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Il ento del Brenta

trimestrale della pro loco di campolongo sul brenta

XXX - n째 1 GIUGNO 2012 anno

Direzione, Amministrazione, Redazione: Casella Postale n.1 - Campolongo sul Brenta (VI) C.C.P.N. 10971364 - Spedizione in abbonamento postale - Taxe percue - Tassa riscossa Ufficio Postale - PT VICENZA - PAR AVION - ART. 2 COMMA 20/C L. 662/96


Campolongo in cifre: i dati nel 2011

Maschi

Femmine

Totale

408

421

829

NATI

2

2

4

MORTI

2

4

6

IMMIGRATI

25

16

41

EMIGRATI

11

16

27

RESIDENTI al 31.12.2011

422

419

841

differenza

+14

-2

+12

RESIDENTI all’01.01.2011

FAMIGLIE all’01.01.2011

328

FAMIGLIE al 31.12.2011

333

MATRIMONI: 1 civile, 2 religiosi, 3 celebrati fuori comune. CITTADINI STRANIERI residenti al 31.12.2011 STRANIERI

Maschi

Femmine

Totale

Regno Unito

1

1

2

Spagna

0

1

1

Romania

2

6

8

Albania

4

7

11

Bosnia-Erzegovina

2

2

4

Serbia e Montenegro

4

0

4

Moldavia

0

5

5

Macedonia

2

3

5

Costa d’Avorio

2

2

4

Marocco

9

13

22

Senegal

4

1

5

Perù

0

1

1

Cina

3

3

6

RESIDENTI AL 31.12.2011

33

45

78

Residenti al 31.12.2010

27

41

68

differenza

+6

+4

+10

CENTO ANNI FA (anno 1911) i nati furono 44, i morti 37 ed i matrimoni 9.

IL VENTO DEL BRENTA anno XXX - n° 1 Giugno 2012 Periodico di informazione e di cultura edito dalla Pro Loco di Campolongo sul Brenta Presidente della Pro Loco: Ruggero Rossi Direttore responsabile: Giandomenico Cortese Comitato di redazione: Ruggero Rossi, Fiorenzo Vialetto Indirizzo: Casella Postale n.1, Campolongo sul Brenta Autorizzazione: Tribunale di Bassano del Grappa n.1/83 Stampa: Grafiche Serenissima sas Hanno collaborato: Valerio Bonato, Dario Zannini, Cristina Bellemo, Classe quinta di Campese, Giandomenico Cortese, Carlo Mocellin, Giuliano Mocellin. Questo numero è stato inviato a 1.028 famiglie, delle quali 310 residenti a Campolongo, 643 nel resto d’Italia, 75 all’estero. www.procampolongosb.org Riportiamo i dati principali che riassumono, dal punto di vista finanziario, l’attività della Pro Loco nel 2011. ENTRATE Quote associative Festa in Brenta Contributi da Enti Pubblici Erogazioni da privati Rimborsi (5%) Varie Avanzo anno precedente TOTALE USCITE Manifestazioni Acquisto attrezzature Spese per “Il Vento del Brenta” Imposte, tasse, ... TOTALE

euro 570,00 12.824,00 1.020,00 3.858,00 553,00 ... 21.786,00 40.772,00 euro 9.680,00 5.256,00 2.227,00 1.799,00 18.963,00

Tempo di sostegno La redazione del “Vento del Brenta” ringrazia i soci, i collaboratori e quanti contribuiscono alla realizzazione del giornale e delle attività della Pro Loco. Alleghiamo un bollettino di Conto Corrente, confidando nella sensibilità dei nostri lettori nel contribuire alle spese di stampa e di spedizione di questo periodico.

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Pro Loco

Un compleanno ambizioso per riscoprire la giovinezza Festa di compleanno, gioiosa ricorrenza. Trent’anni di vita insieme. Siamo ancora entusiasti di condividere un legame, di assaporare la brezza di un vento che anima la valle e resta elemento vitale, di congiunzione, con la sua freschezza per chi abita in questo nostro paese dell’anima e chi, pur lontano, torna nel luogo della poesia, dei dolci sentimenti, della giovinezza, nel grembo della terramadre. E’ emozionante celebrare questo anniversario, carico di ricordi e di emozioni, di problemi e preoccupazioni, di qualche naturale incomprensione. Forse appare faticoso guardarsi indietro, e scorrere attraverso le pagine di un giornale, fatti ed eventi, rivedere persone, udire racconti della piccola storia di una piccola comunità sempre alimentata da grandi ambizioni e straordinari ideali. Il compleanno riattiva la memoria. Cesare Pavese, nel suo diario, “Il mestiere di vivere”, scritto nel 1939, appuntava queste parole: “Quando un popolo non ha più un senso vitale del suo passato, si spegne…”. Certo, la giovinezza dei popoli è la sua ricca vecchiaia. La memoria è un percorso che proietta nel futuro. Per questo ricordiamo i trent’anni passati, per imparare a vivere meglio il tempo, e gli avvenimenti, che ci attendono, protagonisti. Domenico Modugno, negli anni Settanta, cantava: “La lontananza sai, è come il vento, che fa dimenticare chi non s’ama…”. Ma qui, per noi, il vento del Brenta, l’aria di casa nostra, respirata vicina e lontana, fa da collante, rinfresca lo spirito di chi è nato e vissuto a Campolongo, nella angusta valle e di chi, poi, ha scelto di partire. E’ questo il “luogo dell’anima”,

delle passioni autentiche, per noi tutti. Lo vogliamo continuare a raccontare. E’ il vento a portare lontano il suono della voce della valle. Non è facile, però, proseguire il cammino, quando sono affievolite le forze. Allora è la freschezza e la carica di un compleanno, percepito come traguardo e ancor più come punto di partenza per guardare oltre, a farci intendere che c’è bisogno di energie nuove, del candore e dello stupore di un’altra fanciullezza, di più lontani orizzonti, per camminare verso cose sempre più belle, nuovi tramonti rosso d’oro, altre albe spumeggianti. Siamo fiduciosi. Il fiume, accanto a noi, scorre senza posa, porta acque cristalline, linfa di vita autentica. Il compleanno, pur ambizioso, obbliga a scorrere le pagine, a riflettere, e a far memoria di una cronaca del paese e della sua gente, che si è fatta storia, e sollecita ad avviarci verso le ardue sfide della contemporaneità e della globalità, a rinnovare tecniche comunicative ed impegni. Conclusa una tappa, quando finiscono le parole ci soccorrono le immagini, e si può ripartire, ritrovando la giovinezza che c’è in noi, e che il tempo non ha scalfito. Campolongo su Brenta, il vento che frusta e ripercorre la valle, il fiume con i suoi sussurri, l’eco che rimbalza tra le montagne sono per ciascuno di noi, nella mitezza ed intransigenza del paese che ci ha dato i natali, che ci ospita con le sue spigolose verità, diventano pietre miliari, aforismi di saggezza del nostro condividere. Ha ragione il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer quando dice “Il destino nasconde le carte, ma siamo noi a giocarle”. Giacomo Leopardi, in una lettera alla sorella scritta nel 1828, le

raccontava di una strada deliziosa individuata a Pisa, la città che allora lo ospitava, “una certa strada deliziosa che io chiamo Via delle Rimembranze: là vo a passeggiare quando voglio sognare a occhi aperti. Vi assicuro che in materia di immaginazioni mi pare di esser tornato al mio buon tempo antico”. Rimane questo lo spirito con il quale continuiamo a proporre “Il Vento del Brenta”, perché le stagioni non subiscano fratture, perché nel tempo di una società liquefatta, di un mondo che non ha più confini, di un’epoca che si perde nella frenesia, di un paese che si fa plurale, possiamo rinsaldare le nostre radici, riconfermare felici la nostra identità. Giandomenico Cortese

Si comunica a tutti gli interessati che anche quest’anno è in programma la “Piccola Fiera dei prodotti agricoli locali”, seconda edizione, che si terrà sabato 8 settembre dalle 16.00 alle 21.00. Il programma dettagliato sarà comunicato in un secondo momento, assieme alle indicazioni per l’adesione. A tutti l’augurio di un “Buon Raccolto”

TRENT’ANNI

di PAGINE al VENTO Quando sfoglio i tanti numeri del Vento rivivo esperienze personali, vissute e trascritte con l’emozione e la sensibilità di quel momento, che le pagine del giornale riportano fedeli. Rivedo tante occasioni in cui protagonista è la Comunità, civile e religiosa di Campolongo, e spesso li vedo in modo del tutto diverso da come li avevo percepiti allora. Nello sfogliare senza un preciso fine le pagine del Vento riscopro storie, riflessioni e testimonianze di persone che non sono più o che hanno affidato alle pagine del Vento il loro vissuto: e sempre le loro vicende sono inevitabilmente innestate nel quotidiano del Paese. Rivedo persone che si sono impegnate in vari settori del sociale e dello sport e, in questo momento, la riconoscenza mia e della Pro Loco va in particolare a Germano, che tanta attenzione e premura ha dimostrato per le nostre attività. Grazie, pagine del Vento, che come scrigno di memorie consenti anche ad un “foresto” di intuire, tentare di capire, assaporare un storia lunga trent’anni (gli anni del Vento!), ma che ha radici ben più profonde, scavate nel “ricco vissuto” di una piccola comunità. Auguri, Vento! Ruggero Rossi

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La nostra storia

Il Corpus Domini Sono venuto su a Campolongo, stamattina, con l’intenzione precisa di andare alla Processione del Corpus Domini. Era tanto che non vi venivo. Almeno 40 anni, ritengo. La prima volta, invece, fu l’anno della mia Prima Comunione - che avvenne il 20 maggio 1956, come risulta da santino fatto e conservato con cura da mia mamma - quando, vestito di tutto punto, con giacca, pantaloni, cravattina e fascetta laterale al braccio sinistro, per la prima volta indossai - sopra - pure la veste da chierichetto e la cotta bianca e iniziò così la mia vicenda di pellegrino di strada. Avevo quel giorno indosso pure l’orologio regalatomi per la Cresima, fatta subito dopo la Comunione, da me zio Bastianetto. Era molto caldo, il sole era alto, l’ora solare e il sudore - dalla fronte - grondava a catinelle. Questa mattina, invece, ero in camicia, l’ora era legale, era tutto molto più fresco, il cielo terso di sereno e il sole parimenti splendente. Il pensiero fisso a quella casa di cui abbiamo avviato i lavori e che ora mostra anche all’esterno i segni di una storia fin qui a me sconosciuta ma che percepisco personale, affascinante e misteriosa. Era d’uso anticamente, al Passaggio del Santissimo che, da tutte le finestre, si esponessero i quertori di casa, le coperte più belle, la biancheria più nuova quasi a significarne il Passaggio, come già il Venerdì Santo la Croce, coi lumini e i foghi de roe nei campi. Era la gloria delle mamme, l’onore dei padri e la meraviglia dei figli questa dimostrazione di affetto, di signoria, di magnificenza promanante da tutte le finestre di tutte le case in specularità esatta a come regolarmente avviene in chiesa per le feste normali e solenni. E il Corpus Domini è veramente una grande festa solenne. E’ il Signore che passa, è il Signore che viene! O almeno così mi insegnava mia madre, così mi confermava quel lussureggiare di coperte che da tutte le finestre di tutte le case, in presenza della processione, splendevano a festa come soli raggianti di luce. Di questo splendore ne ho vista traccia stamattina nei petali di rosa che i bambini spargevano copiosi all’andare avanti del Santissimo per le strade del nostro paese.

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Ne ho visto ulteriore evidenza nei canti e nelle preghiere della Gente e nelle musiche che la Banda, di bianco vestita, intercalava all’andare ritmato del passo. Potevo, a ricordi così intensi e a testimonianze così convincenti, lasciare da sola la casa lassù dei miei padri, nuda allo sguardo del Signore che passa? A guardarla dall’esterno, dalla piazza, quella casa ora evidenzia, in antico: - una porta leggermente sghimbescia rispetto all’attuale. Lo si vede dall’arco a mattoni che la sovrasta; - pure una nicchia superiore posta all’altezza del primo piano, quasi di altezza simile a quelle in chiesa di San Rocco. Lo si vede dall’ulteriore arco, più stretto del primo, che sopra vi rimane; - infine, una finestrella quadrangolare al piano ancora superiore, sempre posta in posizione centrale all’edificio. Anche quest’ultima tracciata a sintesi in parte più sovrastante ancora. Conclude il fabbricato il piano granaro costituito da sassi di Brenta ben riposti che danno, della casa, l’idea di fiume di vita che, dai quei tre piani sottostanti, ne è verso l’alto, in uno, scaturita. Quante cose, situazioni, eventi, momenti, criticità, silenzi, comizi, celebrazioni, feste hanno visto quei sassi! A guardare l’esterno dall’interno, che è esattamente la posizione del guardare dei sassi, si vedono: le scuole elementari e le sue auguste scalinate che ne significano lo splendore; il municipio, le sue bandiere e le sue epigrafi; la casa canonica; l’ufficio postale; il panificio; la chiesa vera e propria; la piazza e il suo andirivieni; il cimitero che mio nonno guardava, come sbirciando, di tra le finestre a nord, ora chiuse, quasi ad accompagnare con lo sguardo i tanti suoi figli morti bambini. Tutto, quindi, hanno visto quei sassi, ogni segno di campana conseguente hanno ascoltato quei sassi, di ogni fremito di cuore hanno

partecipato quei sassi: gli sposalizi e i confetti dei loro giorni; i giri della piazza delle Persone per il saluto di commiato nei funerali; le preoccupazioni amministrative dei sindaci e dei loro consiglieri; le paure delle interrogazioni degli scolari e le fatiche dei loro maestri; le preoccupazioni dei parroci e le loro spirituali consolazioni; l’andare della strada e il suo ritmico e sistematico tornare; lo svolgersi delle stagioni, del sole e delle montagne; l’odore del pane e il libretto della spesa; l’ardore dei giovani e il cammino lento degli anziani; le preghiere delle mamme e le sofferenze dei papà; le ansie recondite del malato e il sostegno accorto del medico condotto; la consolazione della fede e il quotidiano nostro perderla e ritrovarla; le 4 colonne della chiesa che Madre tutti raccoglie, riunisce e perdona. Tutto videro quei sassi, tutto ascoltarono, a tutto parteciparono quei sassi! Ma ne furono veramente centro? No! Il centro del centro del centro da cui promana, irradia e converge - come raggio di sole - ogni fatica, lavoro, sviluppo di Persona, di Paese e di Nazione è il pane. E stamattina, come quell’anno della mia Prima Comunione, sono venuto a onorare il Suo Passaggio per le strade del mio Paese Natale, insieme con i sassi della Casa dei miei Padri. Amen! Racconta Valerio Bonato Addì, 26 giugno 2011, Festa del Corpus Domini


La nostra storia

A mio nonno,

alpino del “Battaglione 7 Comuni�

Continuiamo la pubblicazione delle foto inerenti, la prima guerra mondiale, gentilmente concesseci da Carlo Mocellin. Come si vede l’oggetto delle fotografie riguarda il nostro paese ed altri limitrofi.

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Il tesoro di legno

A Campolongo sul Brenta restituite all’antico splendore le opere lignee della chiesa venerate da secoli dalla comunità: il crocifisso, le statue della Madonna del Carmine col bambino e dei santi Filippo e Giacomo e il fonte battesimale Visto che siamo quasi all’Epifania, lasciamo in disparte per un momento i problemi cittadini e le beghe politiche per raccontare una bella storia. La storia è quella della piccola e orgogliosa comunità di Campolongo sul Brenta, e del “tesoro di legno” custodito nella sua chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna del Carmine. Il tesoro in questione è costituito dalle sorprendenti opere d’arte che la comunità locale venera da secoli: lo splendido crocifisso ligneo, intenso ed essenziale nella composizione e moderno nelle linee nonostante le sue prime notizie risalgano al ‘600; le statue della Madonna del Carmine (o del Carmelo) con il bambino e dei due santi Filippo e Giacomo, sempre risalenti al ‘600 e riconducibili alla committenza della Confraternita del Carmelo e il fonte battesimale, unico nel suo genere. Capolavori della devozione popolare che la patina del tempo aveva oscurato, e che oggi - dopo un accurato lavoro di restauro commissionato dalla parrocchia, sostenuto da un istituto di credito locale ed eseguito dall’Equipe Artemisia Restauro coordinata dalle dott.sse Antonella Martinato e Martina Dalla Stella - tornano nella chiesa dove sono state adorate da generazioni di fedeli, restituite al loro antico splendore. L’importante restituzione - presentata oggi in anteprima alla stampa dal parroco don Paolo Pizzolotto, dal sindaco di Campolongo Mauro Illesi, dal giornalista Giandomenico Cortese e dalla restauratrice Martina Dalla Stella - sarà al centro di una serata aperta alla cittadinanza sabato 7

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gennaio, alle 20.30, nella chiesa parrocchiale. Sarà anche l’occasione per presentare il volume “Arte e Fede nel legno intagliato” (Bozzetto Edizioni), curato da Mario Bozzetto, che con le foto di Michele Bozzetto e i testi di Giandomenico Cortese, Donata Samadelli e Antonella Martinato ripercorre la storia e le fasi del restauro dei preziosi manufatti lignei. La serata, che sarà allietata dagli intermezzi musicali del Coro Parrocchiale di Campolongo, vedrà gli interventi di Mario Guderzo, direttore del Museo Canova di Possagno; di Donata Samadelli della Soprintendenza di Verona e della restauratrice Antonella Martinato. Il sindaco Illesi, presentando l’iniziativa, ha ringraziato il parroco per aver reso possibile “la riscoperta delle opere” e in particolare del battistero, “dietro al quale i chierichetti giocavano a nascondino.” Don Paolo, il parroco, ha ripercorso le fasi dell’intervento, iniziato tre anni fa col restauro del crocifisso e proseguito nel 2010 con il recupero delle altre opere, frutto di un lavoro che ma messo insieme “radici, memoria, impegno e fatica”. La dott.ssa Dalla Stella ha sottolineato, in particolare, l’opera di recupero del coprivasca battesimale, che era coperto da una patina nera e spessa e sul quale emergono oggi nuovamente le vivaci figurazioni che lo contraddistinguono. Sarà dunque grande festa a Campolongo sul Brenta, che vede tornare la “sua” Madonna - e le altre opere strettamente legate alla vita e ai ricordi dei parrocchiani - stringendole con quell’affetto e quella devozione che ancora oggi, nel paese della Vallata, sono valori e sentimenti immutati. Commento di Alessandro Tich bassanonet.it, 05 gennaio 2012, in occasione della presentazione delle opere restaurate


Il tesoro di legno

Don Paolo,

scopritore di bellezze nascoste Quando, sabato sette gennaio, sono stati presentati ufficialmente alla Comunità i lavori di restauro eseguiti sui “tesori” della nostra chiesa un sentimento di giusto orgoglio ha attraversato la mente ed il cuore di chi era presente. La parrocchia di Campolongo sul Brenta è tornata ad arricchirsi di cinque opere lignee di valore artistico, legate alla fede e alla tradizione della Valle. Tra tutte spicca il fonte battesimale, risalente alla seconda metà del ’500, con una copertura in noce decorata, riportato all’antico splendore con un restauro durato 8 mesi. Rilevanti anche le opere di restauro del Crocefisso e della Beata Vergine del Monte Carmelo, nelle cui vesti è impresso il segno del bombardamento dell’11 dicembre 1917, insieme ai santi apostoli Filippo e Giacomo, commissionate nel 1639 per rappresentare i patroni del paese. Anche qui il restauro è durato mesi. Il percorso seguito durante il restauro è raccolto nella pregevole pubblicazione “Arte e fede nel legno intagliato”, edita da Bozzetto Edizioni, con testi di Giandomenico Cortese, Donata Samadelli e Antonella Martinato. Per il suo acquisto ci si può rivolgere al parroco. In questo contesto occorre dare atto che la mente, la regia, in una parola il “deus ex machina” dell’operazione, è sicuramente da individuare nella persona del nostro parroco don Paolo Pizzolotto. Questo giovane prete, da oltre dieci anni titolare della nostra parrocchia, ha da sempre manifestato la sua acuta sensibilità nella ricerca continua della valorizzazione della nostra chiesa con le opere d’arte in essa racchiuse. Ha, dapprima risanato e restaurato il tetto dell’edificio religioso, poi ha saputo recuperare le antiche

pitture presenti in oratorio ed in sacrestia operando, continuamente, i lavori di miglioria che la struttura richiede. Nel frattempo ha bonificato l’impianto elettrico adeguandolo a norma di legge. In questa sua continua opera don Paolo ha sempre potuto contare su un nutrito e ben assortito gruppo di volontari che in modo discreto, ma sempre disponibile, ha saputo dare una consistente mano in tutte le fasi dell’esecuzione dei vari lavori. E’ inutile fare i nomi: si rischierebbe di dimenticarne qualcuno. Anche a loro giunga il più sincero ringraziamento. Credo che le iniziative del sacerdote siano una diretta continuazione di quell’impegno che i nostri padri hanno da sempre profuso, prima nell’edificazione e poi nell’abbellimento della chiesa che ci appartiene. In tempi di crisi economica nella quale ci dibattiamo, come parrocchiani, dovremmo, comunque, sentirci solidali a sostenere e supportare in prima battuta, ogni uno nei limiti delle proprie possibilità, quanto è proposto e realizzato perché quell’edificio non è una casa qualsiasi. Da lì siamo tutti, o quasi tutti, passati (o passeremo…), attraverso le tappe più importanti della nostra vita: il battesimo, il matrimonio, il funerale e tutte le varie cerimonie religiose. Se ogni uno di noi proverà a condividere questi principi, tramandatici dai nostri Padri, la nostra chiesa continuerà ad essere non solo un luogo di preghiera, di meditazione e di cultura ma, ispirazione per edificare, dentro di noi, il vero tempio necessario a vivere in modo migliore secondo i principi che, dal pulpito, vengono continuamente enunciati. Fiorenzo Vialetto

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Per acquistare il libro “ARTE e FEDE nel LEGNO intagliato” rivolgersi a don Paolo (0424 816070) 8


Il tesoro di legno

Risplendono i legni della Firenze di Valbrenta un volume ne celebra i restauri La comunità di Campolongo sul Brenta festeggia gli importanti restauri artistici, recentemente conclusi, delle opere lignee conservate nella chiesa parrocchiale dando alle stampe un pregevole volume d’arte: confezionato da Bozzetto, editore che ha ormai una preziosa esperienza nel promuovere la conoscenza dei capolavori artistici del territorio, il libro ripercorre, attraverso testi di addetti ai lavori e un apparato fotografico ricco e decisamente d’impatto, il lavoro compiuto (con attenzione al prima e al dopo intervento) consentendo di ammirare le opere, restituite al loro originario splendore.   «Siamo diventati la piccola Firenze del vicariato!» sorride il parroco, don Paolo Pizzolotto, evidentemente felice dei lavori. «Sognavo da molti anni di vedere questi tesori ripristinati e, finalmente, la provvidenza ci ha consentito di intraprendere questa impresa». In effetti,

entrando in chiesa, davvero si rimane colpiti dalla bellezza del fonte battesimale, posizionato ora nell’altare della Trinità (dove è visibile da ogni punto), a dare finalmente risalto al suo valore; delle statue dei santi patroni, la Madonna del monte Carmelo con, ai lati, San Filippo e San Giacomo; del Cristo crocifisso. «Tornano a rappresentare la nostra storia popolare, tornano all’ammirazione orante di tutte le genti, presenti e future, della valle del Brenta» afferma il sindaco, Mauro Illesi.   Grande soddisfazione anche per la restauratrice, Antonella Martinato, con la sua equipe dello studio Artemisia che, con amorevole cura, ha ridato integrità al legno: «È un vero miracolo che questi capolavori lignei siano arrivati fino a noi, in mezzo alle tante disavventure del tempo» osserva, e si sofferma sulla necessità di educare alla cura del patrimonio artistico, come parentesi di riflessione in quest’era sempre di corsa, per consentire «il piacere e la pienezza del percepire le emozioni ancora trasmesse da queste sculture».   «Il fonte battesimale (che risale al 16° secolo) è una delle cose più belle che io abbia restaurato – rimarca Antonella Martinato rafforzando le parole di don Paolo – Il coprivasca costituisce un pezzo unico in tutta la diocesi». Particolare soprattutto la struttura lignea, eptagonale, da sovrapporre al catino marmoreo (in conformità con le istanze di conservazione della purezza delle acque battesimali, affermate con vigore dal concilio di Trento), così da delineare un insieme imponente ma, al contempo, di straordinaria leggerezza. Tra le facce della piramide lignea risultante, le quattro intagliate costituiscono una sorta di “vangelo da leggere“, un accattivante catechismo anche per i bambini. Vi sono istoriati, con singolare maestria, Adamo ed Eva nel momento del

peccato originale, il battesimo di Gesù, sant’Antonio da Padova, sant’Antonio abate, san Pietro e san Paolo.   Bellissima anche la statua della Madonna del Carmine, databile 1639, per la notevolissima qualità esecutiva, come sostiene nel suo contributo all’interno del volume di Bozzetto Donata Samadelli, per la soprintendenza di Verona, che aggiunge come la sacra icona sia particolarmente venerata dalla popolazione di Campolongo. Accanto a lei, tutte esposte ora al centro della chiesa perché i membri della comunità di Campolongo possano ammirarle da vicino (in attesa dell’adeguata collocazione), le statue di san Filippo e san Giacomo, coeve a quella della Vergine, più piccole, a sottolineare la reverenziale soggezione alla Madre, che regge in braccio il Bambino.   Infine, il Crocifisso, a cui è appeso Gesù (databile tra il 16° secolo e l’inizio del successivo), anch’esso particolarmente caro alla gente del paese: scurissimo nelle foto del passato, ora ha riacquistato tutta la sua luminosità, l’intensità del volto, la precisione dei dettagli del corpo martoriato.   Come sostiene Giandomenico Cortese nel testo introduttivo al volume: «la gente che qui ha trovato i natali, e ha radicato la sua storia, ha desiderato e preservato questi segni e simboli della propria fede, vi ha affidato le sue preghiere e le proprie speranze, i propri timori e le sofferte gioie». Oggi «tornano ad animare preghiere e inquietudini, trasformando i loro intarsi, le occasioni d’arte, in attimi di fede».   Il volume dedicato ai restauri, dal titolo Arte e fede nel legno intagliato, viene presentato sabato 7 gennaio, alle ore 20.30 nella chiesa parrocchiale di Campolongo sul Brenta. Cristina Bellemo

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Gente che va

Un uomo coraggioso e generoso, dinamico, attivo e altruista, creativo, capace di rigenerarsi, sempre pieno di idee ed iniziative. Così ho visto fin da ragazzo e ho seguito ed apprezzato la storia individuale di un protagonista della vita pubblica del nostro paese. Germano Vialetto ha lasciato un segno profondo di cui tutti noi e l'Amministrazione Civica per prima, vogliamo rendere testimonianza. Non era mai domo. E anche così ha vissuto con intensità e pienezza la sua vita, fino all'ultimo istante, dimenticandosi dell'età ormai matura che pure avrebbe dovuto imporgli ritmi più lenti. Non c'è settore della nostra vita pubblica, sociale o associativa che non lo abbia visto in prima linea. Era innamorato di questa nostra valle. Con il passo deciso, spedito, di corsa tipico dei suoi bersaglieri, con il ritmo delle marce che accompagnano i fanti piumati, guardava al futuro con determinazione. Con questo stesso piglio aveva intrapreso l'avventura imprenditoriale, dando prospettive di lavoro e occupazione, perfino di benessere a molte famiglie. Nello sport, sua grande passione, il ciclismo era la sua attenzione dominante, dove ha rifuso ogni energia ma anche nel calcio fondatore dell' AC Campolongo e nella pesca sportiva.  Con lo stesso entusiasmo aveva interpretato la sua presenza delle pubbliche istituzioni, anche in Consiglio Comunale. Dovunque voleva lasciare un segno di condivisione per i grandi ideali che lo animavano. Gli dobbiamo riconoscenza. Riconoscenza è sentimento di gratitudine, ma pure di riconoscere chi per lunghi anni ci ha dato una mano, ha vissuto l' ’entusiasmo della partecipazione e condivisione alla grande famiglia, la comunità del nostro piccolo paese di Campolongo. La testimonianza di Germano Vialetto fa memoria di amicizia, spirito, capacità e qualità di servizio, valori forti per fronteggiare così con coraggio, con orgoglio e ottimismo la quotidianità,  in tempo di difficoltà come quello che stiamo vivendo.   Cerchiamo uomini concreti, coraggiosi, creativi, a loro consegniamo con affetto il fiore della gratitudine, grazie Germano per il tuo contributo a questo nostro paese Mauro Illesi

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Germano Vialetto

ci ha lasciato bei ricordi La figura di Germano Vialetto si staglia, imponente e coinvolgente, come quella di un personaggio che molto ha inciso sulle vicende del nostro paese. Consigliere e assessore comunale, presidente dell’Associazione Calcio di Campolongo, dei Pescatori, del Complesso bandistico, presidente dell’Associazione bersaglieri di Bassano del Grappa e del Veloce club Bassano, anima mai doma, promotrice di mille iniziative. Scrivere di lui è come riprendere in mano l’avventura di un uomo intraprendente, di una persona che non temeva di inseguire i suoi sogni, assumendosi la responsabilità anche delle sconfitte. E’ un po’ come ripercorrere una parte della storia di un Paese. Fin da ragazzo “Stefanin”, come lo chiamava affettuosamente la mamma, era un ragazzo intraprendente e ingegnoso. Durante la seconda guerra mondiale lavorò presso il cantiere della diga di Mignano acquisendo le prime cognizioni tecniche, poi ha svolto il servizio militare nel corpo dei bersaglieri. Negli anni Cinquanta, quando in paese e nella nostra zona non c’era lavoro, lui partì verso Milano ove in quel dopoguerra, denso d’incognite ma anche di speranze e di prospettive di rinascita, ha messo in piedi la sua prima società nel settore metalmeccanico. Dopo alterne vicende, con piglio deciso e fiducioso nel futuro, ha visto, con il ritorno al paese natale, un momento di ripartenza per lui ed anche per Campolongo. Erano quegli i tempi, i primi anni Sessanta, in cui molte persone della nostra comunità erano emigrate all’estero o in altre regioni italiane. I nostri “campi” erano sempre intensamente coltivati a tabacco e il contrabbando era, ancora, un mezzo per procurarsi da vivere. Con felice intuizione Germano riuscì ad acquistare, con il sostegno della pubblica amministrazione, una serie di appezzamenti nella zona a nord della contrada Vialetti. Allora s’iniziarono i lavori tra il fragore delle mine che sgretolavano gli enormi macigni rinvenuti nello scavo per tracciare le fondamenta del manufatto. La gente di Campolongo, e non solo, guardava con speranza

a questi lavori. La “fabbrica” sembrava immensa, enorme agli occhi di chi allora era ragazzino. Germano controllava lo stato dei lavori, muovendosi instancabilmente, all’interno del cantiere. Chi era all’estero o altrove era informato che proprio a Campolongo sarebbe arrivato il lavoro. Era un’occasione da non perdere. Era venuto il momento di rifare le valige, considerando il ritorno a casa dove mogli e figli aspettavano impazienti. Ecco, noi tutti in paese, in modo diretto o indiretto, siamo debitori verso Germano per aver dato, prima speranze e poi certezze, a tante persone che hanno potuto maturare, in seguito, una pensione per godere in pace la loro vecchiaia. Come dice don Abbondio nei “Promessi Sposi” “Se uno il coraggio non ce l’ha non se lo può dare”. E Germano ha dimostrato di averlo, continuando ad ampliare lo stabilimento, arrivando a offrire lavoro a quasi settanta persone. E nel corso degli anni l’inconfondibile suono della sirena segnava, assieme al rintocco delle campane ed al passaggio dei treni, anche i ritmi del paese. Il senso altruistico e l’amore per la comunità, l’innata passione di insegnare ai giovani i rudimenti del mestiere, hanno fatto sì che quasi tutte le nuove leve di quel tempo abbiano imparato presso la ditta Cifas un lavoro. In momenti successivi, questo bagaglio di conoscenze ha loro permesso di affinare le capacità lavorative agevolandone il passaggio a industrie più allettanti con miglioramenti di carattere economico e professionale. Quest’opportunità di apprendere una professione, magari con l’assunzione di persone anche se non strettamente necessarie all’attività della ditta, è il dono più grande che, a parere di chi scrive, Germano ha fatto ai suoi compaesani. Lui non faceva sottili calcoli opportunistici: se uno aveva bisogno di lavorare, specializzato o no, non sapeva negare il posto di lavoro. Il senso del “sociale”, i sentimenti del suo grande amore per il paese di Campolongo prevalevano su calcoli puramente economici. Poi, l’impegno a servizio della collettività sia paesana, sia di zona,

ha dato lustro a iniziative la cui storia continua anche ai giorni nostri. Nella vita, si compiono errori o omissioni che possono costare cari; ma Germano non si è mai arreso. Ha saputo reinventarsi fino a gestire un bar assieme a sua moglie Caterina che è sempre stata al suo fianco sostenendolo in ogni momento. Alla sua più non verde età, nonostante gli inevitabili acciacchi, si vedeva ancora al violante del “Fiorino” intento a rincorrere gli abituali mille impegni. E la sorte ha voluto che, quando è stato colto da malore, fosse a bordo dell’inseparabile vettura. Quando una persona lascia questa vita, viene naturale indulgere verso gli aspetti positivi che hanno contraddistinto la sua esistenza. Ma, in questo caso, il sentimento di riconoscenza è sgorgato spontaneo e sincero da tutte quelle moltissime persone che hanno partecipato al funerale, celebrato in forma solenne, e con la massiccia partecipazione dei suoi amati bersaglieri. Risuonano ancora nella mente le toccanti parole espresse durante l’omelia da don Paolo e, in seguito, da una nipote in nome dei famigliari, assieme al sentito ringraziamento espresso in nome della comunità dal sindaco di Campolongo sul Brenta Mauro Illesi. Riecheggiano ancora le note del flick flock (l’inno dei fanti piumati) diffuse dalla banda dei Bersaglieri quando il feretro, sorretto da membri dell’A.C. Campolongo, fendendo la folla presente, è stato accompagnato verso il cimitero. Anche da parte nostra, come Associazione Pro Loco, dobbiamo esprimere nei riguardi di Germano un sentito ringraziamento. Quando più di trent’anni fa è nata l’associazione, le prime attrezzature sono state realizzate, grazie al suo sostegno, nella sua “fabbrica”. E i soci fondatori di allora lo ricordano ancora perfettamente. Ed anche quando è nato questo giornale non è mai mancato il suo incoraggiamento. L’unica parola che ci sentiamo di dire è questa: “Grazie Germano!!!” Fiorenzo Vialetto


Gente che va

Anni ‘60. Germano Vialetto ripreso, in qualità di presidente del Complesso bandistico, assieme al parroco don Eugenio Toldo, al sindaco Mario Bonato ed ai suonatori.

28 ottobre 1989. Il presidente dell’Associazione pescatori, Germano Vialetto, premia il vice presidente Giovanni Tosin.

Anni ‘80. La squadra di calcio dell’A.C. Campolongo, al completo, ritratta assieme al suo presidente Germano Vialetto.

Luglio 1994. Germano Vialetto, ideatore del Gran premio Caldaie CIFAS, gara di ciclismo per allievi, interviene alla premiazione del vincitore del Trofeo Comunità Montana del Brenta.

Anni ‘60. L’imponente mole della “ fabbrica CIFAS”, ripresa da Solagna, campeggia in un ambiente caratterizzato ancora dalla coltivazione del tabacco.

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La nostra storia

Il ricordo di una tragedia che il tempo non cancella Nello scorso mese di giugno la Comunità Montana del Brenta ha organizzato, come ormai di consuetudine, il soggiorno estivo per gli anziani della Valle. Tra gli altri nostri compaesani ha partecipato anche Giuliano Mocellin. Nella riposante atmosfera di Riccione, oltre a prendere il sole e gustare le salubri arie marine, si ha il tempo di discorrere e di conoscere altre persone. Giuliano ha avuto modo di sentire le vicende accadute a un altro ospite, Giovanni Cavallin, originario di Pove del Grappa. Pensiamo che l’episodio segnalatoci possa essere interessante ed istruttivo. Come lui stesso ha raccontato in una intervista al “Giornale di Vicenza” rilasciata nell’aprile dell’anno 2004, Giovanni Cavallin, volontario di Marina classe 1927, era prigioniero dei tedeschi in un lager della Polonia, nella Boemia settentrionale, ed era appena diciottenne, agli inizi del 1945. “Un mattino di febbraio vidi arrivare un sidecar con due tedeschi. Si fermarono davanti ad un’isba. Mitra alla mano i due entrarono. Pochi minuti. Poi ripartirono. Quando sentii il rombo allontanarsi mi feci coraggio ed entrai anch’io. Vidi una contadina polacca attorniata da quattro bambini. Le chiesi cosa volessero i nazisti. Mi spiegò che erano venuti per accertarsi se era vero che aveva avuto in affido due bambini ebrei. Aggiunse che era stata una giovane madre a portarli in campagna, per paura delle retate. La mamma ebrea era rimasta in città per accudire i genitori anziani i quali, furono più tardi deportati in un campo di sterminio. Non lasciai passare altro tempo. Le dissi che quasi certamente i soldati

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tedeschi sarebbero ritornati perché qualcuno aveva fatto la spia. Mi feci indicare i due piccoli ebrei. Li presi con me, li imbaccuccai e li condussi in una vecchia scuola occupata da feriti. Di lì a poco ritornò il sidecar. “Qui ci sono bambini ebrei, Tirateli fuori!” La donna rispose che non era vero. Di rimando i due nazisti fecero inginocchiare i figli della polacca, intimando loro di pregare. Non ultimarono il segno della croce. Una mitragliata li falciò sotto gli occhi inorriditi della madre. Alla donna, sprezzanti, risposero: “Hai voluto salvare gli ebrei, noi uccidiamo i tuoi figli, così potrai allevare i due che hai ospitato.” Fui colto da una profonda angoscia e ancora adesso a distanza di oltre sessant’anni, il ricordo di quella tragedia apre una ferita nel mio cuore. Senza volerlo salvai due piccole vite umane. Ma prima di me le salvò quella povera contadina polacca. La veloce avanzata dei russi bloccò lo sterminio. Il lager di Theresienstadt, dove ero internato, venne liberato nei primi giorni di maggio.” A fine guerra Giovanni Cavallin scrisse all’ambasciatore israeliano ed avviò ricerche per cercare di rintracciare i due ragazzi. Ma non seppe più nulla. Gli rimane una lettera, che conserva gelosamente, con la quale l’ambasciatore gli scrisse, nell’anno 1967, per ringraziarlo con i sensi della sua più profonda riconoscenza per il gesto che aveva compiuto. Nel corso dell’anno 2009 il signor Cavallin è stato insignito anche della medaglia d’onore riservata ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti. A lui giungano i migliori auguri per ancora una serena e lunga vita.

Girando tra le infinite pagine di Internet, cercando notizie sul Brenta ed i suoi paesi, ci si può imbattere in imprevisti incontri, come due amanti dei sigari che si scambiano informazioni e consigli. E anche da loro si scoprono cose nuove… Ciao a tutti, posto una scheda di degustazione sul fantomatico (per ora ) nostrano del Brenta, che ho avuto modo di assaggiare grazie ad un amico iscritto al forum (Nemo 1976), Sigaro italiano, prodotto con una varietà di tabacco chiamata appunto "nostrano del Brenta" fino ad oggi prodotto, si dice, clandestinamente, dovrebbe entrare sul mercato a breve. SCHEDA DI DEGUSTAZIONE ANALISI A CRUDO Colore della capa: colorado - Toni: gialli - Luminosità: abbastanza luminoso Aspetto della capa: ruvida - Vista: con venature - Tatto: vellutata Costruzione:buona: Riempimento: regolare Profumo: intenso Sentori a crudo: legno e fieno maturo ANALISI DINAMICA Tiraggio: regolare, Combustione: irregolare in partenza, regolare in seguito Cenere: compatta Colore: grigio chiara ANALISI GUSTATIVA (Sapori e Aromi con intensità avvertita)

Sapori (tendenza) Ingresso: dolce (1) Centro: tannico (1) , dolce (1), asciutto (1) Finale: piccante (2), tannico (1) Aromi (descrizione) Ingresso: legno (1), nocciola tostata (2) Centro: legno (2), nocciola tostata (2), pepe(1) Finale: legno (2), nocciola tostata (2), pepe(1) Forza Ingresso: medio Centro: medio-forte Finale: forte DESCRIZIONE SINTETICA DELLE FASI O TERZI Ingresso (I° Terzo): Primo terzo sorprendente, con aromi definiti fin da subito, difetto di combustione abbastanza evidente Centro (II° Terzo): secondo terzo in cui aumenta abbastanza la forza, si percepiscono sapori tanninici Finale (III° Terzo): ultimo terzo con forza sorprendente, gli aromi tendono ad evolvere poco ANALISI ORGANOLETTICA Equilibrio: abbastanza equilibrato Complessità: media Evoluzione: media Persistenza: media Qualità: buona CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Durata fumata: 1 ora e mezza Sigaro per: tutti Momento della giornata: dopo un pasto non pesante e non invasivo Abbinamento consigliato: porto o succo di frutta acido (es arancia) Rapporto qualità/prezzo: non


Cosa di casa nostra

pervenuto Invecchiamento: 1/3 anni Investimento (collezione): sconsigliato GIUDIZIO FINALE Medaglie: 3 COMMENTO ED OSSERVAZIONI Il sigaro è sicuramente un prodotto differente da qualsiasi altro reperibile sul mercato (almeno per la mia esperienza), ricorda solo vagamente il kentucky, le note a crudo sono di fieno maturo, non erbaceo, e di legno che ricorda vagamente la nota legnosa di alcuni nicaraguensi, la fumata inizia in maniera sorprendente, peccato per l`evoluzione aromatica che non è eccezionale, compensata da una buona evoluzione in forza, mi sorprende la compattezza della cenere, facendo il parallelo con i toscani... salvo poi accorgermi, smontando il mozzicone che si tratta di long filler . Azzardo l`ipotesi che l`umidità di conservazione ottimale sia un po` più bassa del canonico 65% che utilizzo per i toscani, probabilmente questo potrebbe eliminare un po` il sentore tannico che a tratti si fa vivo in fumata. il finale diventa eccessivamente "carico" a tratti fastidioso, tuttavia il sigaro è stato pienamente fruibile per un`ora e mezza. Saludos e grazie ancora Andrea (Nemo) Simone Fonte: http://goo.gl/tmqQz

Caro Andrea, Le curiosità e le notizie su questo sigaro e relativo tabacco purtroppo non sono moltissime, del resto è un prodotto che fino a ieri era clandestino, dalle poche notizie "ufficiali" sembra che il tabacco che dà il nome al sigaro, sia una cultivar selezionata dall`incrocio di diverse varietà. La coltivazione sembra risalire alla fine del 1700, e le varietà utilizzate per l`ottenimento del Nostrano sono in gran parte ignote (non si conosce, o almeno io non so, quali e quante varietà si siano ibridate per ottenerlo ), potrei azzardare che ci sia l`influenza del kentucky, ma non ne ho la certezza. A quanto si dice la selezione originaria è stata fatta soprattutto in virtù della rusticità della coltura, si è preferita una pianta meno produttiva ma che riuscisse a produrre anche in terreni con condizioni di fertilità meno favorevoli, resistente ai parassiti, e non troppo alta per evitare i danni prodotti dal vento (NB tale tendenza, verso la scelta di varietà "dwarf" ovvero di bassa statura, viene oggi

portata avanti anche in moltissime altre colture assai diffuse, come gran parte dei cereali, oleaginose ecc. proprio per la resistenza all`allettamento ovvero all`azione del vento, ovviamente parlando di tabacco la "nanizzazione" della coltura porta inevitabilmente ad una riduzione di produzione cosa che non necessariamente avviene in piante il cui prodotto non è la foglia ma i semi o i frutti ). L`altro criterio di scelta varietale sembra essere stata l`elevata aromaticità della coltura, anche se, a mio parere, è probabile che tale caratteristica fosse conseguente alla selezione di piante più piccole; spesso infatti i tabacchi di piccola taglia sono di per sé più aromatici ( penso ad esempio ad alcuni tabacchi orientali per trinciati da pipa, che producono foglie di piccolissima taglia ma estremamente aromatiche ). Dal Nostrano del Brenta si sono distinte negli anni passati anche alcune sotto-varietà più o meno produttive, ovviamente, tali selezioni si facevano in funzione delle differenze microclimatiche e agronomiche che si riscontravano nei diversi areali.

Non conosco con esattezza quale sia l`areale di produzione, che di sicuro comprende i dintorni del Brenta, né se si voglia limitare la coltivazione ad uno specifico areale (creando una sorta di IGP) ora che il prodotto diventerà commerciale, questa ipotesi a mio avviso potrebbe costituire una lama a doppio taglio, perché da un lato tipicizzerebbe il prodotto, ma dall`altro potrebbe favorire la selezione di varietà più produttive per sfruttare al massimo l`areale di coltivazione, snaturando l`originale varietà e relative caratteristiche (ovviamente queste sono mie personali considerazioni). Non da ultimo credo che in parte abbia influito sulla scelta di immettere sul mercato il Nostrano del Brenta anche la crisi dovuta alla riduzione degli aiuti alla coltivazione del tabacco, l`economia di scala sicuramente ottimizzerà alcune fasi della filiera produttiva ma potrebbe peggiorarne (in termini qualitativi ) altre, solo quando avremo i sigari in produzione regolare potremo fare le valutazioni sul confronto fra il vecchi e il nuovo prodotto.

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Gente che viene

Nel corso degli anni molti dei nostri compaesani hanno deciso di lasciare la vallata alla ricerca di maggior fortuna. Allo stesso modo molti altri sono arrivati fin qui per le stesse ragioni, lasciandosi alle spalle la propria terra d’origine, per affrontare con determinazione ed coraggio una nuova sfida ed una nuova vita. E’ il caso di Ian e Liz Walker, due simpatici coniugi inglesi, che come leggerete nell’intervista che segue, hanno deciso di trasferirsi qui a Campolongo per affrontare una coraggiosa sfida imprenditoriale, ma anche e soprattutto, una nuova esperienza di vita, con tutte le difficoltà che ciò può comportare, ma che i nostri due nuovi compaesani sanno affrontare con entusiasmo e spirito di intraprendenza. Abbiamo chiesto loro di raccontarci la loro storia, per capire come e quando hanno deciso definitivamente di cambiare vita. Quando e perché avete deciso di lasciare il Regno Unito e cosa vi ha portati fino a Campolongo? Abbiamo cominciato a pensare di trasferirci 15-10 anni fa. Noi veniamo da Sunderland vicino a

Newcastle, nel nord dell'Inghilterra e una volta andati in pensione volevamo trasferirci in un posto in cui il clima è più caldo. All'inizio avevamo pensato alla Spagna, che è nota per i percorsi dedicati al ciclismo. Ma la Spagna non ci ha soddisfatto e così abbiamo deciso di provare con l'Italia. Nel 2005 siamo venuti a trovare un amico canoista che vive a Valstagna. Siamo stati qui una settimana in vacanza per fare ciclismo e abbiamo deciso immediatamente che avremmo dovuto vivere qui. Le strade qui sono adatte al ciclismo, i paesaggi sono bellissimi e abbiamo pensato che fosse un luogo più “sofisticato” rispetto alla Spagna. Quindi per 3 anni abbiamo cercato casa da Mussolente fino a Cismon. Un giorno passavamo di qua e abbiamo visto che questa casa era in vendita. Abbiamo parlato con Silvia Orlando, la proprietaria, e abbiamo visitato la casa. Era decisamente vecchia e c'erano molti lavori da fare, ma abbiamo visto subito come sarebbe stata una volta ristrutturata. Nel giro di 24 ore abbiamo deciso che questa sarebbe stata la nostra casa.

Quando avete aperto e chi sono i vostri clienti abituali? Abbiamo aperto nel 2009 e i nostri clienti per il 90% vengono dagli Stati Uniti, per il resto sono Australiani, Neozelandesi e Britannici, naturalmente. I primi ospiti sono arrivati grazie ad un nostro amico americano che vive a Bassano che ne ha parlato con dei suoi amici i quali a loro volta hanno sparso la voce tra i loro conoscenti, anche attraverso dei blog su Internet. Perché vengono in vacanza in questo zona, cosa vogliono vedere e fare quando soggiornano da voi? I turisti stranieri che vengono qui conoscono poco della regione Veneto. Di solito vogliono tutti visitare Venezia, Verona, il Lago di Garda, ma non immaginano minimamente quanti altri luoghi interessanti ci siano da vedere e alla fine restano tutti meravigliati dalla bellezza di queste zone. I nostri ospiti in particolare scelgono il nostro bed & breakfast per le attività sportive che proponiamo, soprattutto il ciclismo. Quindi di solito il mattino organizziamo delle uscite sulle strade dei dintorni, o sull'Altipiano o su fino in Cima Grappa. Il pomeriggio invece li portiamo a visitare Bassano e altri luoghi di interesse artistico. Abbiamo studiato la storia locale

per poter far da guida ai nostri ospiti. Poi ovviamente amano tutti il cibo e il vino e quindi li portiamo a cena nei ristoranti e nelle trattorie locali. Come vi trovate qui a Campolongo? Vi manca qualcosa dell'Inghilterra? Ormai questa è casa nostra, dell'Inghilterra ovviamente ci mancano i nostri due figli e la nipotina che ha un anno, ma quando siamo lì sentiamo molto la mancanza di casa nostra, qui a Campolongo. E poi adesso che l'attività funziona bene, sentiamo di appartenere sempre di più a questi luoghi. Anno dopo anno i nostri ospiti ritornano perché qui si sono trovati bene e vogliono ripetere l'esperienza. Alcuni ospiti australiani sono tornati 5 volte! Quanti mesi dura la stagione turistica del vostro bed & breakfast? La nostra stagione lavorativa va da Aprile a Ottobre. Quest'anno abbiamo lavorato molto e l'anno prossimo sicuramente di più. E' stata una stagione faticosa e pensiamo che probabilmente per l'anno prossimo dovremo assumere qualcuno del posto che ci aiuti nella cura della casa. Quindi a modo nostro cerchiamo di contribuire all'economia locale.

La casa ai Vialetti che ora è stata acquistata da Ian e Liz Walker (a fianco) e trasformata in Bed & Breakfast

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Cosa di casa nostra

Quando i prati di “Gualiva” erano falciati a mano. In questa foto, risalente ai primi anni “Sessanta”, si possono riconoscere Giovanni Vialetto “Ninin”, Amedeo Scramoncin “Madeo Macia” e Bruno Zannini “Bruno Bascianea” mentre stanno falciando l’ardiva (il primo taglio di fieno) nel prato di proprietà di Teresa Vialetto “Teresa Becioeta”. L’autore dello scatto è il dottor Giovanni Lovato, apprezzato collaboratore del “Vento del Brenta”.

In giro per Campolongo Proponiamo ai nostri lettori la poesia scritta dagli alunni della Quinta (Scuola Primaria) di Campese nel maggio 2011, in occasione del Concorso indetto lo scorso anno dalla Pro Loco di Campolongo. In giro par Campolongo Noaltri de quinta un bei giorno semo andai e……. chi o garia mai dito???? proprio stupii semo restai. La montagna de note a xe così scura Che a fa parfin paura; ma quando ghe xe el soe … tutti quanti la voe! Le case e xe strete E le va in alto Che par vardarle Ocore montar su un palco. El paese el xe pien de scaete Anche queste tute alte e strete. Una la porta so na caseta Dove vive Maria, la centenaria noneta. Do campanii a ga a cesa: uno funsiona

perché ghe xe don Paolo che lo tintona. La cesa coi so campanii Par che la diga ”ste a mi streti, Così tuti quanti si proteti”. Se vardè ben el paese xe pien de veciotei un poco rinsechii anca quei. Ma quando passemo noialtri tosatei a ghe vien i oci lustri e i deventa ancora pi bei. Se te vardi ben Ghe xe anche negossi E parfin el marcà Che porta da magnar a volontà. Tra vecie stradee

ghe xe na pisseria e par chi che ga pi pretese se magna anche in tratoria. Passa in meso al paese el fiume Brenta Che de a so aqua No podemo star sensa. In fondo al paese La diga bloca el Brenta E ai campi de Basan Ghe riva a so aqua lenta. Campolongo, longo e beo, el dà vita al me orteseo e anca se nol è rotondo xe el paese più beo del mondo. Alunni della Quinta (Scuola Primaria) di Campese (maggio 2011)

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Sostenitori

Proseguiamo la pubblicazione dei nominativi di coloro che con il loro indispensabile aiuto economico concorrono, concretamente, alle spese di stampa e spedizione del giornale. Versamenti registrati a tutto il 31/05/2012.

Anno 2011 Giovanni Secco – Alicante (Spagna) Francesca Vialetto Secco – Campolongo S.B. Bortolo Zannini – Mestre (VE) Angela Zannini – Annecy (Francia) Sebastiano Bonato - Padova Mirian Bonato – Campolongo S.B. Armida Lovato – Campolongo S.B. Luciano Vezzaro – Campolongo S.B. Giuseppe Bonato - Torino Paolo Zannini – Campolongo S.B. Severino Vialetto – Campolongo S.B. Alda Orlando Pastorio – Vicenza Roberto Lazzarotto – Mussolente (VI) Venezia Tartaglia – Loranzè (TO) Giuseppe Cian Seren – Campolongo S.B. Caterina Elisabetta Vettorazzo – Campolongo S.B. Bortolo Zannini – Mestre (VE) Francesco Costa – Valstagna (VI) Mario Vialetto – Montebelluna (TV) Maria Rosa Bonato – Campolongo S.B. Fausto Bonato – Campolongo S.B. Volpe Pietro – Saint Cristophe (AO) Silvio Secco – Campolongo S.B. Fortunato Costa – Campolongo S.B. Pietro Pellizzari – Campolongo S.B. Maria Lazzarotto Cavalli – Bassano D.G. Brando Scremin – Campolongo S.B. Silvia Zannoni – Campolongo S.B. Marco Pellizzari – Campolongo S.B. Caterina Colpo in Sacchi – Milano Doriano Serradura – Pove D:G. (VI) Silvana Edda Vialetto – Campolongo S.B. Annamaria Bordin Massignan – Solagna (VI) Annamaria Bonato – Bresso (MI) Barbara Vettorazzo – Pove Del Grappa (VI) Giovannina Cortese – Solagna (VI) Ezio Scramoncin – Cagliari Marisa Volpe – Campolongo S.B. Luciana Zannini – Tezze S.B. (VI) Lorenzo Orlando – Firenze Elisa Volpe – Cornaredo (MI) Mario e Bruna Camazzola – Romano d’Ezzelino Rosa Canzian – Montaner (TV) Sergio Vialetto – Campolongo S.B. Irma Giusto Papini – Ginevra (Svizzera) Angelo Tartaglia – Valstagna (VI) Maria Rita Vialetto – Mestre (VE) Antonio Temperato – Bassano del Grappa (VI) Adelino Vialetto – Cassola (VI) Maria Flavia Zannini – Cerro Maggiore (VI)

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Maria Orlando Sozzi –Lainate (MI) Romano Vialetto – Campolongo S.B. Italo Vialetto – Campolongo S.B. Pietro Baroni – Onè di Fonte (TV) Italia Orlando – Ginevra (Svizzera) Rina Orlando – Vanzè (Belgio) Emilio Scramoncin – Campolongo S.B. Giampietro Zannoni – Bassano D.G. Giuseppe Secco – Bassano D.G. Orfeo Giusto – Vigevano (PV) Paolina Zannoni – Bassano D.G. Anna Maria Cavallin – Belluno Ivano Lazzarotto – Campolongo S.B. Marina Zannini – Treviglio (BG) Natalino Orlando – Origgio (VA) Gianna Dalla Palma – Enego (VI) Luigi Bonato – Roma Graziella e Giovanni Conte – Venezia Giannina Orlando – Lainate (MI) Alvise Zannini – San Nazario (VI) Ida Zannoni – Vicenza Claudia Bonato – Roma Lorena Negrello – Pove del Grappa (VI) Graziosa Zannoni e Margherita Bonato – Pinerolo (TO) Cosima Cervelliera – Torre Santa Susanna (BR) Gianfranco Cavallin –Bassano D.G. Giuliana Illesi - San Nazario (VI) Daniele Bonato – Campolongo S.B. Fam. Giovanni Bonato – Rosa’ (VI) Andrea Orlando – Vicenza Carmen Orlando – Vicenza Mirta Bonato – Monteviale (VI) Luciano Bonato – Campolongo S.B. Monica Bonato – Campolongo S.B. Ernesta Secco – Campolongo S.B. Domenico Tolio – Bassano del Grappa Gianfranco Giusto – Campolongo S.B. Elisabetta Tessarolo – Lusiana (VI) Anna Gabrielli Lovato – Pero (MI) Natalino Vialetto – Campolongo S.B. Luciano Giusto – Bassano D.G. Flavio Mocellin – Settimo Torinese (TO) Elena Cavallin – Solagna (VI) Roberto Bianchin – Campolongo S.B. Ninin Vialetto – Campolongo S.B. Caterina Vialetto Borioli – Lugano (Svizzera) Anita Crestani Tosin – Campolongo S.B. Sebastiano Zannini – Milano Caterina Bonato – Bernareggio (MB) Gregorio Bonato – Campolongo S.B. Venezia Tartaglia – Loranzè (TO) Angela Lazzarotto – Milano Pierino Bastita – Campolongo S.B. Andreina Perin – Montebelluna (TV) Loredana Orlando – Lainate (MI) Paola Zannoni – Solagna (VI) Rosanna Vialetto Ganassin – Rosà (VI) Flavia d’Errico Budini – Treviso (TV)

Anno 2012 Anonimo – Campolongo S.B. Livio Vialetto – Campolongo S.B. Massimo Vialetto – Campolongo S.B. Armida Lovato – Campolongo S.B. Edi Bonato – Pove del Grappa (VI) Cenzio Bonato – Trebaseleghe (PD) Pasqualina Bonato – Campolongo S.B. Graziella Secco Fietta – Bassano D.G. Giovanna Vialetto Orlando – Campolongo S.B. Remigio Orlando – Vicenza Domenica Cavalli – Padova Sebastiano Pellizzari – San Mauro Torinese (TO) Teresa Lazzarotto – Tezze S.B. (VI) Angelina Vialetto Pozzi – Milano Maddalena Bonato – Villafranca (VR) Renato Vialetto – Vicenza Antonio Volpe – San Donato Milanese (MI) SVGN – Campolongo S.B. Maria Dolores Baron – Rosà (VI) Angelina Bonato – Bassano D.G. Giovanna Conte – Campolongo S.B. Elena Cavallin Bertoncello – Solagna (VI) Giacomina Bonato – Valstagna (VI) Giacomo Bonato – Fellette di Romano D’Ezzelino (VI) M.Grazia Bonato – S.Giocomo di Romano D’Ezzelino (VI) Giuseppina Bonato – San Nazario (VI) Natascia Zannini – San Nazario (VI) Fabiola Zannini – Campolongo S.B. Pietro Zannini – Campolongo S.B. Domenico Zannoni – Pove del Grappa (VI) Alvise Zannini – San Nazario (VI) Gino Bonato – Bassano D.G. Anna Maria Vialetto – Tezze S:B. (VI) Milena Ceccon Negrello – Campolongo S.B. Sergio e Rina Vialetto – Campolongo S.B. Dino Lazzarotto – Bassano D.G. Ivana Negrello – San Nazario (VI) Don Paolo Pizzolotto – Campolongo S.B. Antonio Pizzato – Campolongo S.B. Caterina Bonato – Rivarolo Canavese (TO) Margherita Bonato – Valganna (VA) Elisa Vialetto Rossi – Clusone (BG) Cecilia Bonato – Campolongo S.B. Flavio Mocellin – Settimo Torinese (TO) Roberto Bianchin – Campolongo S.B. Alessandro Parolin – Campolongo S.B. Graziano Vialetto – Campolongo S.B. Pierre M.Costa – Breyeres (Francia) Comune di Valstagna Lidia Bonato – Mottinello di Rossano V.to (VI) Rina Bonato – Valrovina di Bassano D.G. Nadia Bonato – Campolongo S.B. Orietta Cavallin – Campolongo S.B. Paola Cavallin – Cassola (VI) Mina Cavallin – Romano d’Ezzelino (VI) Dario Lorenzato – Campolongo S.B. Angela Zannini in Mocellin - Francia


Notizie Flash

Il Primo Osservatorio locale del Paesaggio del Veneto attivato in Canale di Brenta

L’Osservatorio del Paesaggio del Canale di Brenta si è presentato il 25 e 26 maggio con gli esiti di un anno di attività svolte in collaborazione con cittadini, scuole, amministratori locali, categorie conomiche, associazioni e comitati tramite una mostra, un convegno e una serie di eventi artistici. La Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze, 2000) definisce il paesaggio come “una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni”. L’Osservatorio del Paesaggio del Canale di Brenta, partendo da questo assunto, si propone come “mezzo” per avvicinare tra loro le persone e creare occasioni di cittadinanza attiva, in modo che ciascuno senta proprio il territorio e il paesaggio in cui vive e sia promotore del suo miglioramento. Per conto della Regione del Veneto, il Dipartimento di Geografia dell’Università di Padova, l’Università IUAV di Venezia e la Comunità Montana del Brenta, in collaborazione con laboratorio Città, l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (sez.

Veneto), le Amministrazioni comunali e i musei del Canale di Brenta hanno avviato a giugno dello scorso anno il primo Osservatorio sperimentale della Regione proprio nel Canale di Brenta. Le attività sono state declinate attorno alle 3 C del paesaggio, “Conoscenza, Consapevolezza e Condivisione”, e il progetto si è rivolto alla popolazione, al mondo della scuola, alle realtà associative, economiche e sociali del territorio per avviare processi di sensibilizzazione, conoscenza e valorizzazione del paesaggio. Diverse le attività documentate nella mostra.PAESAGGIO Fazzoletti di Luce, installazione luminosa temporanea che usa pannelli fotovoltaici, ha preso avvio il 17 febbraio 2012 con l’adesione alla campagna di risparmio energetico “M’Illumino di Meno” e l’intervista a Caterpillar su Radiodue. Concepita per essere osservata principalmente in movimento e nell’oscurità, è collocata nei terrazzamenti presso Sasso Stefani a Valstagna. A cura di Lucia Lancerin

Condoglianze

Fiocchi azzurri

Germano Vialetto, già titolare della ditta CIFAS, si è spento all’età di 87 anni il 22 gennaio scorso. Poco tempo dopo, l’otto maggio scorso, anche la moglie Caterina Pizzato è venuta meno, all’età di 80 anni. Al figlio Tiziano, già vicepresidente della nostra associazione, ed a tutti i famigliari giungano i sensi della nostra più viva partecipazione al loro lutto.

L’undici marzo è nato Mosè Temperato, figlio di Sebastiano e Silva. Ai suoi genitori ed al neonato giungano le nostre più vive congratulazioni.

E’ deceduto a Torino, giovedì 16 febbraio, Bernardino (Dino) Bonato, salesiano, da 65 anni e residente a Catelnuovo don Bosco. A parenti ed amici giungano le nostre condoglianze.

Fiocchi rosa L’undici aprile scorso è nata Amelia Bonato, figlia di Stefano e Sabrina. Ai genitori ed alla bambina giungano i migliori auguri per un futuro sereno. Il 14 giugno scorso è nata Giulia Bonato, figlia di Daniele ed Erica. Alla neonata ed ai genitori giungano le nostre più vive congratulazioni.

Fiocchi rossi

Pietro Vialetto (Pierino Becioeta) di anni 70 è venuto meno il 3 marzo scorso. Alla moglie, al figlio ed agli altri parenti giungano le nostre condoglianze. E’ mancata, il 18 marzo scorso, Miriam Bonato vedova Vialetto. Aveva 73 anni. A tutti i suoi parenti giungano i sensi del nostro profondo cordoglio. E’ venuta meno, il 5 aprile scorso, Adelia Costa vedova Scramoncin, di 98 anni. Ai figli, in particolare ad Emilio componente del consiglio della Pro Loco, ed ai parenti rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze. Laura Bonato, di anni 83, è venuta meno il 29 giugno scorso. Ai fratelli, in particolare a Carlo membro della nostra Associazione, ed ai parenti vadano le nostre più sentite condoglianze.

Il 29 novembre scorso Enrico Todesco, figlio di Giomaria ed Irene, si è laureato in ingegneria gestionale presso l’Università degli studi di Padova. Al giovane che continuerà i suoi studi per conseguire la laurea specialistica vadano i nostri complimenti estesi anche ai suoi genitori ed un augurio per i prossimi impegni universitari. Martina Illesi si è laureata presso la facoltà di psicologia, presso l’Università di Padova, in “Neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica” conseguendo la laurea specialistica il 5 dicembre scorso. Alla giovane dottoressa formuliamo i migliori auguri per il suo inserimento nel mondo lavorativo. A lei ed ai suoi genitori, Mauro (sindaco del nostro comune) e Renata, giungano le nostre più vive congratulazioni.


Notizie Flash

Il 5 maggio scorso si è Laureata presso il Centro di Tecnologia dell’Università Federale di Rio de Janeiro (Brasile) in Lingua e Letteratura Portoghese e Italiana, Maria Gabriella Lazzarotto, figlia di Antonio e Vera. Ci congratuliamo con la neodottoressa ed anche con mamma Vera; papà Antonio era spiritualmente presente. Auguriamo a Maria Gabriella un futuro denso di soddisfazioni.

Confetti rosa Lo scorso 5 maggio si sono uniti in matrimonio Paola Bonato (di Carlo e Raffaella) con Luca Zampierin che risiedono a Bassano con il loro piccolo Riccardo. Agli sposi le nostre felicitazioni e i più sinceri auguri per il loro futuro. Si sono sposati, il 26 maggio scorso, Barbara Costa (figlia di Carlo ed Elda) e Walter Bortollon. Agli sposi giungano le nostre più vive felicitazioni e l’augurio di un domani sereno.

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Nozze d’oro

Giochi matematici

Valerio Illesi e la moglie Anna (foto sotto a sinistra), lo scorso 26 dicembre, hanno festeggiato solennemente i loro cinquanta anni di matrimonio con una messa di ringraziamento. Dopo le espressive parole pronunciate da don Paolo durante l’omelia gli sposi accompagnati dai loro famigliari ed amici hanno continuato la loro festa presso un ristorante del posto. Agli sposi auguriamo, di cuore, un sereno futuro di salute e di serenità.

Eros Cerantola, che frequenta la classe seconda Media di Valstagna, è stato ammesso alla fase Nazionale (tenutasi a Milano) dei Giochi Matematici 2011-12, promossa dalla Società Italiana di Scienze Matematiche e Fisiche. Assieme a lui anche Alberto Vigo, della stessa classe, aveva partecipato alla fase Provinciale dei Giochi Matematici. Ai due studenti, così brillanti nella soluzione di problemi di logica e nei calcoli, formuliamo i più vivi complimenti.

Nozze di diamante Graziano Vialetto e la moglie Santina Negrello (foto sotto a destra), lo scorso19 aprile, hanno festeggiato solennemente i loro sessanta anni di matrimonio con una messa di ringraziamento. Gli sposi hanno festeggiato la ricorrenza accompagnati dai loro famigliari ed amici. Agli sposi auguriamo, di cuore, un futuro di salute e di serenità.

Confetti d’argento Giuseppe Vendrasco ed Eleonora Costa hanno festeggiati i loro 25 anni di matrimonio sabato 26 maggio. Alla presenza dei figli, parenti e amici è stata celebrata da don Paolo una messa di ringraziamento. Auguriamo agli sposi un futuro ancora denso di soddisfazioni.

I primi 35 anni della squadra volontari antincendio boschivo Per concludere in amicizia un altro anno di attività i componenti della Squadra Antincendio di Campolongo s.B. si sono ritrovati il 25 febbraio scorso per un momento conviviale, dopo aver partecipato alla S. Messa di ringraziamento. Durante il momento di festa, presenti il Sindaco Mauro Illesi, il Parroco don Paolo e rappresentanti di altre Associazioni, è stato presentato il libro, scritto da Luciano Bonato “de Pompeo” assieme alla figlia Milena in occasione dei 35 anni di attività dell’Associazione. La pubblicazione documenta in modo efficace, con immagini e testi, il lavoro della Squadra durante questi anni di impegno e di volontariato.


Notizie Flash

A lato: Il Complesso Bandistico di Campolongo durante il concerto in occasione delle festività natalizie.

Borsa di studio A termine del Consiglio Comunale sono state consegnate a Campolongo sul Brenta le borse di studio di euro 100 agli studenti meritevoli. Record quest’anno di premiati 11 i ragazzi e ragazze che hanno raggiunto la media per poter accedere alla borsa di studio messa a disposizione dalla’Amministrazione Comunale. 8 i ragazzi frequentanti l’Università e 3 le medie superiori. il sindaco Mauro Illesi ha elogiato l’impegno e la preparazione degli studenti che sostenuti dalle loro famiglie stanno frequentan-

do con profitto il loro percorso di studio. Nella stessa serata è stato premiato con una targa per l’ottimo risultato raggiunto anche Pierpaolo Bonato campione mondiale juniores canoa discesa traguardo raggiunto nei mondiali ad Opava (Repubblica Ceca). I premiati Universitari sono: Marco Mocellin, Martina Illesi, Alberto Fiorese, Damiano Rossi, Enrico Todesco, Elisa Vendrasco, Dario Lazzarotto, Claudio Lazzarotto; per la Secondaria Luca Vialetto, Jessica Vialetto, Vanessa Mocellin. Una grande soddisfazione è stata manifestata anche da tutto il Consiglio Comunale.

Recupero di una pozza Un gruppo di volontari del locale gruppo di cacciatori durante lo scorso inverno ha recuperato, liberandola dal fango che l’aveva completamente riempita, una pozza per la raccolta dell’acqua piovana in località “Pirche”. Il manufatto si è alla fine rivelato nella sua originale bellezza, rivestito di lastre e sassi, e subito, alla prima pioggia, ha iniziato a svolgere in pieno la sua originale funzione.

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Comune di Campolongo sul Brenta

Gentile Cittadino, Desideriamo ricordarle alcune semplici regole, da seguire scrupolosamente per separare e conferire i rifiuti correttamente secondo le modalità di raccolta attive nel territorio comunale. Perché la raccolta differenziata diventi uno stile di vita è necessario l’impegno di tutti.

Grazie per il vostro impegno!

Umido

RIFIUTO

MODALITÀ DI CONFERIMENTO

Materiali biodegradabili (scarti di cucina, avanzi di cibo, fiori recisi, fazzoletti di carta usati, ecc.)

In sacchetti compostabili in carta o amido di mais. Il Da solo, nel contenitore sacchetto è compostabile stradale dotato di serratura. quando riporta il marchio CIC, Ricordarsi di portare la la dicitura compostabile o è chiave conforme alla norma UNI EN 13432

Contenitori in vetro (barattoli, bicchieri, ecc.)

Sfuso nelle apposite campane presenti nel territorio

Evitare di rompere i contenitori in vetro, non usare sacchi in plastica

Insieme negli appositi contenitori presenti nel territorio

In sacchi di plastica trasparenti o semitrasparenti. Ridurre il volume degli imballaggi prima del conferimento

Sfusi, negli appositi contenitori presenti nel territorio

È importante ridurre il volume di scatole e scatoloni prima del conferimento. Non usare sacchi in plastica

Vetro

Imballaggi in plastica (bottiglie, flaconi, confezioni, nylon, polistirolo piatti e bicchieri monouso, ecc.) Imballaggi in plastica e metalli

Carta e cartone

Lattine, tappi di barattoli e bottiglie, materiali in alluminio, vaschette, carta stagnola, ecc.

Riviste, scatole, contenitori per bevande, giornali ed altri materiali cartacei

ZONA PORTA A PORTA

Secco non riciclabile

Giocattoli, vetro pyrex, gusci di molluschi, ossi, polvere, posate in plastica, ceramica e porcellana, articoli di cancelleria, stracci sporchi e spugne, imballaggi in plastica con evidenti residui di contenuto, grucce appendiabiti, ecc.

ZONA STRADALE

GIORNO DI RACCOLTA: OGNI MERCOLEDÌ

Da solo, negli appositi contenitori presenti nel territorio

Per informazioni: Etra – numero verde 800 247842 (da lunedì a venerdì 8-20) info@etraspa.it; www.etraspa.it

In sacchi trasparenti o semitrasparenti. Esporre i rifiuti la sera prima del giorno di raccolta

In sacchi trasparenti o semitrasparenti


Vento del Brenta, giugno 2012  

Vento del Brenta, giugno 2012

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