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Dagli Studenti Agli Studenti Lussana: Caos Parallele Intervistando

Gesa Pagina 6

Voce fuori dal coro Pagina 4

Dalle SCUOLE Pagine 2 - 3

“Alla cortese attenzione della commissione Didattica del liceo Lussana di Bergamo. Con la presente intendiamo chiedere chiarimenti per quanto concerne le prove parallele che impegnano gli studenti da anni”. Così inizia la lettera che i rappresentanti d’istituto del Liceo Lussana hanno inviato alla commissione Didattica affinché quest’ultima chiarisca le finalità delle prove parallele. Perché una volta all’anno gli stu-

denti sono obbligati a svolgere una verifica, chiamata “prova parallela”, che viene effettuata nello stesso orario per tutte le sezioni di un determinato anno. La materia regina è matematica, seguita da latino, italiano, storia e filosofia. La prova – viene spiegato nella lettera (nella foto a pag 2) - dovrebbe servire ai professori “per il controllo del loro operato e come stimolo a stare al passo con i tempi” e agli studenti “come preparazione psicologica agli esami di maturità”. Però non è sempre così. “Spesso accade – denunciano i rappresentati di istituto – che alcune classi svolgano una prova diversa da quella stabilita per le altre classi dello stesso indirizzo”, o non la svolgano proprio. In questo modo “non è possibile rilevare il vero livello di apprendimento

e di insegnamento della classe”. “Succede anche che alcune classi interrompano il proprio programma in modo tale da soffermarsi per più tempo” sull’oggetto della verifica o si dedichino “solo ed esclusivamente agli argomenti su cui verterà la prova”. I rappresentanti poi ricordano che alcune prove parallele (come quella di matematica) tratta l’intero programma, solitamente del secondo quadrimestre. “Ma questo – continuano - non vale per materie quali storia e filosofia. Rispetto a queste ci è ancora più oscuro il senso”: come si fa a verificare la bravura del professore in materie che sono perlopiù di studio? “Per cui ci risulta difficile capire se si valuti la capacità/dedizione degli studenti o quella del professore”. (Segue a pagina 2)

Burocrazia al Sarpi

Giornata di Pulizia al Natta

Come tutti gli studenti sanno, la burocrazia della scuola ha spesso lasciato a desiderare in questioni di efficienza, rapidità e affidabilità. In quest’anno la segreteria del liceo ha avuto diversi problemi di natura amministrativa: il cambio del dirigente e di buona parte del personale; non ultima la riforma scolastica con tutte le modifiche che ne conseguono.... (Segue a pagina 2)

In data 3 maggio del 2011 presso il Natta il comitato studentesco, guidato da tre studenti del biennio (Donati, Vigani e Palazzi) con l’aiuto dell’Impresa Vigani, che ha fornito l’attrezzatura (guanti, rastrelli e sacchi), e il bar della scuola, che ha offerto il pranzo ha organizzato la prima giornata della pulizia del giardino all’interno del Progetto Comenius...

Essere cittadini Pagina 3

Estate in arrivo Pagina 7

Promemoria

A cura della Redazione

Giugno 2011 Ciao a tutti. Anche questo anno è finito, o quasi, ed è tempo di tirare le somme. Come è andata? Io avrò matematica a settembre, ma mi rincuora il fatto che molto probabilmente non sarà l'unico.

Finalmente però iniziano i tre mesi di vacanza che tanto sogniamo durante l'anno: andremo al mare, in montagna, o rimarremo a casa a studiare matematica. Durante questi novanta giorni riuscirete a trovare un minuto per pensare a Intervallo? Perché il giornalino che arriva mensilmente a scuola piace a molti studenti, ma gli articoli non si

scrivono da soli. Ecco il nostro appello: sicuri che nella vostra scuola vada tutto bene? Scriveteci (redazione@dsasbg.org) qualcosa sul vostro istituto: pregi o difetti che siano. Non vi preoccupate per la sintassi (eh?) o per la grammatica: anche noi non siamo dei poeti. Cantava Gaber che “la libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone.

(Segue a pagina 2) La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”. Quindi se volete essere donne e uomini liberi partecipate alla vita della vostra scuola. Non lasciate che siano sempre gli altri a fare quello che potreste fare voi.


NATTA: Gli studenti si attivano per pulire il giardino! (Segue da Pagina 1) Martedì 3, come previsto, gli alunni partecipanti sono usciti alle 12:00 dalle classi e dopo un veloce pranzo e tra una risata e l’altra si sono messi a lavorare suddivisi in quattro squadre di lavoro per coprire tutto il giardino e il parcheggio dell’istituto. Il lavoro si è suddiviso in due diverse fasi; la prima di raccoglimento dei rifiuti con guanti e sacchi, mentre nella secondo sono state raccolte le foglie dei nostri maestosi alberi; un lavoro duro ma soddisfacente durato oltre 3 ore che ha dato i suoi frutti, infatti abbiamo raccolto l’inimmaginabile (tappeti, bottiglie, rete di pallavolo, scarpe, vestiti, etc.) e all’incirca 20 m3 di foglie. La soddisfazione maggiore è stata nel riscoprire il vialetto di

mattonelle che percorre tutto il giardino, prima era completamente coperto da strati pluriennali di fogliame. A metà ci siamo concessi una pausa a base di ciccioli e risate. La giornata si è conclusa con una colomba alle 16.30 circa. Adesso ci piacerebbe che qualcuno pensi a noi nell’attraversare il giardino, pulito, con la speranza di non vedere altri studenti gettare cartacce. Inoltre chiediamo alla scuola di smaltire la discarica presente nel retro dell’istituto che non solo è brutta a vedersi ma è molto pericolosa in quanto composta da vari oggetti contundenti che per il momento sono limitati solo da un nastro bianco rosso. Giacomo Donati

LUSSANA: Caos Parallele

I rappresentanti di istituto del Liceo inviano una lettera alla commissione Didattica per un chiarimento sulle finalità delle prove parallele.

(Segue da pagina 1) ...Mentre “per quanto riguarda la preparazione psicologica potremmo essere d’accordo; ma quello che non ci sembra corretto è che spesso queste prove mettono davvero a disagio lo studente in quanto è costretto ad affrontare una prova con un livello di preparazione [...] assai inferiore a quello che di solito si raggiunge prima di affrontare una verifica” normale. “Spesso infatti certi argomenti, soprattutto nelle prove di carattere scientifico nelle quali vengono valutati una pluralità di conoscenze, vengono

solamente accennati poche settimane prima della prova (ma magari, ndr)”. “Questa situazione – concludono - mette fortemente in difficoltà lo studente che ha bisogno di tempo per assimilare il concetto”. La riposta della commissione Didattica non si fa attendere e la decisione viene riassunta da Claudio Merati – presidente del Comitato Genitori Lussana – in un post sul gruppo Facebook del Consiglio D’Istituto del Liceo di Via Angelo Maj. “I vari pareri emersi – inizia Merati - possono ricondursi ad una valutazione positiva di verifiche generali nelle materie, perché ciò significa dare elementi importanti di riflessione soprattutto sul grado di efficacia nella trasmissione di contenuti”. Traduzione: le prove parallele sono un’ottima cosa perché fanno capire se un insegnante è più o meno bravo a fare il proprio ‘”mestiere”. “Uno strumento (la prova parallela, ndr) – continua - utile per auto valutare e valutare la docenza”. Peccato che le verifiche vengano effettuate, in certi casi, con in classe il professore che deve essere valutato, e che addirittura sempre lo stesso professore le ri-corregga e metta i voti che vuole lui. Come si fa a dire che è “uno strumento utile per auto valutare e valutare la docenza” se il controllore e il controllato coincidono? La riposta la dà lo stesso Merati quando scrive

che “siamo coscienti che i voti dati non sono direttamente proporzionali al punteggio registrato”. Due esempi. Primo: in una quarta, nella prova di matematica, uno studente ha totalizzato 37 punti su 100, e ha preso 5. Secondo: nelle prove di matematica la media è stata di 39 punti su 100 per le quarte e di 26 centesimi per le terze. In queste ultime l’asticella della sufficienza è stata posta addirittura a 30 punti. Il voto è un altro tema caldo della questione. Infatti il presidente del Comitato Genitori aggiunge che “molte perplessità sono invece emerse sull’uso delle prove come “voto” incidente sulla media” perché “laddove vi siano lacune nell’insegnamento ciò significa rendere ancora più penalizzata la classe, in difficoltà nel tenere i livelli delle classi parallele”. Che senso ha, quindi, fare delle verifiche che non valutano né i professori né gli studenti, visto che i primi – a volte – se le correggono da sole e i secondi – in certi casi – usufruiscono dei suggerimenti degli stessi professori (per non parlare dei “bigliettini”)? Dove sta la tanto sbandierata meritocrazia? Roberto Pinotti Potete trovare la lettera inviata alla commissione sul nostro sito

www.dsasbg.org/sites/default/files/lettera_lussana.pdf

SARPI: Burocrazia non è sempre efficienza (segue da pag 1) Le conseguenze di questi disagi sono state sotto gli occhi di tutti gli studenti. Per esempio, poiché le nomine per le cattedre sono arrivate il 31 agosto dall’Ufficio Scolastico, l’orario definivo è entrato in vigore solo da martedì 2 novembre, ed è, in aggiunta, soggetto a feroci lamentele da parte degli studenti, che ritengono sia stato elaborato senza la minima preoccupazione della difficoltà con cui si possano, un caso per tutti, sostenere tre ore di seguito con lo stesso docente. Un punto di criticità è costituto dalla gestione di supplenze e uscite anticipate per le classi il cui docente è assente: certe volte capita che la classe sia costretta a rimanere nell’aula nonostante sia arrivato l’avviso dalla presidenza per l’uscita anticipata; capita che la classe esca prima del necessario, lasciando un professore in classe a fare lezione ai banchi; capita che la classe rimanga scoperta, cioè senza nessun docente che faccia sorveglianza; capita

che il docente addetto alla sorveglianza in quell’ora debba fare i colloqui con i genitori… Insomma, se ne sono viste di tutti i colori. Ma l’apice è stato toccato quest’anno con la questione della restituzione delle ore. Al Sarpi, in conformità alle direttive della riforma, le lezioni durano 60 minuti; però le ore da 60 minuti nel liceo sono solo la prima e la sesta, le altre sono da 55. Questo fa sì che quei 5 minuti che si accumulano di ora in ora debbano essere restituiti dai docenti. Il problema è come e quando restituirli. Si è parlato di eventuali seste ore aggiuntive, e persino di “settime ore”; si è parlato di fare giorni extra di scuola sottraendoli a ponti e vacanze; si è parlato addirittura di pomeriggi. Tutte queste voci sono solo ipotesi di docenti e studenti: in realtà, tutte queste preoccupazioni sono ora nel dimenticatoio perché nessuno ne ha più parlato, non se n’è sentito più nulla.

Con l’anno che però ora volge quasi al termine, nessuno ha più il coraggio di sollevare aspre lamentele, il caldo che arriva assopisce anche lo spirito critico più severo, che ora come ora sarà impegnato a preparare qualche interrogazione che possa salvargli la media. Speriamo che la gestione di Esami di Maturità e dei recuperi estivi e/o debiti non sia una fonte di disguidi troppo grave; e poi, la Maturità viene organizzata, per fortuna o purtroppo, dal Ministero Nicola Falbo

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LUSSANA: Come vanno gli IPad?

Aspetti positivi e negativi riguardo la sperimentazione che sta affrontando la 4N Venerdì 6 maggio si è svolta, presso la camera di commercio di Bergamo, una conferenza sui giovani che sono nati nell'era di internet, i cosiddetti “nativi digitali”. Uno dei tanti interventi riguardava la sperimentazione degli iPad che è in corso nella 4N del Liceo Lussana. L'andamento dell'esperienza è stato spiegato dalla professoressa Dianora Bardi, nel suo commento introduttivo, e da due studenti della classe. La 4N dispone di 17 iPad, uno per ogni studente, più 6 eBook. Inizialmente gli alunni avrebbero dovuto avere a disposizione gli eBook, ma poi la commercializzazione del tablet della Aplle ha fatto sì che scegliessero quest'ultimo. Perché la 4N? “Perché – spiega la professoressa - “io insegno in quella classe da quattro anni”. Il progetto è stato proposto a luglio 2010 nel consiglio di classe e immediatamente sono sorti molti dubbi da parte dei docenti che non capivano nulla di nuove tecnologie, ma proprio per questo hanno accettato (logico, no?). La sfida era di far capire ai ragazzi che le tecnologie servono anche per studiare. L'obiettivo principale era quello di far leggere e scrivere, molto di più di quello che fanno ora, gli studenti, cominciando dal computer. Perché la sintesi e la grammatica dei ragazzi – sostiene la professoressa Bardi - “lascia molto a desiderare”. La sperimentazione copre tutta la mattinata scolastica e ad ogni ora

gli studenti compilano una storyboard con i pro e i contro. Gli alunni creano il materiale di studio attingendo informazioni (che verranno poi vagliate dai professori) da più fonti e lo mettono online attraverso un programma chiamato DropBox. In questo modo si creano dei libri virtuali che potranno essere usati e modificati da altri classi. I ragazzi lavorano da soli o a gruppi, sempre con il supporto dei professori, i quali possono essere aiutati dagli studenti sulle modalità di lavoro. Le lezioni possono essere registrate e si possono sincronizzare con gli appunti e i disegni presi durante la spiegazione. In questo modo può ascoltare la lezione anche chi sta assente. Gli studenti devono comunque sottoporsi alle interrogazioni (che possono essere fatte con l'iPad) e alle verifiche scritte. La difficoltà iniziale – spiegano i due studenti- è stata la perdita di tempo dal momento che non c'era qualcosa di già fatto e quindi si doveva partire da zero. Altri aspetti negativi sono state le distrazioni (sopratutto all'inizio); i lunghi tempi per creare il materiale di studio, che però viene imparato in meno tempo perché fatto dagli studenti; le limitazioni dell'iPad per quanto riguarda l'incompatibilità di alcune applicazioni con altri sistemi operativi; la mancanza nel tablet della porta USB che obbliga a scambiare il lavoro o via mail o online su DropBox. Mentre gli aspet-

ti positivi riguardano innanzitutto l'attività in classe: si è più attivi, si stringono più legami con i professori e lavorando insieme ci si aiuta. In alcune materie il profitto è aumentato mentre in altre è rimasto inalterato. Altra comodità è la leggerezza e la connessione continua dello strumento. Uno degli aspetti più vantaggiosi è l'interdisciplinarità: gli alunni costruiscono mappe tematiche che riguardano più materie. Alla fine degli interventi una professoressa dell'ufficio scolastico regionale ha spiegato che la sperimentazione avrà luogo anche in altre scuole e che da settembre partiranno dei corsi di preparazione per i docenti. Riusciranno, quindi, i cristalli liquidi a sostituire la tanto amata carta? Roberto Pinotti

Vogliamo essere SOVRANI o SUDDITI?

Il 12-13 Giugno saremo chiamati ad esprimerci in un referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Questo articolo non vuole essere un momento di riflessione su cosa votare, ma sul perchè andare a votare. Non è mistero che oggigiorno ogni tipo di consultazione elettorale sia circondata da un'atmosfera di scetticismo e menefreghismo che induce gli elettori a non votare. In questo contesto sarebbe grave se passasse l'idea che il voto sia una libertà come un'altra, e che come tale si sia liberi di sottrarsi ad essa senza particolari conseguenze. Per capirlo bisogna riflettere sul concetto di democrazia. Democrazia non è il sistema politico che garantisce agli individui che ci vivono, cioè ai cittadini, libertà assolute. Non solo perchè innanzitutto esse sono regolate dalle leggi, che vanno rispettate; ma soprattutto perchè queste libertà possono esistere solo ad una condizione, che definisce un sistema politico come democratico: la sovranità, cioè il potere di prendere decisioni ultime e vincolanti per tutti, deve appartenere al popolo. In caso contrario possono essere stabilite, anche in una Costituzione, tutte le libertà di questo mondo. Ma se uno solo, per diritto divino o per eredità, è legittimato a prendere le decisioni, chi può garantire che rispetti le suddette libertà? In una democrazia la libertà del popolo, cioè di tutti noi, è garantita dal fatto che solo il popolo sia sovrano e possa esercitare il potere che ne deriva. Quindi votare, che è l'espressione massima della sovranità, non

significa solo esercitare una libertà, ma vuol dire rinnovare quella fondamentale condizione che ci rende liberi. Ma il voto non ha un'importanza solo teorica; è una necessità soprattutto concreta. Tutte le libertà elencate e garantite dalla Costituzione necessitano di condizioni sostanziali per poter essere godute a pieno. Banalmente, è impensabile credere di poter essere liberi di vivere la città di notte, se vengono approvati orari di coprifuoco; molto più seriamente, è inutile pensare di essere liberi di fare alcunché se si è senza lavoro perchè c'è la crisi. Queste condizioni costituiscono la cornice entro cui si svolgerà la nostra vita, i parametri con cui dovremo fare i conti nel momento in cui faremo le nostre scelte. Nelle elezioni scegliamo i politici perchè vadano a stabilire questi parametri per conto nostro; nel referendum c'è un elemento di responsabilità in più, perchè siamo noi stessi a determinarli. In entrambi i casi, dobbiamo essere consapevoli che stiamo decidendo il nostro futuro. Se non lo facciamo, lo farà qualcun'altro al posto nostro; il che non è proprio sinonimo di libertà. Sia ben chiaro che la democrazia, per essere tale, non è caratterizzata solamente dall'appartenenza al popolo della sovranità; e che votare non basta per potersi considerare veramente liberi. Ma ciò costituisce una consapevolezza sufficiente per andare al referendum. Concludere con un appello ai cittadini, e soprattutto agli studenti maggiorenni, che del referendum intendono fregarsene è il minimo. In quei giorni non verranno i carabinieri a casa e ti porteranno nel seggio. Ma restare a casa ti qualifica come un individuo sottomesso al potere altrui, perchè non disposto ad esercitare il proprio; significa rinunciare alla vera libertà e quindi accettare di essere un suddito. Finchè ci sarà qualcuno che comunque andrà a votare anche per te forse non lo diventerai in tutti i sensi; ma sei disposto a correre questo rischio? Se non ricordi a cosa vai incontro, ripassa la storia dei totalitarismi. Michele Brignoli

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Lussana: Certi politici non potrebbero fare la madrelingua

Nei “requisiti richiesti” spunta il “non aver riportato condanne penali” Girovagando per il sito del Liceo Lussana, ci si può imbattere – per caso - nel “Bando pubblico per il reperimento di Esperti esterni”, cioè per i professori di Madrelingua. Nei “requisiti richiesti”, al punto 2, si legge: “non aver riportato condanne penali e non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale”. I parlamentari che non potrebbero fare la Madrelingua al Lussana perché condannati in via definitiva in sede penale (quindi contro il punto 2) sarebbero ben 17. Eccoli: Massimo Berruti (FI): 8 mesi per favoreggiamento. Vito Bonsignore (europarlamentare FI): 2 anni per tentata concussione nello scandalo delle tangenti per il nuovo ospedale di Asti. Mario Borghezio (europarlamentare Lega Nord): 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa per incendio aggravato da “finalità di discriminazione” avendo dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino. Umberto Bossi (Lega Nord): 8 mesi di reclusione

gio La Malfa (FI): 6 mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont. Roberto Maroni (Lega Nord): 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale (quindi Ministro dell’Interno). Domenico Nania (AN): 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente. Giuseppe Naro (UDC): 6 mesi definitivi di reclusione per abuso d’ufficio. AntonioPapania (PD): 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio. Salvatore Sciascia (FI): 2 anni e 6 mesi per aver corrotto alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza. Antonio Tomassini (FI): 3 anni di reclusione per falso. E badate bene che questi 17 sono i condannati definiti, cioè in Cassazione. Nel bando c’è scritto “condanne penali”, quindi anche di primo o secondo grado. Ma se volessimo essere puntigliosi non basterebbe tutto il giornalino.

per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont. Giampiero Cantoni (FI): 2 anni di reclusione per corruzione e concorso in bancarotta e risarcito 800 milioni di lire. Enzo Carra (PD): 1 anno e 4 mesi (grazie allo sconto del rito abbreviato) di carcere per false dichiarazioni al pubblico ministero. Giuseppe Ciarrapico (PDL): 3 anni per ricettazione fallimentare e ad altri 4 e mezzo per bancarotta fraudolenta. Marcello De Angelis (AN): 5 anni di carcere per banda armata e asRoberto Pinotti sociazione sovversiva. Marcello Dell’Utri (FI): 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali. Trovate il tutto su Renato Farina (FI): patteggia una pena di 6 www.liceolussana.com/images/stories/Microsoft_ mesi di reclusione per favoreggiamento. Gior- Word_-_BANDO_MADRELINGUA.pdf

Una voce fuori dal coro

È permesso? Si può? Mi ritrovo a scrivere su queste pagine all' improvviso, diciamo pure per caso. Beh, un saluto a tutti, per cominciare. Io sono Destro. Non Destrissimo, ma Destro. Il fatto è che non capisco proprio i Mancini, sopratutto quelli che impugnano la penna a pugno chiuso, stretto stretto. Per me così non si riesce a scrivere. I Destri come me (o peggio di me) sono spesso inseriti in quel gruppo di persone che hanno sì il pugno chiuso, ma perché stringono un manganello, che di solito sbattono in testa a terzi. Ecco, non sono assolutamente un Destro di quel genere, un Destronzo. "Uno studente che non scrive con la sinistra, mah!". Eh, lo so, sembra difficile da credere ma esistono, ed io sono probabilmente il meno qualificato per parlarvi a nome di tutti loro. Ma voglio farlo, per dimostrarvi che un'alternativa esiste e che , sopratutto, siamo studenti come voi, con gli stessi interessi. Vorrei iniziare dalle Manifestazioni "Studentesche". Ho messo le virgolette sia per cercare rogna che per mostrarvi un punto di vista che può apparire Destro. All'ultima manifestazione (8 Ottobre, di quella del 6 Maggio non parlo) mi è stato assicurato dai miei amici Mancini: "Non temere, non ci saranno bandiere di Rif... Rif... EEECTHIUMM ..nista, non è politicizzata, vieni anche tu". A parte che tre alla fine sono spuntate, un tocco di rosso ci può stare, ma ad ogni modo... GRAZIE AL C***O! E' come se allo Stabilimento Mirafiori gli operai scioperassero perché non hanno gessetti! Non ci si dovrebbe nemmeno preoccupare che la politica invada le Manifestazioni Studentesche, giacché dovrebbero "solo" essere un modo che dimostrare il dissenso dei ragazzi nei confronti di norme varate dal Mi(ni)stero dell'Istruzione. Il dissenso dei ragazzi. Dei ragazzi. Ragazzi.

Che possono avere tutte le idee del mondo, ma che non devono trovarsi in mezzo alla scacchiera per stabilire chi c'è la più lungo tra Mancini e Destrorsi. Poi passa un'idea sbagliata di studente, un'idea sbagliata di scuola. Che porta ad essere diffidenti nei confronti delle persone che magari non condividono gli ideali alla base di tale Manifestazione, ma che vorrebbero stare al fianco dei loro amici per difendere i diritti degli studenti senza per forza sentirsi parte di un partito, ad essere diffidenti nei confronti degli studenti in generale, troppo spesso, di recente, accusati di essere marionette in mano ai sindacati o ai Party-ti. Per quanto riguarda la Riforma, non riesco a differenziare la mia opinione da quella dei più solo perché sono Destro. Non dirò che sono favorevole ai tagli, oppure all'ingigantimento delle classi o alla totale privatizzazione delle Università (ad una parziale non sarei nemmeno troppo contrario), solo perché non sono in alcun Collettivo. Però posso cercare di capire perché questi tagli sono stati fatti, giustificarli, in parte. Perché non tutti lo fanno, seguono il flusso di opinioni altrui. Potrei dire ad esempio che, con la crisi economica che ha investito, poi fatto la retro, poi investito, poi ancora fatto la retro sulla schiena di moltissimi Paesi, l'aumento dei tagli al fine di risparmiare dove si può è giustificabile. Però in un Paese dove Il Grande Fratello ha un audience media del 22.5% (4.545.000 spettatori) fare tagli all' Istruzione.. Insomma... E' come tappare le orecchie ad un cieco. Io non intendo fare lezioni a nessuno, ripeto, ci sono persone molto più qualificate di me per farlo, ma ci metto la mano sul fuoco che la stragrande maggioranza dei ragazzi che sciopera non conosce i punti della Riforma di MariaStella "Male ai Bambini" Gelmini, ma partecipa perché fa gruppo, fa assente giustificato. Fa Mancino, e i Mancini trombano. Questa provocazione la lancio solo per riagganciarmi al discorso di prima: noi ragazzi dobbiamo sviluppare un senso critico tale che non siano altri a pensare per noi. E' così importante che, per ottenere un gruppo di studenti compatto di fronte ai problemi della scuola, si debba inevitabilmente fare differenziazioni politiche? Le idee sono fantastiche perché permettono il confronto, non perché stimolano lo scontro. Bisogna difenderle con tutta l'anima, lottare per esse, ma riconoscere anche quando è giusto lasciare i rancori alle spalle e collaborare per un bene comune. Vorrei porre una domanda a tutti voi: se è vero come è vero (spero) che non giudicate il vostro compagno di classe dal colore della sua pelle, perché farlo dal colore delle sue idee? Matteo Cortinovis

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Ladri nelle scuole: al Paleocapa rubato tutto il rame, all’Agraria le grondaie Brutti tempi per l'Itis Paleocapa, alias “Esperia”, e per l'Itas (istituto tecnico agrario statale) di Bergamo. Negli ultimi mesi, in entrambe le scuole, alcuni ladri hanno rubato sia il rame dei cavi elettrici, sia le grondaie degli edifici. ESPERIA. Grazie al cantiere per i lavori di ristrutturazione della scuola, alcuni ladri sono riusciti ad intrufolarsi nel sotterraneo dell'edificio e a rubare 500 metri di cavo elettrico, per un valore di 20mila euro. Il tutto è accaduto in due tempi: la prima fase ha avuto luogo la notte tra venerdì 22 e sabato 23 aprile, la seconda la notte successiva. Il fatto è quindi avvenuto durante le vacanze pasquali, in modo tale che l'edificio fosse deserto, o quasi. Infatti la mattina del 23 un operaio ha trovato il cancello – da dove erano entrati i ladri – rotto, e l'ha riparato. Però i malviventi, la notte successiva, hanno forzato un altro cancello del cantiere e alla fine

sono riusciti a portare via tutto il rame, presumibilmente con l'aiuto di un furgoncino. A causa di questo furto, le palazzine di tessitura e elettrotecnica non possono essere utilizzate perché non c'è corrente. Il problema della sicurezza è molto sentito all'Esperia. Infatti sono già sei le moto rubate dall'inizio dell'anno – precisamente da settembre 2010 a marzo 2011- e alcuni studenti denunciano il fatto che non è stata fatta girare nessuna circolare per avvisare gli studenti e metterli allerta. In più nelle quattro palazzine del triennio gli studenti sono stati per più di 5 mesi senza campanella perché i lavori avevano tolto i fili della corrente. AGRARIA. Una mattina di circa due mesi fa, gli studenti dell'istituto per agricoltori si sono trovati i carabinieri nel cortile di scuola. Una retata? No, erano state rubate le grondaie delle due palazzine e dei laboratori. L'intero complesso dell'Itas è costituito da una sede centrale, da alcune serre, da due palazzine e dai laboratori. Quindi il bottino ha interessato una buona parte degli edifici. Ora, però, è tornato tutto alla normalità e gli studenti possono stare tranquilli. Roberto Pinotti

SECCO SUARDO: Ecco i risultati dei sondaggi

ESCLUSIVA: per la materia di psicologia matematica le seconde effettuano vari sondaggi

E' ormai da più di un lustro che ogni anno alcune classi seconde del Secco Suardo realizzano dei sondaggi di vari argomenti sui loro compagni di scuola. Questa indagine viene fatta perché alcune classi del secondo anno hanno la materia di psicologia matematica nei sessanta minuti di compresenza (che è un'ora in cui si fanno più materie). Intervallo è riuscito – in esclusiva – a visionare i risultati del sondaggio sui reality show. Ecco come è andata. Alla domanda “segui i reality” i “no” sono stai 29, mentre i “sì” 24. Totale 43. Per quanto riguarda i no, la maggior parte degli studenti (13 su 19) ha spiegato che non guarda i reality perché “sono stupidi”, per tre ragazzi “sono diseducativi”, due non li guardano “per mancanza di tempo” e a uno solo “non interessano”. Il peggiore (secondo 22 studenti su 30) risulta essere il Grande Fratello, seguito dall'Isola dei Famosi (6 voti), mentre due studenti hanno risposto “tutti”. Alla domanda (con 2 risposte possibili) “cosa valorizzano i reality nei rapporti con le persone”, 15 studenti hanno risposto la “falsità”, 13 il “desiderio di popolarità”, 7 la “superficialità”, 6 la “competizione e l' ”egocentrismo” e uno solo il “sesso”. La quarta domanda riguarda l'influenza che i reality possono avere “sul comportamento/opinioni di chi li guarda” in relazione a varie cose. Per 17 studenti (su 35) i reality possono influenzare “il modo di relazionare con gli altri”, per 11 “il modo di fare/parlare”, per 3 “i gusti di moda”,

per due ragazzi non influenzano né le opinioni né gli atteggiamenti, e per gli ultimi due interessano i valori della vita. Alla penultima domanda - “Perché la gente segue molto i reality?” - la maggior parte dei ragazzi (11 su 32) ha risposto che le persone “non hanno niente di meglio da fare”, ben 8 preferenze per “perché sono poco impegnativi”, ex equo (5 voti) per “perché è attratta dal mondo dello spettacolo” e per “ perché è superficiale”, e solo tre voti per “perché sono di moda”. L'ultima domanda è la più interessante: “secondo te i reality dovrebbero essere cancellati”? Per ben 21 studenti su 31 la risposta è affermativa perché “inculcano valori inutili” (15 voti), perché “fanno uso di un linguaggio improprio” (3), perché “sono noiosi e ripetitivi” (2), perché “rubano spazio ad altri programmi” (1). I no, invece, sono stati 10 perché alla maggior parte (8 preferenze) “non interessano” e per uno solo ci sarebbe in ballo la “libertà di scelta”. Per quanto riguarda i sì, 12 studenti su 24 guardano i reality perché “vengono trasmessi quando sono libero”, 9 perché “mi incuriosiscono le caratteristiche dei partecipanti”, due “perché rispecchiano i miei interessi personali” e uno solo perché “mi rilassano”. Le scuole dalle quali i ragazzi hanno iniziato a guardare i reality sono le medie (13 voti su 24), le elementari (6) e le superiori (5). Questi programmi appassionano i ragazzi per “il fascino e la simpatia dei concorrenti” (10 voti su 24), per la curiosità del finale (7), per “gli intrighi sentimentali” e per le discussioni (1). La quarta e la quinta domanda riguardano le dirette pomeridiane e serali: 9 ragazzi (sempre su 24) guardano “a volte” quelle pomeridiane, 7 “poco”, 5 “spesso” e 3 “mai”. Mentre per quanto concerne quelle serali, in 10 le guardano “spesso”, 9 “a volte”, 4 “poco” e uno solo “mai”. Gli studenti partecipano al tele voto? In 23 no perché “non ho voglia di spendere i soldi” (13 preferenze), “perché penso sia tutto falso” (9), e uno perché non gli interessa. Solo due ragazzi partecipano: uno “non sempre”,

l'altro per “per favorire i concorrenti”. Come per chi non guarda i reality, anche per chi li guarda è presente una domanda sull'influenza che questi possono avere “sul comportamento/ opinioni di chi li guarda”. Per ben 13 persone i reality influenzano “i modi di fare/parlare” e per 3 “il modo di relazione con gli altri”. Per 7, invece, “non influiscono” e per uno solo “dipende dallo spettatore”. La penultima domanda chiede se i “genitori sono d'accordo che tu segui i reality”. Ben 17 studenti hanno risposto affermativamente: 11 perché anche i loro genitori li guardano, 6 “anche se non li guardano”. In due hanno risposto negativamente: uno perché i suoi genitori pensano che siano “stupidi”, l'altro perché “non gli interessa seguirli”. Tre non sanno cosa rispondere. L'ultima questito domanda se “piacerebbe partecipare a un reality”. In 5 vorrebbero perché “sarebbe una bella esperienza, ma dipende dal reality”, perché si diventa famosi senza far niente, perché “nella nostra società è uno dei pochi modi per fare successo” e perché “attira l'esperienza”. In 11 niet perché “non interessa”, perché “piace guardarli ma non parteciparvi”, perché “sono diseducativi”, perché “piace guardarli per ridere del degrado dei partecipanti”, “perché non mi ritengo dello stesso livello”, perché “sarei una gioppina”, perché “non vorrei mai andare in tele”, perché “ho altre aspirazioni nella vita”. In 7 “forse”: “per diventare famosa”, perché “sarebbe divertente”, sarebbe una “nuova esperienza” e perché dà soldi. Quindi coloro che non seguono questo tipo di programma sono di più rispetto a chi li guarda. Comunque, sarà che i comportamenti nei reality sono portati all'eccesso e all'esagerazione per una questione di audience, ma non è che gli atteggiamenti di certa gente di oggi – nella realtà, non nella finzione televisiva – si distacchino molto. Anzi, a vedere i figli di certi genitori c'è da pensare che la vita reale sia diventata lo specchio del Grande Fratello. Roberto Pinotti

Giugno 2011 - pagina 5


Vik restava umano

“Vittorio non è né un eroe, né un martire, ma solo un ragazzo che ha voluto riaffermare con una vita speciale che i diritti umani sono universali, e come tali vanno rispettati e difesi in qualsiasi parte del mondo, che l'ingiustizia va raccontata e documentata, perché nessuno di noi, nella nostra comoda vita possa dire ‘io non c'ero, io non sapevo’.” Con queste parole Egidia Beretta saluta per l’ultima volta suo figlio Vittorio. È stato per me molto triste leggere su alcuni quotidiani nazionali frasi come “era un estremista, filo-palestinese con i paraocchi, anti-israeliano all'eccesso e un po' anarchico”; mi piacerebbe chiedere a chi così la pensa se ha solo mai provato ad immaginare quale possa essere la sensazione provata di chi ha vissuto nella striscia di Gaza il terribile periodo dell’operazione “Piombo Fuso” (non credo serva aggiungere altro oltre al nome). Avrei preferito qualche silenzio in più alla semplicistica retorica del “se l’è andato a cercare”. È stato davvero offensivo non solo verso Vittorio, ma verso tutti noi. Vittorio Arrigoni ( o come molti lo conoscevamo, Vik Utopia) era un volontario, un attivista, un cooperante, un giornalista, uno

ora tocca a noi: STAY HUMAN

scrittore, un blogger e tanto altro. Era il consapevole testimone di una complessa parte di mondo, mai realmente compresa dalle nostre parti. Portava avanti quella che andrebbe definita una “resistenza nonviolenta”; con l’International Solidarity Movement, lottava contro l’embargo israeliano, per portare giustizia, pace, e libertà a un popolo oppresso: quello della striscia di Gaza. Lottava attraverso le sue parole e il suo aiuto concreto: quando con una pettorina gialla si offriva da scudo umano ai contadini riparandoli da una violenza gratuita dettata da quella, che se non si trattasse di Israele, chiameremmo un’ideologia colonialista. Era una voce scomoda, di quelle che infastidiscono i benpensanti del Belpaese, da una

parte e dall’altra. Non ha mai avuto confini, barriere, o bandiere, come lui stesso diceva. Non ci ha pensato due volte a denunciare un attacco da parte delle forze di sicurezza di Hamas a una manifestazione pacifista di palestinesi, e non ha risparmiato critiche a Saviano quando esaltò pubblicamente la “democrazia” di Israele. E pensare che, come qualcuno ha scritto, “con quella faccia lì e con quel fisico asciutto avrebbe potuto entrare senza problemi nella Casa del Grande Fratello”, ma raccontandoci cosa succedeva in quella che considerava la sua di Casa, ogni giorno ci ricordava che è nella realtà (quella vera, non quella dei reality) che viviamo, una realtà che non è giusta, non è leale, una realtà che talvolta uccide. Il 15 aprile 2011 Vittorio è stato ammazzato, si trasferì a Gaza nel 2008: la sua battaglia è durata solo un paio di anni, ma, prendo in prestito le parole che chiudono una delle canzoni preferite di Vik: Guerrilla Radio: “all hell can't stop us now”! No, non era un eroe, Vittorio era semplicemente Umano. Fabio Roncchetti

INTERVISTANDO Gesa Lühmann 18 anni, ­studentessa tedesca Gesa, due anni fa sei arrivata in Italia per fare uno scambio e hai vissuto a Bergamo per un anno, come è stato arrivare in un luogo dove non conoscevi nessuno e nemmeno la lingua? “All’ inizio era molto difficile: tutte le persone che incontravo e di cui non capivo la lingua mi facevano venire nostalgia di casa. Nemmeno a scuola mi trovavo bene: non capivo nulla e non riuscivo a seguire le lezioni. Dopo poche settimane però ho incominciato a capire e a parlare, e dato che interagivo sempre di più con gli altri mi sentivo sempre meglio. Anche quando uscivo con i nuovi amici italiani che avevo trovato stavo bene, mi sentivo proprio a casa. Ormai quando vengo qui a trovarli non mi sento più una straniera!” Nell’ anno che hai trascorso qui hai frequentato il liceo Falcone, potresti spiegarci come funziona la scuola tedesca rispetto a quella italiana? “Io in Germania frequento una “Gesamtschule”, in cui gli studenti studiano dai 10 anni fino alla maturità. Le nostre lezioni durano 45 minuti e ogni 90 minuti facciamo l’intervallo. La settimana scolastica va da lunedì a venerdì e la giornata inizia alle h 8.00 fino al pomeriggio (che non sempre c’è). Durante le lezioni facciamo molto lavoro di gruppo, c’è molta più collaborazione tra gli alunni, voglio dire che i professori ci danno degli esercizi che noi risolviamo insieme (gruppi di 3 o 4 persone).” Quale aspetto della scuola italiana cambieresti? “Secondo me le lezioni nelle scuole italiane sono troppo frontali, cioè i professori spiegano tantissimo e gli studenti devono prendere appunti in modo passivo e poi studiare a casa. Credo che si impari di più facendo ricerche individuali o in gruppo ed esponendole alla classe, in questo modo gli studenti partecipano e apprendono in maniera attiva.” Ci sono aspetti dell’Italia che porteresti in Germania? “Io porterei tante cose che per me sono diventate importanti:soprattutto i miei amici e due delle famiglie che mi hanno ospitata.. Poi beh, il tempo che è spesso più bello di quello tedesco, la montagna e la focaccia genovese!” Quali esperienze vissute qui ti hanno lasciato un segno? “Mi sono rimaste soprattutto la lingua, le esperienze vissute nei campus con gente proveniente da altri Paesi, dei quali ho potuto conoscere la cultura. Qui ho fatto un anno negli scout: per me è stata una grande esperienza fare le uscite con loro perché ho sempre imparato qualcosa di nuovo. Inoltre, il fatto di essere da sola, senza la mia famiglia e senza i miei amici, mi ha fatto crescere molto: ero praticamente sola nelle situazioni che mi si presentavano!

a cura di Laura Carminati

Giugno 2011 - pagina 6


InfoAstri

Ariete

a cura di Cloe e Anna

Toro

Gemelli

Avrete la vostra parte di talento, fortuna, brillantezza mentali e fiducia in voi stessi e negli altri. Utilizzate queste caratteristiche al massimo, soprattutto nella prima parte del mese. Le novità saranno all’ordine del giorno!!

Siete al centro dell’attenzioni e provvisti anche di un delicato tocco poetico grazie a nettuno. Lo schieramento dei pianeti vi permetterò di cancellare qualunque tipo di stress e di riuscire a vivere la vostra vita con serenità!

È un grande slancio affettivo con conquiste seriali e possibilità di incontri fortunatissimi! Sarete pervasi da un carisma che vi permetterà di superare ogni difficoltà e di vivere al pieno l’estate che è ormai alle porte!!Continuate così...siete sulla strada giusta

Farete conoscenza con persone in sintonia con la vostra profondità di pensiero e vi stanno aspettando delle settimane ricche di fortuna!! Attenzione alla salute...siete un po’ cagionevoli in questo periodo!

Leone

Sagittario Questo mese sarà, sotto molti aspetti, stimolante e interessante. La vostra energia non conosce ostacoli e l’entusiasmo che avrete vi aprirà tutte le porte!

Acquario Ottima l’intesa con persone provenienti da contesti diversi. In questo mese avreto modo di cimentarvi con conquiste nuove e la noia non vi sfiorerà, le prossime settimane saranno leggermente stancanti.

Vergine

Bilancia

Scorpione In questo periodo sarete flessibili ed elastici mentalmente e questo vi permetterà di aprire gli occhi su alcuni dettagli che finora vi sono sfuggiti!

Pesci

Per tanti il 21 dicembre 2012 è il giorno della Fine, ma per molti ragazzi e ragazze la data è l’11 giugno 2011. Il countdown è cominciato, i giorni si contano sulle dita delle mani!! Si ragazzi, probabilmente saprete meglio di me che la libertà arriverà tra meno di venti giorni! Il caldo si fa già sentire e noi abbiamo voglia di sole, sabbia e freschezza…e dove

L’atmosfera che vi circonda è serena e romantica,ottima per concigliare delle storie d’amore!! Scaricate la vostra tensione con un’attività fisica leggere,ma concedetevi anche qualche coccola!!

Capricorno Marte è nel vostro segno e porta complicazioni nelle relazioni. Non è il periodo giusto per nuovi incontri e per fare mosse azzardate. Concentratevi sull’attività fisica!

Cancro

L’amicizia è in fase SUPER! Sarete travolti da una forte energia incrementata dallo spostamento di alcuni pianeti. Avrete incontri ravvicinati con persone nuove che attireranno la vostra attenzione. Non dimenticatevi la forma fisica che, a causa delle vostre abbuffate, mettete in secondo piano.

Vacanze: miraggio o realtà

In questo mese la fortuna non è dalla vostra parte anzi, vi ha addirittura girato le spalle!! Non fate mosse dettate dall’istinto, potreste pentirvene!!

Sarete pervasi dal nervosismo e questo causerà incomprensioni con le persone che vi stanno accanto. Cercate di controllarvi, non so per quanto tempo riusciranno a sopportarvi!

ci si può rinfrescare meglio che in una piscina o al mare? Allora tutti verso l’acqua!! Ma ecco che appare una figura….chi è? Il bagnino!...meglio conosciuto come “il rompipalle con il fischietto e gli occhiali da sole che fa il figo”. Eppure nessuno si è mai soffermato a pensare ”ma avrà qualcosa di meglio da fare questo qui??”. In realtà quel “rompipalle con il fischietto” è più importante di quanto pensiate! Posso saperlo perché avendo fatto il corso di Assistente Bagnante (comunemente bagnino) alla piscina “Aqua Team”, di Ponte San Pietro, sotto la guida dei simpatici ma severi nonno Beppe e Elenio, ho capito che in realtà il bagnino è una figura non importante, indispensabile per il nuoto e il divertimento. Lui ha la tutela di tutti quelli che si vogliono divertire! Insomma ragazzi e ragazze, comincia l’estate, comincia il divertimento e comincia anche la pacchia!! Ma ricordatevi che sia in piscina che al mare il divertimento deve essere responsabile! …e siate carini con il vostro bagnino: potrei essere io. Buone vacanze studenti e studentesse

e a settembre, tutti qui! Michael Pakvis

per aderire contattaci su facebook.com/IntervalloDSAS o sul sito www. dsasbg.org o alla mail redazione@dsasbg.org

Giugno 2011 - pagina 7


Cruciverbolo DSAS

a cura di Sofia Ferri

Soluzioni su www.dsasbg.org

Orizzontali 1 Usuale, solito - 10 Uman Hotel – 11 102.5, very normal people – 11 Citta` marittima francese – 14 Telefilm di La5 – 16 Energia... del vento – 17 La religione araba – 19 Sinonimo si magico – 20 Si, appunto – 23 ... Prima di cercasi – 24 Il sentimento piu`importante – 26 Negazione – 28 Caramelle benefiche per la gola Prodottte in Svizzera! – 30 Non colpevoli – 31 Un emirato sovrano ricco di petrolio

Verticali

1 In questo luogo – 2 Colla forte – 3 Amante di Isotta – 4 Lo stato in cui viviamo – 5 Consonanti di Dolly – 6 Parte finale del retto – 7 Il fiume d’Egitto – 8 Vizi, pigrizie – 9 Societa` Autotrasporti Ancona – 13 Consonanti di zecca – 15 La figlia intelligente dei Simpson – 16 Si tagliano le vene – 18 Iniziali di Amendola – 19 Parti finali degli arti superiori – 20 Un punto.. nel calcio – 21 Vicino all’Iran – 22 Al principio di aereo – 24 “atto” in inglese – 25 “me” in francese – 27 Acceso – 28 La seconda nota della scala – 29 Preposizione semplice.

La redazione Roberto Pinotti Piergiorgio Campoleoni Francesco Chiesa Daniele Molinaro Sofia Ferri Daniele Jesus Tarolla

!!Comunisti al Secco!!

Fabio Fusco Laura Carminati Filippo Peci Claudia Caccia Marco Grazioli Tommaso Mocchi

Nicola Falbo Anna Colombo Ilaria Bonassoli Silvia Conti Michael Pakvis

Ci è stato riferito che molti studenti del Secco Suardo non prendono il giornalino perché quando lo distribuiamo sembriamo “i comunisti” e quindi gli alunni deviano il proprio cammino. Non vi preoccupate, Intervallo non è del Movimento Studentesco.

Aforismi DSAS Se i partiti non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori [Corrado Guzzanti] Se la giustizia ti giustizia, commette un’ingiustizia [Elio e le storie tese]

FA MALE (chiave 4) ABACO MUSO BOA RICAMI BRACCI

RIPOSO BUSTE ROVINA CAPACI SCACCO

DIVANO SCIPPO FASI TEMPIO

Un giorno senza un sorriso è un giorno perso. [Charlie Chaplin]

2011_06_Giugno  

Burocrazia al Sarpi Giornata di Pulizia al Natta Giugno 2011 Come tutti gli studenti sanno, la burocrazia della scuola ha spesso lasciato a...