Issuu on Google+

Partigiani Richieste di beneficenza Alunni Convittori e Semiconvittori Caduti durante gli eventi bellici dell’ultimo conflitto anche in azioni partigiane

(Anno 1945)


Nell'Archivio del Convitto sono stati rinvenuti documenti interessanti che risalgono al periodo della II guerra mondiale e riguardano la vita di molte persone che frequentavano al tempo il Convitto, per diversi motivi:

• •

Partigiani; Richieste di beneficenza;

Convittori e Semiconvittori caduti durante gli eventi bellici dell’ultimo conflitto, anche in azioni partigiane.

PARTIGIANI La sezione riguarda alcuni mesi dell’anno 1945 in cui il Convitto risultò occupato dal CUO (Comando unico operativo partigiano). I documenti forniscono notizie indirette dell’evento Il 5 settembre 1945 l’Ufficio tecnico erariale di Parma, quantifica in dettaglio i danni subiti dall’occupazione militare in una relazione tecnica sui danni sofferti dal Regio Convitto Nazionale "M.Luigia" durante l'occupazione di truppe partigiane. Il giorno 25 Aprile scendevano a Parma, provenienti da zone montane, truppe partigiane, insieme ai reparti Alleati. Il Collegio “Maria Luigia” per la sua particolare ubicazione e disponibilità di locali, ed attrezzature di cucina, in condizioni di normale funzionamento, veniva requisito per essere adibito a vettovagliamento ed acquartieramento delle truppe, nonché uffici del Comando Generale Partigiano. (…)

Al R. Provveditore agli Studi di Parma, Prot. N.120, Risposta a nota n.416 del 28-2-1946, Oggetto: Danni di guerra sofferti dall’Italia. I danni sofferti dal Convitto in conseguenza della guerra possono essere classificati come segue:

2


1. Danni causati dal bombardamento aereo del 23 luglio 1944 che recarono offesa a quasi tutto il lato sud del fabbricato con danneggiamento grave del tetto, (…) 2. Danni arrecati dallo scoppio di un deposito di proiettili nella cittadella, avvenuto nel giugno 1945. (…) 3. Danni causati dalla occupazione dei locali da parte di formazioni partigiane nel periodo dal 26 Aprile al 23 Ottobre 1945. (…) Il documento riporta l’elenco particolareggiato dei danni subiti dai locali e dai beni mobili del convitto a seguito di tre eventi violenti ricordati in ordine cronologico: Bombardamento, Scoppio di un deposito di armi nella Cittadella e occupazione militare dell’edificio da parte delle formazioni partigiane. L’ interesse è in particolare legato alla testimonianza relativa al trasferimento, dalla montagna alla città, delle brigate partigiane nel 1945. Un altro documento, non datato: “DANNI DERIVATI AL CONVITTO POSTERIORMENTE ALLA OCCUPAZIONE DI MOLTISSIMI LOCALI DA PARTE DELLA III BRIGATA JULIA DEI CORPI DEI VOLONTARI DELLA LIBERTA” conferma l’evento con le ulteriori informazioni circa i corpi militari presenti nel Convitto e a Parma. Il primo maggio, d’ordine del Comando Unico dei Corpi Volontari della Libertà, furono occupate tutte le camerate del primo piano, ad eccezione di una occupata dagli alunni, e sette aule al pian terreno. La direzione del Convitto corrispose, con cordiali e larghi criteri a tutte le richieste ed a tutti i manifestati bisogni per la migliore sistemazione dei patrioti. Ma la confusione dei primi giorni specialmente, dato l’affluire tumultuario di patrioti dei più diversi reparti e delle più disparate provenienze ha provocato inevitabili molteplici inconvenienti non certo imputabili al Comando III Julia che nel limite delle sue possibilità ha fatto quanto era del caso per ovviare appena potè agli inconvenienti stessi. In realtà debbo far presente ed in questo è d’accordo con me anche il Comandante della Csa del Volontario che data l’ubicazione e la frammistione dei locali non è possibile (specie per il necessario uso dei servizi) dividere convenientemente lo stabile in modo da evitare gli innegabili guai che provoca la coesistenza mai verificatisi d’una caserma (per di più di transito e tappa) con un convitto di giovani e giovanissimi, in un solo edificio indivisibile.” Piuttosto curiosa è la lettera, inviata ai genitori dei convittori, da parte del Comandante di brigata Cap.no Bernardi Enrico che qui viene trascritta. "CORPO VOLONTARI DELLA LIBERTA” Comando unico operativo ovest Brigata “PABLO”. Pregiatissimo Signore, Per necessità bellica abbiamo dovuto usuffruire (!) del materiale lettericcio del Collegio “Maria Luigia” per reparti partigiani scesi dalle montagne per la liberazione della città di Parma. Fra i materassi usati la Direzione del Convitto ci segnala n.1

3


materasso di lana del vostro figliuolo. All’atto della restituzione, per circostanze purtroppo imprevedibili detto materasso risulta mancante. Questo fatto di per se deplorevole, viene giustificato dal fatto che, la maggior parte dei patrioti, purtroppo sconosciuti, ai comandi partigiani, hanno subito le rappresaglie Nazi-fasciste che hanno devastato le loro case durante i feroci rastrellamenti del Luglio e Novembre 1944 ed in conseguenza di ciò alcuni di essi sono stati spinti a trattenere detti materassi per loro così preziosi. Siamo venuti pertanto nella determinazione di rivolgersi alla sua comprensione chiedendo di fare opera altamente patriottica offrendo “pro danneggiati della montagna”, gli effetti di proprietà sopra citati. Per tale generosa donazione viene allegato un buono attestante l’elargizione che contiamo sia accolta con quello spirito di reciproca assistenza che anima le opere di bene. Con fiducia rispettosamente ringrazio Il Com.te di Brigata Cap.no BERNARDI ENRICO

LA BENEFICENZA I documenti presenti in questa sezione sono relativi ad un aspetto, crediamo abbastanza sconosciuto, della vita quotidiana a Parma negli anni trenta. In una città non propriamente florida sul piano economico e con sacche di estrema povertà, il Convitto, nazionale anche in anni più antichi dei nostri, si era assunto un compito di assistenza sociale. Pertanto in una prima fase attraverso le decisioni del Rettore o dell’Economo, poi attraverso l’istituzione delle DAME DI CARITÀ, vengono svolte elargizioni nei confronti delle persone più povere. Per prima cosa si provvede a distribuire ai poveri in elemosina e giornalmente “gli avanzi della mensa”; poi c’è chi chiede la “lavatura dei piatti” per nutrire il maiale la cui macellazione consente il pagamento dell’affitto. Richiesta da parte delle DAME DI CARITÀ di aiuto per le persone indicate in elenco. Il documento non è datato, ma presumibilmente del 1931. “Elenco delle persone bisognose proposte all’On.le Direzione del R. Convitto Nazionale “Maria Luigia” in Parma per l’autorizzazione a ritirare gli avanzi di cucina.” In elenco ci sono per lo più nomi di donne, di cui vendono indicati i particolari motivi per cui vengono segnalate: • •

ha marito senza lavoro (ciabattino) e 6 bambini, tutti piccoli; nove persone in famiglia;

4


molto bisognosi con 5 bambini;

cieca;

il marito è senza una gamba e fa il venditore ambulante;

con 2 figli;

molto bisognosa;

vecchio, molto ammalato con un figlio scemo.

Lettere di raccomandazione “Come nell’anno scorso, così anche in questo vengo a raccomandare alla di lei bontà la povera di strada Nuova, perché le conceda di continuare a partecipare degli avanzi della mensa dei Collegiali. “ (…) (4-2-1931)“ La sottoscritta fa domanda all’ Ill.ma S.V. perché venga mi favorita l’elemosina del mangiare giornaliero. Sono una povera vedova con 4 figli il maggiore sotto le armi, la bambina di 12 anni è malata, io inabile al lavoro perché corta di vista e corta di udito. (26 ottobre 1934) La sottoscritta, madre di sei figli, avendo il marito disoccupato e trovandomi in estremo bisogno osa rivolgere alla S.V. Ill. ma un grande favore. La sottoscritta chiede la lavatura dei piatti che giornalmente si faranno in cotesto collegio – rifiuti che servirebbero all’allevamento del maiale che è la sola fonte di possibile ricavo per pagare la pigione di casa. (23-3-19339) A quest’ ultima richiesta, sebbene sostenuta da una raccomandazione di prestigio (Virginia Barilla) il Rettore risponde negativamente apponendo sulla lettera un enorme NO, stampigliato con la matita rossa.

5


6


Sfollamento bambini Sempre nell’ambito della beneficenza alcuni documenti riguardano la richiesta da parte del Ministero dall’aeronautica di ospitare bambini sfollati dai centri urbani e la relativa risposta del Rettore del Convitto. MINISTERO DELL’AERONAUTICA Opera Naz. Figli Aviatori, Roma 17 aprile 1943/III ALLA DIREZIONE DEL Convitto Naz. “Maria Luigia” PARMA. OGGETTO: Sfollamento dei bambini dei centri urbani soggetti ad offese aeree nemiche.

L’Opera Nazionale Figli Aviatori, cui è affidato il compito di accogliere e di educare negli istituti dipendenti i figli dei gloriosi Caduti dell’Arma Azzurra, intende attuare, nell’ambito della famiglia Aeronautica, quella speciale e più vasta forma di assistenza imposta oggi dalla necessità di sfollamento della popolazione civile dai centri abitati sottoposti a bombardamenti aerei. L’iniziativa ha lo scopo di provvedere all’allontanamento dalle città esposte alle offese nemiche dei figli di tutti coloro che a qualsiasi titolo appartennero all’Aeronautica ed in particolare di quelli che, trovandosi nelle condizioni volute dallo Statuto dell’Opera, non possono essere messi negli istituti dipendenti. Del provvedimento dovrebbero inoltre beneficiare i figli del personale dipendente dall’aeronautica. Per la realizzazione dell’iniziativa, si sarebbe pensato di far accogliere i bambini sfollandi presso quei Convitti Nazionali o quei Collegi dipendenti da Enti pubblici o privati che, trovandosi in zone lontane da pericoli e da offese nemiche, possano offrire quella sicurezza che il carattere del provvedimento richiede. Ciò premesso, si prega codesta Direzione di voler cortesemente comunicare quanti dei nostri ragazzi o delle nostre bambine il Convitto ha la possibilità di accogliere, quali sono le modalità di ammissione, quale l’età minima e massima, quali i corsi di studio che i convittori possono seguire (sia per le scuole ordinate all’interno del Convitto, sia per quelle esterne), quale la retta stabilita, e di voler infine fornire tutte le altre notizie interessanti al nostro scopo. Firmato IL PRESIDENTE (Generale di Sq. Aer. G. Manni) 12 maggio 43 XX1

7


PRESIDENTE DELL’OPERA NAZIONALE FIGLI AVIATORI - MINISTERO DELL’AERONAUTICA ROMA 17/4/43 XXI Sfollamento dei bambini dei centri urbani soggetti ad offese aeree nemiche. Questa direzione ha dovuto necessariamente, ritardare la risposta alla nota su indicata nell’attesa che fossero ritoccate le cifre delle corresponsioni degli alunni, al fine di adeguarle, in qualche modo, alle eccezionali condizioni dei mercati, create dallo stato di guerra. Questo Convitto è esclusivamente maschile e presentemente ha tutti i posto occupati. Senonchè questa direzione, per corrispondere alle urgenti necessità di cotesta Opera Nazionale, è dispostissima ad esaminare, anche subito, la possibilità di accogliere almeno tre dei ragazzi sfollati, salvo mettere a disposizione di cotesta Opera medesima, con decorrenza dal 1° luglio p.v. dieci posti. (…) IL RETTORE (Efisio Trincas)

ALUNNI CONVITTORI E SEMICONVITTORI, CADUTI DURANTE GLI EVENTI BELLICI DELL’ULTIMO CONFLITTO, ANCHE IN AZIONI PARTIGIANE. Elenco nominativo degli alunni convittori e semiconvittori caduti nella ultima guerra e nel movimento partigiano. Due sono gli elenchi conservati nell’Archivio del Convitto, entrambi riguardanti lo stesso argomento, Uno è più ampio e probabilmente successivo. In entrambi compaiono annotazioni a mano che precisano le circostanze in cui sono morti i giovani. Il più ampio, a cui abbiamo attinto, riporta in ordine alfabetico i nomi, i cognomi, la paternità, la maternità, il luogo e la data di nascita di 26 giovani caduti durante l’ultimo conflitto. E’ inoltre indicato il periodo di permanenza nel Convitto. A fianco di alcuni nomi sono segnalate informazioni minime ed incomplete relative alle modalità con cui i giovani risultano caduti. Sono segnalati in particolare: -

Andalò Ugo Giorgio, classe 1915, presente in Convitto nel 1935. Caduto in combattimento a Bir Hacheim il 9-6-1942.

-

Ciantelli Carlo, del 1921, in Convitto dal 1934 al 1940. Risulta caduto nel 1943 combattendo nell’esercito repubblichino.

-

Ferrari Bruno “Brunetto”, figlio dell’ingegnere Giacomo, il comandante Arta; nato a Langhirano nel 1917; a fianco del suo nome non ci sono indicazioni delle

8


circostanze della morte. -

Fornaciari Renato, classe 1925, in Convitto dall’ottobre del 1938 al gennaio del 1941. L’annotazione lo ricorda come partigiano col nome di battaglia “Slim” fucilato a Febio il 31-7-1944.

-

Martelli Giorgio, del 1917, in collegio per ben 5 anni dal 1924 al 1930. Ricordato come patriota “Fiamma”, risulta morto a Parma il 3-7-1945 per tubercolosi contratta nella guerra partigiana.

-

Micheli dott. Michele, nato nel 1909, e uno dei più anziani, in Collegio dal 1927 al 1929. Disperso sul fronte russo.

-

Mutti Pierino, nato nel 1922. In Convitto dal 1929 fino al maggio del 1941. Risulta essere morto per congelamento sul Monte Cappello il 8-1-1945.

-

Ricci Ottavio, nato il 1925, convittore dal 1935 al 30 settembre 1943.

-

Ulivi Giacometto, nato il 29 ottobre 1925. Studente in convitto dal 1933 al 1942. A fianco del suo nome non risultano note.

-

Scarpetta Pier Giuseppe del 1913; presente in Convitto per il solo anno scol. 1929-30. Catodo in combattimento, è l’annotazione riportata.

9


10


11


12


A cura di “The Tutors of Maria Luigia” www.tutorsofmluigia.altervista.org tutorsofmarialuigia@gmail.com copyright©Convitto Nazionale “Maria Luigia” Parma 06.04.2012

13


Archivio del Convitto Nazionale Maria Luigia