalizzabile, nessuno è costretto a scegliere il viaggio di un anno intero, è possibile stare per il semestre o il trimestre, oppure ancora

durante le vacanze estive per solo due settimane, come per una regolare vacanza studio. E a proposito di studio, Intercultura vi assicurerà il percorso scolastico più simile al vostro tra quelli dello stato ospitante, di modo da poter mantenere un minimo di coerenza. Inoltre al rientro in Italia, lo studente affronta degli esami integrativi per l’ammissione all’anno successivo, quindi tranquilli, non è automatico il ripetere l’anno. E’ l’occasione per vivere qualcosa di straordinario, trovarsi in una famiglia che non parla la tua lingua e affrontare la scuola in terra straniera non è una sfida da tutti ma è quel tipo di esperienza che ti segna, ti fa guardare il mondo da un’altra prospettiva, spesso più ampia, e ti arricchisce di qualcosa di cui siamo sempre più poveri: apertura mentale. Il confronto spontaneo e naturale con le diversità e con le difficoltà aiuta a crescere, non ti fa diventare grande, ti fa diventare uomo o donna. Edoardo Marcarini


pagina 5 WRITERS’ CORNER. http://www.facebook.com/pages/Writers-corner/300485670058288

IL PARADISO OSCURO La droga è la speranza di chi speranza non ne ha più. (Jim Morrison) velo che ti portava sul tetto del mondo. L’aveva 50 cent. «Dove diavolo sei andato a trovarla?» chiese Big Mike. 50 cent rise e mostrò trionfante la bustarella. «Uno nuovo. Si è trasferito qui da poco. E… mi ha offerto questa.» «Sai cos’è?» domandò Curtis. «Certo!» esclamò 50 cent, quasi offeso. «Che scherzi?» «Te l’ha data gratis?» «Per farsi conoscere! Chiaro! Per fare affari si parte così!» Avevano diviso in parti uguali e se l’erano nascosta bene addosso per non farsela trovare, quindi ognuno aveva preso la propria strada. Quando Curtis era arrivato a casa, sua madre era seduta al tavolo, con una busta in mano. Piangeva e guardava quella busta senza aprirla. Curtis si avvicinò e notò la carta gialla con il timbro rosso: era un avviso di sfratto. Fece spallucce e si avvicinò alla scala per salire al piano di sopra, in camera sua. «Non te ne frega un tubo, vero Curtis?» chiese all’improvviso sua madre senza neppure voltarsi. «Ci sbattono fuori e tutto quello che sai fare è andare di sopra?» Curtis si voltò verso sua madre che lo fissava con gli occhi rossi e gonfi di lacrime. «È colpa mia?» fece con il tono più qualunquista possibile. La rassegnazione di sua madre si trasformò in rabbia e di nuovo ricominciarono le urla. «Va bene, è colpa mia. Contenta ora?» brontolò Curtis riprendendo a salire le scale. «Sei un ingrato! Non fai niente dalla mattina alla sera, hai lasciato la scuola per gironzolare tutto il giorno con dei deficienti che se ne fregano di te e tutto quello che sai fare è darmi il contentino?» Curtis mandò al diavolo sua madre e finse di non ascoltare. «Torna qui e guardami in faccia quando ti parlo, Curtis! Non sono il tuo zerbino, capito?» «Non sei neanche la mia famiglia per quanto mi riguarda! I miei amici fanno per me molto più di quanto faccia tu che stai sempre in casa a frignare!

E adesso vuoi costringermi a credere che la colpa sia mia?» La madre di Curtis si sedette e due grosse lacrime le scesero sulle gote. «È questo che credi?» domandò. «Che io voglia dare a te la colpa?» «Già! Come fai sempre, no? Gridi e piangi e chissà di chi è la colpa? Ma di quel cretino di Curtis, tanto c’è solo lui qui!» «Mi fai vergognare di essere tua madre.» replicò gelida. Curtis scoppiò a ridere, si voltò e salì di sopra. «Non avresti dovuto farti mettere incinta e poi lasciarti scaricare!» E come tutte le volte, arrivato sul pianerottolo, Curtis guardò giù verso la porta della cucina, dove la luce del lampadario era interrotta dall’ombra di sua madre; guardò e sbuffò arrabbiato per quella vita da schifo che era obbligato a fare da sempre. Non aveva mai potuto cambiare, neppure una volta ma ora… Entrò in camera e si richiuse dietro la porta provando, con l’ennesimo tentativo, a lasciarsi scivolare addosso problemi che sapeva non essere i suoi. Si sdraiò sul letto e appoggiò la schiena contro il muro freddo, ma questa volta non ce la fece, non riuscì a chiudere la sua pessima esistenza fuori dalla porta della camera: aveva come la sensazione che quei dannati problemi lo rincorressero anche lì. E poi frugandosi in tasca, trovò il regalino che gli aveva fatto 50 cent quel pomeriggio. Lo osservò per qualche istante e subito Curtis si convinse che quella roba sarebbe stata la soluzione a tutte le sue paturnie. Era la prima di una lunga serie, ne era certo, ma in fondo, a chi importava? Aveva un po’ di paura Curtis, ma come sua abitudine, fece spallucce e si convinse infine che avrebbe dovuto cambiare qualcosa nella sua vita. Preparò tutto come gli aveva spiegato 50 cent, si punse una vena con la siringa presa in bagno, di nascosto, lentamente mollò la cintura che faceva da laccio emostatico e si abbandonò a quella sensazione rilassante.

E ecco il viscido, serpeggiante animale penetrare nelle sue vene, salire su per il braccio, arrivare al cuore e distribuirsi per tutto il corpo, fino a corrodere il cervello. “Chi se ne frega!” si disse Curtis. “Non tutti possono avere un paradiso bianco e incantato.” Raul Londra

writers’ corner

Mamma urlava. Urlava sempre lei. Pareva che gridare fosse la sola cosa decente che sapesse fare. Gridava fino a farsi uscire gli occhi dalle orbite e poi, quando non ce la faceva più, allora si metteva a piangere come un cagnolino triste e ferito; si rintanava nel suo angolo e frignava, sempre da sola. E Curtis? Curtis, suo figlio, era la testa vuota della famiglia: una famiglia di due, perché in casa Jackson c’erano solo madre e figlio. Il padre di Curtis chissà chi era e né lui, né sua madre avevano mai sofferto la sua mancanza. Ma da che Curtis riusciva a ricordare, mamma gridava sempre e piangeva. E lui le sentiva in ogni caso, perché lei non gliele mandava a dire. Zucca vuota, buono a nulla, testone: erano quelli i più coloriti insulti che la mamma rifilava a Curtis e lui sempre zitto e mosca. Ascoltava, finché reggeva, poi quand’era stanco, usciva, andava a cercare i suoi amici del ghetto e insieme scorrazzavano per la città in cerca di un negozietto con un proprietario rintronato che non li vedesse mentre fregavano da bere e da mangiare. Poi però Curtis era cresciuto e con lui erano cresciuti i suoi amici; alcuni se n’erano andati, altri erano finiti al riformatorio e qualcuno era morto in strada. La mamma invece era invecchiata, eppure urlava ancora e piangeva, con un tubare flebile. Ma ormai Curtis era grande, aveva diciotto anni. Era l’età adatta per fare tutto, come dicevano i suoi amici: 50 cent, che assomigliava al rapper e Big Mike, alto quasi due metri. «I soldi si fanno.» diceva sempre 50 cent. «E poi lo sai meglio di noi che vanno e vengono. Bisogna seguire l’onda e cavalcarla!» Insieme, quei tre ridevano per le massime zen uscite fuori a casaccio. E un giorno l’onda era arrivata, solo che non era fatta d’acqua e non si cavalcava con una tavola da surf. No, meglio! Era raffinata, fine come sabbia e bianca. Zucchero a


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ACQUARIO: non ti scoraggiare se la tua vita amorosa non è come vorresti: il mare è pieno di pesci, anche se un acquario un po’ meno..

CAPRICORNO: Quando sembra che stia andando tutto a rotoli o che tutti i rotoli stiano andando, prendi in mano la situazione e corri a recuperare quello che hai perso! (preoccupati solo che non siano i rotoloni Regina... ) Buona corsa!

GEMELLI: settembre è il TUO mese, si avvereranno tutti i tuoi desideri (anche quelli che non sai di avere)!

LEONE: vedo che ti sei divertito in questi mesi, eh?! ma ricorda ‘’l’estate leoni, settembre....’’

SCORPIONE: aspettati un settembre moolto pungente (e velenoso), proprio come la tua coda!

CANCRO: In tutta la storia degli oroscopi non era mai successo, nemmeno a Paolo Fox: Giove, Uranio, Plutone e anche Saturno sono contro di te, le alternative sono due: o inizi a scappare in terre straniere o te ne fai una ragione

ARIETE: lo strano allineamento degli astri non promette bene: Mercurio, dopo anni di sottomissione agli altri pianeti, decide di ribellarsi! Fossi in te starei lontano dal termometro.. BILANCIA: è ora di mettere ordine nella tua vita, apri gli occhi e capisci realmente cosa ti trovi davanti! (non intendo la schiena del tuo compagno di classe)

SAGITTARIO: Cupido ha voluto avverare il tuo più grande desiderio: ha appena colpito con la sua fantastica freccia la donna o l’uomo dei tuoi sogni!! Poverina/o..spera che non si sia fatta/o troppo male! VERGINE: Mi trovo in difficoltà a interpretare la particolare combinazione Venere-Marte a tuo favore.. o avrai un amore guerriero o una guerra amorosa.. La scelta è tutta tua!

TORO: devo farti un annuncio poco piacevole.. prima di leggere siediti, rilassati e apri tutti i tuoi chacra: l’estate è finita, non è un incubo..

PESCI: capisco perfettamente la sensazione ‘pescefuord’acqua’ che ti assale, dopo tre fantastici lunghi mesi di vacanza, in una classe triste senza sole, cuore e amore..

a cura di Michela Leidi


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Sudoku DSAS REDAZIONE:

giochi a cura di Elisabetta Ruggeri

Contatti con la redazione: Web: www.dsasbg.org Email: redazione@dsasbg.org Cell: 3452981782 (vodafone) FB: www.facebook.com/IntervalloDSAS

Don Daniele Tarolla Roberto Pinotti Piergiorgio Campoleoni Francesco Chiesa Fabio Fusco Laura Carminati Tommaso Mocchi Andrea Rosafalco Luca Rosafalco Paolo Chiesa Elisabetta Ruggeri Filippo Peci Francesco Parimbelli Edoardo Marcarini Michela Leidi Andrea Birolini Jacopo Arrigoni Lodovico Gemelli grafica a cura di Elena

Mora


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VERTICALI 1. Pietra preziosa, composto dello zirconio 2. Toccare con violenza 3. Capitale dell'Egitto 4. Sono due nel concetto 5. Insieme a "Nunc" in un famoso detto latino 6. Nelle favole può diventare un principe 7. L'inizio dell'Avvento 8. Telefono 9. Fiero, altero 14. Vocale greca 19. L'attuale Persia 20. Spuntino all'aperto 22. Si attende quello degli esami 23. Arbusti sacri a Venere 25. Un James dello schermo 26. Una preposizione semplice 28. Sono pari in una strage 29. Poco...poco 30. Ai lati di Newport

ORIZZONTALI 1. Addolcito 10. Arrabbiati 11. Il superiore inglese 12. Reti Televisive Italiane 13. L’”al di qua” geografico 15. Nota azienda di elettronica 16. Costosa 17. Offerta pubblica di acquisto 18. Io prego in latino 19. Andato in poesia 20. Perugia 21. A fin di bene 22. La moglie di Zeus 23. Mezza Milano 24. Stati Uniti 25. Veicolo con due ruote 27. Nello spazio circostante 29. Spicciolo americano 31. Tipologia di tempio greco, In... 32. Corregge deformazioni ossee


Intervallo DSAS . Settembre 2012  

Uscita del giornalino Intervallo DSAS di Settembre, distribuito in molte scuole di Bergamo

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